E rimetti a noi i nostri debiti ...

6 marzo 2009 sabino patruno

... o almeno consentici di sospenderne il pagamento per un po'.

La crisi economica in atto può essere vista attraverso l'arida analisi economica, i punti percentuali di diminuzione del pil, l'incremento della cassa integrazione, il deficit di bilancio, ma per me, che economista non sono, la crisi ha gli occhi di Ahmed, un marocchino che da dodici anni vive in Italia, dove gli è anche nato un figlio, la cui conoscenza delle formazioni di Juve e Inter è migliore della conoscenza dell'arabo dei suoi antenati.

Ahmed rappresenta un esempio riuscito di immigrazione integrata: un buon lavoro come tornitore ed una casa di proprietà, acquistata tre anni fa per 150.000 euro, finanziata da un mutuo di 130.000: solo che il lavoro da un mese a questa parte non c'è più. A causa di una riduzione delle commesse del 50% la torneria dove Ahmed lavorava ha ridotto il personale e con ciò Ahmed si è ritrovato in mobilità, potendo contare solo su circa 800 euro mensili di entrate.

Ok, lo so, è il mercato, la crisi fa parte dell'imponderabile nè ho intenzione di raccontare una storia strappalacrime e prima o poi - si spera - Ahmed un lavoro lo troverà di nuovo, ma nel frattempo, non ha i soldi per pagare la rata del mutuo e la sua banca, alla quale ha chiesto una moratoria, ha risposto picche. Poichè Ahmed ha sentito in giro che il governo avrebbe "fatto un legge" per aiutare i debitori in difficoltà, si è rivolto al sottoscritto per capirci qualcosa ed avere un aiuto: è stata l'occasione per fare un viaggio in quella che potremmo chiamare la "chimera delle rate sospese" e per dare una delusione ad Ahmed.

Tutto parte dall'ultima finanziaria del governo Prodi.

I commi dal 475 al 480 dell'art. 2 della finanziaria 2008, prevedono infatti la possibilità per il debitore di chiedere la sospensione del pagamento per i mutui "prima casa", ove dimostri di essere realmente in condizioni economiche tali da non poter far fronte al pagamento. Questa facoltà è riconosciuta per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell’esecuzione del contratto. In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella dell’ipoteca vengono prorogate per un periodo eguale alla durata della sospensione, al termine della quale il pagamento delle rate viene ripreso secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto. La copertura sarebbe garantita attraverso l'istituzione, presso il ministero dell'economia, di un fondo di solidarietà per i mutui prima casa dell'ammontare di 10 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009, anche se - a spanne - mi pare una cifra insufficiente.

Ottimo, direte voi, di cosa mai si preoccupa Ahmed: dimostri alla banca di aver perso il lavoro e chieda di usufruire della sospensione del pagamento delle rate. Troppo facile dico io. Secondo una prassi frequente del nostro legislatore, la norma è monca e non è immediatamente operativa, perchè il comma prevede che la sospensione sarà possibile solo dopo l'emanazione di un regolamento (da adottarsi di concerto fra i ministri dell'economia e della solidarietà sociale) con cui verranno definite le norme di attuazione del fondo.

Il governo Prodi è caduto, ci sono state le elezioni è arrivato un nuovo governo e del regolamento nessuno ha più sentito parlare. In compenso l'aiuto ai debitori in difficoltà è stato più volte annunciato dal ministro Tremonti, che, appena insediato, ha cercato un accordo con le banche per ottenere la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile con la riduzione della rata e l'addebito della differenza su un conto accessorio e, poi - col DL 185 del 2008, quello contenente "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale" che ha fissato un tetto massimo al 4% per i mutui a tasso variabile - con la differenza a carico dello stato, per un impegno di spesa di circa 350 milioni di euro.

In realtà, i progetti del ministro sono stati battuti in velocità dalla crisi economica, dato che i tassi di interesse sono crollati e chi aveva un mutuo a tasso variabile e che nel corso del 2007 e primi mesi del 2008 aveva visto aumentare la propria rata, oggi se ne sta tranquillo, ben al di sotto del 4%, dato che l'euribor quota al momento meno del 2%.

E la sospensione delle rate ? Ebbene, sembra tornata in auge grazie ai "Tremonti bond". Una delle condizioni cui le banche devono sottostare per potersi finanziare con i bond ministeriali, infatti, è che consentano di sospendere il pagamento del mutuo per 12 mesi ai lavoratori in cassa integrazione o disoccupati.

Con tutta evidenza, la "sospensione Tremonti" non è però la stessa cosa della "sospensione Prodi". A parte la differenza temporale - 12 mesi contro 18 - nel primo caso (Tremonti) non si tratta di un diritto esteso a tutti i mutuatari, ma solo per i "fortunati" la cui banca chiede di accedere al finanziamento statale, per gli altri invece non è prevista nessuna sospensione della rata e quindi - come per Ahmed - si apre la strada per il pignoramento.

Allora, chiedo io, visto che una legge già c'è e che, almeno a parole, il governo vuole tutelare i soggetti più deboli, dato che, Tremonti dixit al "liquidity day"

"Le famiglie vanno sostenute ed aiutate in questa fase congiunturale. Vanno potenziati gli strumenti e trovate idonee modalità per alleviare le difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui sull'abitazione o per gli acquisti delle automobili e di altri beni durevoli. Il vantaggio sarebbe per tutti: famiglie, imprese e banche"

perchè non emanare rapidamente il regolamento previsto dalla finanziaria Prodi e rendere operativo il fondo di solidarietà, magari destinando al suo funzionamento parte di quei 350 milioni che non saranno utilizzati grazie alla riduzione dei tassi ? Mi rendo conto che non è politicamente vincente dare attuazione ad una legge emanata dal precedente governo, ma, come detto dal ministro, il vantaggio sarebbe per tutti: famiglie, imprese e banche. Se poi è solo un problema di nomi, lo si chiami "Fondo Tremonti" e il buon Giulio verrà ricordato nelle preghiere quotidiane di Ahmed.

 

26 commenti (espandi tutti)

Tutti i nodi vengono al pettine. Il fatto di non avere ammortizzatori sociali degni di questo nome come nel resto d'europa (per esempio un sussidio di disoccupazione pari all'80% dello stipendio per 1.5 , .... 2 anni e finito quello un reddito minimo ed un sostegno per la prima abitazione) fa si' che la crisi si riversi sui piu' deboli. L'errore principale è della banca, che ha accettato un rischio elevato. Secondo errore è l'assenza di una assicurazione collegata al mutuo che copra i casi di insolvenza (non c'è solo il rischio di perdere il lavoro per le crisi economuche, ma anche quello di lunga malattia, tanto per fare un esempio). L'altro errore è quello di Ahmed, che in una situazione instabile ha deciso di correre il rischio di un simile investimento. Errore comprensibile visto che grazie alle nostre intelligenze dei primi anni '80 il mercato dell'alloggio è stato spappolato dall'equo canone e quindi chi vuole casa è costretto a comprarsela. L'errore di Ahmed quindi è stato quello di accettare di stabilirsi in Italia. Se fosse andato in Germania, in Francia, in Olanda, nel Regno Unito etc, oggi non sarebbe in questa condizione. E questo spiega anche perché tanti italiani facendo considerazioni simili lavorano in Europa ed America.

Condivido quindi l'idea di sbloccare qui fondi ma si tratta di un cerotto. Non è una cura.
In Italia occorre finalmente un welfare serio.

Ciao,

Francesco

Mi stupisco di lei, caro Forti, non le legge le mirabolanti dichiarazioni del dottor Panglosse ministro Brunetta? Viviamo nel migliore dei mondi possibili:

il mercato del lavoro italiano, al di là delle sue contraddizioni, è mirabile, funzionale, efficiente, flessibile, reattivo, intelligente, e a modo suo equo. Molto "italian", ma con più luci che ombre.

Meno male che almeno ha detto ''a modo suo''.

Scherzi a parte, c'è veramente da restare sconcertati. Fa parte del gioco che un politico cerchi di far credere che ciò che fa è miracoloso; è normale propaganda e non fa nemmeno troppi danni. Ma raccontare che una pessima situazioone è invece eccellente, implicando quindi che al più sono necessari interventi marginali senza toccare l'impianto generale, è cosa che ha veramente conseguenze funeste.

stupisco di lei, caro Forti, non le legge le mirabolanti dichiarazioni del dottor Panglosse ministro Brunetta? Viviamo nel migliore dei mondi possibili

Caro Sandro, quando link certe notizie devi avvisare che è solo per stomaci davvero forti. Questa chicca me l'ero perso (per fortuna). Estrapolo l'ultima frase che ho letto (oltre non ce l'ho fatta):

«Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale [CUT]»

Che , riallacciandosi con il richiamo nel titolo (in Italia i migliori ammortizzatori sociali) ci induce a concludere che per il nostro Ministro il lavoro nero è il grande vantaggio competitivo che ha l'Italia nei confronti degli altri mercati del lavoro dove vige l'ordine e la giustizia.

Del resto cosa aspettarci dal Ministro che, pochi giorni dopo la nomina, si vantava di aver fatto una grande operazione di trasparenza pubblicando su web stipendio, oggetto e durata dei consulenti? Cioè in pratica si dichiarava campione di trasparenza per aver assolto agli obblighi della liberticida Finanziaria 2007 del Governo Prodi.

Roba da matti! ma poi di che parla?

Mi rendo conto di andare controcorrente. Ma, nella realtà, nessuno è lasciato fuori. Vediamo il quadro generale. In Italia lavorano in 22 milioni. Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po' sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari

Pari? i dati sull'occupazione vengono dalle survey sul lavoro e sono proprio quelle utilizzate per stimare il sommerso, quindi tengono gia' conto di quei 3.5 milioni di cui parla Brunetta. A meno che non intenda l'economia criminale, che invece non e' e non puo' essere stimata. Nel sommerso infatti c'e' anche quella, l mafia, camorra, sono questi gli ammortizzatori sociali?

 

 

Roba da matti! ma poi di che parla?

Mi rendo conto di andare controcorrente. Ma, nella realtà, nessuno è lasciato fuori. Vediamo il quadro generale. In Italia lavorano in 22 milioni. Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po' sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari

Pari? i dati sull'occupazione vengono dalle survey sul lavoro e sono proprio quelle utilizzate per stimare il sommerso, quindi tengono gia' conto di quei 3.5 milioni di cui parla Brunetta. A meno che non intenda l'economia criminale, che invece non e' e non puo' essere stimata. Nel sommerso infatti c'e' anche quella, l mafia, camorra, sono questi gli ammortizzatori sociali?

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Un attimo. Nei 22 milioni di lavoratori ufficiali non credo che il sommerso sia tutto già incluso, anche perché se è vero che si tratta di lavoratori che hanno il piede in due scarpe (doppio e triplo lavoro, disoccupati + nero, cassintegrati + nero) quelli dediti solo al sommerso non sono pochi come i pensionati di anzianità che lavorano in nero e molti che non figurano negli occupati. Gli studi di Schneider per l'Italia parlano di una stima da 6.6 milioni a 11.4 milioni di addetti al sommerso e questo insieme non va sommato ma nemmeno è del tutto compreso ai 22 ufficiali.

Do' per scontata tra noi la differenza tra sommerso e nero ma è chiaro che anche la ridistribuzione economica legata al furto, al pizzo, alle rapine (senza creazione di valore aggiunto) è, in un paese privo di ammortizzatori seri, un meccansmo "naturale ed antico" di ridistribuzione della ricchezza.

Ciao,

Francesco


Se i 3.5 milioni di cui parla Brunetta sono i lavoratori in nero stimati dall'Istat, allora, almeno credo, sono gia' inclusi nei 22 milioni di lavoratori di cui parla. In sostanza, per quello che so, la stima del lavoro sommerso e' data dalla differenza tra i lavoratori che risultano dalle surveys sulle imprese e quelle sui lavoratori. Quindi, ammettendo che chi lavora in nero non nasconda il fatto che lavora, le stime sui lavoratori sono abbastanza accurate. Necessariamente escusi sono quelli che lavorano in attivita' criminali o illegali (qui dipende da cosa dipenda l'illegalita', comunque in genere non si chiede se uno fa qualcosa di illegale, per ovvi motivi), probabilmente anche pensionati etc... saranno esclusi, ma su questo non sono sicuro. Gli studi di Schneider non li conosco, quindi non so, mi informero' meglio, ma 11.4 milioni di lavoratori in nero in Italia mi sembra veramente eccessivo.

Gli studi di Schneider non li conosco, quindi non so, mi informero' meglio, ma 11.4 milioni di lavoratori in nero in Italia mi sembra veramente eccessivo.

Si tratta, se non era chiaro, in gran parte di persone che risultano nella zona di lavoro ufficliale (alla luce del sole) e contemporaneamente lavorano anche in nero, con un secondo ed anche triplo lavoro fatto evadendo contributi ed imposte.

Ciao
Francesco

Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po' sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari

Sostanzilmente quello che dice Brunetta potrebbe ritenersi numericamente corretto (per quanto assurdo, soprattutto detto da un Ministro) per gli uomini, ma completamente sballato riferito alle donne. Abbiamo la più elevata percentuale di donne senza lavoro tra i paesi industrializzati: e questo (come ricordato da Roger Abravanel in Meritocrazia) è uno dei motivi per cui l'Italia e così indietro; e la situazione è dovuta sia alla cattiva regolamentazione del mercato del lavoro (che il buon Brunetta in una stato di delirio elogia) sia al nostro Welfare.

Gli studi di Schneider non li conosco, quindi non so, mi informero' meglio, ma 11.4 milioni di lavoratori in nero in Italia mi sembra veramente eccessivo.

Si tratta, se non era chiaro, in gran parte di persone che risultano nella zona di lavoro ufficliale (alla luce del sole) e contemporaneamente lavorano anche in nero, con un secondo ed anche triplo lavoro fatto evadendo contributi ed imposte.

 

Ok, allora credo siamo d'accordo. In ogni caso non credo il Ministro possa sommarli ai 22 milioni per rendere il tasso di occupazione "europeo". Sprattutto perche' cio' che manca in Italia rispetto all'europa sono i giovani e le donne, soprattutto al Sud, e non credo che sia tra queste categorie che ci siano quelli che fanno il secondo o terzo lavoro in nero, casomai il primo, ma allora siamo di nuovo nelle stime dell'Istat.

Raccontare che una pessima situazione è invece eccellente, implicando quindi che al più sono necessari interventi marginali senza toccare l'impianto generale, è cosa che ha veramente conseguenze funeste.

Si tratta di posizioni conservatrici insensate e stupide, estremamente stupide una volta che si misura empiricamente e quantitativamente il declino dell'economia italiana dalla fine degli anni '80 ad oggi rispetto ad altri Paesi con mercati del lavoro funzionanti meglio, basta pensare al modello danese ma anche solo a Francia e Germania, tutti Paesi che sono cresciuti negli ultimi 15 anni circa quasi l'1% piu' dell'Italia ogni anno, in media.

Colgo l'occasione per fare alcuni commenti alla recente intervista in questione di Brunetta.

una mia convinzione: il mercato del lavoro italiano, al di là delle sue contraddizioni, è mirabile, funzionale, efficiente, flessibile, reattivo, intelligente, e a modo suo equo. Molto "italian", ma con più luci che ombre. Con tanta gente che rischia e troppi privilegi, d'accordo. Ma, per come è andato costruendosi nel dopoguerra, con un insieme di pesi e contrappesi, sotto l'influenza di forze imprenditoriali e sindacali, istituzioni, territori, culture, è il più efficace d'Europa. Relazioni industriali e ammortizzatori sociali compresi. Marco Biagi diceva che era il peggior mercato del lavoro

Io sto con Marco Biagi: il mercato del lavoro italiano e' tra i peggiori dei Paesi avanzati, forse il peggiore.

Si puo' concedere che, pur con uno Stato malfunzionante e male amministrato, pur con normative di pessima qualita' e spesso demenziali, il mercato del lavoro italiano ha comunque trovato un suo equilibrio, grazie anche al lassismo e l'inefficienza dello Stato nell'assicurare il rispetto delle sue stesse norme.

Ma con quale faccia tosta si puo' affermare che e' il piu' efficace d'Europa? Chiedo a Brunetta, su quali parametri? Il prodotto diviso il numero di abitanti in eta' da lavoro e' tra i peggiori d'Europa, la frazione di occupati (sommerso incluso, secondo le stime ISTAT) e' tra i peggiori d'Europa, come anche lo squilibrio tra occupazione maschile e femminile. La frazione di lavoro sommerso e' la maggiore d'Europa, e nell'economia non statale di terzo del Paese (il Sud) e' semplicemente mostruosa, dal 60% all' 80%, comparabile solo a realta' africane afflitte da grave sottosviluppo. Gli squilibri territoriali per disoccupazione e per incidenza del lavoro sommerso sono i peggiori d'Europa. La disoccupazione complessiva nazionale e' in tempi recenti inferiore a quella tedesca e francese, tuttavia c'e' una netta differenziazione territoriale che porta il Sud Italia (il 37% circa del Paese) ad avere la disoccupazione (dichiarata beninteso, parte importante sono lavoratori in nero che incassano o sperano in sussidi) piu' elevata di ogni altra macroarea comparabile in grandezza nel resto d'Europa.

In Italia lavorano in 22 milioni. Il tasso di occupazione media e quello femminile è un po' sotto lo standard europeo; ma, se si aggiungono i 3 milioni e mezzo del sommerso, siamo in pari.

Per quanto capisco, Brunetta sta farneticando. Nei rapporti ISTAT degli anni recenti si parla di 22-23 milioni di lavoratori, inclusivi di ~3 milioni in nero. E' vero che mentre le stime ISTAT parlano di un ~15% di sommerso, ci sono articoli di Schneider che stimano al 27% la frazione sommersa dell'economia italiana, quindi ci potrebbero essere altri 3 milioni di occupati in nero non conteggiati dall'ISTAT. Tuttavia l'economia sommersa non viene solo da lavoratori al 100% in nero, ma anche da lavoratori, specie pubblici, che fanno secondi lavori in nero (basta pensare alle lezioni private degli insegnanti). Secondo la CGIA di Mestre, anzi, i doppi lavori in nero sono addirittura responsabili della parte preponderante dell'evasione fiscale in Italia.

Anche fosse l'occupazione italiana comparabile con quella nord-europea, rimane che mediamente si tratta di occupazione meno produttiva, meno pagata (soprattutto al netto di tasse e contributi) e mediamente piu' sommersa.

domanda: Del sommerso c'è poco da rallegrarsi, non crede?
«Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido "viva il sommerso". Prendo atto della realtà».

Non capisco perche' Brunetta ritenga che il sommerso un ammortizzatore sociale. Sarebbe interessante mirurare se il sommerso aumenta in periodi di crisi, dagli studi di Schneider risulta estremamente costante negli ultimi anni. In periodi di crisi i profitti diminuiscono, e a me sembrerebbe che quindi diminuiscano anche gli incentivi a passare dall'economia legale a quella sommersa.

A me sembra piuttosto che il sommerso sia semmai un cinico grado di liberta' che l'economia italiana sfrutta piu' che in altri Paesi, in presenza di uno Stato tanto esoso come pressione fiscale e contributivo, tanto scadente nelle normative, quanto inefficiente e/o indolente nel far applicare le sue stesse leggi, almeno nella parte centro-meridionale. L'unico "merito" del sommerso italiano corrisponde al fatto che mentre in Germania e Francia ci sono elevati numeri di disoccupati sussidiati dallo Stato, in Italia molti dei sedicenti disoccupati in realta' lavorano in nero, ricevendo dallo Stato sussidi che sono nettamente inferiori o nulli.

«Noi abbiamo un buon sistema di ammortizzatori sociali. Certo, con figli e figliastri. Però capace di distinguere, di adeguarsi, di coprire tipologie diverse: i lavoratori delle imprese industriali, quelli del settore agricolo, i lavoratori a termine, gli autonomi, ognuno ha i propri strumenti: cassa integrazione ordinaria, cig straordinaria, cgis in deroga, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione, ammortizzatori in deroga... Resta fuori un pezzo dei cocopro».

Oltre ai cocopro restano fuori anche i circa credo 3 milioni di lavoratori autonomi. Inoltre credo anche che siano beno poche protezioni, spesso nessuna, per i lavoratori delle piccole imprese.

Concludo concordando nella sostanza con le osservazioni di Brunetta contro la proposta di un sussidio generalizzato per la disoccupazione nell'Italia di oggi.  A causa delle drammatiche differenze regionali di produttivita', di livelli die prezzi, di occupazione e disoccupazione, un susssidio generalizzato sarebbe necessariamente troppo elevato a Sud e insufficiente a Nord. In particolare, nel Sud solo il 20-40% dell'economia non statale impiega lavoratori in regola, in prima approsismazione.  Se esistesse un sussidio generalizzato, buona parte di questa residua economia legale nel Sud Italia sarebbe sospinta ad incassare il sussidio e passare in nero. Essendo le risorse dello Stato limitate, il sussidio generalizzato sarebbe basso e inappropriato per il centro-nord Italia.

Tutto cio' non significa che un sussidio generalizzato, possibilmente regionale, non sia uno strumento appropriato e civile. Ma si tratta di uno strumento utile e non controproducente solo se 1) lo Stato controlla ad un livello decente la legalita' dell'economia, 2) se il livello viene fissato in misura appropriata alle condizioni economiche, regione per regione o provincia per provincia. In Italia, per non incentivare una parte del paese a vivere alle spalle dell'altra fornendo in cambio supporto alla peggiore classe politica dell'Europa e forse del mondo, sarebbe anche opportuno che il finanziamento del sussidio fosse strettamente locale e non centralizzato a Roma.

Tanto tempo fa lessi un libro, doveva ancora arrivare la new economy, non esisteva internet. Era un libro di basi economiche  dove si spiegava che una leva finanziaria sana non doveva eccedere il 50% del capitale. Sempre nello stesso periodo le banche non facevano mutui se la rata superava 1/3 dello stipendio . Sempre nello stesso periodo io ero in affitto .  Ho dovuto mettere da parte i soldi e solo dopo ho potuto accedere ad un mutuo.

Quello del signor ahmed non è un mutuo è un azzardo, una scommessa sul fatto che sarebbe andato sempre tutto bene , niente altro che una scommessa , come scritto sul libro che lessi tanti anni fa. Se lo stato dovesse aiutare il signor ahmed o il signor brambilla che hanno scommesso sul fatto che tutto sarebbe andato bene, perchè non dovrebbe aiutare il signor rossi che scommette sull'inter pensando che tanto vincerà ?

Per quanto riguarda il sig. Ahmed, il suo non era affatto un sub-prime all'italiana, dato che stiamo parlando si un lavoratore dipendente regolarmente assunto con dieci anni di anzianità e stipendio pari al doppio della rata del mutuo, tant'è che non ne ha mai saltata una, sino ad oggi. Aggiungo pure che il mutuo era anche in linea con legge sul credito fondiario che impone di non finanziare più dell'80% del valore dell'immobile da ipotecare.

Parlando invece più in generale, è vero che chi contrae un mutuo fa una scommessa sul fatto che sarà in grado di ripagare il debito mentre dall'altro lato che presta soldi accetta il rischio e si fa pagare di conseguenza, ma questo vale per qualsiasi rapporto di  debito/credito sia il debitore il sig. Ahmed o sia invece la Fiat.

Qualsiasi lavoratore dipendente non statale è a rischio di perdere il posto di lavoro e lo stesso vale per molti piccoli lavoratori autonomi il cui lavoro è legato alle proprie condizioni di salute: tutti costoro fanno scommesse quando comprano casa e chiedono un mutuo:  l'alternativa è la restrizione del credito solo ai soggetti certamente in grado di ripagare i mutui, azzerando il rischio per il creditore, nulla di sbagliato, ma poi devi anche accettare il conseguente rallentamento dell'economia

Se lo stato dovesse aiutare il signor ahmed o il signor brambilla che hanno scommesso sul fatto che tutto sarebbe andato bene, perchè non dovrebbe aiutare il signor rossi che scommette sull'inter pensando che tanto vincerà ?

Premesso che sono d'accordo che lo stato non deve aiutare indiscriminatamente, non puoi mettere sullo stesso piano la scommessa sull'inter e un aiuto temporaneo per un mutuo prima casa, se non altro perchè la costituzione (art. 47) "favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione" e non invece alle scommesse sportive.

 

 

"l'alternativa è la restrizione del credito solo ai soggetti certamente in grado di ripagare i mutui, azzerando il rischio per il creditore, nulla di sbagliato, ma poi devi anche accettare il conseguente rallentamento dell'economia "

Guarda che se ci troviamo in questa situazione è proprio perchè si è prestato i soldi indiscriminatamente. A fine 2007 la banca per la mia attività mi aveva "predeliberato" un mutuo fino a 65000 euro !!!  al che ho telefonato chiedendo su quale criterio avevano fatto questa valutazione, e la risposta è stata lo ha deciso la direzione. Io il prestito non l'ho preso perchè sapevo che non sarei riuscito a restituirlo. 

Relativamente ai mutui il valore dell'80% del capitale garantisce la banca e non il contraente , garantisce la banca ammesso che i prezzi degli immobili rimangano costanti.Garantisce che la banca per avere indietro i soldi vende l'appartamento  . Ad oggi non garantisce neanche la banca.

"la costituzione (art. 47) "favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione" e non invece alle scommesse sportive." 

Infatti il problema è iniziato quando a scomettere hanno iniziato le banche

Si uscirà dalla crisi solo quando ognuno si prenderà le proprie responsabilità e si smetterà di aspettare la divina provvidenza o lo stato che lo tiri fuori dai guai.

Forse perchè la casa è un diritto sancito dalla costituzione (come il lavoro) mentre scommettere  sull'Inter no?

Certo poteva andare in affitto ma in molte zone d'Italia questo è difficile (specie se sei extracomunitario) ed è molto poco conveniente.

Poi il signor Amhed, come tutti noi, versa un'elevata percentuale dei propri guadagni al fisco è magari vorrebbe qualcosa in cambio come nel resto dell'europa civile (vedi commento di Francesco Forti)

Mi pare che il nostro Presidente del Consiglio abbia detto che nessuna banca usufruirà dei Tremonti Bond (oh, ma nessuno trova ironica questa cosa: Il mio nome è Bond, Tremonti Bond, agente di sua maestà con licenza di dire c.....te), tanto che uno si chiede perchè li abbiano fatti allora...quindi in pochi usufruiranno della sospensione del mutuo, se questa e collegata alla sottoscrizione di quelli.

Mi rimane una curiosità. Se una norma approvata non è anche provvista di regolamento per la sua attuazione non è valida? E' proprio così, Sabino? Sembra incredibile.

sovranità monetaria !!! ... Tremonti lo dice al TG1

a chiacchiere è lui il vero rivoluzionario ?

domande macro-ingenue ?

rimettiamo allo stato il debito pubblico dello stato, debito che lo stato ha verso i privati  ?

salvando i piccoli e veri risparmiatori privati ... beh, diciamo da qualche milione di euro in su :-) ,

possiamo azzerare il debito pubblico ?

banca d'italia, BCE, Federal Bank ... sono o non sono private ?

perche' si nazionalizzano le banche (private) con i soldi pubblici aumentanto il debito pubblico degli stati e non si nazionalizzano i debiti dello stato ... azzerandoli ? ...

solo demagogia ignorante ?

 

 

sovranità monetaria !!! ...

a chiacchiere è lui il vero rivoluzionario ?

domande macro-ingenue ?

rimettiamo allo stato il debito pubblico dello stato, debito che lo stato ha verso i privati  ?

salvando i piccoli e veri risparmiatori privati ... beh, diciamo da qualche milione di euro in su :-) ,

possiamo azzerare il debito pubblico ?

banca d'italia, BCE, Federal Bank ... sono o non sono private ?

perche' si nazionalizzano le banche (private) con i soldi pubblici aumentanto il debito pubblico degli stati e non si nazionalizzano i debiti dello stato ... azzerandoli ? ...

solo demagogia ignorante ?

 

Questo Tremonti è un fenomeno !

Magari non è ancora ai livelli del miglior Ronaldo, ma dategli tempo, che si farà.

E farà pure la fine del brasiliano...

Viste le sue, di Tremonti, obviously, ultime dichiarazioni, c'è da aspettarsi che al prossimo G8 alla Maddalena il "nostro" stia fuori dalla red zone, insieme ai noglobal e tirando sanpietrini, con legato copie del suo libello con cui si vantava di aver capito tutto già 2 anni fa.

Vabbè, tanto che mi frega, che a luglio vado in Burundi, dove c'è gente che di economia capisce di più del "fenomeno".

ancora Tremonti e ancora sulle banche ...

Così le banche strangolano le imprese

(figuriamoci cosa faranno al povero Ahmed)

che paradosso: con il costo del denaro vicino allo zero ( 0+ in eurolandia e 0- in america), le banche dovrebbero riccorrere ai costosi e addirittura "prefetturizzati"  tremonti-bonds ? ...

 

che fine ha fatto la banca del compagno Tremonti che nel giugno 2008 aveva "capito" in anticipo la crisi ?

Articolo 6-ter. (Banca del Mezzogiorno)

Non si potrebbe cedere alla banca la nuda proprietà e lasciare ad Ahmed l'usufrutto, in cambio di una moratoria di x mesi nel pagamento delle rate od una proporzionale riduzione delle stesse? Se poi vi fosse la possibilità di un successivo riscatto della nuda proprietà da parte di Ahmed, meglio ancora.

Mario, la tua è una soluzione difficile dal punto di vista giuridico, dato che saremmo pericolosamente vicini al patto commissorio e tutto sommato inutile dal punto di vista economico: la banca ha già l'ipoteca a garanzia, quindi che se ne farebbe della nuda proprietà ?

Devo dire, a difesa delle banche, che alcune - unilateralmente - hanno deciso di applicare la moratoria in caso di pedita del posto di lavoro del proprio cliente: mi riferisco alle banche del gruppo Unicredit e MontePaschi, altre ancora (gruppo Intesa) prevedono, contrattualmente, la possibilità di sospendere sino a sei mesi il pagamento delle rate.

Si tratta però di concessioni (ben accette) decise dagli istituti di credito e quindi di un favore, laddove la legge aveva creato un diritto che si è scelto di lasciare inattivo.

Devo dire, a difesa delle banche, che alcune - unilateralmente - hanno deciso di applicare la moratoria in caso di pedita del posto di lavoro del proprio cliente: mi riferisco alle banche del gruppo Unicredit e MontePaschi, altre ancora (gruppo Intesa) prevedono, contrattualmente, la possibilità di sospendere sino a sei mesi il pagamento delle rate.

Se va avanti così, le banche citate anzichè sospendere unilateralmente le rate dei mutui dei clienti si sospenderanno loro del tutto.

Piccola nota, ma il CdA e l'AD di Unicredit quando hanno deciso l'aumento di capitale (una "boiata pazzesca" per dirla alla Fantozzi), l'assemblea dei soci l'hanno convocata o no ?

Magari mi è sfuggita, capita. E magari lo statuto di Unicredit non lo prevede neppure.

Ma dato che sia il C.C. che il diritto societario (finchè esisteranno ancora) prevedono l'assemblea straordinaria a fronte di operazioni straordinarie...

Si tratta però di concessioni (ben accette) decise dagli istituti di credito e quindi di un favore, laddove la legge aveva creato un diritto che si è scelto di lasciare inattivo.

 

Concessioni un par de' balle ! A fronte di tali gentilezze, si pagano fior di interessi.

Come si dice "neppure il cane muove la coda per nulla"

Poi, cerchiamo di vedere la cosa con un minimo di raziocinio, merce sempre più rara in certi ambienti.

Se un qualsiasi settorista di una qualsiasi filiale, e con lui su su fino al big boss, ragionassero, appunto, con un minimo di granu salis, allora porrebbero la questione in questi termini:

è meglio aspettare un'attimo a prendere dei soldi, al massimo con una piccola ripercussione sul cashflow, però "recuperando" dei clienti, e quindi anche il suddetto cashflow, che altrimenti sarebbero persi per sempre, oppure fare la faccia feroce, portandosi a casa una barcata di immobili, con tutti gli annessi e connessi a livello di gestione del contenzioso, che poi una volta gettati nella mischia del mercato lo farebbero crollare ben sotto anche le più che prudenziali valutazioni di perizie, ipoteche, ecc. ?

Ovvero, detto in soldoni, chi troppo vuole nulla stringe.

Sicuro che Ahmed, insieme al mutuo, non abbia sottoscritto anche una polizza a protezione del mutuo stesso? Molte banche richiedono obbligatoriamente la presenza di una garanzia assicurativa per dare l'ok al mutuo. Queste polizze prevedono, tra le altre cose, che la compagnia in caso di perdita del lavoro da parte dell'assicurato, si sostituisca all'assicurato stesso nel pagamento di un certo numero di rate del mutuo.

La polizza è una di quelle che costano poco e che nessuno sa di avere (tra le mille carte del mutuo si firma anche la polizza).....

 

Prescindendo dal caso singolo e per informazione generale, ci sono tre tipi di polizze connesse ad un mutuo

a - polizza sull'immobile contro incendio, scoppio e caduta fulmine, vincolata a favore delle banca. E' l'unica obbligatoria e costa mediamente poco, anche se qualche volta alcune banche vendono la polizza interna caricandoci un po' il premio

b - polizza per il caso morte o invalidità permanente del mutuatario per infortunio. E' facoltativa ed ha costi contenuti

c - polizza per la perdita del posto di lavoro. I costi variano molto da banca a banca e non mi sentirei di dire che costano così poco.

Occorre poi considerare che tali polizze (unitamente alle commissioni di istruttoria ed alla perizia sull'immobile) rappresentano costi aggiuntivi del mutuo e diminuiscono la somma netta che mutuatario si ritrova in tasca, con ciò incrementando il tasso effettivo globale del finanziamento.

Come in tutte le cose, ci sono banche più economiche e banche meno economiche e - soprattutto - mutuatari con maggiore o minore potere contrattuale.

Nel caso di Ahmed (paradigmatico di molti mutuatari con scarso potere contrattuale), a fronte di un mutuo trentennale a tasso variabile - euribor + 1,95 punti di spread - la banca ha trattenuto €. 2.793 per oneri assicurativi obbligatori e di istruttoria, €. 180 per compensi di stipula, oltre a €. 9,60 di commissioni di incasso per ogni rata, col risultato che il tasso effettivo era di quasi un punto maggiore del tasso nominale. Se Ahmed avesse voluto anche le assicurazioni facoltative, gli sarebbero costate circa €. 4.000,00.

Scusa Sabino,

non capisco. Se comprare una casa "in eterno" costa 150.000 euro, comprarla per la "sola" durata della vita di Ahmed costerà un pò di meno, diciamo 120.000 euro (ovviamente dipende dall'età di Ahmed). In pratica la banca compra la nuda proprietà ad Ahmed per 30.000 euro ed Ahmed utilizza questi soldi per pagare il mutuo. Dove sbaglio?

In pratica la banca compra la nuda proprietà ad Ahmed per 30.000 euro ed Ahmed utilizza questi soldi per pagare il mutuo. Dove sbaglio?

Nel fatto che poi la banca dovrebbe, con tutti i costi derivanti, assoldare un killer per far fuori il povero Ahmed (o anche un normale FrancoMariaGiuseppe) allo scopo di rientrare velocemente in possesso della casa, dato che le nostre banche stanno alla capacità di investire sulle persone come il mio gatto sta alla capacità di socializzare con i topi e gli uccellini.

Per chi ha letto o visto le varie interviste con il nobel Muhammad Yunus, si ricorderà che spiegazione ha dato di come hanno basato il funzionamento della Grameen Bank: "abbiamo guardato e studiato come  si comportano le banche normali ed abbiamo deciso di fare esattamente il contrario"

Ecco, forse se il "fenomeno" Tremonti dovesse partorire un provvedimento Yunus like si riuscirebbe a "portare a casa" qualche cosa di veramente utile e proficuo.

Credo sia un po' piu' complicato di cosi': non e' possibile emettere un titolo usando il tuo capitale umano come collateral. Magari dovremmo inventarlo, ma credo che sia troppo vicino a cio' che chiamiamo schiavitu' per essere legale. L'idea dei prestiti della Grameen e' di usare la reputazione che hai con i tuoi amici implicitamente allo stesso scopo: se fai default ci rimetti i rapporti di amicizia, che magari valgono di piu' dei salari futuri che perderesti facendo default dal titolo di cui parlavo sopra. 

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