Sgarbi Quirinalizi: una lettera al Presidente Napolitano

17 giugno 2012 fabio scacciavillani

Una lettera aperta alla più alta carica dello stato per togliermi un sassolino dalla scarpa, come amava dire un suo precedessore sul Colle più alto

Eccellentissimo Presidente Napolitano,

Vivendo all’estero ho ascoltato con ritardo il podcast di una trasmissione radiofonica, La Zanzara, andata in onda su Radio 24 il 1 giugno dove tal Vittorio Sgarbi asseriva di aver ricevuto l’invito al ricevimento per la Festa della Repubblica tenutosi al Quirinale il giorno successivo. Tralascio le invettive profferite da questo Sgarbi nei Suoi confronti, durante la trasmissione e in altre occasioni pubbliche.

Tuttavia mi rifiuto di pensare che la Presidenza della Repubblica si periti di invitare, a spese del contribuente, personaggi condannati in via definitiva per i reati di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato. Per di più in un momento in cui viene oltremodo inasprita la pressione fiscale sui cittadini già prostrati da una crisi epocale. Può immaginare che sarebbe un’offesa cocente nei confronti di tutte le persone oneste che da Lei si sentono rappresentate.

E tantomeno posso credere che vengano invitati a cerimonie ufficiali, della massima importanza simbolica, individui coinvolti in vicende poco edificanti come Sindaco di un’ amministrazione comunale di recente sciolta per infiltrazioni mafiose. Ha presente il Comune di Salemi per esempio?

Pertanto La pregherei di smentire al piu’ presto la notizia dell'invito a questo Sgarbi. Sono assolutamente sicuro che comprenderà come illazioni siffatte possano nuocere al Suo prestigio e all’autorevolezza della più alta carica dello Stato in particolare nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura in prima fila nella lotta alla mafia.

Con stima

Fabio Scacciavillani

16 commenti (espandi tutti)

ha i suoi bei scheletri nell'armadio. Basta ricordare ai tempi del PCI...

Quali scheletri? non mi risultano condanne a carico di Napolitano. Certo e' appartenuto ad un partito che negli anni 50 era di ispirazione comunista, un partito che stava alla sinistra del parlamento. Un partito che poi e' diventato via via piu' socialdemocratico. Se ci attacchiamo a questi lontani fatti pero' l'Italia non andra' mai avanti.

sta di fatto che faceva parte di un partito che si finanziava tramite una dittatura sanguinaria ed oppressiva. Oltre ad essere un partito ideatore delle leggi più inique ed assurde, insieme ai sindacati con la compiacenza dei governi ovviamente (io non salvo nessuno di quella classe politica, non preoccuparti).

ad è triste di come il paese non mostri nessuna riconoscenza per quel grande statista che ci ha liberato di tutto questo

Non ho capito se il grande statista a cui fai riferiment e' Napolitano. In tal caso io vorrei ricordare, a parte tutte le leggi palesemente incostituzionali firmate senza battere ciglio, l'appoggio sfacciato fornito a Berlusconi e Tremonti nel novembre del 2010 per ritardare il voto di fiducia con la scusa dell'approvazione del bilancio. 

 

Un intervento al di fuori di qualsiasi logica e potere istituzionale che ha condannato il paese ad un altro anno nelle mani di Berlusca e Tremonti con i risultati che drammaticamente  sono sotto i nostri occhi.

 

alludevo "ironicamente" a Berlusconi che non deve dispiacere al destinatario della risposta. (la partitocrazia fu sconfitta nel 94 anche se venne sostituita da qualcosa di peggio)

 l'appoggio sfacciato fornito a Berlusconi e Tremonti nel novembre del 2010 per ritardare il voto di fiducia con la scusa dell'approvazione del bilancio

daccordissimo e aggiungo che mi stupì la dabbenaggine di coloro che accettarono il rinvio

 

Per l'"invitato" dobbiamo anche ringraziare M. Costanzo che fu il primo a sdoganarlo.

In particolare Fini che pure non era il primo venuto in politica si fece infinocchiare alla grande. In quel giorno finì Fini.

Costanzo si limita a proporre quello che lui pensa piacerà al pubblico. Il problema è quel che piace al pubblico.

alludevo "ironicamente" a Berlusconi che non deve dispiacere al destinatario della risposta.

In base a quali fondamenti afferma Lei ciò?

Non credevo che uno come Lei, che frequenta sovente noiseFromAmeriKa e dove ha anche pubblicato diversi articoli e che conosce la linea di pensiero del sito, potesse fare delle offensive e peraltro gratuite illazioni, senza avere una prova di quello che dice.
Si attenga ai fatti, risponda in merito al mio commento che appunto si basa sulla realtà dei fatti.
Di quello che venne dopo il 94, di Berlusconi, e altre cose non ho parlato.
Tra l'altro, il tale Berlusconi si è arricchito grazie alla partitocrazia, quindi non credo volesse liberarsene... Della fine dell'URSS e della caduta del comunismo non parliamo, che con Berlusconi non c'entrano proprio. Anzi, credo pure avesse e abbia simpatie socialiste, quindi...

chiedo scusa

il commento purtroppo non è più cancellabile

sono stato ingannato dal suo primo commento in cui mi era sembrato che in base al fatto che "sono tutti uguali" difendesse Sgarbi, oggetto della letttera aperta di F.Scacciavillani, e gran cortigiano di S.B.

Anche  Napolitano ha i suoi bei scheletri nell'armadio. Basta ricordare ai tempi del PCI...

Ammetto

Andrea Grenti 18/6/2012 - 17:21

Che poteva essere frainteso il mio primo commento. Conoscendo il pensiero di Scacciavillani sapevo non avesse particolari simpatie per Napolitano, quindi ho scritto in quel modo.
Che siano tutti uguali no, non lo penso. Anche se obiettivamente, i politici italiani in generale simpatizzano per soluzioni strettamente socialiste e quindi tendenti all'inefficienza.

E' vero! Tutti i politici per riflesso condizionato quando devono risolvere un problema pensano subito a quanti soldi devono impiegare per risolverlo e a quanto maggior potere devono invocare.

Sia a destra che a sinistra. Non c'e' mai nessuno che dica: "sono io il problema" e si tolga dalle scatole.

Ha un nome preciso questo fenomeno, e' stato gia' descritto nel teorema di Niskanen.

E' un vero peccato che la discussione debba essere dirottata su quanto sono cattivi loro e quanto sono buono io.
Io troverei più utile una discussione sul ruolo svolto da questo PdR, ormai quasi alla fine de mandato.
Io personalmente ho un giudizio più negativo che positivo, fuori dagli osanna delle diverse forze politiche, e mi piacerebbe confrontarla con altri di pensiero diverso o opposto.
Abbiamo criticato Cossiga per certi suoi eccessi, ma credo che l'attuale abbia ecceduto più volte ai limiti posti dalla Costituzione al suo operato, pure in un periodo di grave crisi.

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Andrea Grenti 18/6/2012 - 19:11

il tuo commento e il pensiero di Scacciavillani (ma credo che sia simile pure per quanto riguarda quello dei vari collaboratori di nFA), anche se Napolitano ha agito secondo le leggi costituzionali. Poteva opporsi con più decisione forse, stabilendo degli incontri con le altre massime cariche dello Stato e i vari partiti o inoltrando delle richieste al parlamento per la riflessione delle norme in discussione e in procinto di promulgare.
Napolitano è stato scelto come Presidente della Repubblica, soprattutto per il suo pentimento alla causa comunista e quindi molto accondiscendente e compiacente di fronte ai partiti (non importa quali siano).
Forse ricorderò male, ma Ciampi aveva più carattere e decisione nell'affermare la sua autorità, nonostante il potere molto limitato (e per me un ruolo inutile) della carica da PdR.

Quando Napolitano faceva la cresta sui rimborsi dei biglietti Aerei e non solo....

http://democrazy-democracy.blogspot.it/2012/05/quando-napolitano-faceva-...

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