La proposta di Salvini. Una traduzione

5 dicembre 2015 sandro brusco

In un articolo sul Sole 24 Ore, il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha spiegato la sua proposta, soprattutto di politica economica, al resto della destra italiana. Essendo l'articolo lungo, noioso e con le tipiche ambiguità del politichese, speriamo di fare cosa gradita al lettore offrendo una traduzione in italiano corrente.

Riportiamo solo le parti rilevanti dell'articolo, il resto è inutile. In corsivo la traduzione.

1. Meno tasse

Le proposte fiscali della Lega Nord hanno come cardine la semplificazione data dalla flat tax, l’aliquota unica che noi vediamo come ottimale al 15% e dall’abolizione progressiva di tutte le tasse slegate dal reddito reale, in primis Irap, tasse sulla casa, acconti e redditi presunti. ... Ovviamente dovrà essere rivisto il trattato sul fiscal compact e il dogma del pareggio di bilancio, con i quali ogni riduzione vera delle imposte è impossibile limitandosi ad un semplice trasferimento fra categorie, cosa arbitraria e quasi mai giusta.

Traduzione.Vogliamo creare un colossale buco di bilancio che dovrà essere pagato a suon di tasse dalle future generazioni. In alternativa, dichiareremo bancarotta e chi si è visto si è visto. Ci son riusciti nella Prima Repubblica, perché non dobbiamo riuscirci noi?

2. Meno Europa

[S]i sono presentate sinora diverse idee: la Lega Nord e Fratelli d’Italia propongono la gestione controllata di uno smantellamento, possibilmente condiviso internazionalmente, dell’eurozona. Forza Italia invece propone l’introduzione di una moneta parallela e la garanzia del debito da parte della Bce. Il M5S chiede un referendum. Altri propongono l’introduzione di “moneta fiscale”. Tutte queste proposte potranno essere ascoltate e dibattute in un tavolo comune senza preclusioni in modo tale da arrivare a una posizione il più possibile informata, consapevole e condivisa stante la delicatezza della questione.

Traduzione. Non abbiamo idea di cosa fare e parliamo a vanvera con proposte letteralmente circensi. Pare funzioni per acchiappare un po' di voti dei più gonzi. Gli altri sanno che non faremo niente.

3. Meno Stato

Meno Stato ovviamente da intendersi come uno stop all’invasività di una gestione oppressiva dello Stato e non come una riduzione dei servizi e delle competenze dello Stato medesimo. Secondo la Lega Nord i cardini della riforma dello Stato dovrebbero essere costruiti attorno alla separazione fra la spesa necessaria alla produzione dei servizi (che deve essere in molti casi aumentata sulla base di criteri di efficienza e costi standard) e le spese legate ai trasferimenti fiscali o agli incentivi economici che devono invece essere pesantemente riqualificate perché non diventino bacini di clientele .... Servono strumenti più snelli per liberare le risorse: per questo diciamo via al patto di stabilità che blocca 20 miliardi di euro che i comuni virtuosi oggi non possono spendere perché lo stato li ha bloccati.

Traduzione.Vogliamo più spesa pubblica, quindi più Stato. La spesa pubblica per servizi va aumentata e la spesa clientelare per trasferimenti non va ridotta ma ''riqualificata'' ossia indirizzata verso le nostre clientele. Tanto per cominciare, più soldi per gli enti locali dove governiamo noi (a cui nel frattempo avremo levato il gettito delle imposte sulla casa). Come si aumenta la spesa pubblica riducendo al tempo stesso le tasse? Non si può, ovvio. Vedi la traduzione del primo punto.

4. Più aiuto

Lo Stato ha abbandonato la sua funzione di sostegno alle famiglie e alle imprese per diventare un nemico del lavoro e dell’iniziativa privata. Non c’è però ammortizzatore sociale e sindacato più efficace della crescita economica. Uno degli aspetti fondamentali della crescita di uno stato è la demografia: la Lega Nord propone di concentrare le risorse sul sostegno alla famiglia tradizionale (quella per intendersi composta da un padre e una madre) e alla natalità perché si ritorni alla gioia di poter fare figli senza ricorrere all’orrore della sostituzione della popolazione per via di immigrazione incontrollata. Da questa base proporremo ai potenziali alleati la gratuità per gli asili nido sul modello francese, forti assegni per le famiglie di cittadini italiani che daranno alla luce figli oltre il secondo e una fiscalità a misura di famiglia.

A nulla però varrebbe aiutare la natalità se poi i giovani migliori continuassero ad emigrare perché non messi in condizione di lavorare al meglio nel luogo in cui sono nati. In Italia adesso non si assiste ad un fenomeno di immigrazione ma ad una vera e propria sostituzione dove i nostri figli sono costretti ad emigrare e sostituiti da estranei nuovi arrivati. Lo Stato deve aiutare i nostri ragazzi a rimanere qui.

Basta umiliare e far scappare le menti giovani e meno giovani privando il Paese dell’esperienza e dell’energia fondamentali per la nostra crescita. Anche per questo vogliamo aprire un dibattito serio e approfondito per una revisione degli ordini e una riforma delle professioni. In Italia se ne parla da decenni senza mai arrivare a una svolta. Non è concepibile che ci siano nel nostro Paese 240mila avvocati senza l’esistenza di un minimo tariffario: una giungla che rischia di far implodere l’intero settore trascinato al ribasso.

Traduzione. Non ci piacciono gli omosessuali. Non ci piacciono gli immigrati. Userei altre parole, ma qua sul Sole 24 Ore mi devo contenere. Siamo inoltre contro qualunque liberalizzazione nel settore dei servizi. Vogliamo ripristinare ordini e corporazioni in tutto il loro splendore passato. Per esempio, rimettendo tariffe minime a cominciare dagli avvocati. Speriamo tanto che i giovani non capiscano che se restano in questo paese dovranno pagare tasse da capogiro in cambio di servizi pessimi (e ancor di più se si attua il programma dei punti precedenti), e che quindi non emigrino.

5. Più garanzie

La legge Fornero è stato un esempio terribile delle conseguenze di un tradimento da parte dello Stato delle sue garanzie. La piattaforma programmatica condivisa dovrà trovare un terreno comune su cui fissare un nuovo patto tra lo Stato e i cittadini eliminando i giochi sulla vita delle persone che si ritrovano senza lavoro, senza reddito e senza pensione. Quindi regole certe, divieto di retroattività dei provvedimenti fiscali, un sistema pensionistico uguale per tutti, basato sui contributi effettivamente versati e che consenta a chi ha lavorato una vita di poter scegliere quando andare in pensione.

Traduzione. Più prepensionamenti per tutti! Riguardo ai soldi per pagarli ... ma che ve lo dico a fare, abbiamo già detto che siamo contro il ''dogma'' del bilancio in pareggio.

6. Più sicurezza

Impossibile proseguire oltre su una strada che consegna i cittadini alla paura e alla delinquenza. La Lega Nord come è noto fa della sicurezza delle persone per bene un cardine per un’esistenza felice. Pertanto proporremo agli alleati l’abolizione del reato di eccesso colposo di legittima difesa (la legge Molteni proprio in questi giorni inizia il suo iter in commissione giustizia alla Camera), il potenziamento delle forze di polizia, magari da ottenersi anche per il tramite dell’unione fra corpi oggi divisi delle forze dell’ordine, lotta all’abusivismo di certi insediamenti o centri sociali che diffondono degrado e criminalità, controllo delle frontiere e forte contrasto all’immigrazione clandestina. Anche in questo caso siamo disposti ad accettare ogni tipo di idea che vada in questa direzione.

Traduzione. Aspetta, mi ero dimenticato di dire che oltre agli omosessuali e agli immigrati non mi piacciono i drogati.  

21 commenti (espandi tutti)

Bisognerebbe chiedere a Roberto Napolitano: perché?

fare niente

marcodivice 5/12/2015 - 20:08

 

Gli altri sanno che non faremo niente.

non ne sarei così sicuro

Faranno così anche loro, tireranno la corda, faranno casino, e poi metteranno la coda tra le gambe. In un certo senso hai ragione tu, qualcosa faranno ossia un po' di danni (come Tsipras). Ma non arriveranno al default, sanno che verrebbero inseguiti con i forconi. D'altra parte, queste idiozie anti-euro, anti-commercio internazionale e così via non sono certo una novità a destra. Tremonti diceva cose simili ma poi nella pratica si uniformava al pensiero unico delle classi dirigenti italiane: il consenso si acquista con la spesa clientelare, la spesa si finanzia con tasse alte e qualche bottarella di debito, ma senza esagerare perché tutti capiscono che fuori dall'Europa siamo perduti.

Sul fronte del federalismo fiscale (loro storico cavallo di battaglia) cosa hanno combinato? 0 zero nada nothing, anzi hanno votato il provvedimento "Roma capitale" che dava alla città mezzo miliardo di euro ad anno (cioè più centralismo e più risorse alla Roma ladrona).

Utilizza sempre l'argomento del potenziamento delle forze dell'ordine, che invece sono in numero più che sufficiente, "dimenticando" che il vero problema non è arrestare i delinquenti, ma incarcerarli, visto che con 50.000 posti nelle carceri (occupati per 60.000), li si deve per forza farli uscire prima dell'ora (ovvero delinquere in Italia conviene).
E sulla legittima difesa il messaggio che da è: arrangiatevi, fatevi giustizia da soli.

tal salvini

palma 6/12/2015 - 07:49

come egli stesso dichiara (vedasi, https://www.youtube.com/watch?v=-58Gjs7H0LU)

nulla facente, e competenza nell' "incassare tangente", e' cretino. il problema che, personalmente, trovo piu' preoccupante rispetto a S. Brusco, consiste nel fatto che il declino intellettuale della popolazione italiana, congiunto al decadimento economico mise in essere un brodo di cultura microbica. Le paure della criminalita' e degli stranieri sono reali, come e' l'astio per i tedeschi, i siriani, gli albanesi. Il tono wagneriano di puttanate di lunga durata e' piu' preoccupante, neanche Wolfowitz dei tempi d'oro. L'idea e' borbonica: franza o spagna purche' se magna, quindi si facciano debiti, al momento della scadenza viene risuscitato tremonti, il papa, bagnai e altri che spiegano come il complotto giudaico massonico etc. privo' il paese dove il si' suono dei giusti territori libici etc. E' facile esser sarcastici, ma guerre vere vennero innescate da motivi meno futili di questi, e salvini gia' annuncio' che lui e' pronto a guidare la divisione folgore a el alamein. Spiego' che, stile  orbo veggente, e' un po' decadente, ma e' pronto a partire per il fronte

 

 

 http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/11/24/isis-salvini-e-pronto-per-andare-in-guerra-ho-fatto-un-anno-di-servizio-militare/444013/

su tutto ciò, il tacere è bello.

luciano, si' e solo se salvini sta zitto

...non si fa attendere. http://www.ilgiornale.it/news/politica/bazooka-draghi-scarico-bce-ignori...

Quando l'offerta politica è così preparata si fatica a scegliere (da chi farci guidare verso l'abisso).

Condivido l'idea che le proposte sono per la quasi totalità chiacchere, ricerca di consenso e asurdità in materia economica. L'unica presa di posizione accettabile è la modifica della normativa sulla legittima difesa. Non sono un fan delle armi, non ne possiedo e difficilmente sarei in grado di farne uso per difendermi, ma penso che lasciare le cose come stanno sia controproducente. Sono diversi i casi di mia conoscenza in cui una difesa del proprio domicilio ha portato conseguenze penali a chi si è opposto alla prepotenza e all'invadenza altrui. Il domicilio deve essere tutelato, e chi vi si introduce indebitamente non può usare strumenti legali per rivalersi di danni fisici subiti. Ripeto, la violenza in primis è di chi si introduce nelle case minacciando e quasi sentendosi in diritto di non subirne conseguenze.

Concordo

michele boldrin 9/12/2015 - 07:00

Senza dover arrivare al modello Far West credo occorra cambiare la legislazione sul diritto alla auto-difesa del proprio domicilio e della propria persona a fronte di un pericolo grave. Oggi come oggi sembra che qualsiasi azione di difesa, anche quelle legittime, porti all'incriminazione. E questo, fra le altre cose, rende impossibile punire anche i cowboys, visto che si possono nascondere dietro al velo dell'autodifesa, ricevendo il supporto di chi e' stato davvero vittima di aggressioni violente.

Premesso che solo a sentir nominare l'autore di queste "elucubrazioni" mi viene l'orticaria, su una cosa mi permetto di essere parzialmente daccordo con lui; e cioè sulle utlime tre righe ( quelle dopo i puntini di sospensione) del paragrafo intitolato "Meno stato".
Vivo in un piccolo comune sottoposto (al pari delle metropoli) ai vincoli di bilancio di cui tutti sappiamo e sulla cui necessità possiamo anche concordare; la questione è che, ad esempio, le spese per l'ordinaria manutenzione sono vincolate mentre non lo sono quelle legate agli interventi di emergenza che, se le rapportiamo al medio periodo, sono molto superiori ( un po' come dire, risparmiamo sui cambi dell'olio se poi spenderemo il quadruplo per sostituire il motore fuso pazienza ... sono disgrazie).
Accetto critiche e correzioni

Non è mai nato veramente in Italia, ma ad ogni buon conto il pietrone sopra qualunque speranza di attuazione venne messo da Tremonti, con l'appoggio della Lega, quando reagì alla crisi finanziaria con i tagli lineari e vari altri vincoli alla spesa dei comuni. La politica è stata poi continuata da Monti, Letta e Renzi, in coerenza con il pensiero unico delle classi dirigenti italiane (che il federalismo non l'ha mai capito).

La soluzione alternativa è molto semplice. Si da una cifra fissa a tutti (funzione di popolazione e sua struttura demografica) per garantire livelli minimi di servizio e per il resto se un comune vuole spendere deve tassare i suoi cittadini. Al primo trimestre in cui è in deficit si commissaria il comune. 

La Lega ha operato attivamente perché questo non accadesse e anche in questa intervista Salvini propone l'eliminazione delle imposte sugli immobili, che per ottime ragioni teoriche e nella pratica internazionale servono a finanziare gli enti locali. A quel punto lamentarsi dei vincoli dei bilancio dei comuni fa solo ridere.

finanza locale

dragonfly 7/12/2015 - 22:16

La soluzione alternativa è molto semplice. Si da una cifra fissa a tutti (funzione di popolazione e sua struttura demografica) per garantire livelli minimi di servizio e per il resto se un comune vuole spendere deve tassare i suoi cittadini. Al primo trimestre in cui è in deficit si commissaria il comune.

parrebbe anche a me. comunque, resistono bene anche altre idee, trasversali/multipartisan: tenersi ben strette ad es, municipalizzate che fanno utili in regime di monopolio, "perchè anche il comune può e deve guadagnare, per le spese sociali e anche per investimenti a sostegno dell'economia locale!".

amen, mi sa che è battaglia che continueranno i discendenti.

con lei sulle cause della situazione, però a questo punto le chiederei di spiegarmi (ammesso che una spiegazione esista) come mai anche persone di livello intellettuale ben più alto di Tremonti & Co. abbiano commesso gli stessi errori.

Monti ha dovuto fronteggiare una situazione di emergenza con una maggioranza parlamentare riottosa. È riuscito a far la riforma Fornero ma poi ha dovuto fermarsi. Sul federalismo, la mia impressione è che non avesse né le idee chiare né una forte volontà di andare avanti. Letta e Renzi sono di livello più alto di Tremonti, ma non mi avventurerei a dire ''ben più alto''. Sia come sia, stessi problemi di Monti: maggioranza eterogenea, idee poco chiare, volontà anche minore.

Quando parlo di ''pensiero unico delle classi dominanti italiane'' lo dico sul serio, non è uno slogan. Più o meno i nostri politici, sulle questioni fondamentali di economia e disegno istituzionale, la vedono abbastanza allo stesso modo, dall'estrema destra all'estrema sinistra passando per il M5S. È la cultura di base dei politici e degli elettori. Il federalismo non fa parte di questa cultura. Non ne ha mai fatto parte nemmeno per la Lega, che ha sempre considerato il federalismo semplicemente come redistribuzione di risorse tra trritori.

Sandro, degli elettori (salvo minoranze irrilevanti).  COmpresi di quelli leghisti.

Ma perchè avete tutti (salvo Palma) questa idea del popolo buono illuso e/o fuorviato dalle classi dominanti cattive?

Eh?

sandro brusco 8/12/2015 - 20:16

Ho detto

È la cultura di base dei politici e degli elettori. Il federalismo non fa parte di questa cultura.

Quindi sono d'accordo con te (e Palma).  Poi, se sia la cultura delle elites a influenzare quella degli elettori o viceversa è questione per me troppo complessa. Tanto, nel breve periodo non c'è molto da fare, e nel lungo ... well, you know.

però, mi pare che in tutti i casi si possa parlare semplicemente di "miopia contabile", che (mi) risulta ancor più incomprensibile se applicata da personaggi "di livello".

Olivetti, once upon a time..

Salvini? His poems approximate to musical compositions...(Come quelle del conte Mascetti..)

Dai giornali: In Parlamento comincia la battaglia per i vitalizi. Chi puo', fuori dalla baracca dei parassiti/cacciatori di rendite, ha lasciato l'Italia. Known knowns.

Fine del...commento (cosa si puo' dire in merito? oltre alla consueta lamentela quotidiana?

Mi chiedo/chiedo Loro umilmente (l'oro e' di ...costoro): CHI si vota? la spesa dovrebbe scendere di 20 punti percentuali...20, come le Regioni (pronuncia: parcheggi a pagamento. Paga pantalone). Ma chi si vota? l'IMF...?

le proposte

palma 26/2/2017 - 13:08

dei vari salvini mi lasciano assai freddo, nel loro tono da diego fusaro, su cui meglio sia tacere che ogni altra laterale alternativa.

 

da considerare  per chi guarda all'interazione tra sistemi politici e pensate varie.

perche' il libertarianismo riesce solo (da verificare) a realizzarsi in nazismi ricorrenti?

 

(si consideri F. Neumann e il suo 'behemoth', o  S. Bannon e la decostruzione di uno stato amministrativo)

 

ci pensai e non ho il tempo. se avessi piu' tempo sarei piu' breve

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