Uno, nessuno, centomila nFA

7 settembre 2011 marcio e Alessio Moro

Sperando che Pirandello non si rivolti nella tomba per il furto di titolo, scriviamo una lettera aperta ai redattori, dove raccontiamo che cosa rappresenta per noi lettori nFA e diamo qualche suggerimento per il futuro incitandoli non solo a continuare, ma a rilanciare!

Cominciamo con una precisazione. Non vogliamo prendere le parti di tutti i lettori di nFA. Come il personaggio del romanzo di Pirandello, crediamo che questo blog rappresenti qualcosa di diverso per ogni lettore. Abbiamo deciso di scrivere questo post in seguito alla decisione di Michele di abbandonare il ruolo di redattore di nFA. La scelta ci ha fatto un certo effetto e ci ha fatto riflettere: non solo la decisione in se, ma anche le motivazioni che Michele ha dato della sua scelta. In particolare ci ha colpito il seguente passaggio: "Con questa Italia ho l'impressione di star girando a vuoto. Occorre fare quindi, io credo, una riflessione seria su come riuscire ad influire davvero sul dibattito pubblico in Italia. Oppure lasciar stare. Non sapendo come fare, mi prendo (appunto) una pausa di riflessione. Vedremo a cosa porterà."

A noi sembra che nFA stia influenzando il dibattito politico ed economico in Italia. Forse il sito non sarà sempre linkato da giornali "istituzionali", forse la fonte delle idee non sarà sempre citata, ma questo blog sta seminando il seme del dubbio, mostrando agli italiani la possibilità di un'analisi chiara e semplice dei problemi, scevra da latinorum e "benaltrismo". nFA ha lanciato in Italia uno stile d'analisi: parole semplici supportate da dati, e si è imposto. Se cosi non fosse Michele non sarebbe stato invitato a Ballarò e Alberto a Matrix. Se cosi non fosse non sarebbe successo un putiferio (almeno in accademia) per la risposta dei redattori alla "lettera degli economisti", con conseguente sessione dedicata a questo all'ultima riunione della Società italiana degli Economisti. Dunque non è vero che nFA non influenzi il dibattito. Ovviamente, per cambiare le cose, soprattutto in Italia, ci vuole tanto tempo. Per fare un paragone con un mondo diverso, sembra che Brian Eno abbia detto: "Il primo album dei Velvet Underground ha venduto solo 10.000 copie. Ma ognuno di quelli che l'ha comprato ha messo su una band." Fra quanto tempo le nuove band create da nFA si faranno sentire non lo sappiamo, però il sasso è stato lanciato.

Per noi nFA è sia un luogo d'apprendimento che un luogo d'incontro. È la voce della ragione nell'informazione economica italiana (non ce ne vogliano altri siti italiani ben fatti come phastidio.net), più divertente e meno ingessata de lavoce.info, che sta facendo all'Italia un grande favore: sta introducendo un metodo. Ogni mese viene letta da migliaia di lettori che si aspettano analisi basate su dati e ragionamenti economici che non si trovano in altre fonti di informazione. Molti di questi lettori partecipano alla discussione, fornendo a loro volta argomentazioni più o meno complete, più o meno basate su dati, che tuttavia dimostrano la volontà di comprendere e fornire soluzioni. Forse molti fra i lettori erano già versati in questo tipo di analisi, quindi nFA non ha insegnato loro nulla, ma almeno il sito ha dato loro l'opportunità d'incontrarsi.

Tuttavia ci sembra che nFA sia diventato un bel giocattolo che ha raggiunto una certa maturità. A questo punto diventa importante per i redattori decidere cosa vogliono che il sito diventi nei prossimi anni. Dire "noi scriviamo per noi stessi, quando ci pare e su quello che ci pare" non è più convincente. E soprattutto, non è vero, esattamente perché nFA è letto da tantissime persone. È per questo che crediamo che si debba definire una linea per il futuro. Anche se il sito è nato come una "causa persa", non è detto che lo debba rimanere per forza anche quando inizia a vincere. Ci rendiamo conto che chi scrive qui ha un lavoro per cui è pagato e quindi non può scrivere troppo su nFA, tuttavia si possono prendere degli accorgimenti per cercare di mantenere alto il livello senza richiedere troppo tempo ai redattori.

Noi vorremmo che il blog continuasse a crescere come numero di lettori in modo da influenzare sempre più il dibattito economico in Italia. Ci sembra tuttavia che negli ultimi tempi il sito sia stato vittima del suo stesso successo. Chiariamo. L'aumento del numero dei lettori ha comportato che per ogni articolo scritto il numero di commenti sia aumentato esponenzialmente. Con lo standard attuale, l'autore dell'articolo cerca di rispondere alla maggior parte dei commenti che vengono postati. Questo sistema ci sembra ottimo per un blog con pochi lettori ma ci sembra assolutamente inefficiente quando i lettori (e dunque i commenti) diventano tanti. I commenti da cui seguono discussioni interessanti sono a nostro avviso la minoranza. Dunque un modo per abbassare il costo di produzione di un articolo ci sembra quello di ridurre il tempo dedicato alla maggior parte dei commenti e di rispondere solo a quelli che sembrano rilevanti per la discussione.

Nel passato si era parlato di istituire un sistema di promozione dei commenti migliori a detta dei lettori. Ossia, dopo aver letto un commento, il lettore ha la possibilità di dare un voto. La media dei voti dati a quel commento appare ai prossimi lettori che hanno la possibilità di aprire solo i commenti che ricevono un voto sufficientemente alto. In questo modo, si darebbe anche voce all'opinione di tutti quei lettori che di solito non commentano. L'autore dell'articolo potrebbe andare a vedere solo i commenti che sono reputati migliori. Ovviamente l'autore che ha più tempo e voglia può continuare a leggere e a rispondere a tutti i commenti che vuole. Per semplificare l'aspetto tecnico, si potrebbero usare servizi esterni (gratis) che forniscono già questo prodotto (Disqus è una possibilità, anche se dà un servizio minore rispetto a quanto descritto).

Inoltre, per noi il valore aggiunto del sito sta in due tipi di contributi: nei "pistolotti incavolati" (Avvelenata e Qui è FLG) e negli "ex-kathedra". Mentre la produttività nel realizzare i primi è redattore-specifica, alcuni task per il secondo tipo possono essere esternalizzati a un research assistant. A questo proposito, come sta andando la realizzazione della fondazione? È ancora fra i programmi oppure si è arenata? Perché non istituire una "internship nFA"? Sembra ci siano diversi studenti d'economia brillanti che seguono il sito, pensiamo sarebbero contenti di collaborare. Ovviamente i soldi della fondazione sono pochini per pagare research assistant a tempo pieno, ma crediamo che l'entusiasmo per il progetto e l'opportunità d'imparare un po' di cose utili (oltre a, per esempio, avere idee per tesi di laurea) possano contribuire a trovare degli accordi proficui (non necessariamente in termini economici) per entrambe le parti.

Infine un suggerimento sul linguaggio. Purtroppo l'Italia non è l'Amerika, ed allo stile del messaggio si presta altrettanta attenzione che al messaggio stesso (alcune volte di più, ma lasciamo perdere). Del resto, mentre fra persone abituate a discernere e discettare di dati e teorie la forma del messaggio è un mero canale per esprimere un concetto piuttosto che un altro, per il grande pubblico il tono del linguaggio fa parte del messaggio stesso. Quindi quanto più grande è l'obiettivo del bacino d'attenzione, quanto più il linguaggio deve essere "impersonale" e formale (rimanendo ovviamente comprensibile a tutti). Crediamo che abbandonare il tono canzonatorio di alcuni post sia un peccato, visto che rendono la giornata meno noiosa, ma ci rendiamo conto che a volte il tono usato non contribuisce a far capire a tutti l'importanza del tema trattato. Usare un linguaggio più serio renderà il sito troppo ingessato? Pensiamo di no, ma se ci si annoia, si possono sempre riguardare le vecchie puntate di Ballarò…

54 commenti (espandi tutti)

Mi sembra che abbiate ragione, i commenti possono diventare troppi. Per parte mia, mi sono intrufolato spesso nelle discussioni con argomenti molto generici (sono chirurgo), che rischiano di far perdere tempo, aggiungendo poco o spesso sottraendo qualità. Il mio interesse per NfA, invece, consiste essenzialmente nella grande scuola che essa rappresenta per me e, quindi, prometto che non commenterò più, se non eccezionalmente. Se, poi, i soldi fossero un problema io sarei felice di pagare la mia retta per continuare a frequentare la vostra scuola, smettendola, come ha scherzosamente intimato Michele a un simpatico studente, di dire stupidaggini in pubblico e tornando al mio posto in silenzio. Mi chiedo infine se non vi sarebbe possibile, oltre istituire l'internship e a coinvolgere i migliori lettori, cercare di coinvolgere altri amerikani (Alesina?, Zingales? e chissà quanti altri) che potrebbero dare massa critica al blog.

Caro Dott. Civalleri,

non intendo farLe dei complimenti :-) ma solo utilizzare il Suo commento quale punto di partenza per "criticare" il desiderio emerso da più parti di valutare pure gli interventi. Lei dice: "Il mio interesse per NfA, invece, consiste essenzialmente nella grande scuola che essa rappresenta per me e, quindi, prometto che non commenterò più, se non eccezionalmente. "
Mi dispiace apprendere quanto sopra poiché una delle ragioni per cui leggo nFA è la speranza di trovare la voce fuori dal coro, l’avvocato del diavolo, insomma l’alternativa, che a volte ho incrociato proprio tra gli “incompetenti”, o tra  quelli che … “passano per caso o sono i più contestati". Temo che la valutazione possa stimolare ancor più l'uniformità di pensiero e l'anonimato. Se desiderassi ascoltare i cori :-) focalizzerei  l’attenzione unicamente sui giornali e tv … con alcune eccezioni, ovviamente.
Un saluto, Orsola

Cara Orsola,

La ringrazio per la sua cortesia. Tuttavia, immagino che una sorta di valutazione dei commenti sarebbe proprio utile per consentire gli interventi di "incompetenti", sottraendo rumore di fondo alle discussioni di livello tecnico più elevato e, nel contempo, consentendo a ciascuno di intervenire e "istruirsi" più efficacemente al proprio livello. Chi avesse tempo e voglia potrebbe seguire entrambi i tipi di commenti.

A risentirci, Dario Civalleri

Gli interventi degli incompetenti sono sempre stati e resteranno i benvenuti su nFA, a condizione che non si mettano a pontificare.E soprattutto non insistano sul punto.

PS: per la moderazione, credo che il modello di massima sia slashdot: tutti i commenti restano visibili, ma per default quelli con punteggi più alti sono aperti, gli altri chiusi.Non impedisce al troll di postare, ma gli toglie visibilità.

Non pretendo di rappresentare un esempio indicativo ma, per ciò che mi riguarda, posso dirvi che, prima il vostro libro “Tremonti, istruzioni per il disuso” (che mi ha permesso di conoscervi), e poi NFA, hanno operato in me una grossa rivoluzione del pensiero.

Il caotico coacervo di dubbi e incertezze che caratterizzavano le mie idee di politica e di economia italiana (e non solo), dopo un anno di frequentazione del sito, hanno preso una forma compiuta, portandomi ad abbandonare tanti di quei preconcetti e cliché appartenenti al “mondo della sinistra”, al quale credevo di appartenere, e permettendomi di avvicinarmi al mondo del “liberal-liberismo” senza passare - e sostanzialmente salvandomi da-  per quelli che Boldrin definisce Liberalidelcazzo.

Per questo posso solo ringraziarvi.

Mi ritengo una persona dalla mentalità molto aperta e per natura piuttosto scettica, l’ideale quindi per cogliere appieno il vostro metodo di approccio ai problemi della nostra società, definibile “scientifico” e non ideologizzato. Ma di gente come me il mondo è pieno, bisogna solo tirarli fuori per i capelli da quel pantano di cattiva informazione  e autentiche balle, che caratterizza il nostro mondo dell’informazione.

E penso che in questo NFA potrà avere un ruolo rilevante, come notavano i due autori dell’articolo. Non solo le ospitate a Ballarò e Matrix possono essere considerate dei piccoli successi, ma lo spazio che tutti i redattori di NFA hanno conquistato sul Fatto (attualmente il miglior quotidiano in circolazione) è sintomo che un certo peso voi lo iniziate ad avere.

Di mio posso rilanciare la proposta di creare dei piccoli interventi video, magari appartenenti alla categoria dell’avvelenata, più fruibili dal grande pubblico e con un’ampia capacità di diffusione sui social network.

Ps tra l’altro uno dei vostri articoli, su “Marcopolo” mi ha dato anche ispirazione per la tesi di laurea che mi sto apprestando a scrivere. Purtroppo l’autore dell’articolo è uccel di bosco. .-D

 

Basterebbe migrare o aprire una pagina G+ (Google Plus, Michele ne ha gia' una). La gestione e la lettura sarebbero molto piu' semplici. Parlo della pubblicazione  degli interventi, della possibilita' di gestire meglio Quote e contenuti video.

Quotes e video verranno migliorati dopo la migrazione. Google+ non mi pare una soluzione adatta, principalmente perche' non c'e' threading dei commenti. Praticamente rende impossibile iniziare una qualsiasi discussione. 

ma perché non aggiornate mai twitter? :-(

Nell'essere un assiduo e affezionato lettore vorrei dire che non condivido di questo intervento il "suggerimento sul linguaggio". Il linguaggio di nFA è una grande forza e va mantenuto solidamente. E' ora di abituare un certo tipo di lettori ad un linguaggio diretto. Fa parte delle loro battaglia culturale.

cari redattori di NfA,

 

innaiztutto comprendo il vostor bisogno di cambiare alcune cose all'interno del sito e della community. NfA si è espanso ed è cresciuto moltissimo negli ultimi mesi, arrivando a proporre un metodo quasi completamente sconosciuto nel panorama politico\economico italiano. per questo vi ringraziamo tutti.

i metodi con cui invece vorreste far evolvere il sito, invece, mi lasciano in parte perplessi. il sistema di votazione dei commenti, infatti, è un po' macchinoso: lasciare che gli utenti si autovotino i commenti l'un l'altro per poi andarsi a leggere solo quelli con più stelline... uhm. da una parte lascia troppo spazio al giudizio degli utenti, a volte anche di pochi (non credo proprio che tutti voterebbero, anzi probabilmente sarebbero una minoranza, almeno secondo le mie esperienze), dall'altra rischia di tagliare le gambe ad alcuni interventi. non so, non mi vengono in mente alternative convincenti per ora, ma questo sistema non mi pare il massimo.

anche sul cambiamento nel linguaggio mi trovo in disaccordo con voi (ed in accordo con simone cossu): non cambiatelo. è un tratto distintivo, come le bollicine della coca-cola, rischiate di perdere un po' del vostro taste anarchico-ribelle senza guadagnare necessariamente lettori più ingessati (che comunque non seguono il web). saranno i lettori ad adattarsi, non voi :-)

trovo invece ottima l'idea di istituire internships e creare le basi per una piccola "accademia". da neolaureato (scpol, niente a che vedere con l'economia, ahimé!) so quante poche siano le opportunità per far parte di think tanks seri che cerchino di fare qualcosa - anzi, negli ultimi anni in italia c'è stata una moria di istituti del genere, che stanno ormai vivacchiando e poco più. ben vengano quindi tutti gli esperimenti che possano creare una nuova classe di pensatori e, perché, dirigenti.

Grazie per le considerazioni. Il post non e' della redazione, e' stato scritto da due fedeli lettori e collaboratori occasionali. Risponderemo ai loro punti in commento a seguire. 

sottoscrivo, e aggiungo che anche il tono "canzonatorio" ha un suo perché.

per lavoro (ICT) leggo continuamente testi di informatica (inclusi libri di testo universitari), sia di italiani che di statunitensi, la differenza sta proprio nel tono, serioso ed accademico per i primi, molto piú rilassato e ironico per i secondi.

a paritá di contenuti (a dire il vero spesso sono piú scarsi quelli italiani) il tono dei secondi facilita ed invoglia la lettura, migliorando la comprensione e rendendo il tutto piú piacevole.

sono negli anni arrivato alla conclusione che sia una convinzione tutta italiana che se un paper non é serioso ed accademico non é "di livello"

È sempre tempo per cambiare? No, credo che ci siano tempi in cui il cambiamento si impone (tutti, in teoria) ed altri tempi in cui è meglio posticipare (o anticipare, ma allora siamo in ritardo).

La vitalità del dibattito in luglio e agosto, mesi solitamente sonnacchiosi, dimostra che non è il tempo di cambiare radicalmente contenitore e regole di dibattito (o filtri per il dibattito stesso).

Quanto al linguaggio, è fattore personale, individuale, non puo' essere imposto dalll'alto. Anzi la varietà dei linguaggi, degli stili, è uno dei fattori di successo di questo luogo di discussione.

Votazioni sui post ... le vedo male. A nessuno interessa valutare un post ma sicuramente interessa leggere le repliche, i chiarimenti che esso comporta. Se è insulso o inutile, oppure se dice cose assodate e condivise, non ci saranno repliche, senza necessità di voti.

 

 

Mi ero dimenticato della tematica: valutazione dei commenti.

Credo che un sistema di valutazione o di filtro sia assolutamente superfluo. I lettori di lungo corso del sito sanno bene quali sono gli utenti i cui commenti hanno un valore più alto; mentre i nuovi utenti lo imparerrebbero con gran celerità; come altrettanto rapido , a parer mio, è l'inquadramento dei nuovi utenti che postano da poco.
Diciamo che la "punizione" per aver detto troppe sciocchezze è quella di essere ignorati.

C'è poi da considerare che spesso da alcuni commenti sciocchi sbocciano discussioni interessanti, come è accaduto di recente per le "lezioni di economia" tenute da Boldrin nel post di contro-risposta a Colombo. La cascata di commenti, e i relativi protagonisti,  certificano la validità delle discussioni

Rispondiamo dopo sui dettagli della moderazione commenti che abbiamo in mente. In ogni caso, chu la ritieni superflua potra' semplicemente ignorarla. Lo scopo della moderazione e' rendere facile *per chi vuole e per il lettore occasionale* selezionare i 20-25 commenti piu' informativi. Per te, sara' sempre possibile visualizzare tutto.  

Non sono d'accordo sul cambiare il tipo di linguaggio, quello utilizzato dal sito è perfetto, rende molto più "digeribili" le varie "lezioni", per molte persone completamente a digiuno di economia come me è stato anche il linguaggio ad invogliare la lettura.

Per quanto riguarda i commenti inopportuni bisognerebbe essere abbastanza maturi da capire quando intervenire e quando stare zitti ad imparare, io non intervengo quasi mai, leggo e imparo, conto fino a dieci prima di scrivere un commento insensato perché mi vergognerei. Ognuno deve fare la sua parte, anche questo esercizio ci rende cittadini migliori e più consapevoli.

Lunga vita a nFA!

Condivido in pieno. Il linguaggio è un elemento di forza, adeguarsi all'insulse formalità educate sarebbe sbagliato e farebbe perdere di forza il blog.

Questo è un grande blog che fa uno sporco lavoro, ma del quale ce n'è un dannato bisogno!

Anche io ho conosciuto questo sito grazie al libro, ho imparato tante cose e ringrazio i redattori che mi auguro continueranno questa attività meritoria. Premesso questo:

 

  • se un bisturi è ottimo per la chirurgia, non è detto che debba poi "evolvere" per macellare bisonti: questo sito è ottimo per pungolare chi ha è disposto a pensare e mettersi in discussione e c'è ancora tanto da fare in quella direzione, ma NON potrà mai miracolare chi guarda i reality o è affetto da ubbie politiche-religiose etc, Sun Tzu docet: meglio non combattere guerre che non si possono vincere
  • Michele è ancora vivo, scrive ancora per questo sito e dispensa ancora lezioni aggratis (crf recenti discorsi sulla trappola della liquidità) a chi dimostra un minimo di terreno fertile, mi pare che abbia solo rinunciato sprecare tempo coi commentatori ottusi che non gli riesce di ignorare: non mi sembra ci sia da strapparsi le vesti 
  • come il cavallo che puoi portare all'acqua, ma non obbligare a bere, i nostri amerikani possono anche esprimersi con video 3D in stile Avatar,ma non possono salvare il paese al posto nostro se qualcuno di noi vuole o sa fare, che agisca altrimenti continueremo in eterno a lamentarci dei danni fatti dai minus habens a cui abbiamo delegato

Insomma io non starei a stravolgere o a pianificare grandi sviluppi. Sono con Fabio quando dice dobbiamo guardar crescere l'erba

PS l'idea di votare i commenti mi pare utile e credo sia anche in lavorazione, non impone alcun filtro  e al massimo manda un comodo segnale (in particolare se si possono mettere voti negativi) 

PPS Dissento sul cambiare linguaggio: secondo me è un importante ingrediente del successo avuto finora 

 

Non so dire se votare  i commenti possa essere utile ai fini di   un dibattito maggiormente efficace, però, quando leggo di questa proposta mi viene sempre un dubbio: l'intento di questo sistema dovrebbe essere quello di mettere in 'disparte'i commenti maggiormente fuori luogo o quelli dallo scarso valore aggiunto per la discussione,dico bene? ma a votarli  non sarebbero gli stessi autori di quei commenti? se non si possiede la competenza per discutere allora non si ha neppure quella per valutare, o sbaglio?

Si potrebbero allora introdurre dei 'pesi'che differenzino gli autori dei voti.Per esempio,se si parla di economia il voto favorevole di uno dei prof dovrebbe 'valere'molto di piu rispetto ad un voto messo a caso dal primo che passa.Stessa cosa quando si parla di altri specifici argomenti, per esempio , ho letto qui alcuni articoli molto interessanti di un magistrato ,Axel Bisignano.E comunque ,a mio parere,oltre che sulla base della specificità dell'argomento il 'valore'del voto dovrebbe essere differenziato anche sulla base di altri fattori;non so,il titolo di studio,l'età.Insomma,mi rendo conto che se questi fossero i 'pesi' il mio voto   varrebbe  quasi  0, ......:-)

 

Per quanto riguarda la riflessione di Boldrin

"Con questa Italia ho l'impressione di star girando a vuoto. Occorre fare quindi, io credo, una riflessione seria su come riuscire ad influire davvero sul dibattito pubblico in Italia. Oppure lasciar stare. Non sapendo come fare, mi prendo (appunto) una pausa di riflessione. Vedremo a cosa porterà."

posso solo dire che dal mio punto di vista le analisi del blog sono veramente istruttive, ma le soluzioni proposte sono un pò troppo fuori dal mondo Italico e quindi troppo accademiche e di difficilissima/impossibile applicazione nella nostra giungla di piccoli e grandi privilegi/rendite.

Servono più delle strategie  un più operative che possono iniziare a rendere il contesto più idoneo a certe soluzioni , ovvero, soluzioni con eccessive semplificazioni, liberismo spinto o che si appoggiano su contesti di pura meritocrazia  sono troppo "fuori".

Economia e tecnologia, eeeh si,  qui non ci siamo, sarebbe bello ottenere  efficienza con l'ausilio della tecnologia ICT, il punto e che  l'Infomation Technology  è allo stato brado ed troppo sconosciuta agli economisti e  l'evangelizzazione di massa sposta  troppo il baricentro verso la Communication Technology.

Per i commenti Disqus va più che bene e altre  features per ranking dei commenti non mi sembrano appropriate, al massimo se si perde troppo tempo nel rispondere ai commenti censurate, bannate o non rispondete basta spiegare nelle FAQ e nelle Regole come funziona la baracca, es.: se sta sulle palle che i commentatori usino alias senza esporre il proprio nome e cognome  CHE VENGA SCRITTO ESPLICITAMENTE e che venga risaputo pubblicamente come sarà considerato/(mal)trattato :)

Adesso non mi viene in mente altro

Buon lavoro a tutti

Prima di tutto mi unisco all'appello per non cambiare linguaggio, ne abbiamo già abbastanza di gente che dice senza dire per non sembrare grossolana.

le soluzioni proposte sono un pò troppo fuori dal mondo Italico e quindi troppo accademiche e di difficilissima/impossibile applicazione nella nostra giungla di piccoli e grandi privilegi/rendite.

E' una scelta precisa: qui ci si occupa di capire come far funzionare le cose, far compromessi per farle digerire il pubblico è affare da politici, non da economisti.

Economia e tecnologia, eeeh si,  qui non ci siamo, sarebbe bello ottenere  efficienza con l'ausilio della tecnologia ICT, il punto e che  l'Infomation Technology  è allo stato brado ed troppo sconosciuta agli economisti

Se non la conoscono perchè dovrebbero parlarne? Io me ne intendo un po', ma discutere di come applicarla alla PA ecc va ben oltre le mie competenze.

Non credo avremmo problemi a pubblicare articoli in merito, purchè ben scritti, firmati e comprensibili per i non addetti ai lavori.

se sta sulle palle che i commentatori usino alias senza esporre il proprio nome e cognome  CHE VENGA SCRITTO ESPLICITAMENTE e che venga risaputo pubblicamente come sarà considerato/(mal)trattato :)

Ero convinto fosse scritto nella presentazione, ma è solo accennato. Comunque,errori a parte, gli anonimi vengono maltrattati solo se le sparano troppo grosse e in modo troppo consistente.

Leggo nFA tutti i giorni, commento quasi mai perchè capisco nulla di economia, però sto imparando molto, sopratutto per quello che riguarda l'uso, il mal uso e il non uso dei dati nel discutere di qualcosa, qualsiasi cosa.

Tutto questo grazie anche allo stile e al linguaggio usato negli articoli, spero che vogliate ripensare l'idea di cambiarli, per me sono il massimo, e poi sono un po' un marchio di fabbrica, no? mica si può cambiare così, su due piedi... ;)

Dico la mia. Io ho 22 anni, sto studiando economia all'università, scrivo su un blog.

 

Ho scoperto NFA grazie alla trasmissione Ballarò quando Michele mise in ridicolo Castelli e company. Da lì mi sono interessato al blog, ai video di Michele (ne aveva appena registrato uno per Oilproject e per Vloganza). Ho aggiunto infine su Facebook (e ringrazio per l'amicizia) molti economisti che scrivono qui e non e mi diletto a leggere i commenti e a volte dire anche la mia.

Non per fare il lecchino o cosa, però mi ha cambiato. In meglio. Ho scoperto un mondo nuovo, un metodo di lavoro nuovo. Ho un punto di riferimento di cui mi fido perchè la gente che scrive qui è 1) molto esperta e 2) a differenza di altri, dimostra nei/con i fatti ciò che sostiene. Quando sono insicuro di una cosa NFA è il primo sito in cui vado. Mi ha aiutato anche nello studio: i primi due esami di economia politica sono andati da cane, 18 e 20 pre NFA..quelli dopo, Economia internazionale (seconda parte in inglese tra l'altro) e Politica Monetaria 27 e 28). 

 

Per quanto riguarda la diffusione del messaggio, è vero che non è letto tantissimo (scandaloso che Grillo abbia X volte le vostre visite) però la voce gira. Prendo ancora il mio esempio: quando parlo con gli altri a scuola, sul blog, su facebook, in palestra di economia e politica, diffondo le nozioni che ho imparato anche grazie al blog (direttamente o no).

Rileggendo le cose che scrivevo prima (sia i contenuti che il metodo di scrittura) noto che ho e sto cambiando moltissimo (in meglio). Certo, le cagate le scrivevo prima e le scrivo adesso (un po' meno dai). Però prima di scrivere indago, faccio una ricerca, cerco di non parlare di cose su cui non mi sento sicuro.

Concludendo, penso che il merito di NFA non sia solo sui contenuti in sè ma anche sul messaggio che da ai lettori: quello di leggere, studiare, verificare, chiedersi il perchè certa gente scrive certe cose e se esse siano comprovate dalla realtà dei fatti.

 

Ps: Spero di essermi spiegato bene XD

una preghiera: non modificate nella maniera più assoluta il linguaggio, insieme alla possibilità di dibattere è una delle caratteristiche che rendono questo blog unico.

 

Studio anche io economia e se non fosse stato per nFA, probabilmente, la mia conoscenza della materia si sarebbe fermata al blablabla dei libri (e di molti professori). Invece, l'insegnamento fondamentale che può dare a noi studenti è proprio quello di sostenere le nostre idee con i dati. Per quel che posso, vi pubblicizzo tra i miei colleghi. Sono così vari e interessanti gli argomenti (per non parlare del tono e del linguaggio, che adoro, svecchiati e scevri di quel formalismo che rende noiosi tanti altri articoli), che siete davvero una continua fonte di ispirazione.

L'unico mio rammarico è che, non avendo molto tempo, spesso non riesco a seguire le discussioni piene di commenti. Forse il suggerimento che vi è stato dato si potrebbe sperimentare e il lettore che non commenta tanto (tipo me) troverebbe "un'alternativa" al commento classico, mentre, se non segue la discussione, potrebbe leggere i commenti più votati senza perdere tutto il resto.

Lunga vita a nFA!!!

A me andrebbe bene così.  Il linguaggio in particolare.

Unica insufficienza il link al commento a cui si risponde e relativa catena. Basterebbe forse: numerare gli interventi, riportare tutto l'intervento al quale si risponde (senza bisogno di blockquote e copia incolla)  con evidenziazione di numero ed autore  

L'aumento del numero dei lettori ha comportato che per ogni articolo scritto il numero di commenti sia aumentato esponenzialmente. Con lo standard attuale, l'autore dell'articolo cerca di rispondere alla maggior parte dei commenti che vengono postati. Questo sistema ci sembra ottimo per un blog con pochi lettori ma ci sembra assolutamente inefficiente quando i lettori (e dunque i commenti) diventano tanti. I commenti da cui seguono discussioni interessanti sono a nostro avviso la minoranza. Dunque un modo per abbassare il costo di produzione di un articolo ci sembra quello di ridurre il tempo dedicato alla maggior parte dei commenti e di rispondere solo a quelli che sembrano rilevanti per la discussione.

Volevo approfondire questo aspetto, perché ci sono passato ... :-)
Se ne nessuno leggesse e se nessuno rispondesse, facendo domande, osservazioni, confutazioni, il blog non sarebbe un blog e non sarebbe interessante come è. Avendo scritto un articolo (e altri sono in preparazione) per me la cosa utile non sta nello scrivere e autogratificarmi (Ho scritto su NfA!!!, Figo!) ma nell'esaminare le risposte, i dubbi, le perplessità. Se la platea di lettori è estesa e qualificata, posso raccogliere praticamente ogni tipo di obiezione intelligente che gira nel pool dei memi, per capirci. Fa niente se tra le obiezioni potrà esserci qualche cavolata. Le cavolate girano, nei bar, spesso sono usate dai politici spacciandole per argomenti seri. Inutile nascolderle, ce le ritroveremo davanti quando meno ce lo aspettiamo. Naturalmente una volta che si scrive qualche cosa, bisogna essere pronti a leggere i 100 o 200 commenti che si svilupperanno. Catalogarli, prendere atto della necessità di correggere alcune imprecisioni, di approfondire alcuni aspetti, delle obiezioni tipiche piu' comuni, dei modi di pensare. Questo vale mille volte di piu' del semplice articolo.
Su questo piano, Nfa puo' essere (anzi è già) pensatoio e laboratorio, dove si è certi però che se uno dice qualche cosa che non sta in piedi, la presenza di persone competenti rende difficile nasconderlo. Quanto alle risposte, si puo' dare la precedenza ai commenti piu' rilevanti ma la decisione di cosa è rilevante rimane soggettiva (in chi risponde) e quindi non vedo come sia possibile avere un criterio uniforme, a meno di non avere un sistema di risorse limitate (un numero di interventi giornalieri fattibili) e quindi dover per forza fare "economia" delle risposte. Non so se pero' questo sarebbe da applicare anche agli articolisti. Se avessi massimo 10 risposte da dare al giorno ma 30 persone chiedessero precisazioni o sollevassero obiezioni, sarei in debito di risposta (a meno di non avere sistemi per clusterizzare domande omogenee).

 

Volevo "quotare" questo intervento che condivido in toto.

Mi permetto di aggiungere: se nfa vuole "seminare" non può chiudere la porta ai commenti, proprio per le ragioni esposte sopra. Inoltre non bisogna dimenticare l'atipicità nel panorama italiano di questo blog e le novità che ha introdotto:

1 ragionamenti e proposte basate su dati

2 scardinamento del modello superfisso

3 scardinamento della logica "calcistica" destra vs sinistra

Abbastanza novità da lasciare il commentatore occasionale basito a porsi domande e/o fare commenti fuori luogo (di solito contro immaginari straw men per difendere i propri preconcetti)...e questo io lo considererei già un ottimo risultato.

La penso anch'io come Francesco Forti scrive qui sopra. Ormai sono un po' di anni che per me nFA è una lettura fissa, e molta parte del mio interesse viene proprio dal leggere i commenti. A volte certi articoli mi paiono più lo spunto per inziare una discussione che altro (ed è un bene, sia chiaro).

Non sarei comunque contrario ad un sistema di votazione dei commenti, magari anche uno che includa un peso maggiore per il voto dato da un redattore del sito. Mi è indifferente, purché anche i commenti meno votati rimangano visionabili.

Quello che mi piacerebbe in un ipotetico nuovo nFA è soprattutto un sistema di visualizzazione delle catene di commenti più chiara, perché a volte quando si nidificano decine e decine di risposte, seguire quelle linee fino al post "parent" è dannatamente seccante. Forse, un sistema più tradizionale come quelli usati in molti forum (tipo vBulletin) che raggruppi le discussioni tenendole racchiuse e serializzate con numeri, potrebbe essere la soluzione più semplice (anche perché si tratterebbe di un'interfaccia molto comune, alla quale i lettori sono già abituati).

E' vero che la struttura attuale dei commenti non facilita la lettura, specialmente quando ci sono risposte a sotto-risposte, e così via. Certo dalla homepage si possono visualizzare gli ultimi commenti  che così vengono aperti automaticamente, ma questo sistema funziona male per gli articoli vecchi, in cui è difficile seguire cronologicamente la discussione. Sembra anche a me che un sistema come vBulletin - modello forum, insomma - renderebbe più semplice e lineare la struttura dei commenti.

Per quanto riguarda il linguaggio, non sono d'accordo con l'articolo. Non credo che per ampliare il pubblico di riferimento sia necessario usare un tono più serioso, anzi. Io per parte mia trovo molto piacevole leggere articoli anche tecnici, ma ironici. Chi dice che per scrivere cose interessanti si debba annoiare il lettore? Al massimo, come estrema precauzione, comprate un guinzaglio a Boldrin così lo tenete un po' calmo e non gli fate spaventare i nuovi utenti ;-)

Sono fortemente contrario a cambiare il linguggio di nfa, perchè non serve solo a veicolare i messaggi.

Il linguaggio di nfa è parte del messaggio, in quanto è propedeutico* allo stesso.

E' propedeutico perchè l'introduzione di un linguaggio diretto ("all'americana") scardina preconcetti che fanno parte di un modo italiano di ragionare, e quindi di intendere il mondo, limitanti e sbagliati.

Da una parte il linguaggio serioso (e involuto) viene percepito (dai tempi del latinorum) come sinonimo di "serietà accademica" invece che di incapacità, o perlomeno di non volontà, di comunicare.

Dall'altro il linguaggio diretto viene percepito come autorizzazione all'invettiva,slegata da ogni confronto con dati e numeri (no tav ma anche no trasporto su gomma, commercio equo e solidale ma anche km zero; tanto io "parlo come mangio": i numeri ed i dati su come fare chiedeteli ad altri).

PS

* "propedeutico" l'ho utilizzata per far vedere che, anche su nfA, sappiamo usare i paroloni. Volevo mettere anche "apotropaico" che adesso fa molto intellettuale di sinistra, ma non si è presentata l'occasione :-)

 

Volevo mettere anche "apotropaico" che adesso fa molto intellettuale di sinistra, ma non si è presentata l'occasione :-)

qua si parla di economia, spesso di mercati finanziari, e siamo in Italia; dimmi tu se mancano le occasioni per gesti apotropaici, che anzi andrebbero tassati.

Vi leggo sempre, ma soprattutto nei week-end quando c'è il tempo di leggersi 100-200 commenti a un buon post, e tali commenti sono un contenuto fondamentale del blog stesso. Il problema è se il giorno dopo voglio vedere i nuovi commenti che si sono aggiunti, che secondo me sono difficili da trovare nei vari thread.

Non commento mai, non sono a un livello di conoscenza di economia in grado di non dire cavolate da modello superfisso, ho la testa imbottita da propaganda e dal cattivo giornalismo che cercate di combattere, per cui sono terrorizzato dall'idea di dire una boiata e venire stroncato, e tutto questo mi fa bene perchè ogni tanto tacere ed ascoltare è una buona cosa.

Ho sempre lavorato con numeri e dati e ritengo il vostro approccio scientifico-divulgativo semplicemente eccezionale.

Vi seguo per imparare, e ritengo di aver imparato tante cose, e non vorrei che cambiasse il linguaggio del blog.

Il problema è se il giorno dopo voglio vedere i nuovi commenti che si sono aggiunti, che secondo me sono difficili da trovare nei vari thread

Già risolto

Se fai il log in, nella colonna "ultimi commenti", si evidenzieranno in un colore diverso i commenti aggiunti rispetto all'ultima volta che ti sei loggato.

Poi, se clicchi sul più vecchio fra questi, ti si aprirà la pagina dell'articolo con "aperti" solo quel commento e quelli successivi. Comodissimo.

Proposte interessanti ma, a quanto vedo, non molto condivise.

A me pare che il problema più serio sia la difficoltà di districarsi nei commenti che sono proposti ad alcuni articoli, dando luogo ad una serie di risposte fatalmente destinata a diramarsi in direzioni diverse, fino al punto che il tema iniziale si perde di vista: ne sono esempio l'articolo di Boldrin su cosa fare e cosa non fare e la risposta a Colombo, per restare ai casi recenti.

Pongo allora il quesito se non sia il caso di porre un limite temporale alla possibilità di aggiungere commenti ad un articolo, libero l'autore di proporre un seguito quando abbia colto nei commenti temi meritevoli di sviluppo.

Opinione personale: a meno di essere professionisti a volte capita di dire delle cose errate. Anzi, pare che perfino dei premi nobel non siano "all'altezza" (e.g. Krugman). Un conto e' il linguaggio scherzoso o ironico (che a me piace) e un altro e' la maleducazione/arroganza. Per esempio se uno dice una fesseria puo' essere redarguito con "che c..o dici", "non capisci niente", "torna all'asilo" oppure "vedi stai sbagliando perche' ..." Io propenderei per evitare gli attacchi personali e per mantenere il confronto in termini civili.

Una breve precisazione sul linguaggio prima di rilanciare il dibattito, visto che la maggior parte dei commenti riguarda questo punto. Il nostro suggerimento non era un'esortazione a scrivere in uno stile più pesante e convoluto, quanto semplicemente un consiglio ad eliminare l'aria canzonatoria di alcuni commenti.

La leggerezza dello stile non ha nulla a che fare con questo. Questa non deve cambiare perché aiuta la comprensione del messaggio e fa vedere appunto che il Re (tutte le fonti che si riempono la bocca con parole vuote) è nudo. E come anche noi pensiamo, questa è una forza di nFA.

In una visione più generale il problema secondo noi è il mismatch obiettivo/linguaggio. Se l'obiettivo è influenzare il dibattito economico in Italia, o addirittura i policy-makers (!), ci sembra purtroppo che il registro debba essere "impersonale" (per assenza di una definizione migliore) perché altrimenti si corre il rischio di non venire letti. Questo non significa, come dicevamo sopra, che lo stile debba essere convoluto, può essere semplice e leggero, ma sarebbe meglio evitare sfottò tipo "il ragioniere dai calzini a pois", perché comunque non aggiungono nulla al concetto e fan si che alcuni potenziali lettori non diventino tali.

Ovvio che per tutti sarebbe meno divertente, ma secondo noi allargherebbe l'influenza del blog e sarebbe una cosa positiva a livello sociale. Ben vengano comunque tutte le opinioni, visto che nFA è qualcosa di diverso per ognuno di noi.

a. e m.

sarebbe meglio evitare sfottò tipo "il ragioniere dai calzini a pois",

Anche quando uno li porta davvero i calzini (gialli) a pois (verdi)?

:-)

P.S. Questa è una battuta. La vostra osservazione richiede una risposta seria, che se ho un attimo preparerò. 

Temi: il realismo canzonatorio come arma di autodifesa nell'epoca del cambiamento impossibile. Un risotto li sepellirà, ma niente e mai libererà il paese da costoro perché SONO il paese. Gli intellettuali hanno sempre voluto cambiare il mondo senza averlo capito: è tempo di cominciare a capirlo, per il resto vediamo dopo ...

Se proprio si vogliono moderare i toni andrebbe prevista una sezione in cui far sfogare i redattori, per non perdere una delle cose che fan belle nFA

Io stesso quando vedo nella sezione "ultimi commenti" un fitto scambio di Michele Boldrin mi fiondo a leggere velocissimo.

O ha trovato qualcuno con cui discutere "seriamente" e allora c'è da imparare.

Oppure ha trovato un troll e allora il divertimento, a spese del troll, è assicurato :D

1. Il tasto "like" ai commenti mi sembra assolutamente da inserire: se un commentatore ha già espresso una opinione condivisibile mi fa piacere far sapere che approvo quel commento, e non un altro, specialmente se in quel commento ci sono tesi che ritengo da difendere. Può essere espresso in voto, in % di soddisfazione, a colori, nel linguaggio dei sordomuti, ma il momento docimologico (tiè, pari e patta con apotropeico. Il prossimo che usa termini astrusi sarà obbligato a sentirsi tutti i discorsi di Cicchitto, Gasparri e Capezzone. Ma proprio tutti.) è necessario.

2. Il linguaggio mi sembra normale, non credo si sia perso lo stile nFA, il mio peggiora solo nelle vicinanze del derby Milan-Inter, ma ritorna normale subito dopo, nè lo cambierei.

3. Bacino da allargare ? Le donne ci diranno di no, che il bacino non va allargato assolutamente, ma si riferiscono a un altro bacino (N.B: commento maschilista, cretino e da bar, ma mi è venuto e lo lascio. Signore scusatemi, e per farlo vi cito Charlotte Witton: "Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini, per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile."). Veniamo all'utenza da allargare: senza la TV non si va molto lontano, non so precisamente quanti "nuovi" lettori arrivino tramite "ilfattoquotidiano.it", ma leggendo i commenti ai post di nFA non credo molti, mentre molti sono arrivati per il tramite di Ballarò. Ma se non ti invitano (in TV) non è che ti puoi dare da fare molto, e gli impegni dei redattori sono quello che sono. Forse con la Fondazione le cose potrebbero cambiare, ne avevamo parlato informalmente a Siena (peggio per chi non c'era), con l'idea che una persona full time poteva fare anche da rapporto-stampa, a meno che non ci sia qualche studente di buona volontà che lo voglia fare. Gratis. L'idea era che ogni nuovo post fosse inoltrato anche alle redazioni TV e dei giornali, creando, o cercando di creare un feedback, e, possibilmente, di essere ospitati per esprimere la propria opinione. (Questa è una mia idea, che non riflette quella dei Redattori).

 

Grazie innanzitutto dei complimenti e dell'apprezzamento, sia da parte degli autori che da parte dei commentatori, che fanno sempre piacere. Soprattutto fa piacere essere paragonati ai Velvet Underground. 

Il post sostanzialmente avanza tre suggerimenti per aumentare l'impatto del blog.  1) La gestione dei commenti. Ci stiamo pensando da molti mesi, purtroppo il tempo e le limitazioni di Xaraya, il software che gestisce i contenuti, ci prevengono dall'effettuare miglioramenti in modo rapido. Inoltre, graficamente il sito ha bisogno di una ripulita. Da un paio di mesi e' pronto il redesign del sito completato da un grafico professionista. Il nuovo design e' bellissimo e funzionale, ma vogliamo al contempo trasferire la gestione dei contenuti ad un software diverso che permetta di adottare in modo veloce funzionalita' piu' moderne. Abbiamo scelto di usare Drupal. Xaraya ha svolto il suo compito in modo piu' che onorevole, ma Drupal e' una piattaforma che piu' si presta ad adottare le idee che abbiamo per migliorare le funzionalita' del sito, in particolar modo la gestione dei commenti. Purtroppo, occorrera' aspettare ancora qualche settimana. La migrazione di un sito e' una cosa piuttosto complicata e se si accompagna al cambiamento del tema grafico, il lavoro e' doppio. Martino Piccinato, un fedele lettore esperto di drupal, ci ha gentilmente aiutati a migrare il database, ora e' al lavoro con la realizzazione del tema grafico creato dal designer. DOPO LA MIGRAZIONE procederemo col migliorare la gestione dei commenti, che comportera', per i curiosi - ajax-ificazione del caricamento dei commenti, feature richiesta da molti lettori, che dovrebbe semplificare il caricamento delle pagine con molti commenti [questa feature potrebbe essere implementata assieme alla migrazione] - introduzione di un sistema di moderazione commenti simile a quello descritto nel post. I dettagli non sono importanti, basti sapere che l'obiettivo principale e' di rendere possibile al lettore interessato poter selezionare solo i commenti piu' interessanti di ogni post. Il sistema di moderazione sara' semplice. Non ci e' ancora chiaro se a moderare debbano essere un sottoinsieme di lettori fidati, o tutti i lettori. Per un po' di tempo sperimenteremo varie soluzioni. Abbiamo pensato anche ad un sistema di visualizzazione a tre livelli: (a) tutti i commenti (b) commenti raccomandati dai lettori (c) commenti segnalati dai redattori. I dettagli andranno sperimentati, ed in ogni caso tutto questo verra' implementato DOPO che la migrazione sara' stata effettua con successo ed i vari bugs saranno stati corretti.  2) Fondazione e Research Assistant. La fondazione e' nata, esiste ed ha in programma varie cose. Ne abbiamo parlato internamente a Siena, e certamente fra le idee c'e' quella di assumere un research assistant con un ruolo simile a quello da voi indicato. I fondi raccolti dovrebbero bastare, se si ripetono annualmente, a finanziare un assistente a tempo pieno o quasi, che non e' poco. Ci arriveremo, ma anche per questo ci vorra' un po' di pazienza. 3) Linguaggio: a noi il  linguaggio piace ed ha contribuito alla popolarita' del sito. Non credo sara' necessario fare grosse modifiche. In ogni caso non c'e' nessuna direttiva che impone nessun tipo di linguaggio. Lo stile di scrittura e' in un certo senso endogeno: noisefromamerika e' il sito dove si scrive di economia in questo modo, e seleziona autori a cui piace questo stile. 

 

In merito al punto 3), su cui molti lettori stanno discutendo, vorrei dire solo una cosa: per carità!!! Il linguaggio è uno dei segni distintivi del blog noisefromamerika! Capisco le argomentazioni di Alessio Moro e Marcello Miccoli, ma è come dire a Totò di non parlare napoletano oppure a Benigni di non parlare toscano! Il linguaggio spesso è anche sostanza, e credo che ciò valga anche per questo blog. Anzi ritengo che il linguaggio diretto utilizzato dai redattori sia uno degli elementi fondamentali per combattere il "perbenismo piccolo-borghese" catto-fascista e catto-comunista che infesta l'Italia da circa un secolo. Non dimentichiamo, infatti, che anche Dante aveva suscitato "scandalo" con le sue espressioni poco auliche presenti nella divina commedia. Il linguaggio è parte essenziale del messaggio! Alessio e Marco nel loro post affermano che "l'Italia non è l'Amerika", e questo è vero; ma se la maggioranza degli italiani iniziasse a riscoprire le sue vere radici leggendo i "suoi" grandi del passato, già sarebbe un buon inizio. L'Italia non è sempre stata perbenista...

"Per l'argine sinistro volta dienno;
ma prima avea ciascun la lingua stretta
coi denti, verso lor duca, per cenno;

ed elli avea del cul fatto trombetta." (Divina commedia, Inferno canto XXI 136-139)

Non c'è miglior verso per descrivere le sciocchezze di politica economica (e non solo) che in questi mesi abbiamo dovuto ascoltare dai nostri politici! Il linguaggio è sostanza!
Oggi forse Dante scriverebbe su noisefromamerika! :))
Vi auguro tutto il successo che ha avuto la Divina Commedia! E nel mio piccolo cercherò di aiutarvi!

 

 

Sulla moderazione dei commenti si potrebbe pensare ad un sistema di voto pesato.
Mi spiego:

1) bisogna creare 3 livelli di utenza come segue:
1.a) Redattori (per intenderci quelli che "non devono chiedere per pubblicare un articolo": Boldrin, Bisin, Moro, Zanella, Rustichini...)
1.b) Utenti scelti o power user (quelli ritenuti maggiormente competenti dalla categoria precedente e che magari scrivono anche articoli, solo su approvazione sempre della categoria precedente)
1.c) Utenti normali, postano solo commenti

2) dare un peso alla valutazione di ciascuna di queste 3 categorie: per es
2.a) 20 punti ai redattori
2.b) 5 ai power user
2.c) un solo punticino agli utenti normali

così il voto rispecchia un po meglio le competenze di chi lo esprime

3) Inoltre aggiungerei un indicatore incrementale basato sulle valutazioni che ciascun utente ha ottenuto nei vari commenti da lui espressi (un po come per yahoo answers)., tra l'altro con una buona formula matematica si potrebbe legare questa valutazione al punto 2

4) il lucchetto per bloccare i rami morti della discussione, così da lì in poi si finisce di trollare.

5) personalmente mi piacerebbe molto che chi scrive un articolo dopo un certo periodo pubblicasse anche un update in base ai commenti dei lettori: magari qualche cosa non è chiara in maniera abbastanza comune a molti lettori, oppure dal dibattito sul forum sono emerse conclusioni che completerebbero meglio l'articolo. Questo lo chiedo perché certi articoli mi interessano e ne seguo anche tutti i commenti comprendendoli, mentre altri, vuoi per mancanza di tempo, vuoi perché troppo tecnici e fare l'economista non è il mio mestiere, non riesco a seguire l'evolversi della discussione e visto che tra i commenti c'è secondo me il 60% del valore dell'intero post, sarebbe bello avere un riassunto delle novità emerse dalla discussione.

6) la pubblicità avete in mente di inserirla? Lo chiedo perchè per esperienza professionale i banners sul web iniziano a pagare bene.

Queste sono le mie idee, scusate se mi sono espresso come se fosse un foglio di lavoro ma sono abituato così :)

 

Esprimo la mia opinione, che some al solito sara' "tellurica" (tagliata con la dinamite). Di economia ne capisco poco, nessuno mi ha mai insegnato nulla in materia durante il mio percorso di studi (liceo classico fatto a cucci e spintoni piu' laurea in geologia fatta per entusiasmo). Qualcosa qui sopra ho cominciato a capirla, anche se quando partono le discussioni per gli "addetti ai lavori" manco capisco i termini utilizzati. Pero' le volte che si parla chiaro, scopro dei mondi che non conoscevo proprio.

Ritengo che le informazioni che qui vengono passate siano preziosissime. L'ignoranza sui meccanismi economici, oltre alla presenza di cazzari (scusate il francesismo) che raccontano scemenze sta portando danni gravissimi.

Vi porto un esempio che mi ha agghiacciato (lo che per gli economisti gli esempi singoli non valgono granche e che quello che contano sono le statistiche, ma io le statistiche non le ho e mi devo accontentare dei dati che possiedo).

Quelli che mi conoscono sanno che insegno argomenti geologici variamente denominati in una facolta' di Ingegneria. Lo faccio non per i soldi (guadagnerei molto di piu' sia nell'azienda di famiglia, che ad aiutare mia moglie nel suo studio professionale), ma perche' mi piace trasmettere il mio entusiasmo per il mio lavoro a studenti che fino ad oggi hanno trovato professori di Geologia che gliel'hanno fatta odiare (chiedete ad un ingenere cosa pensa dei geologi e ne scoprirete delle belle).

Per questi motivi io "spingo" per indirizzare i miei studenti a proseguire il loro corso di studi in modo che facciano qualcosa che gli piace e che, nel contempo, li gratifichi anche economicamente.

Nella mia universita' abbiamo una delle poche scuole di Ingegneria del Petrolio italiano. Sta perdendo appeal presso gli studenti, nonostante i salari siano abbastanza elevati, per chi e' disposto ad impegnarsi (nessuno regala nulla, ma in questo campo le competenze e le abilita' venono riconosciute abbastanza in fretta). Ho esempi di colleghi che pur non essendo dei "fulmini di guerra", guadagnano cifre di tutto rispetto che in Italia non si vedono spesso (a meno di non avere meriti "extracurriculari").

Il risultato e' che sempre meno studenti seguono i corsi sull'ingegneria del Petrolio. Pensavo che la motivazione fosse che il lavoro e' in posti "scomodi" e comunque lontani dalle citta di provenienza degli studenti. Invece quest'anno ho scoperto che i miei studenti, secondo anno di ingegneria, non si iscrivono ad ingegneria del Petrolio perche' c'e' il "picco del petrolio", quindi il petrolio finira' a breve e non ci sara' piu' richiesta di tecnici. Ecco, queste sono le teorie che vanno per l amaggiore tra i ventenni, nessuno che si chiede se sia vero, se effettivamente da un giorno all'altro gli ingegneri del petrolio saranno tutti disoccupati. E c'e' un bel da discutere con loro sul fatto che piu'ì una risorsa e' scarsa e piu' sara alto il suo costo, quindi si cercheranno tencici anche nei bar per tirarla fuori dai posti piu' srani. Niente, l'idea dominante e' che il picco del petrolio cancellera' da un giorno all'altro tutti i lavori nel settore.

Ecco, in giro l'ignoranza su come funziona l'economia e' spaventosa. Per questo ci vogliono molti siti come NFA che spieghino in parole semplici e chiare ai non addetti, ma con dati, fatti , statistiche ed esempi, come funzionano le cose e quale attendibilita' hanno i profeti del millenarismo, i neoluddisti,  gli esaltati della decrescita felice e gli orfani dei bei risultati ottenuti dal socialismo. Perche' ora le sole voci che si sentono in giro sono proprio quelle di questi signori qui, che stanno gia' facendo danni enormi anche solo instaurando scemenze nella testa dei ragazzi. E sono veramente in pochi quelli che hanno il coraggio di smontare i loro discorsi filosofeggianti e basati sul nulla. Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di dire che "il re e' nudo", usando un linguaggio chiaro anche ad ignoranti di economia, che permetta di vedere che le cose non stanno come le raccontano i predicatori alla moda.

Delle lezioni "terra terra" (cioe' alla portata di un geologo), in cui si affrontino le teorie piu' strampalate (la scoperta del modello "supefisso" mi ha permesso di capire i limiti di tante proposte fatte da economisti, sindacati e politici italiani) e le si conforntino coi dati disponibili, con i risultati ottenuti dalla loro applicazione, con la realta', permetterebbe di cambiare anche solo di poco, la deriva di delirio cui assistiamo in Italia e di diffondere l'idea che per fare analisi ci vogliono dati documetati, mentre con le "filosofeggiate" si fa solo del rumore.

Ecco quello che io vorrei vedere su NFA in futuro (non pensateci neanche di chiedere a me di fare cose del genere. Io ho altre competenze e quelle cerco di trasmettere).

Buon lavoro.

 

Dai, metteteci il like, che a Gilberto lo darei sempre.

Anche a Marco Esposito qui sopra :-)

Anche i voti vanno bene, così se scrivete troppo seri vi metto 4...

Io, ingegnere elettronico, sono ignorantissimo di in materie economiche e finanziarie.Ho iniziato a leggervi dopo aver sentito Boldrin a Caterpillar e mi è piaciuto il blog sopratutto per l'approcio: opinioni supportate da dati. Anche io mi perdo nei commenti poù technici ma magari, appena i mie tre figli mi daranno un po di tregua, potrei mettermi a studiare un po di economia.

I ci metto il Like!!!

Seguo nFA da quando ho sentito l'intervento di Boldrin da Giannino che lo caldeggiava come possibile nuovo ministro dell'Economia. Non ne so un'acca di economia, ma mi entusiasma l'approccio di tutti i relatori, finalizzato a valutare i pro e i contro e non a vincere ai punti, come la maggior parte delle discussioni, dal parlamento fino al bar. Ho divorato il libro su Voltremont (mi sarebbe piaciuto pubblicarlo io, un libro del genere…) e concordo ovviamente che le caratteristiche nFA non dovrebbero essere cambiate. Il linguaggio dovrebbe restare quello che e'.

Non mi convincono le votazioni tipo "ho gradito" o "non ho gradito" che costellano ormai qualunque cosa ci sia su Internet e che tendono ad aiutare a superare le difficoltà' di farsi un opinione. Ma nFA non e' contro questo spirito?…

Osservazioni volanti: chi valuta i valutatori? Se si adottassero i voti, che valore possono avere? Quelli che scrivono sono molti meno di quelli che leggono. Se tutti i lettori decidessero di votare gli interventi, che credito gli dareste? E mettere anche il voto al valutatore, incasellandoli in due o tre gironi, mi sembra spingere le cose un po' troppo in la'… E inoltre il fattore tempo verrebbe completamente trascurato… C'e' chi e' sempre collegato, altri lo sono solo a sera o saltuariamente. Se vicino a un commento di un'ora fa ci sono solo tre voti dipende dal suo basso interesse o dal fatto che la maggior parte dei lettori non l'ha ancora letto?

La mia impressione e' che il like serva 'alla facebook', per manifestare entusiastica condivisione ed evitare il proliferare dei 'lo penso anch'io' o 'bellissima affermazione', ma credo che il caso si presenti tutto sommato sporadicamente.

E se già' uno ha poco tempo per leggere tutti i post e ne sceglie diciamo un centinaio, e' più' il tempo che risparmia nel non leggere gli altri o quello che perde per pensare a mettere un voto ad almeno una trentina di quelli che ha visto?…

Io penso che ognuno continuerebbe ad avere i suoi personali filtri. Ognuno di noi scansiona i messaggi valutando la firma, il titolo del post, la concatenazione, il tema dell'articolo principale, e ha già' una base più' che sufficiente per decidere se fermarsi a leggere anche questo.

Per quello che riguarda l'occasonale azzannare di una risposta pepata o di un botta e risposta fulminante, non sono d'accordo con le museruole perché' sono favorevole a dire quello che non va senza doverlo sempre ingentilire. Se un commento e' una stupidaggine, non bisogna rinunciare all'asprezza nell'evidenziarlo, perché' purtroppo qui in Italia e' troppo diffuso l'incoraggiamento di chi vende fumo, e di chi poi a quel fumo si riferisce (mi riferisco agli ambienti esterni a nFA, non a commenti comparsi qui, a scanso di equivoci).

E poi qui non ho mai visto insulti gratuiti (ma e' solo da un anno che vi seguo), ma piuttosto bacchettate motivate.

Grazie e continuate cosi'.

visto che non si tratta di una discussione di economia o politica, aggiungo anche io un commento.

nFA è uno dei siti più interessanti che ho trovato, e sui cui torno periodicamente, per le stesse motivazioni che ho trovato riportate qua e là: autoformazione (difficoltosa) in materia economica e per leggere qualcosa scritto intelligentemente. il livello degli autori, da quello che posso capirne io, è alto, e spero che non cambino tono per guadagnare qualche visita in più al prezzo di sembrare una traduzione di google. Credo che i post, in genere, abbiano una formidabile e apprezzabile impronta personale.

Per quanto riguarda la difficoltà di farsi udire nel dibattito politico italiano, mi permetto di aggiungere, io ho un pò il sospetto (ma è dietrologia partigiana) che gli economisti pretendano di risolvere un pò ingenuamente i problemi con strumenti scientifici, mentre i politici mirino essenzialmente alla propria continuità tramite megafoni e apparecchi telefonici.

saluti

per la serie "consigli" proporrei anche di chiarire meglio la struttura delle tipologie di contributi.

Per la serie ex-cathedra, qui è FLG etc.

Ritenente utile una sezione "proposte"?

Vedo che alcune delle proposte fatte recentemente sono "ex cathedra" ed altre FLG.

Io stesso non so come inquadrare le cose che ho scritto. Non mi sento "ex-cathedra" vista la mia formazione, e non ho capito (colpa mia) lo spirito di FLG.

Abbiamo, in linea di massima, teoria, analisi e proposte.  Spesso si mischiano e si con-fondono ma forse un po' di chiarezza aiuterebbe.

 

Mi aggiungo al coro di complimenti e sono un amante dello stile e linguaggio nFA. Ormai è un annetto che seguo le vicende di questo blog e non passa giorno che non controlli il sito, nella speranza che ci sia un nuovo articolo da poter consultare. Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) non sono un commentatore frequente, ma d'altronde le mie conoscenze di economia politica si sono fermate a IS-LM...

Un'unica richiesta, se possibile. Ho notato che da qualche tempo i feeds RSS non riportano gli articoli completi ma solo l'incipit. Dal momento che per Kindle c'è un ottimo servizio (Kindlefeeder) che permette di salvare e leggere offline i feeds, che è comodo soprattutto mentre si è in viaggio in treno/metro, mi chiedevo se fosse possibile ripristinare la situazione precedente...   

 

Non è "ufficiale", ma c'è questo.

All'inizio ero entusiasta anche io del linguaggio "ruvido" di nFA. Non mi meraviglia che qui gli affezionati lo difendano. Io però poi ci ho ripensato. Questo è un paese ipocrita, feudale, antidemocriatico anche nello stile. Per questo nella battaglia politica vera secondo me la rudezza è stata un boomerang più che un vantaggio. In futuro si dovrebbe sempre colpire duramente ma forse bisognerebbe farlo più "di fino". Ai raffinati keynesiani-marxisti che ci stanno portando oltre il baratro non si deve dare mai l'occasione di additarci come "trogloditi". 

Mi sembra più che credibile questo post per quanto riguarda la speranza che questo sito continui a prosperare e che michele boldrin riprenda a collaborare.

Io stesso, potrei essere, potrei rappresentare un buon esempio di cosa significhi persevare in quanto ho scoperto gli scritti di Boldrin & C solo da poco pur leggendo ad esempio Il Fatto fin dall'inizio.

Ed ora scopro che Michele ha sospeso...........grrrrrrrrrr

 

 

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