La politica fiscale dei democratici USA

12 novembre 2006 michele boldrin
L'attuale governo italiano e' composto di partiti e persone che, ad ogni pie' sospinto, dichiarano d'ispirarsi al partito Democratico USA. Sarebbe bene che, invence d'i(n)spirare ed espi(r)are imparassero l'inglese, che chiaramente non sanno, e studiassero cosa il partito Democratico USA fa quando e' l'ora di tassare la gente che lavora.

Prendo lo spunto da questo interessante articolo del Washington Post - mi scuso per coloro che l'inglese non lo leggono: tradurlo e' troppo lungo ma provo a riassumerlo.

Da alcuni anni negli USA c'e' una cosa che si chiama AMT (Tassa Minima Alternativa) e che funziona cosi'. Tu fai la tua dichiarazione delle tasse, arrivato alla fine della quale ti calcoli l'imposta usando le tabelle a norma di legge, uguali a quelle di tutti (non vi dico quant'e' il marginale piu' alto, ne' quando si raggiunge, senno' voi che mi leggete dal Bel Paese state male e non mi fa piacere far star male alla gente). Poi fai un calcolo ulteriore. Se hai un reddito superiore ai 100-150mila dollari circa (dipende dall'essere sposato e dai figli a carico, ovviamente), ti viene chiesto di fare la seguente operazione. Vai al foglio delle tue deduzioni - negli USA le deduzioni dal reddito sono parecchie, includono le tasse pagate allo stato ed alla citta' in cui risiedi, le spese mediche superiori ad una certa percentuale del tuo reddito, le spese di produzione del reddito dai viaggi alle cene ai libri, gli interessi pagati sui mutui (sino a due case), le spese per avvocati che siano serviti per recuperare reddito o per evitare perdite, e parecchie altre cose - e cominci a eliminare deduzioni, ossia fai ricrescere il tuo reddito lasciando solo tasse statali e spese mediche, se non ricordo male, come deduzioni. Poi una procedura abbastanza complicata, e che descrivere porterebbe via troppo tempo, ti fa calcolare una nuova tassa. Il succo della procedura e' il seguente: sul tuo reddito lordo-lordo (ossia, con deduzioni fisse per un totale massimo di circa 60mila dollari) ti calcolo un'imposta media che oscilla attorno al 27%. Se questa imposta e' superiore a quella che pagheresti con tutte le deduzioni che tu hai scelto e secondo le tabelle degli altri, ciccia. Devi pagare l'imposta piu' alta (da qui il nome: Tassa Minima Alternativa). Se invece la AMT e' piu' bassa dell'imposta normale, paghi la normale. Questo da un lato impedisce che con le troppe deduzioni uno scappi dall'imposta e, dall'altro, istituisce di fatto un'imposta con due scaglioni solo (26% e 28% rispettivamente) per la gente con redditi superiori a circa 100-150mila dollari. Gia' questo vi da' l'idea dell'abisso fra qui e la', ma il punto del mio articolo non e' questo. Continuo, quindi.

Il motivo della AMT, introdotta da Clinton se non ricordo male, era evitare che furboni vari con redditi alti ma anche con tante cose deducibili (avete presente gli elusori italiani, che si scaricano la vacanza a Cortina perche' era per fare affari?) finissero per pagare pochissime tasse. Problema e' che, con il passare degli anni, la AMT ha cominciato ad afferrare nelle proprie grinfie sempre piu' gente, diventando anche molto 'redditizia' per il fisco. Tanto per capirci, e' da parecchio che ha afferrato anche me e quasi tutti i miei colleghi. Come l'articolo del WP dice, alquanto esplicitamente, oltre che prendere i super ricchi (che poi piu' di tanto non prende perche' oltre il mezzo milione o giu' di li' la tue tasse medie sono costanti a circa il 30-33%) la AMT sta afferrando sempre di piu' la classe media alta, i lavoratori altamente produttivi, quelli insomma che fanno dai 100-150 ai 500mila dollari. In altre parole, gli stessi che in Italia fanno fra i 50 ed i 150mila Euro, solo che qui sono circa 30 milioni di contribuenti ...

E cosa fa il partito democratico? Forse che gioisce come gioirebbero un VV o un Ferrero o persino un TPS? No, non gioisce per niente, anzi: si preoccupa! Perche'? Perche' sa che questa gente e' una buona fetta della sua base elettorale, da un lato, e, dall'altro, questa gente e' la vera colonna portante dell'economia americana. E tassarli troppo fa male a loro, ai voti del partito Democratico, ed all'economia americana soprattutto. Siccome, nelle tante follie, Clinton una ne aveva azzeccata - It's the Economy, stupid! - i buoni democratici questa massima se la tengono in mente. E cosa fanno? Si mettono in moto non per approfittare delle AMT, per farla piu' stringente, piu' cattiva, insomma per ricavarci piu' soldini come avrebbero fatto Prodi, TPS e VV ... tutt'altro!

Loro, i Democratici USA voglio dire non quelli de Roma, nonostante sappiano di avere un grosso deficit da affrontare creato dalle follie guerrafondaie dell'attuale presidente-si-fa-per-dire, e nonostante abbiano promesso che di quel deficit si prenderanno cura, non si lasciano prendere dalla tentazione draculesca di succhiare sangue a piu' non posso dalla prima vena aperta che viene offerta alla loro bocca. No, ci pensano, si rendono conto che usare l'AMT per fare cassa sarebbe rischioso politicamente e folle economicamente. Si rendono conto che tassare surretiziamente e violentemente i lavoratori piu' produttivi non e' buona politica. E quindi si siedono al tavolino e pensano a come fare cassa, o a come tagliare le spese, SENZA approfittarsi della AMT anzi cercando di ridurne gli effetti deleteri.

Ecco, tutta li' la differenza fra i Democratici USA e quelli auto-proclamatisi "democratici" de Roma. Che i primi capiscono che succhiare il sangue alle forze altamente produttive del paese e' male per tutti e per il paese in particolare, mentre i secondi capiscono niente e solo sentono l'odore del sangue, e succhiano, succhiano, succhiano ... e poi hanno anche la faccia tosta d'andare in giro con le mani lorde di tasse a dire che la loro finanziaria e' "tecnicamente perfetta"! Ecco: tecnicamente perfetta ... ma va, belin! Impara l'inglese e fatti un abbonamento al Washington Post o al New York Times. Te li pago io, se mi prometti di leggerli ...

 

13 commenti (espandi tutti)

Anzi, FT riporta oggi che il probabile futuro presidente della commissione parlamentare "Ways and Means", il democratico Charles Rangel, dice che l'AMT va abolita del tutto. TPS, Prodi, siete in ascolto?

Veramente la AMT fu introdotta da Nixon nel dicembre 1969 e modificata l'ultima volta nel '78 con l'Amministrazione Carter. Da allora, per quanto ne so, non è stata toccata. Perché sempre più contribuenti finiscono nelle grinfie della AMT? Il motivo principale è che la AMT non tiene conto dell'inflazione, quindi più aumenta l'inflazione e più gente finisce col pagare la AMT (e guarda caso, fu proprio lo stesso Nixon pochi anni dopo ad abolire quello che restava del gold standard, con conseguente decollo dell'inflazione). Anche i tagli di Bush hanno contribuito, visto che la AMT si paga come differenza tra l'ammontare calcolato con le regole della AMT (la  "tentative minimum tax") e le tasse ordinarie. Sulla AMT consiglierei di leggere questo articolo 

http://www.urban.org/UploadedPDF/411194_expanding_reach_AMT.pdf

Tra le altre cose, gli autori stimano che entro il 2010 ben 31 milioni di contribuenti dovranno pagare la AMT, e che a quel punto abolire la tassa ordinaria sul reddito costerebbe meno al governo che abolire la AMT.

Io non darei il minimo peso alle dichiarazioni dei Democratici sulla AMT. Finché sono all'opposizione possono dire tutto quello che gli pare, ma una volta al potere non gli passerà neanche per l'anticamera del cervello di abolirla o ridurla. Come farebbero a pagare le varie guerre e tutti i programmi di assistenza governativi? Non dimenticare tra l'altro che anche se gli effetti della AMT sono disastrosi, è sempre una minoranza numerica ad esserne direttamente affetta. La stragrande maggioranza degli elettori le tasse o non le paga proprio, o sta comunque al disotto dei livelli a cui si inizia a pagare la AMT. Tra parentesi, sono gli anni che gli economisti "austriaci" parlano dell'inflazione come "stealth tax".

> Io non darei il minimo peso alle dichiarazioni dei Democratici sulla
AMT. Finché sono all'opposizione possono dire tutto quello che gli
pare, ma una volta al potere non gli passerà neanche per l'anticamera
del cervello di abolirla o ridurla.

Ma ora sono al potere, almeno al congresso.

> Come farebbero a pagare le varie
guerre e tutti i programmi di assistenza governativi?

Sulla guerra in Iraq, in un'intervista Rangel ha accennato alla possibilita' di tagliare i fondi. Vedremo se alle parole seguira' qualche fatto: c'e' almeno il precedente al tempo guerra del Vietnam, poco dopo la caduta di Nixon nell'autunno del '74, quando il congresso taglio' il preventivo di spesa da 1.26 miliardi di dollari a 700 milioni.

 

Ha ragione Marco che fu introdotta da Nixon nel 1969: mai fidarsi della memoria quando si invecchia. Non e' pero' vero che non sia mai stata modificata post 1978, le modificazioni ci sono state ed abbondanti (anche durante l'amministrazione Clinton, da cui la mia confusione probabilmente).

Fiscal drag: l'inflazione influenza la AMT tanto quanto la tassa normale, ovviamente. E' una scelta politica, non un meccanismo tecnico, se gli aggiustamenti degli scaglioni normali sono piu' o meno generosi degli aggiustamenti fatti sugli scaglioni e le deduzioni/esenzioni per l'AMT. Inoltre, nota che con un sistema progressivo il fiscal drag c'e' comunque, anche senza inflazione: la pura crescita reale del reddito spinge tutta la distribuzione verso marginali piu' alte. Ulteriore ragione per non avere imposizione del reddito altamente progressiva: due aliquote bastano e da questo punto di vista la AMT non e' niente male, almeno in principio. Io capisco la passione per questi "austriaci" (ma chi sono, poi?) ma francamente non mi sembra ne' originale ne' particolarmente profondo scoprire il fiscal drag. Son certo che persino i keynesiani piu' tonti se ne sono accorti, suvvia!

Che faranno i democratici? Qualcosa devono fare, perche' morde troppo sul reddito della loro base elettorale e di supporto finanziario. Ma molto non potranno, la situazione che questa folle ed incompetente amministrazione lascia e' veramente pessima, e non solo per la guerra. Tra l'altro, a naso direi che tra giugno 2007 e gennaio 2008 sentiremo parlare di recessione, visto come vanno il mercato del lavoro e la produttivita' ... Devo dire che davvero, un'amministrazione peggiore della Bush 2000-2006 faccio fatica a trovarla. 

 

 

> Devo dire che davvero, un'amministrazione peggiore della Bush 2000-2006 faccio fatica a trovarla.

A me ne vengono in mente diverse (Lincoln, Wilson, Johnson, FDR, Nixon). 

> le modificazioni ci sono state ed abbondanti (anche durante l'amministrazione Clinton, da cui la mia confusione probabilmente).

Grazie delle fonti, non ne sapevo nulla.

> Ulteriore ragione per non avere imposizione del reddito altamente progressiva: due aliquote bastano e da questo punto di vista la AMT non e' niente male, almeno in principio.

Beh, qui siamo in territorio ideologico, non proprio economico :-)  Per quanto mi riguarda il governo federale non ha alcun motivo di esistere e le tasse federali sono un furto legalizzato, così come lo è il monopolio della Federal Reserve.

ma francamente non mi sembra ne' originale ne' particolarmente profondo scoprire il fiscal drag. Son certo che persino i keynesiani piu' tonti se ne sono accorti, suvvia!

Il concetto in sé non è né originale né profondo. Il problema è quando ci si dimentica che esiste, o si crede davvero che le banche centrali servano a combattere l'inflazione. Quanti economisti oggi sostengono che le banche centrali andrebbero abolite?

Oggi e' il mio giorno di dibattiti con De Innocentis, e noto un pattern.


De Innocentis fa affermazioni molto lapidarie (tipo: le amministrazioni di Lincoln, Wilson, Johnson, FDR e Nixon sono state peggiori di quella di Bush) ma non le giustifica ne' con fatti ne' con teorie. Diventa difficile discutere cosi'.

Allora, faccio la domanda: perche' Lincoln e' stato peggio di Bush? Idem per gli altri. Fatti, per favore, e la "funzione di valore sociale" secondo cui Lincoln o FDR hanno fatto piu' danni di Bush.

Poi dice anche che definire "non male" tasse sul reddito che siano semplici e poco progressive (uno, due, insomma pochissimi scaglioni) e' "ideologico". Quale ideologia, scusa? Da quando in qua cercare di ridurre le inefficienze indotte da tasse non lump-sum, e' una scelta ideologica? Se lo e', dopo avermi spiegato perche', mi puoi dare un criterio non ideologico di scelta del sistema fiscale?

Infine dice che il governo federale non dovrebbe esserci e che le tasse federali sono un furto. Perche' solo quelle federali e non anche quelle statali (negli USA, in Italia sarebbero quelle regionali)? E perche' non quelle comunali? Qual'e' la logica che sottende a queste affermazioni? C'e' una teoria dello stato dietro? Quale teoria e'? Quale stato? Nessun stato? Voglio dire, cosa stai dicendo?

Idem sul fiscal drag e le banche centrali ... cosa vuoi dire? Cosa vuol dire "credere che le banche centrali servano a combattere l'inflazione"? Chi crede questo? Cosa c'entra con il fiscal drag? A che servono le banche centrali? A nulla? Pensi davvero che un sistema bancario completamente deregolato (non riesco neanche ad immaginarmelo: come diavolo si fa un sistema bancario senza regolazione alcuna? Boh!) possa anche solo esistere oltre che reggersi? Davvero, il tutto sembra oscuro e molto pieno di affermazioni apodittiche basate su principi di fede. Sembri alludere ad una specie di homo hominis lupus come stato di natura desiderato e desiderabile ... o mi sbaglio?

Insomma, sarebbe piacevole se, prima di fare affermazioni tanto perentorie, si provasse a giustificarle con logica e fatti.

Allora, faccio la domanda: perche' Lincoln e' stato peggio di Bush?

L'habeas corpus Bush non l'ha sospeso (ancora)...

"The
privilege of the Writ of Habeas Corpus shall not be suspended, unless
when in Cases of Rebellion or Invasion the public Safety may require
it" (U.S. Constitution, Art. I, Sec. 9).

Habeas Corpus (Wikipedia, scendere alla parte dove discute HC negli USA) 

Bush and Lincoln both Suspended Habeas Corpus

 

 

> De Innocentis fa affermazioni molto lapidarie (tipo: le amministrazioni di Lincoln, Wilson, Johnson, FDR e Nixon sono state peggiori di quella di Bush) ma non le giustifica ne' con fatti ne' con teorie. Diventa difficile discutere cosi'.

Tu non hai fatto la stessa cosa quando hai dichiarato che l'amministrazione Bush ti sembrava peggiore delle precedenti, senza spiegare perché? Almeno io ho fatto cinque paragoni invece di 42 :-)

> Allora, faccio la domanda: perche' Lincoln e' stato peggio di Bush?

Vediamo: aver trascinato il paese in un'assurda guerra civile, abbandono dello standard metallico per pagarsi la guerra (una vera e propria truffa ai danni di tutti i risparmiatori), sospensione dell'habeas corpus con parecchie migliaia di arresti e processi sommari, ulteriore trasformazione degli Stati Uniti in un paese sempre più centralizzato. Non sono un grande fan di Bush, ma mi sembra che finora sia riuscito a fare meno danni, tutto sommato.

> Fatti, per favore, e la "funzione di valore sociale" secondo cui Lincoln o FDR hanno fatto piu' danni di Bush.

Che cos'è la "funzione di valore sociale"? Perché l'amministrazione Bush ti sembra peggio di tutti i suoi predecessori?

> Infine dice che il governo federale non dovrebbe esserci e che le tasse federali sono un furto. Perche' solo quelle federali e non anche quelle statali [...]

E chi dice che non lo siano? Però di tasse federali si parlava, e comunque preferisco i governi locali a quelli lontani e centralizzati.

> Quale stato? Nessun stato? Voglio dire, cosa stai dicendo?

Mi piacerebbe vedere l'estensione geografica degli stati ridotta il più possibile, e il principio di "un voto per cittadino" rimpiazzato con un sistema in cui il potere decisionale degli abitanti sia proporzionale al contributo che si dà all'amministrazione locale, sia sotto forma di "tasse", sia sotto forma di investimento diretto (azioni o bonds). E' una decisione individuale se si vuole chiamare un sistema simile "stato" o meno. Per quanto mi riguarda non fa molta differenza.

> come diavolo si fa un sistema bancario senza regolazione alcuna?

E chi dice che debba essere deregolato? Il punto è se tocca allo "stato" occuparsi della regolazione o meno. Ti ricordo tra l'altro che lo stesso Milton Friedman negli ultimi anni era diventato molto scettico sulla funzione della Federal Reserve: 

http://www.freerepublic.com/focus/f-news/1659585/posts

"The fundamental problem is that you shouldn't have an institution such as the Federal Reserve, which depends for its success on the abilities of its chairman. My first preference would be to abolish the Federal Reserve, but that's not going to happen."

Perché secondo te non è possibile avere un sistema di regulators privati per banche? Perché l'emissione di banconote dev'essere monopolio dello stato?

Federal Reserve: sul monopolio per l'emissione di banconote, non ci piove. Siamo d'accordo. Su banking regulation, di un regulator c'e' bisogno. Se poi lo chiamiamo Banca Centrale o Commissione per la Regolazione del Sistema Bancario, non fa differenza.

Sistema di regulators privati per banche: non riesco neanche ad immaginarmelo, visti i rischi di manipolazione presenti. Lo dico sinceramente, come lo organizzeresti?

Estensione geografica degli stati ridotta "piu' possibile": in teoria possiamo fare gli stati di una persona. Ma l'evidenza suggerisce che gli umani tendono ad unirsi in branchi. Gli stati nazionali o meno (lasciamo stare quelli disegnati su una mappa al Foreign Office di Londra, parlo di stati come la Francia o la Germania, o gli USA) mi sembrano formarsi spontaneamente. Credo alla gente piacciano assai, e ci sono dei beni pubblici ovvii: la polizia, le strade, la lingua, la squadra di calcio, tutte quelle cose li' ... come le risolvi? Non ti sembra che l'utopismo individualista a volte si sovrapponga a quello comunista, sino a diventarne indistinguibile? Ho detto comunista, non socialista.

La guerra civile americana fu orribile, ma non assurda. A me fa molto piacere abbiano abolito lo schiavismo, quindi la ritengo una guerra giusta. Peccado che i Confederati non si siano arresi subito: era la scelta razionale da fare, oltre che giusta. Questa e' la funzione di utilita' sociale che adotto. Ritengo molto saggio combattere militarmente gli schiavisti, ed ucciderli se non si arrendono. Anche per questo ero favore ad invadere l'Irak a far fuori Saddam; non ero favorevole a starci ed a farlo come lo abbiamo fatto. Lo stesso vale per tanti altri casi di "guerre giuste" e di politiche estere sbagliate.

Sulle colpe di Lincoln nella sospensione dell'HC: puoi vedere, dai links che ho postato in seguito all'accenno di Enzo quali furono i fatti.

Il mito dello standard metallico come grande stabilizzatore e garanzia dei cittadini contro l'espropriazione inflazionistica: se vuoi lo discutiamo, ma e' una questione altamente superata, mi sembra, sia in teoria che dall'evidenza storica. Non e' ne' meglio' ne' peggio di fiat money per quanto riguarda inflazione, ma soffre di limiti notevoli di gestioni in economie globalizzate. Pero' davvero, se vuoi lo discutiamo seriamente.

L'amministrazione Bush e' la prima amministrazione americana che coinvolge la nazione in una "war of choice" ingiustificata, lo fa mentendo, e ce la fa perdere con risultati disastrosi. Nel fare questo sospende l'habeas corpus e le liberta' civili, cosa che le altre non avevano fatto. Ovviamente, tutto questo e' soggettivo: a me queste cose sembrano estremamente gravi, molto piu' gravi di Watergate o del fallimentare controllo dei prezzi che Nixon impose, o della "great society" di Johnson.

Sul piano economico, poi, Bush non e' stato niente di buono. Ha fatto mosse protezioniste, ha favorito i monopoli e sfavorito la concorrenza, ha elargito regalie enormi (tipo Medicare per i medicinali) per pure ragioni elettorali. Insomma, non e' stato certamente un presidente pro-mercato. Il taglio delle tasse c'e' stato ma, anche se mi ha grandemente favorito, devo dire che mi e' parso molto selettivo e molto biased in favore di chi sta nel top 5% della distribuzione del reddito. Comunque, e' l'unica cosa a favore di Bush. Ma il disastro con Irak, Afghanistan, e questione Islamica in generale e' tanto grande ed avra' effetti negativi per tanti decenni che non mi sembra neanche paragonabile a cio' che han fatto gli altri. Ripeto, e' soggettivo, quindi consiste in una pura descrizione delle mie preferenze.

Che Lincoln non avesse una grande opinione dei neri non e' sorprendente: chi ce l'aveva al tempo? Il razzismo era ovviamente parte delle cose ovvie e da tutti accettate. Il che rende la sua decisione di abolire lo schiavismo ancora piu' meritevole. Io non credo agli eroi ed ai super-uomini, e se e' per quello non credo neanche ai mostri colpevoli di tutto (ossia, Hitler, Stalin e Mao non han fatto tutto da soli, erano in buona compagnia di tanti collaboratori). Semplicemente, i miei criteri morali mi fanno pensare che Lincoln non sbaglio' ad abolire lo schiavismo con la forza. Chi pensa sia stata una scelta assurda e' liberissimo di farlo, semplicemente ha criteri morali differenti dai miei. 

 

La guerra civile americana fu orribile, ma non assurda. A me fa molto
piacere abbiano abolito lo schiavismo, quindi la ritengo una guerra
giusta.

[...]

L'amministrazione Bush e' la prima amministrazione americana che
coinvolge la nazione in una "war of choice" ingiustificata, lo fa
mentendo, e ce la fa perdere con risultati disastrosi. Nel fare questo
sospende l'habeas corpus e le liberta' civili, cosa che le altre non
avevano fatto.

Be', Bush dice che la guerra ha comunque deposto Saddam che gassava Shiah e Curdi, e quindi e' una "guerra giusta". E sulle opinioni di Lincoln in materia di razza, se leggi i suoi scritti vedrai che farebbero impallidire Strom Thurmond.

Sulla banking regulation: c'e' parecchia discussione su quanto il "free banking" scozzese del XVIII secolo (e parte del XIX) fosse stabile: fatto sta che sopravvisse fino al 1845. E in Inghilterra, come certi saprai, la Old Lady di Threadneedle Street non divenne "banca centrale" col privilegio di battere moneta perche' ce ne fosse realmente bisogno, ma perche' William Paterson si compro' questa posizione di prestando 1.2 milioni di sterline alla Corona, che era prossima alla bancarotta... 

> Sistema di regulators privati per banche: non riesco neanche ad immaginarmelo, visti i rischi di manipolazione presenti.

I rischi di manipolazione mi sembra ci siano ovunque nella finanza, però le "credit rating agencies" sono private, e hanno una funzione regolatrice nel mercato. 

> Gli stati nazionali o meno [...] mi sembrano formarsi spontaneamente.

Gli stati attuali sono un'invenzione abbastanza recente, formatasi grazie nazionalismi che si diffusero in Europa nel corso del XIX secolo. Prima di allora in gran parte d'Europa lo "stato" non andava oltre i confini della propria città o regione, anche quando in quelle vicine si parlava la stessa lingua e c’erano gli stessi usi e costumi. Il fatto che gli stati nazionali siano durati così a lungo non depone necessariamente a loro favore. L'Unione Sovietica è durata più di settant'anni, e forse avrebbe potuto durarne molti di più se non fosse stato per Gorbaciov.

> Credo alla gente piacciano assai, e ci sono dei beni pubblici ovvii: la polizia, le strade, la lingua, la squadra di calcio, tutte quelle cose li' ... come le risolvi?

La polizia e le strade potrebbero essere pubbliche e gestite dall'autorità locale. Però se ognuno vota in proporzione ai suoi contributi e investimenti, la differenza tra "pubblico" e "privato" non è più così chiara. In sé non è un sistema nuovo. Prima dell'adozione del suffragio universale tra il XIX e XX secolo, i voti e il potere politico erano spesso ristretti a persone che in qualche modo contribuivano a mantenere il sistema (non tanto con le tasse, ma soprattutto con l'investimento in titoli di stato). Questo tra le altre cose garantiva una politica monetaria abbastanza stabile, visto che i bondholders erano i primi a perderci con l'inflazione. Non è un caso che il gold standard sia stato abbandonato ovunque col diffondersi del suffragio universale.

L'estensione ridotta degli stati renderebbe più facile scegliere in quale vivere, cosa difficile quando cambiare stato significa spesso dover imparare un'altra lingua. E renderebbe meno facile ai politici cambiare le regole del gioco, per esempio sul diritto al voto.

Un sistema del genere oggi è improponibile perché va contro troppi principi universalmente accettati. Non solo si dovrebbe rinunciare al suffragio universale, ma si finirebbe con l'avere un sistema di tassazione regressiva, che molti considererebbero "socialmente ingiusto". Però si possono proporre riforme per cercare di muoversi in quella direzione. Ad esempio cercare decentralizzare lo stato trasferendo più poteri alle città e regioni, o limitare il diritto al voto a chi paga le tasse sul reddito.

Che la squadra di calcio debba essere un "bene pubblico" mi sembra tutt'altro che ovvio :-).

> La guerra civile americana fu orribile, ma non assurda. A me fa molto piacere abbiano abolito lo schiavismo, quindi la ritengo una guerra giusta.

Lincoln non fece la guerra per abolire lo schiavismo, ma perché considerava la secessione illegale e l'Unione "perpetua" con un'interpretazione molto dubbia della Costituzione; almeno discutibile quanto l'asserzione che Saddam cercasse armi di distruzione di massa.

Poi, come ha scritto Enzo, con lo stesso argomento si può mostrare che la guerra in Iraq sia stata una "guerra giusta", visto che ha eliminato uno dei regimi più oppressivi e guerrafondai del medioriente. Come si fa in ogni caso a stabilire quando una causa vale il sacrificio di centinaia di migliaia, o milioni di persone? La guerra civile causò quasi un milione di vittime tra morti e feriti americani, poco meno della seconda guerra mondiale, con un rapporto di killed in action/month superiore a quello della prima guerra mondiale (vedi qui). E Lincoln fece ricorso alla leva obbligatoria, portando la guerra direttamente in casa a quasi tutte le famiglie.

> Sulle colpe di Lincoln nella sospensione dell'HC: puoi vedere, dai links che ho postato in seguito all'accenno di Enzo quali furono i fatti.

L'ho letto, e la posizione di Lincoln non mi sembra migliore di Bush. La sua sospensione dell'HC fu un atto unilaterale, quella di Bush è stata approvata dal congresso. Quella di Lincoln si applicava ai cittadini americani, quella di Bush solo agli "enemy combatants". E se il Military Commissions Act permette ai detenuti di fare appello ad un tribunale regolare, con Lincoln non c'era niente del genere. Anzi, Lincoln ignorò apertamente la decisione di un tribunale federale. Dal sito di Wikipedia che hai citato:

"His action [sospensione dell'HC] was challenged in court and overturned by the U.S. Circuit Court in Maryland (led by Supreme Court Chief Justice Roger B. Taney) in Ex Parte Merryman, 17 F. Cas. 144 (C.C.D. Md. 1861). Lincoln ignored Taney's order."

> Il mito dello standard metallico come grande stabilizzatore e garanzia dei cittadini contro l'espropriazione inflazionistica: se vuoi lo discutiamo, ma e' una questione altamente superata, mi sembra, sia in teoria che dall'evidenza storica.

Non sono favorevole a un ritorno allo standard metallico come c'era in molti paesi fino al 1914. Però mi sembra che per quanto riguarda l'inflazione i dati parlino abbastanza chiaro. Vedi qui, per esempio. Prova a vedere quanto valevano 100 sterline del 1814 cento anni dopo, e quanto vale la stessa somma oggi. Del resto è inevitabile, visto che i governi sono quasi sempre netti debitori, e se gli cedi il controllo sulla money supply è nel loro stesso interesse liberarsi del debito con l'inflazione.

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