Perche' Oceania

27 novembre 2006 alberto bisin
Molti commentatori, tra cui il sottoscritto, hanno usato la trita metafora orwelliana in riferimento alla Finanziaria.

Dal Corriere di oggi il seguente ragionamento di Tommaso Padoa-Schioppa, intervistato a Radio 24.
«L’evasione è di 5-6-7 punti percentuali, se si recuperasse tutta
dovrebbe aiutare la ridurre le aliquote, ma l’operazione non può essere
fatta subito. Prima occorre vincere la battaglia contro l’evasione
fiscale», ha detto il ministro. Per quanto riguarda le misure per la
lotta all’evasione previste nella manovra per il 2007, Padoa Schioppa
ha detto: «Nei paesi dove l’evasione fiscale è ridotta al minimo - e
questo è il nostro obiettivo - non c’è segreto per il fisco e questo
non viola la privacy delle persone. Non è giusto mettere paura alla
gente con l’immagine di un grande fratello».

A me pare un ragionamento esemplare: una dichiarazione non giustificata (non si possono abbassare le tasse!) seguita da un lamento/esortazione (ma noi siamo buoni, non usate la metafora del grande fratello).

Se Padoa Schioppa ritenesse che le tasse sono davvero troppo alte in Italia, si renderebbe conto degli effetti devastanti che tali tasse hanno gia' da ora e degli effetti ancora piu' devastanti che si otterrebbero a estendere questa tassazione a tutto il paese (cioe' anche a quelli che ora evadono). Ma cosi' non e'.

Se Padoa Schioppa capisse che ci si rende benissimo conto dalle sue parole che cosi' non e', capirebbe perche' ci fa paura la richiesta di archiviare di tutto di piu' e perche' quindi usiamo la trita metafora orwelliana.

1 commento (espandi tutti)

Why us?

michele boldrin 28/11/2006 - 07:06

Si racconta nell'universita' dove ora lavoro che quando, circa trent'anni fa, fu costruito l'orrendo edificio modernista che alloggia i dipartimenti di economia e scienze politiche (ora cadente a pezzi ed in via di sostituzione con uno nuovo e graziaddio non modernista) alla riunione in cui il dean del tempo illustrava il progetto ai membri del dipartimento, un vecchio keynesiano ora deceduto (Hyman Minsky) prevedendo saggiamento il destino del modernismo architettonico s'alzo in piedi e, rispondendo al solito invito d'esprimere un parere, chiese: "WHY US?"

Le stesse parole mi son venute alla mente leggendo il sommario dell'intervista a TPS a cui Alberto si riferisce. Non ho tempo per scrivere in questi giorni, lo faro'. Ma a fronte di tante corbellerie economiche in cosi' poche righe, anche a me sale spontanea la stessa domanda: PERCHE' PROPRIO A NOI?

Perche' proprio a noi l'ultimo residuato bellico di becero keynesianismo coniugato a rigidismo fiscale da Bundesbank dei tempi andati benedetto da spruzzate di socialismo scandinavo a botte di tasse sul reddito da lavoro?

Cos'hanno fatto di male gli italiani per meritarsi un ministro del tesoro che predica e segue teorie economiche sepolte e sbeffeggiate dalla storia e dai fatti, oltre che dalla ricerca che evidentemente lui, troppo occupato a fare il tecnico tra Bruxelles e Francoforte, non ha trovato tempo per leggere? Non c'e' proprio nessuno, nei tanti consigli degli esperti, comitati tecnici, comitati consultivi, centri di ricerca romani (chesso', uno a caso: l'ISAE che qualche soldarello ai tarTASSATI italiani deve costare, o no?) che conosca il numero di telefono di TPS e possa parlargli? Ma perche' proprio a noi? Perche' deve avere ragione quel lettore secondo il quale TPS vuol dire Tremonti Pare Samuelson? Perche' son soprattutto i governi italiani a provare ripetutamente che aveva purtroppo ragione uno dei piu' grandi fra gli scappati all'estero, l'indimenticabile Carlo Maria Cipolla ?

P.S. Chiedo scusa a TPS, c'e' molto ma molto di peggio nella classe politica italiana. Ci sono, per esempio, i senatori a vita e fra di essi c'e' solo l'imbarazzo della scelta, al ribasso. Ma oggi tocca a tal Cossiga Francesco, di professione "picconatore", che si e' dimesso. Direte voi: ma suvvia, sempre la solita, e' solo una comica, una cosa da ridere, una specie di gigionata per intrattenere gli italiani, niente di serio o di grave. Eh no, miei cari, e' proprio li' il problema: che tali sceneggiate siano il pane e companatico della politica italiana, che questa venga considerata "politica" sia dall'aristocrazia romana che lo governa sia dal popolino che ci sollazza e si fa (s)governare, questo e' grave miei cari. Politica? Queste cose sono la prova provata che da un club d'aristocratici e scenescenti parassiti l'Italia e' governata, altro che balle! Eh no, miei cari, questa storia e' un altro di quei simboli su cui occorrerebbe riflettere e dai quali bisogna meditare. Per cui si merita, e ricevera', una Microfoundation ... appena ho tempo, ovviamente, che mica faccio il senatore a vita con barbiere personale io ...

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