Il NYTimes deve un Nobel a E. Helpman
Paul Krugman ha vinto il premio Nobel per l'economia (quello che gli scienziati veri non vogliono sia chiamato premio Nobel). Commenti a caldo. (Anche se l'economia internazionale non e' il mio forte).
Il premio e' stato assegnato a Paul Krugman
for his analysis of trade patterns and location of economic activity
I contributi di Paul Krugman a quella che gli economisti chiamano "new trade theory" sono importanti. La "new trade theory" e' un insieme di modelli che spiegano il commercio internazionale in parte attraverso un nuovo fattore: le economie di scala (costi per unita' decrescenti al crescere della quantita' prodotta).
La mia impressione (da esterno all'economia internazionale) e' che la new trade theory sia un po' in un angolo, oggigiorno; e che invece Eaton-Kortum sia piu' di moda.
La questione pero' non e' tanto questa, un Nobel alla new trade theory ci puo' stare. La questione e' che Elhanan Helpman vi ha contribuito tanto quanto Krugman. (Ed Prescott il Nobel lo ha diviso con Finn Kydland, nonostante i due abbiano uno status molto diverso nella professione.) Il paper fondamentale di Krugman sull'argomento e' del 1980, quello di Helpman e' del 1981. Il libro accademico che raccoglie sistematicamente la new trade theory e' scritto da entrambi. Tra l'altro, Helpman ha anche poi contribuito ad "endogenous growth theory" , che ha tanti difetti (Michele ne sa qualcosa) ma che comunque ha avuto enorme impatto; molto, molto piu' che i paper di Krugman su "location of economic activity", cioe' in urban economics.
La mia impressione e' che la menzione "location of economic activity" sia stata aggiunta proprio per escludere Helpman, ma che i contributi di Krugman a urban economics non siano da Nobel, nonostante le citazioni. Pero' magari mi sbaglio su questo punto.
Insomma, il Nobel da solo e' il problema, non il Nobel per se'. Il problema e' che lo abbia avuto da solo, senza E. Helpman. Questo, immagino sia dovuto alla fama inter-planetaria di Krugman, ai vari libri divulgativi di successo, e alla colonna sul NYTimes (su cui ho scritto, qui , qui , e altrove), e forse anche [aggiunto perche' Antonella Tutino mi ha convinto che ero stato troppo diretto] al potere di Princeton che generosamente assume i membri del Comitato che assegna il Nobel.

