Gli undicenni e gli alcolici

20 luglio 2009 sandro brusco

Dove si pone soltanto una domanda ai lettori.

La notizia è che la giunta comunale milanese ha emesso un'ordinanza con la quale si vieta la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni. Non ho niente di interessante da dire in merito, il provvedimento probabilmente ha senso. Ma le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Moratti nel commentare l'ordinanza contengono la seguente affermazione:

A Milano il 34% dei ragazzi di 11 anni hanno già avuto problemi di alcolici. Pensiamo che questa ordinanza vada ad arginare questo fenomeno

Devo ammettere che queste parole mi hanno lasciato perplesso. Milano pensavo di conoscerla un po', vado sempre da quelle parti quando sono in Italia. Non mi ero mai accorto che la città fosse regolarmente percorsa da torme di pre-adolescenti in stato di ebbrezza, ma forse sono cattivo osservatore.

Mi sono quindi messo a cercare le fonti dei numeri citati dalla Moratti. Primo, perché vorrei capire il significato esatto della frase ''avuto problemi di alcolici''. Che vuol dire? Che hanno assaggiato una volta il Fernet dall'armadietto dei liquori o che si sbronzano regolarmente? Secondo, perché a me quel 34% sembra veramente tanto. Mi piacerebbe quindi sapere chi ha raccolto i dati, con quali criteri è stato formato il campione e tutte questi dettagli che apparentemente vengono in mente solo ai professori rompicoglioni che scrivono su nFA.

La Moratti, seguendo pratica consolidata tra i politici italiani, non si sogna nemmeno di fornire le fonti. Ho cercato a lungo (va bene, un quarto d'ora) sul web ma non ho trovato nulla. Prima di cedere al sospetto che le dichiarazioni della Moratti siano state fatte, come dicono da queste parti, under the influence, gioco la mia ultima carta e chiedo ai lettori. Qualcuno ha una vaga idea di dove si possono trovare dati sul consumo di alcolici degli undicenni milanesi?

67 commenti (espandi tutti)

regolarmente. aspettati una valanga di cirrosi epatiche nei prossimi decenni.

l'ordinanza non funzionerà: bisognerebbe multare i baristi, i commercianti e le discoteche (ma come dicono in tv poveretti c'hanno da faticare, mica possono chiedere le carte di identità come invece fanno quando si paga con carta di credito) e non i ragazzetti che cmq prenderebbero i bottiglioni di vino e di vodka dai loro compagni più grandi. c'è poco da fare.

il proveddimento della moratti penso sia puro marketing.  le famiglie non saranno lasciate sole come dice il sindaco: a far loro compagnia ci sarà una multa da 400 euro? il comune ha bisogno di soldi o il tutto rientra nella sceneggiata law&order?

I dati in effetti sono introvabili. Il provvedimento non servirà a nulla tranne che a fare cassa. Se non erro esiste già da anni il divieto di vendere alcolici ai minori di anni 16 per i bar, pub, ristoranti ecc. E credo che sia anche un reato penale (come dare da bere ad non sano di mente). Qui si finisce come in Svezia, coi ragazzetti che fanno il pieno a casa prima di andare a ballare o in piazza. Chiaramente questa è una questione culturale che può trovare una soluzione, se esiste, solo in ambito familiare.

ma è già così. per non parlare di tutti quelli che sono dipendenti da cocaina ed altre droghe pesanti.
in questi casi ogni tipo di intervento repressivo che non sia contro gli spacciatori (quelli veri) è ovviamente dannosissimo.

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090423_00/

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/alcol_minori/rapporto_iss.pdf

Il primo in particolare ha dati piu' dettagliati, ma non ho trovato dati solo per milano o definzione di "problemi di alcol"

Grazie Giorgio.

Ho guardato le tavole, forse un po' sommariamente ma le ho guardate. Mi sembra piuttosto difficile fare inferenze nette ed evidenziare patterns, sia nel tempo che regionali. A Nord, nel Triveneto in particolare, c'e' un consumo di alcolici leggermente piu' alto della media nazionale. In particolare, a Bolzano bevono amari e nel Veneto gli spritz piu' che nel resto del paese. Questo fatto, risaputo, mi sembra l'unica cosa evidente.

regolarmente. aspettati una valanga di cirrosi epatiche nei prossimi decenni.

Per quanto possa contare, confermo che è lo stesso giudizio che si da' in Veneto da parte di chi conosce un po' la vita sociale attuale (io ci torno solo ogni tanto).

Trattasi di una forma acuta di Dittatura del Cliente, variante di quella più generale malattia nota come Dittattura dell'Individuo.

RR

Dittattura dell'Individuo.

minorenne. io la chiamo ditattura dei quattrini. a caval donato...

Dando un'occhiata ai dati di Giorgio, mi sembra che la risposta alle tue domande siano:

1) si parla di minorenni tra 11 e 15 anni, non solo undicenni;

2) E' probabile che la percentuale per Milano sia esatta, per l'Italia e' il 19% circa.

3) Quella percentuale si riferisce a minorenni tra gli 11 e 15 anni che hanno bevuto almeno una volta qualcosa di alcolico nell'anno 2008. Per questa categoria cio' e' considerato un comportamento a rischio.

4) La percentuale dei minorenni tra gli 11 e 15 anni che bevono tutti i giorni e' di 1.4% in Italia.

 

3) Quella percentuale si riferisce a minorenni tra gli 11 e 15 anni che hanno bevuto almeno una volta qualcosa di alcolico nell'anno 2008. Per questa categoria ciò è considerato un comportamento a rischio.

4) La percentuale dei minorenni tra gli 11 e 15 anni che bevono tutti i giorni è di 1.4% in Italia.

Pur essendo arrivato a quasi 53 in ottima salute (credetemi) mi rendo conto d'aver rischiato l'alcolismo e l'auto-distruzione tutta la vita.

- Credo di aver cominciato a sorseggiare "acua e vin" a pranzo e cena verso i dieci anni. Da allora l'ho consumato quotidianamente (ok, ad una certa età, grazie anche al miglioramento della qualità del "vin", ho separato i due elementi usando due bicchieri specifici ...). Ad un certo punto ho eliminato il vin dal pranzo, anche se esso ritorna tutte le volte che vado a pranzo con un 89enne di nome Douglass North, perché altrimenti s'incazza (giustamente) che un Full WOP come me non beva vin mentre pranza con un (1/4)WOP come lui, che ovviamente pure lo beve da quando si ricorda d'aver pranzato.

- Attorno ai 14-15 anni divenne tradizione - paghetta permettendo, ma io a 16 già lavoravo al pomeriggio ... - la pizza serale in compagnia degli amici. Alla pizza sempre si accompagnava la birra. Magari piccola, se non c'erano i dinderi, ma media se i soldi bastavano.

- Ovviamente alle "festine" c'era vino, birra, altre cose simili (dev'essere lì che mi sono infatuato del Campari) e lo spritz domenicale pure è arrivato piuttosto presto (ma quello, forse, dopo i 16).

Che io sappia, questo è stato il pattern, in relazione al consumo alcolici, di tutti i miei coetanei in un intervallo di +o- 5 anni da me. Non mi sembra d'aver osservato alti tassi di alcolismo o un alto numero di vite fallite. Quando penso alla mia classe del Liceo, per esempio, vedo quasi solo professionisti di successo ...

Non solo: ho osservato il rapporto con l'alcol di mio figlio e di altri suoi coetanei, figli/e di conoscenti con famiglie "europee e/o europeizzanti" in cui il consumo dell'alcol veniva regolato più o meno dalle medesime regole con cui i nostri genitori regolarono il nostro. Infinitamente, ma INFINITAMENTE, migliore di quello dei loro coetanei tutti USA, cresciuti in un ambiente sia sociale che famigliare in cui vigeva uno stretto proibizionismo. Anche se cresciuti metà in Europa e metà negli USA (ora vivono quasi tutti negli USA) i/le ragazzi/e cresciuti in famiglie "tolleranti ma attente" non mi sembrano dediti a follie alcoliche. Gli altri sembrano esserlo, invece, con enorme maggior frequenza. Sto parlando di persone che ora hanno tra i 20 ed i 26 anni di età.

Non è che il problema sia, come si suole dire, "famigliare" e "culturale"?

Non è che, mi baso sull'esperienza USA, la proibizione legale generalizzata rischi di creare incentivi ulteriori a provare il proibito, a sballare, a violare la regola, ad andarci giù duri ogni volta che sia possibile?

Non è che, mi baso sull'esperienza USA, la proibizione legale generalizzata rischi di creare incentivi ulteriori a provare il proibito, etc.

Proprio cosi.  Alcuni ragazzi Merikani (specie se di famiglia nordeuropea) fanno il conto alla rovescia all'approccio del loro 16mo (o 18mo) compleanno per poi andare a sbronzarsi il giorno preciso in cui possono bere legalmente.  Bel divertimento.  Alcuni piu "coraggiosi" lo fanno in anticipo, vantandosene.

NfA critica (giustamente) le universita' italiane, i sindacati, i politici e tante altre cose che condivido.  Ma vi una cosa che e' di gran lunga superiore in Italia, e' l'atteggiamento verso l'alcool che si apprende attraverso la famiglia e permette di consumare con moderazione e con un minimo di pericolo (naturalmente un pericolo non uguale a zero, ma limitato). E questo se ben ricordo e' dimostrato anche da statische sull'alcoolismo degli italo-americani, che tuttavia non sarei in grado di ritrovare.

Per questo sono dispiaciuto che l'Italia adotti le regole rigide sull'alccol minorile tipiche dei paesi anglosassoni.

 

.. l'atteggiamento verso l'alcool che si apprende attraverso la famiglia ..

E' proprio questo il punto: la famiglia. Ormai in Italia la famiglia è allo sfascio, incapace in molti casi di impartire la minima edicazione ai figli. Sta crescendo una generazione di ragazzini allo sbando, senza regole, senza modelli, senza valori. E' abbastanza recente, proprio a Milano lo scandalo delle ragazzine di "buona famiglia" che si prostituivano in discoteca per una ricarica del cellulare, e non erano favole, vivo a Milano, è tutto vero!.

il problema è assolutamente familiare e culturale, secondo me. Degli adolescenti e post-adolescenti di oggi, credo  sia una percentuale assolutamente minoritaria quella il cui "percorso" di avvicinamento all'alcol rispecchi il tuo. Si beve quasi solo nel week end e si beccano delle sbornie colossali; mi dicono certi "bravi ragazzi", addirittura, di consumare cocaina per poter "allungare la sbronza". Il problema non è di proibizionismo, secondo me, ma di totale senso di impunità; si parte all'aperitivo con l'idea che "si fa serata e quel che succede, succede". Io fondamentalmente non ci credo alle teorie (di cui vengono a parlarti gli psicologi del SERT quando sei al liceo) secondo cui questo atteggiamento riflette il disagio giovanile o la scarsa consapevolezza dei rischi. Il problema è che la "pisciata nel giardino del signor X", quando sei sbronzo, è vissuta come un diritto. Il signor X si guarda bene, quando sente alle 5 del mattino che qualcuno sta annaffiando le sue piante mentre schiamazza, dall'uscire a farti in "cazziatone", perché ha giustamente il timore di prendersi un paio di schiaffi, o peggio. Il discorso si può estendere a quasi tutti quegli atti di inciviltà, piccoli o grandi, che sommati creano il clima degradato nel centro città (scandaloso quando riguarda i "bambini" di 11/15 anni!) a cui la signora moratti, facendo sfoggio di piccolo-borghesismo, risponde con la leggina proibizionista/paternalista.

Sembrerò un bacchettone, ma in realtà scrivo queste cose perché mi rendo conto che in passato non mi sono fatto problemi a rendermi protagonista di questo genere di piccoli atti di inciviltà, perché la tal sessione di esami andata bene sommata alle due settimane di lavoro in fiera, nel mio cervellino, li giustificavano.

Ad un certo punto ho eliminato il vin dal pranzo, anche se esso ritorna tutte le volte che vado a pranzo con un 89enne di nome Douglass North, perché altrimenti s'incazza (giustamente) che un Full WOP come me non beva vin mentre pranza con un (1/4)WOP come lui, che ovviamente pure lo beve da quando si ricorda d'aver pranzato.

 

Nonostante il vino, a napoli mi è sembrato in gran forma...evviva il mitico North! :-)

 

"L'attività di controllo verrà affidata congiuntamente alle Forze dell'Ordine, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e alla Polizia Locale, nell'ottica di una collaborazione che ha già consentito di migliorare la capacità di intervento e di monitoraggio del territorio."

E le ronde? Se le sono già bevute?

Si, la Moratti ha dato i numeri alla C@##o. I pennivendoli hanno riportato quanto dichiarato (perchè poi occorra studiare così tanto per scrivere sui giornali, me lo chiedo da molto, visto che ormai più nessuno lo fa con senso critico e della misura).

Mi pare sia però necessario sottolineare una cosa, ovvero che nel merito, la norma introdotta dalla Moratti è degna di lode, indipendentemente dalle cifre che sbandiera per sottolinearne l'esigenza.

E non mi si venga a dire che è una misura antiproibizionista, stiamo parlando di alcool e minori di 16 anni, è giusto che non sia normale per loro bere! Nessuno direbbe con egual foga che è antiproibizionista il fatto di non poter guidare un'auto se non si hanno 18 anni.

E non mi si venga a dire che poi tanto nessuno pagherà multe e nessuno farà rispettare la norma, 'chè allora se questo è l'approccio ci meritiamo proprio di vivere nella repubblica delle banane.

 

 

E' una notizia che mi ha sorpreso. Io credevo gia' fosse vietato vendere alcol ai minori di 16 anni ma evidentemente mi sbagliavo. Qualcuno sa quale e' la normativa a livello nazionale? Non posso credere che ci fosse un vuoto legislativo.

Ad ogni modo vietare la vendita ai minori non serve a nulla. Vedi l'esempio americano. Nel caso in questione, poi, si aumenta soltanto il rischio di drink&drive perche' aumentera' il numero di giovani che andra' fuori citta' per bere.

è degna di lode

ma se si vieta ai minori di 16y di bere alcol perchè non si saprebbero gestire in quanto minorenni come si fa invece ad imporre loro delle multe per cose di cui comunque non sarebbero responsabili?

la moratti dice che il provvedimento è fatto per non lasciare sole le famiglie. ripeto: l'unica compagnia che avranno le famiglie sarà la multa da pagare. se proprio si vuole bisognerebbe controllare maggiormente i venditori di alcolici imponendo loro di chiedere la carta d'identità pena, a voler esagerare, il ritiro temporaneo della licenza ecc ecc

ma così si toccherebbero troppi interessi...

 

Non ho capito come si passa da

se si vieta ai minori di 16y di bere alcol perchè non si saprebbero gestire

a

come si fa invece ad imporre loro delle multe per cose di cui comunque non sarebbero responsabili

Cioé, proprio perché non si sa gestire ("quanti vodkaredbull posso tenere prima di arrivare al coma etilico?") lo multo a prescindere, che sia il primo bicchiere o il ventunesimo. Certo che a me quello dell'alcol non pare questo problemone, mi pare molto più seria la questione dei minorenni che tirano di coca o si fanno ogni weekend di extasy; non voglio fare quello che sminuisce gli effetti del consumo di alcol ma visto che corre l'anno 2009 mi pare un po' fuori dal tempo...

Ci sono alcune cose che mi interessano.

1) io sono contro il proibizionismo, per definizione. Si possono avere rapporti sessuali a 16 anni, si può avere lo scooter...secondo me se uno vuole deve anche poter bere...ovviamente, alla prima cazzata (incidenti stradali, violenza privata o schiamazzi) deve esserci il golgota. Però sarebbe curioso capire cosa provocano le politiche proibizioniste nei giovani. E' davvero così scontato dire che se si proibisce allora si incentiva? Non ci sono dati? Comunque su ubriachezza e uso dei dati, in Italia c'è una querelle vecchia...

2) ma è vero che nei paesi anglosassoni si beve con molto più smodatamente che nei paesi latini (francia e italia)?...Severgnini ci ha scritto un sacco su questa differenza di "stile"...ha paragonato i sabato sera irlandesi o inglesi a quelli italiani, descrivendo sempre i primi come completamente privi di limiti.

Anche a me interessano molto le due domande di Marco. Se qualcuno ha dei riferimenti...

E sono d'accordo con Michele B - anche io, e i miei coetanei (mezza generazione dopo Michele) bevevamo tranquillamente acqua e vino in famiglia dai 10 anni in poi, la birra con gli amici in pizzeria, ecc. Pienamente d'accordo sulla tesi e gli aneddoti. Ma i dati? Se non vado errato ad esempio, i tassi di alcolismo e cirrosi epatica in Veneto e Friuli non sono niente male. Insomma, sarebbe interessante studiarla per bene, sta cosa.

Lascio ad altri la discussione sui costi e benefici della proibizione di vendita alcolici ai minori; non ho dati e non ho teorie. Ho al massimo qualche evidenza aneddotica, che va nella direzione di quanto detto da Michele, Giorgio e altri. Se davvero il quattordicenne che va in pizzeria e beve una birra con gli amici è un soggetto a rischio, allora direi che possiamo tutti autocongratularci per averla scampata bella.

Il post è nato perché le affermazioni della Moratti sul consumo di alcool tra gli undicenni semplicemente non passavano lo smell test. L'idea che un terzo degli undicenni milanesi sia in preda a problemi alcolici è francamente qualcosa che non si accorda minimamente né con l'osservazione casuale né con il buon senso. Dopotutto, il gusto per l'alcool nella maggior parte dei casi si acquisisce almeno con l'adolescenza. Mi sono quindi chiesto: vuoi vedere che la Moratti ha parlato a vanvera? Se non lo ha fatto, attendo evidenza. Al momento, grazie ai contributi di Giorgio e Vincenzo sono ancor più convinto che la Moratti abbia sparato numeri a caso. A quanto pare,

1) Ha confuso gli undicenni con la fascia di età 11-15 anni. Si tratta, se capisco bene, di cinque classi di età. Assumendo che siano ugualmente numerose, il 40% sono 14enni e 15enni. Se si comportano tutti come ci comportavamo noi, uscendo qualche sabato sera con gli amici a mangiar la pizza e bevendo una birra, questo da solo spiegherebbe il 34% ''con problemi alcolici'' che appare nelle statistiche.

2) Il termine ''problemi di alcolici'' era decisamente quello che puzzava di più, data la sua genericità. Ora sembra che avere problemi alcolici significa aver bevuto una volta in un anno. Se veramente quel dato è relativo agli 11-15enni che hanno bevuto alcool almeno una volta nel 2008, mi sembra troppo basso. Voglio dire, a 13 anni non si partecipa a un brindisi con spumante a un pranzo in famiglia? Oppure non si beve il bicchierino di vin santo a Natale? È tutta qui la causa di allarme?

Perché accanirsi tanto su una questione tutto sommato marginale? Per due ragioni.

1) Perché mostra, per l'ennesima volta, la leggerezza con cui si prendono decisioni pubbliche in Italia. Riporto la frase della Moratti:

A Milano il 34% dei ragazzi di 11 anni hanno già avuto problemi di alcolici. Pensiamo che questa ordinanza vada ad arginare questo fenomeno.

 

Beh, il fenomeno da arginare, da quel che capisco, è inesistente. O forse esiste, ma se esiste va documentato con dati diversi da quelli citati dalla Moratti. La quale, oltre a documentare l'esistenza del fenomeno, farebbe anche bene a spiegare quali ragioni, teoriche ed empiriche, la inducono a pensare che il rimedio proposto sia efficace. Invece no. Si starnazza un numero che è incredibilmente dubbioso, si imbroglia un po' con le parole (per cui la birra il sabato sera diventa ''problemi di alcolici'') e si procede. A quel punto tutti applaudono il rigore del provvedimento e lo imitano.

2) Perché mostra l'inettitudine della nostra stampa. Di nuovo, la vicenda in se è una cosa minore, ma è veramente emblematica. Ma veramente a nessuno è parsa strana quella enorme percentuale di alcolizzati tra gli 11enni? E a nessuno è venuto in mente, che so, di chiamare la Moratti per chiederle dove li aveva presi, quei dati? Forse non ho letto abbastanza, ma io non ho visto niente. Qualche polemica un po' imbecille, un titolino (che non trovo più) del corriere in cui ''i giovani'' dichiarano che berranno lo stesso (il giornalista li ha sicuramente intervistati tutti, ''i giovani''). Tutto qua. Lo ripeto a costo di fare la figura del vecchio brontolone: compito della stampa è stanare le idiozie e le falsità di politici, banchieri, imprenditori e professori universitari, per esporli opportunamente al pubblico ludibrio. Questo serve in primis a dare a questi soggetti gli incentivi giusti a non dirle, le idiozie, e a prendere decisioni basate su dati seri e non sulle voci sentite durante il sonno.

Se si comportano tutti come ci comportavamo noi, uscendo qualche sabato sera con gli amici a mangiar la pizza e bevendo una birra

ho il sospetto che questo non avvenga esattamente sempre e che alcune cose siano cambiate. ma poi non metto in dubbio nessuna evidente evidenza aneddotica eh

Ue', piano con l'ironia! Sia Sandro, che Michele, che io abbiamo detto che si tratta, per l'appunto, di ANEDDOTI. E mi pare che abbiamo tutti sollevato la domanda "cosa dicono I DATI, su consumo di bevande alcoliche fra i giovanissimi, sui tassi di alcolismo, su effetti del probizionismo, su relazione fra consumo di alcolici da ragazzini e consumo da adulti, ecc ecc.?"

O forse non ho colto il senso del tuo commento. Ma per favore, cerchiamo di non fare chiacchere da bar.

il problema secondo me è che con quei dati non si può fare altro.
le dichiarazioni della moratti sono stati confuse e poco appropriate, ammettiamolo, ma il problema dell'alcolismo di massa anche tra i giovanissimi esiste ed è riscontrabile nei luoghi dove l'alcol viene venduto in grandi quantità: bar, supermercati e discoteche, non certo nei luoghi in cui l'alcol non viene consumato o dove al massimo si arriva alla birra ed al bicchierino di vodka (es: pizzeria). ecco perchè i DATI, da questo punto di vista, non sono poi così tanto utili. alla fine non ho trovato poi quale sia stato esattamente il metodo di approccio e di intervista a famiglie e adolescenti (dove devo guardare? può essere che non l'abbia trovato io). e possibile che, al di là dello smell test, le rilevazioni ottenute attraverso le interviste siano sistematicamente errate o almeno con un'alta percentuale di risposte false o parziali?

Il problema è che se si affrontano i problemi con conoscenze scarse o nulle, non si risolve un bel niente...Sandro credo che volesse mettere il dito proprio nella piaga purulenta del modo nostro italiano di affrontare i problemi: si parte dalla posizione di principio, ideologicamente connotata; si continua con qualche cifra pasticciata buona solo per rinserrare le fila degli  iddioti di stretta osservanza del proprio giro; si prosegue con interviste in Tivvù, si monta il caso che da politico diventa di costume (interviste ai ggiovvani all'uscita dei luoghi considerati di perdizione); passaggio finale di preti-educatori-letteronze televisive sulla crisi dei valori e sul crepuscolo inesorabile del concetto di dovere fra gli imberbi; segue approvazione finale della norma e chiarificazione dell'impossibilità ad applicarla seriamente....fino alla prossima "misura" da discutere con gli stessi presupposti.

Scusate, ma tutto questo can-can per una ordinanza comunale che non va molto oltre ad una legge che esiste già da anni (dalle mie parti tutti i locali espongono la scritta "non si servono alcolici ai minori di 16 anni"): direttamente dal Codice Penale l'articolo 689...

Lasciando perdere la sostanziale differenza tra somministrazione e vendita non colgo la ragione di questo acceso dibattito tra i giornali e i siti internet sul cosiddetto "proibizionismo", dimenticando la norma del CP che annullerebbe tutto questo (mi ripeto) can-can.

eccolo qui

L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità, è punito con l'arresto fino a un anno.

Se dal fatto deriva l'ubriachezza, la pena è aumentata

la condanna importa la sospensione dall'esercizio

Non ho trovato il testo dell'ordinanza, però secondo il riassunto che ne fa adnkronos, le novità  rispetto all'articolo 689 c.p. sta nella multa per il consumo, comminata direttamente al minore. Ossia, se hai 15 anni e ti azzardi in una notte d'estate al parco sempione a berti una birra, stai attento a non farti vedere dal vigile. Se ti vede, ti partono 500 euro. 450 se paghi subito, ma non so quanti quindicenni vadano in giro con tutti quei soldi in tasca. Magari quelli che conosce la Moratti.

 

Ma se la situazione è questa non "conviene" farsi di extasy? C'è una multa di 500 eurini anche per quello?

Non conosco molti adolescenti ma cercando goffamente di immedesimarmi direi:

"pre Moratti - la droga è un reato, l'alcool no, mi faccio un paio di Moitos; post Moratti - la droga e l'alcool sono entrambi reati, allora mi calo qualche pasticca, che da anche meno nell'occhio"

Grazie Sabino ma, sia tu che Mattia Trevisan, mi scuserete se faccio notare che il CP in questo caso è irrilevante. Il divieto di somministrazione di alcolici a minori di 16 contemplato dall'art. 689 CP si applica solo a

L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande [..]

mentre la delibera del sindaco Moratti (leggere con attenzione dichiarazioni e spiegazioni) vale per tutti, compresi papà e mamma (suppongo e temo) ma anche, e soprattutto, amici d'età maggiore, organizzatori di feste anche private, e via elencando. Insomma, il tutto ha a che fare con il fatto, probabilmente, che anche a Milano ed altrove in Italia si starà diffondendo la pratica del botellon.

Nel botellon (che, sia chiaro, io trovo francamente fastidioso per non dire disgustoso, ma questa è una valutazione del tutto personale ...) quelli di maggiore età comprano l'alcol, i minori comprano le bibite analcoliche e poi si fa il mixing a tarda notte raccontandosi cretinate e rompendo le palle ai vicini. Pratica incivile e da dissuadere? Certamente. Proibendo in manierà così drastica, plateale, ed ovviamente aperta a tutti i tipi di abuso, qualsiasi consumo di alcol da parte di minori di 16 anni? Direi di no. Se poi, invece di dare dati inventati, il sindaco Moratti avesse semplicemente detto che il botellon notturno sta cominciando a rompere le balle ai milanesi per bene e che intendono fermarlo, avrebbe avuto tutto il mio sostegno.

P.S. Ovviamente è possibile che i dati ISTAT siano parziali e sottostimino il fenomeno dell'alcolismo fra i dodicenni che, magari, a Milano è una piaga sociale che sta distruggendo la gioventù bruciando loro fegato e, soprattutto, cervello. Nel qual caso, ovviamente, mi domanderei anzitutto che cosa sia successo alla santa ed apostolica famiglia italiana ed ai suoi saldi valori, ma quello è un altro discorso. Tutto è possibile ... anche l'improbabile.

A me sembra solo che, come già evidenziato da Sandro Brusco, la Moratti abbia sparato numeri a caso (è possibile sostituire la S con due ZZ-)) e poi via con il circo evidenziato da SB.

Penso quindi che Milano costituisca l'esperimento per limitare sempre di più gli spazi di libertà, perchè anche sbronzarsi a 15-16 anni costituisce una libertà, chi non l'ha mai fatto alzi la mano.

Il nodo centrale è questo: fino a che punto è una misura di "prevenzione della cirrosi epatica" e non invece un inizio di proibizionismo morale su tutto ? Chiusura degli spazi (molestano gli abitanti), proibizionismo, fra un pò si inventeranno qualcos'altro e poco a poco si scivola nel "fascismo dolce".

Infine una nota sull'italicità del provvedimento: a 14 anni non posso avere la Carta d'Identità, mi ferma uno sghisa e non posso produrre i documenti, per il tipo di "reato" (?) è prevista solo una multa, quindi lo sghisa non mi può trattenere e portare al comando per accertamenti, se lo fa rischia  a sua volta l'abuso, insomma il solito casino all'italiana inapplicabile. A meno che le ronde...

Infine accetto scommesse sul fatto che da qui a poco troveranno almeno tre sedicenni ubriachi, che saranno multati e la notizia sarà in prima pagina su tutti i giornali. E' l'Italia...

Non è costume italiano indicare le fonti dei dati che si citano. Basta l'Ipse dizit come dimostra un presidente del consiglio che in TV contesta i dati del Governatore Draghi. Ammesso comunque che il problema esista, la soluzione è della stessa risma delle miriadi di altri divieti improvvidi che ogni sindaco in fregola di visibilità mediatica si inventa. Tra poco qualuno si ricorderà del 'capofabbricato' dei bei (per loro) tempi andati per controllare i condomini.

In senso generale questo come altri ridicoli divieti tanto simili alle grida di manzoniana memoria, dimostrano che costoro di responsabilità individuale, di responsabilità della famiglia, di controllo sociale sono nemici. Come ogni statalista nostalgico di Stato etico. Per tutti ad eccezione di qualcuno.

luigi zoppoli

Comunque notasi che in un Paese fondato sulla Quasi-Dittatura dell'Individuo come la Gran Bretagna si rifiuta la Solidarietà ad un alcolista. Fossimo stati nella Cattolica Italia, penso che la Solidarietà ci sarebbe stata.

RR

 

Credo anche io. Il che nel lungo periodo porterebbe tutti gli alcolisti in Italia e i sobri in UK, no?

"LE LISTE- In Inghilterra quasi 8 mila persone stanno aspettando un trapianto. E 259 di queste proprio un fegato. Lo scorso anno 400 pazienti sono morti in lista d'attesa."

Leggendo l'articolo fino in fondo ci si scandalizza meno della perfida Albione. Se ho cinque pazienti in lista d'attesa e un solo fegato, lo trapianto a chi mi da maggiori possibilità di successo, ovvero quello che ha smesso di bere, e non al nipote dell'assessore.

Scusate l'off-topic, ma io proporrei a quelli pizzicati a guidare in stato d'ebbrezza il condono della multa (per una sola volta) in cambio di un consenso irrevocabile alla donazione degli organi. Credo che in pratica non lo farebbe nessuno, peró forse qualcuno rifletterebbe.

Mi sono ricordato delle pesanti critiche piovute su George Best quando nel 2003 fu sorpreso a bere in un pub, a meno di un anno dal trapianto di fegato. Tutti sappiamo quanto fosse bravo (e bello), forse pochi hanno visto le sue ultime foto e sentito le sue ultime parole: "Don't die like me" 

  

In UK si puo' morire a 22 anni di cirrosi epatica.

Gli era stato rifiutato il trapianto di fegato, in quanto forte bevitore, che non avveva smesso negli ultimi sei mesi. La diagnosi solo 10 settimane fa.

In questi casi penso che i genitori debbano avere qualche responsabilità.

Francesco

Risparmiamoci gli scandalismi a base di aneddoti più o meno eclatanti, conditi di foto da Corriere della Sera, please.

Nel mondo c'è di tutto ed anche il suo contrario: ogni popolazione ha le sue code, più gente c'è più le code si allungano da entrambi i lati. Scommetto che c'è anche quello che muore di cirrosi ed è completamente astemio ed il suo opposto (quello che beve tutta la vita ed ha il fegato come nuovo).

Eviterei di trarre conclusioni di QUALUNQUE tipo da episodi come quello di Best o dell'undicenne con la cirrosi.

 

Scommessa vinta: http://it.wikipedia.org/wiki/Cirrosi_epatica

Adesso che la vaccinazione contro l'epaite B è obbligatoria da una quindicina d'anni questi casi dovrebbero essere molto più rari.

senza per questo voler incoraggiare l'abuso di alcool o trascurare la prevenzione dell'alcolismo.

La foto non serviva a fare del sensazionalismo tipo Novella 2000. Indipendentemente del fatto che ettolitri di birra siano la causa della cirrosi, e' innegaible che l'alcol sia la causa di grossi problemi di salute, sociali e familiari. Prima che morisse, la piu' nota frase di Best era "I spent a lot of my money on booze, birds (women) and fast cars -- the rest I just squandered". Mi sembrava degno di nota che lui stesso si sia voluto far fotografare in punto di morte per mandare un messaggio diverso ai giovani.

Io vorrei dire una cosa, visto che è saltato fuori il tema della cosiddetta "pubblicità progresso" riferita a condotte igieniche (nel senso più lato) che hanno poi esiti fatali per chi le pratica.

Alcuni paesi, al solito, sono più avanti di noi nel modo che hanno di pubblicizzare i rischi di alcune condotte, come appunto il fumo.

Guardate questa campagna del governo Australiano: è roba incredibile; per non parlare di quest'altro: è scandaloso...tutti i piccoli spot sono chiaramente influenzati dall'estetica e dal montaggio tipico del film horror: non sto scherzando, sono volutamente splatter, indugiano sul materiale organico (grumi di sangue e frattaglie) come solo si fa nei film horror, che peraltro piacciono parecchio proprio ai più giovani. Cosa voglio dire? Voglio dire che queste forme di pubblicità progresso che sembrano fatte apposta per colpire chi le guarda forse non sono così adatte perchè esasperano gli effetti probabili di certe condotte, rispetto alle quali chi è giovane si sente esonerato, o perchè ancora non si pone certi problemi o perchè percepisce un livello di pericolosità che è di molto inferiore rispetto a quella pubblicizzata. Io non so come si dovrebbero fare, queste benedette pubblicità progresso, né se devono essere fatte del tutto...quello che dico è che adottano un estetica horror che non colpisce parecchio, sopratutto i più giovani che di roba così ne vedono a sacchi; e soprattutto inducono una falsa percezione del rischio...perchè uno si fuma solo una sigaretta e non ha quei problemi gravissimi che gli minacciano se continua a fumare. Anche le pubblicità contro la droga sono una cosa inguardabile...ma un ragazzino che si fa una canna, vede queste cose e dovrebbe essere terrorizzato...poi invece magari, perchè le cose vanno diversamente, si fuma una canna e mica diventa uno zombie! E allora tutto il messaggio è sballato, perchè si dice: "la droga fa male", mentre in realtà, almeno all'inizio uno prova un benessere...e invece no, sempre questa estetica horror; questa foga tutta emotiva e splatter...spero si capisca cosa voglio dire.

ma non lo sai che dalle canne si passa ai cannoni, poi si entra a S. Patrignano e ci si buttano dentro, noi o lo stato, un sacco di soldi, poi magari prima o poi si entrerà in carcere come negli usa e si contribuirà al rilancio dell'edilizia (carceraria).

Hai ragione. Gli spot che linki sono inguardabili. La foto di George Best a mio parere non lo e'. La sua decisione di farsi fotografare sul letto dell'ospedale pochi giorni prima di morire non credo voglia terrorizzare nessuno. Ripeto. Io ci vedo solo la speranza che tale foto faccia riflettere i giovani sugli effetti spesso devastanti che l'abuso di alcol comporta (si chiamino cirrosi, incidenti stradali, violenza domestica, risse negli stadi, ....). Il messaggio e' credibile perche' viene da un uomo, idolo di migliaia di giovani, che aveva fatto dell'abuso di alcol motivo di vanto.    

Senza voler rispondere alla domanda centrale posta da Sandro, dal momento che la superficialità della comunicazione relativa ai dati disponibili non sembra discutibile, io noterei anche l'apprezzamento che riscuote la proibizione in qualità di strumento per risolvere un problema. A prescindere dagl'incerti risultati di un tale approccio, a me pare che esso (molto spesso, tra l'altro, caratterizzato da forti connotazioni etiche) sia ben correlato con il grande valore politico che ha sempre l'effetto annuncio, tanto che le risposte dei decisori - qualunque sia l'argomento – vanno costantemente nella direzione di nuove regole più restrittive, mai cercando, invece, di rendere efficaci i controlli. Un caso eclatante ed in tema con la questione qui sollevata, preso dalle modifiche al codice della strada in approvazione, riguarda il divieto assoluto di assumere alcool per i neo-patentati ed i guidatori professionali, che si scontra con la notoria scarsità di controlli sulle strade. Regole ferree, dunque, che poi nessuno fa rispettare, quando il semplice buon senso dovrebbe consigliare di avere norme che sia possibile (e logico, nella comune percezione ….) seguire e facile verificare.

il divieto assoluto di assumere alcool per i neo-patentati ed i guidatori professionali, che si scontra con la notoria scarsità di controlli sulle strade.

Fai benissimo a sottolinearlo, Franco.  Si tratta dell'ennesimo esempio di "leggi draconiane temperate dalla generale inosservanza" dei tempi di Goethe.  Gli esponenti di centro destra dovrebbero rifletterci, ammesso ne siano capaci.  Ma temo che le strutture stesse, l'essenza stessa dello Stato italiano semplicemente non siano compatibili con un enforcement della legge di livello civile nord-europeo.  In Italia vige la tradizione di impiegare la legge per esercitare il potere e acquisire il consenso molto piu' che per fornire un servizio ed un'utilita' ai cittadini.

insomma siamo alle solite. se ti beccano sei fottuto ma hai ragionevoli possibilità di non essere mai fermato. io ho fatto il pendolare per anni facendo centinaia di km al giorno in autostrade e tangenziali e non sono MAI stato fermato per un controllo, mattina, giorno, sera o notte che fosse. autovelox costantemente inattivi, mancanza di volanti...

Il consumo di alcool in Italia non è molto diverso dagli USA, è maggiore che in Canada e inferiore a Spagna, Portogallo e Inghilterra. Insomma, non si possono fare associazioni tra la ns. cultura più o meno latina vs quella anglosassone.
(ldati OMS http://apps.who.int/whosis/database/core/core_select_process.cfm?strISO3_select=ALL&strIndicator_select=AlcoholConsumption&intYear_select=latest&language=english)
Per quanto riguarda il binge drinking (cioè, l’ubriacatura rapida) tra gli adolescenti, gli americani stanno messi più o meno come alcuni paesi europei, e peggio di altri. Insomma, se per noi gli americani bevono troppo, noi beviamo troppo (http://www.newsweek.com/id/33729/output/print).
 
Quindi beviamo troppo. E siccome l’alcohol è un fattore di rischio per numerose malattie e basta uno solo per strada con un mezzo bicchiere di bianco di troppo nelle vene per sterminare una famiglia in auto (i morti italiani su strada sono come se si schiantasse un aereo di linea ogni settimana, anche se non tutti a causa del vino bianco), mi pare sia giusto preoccuparsi. Gli studi epidemiologici dicono una cosa chiara: prima un giovane  inizia a bere, più elevato il rischio di abuso.
 
Tenuto conto che dal lato dell’offerta, i gggiovani sono bombardati continuamente da messaggi che incoraggiano all’uso di alcohol omettendone i rischi e le conseguenze (sia al cinema che con gli spot televisivi), allora non mi pare scandaloso l’uso di campagne pubblicitarie che enfatizzano i rischi e le conseguenze dell’alcohol o del tabacco magari utilizzando espedienti truculenti. 
 
Che poi del problema se ne debba prendere carico un sindaco, che spara anche numeri a caso, dimostra solo che nessuno ha avuto voglia  e tempo per pensarci seriamente.     

Buongiorno a tutti,
scrivo per segnalare una risorsa che credo porebbe risultare utile per comprendere un po' meglio il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani.

Durante gli anni dell'università, ho lavorato per un centro della Regione Veneto che si occupa tra le altre cose di ricerca in ambito di salute pubblica. Tra gli studi internazionali a cui aderisce c'è HBSC (Health Behaviour in Schoo-Aged Children), che ha lo scopo di esaminare gli stili di vita dei giovani in età scolare (11, 13, 15 anni). Tra le tematiche analizzate c'è naturalmente anche il consumo di alcol.

Lo studio fa riferimento alla zona grografica del Veneto, ma ai fini di questo post immagino che i dati possano comunque risultare utili.

I link dell'ultima pubblicazione è questo: http://www.crrps.org/?i=visualizzanews&ids=64&idn=153 . La sezione sull'alcol è il capitolo 7.

Che ne pensate?

Michele

Vorrei solo dire che il 98% dei politici italiani non cita le fonti delle statistiche che ci propinano.

PS: il 73% degli articoli di NfA è contro la maggioranza.

Vorrei solo dire che il 98% dei politici italiani non cita le fonti delle statistiche che ci propinano.

PS: il 73% degli articoli di NfA è contro la maggioranza.

Chi lo dice questo?

 

citano citano. se qualcuno ha tempo da perdere può ascoltare dal 27' al 28'  qui un fantastico duetto moratti-red ronnie (chi si ricorda costui?). altro che pallose ricerche e statistiche...

PS: il 73% degli articoli di NfA è contro la maggioranza.

Probabile, molto probabile (non ho fatto il conto e prendo la tua statistica come vera: mi sembra ragionevole). Ma, scommetto, questo era vero anche 2 anni fa, quando la "maggioranza" era quell'altra: anche allora il 73% (o più) dei nostri articoli era contro le demenzialità del governo Prodi.

Questo conferma che "destra o sinistra, per noi pari sono", cosa di cui io personalmente vado fiero e gli altri cinque sderenati credo concordino.

La ragione è semplice: sgovernano malissimo, o non governano del tutto, entrambi! Noi vogliamo bene agli italiani, non all'Italia simbolica. Dell'Italia simbolica mi frega un pepino, degli italiani un pelino di più!

:-)

 

Correct.

Poi, probabilmente, il già prevalente tono antigovernativo - nel senso della doverosa e talvolta, forse, anche estrema critica al governo in carica, qualunque esso sia al momento - attrae lettori e commentatori che in quella posizione si riconoscono, magari anche per ragioni ideologiche.

Notoriamente, infatti, un gran numero di persone ama sentirsi dire ciò che già pensa ..... :-)

Così, tale caratterizzazione potrebbe accentuarsi.

Scusatemi.Credo di aver generato confusione dove volevo far sorridere.

La mia voleva solo essere una battuta.

Sia sui politici, sia sui contenuti del di nFA (che fra parentesi trovo molto interessante e ben fatti. E assolutamente non "schierati") non ho ne fonti ne dati statistici reali.

Scherzavo!

Davide

La mia voleva solo essere una battuta.

Eh, va ben, dai ... pasa nada!

segnalo che una risposta alla domanda posta da Brusco si può trovare nell'articolo di Persico sul lavoce.info

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001220.html

Quale risposta a quale domanda?

Brusco si domandava da dove Moratti attingesse i dati sul consumo di alcolici degli undicenni milanesi. Persico si pone la stessa domanda e prova a darsi una risposta, che copio qui sotto.

"(....)Il sindaco non ha rivelato la fonte del dato, quindi verificarlo è difficile. Una veloce ricerca però consente di indovinare. Nella stessa intervista, infatti, Letizia Moratti ha dichiarato che “in Italia i giovani minori che bevono sono oltre 750mila.” La stima di 750mila coincide con il numero dei minori “a rischio” secondo le stime dell’Osservatorio nazionale alcol. (2) Si noti che questa stima è basata sulla “definizione Iss” di minori a rischio, per cui qualsiasi persona di età inferiore a 15 anni che consumi alcolici in qualsiasi quantità è definita “a rischio.” Se la definizione di “rischio” usata da Letizia Moratti è quella Iss, l’unica cosa che vuol dire è che il 34 per cento degli undicenni di Milano hanno assaggiato l’alcol."

quindi parrebbe che il sindaco alludesse al fernet assaggiato dall'armadietto degli alcolici

 

Esatto, grazie Lorenzo. Segnalo che la risposta a questa domanda era arrivata anche nei commenti al post, vedi Giorgio Gilestro e Vincenzo Caponi. In realtà, da quel che dice Vincenzo, il 34% di assaggiatori di Fernet sembra riferirsi alla fascia di età 11-15 anni, piuttosto che ai soli 11enni come dice Persico.

Yup ... Grazie Lorenzo, e grazie Sandro.

:-)

Eppure...

letizia ferro 27/7/2009 - 16:58

...la situazione, anche non considerando i dati citati dalla Moratti, non sembra delle migliori. Pare che negli ultimi 5-6 anni la familiarità dei ragazzi giovani con l'alcool sia di molto aumentata. Mi raccontava un'insegnante di un liceo di una provincia del nord che i ragazzi entrano in classe al mattino con già una canna all'attivo, e nell'intervallo sostituiscono volentieri il succo di frutta dei miei tempi (15 anni fa) con un bicerin di superalcolico.

La cosa che mi faceva notare non è tanto il movimento verso un sempre maggior consumo di tabacco o alcool (che ha accompagnato ogni generazione: la successiva beve e fuma sempre un pò più della precedente) quanto l'impennata della curva negli ultimi 5-6 anni.

L'impennata c'è stata anche nell'accorciamento delle gonne, nell'abbassamento dei pantaloni, e negli aborti.

Non sono dati ISTAT, ma temo che siano piuttosto affidabili e che, come dice Michele, quelli ISTAT sottostimino il fenomeno.

 

Scusa, quali dati hai a disposizione esattamente? Su Eurostat ho controllato alcohol e fumo e ho trovato solo dati relativi ad una survey del 2004 che indicava che i giovani italiani fumano e bevono (anche se sul bere dicono che i dati italiani non sono affidabili) meno dei coetanei dei maggiori paesi europei. Purtroppo non dice molto sul trend.

Per esempio: % Fumatori di piu' di 20 sigarette al giorno, da 15 a 24 anni, popolazione non attiva

DE 20.9 IE 23.3 GR 63.1 ES 12.4 FR 8 IT 13.7 UK 15.5

Sull'aborto il trend dell'ultimo decennio è in discesa, come spiegato da questo rapporto del ministero della salute (le tabelle sono qui, vedi la n. 4)

Nessuno! Non ho dati: niente statistiche, niente rilevazioni, interviste, estrazioni, niente.

Riportavo il racconto di un "osservatore umano", che ha a che fare con la stessa fascia di età (ragazzi del liceo, dai 13 ai 18 circa), da una trentina d'anni.

Non dimostra nulla, ma mi lascia il dubbio che le cose precipitino, a dispetto di statistiche e confronti con coetanei europei.

 

 

Grazie per la precisazione, contano anche le esperienze personali, certo. 

Al primo giorno di applicazione dell'ordinanza il bilancio complessivo è di zero multe. Secondo il Corriere l'applicazione dell'ordinanza ha richiesto il dispiegamento di 70 vigili, in attività fino alle 3 di notte, che hanno effettuato 100 controlli. Come impiego di risorse pubbliche direi che non è niente male.

Un singolo giorno è ovviamente troppo poco per giudicare, speriamo che nelle settimane e mesi successivi i media continuino a informare sul tema. L'assenza di multe è compatibile con due ipotesi: 1) il paventato problema non esisteva 2) il problema esisteva ma è bastato l'annuncio delle possibili sanzioni per farlo sparire.

Difficile discriminare tra le due ipotesi senza dati ulteriori. Ma se devo per forza dire quale delle due ritengo più sensata, osservo che in genere è molto difficile far sparire interamente un fenomeno al solo annunciare sanzioni. Non è che l'improvvisa imposizione di un limite di velocità elimina istantaneamente gli eccessi di velocità; in genere sono necessarie un bel po' di multe per far scomparire il fenomeno. 

Mi aspetterei che questo sia ancora più vero se il fenomeno in questione riguarda il comportamento di ragazzi sotto i 16 anni. Dopotutto in molti altri ambiti (abilità di firmare contratti, per esempio) diamo per scontato che tali ragazzi non abbiano raggiunto il livello di maturità e razionalità degli adulti. Siccome tale razionalità è necessaria per rispondere in modo, appunto, razionale al divieto, che proprio in questa occasione l'effetto sia così netto mi lascia qualche dubbio. Detto in parole più semplici, se veramente le strade erano piene di undicenni (o quindicenni) ubriaconi mi sorprende che tali undicenni (o quindicenni) siano diventati sobri di colpo senza manco aver visto un coetaneo multato. Mi pare più plausibile che gli undicenni ubriaconi fossero una bufala.

Comunque, aspettiamo maggiori dati e vediamo cosa succede.

Posso rincuorarti Sandro: tutto questo non è avvenuto invano.

Dai controlli svolti dalla polizia municipale, è emerso che i suoi genitori, separati, si trovavano entrambi in vacanza, per cui è è stato contattato lo zio, suo parente più vicino, al quale i vigili hanno affidato la minorenne. «La polizia municipale - ha spiegato De Corato - sta raccogliendo ulteriori elementi e valutando l’ipotesi di segnalare i genitori della ragazza per abbandono di minore alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale dei minori. È assurdo che a 14 anni ci si ritrovi a 100 chilometri da casa completamente ubriachi alle 4 del pomeriggio. Ed è solo grazie all’ordinanza del sindaco Moratti che la polizia municipale è potuta intervenire, salvando questa ragazza da incidenti ben peggiori che avrebbero potuto avere luogo visto il suo stato confusionale».

Mi piacerebbe chiedere a De Corato perchè l' eventuale accusa di abbandono di minore andrebbe rivolta ai genitori e non allo zio.Peraltro dissento anche sul fatto contestato: un giro a 100km da casa a 14 anni mi sembra perfettamente normale, l' ubriacatura un po' meno ma me ne preoccuperei seriamente solo se fosse un'abitudine.

In ogni caso sono convinto che il problema non esista (o meglio, che riguardi una frazione infima dei ragazzini) e che i controlli a tappeto dureranno al più un paio di settimane: 'ste campagne si fanno per i media, e l' articolo segnalato sopra potrebbe quasi bastare.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti