Sull'interpretazione teorica delle menzogne

2 agosto 2011 sandro brusco

Titolo roboante e pomposo, ma in realtà voglio solo aggiungere un po' di divertissement mio a quello di Andrea. Perché è ormai agosto e anche gli anziani hanno diritto di divertirsi.

L'ingrediente principale che voglio aggiungere alla storia di Andrea è quello della esistenza di equilibri multipli. Aggiungerò poi un argomento di contorno, la presenza di informazione non pubblica. Andiamo per ordine.

Equilibri multipli

Immaginate una folla che siede in un affollato teatro. A un certo punto tutti notano che un drappo del palcoscenico ha preso fuoco. È comunque chiaro che il fuoco è all'inizio e richiederà un po' di tempo a propagarsi, abbastanza tempo da garantire un ordinato deflusso del pubblico. Se tuttavia dovesse diffondersi il panico e tutti iniziassero a correre in modo forsennato allora le vie di uscita si intaserebbero, il deflusso rallenterebbe e gli spettatori che hanno iniziato a correre per ultimi finirebbero per essere vittima delle fiamme.

Questa è una situazione in cui ci sono equilibri multipli. Se ciascun spettatore è convinto che tutti gli altri spettatori effettueranno un deflusso ordinato allora diventa ottimale abbandonare il teatro in modo ordinato. In tal modo l'aspettativa di un deflusso ordinato si autorealizza: se tutti si aspettano un deflusso ordinato allora sarà ottimale per ciascuno scegliere un deflusso ordinato e quindi si verificherà effettivamente un deflusso ordinato. Sfortunatamente, questo non è l'unico equilibrio. Se ciascuno si attende che gli altri spettatori correranno in modo disordinato e all'impazzata verso l'uscita allora nessuno vorrà essere l'ultimo a mettersi a correre. Anche qui l'aspettativa si autorealizza: se tutti si aspettano che gli altri effettuaranno una fuga disordinata, allora la fuga disordinata diventa la strategia ottimale.

Un teorico dei giochi vi dirà che in questo "gioco" ci sono equilibri di Nash multipli, cioè diverse predizioni sull'esito finale (due, nel caso specifico). La teoria non può predire quale dei due equilibri si realizzerà, ma questo non significa che la teoria non faccia predizioni; per esempio predice che non è il caso che metà del teatro corra disordinatamente mentre l'altra metà resta tranquilla. Può essere l'uno o l'altro e dipenderà da fattori che possono essere più o meno casuali. Per esempio, uno degli spettatori può essere particolarmente autorevole (la maschera del cinema?) e annunciare a voce alta che l'incendio è sotto controllo e che agli spettatori si consiglia un deflusso ordinato. Oppure, qualche spettatore può essere particolarmente isterico e iniziare a urlare, dando l'avvio alle corse. In sostanza, elementi impalpabili e difficili da controllare determineranno la selezione dell'equilibrio.

Che ha a che fare questo con Draghi e il debito pubblico? Beh, immaginate la seguente storia. Tutti sanno che l'attuale manovra è insufficiente ma tutti si aspettano che succeda come nel 1992: verrà presto o tardi un governo tecnico che aumenterà le tasse (soprattutto) e ridurrà le spese, garantendo che i soldi prestati verranno restituiti. Questo a patto che nel frattempo il debito non esploda a causa di interessi stratosferici, diciamo alla greca. Se gli interessi vanno alle stelle allora non ci sarà governo tecnico che tenga, e la repubblica italiana non riuscirà a restituire i soldi.

Messa così l'analogia con il teatro affollato in fiamme diventa più chiara. Se mi aspetto che tutti continuino in buon ordine a prestare i soldi al Tesoro, allora mi aspetto anche che i tassi di interesse restino a livelli ragionevoli, e quindi mi aspetto che i soldi che io presto verranno restituiti. Ma se mi aspetto che tutti gli altri siano spaventati, per cui i tassi d'interesse saliranno rendendo impossibile il risanamento successivo, allora mi spavento anch'io e non presto i miei soldi. Et voilà, abbiamo l'aspettativa che si autorealizza: nessuno presta, i tassi vanno alle stelle, e questo anziché attirare gli investitori li spaventa ancora di più.

Ci sono quindi due equilibri, uno in cui l'aspettativa di risanamento mantiene i tassi bassi e rende il risanamento effettivamente possibile e uno in cui l'aspettativa di bancarotta fa schizzare verso l'alto i tassi e rende quindi la bancarotta inevitabile. In questo contesto, le dichiarazioni di Draghi svolgono lo stesso ruolo delle raccomandazioni della maschera del cinema: essendo egli particolarmente visibile, aiuta gli operatori a coordinarsi su un particolare equilibrio.

Si noti che sotto questa interpretazione non si può realmente dire che Draghi ''sta mentendo'', come nella storiella sulla common knowledge raccontata da Andrea. Non è infatti una verità assodata che l'Italia andrà in bancarotta; è una delle possibilità, e dipende dalle aspettative degli agenti economici. Le dichiarazioni di Draghi servono effettivamente a modificare la realtà, rendendo più facile che prevalgano certe aspettative piuttosto che altre. Questo non significa che la storia della common knowledge sia sbagliata, solo che c'è un'altra interpretazione possibile, che è quella che vi sto illustrando.

Un paio di chiarimenti in più su questa storia degli equilibri multipli.

1. Qualche storia del genere sembra essere quello che hanno in mente, anche se in modo molto confuso, i vari commentatori che si scagliano contro le agenzie di rating, gli ''sfascisti'', i pessimisti, etc. Più o meno il ragionamento è che dichiarazioni negative sul debito rischiano di essere autorealizzantesi perchè spingono verso l'equilibrio con default. Ma questa è solo la metà dell'argomento. Se si evita di suonare campanelli d'alllarme si incoraggia di fatto il governo a continuare a rimandare le riforme necessaria. Gli agenti economici se ne accorgono e prima o poi i fondamentali emergono. A quel punto il crollo può risultare addirittura più fragoroso.

2. Qualcuno può essere tentato da conclusioni del tipo ''la realtà non esiste, dipende tutto dalle aspettative, chi vuol essere lieto sia, di doman non c'è certezza''. Per cui, perché soffrire tanto con austerità, risanamento e simili cattiverie che ci avvelenano il sangue? Continuiamo spensierati a far finta di nulla e speriamo che il cielo ce la mandi buona. Non è così. In effetti, è l'esatto contrario. La presenza di equilibri multipli è resa possibile dall'alto livello del debito e deficit. Senza quegli ingredienti l'equilibrio sarebbe unico, e sarebbe un equilibrio con bassi tassi di interesse e certezza che non ci sarà bancarotta. Non è un caso che a soffrire in questi giorni siano paesi come l'Italia e la Grecia, e non la Germania. Consolarsi pensando che, in una situazione di equilibri multipli, lo stellone ci assisterà facendoci scegliere l'equilibrio ''buono'' è stolto. Al contrario, queste situazioni sono estremamente volatili e un nulla può essere sufficiente per avviarsi sul sentiero sbagliato. Che magari non porta alla bancarotta ma porta almeno a misure di bilancio draconiane, affrettate e che fanno molto male, essendo normalmente attuate di fretta e furia senza poterci pensar troppo. Un mese fa, quando io e Alberto scrivemmo il primo post a commento della manovra, dicemmo:

Procrastinare la manovra al 2013 è irresponsabile perché di qui ad allora la situazione di bilancio sarà assolutamente instabile. Un nonnulla, un minimo accenno a una politica di bilancio non rigorosa, un colpo di tosse di una qualunque banca europea, un rallentamento della Cina, il proverbiale battito d'ali della farfalla in Giappone, e i tassi sui titoli del debito pubblico schizzerebbero alle stelle. Queste cose avvengono velocissimamente. E quando avvengono sembrano sempre arbitrarie, scatenate da un ministro che parla troppo senza saper quel che dice, da un irrilevante operazione dubbia di una qualche banca e via discorrendo.

Quello che avevamo in mente, come quadro teorico di riferimento, era appunto una situazione a equilibri multipli.

Informazione privata

Sia la storia di Andrea sulla common knowledge sia la storia del punto precedente sugli equilibri multipli sono storie in cui l'informazione è simmetrica, ossia tutti gli agenti economici hanno esattamente le stesse informazioni sul funzionamento del sistema politico-economico. In un simile contesto  è tecnicamente impossibile ''mentire'', se con questo intendiamo occultare un'informazione vera o ingannare fornendo un'informazione falsa. Nell'esempio di Andrea non c'è nulla che Draghi possa occultare perché Draghi non sa nulla che non sia noto agli altri. La sua menzogna quindi non può ingannare nessuno, e non è tesa a questo. Nell'esempio degli equilibri multipli invece non c'è nemmeno questa forma innocua di menzogna. Draghi dice sostanzialmente la verità, dato che ciò che dice aiuta proprio a rendere vero ciò che dice.

Per parlare veramente di menzogne dobbiamo quindi complicare il modello, permettendo che qualcuno sappia cose che gli altri non sanno.  Ma anche in questo caso, chi mente non è necessariamente un ''cattivo''. Per capire meglio, complichiamo un po' la storia dell'incendio nel cinema.

Allora, adesso tutti vedono che c'è un principio di incendio, ma gli incendi possono essere di due tipi: quelli lenti e quelli rapidi. Solo la maschera sa se l'incendio è di tipo lento o di tipo rapido. Tutti gli altri danno una probabilità del 90% al fatto che il fuoco sia lento, e quindi del 10% al fatto che il fuoco sia rapido.

Se l'incendio è lento, tutto è come prima. Un deflusso ordinato garantisce che tutti saranno in grado di mettersi in salvo. Fornisco invece numeri più dettagliati nel caso di impazzimento della folla. Se si verifica la corsa alle uscite allora il primo che si mette a correre morirà con probabilità 10% (può finire calpestato). Ma, in media, morirà il 30% degli spettatori, dato che chi inizia più tardi a correre, oltre a finire calpestato, può anche morire bruciato.

Se l'incendio è rapido allora anche in caso di deflusso ordinato qualcuno morirà bruciato, diciamo il 20% degli spettatori. Se invece la folla impazzisce allora il primo che inizia a correre ha sempre una probabilità di morte del 10%, ma la media dei morti sarà il 50%.

Quali sono gli equilibri? Come prima, ce ne sono due. Se mi aspetto che tutti defluiscano ordinatamente, la mia probabilità di morire è

0,9 x 0% + 0,1 x 20%=2%.

Se sono il primo che si mette a correre invece muoio con probabilità 10%. Quindi, non corro. In altre parole, c'è ancora l'equilibrio in cui il deflusso avviene ordinatamente e tale equilibrio corrisponde al minimo numero di morti, sia nel caso di fuoco lento sia nel caso di fuoco rapido.

D'altra parte, se mi aspetto che tutti si mettano a correre allora la mia probabilità di morire è il 10% se sono il primo a correre, ma del

0,9 x 20% + 0,1 x 50% = 23%

se aspetto. Quindi inizierò a correre. Sfortunatamente lo faranno anche tutti gli altri, per cui la mia probabilità di morire sarà quella media.

Abbiamo quindi appurato che anche in tal caso esiste un equilibrio con deflusso regolare, che minimizza la probabilità di morte in ciascun caso. Ma ora immaginate che la maschera del cinema, che conosce esattamente la natura dell'incendio, faccia un annuncio per rivelare la sua informazione. Deve dire la verità? Non necessariamente, almeno se ha a cuore la sopravvivenza degli spettatori.

Infatti, se la maschera annuncia che il fuoco è rapido allora l'equilibrio con deflusso ordinato sparisce. Una volta che diventa noto che il fuoco è rapido, se mi aspetto che tutti defluiscano ordinatamente muoio con probabilità 20% qualora anch'io defluisca ordinatamente. Ma se mi metto a correre per primo (e sarò il primo, perché mi aspetto che li altri escano ordinatamente) allora la probabilità diventa il 10%. Ma questo significa che non può esserci un equilibrio in cui tutti defluiscono ordinatamente, perché tutti avrebbero incentivo a deviare. Resta solo l'equilibrio in cui tutti corrono disordinatamente, e i morti sono il 50%.

Dire la verità può quindi costare caro in termini di vite umane. Immaginiamo una situazione in cui, in assenza di annunci da parte della maschera, la folla mantiene la calma. In tal caso le morti sono 0% in caso di fuoco lento e il 20% in caso di fuoco rapido. Ma se la maschera rivela che il fuoco è rapido le morti in tal caso passano al 50%. Quindi, se la maschera ha a cuore le vite degli spettatori, deciderà di mentire, annunciando sempre e comunque che il fuoco è lento. Nessuno darà retta al suo messaggio: tutti sanno che in ogni caso la maschera dice che il fuoco è lento e che bisogna evacuare ordinatamente, quindi ciò che dice la maschera non aggiunge informazione. D'altra parte, se la maschera dicesse la verità sarebbe peggio.

La reinterpretazione della situazione con Draghi al posto della maschera e il pericolo di default al posto dell'incendio è lasciata come facile esercizio al lettore.

Se volete la lode: elaborate un modello in cui è giusto che Draghi menta ma al tempo stesso è giusto che gli economisti di nFA dicano la verità.

Buon divertimento e buone vacanze.

47 commenti (espandi tutti)

quello che dice la maschera viene ascoltato, anche se non può dire altro, per il solo fatto che lo dice col cappello in testa. se non contasse nulla, tacerebbe; è la stessa cosa dellle patinate pubblicità dette "istituzionali", tese  a promuovere genericamente un marchio: non contengono nessuna informazione se non il fatto che il marchio si espone, spende su se stesso mostrando di crederci.

allora, fra il pubblico ci potrebbe essere un'altra maschera, magari di un altro cinema, che è lì nel suo orario di riposo e non ha segni di riconoscimento, cioè il berretto gallonato; forse condivide col collega l'informazione riservata, se cioè l'incendio è rapido o no, ma di sicuro sa che il collega sa come stanno le cose e anche che quello che dice è obbligato, per il bene di tutti.

 solo questo può allora dire il suo parere, mancando il berretto non viene considerato dalla folla, con i possibili effeti negativi. si spera che  però venga udito dal collega gallonato e che costui lo riconosca come esperto di quelle situazioni, così la prossima volta (ammesso che...) ci saranno tessuti ignifughi, vie di fuga adeguate eccecc.

mi sembra che funzioni, non è molto divertente però.

Mi permetto di complicare un po' la metafora del cinema, perché la vedo come "evento singolo" che ha comunque un esito solo (il cinema brucia) con un numero diverso di vittime a seconda delle considerazioni poste (incendio lento o rapido, deflusso ordinato o isterico, mentitori o meno in sala).

In realtà per adattarla al mercato borsistico (azioni o bond che siano) occorre che il "gioco" sia ripetuto infinite volte. Nel senso che per prima cosa spesso gli incendi vengono domati (quindi qualcuno decide che oltre all'opzione fuggire in modo ordinato o disordinato esiste anche quella "spegniamo quell'incendio prima che sia troppo tardi"). Domati da chi puo' farlo, naturalmente. Nei cinema possono esserci estintori o pompieri in sala, nel mondo politico finanziario possono esserci decisioni sagge e concrete che affrontano i nodi strutturali alla radice della crisi. O comunque (piu' probabilmente) un modo di rallentare l'incendio, spostandolo da veloce a lento e poi "sotto la brace".

Il fatto che poi gli incendi vengano spenti apre la porta ad un altro aspetto e cioè al fatto che una volta cessato il pericolo esiste un impulso notevole a tornare nel cinema il piu' presto possibile (cosi' come esiste una resistenza ad abbandonare un certo posto, ottenuto ad un certo prezzo). Questa forza va considerata, nel valutare dichiarazioni alla Draghi.

L'aspettativa stessa che l'incendio possa essere domato (come è già avvenuto in passato, nel gioco ripetuto) aumenta il potenziale numero delle vittime, se l'incendio non fosse spento in tempo. Dire "è tutto a posto, la situazione è sotto controllo, la manovra è buona" in questo contesto puo' creare piu' vittime tra chi si abbarbica alla sedia per non perdere il posto. Con tutti questi incendi chi va al cinema è abituato al rischio per cui anche se sente puzza di bruciato, ci fa l'abitudine. I piu' isterici lasciano subito, chi ha i nervi saldi rimane (e rischia di piu'). Non solo ma nella versione ripetuta a rimanere vivi sono i superstiti dei precedenti incendi, quindi quelli che hanno adottato tutto sommato comportamenti che li hanno "salvati" o "graziati".

Chi è morto in precedenti incendi o è rimasto ustionato, non gioca piu'. Chi rimane vivo e continua a suo rischio a giocare, ha tutto l'interesse ad essere informato da piu' fonti. Non puo' sapere chi dice la verità e chi no ma puo' valutare informazioni diverse e discordanti, e predere atto di cosa stanno facendo gli altri in questo momento, osservare se sono in arrivo pompieri o equivalenti. 

Una ulteriore riflessione la farei sul fatto che la fuga dal cinema dovrebbe equivalere alla vendita (piu' o meno ordinata) di asset. Tuttavia se qualcuno vende esiste qualcuno che compra ed i continui rimbalzi di questi giorni ci mostrano che di fatto c'è un continuo uscire e rientrare dalle sale cinematografiche (borse) di un certo numero di spettatori ma che il grosso dei risparmiatori è ancura in fase di attesa.

I miei 2c.

Francesco

Bell’articolo. Non capisco pero’ Sandro perche’ tu dica, nel caso di asimmetrica informativa dove solo la maschera conosce il tipo di incendio, che “Abbiamo quindi appurato che anche in tal caso esiste un equilibrio con deflusso regolare, che minimizza la probabilità di morte in ciascun caso.”

Mi sembra che nel caso il songolo si aspetti che tutti si mettano a correre, il deflusso regolare non e’ un equilibrio. E’ vero che il deflusso regolare produrrebbe meno morti, ma ciascuno, singolarmente, ha interesse a deviare, riducendo la sua probabilita’ attesa di morte dal 23% al 10% (e’ poi vero che, in effetti, se tutti fanno lo stesso, la probabilita’ di morte e’ invece del 50%, ma dal punto di vista del singolo il deflusso regolare e’ comunque non Nash, perche’ il singolo ha interesse a deviare).O mi sbaglio?

Non ti sbagli. Nota che ho detto ''esiste un equilibrio con deflusso regolare'', non che l'equilibrio è unico. Anche nel caso di informazione incompleta esistono equilibri multipli. In particolare, se sono convinto che tutti si metteranno a correre no matter what, allora anch'io mi metterò a correre. La cosa divertente (se così si può dire, visto che l'esempio è un po' macabro) è che questo è l'unico caso in cui, in equilibrio, la maschera può dire la verità. Peccato che dirla non serva a niente, visto che tutti correranno come pazzi in ogni caso.

Grazie Sandro. Avevo inteso che nel post affermavi che il deflusso regolare e' sempre un equilibrio, anche se mi aspetto che tutti si mettano a correre. Avevo interpretato quell' "in ciascun caso" come facente riferimento ai beliefs degli spettatori nel teatro. Mea culpa.

Per conservare un minimo di realismo diciamo che bisogna mantenersi sul vago.

Sarà per questo che interviste e dibattiti con i “tecnici” prestati alla politica sono tanto noiosi?

Su Traffic leggevo un esempio carino di paradosso “common knowledge” che ci tocca tutti i giorni: l’ onda verde.

L’ onda verde deve informare sulle condizioni del traffico. Ma, per essere efficace - data la sua autorevolezza - anche disinformare (o mantenersi sul vago, o mutare di volta in volta i suoi standard di accuratezza informativa).

Sapendo tutto cio’ l’ autista razionale inserisce un elemento casuale nelle sue scelte contribuendo a produrre la soluzione viabilistica ottimale. 

Quello che manca al modello, e a Draghi e a tutti gli analisti di contorno, e' una valutazione dei payoffs nei possibili equilibri. E' dato per scontato che default (anche parziale) is bad, mentre governo tecnico (e quindi patrimoniali e piu' tasse) e' cosa buona. Perche' e' cosa buona? Semplicemente perche' aiuta ad evitare il default (l'equilibrio cattivo).

Non vedo nessuna analisi che metta in dubbio questo. E' veramente peggio un default (e ricordiamoci che la svalutazione del '92 puo' essere considerato un default parziale - vedi articolo di Bisin) che un governo tecnico di patrimoniali e manovre varie che soffocano ulteriormente il potenziale di crescita?

E' probabilmente impossibile calcolarlo pero' si fa l'errore di presumere che un default avra' effetti negativi "incalcolabili", sara' l'inferno sulla terra, perche' mette a rischio la reputazione dello stato italiano verso gli investitori stranieri, e i bisogna onorare "ad ogni costo" i risparmi di chi ha creduto nei titoli di stato italiani. Mentre mettere le mani nei conti correnti dei cittadini... beh tanto ci sono abituati, quindi it's not so bad.

Ecco, se proviamo a concentrarci sui payoff in questi equilibri multipli, allora forse ci si potrebbe accorgere che dire la verita' su nFA e' giusto.

E' veramente peggio un default (e ricordiamoci che la svalutazione del '92 puo' essere considerato un default parziale - vedi articolo di Bisin) che un governo tecnico di patrimoniali e manovre varie che soffocano ulteriormente il potenziale di crescita?

Ok, messa cosi' è del tipo, "preferisci un pugno in un occhio o un calcio negli stinchi?".:-)

Credo che dovrebbe essere possibile (a questo serve anche che se ne discuta su NfA) l'alternativa di una manovra (o una serie di iniziative e riforme) che generi crescita e abbatta la spesa pubblica improduttiva.
Del tipo liberalizzazioni generalizzate, privatizzazioni, delegificazione, semplificazione, sburocratizzazione, federalismo e quant'altro.  Insomma togliere il freno a mano al paese, rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare sodo.

Comunque va poi anche detto che quel "è meglio che ..." ha vari soggetti:

1) che ne pensano gli italiani

2) che ne pensano i mercati (i risparmiatori di tutto il mondo)

Francesco

quel "è meglio che ..." ha vari soggetti

esatto

E' veramente peggio un default (e ricordiamoci che la svalutazione del '92 puo' essere considerato un default parziale - vedi articolo di Bisin) che un governo tecnico di patrimoniali e manovre varie che soffocano ulteriormente il potenziale di crescita?
E' probabilmente impossibile calcolarlo pero' si fa l'errore di presumere che un default avra' effetti negativi "incalcolabili", sara' l'inferno sulla terra, perche' mette a rischio la reputazione dello stato italiano verso gli investitori stranieri, e i bisogna onorare "ad ogni costo" i risparmi di chi ha creduto nei titoli di stato italiani. Mentre mettere le mani nei conti correnti dei cittadini... beh tanto ci sono abituati, quindi it's not so bad.

più che la lode, ti nomino per una candidatura al premio Amadeo Bordiga "Tanto peggio tanto meglio".

Il problema è che il default scasserebbe le banche italiane ed europee, potrebbe portare a una crisi dell'euro o all'uscita dell'Italia dall'euro;i debiti rimarrebbero comunque denominati in euro mentre l'Italia avrebbe una nuova moneta svalutata. Positivo per le esportazioni (ammesso che la fine della zona europea di libero scambio non porti a una rinascita delle tariffe protettive), ultranegativo per le importazioni di petrolio e alimentari. Gli effetti sul potere d'acquisto sono immaginabili

Insomma, anche il default metterebbe le mani nei conti correnti dei cittadini in termini di ricchezza reale, forse pure peggio delle patrimoniali. E a differenza di queste ultime gli effetti sarebbero a lungo termine, nel senso keynesiano.

 

Ti ringrazio per il premio, ma potresti anche collegare i puntini su alcune affermazioni?

i) Il default scasserebbe le banche (quale e' la quantita' di titoli italiani in % ai portfolio d'investimento ecc...)

ii) Il default potrebbe portare ad una crisi dell'euro (tipo una svalutazione dell'euro come per la lira nel '92?)

iii) Il default potrebbe portare un'uscita dell'Italia dall'euro. Viene cacciata (non credo, e casomai ti spiego) o decide di andarsene (improbabile)?

iv) I debiti verrebbero comunque denominati in euro? Ah si? Allora si potrebbe dire che il debito accumulato da Craxi era in lire, e abbiamo risolto tutto :-)

Battuta finale a parte, vengono descritti tanti scenari drastici un po' come quando bisognava assolutamente approvare gli stimulus plans, se no le banche si scassano. Un default anche parziale comporta dei costi sicuramente da evitare. E' senzaltro un pugno nell'occhio, ma non so se fa piu' male di una serie di calci agli stinchi. La mia previsione e' che dopo una serie di calci agli stinchi (manovre e patrimoniali varie), il pugno nell'occhio arriva comunque.

Temo che abbiate ragione tutti e due. Calci negli stichi e pugno in un occhio, non so in quale ordine. D'altra parte, finche gli italiani (e gli occidentali in genere) non capiscono che la festa è finita e sperano di prolungarla portando altra vodka...

Bisognerebbe chiarire meglio questa metafora della "festa".

Io come piccolo risparmiatore, quando non sono seduto al cinema ... faccio cose produttive che mi permettono di risparmiare qualche cosa (e vado al cinema perché il materasso non mi sembra un'alternativa interessante e puo' bruciare anche lui). Non investo pero' in titoli di debito pubbilco ma sono allarmato perché comunque gli incendi hanno grande tendenza ad espandersi e coinvolgere l'economia sana. Molti sono preoccupati e procrastinano spese e investimenti. E questo non va bene per me e per chi lavora.

Io quindi non mi sento in festa.

In festa invece si sente il mondo politico, che spende piu' di quanto incassa e si fa prestare i soldi da chi pensa che sia cosa sagggia o utile.

Qui menzogne e automenzogne abbondano.

 

 

gran bel pezzo.certo per leggerlo tutto ho dovuto prendermi la pausa caffè:-) ,poco male,vuol dire che il mio prossimo esame sarà in istituzioni di nFA. :-)

provo a dire una stupidata.Draghi evita di dire la verità per non diffondere il panico  e far salire il numero di morti al 50%  mantenendolo così al 20%ma gli economisti   di nFA che sanno che l'incendio è  rapido, ma al tempo stesso hanno minore visibilità di Draghi informano quella parte di spettatori che possono raggiungere mettendoli al corrente  anticipatamente sulla natura dell'incendio annullando la probabilità di questi di restare uccisi

pure io aggiungo che l'articolo mi è piaciuto!

mmm... questa mi sembra una di quelle situazioni in cui chi ha consistenti patrimoni da spostare possano influenzare notevolmente. Forse sono questi, più che Draghi, a giocare il ruolo della "maschera". O mi sbaglio?

Standing Ovation per Mr. Brusco Sandro, se non altro perchè ogni tanto mettere in moto il cervello fa bene, molto bene, e questo post lo fa partire.

Poichè non sono un esperto di teoria dei giochi, equilibri multipli e così via, io metto una mia spiegazione non convenzionale su quanto sta accadendo, e il fuoco al cinema lo lascio stare, anche perchè sono un patito di "Indagini ad alta quota" e ho rivisto le mie idee sugli incendi, nei cinema o negli aereoplani. As usual ragiono per punti.

1. I mercati bastonano l'Italia perchè non hanno fiducia che l'attuale governo/parlamento abbia capito che il problema dell'Italia sono le spese alte unite a una crescita bassa. Vale per le aziende, come per i governi, se un'azienda ha debiti alti, basse prospettive di sviluppo nessun analista metterebbe "Buy", l'Italia non fa eccezione.

2. Il dato sul differenziale è sui titoli decennali, se consideriamo i titoli annuali (BOT) il differenziale si riduce (anche se a luglio quasi raddoppiano gli interessi), quindi vuol dire che ti presto ancora i soldi, ma a breve, se li vuoi a lungo paghi.

 

3. Non so quanto influisce su tutto ciò la situazione del sistema bancario italiano, le cui banche sono tutte sottocapitalizzate, incapaci di gestire un sistema finanziario , piene di CCT e a corto di liquidità e utili. Mi spiego: fossi nelle banche italiane approfitterei all'istante dei dubbi del mercato, alimentandolo (a qualcuno conviene che il teatro bruci..) per fare comodi utili a costo 0. Non sarei stupito se fosse così.

 

Senza arrivare alle complicazioni di Francesco Forti io immagino il cinema in questo modo: c'è un principio di incendio, ma all'interno c'è una maschera che conosce il tipo di incendio, ma anche un pompiere, due reduci da un incendio in un altro cinema, un noto attore di disaster movie, due pazzi isterici, un economista di nFA che cerca di spiegare gli equilibri multipli e le scelte razionali, con il discorso di cui sopra. La maschera riconosce che l'incendio è rapido, ma sa per esperienza che non deve diffondere il panico, e poi lui è vicino all'uscita, quindi grida "calmi", il pompiere capisce che l'incendio sarebbe rapido, ma si sacrifica per farlo diventare lento e far uscire le persone dal cinema, l'attore di disaster movie non capisce una cippa, ma ha carisma e dice "calmi, seguite me" (per essere il primo a uscire NdA), i due reduci dall'incendio nell'altro cinema si avviano all'uscita con calma, ma decisi, sanno che è questione di istanti, e tirano via Sandro Brusco che, mentre l'incendio si propaga continua a dire "allora, se correte alla velocita di 10 km/h e la distanza dall'uscita  è 250 mt avete 11,25 % di morire, mentre se avete una velocità di .." (non riesce a continuare, i due lo portano via di peso, trattandosi di energumeni). I due pazzi isterici sono Tremonti e Calderoli.

 

elaborate un modello in cui è giusto che Draghi menta ma al tempo stesso è giusto che gli economisti di nFA dicano la verità.

semplicemente, Draghi è la maschera, e il suo ruolo è quello di parlare agli spettatori. Ma gli economisti di nFA (e tutti gli altri) devono dire la verità perché il messaggio arrivi ai pompieri, dato che la sopravvivenza del pubblico non dipende solo dalla rapidità e dall'ordine del deflusso, ma anche dall'intervento (e dalla qualità e dalla tempestività di questo intervento) dei vigili per smorzare l'incendio (che lento o rapido, sempre incendio è).

Invece i pompieri sembrano tardare ad arrivare, confidando che se gli spettatori non si accorgono delle fiamme (o se si bevono tutto quello che continua a ripetere loro una maschera dalla voce sempre più disperata) nessuno si scotterà...

Caro prof. Brusco, ho letto con molto interesse il suo gioco, ma non ho potuto fare a meno di essere fuorviata da una riflessione generata da questa sua frase nel preambolo:

<puo' essere o l'uno o l'altro e dipendera' da fattori che possono essere piu' o meno casuali (...) In sostanza, elementi impalpabili e difficili da controllare determineranno la selezione dell'equilibrio.>

E' vero che e' un gioco di economia, e che l'incendio e' una metafora, ma chi legge non puo' non associare le immagini di esempi di incendi realmente accaduti e confrontarli con il gioco. Mi hanno bloccato questi vocaboli: casuali (che credo voglia dire che avvengono per caso o a caso) impalpabili (che significa che non si possono nemmeno soppesare) e difficili da controllare (che credo voglia dire una volta innescati non si possono razionalmente dominare)

Ora:che peso ha( nello svolgersi del suo scenario di uscita dal teatro) il fatto che l'incendio accada in Giappone o in Usa invece che in Italia? Una cultura allenata all'ordine anche nelle evacuazioni non scongiura il panico? Mentre una cultura casinista e tollerante del disordine e del malcostume/maleducazione, non incentiva il fuggi fuggi generale?

Potrebbe spiegarmi meglio? Capisco che il teatro con principio di incendio non e' il succo del suo discorso, ma non riesco a non essere distratta da questa riflessione.

scusi il fastidio

Cara Giuliana, scusa il ritardo nell'intervenire, la verità è che la questione che sollevi non è per nulla banale e richiede una risposta articolata, che faccio fatica a consegnare a un commento. Prometto di ritornare sulla questione nel prossimo post.

Caro Prof, non ho potuto non pensare a lei leggendo questo reportage della ABC

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.huffingtonpost.com%2F20...

Non so se sono riuscita a cut and paste correttamente, comunque la notizia mandatami da una insegnante DODDS che lavora in Giappone riporta una notizia interessante: l'articolo parla di come nella ricostruzione/ pulizia del Giappone dopo il disastro recente un numero molto consistente di portafogli sia stato recuperato e soldi e contenuto restituiti.

Non si tratta di un incendio in un teatro, come nel suo modellino, ma sempre di risposta "di massa" attinente in un certo modo alla sua metafora. Sempre per tenere presente tutti i tipi di scenario possibile e quanto la "cultura" centri sul tipo di reazione. 

l'articolo parla di come nella ricostruzione/ pulizia del Giappone dopo il disastro recente un numero molto consistente di portafogli sia stato recuperato e soldi e contenuto restituiti.

Non si tratta di un incendio in un teatro, come nel suo modellino, ma sempre di risposta "di massa" attinente in un certo modo alla sua metafora. Sempre per tenere presente tutti i tipi di scenario possibile e quanto la "cultura" centri sul tipo di reazione.

 

aggiorno una notizia che mi aveva provocato un riso amarissimo: i conigli della moto gp.

pare che stoner e lorenzo, campioni affermati che possono resistere alle eventuali pressioni dei costruttori, stiano cambiando opinione davanti ai dati dell'arpa  dell'emilia-romagna.

ma il coraggio, uno non se lo può dare. notevole anche l'altruismo nei confronti "dei meccanici". però fra questi non ci sono quelli indispensabili e a loro si può benissimo far scegliere se partecipare o meno.

io continuo a non capire perchè riteniate che Draghi abbia mentito e perchè l'Italia sia messa cosi' male dopo una manovra che anche con questi interessi,se pur non porterà al pareggio,ci porterebbe pero' con un deficit sotto l'1%,cosa che in Italia non si è vista non so da quanto,con un avanzo primario di 4-5 punti di PIL,molto meglio di tutti gli altri paesi europei,perfino della mitica Germania...la quale tanto osannata e con contanto crescita,vede pero' il suo debito/PIL superare l'80% e ha fatto una manovra per il pareggio lo scorso anno che dovrebbe raggiungere nel 2016 mi pare...e vogliamo parlare della Francia?Ma dove la vedete sta situazione cosi' catastrofica per l'Italia?Io sto vedendo invece irrazionalità...non so se sia a causa della speculazione o di cosa...i fondamentali dell'Italia non sono cosi' male da dover subire la situazione di questi giorni...default?E perchè mai?Certo,se si alimenta questa spirale sui tassi (ripeto,priva di ogni fondamento) certo che si rischia di pagarla cara...ma non certo per la situazione reale dell'Italia...

Abbiamo beccato il ghost writer di berlusconi! :-)

e da quando,ragonare con la propria testa significa essere il ghost writer di Berlusconi?E quindi,anche la commissione europea,le varie istutizioni internazionali che in questi anni hanno detto che Tremonti ha tenuto i conti rispetto alla caduta del PIL,lo sono?Io veramente non capisco questo modo di fare...e rispondere nel merito?

Roberto, la mia voleva essere un'innocente battuta, non un'aggressione: ho sentito Berlusconi, ho letto il tuo commento e non ho resistito all'assonanza.

Su commissione, istituzioni internazionali etc, due possibili risposte in questo articolo e nel precedente di Andrea Moro. Sul merito del resto c'è un tale proliferare di ottime risposte ai tuoi dubbi (anche su nFA) che non dovresti fare fatica a trovarle, se sei abbastanza curioso.

Se ti becchi qualche risposta piccata o sbrigativa (vedi sotto) è forse perché son 20 anni che le cassandre avvertono che prima o poi sarebbe accaduto quello che sta accadendo, senza bisogno di nessun cambiamento repentino nei fondamentali a scatenarlo. Sentirsi dire che tutto avviene perché "i mercati" hanno la luna storta...

La differenza è che i paesi che crescono trovano i soldi per tenere sotto controllo il debito senza aumentare la pressione fiscale, quelli che non crescono NO.

l'Italia cresce del 1% quest'anno, la metà della Francia.

Quali sono i fondamentali sani?

ah si?E quindi il fatto che gli USA abbiano,secondo un articolo del sole24ore.com,un debito/PIL in realtà al 140% sommando al debito federale,anche quello degli stati e delle garanzie sulla finanziarie immobiliari,un deficit al 10%,con una manovra che alcuni dicono provocherà crescita del PIL nulla o bassa...come mai pagano ancora tassi cosi' bassi sui titoli pubblici?Siamo sicuri che la situazione USA sia piu' sostenibile di quella italiana?E la Francia non è affatto cresciuta del doppio nel 2010 rispetto all'Italia,mi pare che sia cresciuta all1,8...sai che grande differenza da giustificare un trattamento cosi' diverso a fronte di una Francia che ha un deficit al 7%...una disoccupazione piu' alta di quella italiana e un debito/PIL anch'esso in crescita molto piu' di quello italiano in percentuale in questi anni...ripeto,io non vedo davvero che in questo ultimo mese ci siano stati eventi tali da giustificare questi andamenti,anzi.Per quanto criticabile,la manovra,comunque,nei saldi porterebbe o almeno avvicinerebbe di molto l'Italia al pareggio...per ora sulla crescita si parla si solo di un 1%,ma pur sempre di crescita e anche una crescita dell'1% (che significa forse un 3 nominale,che è quello che si rapporta al debito e che determina la crescita delle entrate fiscali).Poi il deficit che è in calo e che anche nei parziali di quest'anno continua a migliorare ed è proprio di ieri il dato del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche in calo di 5 mliardi rispetto allo scorso anno,in anticipo anche rispetto alle previsioni del DEF per tutto il 2011...entrate tributarie in crescita a tassi discreti...ma di che stiamo parlando?Non sto dicendo che sono tutte rose e fiori,ma neanche ci sono novità che dovessero determinare questi andamenti di borsa e dei bpt...che tra l'altro,non sono solo dell'Italia (per lo meno per quanto riguarda le borse,ma in alcuni casi anche per i titoli di stato).Secondo me,se non ci fossero stati i casi Grecia,Irlanda e Portogallo,a parità di condizioni attuali italiane,niente di tutto cio' sarebbe successo in borsa e sui titoli pubblici in questi termini.O sbaglio?Non è possibile che gli investitori si stiano facendo trascinare davvero dall'emotività e da suggestioni piuttosto che sui dati reali?E' cosi' sbagliato quello che sto scrivendo?Cioè un paese che pur con una crescita prevista all'1,disoccupazione all'8,deficit contenuto nei due anni tra il 2009 e il 2010 e in decrescita,che ha approvato una manovra che dovebbe portare al pareggio o comunque ad un deficit molto ridotto,al massimo all'1% nel 2014 (manco la grande Germania con la sua crescita poderosa,ha previsto il pareggio nel per il 2012,2013 ne 2014 nelle sue previsioni,salvo che poi magari,se la crescita rimane di questo tipo,lo raggiungerà ),con comunque esportazioni in aumento a due cifre,un comprarto manifatturiero che pur con tutte le difficoltà,non è cosi' malaccio con punte di eccellenza...davvero mi volete far credere che siamo messi cosi' male?E che la colpa sia di Tremonti e di Berlusconi?

I milioni di operatori che non sono sul libro paga di partito politico, non hanno interessi in conflitto e si muovono solo perseguendo il proprio interesse, tutti questi signori che vendono titoli italiani e ne comprano di tedeschi e statunitensi sono idioti che non hanno capito quanto solida sia l'Italia?

Sono tutti idioti emotivi? Se la maggiorparte dei clienti di un ristorante decide che non vale la pena tornarci lei cosa conclude? Che sono tutti idioti emotivi che non capiscono quanto sia buona la cucina? Ma che discorso è?

Premesso che per ripagare i debiti bisogna crescere, lei crede che il fatto che  lo stato di diritto sia una opinione e che quando la legge non si riesce più a infrangere o a eludere la si cambia ad uso e consumo non abbia effetti sulla crescita? Depone bene per la crescita  che la classe politica mentre si prepara a chiedere sacrifici alla popolazione non sia disposta farne neanche di minimi? E i tagli lineari che premiano i ladri e assenteisti e mortificano ulteriormente la gente che lavora?

Ma lei li presterebbe i soldi a uno che non solo non guadagna abbastanza da ripagarla, ma si rifiuta anche di stringere la cinghia quel minimo che  servirebbe a salvare la decenza?

davvero mi volete far credere che siamo messi cosi' male?

Le mie nozioni di economia sono molto naive, quindi non intendo convincere nessuno. Anzi, visto che sei un "lavoratore/studente in econonia aziendale indirizzo management pubblico" provo a farti qualche domanda: come mai lo spread tra i titoli italiani e tedeschi viaggia ormai sopra i 350 punti?

E che la colpa sia di Tremonti e di Berlusconi?

Ohibò, SB ha governato 8 anni negli ultimi 10, forse qualcosa c'entra, no?

Oppure, se la colpa non è loro, di chi  è?
Dei pregiudizi anti-italiani?
Degli speculatori?
Del complotto pluto-giudaico massonico?
Dei comunisti?
Dei marziani, che oramai controllano le nostre menti?

 

Non è possibile che gli investitori si stiano facendo trascinare davvero dall'emotività e da suggestioni piuttosto che sui dati reali?

http://www.youtube.com/watch?v=ipWjvaxsuf4

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GChdGlyZ5BQ

 

Caro Roberto, due consigli.

1) quando si è convinti di capire le cose meglio del resto del mondo, si è convinti che i mercati siano ''irrazionali'', e si ritiene che le strategie di investimento proposte siano molto migliori di quelle usate da tutti gli altri, allora non è il caso di stare a perder tempo commentando sui blog. Ringrazia la tua buona stella che ti ha fornito di tanta comprensione, negata ai più, e lanciati nella tua attività d'investimento preferita. In questo caso, se sei convinto che tutti stiano stupidamente vendendo Btp a prezzi stracciati, indebitati e corri a comprarne il più possibile.

2) però, prima di seguire il consiglio al punto precedente, pensaci bene. I mercati finanziari sono pieni delle carcasse di gente che pensava di capire tutto meglio degli altri e riteneva i mercati irrazionali.

scusate l'intromissione.

1) "put your money where your mouth is" alla lettera? in effetti, le granitiche certezze le hai quando non hai giocato, oppure hai puntato troppo e allora, per un po', fischietti nel bosco per farti coraggio.

il mercato però è sempre di difficile lettura nel breve, non  perchè sia emotivo, non lo è affatto, ma perchè molto più casuale di quanto non siamo predisposti a credere. i trend fortissimi finiscono nel nulla, oppure nella rivoluzione, e il fortunato guitto di turno può sempre pensare di essere stato lungimirante. qualcun'altro, con lo scolapasta in testa, anche di averne guidato le dinamiche con il proprio potere di seduzione. insomma, l'unica cosa che escluderei è che il mercato si lasci convincere dalle arti del piazzista, neanche lo ascolta.

2) tali carcasse sono utilissime, ce lo insegna anche il national geographic: memento mori, nutrimento per gli specialisti, concime per il sistema...finchè la carcassa non è troppo grossa però, e la balena lehman è ancora lì.

 

comunque esportazioni in aumento a due cifre,

 

ci sei arrivato vicino ma non hai notato che se le esportazioni crescono (17% I quadrimestre 2011/ I quadrimestre 2010) le importazioni, ahimè, crescono di più (22,5%). Ma sei in  buona compagnia: ieri anche S.B. è incorso nella stessa "svista". 

La bilancia commerciale positiva dal 1986 è ora negativa dal 2005 e la progressione è impressionante: (percentuali sul pil)

 2005 -0,1

2006 -0,8

2007 -0,2

2008 -0,7

2009 -0,4

2010 -1,8

rr 1stq 2011 -3,4

per trovare un risultato peggiore del run rate del primo quadrimestre bisogna andare indietro fino al 1974.

La bilancia dei pagamenti da -3,8% del primo quadrimestre 2010 è stata nel 2011 -5,0%. Qualcuno ha ricordato il buon livello di riserve della BdI (che livitano parallelamente al prezzo dell'oro) ma con questi trends ce le giochiamo in poco più di un anno.

Sul resto sono abbastanza daccordo, in particolare per quanto riguarda la Francia che se continuerà con le ultime performances troverà la porta dei PIIGS aperta, ma la bilancia commerciale pesa.

non sono incorso in nessun svista...lo so benissimo che le importazioni sono cresciute di piu'...non volevo mica mettere in risalto che le nostre esportazioni in questo momento stiano facendo aumentare il PIL,anzi,l'apporto delle esportazioni nette è negativo.Semplicemente era per dimostrare che la nostra industria non sta andando cosi' male se le esportazioni stanno crescendo a tali ritimi,anche in termini di competizione internazionale.Poi è chiaro che se le importazioni crescono di piu',il PIL non cresce,anzi.Pero' mi pare che al netto degli energetici,non siamo messi cosi' male,o no?E sappiamo che la questione energetica è un problema da lungo tempo che ancora non ha trovato soluzione con nessun governo.

mi sa che molto conta in riferimento alla situazione dell'anno precedente.

Se durante l'anno X (orribile) si perde il 20%, non è che l'anno dopo, con un aumento del 12% si possa poi molto brindare.

Di solito noto che i governi contrabbandano per fatti positivi ("tutto va bene") la flebile risalita lungo la china dopo tonfi precedenti.

Comunque leggo che ora la crescita italiana è data allo 0.8% in che porta la francia (se è ancora 1.8) ad essere ancora piu' del doppio.

Ma anche se cosi' non fosse, stiamo meglio se siamo messi peggio come altri? 

Abbiamo raggiunto e superato la spagna nello spread con i bund? Ci diamo alla pazza gioia?

 

 

se si alimenta questa spirale sui tassi (ripeto,priva di ogni fondamento) certo che si rischia di pagarla cara...ma non certo per la situazione reale dell'Italia...

Abbia pazienza ma lei in che paese vive? Io vivo in uno che non cresce a sufficienza da garantire ai propri creditori che sarà in grado di onorare i debiti. Preoccuparsi mi pare assolutamente logico e razionale. Alberto lo ha spiegato molto bene qui

Se poi preferisce l'economist le suggerisco questo dal quale ritaglio aggiungendo un grassetto

Our views on what the West should do will be painfully familiar to readers. Europe’s politicians need to implement not just a serious restructuring of the peripheral countries’ debts but also a serious reform of their economies, to clean out cronyism, corruption and all the inefficiencies that hold back their growth. America’s Democrats need to accept entitlement cuts and Republicans higher taxes. Independent commissions should set electoral boundaries. And so on.

La corruzione, il nepotismo e l'assenza di concorrenza italiane sono troppo grandi e visibili per non essere notate: o vive in una dimensione parallela oppure è in mala fede.

continuo a non capire perchè riteniate che Draghi abbia mentito e perchè l'Italia sia messa cosi' male dopo una manovra che anche con questi interessi,se pur non porterà al pareggio,ci porterebbe pero' con un deficit sotto l'1%,cosa che in Italia non si è vista non so da quanto,con un avanzo primario di 4-5 punti di PIL,molto meglio di tutti gli altri paesi europei,perfino della mitica Germania...

L'Italia e' messa male perche' i suoi politici non sono capaci di fare altro che tassare di piu' e in generale rubare ai sudditi con espedienti e imbrogli vari al fine di sostenere una spesa pubblica fuori controllo, improduttiva, e finalizzata primariamente ai lussi della Casta e all'elemosina alle sue clientele. L'insulsa manovra quasi-bipartisan appena approvata ripropone i piu' scadenti vizi ed espedienti delle due bande di cialtroni che ci hanno portato a questo punto e non cambia le prospettive fallimentari dell'Italia.

Il modello richiesto esce abbastanza facilmente una volta che distinguiamo tra “soggetti autorevoli” e “soggetti non autorevoli”.

Detto così forse non è molto rispettoso, ma ci siamo capiti. D’ altronde la distinzione è considerata sia qui che nell’ articolo di Andrea Moro.

I primi affermano verità (in solitudine e dalla tribuna), i secondi fanno emergere verità (grazie al dibattito serrato con controparti).

I primi parlano a nome della “comunità scientifica”, i secondi si confutano e fanno scienza disinteressandosi a quell’ oggetto non identificato che è la “comunità scientifica”.

I primi, in fondo, diffondono e traducono le verità emerse grazie all’ opera dei secondi.

I primi sono chiamati a perseguire il bene comune anche con la menzogna (o la pseudomezongna). Il caso in esame è chiaro.

I secondi avranno sempre una “controparte” chiamata a depotenziare il loro messaggio e a revocarlo in dubbio. Ora, dando per scontato che conoscere la verità (o qualcosa che le somiglia) è comunque utile, un dibattito con interlocutori sinceri e in buona fede è senz’ altro più proficuo.

In ambito scientifico c’ è persino chi sostiene che la cocciutaggine e la fede quasi irrazionale nelle proprie certezze sia da preferire ad un rigore macchinoso.

Un piccolo chiaramento riguardo la mia storia: anche la spiegazione che si basa su "almost common knowledge" si basa su equilibri multipli. Quando c'e' common knowledge ci sono un po' piu' equilibri brutti rispetto alla situazione in cui non c'e'. Ma gli equilibri brutti ci sono in entrambi i casi. 

ma affronto l'invito di Sandro con lo spirito da settimana enigmistica ipotizzando due tipi di cittadini

 

  1. I furbi e bene informati sanno che la manovra fa cagare
  2. Gli ingenui poco informati non ne sono sicuri

I cittadini di tipo 2 assegnano a Draghi una valenza istituzionale e a NFA una tecnica.

Draghi fa bene a mentire perchè orienta i cittadini 1 verso l'equilibrio meno doloroso e perchè i cittadini 2 non accolgono il suo punto di vista come un giudizio imparziale, ma come una presa di posizione istituzionale.

NFA fa bene a dire la verità perchè se mentisse i cittadini 2 si farebbero l'idea errata che la manovra è risolutiva e se questo nel breve periodo può favorire l'equilibrio buono allenta il controllo sui politici che continuano a svaccare e nel medio termine potrebbe portare all'equilibrio cattivo. 

 

il 3 agosto 1981 gli u.s.a. stavano per tornare ad essere un paese civile, finiva la mafia chiamata sindacato, partivano 12.000 licenziamenti in 48 ore e una nuova stagione di libertà economiche iniziava.
il 3 agosto 2011 l'italia ascolta sgomenta il comunistissimo discorso di berlusconi, roba degna di un visco qualsiasi.
arridatece ronald! comunismo fuori legge subito!

io leggo solo belpietro e sallusti

 

ma se chiamo il 118 per fargli fare un TSO sono ancora liberale?


Nell'esempio con informazione privata, quando si verifichi la corsa alle uscite, la probabilità di morire (se non sono il primo a correre) dovrebbe essere pari al 32%, visto che nel testo tale probabilità è valutata al 30% in caso di incendio lento (mentre nella formula è indicato un 20%).

Non cambia la sostanza, ma segnalo ugualmente il refuso (ammesso di non essermi confuso) e ne approfitto per ringraziare della "divertente" lettura.

Non so se altri l'han già detto ma ecco un modellino dove l'equilibrio è Draghi che mente ed Nfa che dice la verità.

Poniamo che ci siano 4 soggetti che determinano le sorti dell’Italia.

Draghi ed Nfa forniscono una opinione sulla situazione economica

La Massa decide tra due stati: Star tranquilla (ST) – panic selling (PS)

Il Governo decide tra due politiche: politica virtuosa (PV), politica non virtuosa (PNV)

Draghi sa che la sua opinione influenzerà le decisioni della massa e che se dice la verità si scatenerà l’evento PS mentre se mente quello ST

Il Governo (*) sa che in ogni caso Draghi non può dire che la situazione economica è disperata per cui non si fida troppo di quel che dice. Si potrebbe fidare invece del giudizio di Nfa che non ha nessun potere di influire sulle decisioni della massa ma può ragionevolmente determinare la politica del governo.

In questo modello si può vedere facilmente come per Draghi sia strategia dominante mentire (ST batte PS indipendentemente dalla politica decisa dal Governo) mentre per Nfa sia dominante dire la verità (PV batte PNV indipendentemente dal sentiment della massa)

(*) ovviamente non parlo del nostro ... di governo.

(**) ho scorso velocemente i commenti e non ne ho visti per cui perdonatemi se già c'era.

a me pare che tutto sommato Draghi con i suoi messaggi non ha influito piu' di tanto.

Invece hanno influito i messaggi mandati dal mercato.

Inducendo il governo ad anticipare la manovra.

Tuttavia una manovra che noi sappiamo, con certezza, che fa schifo, anche se viene anticipata continua a fare schifo. Quindi cosa cambia?

F

 

Tuttavia una manovra che noi sappiamo, con certezza, che fa schifo, anche se viene anticipata continua a fare schifo. Quindi cosa cambia?

Premesso che complessivamente la manovra fa schifo, farebbe meno schifo se agisse da subito invece che prevalentemente tra 2 anni e dopo le prossime elezioni. Detto questo ormai il governo italiano presente e' talmente screditato che non credo ci possano essere soluzioni. E nemmeno una nuova maggioranza Bersani - Di Pietro - Vendola cambierebbe nulla. L'Italia procede spedita verso il disastro.

La maggioranza ha avuto enormi possibilita' di avviare politiche diverse dal passato e utili a cambiare l'andazzo italiano grazie alla crisi mondiale del 2008, la piu' grande dal 1929, che avrebbe giustificato interventi eccezionali e utili, poi hanno perso la possibilita' offerta dalla recente crisi del debito PIIGS per iniziare a fare qualcosa di serio e di decente, e sono stati solo capaci di approvare provvedimenti demenziali come quelli sui bolli dei conti titoli, e di aumentare le tasse per continuare a pagare i lussi della Casta.

Gli unici tagli della stesa pubblica che hanno fatto sono ovviamente quelli piu' stupidi, lineari, sulle pensioni e sugli scatti di anzianita' dei dipendenti pubblici, senza curarsi di distinguere tra chi ha strapagato di tasca propria i contributi della propria pensione e di chi l'ha avuta gratis con contributi fgurativi o con la spesa pubblica, a spese dei contribuenti privati, senza distinguere tra chi ha assunto dipendenti pubblici con moderazione e chi ha assunto dipendenti pubblici senza alcuna giustificazione.

Bell'articolo!

EDIT

 

Proposta di gioco

 

Assunzioni originarie

 

Le morti sono 0% in caso di fuoco lento e il 20% in caso di fuoco rapido. Ma se la maschera rivela che il fuoco è rapido le morti in tal caso passano al 50%.

 

Assunzioni nuove

 

Esiste un estintore ogni dieci persone. Se usati in caso di fuoco lento le morti sono 0% ma quelli che prendono l'estintore fanno fatica inutile. In caso di fuoco rapido le morti sono 0% se il draghetto Grisu' rivela l'emergenza e coordina i pompieri avventizi. Ma se la maschera rivela che il fuoco è rapido non c'e' draghetto che tenga e le morti in tal caso passano al 50%.

 

Nuovo scenario

Il fuoco e' rapido, la maschera lo nega, Grisu' rivela che il fuoco e' rapido, quelli che devono andare vanno quelli che devono spegnere il fuoco restano. Nessuno muore e vissero tutti felici e contenti.

 

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