Il voto 2008 (2): analisi a livello regionale.

15 maggio 2008 sandro brusco
L'andamento del voto non è stato territorialmente omogeno. La coalizione di Berlusconi ha aumentato i propri consensi su tutto il territorio nazionale ma marcatamente più al Sud che al Nord. La coalizione di Veltroni si è rafforzata soprattutto al Centro, migliorando di poco i consensi al Nord e al Sud. Il dato sicuramente più saliente è il forte riorientamento territoriale del PdL, che ha perso in modo abbastanza drammatico al Nord mentre ha guadagnato in modo vistoso al Sud.

In un post precedente ho analizzato il comportamento del voto alle elezioni politiche del 2008 a livello aggregato. In questo post mi concentro sulle differenze territoriali nel comportamento elettorale. Farò sempre riferimento al foglio di calcolo nel quale ho riaggregato i risultati 2006 in base ai criteri spiegati nel primo post.

La divisione territoriale principale che ho utilizzato è quella tradizionale in Nord, Centro, e Sud e Isole. "Nord" include i collegi che fanno riferimento alle regioni Val d'Aosta, Piemonte (2 collegi), Lombardia (3 collegi), Veneto (2 collegi), Trentino Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia e Liguria. "Centro" include i collegi delle regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio (2 collegi), Abruzzi e Molise. Sud e Isole raccoglie i collegi rimanenti (Campania e Sicilia hanno 2 collegi ciascuna). Questi aggregati non sono in realtà molto omogenei. Nel Nord Val d'Aosta e Trentino Aldo Adige hanno dinamiche politiche regionali abbastanza diverse dal resto della macro area, e anche la Liguria non appare interamente allineate al comportamento delle altre regioni. Il "Centro" è in realtà la collezione di due aree dal comportamento elettorale abbastanza distinto: le "regioni rosse" (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche) da un lato e "Roma e vicinanze" (Lazio, Abruzzi, Molise) dall'altro. Infine, il Sud continentale si può considerare distinto dalle isole. La Sardegna ha una cultura, anche politica, molto distinta dal resto del Sud e anche la Sicilia presenta vari tratti peculiari. Per approfondire l'analisi ho quindi considerato anche alcune addizionali aggregazioni territoriali che sembrano raggruppare regioni dal comportamento elettorale simile: la "Padania" (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia), le "Regioni Rosse", il "Centro-Roma" e il "Sud Continentale".

Prima di iniziare l'analisi delle coalizioni e dei partiti, due parole sulla partecipazione al voto. La seguente tabella mostra come la partecipazione al voto sia scesa in modo abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale.

Percentuale voti validi 2008 2006 differenza
Nord 80,69 84,25 -3,56
Centro 80,55 84,48 -3,93
Sud 71,04 74,36 -3,32
Totale 77,35 81,18 -3,83

Il pattern rimane quello tipico, con una partecipazione al voto di circa 10 punti percentuali superiore nelle regioni del centro-nord rispetto a quelle meridionali. Da segnalare che il minore calo del Sud è quasi interamente dovuto alla Sicilia, la regione che meno ha sofferto la riduzione della partecipazione (-2,03% in Sicilia 1, la parte occidentale che include Palermo, e -1,53% in Sicilia 2, la parte orientale che include Catania). Per il Sud continentale il valore è -3,63%. Il valore superiore alla media del centro è soprattutto dovuto al -4,52% del collegio Lazio 1, ossia Roma. Le regioni rosse invece hanno un calo del 3,82%, in linea con la media nazionale.
''La coalizione berlusconiana''

I risultati della coalizione sono raccolti nella seguente tabella.

Coalizione Berlusconi

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

7.338.729 6.879.466 459.263 51,05 45,71 5,34
Centro 4.343.104 4.225.081 118.023 38,73 35,92 2,80
Sud 5.398.240 4.696.239 702.001 49,39 41,13 8,26
Totale 17.080.073 15.800.786 1.279.287 46,81 41,38 5,43

Il dato più interessante a mio avviso è l'accresciuta meridionalizzazione della coalizione nonostante la spettacolare performance della Lega Nord. Sia in termini di voti assoluti sia in termini percentuali la coalizione berlusconiana è cresciuta assai più al Sud che al Nord, dove la crescita della Lega Nord è avvenuta in buona misura cannibalizzando gli alleati. Questo dato diventa manifesto se guardiamo ai voti del PdL.

PdL

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

4.629.258 5.468.964 -839.706 32,20 36,33 -4,14
Centro 4.011.362 4.053.629 -42.267 35,77 34,47 1,30
Sud 5.022.393 4.528.561 493.832 45,95 39,66 6,29
Totale 13.663.013 14.051.154 -388.141 37,39 36,80 0,59

La meridionalizzazione del partito appare assolutamente evidente e non richiede commenti. In termini assoluti il PdL perde voti rispetto ai partiti componenti sia al Nord che al Centro. I collegi in cui il PdL ha perso di più sono i due collegi di Veneto 1 (-8,64%) e Veneto 2 (-7,63%). Credo nessuna discuta che questo voti sono andati alla Lega. È opinione assai diffusa che a muoversi sia stato principalmente l'elettorato di AN; ipotesi plausibile ma su cui non posso offrire alcuna evidenza (un po' di evidenza micro l'ha offerta il lettore Paolo Crosetto in un commento). Il +1,30% del Centro viene quasi tutto dal Centro-Roma, dove il PdL è cresciuto del 2,62%, mentre nelle regioni rosse il PdL ha ottenuto solo lo 0,43% in più.

A compensare la secca perdita al Nord è venuta l'avanza impetuosa al Sud, particolarmente pronunciata in Campania e Calabria. Proprio questo fatto credo permetta di dire che il PdL si è non solo meridionalizzato ma anche "mastellizzato".

Perché dico che il PdL si è mastellizzato? L'Udeur era un partito a base fortemente localizzata. Era praticamente inesistente da Roma in su, e solo in 4 collegi del Sud superò il 3% nel 2006. Tali collegi furono Campania 1 (Napoli), in cui ottenne il 3,43%, Campania 2 (il collegio che include Ceppaloni), con il 6,58%, la Calabria con il 4,65% e la Basilicata con il 4,81%. I quadri intermedi dell'Udeur, insieme alle clientele che controllano, si sono improvviamente trovati orfani e hanno dovuto cercare alla svelta nuovi padroni. Qualcosa deve essere andato storto in Basilicata. Questa regione ha visto un calo anomalo nella percentuale di voti validi (-5,52%, contro una media nazionale di -3,83%), probabilmente dovuto a elettori Udeur che non sono riusciti in tempo a ricollocare il proprio voto. L'incremento della coalizione berlusconiana in questa regione è stato quindi solo del 5,36%, inferiore alla media nazionale.

Negli altri 3 collegi, invece, il movimento delle clientele ha funzionato con pochissime frizioni e rapidi spostamenti dei quadri intermedi Udeur nelle file di PdL e MpA. Il risultato è stato che in quei tre collegi la coalizione berlusconiana (PdL più MpA) ha ottenuto i più alti incrementi percentuali su tutto il territorio nazionale: +10,27% in Calabria, +10,21% a Napoli e +9,83% in Campania 2. Si tratta, per intenderci, di percentuali molto più alte di quelle ottenute dalla coalizione (includendo quindi la Lega Nord) in qualunque collegio del Nord, dove la media è stata +5,34% ed il picco è stato raggiunto nel collegio di Veneto 2 con +7,62%. I voti campani e calabresi sono andati soprattutto al PdL, che infatti ottiene i 3 migliori risultati nazionali: +7,63% a Napoli, +7,96% in Campania 2 e +8,52% in Calabria; il resto è affluito all'MpA, anch'esso molto attivo nel reclutamento dei quadri Udeur. Il caso di Campania 2, il cuore di quella che fu Mastellaland, è abbastanza impressionante. Qui la macchina Udeur doveva essere particolarmente ben oliata e il passaggio di clientele è avvenuto quasi senza perdite. I voti validi sono calati meno della media nazionale, -2,72%, un fatto quasi straordinario in presenza della scomparsa di un partito che raccoglieva il 6,6%.

È ovvio che l'aumento dei voti PdL non viene solo dai voti ex Udeur, è presumibile che anche altre clientele siano passate al PdL e a MpA provenendo sia dal PD che dall'UDC, forse come risultato di più complicati flussi. Ma la mastellizzazione è evidente.

L'aumento della Lega Nord nell'aggregato "Padania" è già stato ampiamente rilevato dai commentatori, per cui non mi dilungo. Osservo solo che l'Emilia Romagna è l'unica regione rossa dove la Lega accenna a sfondare, ottenendo il 7,77% dei voti; in Toscana, Umbria e Marche la presenza continua a essere marginale.

L'aumento dell'MpA, che ha la sua roccaforte in Sicilia, si è esteso soprattutto a Campania e Calabria. Il successo di questo movimento è a mio avviso la miglior dimostrazione degli effetti centrifughi del porcellum. Mentre al Nord si può affermare che Lega e PdL vengono almeno percepiti dagli elettori come distinte opzioni politiche non credo si possa dire la stessa cosa di MpA e PdL al Sud. Il personale dei due partiti viene più o meno interamente dall'esperienza clientelare del pentapartito e le visioni e proposte politiche sono pure assai comuni. Si tratta quindi di una moltiplicazione dell'offerta politica senza alcuna chiara utilità per gli elettori, spinta dal desiderio di gruppi delle elites di conquistare maggiore fette di potere (il presidente di MpA Lombardo ha ottenuto l'ambita poltrona di governatore della Sicilia). Tale strategia viene resa possibile dal sistema elettorale, che grazie al meccanismo delle coalizioni non penalizza gli imprenditori politici che decidono di "mettersi in proprio".

''La coalizione di Veltroni''

Anche in questo caso iniziamo con una tabella riassuntiva per macroaree.

Coalizione Veltroni

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

4.836.243 4.918.355 -82.112 33,64 32,68 0,96
Centro 5.156.348 5.038.573 117.775 45,98 42,84 3,14
Sud 3.723.393 3.873.799 -150.406 34,07 33,93 0,14
Totale 13.715.984 13.830.727 -114.743 37,55 36,17 1,38

L'andamento del voto è parzialmente speculare a quello della coalizione di Berlusconi. Il rafforzamento al Centro è in buona misura la conseguenza di un ottimo risultato in Lazio 1, il collegio di Roma: +6,25% e 105 mila voti in più, quasi tutto il guadagno del Centro. Poiché in questo collegio ha guadagnato anche il PdL, diventa giocoforza presumere che il voto UDC sia confluito ad entrambi gli schieramenti. Nelle regioni rosse, invece, l'incremento è stato del 2,33%, essenzialmente mantenendo gli stessi voti a fronte di un minor numero di voti validi.

Si è fatto un gran parlare delle difficoltà del PD al Nord, ma almeno se guardiamo ai voti della coalizione questa elezione è stata persa in buona misura al Sud. Il Nord resta comunque un'area in cui il centrosinistra è debole, ma in questa elezione non si è indebolito ulteriormente. È ragionevole pensare che questo sia avvenuto perché, mentre perdeva voti verso la Lega, il PD raccoglieva voti in uscita da SA; il risultato netto è comunque di tenuta. Al Sud i problemi sono localizzati principalmente nei due collegi siciliani (-1,25% in Sicilia 1 e -2,98% in Sicilia 2). Nel Sud continentale la coalizione guadagna lo 0,87% e in Sardegna segna +1,84%. La ragione è relativamente semplice: nel resto del paese il buon risultato della coalizione è il frutto di una avanzata abbastanza uniforme di IdV nell'ordine di 2-3 punti percentuali e di un modesto calo (Nord e Sud) o tenuta (Centro) del PD, ma il primo effetto è mancato in Sicilia. Il collegio di Palermo è l'unico in cui IdV perde rispetto al 2006, con un -0,73%. Evidentemente Leoluca Orlando, leader IdV nell'isola, ha esaurito la sua spinta propulsiva.

Guardiamo più in dettaglio i voti del PD.

PD

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

4.220.497 4.539.257 -372.760 29,35 30,52 -1,16
Centro 4.638.124 4.802.931 -164.807 41,36 40,84 0,52
Sud 3.263.688 3.557.372 -293.684 29,86 31,16 -1,30
Totale 12.092.969 12.921.677 -831.251 33,17 33,87 -0,69

I risultati segnalano come il PD si sia in realtà indebolito anche al Nord, il buon risultato della coalizione è interamente dobuto all'IdV. Nel Nord la sofferenza è concentrata nella Padania, dove il PD segna un -1,38%. Il Trentino (+2,04%) e la Liguria (+0,15%) hanno invece segno positivo.

Anche per il PD il risultato del centro è dovuto più a Roma che alle regioni rosse; in queste ultime l'aumento percentuale è solo lo 0,04%; anche qui i risultati sono eterogenei, con l'Emilia Romagna che segna un -1,36% e le altre regioni con segno positivo. Nel Sud continentale l'unica regione con segno positivo è la Calabria, ma questo è dovuto al fatto che per il 2006 non abbiamo conteggiato i voti della Lista Consumatori di Loiero (prese più del 5%).

''UDC''

L'UDC in questa elezione si è ulteriormente meridionalizzata. La tabella riassuntiva è la seguente.

UDC

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

683.322 956.644 -273.322 4,75 6,36 -1,60
Centro 529.653 764.748 -235.085 4,72 6,50 -1,78
Sud 837.344 858.559 -21.215 7,66 7,52 0,14
Totale 2.050.309 2.580.190 -529.632 5,62 6,76 -1,14

Nel Nord le perdite sono particolarmente pronunciate nel collegio di Veneto 1, tradizionale roccaforte, dove il partito segna -2,58%. Nel Centro l'erosione di consensi è abbastanza omogenea, con un picco di -2,43% in Lazio 2. Il Sud è caratterizzato dalla tenuta nella roccaforte siciliana e dall'aumento in Campania, superiore all'uno per cento. L'UDC ha probabilmente beneficiato, insieme alla coalizione di Berlusconi, della scomparsa dell'UDEUR, oltre che dell'acquisizione di De Mita. Il collegio in cui l'UDC ha ottenuto il maggior incremento percentuale, +1,32%, è Campania 2, quello che comprende Avellino.

''Sinistra Arcobaleno''

Il risultato della Sinistra Arcoabaleno è veramente curioso. Ha perso più voti proprio dove era più forte e ora il suo consenso non solo è molto minore ma è anche abbastanza omogeneo sul territorio nazionale.

SA

Voti

2008

Voti

2006

Differenza

 

Percentuale

2008

Percentuale

2006

Differenza

 

Nord

423.731 1.356.399 -932.688 2,95 9,01 -6,06
Centro 385.824 1.364.572 -978.748 3,44 11,60 -8,16
Sud 317.642 1.136.625 -818.983 2,91 9,96 -7,05
Totale 1.124.428 3.898.394 -2.773.966 3,08 10,22 -7,62

Nellle elezioni del 2006 il voto alla sinistra radicale era significativamente disperso: le percentuali andavano dal 6,6% di Piemonte 2 al 13,4% della Toscana. Ora invece le percentuali si collocano quasi ovunque tra il 2% e il 4%: il massimo è ancora in Toscana, con il 4,49% (Torino è l'unica altra circoscrizione sopra il 4%) mentre il minimo è in Molise con il 1,92%, unica regione sotto il 2%. Si tratta di una notizia particolarmente cattiva per SA, dato che il meccanismo elettorale tende a penalizzare particolarmente i partiti con un consenso limitato e non concentrato territorialmente.

È difficile dire quanto permanente sia questa riduzione di consenso. Da un lato abbiamo visto che molti voti di SA sono andati nella non-partecipazione, probabilmente a causa dell'effetto combinato della mancanza dei simboli tradizionali e dell'insoddisfazione verso il governo Prodi, dall'altro non è chiaro che questo voti possano essere facilmente recuperati. Inoltre, se possono essere recuperati solo ripresentando i simboli tradizionali allora la sinistra radicale verrà penalizzata dal sistema elettorale.

9 commenti (espandi tutti)

monnezza

marcello urbani 15/5/2008 - 11:44

Sandro, sei sicuro che il risultato in Campania dipenda solo dalla mastellizzazione?

Credo che la gestione dei rifiuti possa aver penalizzato gli attuali responsabili. 

Se per "attuali responsabili" intendiamo il PD un po' di penalizzazione c'è stata, ma non del livello che ci si aspetterebbe. A Napoli il PD è sceso dell'1,86% ma l'IdV è salito del 2,07%, quindi la coalizione Veltroni ha in realtà guadagnato in percentuale. La coalizione ha perso qualcosina in Campania 2 (-0,07%) ma credo sia dovuto più allo spostamento delle clientele di De Mita che alla monnezza.

L'aumento del PdL in Campania e Calabria non è sicuramente dovuto unicamente alla mastellizzazione, visto che le percentuali di aumento sono più alte delle percentuali che l'UDEUR aveva in questi collegi. Per quel che posso dire senza dati più precisi sui flussi l'aumento sembra essere dovuto alla somma di questi fattori: 1) assorbimento del voto UDEUR 2) mantenimento dei voti 2006 a fronte di un più alto astensionismo di altre forze, in particolare SA 3) guadagni marginali da PD e UDC. La mia impressione è che i fattori 1) e 2) siano stati più importanti del 3), ma non ho dati duri su cui confermare l'impressione.

Re(1): monnezza

tullio 16/5/2008 - 00:34

in quanto campano posso solo confermare, come impressione, che sandro brusco ha secondo me ragione riguardo il calo del PD dovuto alla perdita di de mita colpevolmente estromesso a scapito di una lista sostanzialmente riproduttrice della realtà attuale che ovviamente la maggior parte della cittadinanza ripudia

 

 

 

 

De Mita si' che avrebbe portato una ventata di freschezza...

Ottima analisi, un solo commento su un dettaglio: 

l'Emilia Romagna è l'unica regione rossa dove la Lega accenna a
sfondare, ottenendo il 7,77% dei voti; in Toscana, Umbria e Marche la
presenza continua a essere marginale.

Non ho controllato ma credo che la Lega abbia quasi raddoppiato i voti anche in queste regioni. Ha eletto un deputato in Toscana, erano zero nel 2006, e ha eletto per la prima volta nella sua storia un deputato nelle Marche. In queste regioni e in Umbria tuttavia immagino che l'elettorato potenziale della Lega rimanga comunque molto ridotto. 

Queste sono le percentuali della Lega nelle regioni rosse.

Percentuale Lega 2008 2006 differenza
Emilia Romagna 7,77 3,92 3,84
Toscana 2,04 1,08 0,96
Umbria 1,67 0,76 0,91
Marche 2,21 1,03 1,17

È quindi vero che quasi ovunque la Lega ha approssimativamente raddoppiato i voti, ma dato lo scarso valore iniziale questo non si è tradotto in grossi aumenti se non in Emilia Romagna.

Se accettiamo l'idea che parte del consenso raccolto dalla Lega al Nord è venuto da elettori scontenti di AN, vale la pena di dare un'occhiata ai voti de La Destra in queste regioni.

Perc. La Destra 2008 2006 differenza
Emilia Romagna 2,47 0,96 1,50
Toscana 2,89 1,09 1,80
Umbria 3,56 1,34 2,22
Marche 3,43 1,38 2,05

La Destra ha preso il 2,43% a livello nazionale, segnando un +1,16% rispetto al risultato dei neofascisti alleati berlusconiani nel 2006. Le regioni rosse sono tra i collegi dove è cresciuta di più. Un altro collegio dove La Destra è cresciuta è quello di Torino, che è anche quello in cui la Lega è cresciuta meno (+4,38% contro un +10,22% per la Padania).

Ho calcolato il coefficiente di correlazione tra la variazione dei voti della Lega e quelli de La Destra per le 14 circoscrizioni del Nord (esclusa Val d'Aosta) e risulta pari a -0,80. Quindi sembra veramente che ci sia un effetto sostituzione, dove sale La Destra non sale la Lega e viceversa, che sembra dar credito alla tesi che i voti persi dal PdL verso la Lega al Centro-Nord vengano soprattutto da AN.

Non ho controllato la distribuzione dei seggi, ma il meccanismo del premio nazionale fa sì che alcuni seggi (dovuti al "premio") vengano assegnati anche in collegi dove non si è fatto particolarmente bene. Probabilmente questa è la ragione per cui la Lega ha preso un deputato nelle Marche con il 2,21% dei voti. La circoscrizione Marche assegna 16 deputati, quindi con il proporzionale puro sarebbe necessario prendere circa il 6% per avere un deputato.

L'occhiuto Zamax evidentemente ci gode a trovare "errori o magagne": ;-)

Nella tabella riguardante la Coalizione Veltroniana mi pare che al centro Italia le percentuali del 2006 e 2008 debbano essere invertite, e che la differenza debba essere 4,11. Ma forse c'è qualcosa che non va. Perché se il PD al centro ha preso (vedi tabella successiva) il 41,36 com'è possibile che la coalizione abbia raggiunto solo il 42,84?

Forse che la percentuale da attribuire alla Coalizione Veltroniana nel 2008 è del 45,98, che giustifica la differenza del 3,14, e mette in conto un 4% circa di voti all'IDV da sommare al 41,36 del PD?

Esattamente, ho corretto il testo. Grazie mille all'occhiuto Zamax. Era corretta la percentuale della coalizione Veltroni 2006 ed era corretto l'incremento percentuale, ma il dato 2008 no. Ora è tutto coerente.

Questo purtroppo succede quando si copiano a mano le tabelle dal foglio di calcolo. Per ragioni che non capisco non si riesce a fare cut and paste delle tabelle nel testo, quindi l'errore umano inevitabilmente si infila.

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