Il NYTimes deve un Nobel a E. Helpman

13 ottobre 2008 alberto bisin

Paul Krugman ha vinto il premio Nobel per l'economia (quello che gli scienziati veri non vogliono sia chiamato premio Nobel). Commenti a caldo. (Anche se l'economia internazionale non e' il mio forte).

Il premio e' stato assegnato a Paul Krugman

for his analysis of trade patterns and location of economic activity

I contributi di Paul Krugman a quella che gli economisti chiamano "new trade theory" sono importanti. La "new trade theory" e' un insieme di modelli che spiegano il commercio internazionale in parte attraverso un nuovo fattore: le economie di scala (costi per unita' decrescenti al crescere della quantita' prodotta).

La mia impressione (da esterno all'economia internazionale) e' che la new trade theory sia un po' in un angolo, oggigiorno; e che invece Eaton-Kortum sia piu' di moda.

La questione pero' non e' tanto questa, un Nobel alla new trade theory ci puo' stare. La questione e' che Elhanan Helpman vi ha contribuito tanto quanto Krugman. (Ed Prescott il Nobel lo ha diviso con Finn Kydland, nonostante i due abbiano uno status molto diverso nella professione.) Il paper fondamentale di Krugman sull'argomento e' del 1980, quello di Helpman e' del 1981. Il libro accademico che raccoglie sistematicamente la new trade theory e' scritto da entrambi. Tra l'altro, Helpman ha anche poi contribuito ad "endogenous growth theory" , che ha tanti difetti (Michele ne sa qualcosa) ma che comunque ha avuto enorme impatto; molto, molto piu' che i paper di Krugman su "location of economic activity", cioe' in urban economics.

La mia impressione e' che la menzione "location of economic activity" sia stata aggiunta proprio per escludere Helpman, ma che i contributi di Krugman a urban economics non siano da Nobel, nonostante le citazioni. Pero' magari mi sbaglio su questo punto.

Insomma, il Nobel da solo e' il problema, non il Nobel per se'. Il problema e' che lo abbia avuto da solo, senza E. Helpman. Questo, immagino sia dovuto alla fama inter-planetaria di Krugman, ai vari libri divulgativi di successo, e alla colonna sul NYTimes (su cui ho scritto, qui , qui , e altrove), e forse anche [aggiunto perche' Antonella Tutino mi ha convinto che ero stato troppo diretto] al potere di Princeton che generosamente assume i membri del Comitato che assegna il Nobel.

 

 

 

 

104 commenti (espandi tutti)

 quello che gli scienziati veri non vogliono sia chiamato premio Nobel

e come dar loro torto se poi.... 

La mia impressione e' che la new trade theory sia un po' in un angolo, oggigiorno; e che invece Eaton-Kortum  sia piu' di moda.

da quando in qua la scienza (quella vera si intende) ha a che fare con le mode? 

Chiedo lumi al prof. Giocoli(ere)

Da sempre la scienza ha a che fare con le mode. Ma il fatto che Eaton-Kortum sia di moda e la new trade theory no credo sia almeno in parte dovuto al fatto che l'evidenza empirica (sorry) per la new trade theory sia al meglio debole. Come vedi le mode sono in parte dovute serie ragioni scientifiche. E i vestiti di Armani sono una meraviglia.

doverosa correzione: una cosa di cui sono sicura è che nessuno a Princeton (international trade o altri fields) avrebbe mai sponsorizzato Krugman per il nobel. Chiedi conferma a chiunque nel dipartimento di Economia se vuoi verificare.

È vero che la scelta e terribile e io non riesco a capacitarmene ma suggerire che Princeton abbia avuto un qualche peso nella sua determinazione è come minimo disturbing - ammetto, non quanto la scelta di per se, ma aggiunge beffa al danno.

Antonella, credimi, non e' cosi' folle. Non ho dubbi che il dipartimento non lo ami particolarmente, ma per l'universita' e' un big deal. E princeton ha un track record nel dare  posizioni ai membri del comitato. Non offenderti, ma queste cose sono spesso fatte dai Deans; il dipartimento non c'entra.  Poi il mio commento cattivo viene anche da invidia, ci mancherebbe, non per Krugman ma per il fatto che noi facciamo lo stesso ma da fratelli stupidi (ad almeno uno di quelli cui Princeton ha dato un posto, noi abbiamo dato una casa a NY per tenercelo amico; sempre organizzato dai Deans, naturalmente). 

Grazie del chiarimento. L'unica cosa e' che se e' vero che esiste un track record nell'assumere persone  'visibili' come il premiato o 'utili' come i membri del comitato del nobel, non voglio credere che quest'ultima categoria si faccia influenzare dai deans al momento di votare.

Ho conosciuto i membri del comitato e li ritengo persone di grandi capacita' critiche e con opinioni poco sensibili alle pressioni esterne se non adeguatamente suffragate dai dati. 

Mi disinteresso delle persone 'visibili' assunte ma questo fanno anche i membri del comitato che a Princeton insegano e fanno ricerca.

 

Ma certo che i membri del Comitato a Princeton sono gente seria. Per chi non lo sapesse, sono Lars Svensson e Per Krusell (Lars non lo e' piu'). E' certo che sono personaggi di primo piano. Ma i compromessi prendono forme varie e diverse. Io credo che su Krugman ci sia stato supporto dovuto alla sua posizione nei media, non certo dovuto ai Princetoniani, ma noto che, condizionando a Krugman Nobel, a Helpman non l'ha aiuatato nessuno. Questo mi dispiace. E su questo commentavo. 

Comunque, non volevo offendere. Forse ci sono andato giu' un po' duro e un po' troppo direttamente. Ma era mattina presto, prima del caffe'. Chiedo venia; aggiungo un "forse anche".

No hard feelings, come dicono gli americani.

Ammetto che il mio commento e' dettato dall'incapacita' di capire la scelta del premiato e cercare di separare nettamente le persone che conosco e stimo dalla decisione piu' che l'ultima frase del tuo post.

Fra l'altro, una persona come Per che e' appassionato di ricerca
accademica e cita passi del Godfather a memoria, non mi sembra proprio
il tipo da farsi influenzare da pressioni esterne...

Grazie Alberto per aver accolto l'invito ad aprire una discussione sul Nobel di quest'anno. 

Alla faccia di chi ha osato dubitare della rapidissima operatività mattutina della redazione di nfA!

Dopo aver invaso Gustavo Piva commento in un luogo più appropriato. Non so quanto sia giusto o ingiusto il nobel a Krugman (di cui ho letto qualcosa solo grazie ad Alberto, che talvolta lo linkava), non ho idea se lo doveva dividere o meno, penso solo che sarebbe bello complimentarsi con una lettera (di Nfa ?), dicendogli che forse lo ha sottratto anche a qualcun altro, ma che comunque ci complimentiamo.

In attesa (mi ripeto..) di festeggiare il Nobel qualcuno dei redattori di Nfa, che seguiamo e alle voltepazientemente tolleriamo  -)) .

O forse dovremmo attenderci un Nobel a GT, visto che aveva previsto (???) la crisi e le sue conseguenze ? (TG1 ore 20,30 sabato sera). O, perchè no, a me, visto che in un commento avevo detto che un modo per ristabilire la fiducia era "assicurare" il credito fra le banche ? Insomma, uno non può avere un'idea del piffero che subito i governi te la copiano -).

Alberto e Antonella, premesso che sono d'accordo che l'esclusione di Helpman e' una vergogna, mi incuriosisce la discussione sul ruolo di Princeton. In particolare, mi chiedo come sia possibile che nessuno del dipartimento volesse sostenere la sua candidatura. Anche ammesso che non nutrano simpatia per il collega, sicuramente sanno che hanno solo da guadagnare dall'avere un Nobel in casa. L'alternativa e' che Krugman abbia rotto i cosidetti in modo estremo... ma mi riesce difficle immaginare come!

Alberto, io non vedo Eaton-Kortum come alternativo a NewTrade. Alvarez e Lucas stessi riconoscono la connessione. Che la letteratura piu' recente sia piu' empirica e anche dovuto al fatto the Helpman-Krugman hanno posto queste questioni in termini formali, e quindi operativi. 20+ anni di ricerca hanno generato un progresso notevole. Secondo me non e' questione di moda. E' che per certe applicazioni Eaton-Kortum e' piu' semplice (come Alvarez e Lucas spiegano).

Pietro: Krugman non e' un uomo simpatico, ma non credo sia questo il problema. Credo che in generale in accademia si tenda a non amare chi "lascia" la professione per qualcosa di piu' lucrativo in termini di danaro o fama. Si puo' chiamare invidia o intregrita', a seconda di che parte stai. 

Sono d'accordo che Eaton-Kortum viene abbastanza da NTT. Non conoscendo bene la letteratura non so bene quanto. La questione della moda: niente di male nella moda, secondo me. Non lo intendo in senso troppo negativo. La ricerca segue mode, e' naturale; e' importante che il processo abbia suffcienti anticorpi che evitino generazioni di Sraffiani, ma non e' certo questo il caso. Il fatto the Eaton-Kortum sia empirico e' ovviamente bene. 

Faccio due domande sincere a Pietro o a chiunque voglia rispondere.

Cosa predice la teoria del commercio internazionale proposta da Krugman, Helpman, Grossman e poi alla fine anche Romer?

Qual'e' l'ipotesi dirimente di tale teoria, l'ipotesi che la separa e differenzia dalle idee ricardiane o anche solo da Hescher-Olin?

Michele, ammetto che e' "cheap", ma la risposta veloce ed "ufficiale" e' la motivazione del Comitato Nobel esposta in dettaglio nel documento Scientific Background (http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2008/sci.html). [Mi scuso ma il comando per includere links non funziona sul mio schermo.] Si puo' dibattere se han torto o ragione, ma mi sembra un buon posto per cominciare. Per quanto vale, la mia opinione e' che Helpman merita il premio almeno quanto Krugman e che il modo migliore di apprezzare il loro contributo e' leggere il libro linkato da Alberto.

Per quanto riguarda growth, ritengo che Krugman non abbia mai detto nulla di nuovo o rilevante al riguardo. Romer dice che si e' ispirato a NewTrade in qualche misura per la sua NewGrowthTheory. Se lo dice lui non vedo perche' dubitarne. Io comunque non sono un fan di quel modello e vedo la connessione tra NewTrade e NewGrowth (per come la fanno Aghion-Howitt o per come la faccio io, per stare con cio' che conosco meglio) come molto, molto tenue.

ammetto che è "cheap"

effettivamente ... 

Mettiamola così: me la riassumi, o qualcuno la riassume?

Dico chiaramente che, in my not so humble opinion, non c'è QUASI NULLA di nuovo né nella NTT né nella sua figlia un po' intellectually challenged, la NGT. (Trade, G= Growth). Further, il nocciolo delle loro predizioni empiriche è fortemente contradetto dall'evidenza disponibile, per non dire da quella storica. Insomma, l'evidenza disponibile non solo non prova che hanno ragione ma, a mio avviso, prova che hanno abbondante torto [AK, immagina se avessi seguito il tuo consiglio nello scrivere la frase precedente!]

Qualcuno mi porta, please, evidenza sufficiente se non a provare almeno a suggerire che ho torto?

Io questo premio faccio molta fatica a capirlo, NYTimes e lobbying varie a parte. Mi sembra ancora più inspiegabile di quello, memorabile, dato ad Haavelmo quando voi eravate tutti in fasce. Haavelmo, almeno, aveva importato in economia delle tecniche statistiche che, sì esistevano già ma, gli economisti non conoscevano ... qui, invece, siamo in una specie di "scusateci, stavamo scherzando"!

P.S. Quando ho tempo mi leggerò le 25 pagine di motivazione, ma credo di non averlo sino a domenica prossima. Quindi, se qualche anima benevolente mi spiega dove mi sbaglio, son pronto ad ascoltare. 

Michele, forse oggi sono lento ma questa

Insomma, l'evidenza disponibile non solo non prova che hanno ragione
ma, a mio avviso, prova che hanno abbondante torto [AK, immagina se
avessi seguito il tuo consiglio nello scrivere la frase precedente!]

non l'ho capita, soprattutto la parte in parentesi quadra.

 

credo che michele si riferisca al dibattito sull'uso di prova o evidenza seguito a questo commento

http://www.noisefromamerika.org/index.php?module=comments&func=display&c...

 

Possibile, ma preferisco avere lumi da Michele. Comunque il mio commento si riferisce in particolare alla parte in parentesi quadra.

Mettiamola così: me la riassumi, o qualcuno la riassume?

 

Mettiamola cosi': facciamo parlare gli esperti. Quando hai tempo vedi:

http://stellar.mit.edu/S/course/14/sp07/14.581/materials.html

Son sicuro che Pol (Antras) condivide che il premio sia andato a Paul (Krugman).

Se non hai voglia di discutere, non farlo. Non è obbligatorio. Ma consigliarmi di andare a leggere i testi di un corso introduttivo di IT mi sembra a metà fra l'offensivo e qualcos'altro che non menziono.

Se hai delle opinioni tue, scrivile. Se non le hai, lascia stare. Non sto discutendo con Antras, che dubito legga nFA. Dubito anche abbia scritto le 25 pagine della motivazione, quindi non vedo cosa possa aiutare la biblio del suo corso per riassumere la motivazione! In ogni caso, se volessi discutere con lui scriverei a lui.

Io la domanda l'ho fatta a chi voglia rispondere, se nessuno ha niente di rispondere, amen. Anche l'assenza di risposta contiene informazione, come abbiamo imparato da Lacan e da altri prima di lui.

Perche' offensivo? Io ho semplicemente pensato che Pol abbia fatto un buon lavoro nel riassumere l'evidenza che chiedevi. E' un esperto e l'ha fatto meglio di come possa farlo io. Il link non e' all sua biblio, ma alle sue slides che riassumono bene lo stato dell'arte.

Dai Pietro, "offensivo" (io non mi offendo, lo sai) per i canoni normali dell'offensività: perché mi inviti a studiarmi un corso di base di commercio internazionale, cosa che francamente spero di conoscere. La mia era una domanda un po' specifica, ma fa nulla.

Ed Leamer, da cui ho imparato quel poco che so di international trade,  mi aveva convinto che di "new" nella "new trade theory" non ci fosse proprio nulla.

Oltretutto, sembra avesse iniziato ad ammetterlo anche PK

 

OT: grazie per l'illuminante discussione sulla crisi finanziaria!

 

 

Non capisco il secondo commento. E' un paper del '99, non di pochi mesi fa. Inoltre, riconoscere un debito intellettuale non significa che il contributo per cui uno e' premiato non meriti riconoscimento.

Mi pare che si stia sorvolando sulla questione fondamentale: di chi e' stata la seminal contribution? Il nobel committee ha un buon track record su questo; si possono discutere le scelte su quale contribution sia meritevole, come mi pare stia facendo Michele, ma una volta scelto occorre chiedersi di chi e' stata l'idea. L'esempio di Kidland & Prescott mi pare fuori luogo: hanno scritto assieme entrambi i seminal papers che hanno originato la letteratura per cui hanno preso il premio. 

Per quanto riguarda NTT, invece, il scientific background paper del sito nobel.se si focalizza su un paper del 1979 di Krugman, cita diversi papers di helpman, il primo dei quali pubblicato nel 1981. Chiaramente e' una biased source, non ne so abbastanza di storia della NTT, due anni sono pochi in economia, e' perfettamente possibile che abbiano sviluppato le loro idee contemporaneamente e per vari motivi Helpman sia riuscito a pubblicare 2 anni dopo. 

L'influenza di princeton sul nobel non e' irrilevante, ma l'influenza sull'assegnazione solo a Krugman mi pare piuttosto speculativa.  L'influenza dovuta alla fama, al NYT, ai libri divulgativi secondo me e' pari a zero. Se contasse Lucas e Prescott non avrebbero mai preso il premio. 

I criteri con cui il comitato nobel determina la seminal contribution sono oscuri.

Basta vedere cosa è accaduto al nobel per la fisica di quest'anno, per il quale è stato dimenticato Cabibbo ed anche il fatto che il paper fondamentale per il quale è stato premiato Nambu è stato scritto con Jona-Lasinio

Domanda non banale: che ha detto di nuovo John Nash in dieci pagine, visto che ne avevano gia' scritto ampiamente Von Neumann e Morgenstern e li cita nella tesi, e ha utilizzato un teorema di punto fisso dimostrato da altri?

Ecco, se vi ponete questa domanda capite perche' Krugman (e non Helpman) e' stato molto originale rispetto a Ricardo o Ohlin.

  di chi e' stata la seminal contribution? Il nobel committee ha un buon track record su questo

Visto che non lo ha fatto ancora Michele, lo faccio io: Debreu senza Arrow (il secondo) e senza  McKenzie? Io non sono sicuro sul track record. 

 L'esempio di Kidland & Prescott mi pare fuori luogo: hanno scritto assieme entrambi i seminal papers 

 Hai ragione solo in parte. Io voglio argomentare che la seminal contribution in questo caso e' il libro. Scritto da entrambi. 

 L'influenza di princeton sul nobel non e' irrilevante, ma l'influenza sull'assegnazione solo a Krugman mi pare piuttosto speculativa.

Beh, ovviamente, mica c'ero nella stanza. E nemmeno mi mettono in cc nelle e-mail. 

 L'influenza dovuta alla fama, al NYT, ai libri divulgativi secondo me e' pari a zero. Se contasse Lucas e Prescott non avrebbero mai preso il premio. 

Randomizzano, my friend, randomizzano. O forse e' un ciclo deterministico? Qualcuno ha scoperto il pattern? 

Ho guardato un po' in dettaglio i seminal papers. In effetti Krugman e' arrivato prima. Non solo, ma Helpman cita Krugman e non viceversa. Capisco che questo dia una ragione al Committe per darlo solo a Krugman. Pero' restano i) il libro, ii) la NGT dietro alla quale c'e' Helpman. Krugman e' andato urban e Helpman e' andato growth. Poi ovviamente si puo' discutere della qualita' in se' di tutte queste direzioni. Io penso solo a impatto. 

E poi sta roba della primogenitura conta quando conta. L'anno scorso hanno fatto cosa buona, ma se fossero andati a primogenitura, Myerson e Maskin starebbero aspettando. A me pare che NTT sia piu' congiunta tra PK e EH che non mechanism design tra LH e RM e EM. Mah.  

Sono d'accordo su questo

solo una domanda: a chi altro avreste dato il nobel per l'economia in questo momento?

Tutta la vita a Sargent and Sims, per avere sviluppato gli strumenti fondamentali della moderna macroeconomia dinamica, al limite insieme a Lars Hansen (anche se a lui io ne darei uno tutto suo fra qualche anno per aver "divulgato" GMM).

"in questo momento" cosa vuol dire?

A chi avrei dato il premio Nobel l'ho già detto giorni fa: a McKenzie e Brock (e Cass, che è morto), o a Sargent-Sims-Hansen.

Mi chiedo cosa c'entri il "momento" nella domanda: è lì per caso o vuole suggerire qualcosa di particolare di questo momento, ottobre 2008?

Condivido e ribadisco: Sims, Sargent e Hansen.

forse il comitato 'in questo momento' non e' riuscito a riassumere i loro contributi in sole 20 pagine. Magari con un altro anno di tempo, la Royal Academy ci riesce. 

 

 

A Eaton & Kortum. Motivazione: per la VNTT (very new trade theory). E soprattutto, per essere riusciti ad avere un paper di Lucas con il loro nome nel titolo. 

... io ne darei un paio (anche tre) ancora a Arrow... quasi tutta la micro e pezzi della macro originano dai suoi lavori...

poi per un fatto personale e affettivo a tre grandi vecchi semidimenticati:

Dreze, Hahn e Malinvaud...

Per rispondere a Michele Boldrin, che chiede:

 Cosa predice la teoria del commercio internazionale proposta da Krugman, Helpman, Grossman e poi alla fine anche Romer? Qual'e' l'ipotesi dirimente di tale teoria, l'ipotesi che la separa e differenzia dalle idee ricardiane o anche solo da Hescher-Olin?

In breve: Le teorie pre-NTT, ossia Ricardiane (tra cui Eaton-Kortum) e Heckscher-Ohlin, prevedono solo "interindustry trade", non "intraindustry trade": io esporto vino e tu mi dai tessili in cambio, perché io sono relativamente più produttivo di te a fare il vino. Oppure: io esporto tessili e tu macchine manufatturiere, perché io sono relativamente più dotato di lavoro che di capitali. 

La stragrande maggioranza del commercio, invece, è di tipo intraindustry: io esporto e importo automobili, tu esporti e importi automobili. Tutto questo è inconcepibile in un modello Ricardiano o Heckscher-Ohlin. Grazie a Dixit-Stiglitz, product variety e all'"imperfect competition", siamo riusciti a costruire un modello che lo spieghi. Se questo non è poco... 

Poi, per quanto riguarda i test empirici, il discorso si fa un po' più astratto e ci allontaniamo un po' dai modelli di Krugman e Helpman, e si dovrebbe parlare dei gravity models.

Ad ogni modo: mi sembra un peccato che alcuni non sembrino in grado di apprezzare questo enorme contributo... va bene, va bene, i vostri eroi sono Sims e Sargent, ma comunque...

Poi, per parlare degli sviluppi più recenti, mi sembra più interessante Romalis e il suo tentativo di combinare Heckscher-Ohlin con NTT che non Eaton e Kortum (paper meraviglioso, non c'è che dire, ma un filino troppo stilizzato), anche se capisco che E&K e i paper che da esso derivno siano più congeniali a chi ama Sims e Sargent che non il resto della letteratura su trade.

Either way: poor Elhanan Helpman! 

Grazie per la risposta, ora possiamo discutere.

alternatively

palma 14/10/2008 - 07:01

Le osservazioni che seguono sono opera di un non economista che condivide assai la perplessità di molti sul premio conferito (a P. Krugman) e simultaneamente non è in grado di articolare "master evidence and argument" la posizione di chi "avrebbe" dovuto ricevere tal riconoscimento al posto suo.

È più interessante, dal mio punto di vista, osservare che per tanto starnazzare degli economisti la disciplina è assai più vicina alla letteratura che alla fisica. Non ho visto nessuno che ha il Nobel in fisca, vivo o morto, che sia un fisico minore o minimo. Vedo, con un qualche grado di dispiacere, che Grazia Deledda ha il Nobel, non avendolo Proust, Kafka, Musil, Joyce. Non sto ad agitarmi su scienze vere e scienze fasulle, ma forse una riflessione è dovuta sullo stato di una disciplina, forse in bilico tra una forma (minore, a modesto avviso del sottoscritto) di matematica applicata e varie attività predittive ed esplicative che avvicinano l'economia più alla storia che ad ogni altra attività. Erro?

secondo me, erri. Mi spiego: anche in fisica secondo me sono messi malino.

Mi scuso perche' e' di cattivo gusto ribattere (rebuttals li faccia Mrs. Palin), ma... l'argomentazione e' fallace. Mi riferisco specificamente al suggerimento di Moro che indicando il caso (in senso non tecnico di casotto) della teoria delle stringhe (en passant l'unica versione accettabile si chiama M -- o B dipende da quale lettera vi piace di "membrana") suggerisce che la fisica, in quanto disciplina sia altrettanto nelle "peste" di altre discipline premiate dal Nobel (la pace? la letteratura? sono discipline? forse sono piu' simili a concorsi di bellezza. Sono praticamente certo che possiamo discutere fino alla fine dei tempi se sia preferibile Garbo o Monroe, Bogart O Newman, e piu' interessante la discussione serve a nobili scopi di ventilazione dentaria ma non si muove in alcuna direzione, ne avanti, ne indietro ne sopra sotto.) Per quel che riguarda il contenuto indicato da Andrea, due sono i punti (qui sto parlando di scienza vera, per il poco che ne capisco) da individuare chiaramente. 1. M theory e' una teoria in matematica che (quasi) nullo contenuto empirico. Vi sono varie ragioni per questa condizione, forse non abbiamo energia sufficiente per perfino decidere che cosa sperimentare per "vedere" stringe e membrane (termine tecnico qui, non guardatevui le spighette delle scarpe o la membrana dell'anticoncezionale in lattice). Altre sono di ordine piu' sostanziale: e' molto possibile che (come Smolin) sostiene sia un errore di formulazione della teoria. Questa e' la modestissima opinione del sottoscritto. Per chi abbia bisogno di considerarla sul serio si vedano i contributi (forse val la pena di ricordarlo su Nfa) di Eugenio Calabi (forse come molti tra coloro che qui scrivono) italiano poi dienuto, volens nolens, espatriato. Le varieta' di Calabi sono le stringhe (sono varieta' nel senso di varieta' geometrica, non di varieta' di formaggio grana, padano o parmigiano.) Da Calabi viene la varieta' di Calabi-Yau, che genera le famose riduzioni (in una molteplicita' di dimensioni) in stile Kaluza & Klein. Per finire la noia di ripetere l'ovvio (il tutto e' perfettamente disponibile in un corso di fisica, sia detto en passant) generai la previsione che nessuno ha il noble/ignoble/Nobel prize per lavoro su "stringhe e affini". 2. Sorprendentemente su nobelprizes.com se fate una ricerca (da dementi come il sottoscritto) del vocabolo "string" sull apagine di fisica (che e' la lista di tutte le persone che han vintop il premio e delle motivazioni del premio), alemno il mio Chrome di google, mi dice che il risultato sia zero.       Ora se (ripeto *se*) Krugman e' una balla in termini scientifici, la lista dei fisici non contiene balle. QED Con affetto a tutti, il sottoscritto mentre le scimmie fanno un casotto, davvero enorme, alla finestra e si rubano i frutti del mango. 

Re: alternatively

marcox 14/10/2008 - 08:55

La trattazione sarà adeguata, se avrà tutta la chiarezza compatibile con la materia che ne è l’oggetto: non bisogna infatti ricercare la medesima precisione in tutte le opere di pensiero....Bisogna contentarsi, quando si parla di tali argomenti con tali premesse, di mostrare la verità in maniera grossolana e approssimativa, e, quando si parla di cose solo per lo più costanti e si parte da premesse dello stesso genere, di trarne conclusioni dello stesso tipo. Allo stesso modo, quindi, è necessario che sia accolto ciascuno dei concetti qui espressi: è proprio dell’uomo colto, infatti, richiedere in ciascun campo tanta precisione quanta ne permette la natura dell’oggetto.

Aristotele Etica Nicomachea, Libro I (non stava parlando dell'economia, ovviamente)

E' roba un po' vecchia, ma direi sempre attuale...che poi è la definizione di cio che è "classico".

è proprio dell’uomo colto, infatti, richiedere in ciascun campo tanta precisione quanta ne permette la natura dell’oggetto.

Aristotele Etica Nicomachea, Libro I (non stava parlando dell'economia, ovviamente)

 

E' roba un po' vecchia, ma direi sempre attuale...che poi è la definizione di cio che è "classico".

Aristotele  predicava bene ma razzolava male:  sosteneva che le femmine di umani, pecore, capre e maiali hanno meno denti dei corrispondenti maschi. La sua colta precisione, apparentemente, non era sufficiente a fagli guardare in bocca e contare...

Teoria  alternativa:

Magari aveva guadato in bocca a chi conosceva ed ai loro animali domestici, e contato. Ma, avendo a disposizione un campione piccolo e distorto, avendo osservato che le mandibole dei maschi tendono ad essere più grandi di quelle delle femmine, avendo assunto che il numero di denti che si hanno in bocca sia proporionale alla capienza della stessa e, soprattutto, non avendo capito la differenza fra media della popolazione e media campionaria, trasse l'impropria conclusione ...

Morale: why accepting a simple explanation when I can come up with a more complicated and unexplored one? If fascinating enough, it may generate an avalanche of, eventually useless, research exploring its implication, give me a career and even get me a nice prize down the road. 

Re(3): alternatively

Ja 15/10/2008 - 13:00

Morale: why accepting a simple explanation when I can come up with a
more complicated and unexplored one? If fascinating enough, it may
generate an avalanche of, eventually useless, research exploring its
implication, give me a career and even get me a nice prize down the
road. 

Quindi, con cio' ammetti che Krugman spiega in dieci pagine in equilibrio economico generale cio' che tutti gli altri spiegano in sessanta? :-)

 

Esattamente l'opposto, tesoro, esattamente l'opposto. 

Sto invecchiando, se anche tu capisci l'opposto di quello che intendevo scrivere! 

eppure eppure in filigrana ci leggo nelle tue parole il tic tipico dell'umanista che non perde occasione ad attaccare discipline più strutturate della propria. :-) Sbaglio?

A me non importa molto dirimere la questione che poni, nel senso che non sarei nemmeno capace di dare patenti di scientificità a discipline che non conosco, però posso sempre usare critiche interne ai tuoi argomenti per dimostrare che non mi convinci affatto.

Intanto come tu stesso dici, ci sono controversie anche sul Nobel per la letteratura, anche quest'anno intendo e poi ovviamente anche se la letteratura non è una scienza (ma chi l'ha detto che tutte le scienze devono avere come modello la fisica?) ciò non toglie che si possa usare la scrittura in modo più o meno corretto oltre che esteticamente gradevole...è una questione di gradi fra chi lo sa fare e chi no.

osservare che per tanto starnazzare degli economisti la disciplina è assai più vicina alla letteratura che alla fisica.

Allora, secondo quello che dici, hanno fatto bene a darlo a Krugman, visto che è uno scrittore così prolisso anche di politica e di cose non strettamente economiche?

Non sto ad agitarmi su scienze vere e scienze fasulle, ma forse una riflessione è dovuta sullo stato di una disciplina, forse in bilico tra una forma (minore, a modesto avviso del sottoscritto) di matematica applicata e varie attività predittive ed esplicative che avvicinano l'economia più alla storia che ad ogni altra attività.

Vabbe, lasciamo stare le storie sulla storia, che adesso è la nuova disciplina cui l'economia assomiglierebbe...però io mi chiedo che idea hai tu della conoscenza? Qualcosa tipo Il Codice da Vinci, cioè una conoscenza piena, rotonda totale, coerente, depurata da conflitti (politici e sociologici di qualsivoglia sorta)? Che una volta acquisita è quella per sempre? Sarebbe come dire, siccome non abbiamo una scienza perfetta, pura da conflitti extra-scientifici, siccome tutti gli scienziati litigano tra loro...allora tu (che sei persona a modo) accosti la scienza alla storia...ma un altro meno a modo di te potrebbe spingersi molto oltre e finirla con cristallo terapie e cose del genere.

La mia idea è che una super-idealizzazione della scienza (tipo: gli scienziati seguono solo la verità, non sono condizionati dal potere politico ecc. ecc.), prima o poi apre la strada o alla disillusione degli stessi che hanno creduto a tali esagerazioni oppure induce coloro che non hanno mai avuto tale fiducia nel metodo scientifico a usare la falsità di quelle esagerazioni per confortare i propri giudizi.

Mi sembra più sensato guardare alle cose come sono senza immaginarsene di altre che mai ci sono state nè mai ci saranno. Secondo me, se sei un umanista dimmi cosa ne pensi, un nuovo illuminismo dovrebbe proprio cercare di elaborare una visione filosofica molto più umana, direi quasi cinica, della scienza e del lavoro degli scienzati...per evitare fraintendimenti.

ma chi l'ha detto che tutte le scienze devono avere come modello la fisica?

Nessuno.

Ma fondamentalmente quello che determina il concetto di fisica è l' applicabilità del metodo scentifico in senso stretto.A livello di ipotesi si possono vedere le cose più astruse, ma l' oggetto dello studio è sempre una grandezza misurabile.

In economia (o in medicina, per dire) la gran parte delle variabili in gioco spesso non sono misurabili e nemmeno tanto semplici da identificare, per il semplice motivo che l' oggetto degli studi è estremamente più complesso.

Sicuramente anche nella fisica non è sempre immediato individuare le variabili rilevanti e/o misurarle, ma si tratta di imperfezioni che è ragionevole pensare di superare con una miglior conoscenza dei fenomeni o una tecnologia più avanzata.

Non capisco perchè ci si trovi tanto spesso a discutere di queste cose.

scienza è ciò che fa lo scienziato. mi sembra ovvio

Gentile Palma,

se mi sono spiegato male me ne scuso...ma il tono del tuo, anzi Suo, post è eccessivamente perentorio. Provo a risponderle. Lei scrive un post, quello precedente a questo in cui mi risponde, dicendo:

È più interessante, dal mio punto di vista, osservare che per tanto starnazzare degli economisti la disciplina è assai più vicina alla letteratura che alla fisica.

Ecco lei sostiene una cosa che mi sembra molto difficile da accettare. Penso che sia chiaro ed evidente.

Quel che scrive con tutto il rispetto sono sciocchezze.

Grazie.

Le consiglio di leggere quel che viene scritto anche su Nfa, non la PopArt.

In linea di massima, vorrei leggere quello che mi pare.

 

Non mi occupo affatto di umanesimo (se le interessa sto scrivendo e insegnado nell'ultimo periodo filosofia delal matematica, ma quel che faccio professionalmente ha interesse nullo per questa discussione.)

Ok, Ok...essere umanisti non è un insulto ma fare filosofia della matematica è obbiettivamente una disciplina della filosofia, che è una materia umanistica. Cmque se vuole possiamo anche decidere che chi fa filosofia della matematica non si occupa di filosofia ma di qualcosa di più vicino alla scienza di chi si occupa di altre discipline filosofiche.

Non invidio, ne odio, ne disprezzo ne gli storici, ne i fisici, ne gli economisti. Ho spesso accessi di invidia per le persone piu' intelligenti di me

Io pure, sono d'accordo con lei.

Cosa potrebbe definire una scienza (sia fisica, geologica, biologica, o quel che le pare a lei)? Esiste da tempo un vasto consenso di quasi tutti che indica nei suoi metodi (essenzialmente metodi logici ed empirici, appunto "evidence and argument") e nei pronunciamenti di una disciplina il suo stato scientifico o meno che tale. Per "pronunciamento" si intenda qui, grosso modo, un teorema. Per esser un pronunciamento scientifico deve esser chiaro abbastanza da essere comprensibile, almeno in termini di principio sia testabile che falsificabile con tecniche che ammettano un grado altissimo di riproducibilita'. Se questo produca conoscenza "rotonda"  o "pura" o priva di conseguenze sociologiche, sociali, francamente non so che dirle perche' non capisco nulla di quel che dice. La rileggo volentieri se si spiega.

Se il suo nobile sdegno non facesse premio sulla pazienza necessaria per comprendere quanto ho scritto, capirebbe che io nel mio commento stavo semplicemente dicendo che lo starnazzare degli economisti (come lei lo ha chiamato) quando è una discussione intorno a quali metodi la disciplina deve adottare, o quali teorie sono più efficaci o valide nel descrivere un fenomeno, è quello che si fa in tutte le discipline scientifiche, fisica inclusa. Quindi quello che a lei sembra starnazzare non è che il modo in cui storicamente una disciplina avanza e si modifica. Quanto alle mie battute su una conoscenza pura, rotonda e così via era solo un modo retorico per dire che le discipline scientifiche possono anche essere soggette a discussioni starnazzanti ma non per questo smettono di essere scientifiche. La mia idea era che non è necessario pensare alla scienza come a qualcosa di immoto e immutabile per poterne apprezzare il valore. Tutto qui, sciocchezze come dirà lei, ma tutto qui.

Per quel che riguarda la immutabilita', certo che c'e' conoscenza immutabile: il caso principe dai tempi dell'India pre-ariana, ai Greci della classicita' a Saccheri, e' naturalmente la conoscenza matematica. Noti, se lo sforzo non le e' sgradito, che dai miei stessi termini dovrebbe discendere che la matematica non e' una scienza. La questione e' complicata. La mia risposta breve e' NO, almeno se scienza debba restare un produttore di conoscenza empirica (sottolineo empirica, la invito volentieri al seminario di philmath quando vuole se le interessano i dettagli.)

La matematica è immutabile? Vabbe lasciamo perdere se essere platonisti o meno. Però apprendo che neanche la matematica è scienza secondo la sua definizione. Ok Ok. Sulla base della definizione che lei da di scienza, la matematica non è scienza. E su questo mi fermo...nutrendo ragionevoli dubbi. A sostegno della citazione di cui sopra poi aggiunge:

In breve ne il teorema di Pitagora, ne il crivello Euclideo, ne il teorema di Fermat o di Kolmogorov cambiano in nessun senso se li legge/usa/produce uno svedese masochista, un bolscevico probabilista o un pio magistrato francese dell'epoca del Jansenisme.

E cosa c'entra quello appena sopra con l'idea che la matematica non è una scienza? Senta, io smetto di leggere pop art se lei smette di leggere poesia dadaista, perchè gli influssi mi paiono evidenti.

Penso lei prenda, davvero con rispetto, fischi per fiaschi se ritiene questa considerazione il tic dell'umanista

Guardi concludo con una citazione che mi piace sui filosofi della scienza:

 "Clear to me, political scientists

spend about as much time talking about talking about politics

as they do talking about politics. Some of this talk is

influenced by second and third hand accounts of debates

in the philosophy of science, as though figuring out how

to study politics were the job of philosophers. One wonders

how physicists managed to get anything done, and

Darwin was able to invent the theory of evolution, before

philosophers of science were available to tell them what

to do.

This preoccupation with the philosophy of science has

things exactly backwards: the problem faced by philosophers

of science is to give a coherent account of what people

do when they explain things, not to tell them how to

do it. Our problem is to do it, and we do not need philosophers

of science to tell us how. We merely need to be sure

that the conclusions we reach follow from the premises

offered to support them, to be imaginative in thinking of

premises from which facts that we are interested in might

be derived, to be vigilant in ruling out alternative explanations,

and to be willing to do whatever is necessary to

achieve those goals."

 

 Quello che volevo dire, molto sommessamente, e senza usare tutte le maiuscole che ha usato lei per riferirsi a me è che:

1) Guardo con molto sospetto a chi si mette a definire la scientificità, qualunque cosa essa sia, semplicemente stabilendo criteri a tavolino e andando poi a dire agli scienziati perchè lo sono in tutto o in parte...sempre senza dare mai un contributo reale alla disciplina, ma anzi profondendosi in inchini tipo "ah, io non ne so abbastanza, però..." e giù con la mazza a dire che l'economia è questo e quello.

2) Questo gioco (raffinato, intellettuale quanto vuole) è tipico degli umanisti.

3) In genere quel gioco si conclude con l'attenuazione della asserita scientificità di una disciplina comunemente considerata come scientifica.

 

(quello che gli scienziati veri non vogliono sia chiamato premio Nobel)

(Alberto Bisin)

Ma non è che vi portate dietro tutta una serie di complessi di inferiorità di cui (da persone intelligenti e competenti quali siete) fareste bene a liberarvi? Che ciascuno consideri la propria disciplina un gradino sopra le altre è anche vero ma non vale solo per i fisici: i medici considerano la medicina più importante delle altre discipline, i giuristi considerano più importante lo studio delle leggi, i matematici quello della matematica ecc ecc. Banalmente se non avessi ritenuto la fisica più interessante dell'economia avrei scelto un corso di studi diverso (e viceversa per voi immagino).

A che scopo continuare a recriminare contro gli "scienziati veri" (parole vostre, non mie)?

 

 

anche in fisica secondo me sono messi malino

(Andrea Moro)

Aridaje!  Certo, se per fisica intendi solo la teoria delle stringhe, la gravità quantistica a loop, la twistor fog e la teoria dell'universo a bolle (tutti argomenti dai quali grossa parte dei fisici sta ben lontana ma che sono ottimi per scrivere libri di successo) allora come "scientificità" siam messi malino. Ma se guardi un po' oltre ti accorgerai subito che il 90% della fisica riguarda ricerche su argomenti decisamente verificabili (o falsificabili a seconda di come la volete vedere).

Ironia, ironia. Detto questo, e' ovvio che abbiamo un complesso, ed e' giusto che sia cosi' perche' siamo lontani. Ma la mia ironia era rivolta agli scienziati veri che, nonostante tutto, sentono il bisogno di rimarcare le loro differenze da noi, che si sentono minacciati da un branco di letterati come noi. La cosa mi diverte assai. 

Non ho nulla da dire in merito (e qui, ho letto qualcosa frettolosamente, ma mi pare ci sia materiale valido per aggiornarsi), anche perche' conosco poco in profondita' l'apporto scientifico di Krugman. Questa storia del Nobel pero', assegnato quest'anno, non mi convince troppo.

Mi pare di ricordare che gia' alla fine degli anni novanta si parlava di  « Krugman in odore di Nobel » e che poi, si scrisse, non gli fu dato per un qualcosa legato all'Argentina (ma non ne sono troppo sicuro, dovrei andare a ripescare vecchi appunti che non ho la piu' pallida idea di dove siano finiti). Ergo, se e' cosi', c'era gia' allora la convinzione -almeno a livello dei media- che lo meritasse, ma l'attualita' lo sconsigliava. K ha scritto molto anche sul Giappone, in relazione alla crisi che l'ha colpito a partire dagli anni novanta. Le sue ricette non mi hanno mai troppo entusiasmato. Io la vedevo in modo diverso. Sarebbe interessante andare e vedere se sono state applicate piu' o meno alla lettera. Fatto sta' che fino ad oggi niente Nobel.

Poi entra in crisi la globalizzazione voluta, si dice, fortemente voluta dai repubblicani, e non troppo amata dai democratici (alla Obama, non alla Clinton). Torna, chi si rivede, di moda lo Stato e qualcuno, Obama, ricomincia a parlare di protezionismo. Quasi da solo l' "analfabeta" (in fatto di economia) McCain gli dice che, attenzione, cosi' si cade nella Depressione, quella vera, economica (non psichica). Intanto Madonna  definisce McCain un novello Hitler e Krugman dice, sempre di McCain, che e' di gran lunga peggio di Bush (e alcune opinioni di K su Bush sono irriferibili). E alla fine, ora, a un mese dalle elezioni americane, arriva il Nobel, con un vincitore unico. Nessun dubbio che tutto sia stato deciso nell'atmosfera piu' asettica possibile, ma il mio medico mi dice pero' che gira un po' di influenza.

A proposito di vera scienza e veri nobel: Sartori ieri non ha digerito la peperonata e se la piglia con voi pescivendoli.

Sulla pericolosissima crisi economica in corso finora non ho fiatato.
Aspettavo lumi dagli economisti. Speravo, tra l'altro, in un loro mea
culpa.
Perché il fatto è che il grosso della loro disciplina non ha
previsto la catastrofe in arrivo. Era impossibile prevederla? Balle.
Non solo era prevedibilissima, ma il punto di principio è che una
scienza economica che non sa prevedere è una scienza da poco, quasi da
punto.
Science for what? Un sapere «pratico» che consiglia male e
che prevede altrettanto male, produce guai o comunque ci lascia nei
guai.

Tie'!

(credo che sia l'editoriale piu' populista e vergognoso che abbia mai letto in vita mia).

A proposito di prediche (e prefiche) eccone una da un predicatore di mestiere. C'è molta confusione sotto il cielo e ognuno...si aggiusta come può: chi attaca gli economisti, chi la scienza tout court...secondo me ci aspettano tempi duri perchè in molti useranno la situazione attuale per tutelare posizioni di potere, morale ideologico o monopolista, semplicemente invocando la gravità della situazione attuale. Che si tratti di proteggere le aziende italiane da opa ostili; che si tratti di regolare i conti accademici con interi settori disciplinari; che si tratti di fare proselitismo per la propria attività assistenzial-clericale...

 

2009

filippo rebessi 5/10/2009 - 15:41

Manca una settimana...niente scommesse?

Ma è vera la storia che Menegatti ("Optimal saving in the presence of two small risks") è un probabile nobel 2009?? O è semplicemente una voce di corridoio??

Re(1): 2009

andrea moro 5/10/2009 - 16:32

Quale corridoio?

boh.. evidentemente mi hanno detto una gran cavolata (quelli del corridoio)... la mia seconda domanda infatti lasciava trapelare un minimo di perplessità...

Re(3): 2009

Marcks 5/10/2009 - 21:44

Scusi Bernardi, ma sta facendo freddo a Stoccolma questi giorni?...comunque, quanto la invidio... chissà che indiscrezioni alla macchinetta del caffè, in quegli augusti corridoi dove si proclamano i membri dell'empireo della scienza.

:-)  :-) :-)

PS: Non se la prenda, io scherzo...ma dalle reazioni degli altri lettori le sue indiscrezioni mi sono parse, come dire, inverosimili.

Si figuri Boninu...la mia voleva essere semplicemente una domanda (anzi due) dettata dalla perplessità di tale eventualità. Pensavo fosse trapelato... in ogni caso ho avuto la conferma che le voci erano solo voci di folli, quindi, come ha detto giustamente lei, inverosimili!

:-)

Ma vi date del "lei" e vi chiamate per cognome perché siete delle persone veramente fini ed eleganti o è solo per prendervi allegramente per i fondelli?

P.S. Fregato dalla curiosità ho guardato l'articolo del candidato al nobel ... ok, zitto boldrin, zitto, torna a lavorare!

Riconfermata la mia perplessità...thanks!

è una battuta?

Direi proprio di si Filippo!! :-)

Ahimé, temo che un dollaro sull'economia comportamentale & affini (Camerer, Rabin, Thaler) forse questa volta vada messo. Almeno sarò contento di averlo perso...

Rallegrati: l'hai perso.

Comunque, vada a chi vada, credo che passato qualche mese dalla consegna, mi farò carico (assieme ad altri, se ne parla da tempo ... ) di un appello di economisti per l'abolizione del cosidetto "Nobel" alla scienza economica. È diventato una cosa, francamente, imbarazzante.

Concordo. E spero davvero di aver perso il dollaro. Ma rimane in ballo il dollaro dello scorso anno sulle nuove teorie dell'impresa (= Williamson più un altro paio, che so, Hart + Tirole o Hart + Grossman).

E detto tra noi, e senza voler scatenar nuove polemiche, visti alcuni degli ultimi Nobel (non il 2007, Michele, per carità: quello era strameritato), il premio a Williamson sarebbe, come dire, doveroso. In fondo la bibliometrics va molto di moda e OW rimane pur sempre l'economista più citato del mondo (non dagli economisti, però, ma questo è un dettaglio trascurabile...;-)

Io spero che lo diano a Oliver Hart. Molto più serio di Williamson. 

Vero, siamo su un altro livello. Ma, in punto di storia del pensiero, ci sarebbe stato Hart senza Williamson? (Almeno per quanto concerne la teoria dell'impresa)

Scherzi a parte, vedo Williamson un po' nelle stesse vesti di un Nash: in fondo anche l'equilibrio di Nash era un risultato matematicamente banale e, sul piano analitico, tutt'altro che originale, però tutto o quasi è poi nato da lì (e dal Nash program, ovvio). 

Idem per l'idea dei costi di transazione: è banale e c'era già, per dire, in Coase 1937, ma è grazie ad OW che è diventata un concetto centrale nell'economia contemporanea ed ha stimolato un bel po' di ricerca. Che poi OW non ne abbia personalmente ricavato granché, e' un altro paio di maniche. Ecco perché, nella testa dei membri del comitato, un Nobel ad OW come "pioniere" abbinato ad un paio di economisti del valore di Hart non mi stupirebbe affatto (quest'anno o nel prossimo futuro) e sarebbe in linea con quanto scelto altre volte.

Tutto qui, nessun auspicio o tifo particolare. [Se proprio dovessi tifare, direi che il must-win è Sargent, ma mi sa che il suo tempo è passato, e lo sarà per un bel po'. Il treno giusto era quello del premio del 1995]

Ma Oliver Hart é stato il mio advisor. Quindi tifo per lui.

Domanda:

quale e' la teoria di Williamson?

P.S. Mi viene da chiedere anche quali, fra le tante che ha proposto, sia la teoria "prediletta" di Hart, ma li' il discorso si fa tecnico. Comunque, nel caso qualcuno volessse rispondere anche a questa seconda domanda, mi interesserebbe.

Nessuna, Michele, nessuna. Solo un'idea, uno slogan, una catchword, chiamala come ti pare. Però sul piano del marketing delle idee l'espressione "costi di transazione" (e anche "mercato vs. gerarchia") ha/hanno funzionato alla grande, lo devi ammettere. E questo a volte è bastato per beccarsi il premio in coabitazione con altri "più teorici".

E' un beauty contest: si tratta di indovinare il vincitore cercando di pensare come pensano i membri del Comitato, non auspicando ciò che piace a me o a te.

E se vincesse Roubini? (Perché magari il Comitato vuole solo "salvare la faccia" alla teoria economica davanti all'opinione pubblica?) In fondo, sarebbe un motivo in più per reclamare l'abolizione del premio.

Questa è una cosa interessante che non sapevo. Quali sono le ragioni che vengono avanzate per l'abolizione del Nobel all'economia?

Re(2): Nobel 2009

Marcks 6/10/2009 - 16:33

mi farò carico (assieme ad altri, se ne parla da tempo ... ) di un appello di economisti per l'abolizione del cosidetto "Nobel" alla scienza economica.

 

Visto che ci siete, non potreste estendere la benefica azione abrogratrice anche al premio nobel per pace e letteratura?

Sai, girano candidature assurde....

Visto che ci siete, non potreste estendere la benefica azione abrogratrice anche al premio nobel per pace e letteratura?

Sai, girano candidature assurde....

Giuro che all'inizio pensavo che il contenuto di quel sito fosse satira, e stavo per linkarlo su Facebook... Invece pare serio!  %-(

Preso da curiosita' oggi ho guardato un po' in rete e ... mi sono veramente depresso.

Riporto qui alcuni links: Williamson & Tirole for I/O, Holmstrom & Hart for contract theory, Nordhaus for environmental economics, ... Fehr e Rabin per behavioral??, ... Taylor... Gertler & Gali for monetary economics???

ogesusanto (quello vero, non il mio amico che si chiama effettivamente gesu' santo): con tutto il rispetto, ma se lo danno a questi (soprattutto alcuni di questi), mi unisco all'appello di michele.

PS: la mia opinione non e' richiesta, ma il mio "voto" personale va a Lars P Hansen.

 

il mio "voto" personale va a Lars P Hansen.

insieme a Tom Sargent, no?

[scusate, questo era in risposta al commento di giorgio t.]

E Chris Sim.

Infatti, il trio Sargent, Sim, Hansen è la mia "mean prediction" per quest'anno. Non è il mio risultato preferito, è semplicemente la mia predizione.

1. Secondo me Hansen si merita il Nobel da solo perche' la sua main contribution (GMM) va al di la' dei modelli con rational expectations, linear-quadratic, ecc ecc, che ha sviluppato con Sargent. Basti pensare che ci sono anche applicazioni a cross-sections, panels, modelli con spatial dependence...

2. Spero di sbagliarmi, ma non credo che il trio Sargent-Sims-Hansen lo prenda: diciamo che rational expectations non sono esattamente l'approccio piu' "popular" di questi tempi. Forse sono cinico, boh

 

io faccio la stessa prediction (Sargent - Sims - Hansen) da tre anni. sinceramente non ci spero piu'.

E alla fine ci hai preso!!

Muchas gracias per avermi dato la dritta 2 anni fa quando dovevo scegliere i corsi da frequentare a NYU: Sargent è stato un ottimo professore e ora se sento parlare di rational expectations ho un'idea di cosa siano! :-)

 

Intanto quello per la fisica è andato ad un cinese 100%, ossia non un cinese che lavora all'estero, ma uno che è stato a CUHK quasi tutta la vita.

Ma l'università italiana va benissimo, l'ha detto anche la Gelmini, no?

Per cosa gliel'hanno dato? Per i bei discorsi o per quello che potrebbe fare? Adesso i premi Nobel sono pure forward looking?

Sono perplesso.

I vari premi sono assegnati indipendentemente per le varie categorie, ma se a Stoccolma tira la stessa aria che a Oslo, allora mi aspetto qualche neo-keynesiano lunedì.

No, gliel'hanno dato per le chiacchere.

Coloro che proponevano BS come candidato sono quindi legittimati. Fonti personali mi dicono si sia piazzato "close second".

Anche le mie fonti personali* dicono lo stesso. E continuano dicendo che nel loro ambiente circola con insistenza la voce che la commissione per il Nobel per la pace nominata dal Parlamento Norvegese sarà 5 alci, tutte di altissimo profilo, al fine di favorire la candidatura di Babbo Natale e incoraggiare tutte le persone al mondo a essere più buone.

 

*Il mio gatto

Coloro che proponevano BS come candidato sono quindi legittimati. Fonti personali mi dicono si sia piazzato "close second".

 

Spero tu stia scherzando.

A me risulta che Obama stia per vincere anche il Nobel per l'Economia. :=)

Siiiiiiiiiii? Io pensavo lo dessero a Brunetta e Tremonti...

Comunque spero che Obama rifiuti, è una cosa ridicola...ma non avrà paura di essere il più grande bluff della storia umana? E che caspita un po di umiltà!!

OK, mi avete messo curiosità e sono andato a vedere chi decide il premio Nobel per la pace. Trattasi di un comitato di 5 politici norvegesi, nominati dal parlamento di detta nazione (adesso ho anche capito la battuta sui 5 qualificatissimi alci).

Domanda: perché al premio viene assegnata tanta importanza? Onestamente mi pare che l'opinione dei 5 signori di cui sopra (che, se ho ben capito, sono spartiti per consistenza numerica dei gruppi parlamentari), per rispettabile che sia, non sia particolarmente più interessante di quella di tante altre cinquine di individui che possiamo formare. Vero è che la loro opinione viene rafforzata da un congruo trasferimento monetario. Buon per il recipiente, ma noi perché dobbiamo perder tempo a parlarne?

Di quale recipiente stai parlando, sandro?

Il recipiente del premio, ossia BO, no? Non ci sono dei soldi attached?

Solo dopo che sono stato avvertito per e-mail mi rendo conto della cazzata che ho scritto. Ho inconsciamente tradotto ''recipient'' con ''recipiente'', facendo quindi passare l'assegnatario del premio per un vaso da notte.

Errore casuale o sintomo di pensieri profondi?

Domanda: perché al premio viene assegnata tanta importanza? Onestamente mi pare che l'opinione dei 5 signori di cui sopra (che, se ho ben capito, sono spartiti per consistenza numerica dei gruppi parlamentari), per rispettabile che sia, non sia particolarmente più interessante di quella di tante altre cinquine di individui che possiamo formare. Vero è che la loro opinione viene rafforzata da un congruo trasferimento monetario. Buon per il recipiente, ma noi perché dobbiamo perder tempo a parlarne?

Non commento la scelta di Obama, però colgo l'occasione per segnalare che Thorbjørn Jagland, il presidente del Comitato per il Nobel, è stato appena (30 settembre) eletto Segretario Generale del Consiglio d'Europa. Anzi, ha già preso servizio. Il Consiglio d'Europa (CoE) è stata la prima istituzione sovranazionale Europea, sorta nel 1948, e - con la firma della Carta Europea dei Diritti dell'Uomo - incaricata di vigilare nel settore dei diritti fondamentali (talvolta qualcuno fa confusione fra CoE e Unione Europea, o con il Consiglio Europeo, l'organo che riunisce i capi di Stato e di Governo dell'UE).

Insomma, Jagland è stato considerato persona degna e rispettabile da tutti gli Europei. Poi, immagino che il Comitato per il Nobel funzioni più o meno come quelli svedesi, cioè con ampio e rigorissimo referaggio. Ovvio che qui le opinioni politiche impattino parecchio, e si vede che sono 3 a 2 per la Sinistra ('sti giudici rossi sono dappertutto), ma d'altra parte... e poi c'e' anche una del Partito del Progresso, che è un partito di destra liberista come piacerebbe a molti di nFA, e pure un po' xenofobo. Però ha vinto ancora la Sinistra nelle recenti Elezioni Politiche.

Non so perchè ho scritto 'sto post, ma mi premeva di fare pubblicità al Consiglio d'Europa che svolge un lavoro "ingrato" e poco noto. Vedasi anche ad es. la recente sentenza della Corte (che appunto è stata messa in piedi nel 1950 per conoscere sulle violazioni della Carta) che ha condannato l'Italia al risarcimento di 1000 Euro ad un detenuto per ristrettezza di spazio in cella.

RR  

sbagliato ! lo ha vinto ! manca solo l'annuncio finale, ma fonti bene informate me lo hanno confermato.

E' andata così: gli esperti, tutti rigorosamente di sesso maschile, erano riuniti intorno a un tavolo quando è entrata l'hostess con i nomi dei "favoriti", il presidente del comitato ha esclamato :"Però, mica male la brunetta !" Tutti si sono detti d'accordo e hanno votato la brunetta all'unanimità.

 

Sono perplesso anche io... mah..sarà ironico?!

Finora a me è parso di sentire semplicemente parole parole parole...soltanto parole!!

 

Stamattina ho trovato questa email che mi ha spedito Obama (ok ok...non è che ci sentiamo così spesso o siamo così intimi, ma durante le primarie mi ero iscritto alla sua newsletter e continuo a ricevere email che non leggo, anche se oggi ero sicuro che avrebbe parlato del nobel e l'ho letta)...insomma, dice che accetterà il premio.

 

A call to action
Posta in arrivoX

 Rispondi |President Barack Obama a me
mostra dettagli 00.04 (9 ore fa)

Le immagini non sono visualizzate.
Visualizza immagini sottostanti - Visualizza sempre le immagini inviate da info@barackobama.com

 

marco --

This morning, Michelle and I awoke to some surprising and humbling news. At 6 a.m., we received word that I'd been awarded the Nobel Peace Prize for 2009.

To be honest, I do not feel that I deserve to be in the company of so many of the transformative figures who've been honored by this prize -- men and women who've inspired me and inspired the entire world through their courageous pursuit of peace.

But I also know that throughout history the Nobel Peace Prize has not just been used to honor specific achievement; it's also been used as a means to give momentum to a set of causes.

That is why I've said that I will accept this award as a call to action, a call for all nations and all peoples to confront the common challenges of the 21st century. These challenges won't all be met during my presidency, or even my lifetime. But I know these challenges can be met so long as it's recognized that they will not be met by one person or one nation alone.

This award -- and the call to action that comes with it -- does not belong simply to me or my administration; it belongs to all people around the world who have fought for justice and for peace. And most of all, it belongs to you, the men and women of America, who have dared to hope and have worked so hard to make our world a little better.

So today we humbly recommit to the important work that we've begun together. I'm grateful that you've stood with me thus far, and I'm honored to continue our vital work in the years to come.

Thank you,

President Barack Obama

Ostrom (mi sembra sia la prima donna a vincerlo) e Williamson. Qualcuno ha indovinato...

La prima "for her analysis of economic governance, especially the commons", il secondo "for his analysis of economic governance, especially the boundaries of the firm".

Confesso che quando ho visto ''Ostrom'' ho pensato che avessero sbagliato e intendessero ''Holmström'', nel senso di Bengt.  Mah.....

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti