Privatizzare la Rai, subito!

21 giugno 2006 sandro brusco

La proprietà pubblica della rai serve solo a manipolare l'informazione a favore dei governanti e a procacciare favori di varia natura ai soliti faccendieri.

I recenti scandali che hanno agitato l'Italia sembrano fatti apposta per riempire i giornali durante la sonnolenta stagione estiva: troviamo nobili, potenti, prosperose signorine, sesso e quant'altro può essere utile per solleticare la morbosa curiosità delle masse. Conosciamo ben poco del mondo dello spettacolo, ma la roba che vediamo ci appare in verità abbastanza banale. Il carattere umano del cialtrone millantatore che si aggira per cinecittà è stato immortalato perfettamente da Walter Chiari in Bellissima più di mezzo secolo fa. Non sembra sia cambiato molto da allora.

Saremmo tentati di terminare lo sbadiglio e voltare pagina, guardando rapidamente a che ora inizia la prossima partita della World Cup. Ma prima di farlo, siamo costretti a riconoscere che la vicenda ci riguarda purtroppo assai più da vicino di quello che vorremmo. Ci riguarda per una semplice ragione: questo circo di concussori, concusse e duchinobilibaroni lo paghiamo noi.

Qual è, una buona volta, la ragione per mantenere tre canali pubblici? L'informazione che viene prodotta è di qualità talmente scadente da far paura, e almeno per quanto riguarda la politica italiana è grottescamente ossequiante verso il capoccia di turno. Ogni volta che vedo l'ennesimo telegiornale in cui la parte centrale viene dedicata a ripetere inanità di venti secondi dei vari capi e sottocapi di partito, con il palese e unico scopo di mostrarne la faccia in televisione, mi intristisco pensando a quanti italiani usano la rai come il principale mezzo di informazione. Per i programmi di intrattenimento va anche peggio. Non hanno nessuna caratteristica che li possa rendere ragionevoli candidati per l'intervento pubblico, e infatti i privati (sia in Italia sia all'estero) li producono benissimo. Se proprio si ritiene che sia importante una presenza pubblica per soddisfare una domanda di beni culturali che il mercato non è in grado di produrre, o il cui consumo genera esternalità positive, un canale basta e avanza.

Nulla di tutto questo è particolarmente nuovo. Nemmeno è nuova la ragione per cui nel mondo politico la privatizzazione della Rai non è mai presa seriamente in considerazione. Chiaramente, le rendite che si estraggono dal controllo pubblico sono estremamente attraenti, e a quanto pare non si limitano solo alla manipolazione dell'informazione politica. Nella prima repubblica l'equilibrio, dopo la lunga notte del dominio democristiano, era stato raggiunto regalando una riserva indiana al PCI. Erano quelli i tempi in cui al governo stavano sempre gli stessi, quindi l'opposizione andava accontentata in questo modo. Oggi sembra che l'equilibrio sia diverso. Le maggioranze in effetti si alternano, quindi tutti possono sperare in un giro sulla giostra rai.

Ora, le responsabilità individuali non vanno sottovalutate, ed è possibile che il centrodestra abbia, data la scarsa qualità umana e morale di tanti suoi esponenti, fatto più danni del solito. Ma il nodo centrale rimane. Non c'è giustificazione per mantenere una massiccia presenza statale nell'industria radiotelevisiva. La rai va privatizzata quanto prima. Ovviamente la privatizzazione va fatta evitando di creare nuove situazioni di monopolio, o ancora peggio rafforzare le rendite esistenti. Il governo di centrosinistra comunque sembrerebbe il più adatto a farlo, visto che è improbabile che favorisca Mediaset. Ma dei dettagli possiamo sempre discutere dopo. Privatizzare la rai, subito!

55 commenti (espandi tutti)

Sono d'accordo su quasi tutto (va beh, questo è banale), tranne sul far fare alla RAI i programmi culturali. Come on, sono certo che hai visto enough History Channel, per esempio, per sapere quanto egregiamente una televisione commerciale possa fare dell'eccelente programmazione culturale. No, la RAI non deve esistere, punto. Il fatto che esista la BBC (è l'esempio che usano quelli che la vogliono mantenere, quando sono alla frutta nella argomentazione) non implica logicamente la necessità dell'esistenza dui una rete pubblica, anche perchè la RAI non diventerà mai la BBC (data la storia che ha alle spalle). Per quanto riguarda la paura di creare un unico monopolio privato in mano a quel'individuo lì, beh, se allora esiste unico l' equilibrio ed è il presente duopolio, perchè la sfiducia nelle sorti del Bel(????)Paese non dovrebbe assoluta?

errore.
a modesto avviso del sottoscritto la rai non ha nessun diritto (ex BBC o altrove di esistere.)
nata come creatura del sottogoverna fascista (EIAR & Urar) per la nota ossessione dei regimi autoritari con l'informazione, lo spettacolo etc, rimane in vita come organizzazione mafiosa a tempo pieno.
essa consiste, mi risulta, di 17,000 persone che curano i propri interessi, dall'organizzaioe di cene per Monica Lewinsky, sino alle private trattative col re, o i suoi succedanei.
Null'altro. Il loro compito non e' fare cultura, informazione, spettacolo o quel che e'.
e' mantenere la loro posizione.
l'idea di privatizzare implica che vi sia qualche cosa da privatizzare (ergo un "bene" come fosse una casa o un porto) che va venduto.
quel che va fatto e' semplicemente recuperare il maltolto dall'organizzazione (si noti che vi sono persino teoriche sanzioni per chi non paga il canone), mettendo immediatamente sotto processo i vari annunziata, alberoni, etc. che dal 1993 hanno finto di non aver visto che vi era (ach so! dicono i tedeschi...) un referendum che smantellava la baracca.
Si noti che la "direzione" politica ha nessun effetto (si puo' avere un comunista o ex comunista, quanto un nazista o ex-nazista a dirigere le commissioni di controllo), la cupola politica ha nessun compito di controllo, deve garantire all'organizzazione la raccolta dei fondi e la propria distribuzione del pizzo tra le varie reti, subcupole, settori, etc.
da quel che se ne sa la mafia e' composta di circa 6.000 persone e per prendere provenzano ci hanno messo 46 anni.
la rai e' assai piu' numerosa, quindi prima che venga chiamata a rispondere delle proprie responsabilita' (la principale e' quella di aver indebitamente appropriato risorse pubbliche) passeranno il doppi anni (IMHO, diconoi miei studenti)

forse per masochismo, le vicende del manipolo fondato da Ciano e guidato da Petruccioli, è oggetto dell'illuminante inchiesta, simpaticamente titolata "orgia del potere", e che trovate qui

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Rai-lorgia-del-potere/2025919&ref=hpstr1
 

Naturalmente, butterati dall'uso del denaro pubblico e impomatati dai 114 parrucchieri, gli squadristi di Saxa Rubra, piuttosto che restituire i denari rubati, inveiscono contro la "concorrenza" sleale dei "gruppi" avversi. Si distinguono il gruppo ADRAI, sindacato dei dirigenti della Rai e tal Mineo.

Il neo governo sostenne, nelle parole di un suo esponente, di pensare ad abolire il canone, "visto che è una tassa, ora pagata solo al Nord'. Naturalmente nessuno ha alcuna idea di come agire sul "bubbone inoperabile" (prendo a prestito a prestito le parole di un lettore o lettrice di Espresso.)

Sia come sia, non si vede bene perché si debba garantire con l'immunità ai fascisti di Saxa Rubra, anche il diritto a non restituire il canone, con gli interessi relativi a partire dalla data del referendum.

Ovviamente la privatizzazione va fatta evitando di creare nuove
situazioni di monopolio, o ancora peggio rafforzare le rendite
esistenti. Il governo di centrosinistra comunque sembrerebbe il più
adatto a farlo, visto che è improbabile che favorisca Mediaset. Ma dei
dettagli possiamo sempre discutere dopo. Privatizzare la rai, subito!

Due anni dopo, nulla è cambiato.

Evidentemente, per il governo appena mandato a casa era meno conveniente ridurre la posizione di forza di Mediaset, togliendo l'ingessatura al mercato televisivo, che mantenere le posizioni di potere mediatico - sia pure temporanee perché legate ai risultati elettorali - garantite dall'ente di stato.

Ha prevalso, cioè, la visione "appena al di là del proprio naso" e, forse, una certa prudenza nei rapporti con l'allora opposizione, in vista di scenari politici di possibile segno diverso, puntualmente poi verificatosi.

Non è affatto strano, in realtà, dal momento che la soluzione di mercato non rientra esattamente nei canoni dello statalismo che, contrariamente ai continui proclami ad alle risibili "lenzuolate" bersaniane, ha determinato l'azione vera della vecchia maggioranza.

Il guaio è, però, che lo schieramento oggi al potere, dopo aver in passato mendacemente sbandierato una volontà privatizzatrice, non fara meglio, come il caso Alitalia ben  dimostra e la convenienza di parte lascia intuire.

Da ottimista naturale, spero sempre di essere clamorosamente smentito (anche per Alitalia), ma temo non sia così facile ....... 

 

Capisco l'ottimismo, ma credevo che cinque anni di governo (2001-2006) con maggioranza bulgara in Parlamento fossero stati sufficienti per comprendere che nella coalizione di governo la volonta' di liberalizzare i mercati e privatizzare e' totalmente assente.

Leggi bene, è esattamente quello che ho detto!

Non l'ha fatto il governo Prodi che, apparentemente, ne aveva la convenienza politica e la motivazione di contrasto al leader dello schieramento avverso ......... non lo farà il nuovo governo Berlusconi che non ha interesse ad aprire la strada a nuova concorrenza per Mediaset.

Entrambe la coalizioni hanno proclamato la necessità di una svolta liberale, ma non dimostrano di essere coerenti con tali dichiarazioni proponendo interventi che vadano realmente nella direzione auspicata: da un lato la vicenda Alitalia e dall'altra il salario minimo garantito sono solo i primi due esempi che mi vengono in mente, ma l'elenco, ahimé, non sarebbe breve su nessuna delle due sponde.

L'ottimismo, in fondo, è una malattia senza la quale non sarebbe possibile fare impresa in Italia......

Giusto un promemoria, il piccolo porco dovendo finanziare i vari marazzo sacca santoro il testa di fazio ed altri

immette il canone per dar piu' soldi a tal garimberti & Co

 

http://libero-news.it/news/538895/L_ultima_Rai__canone_nella_bolletta_luce.html

In realtà, già ora sembra proprio che la RAI utilizzi le richieste di allacciatura all'Enel per mandare avvisi di pagamento.

Non mi pare che l'eventuale obbligo cambierà molto le cose. Cosa dovrei fare per dimostrare di non avere la tv? Ovviamente, aspettare che l'incaricato venga a verificarlo. Il che avverrà con la stessa probabilità che qualcuno venga a controllare ora che l'obbligo non c'è. O allo stesso costo. Quindi non vedo la differenza o il risparmio.

Forse si tratta di una strana forma di nudge, giusto per far contento Alberto.

Sembra anche che gli unici inviati dalla RAI che possano entrare in casa siano i Finanzieri, con mandato. Altri messi si devono fermare sulla soglia della porta se non invitati a entrare (da ricerca in google sui pericoli di non pagare il canone: ma potrebbero benissimo essere solo leggende metropolitane).

A me, francamente, è l'ultima frase che pare la più esilerante..

PS

Io il canone lo pago...

A me, francamente, è l'ultima frase che pare la più esilerante..

Quote

Veramente fa anche arrabbiare perchè, per pronunciarla, immagino che creda di aver a che fare con dei fessi.

Io invece la vedo nella maniera più subdola possibile: mettono nella bolletta ENEL il canone, e se non paghi la bolletta ti staccano l'ENEL, starebbe a te dimostrare di non possedere apparecchi radiotelevisivi (inversione dell'onere della prova, tanto caro ai fini tributaristi di questo paese) di fronte a una Commisione tributaria (con relativi costi) e se vinci attendi 10-15 anni per il rimborso.

Ho solo dei forti dubbi sulla costituzionalità di tale provvedimento, essendo il canone una tassa collegato all'effettivo possesso di un bene (la televisione).

Con questo metodo chi non ha il televisore non avrebbe modo alcuno di provarlo.

Un conto se vengono a controllarti di sorpresa e non trovano il tv (o il laptop, che ai fini del canone è uguale) ma, altrimenti come fai*? Porti il salotto in tribunale ? Installi una webcam?

Poi l'Enel dovrebbe girare i soldi alla Rai e questo non sarebbe esente da costi. Inoltre lo stato dovrebbe obbligare a far cio anche gli altri operatori privati. Non è impossibile ma mi sembra un po' complicato.

Aggiunta a quanto sopra:

*In realtà ci si potrebbe sempre mettere d'accordo, per fare controllare la presenza di un tv a casa ma che validità avrebbe?

A Bruxelles il canone televisivo è stato abolito qualche anno fa e sostituito da una "imposta regionale sulla famiglia" alla quale sono soggetti tutti i nuclei familiari, a prescindere dal fatto che posseggano/utilizzino un televisore o no. 

Ecco la Puglia per esempio, ma di carte ricaricabili per l'energia elettrica ce ne sono anche di altre compagnie, caro Romani, la bolletta non c'è e tu t'attacchi al tram.

Un pò come fanno le TLC che offrono la Tassa di Concessione Governativa sugli abbonamenti (che sulle ricaricabili non esiste), configurando l'abbonamento (specialmente quello a consumo prefissato) come una ricaricabile. Insomma uno stato fesso e contento, che poi cerca di fare il furbo come un fesso...

come l'ho capita io, l'esistenza di un allaccio alla rete elettrica (non le modalità di pagamento) verrebbe a costituire indizio di presenza di un dispositivo atto a ricevere (il che è perversamente vero...per cui nella casa in campagna ricarico il laptop che mi sono portato appresso e ci dovrei pagare il canone. Due volte) e quindi motivo per la notificazione del canone. Non è che il pagamento sia conglobato nella bolletta. 

D'altra parte, a prescindere dalla qualità della Rai, il problema c'è. L'unica soluzione fiscalmente equa sarebbe una tassa o addizionale specifica per finanziare l'infrastruttura di trasmissione (separata dai produttori di contenuti) che permette l'accesso alla televisione e poi criptare tutto in modo che tutti possono scegliere a quale rete abbonarsi, ma a quel punto si apre la questione del diritto all'informazione

Originale pero'! Qualsiasi problema ha per soluzione una tassa. L'ho già sentita questa...ma non mi ricordo dove :-) Forse Cirino-Pomicino?

Il paragone con Cirino Pomicino te lo risparmi e mi spieghi come si finanzia l'infrastruttura per la televisione (ripetitori e c.)

Se io stazione TV o spettatore trasmetto o usufruisco dei programmi trasmessi in chiaro grazie a quell'infrastruttura, se non la pago son un free rider ( o un rent seeker, scegli tu il peccato capitale).

Far pagare il prezzo dell'infrastruttura solo a quelli che la usano pone problemi di identificabilità e di equità, a parte che potenzialmente tutti possono usufruire delle trasmissioni in chiaro.

Far pagare il prezzo dell'infrastruttura solo a quelli che la usano pone problemi di identificabilità e di equità, a parte che potenzialmente tutti possono usufruire delle trasmissioni in chiaro.

Una volta privatizata la RAI come da obbligo costituzionale, l' infrastruttura basta farla pagare alle reti TV.Se hanno spettatori possono pagarsela, se no tanto vale che chiudano.E poi credo che il canone serva più a pagare star e produttori che ripetitori ed antennisti.

E poi non saresti un discepolo di Cirino Pomicino?:-)

Sono tutte boiate pazzesche che rendono bene a che livello la statalizzazione delle menti sia arrivata per giustificare le piu' assurde delle tasse.

Con la tecnologia attuale si possono criptare frequenze di ogni tipo, ci sono satelliti, Internet, banda larga, cavo...ma ovviamente le trasmissioni devono essere in chiaro per imporre tasse e carrozzoni per indottrinamento come la RAI. Ma anche in questo caso perchè mai chi vuole trasmettere in chiaro non puo' consorziarsi con altri per costruire quelle infrastrutture?

 

come l'ho capita io, l'esistenza di un allaccio alla rete elettrica (non le modalità di pagamento) verrebbe a costituire indizio di presenza di un dispositivo atto a ricevere (il che è perversamente vero...per cui nella casa in campagna ricarico il laptop che mi sono portato appresso e ci dovrei pagare il canone. Due volte) e quindi motivo per la notificazione del canone. Non è che il pagamento sia conglobato nella bolletta.

No, la tassa sul possesso di apparecchi televisivi si paga una volta per nucleo familiare, non una per ogni casa o apparecchio televisivo.

Sulle seconde case la tassa non si paga, se l'hai pagata sulla prima.

E' comunque una tassa (assurda ed iniqua finche' si vuole) e come tale va pagata, senno si e' qualificati come "evasori" al pari quelli che non fanno fatture.

Quello che si vuole ottenere e' evitare il contenzioso per recuperare i soldi di chi non la paga: addebitandoli in bolletta, chi non paga si vede tagliare la corrente. Poi ci sara' un contenzioso, ma intanto si paga.

 

Vi dimenticate che, se non ricordo male, il canone non si applica solo ai "televisori"

"Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento"

Regio decreto-legge 21 febbraio 1938

link

E se cercate sul web c'è una vastissima letteratura sul fatto che nemmeno lo stato sa esattemente chi lo deve pagare.

Infatti ho citato i laptop.

Un conoscente sudtirolese, che non possiede il televisore (e comunque guarderebbe programmi in lingua tedesca)  è stato costretto a pagare il canone perchè aveva un laptop "atto alla ricezione". Lo stesso mi diceva che, quand'era ragazzo, nella vallata dove risiede nessuno era raggiunto dal segnale RAI. Vedevano solo la televisione austriaca ed avevano chiesto (come comunità) l'esenzione dal canone rai ma gli era stata negata.

Non avevo visto sorry.

La cosa però è ancora più demenziale.

Anche il videocitofono può essere adattato per la ricezione del segnale.

Per non parlare del telefono (a me capitò a causa di un impianto difettoso di sentire la radio al telefono).

In verità l'Agenzia delle Entrate non ha ancora emesso l'elenco dei dispositivi atti a ricevere, etc.. anche perchè c'erano di mezzo i "videofonini", poi pare che l'idea di Romani sia proprio quella di mettere il canone RAI in bolletta, e non altre, anche perchè la Rai oggi manda "l'accertamento", che non è tale, basandolo sugli elenchi delle famiglie residenti nel comune (che sono pubblici), incrociato con i dati degli abbonamenti. Ma la richiesta di pagamento può essere tranquillamente disattesa, deve essere la Rai (difficile) a dimostrare che tu hai una televisione. Tra l'altro ricordo che esiste una legge che dovrebbe imporre al negoziante di registrare i codici fiscali di chi acquista un televisore, e questa sarebbe una scelta molto più logica e probante.

Ma il ministro Romani dovrebbe dimostrare di essere un "tecnico capace", cosa di cui dubito fortemente..

Tra l'altro ricordo che esiste una legge che dovrebbe imporre al negoziante di registrare i codici fiscali di chi acquista un televisore

Basta che ad acquistare la tv sia sempre lo stesso componente della famiglia, cosa che tra l'altro succede normalmente anche senza l'intenzione di non pagare il canone.

Quante volte infatti il figlio/nipote non convivente va al negozio a comprare la tv per i genitori?

E i figli che escono di casa portandosi via la tv che avevano in camera?

Pensandoci una soluzione tecnicamente possibile e semplice, ora che il segnale è digitale, sarebbe far funzionare la Rai come una pay tv. Hai pagato il canone ? Eccoti la scheda !Altrimenti il segnale è oscurato.

Ovviamente questo significherebbe confrontarsi veramente con il mercato e scoprire quanta gente è disposta a pagare per la Rai e quanti ne fanno tranquillamente a meno e quindi non verrà fatto.

 

 

Pensandoci una soluzione tecnicamente possibile e semplice, ora che il segnale è digitale, sarebbe far funzionare la Rai come una pay tv. Hai pagato il canone ? Eccoti la scheda !Altrimenti il segnale è oscurato.

e chi ha un decoder zapper senza il lettore per la card? Lo ricompra anche se aveva pagato il canone? La soluzione ha una sua logica, ma ci sono problemi di implementazione

Ovviamente questo significherebbe confrontarsi veramente con il mercato

 

No. Al mercato scelgo, non sono costretto a comprarmi le fragole a cui sono allergico per comprarmi un chilo di patate,  con questo sistema per vedermi i film X Y e Z o i programmi A B e C mi devo comprare tutto il resto. Certo, se tutti quelli che comprano le patate si comprano insieme le fragole anche se non le vogliono l'ortolano non avrà poi incentivo a portare più patate e meno fragole, perché quelle patate ce le ha solo lui

 

 

Con il mercato ti confronti comunque.

Chiaramente non è il cosidetto acquisto "on Demand" ma "a pacchetto" come si fa ad esempio per SKY: non ti compri il singolo film ma il "pacchetto cinema"

Per l'obiezione tecnica credo che, se non fosse possibile via card, sarebbe possibile tramite telefono sbloccare la visione ad un determinato decoder. Comunque l'obiezione non regge visto che lo stato ha incentivato i decoder digitali già una volta.

 

 

non ti compri il singolo film ma il "pacchetto cinema"

già, ma l'offerta Rai non è organizzata per pacchetti tematici. (anzi, in generale nessuna offerta in chiaro è organizzata per pacchetti tematici). Probabilmente o ti offrirebbero un pacchetto per ciascuna rete (certo, se tutti comprano una rete piuttosto che un'altra sarebbe un segnale chiaro) o un pacchetto per tutte le reti per 1, 3, 6 o 12 mesi, e vale la mia obiezione, insieme a quello che vuoi ti vendono anche quello che non vuoi

PEr l'obiezione tecnica credo che, se non fosse possibile via card, sia sicuramente possibile tramite telefono sbloccare la visione ad un determinato decoder. 

no, i decoder zapper non hanno la connessione alla linea telefonica (che serve proprio per validare la carta)

Comunque l'obiezione non regge visto che lo stato ha incentivato i decoder digitali già una volta.

altra spesa, altri incentivi che poi magari li sanzionano come aiuti di stato, e per di più per poi pagare quello che prima era gratuito? La vedo difficile. 

 

 

 

Chiaro, no? La RAI trasmette cosa e come vuole lei, quindi a mano armata siprende quello che vuole dalle nostre tasche per costruirsi l'inutile "l'infrastruttura", chi non paga è un "free rider" pure dalla parte del torto e pure se è disposto a non vedere i sui oprogrammi o non li vuole proprio vedere Quasi quasi mi metto a trasmettere anche io:-)

 

iprende quello che vuole dalle nostre tasche per costruirsi l'inutile "l'infrastruttura"

 

abbiamo scoperto che trasmettitori e ripetitori sono inutili. What next?

Ma secondo te quanto spendono di infrastrutture? Chè le cambiano ogni 12 del mese? Anche fosse: perchè invece che da me i soldi non se li fanno dare da Mediaset, Mediaset premium, La 7, Telenova ecc ecc che con la tv ci campano e ci fanno tanti soldini ?

Sono inutili perchè esistono innumerevoli altre tecnologie per trasmettere e in ogni caso sono finanziabili da chi ci sta. Prima di definire un bene pubblico bisognerebbe almeno provare empiricamente che nessuno costruisce ripetitori o che sia impossibile prevenire il free riding. Visto che i privati costruivano anche i fari ...

Sono inutili perchè è la RAI che vuole continuare a trasmettere come e quello che vuole lei imponendo una tassa anzichè un prezzo e vivere di quello che sa fare come le altre emittenti 

Se no dimmi dove è che si firma così mi metto a trasmettere anche io (a spese tue)  :-)

 

Ma che state cianciando ? Il canone non finanzia la rete Rai, ma la Rai S.p.a. , la rete RAI è in una società separata, che fu oggetto di tentata vendita nel 2001 (vendita di Amato, non confermata da Berlusconi), ma che tutt'oggi sembra essere in vendita, visto che c'è chi è costretto a smentire di essere interessato all'acquisto.

Il canone nostro finanzia lo stipendio di Marrazzo, Minzolini  & co. ,oltre a un Cda di 9 persone. E nient'altro.

 

Il canone nostro finanzia lo stipendio di Marrazzo, Minzolini  & co. ,oltre a un Cda di 9 persone. E nient'altro.

E allora ha ragione Palma e la RAI va chiusa subito, facendosi ridare lo stipendio dai personaggi di ogni colore che la infestano.

 

 

La vedo difficile.

Difficile ? Tranquillo non lo faranno mai. Al di là del discorso canone rendere la RAI a pagamento (legando la visione al pagamento canone come propongo io si ottiene proprio questo) comporta il dover migliorare la propria offerta e misurare realmente la propria audience (altro che auditel).

e chi ha un decoder zapper senza il lettore per la card? Lo ricompra anche se aveva pagato il canone?

Basta fare come sky che lo da in comodato.Un decoder costa molto meno di un anno di canone.Il vero problema è che tanti opterebbero per sky.

PS non conosco i decoder DVBT italiani, ma in generale la connessione telefonica serve solo per il pay per view.

Si ma non si paga per vedere.

Si paga il possesso dell'apparecchio atto a vedere.

Come il bollo auto, si paga anche se non si gira.

Lo so ma dato che la loro logica (e la loro scusa) è che tu "potenzialmente" potresti guardarli, con questo sistema andresti a scoprire il bluff e risolveresti il problema però chi pur avendo il televisore non guarda la RAI non pagherebbe comunque ed evidentemente non sono pochi lo sanno benissimo è quindi preferiscono la bolletta ENEL

Diciamo che quanto meno mettere il canone nella bolletta ENEL ha 2 vantaggi:

1) Far cadere l'ipocrisia e la confusione dietro al "canone RAI" e farlo vedere chiaramente per quello che è, una tassa.

2) La sua applicazione in modo capillare dovrebbe far salire l'insofferenza vs la tassa. Adesso chi è "infastidito" dal canone rai semplicemente non lo paga senza far sentire la sua voce per farlo abolire.

Pensandoci una soluzione tecnicamente possibile e semplice, ora che il segnale è digitale, sarebbe far funzionare la Rai come una pay tv. Hai pagato il canone ? Eccoti la scheda !Altrimenti il segnale è oscurato.

Il tema è trattato sul Sole-24 Ore di oggi, a pagina 15. Peccato, perchè meriterebbe la prima pagina e un serio e ampio dibattito. Con l'avvento del decoder, il canone, per la prima volta dopo tanti anni (era necessariamente così quando esisteva solo la RAI), può essere nuovamente trasformato in abbonamento. Non ci sono più scuse. Solo un piccolo inconveniente tecnico: il decoder con la card costa 30-40 euro in più rispetto a quello che ne è privo.

La cosa sorprendente è che, mentre questo sta avvenendo, il ministro del sottosviluppo (non c'è termine più adatto) abbia lanciato la sua proposta aberrante. E' noto che una RAI incapace di competere è il miglior alleato di Mediaset.

Noto che il post di S. Brusco risale al 2006. Dopo 4 anni niente di nuovo (a parte il progressivo peggioramento, ma il trend non è cambiato). Speriamo che NFA sia un fiume carsico.

 

L'articolo è molto interessante anche se dissento dalla conclusione.

A mio avviso un ridimensionamento della rai non sarebbe una tragedia ma anzi è auspicabile e necessario.

Si continua a parlare di lotta agli sprechi e di tagli, ma poi non si tocca mai nulla. Ora , che nessuno voglia farlo a livello politico, è comprensibilissimo ma che anche i giornalisti escludano a priori questa soluzione lo trovo emblematico dell'attuale mentalità italiana.

Non sarei nemmeno tanto sicuro che in caso di privatizzazione l'unico acquirente possibile sarebbe BS, visti i recenti tentativi di Murdock di trasmettere anche "in chiaro".

a parte che qui sembra che giri la sindrome di ser Ciappelletto, che oltre agli altri vizi preferiva rogare un atto falso per il gusto di farlo falso piuttosto che uno vero a pagamento (vedi la ricerca di escamotages per non pagare anche se magari costano di più del canone: che so, arrivare a mettersi il gruppo elettrogeno sul balcone stile Baghdad),

problema n. 1: l'evasione dal canone c'è;

problema n. 2: pagare per Minzo & Co. è un incitamento alla violenza fisica, ma anche se la RAI fosse la BBC, andrebbe pagata;

problema n. 3: il canone aveva un senso quando c'era un solo televisore per famiglia e pochi avevano seconde case, oggi i televisori e i dispositivi assimilabili sono legione;

La soluzione di Romani è ingiusta e sbagliata, ma trovatene una migliore. "Abolire la RAI" è solo retorica, come le battute sul costo dei trans. Le alternative sono o tutto a pagamento o canali in chiaro finanziati esclusivamente dalla pubblicità, e tutte e due hanno lati negativi.

 

Abolire la RAI è un'iniziativa di elementare buonsenso. É già abbsatanza inquitante l'informazione di Stato; pensavo che Minzolini fosse sufficiente a farlo capire anche alla sinistra, ma forse non basta - allora viva Emilio Fede direttore del TG1...

Se invece consideriamo che essenzialmente la RAI fa intrattenimento, il concetto stesso della barzelletta di Stato, della canzonetta di Stato, della valletta discinta di Stato, delle ricette di cucina di Stato, dell'oroscopo di Stato, della telenovela di Stato etc. oscilla fra il tragico e il comico.

Per gli smemorati, il popolo italiano si è già espresso chiaramente su questo punto: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1995#Privatizzazione_RAI

Definire la proposta di abolire (io intendo vendere al miglior offerente, ammesso che se ne trovi uno) la RAI come "solo retorica" dimostra un evidente disprezzo per la democrazia e la legalità ed una sudditanza agli interessi della casta (la storia dei trans non l'ho capita).

Massimo anche senza andare nel politico e facendo finta che Minzolini e Serene Dandini non esistano (Rai1 e Rai3 sono di segno politico opposto ma ugualmente indecenti dal punto di vista dell'obiettività): è accettabile che un canale pubblico ospiti della pubblicità e sia quindi influenzabile dai suoi sponsor***?

E' accettabile che un canale pubblico faccia quiz regalando milioni di euro a chi indovina cosa c'è nella scatola (e dove telefonano e vincono da casa i fidanzati della produttrice del programma?) E' accettabile che detto canale non abbia poi i soldi per comprare i diritti di tutte le partite dei mondiali calcistici ma li abbia per inviare in Sudafrica completamente spesati tutti i giornalisti sportivi per un mese**?

Ricordo che SKY mandava in onda tutte le partite facendone commentare alcune dallo studio.

Se non ci sono i soldi per i servizi essenziali perchè ci sono per gli sprechi (ovviamente è una domanda retorica)

E' accettabile che la RAI rifiuti 50 milioni di euro da SKY con la scusa di aver creato una nuova piattaforma satellitare (SKY non pagava per l'esclusiva ma solo per ripetere il segnale).

Insomma il canone se lo possono prendere perchè è la legge, ma la gestione e gli sprechi sono talmente indecenti che se risolti renderebbero lo stesso non necessario.

 

***la Gabanelli affermo che l'unica volta che Report rischio seriamente di non essere trasmesso fu per un'inchiesta sulle acque minerali

**la nazionale azzurra è stata eliminata dopo 8 giorni!

 

Per gli smemorati, il popolo italiano si è già espresso chiaramente su questo punto:http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1995#Privatizzazione_RAI

Definire la proposta di abolire (io intendo vendere al miglior offerente, ammesso che se ne trovi uno) la RAI come "solo retorica" dimostra un evidente disprezzo per la democrazia e la legalità ed una sudditanza agli interessi della casta (la storia dei trans non l'ho capita).

 

guarda che nel titolo del thread c'è scritto "chiudere", non "privatizzare". Se poi usiamo la logica di Humpty Dumpty, le parole significano quello che voglio io, vabbé. 

"dimostra un evidente disprezzo per la democrazia e la legalità ed una sudditanza agli interessi della casta".  Allora c'è per caso una legge democraticamente approvata che impone di chiudere la RAI e io mi oppongo a detta legge perché Masi e Minzo mi danno i soldi? Telefono all'avvocato per vedere se ci sono gli estremi per la querela? ;-)

quella sui trans eccola, e non è mia:

palma, 25 Novembre 2010, 13:00 permalink rss

e' la'umeto delle tariffe dei transessuali a Roma.

L'euro ando' giu' a causa degli irlandesi e marrazzo deveessere finanziato.

 


 

...il punto è abolire il canone non la RAI. Mettere la RAI nella condizione di vivere di quello che produce come qualsiasi altra organizzazione e umano che non sia un politico

mi sa che non hai capito tu,

Mettere la RAI nella condizione di vivere di quello che produce come qualsiasi altra organizzazione

è giusto ma se abolisci il canone come fa la RAI a farsi pagare quello che produce?

Non è che ci siano molte alternative: o una forma di pay-tv in abbonamento o la sola pubblicità. La prima ha problemi tecnici, per la seconda ci sono problemi politici (non ultimo che la pubblicità televisiva sta togliendo risorse a tutti gli altri media). 

 

 

Fammi capire...ma tu quando hai bisogno di qualcosa prendi la pistola e vai al supermercato o ti metti a lavorare. Ma sei Vallanzasca? Possibile che la RAi non puo' mettersi a vivere del suo come una qualsiasi emittente? Un qualsiasi privato?

e piantala di trollare...

"una qualsiasi emittente" in chiaro vive di pubblicità, ma resta il fatto che NON le pagano gli direttamente gli spettatori, ma gli inserzionisti. Allora, se io non li vedo proprio, i canali pagati da quella pubblicità, e il produttore del prodotto reclamizzato mi fa pagare nel prezzo del prodotto anche la pubblicità che non ho visto...mi rapina pure lui? O sono io che lo rapino se vedo il programma e non compro il prodotto?

La trasmissione televisiva in chiaro non è escludibile o appropriabile (chiunque la può ricevere, e il fatto che io la veda non impedisce a un'altra persona di vederla, e non diventa mia proprietà nel momento in cui la vedo), non puoi farla pagare come un bene escludibile o appropriabile, il chilo di patate che se lo mangio io non lo mangia un altro e che diventa mio quando l'ho pagato, non puoi darla gratis perché ha dei costi di produzione, stringi stringi o l'inserzionista paga e si rivale sugli spettatori o gli spettatori stessi pagano con un meccanismo parafiscale in qualche modo svincolato dai consumi effettivi. Sennò, c'è solo la pay per view. 

e' l'aumento delle tariffe dei transessuali a Roma.

L'euro ando' giu' a causa degli irlandesi e marrazzo deve essere finanziato.

 

Che il fascismo di queste piccole raccolte di escrementi dette "giornaliste" si espanda mi sembra motivo in piu' per moltiplicare lo sfozrzo per estirparli.

Se la RAI è servita, come è servita, ad appoggiare la politica dei sussidi a biogas, fotovoltaico e mele bacate, di cui parla Giordano Masini nel suo post sull'agricoltura e che si aggiungono a tutti gli altri sussidi invocati dall'establishment, abbiamo un'ulteriore buona ragione per invocarne la chiusura immediata.

 questo è peggio:

 

http://daily.wired.it/blog/law_and_tech/terminali-di-telecomunicazione-una-storia-di-ordinaria-burocrazia.html

L'Europa impone a tutti i Paesi di liberalizzare il mercato della vendita dei terminali di comunicazione e della relativa installazione e un Paese Membro risponde - peraltro con molta calma - dimenticando di liberalizzare il primo dei due mercati e ingessando il secondo e, dunque, restringendo, ulteriormente, la concorrenza nel mercato nazionale e, ancor di più in quello europeo.
Inutile dire che il Paese in questione è, sfortunatamente, il nostro.

 

e anche questo non scherza

 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/agcom-un-regalo-a-mediaset/2139156

 

Arrivano nuovi obblighi e tasse sulle web tv che faranno concorrenza a quelle tradizionali. Colpito anche YouTube. 'Salvati' invece i piccoli siti con bassi fatturati. E ora rischia di arrivare una stretta sul anche sul copyright

(25 novembre 2010)

Paolo RomaniPaolo Romani
Arrivano i primi obblighi per le web tv e web radio e a metà dicembre si passerà a discutere di regole più severe contro la pirateria su internet. Sono queste le decisioni prese oggi dall'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), in conseguenza del decreto Romani sull'audiovisivo (di Paolo Romani, all'epoca viceministro allo Sviluppo Economico). "Un decreto la cui pericolosità è stata allora ampiamente sottovalutata. Adesso se ne vedono i frutti", commenta Vincenzo Vita (PD). Romani infatti chiedeva ad Agcom, con il decreto, di stabilire i regolamenti su web tv/web radio 

 

 

E come fa o' stato a fornirti "beni pubblici"? :-)

Ho nessuno spregio per le democrazie (ho seri dubbi che chiunque la prenda sul serio -vedasi la pacata riflessione di Sandor Brusco sul perche' vada sempre nello sfintere della classe operaia-.)

 

Si osservi solo che un gruppo di fascisti, sulla base di una legge fascista (regio decreto URAR, 1938, etc. etc.)

impone una tassazione per finanziar tarte e tartine.

Il buon senso, se non la politica, resechi il bubbone. Va chiuso? Tutti questi continuano a ripetere peana alla loro grande professionalita': mi dicono che Rupert Murdoch ha un indirizzo, e' sufficiente inviare il curriculum vitae. Lo ho fatto io, perche' non Minoli e Marrazzo?

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