La ''manovra Monti'' e l'IdV

9 dicembre 2011 sandro brusco

Alcune ulteriori osservazioni a margine del dibattito sulla ''contromanovra'' di Italia dei Valori, come illustrata dall'on. Donadi.

Nella sua risposta al mio post iniziale, l'on. Donadi conferma quello che era nel frattempo diventato chiaro. La cifra del presunto risparmio di 18 miliardi conseguente alla cancellazione dell'accordo internazionale sulla produzione e acquisto dei cacciabombardieri F-35 va riferita a un periodo temporale che arriva al 2026 (resta anche da sapere un po' meglio se i miliardi sono 18, 16 o 13, ma a questo punto è un problema secondario). Ha quindi poco senso usare tale cifra per la discussione degli effetti della manovra nei prossimi due anni. Secondo Donadi il risparmio annuale nel biennio 2012-2013 è di 900 milioni annui. Si tratta di un totale di 1,8 milardi, un decimo dei 18 miliardi sparati nel titolo. Nel caso la cifra complessiva sia invece 13, saremmo a 1,3 miliardi, un 13esimo circa del numero annunciato.

Dall'intervento di Donadi, e assumendo che la sua posizione coincida con quella dall IdV, io capisco inoltre quanto segue:

  1. IdV è sostanzialmente favorevole alla riforma delle pensioni proposte dal governo Monti. Per la precisione Donadi afferma che ''[q]uesta riforma è da me largamente condivisa''.
  2. Propone tuttavia alcune modifiche a margine. Donadi quantifica in circa 8 miliardi l'incidenza della manovra pensionistica per il periodo 2012-2013. Visto i risparmi proposti per quel periodo sono di 1,8 miliardi, stiamo parlando di aggiustamenti relativamente piccoli. Nelle parole di Donadi, si tratta di una ''parziale e limitata modifica relativamente ai tempi di piena applicazione della riforma'' che incide sulla spesa in ''misura relativamente modesta''.

Se interpreto correttamente la posizione dell'IdV, me ne compiaccio. Ottime notizie in effetti. Mi perdonerà però Donadi se insisto. Forse manco di capacità interpretative, ma dal suo post iniziale io non avevo propio capito che IdV condivide largamente la riforma delle pensioni. Donadi afferma che questa è sempre stata la posizione di IdV e rimanda al suo blog. In esso leggo che questa è ''una manovra che interviene pesantemente sulle pensioni, sulle quali era probabilmente impossibile non intervenire, ma non certo così pesantemente e così indistintamente''

La parte in grassetto è nell'originale, mentre la parte immediatamente successiva l'ho evidenziata io. Effettivamente, con un po' di buona volontà, si può interpretare quella frase come appoggio alla riforma delle pensioni, ma resto convinto che un po' di chiarezza in più non avrebbe guastato. Di certo l'enfasi posta non era sull'appoggio alla riforma. Se poi andiamo sul blog dell'onorevole Di Pietro troviamo affermazioni di questo tenore:

Se fosse impossibile far quadrare i conti in altro modo, ce ne staremmo zitti. Ma non è così. Chi ci critica deve saper dire perché è giusto mandare in pensione tanta povera gente con sei anni di ritardo e invece non sarebbe giusto rinunciare all’acquisto di 131 aerei da guerra che ci costano 18 miliardi di euro.

oppure in un post intitolato ''meglio le pensioni dei caccia'':

Per il 2012 abbiamo previsto un finanziamento di 783 milioni per costruire quattro sommergibili e due fregate. Abbiamo in programma l’acquisto di 131 aerei F35/JSF, che ci costeranno 18 miliardi di euro solo come spesa base. A cosa ci servono tutte queste armi e perché, in un momento di crisi, sono più importanti dell’assistenza ai malati e ai bambini o delle pensioni di chi ha lavorato tutta la vita?

Mi darà atto, spero, che in un pezzo del genere occorre essere un lettore molto attento e anche molto scafato per non mettere in relazione i 18 miliardi con l'anno 2012. Sì, ho visto che ci ha messo un punto ed è un'altra frase, ma stiamo spaccando il capello in quattro. Mi piacerebbe anche capire meglio quanta gente arriverà effettivamente a ''sei anni di ritardo'', in una manovra che si contraddistingue per un aumento di 1-2 anni dei requisiti per pensioni di anzianità e come questo ''ritardo'' si compara all'età a cui andranno in pensione gli attuali ventenni e trentenni. Così, giusto per avere un metro di paragone.

La verità è che, per quel che mi è dato capire, il chiaro appoggio dell'IdV alla manovra sulle pensioni è una novità che apprendo ora e mi pare contraddire in modo abbastanza pesante quanto detto da Di Pietro e da altri dirigenti dell'IdV. Ne prendo atto e me ne rallegro dato che finora ho avuto l'impressione che l'IdV volesse cavalcare in modo demagogico, come sta facendo la Lega Nord, questo tema.

Mi siano però consentite un paio di ulteriori riflessioni.

La prima è che, siano 18, 16, 13 oppure 1,8 i milardi in ballo, trovo abbastanza fuori luogo che decisioni di politica estera e militare vengano prese sull'onda emozionale del ''far cassa'' in una manovra emergenziale. Come ho detto nel mio post iniziale non ho le competenze necessarie per giudicare dell'opportunità dell'acquisto degli F35. Ammetto un mio certo pregiudizio contro le spese militari, e non faccio alcuna fatica a credere che in questo come in altri settori della spesa militare ci siano inefficienze da cancellare e risparmi, anche sostanziosi, da fare. Ma questo è un argomento totalmente indipendente dalla manovra attuale. Se effettivamente l'accordo internazionale che abbiamo sottoscritto per gli F35 è per noi poco conveniente allora va cancellato. Sono certo che esistono buoni argomenti in favore della cancellazione e della rottura degli accordi internazionali, che valutano appieno costi e benefici della decisione (argomenti che spero siano un po' più completi e sofisticati di ''non vogliamo far la guerra a nessuno'') e li ascolterò volentieri. Ma tali argomenti non possono dipendere dalle manovre contingenti di bilancio. Se gli F35 sono un cattivo affare allora l'accordo va cancellato, anche se il bilancio pubblico è in pareggio o in superavit. Le pensioni non c'entrano nulla. Per fare un parallelo, è un po' come usare la lotta all'evasione fiscale per far cassa come parte di una manovra. È una sciocchezza. La lotta all'evasione va fatta sempre e comunque. Perché le leggi vanno rispettate, non perché c'è bisogno di far cassa. Lo stesso vale per la spesa militare. Occorre valutare le nostre esigenze strategiche e soddisfarle al minor costo possibile. La spesa non va certo decisa in modo congiunturale e sulla base di esigenze di cassa di breve termine.

La seconda è che io resto francamente perplesso da questa spasmodica esigenza di difendere persone che comunque, anche dopo le ultime modifiche, andranno in pensione a condizioni nettamente migliori a quelle delle generazioni più giovani. O meglio, capisco il guadagno elettorale di breve periodo che si può ottenere agitando il tema (lo capisce bene anche la Lega, che infatti spande demagogia a piene mani) ma non mi piace per nulla. Anche con le condizioni modificate, chi andrà in pensione nei prossima anni lo farà a condizioni nettamente migliori di chi ha oggi 20 e 30 anni. Chi è giovane oggi si troverà con una pensione calcolata interamente con il metodo contributivo, e quindi non godrà delle pensioni di anzianità, e andrà in pensione più tardi. Per aggiungere danno alla beffa, passerà anche tutta la vita a pagar tasse per ripagare un debito che è in non piccola misura il risultato di un regime pensionistico troppo generoso verso le generazioni attualmente più anziane. Veramente è compito di una forza progressista fare in modo che i giovani paghino ancora di più?

Chiudo con la risposta a una domanda che Donadi mi pone direttamente: se non mi paia strana ''tutta questa attenzione alle coperture proposte da un capogruppo sul suo blog'' rispetto alle ragioni addotte dal governo per non stipulare con la Svizzera ''un accordo bilaterale analogo a quello già stipulato da Germania e Inghilterra relativamente ai capitali illegalmente esportati''. Non le so dire, dato che il diritto tributrario internazionale esula dalle mie competenze. Ho guardato il video postato sul suo blog e devo dire che le argomentazioni esposte da Giarda non mi sono parse né assurde né particolarmente complicate. Forse semplifico troppo, ma quel che capisco io è che IdV sta proponendo una specie di condono, con aliquote più elevate di quello di Tremonti, e il governo afferma che una manovra simile è mal vista a livello internazionale. Magari hanno torto, ma la faccenda è complicata ed andrebbe esaminata con calma, senza alzare i toni. È un po' assurdo pensare che un governo come questo, con una maggioranza innaturale che non è uscita dalle elezioni, possa intraprendere atti come la denuncia di accordi internazionali o la programmazione di condoni. Sono cose che mi paiono più adatte per il governo che uscirà dalle prossime elezioni. IdV lavori per far parte di tale governo e per far sì che esso adotti le sue proposte.

15 commenti (espandi tutti)

A me piacerebbe che il politico (di destra e di sinistra, di sopra e di sotto, bianco rosso o verde .....) colto in flagrante a dir sciocchezze a puri fini di consenso - con tanto di inequivocabile dimostrazione numerica - avesse l'onestà intellettuale di ammettere il suo errore, anziché arrampicarsi risibilmente sugli specchi.
Probabilmente chiedo troppo. Però, poi, nessuno di costoro si lamenti della montante disistima - e persino rabbia - nei confronti di una casta che si mostra ignorante, pressapochista e presuntuosa.

Sono certo che esistono buoni argomenti in favore della cancellazione e della rottura degli accordi internazionali, che valutano appieno costi e benefici della decisione (argomenti che spero siano un po' più completi e sofisticati di ''non vogliamo far la guerra a nessuno'') e li ascolterò volentieri. Ma tali argomenti non possono dipendere dalle manovre contingenti di bilancio. Se gli F35 sono un cattivo affare allora l'accordo va cancellato, anche se il bilancio pubblico è in pareggio o in superavit.

Non sono d'accordo.  Se il governo è in deficit ed ha esigenza di far cassa, può farlo solo con una combinazione di aumento delle tasse e taglio della spesa pubblica, preferibilmente con tagli concentrati sui programmi di minor valore.  Quindi è del tutto normale che si ridiscuta un caso come l'F35, di fronte ad una congiuntura ben più stringente.

Lo stesso dicasi per la lotta all'evasione.  Se si aumentano le aliquote sulla tassazione occorre anche uno sforzo maggiore per evitare comportamenti evasivi; le due cose vanno di pari passo.

IdV lavori per far parte di tale governo e per far sì che esso adotti le sue proposte.

mamma mia... che incubo! Mi sto appena riprendendo dalla devastante esperienza del governo BS + Voltremont e già si ipotizza il ritorno della politica dei demagoghi incompetenti e ciarlatani alla guida del paese? Dio ce ne scampi!

Credo che in questo anno e mezzo, anche se non condividerò talune scelte del governo Monti, mi godrò ora per ora, minuto per minuto, questa ventata di aria fresca e respirerò tutto il tempo a pieni polmoni, conscio che dopo tornerà il napalm.

Anzi, istituisco fin da subito il rituale quotidiano del risveglio sulle note del GAUDEAMUS IGITUR: Vita nostra brevis est, brevi finietur: Vivat academia, vivant professores!

Un intervento che merita una standing ovation. Intanto in rete sta girando un appelli che recita più o meno così "Meglio un presidente che va a tr... che uno che manda il Paese a pu....., Cetto Laqualunque rules. Quello che spaventa è che sono i più giovani, i più colpiti dalla sconsiderata azione politica degli ultimi anni ad esserne i principali veicoli. 

Vorrei dare la mia opinione di giovane 25enne in merito alle considerazioni dei miei coscritti sull'attuale governo.

Purtroppo credo che i primi ciarlatani in Italia siano proprio gli italiani. Hanno appoggiato o ignorato provvedimenti disastrosi nei precedenti governi, che il più delle volte consistevano nel mantenere lo status quo a base di tax spending e debito sulle spalle delle generazioni future (ehilà!). Fin qui nulla di nuovo.

Tuttavia, ancora oggi, gli appelli conservatori su pensioni, pubblico impiego, tutela del lavoro, evasione fiscale e amenità varie fanno moltissima presa sul popolo. E  i miei coetani non sono meglio, anzi, godono nello salire sulle barricate per difendere i privilegi delle generazioni passate.

Infatti, in Italia, il presidente del consiglio può ricevere statuine e cavalletti in testa, chi vuole riformare l'aritcolo 18 viene ucciso o minacciato, e i giornalisti non allineati osteggiati (e.g. Pansa, Giannino), se provano ad esprimere idee "reazionarie". Diamine, perfino Wikipedia è in mano a  dietrologi oscurantisti e conservatori (per rendersene conto basta vedere l'articolo sulla sede della regione lombardia http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Lombardia o leggere il blog delle wikiperle.blogspot.com/).

In utltimo, tornando in-topic, come c'è gente che preferisce l'altro governo perché non aveva attuato (immediatamente) la riforma delle pensioni, c'è gente che preferisce questo governo perché... beh perché non è quello di prima. Ma quest'ultimi vanno così ad appoggiare una riforma delle pensioni non dissimile, negli effetti, dal punto di vista del quasi-pensionato, a quella proposta da Maroni, per la quale essi stessi si erano stracciati le vesti all'epoca del provvediemento. In questa gabbia di matti avere dei cialtroni al parlamento mi pare il minimo!

Beh, mica possiamo tenerci per sempre un governo di tecnici. Appena possibile i politici riprenderanno il loro ruolo, e tutto sommato è giusto così. Nel frattempo, mi pare che l'unica cosa che possiamo fare è mazzolare chi cerca di fare demagogia. Se ogni volta che si dice una sciocchezza si è costretti a renderne conto l'incentivo a dire sciocchezze, si spera, verrà ridotto.

Mi aggancio alla seconda riflessione di Sandro, per commentare non i dati oggettivi ed incontrovertibili, quanto il tenore del dibattito in Italia.

Ma a voi pare normale che il primo argomento di discussione sia come salvare l'indicizzazione delle pensioni ? Possibile che il dibattito italiano verta quasi esclusivamente su questo ?

Abbiamo giovani precari a 6-700 euro eppure si parla solo di pensionati. Ipnosi collettiva ?

Non riesco a darmene una spiegazione.

Tu vivi in Italia? In Italia i pensionati mantengono i figli precari da 6-700 euro/mese.

D'altronde basta pensarci un attimo: con 6-700 euro al mese, o dormi sulla panchina del parco e mangi alla caritas oppure hai qualcuno alle spalle che ti aiuta.

Oltre a quello che dici tu, e che è vero, ci sono però altri aspetti del problema.

il primo è che i più vecchi sono, in Italia e altrove, più attivi e più potenti nei partiti e nei sindacati. Questa è la ragione principale dell'apartheid generazionale sulle pensioni istituito dalla riforma Dini: una pura e fredda operazione di potere in cui i più anziani, e più potenti, hanno scaricato quasi interamente ill prezzo dell'aggiustamento sui più giovani. Donadi ritiene, per esempio, che occorra fare qualcosa per i lavoratori precoci, chi ha iniziato a lavorare a 15-16 anni. Forse c'è qualcosa che mi sfugge, ma a me pare che, anche dopo la riforma, se uno ha iniziato a lavorare a 16 anni, con 42 anni di anzianità va in pensione a 58. Veramente è prioritario mandarlo invece in pensione a 56? A me pare più urgente preoccuparsi del fatto che i ventenni attuali rischiano di avere quasi nulla. Ma i ventenni contano poco o nulla, e parecchi di quelli che urlano lo fanno in media solo per dire cazzate.

Il secondo è che le riforme vengono sempre fatte sulla spinta dell'emergenza e senza che vengano bilanciate da opportuni benefici. Sulle pensioni è tanto che si dice che il sistema di welfare va riformato, che la tassazione va diminuita etc. etc. Se, per esempio, si fosse reso chiaro che l'accelerazione della convergenza alle condizioni pensionistiche che comunque si applicheranno ai giovani fruttava una sostanziale riduzione dell'imposizione sui redditi più bassi, la faccenda sarebbe cambiata. Lo stesso per la sacrosanta rejntroduzione dell'ICI. Se fosse stata accompagnata dalla riduzione di altre tasse e se la determinazione delle aliquote fosse stata veramente decentralizzata, la storia sarebbe stata differente. Invece è stato un puro e semplice aumento delle imposte, con il solito estremamente limitato spazio di manovra per gli enti locali. Per forza la gente si incazza.

Visto il tempo che si è perso fino ad adesso e che ha fatto incancrenire i problemi è probabile che gli spazi di manovra fossero ridotti. Ma anche così la mia impressione è che la manovra Monti, oltre a non brillare per fantasia, sia stata una occasione persa. Il caso ICI è emblematico. Poteva essere reintrodotta senza specificare né aliquota né esenzioni, semplicemente dando facoltà ai comuni di imporla. Si sarebbe introdotto almeno un elemento di responsabilizzazione degli enti locali. Invece si è preferito continuare sulla vecchia e fallimentare strada del federalismo finto.

Come Rick Perry, sandro si blocca senza arrivare alla fine di un elenco.

Sorry, ho fatto casino e sono stato immediatamente beccato. Ora il commento è a posto.

Forse c'è qualcosa che mi sfugge, ma a me pare che, anche dopo la riforma, se uno ha iniziato a lavorare a 16 anni, con 42 anni di anzianità va in pensione a 58. Veramente è prioritario mandarlo invece in pensione a 56?

Vabè, è una questione di classe occupazionale. Se dici a un 56enne di farsi due anni di officina in più è abbastanza chiaro che quello senta l'irresistibile desiderio di recuperare dalla soffitta il vecchio fucile del nonno Alfio e sparacchiare a caso in paese urlando e sbavando. Al contrario (e voi che bazzicate il giro lo saprete anche meglio di me) in ambito accademico ci sono vecchi(ssimi) professori che si mettono in ginocchio pur di poter continuare a lavorare (e spesso per loro "lavorare" equivale a "tenere corsetti basati su roba antiquata con tecniche ancor più antiquate").

Se ho capito bene anche io, possono ma pagando un prezzo di 2% l'anno prima dei 62 anni per ogni anno di contribuzione sub retributivo. Questo oggi e domani. Quindi nel tuo esempio il pensionato dovrebbe scontare un 8% ((62-58)*0,02) dalla sua pensione retributiva. Non ho fatto i conti, but il principio makes sense dal punto di vista della generosità del vecchio sistema.

Dopodomani, invece, per chi ha cominciato dal 1996 a contibuire (pensione 100% contributiva) ci sarà, giustamente, flessibilità in uscita, ma a partire dai 63 anni, comunque da aumentare di 3 mesi ogni 3 o 2 anni all'aumentare dell'aspettativa di vita.

Premetto che apprezzo molto l'intervento della Fornero sulle pensioni. Ma questa è la parte che mi piace meno della riforma. Di fatto, secondo le tabelle pubblicate in questi giorni, la flessibilità per la mia generazione (anni '70; per i più giovani sarà ancora più restrittiva) comincerà intorno ai 66/67 anni fino ai 70. In Svezia, per intenderci, la flessibilità è invece garantita a partire dai 63 anni. Ovviamente, prima si va in pensione e meno si piglia. Ma il bello del contributivo è proprio che dovrebbe lasciare libertà di scelta. Invece qui purtroppo non ce n'è molta. Naturalemnte, sempre se ho capito bene anche io...

Non si riesce a capire cosa pensa IdV delle pensioni di anzianità ma possiamo tranquillamente sapere cosa in pratica ha fatto di buon grado il suo padre/padrone, visto che dal 1995 è in pensione di anzianità (per 4 milioni delle lire di allora). Aveva 45 anni. Strano che si sia parlato molto della moglie di Bossi e non del Tonino nazionale. Ma leggo anche della moglie di Tremonti (si proprio lui, quello del rigore) come di tanti altri nomi celebri, di destra come di sinistra

Allo stato attuale, dopo l'uscita di scena (?) di SB mi sembra che l'IdV sia naturalmente destinato ad estinguersi. In fondo è la conseguenza delle scelte politiche del suo fondatore e della sua incapacità di creare dei dirigenti indipendenti e autonomi dal capobranco. Negli ultimi anni Di Pietro ha puntato solo e soltanto sull'antiberlusconismo, probabilmente c'erano anche dei validi motivi, ma in politica non esisteva solo lui, mentre ora, dopo che finalmente anche SB ha passato la mano, l'IdV sta virando verso un imbarazzante populismo. Al contrario se avessero adottato un approccio diverso, ad esempio puntando sulla necessità 'morale' di ridurre la spesa pubblica in generale (è sempre immorale gettare al vento i soldi dei contribuenti), oggi avrebbero potuto cavalcare la novità del governo Monti: invece accade esattamente il contrario.  Per quanto riguarda il personale politico dell'IdV basta ricordare De Gregorio (humanum) e Scilipoti (diabolicum). E' un peccato perchè ci sono anche delle persone serie che avrebbero potuto dare al partito una impronta diversa. La domanda da porre all'on.le Donadi è perchè delle persone valide accettano di seguire a capo chino l'on.le Di Pietro nelle sue scelte politiche demagogiche ? Le vicenda degli F-35 è un caso da manuale: mentre l'Italia lotta disperatamente per salvare la propria reputazione a livello internazionale, messa a dura prova dagli ultimi anni allegri di SB, l'IdV propone bellamente di non onorare degli accordi presi con gli altri paesi.    

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti