Perché la Spagna è più avanti dell'Italia

10 gennaio 2008 michele boldrin

Che piaccia a Prodi o meno, la Spagna è oggi un paese più "avanzato" (economica- e social-mente, per usare uno spagnolismo) e l'evidenza non lascia spazio a dubbi. La ragione fondamentale, a mio avviso, è che in Spagna la Casta non c'è. Almeno, non c'è ancora.

Con buona pace di Prodi - che arrampicandosi sugli specchi aveva cercato di utilizzare i dati VECCHI del FMI per sostenere che il reddito pro-capite italiano era ancora più alto di quello spagnolo (aveva anche sostenuto che siamo "meglio" perché siamo "di piu'", ma tralasciamo quest'ultima idiozia) e che quindi i dati Eurostat, che davano (nel 2006) il PIL per capita spagnolo uguale al 102% dell'italiano, erano sbagliati - il FMI ha pubblicato due giorni fa i suoi dati NUOVI!

I dati nuovi non sono poi così "nuovi" nel senso che chiunque s'interessasse di confronti internazionali sapeva che il FMI, nel quadro del suo programma di ricerca International Comparison Program aveva ultimato, e stava per pubblicare, nuove stime del reddito per-capita (ed altre variabili macro) al 2005 nei paesi membri, oltre che nuove stime del tasso di crescita mondiale nel 2006 e 2007. In questo nuovo report, come tutti sapevano, il FMI aveva cercato di migliorare (ed il consenso sembra essere che ci son riusciti) i propri metodi di stima del reddito a PPP (Purchasing Power Parity). I dettagli di questo lavoro li trovate nei vari links della pagina dell'ICP indicata sopra e non vi tedio oltre. Evidentemente (ed anche questa è una delle tante ragioni per cui la Spagna è un paese più avanzato dell'Italia) gli economisti che lavorano in Moncloa e Cuzco sanno cosa fanno ed informano i propri ministri di quanto è opportuno e di quanto non è opportuno dire, mentre quelli di Palazzo Chigi e di via XX Settembre ... no!

I dati vecchi del FMI dicevano che il PIL per capita italiano nel 2006 era pari a $31.051 mentre quello spagnolo era pari a $27.914. Da cui il, mal riposto, trionfalismo della finocchiona nazionale.

I dati nuovi del FMI dicono che il PIL per capita italiano nel 2005 (per ora al FMI sono arrivati al 2005, se aspettate un po' arriverà anche il 2006) era pari a $27.750 e quello spagnolo pari a $27.270. Per dare un'idea, quello USA nello stesso anno era $41.674. Noterete che vi era ancora una differenza dell'1.7% a favore dell'Italia nel 2005. Siccome il PIL per capita spagnolo è cresciuto di almeno due punti percentuali in più di quello italiano sia nel 2006 che nel 2007, le stime Eurostat per il 2006 sembrano perfettamente confermate ed il rapporto fra PIL per capita spagnolo e PIL per capita italiano nel 2007 sarà, probabilmente, attorno al 104% ...

In sostanza: è confermato che il reddito per capita spagnolo è, da due anni a questa parte, superiore all'italiano.

Ieri ed oggi non ho letto i giornali italiani con particolare attenzione, ma non ricordo aver visto la notizia. Che sia per caso? Sono stato particolarmente distratto? Credo di no: classico caso di censura provincial-idiotesca, sospetto. Ma si vergognano mai? Una delle molte ragioni, assieme all'incompetenza degli alti papaveri romani in relazione a quelli madrileni, per cui la Spagna è un paese più avanzato dell'Italia.

Come l'ho scoperto? Non perché io frequenti quotidianamente il sito del FMI, ma perché mi trovo a Madrid per lavoro ed ho notato la notizia in El Pais di oggi.

Mentre leggevo la notizia mi stavo recando ad una riunione di lavoro in compagnia di uno che faceva il ministro in un governo precedente. Alla riunione in questione partecipavano 3 altre persone di quelli che loro qui chiamano altos cargos, ed ovviamente la notizia ha generato venti minuti di conversazione sulla situazione italiana. Mi piacerebbe aver filmato le loro facce e le loro reazioni quando, tentando d'illustrare a costoro il problema "casta-paralisi governativa-sprechi ed inefficienze ministeriali" ho descritto gli emolumenti e le attività dei nostri politici e dei grandi funzionari dello stato romano. Di particolare interesse ho trovato le grida di sdegno a fronte del reddito del Direttore Generale del Tesoro, e del fatto che, apparentemente, il carico di DGT è compatibile con attività estere che possono generare reditti superiori agli 1.5 milioni di euro su base annua ... l'analoga spagnola, degna economista con PhD da Minnesota anni 80, guadagna molto meno della meta' dello stipendio ufficiale del DGT italiano (540mila euro, se non ricordo male) e non puo' fare una lira una con altri lavori ...

Il che mi ha fatto ovviamente venire in mente un'altra ragione per cui la Spagna è più avanzata dell'Italia e continuerà ad esserlo per lungo tempo, desaceleraciòn o no: la Casta non c'è, e l'alta dirigenza statale è non solo professionalizzata, ma si ricambia quasi totalmente ogni volta che la maggioranza cambia, se non ad ogni elezione. Ricambiare la classe politica frequentemente, e con loro chi controlla l'apparato dello stato è, forse, la riforma chiave. Senza di essa la decadenza continuerà. Mettiamocelo in testa. Ed è importantissimo che si tenga ben in mente questo aspetto: non solo i politici vanno ricambiati frequentemente, non solo i ministri ed i vice-ministri, ma anche i DG e VDG dei ministeri, i Segretari Generali, i Ragionieri Generali, i Presidenti di questa e di quell'altra Commissione permanente o Agenzia indipendente, e via elencando l'ovvio sino ai governatori delle regioni. Son quelle 5-10mila persone che costituiscono, tutte insieme, la Casta. Ricordiamocelo: non finisce tutto nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, ci sono altri piani ed altri palazzi che andrebbero ripuliti sia Roma che nelle grandi città italiane.

Visto che sono a Madrid ed ho letto i giornali non posso non elencare almeno altre tre ragioni per cui la Spagna è un paese più avanzato dell'Italia. Le ho avute davanti negli ultimi tre giorni, anche se le conosco da due decenni, e vanno ricordate anche perché, forse, in Italia non vi è consapevolezza di questo.

Una stampa ed un settore dell'informazione che, seppur non raggiungano i livelli d'indipendenza e di professionalità degli USA, sono anni luce migliori dei loro analoghi italiani. Non v'è assolutamente confronto, né a livello di giornali quotidiani né, soprattutto, di radio e TV.

Una relazione fra classe politica e chiesa cattolica che è di reciproca indipendenza e rispetto, non di soggezione. Proprio in questi giorni la chiesa cattolica spagnola è all'attacco, sull'onda degli anatemi lanciati dal pastore tedesco che siede in Roma, contro aborto, matrimonio omosessuale, divorzio e quant'altro. È impressionante vedere come, sia PSOE che PP (anche se quest'ultimo è da sempre favorevole ad alcune delle richieste della chiesa) difendano la laicità dello stato e dibattano pubblicamente delle questioni senza soggezione alcuna alle richieste vescovili. Quando mi son svegliato stamane c'era in TV un dibattito fra commentatori giornalistici sulla questione: impossibile anche solo sognarsi una tale franchezza e libertà d'opinione nella TV italiana, sia essa di stato o di Berlusconi.

Ah, c'era la terza ... la Signora chiama e perentoriamente dice che è ora di andare a cena con amigos y estudiantes. Ve la racconto un'altra volta o nei commenti, se ce ne saranno, perché richiede più di due righe. Si chiama, tanto per dare un'idea, classe dirigente ...

53 commenti (espandi tutti)

Aggiungo un altro paio di indicatori, che per quanto aneddotici danno un'idea dell'andamento, e li traggo da un paio di articoli che abbiamo pubblicato recentemente: i dati sugli incidenti sul lavoro, e quelli sull'uso di internet da parte di famiglie ed aziende. Si guardi uno qualsiasi di quei grafici o tabelle. La Spagna parte da condizioni di svantaggio rispetto all'Italia, per giungere in pochi anni, dopo il 2000, a pareggiare o superare l'Italia. I dati sui salari, che ho pronti e non trovo mai il tempo di mettere, indicano la stessa cosa.

Chi, negli ultimi quindici anni, è andato spesso in Spagna avrà effetivamente potuto notare la progressiva e tangibile accelerazione della loro società.

In particolare, già da tempo era possibile notare, leggendo tra le righe dei giornali, che la Spagna stava "facendo la corsa" sull'Italia, un po' come negli anni '80 noi italiani ci siamo illusi di farla verso l'Inghilterra.

A me personalmente non impressionano tanto gli aspetti economici. Nonostante tutto, infatti, l'Italia è un paese economicamente dinamico, con diffusa imprenditorialità e non mi sento di invidiare gli spagnoli al riguardo.

Nè mi sembra che la politica del governo spagnolo sia il frutto di mirabolanti o innovative teorie economiche. Tutto sommato, infatti, dato il vincolo di bilancio europeo, c'è poco da inventare sul piano delle politiche di bilancio, posto che le regole del gioco sono comunque fissate a Bruxelles e quindi si tratta essenzialmente di dare buona o cattiva esecuzione a linee guida sovranazionali (e qui entra in gioco la classe dirigente)

Ciò che invece invidio agli spagnoli è la loro capacità di innovare socialmente, penso alla leggi su divorzio, omosessualità, laicità ecc.

Si tratta di riforme a  costo zero, che sono però capaci di generare un profondo rinnovamento sociale, che necessariamente spiega i suoi effetti anche in campo economico.

Ciò che invece invidio agli spagnoli è la loro capacità di innovare socialmente, penso alla leggi su divorzio, omosessualità, laicità ecc.

Si tratta di riforme a  costo zero, che sono però capaci di generare un profondo rinnovamento sociale, che necessariamente spiega i suoi effetti anche in campo economico. 


Che relazione c'e' fra matrimony gay e PIL?

Che relazione c'e' fra matrimony gay e PIL?

Nessuna relazione diretta ovviamente, del tipo post hoc ergo propter hoc ed il matrimonio gay era solo un esempio.

Tuttavia, mi sembra indubbio che le società più dinamiche,  nelle quali le istanze di riforma sociale e di ampliamento degli spazi di libertà non vengono disattese, finiscono con l'attrarre talenti, col il creare un clima di fiducia e di stimolo all'innovazione, mentre al contrario le società più stagnanti, dove ogni istanza di innovazione finisce con l'essere mediata e filtrata, alla lunga diventano luoghi dai quali i talenti vanno via.

Prima o poi il saper attrarre talenti o il farli scappar via credo che finisca con l'avere influenza sul pil, assieme a tante altre cose, tipo la competenza della classe dirigente, il sistema educativo ecc.

Mi sembra anche di ricordare che qualcuno (non so ora  se economista o giornalista) aveva  indicato talento, tolleranza e tecnologia come gli elementi base per creare e favorire lo sviluppo, ipotizzando anche una sorta di indice col quale comparare varie città e paesi

 

Nessuna relazione diretta ovviamente, del tipo post hoc ergo propter hoc ed il matrimonio gay era solo un esempio.

Tuttavia, mi sembra indubbio che le società più dinamiche, nelle quali
le istanze di riforma sociale e di ampliamento degli spazi di libertà
non vengono disattese, finiscono con l'attrarre talenti, col il creare
un clima di fiducia e di stimolo all'innovazione, mentre al contrario
le società più stagnanti, dove ogni istanza di innovazione finisce con
l'essere mediata e filtrata, alla lunga diventano luoghi dai quali i
talenti vanno via.

Prima o poi il saper attrarre talenti o il farli scappar via credo che
finisca con l'avere influenza sul pil, assieme a tante altre cose, tipo
la competenza della classe dirigente, il sistema educativo ecc.

Anche il governo di Singapore, che e' conservatore ma ben accorto, ne ha da diversi anni preso atto...

perché la Spagna è (anni luce) davanti all'Italia?

dal Corriere on line di oggi (ore 15:30 italiane), primo titolo/articolo della paginata:

Veltroni: << Legge elettorale, ormai siamo ad un passo>>. Il segretario del Pd spinge sulle riforme: «Accordo possibile su un sistema di transizione»

non ne posso davvero più. dopo una dichiarazione simile, meglio spegnere il PC e andare a dormire... un sistema di transizione??!!??

Sono 100% d'accordo con Michele sul fatto che la spagna vada avanti, e l'italia, gamberascamente, indietro.

However, however, non sono sicuro che cambiare la casta sia sufficiente. Secondo me, lo slogan qualunquista "sono tutti uguali", e' tristemente vero. Come cambiare una coalizione con un'altra non ha migliorato la qualita' della politica in Italia, sostituire il DG e i VDG dei ministeri, e i direttori di agenzie, e tutti loro compari (che se non sbaglio e' il sistema Amerikano) cambierebbe temo poco o niente. In Inghilterra (e dico inghilterra, non a caso, perche' in Scozia credo le cose siano un po' differenti) la burocrazia pubblica non cambia alle elezioni, i senior civil servant restano, sono stimati, indipendenti dai politici, pagano se fanno errori tecnici (di recente il DG del ministero del tesoro si e' dimesso, perche' un impiegato ha perso i CD con tutti i dati di chi riceve assegni famigliari (20 milioni di famiglie, me compreso), pagati abbastanza ma non oscenamente (http://www.civilservant.org.uk/pay.shtml).

Se in Italia dopo un'elezione si cambiassero i vertici amministrativi, verrebbero messe persone che non avrebbero neanche piu' la pretesa di essere indipendenti, e sarebbero ugualmente incompetenti e corrotte, semplicemente legate a una cordata diversa, ma parte della casta.

Il problema come lo vedo io, al quale non pero' vedo soluzione, e che la societa' civile italiana, gli elettori, gli imprenditori, le maestre e i medici che lavorano, i proprietari di ristoranti, and so forth and so on, accettano troppo la corruzione dei politici, cosi' come gli inglesi accettano il maltempo: e' cosi' non ci si puo' fare nulla. Qui, un politico sospettato, ripeto sospettato di corruzione, e' cacciato a pedate. Leggasi la storia del "cash for questions" , dove nel 1997 uno dei seggi dei tory piu' sicuri  (Tatton) e' caduto perche' sembrava che il deputato avesse ricevuto poche migliaia di sterline, per fare domande in Parlamento: per fare domande, non per aver garantito contratti o assunzioni, o per avere rubato soldi pubblici. O quella di Jonathan Aitken, astro nascente dei tories (e miliardario per conto suo) che accetto' un invito di due notti al Ritz di Parigi (due notti!), quand'era sottosegretario, e si e' fatto 7 mesi in galera (la condanna era a 18, ma e' uscito per buona condotta, come un qualunque ladruncolo che fa il bravo) Finche' la gente accetta i Bassolino che lasciano i rifiuti ma assumono gli amici, i Vespa che usano le ambulamze come taxi, i Berlusconi che cambiano le leggi per evitare il gabbio, finche' i giornalisti vanno a pranzo con i politici invece di dirgli quel che si meritano, temo che in Italia non cambiera' mai nulla.

 

...ed anche in Francia non e' previsto nessun balletto generalizzato dei burocrati di stato dopo ogni cambio di inquilino all'Eliseo.

concordo con gianni, non penso che una lottizzazione ancora piu' generalizzata di quella che gia' non ci sia possa aiutare a migliorare un granche' le cose: forse la RAI funziona meglio del Tesoro??? eppure ad ogni cambio di governo assistiamo al divertente valzer dei consiglieri, dei direttori di testata e delle letterine (quest'ultimo e' senza dubbio il piu' interessante).

e poi. e poi si la casta, il vuoto di valori, il ruolo del vaticano e la mancanza di una informazione indipendente aiutano a spiegare i percorsi divergenti. aiutano, ma non spiegano tout court, perche' parte di una sorta di "depression-trap" in cui siamo finiti: manca energia, creativita', capacita' di innovare ed allora si ha paura (sopratutto di competere) e si accetta di buon grado la casta (che offre sopratutto provvigioni e protezione). e quanto piu' depressi siamo tanto piu' ci aggrappiamo alla casta, tanto piu' ne abbiamo bisogno (come dimostra anche la dicotomia nord/sud). lo stesso vale per il ruolo della chiesa, che come la "casta", offre certezze e protezione (ed anche qui vale la dicotomia di cui sopra). chiaramente, poi, e' vero anche il contrario: se il sistema e' quello gestito dalla casta allora anche gli incentivi su quali skills sviluppare e come impiegarli cambiano, con buona pace di creativita' ed innovazione...

non so se nasca prima l'uovo o la gallina, ne' so perche' nasca e neppure se prima o poi (spero proprio di no per gli amici spagnoli) ne nascera' uno anche alla Moncloa. penso pero' che l'Italia non sia in grado di liberarsi della "casta" perche' proprio non vuole farlo, perche' senza il consigliere comunale che ti aiuta a cancellare una multa o l'assessore da invitare a cena prima di un appalto l'italiano si sentirebbe un po' orfano. ed allora per invertire la rotta probabilmente dovremmo cominciare con un buono shrink.

penso pero' che l'Italia non sia in grado di liberarsi della "casta" perche' proprio non vuole farlo, perche' senza il consigliere comunale che ti aiuta a cancellare una multa o l'assessore da invitare a cena prima di un appalto l'italiano si sentirebbe un po' orfano. ed allora per invertire la rotta probabilmente dovremmo cominciare con un buono shrink.

 

Mah, questo sinceramente mi sembra il solito stereotipo, dove sono cresciuto io le multe la gente le paga. Come per le tasse e per il resto (i.e. "Questi signori sono gli stessi che, quando si tratta di andare alle urne, “vendono” i voti propri e delle loro famiglie, a qualche politico senza scrupoli il quale, per riconoscenza (o magari perché ricattato), quando ha il potere, non li fa perseguire con la dovuta decisione") secondo me bisognerebbe fare le debite distinzioni. 

Non cerchiamo adesso di trovare un unico capro espiatorio per tutto. La Spagna ha una storia molto diversa dall'Italia, non e' stata creata nel 1861, e ha visto rivoluzioni sociali negli anni '20 e '30 che noi non riusciamo neanche a immaginare ("famiglie" allargate, gestione operaia, etc etc). Dopo una guerra civile (che non c'e' stata, in Italia...) e tutti quegli anni di falangismo poi, adesso e' tornata ad essere all'avanguardia con i matrimoni per tutti. Almodovar, diciamocelo, non poteva essere italiano.

Mi sembra che stiamo tornando al vecchio errore con Berlusconi. Non incolpiamo l'effetto, e occupiamoci invece della causa: e la Casta non e' una causa.

Il sito di Beppe Servergnini del Corriere della Sera ha publicato un breve  commento che accenna a questa faccenda, dal titolo:   Insomma, chi aveva ragione: Zapatero o Prodi? Spero che lo leggeranno anche in Italia.

 

michele solo su una cosa non sono proprio convinto, sulla bonta' dell'informazione in spagna (soprattutto quella televisiva).

ho vissuto in spagna un anno e una delle poche certezze al 100% rispetto alla societa' spagnola che ho maturato e' la pessima qualita' dell'informazione spagnola (ripeto, soprattutto televisiva. i quotidiani erano un po' meglio). li consideravo peggio dei media italiani (anche se gli italiani sono peggiorati negli ultimi anni, da quanto mi e' sembrato di cogliere dalle mie puntate italiane in periodo di natale).

Non mi trovi d'accordo. Vivo in spagna da 5 anni e a mio avviso l'informazione televisiva spagnola é molto meglio di quella italiana. A parte la non esistenza di schifezze tipo "Studio Aperto", ogni emittente ha un ottimo telegiornale: La Primera, La2, Antenna3 e adesso persino Cuatro e Telemadrid che é un emittente locale. Ci sono diverse cose che mi piacciono piú dei telegiornali italiani. Prima di tutto, il presentatore del telegiornale non fa commenti personali alla notizia, cosa che in Italia succede spesso. Il telegiornale non é dedicato alle stragi, omicidi, rapine finite in tragedia che succedono in spagna. Forse perché succedono meno ch ein Italia? Puó essere, fatto sta che il telegiornale italiano sembra vendere queste notizie come un gossip a puntate: oggi, colpo di scena nel delitto di Erba, venghino signori, venghino! Infine, i telegiornali spagnoli riportano piú notizie internazionali (inferenza fatta ovviamente in base al mio dataset personale).

Concludo dicendo che anche i politici spagnoli non sfruttano la televisone come quelli italiani. In 5 anni mi sembra di aver visto Zapatero una sola volta in un programma televisivo (E Rajoi, il capo della destra lo stesso). Quante volte sono andati Berlusconi e Prodi solo a Porta a Porta in 5 anni? 

io sono in Spagna adesso, in piena campagna elettorale. Sara' per questo ma ho notato molta pubblicita' informative delle attivita' del ministero.

In Italia negli ultimi anni salverei solo BALLARO' (anche se Floris ogni tanto cicca) e REPORT. Ogni tanto qualcosa combina anche Mentana e Vespa.

Ma la differenza e' che noi impostiamo un po' troppo le discussioni sullo scontro.

In Spagna ho visti scontri solo alla NORIA, Tele5(gruppo mediaset???) di sabato sera.

Comincio con una considerazione piuttosto triste.

Sono passate due settimane
da quando il FMI ha reso pubblici i suoi numeri. Io continuo a non trovarne
traccia sulla stampa italiana. La cosa più divertente è che non se ne trova
traccia non solo in quella che sostiene Prodi e PD (Corriere, Repubblica,
Stampa ...) ma neanche in quella che l'attacca o che sta con Berlusconi!

Le ragioni della grande
accelerata spagnola son tante, concordo. Ma non tantissime e son tutte facilmente
identificabili, visto che i fatti ed i dati sono davanti a noi. Tutto è accaduto in trent'anni, visto che la Spagna del 1977 era
un paese parecchio più arretrato, povero e mal funzionante dell'Italia. Questo giudizio (che si applica anche alla Spagna del 1967, 1957,
1947, 1937, 1927 ...) dovrebbe permettere di lasciar perdere varie ipotesi
folcloristico-affascinanti, ma contraddette dai fatti oltre che da principi
base delle scienze sociali. Non vi è nulla di magico nel mini-miracolo
spagnolo, niente di esotico, niente di misterioso.

Hanno una cultura di fondo
simile alla nostra, dei valori non dissimili, uno stile di vita estremamente
vicino al nostro (ma essendo più rilassati e meno fighetti si divertono molto di più), sono anche loro cattolici per finta (non avendo lo stato del
Vaticano in casa, devono fare molta meno finta), hanno avuto la storica divisione fra
comunisti ed anticomunisti, amano correre tutti al mare ogni volta che hanno un
puente, hanno tradizioni locali e regionali molto forti e radicate, e come noi
non hanno una gran simpatia per i francesi. Insomma, se c'è un paese
socialmente e culturalmente simile all'Italia è la Spagna. Ed economicamente
stavano molto peggio di noi nel 1977. Quindi lasciamo stare le teorie complicate e
folcloristiche, tipo Opus-Dei, lo sfruttamento dell'America Latina, la profonda ricchezza nascosta accumulata nel passato o gli aiuti
economici dell'UE (che anche il nostro Sud ne riceve, per-capita, altrettanti e
di più ...)

Bisogna invece guardare,
semplicemente, a quanto è successo tra il 1980 (circa) ed oggi in Italia ed in
Spagna. Guardare alle politiche che si son fatte, o non fatte. Ed allora tutto
diventa tremendamente ovvio e chiaro. Provando che, in realtà, il potere
dirompente del mercato, dell'iniziativa economica individuale e della
creatività personale e sociale, ci vuole proprio poco per accenderli e per
riceverne i benefici. La classe politica spagnola, "ucedeista" prima, socialista poi, popolare infine ed
ora di nuovo socialista, ha governato normalmente e decentemente, ha rubato
poco, si è (è stata, dagli elettori) ricambiata frequentemente ed in modo
radicale, ha liberalizzato lentamente ma persistentemente, ha limitato il
potere dei sindacati ... insomma, non è ancora diventata casta.

Dall'altro lato, le elites
economico-sociali e la società civile nel suo insieme hanno fatto la
loro parte, si sono prese i loro rischi, hanno fronteggiato la prepotenza della
classe politica piegandola quando era il caso (a metà anni '80, poi di nuovo
alla fine dell'era di Felipe, e negli ultimi due orribili anni di Aznar) e
facendo finire in galera non molti ma rilevanti e significativi politici
delinquenti ... insomma, hanno fatto quello che uno si aspetterebbe veder fare
ad una società civile normale in un paese avanzato e liberale.

Per questo la Spagna è creciuta, cresce e crescerà più dell'Italia. Per
questo è diventata più ricca di noi ed anche più civile, meno violenta, più
emancipata (basta guardare le donne), con molti più ragazzi all'università e
migliori università (che non sono la fine del mondo, sono solo meglio delle
italiane), eccetera. Per questo hanno i negozi che stanno aperti al fine settimana
ed anche di notte, i treni rapidi che arrivano sempre in orario, i matrimoni
fra omosessuali, un processo di decentramento fiscale ed amministrativo che
continua in maniera soddisfacente anche se non esemplare, delle metropolitane moderne funzionanti, aeroporti che altrettanto, e via elencando cose
normali. Non miracolose, normali. 

Han fatto meglio di noi perché
sono normali, mentre noi siamo subnormali. E crediamo d'essere fighi

Esempio?

michele boldrin 20/1/2008 - 06:49

Se in Spagna succede una cosa come questa, una fila di papaveri ministeriali viene cacciata, qualcuno finisce sotto inchiesta ed il politicante fighetto (che con grande pompa l'ha inaugurato per poi chiuderlo di nascosto) deve rispondere pubblicamente delle sue scelte di fronte all'opinione pubblica. Da noi, invece, fa solo sorridere qualche raro lettore di nFA ...

Se in Spagna succede una cosa come questa,
una fila di papaveri ministeriali viene cacciata, qualcuno finisce
sotto inchiesta ed il politicante fighetto (che con grande pompa l'ha
inaugurato per poi chiuderlo di nascosto) deve rispondere pubblicamente
delle sue scelte di fronte all'opinione pubblica. Da noi, invece, fa
solo sorridere qualche raro lettore di nFA ...

Ma sai qual e' il problema? Che siccome in Italia manca un'alternativa (volevo scrivere "un'alternativa decente", ma poi ho pensato che l'aggettivo era ridondante) e' sempre facile per i responsabli fare a scaricabarile. Er Pupone e i suoi scagnozzi ti direbbero subito che la colpa non e' loro ma dell'iniziatore di questo sconcio Lucio Stanca, e infatti su quest'argomento le ostilita' sono iniziate da tempo, come riportato da quest'ottimo (e spassoso, per chi apprezza il black humour) blog.

E l'alternativa manca secondo me non perche' manchino i candidati: qualche persona decente esisterebbe pure a cui dare il voto, se fosse cosi' masochista da entrare in politica. Manca, invece, perche' l'Italia ha passato il punto critico oltre il quale ogni miglioramento deve necessariamete passare per una fase che per la maggioranza dei cittadini oltrepassa in modo significativo la soglia del dolore. Il suo equivalente in campo medico e' la chirurgia prima dell'introduzione degli anestetici, quando molta gente preferiva lasciarsi morire piuttorso che farsi operare da sveglia.

Ma sai qual e' il problema? Che siccome in Italia manca un'alternativa
(volevo scrivere "un'alternativa decente", ma poi ho pensato che
l'aggettivo era ridondante) e' sempre facile per i responsabli fare a
scaricabarile.

Le alternative esistono e continuamente nascono nuovi partiti, parte dei quali sono in buona misura privi di riciclati. I politici possono fare il gioco dello scaricabarile perche' gli elettori lo consentono, e questo si spiega bene tenendo conto di alcune radicate caratteristiche della societa' italiana.

Nel centro-nord c'e' spirito di fazione e voto di appartenenza, che bloccano il ricambio perche' l'alternativa viene considerata impresentabile. Nel Sud il voto e' prevalentemente clientelare, e questo porta alla formazione di cosche che si garantiscono la rielezione lottizzando le amministrazioni pubbliche e della spesa pubblica, che sono dominanti rispetto all'economia privata.

A livello centrale, in Parlamento, l'entita' degli appannaggi, delle pensioni, dei privilegi, che sono smisurati rispetto ai paesi civili con economia comparabile e anche superiore all'Italia, inducono destra e sinistra a collaborare ai danni dei cittadini, e quindi a difesa dei malfattori ai vertici dello Stato.

Gli elettori del Nord non puniscono la Casta parlamentare perche' questa alle elezioni imbastisce una bella rappresentazione teatrale in cui destra e sinistra sembrano veramente in lotta tra loro all'ultimo sangue. Gli elettori del Sud sostengono la Casta parlamentare comunque, perche' da questa vengono i soldi per la gestione del consenso clientelare.

La rappresentazione teatrale, pur condita di massiccia propaganda, e' comunque storicamente meno efficace della gestione clientelare: come gia' Turati scriveva alla fine del 1800 il governo centrale ha sistematicamente trovato a Sud i voti che gli hanno consentito di compensare il basso consenso al Nord.

E l'alternativa manca secondo me non perche' manchino i candidati:
qualche persona decente esisterebbe pure a cui dare il voto, se fosse
cosi' masochista da entrare in politica. Manca, invece, perche'
l'Italia ha passato il punto critico oltre il quale ogni miglioramento
deve necessariamete passare per una fase che per la maggioranza dei
cittadini oltrepassa in modo significativo la soglia del dolore. Il suo
equivalente in campo medico e' la chirurgia prima dell'introduzione
degli anestetici, quando molta gente preferiva lasciarsi morire
piuttorso che farsi operare da sveglia.

Questo e' anche vero, ormai una frazione impressionante della societa' italiana vive di spesa pubblica senza reale collegamento con l'economia privata o una qualche utilita' sociale. Questa e' la vera zavorra contro un cambiamento positivo.

Sembra che il "danno" sia di circa 6 milioni, non 45/50 come descritto dal corriere.

Sembra che il "danno" sia di circa 6 milioni, non 45/50 come descritto dal corriere.

Uhm, qui si riporta invece che, basandosi su una risposta del responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, Lelio Alfonso, la cifra pare essere 58.1 milioni. Non e' che La Stampa si e' persa uno zero per strada?

Le due cose sono compatibili. I 5.8 milioni, a ben leggere, risultano essere AGGIUNTIVI, ossia fatti nell'ultimo anno e mezzo da questo governo ...

«Speravamo in un rilancio visto l’investimento cospicuo (5 milioni e
800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis
in questi ultimi mesi, e invece siamo a spasso senza nemmeno una
comunicazione ufficiale» commenta il caporedattore Luca Palamara.

Dove la parola chiave è "rilancio" ... ecco, ora mi chiedo dove hanno speso quei 5.8 M di euro. Li avessero dati a noi di nFA!

Aggiungerei anche che la Spagna, dopo la morte di Franco, grazie al fatto che erano mutati gli scenari internazionali,  che c'era l'Europa pronta ad accoglierla e gli USA a supervisionare, ha avuto la possibilità di passare  dalla non democrazia franchista alla democrazia compiuta, quasi direttamente, soffrendo  poche doglie per il parto.

L'Italia del dopoguerra, mentre la Spagna era immersa nell'immobilismo franchista, ha potuto beneficiare di un patto non scritto per cui la DC protetta dalla Nato governava, mentre il PCI -appoggiato-ma-non-troppo da Mosca faceva l'opposizione senza nessuna seria possibilità di prendere il potere. Quando questa possibilità si è però avvicinata, abbiamo vissuto la stagione delle bombe, del terrorismo, dei servizi deviati,  della P2 e pertanto una democrazia semi-bloccata.

Per l'Italia le doglie del parto della democrazia compiuta sono continuate per almeno 15/20 anni, sino al definitivo sdoganamento di ex comunisti ed ex fascisti.

Alla fine il bambino (la democrazia sbloccata)  è nato, piange e vuole il latte della mamma, ma la mamma è sfinita e troppo stanca per allattarlo, intontita dagli antibiotici e dolorante per il cesareo e mentre le altre mamme che hanno partorito naturalmente e velocemente lasciano già l'ospedale, lei sta ancora a letto con la flebo al braccio.  La fibra però è forte io credo che si riprenderà.

<em>TENNIS, FED CUP: PIOVE NEL PALASPORT, SOSPESA ITALIA-SPAGNA

<em>

E' stato sospeso nel corso del terzo set il match tra Francesca
Schiavone e la spagnola Nuria Llagostera Vives, primo singolare della
sfida di Fed Cup tra Italia e Francia in corso a Napoli. Il match è
stato interrotto a causa di un'infiltrazione di acqua dal tetto del
PalaVesuvio di Ponticelli, che ha reso il campo scivoloso in diversi
punti. Le giocatrici hanno preso la via degli spogliatoi quando la
Llagostera Vives era in vantaggio 2-1 e aveva il servizio a
disposizione nel set decisivo.

Da un paio di giorni la stampa italiana dedica attenzione al bacio omosessuale di un giocatore del Real Madrid. Si parla di "scandalo" e di questo e di quello. Beh, sono andato a vedere e nei quotidiani spagnoli di questa notizia non c'è traccia. Non perché non sia successo, è successo, ma perché non gliene frega nulla a nessuno. Giustamente.

Ho pensato esattamente la stessa cosa. Non l'ho trovato su El Pais ne su Marca tutta la settimana. Sul corriere era l'articolo piú letto questo pomeriggio.

Son le 22:25 di domenica sera. I seggi in Spagna hanno chiuso due ore e 25 minuti fa (un'ora e 25 minuti in Canarias ) e già sono stati resi noti gli scrutini di circa il 77% dei voti emessi. In Italia, dove oltre a votare l'intera domenica sino alle 22 di sera si vota anche mezza giornata del lunedì, a questa medesima ora del lunedì normalmente non si sa quasi nulla e son tutti lì in RAI a dire pompose cretinate.

In Spagna il caso è chiuso, Luis Rodriguez Zapatero è di nuovo presidente del consejo e Mariano Rajoy, mi auguro, è l'ex presidente del PP ed un politico in pensione. Solo un augurio, che temo non si realizzerà: poiché il PP sembra aver guadagnato voti rispetto al 2004 - ma non in relazione al PSOE che ne ha guadagnati ancor di più: son ulteriormente calati i piccoli partiti - Rajoy, Acebes, Zaplana e la loro banda di pijos fascisteggianti forse riusciranno a mantenere il controllo del partito. Ma questo lo vediamo fra un mese; dopo aver verificato se Rato e Gallardon riescono o meno a cooperare.

Intanto prendiamo nota dell'enorme differenza nel livello di efficienza dei due apparati elettorali. In un caso la burocrazia funziona, nell'altro no.

P.S. All'una di mattina hanno scrutinato il 99%: son bastate cinque ore per far tutto. Aggiungo un paio di commenti, stimolato da quelli di Sandro e da un rapido sguardo ai risultati. IU è arrivata al punto finale. Ha quasi un milione di voti ma, per effetto dello sbarramento che anche in Spagna opera su base locale, porterà solo due deputati al congresso, contro i tre di Esquerra (sinistra nazionalista catalana) che ha 300mila voti in Cataluña e CiU (nazionalisti catalani di centro, il partito di Pujol e di  ... Andreu Mas Colell) che con poco più di 700mila voti ne porta ben 10!

A meno di cose demenziali nel 2012 questo milione di elettori vota PSOE, per evitare di gettare il proprio voto al vento. Questo implica che fra quattro anni il PSOE ha, a bocce ferme al 2008, 1.5-2.0 milioni di voti in più del PP. L'unico serbatoio possibile di voti per il PP è CiU, ma il forte antinazionalismo (ed anticatalanismo) dell'attuale gruppo dirigente del PP rende molto improbabile che possano attirare quei voti nella loro direzione. Anche perché durante i prossimi quattro anni, mancando di poco la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento, il PSOE userà i voti di CiU ed Esquerra per governare; in cambio farà loro "regalini". Regalini usualmente ragionevoli, a mio avviso, nel senso che son consistiti e consisteranno nel concedere una sempre maggiore autonomia fiscale ed amministrativa alla Cataluña, ossia maggior federalismo alla spagnola. Idem con patate per gli elettori del PNV (nazionalisti conservatori baschi) che già ha ceduto voti al PSOE e continuerà a farlo.

Questo implica che o il PP cambia radicalmente gruppo dirigente, si riconquista il "centro liberale" di Madrid e delle città di provincia (che ha perso, nonostante continui a dominare in Madrid per effetto di Gallardon) e quindi ha qualche opportunità di vittoria nel 2012, o sono cavoli amari. Questo, ovviamente, a bocce ferme.

Sempre a bocce ferme, l'unica altra risorsa a disposizione del PP sono gli immigrati. Paradossalmente, mi dicono gli esperti spagnoli, l'immigrazione spagnola non è molto favorevole alla sinistra: le sue due componenti più grosse (Europa dell'est e latino-americani) hanno infatti scarse simpatie (maturate nella patria d'origine) per il socialismo. Questo spiega, a loro avviso, perché il governo Zapatero del 2004-08, che aveva annunciato l'estensione del diritto di voto a tutti gli immigrati residenti se lo sia poi ... scordato in corso d'opera. Vedremo. Comunque, se Rajoy, come sostiene la stampa spagnola, non dimette io vedo un dominio socialista che si estende oltre il 2012. Gli amici esperti spagnoli, che ritengono di saper leggere fra le righe meglio dei loro concittadini giornalisti, dicono che Mariano "pronuncio un discurso de despedida ...". Vedremo nelle prossime settimane se hanno ragione i giornalisti o gli amici esperti. 

C'è un altro aspetto che per noi italiani è ancora più sconcertante. Anche questa volta Zapatero NON ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi; ha fatto quindi peggio di Prodi nel 2006. Dovrà governare, come ha fatto negli ultimi 4 anni, cercando il consenso in parlamento. In Italia questa sarebbe una sicura ricetta per il disastro e la paralisi, con ogni mezza cartuccia pronta a scendere sul piede di guerra minacciando l'esistenza del governo per qualunque cosa. In Spagna nessuno ha messo in discussione negli ultimi 4 anni che Zapatero dovesse essere il presidente del consiglio. Quello che ha fatto può piacere o non piacere, ma almeno ha FATTO. Chiaramente le differenze tra i due paesi vanno un po' più in la dei sistemi elettorali e dei disegni delle istituzioni.

d'altra parte questo è quanto ripete da svariati anni Sartori. il sistema elettorale è solo uno strumento, ma non può creare la politica. puoi metterci tutti i premi di maggioranza che vuoi: se instabilità deve essere, instabilità sarà.

E visto che ci siamo aggiungiamo questo. Izquierda Unida, la sinistra arcobaleno spagnola, ha perso chiaramente le elezioni , perdendo circa un punto (che quando parti da 5 non è poco) in percentuale e due dei 5 miseri seggi che aveva. Che ha fatto Gaspar Llamazares, il coordinatore? Si è dimesso, come vogliono decenza e buon senso.

Quanto scommettete che se la sinistra arcobaleno perde il 2-3% alle prossime elezioni non succederà proprio nulla? E ovviamente non sono solo loro. Per esempio, cosa ha fatto Bossi dopo aver più che dimezzato i voti del partito nel 2001 (dal 10,1% al 3,94%)? È rimasto dov'era. L'unico che se ne è andato dopo una sconfitta è stato Occhetto. Ma fu un'uscita involontaria. Il tapino non aveva capito che le dimissioni le accettavano sul serio, e ha masticato amaro da allora.

In effetti Rajoy esce a testa alta in termini di risultato elettorale, ma ha condotto una campagna direi pietosa. Solo per parlare degli ultimi giorni, i due dibattiti avuti con ZP hanno mostrato un Rajoy assolutamente non all'altezza, che si arrampicava sugli specchi, che faceva fatica e ripeteva sempre le stesse cose. Neanche sul tema ETA, su cui ha praticamente imperniato tutta la campagna, è riuscito ad avere la meglio. Vediamo ora cosa succederà in casa popolare, io credo che certe scelte le pagherà, soprattutto l'esclusione dalla campagna di certi dirigenti che hanno creato un fortissimo malumore.

comunque, a me non è parso di despedida quel discorso, secondo me ci sarà battaglia.

Promemoria, ad uso interno. Vi pregheri di notare che in 36 ore le sinistre figure della sinistra avranno da riempir le gole riarse dalle vittorie in Francia (turno amministrativo che ha sbattuto la porta in faccia al signor Bruni, visto che il presidente è più celebre per la bella pulzella) che in Spagna, dove appunto il personaggio dei fumetti di Guzzanti, trionfa.

E se il terzo fosse Veltroni Walter della RAI?

 

Non so se avete notato, ma oggi tutti i maggiori quotidiani online (io ho visto corriere, repubblica e la stampa, faceva invece eccezione il sole 24 ore) commentavano la notizia della revisione della previsione di crescita con "Pil dimezzato"

Su Phastidio lo screenshot, nel frattempo repubblica ha corretto, il corriere per ora persiste nell'errore. 

 

Persiste, alle 20:08 anche "La Stampa", che annuncia tranquillamente "L'Italia frena: Pil dimezzato". Va bene che a volte bisogna far entrare i titoli in spazi limitati, ma qui siamo semplicemente al grottesco.

Ho integrato. La cattiva maestra Ansa ha colpito ancora. Domanda: ma per fare copiaincolla dalle agenzie occorre essere iscritti all'Ordine?

 

Update: alle 20, Tg5, Giuseppe De Filippi scandisce: "prodotto interno lordo dimezzato".  

Ma certo che sì! Siamo pazzi?!

Tu liberista scatenato e probabilmente anche comunista, cosa vorresti? Abolire gli ordini professionali? E poi, chi ci garantisce della qualità dell'informazione? E chi ci garantirebbe poi la/il contorta/cacofonico sintassi/vocabolario da liceo classico che ci piace così tanto, apre la mente (agli acidi? al pastore tedesco? a portaaporta? a le chiacchere in bar all'ora dell'aperitivo?) e ci dà quel famoso vantaggio comparato per cui siamo oramai meno produttivi anche della Grecia (colpa loro, hanno abbandonato i classici: vedi l'effetto?) e che tutti nel mondo ci invidiano, assieme alla mozzarella co 'a pummarola'n coppa? E senza l'uso e l'abuso del latinorum, per coprire l'ignoranza di tutto il resto e degli spazi di hilbert in particolare, dove andrà a finire la "specificità" italiota? Ah, se ti sentisse uno dei nostri grandi abati del passato che avevano capito tutto ma non se n'era reso conto nessuno (neanche loro, apparentemente) e così le cose giuste le han fatte altrove e si sono attribuiti il merito loro, la perfida albione ed i suoi sciocchi seguaci amerikani ...

Non toccarmi gli ordini, perbacco! Specialmente avvocati, notai, farmacisti, medici, architetti, commercialisti e giornalisti, che sono la spina dorsale del valore aggiunto italiano oltre che nostri beneamati genitori, la fonte di tutte le saggezze eterne, il vantaggio comparato di questo paese, i finanziatori dei migliori bar del centro e di tutti i concessionari porsche, audi e mercedes del paese, oltre che di altre amenità (usualmente slave) che sembra aver scoperto anche quello scemo di spitzer ... Senza di loro la qualità dei servizi professionali cadrebbe in un baratro amerikanoide di infima qualità, tipo mcdonald. Mai provato a confrontare l'informazione del Corriere con quella del NYTimes, o la qualita dei servizi medici al Policlinico di Roma ed allo Sloan Kettering? In quale altro paese li trovi dei commercialisti che riescono a farti evaporare l'85% del tuo reddito dalla dichiarazione dei redditi? O notai così sofisticati e capaci che per farti vidimare la tua firma dalla loro segretaria, in sette secondi riescono a produrre 150 euro di valore aggiunto? Meglio dell'investment banker medio, anche se la permanenza nel tempo di quel valore aggiunto è approssimatamente la stessa: fino a quando non s'intasca il bonus, che loro chiamano "emolumenti".

Gli ordini, ricordatelo la prossima volta, gli ordini sono la garanzia, l'unica garanzia, della qualità dei servizi forniti, l'ultima diga contro la barbarie liberista e forse anche anticlericale. La stampa italiana ne è la prova migliore.

Occhio Michele che se non metti un "scherzavo" alla fine ti ritrovi sul sole24ore .... :D

Pubblicità progresso! Altrimenti, ai 10mila lettori giornalieri, se non "scherziamo" un pochino, mica ci arriviamo mai ...

Già, mi sa che dovremo applicarci anche noi di Epistemes, allora... :-)

se volete io inizio a spararle subito. :)

per lo meno la "ragazza" di Spitzer sembra meglio della monica di clintoniana memoria...

Il Corriere della Sera di oggi annuncia che secondo i dati Eurostat relativi al 2007 la Spagna distacca ulteriormente l'Italia dopo averla superata nel 2006:

Nel 2007 è cresciuto il divario fra Spagna e Italia su fronte del
prodotto interno lordo pro-capite misurato in standard di potere
d'acquisto. Secondo i dati diffusi da Eurostat, lo scorso anno la
Spagna si è attestata su quota 107 mentre l'Italia è scesa a quota 101.
Nel 2006 l'Italia era a quota 103 e la Spagna a 105.

Prodi aveva biascicato a suo tempo che l'Italia era ancora avanti perche' a livello di Stato la sua economia superava quella spagnola, nascondendo il fatto che questo avveniva solo perche' 60 milioni di cittadini mediamente piu' poveri possono produrre più di 40 milioni di cittadini mediamente più ricchi. Mi auguro che gli esponenti della maggioranza di centro-destra ci risparmino stupidaggini uguali o peggiori di quella e invece si occupino degli innumerevoli problemi del Belpaese che lo spingono sempre piu' inesorabilmente nelle ultime posizioni dell'Europa e del mondo. Per esempio:

Indagine PISA 2006 sulle competenze dei 15enni:

   Spagna  Italia
 matematica  480  462
 scienze  488  475
 lettura  461  469

 

 

Perfettamente d'accordo sull'auspicio ed inconfutabili i dati, almeno per una mente un po' meno "biascicona" di quella dell'ex boiardo di stato democristo, poi malauguratamente premier (sigh!).

Solo un'importante precisazione, al fine di aver sempre chiaro dove il problema sia particolarmente grave: per la literacy scientifica, i punteggi Pisa 2006 sono pari a 448
per gli studenti meridionali contro 520 e 501 rispettivamente del
Nord-Est e del Nord-Ovest, quindi si conferma che la media sia poco significativa e che le situazioni vadano analizzate in modo puntuale per poter decidere come intervenire.

Io sono un po' stufo di continuare a leggere questa roba. Se confrontiamo i paesi, confrontiamo i paesi. Confrontare la media del sud italia a quella del nord italia e' sacrosanto; confrontare l'italia con la spagna lo e' altrettanto. Confrontare una regione italiana con la media di un altro paese e' metodologicamente sbagliato perche' assume che nell'altro paese ci sia una distribuzione omogenea: cosa, questa, tutta da dimostrare e la maggiorparte delle volte errate. Io non conosco molti paesi al mondo in cui la distribuzione di una qualsiasi risorsa o ricchezza sia omogenea: non lo sono gli stati uniti (che per quanto mi riguarda sono MOLTO piu' divisi di noi), non lo sono i tedeschi, non lo sono i francesi, non lo sono gli inglesi etc.

Mi dispiace, GG ma, al fondo, hai torto. Certo, nessun paese è omogeneo: ogni distribuzione empirica ha la sua varianza campionaria. Ma fra varianza 10 e varianza 100 c'è una bella differenza! Diseguaglianze come quelle italiane non le trovi in nessun paese europeo, o negli USA se è per questo. Differenze fra grandi aree del paese intendo dire; non disuguaglianze fra individui presi a caso (per quanto, anche lì, quando le misuri le diseguaglianze italiche fanno impallidire quelle di molti altri paesi!).

Capisco la tua stanchezza, le cattive notizie non fanno felici nessuno. Ma i fatti son fatti. Se vuoi confrontiamo l'Italia alla Spagna, o agli USA, o alla Francia, o alla Germania, attraverso altre misure di disuguaglianza territoriale: reddito, produttività, occupazione, partecipazione delle donne al mercato del lavoro, efficienza servizi pubblici (conosci il vecchio libro di Putnam e coautori?) ... credo di poter lasciare a te a te la scelta dell'indicatore. Ti posso assicurare che non conosco nessun indicatore per cui le diseguaglianze territoriali fra Nord e Sud d'Italia siano uguali o minori di quelle per analoghe aree di altri paesi europei, o USA. Per esempio, se guardi il reddito per capita, in Italia non vi è praticamente convergenza dalla fine degli anni '60 in poi fra Nord e Sud, mentre negli USA il reddito per capita è andato avvicinandosi moltissimo nei 50 stati, ossia le diseguaglianze sono ampiamente diminuite. Francesco Caselli, ora ad LSE, ci ha scritto sopra un paio di ottimi papers che puoi trovare sul suo sito. Idem per le provincie e le regioni spagnole, che ho studiato io stesso assieme a Fabio Canova e su cui due miei studenti hanno fatto la tesi di PhD: la differenza fra Italia e Spagna fa spavento.

Per quanto riguarda l'educazione, ed il test PISA in particolare, ci sto lavorando proprio ora con una mia RA per capire l'impatto del fenomeno immigratorio in Spagna. Ho poco tempo, ma ecco al volo alcune statistiche (dati 2003, quelli 2006 non li ho sottomano in questo momento e so che sono maggiormente disaggregati per regione: se interessano posso cercarli). Questi sono punteggi medi, per le aree del paese disponibili in quell'anno, sul test di matematica (Mat1, in PISA).

SPAGNA:

Castilla y Leon 504

Catalonia       494

Pais Vasco    503

Resto Spagna 483

 

ITALIA:

Veneto 510

Trento 537

Bolzano 535

Lombardia 521

Piemonte 496

Toscana 494

Resto Italia 448

I numeri parlano da soli, la varianza italiana è impressionante rispetto a quella spagnola. D'altra parte, questo si sapeva già dai lavori di Daniele Checchi ed altri.

Le disuguaglianze tra Nord e Sud d'Italia, piaccia o non piaccia, sono un'assoluta anomalia mondiale (in paesi ragionevolmente comparabili). Meglio cominciare da questo fatto, per stancante ed irritante che sia. Rimuoverlo, come si continua a fare da 50 anni, è pessima idea.

Senza voler assolutamente rimuovere il problema, ma per capire meglio, c'è a disposizione qualche serie storica ?

Cerco di spiegarmi, non occorrerebbe anche valutare i punti di partenza delle diverse realtà territoriali ?

Occorre infatti tenere presente che le differenze nord-sud non sono cosa nuova, ma storicamente sedimentate, come una sterminata letteratura post-unitaria sta a dimostrare, ciò che forse bisogna capire è se il gap sociale tra i cafoni del sud e i polentoni del nord è rimasto identico o comunque c'è stato un miglioramento.

Parlando di confronti europei e di disomogeneità, un esempio simile di varianza all'interno della medesima area culturale (ance se non più del  medesimo stato) si è avuto storicamente tra Gran Bretagna e Irlanda, laddove la prima era pienamente sviluppata ed anzi ai primi posti degli standards economici e sociali - quanto meno l'Inghileterra - mentre la seconda sino all'indipendenza era di fatto una colonia sottosviluppata, con miservoli condizioni di vita, permanendo in stato di sottosviluppo per lungo tempo, nonostante l'indipendenza.

 

Cerco di spiegarmi, non occorrerebbe anche valutare i punti di partenza delle diverse realtà territoriali?

I bambini di sei anni campani hanno per caso differenti capacita' cognitive (in matematica come in italiano come in scienze: le differenze persistono in tutti cambi) che i bambini di sei anni sudtirolesi? Suviia, Sabino ...

... ciò che forse bisogna capire è se il gap sociale tra i cafoni del sud e
i polentoni del nord è rimasto identico o comunque c'è stato un
miglioramento.

I dati parlano da soli e rispondono a questa tua domanda. Hai presente, Sabino, cos'era il bellunese o il rovigotto negli anni '50? O la val Badia, la val Gardena, eccetera? Non solo erano tanto poveri come il sud, ma nemmeno parlavano italiano ...

Per quanto riguarda poi il cenno a GB ed Irlanda: cosa intendi dire? Quale sarebbe la tesi? Ed i fatti? Vorrei capire ...

cos'era il bellunese o il rovigotto negli anni '50? O la val Badia, la val Gardena, eccetera? Non solo erano tanto poveri come il sud, ma nemmeno parlavano italiano

Be', bisognerebbe verificare se il bellunese e il rovigotto che negli anni '50 erano certamente poveri, lo erano, in termini di reddito e infrastrutture pubbliche, quanto la locride calabrese o i paesini della Lucania, nei quali pure non si  non parlava italiano, ma il solo dialetto: bisognerebbe cioè avere presente da dove ogni regione partiva, ecco il perchè la mia domanda riferita ai punti di partenza delle diverse realtà territoriali.

Poi certo Val Gardena e Val Badia sono oggi quello che sono e lo sono diventate grazie alla capacità delle proprie genti, ma anche grazie al fatto che i ricchi tedeschi e milanesi a partire dagli anni 60, in due/tre ore di auto potevano andarci a sciare. Da Locri in due ore di auto a stento arrivi a Salerno. Insomma, non puoi negare che le geografia conti per agevolare lo sviluppo - il non vuole certo giustificare i ritardi e gli sprechi della classe dirigente meridionale e che, considerando i differenti punti di partenza, il sud arrancherà sempre dietro al nord e per poterlo raggiungere o il nord deve rallentare lo sviluppo oppure il sud dovrebbe avere tassi di crescita cinesi per molti anni, il che mi pare improbabile.

 

ciò che forse bisogna capire è se il gap sociale tra i cafoni del sud e
i polentoni del nord è rimasto identico o comunque c'è stato un
miglioramento

Per quello che so io la situazione e' stazionaria dal dopoguerra per quanto riguarda il reddito pro-capite e presumo anche per l'istruzione e il capitale sociale.

Parlando di confronti europei e di disomogeneità, un esempio simile di
varianza all'interno della medesima area culturale (ance se non più del
medesimo stato) si è avuto storicamente tra Gran Bretagna e Irlanda

Mi sembra che ci sia azzardato parlare di stessa area culturale tra due paesi che differiscono sia per lingua (in passato soprattutto) che per religione. Inoltre, non credo ci sia mai stato un sistema statale economico comune, intendo con liberta' di movimento e commercio e con leggi almeno formalmente uguali.

Secondo me, finche' l'Irlanda e' stata una colonia (politica ed economica) dell'Inghilterra il suo sviluppo e' stato asservito e bloccato. L'Irlanda indipendente nel contesto economico aperto e libero degli ultimi decenni invece si e' sviluppata secondo la potenzialita' della sua societa' diventando per alcuni anni e fino ad oggi piu' ricca dell'Inghilterra.

In Italia abbiamo invece una situazione forse unica al mondo in cui il Sud e' una colonia economica del Nord, e il Nord e' una colonia politica di Roma e del Sud.  Questo spiega per me la persistenza delle differenze economiche e sociali tra Nord e Sud, che in un contesto economico aperto dovrebbero invece ridursi, come si sono ridotte per es. tra Irlanda e UK, tra Germania Ovest ed Est, tra Francia e Spagna.

 

Michele, provo un po' a fare l'avvocato del diavolo.

Fammi
cominciare dicendo che indicatori con altissima varianza ci sono in
altri paesi. Noi sicuramente ne collezioniamo una serie da record ma
non abbiamo l'esclusiva. Visto che citi dati PISA confrontando italia e
spagna, farò lo stesso confrontando italia e germania. I dati per
regione del 2006 non li conosco ma quelli
del 2003 in Germania
segnalano un gap tra i primi (bavaria) e
gli ultimi (brema) della classe di circa 70 punti. In Italia la
differenza equivalente (bolzano vs sicilia) è di 90 punti; ce la
giochiamo nella stessa categoria, insomma. La germania ha una storia di
divisione più simile alla nostra di quanto non ce l'abbia la spagna -
eppur più lieve! - e infatti tanti indicatori impazziscono anche in
germania con rapporti 1:2, simili ai nostri. Sono ancora in tanti a
parlare di Germany's Mezzogiorno. Noi i gap non li colmiamo, gli altri sì: ma questo è un altro problema rispetto a ciò di cui stiamo parlando.

Anche
gli USA hanno indicatori che impazziscono quando confrontiamo regioni
diverse. Per dirne una che conosco meglio: gli Stati Uniti sono l'unico
paese industrializzato in cui nelle regioni rurali non solo
l'aspettativa di vita è considerabilmente più bassa ma addiritura negli
ultimi 20 anni si è abbassata
. E quale è la differenza
culturale, economica, sociale tra california, nyc e bible belt? La
criminalita'
è doppia, il
tasso di omicidi
è doppio, il
tasso di teen pregnancy
è doppio etc etc etc. Gli USA hanno
divisioni culturali tra le tre coste e l'entroterra che nulla hanno da
invidiare alla nostra situazione, con tanto di movimenti separatisti a' la Lega Nord. La loro south carolina e' la nostra sicilia (con meno mafia, pero'). 

Tutto ciò per ribadire che confrontare una regione italiana con
la media di un altro paese rimane secondo me metodologicamente
sbagliato. Detto questo, sarei matto se sostenessi che non esistono
differenze abissali tra nord italia e sud italia. Quello che però non
credo è che al nord Italia le cose vadano sostanzialmente bene; cioé
che ci siano due Italie: una che va bene e una che va male. No!
Esistono due Italie: una che va male e una che va peggio. Questo perché
i mali che affondano il nord come il sud sono in buona sostanza gli
stessi: la casta in primis e tutto ciò che ne deriva. L'assunto che contesto e' quello secondo il quale "gli indicatori ci dicono che il nord fa meglio della media europea e se non fosse per il sud l'italia sarebbe in cima all'europa".
Non e' vero. Ci sono alcune cose fondamentali di cui l'Italia ha
bisogno e ne ha bisogno nella sua interezza: piu' meritocrazia, piu'
mobilita', piu' responsabilita' civile, piu' cultura, piu' liberismo,
una classe dirigente piu' preparata. Tutto questi fattori mancano al
sud e mancano al nord e (cit) rimuoverlo come si continua a fare da tanti anni e' pessima idea!

 

Per rinforzare il punto di Michele, provate a dare un'occhiata ai dati regionali sul Pil pro-capite. Qui trovate il documento Eurostat con i dati per l'Europa. In Italia nel 2005 il Pil pro-capite era in media 24.821 euro, ma nel Sud era 16.119, ossia il 64,94% della media nazionale. In Spagna la media nazionale era 20.933, nel Sud (anche lì la zona più povera) era 16.592, pari al 79,26% della media nazionale. Negli USA, dati 2006 , lo stato più povero è il Mississipi con 27.028 dollari. La media nazionale è 36.714, quindi il rapporto è 73,62% (avessimo preso tutto il sud il rapporto ovviamente sarebbe stato ancora più alto). La divaricazione regionale del reddito in Italia è veramente unica tra i paesi sviluppati e si riflette in tanti altri indicatori.

Per le differenze dei PIL pro-capite regionali, e anche per alcuni dati sulla loro evoluzione temporale, suggerisco di leggere l'approfondimento su  progettoitaliafederale. L'autore del sito e' F.P.Forti, un federalista di centro-sinistra residente in Svizzera, e usa un indice sintetico che misura la variabilita' del PIL pro-capite pesata per la popolazione delle regioni. In breve, l'Italia e' ai vertici della classifica delle disuguaglianze regionali.  La Germania era molto uniforme prima dell'unificazione con l'Est, dopo (occorre leggere l'aggiornamento del 1998) mostra disuguaglianze più grandi di quelle italiane ma in significativa diminuzione. La Francia ha disuguaglianze di reddito superiori a quelle italiane, come quelle italiane costanti o in aumento, e riguardano la zona di Parigi rispetto al resto del Paese. Personalmente ritengo che questa sia la condizione tipica di un paese centralista dove la regione della capitale e' dominante sia politicamente che ecomicamente. L'Italia ha disuguaglianze regionali nettamente superiori a quelle di Paesi con federalismo competitivo come USA e Svizzera, inoltre le differenze italiane rimangono costanti mentre quelle USA appaiono essere in diminuzione. Le mie personali conclusioni sono che nei Paesi centralisti pur in presenza di mercato aperto la struttura dello Stato centralista crea o mantiene disuguaglianze, mentre nei Paesi federali le disuguaglianze sono minori e tendono a diminuire.

Madrid ha appena perso, nell'ultima votazione contro Rio, le olimpiadi del 2016. Appena viene nominato il vincitore, l'inquadratura va ai vincitori e subito dopo ai perdenti. Zapatero e Gallardon (sindaco di destra di Madrid) si consolano a vicenda con abbraccio e pacche sulle spalle reciproche. Mi ha dato un po' di invidia, in Italia non sarebbe mai successo.

Oddio.. ad averci sindaci minorenni..

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