Second Coming

21 gennaio 2009 michele boldrin

Due riflessioni rischiose sul fenomeno Barack Obama, non più candidato, non più presidente in pectore, ma Presidente.

Ho sentito l'inaugurazione di Obama come cosa abbastanza aliena, della quale avere un certo, quasi reverenziale, timore. Certo una cosa non mia, per niente mia.

Non tanto il discorso - per quanto, anche il discorso ... - né l'imponenza dello spettacolo, i suoi costi (andranno nello stimulus plan) o lo show musicale, il ballo del Commander in Chief e tutto il resto. La presidenza USA è sempre stata imperiale, così è stata concepita sin dai suoi albori e non vi è nulla di sorprendente che ogni nuovo presidente cerchi di eclissare l'anteriore proprio lungo la dimensione imperiale, di fasto e potenza, che così tanto conta nell'immaginario di questa nazione. Questo è ancor più comprensibile in una situazione di profonda crisi quale la presente ed a fronte di un cambio della guardia fra due persone così, apparentemente, diverse e, certamente, così politicamente contrapposte. Il presidente più di "sinistra" da sempre succede ad uno dei presidenti più di "destra" di sempre: ovvio che voglia far vedere al suo paese ed al mondo la propria potenza.

Tutto questo, insomma, era previsto e, se non vi fosse stato il resto, credo che avrebbe potuto servire per farmi sentire, almeno emozionalmente, anche io partecipe di questo "cambio epocale". Il problema è che io non vedo alcun cambio epocale, anzi: vedo continuità. Assurdo? Può darsi, per cui mi spiego.

Non vedo, ovviamente, continuità nelle politiche relative ai diritti umani (l'ovvio esempio: oggi stesso Obama ha ordinato la sospensione dei processi a Guantanamo, le misure di detenzione già sono state modificate e presto son certo che il lager verrà chiuso) né, in parte, della politica estera. Su questa comunque pesano sia la storia passata che quella più recente, definendo dei vincoli tanto stretti che, credo, se Barack Obama riuscisse veramente a farli saltare durante il suo mandato, dovrei sorprendermi alquanto. Non ho dubbio, comunque, che l'uomo ci proverà. A questo livello, quindi, continuità zero.

La politica sociale, penseranno alcuni, è un'altra dimensione lungo la quale Obama sarà senz'altro ortogonale a Bush. Discorso troppo lungo da farsi, per cui vado per slogan: aldilà delle cretinate propagandistiche che scrivono i giornali italiani, la politica sociale di Bush non è stata tanto diversa da quella di Clinton e quella di Obama nemmeno sarà tanto diversa da quella di Clinton, per cui ... Chi vivrà vedrà ma evitiamo la mitologia della spesa pubblica in infrastrutture che non c'è stata per otto anni ed ora esplode. La contabilità è molto semplice: quello che si riuscirà a risparmiare riducendo le spese in Iraq (sperando di non aumentarle in Afghanistan) si spenderà a casa, più un pelo di extra deficit. Punto. Ma lasciamo stare, ci sarà tempo per questo.

Vengo quindi alla continuità, che è semplicemente detta.

I am (we are) on a mission from God.

God, per carità, c'è sempre nei discorsi dei presidenti USA, per cui tutto dipende dall'intensità con cui lo tirano fuori, e quando, e per quali ragioni. E quanto spazio decidono di dare ai simboli religiosi, ai messaggi religiosi, nelle loro apparizioni pubbliche. Di Bush, che con il suo God ci parlava faccia a faccia, sappiamo già tutto, inclusi gli scherzetti che gli ha tirato in Iraq. Riflettiamo su Obama, invece.

I suoi discorsi, lo sappiamo, sono quelli dei pastori battisti americani. Nel suo discorso inaugurale, il signor God è spuntato solo cinque volte (nelle varie analisi non ho trovato alcun confronto con quello di Bush, ma spunterà ...), ma l'intero messaggio aveva carica religiosa. Ha deciso di far aprire la cerimonia da un prete, battista anche questo se ho capito bene, il quale ha pregato (tutti in ginocchio, tutti a capo chino) per dieci minuti, finendo con un bel "amen". Il suo continuo appellarsi alla fede è parallelo a quello di Bush, eccetera. Potrei continuare, ma alla fine ciò che conta non sono tanto i singoli atti o le parole, ma l'intera atmosfera che, sia oggi che nei giorni scorsi, sia qui che all'estero, sui giornali e in televisione, aveva uno e un solo messaggio: questo è un second coming, un momento di rigenerazione (espiazione no, grazie, abbiamo già dato), di rinnovamento interiore e materiale che otterremo seguendo la guida di un grande e nuovo leader. Il quale, magari, non sarà letteralmente quello previsto dai teorici del second coming, ma gli assomiglia alquanto.

E in questo, in questa visione messianica del suo ruolo, nell'idea chiarissima in "tutti" che da lui, dalla sua amministrazione, dalle sue scelte dipende il nostro futuro, dall'idea che dio è con noi e ci guida e siamo la nazione prescelta, dall'idea che occorre rifondare il paese dalle radici, tornare alla "vera America" (quante volte l'ha ripetuto questo concetto?), dall'idea che poiché abbiamo eletto un nero alla presidenza il nostro (USA) peccato originale ci è stato perdonato, abbiamo espiato ed ora siamo una nazione più pura, unita, giusta, in tutto questo incredibile simbolismo ed in questo afflato religioso, di palingenesi totale ... in questo io trovo, profonda, la continuità con George W. Bush.

La differenza che tutti notano, ossia che Bush è un fondamentalista religioso di destra mentre Obama è un fondamentalista religioso di sinistra, a me sembra completamente secondaria. Entrambi, Bush ed Obama, sono l'espressione politica di quello che Bob Fogel chiama The Fourth Great Awakening (leggetevelo il libro, ve lo raccomando) che è in corso nella società americana dagli anni '50-'60 e che sta ora giungendo a maturazione. Ciò che rende questo risveglio religioso potenzialmente negativo, è il suo intrecciarsi e scontrarsi con un altro risveglio religioso, quello del fondamentalismo musulmano. Che, guarda caso, inizia proprio nello stesso periodo, fine anni '50 - inizio anni '60, in cui Fogel data le origini dell'americano, ed ha le stesse motivazioni socioeconomiche.

Da questo punto di vista, il risorgere di "dio-patria-famiglia" in Europa - sia esso nella versione medievale del signor Ratzinger, o in quella d'avanspettacolo del duo di laidi peccatori BS-Fini, o in quella del nazionalismo aggressivo di santa madre Russia - io lo vedo come l'eco, il riflesso necessario, di queste due emergenze, più profonde, più antiche e senz'altro più "sentite" (nel senso in cui i risvegli religiosi devono essere "sentiti" dal popolo per avere rilevanza storica). La riscoperta europea della supposta identità cristiana (in qualsivoglia variante) è un processo che parte dalle elites politiche e religiose e che viene fatto proprio dalle masse solo come strumento per reagire ad un'aggressione esterna (l'immigrazione, prima ancora che il terrorismo). Essa è uno scudo di autodifesa, la manifestazione di un'identità che dovendosi affermare "altra" dal moro immigrato lo fa in modo banale, appellandosi ai simboli storici di quella identità: la croce contro la mezzaluna. Ma non è questo un risveglio religioso, una riscoperta di spiritualità, un afflato morale, un richiamo a valori antichi che di nuovo vengono praticati, e così via. Tutto questo, nelle masse europee, non sta accadendo: esse vivono e si comportano tanto secolarmente ed irreligiosamente ora quanto trent'anni fa. Questo al contrario delle masse americane, specialmente le meno abbienti, per le quali la riscoperta della religiosità è effettiva ed influenza drasticamente i comportamenti anche quotidiani, i sistemi di valori, le scelte, la visione del mondo. Ed in contrasto, ovviamente, delle centinaia di milioni di musulmani che vanno progressivamente identificandosi con la versione integralista della loro religione.

In Europa la "cristianita'" è una "buzz-word" che serve una funzione di coordinazione politica per la nuova destra europea, per niente liberale, corporativa, xenofoba, autoritaria: tutte queste pessime caratteristiche diventano pregi se le vendiamo sotto l'ettichetta della cristianità. Per questo Fini e BS straparlano di civiltà "giudaico-cristiana", perché è una buzz-word per le politiche autoritario-corporativo-xenofobe che avrebbero cercato di attuare comunque. Negli USA il risveglio religioso viene prima, da molto lontano, non ha motivazioni politiche - la destra forcaiola e guerrafondaia USA ha cercato, con successo, di manipolarlo in quella direzione dopo 9/11; un successo con cui Obama dovrà fare i conti e non saranno conti facili - ma ha (forse, questa almeno è la tesi di Fogel) motivazioni socio-economiche legate alla crescita della diseguaglianza ed alla ricerca di soluzioni egualitarie.

Aldilà di quali ne siano le cause, che non credo proprio d'aver capito, il fatto è che il risveglio religioso USA coinvolge tutti, non è né di destra né di sinistra, ma è della nazione. E' un risveglio religioso popolare e condiviso. Questo risveglio religioso riflette o genera (causa? effetto? non saprei) una domanda di cambiamento radicale, di rigenerazione morale e comportamentale, di nuovo "coming together" of the nation, di una rinnovata fiducia nello stato, nella politica "grande" che salva la vita: basta seguire fedelmente gli ordini che i nostri grandi leaders ci danno. Non scordatevi, per favore, che il messaggio originale di Bush era quello del "compassionate conservatism" della bible belt che, dopo 9/11, trasformò rapidamente nel più congeniale "war on terror". In entrambi i casi il messaggio aveva radici religiose e invitava a follow the leader nella nuova grande missione di cambiamento e rigenerazione.

Obama, io credo, è la versione di sinistra di questo stesso fenomeno: è la politica, nella persona del grande presidente, che ci salverà dalla crisi economica in cui siamo caduti. Il mondo intero attende, apparentemente, d'essere salvato da Barack Obama: change you can believe in, ha promesso, e tutti ci credono. Forse per mancanza d'alternative.

Personalmente, la messianità evangelica di tutto questo mi paralizza perché, nelle cose che contano, it is going to be business as usual. Per questo sento Obama (come sentivo Bush) completamente estraneo a me: perché le regole di questa politica non solo non le condivido, nemmeno riesco a capirle.

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Ho sempre sostenuto che la buona (se non ottima) notizia riguardo all'elezione di Obama fosse proprio il fatto che gli USA lo abbiano eletto.  Ovvero non ho visto tanto con sollievo l'arrivo al potere del suo programma, ma il fatto che gli Stati Uniti abbiano scelto di premiare l'immagine che ha dato (immagine che ha una forte carica di ottimismo ed e' tutto sommato povera di pulsioni negative, al di la' di quello che si possa dire da un'analisi puntuale del suo programma: per esempio e' vero che probabilmente incrementera' l'impegno in Afghanistan, ma senz'altro il messaggio del volersi svincolare dall'Iraq e' stato passato con maggior forza).

Faccio qui la stessa osservazione: non conosco bene la "base" della societa' statunitense ma per quel poco che la conosco l'immagine di una religiosita' diffusa mi torna molto.

Ora, questa cosa mi spaventa.  Come tutte le cose che prevedono un'adesione di massa, il rischio di un'assenza di approccio critico e' alta e a me questa assenza fa paura.

Pero', questa elezione di questo personaggio che e' Obama (perlomeno l'Obama pubblico) mi rincuora un poco.  Perche' assunto questo dato di "risveglio religioso" della societa', e' la cosa piu' positiva che riesco a vedere.  Per carita', di cose migliori, di candidati migliori, di scelte in generale migliori ce ne sarebbero state, ce ne sono e ce ne saranno.

Ma, assunto che siamo in caduta libera, il fatto che ci sia accorti di avere un paracadute (non sappiamo ancora se funzioni o meno, e magari all'atterraggio ci si fara' comunque male) non mi sembra una cattiva notizia.  Poi e' chiaro che non essere in caduta libera sarebbe meglio.

Second Coming

Marcks 21/1/2009 - 12:23

Il punto credo che sia, come sempre nella parzialità con la quale giudichiamo ciò che ci piace rispetto a ciò che ci spiace.

Se Bush parla di Dio, è un retrogrado "un segno dell'involuzione medievale bla bla bla", vedi gli editoriali carsici di Eugenio Scalfari su Dio Laicità ed Ego (il suo) sul quotidiano denominato "Repubblica".

Se invece Obama parla di Dio, allora la sua è un esemplare espressione di ragione pubblica rawlsiana (vedi Liberalismo Politico): certo, anche Obama fa riferimento a Dio, ma, così si prosegue, lo fa con argomenti i cui connotati possono essere religiosi, ma la loro discussione e approvazione è, in linea di principio, accessibile a tutti.

Forse sarebbe meglio non utilizzare Dio in alcun modo, appunto per non dover poi mettersi a fare distinzioni di lana caprina su quando il suo uso è motivato, liberale o giusto.

Ancora. Il problema della continuità. Ragioniamo per ipotesi. Tutto il cambiamento promesso da Obama si riduce, alla prova dei fatti, a ben poca cosa. Se questo dovesse accadere, chi sarebbe stato il più cinico fra Obama e Bush? Uno che non dava a intendere palingenesi sociali e politiche o chi usava quel sentimento per promettere cambiamenti? Il punto è sempre lo stesso: quanto è pericoloso giocare con la retorica in politica? Quanta retorica ci possiamo permettere? Con quali costi di lucidità intelletuale?

L'ultimo punto. C'era un libro su Kennedy scritto da un linguista bastian contrario, che diceva che gli intellettuali liberal americani erano solo ansiosi di mettersi alla corte del nuovo re Artù. A parte le aromentazioni di Chomsky e la loro veridicità, chiedo a chi vive in US: ma c'è davvero un unanimismo così diffuso e convinto sulla stampa americana, in merito a Obama?

Comunque, dai Michele: io ero un po' colpito da tutto l'ambaradan messo in piedi a Washington..io ci sarei andato a vedere...

 

 

Ho sentito solo qualche pezzetto del discorso in due telegiornali italiani. Concordo sull'impressione  "scary". Il timore, credo, nasce dalla padronanza di sé e del linguaggio dimostrata dall'oratore, che fa pensare ad un narcisismo egocentrico e cinico (piuttosto che ad un fondamentalismo religioso). Mi è sembrato molto più figlio di suo padre (per quel che si sa del padre) che di un credo religioso. Credo, comunque, che anche il mio timore sia infondato. Non ci sono le premesse nella società americana perché abbia spazio politico un avventuriero intelligente, egocentico e cinico (come probabilmente era il padre di Obama).  

Salve a tutti, come al solito sono d'accordo con quello che scrivete ormai da 5 mesi sposo quasi in toto i vostri articoli, ma questa volta (anche se nel complesso trovate la mia totale approvazione [non che ne abbiate bisogno]) c'è stato qualcosa che mi ha fatto storcere il naso:
N.B: tra virgolette frasi Vostre:

"Per questo Fini e BS straparlano di civiltà "giudaico-cristiana", perché è una buzz-word per le politiche autoritario-corporativo-xenofobe che avrebbero cercato di attuare comunque".

elenco...
1) la mia abissale ignoranza mi obbliga a chidervi: "che cos'è una "buzz-word" (che word sia parola ci siamo, ma "Buzz"?)

2) Il passato di Fini e di conoscenza pubblica e su questo non ci piove, ma addirittura (ad oggi) dargli dello xenofobo totalitarista, a mio parere è al dir quanto errato, è innegabile che ad oggi abbia del tutto abbandonato il vecchio stampo dell' MSI, per cercare di approdare ad un tipo di destra Europea. Sicuramente come dice la canzone "si può dare di più", ma l'intento c'è e credo che ne vada riconosciuto il merito.... non credete???

Comunque complimentoni per il vostro impeccabile lavoro....
Quando un partito in Italia deciderà di sposare le vostre posizioni, ci ritroveremo tutti lì a difendere quel poco che resta dell'Italico Futuro.... Ma come al solito, sarà sempre troppo tardi.
Buon lavoro a tutti....

Il passato di Fini e di conoscenza pubblica e su questo non ci piove, ma addirittura (ad oggi) dargli dello xenofobo totalitarista, a mio parere è al dir quanto errato,

Okkei, okkei ... un po' di licenza poetica mi concessi. Ma solo un poco, però: hai letto le sue ultime dichiarazioni (commentate qui da Marco Boninu) su le modalità d'operazione delle moschee?

Sulla transizione del MSI ad una cosa liberale vera, ho dubbi alquanti e per molteplici evidenze, ma non è questo il momento. Diciamo che "xenofobo totalitarista" era licenza poetica :-)

PS una buzz-word e' una parola che tutti continuano a ripetere al punto da dare fastidio alle orecchie: buzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Buzz-word e' una parola che usano tutti, che fa figo usare.

Ma se davvero, Michele, tra le masse americane la riscoperta della religiosità è effettiva, poteva Obama non utilizzare questo linguaggio nel discorso?

Pare che un messaggio sia tanto più efficace per chi ci ascolta, quanto più utilizziamo figure immagini e parole che sono per lui familiari ed evocative.

Inoltre, non avrebbe suscitato polemiche il fatto di non aver citato il solito dio?

(battuta: avrà mica pensato che gli avrebbe portato sfiga?).

In Italia, invece, le chiese sono sempre più vuote e il ritorno alla religiosità non si vede. Tranne in tv. Lì la chiesa è tornata incredibilmente popolare e tutti ci chiediamo: "Come mai?" e "Con che stomaco questi parlano di valori cristiani?". Nessuna spiegazione. Ma una bruttissima sensazione, purtroppo confermata da quello che tu scrivi.

 

 

Io non sono d'accordo affatto con Michele. Affatto. Capisco che l'aria da guru che sposta gli oceani che gli attribuiscano (e lui accetta e sfrutta) dia fastidio e abbia anche una certa dose di figurazione religiosa (Obama = Cristo; che era nero, dopotutto Cristo, come ci ha spiegato la storiografia americana recente) che da' fastidio anche quella. Pero': 1) io credo - qualcuno che sa di piu' mi smentisce? - che sia la prima volta che entrano i "non-believers" come parte del paese in un discorso inaugurale; sembra una stupidaggine, ma secondo me e' una cosa importante in un paese in cui meta' dei believers credono che i non-believers siano persone cattive, probabilmente omosessuali [nota: mio figlio ha notato una certa esitazione in Obama al momento di usare la parola "non-believers"]; 2) la religiosita' di Obama e' certamente troppo "esposta" per ragioni di marketing, ma e' presentata come una cosa privata - mai come "abbiamo ragione noi e voi morirete"  (o meglio, non proprio "mai" perche' queste cose fanno parte della retorica nazionale americana - diciamo "minimamente"). 

Credo di capire Michele e anche di condividere un certo elitismo che ti fa dubitare degli "anointed" (come si dice, oliati dal signore?) - ci mancherebbe - ma ogni tanto - per un brevissimo periodo - fa bene provare a essere un "uomo del popolo". 

E poi e' intelligente. Lo so che spesso la gente troppo intelligente fa danni. Ma e' cosi' rassicurante vedere finalmente qualcosa che si muove negli occhi del presidente. 

E poi e' intelligente. Lo so che spesso la gente troppo intelligente fa danni. Ma e' cosi' rassicurante vedere finalmente qualcosa che si muove negli occhi del presidente.

Elitista ... Chi ha detto "elitista"?

Buonasera da un nuovo arrivato.

Sembra che anche Alexander Stille condivida in parte le preoccupazioni di Michele Boldrin, sul sito di Repubblica specialmente quando dice che

Obama è diventato una specie di test delle macchie di Rorschach universale, dove ognuno vede quello che vuole vedere.

e poi

Quello a cui stanno assistendo è una tradizione retorica peculiare ma importantissima, appropriatamente definita la "religione civile dell'America".

facendolo risalire a Tomas Jefferson e la costituzione degli US.

Poi rassicura noi scristianizzati europei de sinistra

Il nuovo presidente cerca di sfruttare la forza di questa tradizione per contrastare la versione più nazionalistica usata da Bush, e per metterla al servizio del suo nuovo e diversissimo programma.

Che dire, comincio ad avere paura pure io.

 

Re: Second Coming

Marcks 21/1/2009 - 19:20

Non avevo visto questa analisi di Repubblica. In effetti, sembra dire quello che già mi aspettavo avrei sentito: "Bush usa la religione da destra per fare guerre, Obama invece la usa come religione civile." Sempre la solita storia, per repubblica gli unici preti buoni sono quelli operai o francescani.

Condivido l'analisi di Stille sulle radici storiche della "religione civile", Jefferson e tutto il resto. È tutto perfettamente vero, son solo gli intellettuali italiani (e VW) che non lo sanno, avendo una visione hollywoodiana degli USA.

Che BO si muova in una grande tradizione, nessun dubbio, ma lo stesso era vero per Bush, appunto. Quella tradizione ha sempre avuto sia i suoi forcaioli che i suoi profeti del latte e del miele oppure, come nel caso di Lincoln, quelli che riuscivano a fare entrambe le cose.

Ma il punto non è solo quello. A Stille, come ad Alberto Bisin, BO è simpatico, quindi lo vedono ancora coperto dalla tuta di teflon dell'infallibità; insomma BO può dire e fare ciò che vuole che ai loro occhi non cambia la sostanza. Anche mettere un evasore fiscale a ministro del tesoro, tanto ...

Battute a parte, insisto, il punto non è la tradizione. Il punto è che RELATIVAMENTE A QUESTA TRADIZIONE e relativamente a come si era venuta evolvendo nel partito Democratico da JFK in poi - JFK era cattolico, questa tradizione è intrinsicamente e necessariamente protestante ... non fatemi entrare nei dettagli teologici, che alla fine son triviali ... la religione civile in un paese cattolico o è lo stato papalino o non è - e soprattutto con i Clinton (che Carter sbavava da quel lato, ma era fuori tempo), BO rappresenta un risorgere drammatico dei toni messianici e del "totalitarismo" religioso. Insomma, tolto il trend si vede chiaramente che siamo in una parte straordinariamente alta (bassa? :-)) del ciclo.

Sia chiaro, il totalitarismo religioso di BO prevede buone parole anche per i miscredenti come me, perché la sua versione di sinistra è inclusive, quindi molto meno peggio di quella del Bush. Ma totalitarismo religioso è, nel senso che TUTTO è spiegato e tenuto in piedi dal manifested destiny e dalla parola del signore del piano di sopra.

Tutto questo, comunque, è solo ancillare al mio punto. Il quale è il seguente: è il popolo che lo vuole, è il popolo che lo chiede. BO non avrebbe mai potuto vincere se non avesse venduto aria fritta messianico-religiosa. Hillary avrebbe vinto le primarie e poi perso le elezioni perché Hillary, come McCain ma più di McCain, della religione civile si fa un baffo (anche se in Senato si è aggiunta anche lei al gruppo che legge e commenta/prega sulla bibbia ... tanto per dire!). Quindi l'ha usata, BO, la religione nella sua versione a lui congeniale: quella dei predicatori battisti. Però, a mio avviso, ci crede tanto quanto ci credo io!

Il popolo vede il messia in lui, e lui sa di non esserlo ma lascia che il popolo lo creda ed alimenta la credenza. Bene, male? Fate voi.

Michele, trovo molto interessanti le tue riflessioni, e anche quelle degli intervenuti. C'e' un punto su cui mi sento piu' fiducioso di te: ossia il modo in cui la religiosità di BO si tradurrà in atti concreti e discontinui. A memoria ricordo di averlo visto pronunciarsi a favore della libera scelta sull'aborto e questo mi fa dubitare sulla possibilità di un Obama "clericale".

Per i leader di casa nostra invece il buzzword, come l'hai chiamato tu, si traduce in atti di segno opposto - e penso al caso Englaro.

Insomma adesso siamo solo alle impressioni, staremo a vedere, ma a me sembra che è presto per dire che ci sarà "quel" tipo di continuità con GWB

Anch'io sono poco d'accordo con l'analisi di michele. Ho riletto il discorso per accertarmene, e di God ne ho trovato poco (certamente non c'e' la frase "I am on a mission from God", quella e' da Blues Brothers). I riferimenti a Dio e le preghiere ci sono in tutte le cerimonie d'inaugurazione, fa parte del rituale americano che fa persino recitare a tutti gli scolari una preghierina mista di sacro e profano. La parola God c'e' tre volte nel discorso (god bless you and godd bless the usa alla fine non contano), sinceramente non vedo tanta religione in questo discorso una volta scremato lo stile da predicatore protestante. 

Ho l'impressione che tutta l'analisi di michele insomma si basi sull'atteggiamento e la retorica che ricalcano quelli dei predicatori. Quello e' il suo stile, niente da dire, pero' mi pare ci siano differenze fondamentali, che indicano che una qualche rottura c'e'. Bisogna scremare la retorica Obamiana, altrimenti si rischia di non capire iente. Per me le frasi fodamentali sono queste:

On this day, we gather because we have chosen hope over fear

To those who cling to power through corruption and deceit and the silencing of dissent, know that you are on the wrong side of history, but that we will extend a hand if you are willing to unclench your fist.

Indica la rottura con una presidenza che sulla paura ha scelto di basare il proprio consenso e le proprie politiche sulla paura del diverso

L'altro aspetto rilevante e' il richiamo alla responsabilita' individuale, per esempio qui

 

It has not been the path for the faint-hearted, for those who prefer leisure over work, or seek only the pleasures of riches and fame.
Rather, it has been the risk-takers, the doers, the makers of things -- some celebrated, but more often men and women obscure in their labor -- who have carried us up the long, rugged path towards prosperity and freedom.

 

Tutto il resto del discorso e' retorica. Non ci si aspetta un programma politico in un discorso inaugurale. 

 

 

 

La parola God c'è tre volte nel discorso (god bless you and godd bless the usa alla fine non contano), sinceramente non vedo tanta religione in questo discorso una volta scremato lo stile da predicatore protestante.

Talk about "cognitive bias"!

Se usi la stessa metodologia per Ratzinger, controllando per il fatto che si guadagna i mocassini di prada facendo il papa, neanche lui parla tanto di dio ... almeno quando usa la prima persona plurale!

:-)

Sul resto non mi pronuncio, la mia analisi era per il long run e, come ho detto, era rischiosa. Noto solo che vi rifiutate un po' tutti di andare aldilà del discorso presidenziale, che io ho quasi ignorato, e guardare al lungo periodo ed agli altri fenomeni che ho menzionato. Fenomeni che riguardano soprattutto il popolo americano, alle cui domande BO risponde da politico professionista qual è.

Ma fa lo stesso, magari questo tipo di analisi interessa solo a perditempo come il sottoscritto. Mi piace "provare a prevedere" le cose quando non sono ovvie, altrimenti farei Mr. Doom di professione ...ed avrei più successo di pubblico.

Quindi, chi vivrà vedrà. Ne riparliamo fra qualche anno.

P.S. Per quanto riguarda "deceit", though, non è che abbiamo iniziato con il piede giusto, almeno agli hearings di oggi, o no?

Talk about "cognitive bias"!

Per chiarire per chi sta in Italia: quei due "god" non contano perche' sono il saluto standard che fanno tutte le cariche pubbliche, e anche se invocano dio non c'entrano niente con dio e con la religione. 

Re(1): Second Coming

raf 22/1/2009 - 09:41

esatto. Al di la del discorso che e' comunque un discorso che tutti si aspettavano ( tranne wall street ), il punto di michele e' sulla continuita' con i presidenti precedenti. Io sono perfettamente d'accordo : con lui che non cambiera' molto. Io sono anche convinto che Obama deve fare i conti con le lobby, che sono le vere padrone della politica .La lobby delle armi e' quella piu' forte , e infatti non si e' parlato di ritirare le truppe da tutti i teatri mondiali ( quello si che sarebbe un bel risparmio ) . Ha detto che l'irak e gia' quasi a posto mentre l'afganistan  ha bisogno di aiuto. Di un aiuto che l'america dara' sicuramente alla faccia della consultazione con gli alleati. In nome della religione si prepara un'altra guerra santa.

Per finire io non credo che tutti i soldi della campagna elettorale di Barack hussein Obama siano venuti dai cittadini. E se devo paragonarlo a qualche presidente mi ricorda piu' johnson che lincoln , il nuovo vietnam e' dietro l'angolo e si chiama afganistan

Non avevo notato. L'ultima parte del discordo, "the doers of things" ricorda quella bella poesia su Chicago. ... la cerco

 

No, forse no. Sbagliavo io. Qui la poesia.

 

Second Coming

gmack 22/1/2009 - 00:43

Bello e per nulla scontato, forse anche un po' azzardato. Bello e contro i luoghi comuni. Bello perchè non te l'aspetti.

Ma pensa te, un articolo (quasi) anti-Obama.... che però è proprio come Obama !

Second Coming

Astaroth 22/1/2009 - 01:06

Molto interessante l'analisi dell'awakening americano e del diverso approccio europeo. In effetti la differenza fra le due sponde dell'Atlantico potrebbe confermare l'idea del "risveglio" causato dalla diseguaglianza. C'è poi, forse, anche una ricerca delle proprie radici, dell'identità più profonda, in un periodo, quello della globalizzazione, in cui questa non è più scontata. Gli Americani sembrano ritrovarla nel nazionalismo e nella cristianità (che tendono a mischiarsi molto). L'Europa è invece sicuramente molto diversa, non solo più secolare, ma il suo nazionalismo (che c'è e cresce, soprattutto ad est) convive con movimenti regionalistici e con una nuova identità "europea" che si viene creando: tutti fenomeni, da un certo punto di vista, figli della globalizzazione. La Russia invece mi sembra un po' diversa, direi che l'idea della santa madra Russia c'è da un po' e non sia mai scomparsa del tutto (anche Stalin la utilizzava propagandando una "grande guerra patriottica" e non sovietica o proletaria). Forse però la Russia qualche somiglianza col caso americano ce l'ha. Entrambi i Paesi tendono a non avere una separazione netta fra Stato e Chiesa, e quindi rivolgersi al potere politico significa rivolgersi allo stesso tempo alla religione... ma non andrei oltre col parallelismo.

Bellissimo post, comunque, complimenti.

Giuro che non l'ho commissionato io, né che l'avevo visto prima. Chi sono questi? Bestialmente ben fatto!

Come chi sono questi, michele? va bene guardar poco la televisione, ma qui esageri, jon stewart è veramente un fenomeno culturale. What's next, non sai chi è steve colbert?

Mah ho provato a spiegarglielo l'altra sera ma non ne vuole sapere

Beh, ora so chi è Steve Colbert e, siccome muoio d'invidia che ha invitato Larry Lessig, David ed io abbiamo deciso che ci facciamo invitare anche noi, prossimamente. Stay tuned.

You see, I'm making progresses ...

... mi perdonerete, ma la battuta sul formaggio a me ha ricordato tanto il dibattito politico italiano (che ogni tanto vedo affiorare anche da queste parti...)

 

spettacolare...

personalmente ero più che certo delle impressioni di michele (già da prima di sentire il discorso di inaugurazione, solo a sentire i nomi messi nell'amministrazioni) e che grattando via la retorica e i bei discorsi l'America sarebbe rimasta l'America.

Aggiungo solo una cosa, forse "formalmente" Guantanamo chiuderà e in medio oriente la situazione verrà gestita in altro modo (i.e. si vedranno meno militari in giro). "Sostanzialmente" non credo cambierà nulla.

Ma dai ragazzi, tutto sto cinismo di rimando mi fa davvero ridere. L'amerika rimarra' l'america, i lobbisti continueranno a essere potenti, il pentagono spostera' forze in afghanistan (iraq, afghanistan, stessa roba) .... e gli oceani non si sposteranno. Se per "change" si fa intendere che il cielo diventa rosso, poi risulta facile dire che non e' cambiato nulla. Proviamo delle tecniche retoriche un po' piu' sofisticate? che ne dite ragazzi?  usare geithner per dire che nulla e' cambiato mi pare corretto, ma il resto sono baggianate.  

Calmini, calmini, che ne dite? Io aspetterei a ridere, almeno qualche anno.

Per una volta faccio l'equidistante :-)

Ha torto Mollea, a mio avviso, a interpretare il mio scritto in quel senso (era sulla RELIGIONE ed il suo ruolo nella politica e nella società USA di oggi, cazzarola) visto che Obama FARA' differenza in politica estera, e non solo in Guantanamo. Il filmino degli americani brutti e cattivi - che intanto fa tutto la CIA che lavora per il complesso militar-industriale - è tanto assurdo e fondato solo su pregiudizi quanto quello della terra del latte e del miele. Tra l'altro, come di nuovo sottolineavo, il fenomeno sembra avere aspetti mondiali: la gente cerca nei leaders politici delle figure salvifiche e dotate di poteri quasi supernaturali: anche in Europa mezzo mondo mi sembra impazzire per Obama ed aspettarsi chissà che cosa. QUESTO è il tema interessante, a mio avviso, assieme al fatto che questo "risveglio religioso" viene vissuto/usato diversamente in diversi paesi e che questo avrà effetti di lungo periodo sulle politiche e sulle scelte dei leaders politici. Poi alcuni paesi hanno Obama, altri hanno Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bertinotti ... a ognuno il suo figliodidio.

Ha però torto Alberto a non voler confrontarsi sul tema - affari suoi, a dire il vero, non è che deve farlo ma, se lo fa, forse ridere sugli argomenti degli altri non è molto utile - a negare l'evidenza e a continuare a ripetere che siamo (sono?) un cinico che non si commuove ed usa figure retoriche poco sofisticate (e qui gli risparmio le cattiverie possibili, che oggi mi sento particolarmente "buono" ... che sia effetto del nuovo presidente?). Pessima scelta dire che gli argomenti degli altri sono "[ciniche] baggianate" senza riuscire a provarlo, no? [Nota privata: okkio al cinismo, che poi ti si ritorce contro la prossima volta ... su altri temi :-)]

Michele mi piace proprio perche' e' cinico. Ia prima telefonata e' stata ad abu mazen unica autorita' con cui israele vuole trattare . Un caso ? probabilmente si, Rahm Emanuel, e' ebreo : un caso ? probabilmente si. Sicuramente la lobby ebrea non c'entra ed e' un caso che la stampa israeliana abbia scriitto un nostro uomo alla casa bianca.

Guantanamo : I detenuti di guantanamo tecnicamente sono prigionieri di guerra . Sono stati catturati in azioni di combattimento e non in seguito ad una indagine. In piu' sono stati presi in terra straniera. Vorrei sapere da voi che state in america alcune cose che non mi sono chiare. I tribunali americani possono processare persone che sono state catturate in terra straniera ? esiste il reato di combattente nemico ? se non hanno commesso reati in america li dovranno liberare. Dove li libereranno in afghanistan ? cosi' sono pronti per ricongiungersi ai loro fratelli talebani , saranno contenti i soldati americani che combattono la. Oppure li lasciano liberi in america cosi poi li possono processare per immigrazione clandestina ?

credo che fare dei proclami sia semplice specie per degli avvocati o uomini di spettacolo che non sono chiamati a realizzare concretamente le cose . Ma nel mondo reale sono i dettagli che fanno funzionare le cose. Penso anche che il disoccupato di detroit avrebbe preferito come prima cosa l'assicuraziione sanitaria per tutti , forse il motivo principe per cui l'ha votato. Ma nei salotti buoni ci sono gli intellettuali non i disoccupati.

Raf, complimenti per la citazione sui cinici...in effetti quella visione delle cose, filosofia, ha anche un carattere positivo che solitamente è lasciato da parte per un'interpretazione negativa.

Quanto a Guantanamo. Effettivamente, ci sono dei problemi legali a chiudere il campo, ma non ne ne farei un dramma; e sopratutto lascerei da parte i compiacimenti molto filosofico-giuridici (questi si inutili) su cosa "succederebbe se"e via con tutti questi puzzles.

Se i detenuti sono dichiarati prigioneri di guerra, cosa che la precedente amministrazione si rifiutava di fare, penso che si chiarisca un quadro abbastanza consolidato per capire cosa fare di loro.

In secondo luogo, i prigioneri potrebbero anche essere mandati nei loro paesi, fatta salva la verifica che non subiranno torture o cose di questo genere.

Su guantanamo credo che la superficialita' dell'approccio sia comune alle 2 amministrazioni. Nel primo caso come dici tu non hanno avuto il coraggio di chiamarli per quello che sono "prigionieri di guerra" , forse perche' avrebbero dovuto fare i conti con varie convenzioni di ginevra tra le quali sicuramente non e' prevista la tortura. Per contro la stessa superficialita' si e' evidenziata da questa amministrazione che comunque non definisce che cosa sono "quelli" che stanno dentro guantanamo ma semplicemente annuncia che guantanamo sara' chiusa. Ogni azione provoca delle conseguenze ed io ritengo che il nuovo presidente non sia ancora andato oltre gli slogan e la domanda che mi nasce spontanea e' se dietro ci sia qualcosa . Io preferisco guardare ai fatti appena arriveranno ne parleremo

Condivido. Il problema, però, l'ha creato l'amministrazione Bush in due maniere: da un lato volendo mantenere costoro in un limbo per poterli torturare e, dall'altro, coprendo d'inaccettabile segretezza sia Guantanamo che le altre basi in giro per il mondo. Da un lato era sufficiente rinunciare alla tortura e trattare i presi in Afghanistan come prigionieri di guerra, che tali erano e sono. Dall'altro si trattava di adeguare la legislazione antiterroristica interna per permettere la messa a giudizio nel paese di persone catturate in altri attraverso operazioni di servizi segreti, eccetera, eccetera. Ora vedremo come gestisce Obama questa ingarbugliatissima matassa. Tanto, ieri è uscita questa a cui il NYTimes ha dato tutta l'evidenza possibile. L'ipocrisia del NYTimes sull'intera questione "Al-Qaeda e Medio Oriente" è tale che ci si potrebbero scrivere volumi ...

Sulla questione Israele e lobby israeliana, concordo pure. Le anime belle che pensano che la lobby israeliana sia una fantasia degli "anti semiti" (le anime belle, si sa, non sono solo belle, sono anche e frequentemente a corto di argomenti) dovrebbe dare un'occhiata a questo (una versione condensata del libro è questa), che non è esattamente il prodotto di una coppia di comunisti impazziti. Anche qui, vediamo cosa combinano Obama-Clinton ... Nessuno, comunque, mi toglierà mai dalla testa che l'operazione Piombo Fuso sia avvenuta quando è avvenuta, e con le modalità con cui è avvenuta, sulla base di un accordo previo fra le tre amministrazioni: la israeliana e le due USA, quella uscente e quella entrante. Ha permesso (1) ad Olmert di fare il duro a casa in vista delle elezioni e di dare (abbondante) sfogo al desiderio di vendetta di quella fetta del popolo d'Israele per cui l'unico palestinese buono è quello morto, distogliendo nel frattempo l'attenzione dalle porcate che continuano a fare nella West Bank; (2) ha permesso ad Obama di "start clean", perché nel suo clock non è successo nulla (ammirevole l'efficiente fretta con cui l'esercito Israeliano è "uscito" da Gaza ... rimanendoci). Ovviamente non ha fatto avanzare di un millimetro le chances di un accordo, anzi le ha fatte retrocedere facendo salire anche nella West Bank il supporto per Hamas, ma questo non è un problema per nessuno dei tre. Men che meno per l'amministrazione uscente, la politica estera della quale è definita dal motto " distruggi ed uccidi più che puoi, così che cresca il numero di colore che ci odiano" ... Bon, fine della tiritera, che intanto serve a nulla.

P.S. Grazie per il complimento, gradito indeed.

Mi si dice che tutto mi torcera' contro e che non ho argomenti. Ma continuo. Ci stracciamo le vesti che Obama sara' filo-Israeliano e lo usiamo a prova che nulla cambiera'. Io ribadisco, queste sono baggianate. E' ovvio che Obama sara' filo-Israeliano: i Dems lo sono da una vita e lui e' un politico Dem, anche di una certa abilita'. Siete voi a fare le anime belle che si sconvolgono: "ma dai, davvero, Obama allora non e' the Special One/l'unto del Signore?  E' un politico che e' stato eletto e vorra' rifarlo -- ma che schifo!!" (Mi spiace Michele, piu' che svelare il giochetto retorico non posso fare; la linguistica e' un argomento eccome). 

L'argomento di Michele sulla guerra frutto di accordo a 3 e' diverso (ci sono cinici e cinici, ragazzi miei..). Se fosse vero, staremmo parlando di un livello di preferenze pro-Israele - non voglio dire mai sentito prima, ma almeno - non proprio standard. E allora si', che ci sarebbe da discuterne. Ma dovrebbe essere discussione politica - niente a che fare con "change we can believe in" ne' con "second coming". Obama ha fatto capire che avrebbe spostato gli oceani ma mai che avrebbe bastonato Israele o anche solo che lo avrebbe trattato il suo esercito da invasore quando invade. Anzi, le sue posizioni pro_Israele sono state chiare dall'inizio. E poi tra due regimi religiosi ne sceglie uno che gli piace di piu'; non ha scelto religione contro laicita'. 

Lo stesso si puo' dire sull'argomento su Guantanamo di Raf. Altro che guardare ai dati. Guantanamo e' un simbolo, e Obama l'ha chiuso e ha fatto bene. E' ovvio anche a un bambino. Come e' ovvio che bisogna vedere come avviene la cosa e cosa fanno dei detenuti - che in questo puo' fare errori madornali. Anche questo e' ovvio anche a un bambino. E' passato un giorno e lui ha rispettato una promessa che ha valore simbolico per l'Amerika ma anche per il resto del mondo. L'amministrazione prima ha messo in piedi un sistema per torturare la gente impunemente e lui lo ha cancellato. Non mi stupirei nemmeno se lui ne mettesse in piedi un altro - non per concorrere con Michele sul cinismo ma perche' spero che sia pragmatico a sufficienza da non farsi guidare dall'etica divina - ma questo andava chiuso. 

Se posso dare i miei due centesimi sulla questione, io credo che sia vera la questione dell'accordo. Non posso credere che Israele non abbia avuto accordo con le due amministrazioni - quella di Bush non gli poteva fottere meno, e quella di Obama si e' evitata un enorme problema. Possibile che Israele abbia anticipato tutto questo e abbia agito sapendo che Obama avrebbe colto l'occasione per lasciar stare, ma piu' probabile che se lo siano detti. 

Albé: ma chi s'è sconvolto qua? Chi si straccia le vesti? Cosa sono queste proiezioni? Cos'è ora, constatare che l'acqua bagna è l'equivalente a sconvolgersi? Perché sprechi il primo paragrafor per dire nulla? Che sveli? Quale giochetto retorico e dove?

Oltre a dire cose in libertà e sopra le righe, what's the point? Io l'unica cosa che capisco, ma forse mi sbaglio, è che preso dalla sacra foga ti contraddici a due paragrafi di distanza, ma forse ho letto male.

Prima dici

L'argomento di Michele sulla guerra frutto di accordo a 3 è diverso (ci sono cinici e cinici, ragazzi miei..). Se fosse vero, staremmo parlando di un livello di preferenze pro-Israele - non voglio dire mai sentito prima, ma almeno - non proprio standard. E allora sì, che ci sarebbe da discuterne

Poi concludi invece

io credo che sia vera la questione dell'accordo. Non posso credere che Israele non abbia avuto accordo con le due amministrazioni - quella di Bush non gli poteva fottere meno, e quella di Obama si è evitata un enorme problema. Possibile che Israele abbia anticipato tutto questo e abbia agito sapendo che Obama avrebbe colto l'occasione per lasciar stare, ma più probabile che se lo siano detti.

Tutto questo casino per dire che sei d'accordo con una delle affermazioni sostanziali che ho fatto?

Che succede, Alberto, ti stai dando alla retorica?

No, se tu che non hai capito nulla. Io dico semplicemente questo: 

1) argomentare che Obama e' filoisraeliano per dire che nulla e' cambiato come fa Raf e' una baggianata; perche' e' ovvio che lo sia - data la distribuzione di political power negli stati uniti; il fatto che sia filoisraeliano o che segua politiche filoisraeliane non e' new information, se uno conosce solo un po' gli stati uniti

2) argomentare che Obama ha fatto un accordo sottobanco con Israele invece e' un punto importante in se'; questo si' che aggiunge informazione; non ogni dem l'avrebbe fatto; ma non ha alcuna importanza rispetto alla questione che Obama sia change o meno, perche' questa e' una delle poche cose su cui non ha promesso change, che io sappia; a parte che dimostrerebbe una certo pelo sullo stomaco che anche quello non mi stupirebbe

quindi il fatto che io creda alla teoria del complotto non contraddice proprio nulla. 

PS michele , dai calmati e leggi. il senso del mio argomento in generale non e' molto sottile.  Quello che definisco baggianata e' la catena "logica" seguente:  1) Obama dice di essere "change"; 2) Ieri c'era un solo sole;  3) hence Obama non e' change perche' un solo sole c'era anche l'altro ieri. 

E, by the way, non ho mai detto che questo sia il ragionamento che fai tu. Non e' colpa mia se difendi pero' i commenti che lo fanno. 

No, se tu che non hai capito nulla.

[...]

Devi aver fatto troppo tardi ieri sera :)

Alberto, a veces te pasas. Rileggiti.

Io, cosa vuoi, a tirar le tre sono abituato (e ieri sera sono andato a letto presto, rispetto alle solite tre ...). Altri, temo, sono meno adusi del sottoscritto.

l'avevo tolto, quello dell'aver fatto tardi, subito dopo averlo messo perche' mi sembrava una di quelle coise personali che avevamo deciso di evitare.

ma mantengo che non hai capito nulla. 

ma mantengo che non hai capito nulla.

... mica male come argomento! Ti vedo un po' sopra le righe con i toni e sotto le righe con gli argomenti, oggi, Alberto. Non e' che sia obbligatorio commentare quello che io scrivo, tu mi capisci ...

P.S. Tanto per dire, come si fa a scrivere che Obama sull'auto fara' un pochino meglio di Berlusconi quando, chiaramente, ha GIA' FATTO peggio visto che il de facto bailout di GM e Chrysler l'ha spinto lui assieme alla maggioranza democratica al Congresso? Come on!

 

Come suggerisce Sandro, penso a come risponderebbe Obama prima di risponderti. Ed ecco il risultato:

mi dispiace di non essermi spiegato bene, ma in quello che ho scritto non c'e' contraddizione alcuna; in questo senso mi sono permesso di replicare che non hai capito nulla; mi scuso altresi' per non aver chiarito che se non hai capito, ovviamente sono io a non essere stato chiaro. 

Per quanto riguarda l'auto, il senso in cui penso che Obama fara' un po' meglio di Berlusconi e' il seguente: Obama, in accordo con la sua ideologia  e la sua base elettorale, cerchera' di aiutare l'industria auto ma cerchera' anche di fare la voce dura coi managers - provera' a imporre vincoli. Poiche' aiutare l'auto e' male mentre richiamare i managers (e possibilimente gli azionisti) alle loro responsabilita' e' bene - nel mio sistema di preferenze -  se ci riesce, fara' un po' meglio di SB che invece fara' regali a Fiat no string attached, come da tradizione.

So help him God.

Visto che - coerentemente :-) - invochi il nientepopodimenoche, non posso che cederti l'ultima parola, che è dunque tua, per nulladicente ch'essa sia.

Sull'auto, invece, son disposto a scommettere. Occorrerebbe decidere cosa "peggio" significhi, però ... Chi ci mette più soldi? Facile, "vince" Obama. Chi fa meno prediche sulla responsabilità sociale delle aziende? Facile, "vince" BS. Difficile stabilire criteri obiettivi, ma ci si può provare.

P.S. Interessante notare che, per mostrare che il "change" c'e'  stiamo confrontando l'unto del signore con BS ... ed il confronto non son stato io a proporlo per primo!

Mah, non lo so. Questo dell'accordo preventivo Israele-due amministrazioni suona un po' troppo  conspiracy theory per i miei gusti. Magari è giusta, ma esattamente perché dovrei crederci?

Una spiegazione più semplice è che  il governo israeliano, che si prepara a elezioni difficili, ha voluto fare qualcosa per aumentare il suo consenso. Fare qualcosa contro Hamas (e un sacco di altra gente, pare) invadendo Gaza deve essere sembrata una buona occasione. Lo ha fatto sapendo che l'amerika, informata preventivamente o no, non avrebbe comunque combinato molto. Ed è perfettamente possibile che il timing del ''ritiro'' da Gaza sia stato scelto per mostrare benevolenza verso la nuova amministrazione USA, anche qui senza necessariamente accordi preventivi. Perché no, visto che dopotutto questi saranno i tizi con cui si avrà a che fare per i prossimi 4, probabilmente 8, anni? La teoria è observationally equivalent ma non richiede conspiracy.

Nelle diplomazie, specialmente militari e specialmente fra paesi fraternamente uniti nella "war on terror", esistono delle regole semplici semplici. Una di queste è che non ci si sorprende reciprocamente a meno che non sia strettamente necessario, e che non si creano situazioni nuove senza consultare l'altro. Le sorprese non sono molto utili, in questo tipo di attività. Se vuoi chiamare questa constatazione "conspiracy theory" fa pure, ognuno sceglie lo strumento retorico che gli sembra più adeguato. Dove sia la conspiracy, però, quando hai due minuti me lo spieghi. Di solito le conspiracy theories sono del tipo "i servizi segreti israeliani hanno organizzato 9/11" ... Se avessi detto che l'idea di distruggere mezza striscia di Gaza è venuta a Hillary, o a Rice, e che hanno convinto Israele ad attuarla, eccetera, ecco allora mi sentirei di condividere che di conspiracy theory si tratta.

Io ho solo constatato che i segnali di continuità nella componente chiave della politica estera USA nel Medio Oriente (e.g. dagli all'arabo che, come abbiamo appreso dagli orientalisti del secolo XIX, è un cane che capisce solo o il bastone o i denari/donne che lo comprano) ci sono tutti. Fine.

Non trovo nemmeno tanto sorprendente che la comunicazione in questione vi sia. Per la medesimissima ragione per cui, quando Bush stava considerando se bombardare l'Iran o no, gli israeliani non solo lo sapevano ma partecipavano alla discussione offrendo aiuti militari e tecnici (cosa che suggerisce un livello di comunicazione fra i rispettivi servizi segreti militari abbastanza elevata) mi sembra ovvio che questo livello di comunicazione si mantenga per operazioni del genere. Non conosco quale sia la copertura satellitare del globo (e dei terrotori occupati in particolare) che Israele possiede, ma credo che in operazioni militari di questo tipo sia strumento utile, per esempio.

Tutti questi sono dettagli tecnici, comunque. Ciò che conta, ovviamente, è la scelta politica che mi sembra al momento chiarissima. Poi vedremo. C'è sempre "Nixon in China" come precedente, per cui potremmo anche avere un "Clinton&Emanuel in Palestina", who knows?

Avevi detto

Nessuno, comunque, mi toglierà mai dalla testa che l'operazione Piombo Fuso sia avvenuta quando è avvenuta, e con le modalità con cui è avvenuta, sulla base di un accordo previo fra le tre amministrazioni: la israeliana e le due USA, quella uscente e quella entrante.

frase interpretabile in vari modi. La più estrema è che le amministrazioni USA, entrante e uscente, abbiano attivamente partecipato al processo decisionale che ha portato all'invasione di Gaza, magari stimolando e favorendo tale decisione. Di questo non ho evidenza, forse è vero forse no. La meno estrema è che ci sia stata comunicazione tra Israele e le amministrazioni, giusto per evitare sorprese reciproche, che Israele abbia comunicato le proprie intenzioni, e che gli USA (both administrations) hanno risposto che non avrebbero creato casini. Questo mi sembra molto plausibile. But again, what do I know?

Penso che michele abbia ragione . L'unica volta che israele ha agito da sola senza far sapere niente agli alleati e' stato quando ha attaccato il reattore irakeno e infatti ha dovuto subire il richiamo esplicito degli americani e sopportare turbolenze politiche per un po' . Invece questa volta nessuno si e' meravigliato e fondamentalmente detto niente

Ho già parlato anche troppo di cose di cui so poco, è la maledizione del blog. Però lasciami aggiungere che per valutare vicende come quelle del reattore iracheno, e tante altre, sarebbe bene non basarsi troppo sulle dichiarazioni e sui comunicati ma guardare al sodo. La mia domanda è: dopo il bombardamento c'è stato un rallentamento dei flussi di aiuto finanziario e militare USA verso Israele? Quella mi sembra una variabile più importante da guardare che il rimbrotto di qualche diplomatico.

" Non mi stupirei nemmeno se lui ne mettesse in piedi un altro - non per concorrere con Michele sul cinismo ma perche' spero che sia pragmatico a sufficienza da non farsi guidare dall'etica divina - ma questo andava chiuso. "

Un po come l'ici per il berlusca . Andava tolta poi si vedra' . Ma che cambiamento e' ? mi ricorda tanto il gattopardo. La domanda e'  l' america e' in guerra ? se si guantanamo e' una prigione di guerra e va mantenuto fino alla fine della guerra. Se no allora i detenuti di guantanamo sono illegittiimi ed hanno tutte le ragioni di chiedere i danni all'america. Ma un discorso cosi' chiaro il messia non lo fara', coerentemente con il personaggio. Ma un personaggio cosi sfuggente e' l'uomo giusto per dei problemi cosi' concreti come quelli presenti in america ? Sono curioso di vedere quello che fara' con l'auto , visto che l'industria dell' auto ha terminato un ciclo tecnologico ed il semplice finanziamento di quello attuale serve solo a rimandare il problema. L'auto per l'usa rappresenta il 6 % del pil una cosa dannatamente concreta

P.s. in tema di messia   vi consiglio il film Brian di nazareth dei monti python

Raf: continui a dire che Obama e' un politico e non il Messia. Siamo d'accordo. Non e' questa la questione. La questione e': e' sostanzialmente meglio o peggio (e scegli tu il riferimento - politico pero'; e' anche peggio di San Francesco d'Assisi probabilmente - ma chi se ne frega). Su questo si puo' discutere. 

Sull'auto fara' meglio di Berlusconi. Ma fara' male. Purtroppo. I vincoli sono troppo forti. E forse anche il modellino economico che ha in mente non l'aiuta su questo. Ma su questo aspetto a vedere.

Io credo solo che ci sia molta aspettativa ingiustificata. Che fara' meglio di bush in politica interna e peggio in politica estera e sopratutto credo che siamo lontani anni luce da reagan. Qual'e' il modellino economico che ha in mente ? in iitalia i telegiornali ci fanno vedere solo puttanate tipo lui che balla etc etc

Prometto che ci provo a mettere in ordine il modellino di Obama. Se ci riesco faccio un post durante il week end. Ma sara' certo una versione del modello superfisso. 

Peggio in politica estera di Bush? Cosa prevedi, che invada il Canada?

Carina quella del canada . Barack ha dichiarato che non agira' da solo ma concordemente con gli alleati. Fondamentalmente gli alleati sono l'europa. Ma gli europei sono restii ad andare in guerra e lo si e' visto in afghanistan quando la nato ha chiesto di aumentare le missioni operative, nessun parlamento ha dato seguito a quella richiesta. In kossovo dietro casa abbiamo fatto poco e niente. Bush ha risolto alla sua maniera andando da solo. Quello che barack deve decidere e' se l'america e' in guerra o no . Come mi disse un ex seals che ha combattuto in vietnam : "  La guerra e' come essere incinta, non puoi esserne consapevole a meta' " . Io ritengo che la guerra per gli stati uniti non sia finita e trattare una situazione di guerra con la diplomazia porta diritti verso la catastrofe . Questo e' quello che successe a Johnson voleva essere il presidente dei diritti civili e della emancipazione ma porto' l'america verso la disfatta in vietnam ed e' per questo che io paragono obama a Johnson

Una precisazione. Dal testo del commento può sembrare che Bush abbia deciso di andare da solo in Kosovo (credo in realtà raf si riferisse alla decisione di andare solo, ossia con la ''coalition of the willing'' in Irak). In realtà la guerra del Kosovo avvenne sotto la presidenza Clinton.

esattamente Sandro mella fretta mi sono dimenticato di specificare

Un rito e' un rito, manco si possono scambiare due parole

Comunque secondo me e' stato Roberts il primo a far casino.

Ok siccome c'e' qualche geek che ci legge, se vi siete persa la notizia, questo il file robots.txt di whitehouse.gov, prima e dopo l'inaugurazione

BushObamaUser-agent: *
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Disallow: /omb/query.html
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Disallow: /expectmore/query.html
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Disallow: /apec/2006/text
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Disallow: /apec/2007/text
Disallow: /apec/2008/photos/text
Disallow: /apec/2008/text
Disallow: /apec/text
Disallow: /appointments/text
... continues for over 2000 more lines ...
User-agent: *
Disallow: /includes/

... in realta' e' ovvio che dopo 8 anni di storia del sito il robots.txt cresca

qualcuno spiega anche a noi cool people????

Il file robot.txt indica quali parti di un sito non devono essere indicizzate da motori di ricerca e altri tipi di siti che usano sistemi automatici per raccogliere informazioni da un qualsivoglia sito.

Il sito della Casa Bianca nel periodo di Bush aveva accumulato un grosso numero di restrizioni che sono state eliminate con l'arrivo di Obama.

Ulteriori informazioni:

http://codeulate.com/?p=24

Quantomeno avrei lasciato escluso il cgi-bin sicuro che il file di destra sia vero ? inoltre checcot che geek sei non hai messo il link :-)

Beh puoi sempre controllare no? L'indirizzo del file lo conosci

la mia era una battuta scherzosa  non una polemica , pensavo si capisse dalla faccina in fondo.

Cmq mi hai incuriosito e sono andato sul sito ed il file robots.txt risulta modificato il 22/03/2006 mentre il sito della casa bianca risulta modificato il 23/1/2009 . Purtroppo non so come fare per inserire una foto nel commento e non so neanche da cosa nasce questa dissonanza pero' mi piacerebbe approfondire ( confesso che prima della tua email non sapevo dell'esistenza dei robots.txt )

Scherzavo anch'io... come hai fatto a scoprire la data la data di modifica del file?

io uso seamonkey come browser. Quando vai sul sito http://www.whitehouse.gov/robots.txt stai guardando un txt con il tasto di destra del mouse fra le opzioni compare view page info e ti da tutta una serie  di informazioni sul file tra cui la data dell'ultima modifica. C'e' anche una informazione sulla cache che pero' non so interpretare e quindi non so se l'informazione e' aggiornata oppure no. resta il fatto che se fai la stessa operazione sul sito della casa bianca ti compare la data di oggi come ultima modifica

Come scrivere un editoriale senza dire assolutamente nulla.

p.s. Lo so, è fuori tema, ma non ho resistito. Il titolo mi ha ingannato, l'ho letto ... ed avendo perso tempo ho dovuto ricavarne qualcosa in zona Cesarini :-)

Second Coming

matteo 23/1/2009 - 20:38

"totalitarismo religioso è, nel senso che TUTTO è spiegato e tenuto in piedi dal manifested destiny e dalla parola del signore del piano di sopra"

direi inoppugnabile come affermazione.

poi uno che nel 2006 appoggiava il muro tra mex e USA e adesso (pare, me l'ànno detto in uffcio, non lo so) dice che non lo vuole mi fa strano. poi concordo che almeno adesso cè un intellettuale nella stanza dei bottoni (il che non significa poi moltissimo, ma almeno è uno ch agirà con cognizione di causa.

 

poi uno che nel 2006 appoggiava il muro tra mex e USA e adesso (pare, me l'ànno detto in uffcio, non lo so) dice che non lo vuole mi fa strano.

...Invece McCain esattamente nel 2006 non voleva il muro (anzi ha scritto insieme al senatore Kennedy una legge sull'immigrazione che avrebbe "sanato" quella illegale), mentre nell'estate del 2008 lo voleva...

Dai, ragazzi, siamo seri. E soprattutto, diamo tempo al poveretto di fare qualcosa di concreto. Intanto, oltre alla cosa di Guantanamo, oggi ha fatto questo. Alla faccia dei (fondamentalisti e non) religiosi.

Questa cosa di Obama sta diventando divertente ... davvero. Uno sta per chiudere la finestra del sito e, zac, ne spunta un'altra di buona ...

Allora, Giorgio, secondo te

Intanto, oltre alla cosa di Guantanamo, oggi ha fatto questo.

is news? È un politico, no? Il suo elettorato l'avrebbe sbranato vivo se avesse mantenuto la politica di Bush sull'aborto. Dove sono, quindi, le news? E "cosa" ha poi fatto con Guantanamo? Si, lo so, uso su di te argomenti retorici introdotti da Alberto ... porta pazienza.

Sulla parte del muro, poi, meglio non commentare che se lo rileggi capisci da solo d'essere caduto nella trappola del "Si' ma anche ..." ...

Insomma, è proprio il caso di dire

Dai, ragazzi, siamo seri.

tutto questo agitarsi - solo perché ho documentato che è anche lui (o fa finta anche lui di essere) un fondamentalista religioso che il suo popolo vede come il messia - non fa altro che rafforzare il mio punto.

Il SUO popolo lo vede come un messia, quindi guai a dire che è solo un normale attore della politica che racconta al proprio popolo le favole che questo vuole udire. Gli altri raccontano favole, che sono finti messia, ma il MIO messia no, il mio messia è quello vero. Oh yeah ...

Quella del muro te la lascio volentieri - anche se pensavo che mi avresti detto che comportarsi allo stesso modo di McCain era anch'esso segno di continuita'.

Quella dell'aborto no: se tu stai argomentando (i) che Obama e' un fondamentalista religioso (di sinistra) e (ii) che la cosa rappresenta continuita' con Bush, allora mi sembra che la notizia - scontata che fosse - indica rottura con entrambe le cose.

Sul fatto poi che la gente lo veda come il Messia son d'accordo, ed e' preoccupante. Che possa avere il modellino superfisso in testa e sia tentato di pensare che lo stato (cioe' lui) salvera' la situazione, e' possibile, forse probabile, e speriamo non troppo.

Ma il suo fondamentalismo religioso, no, I'm sorry, non lo vedo. Questo e' il tizio che durante la campagna elettorale ha parlato di quelli che "cling to guns or religion or whatever", ricordi?

 

L'osservazione di Sandro è corretta. Aiuta anche a capire perché un fondamentalista religioso di sinistra (neretto mio) non abbia nessun problema a prendere quel provvedimento.

La cosa che sembri (sembrate) far fatica a capire è che il fondamentalismo religioso è di vari tipi. Pensare che siano fondamentalisti solo gli altri, quelli con la religione diversa dalla nostra, è tipico dei fondamentalisti religiosi.

Don Milani non era meno fondamentalista di Ratzinger, semplicemente interpretavano la parola dei loro dei (dicono fosse lo stesso dio, ma è difficile da credersi ...) in maniera diversa. Uno pensava che dio ce l'abbia con i ricchi, l'altro pensa che non sopporti i finocchi.

I am asking you to stop looking at the branches, as you are missing the shape of the forest ...

Michele, scusa, ma non capisco proprio.

Obama e' cristiano (come la grande maggioranza dei suoi connazionali) e segue la tradizione locale di mettere riferimenti a Dio e alla Patria nei suoi discorsi.

Questo significa che e' religioso, ma non che e' un fondamentalista religioso - almeno se per fondamentalista religioso si intende uno che interpreta rigidamente le regole della sua religione e vuole imporle anche agli altri (ad esempio cercando di raggirare le norme sulla separazione tra stato e chiesa).

Di questo continuo a non vedere l'evidenza.

 

 

Certo, Valter, se un fondamentalista religioso si definisce come l'hai definito tu, allora Obama non lo è. Neanche Bush lo è stato, a dire il vero .... infatti, in Europa e negli USA quasi nessuno lo è. Eccetto forse Herr Ratzinger, che vuole le radici cristiane nelle costituzioni.

Io invece definisco "fondamentalista" una persona che ritiene che il messaggio divino si realizzi nelle opere di un popolo, nel suo destino, nelle sue istituzioni e nelle sue politiche e che esso messaggio sia contenuto, letteralmente, nei testi sacri di riferimento. Insomma, uno che ritiene che il suo dio si occupi della storia e desideri che la medesima si conformi alle esigenze sue, che lui spiegò una volta per tutte ad alcuni beduini un tot di secoli orsono. Per implicazione, un fondamentalista religioso è un signore che ritiene che la sua religione sia una questione pubblica e politica, non privata e del tutto spirituale. Mi rendo conto che la mia definizione sia più estensiva, però mi sembra più adeguata.

P.S. Se vuoi possiamo avere una lunga discussione su questo argomento, che potrebbe (temo) annoiare i più. Se ben ricordo, le correnti che oggi vengono definite "fondamentaliste" all'interno del mondo protestante, si originano proprio dentro alla chiesa battista.

P.P.S. Mi lascio continuamente trascinare in una discussione sulla fede di Obama, che francamente m'interessa pochino. Il mio punto è che il popolo USA è oggi affetto da sentimenti di fondamentalismo religioso e che Obama has played along with them, per vincere.

Il mio punto è che il popolo USA è oggi affetto da sentimenti di fondamentalismo religioso e che Obama has played along with them, per vincere.

Certo, ci sono un sacco di fondamentalisti religiosi negli USA (anche secondo la mia definizione, che non mi sembra molto diversa dalla tua).

Pero' onestamente non so quanto prevalente sia il fondamentalismo religioso tra gli elettori di Obama.

Sicuramente c'e' e Obama ci ha giocato sopra per vincere - sara' pure messianico, ma e' sempre un politico, non un santo eremita e i voti non si buttano mica via. Ma non mi sembra che ci abbia giocato sopra in maniera particolare o piu' della media (e se l'avesse fatto magari non avrebbe vinto nemmeno le primarie).

Come si diceva nello show di Stewart, quando e' Obama a dire certe cose e' diverso, e' come se non ci credesse davvero ;-)

Comunque adesso le elezioni sono passate e potremo giudicare dai fatti anziche' dai discorsi.

Una precisazione sul link che ha messo Giorgio, che contiene un articolo fatto abbastanza male a cominciare dal titolo. La politica overturned riguarda l'aiuto a ONG e gruppi di ricerca che offrivano alle donne, solitamente nell'ambito di qualche altra attività, informazione sulla pianificazione familiare. L'articolo fa sembrare che si tratti solo di cliniche abortiste invece la cosa era abbastanza più vasta. Ho sentito almeno un paio di colleghi, economisti dello sviluppo, lamentarsi dell'interruzione di progetti in paesi del terzo mondo quando W. decise di imporre il ban.

La differenza si può vedere in questa dichiarazione di un avversario del provvedimento.

"President Obama not long ago told the American people that he would support policies to reduce abortions, but today he is effectively guaranteeing more abortions by funding groups that promote abortion as a method of population control," said Douglas Johnson, legislative director of the National Right to Life Committee.

Il grassetto l'ho messo io. ''Promote'' è diverso da ''perform''. Per ''promoting abortion'' questo signori del Right to Life intendono qualsiasi menzione della possibilità di aborto come opzione. La politica precedente, quella che non promuoveva l'aborto, condizionava la concessione dei fondi al fatto che non si parlasse mai dell'opzione.

la maggior parte dei commenti si e' focalizzata su una parte secondo me secondaria dell'articolo di michele: quella della continuita' tra Obama e Bush. e' una perdita di tempo adesso cercare da ogni parola, da ogni indizio, se Obama sia uguale a Bush o meno. Fra sei mesi, un anno, quattro anni, tireremo le fila, e allora si fara' una discussione piu' ragionata (forse).

La parte dell'articolo che mi ha fatto piu' pensare e' quella del rapporto tra religione e politica negli stati uniti. un rapporto che per molti europei, e certo per me, e' estraneo. perche'? la risposta che mi sono dato e' la seguente: la rivoluzione francese in noi europei ha provocato una rottura, quella fra dio e politica. basta con preti, chiese, sovrani che governano in nome del signore. il potere temporale e' del popolo, che elegge i suoi rappresentanti. poi magari il popolo si fa guidare da tiranni o sovrani, ma da quel momento in poi a nessun politico europeo passa seriamente per la testa l'idea di governare nel nome di dio. e' mia impressione che anche i democristiani magari abbiano governato per conto e con l'aiuto del vescovo, ma non ci sono venuti a raccontare che portavano a compimento il volere dell'eterno (no kidding!). ovviamente, ci sono stati e ci sono ancora alcuni per i quali la rivoluzione francese non e' mai andata giu' per il gozzo (opus dei per esempio). ma culturalmente questi sono stati (e speriamo restino) in minoranza.

da queste parti, a me sembra, la rivoluzione francese non ha lasciato un gran segno. questa e' stata la risposta che mi sono dato. ora, come si sia potuta sviluppare qui una democrazia teocratica, che relazioni abbia con il protestantesimo (questo in fondo e' stato il colpaccio di lutero -- e' tardi, sparlo?), e come abbia potuto accomodare genti di diversa religione ed anche non-credenti, queste sono domande a cui non ho risposta, ammesso che siano domande coerenti. voi che sapete, ditemi se avete tempo e voglia cio' e' sbagliato o semplicistico in questo commento, probabilmente molto.

in fine, tra platitudini, invocazioni, e retorica un po' alla craxi il discorso inaugurale mi e' parso bruttino. che dio ci aiuti!

Io sono daccordo in toto. Il tono messianiaco del Baracco è lo stesso di Bush, per di più aumentato del fatto che la crisi lo rende un probabile Salvatore. Filoficamente, permettete, mi preoccupa molto quando un Paese crede di possedere tutte le verità (in un documentario mi scandalizai a sentire gente che diceva una cosa tipo: but we've got the truth..) perché sarà poco disposto al dialogo.

 

Il ma è per la mancanza dei cinesi, ora io so che questa è una capata solo mia (sto per partire alla volta del Zhong Guo), ma la dicotomia USA-ISLAM mi ricorda quella USA-URSS, cioè abbiamo il vizio di studiare i Paesi a due a due. Direi dovremmo fare una cosa del tipo USA-ISLAM-MIANZI-BANZAI, cioè dovremmo mettere a confronto anche altri fondamentalismi. Ora, so che il fondamentalismo cinese e giapponese (e coreano e nord coreano) non è di derivazione proprio religiosa, almeno non come intendiamo noi, ma di fondamentalismo trattasi (un cinese quando vede il colosseo a Roma si chiede perché non ci costruiscono un bel centro commerciale, un'ottica futurista-progredibile diciamo). Difficilmente ci sarà uno scontro ideologico, perché i cinesi sono mossi dai soldi, ma questo God potrebbe servire per giustificare, in un futuro prossimo, qualche politica americana "contro" i gialli detentori di buoni del tesoro made in USA. Ora, i cinesi quando gli tocchi i soldi si incazzano e il governo di Pechino sa bene come fare leva sul forte sentimento nazionalista. Insomma, a me preoccupa che gli americani smettano di essere critici in ragione di un "utile" fondamentalismo, questo va bene finché i giganti dormono...

Nell'assai confuso gioire del mondo, l'osservazione interessante è di Boldrin.

Modesto preliminare sulla lobby degli ebrei. Essa non esiste, esistono gli interessi di uno stato che si fa largamente gli affari suoi che non coincidono, retorica o meno, né con gli interessi dei cinesi, né con gli interessi deglui americani, meno che meno con quelli europei (lo stato è Israele se non son chiaro.) Detto stato usa tutti mezzi per vivere, per sua scelta, in una situazione di difficoltà improponibile. Siccome so bene che l'argomento irrita (molti) e eccita (pochi che hanno a cuore la sopravivvenza di un "freak" come Israele) rimandiamo l'argomento a più tardi.

Barack Hussein l'ho ascoltato (in cima ad una montagna in compagnia di colleghi di Harare, ZIMB) e il fatto che la retorica sia quella tradizionale in particolare afro-americana non mi stupisce per nulla. Forse alcuni, più giovani, hanno dimenticato che questa è la realizzazione del famoso "sogno" di ML King (che faceva il prete di professione, non il generale o il politico.) Ora, due osservazioni. Di stati laici, seriamente intesi, se ne vedono pochini. Grossomodo: i posti in cui la gente si è rotta i cosidetti delle idiozie di varie superstizioni e negozia quotidianamente le proprie ansie, timori, e tremori, con i poveri strumenti dell'apparato cognitivo umano [a mio avviso questa area quasi coincide con il pezzo di Europa che inizia a Amsterdam]. Secondo, i posti in cui le locali superstizioni sono ben più solide delle follie dei "beduini", all'incirca la cosidetta tradizone giudaico-cristiana [a modesto avviso del sottoscritto presente solo nelle menti malate di Pera, Mele, Fini, etc.] e l'unico esempio serio che riesco a vedere è la Cina/Singapore/Japan, dove assolutamente nessuno ha alcuna idea di che cosa vogliano gli dei, gli antenati, i demoni etc. "dalla" storia umana, caso complicato da capire sono gli indiani che sono assai più fondamentalisti, almeno nel senso di intolleranti del Texas. La cosa si potrebbe a lungo discutere ma così è.

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli, scrisse la buonanima di Trier, scordò, ahimé, di notare quanto piaccia l'oppio ai popoli.

Tornando alla politica, la domanda è quanto pesino tali influenze su Obama. Dal poco che si riesce a capire, meno di quanto si sia creduto. Sull'unica reale area di influenza della tradizione cristiana (bioetica) BHO ha deciso di finanziare gli abortisti e di lasciare che i biologi studino cellule staminali (il che non è poco, coi tempi che corrono.)

Israele è un problema politico e non religioso (viz. il fatto che tutte e tre le cosidette religioni abramiche hanno zero consenso su che cosa fare, en clair i cristiani (o cattolici) pregano perché gli ebrei cambino avviso al più presto possibile, gli ebrei pregano che Israele non debba andare a Hague a spiegare chi aveva fosforo a Eretz crossing; i musulmani pregano affiché i suddetti ebrei vengano mandati a vivere in Shtetl (plur. Shtetlach) deriva dal tedesco Shtadt ed è il diminutivo di shtot, in yiddish con questo termine sono indicati i villaggi degli ebrei dell’Europa orientale, più precisamente degli ebrei costretti a risiedere nel cosiddetto Pale of Settlement, i “recinti di assegnazione” presenti all’interno dell’impero zarista. (cito, per mancanza di fonti dalla tesi di dottorato “Tesi dottorale presentata dalla Dott.ssa Elisabetta Noè” all'Università di Bologna nel 2007, avendo il sottoscritto zero fonti in italiano in merito) Se qualcuno mi dice quale sia la “linea dei religiosi” sul tema, attendo illuminazioni.

La mia modesta previsione è la seguente. BHO ha errato di molto, calcolando che il centro delle sue politiche dovesse essere lo smantellamentamento del cafarnao di “sorvegliare e punire” inventato da M. Cheney. Si trova un'elettorato terrorrizzato dall'idea di perder il posto (di lavoro) e il posto (dove dorme e si fa il caffé), ergo si deve adattare ad una miscela tiepida di salvataggi e di re-indirizzo dove può. La cosa produrrà enorme tensione in Afghanistan dove vi è la sola vera guerra contro Al Qhaida in corso (agli europei l'idea di morire per Kabul non fa molta tenerezza), mentre in Israele sosterrà un mix di rinnovati tentativi di trovare una soluzione a due stati assumendo che la sinistra israeliana (Gen. E Barak e T. Livni) riesca a contenere Likud. Per il resto i cosidetti fatti per terra (the facts on the ground, come lo dicono gli italiani? [La situazione sul terreno [NdR]]) indicano che Israele non ha un tavolo di negoziato agibile visto che Hamas tutto desidera tranne che dover reprimere i suoi stessi militanti (vide supra, Hamas propone che cosa? Di mandare 6,4 mil di persone “via”? Esattamente il problema di Israele è non aver alternative tra forza bruta – usata in Lebanon - e pregare che Allah illumini qualcuno sulla possibilità vaga che, anche se non si vedrà una convivenza di tipo svizzero, belga, persino irlandese, magari sarebbe tempo di occuparsi di più di acqua e medicinali che della riconquista/difesa di AL QUDS.) Se, come è affatto possibile, Israele si fida di più dei falchi che delle colombe, BHO avrà una gatta da pelare di proporzioni inesplicabili.

En passant, ma davvero con affetto, la guerretta in Gaza ha prodotto 1230 morti palestinesi e 13 israeliani. Zimbabwe ha fatto, per decisione unilaterale del governo di non aggiustare le fogne, 5000 morti (le stime sono oscure, questa è una sottostima.) Mi spiega qualcuno quale sia la ragione per cui Israele è un problem del “mondo” e Zimbabwe no?

En passant, ma davvero con affetto, la guerretta in Gaza ha prodotto 1230 morti palestinesi e 13 israeliani. Zimbabwe ha fatto, per decisione unilaterale del governo di non aggiustare le fogne, 5000 morti (le stime sono oscure, questa è una sottostima.) Mi spiega qualcuno quale sia la ragione per cui Israele è un problem del “mondo” e Zimbabwe no?

Semplice: se smeti di parlare di israele vs palestina i palestinesi ricominciano a fare attentati e dirottamenti in europa ed USA.In Zimbabwe non credo abbiano manco considerato l' idea.

Tanto che ci costa? si tratta solo di quattro chiacchiere sui media e (forse) qualche spicciolo di aiuti "umanitari" in più ai palestinesi, probabilmente finanziati riducendo quelli ai paesi africani .

in the last

palma 26/1/2009 - 10:17

Nell'ultimo film dei Cohen, alla fine, in una delle migliori scene che abbia visto di recente il capo della Cia osserva

"WHAT A CLUSTERFUCK" e il suo collega replica "WHATEVER"

(difficile da tradurre ma, grossomodo, CHE CUMULO DI CAZZATE, CHE CAZZO CI VUOI FARE?)

penso M. Urbani abbia ragione, confermato dai miei colleghi Zimbos, che semplicemente pensano che i loro connazionali (ancora nella trappola mortale tesa loro da RG Mugabe) siano "troppo buoni."

In termini politici, e lo prendo sul serio, se la discussione ha una qualche presa sul mondo, il terrorismo, contro tutte le prediche, "paga".

... per carità, assolutamente no.

Ma questa sera ho ascoltato NPR per un paio d'ore, tra cena e post-cena. Ora ho spento, perché non ce la faccio più: sembra la Radio Tirana dei tempi andati. Oltre che parlare di Obama e di ambiente, non sanno fare nient'altro. Nient'altro. Qualsiasi notizia è un'occasione per parlare del Presidente (d'ora in poi occorrerà usare sempre la maiuscola) e delle sue illuminate politiche. Mi ha dato, francamente, il voltastomaco. Radio Tirana, almeno, era così ridicola che faceva ridere, questi sono seri e molto piu' professionali.

E' vero, le aspettative intorno a Lui (sto scherzando, ok?!) sono di tono messianico, e questo e' scary. Ma continuo a non essere d'accordo che BO stesso sia un fondamentalista religioso, anche secondo la tua definizione piu' sopra. Questo, ad esempio, non mi sembra coerente con quella descrizione.

Updating

michele boldrin 10/2/2009 - 08:05

Un po' come il post sulle facce da ... credo che questo diventerà il mio raccoglitore delle occasioni in cui BO si comporta esattamente come GWB. Oggi ce ne sono state due. Tralasciamo quella meno sostanziale (non saper scendere dall'elicottero presidenziale) e soffermiamoci su quella importante.

Anche lui ha deciso che la politica della paura paga e, come il suo predecessore, vende il proprio piano economico minacciando la catastrofe, parole sue, nel caso non venga approvato.

Ah, sembra abbia anche detto che, mentre molti politici (cattivi, sottinteso) sono contro il suo piano economico, non vi è praticamente economista che non sia a favore del medesimo. Niente da fare, non esistiamo ...

P.S. Sembra anche che Geithner si stia meritando la fiducia accordatagli dalla lobby che rappresenta. No, non quella degli investitori e degli acquirenti di azioni, cosa avete capito? Quella dei bancari incapaci i quali rimarranno al loro posto, perché senza il loro acume finanziario e le loro conoscenze tecniche, chissà dove andiamo a finire ...

Oh, change, change to spare anyone?

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