Microfoundations II

30 aprile 2006 michele boldrin

Dicevo: un paese ha i politici che si merita. Come misuriamo, dunque, i politici che il popolo d'Italia si merita? Una possibilita' e' cominciare a misurare la qualita' delle elites che stanno giusto "al di sotto" (o a fianco) di quella politica.

Ho ricevuto questa da un amico italiano. Riproduce verbatim (gli omissis ci sono perche' voglio evitare di identificare universita' e scrivente) il testo di una recente missiva che il preside della facolta' ha inviato ai suoi colleghi, professori universitari.

Secondo voi, un paese dove un preside di facolta' universitaria (ossia un signore che e' professore ordinario ed, essendo preside, al di sopra della media dei suoi pari) scrive nell'italiano che vedete qui sotto, che elite accademiche puo' avere?

Cari colleghi,

in quest’ultimo periodo si sta acuendo la difficoltà a raggiungere il minimo del quorum per poter deliberare sui punti all’Ordine del Giorno, e, in special modo, la necessità di dover deliberare con maggioranze qualificate. Addirittura, il Consiglio di Facoltà convocato il [...] non si è tenuto per mancanza di numero legale. Così come mi permetto ricordarvi che, per lo stesso motivo, non si sono tenuti, in pari data, i Consigli di area didattica di [...] e di [...].

Non sarà superfluo sottolineare che, fatto salvo il rispetto dei punti di vista individuali e dell’esercizio di una rigorosa, serena e tollerante dialettica, il governo della Facoltà ha come conditio sine qua non il corretto funzionamento dei suoi organi collegiali, cui siamo tutti chiamati a collaborare, costruttivamente, per obbligo morale e per dovere istituzionale.

Indubbiamente, lo svolgimento dei corsi delle lezioni frena la partecipazione alle predette adunanze. Il problema potrebbe essere risolto avvisando, in tempo utile, gli studenti frequentanti, sulla sospensione del corso e concordare il recupero della lezione in altro tempo.

Confido molto nel vostro buon senso di responsabilità e nel vostro indiscusso attaccamento all’istituzione che, insieme, rappresentiamo e verso le quali abbiamo il dovere categorico di far funzionare.

Esprimo, al tempo stesso, il più sincero auspicio a più sereni comportamenti e ad una sempre più alta e nobile tolleranza. Nell’invitarvi, infine, a riscoprire insieme i valori dell’amicizia, della solidarietà e del rispetto reciproco, mi è gradita l’occasione per esprimervi, unitamente a sentimenti di sincera stima, i più vivi e cordiali saluti

Appena capisco come inserire un link ad un "object" (.ra music file) vorrei, per farvi sorridere, attaccare il link ad un delizioso pezzetto da "Toto', Peppino e la malafemmena" ... stessa qualita' letteraria.

 

3 commenti (espandi tutti)

Ma perche' in Italia dev'essere tutto "alto" e "nobile"? E perche' ci si richiama sempre ai "valori dell'amicizia e della solidarieta'"? Forse perche' ci si basa sempre e comunque sullo scambio di favori? Sara' l'eredita' dei borboni?

Sepolcri imbiancati, si diceva una volta...

Non e' lo scambio di favori, e' cercare di dare frecciate con il sorriso in bocca, facendo finta di essere amici. Qui si chiama political correctness, dopo Seinfeld e Maher pensavo fosse in declino invece e' dilagante piu' che mai, in maniera anche piu' fastidiosa che negli anni 90. Allora bastava non offendere certi gruppi protetti, ora invece tutti sono offendibili, specie se sono dalla parte del torto. Sara' per questo che a NYC ci sono tanti negozi Duane/Reade: occorre sempre avere vaselina a portata di mano.

Io direi che il riferimento ai "valori dell'amicizia" mi sembra degno di Elio e le Storie Tese prima maniera...

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