HHHH

Un libro di finzione che vuol dir la verita'.

La Storia, maiuscola intenzionale, e' la nota storia dell'invio di due suicidi paracadutati nella campagna ceca con l'unico compito di assassinare l'assassino. I primi due si chiamano Jozef Gabčik and Jan Kubiš, il terzo dal cui nome il titolo deriva e' Heydrich, violinista, schermidore di talento, pilota provetto, padre affettuoso, grande amatore, inventore della soluzione quasi finale del tedioso problema ebraico che tanto afflisse l'Europa.

Reinhard Tristan Eugen Heydrich fu l'inventore delle unita' operative che seguirono l'ordinanza dei commissari. A tuttoggi il linguaggio degli amministratori e' oscuro e i gruppi operativi rimangono celebri come Einsatzgruppen. Fecreo tra 1,7 mil e 2.mil di morti, inclusi bambini, cretini, comunisti zingari, ebrei sia comunisti che anticomunisti.

Egli fu poco dopo l'originale individuo che osservo' che anche le ss vomitano vedendosi sporcare la livrea dal cervello che schizza dal teschio. Ne dedusse che bisognasse trovare una soluzione finale, che venne discussa nella villetta al numero 56 di am Großen Wannsee. Il resto, come si usa dire, e' storia.

Binet si prende cura di annoiare il lettore con molte osservazini che hanno a che fare con l'avversione di Binet al successo di Littell (Littell delle Benevole, pure disponibile da Einaudi per la traduzione italiana.) Tuttavia quando si elimina l'usuale scemenza promulgata da  un quadrilatero di tre kilometri di lato dal sesto al settimo distretto (di Paris) il libro ha un aspetto interessante e Borgesiano: quanto si puo' copiare il mondo con tutto il dettaglio riproducibile facendo ancora un gesto letterario (e non, ad esempio, documentaristico)?

La risposta di queste lettore e' parzialmente positiva. I passaggi pe  dei novecento sgherri di Gestapo e simili all'esterno. La storia, per chi se la ricorda e' la base su cui, non molto fedelmente, Brecht e Lang inventarono ANCHE I BOIA MUOIONO, film del 1943.

10 commenti (espandi tutti)

grazie,

castaldi 14/8/2012 - 17:18

Bamiba, lo prenderò questo libro.

carissima perchè non "provi" a riprendere la tua rubrica su nfA? Adesso il nuovo sistema di gestione dei commenti dovrebbe limitare l'aggressività degli stessi.

(vedi profilo)  

oops! mi scuso per il qui pro quo. PS Natalia la richiesta rimane comunque valida, sappiamo che i post di Palma li leggi :-)

:)

castaldi 15/8/2012 - 14:42

li leggo, li leggo. vi leggo.
fate i bravi.

?

floris 15/8/2012 - 14:41

Mi sfugge qualcosa, il profilo non rimanda al sito di Natàlia C. ?

ne ho due

castaldi 15/8/2012 - 14:56

uno è personale, quello cui accedi dal mio profilo utente; l'altro è Poetarum Silva, il collettivo dei meltin' po(e)t_s di cui sono caporedattore e la cui URL è http://poetarumsilva.wordpress.com

Buon Ferragosto e lasciamo spazio alla lettura di Adriano, Michele, etc etc.
ciao

intervista

ne'elam 14/8/2012 - 19:58

qui una breve intervista.  Il succo a me pare essere la sua affermazione

I love novels, I love fiction, but I don’t like it when fiction claims to be more true than the truth.

un errore mio del proto manca di indicare che il volume di Binet venne tradotto in italiano, per i tipi di Einaudi.

Il titolo venne mantenuto come l'originale, il quale e' uno scioglilingua

Himmlers Hirn heisst Heydrich

 e significa che il nome del cervello di Himmler  e' Heydrich.

mi permetto di  suggerire una piccola correzione

con l'unico compito di assassinare  giustiziare l'assassino.

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