Redde Rationem

27 gennaio 2008 piergiuseppe fortunato
Nei giorni scorsi ho segnalato la pericolosità della pubblica censura riservata dalla Casta ai 67 docenti de La Sapienza firmatari dell’ormai famigerata lettera di protesta. Come era purtroppo prevedibile, dalle parole stiamo passando ai fatti: la scorsa settimana il Parlamento ha sospeso la ratifica della nomina di Luciano Maiani alla presidenza del CNR.

Fisico teorico di altissimo livello, Luciano Maiani ha diretto il CERN dal 1999 al 2003 e la sua nomina al CNR era stata accolta con entusiasmo anche all’estero. Science, ad esempio, salutava l’evento sottolineando come finalmente “merits triumph over politics in Italy’s choice.”

Inizialmente poi la scelta aveva riscosso consensi sia a destra che a sinistra, una nomina bipartisan insomma. Inizialmente appunto, e prima che il nostro si macchiasse del peccato di aver apposto la sua firma alla famigerata lettera che definiva “incongruo” l’invito di Ratizinger all’inaugurazione dell’anno accademico de La Sapienza.

Questa la triste cronaca: la ratifica della nomina sarebbe dovuta avvenire la scorsa settimana dopo aver ottenuto il via libera formale da parte del Parlamento. La legge prevede infatti che sul nome del candidato alla presidenza del CNR proposto dal ministro si esprimano con un parere consultivo e non vincolante le Commissioni Cultura di Camera e Senato. Purtroppo però il centrodestra ha aperto un allegro fuoco di sbarramento sulla nomina di Maiani presentando due interrogazioni parallele in cui si chiedeva al governo di riflettere sulla scelta alla luce dei recenti comportamenti del prescelto. Alla Camera l’iniziativa è stata di Angela Filipponio Tatarella di AN, al Senato invece è toccato al forzista Franco Asciutti (qui e qui). Alla fine si è deciso per un rinvio della nomina a data da destinarsi in attesa che il ministro Mussi confermi la scelta del fisico.

Le parole di Giuseppe Valditara, Senatore di AN e segretario di una delle due commissioni, chiariscono la ratio della decisione e stigmatizzano il clima da ventennio in cui stiamo piombando: “Ho pensato fosse importante questa pausa per rasserenare gli animi e consentire al professor Maiani di chiarire la sua posizione”.

Ora, fermo restando che la posizione di Maiani mi sembra emerga abbastanza chiaramente dalla famigerata lettera (di cosa avrebbe bisogno adesso, Onerevole Valditara, di qualche disegnino???), il senso dell’avvertimento è chiaramente un altro:

Che il professor Maiani si cosparga il capo di cenere ed ammetta pubblicamente di essere pentito. Espiato così il proprio peccato, si potrà (forse) procedere con la nomina.

Che vergogna!

63 commenti (espandi tutti)

Quando si dice "ironia della sorte": ora gli si chiede di abiurare!

Allucinante!

Posso capire che si scannino sull' aborto,non sulle nomine del CNR!

Speriamo ne esca un bel boomerang mediatico.

Sulle nomine ai piani alti del CNR si sono scannati DA SEMPRE! Per questo, come tutti sanno, il CNR è stato gestito in media da incompetenti, finti scienziati, gente intrallazzata ed allineata politicamente. Raramente il CNR è stato gestito da scienziati di fama mondiale, quasi sempre da baroncini legati a questa o a quella banda politica di governo. Gli economisti di regime, in particolare, vi hanno sempre svolto un ruolo di peso, peso deleterio ovviamente.

Per questo Maiani poteva essere un'eccezione, e per questo Science si è entusiasmata all'idea. Ma, ovviamente, non è successo.

Non credo ne possa uscire un boomerang mediatico, per tre ragioni.

L'attenzione di tutti e' oggi sui giochi di palazzo e di corridoio legati alla crisi di governo: t'immagini cosa importa al salumiere italiano medio che ad un famoso fisico teorico la Casta abbia chiesto di abiurare per poter fare il lavoro che gli compete!

Come l'evidenza storica abbondantemente prova, l'accademia italiana è fondamentalmente omertosa, oltre che composta in buona parte di mediocri che, probabilmente, per uno come Maiani provano solo invidia e pensano che "ben gli sta, ma cosa vuole? Offende il Papa e poi vuole anche che gli si lasci gestire il CNR? Ma andiamo, un minimo di decenza!".

L'accademia italiana ha una densità altissima di politicanti, consulenti di politicanti, portaborse di politicanti, amici e compagni di partito di politicanti, nominati a questa commissione o a quel CdA da parte di politicanti, eccetera. Quindi taceranno.

Lunedi' prossimo, 4 Febbraio, si svolge a Washington il primo incontro dell'ISSNAF, della creazione della quale parlai a suo tempo. Sollevero' la questione pubblicamente, vediamo che ne dicono gli altri.

Non sono sorpreso, solo indignato.Quello che volevo dire è che mascherare beghe di potere da questioni etiche (peraltro pretestuose) è veramente squallido.Molto più che appoggiare strumentalmente il vaticano in vere questioni etiche.

Purtroppo per i media temo tu abbia ragione, più che altro confidavo nella stampa estera ma mi sa che se anche facesse un po' di rumore verrebbe tranquillamente ignorato in Italia.

Credo proprio che il pessimismo di Michele sia fondato. In questi giorni l'attenzione dei media è rivolta altrove, ma, anche se la  notizia venisse fuori,  l'italiano medio probabilmente sarebbe a favore di Valditara.

Redde Rationem

Explobot 28/1/2008 - 15:47

Il cosiddetto 'peccato di aver apposto la sua firma alla famigerata lettera' è grave non tanto perchè 'definiva “incongruo” l’invito di Ratzinger all’innaugurazione dell’anno accademico de La Sapienza' (su cui si potrebbe dibattere in eterno), ma perchè apposta con troppa leggerezza a una petizione con una premessa che il professore in questione non si è preso la briga di verificare, che ha implicato gravi conseguenze e che si incentrava su una citazione parziale e su una interpretazione errata di un altro studioso (il Papa) di cui perciò dimostra di conoscere il pensiero solo marginalmente. Mettiamo a capo del CNR una persona che può commettere leggerezze tali? Forse pensava che non aderire alla petizione avrebbe potuto non giovare alle sue ambizioni di carriera?

Chi sbaglia - ogni tanto - paga e il Prof. Maiani ha sbagliato e - forse - pagherà. Può continuare a fare lo scienziato alla Sapienza di Roma invece del presidente del CNR. C'est la vie.

(qui il testo completo dell'intervento del Papa del 1990 a cui si fa riferimento nella lettera)

Perchè chi sta al capo del CNR deve essere un diplomatico di professione e non uno scienziato?

L'errore che ha fatto è esprimere ( in una lettera privata al rettore, si noti e non pubblicamente ) le sue opinioni.

Se questo è un errore lo è solo in un paese in cui la sottomissione all'autorità politica è più importante delle capacità personali e della preparazione.

Quanto poi al fatto di conoscere il pensiero del capo di una religione per un fisico con credo abbia molta utilità, salvo non si viva in Iran o in paese del genere.

 

Ciao Pietro, ti rispondo telegraficamente punto per punto:


1 - mai affermato (anche se per esperienze lavorative personali sarei portato a pensare che sia la cosa migliore) che il presidente del CNR debba essere un diplomatico di professione e non uno scienziato;

2 - l'errore che ha fatto è quello di aver firmato con leggerezza una petizione senza verificare le premesse (la citazione fuori luogo della citazione di Ratzinger come puoi leggere nei link riportati è un grave atto di superficialità nel sottoscrivere un atto ufficiale ed importante riguardante l'attività dell'Ateneo), aggravato poi dal fatto che non si limitasse ad esprimere una opinione (cosa lecita) ma chiedesse di impedire ad un'altra persona qualificata di esprimere la sua opinone. Se poi la lettera era pubblica o privata non capisco cosa cambi;

3 - vedi 2: l'errore è un altro,  per capirlo ti invito nuovamente a leggere il testo completo dell'intervento di Ratzinger citato nella lettera: attento a non fare con il Papa come un toro con il drappo rosso del torero;

4 - quindi per un fisico e lecito criticare e compiere opera di ostracismo senza conoscere? Mi fai venire in mente mio nonno a cui non piaceva la pizza senza mai averla assaggiata solamente perchè era un piatto meridionale: è morto senza sapere cosa si era perso.

 

l'errore è un altro, per capirlo ti invito nuovamente a
leggere il testo completo dell'intervento di Ratzinger citato nella
lettera

Anche a me piacerebbe molto leggere il testo completo dell'intervento famoso ma quello che linki tu non e' completo, cosi' come non sono completi quelli che si trovano in rete: c'e' un fantastico omissis proprio sul punto piu' interessante. Siccome da come scrivi sembra che tu lo abbia letto, puoi per piacere riportarlo?

 

 

Comincio ad avere dei dubbi sull'effettiva conoscenza del testo da parte di alcuni che qui commentano dando l'impressione d'averlo letto, il famoso testo di Ratzinger 1990.

Eccolo e rieccolo. Mi sembrava di averlo linkato anche in un mio precedente commento ad uno dei posts sulla polemica creata dal caso La Sapienza. Ora qualcuno mi deve spiegare su cosa si fondano le affermazioni roboanti dei signori in malafede de Il Giornale, oltre che quelle (che son certo erano in buona fede, ma mal informate) del nostro lettore Explobot.

Il testo conferma che, quando il signor Ratzinger parla di filosofia della scienza, non sa proprio di cosa parla. Solo a uno pseudo-filosofo tedesco può venire in mente di citare E. Bloch come se fosse un'autorità in alcunché altro che le stupidate. Per non parlare dell'attacco iniziale sul "mito" di Galileo, e le citazioni a completo sproposito di P. Feyerabend. Ma questo signor Ratzinger, ha una qualche idea di cosa teorizzava il buon pazzo PF, o si fida delle note che gli passano i suoi RAs che studiano alla Lateranense?

In tutti gli stralci online di quel pezzo pare ci sia un omissis verso il fondo: "ragionevolezza più grande. […] Qui ho voluto ricordare".

Siccome
l'omissis e' proprio nel punto piu' interessante, cioe' quello in cui Ratzinger tira le somme, a questo punto mi
nasce la curiosita' di sapere cosa manca li' in mezzo. Forse mi aiuterebbe a capire
perche' Ratzinger su galileo ne tira fuori di tutte e di piu' (fino a
ripescare la bomba atomica) e poi dice "no comunque un po' stavo scherzando".

Mah, probabilmente contiene affermazioni ancora più improbabili. Cosa vuoi che ci abbia scritto? "Guardate che sopra scherzavo, e voi ci siete cascati!"? Lo dubito alquanto, non mi pare il tipo del burlone ... si prende troppo sul serio. Pensati che è convinto di parlare in nome e per conto d'iddio!

L'argomento riportato è completo e chiarissimo, oltre che da pattumiera della filosofia della scienza. Che ci abbia poi aggiunto distinguo (o forse abbia calcato ancor di più la mano, fino a che qualcuno non passa in biblioteca e fa un pdf file, non lo sapremo) non fa molta differenza.

Se uno non vuole scrivere boiate in un libro, basta che non le scriva. Prima scriverle e poi negarle è una strategia strettamente dominata dallo stare semplicemente zitti.

Il testo secondo me fa paura. L'ho appena letto per la prima volta. Confesso. Sono veramente sconvolto. La strategia retorica mi par chiara. Usa posizioni post-moderne (tutto e' relativo: forse e' il sole a girare intorno alla terra, e perche' no, tutto e' relativo) assieme a posizioni antimoderne tipo Amish (la scienza e Galileo ci hanno dato la bomba atomica), con citazioni leggere leggere e francamente  di poca autorita' intellettuale. Poi dice che queste posizioni sono assurde, che la chiesa e' molto piu' ragionevole, e che diamine.

A me pare che l'obiettivo di questa strategia retorica sia chiaro: picchiare sulla scienza. Che lo faccia con posizioni antimoderne non mi sorprende, ma che usi posizioni postmoderne mi pare davvero ardito, per chi pensa di possedere la verita' assoluta. 

Ciao Giorgio,
riguardo la lettura dell'intervento papale l'ho letta (e riletta) esattamente come l'ho riportata nel link e che mi sembra uguale a quella di tutti gli altri link riportati da altri commentatori.
Mi viene segnalato l'omissis, immagino il [...] quasi al termine del documento e di cui non mi ero accorto, pur dandomi da fare in questi giorni non sono riuscito a trovare una versione completa (su Internet tutte le versioni mi pare coincidano), sarebbe bello scoprire cosa ci venga nascosto, magari ci puoi essere di aiuto, altrimenti non ci resta che Guglielmo da Baskerville.
Mi pare comunque che i periodi oggetto della questione ci siano per intero e quindi è sufficiente per farsi una idea.

I professori in questione non avevano nessun potere di ostracismo, e il fatto che un professore di fisica possa morire senza capire niente di teologia non ha nessuna controindicazione sulla sua nomina a capo di un ente scientifico.

Il fatto che al suo posto probabilmente finirà un incompetente raccomandato di partito come quando hanno cacciato Rubbia dall'Enea per far posto ad un elettricista targato lega nord.

In Italia il dominio dell'arbitrio della partitocrazia ha una storia lunga, come dimostra la storia di Felice Ippolito e Domenico Marotta che stavano portando l'Italia all'avanguardia nella ricerca sull'energia atomica e sulle biotecnologie e furono distrutti con processi per inesistenti irregolarità amministrative distruggendo così la ricerca scientifica in Italia, e non mi sembra quindi ci sia troppo da vantarsi.

 La domanda che faccio io è: un direttore di un ente di ricerca deve essere un esperto di encicliche papali o un fisico apprezzato in tutto il mondo?

dei perche' e dei percome della lettera abbiamo gia' dibattuto ampiamente qui e qui.

puoi essere o non essere d'accordo con chi ritiene "incongruo" che una università affidi ad un Pontefice come JR la lectio magistralis che ne celebra l'inizio dell'anno accademico.

ma il punto del mio post e' chiaramente un altro: firmando la famigerata lettera, Maiani ha esercitato il suo elementare diritto di opinione e di critica nei confronti del proprio rettore. in uno stato liberale, le opinioni su chi debba o non debba tenere una lectio magistralis (si tratti del Papa, di Maradona o di Topo Gigio) non hanno nulla che vedere con la nomina alla presidenza di un ente di ricerca. liberta' di opinione significa appunto poter esprimere le proprie idee (su tutti: anche sul Papa, su Maradona o su Topo Gigio) senza dover temere poi ritorsioni e punizioni di sorta.

quando invece queste ritorsioni e punizioni ci sono, quando si chiede esplicitamente e senza alcuna vergogna (come fatto da Valditara) che un'opinione venga rivista per procedere con una nomina, allora significa che i fondamenti di uno stato liberale cominciano a scricchiolare. ed almeno a me tutto cio' mette parecchia paura.

perche' stracciarsi le vesti? come e' stato fatto notare in un altro post,
quello che e' successo e' assolutamente normale in un paese dove la
politica ha le mani su tutto, in questo caso nella forma del 
parlamento che deve ratificare (e quindi ha il potere di veto su) la
nomina del direttore del CNR.

che differenza c'e' tra questo caso e il caso della banda mastella?

ok, il CNR e' un ente pubblico, chi mette i soldi comanda.

anche
le universita' statali sono pubbliche e finanziate quasi interamente
con soldi pubblici, eppure gli si riconosce potere di autogoverno.

perche' non anche al CNR?

Secondo me è sbagliato confondere "scelto dai politici" da "scelto per meriti politici": in un ente pubblico trovo giusto che siano i politici a scegliere i dirigenti (anzi, chi vince le elezioni dovrebbe avere il diritto di cambiarli immediatamente tutti) in quanto è il politico a rispondere direttamente del suo operato agli elettori.

Nell'università italiana (come in un'altra istituzione nell'occhio del ciclone in questi giorni) vige il principio opposto: non si è scelti dai politici, ma si fa carriera per meriti politico/sindacali, e il risultato è davanti agli occhi di tutti.

è sbagliato confondere "scelto dai politici" da "scelto per meriti politici"

capisco la distinzione di principio, ma in pratica le due cose sono
identiche. proprio per questo bisogna distinguere tra ente pubblico ed
ente pubblico: vada per gli enti amministrativi, ma un ente "con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire
e valorizzare attività di ricerca
" svolge bene il proprio compito se e' governato secondo criteri scientifici.

che
poi la classe accademica italiana sia mediamente inetta rispetto a
questo ideale e sia composta in schiacciante maggioranza da persone che
fanno carriera secondo altri criteri non c'e' dubbio. ma il problema in
questo caso non sono ne' la politica ne' i sindacati: il problema e'
l'assoluta non accountability di chi prende le decisioni
importanti. far fare carriera a un "interno" pietoso piuttosto che
assumere un "esterno" bravo non ha alcuna conseguenza, anzi offre
vantaggi. se avesse delle conseguenze nella direzione giusta -- per
esempio perche' un dipartimento che decade perche' si sono assunti
ciucci che non fanno ricerca e non pubblicano non ricevesse piu' fondi
e alla fine potesse anche essere chiuso mandando tutti a casa senza
trasferimenti e riassorbimenti di qua e di la' -- l'universita'
italiana sarebbe un po' piu' in salute.

Nessun impedisce ai politici i scegliere una persona scientificamente valida.

Se i politici che hanno vinto le elezioni hanno scelto "l'elettricista targato lega nord' per dirigere l'ENEA (come diceva pietro in un altro commento) e a te non piace puoi sempre votare per l'opposizione alle sucessive elezioni, se poi l'opposizione non vince, poco male, in democrazia il voto di un montanaro della Valsassina conta come quello di un Professore della Sapienza.

Se i politici che hanno vinto le elezioni hanno scelto "l'elettricista
targato lega nord' per dirigere l'ENEA (come diceva pietro in un altro
commento) e a te non piace puoi sempre votare per l'opposizione alle
sucessive elezioni, se poi l'opposizione non vince, poco male, in
democrazia il voto di un montanaro della Valsassina conta come quello
di un Professore della Sapienza.

E' quello che stavo per rispondere io: l'"accountability" che chiede Giulio c'è, è quella dei politici verso gli elettori che li hanno votati. Semmai dovrebbe far riflettere sulla necessità di avere un "ente pubblico" che si occupi di ricerca scientifica.

Non capisco cosa ci sia di male ad avere un ente pubblico che fa ricerca. Ce ne e' una mares in tanti altri paesi e funzionano benissimo (MPI in germania, NIH e NCBI in america...)

Aspettarsi che vengano diretti da persone competenti piuttosto che familiari e politicanti vi sembra chiedere troppo?

 

Vi sbagliate. Non è Valditara che vuole far fuori Maiani. Anzi penso proprio che sarà lui a difenderlo. Sono altri i nemici di una guida autorevole per il cnr. Io penso (o spero?) ancora che Maiani diverrà presidente. Mi riservo un commento più esplicito alla fine dei giochi, perché temo che ogni ulteriore rumore (anche quello dall'Amerika) possa danneggiarlo.

Io penso (o spero?) ancora che Maiani diverrà presidente 

lo spero anch’io ma purtroppo ne dubito.

 

a norma di legge il parere delle commissioni e’ non-vincolante e c’e’ un lasso di tempo entro il quale sono tenute ad esprimersi. in condizioni normali dunque il governo potrebbe anche procedere alla nomina autonomamente qualora tali pareri dovessero tardare piu’ del dovuto.

 

in condizioni normali appunto. data la situazione attuale di crisi pero’ i lavori parlamentari sono forzatamente bloccati ed il governo non puo’ giustificare la ratifica imputandola ai ritardi dei lavori in commisione. 

pertanto la nomina di Maiani sara’ verosimilmente di competenza del prossimo esecutivo che potrebbe anche decidere di puntare su un altro candidato.

Qualcuno mi spiega in base a quale principio la Cei si mette a discutere su quale sia la conclusione migliore della crisi di governo?

Non si va un po' fuori dai loro compiti?

Edoardo

P.s. Ovviamente la domanda e' provocatoria

Segnalo che il senato facendo cosa buona e giusta ha approvato la nomina del prof. Maiani.

Il centro destra ha deciso di non partecipare alla votazione.

Spett.le :
Presidente Prodi
Ministro Mussi
Sottosegretario Modica
P.C. : Componenti Commissione
Cultura Camera dei Deputati
Componenti Commissione
Cultura Senato della Repubblica

Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali.
Niente di più falso.
Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse.
Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse.
Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.
Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR. Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).
Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.
Tutto questo non potrà essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede.
Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica.

On. Gabriella Carlucci


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February 14, 2008
Sr. Romano Prodi
Prime Minister
Dear Sir:
I have been shown the contents of a slanderous letter written to you by Sra. Gabriella Carlucci, MP and dated February 7, 2008. This letter was published in Puglia-Live and has been widely disseminated. It falsely claims that I have questioned the scientific competence of Prof. Luciano Maiani, the recently elected President of the CNR, and had opposed his appointment at CERN. These utterly invidious and untrue allegations were part of a more general attempt to belittle the scientific standing of Prof. Maiani. The letter denigrates his scientific accomplishments over the years and those of his colleagues, Profs. Cabibbo, Parisi and Petronzio, whose work was claimed to have caused serious damage to the image of Italian physics worldwide. Not so!
The remarks that Sra. Carlucci attributes to me are wholly untrue and malicious. Prof. Maiani played a key role in our collaboration decades ago, for which he was duly recognized internationally by the awards of the highly regarded Dirac Medal and Sakurai Prize. Maiani’s many research publications have been cited well over 8000 times (not including the 3600 citations to our joint work). I have never written, suggested or thought anything remotely disparaging about the skill and accomplishments of this stellar Italian scientist.
The more general arguments in Sra. Carlucci’s letter are equally false, slanderous and malicious. I, and my colleagues worldwide, have the highest regard for the many outstanding contributions of Italian theorists to particle physics, among whom Profs. Cabibbo, Petronzio and Parisi (as well as Maiani) are leading luminaries and indeed may be regarded as ‘heirs to Fermi.’ No event associated with their distinguished scientific careers has ever caused the slightest damage to the image of Italian physics. In the eyes of a foreign scholar, if there is anything that can damage the image of your country’s scientific institutions, it is the vulgarity and deception of this slanderous attempt at denigration of some of your nation’s most distinguished scientists.
Sincerely,
Sheldon L. Glashow
Nobel Laureate
Foreign Member, Accademia dei Lincei

 
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Caro Prof. Glashow, Lei ha scritto al Presidente Prodi insultandomi brutalmente senza però andare alla sostanza delle cose. La informo che i contenuti della lettera che ha suscitato la Sua ira vengono da notizie pubblicate su quotidiani italiani, su Nature e su “Lettere al Nuovo Cimento”. Notizie mai smentite.

Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda: se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel?
Eppure la Fisica della Particella italiana (e, in particolare, quella romana) è in percentuale e in valore assoluto fra le meglio finanziate al mondo. Sperò mi risponderà senza insultarmi. E non dica bugie: potrei sorprenderLa.

Cordiali saluti. Gabriella Carlucci

Interessante questo scambio italiano-inglese. Se quello che dice la Carlucci è vero, sembra che si tratti di un normale processo di produzione scientifica: si produce una teoria, 5 anni dopo se ne trova un'altra che la smentisce o la migliora. Il che non inficia la qualità della scoperta precedente -al momento in cui è stata fatta-. Forse questo per Glashow è così ovvio che non valeva nemmeno la pena di menzionarlo.

Ovviamente la Carlucci straparla come se avesse la febbre a 42. Ma la sola idea che si possa essere messa di buona lena a provare ad inficiare Maiani sul merito della fisica nucleare la dice lunghissima. Qui un amico fisico ha scritto due note interessanti riguardo le castronerie della Carlucci.

Peccato che Aida Yespica non abbia accettato di entrare a far parte del PdL! Lei sicuramente ne sapeva di genetica.

Non so quanto sappia la Carlucci di fisica, io con sulle spalle Fisica 1 e 2 ad ingegneria difficilmente mi accorgerei se in un paper si confondessero "particelle elementari di proprietà fisiche diverse".

E non credo dipenda dal fatto che il mio prof di fisica 2 molto probabilmente ne capiva ancora meno: libro ed assistenti erano di un'altra pasta.

"se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari
stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio
Nobel?".....ma cosa pensa questa? Che vincere il nobel sia come partecipare alla serata dei telegatti?!

Stupendo, semplicemente stupendo. Un nanetto sulla classe politica italiana assolutamente impareggiabile. A me e' piaciuto soprattutto quel "potrei sorprenderla" alla fine. Darei qualunque cosa per vedere la sorpresa.

Sheldon risponde alla Carlucci, il testo si trova anche <a href="http://www.puglialive.net/home/news_det.php?nid=10554">qui</a> :

Dear Sra Carlucci,
Despite your earlier comments and whatever your sources may be, the fact is that I have never questioned Prof. Maiani’s stature as a superb and accomplished researcher. I am outraged that you have tarnished my own reputation by such a false and invidious allegation. It is true that several Italian theorists (including Maiani) are deserving of Nobel Prizes, but there are far more such candidates than Prizes. Recall that world-renowned physics luminaries such as Edward Witten, Stephen Hawking, Yoichiro Nambu, among many others, are not Nobel Laurestes.
Whether (or not) Italian physicists have won Nobel Prizes, and whether (or not) they are well funded, they have made exceptional contributions to physics, at least as many as any other European nation.
Italy should be very proud of its many scientific heroes, and not malign them.
Sincerely
Sheldon Lee Glashow

Le lettere di questa Carlucci sono fra il ridicolo e l'imbarazzante: deve pensare di stare ancora in TV, dove la gente ride quando dici cose insensate. Ora le scrive, anche; mi veniva da dire "gliele scrivono", ma a ben guardare la qualità dell'italiano è tale da far pensare che se le scriva lei. Che gente siede in parlamento? Il sito della signora è una specie di comica continua, che vi invito a visitare se avete un momento di sfiducia nella vostra intelligenza; vi farà recuperare l'ottimismo, almeno in termini relativi. Cita persino Hayek, ed in inglese. Molto apprezzabile anche lo sforzo "bipartisan" compiuto in tandem con il signor Bordon (quello che ha la moglie che prova a fare la stella del cinema lavorando per la televisione di stato) per l'ottenimento di sussidi ai produttori italiani di films, insomma ai suoi datori di lavoro passati e probabilmente futuri.

Sul sito dell'intraprendente ed acculturata esperta di particelle elementari trovate anche questo post scriptum alla "lettera" menzionata nei commenti precedenti:

Enzo Boschi per difendermi dai suoi insulti ha scritto una nota sull'argomento. Mi faccia avere i suoi commenti.
La nota si trova su www.valorieliberta.wordpress.com

La nota non è facile da trovare, ma si trova qui. Leggetela. C'è qualche fisico delle particelle che su questa cosa possa fare un post con conoscenza di causa? La cosa puzza di bruciato lontano un miglio.

 

 

Il Boschi (che già fa l'amministratore di istituti scientifici pubblici ma evidentemente non gradisce che altri ottengano le sue stesse prebende) attacca in maniera subdola il Maiani, su cui scrive cose sufficientemente ambigue da far temere che di un'altra carognata politica si tratti; anzi religiosa. L'ispiratore (o, almeno, presunto beneficiario) della quale carognata sembra essere, guarda guarda, una vecchia conoscenza del sottobosco pubblico italiano, ossia il signor Antonino Zichichi. Un "grande fisico" che è sempre stato con la parte politica (e soprattutto religiosa) giusta e che ... non ha mai vinto il Nobel. Non aver meritato il Nobel deve rodergli, e deve rodere anche ai suoi allievi (mi riferisco al Boschi, perché dubito che signora Carlucci sia un'allieva di Zichichi il fisico, anche se forse lo è di Zichichi l'organizzatore ...) i quali, con il valente supporto d'acculturate presentatrici televisive, lanciano campagne mediatiche contro i fisici che qualche successo scientifico superiore a quelli del loro maestro sembrano averlo ottenuto ...

 

Cattiveria per cattiveria, vale la pena far circolare questa: parlando di Zichichi, un signore che il premio Nobel in fisica ce l'ha sembra aver osservato che di ottimo organizzatore si tratta, ma di mediocre fisico ...

 

 

Molto interessante, la nota di Boschi. E soprattutto i commenti riportati sotto, fra cui quello di Giorgio Parisi, uno degli amici di Maiani che pur non avendo vinto il Nobel sembra avere un cv di tutto rispetto. Avremmo davvero bisogno di un fisico delle particelle che ci spieghi la storia, ma da profano mi sembra di capire che le credenziali di Maiani fisico non si possano mettere in discussione. Una campagna denigratoria di tutto rispetto. wow.

Insomma, ragazzi c'e' Zichichi dietro, o mi sbaglio. Deve essere vecchio ma era potentissimo, uomo di Andreotti. Ricordate che faceva convegni  a Erice nella speranza di vincere quello della pace di Nobel. Il personaggio e' inquietante.

Insomma, ragazzi c'e' Zichichi dietro, o mi sbaglio.

Non sbagli: quest'articolo, pubblicato su "Liberazione" del 21 febbraio (e a quanto mi risulta mai smentito), rivela che il famoso documento di Enzo Boschi e' stato battuto nella segreteria di Zichichi!

[...] Quando alcuni ricercatori del Cnr, fra cui Roberto Natalini, segnalano a Gabriella Carlucci gli strafalcioni, chiedendole di informarsi meglio, lei scopre la sua “talpa”, inviando un livoroso e autocelebrativo documento scritto da Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, escluso dalla terna di nomi proposta a Mussi e soprattutto allievo di Antonino Zichichi, il discusso scienziato sponsor del ministro Moratti, menzionato ben 19 volte da Boschi come «il mio maestro professore Zichichi». Tra l’altro, l’approssimativo documento appare redatto da Fiorella Ruggiu, collaboratrice di Zichichi al Centro Ettore Majorana di Erice, utilizzando una copia di Word registrata presso Forza Italia. [...]

Forse e' per quello che Boschi pubblica cosi' poco: da solo, senza le risorse fornitegli dal "suo maestro", non e' neppure capace di scrivere una lettera col computer... ;-)

WOW, grazie zio Enzo!

Ma com'è che in Italia, a pensar male ed a pensar banale, ci si azzecca sempre e si scopre il solito mediocre scienziato ed esperto servitore di gruppi politici che, rodendosi d'invidia, trama nell'ombra contro quelli più capaci ed intelligenti di lui? Si ho scritto intelligenti, intelligenti, intelligenti ...

Oggi anche Repubblica riporta nel paginone centrale della cultura (con un articolo ripreso da Micromega) la vicenda Maiani, sottolineando il ruolo di Enzo Boschi e di Zichichi nel processo di diffamazione di Maiani.

temo che la carognata politica di cui parli sia semplicemente il segnale di come parte dell'establishment scientifico italiano tema la scelta di un personaggio della caratura di Maiani per il CNR.

per rendersi conto di quanto rivoluzionaria sia stata la nomina del fisico de La Sapienza basta infatti andarsi a guardare chi Maiani e' andato a sostituire: quel Fabio Pistella (guarda caso anche lui un vecchio andreottiano...) la cui pochezza scienfica e' stata qualche tempo fa denunciata anche da Nature al pari di quella di altri alti dirigenti della ricerca italiana (Sergio Vetrella dell'ASI e Claudio Regis dell'ENEA).

ll cv di Pistella e' in rete ed anche agli occhi di un non addetto ai lavori risulta evidente come la stragrande maggioranza delle "pubblicazioni" inserite riguardino semplicemente comunicazioni scientifiche a congressi. le pubblicazioni internazionali vere e proprie invece sembrerebbero soltanto una decina.

consiglio inoltre questo aricolo apparso tempo fa su Le Scienze che analizza l'andamento della produzione scientifica del CNR nel corso dell'ultimo decennio e segnala la marcata inversione di tendenza verificatasi negli ultimi anni. la produzione scientifica (secondo i dati ISI) cresce infatti marcatamente nel periodo 1996-2004 per subire poi una notevole battuta d'arresto proprio nel corso del mandato di Pistella (2004-2007).

il radicale cambiamento rispetto al passato costituito dalla scelta di Maiani lascia presagire (o almeno sperare...) cambiamenti nella gestione dei fondi e deve aver pertanto spaventato piu' di una cariatide.

Un'interessante ricostruzione della vicenda Boschi vs Maiani la trovate qui nel post del 25 febbraio 2008.

 

 

In aggiunta a quanto già apparso sulla vicenda Maiani, credo sia utile vedere l'articolo apparso su Libero e la successiva smentita di Cline:

articolo su Libero (Titolo: Gaffe sui quark e sul papa: ecco il nuovo capo del CNR)http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-02/080205/h1ls3.tif

Smentita di Cline:

------------------------------------------------------------------------ Dear Sir, I have received mail concerning remarks erroneously attributed to me about the appointment of Professor Luciano Maiani as President of the Italian CNR.

I want to state that I am not connected in any way with these comments, nor with the e-mail address they were sent from, nor with the website: http://maianierror.awardspace.com/ which is fraudulent. I have not been affiliated with the University of Wisconsin for many years and my only email address is from UCLA.
I asked the UCLA HEP/Dark Matter webmaster, D.L. MacLaughlan-Dumes, to request that the web host, Awardspace.com, remove the page. This  has been done successfully.

You are welcome to forward this message to anyone in order to clarify my position. I retain the right of any other action that may be required to protect my reputation.

Sincerely,

David B. Cline UCLA Physics & Astronomy

 

 

In aggiunta a quanto già apparso sulla vicenda Maiani, credo sia utile
vedere l'articolo apparso su Libero e la successiva smentita di Cline

 

Quanta infamia! Son schifato.

La pagina e' stata rimossa ma a quanto pare doveva essere questa qui. Chi mai al mondo darebbe la minima autorevolezza ad uno scempio del genere? La storia della carlucci almeno mi ha fatto ridere di bella; adesso inizia a diventare nauseante pero'.

 

Questa storia prende sempre piu' i contorni di una vero attacco
pianificato a tavolino contro Maiani, fatto con cognizione di causa
della sua ricerca e dei suoi coautori. Qualcuno nella comunita' fisica
italiana assolutamente non vuole Maiani al CNR, e si sta servendo della
politica e di altri mezzi per impedire che questo avvenga. Se fosse
solo invidia accademica sarebbe gia' preoccupante, ma penso che essere
al capo del CNR significa gestire anche come allocare i fondi per la
ricerca. Dati i mezzi con cui si sta organizzando questo attacco, penso
che ci siano diverse persone che abbiano da temere con Maiani al CNR
una decurtazione dei loro fondi (forse perche' utilizzati non a fini di
ricerca ma per mantenere una corte?). Ed allora la situazione diventa
veramente preoccupante...

Sono solo speculazioni, ma a pensar male...

Saranno solo speculazioni, come dici tu, ma  non è certo pensabile che dietro la vicenda ci sia solo la Carlucci, che non vedo quale assidua lettrice di Nature.

dopo il "potrei sorprenderla" della lettera mi aspetto di tutto, anche che la Carlucci legga l'AER...:)

bisogna solo capire se tutta questa montatura e' stata lanciata dalla politica che si e' servita di alcuni studiosi compiacenti per trovare argomenti, o sono stati i fisici che hanno avuto l'iniziativa ed hanno usato la politica per mascherare il tutto. Io propendo per la seconda, ed e' per questo che la situazione mi fa paura/schifo: i fisici che orchestrano un piano ed i politici dell'opposizione, pur di dar addosso ad una scelta del governo, risputano tutto quello che gli dicono senza andare a controllare una terza fonte. Una classica perla italiota.

Questa vicenda è sgradevole, anzi penosa. Non so se vi sia dietro un "piano", onestamente credo di no. A mio avviso trattasi di reazione spontanea del ventre molle della destra "politico-intellettuale" italiana messa di fronte al fatto che qualche raro scienziato di altissima qualità in Italia esiste ancora e pubblicamente parla. Il che, se ci pensate, è ancora peggio.

Perché, e la cosa meriterebbe non uno ma cinque articoli, uno dei drammi della destra italiana (ed una delle ragioni per cui non è liberale ma peronista) è che è profondamente ignorante. Sissignori, ignorante. Se ci pensate un attimo vi rendete conto che sto dicendo una banalità nota a tutti: area scientifica per area scientifica (dalla filosofia alla matematica, dall'economia alla fisica, dall'astronomia alla chimica) provate a farvi la lista dei dieci italiani migliori. Poi pensate a come sono politicamente schierati. Nella maggioranza dei casi non sono schierati con nessuno, perché fra gli scienziati il fastidio per la casta è particolarmente alto. Ma quei pochi che son schierati, lo sono a sinistra. Quasi mai riuscite a trovarne uno di destra: il caso dei fisici romani non è l'eccezione, è la regola!

Non solo, fra quelli che non sono schierati se fate una rapida inchiesta su chi sopportano meno (o su chi disprezzano di più, che fa lo stesso) cosa trovate? Trovate la destra italiana. Non la destra in generale, non il liberismo, nemmeno (se insistete) le varie versioni del pensiero conservatore, non è quello il punto. Il punto è che trovate Berlusconi e Fini, Casini e Storace, Bossi e Tremaglia, Sgarbi e Tremonti. Tutta gente considerata, giustamente a mio avviso, profondamente ignorante. Ignorante: nel senso che non solo non hanno letto, e forse nemmeno sanno chi sia, Vidiadhar Surajprasad Naipaul ma non hanno la più vaga alba di che cosa sia il principio d'indeterminatezza, o di cosa si occupino gli antropologi. Vivono in un mondo primitivo e provinciale, fatto di chiacchere da bar (che poi il bar sia a via Montenapoleone e venda il Campari orange a 15 euro, non fa molta differenza), veline televisive con tette abbondanti, partite di calcio "memorabili", storie di naia "bestiali", fumetti porno e films di Lando Buzzanca, parrocchie del sacro cuore che comprano la nuova campana, e partite IVA, ovviamente. Questa è la cultura della destra italiana.

Non ci credete? Tornate agli anni del liceo, o anche dell'università. Chi erano, in media, quelli di destra? I tonti. Sempre ed invariabilmente: i tonti. Qualche raro compagno del liceo dichiaratamente di destra che leggesse qualche libro che non fosse un libro di testo o la collezione dei discorsi di Almirante, lo ricordo, certamente. Ma erano pochissimi, erano eccezioni, erano delle mosche bianche in una palude di destra fatta di gente con l'IQ da temperatura per sauna. Queste eccezioni ci sono anche ora, e fanno tenerezza: anche a destra c'è qualche intellettuale, qualche scienziato, ma sono spauriti ed abbandonati, non se li caga nessuno. Credete a me che li frequento, e voglio loro bene anche se so che quanto sto scrivendo li farà imbestialire.

Tra l'altro, queste eccezioni sono nella grande maggioranza persone "giovani", ossia sono quasi tutte persone di generazioni succesive alla mia. Nella mia generazione, in quella immediatamente prima ed in quella immediatamente dopo (tanto per capirsi: quelli che hanno fatto la maturità fra il 1968 ed il 1980) io stimo che la percentuale di persone dichiaratamente di "destra" e con un IQ superiore a 120 fosse infinitesimale. Quei pochi giocavano a scacchi, leggendo Evola negli intervalli ... Esagero: qualcuno di "destra liberale" ed anche intelligente c'era anche allora, eccome che c'era. Eran pochi, è vero, ma c'erano. Alcuni sono oggi fra gli assolutamente migliori economisti italiani, o fisici-chimici, o matematici, o avvocati ... per chi non l'avesse capita, sto cercando di non insultare qualche caro amico mio, di cui ho illimitato rispetto. Ma son quadrifogli in un campo di trifogli, e non li menzionerò ... (Domandina per quelli di destra pura-e-dura: chi sto storpiando? Suggerimento: di certo al liceo il vostro professore, di sinistra, ve lo menzionò ma voi concludeste che era pazzo. Effettivamente, lo era.)

Tralasciando gli amici miei e, sperando non s'offendano più del normale, torniamo al punto. La destra italiana forse non è totalmente composta da gente ignorante (perché forse fra le generazioni che hanno finito la maturità dal 1985 in poi qualcosa è cambiato) ma senz'altro è diretta e controllata da ignoranti. I quali, quindi, non solo si sposano o si accompagnano con i loro equivalenti, non solo ragionano come tali e nominano gente di talento paragonabile al loro a dirigere questo e quello (incluso il CNR), ma soprattutto promuovono, fra le persone più giovani, quelli con cui riescono ad intendersi. Meglio: quelli che riescono ad intendere, ossia gente che con le mani non ci scrive ma ci pensa. Parlo (anche) per esperienza personale: 15 anni fa tentai (relativamente giovane ed alquanto illuso) di aiutare Bossi e compagnia a trasformare la loro giustificatissima rabbia in un federalismo liberale che fosse attuabile oltre che sensato. Fu un'impresa ridicola, non deludente: non capivano nulla, letteralmente nulla. Quando avrò tempo, racconterò i miei ricordi di quel giorno, e di quella notte soprattutto, durante i quali, in un albergo di Ponte di Legno, si decise la caduta del primo governo Berlusconi. La sensazione che ricordo è quella di un branco di scimmie che, dopo aver fallito nel tentativo di capire cosa fosse l'oggetto che avevano davanti (una bicicletta) e cosa dovessero farne (pedalare) si vendicava facendolo a pezzi. Ricordo ancora, da quei mesi, un'intervista di Bossi al Corriere in cui dichiarava che per risolvere il problema del conflitto d'interessi di Berlusconi loro avrebbero proposto un "trust blindato" ... due sere prima avevo cercato di spiegargli cos'era un "blind trust", su cui, con un caro collega che non menziono, avevamo pure scritto la proposta di legge. E non crediate che quelli di FI fossero migliori: perle ai porci.

Riassumendo: la destra italiana ha qualche problema serio, molto serio, con la cultura. Con tutta la cultura, non solo con la filosofia post-moderna o il sociologismo francofortese, che sarebbe anche comprensibile. Ha problemi molto seri anche con gli spazi di Sobolev e con la logica modale, con la cliometria e con l'algebra di Virasoro, con la biologia molecolare e con la letteratura indiana, insomma ha forti problemi con la cultura e la scienza moderne. Simmetricamente, chi pratica, capisce e crea scienza e cultura moderne (ed intende la lingua italiana) ha diffidenza ad interagire con la destra politica italiana, ad associarsene, a contribuire al messaggio che la medesima diffonde. In questo vuoto fluttuano le Carlucci ed i Feltri, quando va benissimo arrivano gli Zichichi e gli Zeffirelli, gli intellettuali della destra italiana del XX e del XXI secolo. È da questa zuppa primordiale che nasce la campagna contro Maiani. Non vi è nessun complotto: anche volendo la Carlucci non sarebbe in grado di concepirlo.

Apprezzo (ed in buona parte condivido, anche se non spetta a me dirlo) lo sfogo, Michele, ma ormai la mole di attacchi e la quantità di persone coinvolte negli stessi mi sembra decisamente troppo ampia per pensare solamente ad una reazione inviperita di qualche singolo. Come dice Giorgio, stiamo assistendo ad una campagna denigratoria di tutto rispetto. Che ci sia dietro una bella cordata di ordinari e studiosi vari piuttosto che lo stato maggiore della destra italiana + 5 generali e 6 cardinali non mi sembra faccia questa enorme differenza. Stanno piovendo da più parti attacchi virulenti, poi diffusi a mezzo stampa. Si sta tirando fango su luminari stranieri, distorcendone pensiero e dichiarazioni. E' grave, ed è difficile pensare alla reazione spontanea di un paio di baroni.

chapeau Michele.

aggiungo anche che non solo la Carlucci non sarebbe in grado di concepirlo come dici tu, ma è probabilmente convinta che la teoria delle stringhe è solo una teoria sul modo migliore di allacciare le scarpe

C'è un elemento da aggiungere a quello che dice Michele. La sostanziale indifferenza, quando non aperta ostilità, di buona parte della destra nei confronti della scienza non è un fenomeno solo italiano. Negli Stati Uniti si fa un gran parlare di quanto sia spostato a sinistra il corpo docente delle università rispetto al resto del paese. Non stiamo parlando solo dei dipartimenti di studi afroamericani o di cultural studies. Stiamo parlando dei dipartimenti di biologia, fisica, chimica e quant'altro (apparentemente la tendenza è meno pronunciata tra gli economisti, un tema su cui vale la pena tornare).

Perché accade tutto questo? La destra americana urla al complotto, afferma che l'intellighenzia di sinistra coopta solo altri di sinistra. Può perfino darsi che nei dipartimenti di humanities questo sia vero. Ma nei dipartimenti scientifici faccio molta fatica a crederci; nei dipartimenti di economia, che sono quelli che conosco meglio, mi sento tranquillamente in grado di affermare che questo non è un problema. La ragione è a mio avviso molto più semplice e si spiega bene con un aneddoto. In uno dei dibattiti iniziali tra gli aspiranti alla candidatura repubblicana per la presidenza, il giornalista chiese chi, dei 10 candidati, non credesse alla teoria dell'evoluzione. Alzarono la mano in 3. Di questi uno era Mike Huckabee, che resiste tuttora nella corsa e gode di un ovvio consenso in una larga parte del partito. Veramente c'è bisogno di ulteriori spiegazioni per la diffidenza dei biologi (e degli altri scienziati) verso la destra?

Tanto per rinvangare il passato e tornare in Italia, qualcuno ricorda la canea reazionaria sulla "cura di Bella"? La vicenda fu semplicemente allucinante. Il figlio di Di Bella andava in giro a promuovere la cura del papà non nei seminari internazionali e nei laboratori di ricerca delle case farmaceutiche, ma ai congressi di AN, pretendendo che le cure con detto metodo venissero pagate dai contribuenti anche in assenza di un serio processo di sperimentazione e verifica dell'efficacia. Quasi a nessuno dei protagonisti politici della polemica venne apparentemente in mente di chiedersi perché mai i proponenti della cura non cercassero di farla approvare all'estero, quale fosse il consenso della comunità scientifica internazionale. Il provincialismo a volte raggiunge livelli veramente inverecondi. E a chi pensasse che questa sia una occasionale sbandata poco rappresentativa dell'atteggiamento generale della destra italiana nei confronti della ricerca scientifica ricordo che Storace pretese di ripristinarla appena nominato ministro della sanità, nonostante la sua efficacia fosse ben lontana dall'essere provata. Di nuovo, abbiamo veramente bisogno di altro per spiegare il disprezzo che tanta parte del mondo scientifico ha verso questi signori?

Chiedo scusa in anticipo se il mio ragionamento rischia di essere semplicistico, ma dato il tempo ed il luogo è difficile essere più analitici.

Le considerazioni di Sandro e Michele ripropongono la questione della cultura scientifica in Italia, ma più in generale nel mondo occidentale.

La scienza presuppone spirito critico, anzi potremmo dire che la scienza è spirito critico: si propone una teoria, si cercano i riscontri empirici, si sottopongono i risultati alle osservazioni ed ai riscontri  di altri scienziati in un dialogo continuo e non dogmatico.

La scienza richiede il dubbio e l'accettazione della complessità.

Non a caso si è sviluppata maggiormente dove lo scambio critico di opinioni è stato favorito ed è deperita quando la si è voluta ingabbiare in dogmi a-scientifici, come l'esperienza di Lysenko e degli scienziati atomici di Hitler insegna.

Nella tradizione culturale italiana il dubbio è stato, da sempre, coltivato maggiormente a sinistra, sino ai limiti dello spaccare il capello in quattro o della masturbazione intellettuale

La destra, invece, si è spesso vantata di saper proporre soluzioni semplici a problemi complessi,  guardando con favore più a colui che decide rispetto a colui che pensa.

 

 

Vorrei aggiungere quello che forse è un luogo comune, ma va secondo me detto: il ruolo della scuola nell'educazione scientifica in Italia, che, nonostante riforme di facciata, ancora ricalca il modello gentiliano che intende per "cultura" la cultura umanistica e tratta le scienze con discreta indifferenza. 

Vi racconto una storia: quando abitavamo a Minneapolis, mia moglie ed io partecipavamo ogni anno da volontari al round cittadino della Science Fair, come giudici. Si tratta di una gara in cui studenti dalla terza elementare all'ultimo anno delle superiori, divisi per classe, concorrono a presentare un piccolo progetto scientifico. Ricordo con tenerezza ragazzini di 10 anni che illustravano i loro esperimenti, per esempio la misurazione dell'efficacia di varie marche di dentifricio, testata sporcando delle superfici di ceramica allo stesso modo, e poi strofinandoli con uno spazzolino per un certo numero di volte. C'era poi chi andava a prendersi il sapone dai bagni degli ospedali per vedere se l'efficacia antibatterica di quel sapone era migliore di quella del sapone del supermercato. Chi sperimentava se la qualità di varie marche di pane a fette dipendeva dal prezzo, facendolo mangiare a familiari vari e calcolando le medie, e così via. 

La qualità e complessità degli esperimenti ovviamente migliorava con l'età dei ragazzi: alcuni high school senior presentavano progetti che avevano sviluppato in collaborazione con veri laboratori universitari; ma il punto è che nei loro poster anche i bambini delle elementari indicavano di conoscere ed aver imparato e sperimentato chiaramente i passi fondamentali del metodo scientifico: ipotesi, esperimento, risultati. 

Mia moglie ed io commentavamo ricordando che lei il suo primo poster, nella terra di Galileo, lo aveva fatto durante il dottorato. Non voglio con questo aneddoto fare una comparazione complessiva dei sistemi scolastici: anche quello americano ha i suoi problemi. Però sostengo che un'esposizione simile ai principi fondamentali del metodo scientifico noi, in Italia, ce la sognamo. Per questo poi sorgono i casi "Di Bella". 

 

Accidentalmente sono assolutamente d'accordo con la critica generale al sistema scolastico italiano: di fatto credo che la riforma Gentile sia stata la seconda cosa piu' dannosa che il fascismo ci ha regalato; non arrivo pero' alle tue conclusioni e cioe' che il caso "Di Bella" sia un episodio del tutto italiano figlio della mancanza di razionalita' a scuola. Ci sono vari passaggi tra uno e l'altro e non si puo' tirare una conclusione diretta.

Intanto bisogna distinguere tra la capacita' di applicare il metodo scientifico quando si fa un esperimento (per gioco, a scuola o per lavoro) e nella vita di tutti i giorni. Non e' una questione banale ed anzi e' stupefacente vedere quanti scienziati poi adottino quando sono in borghese atteggiamenti assolutamente irrazionali. Dalle stupdidate, come il non mangiare carne cruda o formaggio non pastorizzato al far uso della terapia alternativa che la loro HMO offre prontamente.

Il caso Di Bella in particolare poi non era un caso posto sul piano scientifico stretto. Li' l'argomento era che la cura era stata testata e funzionava ma la longa manu delle case farmaceutiche in qualche modo cercava di ostacolarne la diffusione in nome dei profitti. E poi c'era il fatto che Di Bella aveva l'apparenza del nonnino delle fiabe, c'era il gioco forza di prendere la speranza da chi ha solo piu' speranza da dare, c'era la puzzolente divisione politica e su quest'ultima non possiamo essere sicuri che mutatis mutandi con la destra al potere e la sinistra all'opposizione non sarebbe successo l'opposto. Davvero un certo tipo di sinistra non ha nulla da invidiare alla destra quando si tratta di apertura al progresso scientifico: vogliamo parlare di organismi geneticamente modificati o di centrali nucleari ad esempio?

Insomma io non farei una divisione tout court in cui sinistra = piu' aperta al metodo scientifico, destra = piu' chiusa. Non ci credo e non e' quello che ho visto nella mia esperienza. Per anni quando stavo in italia ho fatto il volontario per una associazione che si occupa di divulgazione scientifica e lotta alle pseudoscienze: vi posso assicurare che quelle rare volte in cui spuntava la politica di solito cio' a cui si assisteva era la lotta tra metodo scientifico e ideologia, indipendentemente dal tipo di ideologia.

C'e' poi l'argomento che tira fuori Michele e cioe' che chi vota destra sia mediamente piu' tonto di chi vota a sinistra. Questo non e' un argomento nuovo e non riguarda solo l'italia. Ve la ricordate questa divisione? Insomma il ragionamento di Michele potrebbe avere un fondo di verita' nel momento in cui si abbandona la definzione di destra e sinistra (che ormai dovremmo aver imparato non vuol dire nulla) e la si sposta in conservatori vs riformisti. Tanto che ci sono studi, piu' o meno seri, che mostrano che la definzione politica non sia sempre cosi' chiara nemmeno per chi se la auto attribuisce.

Ad ogni modo spostando il discorso su conservatori vs riformisti, e' sicuramente piu' semplice tradurre il tutto su un piano scientifico: un modo di pensare diventa un modo di effettuare scelte, ad esempio e il tutto diventa testabile. A chi ha un background di economia consiglio qualche lettura di Read Montague, che ha affrontato alcune di queste questioni in maniera molto semplice.

Non sono d'accordo sul caso Di Bella, che ricordo bene. Il punto del dottore e dei suoi seguaci era che il suo metodo non era "testabile": solo lui sapeva come combinare i dosaggi del cocktail di farmaci caso per caso. Praticamente, uno stregone. Ricordo anche un "Porta a porta" in cui Di Bella e figlio sostenevano, con la compiacenza di Bruno Vespa al nadir del suo giornalismo (che è già pessimo di norma), che la statistica non serviva a niente e che sostanzialmente con i dati si poteva dimostrare quello che si voleva. Più anti-scientifico di così. 

I milioni spesi per i test del suo metodo (con decine di migliaia di pazienti coinvolti, quando la pratica comune, se capisco bene, è di usarne poche centinaia), sono stati spesi solo su insistenza della povera Bindi, che dovette cedere all'insistenza dell'opinione pubblica spronata da giornalisti e politici in cerca di popolarità.

Non ho capito su cosa non sei d'accordo.

Andiamo in ordine:
La cura di bella e' stato un fenomeno con almeno due livelli di propagazione. Uno mediatico, che e' quello con cui scatta l'analogia sul caso maiani, e uno popolare. Quello mediatico e' scoppiato nel 95 se non sbaglio, piu' o meno in coincidenza con l'uscita di un libro a lui dedicato. Si e' poi concluso nel 98, alla fine della famosa cura che ebbe non decine di migliaia di pazienti ovviamente - neanche ci sarebbero - ma poco meno di 400.  Ora, se il furore a livello mediatico si e' fermato subito dopo o durante i risultati della cura, ti posso assicurare che a livello popolare non si e' arrestato, purtroppo, e ci sono ancora un paio di centinaia di medici in tutta italia che la appoggiano e la applicano.

Ora perche' la cura ha e ha avuto il risalto che ha avuto? A livello mediatico e' difficile dirlo per cui non mi ci addentro. Ci sono convenienze politiche di cui si parlava prima (Storace ancora propone di passarla in fascia A), la pennivendoleria, l'audience, etc. Sicuramente tra tutte le ragioni escluderei la mera sfiducia o l'ignoranza verso il metodo scientifico: il can can mediatico si e' concluso e' esattamente con l'inizio della fase di test ministeriale, quasi se alla fine i media rinsaviti avessero  riposto la loro fiducia nei metodi di sperimentazione.

A livello popolare invece? A livello popolare sicuramente ha contribuito l'ignoranza di non sapere come funziona la scienza ma, ripeto, ci sono tantissimi esempi di paesi con sistema scolastico ben piu' science-friendly del nostro che pero' cascano li' dove caschiamo noi: se non e' agopuntura sono gli angeli, se non sono gli oroscopi e' l'omeopatia. Quello che voglio dire e' che quando si parla dell' impatto sociale della pseudoscienza non serve a nulla applicare il metodo scientifico a singhiozzo (o quando la maestra ti assegna l'esperimento): ci vuole l'abilita' critica di saperlo applicare sempre, in ogni momento della propria vita e quella e' innata, non si impara. Poi i casi che hanno a che fare con la salute sono ancora piu' complicati perche' capirai che riuscire a rimanere coerenti o razionali anche quando stai morendo di tumore non e' semplice.

Sono d'accordo che non e' solo questione di educazione scolastica, figurati! Volevo solo sottolineare che e' possibile laurearsi in Italia, anche in discipline scientifiche, senza conoscere anche approssimativamente come funziona la ricerca, come funzionano i processi di peer review, etc... Questo mi divento' evidente proprio discutendo a suo tempo con amici e conoscenti del caso Di Bella.

Beh io direi che c'e' anche un forte effetto endogeno, che non ho mai capito sinceramente. A destra appunto come dici tu la gente di scienza (pur magari considerandosi di destra intellettualemente) si rifiuta di collaborare ed associarsi con la destra politica, o anche solo di alzare il ditino a dire: fate schifo. A sinistra questo fenomeno non avviene: gli intellettuali di sinistra continuano a fare gli intellettuali di sinistra e ad andare a convegni, a partecipare a riunioni con la classe politica di sinistra, anche se magari gli fa schifo. Lo fanno dicendo cose scomode a volte, ma lo fanno, non si tirano indietro. Mentre a sinistra la reazione degli intellettuali al "fate schifo" e' la creazione di riviste culturali autonome, a destra e' il disimpegno e la rinuncia a cercare di cambiare lo stato penoso delle cose. In steady state, abbiamo esattamente quello che ci racconti. 

Non dirmi che a destra sono piu impresentabili che a sinistra, perche l'impresentabilita' e' piu' o meno la stessa, e anche se fosse, pure quella e' endogena, adverse selection all'ennesima potenza, visto che quelli presentabili non si sporcano le mani. A destra mi pare che ci sia sempre molta piu' paura di sporcarsi le mani. A sinistra invece se le sporcano, e guarda caso poi ottengono qualche cosa, certe idee con gli anni passano.

La questione sollevata poi merita un approfondimento: se andiamo a vedere come si autorappresentano politicamente le persone di scienza, c'e' una schiacciante maggioranza di gente dichiaratamente di sinistra. Questo merita ulteriore analisi, perche come ricorda sandro non e' un fenomeno solo italiano, e non e' un fenomeno che secondo me deriva solo dalla politica contingente e dagli schieramenti politici contingenti. Se, dal punto di vista degli studenti iscritti, le facolta' di ingegneria e di legge sono spesso considerate facolta' di destra e quelle di fisica e matematica invece di sinistra, non basta a spiegarlo l'ideological bias dei docenti, no?

Altro effetto endogeno: pare che dichiararsi "di destra" sia molto piu' socialmente sconveniente che dichiararsi "di sinistra". Personalmente, il commento piu' gentile che ho sentito a persone che dichiaravano di essere "di destra" e' stato: "e io che ti reputavo una persona intelligente..." 

chissa, magari anche questo spiega perche gli intellettuali dichiaratamente di destra si contano sulla punta delle dita. Oppure, anche peggio, siccome e' sconveniente stare a destra, allora stanno a sinistra e diventano loro malgrado gli "utili idioti" della sinistra politica, che cosi si fregia di avere dei (parlando di scienze umane of course) liberisti-zero-tolerance-law-and-order nelle sue file. 

Per niente provocatoria, Rabbi, anzi. Se ci pensi, l'osservazione che fai (e che considero corretta) non fa altro che sottolineare la natura profondamente ignorante ed anti-intellettuale della destra politica italiana. Sono tanto ignoranti da riuscire ad allontanare da se stessi anche coloro che, come gli economisti liberisti italiani, dovrebbero essere i loro migliori alleati!

Vedi, non tutti gli equilibri sono equilibri basati su sunspot, ossia carenti di alcun fondamento. Quello che tu suggerisci, ossia che scienziati ed intellettuali stanno a sinistra perché fa (arbitrariamente) "figo" mentre stare a destra figo non è, sembra un equilibrio senza fondamento alcuno. Se poi invece osservi che il politico di destra è mediamente più ignorante (non più ladro, più menzognero o più incompetente, che lì pari sono) di quello di sinistra, allora ti rendi conto che l'equilibrio non è di sunspot, ma ha dei fondamenti storici molto precisi. Ma quelli li mettiamo in un altro commento.

Michele, il senso dei due commenti miei e': se uno si sente di destra, fa di tutto per cambiare la destra politica, non si rifugia a sinistra. perche poi non si puo' lamentare che la destra fa piu schifo: e certo, se anziche fare cultura a destra (anche da posizioni moooolto scomode), questa gente si muove in massa verso la sinistra oppure si ritira a vita privata...

Se capisco il senso del tuo discorso, tu mi stai dicendo: ma se la classe politica di destra fa veramente pieta' dal punto di vista culturale, si tratta di sbattere la testa contro un muro. Allora mi devi spiegare perche' gli intellettuali di sinistra danno testate contro il muro anche se non vengono ascoltati. 

Io credo che di intellettuali di destra ce ne siano in discreta quantità, ma tendono più al liberale o al conservatore. Oltre a non volersi sporcare le mani probabilmente sentono poca affinità con le componenti maggioritarie della destra italiana: peronista, (ex)fascista e cattolica. Solo l' ultima ha un po' di appeal, nonchè una propria industria culturale.

Poi, magari, anche la moda di gambizzarli gli intellettuali di destra ha influito un po'.

 

Mio figlio contribuisce questo alla discussione su destra e cultura.

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fausto panunzi 27/2/2008 - 17:17

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