Chi l'ha visto?

Tanto per parlar d'altro ...

Finalmente, tra campane e Carrocci, anche l'Italia ha un suo Braveheart. Il film "Barbarossa" di tal Martinelli (con regolare sostegno finanziario di Rai, etc.) è esibito nelle sale del regno (non delle due Sicilie, ma è visibile anche in Sicilia dove tutti tifano per gli Svevi, sperando che i Lombardi tornino a Varese e a Rogoredo al più presto.)

C'è un aspetto irritante, però, ed è lo scarsamente insegnato (nelle nazionali scuole del patrio regno) seguente: Braveheart è esistito (al secolo William Wallace, che entrò in guerra contro gli invasori inglesi della "sua" Scozia), Alberto di Giussano ha lo stesso status storico di San Cristoforo o Babbo Natale.

Annetto, per comodità del lettore ignavo o anche solo sorpreso, la seguente breve biografia del Cinocefalo santo:

Secondo la tradizione orientale, che differisce in alcuni aspetti da quella occidentale, Cristoforo, chiamato originariamente "Reprobatus", sarebbe stato un guerriero antropofago e dalla testa di cane (Cinocefalo). La leggenda del santo viene narrata nella Passio sancti Christophori martyris, un testo presente in varie opere di patristica e che ebbe molta diffusione in epoca medioevale.

Cristoforo, entrato nell'esercito imperiale, si convertì al cristianesimo e annunciò con successo la sua fede ai commilitoni. Scoperto, venne sottoposto a numerose torture. Due donne, Niceta e Aquilina, che avrebbero dovuto corromperlo, furono invece da lui convertite. Alla fine Cristoforo venne decapitato.

Secondo alcune interpretazioni questa figura sarebbe una trasposizione di Anubi, dio egizio dalla testa di cane, il quale faceva da tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti "traghettando" le anime dei defunti così come san Cristoforo era traghettatore di Cristo[1].

Da Wikipedia.

Di Papà Natale non si hanno notizie chiare. Di Alberto di Giussano nemmeno. Si comprende che sconfisse gli armigeri crucchi inviati dall'orrido

al secolo

 

 

 

(allegai due immagini, di differente epoca e qualita', dell'Imperator Dux Federico di Swabia, aka il "Barbarossa")

Per il resto null'altro è noto di Alberto di Giussano, protagonista di carme Carducciano imposto alla lettura da Cuneo a Lampedusa (ai miei tempi).

Le informazioni sono scadenti ma eccitanti (si noti che il combatter d'Alberto fu per il papa, contro l'impero). Annetto quindi breve nota "biografica":

Con l'esclusione della possibile provenienza, Giussano, una città a 25 km a nord di Milano, non si hanno notizie storiche e biografiche certe [su Alberto, sunnominato]. Appare per la prima volta nella cronaca storica della città di Milano scritta dal frate domenicano Galvano Fiammasup title="^ a b Filippo Malatesta. Eroi d'Italia - 5 - Alberto da Giussano. [1] nella prima metà del XIV secolo. La cronaca fu scritta per compiacere Galeazzo Visconti signore di Milano, ricostruendo la storia del medioevo del comune in toni eroici. Alberto venne descritto come il cavaliere che si distinse insieme ai suoi due fratelli nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176 per aver guidato la Compagnia della Morte. Secondo Galvano Fiamma, egli fondò, organizzò ed equipaggiò la Compagnia della Morte descritta come un'associazione militare di 900 giovani cavalieri scelti con il compito di difendere fino alla morte il carroccio, simbolo della Lega Lombarda, contro l'esercito imperiale di Federico I Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero. Tale Compagnia della Morte sarebbe stata per la verità assemblata alla svelta e composta quasi totalmente da Bresciani o cavalieri provenienti dalle regioni orientali della Lombardia e forniti da quei comuni che, primo fra tutti Brescia, appoggiarono l'ideale comunale (e papale) contro quello imperiale (la città di Alessandria stessa deve il suo nome al papa che appoggiò i comuni contro l'impero).

Sempre da Wikipedia, fonte di scienza e sapienza.

Chiudo con due quesiti, dei cui referenti lascio a voi l'elezione:

Chi l'ha visto?

E' bello?

 

38 commenti (espandi tutti)

Per quanto riguarda i cinocefali, le vaghe tracce indicate da wikipedia mi fanno venire in mentre questo. Notta fonda invece per quanto riguarda Alberto da Giussano.

FF

Non l'ho visto.Sul capolavoro verde ramarro mi è però sovvenuto un pensiero che mi ha migliorato la giornata suscitandomi ilarità: rispetto al terribile Barbarossa, i Lombardi erano i terroni della situazione.

Mi chiedo inoltre se il ministro brunetta riferendosi agli sprechi di danaro pubblico per fare filmastri immeritevoli si riferisse anche al capolavoro di cui qui si parla.

luigi

 

Siccome si commenta questo post ideologicamente, così faccio anch'io.

Non capisco perchè un film che parli di eventi Lombardi, anche se legati in qualche modo alla Lega, debba essere per principio ridicolo e preso sottogamba: mi si spieghi perchè non si fanno dei bei post sul fiume di denari spesi per le commedie/tragedie serali dalla RAI, che spesso raccontano di Positano, Possillipo, del Vesuvio o di AgroDolce (4 mln finanziati dalla Regione Sicilia, con tanto di trinacria sui titoli di coda). Non è forse questa propaganda/promozione con i miei soldi?

Posso sapere perchè non ne fanno una bella storiella post TG sugli intrighi di Venezia, tra industriali coraggiosi e Ville Venete?

Non capisco poi neanche sempre la sottile ironia sulle vicende che non facciano parte del bagaglio culturale che dalle elementari alla 5 superiore, ti hanno ben plasmato su cosa sia culturalmente alto e su cosa invece vada ignorato.

Detto questo: e se anche sto film fosse bello, brutto o solo mediocre, amen! Almeno avremmo visto una storia che, per qualche motivo, nessuno ha voluto raccontare prima.

Io il film non l'ho visto. Il trailer lascia però chiaramente intuire la boiata, artisticamente parlando, di cui si tratta. Non solo è un brutto film per il cimena ma anche in televisione sfigurerebbe, e pure tanto. Questo, detto per inciso, è un vero peccato perché gli ingredienti per un filmone epico ci sarebbero stati tutti.

Che dire di più? A parte le intercettazioni tutti sanno che il film è stato fatto in Romania e, per le scene di massa, sono stati usati attori rom per il loro minor costo rispetto agli altri romeni. Costo che comunque, alla faccia di Roma ladrona, sarà sopportato da tutti i cittadini italiani perché, se non mi sbaglio, il fido Bondi ha deciso di metterci soldi pubblici. Tutto questo non è da considerarsi anti leghista ma esattamente leghista: la Padania e l'universo lega, nella genesi del film, ci si specchiano perfettamente.

Il film è poi chiaramente ed esclusivamente politico - la comparsata di Bossi senior è solo l'ennesima prova - e fa parte di quell'operazione di creazione della memoria e della tradizione messa in atto dalla lega almeno dall'invenzione dell'ampolla e di quelle altre stronzate immani. Ovviamente contribuisce ad aumentare il ridicolo del tutto visto che è completamente sbalestrato e al fuori del bene e del male, artisticamente e storicamente parlando. E non potrebbe che essere così perché trovare analogie tra la situazione di allora e quella dell'italia del 2009 è impossibile. Potrebbe aggiungersi con onore alla grande serie dei film trash di serie z andando a fare compagnia ad Alex l'ariete e a Troppo belli. Il problema è che è costato 30 milioni di euro...

Questo ovviamente è il mio parere, a molti piacerà sicuramente. Ad altri invece no.

E cosa sarebbero poi quelle orribili scene al rallentatore di gente bombardata da pietre infuocate? E la Milano ricostruita col polistirolo? E i dialoghi che sembrano scritti direttamente da Bossi? E le battaglie che sono identiche a Braveheart? E il titolo del film in stile videogioco? Sarà l'estetica leghista ma a me sembra proprio spazzatura.

mi si spieghi perchè non si fanno dei bei post sul fiume di denari spesi per le commedie/tragedie serali dalla RAI,

Moreno, forse sei nuovo del sito ma se clicchi nella nuvola di parole sotto ''Rai'' scoprirai una serie di articoletti dai titoli abbastanza chiari, tipo ''Privatizzare la Rai, subito!''.  Non posso ovviamente parlare per gli altri commentatori che si sono divertiti a dileggiare l'ultimo spreco, nell'occasione targato Lega, ma sospetto fortemente che siano in accordo con quello che in questo sito abbiamo sempre detto. Ossia che la Rai è un'infernale macchina per succhiare soldi alla povera gente e riversarli nelle tasche di signori tanto potenti quanto sfacciati nella loro immoralità, siano essi nominalmente collocati a destra o sinistra, e sopra o sotto il Po.

La conclusione che noi traiamo è che la macchina va fatta a pezzi e il risucchio di denaro deve finire. Tu, mi par di capire, trai la conclusione che il risucchio va bene purché benefici la tua parte politica. Il vero problema è che la maggioranza degli italiani la pensa come te.

Tu, mi par di capire, trai la conclusione che il risucchio va bene purché benefici la tua parte politica. Il vero problema è che la maggioranza degli italiani la pensa come te.

Non sto parlando di politica. Parlavo di ciò che culturalemente vale e ciò che fa sorridere nell'opinione comune del bel paese (compresi alcuni qua).

Esempio? Se Baharia è recitato in dialetto è un grande recupero linguistico, ma basta una prima pagina di un quotidiano in dialetto Veneto per far scattare gli indignati animi di quelli che hanno studiato (compresi gli abitanti della regione stessa...). Ti pare normale?

La conclusione che tiri, quindi, non c'entra un granchè.

PS: ancora nessuno ha visto il film

Moreno, non girare intorno all'argomento. A me di quelli che si indignano per le prime pagine in dialetto veneto non importa un fico secco. Rivolgiti a loro, io sicuramente non appartengo alla schiera.

Il punto è che, a mio avviso,  non c'è nessuna buona ragione per buttare soldi pubblici in questo film come in nessun'altra produzione Rai. A te invece sembra che buttare i soldi in certe cose vada bene e in altre no; e non fa molta differenze se quelle cose le chiami  ''culturali'' anziché ''politiche''. La conclusione quindi c'entra eccome.

Ribadisco inoltre, come dico anche in un commento più sotto, che quello che dico è totalmente indipendente dalla qualità del film, per cui non fa alcuna differenza averlo visto o meno.

Sui soldi mal spesi, certo hai ragione te.

Non capisco poi neanche sempre la sottile ironia sulle vicende che non facciano parte del bagaglio culturale che dalle elementari alla 5 superiore, ti hanno ben plasmato su cosa sia culturalmente alto e su cosa invece vada ignorato.

 

Oh ecco!!! Finalmente!! Dai illuminaci!! Cosa siamo? Cervelli in una vasca? Software collegati ad una macchina che ci controlla tutti? E dimmi: ma se la vita è un sogno, perchè dopo pranzo mi viene sonno? Se sto già dormendo, come posso AVERE SONNO?

Cosa si commenta?

palma 10/10/2009 - 14:54

Non capisco poi neanche sempre la sottile ironia sulle vicende che non facciano parte del bagaglio culturale che dalle elementari alla 5 superiore, ti hanno ben plasmato su cosa sia culturalmente alto e su cosa invece vada ignorato. (scrisse moreno b.)

 

 

 

 

ma mi plasmi il piacere, palma a

Che per esempio ha senso studiare per 3 anni (Inferno, Purgatorio e Paradiso) la Divina Commedia, per quanto bella sia, ma che non meritano 2 ore la settimana storia e cultura locale.

Non si può far ironia sulla Divina Commedia, ovviamente.

e perché non si può? perché non si può fare storia e cultura locale? e cosa c'entra tutto questo col Barbarossa?

come?

palma 10/10/2009 - 12:49

Come notai, e l'ironia e' arte che mi sfugge, essendo tetramente serissimo, questa a' la cultura alta.

Come ben ricorda tra i grandissimi letterati italiani, non solo G. Deledda ma anche G. Carducci, condivisero antemarcia (su Kandahar?) il Nobel con B. Obama.

Ironia alcune fu intesa. Questa e' la cultura altissima che diede onore all'Italia, prima della scomparsa del vate, dovuta a cirrosi epatica.

La "canzone di Legnano" che appare l'unica fonte di notizie du Alberto e la compagnia della Morte, fu uno dei celebri elementi che diedero adito alla motivazione del Nobel del 1906

« Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica »

(tratto da Wikipedia)

E' notevole (e lo dico senza ironia) come si possa commentare un film, e litigarci sopra, partendo dalla premessa che non lo si è visto.

Chissa se è una caratteristica solo nostra italiana.

Beh, il punto che io cerco di discutere è che trovo insensato che il film sia finanziato con i soldi pubblici. A parte i soldi cacciati dalla Rai abbiamo anche avuto la proiezione in pompa magna riservata alla casta al Castello Sforzesco, che qualche euro deve essere costata.

Questo è vero per questo film e per tutti gli altri. Le intercettazione di Berlusconi e Saccá spargono solo sale su una ferita già aperta, perché mostrano quanto corrotto sia il processo di assegnazione dei fondi.

Mi sento in diritto di dire ciò che dico, anche se non ho visto il film,  perché l'argomento è totalmente indipendente dalla qualità artistica del film, che non conosco e comunque non saprei giudicare appropriatamente. Lascio che a farlo siano i critici cinematografici. Io, da economista, rilevo solo che non ci sono ragioni per il finanziamento pubblico.

Guarda Sandro che veramente non ho nessun intento ironico o "contestatorio".

Nè entro nel merito delle affermazioni fatte da te (che peraltro condivido) o da altri. Anzi mi piace leggerle.

Sottolineavo solo come sia notevole che alle domande:

Chi l'ha visto?

E' bello?

tutti quelli che hanno risposto e ne stanno discutendo non l'hanno visto o rispondono altro.

Solo a me sembra paradossale?

 

Corrado, hai ragione tu, un po' è paradossale. Ma che vuoi fare, è la natura delle freewheeling discussions che si accendono nei blog (o nei bar o nelle cene tra amici). Capita spesso che le discussioni prendano pieghe inaspettate. Paradossale, ma niente di male direi. Quasi divertente.

E' decisamente divertente (come spesso lo sono le situazioni paradossali).

Pensandoci bene mi inquieta anche un po', sembra quasi dare ragione ai miei colleghi tedeschi che mi contestano sempre che in Italia (per la quale ai loro occhi sono responsabile) abbiamo il gusto per la polemica e per le discussioni fine a se stesso.

Contestazione a cui rispondo loro discutendo e facendo polemica ;-P

 

Re: Notevole !

palma 10/10/2009 - 15:32

Dottor Ruggeri, militesente e di bella presenza come Lei si dice, mi sento di eccepire.

 

1. Nella cultura (alta o bassa? mah, non si capi' bene come si misura) mi rimase sempre impresse la lezione di G. Manganelli:

Della serie
che molte poche persone l’hanno preso sul serio. E
anche le prefazioni ai libri, sono molto legate al “non
l’ho letto e non mi piace”. Cioè: “Io ti faccio la prefazione,
ma quella che dico io con quello che penso io, indipendentemente
da cos’è questo libro”. Le sue recensioni
più belle sono su libri che nessuno ha mai considerato.
Basti pensare alla recensione su Peter Pan che adesso
Einaudi ha messo sulla nuova edizione del libro, ma
Peter Pan è un romanzo assolutamente di serie C2.

 

(dalla intervista di Lietta Manganelli a proposito del padre, del 2008)

 

2. Per quel che mi riguarda, chiesi, appunto chi l'ha visto. Sospetto sia una specie di feto abortito del gemello scemo di Braveheart. Sospetto e non affermo.

3. Rimane l'aspetto scandaloso di denaro pubblico che viene requisito e donato a gruppi di comparse romene, attori d'accatto (ebbero il "cestino" pagato dalla RAI?,) tra i quali membri del governo, per produrre un'opera di pura propaganda di ideali, qui si' ho dubbi piu' seri che alla meglio andavano raccontati da E. De Amicis,  e da Nikolai Alexeevich Ostrovsky, autore del mai dimenticato "cosi' fu temprato l'acciaio" del 1936

 

 

File:N Ostrovskiy.jpg

Carissimo (anche qui senza nessuna ironia) palma confesso di non aver capito bene che cosa mi eccepisca.

Il fatto che stiamo tutti parlando e discutendo su di un film che nessuno ha visto?

E' ineccepibile, ed io solo questo ho affermato. Anzi puntualizzerei che non ho nemmeno criticato la cosa (anche se, confesso, mi lascia perplesso).

Mi sono semplicemente limitato a notarne la singolarità.

Sul "finanziamento pubblico" non mi sono pronunciato .

Opinioni pro o contro la qualità del film non ne ho avanzate.Nutro i suoi stessi sospetti (fondatissimi a mio avviso), per questo mi piacerebbe che qualcuno avesse il "coraggio" di guardarlo e condividesse con noi le sue impressioni. Anche perchè le recensioni (di cui raramente mi fido) in questo caso olezzano di pregiudizio politico (sia pro che contro).

PS

Sulla militesenza sono sicuro, sulla bellapresenza si deve fidare.Per quanto riguarda il titolo: non sono dottore. Qualora lo fossi, mi piacerebbe comunque esser chiamato solo Corrado.

Re(2): Notevole !

palma 10/10/2009 - 17:02

Corrado,

1 eccepisco nulla a te (spero non sia offensivo o anti-formale usare la seconda persona, se ti scoccia, sostituisci con Vosotros in tutto il testo/)

2. capisco la perplessita' e questo e' il punto di Manganelli, alla cara eta' a cui si ritrova il sottoscritto, mi trovo giocoforza a fidarmi del mio cervello senza percezione, per mancanza di tempo. Purtroppo ho altro da fare che guardare le opere cinematografiche prodotte dalla RAI, interpretate da Raz Degan e dal ministro Bossi, e introdotte al Castello Sforzesco (zum-pa'-pa') per cui, appunto domandavo aiuto a chi lo ha visto di dirmi che ne pensa

3. il pregiudizio politico (in me almeno) ci sta ed e' il pregiudizio politico di una casta di modesti guitti che gridando impongono alla gente scemenze, come appunto Ostrovsky venne imposto al popolo di tutte le Russie come una grande opere (ed e' una scemenza, leggilo, esiste pure in Italiano)

4. quando vuoi ti addottoro io, ne ho la facolta' (direbbe l'on. Fini) facendo l'universitario di mestiere e da tempo penso che ci dovrebbe essere una laurea honoris causa in intelligenza generale invece che in una disciplina. L'idea mi venne quando (in Cina per la cronaca) notai che gli esami della dieta imperiale si basavano sull'idea che uno deve essere "intelligente", poi impara "sul posto" a fare il generale, l'ispettore del fisco, o l'esperto di economia agricola (la grande maggioranza del mandarinato si occupo' di canalizzazione, come dimostro' la magistrale opera di Wittfogel sul dispotismo asiatico, il quale mostro' come Marx.. fosse 'nu poco ignorante.... -- mas o meno, non sto ad annoiarti coi dettagli che hanno nulla a cha fare con Barbarossa, l'imperatore o il film.)

5 dal sito dei giovani padani (son contento che anche in Umbria vi siano dei padani)

 

<em>29 maggio La Canzone di Legnano: il Parlamento<em>

 

<em>Giosuè Carducci<em>

I
Sta Federico imperatore in Como.
Ed ecco un messaggero entra in Milano
da Porta Nova a briglie abbandonate.
"Popolo di Milano", ei passa e chiede,
"fatemi scorta al console Gherardo."
Il consolo era in mezzo de la piazza,
e il messagger piegato in su l'arcione
parlò brevi parole e spronò via.
Allor fe' cenno il console Gherardo,
e squillaron le trombe a parlamento

II
Squillarono le trombe a parlamento:
ché non anche risurto era il palagio
su' gran pilastri, né l'arengo v'era,
né torre v'era, né a la torre in cima
la campana. Fra i ruderi che neri
verdeggiavan di spine, fra le basse
case di legno, ne la breve piazza
i milanesi tenner parlamento
al sol di maggio. Da finestre e porte
le donne riguardavano e i fanciulli.

III
"Signori milanesi," il consol dice,
"la primavera in fior mena tedeschi
pur come d'uso. Fanno pasqua i lurchi
ne le lor tane, e poi calano a valle.
Per l'Engadina due scomunicati
arcivescovi trassero lo sforzo.
Trasse la bionda imperatrice al sire
il cuor fido e un esercito novello.
Como è coi forti, e abbandonò la lega."
Il popol grida: "L'esterminio a Como."

IV
"Signori milanesi," il consol dice,
"l'imperator, fatto lo stuolo in Como,
move l'oste a raggiungere il marchese
di Monferrato ed i pavesi. Quale
volete, milanesi? od aspettare
da l'argin novo riguardando in arme,
o mandar messi a Cesare, o affrontare
a lancia e spada il Barbarossa in campo?

V
Or si fa innanzi Alberto di Giussano.
Di ben tutta la spalla egli soverchia
gli accolti in piedi al console d'intorno.
Ne la gran possa de la sua persona
torreggia in mezzo al parlamento: ha in mano
la barbuta: la bruna capelliera
il lato collo e l'ampie spalle inonda.
Batte il sol ne la chiara onesta faccia,
ne le chiome e ne gli occhi risfavilla.
È la sua voce come tuon di maggio.

VI
"Milanesi, fratelli, popol mio!
Vi sovvien" dice Alberto di Giussano
"calen di marzo? I consoli sparuti
cavalcarono a Lodi, e con le spade
nude in man gli giurâr l'obedienza.
Cavalcammo trecento al quarto giorno,
ed a i piedi, baciando, gli ponemmo
i nostri belli trentasei stendardi.
Mastro Guitelmo gli offerì le chiavi
di Milano affamata. E non fu nulla."

VII.

«Vi sovvien» dice Alberto di Giussano
«Il dí sesto di marzo? Ai piedi ei volle
Tutti i fanti ed il popolo e le insegne.
Gli abitanti venian de le tre porte,
Il carroccio venía parato a guerra;
Gran tratta poi di popolo, e le croci
Teneano in mano. Innanzi a lui le trombe
Del carroccio mandâr gli ultimi squilli,
Innanzi a lui l'antenna del carroccio
Inchinò il gonfalone. Ei toccò i lembi.»

VIII.

«Vi sovvien?» dice Alberto di Giussano:
«Vestiti i sacchi de la penitenza,
Co' piedi scalzi, con le corde al collo,
Sparsi i capi di cenere, nel fango
C'inginocchiammo, e tendevam le braccia,
E chiamavam misericordia. Tutti
Lacrimavan, signori e cavalieri,
A lui d'intorno. Ei, dritto, in piedi, presso
Lo scudo imperïal, ci riguardava.
Muto, col suo dïamantino sguardo.»

IX.

«Vi sovvien,» dice Alberto di Giussano,
«Che tornando a l'obbrobrio la dimane
Scorgemmo da la via l'imperatrice
Da i cancelli a guardarci? E pe' i cancelli
Noi gittammo le croci a lei gridando
- O bionda, o bella imperatrice, o fida,
O pia, mercé, mercé di nostre donne! -
Ella trassesi indietro. Egli c'impose
Porte e muro atterrar de le due cinte
Tanto ch'ei con schierata oste passasse.»

X.

«Vi sovvien?» dice Alberto di Giussano:
«Nove giorni aspettammo; e si partiro
L'arcivescovo i conti e i valvassori.
Venne al decimo il bando - Uscite, o tristi,
Con le donne co i figli e con le robe:
Otto giorni vi dà l'imperatore -.
E noi corremmo urlando a Sant'Ambrogio,
Ci abbracciammo a gli altari ed a i sepolcri.
Via da la chiesa, con le donne e i figli,
Via ci cacciaron come can tignosi.»

XI.

«Vi sovvien» dice Alberto di Giussano
«La domenica triste de gli ulivi?
Ahi passïon di Cristo e di Milano!
Da i quattro Corpi santi ad una ad una
Crosciar vedemmo le trecento torri
De la cerchia; ed al fin per la ruina
Polverosa ci apparvero le case
Spezzate, smozzicate, sgretolate:
Parean file di scheltri in cimitero.
Di sotto, l'ossa ardean de' nostri morti.»

XII.

Cosí dicendo Alberto di Giussano
Con tutt'e due le man copriasi gli occhi,
E singhiozzava: in mezzo al parlamento
Singhiozzava e piangea come un fanciullo.
Ed allora per tutto il parlamento
Trascorse quasi un fremito di belve.
Da le porte le donne e da i veroni,
Pallide, scarmigliate, con le braccia
Tese e gli occhi sbarrati al parlamento,
Urlavano - Uccidete il Barbarossa -.

XIII.

«Or ecco,» dice Alberto di Giussano,
«Ecco, io non piango piú. Venne il dí nostro,
O milanesi, e vincere bisogna.
Ecco: io m'asciugo gli occhi, e a te guardando,
O bel sole di Dio, fo sacramento:
Diman la sera i nostri morti avranno
Una dolce novella in purgatorio:
E la rechi pur io!» Ma il popol dice:
«Fia meglio i messi imperïali.» Il sole
Ridea calando dietro il Resegone.

Carissimo palma

1.va benissimo il tu, grazie.

2.3. concordo ed anche i pregiudizi sono ampiamente giustificati, io stesso li ho. Per quello spero in qualche recensore (perchè ogni tanto ci si sbaglia)

4 ti ringrazio (se posso anch'io usare la seconda persona) ma, come saprai, in Italia basta indossare giacca e cravatta, parlare un po' d'inglese e si viene automaticamente chiamati "dottore".

5. sugli umbri padani bhe...non ho parole per commentare

 

Chi l'ha visto?

Jons 10/10/2009 - 15:28

A proposito di un film intitolato Barbarossa:

"L'opportunità di un giudizio più complesso sui comuni italiani è confermata dalle vicende relative alla lotta dei comuni contro Federico I  Barbarossa, lotta che non aveva avuto nulla di nazionale e ben poco di sociale : molti comuni della Lega Lombarda avevano ceti dirigenti più aristocratici che borghesi, e tutti - anche quelli che erano borghesi - erano ben lontani dall'avere  un'idea di Italia o di Lombardia. D'altra parte il Barbarossa, nelle sue discese in Italia, vituperate dalla nostra tradizione nazionalistica, compiva soltanto il suo dovere di re d'Italia: non dunque un oppressore tedesco in trasferta, ma certamente un re meno assenteista dei suoi predecessori. " p.65 L'idea di Medioevo, Il medioevo comunale tra mito e realtà di Giuseppe Sergi

Chi l'ha visto?

Jons 10/10/2009 - 15:34

In un libretto di Giuseppe Sergi intitolato "L'idea di medioevo", venivano espresse alcune considerazioni implicitamente esplicite quanto interessanti sull' 'uso' che della Storia Medievale viene fatto nella costruzione di una identità nazionale fittizia da parte della Lega Nord. Vorrei essere più preciso. Il Sergi ammonisce: "Dobbiamo fare attenzione: il medioevo si è rivelato, attraverso gli anni, il contenitore ideale dei "mythomoteur", anche se di rado risulta averli contenuti davvero come realtà storicamente accertabili." 
Data l' attualità dell'argomento - è un evergreen, dopotutto - mi sono inventato questa giustapposizione di citazioni sul modello della rubrica CARTA CANTA di Travaglio su Repubblica che si può leggere qui di seguito:
 
"Bossi mi fa una testa così con 'sta fiction di Barbarossa." intercettazione Berlusconi-Saccà
 
"Non è accettabile che il medioevo europeo sia trattato come sponda in cui pescare - con discorsi di comodo spesso disinformati - le legittime origini di grandi formazioni nazionali ottocentesche o le disconosciute radici di rivendicazioni regionalistiche a vocazione neonazionalistica. Quel mondo è da leggere dall'interno e, se non viene trattato come una sponda strumentale, ci dà ben poco di quanto i propagandisti e i non storici vi vogliono trovare.
Il medioevo vede svilupparsi, questo sì, un'idea di Europa, ma abbiamo visto con quanta fatica e con quante contraddizioni: non si può quindi parlare di medioevo "europeo" come rettifica alle ripartizioni successive. Il medioevo vede il ritagliarsi di alcune aree linguistico-culturali e di formazioni politiche, per lo più con quelle aree poco coincidenti, di prevalente impianto dinastico, embrioni di quegli Stati sovrani che giustamente Marc Bloch definì come le istituzioni più profondamente contrarie allo spirito di lignaggio (perchè territoriali e socialmente ampie, non solo proiezioni dei campi di affermazione delle dinastie). Quindi il medioevo è ben poco "nazionale", e non solo perchè era molto frazionato, ma anche perchè non c'è nulla di vocazionale nelle linee di ricomposizione che affiorano nei suoi secoli finali: nel disegnarsi dei nuovi Stati non c'era, insomma, nulla di precostituito in presunte identità di lunga durata dei popoli che in prevalenza li abitavano. Solo un atteggiamento finalistico - storiograficamente ingenuo o opportunista, in ogni caso inammissibile - può spiegare quel ricorso a questi usi del millennio medievale. Un finalismo inaccettabile qualsiasi sia il valore per cui lo si innesca: l' auspicata Europa del futuro, le nazioni consolidatesi nella storia più recente, i nuovi regionalismi a impianto federalista. Può andare tutto bene - o quasi - ma non si disturbi la storia.
Il medioevo può essere valorizzato per ciò che maggiormente lo deve segnalare all' attenzione di storici e di insegnanti, e non alla strumentalizzazione dei politici: mi riferisco alla propensione all'integrazione etnica. Come abbiamo visto è ormai superato, con poche isolate eccezioni, il dibattito su latinità e germanesimo, si pensa oggi che la vera forza motrice di quel passaggio secolare sia stata la sintesi latino-germanica: sintesi tanto più riuscita quanto meno è stata frenata da resistenze e prudenze. Ecco perchè l'edizione della sintesi che più ha colorato di sè l'Europa non è stata quella dei goti (che riservarono ai romani le attività burocratiche e amministrative mantenendo per sè l'esclusiva delle attività militari), bensì quella più piena e integrale dei franchi, particolarmente riuscita in quelle regioni di civiltà gallo-romana - la Francia centro-meridionale - dove già l'incontro fra celti e latini aveva abituato il contesto sociale alle convergenze concrete di civiltà.
Può inoltre essere un caso, ma alcune delle formazioni politiche che dopo l'anno mille hanno maggiore continuità sono da ricondurre a ulteriori sintesi etniche: il principato di Kiev, cioè la Russia composta di slavi e di vareghi della Scandinavia, ha una storia meno tormentata e più lineare della Polonia integralmente slava; il regno del Wessex, cioè l'Inghilterra in cui si assommano sangue anglosassone, danese e normanno, ha più fortuna di aree vicine ( come il Galles e la Scozia), in cui rimane dominante la componente celtica; sono note le maggiori fortune dell' Italia del Nord, dove già nel secolo X i latini, i longobardi e la dominante minoranza franca sono pervenuti a un' avanzatissima fusione, rispetto all' Italia del Sud, dove per secoli longobardi, latini, bizantini, arabi e normanni confliggono o convergono ma sempre mantenendo forti identità. "  pp. 42-43 'L'idea di Medioevo', di Giuseppe Sergi.

In effetti forse sono stato vittima di un equivoco.
Alla domanda "chi l'ha visto" io non ho pensato al film ma all'esistenza storica del prode Alberto da Giussano. Quell'eroe per intenderci di cui "nulla si sa di lui" (come molti Santi che furono cancellati da Paolo VI con la stessa motivazione "nulla si sa di lui"). Un'invenzione romanzata, al pari della Padania (di cui quindi è degno rappresentante) e che ricordo solo vagamente essendo stato obbligato alle elementari a leggere quella pessima poesia del Carducci.

Ritengo piu' interessante una ricerca storico-scientifica sul personaggio. Potremmo auspicare un serial televiso dello stile Cold Cases, CSI, NCIS, Criminal Minds alla ricerca di questi strani fantasmi dello storia. Notevole sarebbe una analisi storico comparata tra eroi fondatori di nazioni e popoli, da Garibaldi a Gugliemo Tell, da Washington a Napoleone, dal El Cid a Gilgamesh, da Zapata a Mao. Dopo un centinaio di puntate, scavato a fondo nelle storie Alessandro, Carlo Magno ed altri 98 forse si potrebbe dedicare una puntata ai rimasugli ed in due ore dedicare 30 secondi a questo smemorato Alberto che si ricorda le cose a spizzico (or mi sovvien) come se avesse preso un colpo di alabarda in testa.

FF

 

 

Risultati Settimanali (Dal 5/10/2009 al 11/10/2009)

I dieci film più visti della settimana

Pos. Film Naz. Distr. Incasso Presenze
1 BASTARDI SENZA GLORIA (INGLOURIOUS BASTERDS) USA UNIVERSAL S.R.L. € 2.942.174,93 483.517
2 BAARIA ITA MEDUSA FILM S.P.A. € 2.378.677,11 407.992
3 G-FORCE: SUPERSPIE IN MISSIONE USA WALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 958.819,01 117.151
  4 FAME - SARANNO FAMOSI USA LUCKY RED DISTRIB. € 808.115,70 122.668
  5 BASTA CHE FUNZIONI (WHATEVER WORKS) USA MEDUSA FILM S.P.A. € 705.844,98 117.514
  6 L'ERA GLACIALE 3 - L'ALBA DEI DINOSAURI (ICE AGE: DAWN OF THE DINOSAURS) USA 20TH CENTURY FOX ITALIA S.P.A. € 498.038,85 63.582
  7 BARBAROSSA ITA 01 DISTRIBUTION € 432.533,82 65.665
  8 DISTRICT 9 USA SONY PICT. ITALIA S.R.L. € 380.843,95 60.885
  9 LA DOPPIA ORA ITA MEDUSA FILM S.P.A. € 347.790,31 54.479
  10 LE MIE GROSSE GRASSE VACANZE GRECHE (MY LIFE IN RUINS) USA VIDEA-CDE S.P.A. € 301.037,04 45.404

© Cinetel S.r.L.


Chi l'ha visto?

ciamanaut 13/10/2009 - 11:22

Non l'ho visto, non lo vedrò. Due conti sulle presenze in sala, grazie alle statistiche di Palma/Cinetel. Chi l'ha visto ha speso 6,5€ in media. Un pò meno di chi ha visto L'era glaciale 3 (7,8€). Un pò più di chi ha visto Bastardi senza gloria (6,1€) e Baaria (5,8€). Tarantino e Tornatore spadroneggiano nei gusti nazionali non solo nel week end, a quanto pare. Sarebbe interessante avere le statistiche regionali o provinciali, per assegnare meglio un punteggio in termini di gradimento geografico. Per quanto riguarda la RAI e i suoi finanziamenti, come non essere d'accordo con Brusco?

peca da dio

palma 30/10/2009 - 14:01

 

 

Riporto piu' in basso i dati non noti quando usci' il film. Che per la gioia di grandi e piccini verra anche trasmesso dall'organizzazioni di Fede, petroni, e Santoro sul piccolo schermo (in due dosi.)

Il titolo funziona solo in una lingua che non e' l'Italiano.

 

Tra le tante voci di spesa, ci sono 400 costumi, 100 carri falcati, 200 armature (perfette riproduzioni realizzate in India), 4.550 cavalli, 12 mila comparse, più i cachet degli attori, incluso Raz Degan nei panni di Alberto da Giussano. E tutto il resto, naturalmente. Spesa finale: 30 milioni di dollari, compresa la postproduzione per le 800 scene trattate con effetti speciali digitali.

Chi ha pagato? Al 60 per cento imprenditori privati vicino alla Lega, al 40 per cento la Rai: 12 milioni di euro di soldi dei contribuenti, quindi,  a pesare sul bilancio già drammaticamente in rosso della tivù pubblica.

Soldi che, ormai è certo, non torneranno mai indietro: nei cinema "Barbarossa" è un flop e l'incasso dei botteghini - secondo le previsioni - non coprirà nemmeno un terzo delle spese sostenute.

L'ultimo spreco di denaro pubblico ha un nome e cognome preciso: Umberto Bossi, capo della Lega e grande sponsor politico del progetto, nonchè amico personale del regista e pure presente in un cameo nella pellicola di Renzo Martinelli.

Berlusconi insomma ha usato la Rai (che imporrà il film in due puntate anche sul piccolo schermo) per tenersi buono l'alleato di governo, a spese nostre.

Dev'essere questo il famoso "Roma ladrona", lo slogan con cui la Lega ha mosso i suoi primi passi fino ad arrivare direttamente a usufruire del bottino.

 

 

12 mila comparse

in  buona parte rom, perché costavano meno

 

http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_24/barbarossa_film_7a69948e-...

 

Re(1): peca da dio

palma 31/10/2009 - 08:45

Signora Orsola.. quanto e' cattiva..... 

Re: peca da dio

lugg 31/10/2009 - 10:34

Spesa finale: 30 milioni di dollari

Ma non erano euro?

Scusate la puntigliosita' - la somma e' comunque notevole.

PS. sara' cattiva la signora Orsola, ma anche precisare che le armature sono "perfette riproduzioni realizzate in India" non e' male :)

Per la soap Agrodolce 50 milioni di euro

Metà sono a carico della Regione Sicilia, il resto della Rai. «È un romanzo popolare, dà lavoro a tanti isolani»

Siccome i problemi occupazionali ci sono anche sulle Alpi, vorrei fare una soap su mastri di sci e storie d'amore con belle turiste strappate ai rudi (dal cuore grande) valligiani: a chi bisogna rivolgersi?

A chi di competenza

palma 17/12/2009 - 14:03

Mandi il dossier a Sxa Rubra, consiglio anche un pre-telefonata di Gentilini e delle comunita' montane, dato il tema che Le interessa.

Ci siamo capiti, la ringrazio. Però Gentilini non è alpino, se pur Alpino. E mi pare che conti poco verso il Tevere, altrimenti avrebbe già fatto girare una serie sulla razza Piave.

la C

palma 22/3/2012 - 10:39

la cloaca di Saxa Rubra, dove marzullo mangia l'escremento di marrazzo, dove garimberti succhia l'alluc e a petroni, alla riscossa VIVA IL BARBAROSSA

 

http://www.kataweb.it/tvzap/2012/03/21/un-flop-al-cinema-il-barbarossa-leghista-arriva-in-tv-398437/?ref=HRESS-8

Sword of War

tizioc 22/3/2012 - 12:37

Notare che il film è uscito anche negli USA (in DVD) con il titolo Sword of War.  Paradossalmente, i temi storici trattati dal film (i Comuni medievali italiani, la lega lombarda contro Barbarossa) che in Italia hanno fatto tanto discutere sono invece considerati interessanti ed innovativi, e ciò che delude è l'esecuzione davvero mediocre, a partire dalla sceneggiatura e da alcuni aspetti della regia e dell'editing (mentre invece gli attori ingaggiati a caro prezzo salvano il salvabile).  Il film sarà anche politicizzato, ma è forte il sospetto che se non fosse stato per l'intervento così marcato dell'attore "pubblico" avremmo avuto qualcosa di meglio, e persino l'immagine della LN ne avrebbe tratto giovamento.

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