Scoop: Henry Paulson e Lloyd Blankfein

14 ottobre 2008 alberto bisin
Pensano che l'inserviente addetto alla pulizia dei cestini sia un terroncello piccolo e brutto. Invece è veneto e lavora per noi, con un registratore sempre acceso. Però magari il veneto piccolo e brutto fa il doppio gioco. Vabbé decidano i lettori se la conversazione che io riporto fedelmente, solo tradotta, e' verosimile. (Scusate la scurrilità, ma parlano così a Wall Street). Dimenticavo: i lettori sapranno che Paulson è il ministro del Tesoro e Blankfein è il presidente di Goldman Sachs, di cui fu presidente Paulson sino a giorno in cui divenne ministro.

Blankfein: Cazzo, Hank, hai finito di rompere i coglioni? Sono due settimane che mi tocca venire tutti i giorni alla NY Fed. Basta! Poi finisci per tenermi qui a pranzo, che fa pure schifo.

Paulson: Eh già, e a me, che mi tocca venire da Washington tutte le mattine?  Credi che mi diverta?

Blankfein: Si ma tu non hai un cazzo da fare. Io lavoro. Qui è un casino, salta tutto. E tu non sei nemmeno capace di gestire il Congresso. Vabbé che ci sono le elezioni, ma insomma, che non si allarghino troppo questi mantenuti mangiapane a tradimento. Diglielo.

Paulson: Ehi, faccio del mio meglio. Comunque te l'ho già detto che quelli li teniamo buoni con la questione dei "golden parachutes" e troiate del genere. Loro fanno credere agli elettori che hanno picchiato duro sui banchieri.... e a noi che ce ne fotte. 

Blankfein: Ok, Ok. Dimmi cosa vuoi oggi. Cosa c'è di così importante. 

Paulson: Beh, dici niente. C'ho 250 miliardi di dollari per comprare azioni delle banche. Non dirmi che non vale il viaggio dal tuo bel palazzetto nuovo in New Jersey. Tanto lo traversi in elicottero il fiume. 

Blankfein: Cioé, ..  ma tu sei proprio pirla. Ti abbiamo mandato a Washington per non fare danni, ma forse ci conveniva comprare i Dallas Rangers e darteli da gestire. O una di quelle squadre di calcio che piacciono tanto agli europei. Un nostro cliente italiano proprio ieri mi diceva che ha fatto così col fratello stupido. 

Paulson: Perché? Che cazzo ho fatto di male stavolta. Sono 250 miliardi, porca troia, non sei mai contento! 

Blankfein: E io che cosa gli dico ai miei partner? Che ci compra il governo? E se siamo sottovalutati? Perché mai dovrei dare a voi una parte dei guadagni futuri? Te l'ho detto che la cosa da fare è comprare la merda che abbiamo in portafoglio ai prezzi dell'anno scorso. Come li ha chiamati Ben? Mah, non mi ricordo, una cosa che non pareva neanche che fossero più alti del mercato i prezzi a cui te li compravi sti derivati. Lui sì che è sveglio, Ben. Ricordati, tra l'altro che per un bel po' di questa roba puzzolente in portafoglio sei responsabile pure tu. 

Paulson: Ma no, che hai capito, mica ti diluisco le azioni. Compro azioni privilegiate; al massimo con dei warrant, roba minima, che so, 10% del capitale. Cerca di capire, io ci ho provato. Ma li hai visti 'sti repubblicani del cazzo. Mi sono saltati addosso che manco Tony Soprano. Tanto vince Obama, gli sta bene a 'sti stronzi. Ah, ti sei ricordato di contribuire alla campagna? Mi raccomando, che mi chiama tutti i giorni. Glielo ho promesso. E poi la settimana prossima c'è il ricevimento, Jazz per Obama, o qualcosa di simile. Ricordati, con mogli e amici. Non farmi stronzate. 

Blankfein: No, no, guarda, io non mi fido per nulla. E se poi Obama mi viene a rompere il cazzo su come gestisco la banca, mi dice che il Tesoro ha le azioni? E poi io Summers non lo reggo (è lui, no, che prenderà il tuo posto?). Con quell'aria da accademico del cazzo, pezzente morto di fame. Se è tanto intelligente perché non fa i soldi che faccio io. 

Paulson: Per favore. Fammi 'sto favore. Davvero. Ti prego. Prenditi almeno 20-25 miliardi. Se li prendi tu poi ci stanno anche gli altri. 

Blankfein: Ma nemmeno per idea. Roba da pazzi. Tu vedi di trovarci soldi veri, senza "strings attached". Altro che balle. Se vuoi proporre la cosa falla volontaria: chi vuole soldi li chiede. 

Paulson: Non posso. Non posso assolutamente. Hai visto come hanno reagito tutti. Tutti a urlare contro il bail-out, e Wall street e Main street, e i banchieri,... middle class del cazzo. Si sono indebitati fino al buco del culo e adesso pretendono di far pagare alle banche i loro merdosissimi appartamentini due stanze e un bagno. Comunque, hai visto, hanno fatto così anche gli europei. Anche l'italiano, quello piccolo con le televisioni, che lui nemmeno ha una opinione pubblica a cui badare. Cazzo, a proposito, hai visto la moglie di Sarkò? Maronna che...

Blankfein: Perché, chi credi che l'abbia presentata a Mike Jagger quando non era ancora rifatta, cretino? Comunque, parla agli altri, poi vediamo. Ma sai come la penso. Io devo correre che devo andare al club con mia moglie, che quella sennò si tromba il maestro di tennis. 

Blankfein (urlando): Ben, fammi preparare subito l'elicottero. Presto, cazzo, che sono in ritardo. Corri. 

8 commenti (espandi tutti)

Come dicono gli Amerikani Se non e' vero e' ben trovato.

molto realistico, condivido

per quanto riguarda poi le simpatie politiche di Mr Blankfein, direi che sono chiare da un bel po' come testimoniato dal suo generoso sostegno alla causa dell'asinello

ed il provvidenziale investimento in azioni privilegiate della Goldman Sachs fatto da Warren Buffet subito prima che il bailout fosse approvato non fa che rafforzare il legame fra il banchiere del Bronx ed il senatore dell'Illinois (di cui Buffet e' supporter da lunga data)

O una di quelle squadre di calcio che piacciono tanto agli
europei. Un nostro cliente italiano proprio ieri mi diceva che ha fatto
così col fratello stupido.

 

Alberto il tuo informatore é un doppiogiochista. Il cliente in questione non é di GS, ma di Morgan Stanley.

Agghiacciante e realistica conversazione. Mi fido di Bisin, ma qualche prova in più?

Hey, Henry guarda che 250 non bastano. Ieri questi quattro pirla di NY
si son messi a vendere, ed oggi vendono los chinos (chinos de japon,
chinos de china, chinos de corea, chinos de hongkong, son tutti chini
per me) ed ora venderanno di nuovo gli europei. Hanno gia' cominciato,
questi cagasotto. Profit-taking un piffero, al momento solo il Nikkei
tiene ...

Qua mi sa che appena aprono oltre il fiume ricomincia a far rosso anche
da noi. Servono più soldi, Hank, più soldi. Non ti preoccupare per il
debito, dell'aritmetica monetarista dei due scemotti da Minneapolis non
si ricorda più nessuno e, intanto, poi viene Obama e li tosa per bene
quei ricchi mortidifame (quelli del 5% meno lo 0.001% a cui
apparteniamo noi) che non vogliono darmi i loro risparmi perché io ci
possa ritagliare il sudato bonus annuale.

Più soldi, vecchio mio, ci servono più soldi. Datti da fare!

P.S. Il terrone polentone delle pulizie in Jersey a me non manda le
bobine, quindi nel mezzo della notte ho provato ad inventarmi la
telefonata che il mattiniero Lloyd deve aver fatto stamattina al fido
Hank ...

Più soldi, vecchio mio, ci servono più soldi. Datti da fare!

"Eddai Blanky,  non agitarti: troveremo il modo di farti avere la maggior parte dei tuoi 70 milioni. Lo dice anche il sito di quel puritano di Mike".

Profumo di Gordon Gekko ;)

C'e' stato un problema di traduzione che ritengo doveroso correggere. Nell'ascoltare la registrazione, il nostro venetofono ha capito male la risposta di Blankfield alle preoccupazioni di Paulson su cosa dire al congresso:

Inglese: TAKE IT EASY, EASY MONEY!
Veneto:   TE GHE DIXI, I XE MONE!

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti