Il V2-Day: un doveroso supporto teorico

23 aprile 2008 andrea moro

Fra due giorni, Venerdì 25 Aprile, Beppe Grillo ed i suoi seguaci svolgeranno nelle piazze d'Italia il V2-Day, una giornata di protesta centrata sul settore dell'informazione. Grillo ha un'idea buona ogni quattro di strampalate, come abbiamo spesso affermato in questo sito. Questa volta tocca a quella buona: raccogliere le firme per tre referendum popolari i cui obiettivi sono del tutto condivisibili. Non solo, l'idea mi sembra più concreta e con finalità più facilmente realizzabili di quelle delle proposte di legge anti-casta del primo V-day. Purtroppo, dati il quasi assoluto silenzio della stampa ufficiale sull'iniziativa ed il minore impatto popolare delle questioni sollevate, temo che l'iniziativa avrà successo inferiore della precedente. Spero di sbagliarmi.

Il primo referendum riguarda l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria. In genere, si finanzia un settore produttivo quando esiste un bene collettivo che il mercato non riesce a fornire senza tali aiuti (anche in questo caso, non è detto che il finanziamento pubblico riesca a realizzare gli obiettivi originali, ma sorvoliamo).

Nel caso dell'editoria, l'idea diffusa è che il finanziamento pubblico, soprattutto verso certe testate minori, garantisca il pluralismo dell'informazione. Si ritiene cioé che esistano consistenti barriere all'entrata nel mercato editoriale (per esempio, la necessità di una tiratura minima per giustificare il costo di azionare le presse editoriali), e che tali barriere siano superabili solo con il finanziamento pubblico. La realtà è che le barriere all'entrata sono bassissime, e non solo perché oggi esiste internet; negli anni Settanta i gruppi extraparlamentari riuscivano a distribuire le loro idee deliranti usando i ciclostile, senza nessuna sovvenzione pubblica. Non solo, gran parte dei sovvenzionamenti all'editoria finanziano i giornali di partito. Sono letti da quattro gatti che non hanno nessun bisogno di essere sussidiati per leggere idee che gia' conoscono e condividono. Questi giornali vengono scritti e pubblicati da amici della casta stipendiati con i soldi di tutti (di tutti quelli che le tasse le pagano, voglio dire). Ma c'è di peggio: una buona fetta del finanziamento pubblico all'editoria (il 69%) avviene attraverso gli sconti postali, e viene elargita in gran parte ai maggiori editori. Per esempio, Mondadori, Il Sole 24 ore e Rcs si accaparrano da soli il 29% di questi sconti, che corrispondono ad un totale per questi tre editori di più di 50 milioni di euro. (cfr. un pagg 25 e seguenti di un interessante documento dell'antitrust segnalato tempo fa dal lettore altikkun).

Insomma, più che finanziare il pluralismo qui si elargiscono oboli ad alcuni amici, oltre che ai soliti potenti. E questo spiega il primo motivo dello scetticismo e disgusto con cui la stampa ufficiale sta trattando il V2-Day. Il secondo motivo è facilmente comprensibile leggendo il testo del secondo quesito proposto.

Il secondo referendum chiede l'abolizione dell'ordine dei giornalisti. Fra tutti gli ordini professionali, quello dei giornalisti è forse il più difficile da giustificare. La principale giustificazione "teorica" all'esistenza di un ordine professionale consiste nella funzione di certificazione, da parte dell'ordine della qualità del servizio o prodotto fornito. Tale funzione è maggiormente necessaria quanto più risulta difficile per i consumatori valutare la qualità del servizio acquistato. Per esempio, l'ordine dei medici ammette nei propri ranghi solamente dottori che ritiene qualificati, secondo criteri stabiliti internamente (titolo di studio, superamento dell'abilitazione, etc...), e questo serve a dare ai pazienti maggiore sicurezza sulla qualità delle cure ricevute, che, senza avere una laurea in medicina, è difficile da valutare.

Non mi è chiaro invece cosa dovrebbe certificare l'ordine dei giornalisti. La conoscenza dell'italiano? La capacità di raccogliere le fonti e di riportarle onestamente negli articoli dati alla stampa? Io credo che le qualità di scrittore e l'onestà intellettuale di un giornalista siano facilmente giudicabili da ciascun lettore attraverso la reputazione acquisita, nel tempo, valutando i suoi scritti ed il loro impatto. Abbiamo ormai imparato come diversi bloggers possano acquisire la reputazione di competenza e capacità informativa nel quasi totale anonimato, senza uno straccio di "certificazione". L'ordine dei giornalisti, come molti altri ordini professionali, serve più allo scopo di limitare l'entrata nel settore di potenziali scribacchini. Si noti che quando si riduce l'offerta di un prodotto, ne aumenta il prezzo: un costo per tutti (tranne che per i giornalisti).

Il pluralismo dell'informazione, dunque, non si ottiene elargendo sovvenzioni e limitando la possibilità di scrivere sui giornali a chi vuole farlo. Queste misure, oggetto delle proposte di abrogazione, sono l'esatto contrario del pluralismo, servendo a perpetuare l'oligopolio degli autori e l'oligopolio degli editori che da queste limitazioni al pluralismo trovano giovamento economico, a scapito della qualità e dell'economicità dell'informazione. Il pluralismo, piuttosto, si ottiene garantendo la concorrenza del settore. Questo l'oggetto del terzo referendum, che chiede l'abrogazione della legge Gasparri sulla concessione delle frequenze televisive. Questa legge di fatto avalla un duopolio televisivo (e cioé, ancora una volta, l'assenza di pluralismo), impedendo di fatto a chiunque di entrare efficacemente nel settore televisivo.

Non ho studiato bene la proposta, mi pare che l'intera abrogazione della legge creerebbe un vuoto legislativo che il governo dovrebbe immediatamente colmare, pena la totale anarchia delle frequenze; essendo il futuro presidente del consiglio direttamente coinvolto, ho seri dubbi sulla possibilità che qualcosa di buono possa risultare, qualsiasi sia l'esito del referendum, se venisse effettuato. Un serio riordinamento del settore televisivo dovrebbe affrontare la privatizzazione della RAI, che non credo sia facilmente realizzabile per via referendaria.

Comunque sia, tutte le tre proposte sono a mio parere condivisibili ed attuabili indipendentemente (e cioè anche se per qualche motivo la corte costituzionale dovesse bocciare uno dei referendum), e costituirebbero un passo in avanti. Si può argomentare sulla priorità data a questi puttosto che agli altri mille problemi che affliggono il nostro paese, ma non sulla validità dell'iniziativa.

39 commenti (espandi tutti)

Non ho simpatia per il Beppe Grillo "politico", perché spesso demagogico e troppo calato nella parte del vate. Ma se questi sono i referendum li condivido fino all'ultma virgola, e gli farò propaganda per come posso...

Piu' che vate direi che e' uno che sa farsi bene i suoi interessi.

Ancora una volta ripeto, io non e' che sia un gran fan del personaggio, ma l'articolo di Panorama che hai citato rivela una pochezza intellettuale da fare paura. Il giornalista rimprovera a grillo (1) di essere ricco (2) di far pagare i dvd del v-day, pur menzionando che l'offerta e' libera; (3) di usare il sito per pubblicizzare i suoi libri e dvd (4) di far pagare $12/mese a meetup.com per creare un gruppo di meetup, sollevando il dubbio che parte di questi soldi vadano a grillo; bastava andare sul sito e fare finta di creare un nuovo meetup per vedere che qualsiasi gruppo in qualsiasi argomento costa la stessa cifra, quindi il dubbio e' piuttosto non circostanziato.

L'unica cosa che veramente rimane di questo articolo con il pesante titolo "tutto il giro d'affari dell'antipolitica" e' che grillo con il blog ha aumentato gli spettatori e gli introiti dagli spettacoli raddoppiando il suo reddito da circa 2 a circa 4 milioni l'anno. Embe?

Embe non c'e' niente di male, Andrea. Tuttavia rimane il dubbio che tutta 'sta "cagnara" che fa serva principalmente al suo conto in banca.

Ad ogni modo devo aggiungere che lui e' fra quelli che predicano bene ma razzolano male -- e tenta pure di fare il "furbo" una volta beccato!

Non basterebbe scrivere "Grillo mi sta sul culo; quindi qualsiasi cosa faccia o dica io sono contro. Punto"?

Non servono nemmeno le ragioni, uno ti può stare sul culo per la voce stridula che ha (infatti, questo è il mio caso: la sua voce mi infastidisce e le sua battute mi sono sempre sembrate dementi) o per i capelli ricci, o per la pancia. Ed è persino legittimo sostenere che, quando uno ti sta antipatico è ragionevole opporsi a qualsiasi cosa dica. Non è il caso mio (Grillo non mi sta simpatico ed il 70% delle cose che dice sono fesserie da bar, ma LE PROPOSTE CHE SI DISCUTONO QUI LE APPROVO AL 101%), ma la realtà mi forza a riconosce che molti decidono la loro posizioni su importanti questioni sociali sulla base di simpatie istintive e del tutto "pre-frontal cortex": Alberto vota a favore del partito che propone il reddito minimo per tutti e dichiara che l'Alitalia è un grande "asset de Roma" ... perché lui è dell'Inter, t'immagini! Oramai accetto quasi tutto come possibile e persino legittimo. 

Accetto tutto questo, ok. Ma perché non dirlo? Perché inventarsi finti moralismi che non c'entrano? In questa storia gli articoli che tu stesso indichi provano che non c'è nemmeno il filo di un niente di immorale ed incoerente che si possa attribuire a Grillo! Nel caso specifico è tutta e pura polvere scandalistica sollevata da giornalisti di regime che, chiaramente, al signor Grillo, non vogliono bene! Perché, scusa, la riproponi come prova di una qualche incoerenza o duplicità morale del Grillo? Non capisco!

E visto che ci sono: valanghe di persone conducono campagne pubbliche su questioni d'alto valore sociale e, quando hanno successo, ne ricevono anche benefici privati! Cosa c'è di male? Io direi che è un bene, un grande e positivo aspetto delle società libere e di mercato: questo meccanismo (che si chiama "sales of complementary goods", per un'analisi tecnica vedi la sezione con lo stesso titolo in Boldrin&Levine "P.C.I.", in JofMonEcon, April 2008) permette la produzione privata di beni pubblici puri, la qual cosa ha alto e positivo valore sociale!

Insomma, Grillo, guadagnandoci, produce un bene pubblico e produce un bene pubblico perché ci guadagna.

Scegli la tua campagna preferita, su qualsiasi questione sociale: scoprirai che lo stesso meccanismo funziona lì. Da pagliacci come Padre Pio e Bono, sino a Ferrara che aumenta le vendite del Foglio inventandosi la battaglia contro l'aborto alla fashionable Naomi Klein che vende le sue apparizioni pubbliche ed i suoi libri che parlano degli incubi della sua mente, sino a quelli più seri e più degni, tipo Larry Lessig. Ti dirò di più: mi farebbe piacere sapere che il reddito di Grillo è passato da 2 a 20 milioni di euro annui: sarebbe un chiaro segnale che le sue campagne hanno più successo di quanto non abbiano!

Michele, in realta' la faccenda si puo' vedere da due punti di vista:

1 - Quello che fai notare tu (e qui non ci sarebbe nulla di male)

2 - Che lui dica/faccia quello che la gente vuole sentire (i.e. ricordo che qualche anno fa lui era ultra contrario a Internet, adesso ha cambiato idea)

Concordo su tutto, e aggiungo che va sicuramente a merito di Beppe Grillo l'evidente difficolta' che i giornalisti stipendiati da un suo avversario politico hanno incontrato per redigere questo screening approfondito quanto malevolo. Pur non apprezzando diverse affermazioni e una parte dello stile di BG, mi sembra che come cittadino sia sostanzialmente esemplare, oltre che molto migliore del politico italiano medio: nessun problema reale con la giustizia, nessuna societa' nei paradisi fiscali, residenza e dichiarazione dei redditi nel Belpaese delle tasse, riesce a far politica rimanendo un buon comico come i suoi guadagni confermano.

 

Alberto, proprio esemplare non mi sembra proprio. E' stato condannato per omicidio colposo

Qui sarebbe necessario sapere qualcosa di piu', ma omicidio colposo nel caso di un incidente stradale mortale significa che una violazione del codice stradale ("delitto" alquanto comune, specie in Italia) ha concorso a determinare un incidente mortale. Nella maggior parte di questi casi si tratta di violazioni veniali, comunque ripeto bisognerebbe saperne di piu'. Francamente sospetto che Panorama non abbia approfondito quale fosse la reale colpa di BG in quell'occasione perche' non c'era niente di rilevante su cui recriminare. Scommetto che se Grillo avesse determinato l'incidente guidando incocainato in contromano su una rampa d'accesso autostradale l'avremmo gia' saputo da molteplici fonti di proprieta' dei membri della Casta.

 

Qui sarebbe necessario sapere qualcosa di piu', ma omicidio colposo nel
caso di un incidente stradale mortale significa che una violazione del
codice stradale ("delitto" alquanto comune, specie in Italia) ha
concorso a determinare un incidente mortale.

A me Grillo non faceva ridere come comico, non lo stimo come persona e non mi convince come demagogo. Le sue campagne su internet sono coordinate dalla stessa societa' di consulenza (Casaleggio Associati) che segue Di Pietro e credo abbiano ben poco di spontaneo.

A quanto ricordo, l'incidente che lo vide protagonista avvenne in montagna, d'inverno, quando Grillo prese il suo Chevrolet Blazer (5700 cc?), carico' una famiglia di amici e si lancio' su per una strada sterrata e ghiacciata per andare a fare fuoristrada fino al Col di Tenda. Alcuni passeggeri, resisi conto dell'impraticabilita' della strada, scesero, mentre Grillo con altre 4 persone proseguirono fino ad un ruscelletto ghiacciato dove il guidatore perse il controllo del mezzo, ribaltandosi in una scarpata. Non credo che ci furono violazioni del codice della strada, se non che la strada era chiusa al traffico, ne' che altre vetture fossero coinvolte, solo un gigantesco fesso che non e' riuscito a governare un fuoristrada piu' grosso di lui mentre giocava a fare il fenomeno sulla neve con 4 persone a bordo.

Intendiamoci, ho anche io un fuoristrada, facevo gare di trial 4x4 ed andavo ad allenarmi anche con amici a bordo, non ci vedo nulla di male, una volta che tutti abbiano il casco, ci sia un roll bar adeguato e non ci si avventuri oltre i limiti del mezzo e delle proprie capacita'.

Da solo mi sono ribaltato in varie occasioni, ma da solo: prima facevo scendere i passeggeri (quando non si buttavano fuori da soli alla vista di quello che volevo fare) e comunque in zone dove non sarei finito in un precipizio (non ho mai smaniato per farmi male).

In africa, coi fuoristrada, per lavoro, ho dovuto fare cose che qui manco ci si puo' immaginare, ma mettere a rischio degli amici solo per gioco, no, su queste cose non io non posso scherzare o passarci sopra.

E chi causa un incidente mortale per gioco, per divertirsi a fare lo "sborone" con un macchinone che non sa governare, perde ai miei occhi ogni credibilita', perche' lo considero veramente un fesso.

A questo si aggiunge l'incidente con la barca: LINK

Evidentemente ama mettersi in situazioni che non e' in grado di gestire.

Quindi a me Grillo "sta sul culo" (cit Boldrin) per i motivi che ho esposto (se dico l'opinione esatta che ho su di lui finisce male).

Nonostante cio', l'idea che ai giornali debbano essere tagliati i fondi pubblici mi trova concorde. Solo che le firme che ha raccolto non servono a nulla, se non a fare parlare di lui. E allora mi vengono in mente sia l'intervista che rilascio' Dino Risi, che piu' o meno spiegava che probabilmente in realta' il comico non credeva neanche lui a quello che diceva, sia che c'e' un'agenzia che gli cura queste iniziative.

Per cui se si vuole fare un qualcosa di serio, ci sono, ma farmi pigliare per il naso da uno che non stimo assolutamente, proprio no.

 

Sinceramente che Grillo creda o meno nelle proprie iniziative non mi fa ne caldo ne freddo. E per la cronaca sta un po' sul culo anche a me, ancora di più dopo aver letto quanto sopra (che però imo lo qualifica come deficiente, non come criminale).

In ogni caso l' iniziativa mi sembra valida,se non fossi all' estero per lavoro sarei andato a firmare sicuramente.L' avrei fatto più volentieri se fossi sicuro che le firme sian valide, o se i banchetti li avesse organizzati NFA o magari Bonaga, ma sarebbe ancora più velleitario: il milione di firme che Grillo può realisticamente raccogliere in 24 ore pesa molto più delle poche migliaia che potremmo raccogliere noi, valide o meno che siano.

Tratto Grillo come un negoziante: se in tanti hanno merce analoga a condizioni paragonabili quello che mi sta sul culo non mi vede mai, ma se è nettamente migliore nel fornirmi quello che voglio vado da lui. 

MM, cosa fai? L'ufficio denigrazione individui pericolosi per il regime? Non capisco proprio ...

Ripeto: se ti sta sul culo, perché non lo dici e finisce lì?

Prima con il motoscafo anti-ecologico, poi, visto che la storia del motoscafo non è vera, con l'omicidio colposo che invece è un incidente stradale in cui ci ha rischiato la pelle pure lui. What's next? Ora lo accusi di dire le cose che la gente vuole sentire: ma ti sembra un'accusa? Fa il comico: vorresti che dicesse le cose che la gente NON vuole sentire? 

Perché, poi, passar tempo a discutere della sua vita privata? Mica è un politico, anzi ha promesso che non si candida e, contrariamente al signor VW, sembra mantenere la parola data. La sua vita privata è sua come la mia è mia. Se mi candido a capo di stato di mondo, fatemi pure le pulci, ma finché dico solo le mie opinioni non ho capito cosa c'entri la mia vita privata, quella di Grillo! Fra le immoralità di Grillo e quelle di un politico italiano qualsiasi, vince comunque Grillo a mani basse ma il punto è: CHISSENEFREGA?

Qui stiamo discutendo se abolire l'ordine dei giornalisti ed il finanziamento pubblico ai giornali è o meno una buona idea. Per Andrea lo è, ne ha spiegato i motivi. Per me pure, concordo con i suoi. Ne hai, di motivi, per dire che è una proposta sbagliata?

 

Nessuno ne ha di motivi perche' non esistono. Grillo ha assolutamente ragione. Tanto che nemmeno i quotidiani davanti alla mossa di grillo hanno nulla di sensato da ribattere se non "e' un comico". Son tutti bravi a rinunciare ai privilegi degli altri.

 

MM, cosa fai? L'ufficio denigrazione individui pericolosi per il regime? Non capisco proprio ...

No, non ancora ;). Per il momento leggo solo quello che scrivono i giornali. 

Ripeto: se ti sta sul culo, perché non lo dici e finisce lì?

Si', mi "sta sul culo", ed il motivo e' abbastanza semplice. Secondo me non si comporta piu' da comico, ma da predicatore (o "vate", come dice l'oste). However..

1 - Come ho gia' detto, predica bene ma razzola male

2 - E' come uno che spara al buio, qualche volta ci prende (come nel caso del finanziamento ai giornali), molto spesso fa cilecca (strillando, per giunta!)

 

Prima con il motoscafo anti-ecologico, poi, visto che la storia del motoscafo non è vera, con l'omicidio colposo che invece è un incidente stradale in cui ci ha rischiato la pelle pure lui. What's next?  

 

Michele, penso che le cose bisogna chiamarle con il proprio nome, ma sempre, non solo quando fa comodo. Condanna per omicidio colposo si chiama omicidio colposo, non "incidente stradale" come vuole farti credere lui! (vedi anche il commento di Gilberto) 

 

Perché, poi, passar tempo a discutere della sua vita privata? Mica è un politico, anzi ha promesso che non si candida e, contrariamente al signor VW, sembra mantenere la parola data. La sua vita privata è sua come la mia è mia. Se mi candido a capo di stato di mondo, fatemi pure le pulci, ma finché dico solo le mie opinioni non ho capito cosa c'entri la mia vita privata, quella di Grillo! 

 

 Scusa, ma perche' fai la distinzione fra politico e non? Lui fa il predicatore, e' un personaggio pubblico, quindi e' giusto che la gente veda, legga e giudichi.

 

Fra le immoralità di Grillo e quelle di un politico italiano qualsiasi, vince comunque Grillo a mani basse ma il punto è: CHISSENEFREGA? 

Ed infatti stiamo tutti a dire che i politici sono dei cialtroni. Ma questo non fa di Grillo un santo. 

Qui stiamo discutendo se abolire l'ordine dei giornalisti ed il finanziamento pubblico ai giornali è o meno una buona idea. Per Andrea lo è, ne ha spiegato i motivi. Per me pure, concordo con i suoi. Ne hai, di motivi, per dire che è una proposta sbagliata? 

 

No. Forse il mio post era off-topic, ma io non ho messo in discussione la proposta, ho messo in discussione Grillo.

 

Che senso ha annunciare una raccolta firme sapendo gia' che la validita' delle firme raccolte e' assai a rischio?

Non ho sotto mano i riferimenti normativi, ma ricordo, dai miei
trascorsi referendari, che nei periodi immediatamente precedenti e
successivi alle elezioni politiche non e' possibile indire referendum...

Ma magari ricordo male, d'altra parte sono passati una decina d'anni ormai... ;)

 

Ecco i riferimenti normativi. La disciplina dei referendum è regolata dalla Legge n. 352 del 25 maggio 1970. All'art. 31 tale legge afferma

Non può essere depositata richiesta di referendum
nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei
mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per
l'elezione di una delle Camere medesime.

Un articolo pubblicato sull'Unità di oggi fornisce dettagli ulteriori sulle date.

A regolare la materia è una legge del 1970 secondo la quale «non può
essere depositata richiesta di referendum nei 6 mesi successivi alla
data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle
due Camere». Visto che i comizi elettorali sono stati convocati con
decreto del presidente della repubblica il 6 febbraio, le firme
dovrebbero essere depositate solo a partire dall'8 agosto. Le norme
stabiliscono, inoltre, che per raccoglierle si ha tempo tre mesi a
partire dalla data di vidimazione del modulo: ed ecco allora che la
raccolta potrebbe partire al più presto dall'8 maggio. Quelle raccolte
nel giorno della Liberazione saranno nulle.

L'articolo è anche interessante per un'altra ragione. L'iniziativa di Grillo viene presentata sotto una luce sostanzialmente negativa. Il titolo dell'articolo è "Tre vaffa ai giornalisti: Grillo occupa il 25 aprile"; a costo di ripetere l'ovvio, i vaffa non sono per i giornalisti ma per leggi contrarie alla libertà di espressione, e il 25 aprile non si può "occupare". Al tempo stesso l'articolo si dimentica completamente di osservare che l'Unità è uno dei giornali che gode dei contributi all'editoria che Grillo vuole abrogare. Evidentemente questo conflitto di interessi non valeva la pena di essere menzionato.

A me sembra un altro esempio di come la classe dirigente del centrosinistra abbia abdicato alla sua funzione in cambio di qualche miserabile privilegio. Pur di portare a casa qualche soldarello per l'Unità si accetta una legge ignobile che oltretutto fornisce denaro a manetta a Il Giornale, Libero e Mondadori.

Certo che Grillo e' proprio un poco furbo. Ma i giuristi che lo hanno aiutato a stilare i quesiti da dove vengono?

Credo che la data del V2-Day fosse stata decisa prima dello scioglimento delle Camere. Certo che, alla luce del nuovo fatto, non sarebbe stata cattiva idea spostarlo a metà maggio. Almeno le firme servivano a qualcosa, così toccherà raccoglierle due volte.

Aspe'. Cosa gli impedisce di raccogliere le firme domani e depositarle fra un mese?

'azz, qua mi cogli impreparato. Non è che quando firmi bisogna mettere la data? E che se metti una data posteriore è falso in atto pubblico?

Le firme hanno scadenza? Se non hanno scadenza non vedo problema. Googlando ho trovato questo. Pare che depositeranno le firme ad ottobre.

Anche secondo me ci vuole la data. Se l'articolo che citi e' accurato, non mi sembra ci sia spazio per dubbi:

A regolare la materia è una legge del 1970 secondo la quale «non può essere depositata richiesta di referendum nei 6 mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle due Camere». Visto che i comizi elettorali sono stati convocati con decreto del presidente della repubblica il 6 febbraio, le firme dovrebbero essere DEPOSITATE solo a partire dall'8 agosto. Le norme stabiliscono, inoltre, che per raccoglierle si ha tempo tre mesi a partire dalla data di vidimazione del modulo: ed ecco allora che la RACCOLTA potrebbe partire al più presto dall'8 maggio. Quelle raccolte nel giorno della Liberazione saranno nulle.

per Grillo è ininfluente poter presentare le firme nei termini, anzi è meglio non farlo. Se riesce a raccoglierne più di 1.000.000 può parlare di vittoria e sentimento concorde del paese reale contro la casta politici/giornalisti, mentre se va la referendum e non raggiunge il quorum è una sconfitta certificata. I referendum abrogativi quasi mai hanno raggiunto il quorum e quando è successo hanno mantenuto la legge, con l'eccezione di quello sul finanziamento pubblico, subito eluso con una nuova legge

'I referendum abrogativi quasi mai hanno raggiunto il quorum e quando è
successo hanno mantenuto la legge, con l'eccezione di quello sul
finanziamento pubblico, subito eluso con una nuova legge'.

L' affermazione sopra citata è totalmente infondata: su circa 60 referendum la maggior parte hanno raggiunto il quorum (circa 40); di questi circa la metà hanno abrogato le leggi oggetto di referendum ( nucleare, leggi elettorali, finanziamento pubblico, ministero agricoltura, turismo ecc.). 

Non capisco inoltre il giudizioimplicitamente negativo sull' iniziativa di Grillo a prescindere dal merito; il politico Grillo non mi piace e non condivido il suo approccio ma questi referendum sono assolutamente condivisibili e da portare avanti per quanto possibile; l' ordine dei giornalisti serve solo a controllare i giornalisti e a fare lobby nei confronti dei politici; il finanziamento pubblico dei giornali è un privilegio incompatibile con una società libera e liberale; la legge Gasparri difende privilegi acquisiti nel tempo e non consente libera concorrenza.  

nessun giudizio si temi posti da Grillo, ma per me è evidente che fa più clamore un referendum rifiutato per motivi "formali" di uno presentato ed a rischio di vittoria o sconfitta. I referendum cui ti riferisci sono tutti nell'inizio della prassi referendaria, negli ultimi 15 anni (dall'andate al mare di craxiana memoria) se qualcuno è andato a buon fine si conta sulle dita di una mano. 

Non sono ancora d' accordo : i referendum svolti da 1991 ( prefernza unica) ad oggi sono andati a buon fine in misura significativa (14 su 42).

Solo negli ultimi 9 anni ha preso piede l' assenteismo nei referendum, spesso promosso da una parte dei partiti  per svuotare di  valenza politica i referendum stessi.

Spero che questi referendum proposti da Grillo si possano fare e raggiungano il quorum; in ogni caso  ritengo che servano a svegliare i partiti, soprattutto il PD perchè i grillini sono in gran parte di quell' area di riferimento, sui temi dell' 'antipolitica' prima che l' antipolitica travolga tutto.  

condivido anch´io l´articolo. Due anni fa ci fu un bel servizio su report sul finanziamento pubblico ai giornali, qui. Venne fuori che costava allítalico contribuente circa 600 milioni di euro...

Neanche tanto. Ne abbiamo buttati meta' ieri per l'Alitalia :)

infatti, ci avevo pensato anch'io, se non dessimo quei soldi ai giornali, potremmo dare anche gli altri 300 ad Alitalia, perchè è importante avere una compagnia di bandiera :-)

Dove

Siro Pillan 24/4/2008 - 10:03

Vi segnalo alcune notizie utili per chi volesse aderire, partecipare e/o firmare e, pensando alla maggior parte di voi, sottolineo che anche all'estero si può:

Il 25 aprile in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.

Localita italiane con orari

All'estero:
Amsterdam Van Baerlestraat 17.00 http://beppegrillo.meetup.com/434/messages/boards/thread/4540591
Dublino O'Connell Street dalle 4:30PM alle 8:30PM http://beppegrillo.meetup.com/418/boards/thread/4220521/30/
Londra 14, Three Kings Yard London 1:30 PM http://beppegrillo.meetup.com/619/calendar/7493525/
Madrid plaza 2 de mayo 18.00 http://beppegrillo.meetup.com/264/messages/boards/thread/4511842
New York bet' 43street e 44 street 11.00 http://beppegrillo.meetup.com/63/calendar/7585198/
San Francisco Colombus Street, North Beach 12:30 http://beppegrillo.meetup.com/382/calendar/7699845/
Parigi Parvis des droits de l'homme 16:00 http://beppegrillo.meetup.com/623/calendar/6631483/
Praga Hradcany 9.00 http://beppegrillo.meetup.com/206/messages/boards/thread/4491611
Tokyo 19.00 http://beppegrillo.meetup.com/771/calendar/7495128/

 

Volantino

 

Re: Dove

Garamond 24/4/2008 - 13:03

Bella iniziativa per chi pur essendo lontano dal natio suolo vuol comunque partecipare alla vita pubblica.

 

L'unico problema è che domani, al di fuori dell'italica patria, non è giorno di festa.....

Re(1): Dove

Siro Pillan 24/4/2008 - 13:46

L'unico problema è che domani, al di fuori dell'italica patria, non è giorno di festa.....

Per cui uno (se è fortunato ad essere in quei luoghi) andando al lavoro può fermarsi al banchetto.

Oppure gli italici in vacanza per la festività italica (se fortunati ad essere in quei luoghi) potranno trovare i banchetti.

:-) 

 

Scusate, avrei una piccola questione: avete notato il silenzio "stonato" dell'informazione ufficiale (sia televisiva che giornalistica)??? Hanno paura o sono semplicemente "superiori in quanto impuniti"?

l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria

attualmente il governo ha proposto il regolamento di cui si parla nel decreto legge 112 all'articolo 44.
Bonaiuti ha dichiarato di voler tagliare il fondo per la stampa non profit e cooperativa di 193 milioni per il biennio 2009-201. I contributi indiretti invece, quelli che danno decine di milioni di euro di utili a Rcs, Sole24Ore, Mondadori, gruppo l'Espresso ecc rimangono.

Considerando la disaffezione dell'italiano medio per la stampa, l'invasione della free press (stampa cattiva caccia stampa buona), l'effettivo oligopolio della raccolta di pubblicità in campo mediatico, il possibile futuro acquisto di parti del sistema distributivo da parti dei grandi gruppi editoriali, la difficoltà di poter coprire il territorio nazionale senza un forte sostegno finanziario alle spalle (nonostante l'articolo qui sopra faccia intendere il contrario)... considerando questo il governo ha pensato di:

1 - eliminare il diritto soggettivo cioè la sicurezza di ottenerre un contributo in base a criteri definiti e chiari (regole della gara uguali per tutti: uguaglianza dei punti di partenza?)

2 - quindi l'introduzione dell'arbitrarietà del governo di turno sull'ammontare del fondo annuale per la stampa no profit e cooperativa (controllo della stampa da parte del potere politico)

3 - retroattività di 1 al 2008 togliendo quindi ogni certezza economica anche per l'anno in corso.

4 - visto 1 e 2 l'impossibilità per le cooperative editoriali di ottenere, per ovvie ragioni tecniche e vista l'arbitrarietà e l'incertezza del contributo governativo, anticipi dalle banche.

5 - entro pochi mesi chiusura di tutta la stampa non appoggiata dai grandi capitali (sia quella parassita sia quella produttiva visto i tagli indiscriminati). quindi potenziamento dell'oligopolio (duopolio?) mediatico già esistente e ulteriore indebolimento del già fragile pluralismo dei mezzi d'informazione.

6 - visto 5 partita vinta (per fame della controparte) alla federazione degli editori da mesi e mesi in trattativa per il rinnovo del contratto di categoria. inutile ricordare che il presidente del consiglio ha anche qui un enorme conflitto di interessi.

Se un provvedimento deve essere valutato in base ai suoi (probabili) effetti allora questo provvedimento non funziona affatto (a meno di non essere maligni e pensare che la cosa sia voluta).

P.S.: per caso qui si fa pulizia di post ogni tanto?

Nessuna pulizia regolare, ogni tanto viene censurato qualche commento troppo offensivo, un paio di volte ne sono spariti alcuni per problemi tecnici.

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