Il taglio delle tasse di Renzi. Tre osservazioni a margine.

21 luglio 2015 sandro brusco

Riflessioni controvoglia sull'ultima rivoluzione copernicana di Renzi.

Renzi sembra essere particolarmente affezionato al termine ''rivoluzione copernicana''. La promessa riduzione delle tasse a partire dal 2016 è almeno la terza annunciata quest'anno (sì, anche le altre erano ''copernicane'', anche se di rivoluzione copernicana ce ne fu solo una), dopo la riforma della pubblica amministrazione e la riforma del mercato del lavoro (giobbatt per gli amici). Questa rivoluzione per il momento è in fase d'annuncio e come era accaduto in episodi precedenti gli esatti contorni dei provvedimenti che verranno intrapresi non sono ancora chiari. Ci torneremo quindi in futuro.

Cosa si può commentare ora? Ci sarebbe l'ovvia questione delle coperture, ma altri hanno già scritto sul tema meglio di quanto io possa fare. È tra l'altro roba già vista con governi di vari colori e più o meno si sa come andrà a finire: dei tre modi di far fronte al taglio di certe tasse, ossia aumento di altre tasse, riduzione della spesa e aumento del deficit, ne verranno usati principalmente due. Lasciamo al lettore l'esercizio di congetturare quale strumento avrà un ruolo secondario. Se lasciamo al futuro una analisi più dettagliata della proposta, nel presente vogliamo fare un po' controvoglia alcune considerazioni sullo stile comunicativo e su come l'annuncio dell'ennesimo abbandono del sistema tolemaico è stato trattato sulla stampa.

La prima osservazione riguarda questioni di aritmetica elementare e di appropriata definizione delle quantità. Renzi su Facebook ha parlato di una riduzione di 50 miliardi in 5 anni, includendo tra gli anni il 2014 (con il provvedimento degli 80 euro) e il 2015 (taglio IRAP sul lavoro). L'ANSA, nello stesso articolo che annuncia i 50 miliardi in 5 anni, parla di 45 miliardi nel triennio 2016-2018. Atri hanno parlato di una riduzione di 35 miliardi di tasse in tre anni. Il balletto di cifre irrita, ma lo ignoro e prendo per buona la cifra dei 45 miliardi in tre anni (non si dovrebbero sommare flussi di cassa appartenenti ad anni differenti, ma passiamoci sopra). La domanda è: ma questi 45 miliardi, sono la somma di cosa? Qui sta il mio problema: se taglio le tasse sulla prima casa per 5 miliardi nel 2016, e sotto l'ipotesi che la tassa non verrà ripristinata nel 2017, nel triennio i miliardi che lo stato perde sono 15. Quindi, i 20 miliardi di promessa riduzione nel 2017, cosa sono? Ci si potrebbe salvare in corner dicendo che il taglio aggiuntivo, quello che dovrebbe riguardare Ires e Irap, dovrebbe essere di 15 miliardi, ossia quanto manca a 20 dopo aver tenuto conto dei 5 miliardi persi sulla prima casa. Per il 2017 ce la siamo cavata, ma il 2018? Siccome, si spera, non si taglia Ires e Irap nel 2017 per poi farla risalire nel 2018, vuol dire che per il 2018 abbiamo già impegnato tutti i 20 miliardi che mancano ad arrivare a 45: 5 sono quelli persi con l'eliminazione della tassa prima casa fatta nel 2016, e altri 15 sono persi per la riduzione delle imposte sulle imprese del 2017. Ma il grafico ci dice, tranquillo tranquillo, che ci sono altri 20 miliardi pronti per ridurre l'Irpef (e aumentare le pensioni minime, che a quanto pare è diventato un taglio di tasse; potenza delle rivoluzioni copernicane).  Cosa ho io di sbagliato? Perché certi dubbi vengono solo a me? E che vengano solo a me è chiaro, visto che nessuno ne ha parlato o ha provato a chiedere a Renzi o al suo entourage come quadravano i conti.

La seconda osservazione è piuttosto banale. In pochi (tra questi il sempre meritorio Bordignon) si sono peritati di osservare come l'eliminazione della tassa sulla prima casa getterà nuovamente nel caos le già sfibrate finanze comunali. Verrebbe da dire che l'eliminazione della tassa sulla casa è la pietra tombale definitiva sul federalismo, ma sarebbe scorretto. La pietra tombale è stata posta già da diversi anni, e sulla tomba sono state inoltre effettuate a più riprese copiose colate di cemento. Dimentichiamoci quindi del federalismo, che chiaramente agli italiani non interessa. Ma qua si sta mettendo una pietra tombale su qualunque possibilità di effettuare una programmazione minimamente coerente delle risorse a livello locale. Ci ritroveremo, è facile prevedere, con i soliti debiti commerciali non pagati da parte degli enti locali. Tutti urleranno allo scandalo. Mi chiedo quanti cercheranno di unire i puntini e trovare il collegamento tra l'accumulo dei debiti commerciali degli enti locali e l'incertezza permanente che questi subiscono sulle loro fonti di finanziamento.

L'ultima osservazione riguarda un tema che su queste colonne ci è caro, quello del depredamento fiscale delle nuove generazioni. Renzi poteva intervenire usando le poche risorse fiscali a sua disposizione per rendere permanente il taglio dei contributi sociali che è stato introdotto nel 2015 per i nuovi assunti a tempo indeterminato. Si tratta di una piccola mina vagante nel sistema fiscale italiano, dal momento che alla scadenza rischia di avere un certo impatto sull'occupazione e sui salari. La riduzione dei contributi sociali beneficia principalmente i giovani lavoratori, ossia il settore della popolazione che più ha perso in termini di potere d'acquisto durante la crisi. Renzi ha scelto altrimenti. L'eliminazione della tassa sulla prima casa beneficia principalmente le classi medio-alte più anziane. La riduzione dell'Irpef, per come sembra configurarsi, sarà un'estensione del provvedimento degli 80 euro alle pensioni, ossia agli anziani con reddito medio-basso. La spiegazione appare banale. I vecchi sono di più e sono meglio organizzati. Se vuoi vincere le elezioni, li devi blandire. Per i giovani, c'è sempre l'emigrazione.

15 commenti (espandi tutti)

Condivido al 100%.  Per le risorse spera nella ripresa e penso che si aspetti flessibilità dalla EU, sperando nella riconoscenza della Merkel per il suo silenzio nel caso greco. Non credo ipotizzi nuove tasse, ma certo la somma necessaria (aggiungendo le coperture automatiche IVA) è enorme

d'altra parte la sinistra PD, per puro interesse personale, fa di tutto per sabotare lo spot elettorale a basso costo (leggi riforme istituzionali) che si era confezionato.

e allora l'effetto annuncio si sarà bello che perso.  Non credo pensi alle elezioni, ma a scompigliare le acque con la sua opposizione interna, sindacati, etc. E a risalire nei sondaggi

se invece...

marcodivice 21/7/2015 - 09:45

...volesse andare alle urne l'anno prossimo? taglia l'IMU, elude le clausole di slavaguardia arrivando al 3% di deficit, e magari sforando un po' per presentarsi alle urne come chi riforma,taglia le tasse e tiene testa alla Germania.

E' possibile che Renzi punti a nuove elezioni per il prossimo anno, da indire in posizione di vantaggio e sbaragliare gli avversari esterni - mai così deboli ed improponibili per il governo del Paese - ed interni, già in difficoltà soprattutto a causa della propria incapacità di uscire da schemi storicamente perdenti.

Può anche essere che voglia semplicemente risalire nei sondaggi per farne un uso propagandistico - gioco a cui pare particolarmente affezionato, anche utilizzando cherrypicking di dati quando non palesi distorsioni dei medesimi - e, comunque, sempre a depotenziare l'opposizione interna che, di fatto, è l'unica in teoria capace di creare fastidi alla posizione di potere renziana.

Ovviamente, c'è anche da dire che questo annuncio punta a raccogliere consenso in quella vasta area dell'elettorato in precedenza blandita (e truffata) dal venditore di speranze (e di fumo) brianzolo, in un Paese dove la proprietà della propria abitazione è assai diffusa e dove l'imposizione fiscale su lavoro e impresa è giustamente percepita come asfissiante.

Però non mi appassiona la discussione sulle motivazioni che spingono il soggetto a tale supposta (temo nel senso di medicamento da introdurre nell'orifizio anale ....) rivoluzione copernicana.

Stigmatizzerei invece anch'io, come Sandro, la desolante qualità della stampa italiota ed il suo costante farsi zerbino del potere pro tempore, per ovvi motivi di finanziamento oltre che per connaturata incapacità di tenere la schiena diritta: nihil sub sole novum, si dirà, ma davvero questo a me pare sintomo gravissimo della malattia che sta uccidendo il Paese, l'approccio relazionale su ogni cosa, la ricerca del proprio piccolo/grande vantaggio magari solo immediato, la conseguente attribuzione di ruoli a chi non abbia le capacità per svolgerli adeguatamente ma solo l'appartenza al gruppo ..... di cheerleaders e cocorite, si direbbe.

è pacifico

marcodivice 21/7/2015 - 12:08

politica, stampa , rappresentanze ecc. non sono alieni alla società. 

Il 1 luglio 2016 entra in vigore la nuova legge elettorale (il c.d. italicum). Per allora Renzi conta di aver portato a casa la riforma costituzionale (senza la quale si avrebbe una legge elettorale incoerente con gli assetti istituzionali, motivo per il quale l'entrata in vigore del nuovo sistema è stato procrastinato.

Supponendo che vada tutto bene, ovviamente da quella data in poi sarebbe il momento buono per rifare le elezioni e vincerle.

Ma io credo che anche per Renzi questo sia solo l'ipotesi B (quella a lui più favorevole).

L'ipotesi A, quella a cui si prepara è un'altra, a mio avviso. Ossia che invece sulle riforme che farà approvare (sia quella costituzionale che quella elettorale) si andrà a referendum. Per quelle costituzionali c'è il 1/5 di una camera (probabilmente di entrambe, dopo la fine del nazareno), anche senza raccogliere firme. Per la legge elettorale, stanno cercando di raccoglierle ora, entro il 30 settembre (per fare il referendum la prossima primavera).

Anche per i referendum ci sarà una campagna, piuttosto accesa anche.

Secondo me punta a vincere i referendum e solo dopo, sull'onda dell'entusiasmo e con la scusa che ora c'è un assetto diverso, andare al voto.

E' una scommessa azzardata, ma in linea con il personaggio.

Per vincerla gli serve essere super popolare. Deve fare proposte mirabolanti, realizzarne qualcuna e dire che per fare le altre gli serve che gli italiani approvino le sue riforme.

Italicum

floris 21/7/2015 - 14:33

Entrerà in vigore nel 2016, ma vale solo per la camera. Andare alle elezioni significherebbe non ottenere la maggioranza in senato a meno di prendere percentuali intorno al 45% o superiori a livello nazionale, il che appare ad oggi quasi impossibile.

L' idea che mi sono fatto è che Renzi visti i sondaggi e i risultati delle regionali si sia accorto di come l' aria stesse cambiando per lui, e abbia cercato una via di uscita.

Le regionali hanno evidenziato la sua scarsa influenza, politica ed elettorale, a livello locale, e i continui litigi interni al PD, con tanto di fuoriuscita di alcuni parlamentari importanti, evidenziano come la sua figura sia tutt' altro che metabolizzata nel suo partito.

Considerando insomma il suo assai limitato appoggio a livello locale, e il sostegno in parlamento in mano ad eletti sotto la bandiera di un altro segretario, se non in altri partiti, è evidente come il suo potere  si basi principalmente sull' appeal personale nell' elettorato che genera la capacità di garantire una rielezione a chi stia con lui.

La litigiosità interna al partito, le riforme impopolari come quella della scuola, la questione immigrazione e un fisiologico cambio di ruolo nell' immaginario pubblico dopo un anno e mezzo di governo, stanno minando fortemente il suo appeal ( come evidenziano chiaramente i sondaggi ), mettendo a rischio il suo stesso mandato: no appeal=>no potere personale=>rafforzamento del potere della minoranza interna=>palude legislativa=>ulteriore danno di immagine e perdita di potere e così via, coi propri parlamentari che si iniziano a guardare di nuovo intorno alla ricerca del nuovo ( o vecchio ) leader di turno cui dare appoggio .

La mossa dell' IMU, un' assai probabile porcata a livello economico e di giustizia sociale, testimonia l' assoluta necessità di evitare la pericolosa spirale cui porterebbe una perdita di consenso. Che la mossa sia poi quella dell'IMU e non altro dipende dall' elettorato, e il problema più profondo mi pare questo.

Penso che i 45 miliardi in tre anni non siano la somma delle minori tasse pagate, ma minori tasse a regime ogni anno che Renzi promette.

Giovanni, la tua interpretazione è l'unica possibile per ottenere la cifra di 45 miliardi. Peccato però che se questa è l'interpretazione allora il numero è abbastanza privo di senso. Otteresti lo stesso risultato con la sequenza 45-0-0 e con la sequenza 0-0-45, oltre che con 5-20-20. È inutile dire che le conseguenze per le entrate fiscali sarebbero radicalmente diverse. Certo, dal quarto anno in poi sarebbe sempre lo stesso, un abbattimento di 45 miliardi annui. Ma come diceva quel tipo inglese, nel lungo periodo ...

tasse

Giovanni Vera 22/7/2015 - 17:31

La sequenza 5-20-20 equivale ad un contentino oggi, accompagnato da promesse impegnative dal 2017 in poi. Promesse di cui pochi si ricorderanno tra un paio di anni. Nel frattempo l'imposta sulla prima casa viene abolita per la terza volta in 7 anni.

...perchè fare l'annuncio a fine luglio, quando l'attenzione mediatica è scarsa ? Se è a fini propagandistici (e molto probabilmente lo è) lo fai a Settembre, quando puoi andare nei talk show, nei TG, ovunque per prendere i dividendi dell'annuncio, ma adesso che senso ha ?

Lo dico da estimatore della comunicazione politica del fiorentino, che è almeno dieci spanne sopra gli altri. Oh, che poi dietro ci sia la supposta (:)) di cui al commento del Doktor io ho pochi dubbi, ma non capisco il timing. Davvero, non ha senso, difatti è già quasi sparita dal dibattito politico, e data la nota angolazione della stampa e della TV italiana (pare sia 90° esatti) mi sembra assolutamente strano. Perplesso è dir poco.

perde colpi, evidentemente. Intanto PCP dice al Foglio che l’Europa farà all’Italia concessioni sul deficit per ridurre la pressione fiscale.  via il foglio. sempre PCP "Il taglio delle tasse", ha poi aggiunto Padoan, "è efficace se è credibile ed è credibile se è permanente, per esserlo deve derivare da tagli di spesa". via HP.

i) ora aveva bisogno di mettere nell'angolo la minoranza interna per (ri) provare a spaccarla e garantirsi i voti per la riforma del Senato (sono in 25, e lui ha 15 verdiniani - quindi deve trovarne

ancora 10)

ii)  è un ballon d'essai nei confronti dell'Europa. Se gli va bene, incassa col DPEF  e rilancia la propaganda in Italia. Se gli va male, a settembre trova qualcos'altro (apputno la riforma del senato) e rimanda i tagli al 2017

Lo dico da estimatore della comunicazione politica del fiorentino, che è almeno dieci spanne sopra gli altri.

[…]

Terza e quarta citazione: “prendersi cura degli altri vuol dire caricarsi addosso i loro problemi, afferma Renzi” e “Il luogo espressivo di Renzi è in un certo senso sempre un comizio”. La prima, soprattutto, e la seconda rappresentano bene l’essenza della tecnica comunicativa di Renzi, che è mutuata dalle tecniche di vendita diretta (cfr. “Comunicazione politica e vendita diretta”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760961.html ), con una miscela sapiente tra la tecnica basata sulla spietata - ma in guanto di velluto - manipolazione psicologica del potenziale cliente (in un solo incontro), in cui il discorso seduttivo non deve avere mai pause; l’altra che evidenzia invece l’importanza di sapere ascoltare il cliente per interpretarne i bisogni in funzione del prodotto che si vuole dargli, cercando di fare scaturire la decisione di acquisto dalla costruzione di un rapporto di fiducia protratto nel tempo; e, infine, l’altra ancora, che è quella colloquiale-recitativa-esplicativa dei corsi di formazione destinati ai candidati venditori.

Infine, la quinta ed ultima citazione: “Renzi deve apparire sempre sincero e ci riesce”. La sincerità è funzionale a rafforzare e rendere convincente ed efficace il lavoro di seduzione empatica del potenziale cliente oggetto della tecnica manipolatoria, ma essa è soltanto apparente, poiché il lavoro seduttivo è in buona parte basato sulla finzione, sulle bugie. E’ soltanto nella tecnica finalizzata a conquistare la fiducia del cliente protratta nel tempo che la sincerità è essenziale e le bugie sono bandite. E’ per questo che l’affidabilità di Renzi sta, a mio avviso, scemando rapidamente nel suo elettorato di sinistra, poiché vedo che fa l’errore di gestire un rapporto con l’elettorato, necessariamente protratto nel tempo, raccontando troppe bugie. Tecnica consentita nel caso di un leader di centrodestra, per l’inclinazione irresistibile dell’elettore di destra di bersi le bugie del proprio leader. Errore esiziale, invece, per un leader politico di centrosinistra, specularmente, per il motivo opposto (cfr. Il potere dello sguardo di Berlusconi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2683753.html). 

La comunicazione di Matteo Renzi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html

 

PS: Per le ragioni suesposte, è un’esercitazione accademica (vale a dire: fig. Retorico, artificioso: discorso a.; astratto, ozioso: una discussione puramente a.) voler inferire dalle parole di un contaballe come Renzi disegni di politica fiscale o di qualsiasi altro tipo.




Il momento - fuor di attese messianiche di veltri demoC...ehm danteschi, intendevo scrivere typo - del cambiamento o palingenesi epocali sembrava essere finalmente giunto.....con la crisi del Berlusconismo che fa rima con un altro .....ismo--  tutto sembrava indicare che c'eravamo.....ed invece il nuovo 're', una volta spogliato delle chiacchiere e dismessi i panni della piu' assoluta demagogia utopistica sta mostrando in pieno le sue tristi vergogne. Gutgeld? non pervenuto...

Poveri ridistributori senza senno, sono alla frutta o finiti sulla Luna a recuperare qualche senno altrui......sono in crisi.....non sanno che frottole ...catturare....le stanno consumando tutte.....appunto.... Renzi....consumatus est. (legenda: Renzi = Cartesio, o blablabla  ∞ )

Fine polemica

Urge un cambio radicale di paradigma: i) Maxwell (ingegneri e non 'azzeccagarbugli', ma  ii) ci si rende conto del livello di illegalita' monstre che impera in Italia??? Trascurando gli iniziali cash inflows del 're' Mediaset e dei suoi amici condannati per mafia.., Parliamone bottom-up. COME se ne viene fuori? La Lombardia altra regione ad altissima densita' mafiosa, e ne hanno scoperti altri in trasferta verso l'Emilia ROmagna...per non parlare del riciclaggio di denaro tramite scommesse online.

Internazionalizzazione dei distretti di eccellenza ancora rimasti in piedi ed R&D massico, sono le uniche soluzioni. A patto di fare in fretta (robotica, e droni..)

Bottom-up, folks= next steps/master integrated plan (chi fa cosa?) e con quali coperture.

Per carita', out of benchmarking con altri PAESI - non solo l'iniziale maiuscola - ci sono 40/50 miliardi di gap. Ma tagliare in Italia? e con il Sud Italia in simili condizioni?

ofc, do not feed the animals, ma servono i) master integrated plan ii) militarizzare il Sud Italia iii) business transformation e change management everhywhere.

Chiudo: un saluto al top manager 'Crocetta'. Pare che perfino Sergio Marchionne, cui dovrebbero riconoscere tutte le onorificenze possibili per cio' che sta facendo, inclusa la nuova Alfa, e Maserati....di tanto in tanto si rivolga...al lazybones Siculo.

Spiace per i toni. Non sono un Catone da tastiera. Ma parliamo di un Paese in cui 'sociologi' dal nome Palau Giovannetti scrivono ricorsi in cassazione...(movimento per la ciustizzzzzzia Robin Hood- con singolare inversione logica, etichetta geniale..).

Togliamoci le lenti di.. Kant, e cerchiamo qualche driver per il cambiamento. La pressione fiscale dovrebbe andare giu' di 20 punti percentuali, almeno (out of benchmarking..). Tra il dire ed il fare..

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