Quanto austeri siamo - seconda parte

14 maggio 2012 andrea moro

Nel mio post precedente, qualche lettore nei commenti ha sostenuto che l'austerità si vede non solo dalle spese, ma anche dalle entrate. Ovviamente dipende da quel  che si ha in mente, io forse pensavo all'austerità per la casta dei politicanti, ma dal punto di vista dei cittadini, effettivamente, contano entrambi i lati del bilancio. Rimedio alla mancanza pubblicando le figure delle entrate e del deficit per fornire una visione più completa. Nella prossima puntata mi soffermero' sulla distinzione fra spesa totale e spesa al netto degli interessi. 

Cominciamo con le entrate. In termini nominali, in effetti sono aumentate rispetto a 10 anni fa, ma non si nota un grande aumento percentuale rispetto all'inizio della crisi. In Italia sono aumentate un pochino rispetto al 2008

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Tenendo conto dell'inflazione le entrate sono più alte, ma non di molto, di circa il 5%, rispetto a 10 anni fa, tranne che in Francia, dove sono aumentate di più, e in UK, dove sono  molto inferiori. Sono scese un po' rispetto ai picchi della pre-crisi, ma sono diminuiti anche i PIL. 

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Se uno definisce come austerità l'aumento delle imposte meno le spese, è difficile però da queste variazioni percentuali capire come stanno andando le cose. Riporto perciò l'andamento del deficit nella prossime figura (attenzione: mostrano il deficit, quindi se le linee vanno in su si sta "peggio", nel senso che c'e' un maggior deficit). in termini nominali il deficit è sostanzialmente ai livelli pre-crisi o superiore dappertutto, ad eccezione che in Germania. A voi il giudizio finale. 

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11 commenti (espandi tutti)

Perché a me non tornano diverse cose sia guardando i database dell'IMF sia quelli di Eurostat.

Per deficit intendi quello stabilito dal trattato di Maastricht (cioè General government net lending/borrowing nel database IMF o General government deficit/surplus in quello Eurostat )?

Da eurostat

andrea moro 13/5/2012 - 15:38

Per deficit ho semplicemente guardato a general govt revenues - gen govt expenditures. Credo ci sia qualche discrepanza rispetto alla definizione ufficiale di deficit ma non mi pareva fosse di rilevanza tale da notarsi nelle figure. In un altro post mettero' i dati sul disavanzo primario

hai ragione

andrea moro 13/5/2012 - 15:48

Ricordo a tutti che l'ultima figura mostra il deficit, come evidenziato nel post. Quindi se il segno e' negativo c'e' un avanzo. 

Grazie

marco esposito 14/5/2012 - 21:57

Aver messo il nome del paese sulla barra del grafico mi ha fatto capire le linee, grazie veramente.

distinguere linee con lo stesso tratteggio, una celeste e l'altra lilla, era improbo

Avendo chiesto il confronto con le entrate, ringrazio per l'aggiornamento.

Il grafico di partenza, come già hai detto, proviene dal dibatto USA (PK contro una serie di economisti) dibattito che a mio avviso è degenerato perchè oramai si mira a difendere l'Idea. Il grafico sulla crescita dell'Argentina nell'ultimo decennio, a dir poco fuorviante, postato da PK lo mostra chiaramente.
Come giustamente dice Aldo Lanfranconi,nel 2008 è cambiato il mondo. trovo più significativo dire che il deficit UK sta scendendo in termini nominali, piuttosto che dire che è più alto rispetto al 2002 e ciò proprio perchè gli effetti della più grave crisi dal 29 hanno inciso pesantemente. Se paesi come Italia e Grecia e Portogallo possono tranquillamente esser accusati di aver sperperato in spesa e debito il bonus creato dai bassi tassi garantiti dall'euro, mandando a ramengo anche ogni parvenza di competitività, lo stesso non può esser fatto per la Spagna dove il problema è la bolla immobiliare e non l'aumento della spesa. Da cittadino europeo non trovo interessante la gara al colpevole, la Germania che vuole i tagli o i PIGS che hanno sperperato,che si sta scatenando. So benissimo che mentre la Germania faceva le riforme Hartz, noi facevamo danni. Da cittadino mi interessa che si adottino soluzioni che funzionino. mi chiedo e chiedo, è possibile uscire dal pantano facendo adottare a tutti in contemporanea e in tempi stretti politiche di austerità e di svalutazione interna? Non è che come stiamo vedendo non solo in Grecia, apriamo un'autostrada per populisti o peggio? Non è che una così violenta e rapida correzione ha un effetto alla Hoover che combinato con lo stallo politico, ci potrebbe portare rapidamente a fallimenti a catena (un break up dell'euro danneggerebbe gravemente anche la Germania)? abbiamo un esempio recente: solo un anno fa al centro del dibattito politico erano le moschee a Milano. 6 mesi dopo il default era un'eventualità concreta.

Quello che mi sembra logico è portare avanti una politica di recupero di competitività e di tagli alla spesa, accompagnata da un QE per far si che si abbia il tempo necessario affinchè la cura abbia effetto, diluendola al contempo in un intervallo più ampio. Moral Hazard? Draghi ha già mostrato di saper usare le sue prerogative per rimettere in riga chi cerca di fare il furbo.

Ps:
mi scuso per la lunghezza del commento

Quello che mi sembra logico è portare avanti una politica di recupero di competitività e di tagli alla spesa, accompagnata da un QE per far si che si abbia il tempo necessario affinchè la cura abbia effetto, diluendola al contempo in un intervallo più ampio.

Anche se nella sostanza concordo con lei, non sottovaluterei l'importanza delle riforme strutturali e dei tagli di spesa pubblica--che finora il governo Monti non è riuscito ad attuare in misura soddisfacente.  Per essere chiari: queste misure sono importanti non solo per i motivi di efficienza nel lungo termine, che sono ben noti da queste parti, ma anche in un'ottica di breve periodo.  Se le istituzioni europee (BCE in primis) e gli altri paesi dell'eurozona continueranno infatti a dimostrarsi così poco attenti alla stabilizzazione macroeconomica, l'unica via rimanente per mitigare almeno in parte la congiuntura a livello locale--supponendo ovviamente di non voler uscire dall'euro--è attrarre capitali esteri, favorire il funzionamento del sistema bancario e stimolare le esportazioni[1].  Tutte queste cose sarebbero enormemente favorite da una seria attuazione delle riforme strutturali e da una riduzione della pressione fiscale; il fatto che tali scelte non siano state attuate spiega almeno in parte la situazione attuale.

Nota 1. A dire il vero esiste un'altra possibilità interessante: una politica dei redditi per coordinare la diminuzione di prezzi e salari.  A prima vista può sembrare troppo interventista, ma in un mercato gravato dalla prospettiva di una "svalutazione interna" lunga e disordinata è un intervento persino sensato.

...e noi stiamo già male come bilancia e come saldo del rendimento dei capitali. Le nostre banche sono già piuttosto indebitate sull'estero visto il calo del risparmio in Italia.

 

Non è nazionalismo, è che di solito gli IDE comprano le cose migliori e poi i profitti se ne vanno. Creassero nuove imprese e nuovo lavoro il rischio si potrebbe pure correre.

 

E' che bisognerebbe fare una legislazione fiscale "ad hoc" e non si può (si lo so gli Irlandesi... intanto partivano quasi da zero come industrie, quindi non è che avevano avuto chissà quel calo di gettito facendo basse tasse per tutte le imprese, e poi cmq se l'han pagato il fatto di avere capitali esteri, oh se l'han pagato porelli).

Sulla nota1: è esattamente quello che fanno i tedeschi dalle riforme Hartz. Però dobbiamo comportarci come loro come fossimo in una guerra commerciale? A che serve allora l'Unione Europea e l'euro? Scusi non sono un idealista è che se si vuole fare qualcosa assieme è per farlo assieme, non per far le gare. Le gare le dovremmo fare verso l'esterno. Per quello sì che sarebbero giuste tutte le riforme e i sacrifici, ma nemmeno i tedeschi stanno facendo sfracelli contro la Cina e gli USA.

Creassero nuove imprese e nuovo lavoro il rischio si potrebbe pure correre.

È abbastanza risaputo che tra i maggiori problemi lamentati dai potenziali investitori vi sono proprio la difficoltà di fare impresa e di creare nuovi posti di lavoro.  Tralasciando il secondo punto su cui c'è una riforma in corso e le discussioni politiche sono molto accese, il primo non è stato affrontato in modo sostanziale.  L'Italia è all'87° posto nell'Ease of doing business index creato dalla Banca Mondiale.

Per il resto, è vero, gli investitori esteri portano denaro oggi in cambio di un flusso di profitti futuri.  In questo senso non è molto diverso dal fare debito pubblico, come vorrebbe ad esempio Hollande.  In entrambi i casi, la finalità vera e propria è di assicurare che la domanda sia adeguatamente stimolata nel breve termine; il resto è quasi una partita di giro.

Sulla nota1: è esattamente quello che fanno i tedeschi dalle riforme Hartz. Però dobbiamo comportarci come loro come fossimo in una guerra commerciale? A che serve allora l'Unione Europea e l'euro? Scusi non sono un idealista è che se si vuole fare qualcosa assieme è per farlo assieme, non per far le gare.

In effetti la Germania ha sopportato una disinflazione ad inizio anni duemila, per far fronte ad una crisi di domanda che si è poi scoperto essere speculare agli eccessi dei PIGS.  Però ora si trova di fronte al problema opposto: i lavoratori sono in una buona posizione per chiedere aumenti di stipendio, i prezzi degli assets sono in aumento, e anche fonti Bundesbank e Ministero delle Finanze parlano di sopportare un po' di inflazione interna in più.  Lo "stare assieme" in un'unica area valutaria comporta che ci sarà sempre qualche paese la cui economia è meno allineata alle altre; nel qual caso ha senso affrontare il problema, in modo più o meno cooperativo o idealistico.  Come cittadino UE non ho particolare interesse per le guerre commerciali e la deflazione competitiva; ne ho per la stabilità macroeconomica, del mio e di altri paesi.

lo posto come contributo alla discussione. Il secondo lo trovo molto significativo

Non capisco il terzo grafico:

Ma l'Italia non aveva un avanzo primario, almeno negli ultimi anni? E' possibile che il terzo grafico mostri una curva dei deficit "cumulati",  tale che la lieve diminuzione nel deficit avuta in Italia dal 2009 sarebbe dovuta ad anni con piccoli avanzi primari?

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