Alcune cose in più sulla manovra

11 luglio 2011 alberto bisin e sandro brusco

Il 6 luglio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 98 ''recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria''. I contorni della manovra sono ora più chiari, anche se probabilmente destinati a cambiare nel dibattito parlamentare. Abbiamo già espresso i nostri dubbi su una manovra che sposta il peso degli interventi di maggior peso a dopo le elezioni, e i mercati finanziari si sono già incaricati di confermare la fondatezza dei nostri timori. Avevamo anche suggerito che una patrimoniale era nelle intenzioni del Tesoro, e si è poi scoperto che una forma di patrimoniale era infatti nascosta tra i dettagli della manovra.

In questo post aggiungiamo alcune considerazioni, sia relative al processo di approvazione sia relative a un paio di punti della manovra che ci pare siano sfuggiti al dibattito e che vale invece la pena sottolineare.

È già stato detto molto della ultima manovra di Tremonti. Ci sentiamo di confermare tutto quello che abbiamo detto alcuni giorni fa quando, insieme a tanti altri, abbiamo notato la scarsa credibilità di una manovra tutta spostata su un futuro post-elettorale e abbiamo espresso il nostro timore che Tremonti avesse in mente una qualche sorta di patrimoniale. Da allora sono successe tre cose. Primo, i nostri governanti hanno offerto uno spettacolo sempre più vile e miserabile, dimostrando una cialtroneria, una ignoranza, e una mancanza di responsabilità che neppure noi, non certo generosi con questo governo, ci saremmo aspettati. Da rabbrividire, onestamente. Secondo, sono diventati più chiari i dettagli dei provvedimenti intrapresi e parallelamente è diventata più chiara l'assenza di una qualunque strategia organica del governo in tema di tassazione e spesa pubblica. Terzo, come al solito vari commentatori hanno levato i propri (intelletualmente deboli) scudi in difesa della manovra e del governo dagli attacchi "esterni". Roba da farci rimpiangere gli intellettuali organici degli anni '70, esempi di indipendenza e intelligenza al confronto.

Riguardo il primo punto, ha brillato l'allucinante tentativo di Berlusconi di usare di soppiatto la manovra per far passare una norma spudoratamente e palesemente disegnata per evitare le previste conseguenze della sentenza d'appello Cir-Mondadori sulle finanze di Fininvest. Questo ha per l'ennesima volta fornito la misura esatta di quali siano le reali priorità del Presidente del Consiglio. In un momento in cui la repubblica dibatte temi cruciali per la sua stabilità economica e sociale il Presidente usa trucchetti da magliaro di periferia per assicurarsi di non dover rispondere delle conseguenze delle sue attività illecite. Tutto ciò dà la misura esatta del marciume in cui sta nuotando il governo, e del suo sempre più marcato distacco con il resto del paese.

Ma veniamo al secondo punto, quello dei dettagli della manovra. Anche su questo molto è già stato detto, quindi limitiamo le nostre osservazioni ad alcuni dettagli che ci pare siano sfuggiti ai più.

1. Quanto sia incoerente la decisione di aumentare il bollo sul deposito titoli con la conclamata intenzione di spostare la tassazione dai redditi (imposte dirette) ai consumi (imposte indirette), o dalle ''persone'' alle ''cose'', come ama dire, incoerentemente, Tremonti. Se aumentare le imposte indirette e ridurre le imposte dirette ha un qualche senso, esso consiste nel tentativo di aumentare la propensione al risparmio. Ma se al tempo stesso si tassa il deposito titoli, cioè si aumenta la tassazione sul risparmio, è chiaro che non resta alcun progetto. Resta solo la manifesta incapacità di pensare al sistema fiscale in modo organico, per cui alla fine quando mancano i soldi si finisce al ''piglio dove mi riesce'': bollo sul deposito titoli, aumento dell'accisa sulla benzina e altre piacevolezze del genere.

2. Quanto l'estemporaneo provvedimento di eliminazione della indicizzazione delle pensioni oltre i 2300 euro renda più tenue il legame, sia effettivo sia atteso per il futuro, tra contributi versati e la pensione percepita. Si tratta effettivamente, almeno se l'inflazione resta agli attuali livelli, di poca cosa ma il principio è importante. Per decenni gli italiani sono stati educati all'idea che il livello della loro pensione non dipendesse in modo sostanziale dal valore capitalizzato dei contributi versati ma da altre variabili. In principio, una volta finito il lunghissimo perido di transizione della riforma Dini il legame tra contributi e pensione dovrebbe essere stretto ed evidente al lavoratore. Ma questo ovviamente non vale se i governi ritengono di poter arbitrariamente intervenire sui livelli delle pensioni in un senso o nell'altro. Quando i cittadini osservano che i contributi versati non generano obbligazioni inviolabili da parte della controparte (lo Stato, in questo caso), ma semplicemente generano promesse che possono essere disattese a ogni consiglio dei ministri, allora è più probabile che i contributi sociali vengano considerati come una forma pura di tassazione, con i conseguenti effetti negativi sull'offerta di lavoro. Ripetiamo, il provvedimento in sé non è particolarmente importante dal punto di vista quantitativo. Ma è importante che ancora una volta gli italiani percepiscano che le loro pensioni sono il frutto di decisioni politiche contingenti piuttosto che il risultato di un patto ben pensato e inviolabile di solidarietà intergenerazionale.

3. Quanto laida e disgustosa sia la patrimoniale, non solo nella sostanza ma anche e soprattutto nella forma: una imposta di bollo, tendenzialmente regressiva, nascosta tra le pieghe della manovra. Nemmeno il coraggio di dire apertamente al paese che si riteneva necessario ricorrere alla sua ricchezza privata. Nemmeno il coraggio di chiedere esplicitamente al paese un sacrificio. Una furbata, seconda solo a quella della norma spudorata per salvare Fininvest. Una imposizione patrimoniale, nell'immaginario collettivo di una economia di mercato,  non è una tassa come un'altra. È l'ultima spiaggia di un paese che, sull'orlo del baratro, si aggrappa ai risparmi dei cittadini. Richiede una certa gravitas, una contrita argomentazione della sua necessità. E invece, altro che gravitas, la patrimoniale è arrivata come una mano veloce di poker di un governo intento a feste, festini, veleni, e ogni altra diavoleria da corte rinascimentale - a spese del paese. Chiaro come tutto ciò induca (ristabilizzi, nel nostro caso) una mancanza totale di fiducia del contribuente e del cittadino riguardo allo stato avido e invadente.

Il terzo punto riguarda la reazione dei mercati e la controreazione dei poltici e degli economisti di riferimento. Per i politici, cercare di mettere una toppa retorica ai propri misfatti è parte del lavoro. Non è quindi sorprendente che dopo una manovra come questa e una reazione dei mercati alla stessa di totale discredito - che ha portato lo spread rispetto ai titoli tedeschi a 240 punti base - i politici urlino ad un qualche complotto "esterno".  In questo senso va intesa la vicenda della conferenza stampa in cui Tremonti ha dato del cretino a Brunetta. Le ragioni dello sprezzante giudizio del ministro dell'economia, a quanto racconta lo stesso Brunetta, stanno nel fatto che Brunetta stava spiegando quanto poco incidesse la manovra sul pubblico impiego. Questo ha indispettito Tremonti, che invece vorrebbe far credere ai mercati che la manovra sta facendo tantissimo. Cialtroni entrambi. Brunetta che non comprende che sedere in silenzio in Consiglio dei Ministri quando la manovra è approvata priva del diritto intellettuale di provare a infoiare i mercati il giorno dopo; Tremonti   che crede che i mercati si facciamo infinocchiare dalle sue affabulazioni, o da quelle di Brunetta.

Ben più grave è invece a questo proposito l'articolo sul Corriere di Alberto Quadrio Curzio che, con tono ingiustificatamente professorale, suggerisce (senza nemmeno il coraggio di dire esplicitamente) che le società di rating stiano sobillando l'attacco di questi giorni ai titoli di debito pubblico italiano, nonostante la ''rigorosa manovra'' del governo. Siamo stanchi di ripeterlo ma non è così. Non sono le società di rating, non sono gli speculatori cattivi, non sono nemmeno i pirati della Malesia. Il paese ha un enorme debito, ha un deficit pesante, e ha una classe dirigente che in queste settimane ha dimostrato, più di quanto non avesse già fatto, di essere completamente inadeguata rispetto ai compiti che ha di fronte - con una manovra che procrastina i tagli necessari al 2013 e al 2014  e con un atteggiamento di totale irresponsabilità (per non parlare delle vertenze aperte di corruzione rampante  - morale e finanziaria). È così difficile da comprendere che in questa situazione chi presta soldi al Tesoro lo fa sempre meno facilmente, cioè richiede tassi più elevati? Come vi sentireste se incontraste un imprenditore, a cui avete prestato denaro, ubriaco in un bar a fare a cazzotti col suo socio? Non abbiamo certo voglia di metterci a difendere le società di rating, che indubbiamente non sempre fanno bene il loro lavoro. Nel migliore dei casi sono inutili e nel peggiore corrotte, ma non c'entrano nulla in questo caso - al massimo vanno cercando facile pubblicità cavalcando a lato dello scontento degli investotori in titoli  (tra parentesi, la proposta di Quadrio Curzio - società di rating dipendenti dalla politica europea - è molto peggio della situazione corrente). Ma indicare come colpevoli dell'aumento dello spread tali società è veramente concentrare l'attenzione sul dito e ignorare la luna.

E poi altro che fermare le vendite allo scoperto. Ciarlatani. Ciarlatani e cialtroni  sono, tutti quanti.

119 commenti (espandi tutti)

Secondo Superbonus, domani a Tremonti (che sarà qui a BXL per un Eurogruppo) chiederanno di anticipare al 2012-13 il saldo della manovra. E' una previsione sensata, e consistente con la linea d'azione delle autorità Europee. Quindi in ogni caso si balla.

RR

Tra l'altro, se la situazione non cambia, essendo gli interessi aumentati di 10 miliardi di euro annui, la manovra alla fine verrà di fatto mangiata proprio da questi interessi in più, o sbaglio? 

essendo gli interessi aumentati di 10 miliardi di euro annui

non esageriamo:

se tutte le emissioni del prossimo anno rolling dessero interessi di un punto superiore al passato, per effetto della duration media del debito, ciò comporterebbe per l'anno prossimo rolling (inizio 10 luglio) 2,8 miliardi in più per interessi. Il tendeziale su cui è stata calcolata la manovre ne prevedeva 7.0.

beh forse esagerano ma l'apertura di oggi non è positiva.

 

In più mi pare che nei prossimi 5 anni si rinnoverà la metà del debito circa, ad interessi più alti (e se continuamo così, sempre più alti). 

Gia fra quest'anno e l'anno prossimo sono circa 360 miliardi, quindi sono circa 4-5 miliardi con 1.5% di punti in più. 

Non ho capito bene se nell'articolo si sostiene un rapporto di causa/effetto fra la manovra pubblicata il 6 luglio e l'attacco al debito pubblico italiano del 7 e 8 luglio. A me l'ipotesi sembrerebbe plausibile.

Mi sembrate un po' qualunquisti. Ciarlatano quello, l'altro inadeguato, l'altro ancora incapace, etc. Sembrate una versione più erudita di Beppe Grillo. Dovete capire che oltre all'indignazione, oltre alla critica, servono anche proposte concrete. Siete in grado di produrle? Siete in grado di ottenere un consenso ampio su quelle proposte? A me pare che vi siano stimati economisti keynesiani che dicano cose radicalmente opposte alle vostre. Chi ha ragione? Come pensate di convincere la popolazione che siete voi quelli nel giusto?

A bastonare, a destra e a manca, sono capaci tutti, basta un Beppe Grillo qualunque. Poi però serve costruire. E per costruire bisogna raggiungere dei COMPROMESSI -guarda un po'!- con le altre forze parlamentari, bisogna chiedere sacrifici alla popolazione mentre l'opposizione si inventa strumentalmente qualunque cosa per sobillare le masse contro il governo (voi, o chi per voi). E poi bisogna sopravvivere. Sopravvivere alle cause che la magistratura metterà in piedi contro di voi, perché sappiamo bene che lo farà. Sopravvivere al vostro sputtanamento che certi giornali diffonderanno in lungo in largo, perché sappiamo bene che lo faranno. E poi bisogna sopravvivere alla popolazione, perché -sia chiaro- se si mette in atto una riforma liberale vera in questo paese, se si taglia la spesa pubblica e dunque si mette in ginocchio il Sud, se si riducono le tutele contrattuali ai lavoratori intoccabili, se si aboliscono gli ordini professionali, se si fa un federalismo alla Luca Ricolfi, il popolo insorge, mette a ferro e fuoco le città e infine vi taglia la testa. 

Ecco, tenendo presente questo quadro, che fotografa la reale indisponibilità della gente a cambiare e a fare sacrifici, forse al posto vostro sarei più cauto nelle critiche alla classe dirigente. Basti riflettere su come è stato accolto Marchionne in Usa e in Italia, per rendersi conto di quanto sia difficile mettere in moto un cambiamento qui.

Sarei curioso di sapere quali sono i nomi degli "stimati economisti keynesiani" a cui ti riferisci. Sorvolo sul fatto che in questo dibattito essere keynesiani o meno non c'entra molto. 

E poi bisogna sopravvivere alla popolazione, perché -sia chiaro- se si mette in atto una riforma liberale vera in questo paese, se si taglia la spesa pubblica e dunque si mette in ginocchio il Sud, se si riducono le tutele contrattuali ai lavoratori intoccabili, se si aboliscono gli ordini professionali, se si fa un federalismo alla Luca Ricolfi, il popolo insorge, mette a ferro e fuoco le città e infine vi taglia la testa.

Eh bum! Non siamo piu' nel 1792 e nemmeno nel 1917: nessuno taglio' la testa alla Thatcher o a Roger Douglas. Qualche politico non sara' rieletto, magari qualche vetrina andra' a fuoco come ad Atene, ma poi tornera' la normalita'. Basta solo non cercare scuse per l'inazione e l'uso della politica per riempirsi il portafoglio, e si possono portare a compimento anche riforme difficili.

Eh bum! Non siamo piu' nel 1792 e nemmeno nel 1917: nessuno taglio' la testa alla Thatcher o a Roger Douglas. Qualche politico non sara' rieletto, magari qualche vetrina andra' a fuoco come ad Atene, ma poi tornera' la normalita'. Basta solo non cercare scuse per l'inazione e l'uso della politica per riempirsi il portafoglio, e si possono portare a compimento anche riforme difficili.

 

Sono d'accordo. Ma a questo punto sono anche convinto che l'idea del Sig. Fumagalli sia alquanto diffusa trai nostri politici di destra e sinistra (e di centro). Non riesco a giustificare altrimenti il ciarlare vano di "riforme" che in tanti anni non ha mai portato a nulla.

Ah, sì le "liberalizzazioni" di Bersani. 

Alla fine dei conti sarei ben felice di scambiare una o due leggi ad personam con una seria riforma del paese. Ma se il "dittatore" Berlusconi in tanti anni di governo non è mai riuscito nemmeno a farsi le prime, allora come potremmo aspettarci la seconda da un Bersani, un DiPietro o un Vendola (taccio sulle mezze tacche come Casini, Fini e compagnia).

 


Enzo sono d'accordo. Tuttavia mi stupisco come, di fronte all'ennesima frugata nelle tasche degli italiani, solo pochi si rendano conto di come questi stiano facendo peggio di niente. Non mi aspetterei la gente con i forconi, ma molta piu' indignazione.

Non credo che la cosiddetta opposizione farebbe di meglio, forse solo chiamerebbe le cose con il loro nome: patrimoniale e statalizzazione.

Non ci metterei la mano sul fuoco. Scusate, durante l'iter di approvazione della riforma universitaria, ce lo siamo dimenticato? Non c'è mica stato un tentativo di occupazione del Senato? E la statuetta del Duomo in testa a B.? Il fumogeno che ha quasi ammazzato Bonanni durante una festa del PD? Le proteste più o meno squadriste di alcuni cittadini organizzati che impediscono sistematicamente dibattiti, convegni, etc? Le pietre in testa ai poliziotti?

Il clima è pessimo. Tra l'altro ricordo che in Italia c'è gente che soffia continuamente sul fuoco -vedi i vari Grillo e Santoro- e che più o meno tra le righe sobilla la popolazione alla rivolta, in stile "Primavera Araba". E ci sono anche intellettuali di sinistra che si augurano colpi di stato militari da parte dell'esercito. 

Quando le condizioni ambientali sono queste, non metterei la mano sul fuoco che noi alla Thatcher non taglieremmo la testa.

Sopravvivere alle cause che la magistratura metterà in piedi contro di voi, perché sappiamo bene che lo farà.

 

Un modo quasi sicuro per sopravvivere a questo è quello di non commettere reati. Non c'è ovviamente la certezza, ma è molto probabile. Invece corrompere un giudice fa sì che ci siano serie possibilità di essere beccati. Ha mai riflettuto su questo semplice fatto? Non commettere reati sembra un buon modo per non finire in cella. Lei cosa ne pensa?

Non commettere reati non è affatto sufficiente in Italia. Se ti inimichi parte della magistratura, magari perché giustamente intendi riformarla e renderla efficiente, puoi anche essere Gandhi che una bell'avviso di garanzia ti arriva. E se non arriva a te, magari arriva a tua moglie o a tuo figlio (vedi il caso Mastella, ministro della Giustizia).

Poi arrivano i giornali politicizzati a spiattellare tutte le carte delle procure (chiaramente solo quelle dei PM) spacciandole quasi per fatti accertati, un po' per sputtanarti un po' per aumentare le vendite.

Poi si diffonde la percezione nella popolazione che anche tu -Gandhi- sei lì perché vuoi arraffarti dei privilegi, perché devi dare qualche aiutino agli amici degli amici, etc.

A quel punto hai due scelte: se ti dimetti, alla anglosassone, e aspetti la sentenza, la tua carriera è finita e la parte del paese che non vuole essere riformata, vince perché tu per tutti quei 10 anni resti un mascalzone; se non ti dimetti, sei semplicemente moralmente inqualificabile, e comunque la tua immagine è infangata a vita perché non sei più al di sopra di ogni sospetto.

per capirsi, SB è anche lui un Gandhi?

SB non è Gandhi. Ma il fatto che tu abbia posto questa domanda, mi fa intuire (magari sbaglio) che dentro la tua testa il mondo si divida tra il bene (ANTI SB) e il male (PRO SB). E il fatto di ricondurre ogni questione, ogni riflessione, ad un perenne scontro tra Guelfi e Ghibellini, impedisce alle persone di agire razionalmente e di riflettere nel merito. E credo che questo sia un problema culturale anche più grosso di SB.

Mi sembra di aver affermato abbastanza chiaramente che il non commettere reati è una condizione necessaria, ma non sufficianete. Le storture esistono in qualsiasi sitema.

Per quanto riguarda Gandhi, una classe politica che annoverasse tra i suoi peggiori elementi uno come Gandhi sarebbe del tutto legittimata a chidere la testa di chi lo ha accusato ingiustamente. E in un paese così chi deve mozzare quella testa si sintirebbe in dovere di mozzarla!

Diverso il caso in cui Gandhi porponesse una riforma della Giustizia nella quale propone di esentare da qualsiasi legge le aziende di Gandhi. La puoi chiamare come vuoi, certamente e una riforma, ma non è una riforma che serve a tutti i cittadini.

 

Caro Fumagalli, cerco di sorvolare sul tono del tuo commento. Soprattutto quei...  "Dovete capire che...."  che potrebbero essere forse appropriati se noi facessimo politica. Ma non la facciamo - e quindi non dobbiamo niente a nessuno. Poi ci sono critiche e critiche. Se a te pare che le nostre critiche siano dello stesso tenore di quelle di Grillo, che a me paiono spesso populistiche e anti-capitalistiche, .... 

Infine, la questione delle proposte. Dunque, la posizione mia e di Sandro, e' che la sostanza della manovra andava addossata a 2012 e 2013 e non procrastinata. E soprattutto che in Italia vada tagliata la spesa in modo sostanziale e abbassate le tasse. Quali capitoli di spesa, dirai tu. Non abbiamo mai fatto una lista - varrebbe la pena farla - ma nel sito nel corso degli anni esempi vari sono stati fatti. Dico che andrebbe fatta la lista perche' mi interessa - intellettualmente - mettere in fila i capitoli e contare i risparmi, non perche' voglia rispondere in alcun modo alle tue ridicole malriposte pretese ("siete in grado di produrle?) ne' tantomeno perche' pensi di "ottenere un consenso ampio". Non e' questo il mio lavoro, ne' il mio compito - da economista intellettuale. 

Per quanto riguarda i keynesiani, non mi stupisce che tu non riesca a distinguere la portata delle argomentazioni nostre dalle loro - visto che non riesci a distinguere le critiche nostre da quelle di Grillo. Ma il punto e' questo, nel dibattito intellettuale conta la solidita' delle affermazioni. So anche io che e' piu' facile avere supporto popolare chiedendo nuove spese invece che nuovi tagli. Tant'e' - non mi interessa il supporto popolare. E l'economia dei keynesiani (quelli cui tu ti riferisci) e' cosi' povera di supporto teorico ed empirico che nel dibattito intellettuale non conta nulla. Bisogna avere il coraggio di dire cose che non contano nel dibattito popolare. Come dice Fabio: guardiamo crescere l'erba d'inverno.

 

Ma chi sarebbero i keynesiani? Krugman o Brancaccio?

Ovviamente l'intervento di Fumagalli non coglie affatto nel segno, però mi ha dato occasione di riflettere sul fatto che, effettivamente, non mi dispiacerebbe un vostro impegno in prima persona. Il mio voto lo avete.

 

Quali capitoli di spesa, dirai tu. Non abbiamo mai fatto una lista - varrebbe la pena farla - ma nel sito nel corso degli anni esempi vari sono stati fatti.

Da questo punto di vista, la previsione di una spending review (art. 9) non sembra una cattiva idea. Chiedo scusa anticipatamente per l'ottimismo.

Alberto, Sandro & c

è vero, Voi e gli altri amici di NfA vi occupate professionalmente di economia, ed in questa veste quello che fate è condurre un dibattito intellettuale; però, qui si discetta di argomenti che oltre alla valenza scientifica hanno anche quella civile, e del resto ciò traspare molto chiaramente dai toni che usate, i quali contengono una passione che uno non troverebbe in una discussione, che so, sulla foza nucleare debole: argomento massimamente affascinante ma senza ovvie conseguenze concrete, come invece sono concrete le conseguenze di azioni che rischiano di portare quella che bon gré mal gré resta la propria Patria verso il baratro dell'insolvenza finanziaria - o no?

Dunque, senza alcun intento provocatorio, vorrei invitarvi ad una riflessione: possiamo provare a fare qualcosa per questo disgraziato Paese? possiamo incominciare a mettere giù dei punti semplici su cui coagulare un minimo di consenso (non movimentista, per carità, s'intende: parlo almeno di una cross section di "classe dirigente" & assimilata), e sponsorizzare una piattaforma che abbia senso e per cui valga la pena di "battersi"?

Esempio: giusto, dobbiamo tagliare le spese di X. Andiamo a vedere i capitoli, facciamo i conti di quanto si può tagliare e di quanti compatrioti si fanno incazzare tagliando, e quanti invece ne facciamo contenti, e vediamo cosa ne viene fuori? Ci contiamo un attimo? Lavoriamo su quale sia la nuova convergenza di interessi nella società civile, posto che le "classi" che hanno ancora in mente queli belinoni della nostra sinistra sono già estinte da 30 anni?  

Io vi dico, per esempio, nel mio piccolo:  se troviamo le risorse per pareggiare il bilancio, mi costa 50-100K € tra una tantum e patrimoniale, per me sta bene, non cambio la macchina ed in vacanza vado in campeggio in Slovenia, ma ci vado senza vergognarmi  di essere italiano. Però vorrei veder pagare anche il mio salumiere, elettricista, idraulico; vorrei che pagassero l'IVA; vorrei abolire le province, tagliare le consulenze pubbliche, ridurre i parlamentari a 500; vorrei licenziare gli imboscati nelle Ammistrazioni, etc. Del resto, se fossi a sudare alla pressa, dietro la cattedra di un liceo e in un call center, metterei sul piatto molto meno, ma qualcosina metterei pur di finirla di farmi sodomizzare dall'altra metà del Peese!

Chi le porta avanti queste istanze? quel bollito di Franceschini per pur di non perdere 50 voti si astiene sulle province?

Dunque, tornando in tema , perchè non cominciamo a fare questi conti e ad elaborare una piattaforma concerta, che regga dal punto di vista economico, e poi la si va a "pitchare" nella società, partendo da chi decide?

Cari saluti

filippo

 

 

 

 

Filippo (e tutti gli altri che ci stanno scrivendo su simili posizioni): parlo per me, che non voglio implicare Sandro e gli altri. Apprezzo la passione civile - e il mio impulso, dopo aver letto il tuo commento/sfogo e di chiedere dove passano le armi ai rivoltosi e arruolarmi. Pero':  tutto sommato questa passione civile e' quello che mi spinge a lavorare al blog - e la ragione per cui dico, non mi interessa il calcolo politico e la politica, non e' falsa modestia ne' un tentativo di farmi spingere dalle masse grass root di nFA - e' proprio che non ne ho la capacita' ne' il desiderio. Quando dici "facciamo i conti di quanto si può tagliare e di quanti compatrioti si fanno incazzare tagliando, e quanti invece ne facciamo contenti" io ci sto con entusiasmo, ma mi fermo al primo passo. I conti di chi si fa incazzare non li so fare. 

Detto questo, quando vendendo l'idea di questo blog, un amico mi disse  "non sia mai detto che io mi perda una causa persa". Neanche io. naturalmente sono d'accordo su tutto quello che dici. Buttiamoci. Parliamone. Io comincio a fare la lista della spesa (da tagliare).  

 

even less than 2, maybe...

...giusto perchè ho appena letto l'articolo:

http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/10/Case_appalti_segreti_della_Sogei_co_8_110710001.shtml

 Prima proposta concreta (già fatta più volte): facciamo come in Spagna. Taglio non recuparabile del 5% degli stipendi dei dipendenti pubblici, a salire al 10% per quelli oltre una certa soglia (3000 euro netti?).La spesa per stipendi è 140 miliardi - tenendo conto delle tasse e dei contributi si possono risparmiare almeno 5-7 miliardi

PS ci perdo un bel po' di soldi

Che novità, un bel taglio lineare :-)

E comunque lo hanno appena fatto, e pure peggio, bloccando gli stipendi per tre anni non recuperabili agli universitari (DL 78/2010). Sei un ricercatore, mi pare: sai cosa vuol dire questo blocco per un ricercatore nel primo triennio? 300 o 200 euro IN MENO ogni mese (su 1300 o 1600).

 

 

Che novità, un bel taglio lineare :-)

Io volevo essere solidale e misericordioso. L'alternativa è una ondata di licenziamenti tipo in UK

comunque lo hanno appena fatto, e pure peggio, bloccando gli stipendi per tre anni non recuperabili agli universitari (DL 78/2010). Sei un ricercatore, mi pare: sai cosa vuol dire questo blocco per un ricercatore nel primo triennio? 300 o 200 euro IN MENO ogni mese (su 1300 o 1600).

Se è per questo, lo prevede anche la manovra. Ma un mancato aumento non è un taglio.

 

Io comincio a fare la lista della spesa (da tagliare).

Sono d'accordo. L'analisi potrebbe partire da qui: capire a che cosa (e magari anche a chi ;-)) rinunciare nel pubblico per liberare risorse. E a che scopo (pagare i debiti, ridurre la pressione fiscale, crescere...?) 

 

IMHO, non si tratterebbe solo di elencare le spese improduttive e gli sprechi, ma anche di definire con precisione l'attuale perimetro del settore pubblico in Italia e di immaginare dove e come ridurlo nel suo complesso.

Io comincio a fare la lista della spesa (da tagliare). 

So che non è utile come un taglio, ma non farebbe bene alla crescita se a parità  di costo la PA producesse di più? Tipo aprire tutti gli sportelli mezz'ora prima e chiuderli mezz'ora dopo senza aumenti ai dipendenti? 

So bene che se uno lavora 2 pratiche al dì lo fa sia che lavori 8 che 9 ore. Però se apro lo sportello dell'ufficio postale un'ora in più, materialmente riuscirò a pagare più bollettini. Così se faccio girare i controllori un'ora in più farò più multe e via discorrendo.

Poi se un ufficio produce molto meno della media nazionale (proprio come numero di timbri o certificati emessi al giorno) si potrebbe cominciare a multare chi lo dirige (fatte le dovute verifiche sulla reale entità delle prestazioni erogate)...

NB ci arrivo che nel paesello in media fanno meno certificati e ci sono meno code per cui un'ora in più ha effetto quasi nullo. Però anche lì commettono le infrazioni da multare e ci sono imprese e cittadini che potrebbero beneficiare dei maggiori e più rapidi servizi della PA

Per quel che vale la mia opinione, io concordo. Ma a questo tipo di argomenti arrivano sempre le stesse risposte: evasione, guerre, sprechi, corruzione.

Se non si mettono dei numeri su quelle 4 voci (sull'evasione lo avete fatto, sprechi e' un po' vago), diventa difficile convincere tutta la ciurma socialista (di destra e di sinistra).

sprechi in effetti è un eufemismo: usare ruberie e furti farebbe maleall'immagine del paese.

Ti è forse sfuggito che non passa giorno che non si scopra qualcuno ahe ha arraffato decine o centinaia di milioni? E degli iceberg emerge solo la punta secondo la legge di Archimede.

La Corte dei Conti ha stimato la corruzione (somma degli "sprechi") in 60 miliardi/anno in continuo aumento.

Sprechi e' vago perche' anche una politica economica (tipo incentivi 'verdi') puo' essere uno 'spreco'.

Il problema non e', secondo me, definire il numero, ma metterlo in rapporto al pil e fare una analisi seria. Se vuoi proporre tagli e hai, appunto, 60 mld di sprechi, rischi di iniziare una discussione senza fine sul 'dove trovare i soldi'. Stesso discorso vale per spese di guerra e corruzione. Per quale motivo, avendo queste spese, bisogna comunque tagliare?

Capiamoci, io sono super d'accordo, ma la vedo dura a convincere gli italiani a tagliare spesa prima di tagliare sprechi e altro.

Non per sminuire la corruzione, ma esistono anche gli "sprechi" come entità a se stante.

La complessità di certe strutture e/o procedure si traduce nello sprecare più denaro pubblico del necessario per ottenere un servizio. Spesso creando ulteriori costi dovuti alla scarsa efficienza del servizio.

Gli esempi son molteplici: il sistema giustizia (vedi articoli di Bisignano), le forze di polizia (spreco di ufficiali/dirigenti e costi sociali dovuti allo scarso coordinamento), le poste. Quantificarli non saprei e può darsi che l'incidenza di queste voci, a livello economico, sia forse trascurabile (anche se, intimamente, penso di no). Sicuramente zavorrano la competitività del paese e la qualità della vita.

e' proprio che non ne ho la capacita'

facciamo i conti di quanto si può tagliare e di quanti compatrioti si fanno incazzare tagliando,

un paio di curiosità prof Bisin ,giusto per approfondire la mia comprensione.

1)Ma quali sono le competenze specifiche riconducibili alla categoria 'politica'che tu o gli altri prof di questo blog o tante altre persone altrettanto preparate e competenti,ne scrivono molti su questo blog, non possedereste e che vi precludono l'oppurtunità di fare politica.

ascoltando i nostri politici cos'hanno in piu della media?la conoscenza di 3 4 vocaboli e nient'altro,io la vedo così.

spesso quando si parla di tagli alle spese lo si fa analizzando il bilancio,ma un'analisi maggiormente appropriata a questo scopo non dovrebbe essere attuata sulla base dell' attività e dell'organizzazione del lavoro nelle singole funzioni ed uffici al fine di evitare eccesso di personale ,deresponsabilizzazioni,ridondanze,personale demotivato ecc?

 

 

 

 

 

Costantino: no, 3-4 parole le conosco anch'io. Diciamo almeno 2-3. No la politica e' fatta di relazioni e di mediazioni, che io non so tenere e fare. Ne' mi interessa il piu' delle volte tenerle e farle. La politica poi ripaga essenzialmente in potere. Non voglio essere ipocrita dicendo che non mi piace il potere, ma diciamo che credo - in termini relativi - che mi piaccia poco. 

Che i tagli vadano fatti bene e che per farli bene bisogna avere informazioni che noi - e spesso nemmeno la politica - non abbiamo e' verissimo. Io credo che sarebbe fondamentale in Italia avviare procedure per valutare la produttivita' dell'amministrazione pubblica, sul serio, non facendo casino e alzando la voce come Brunetta. Queste cose si possono fare - una struttura accentrata e poi potere e responsabilita' decentrate - una moltiplicazione di quello che aveva fatto Tarfusser a Bolzano. Ma richiedono tempo. E se si deve tagliare con urgenza si va orizzontali. Per questo nel post io e sandro dicevamo che mano mano che si va avanti, poi i tagli diventano urgenti e sono piu' costosi.

Forse mi sbaglio prof,magari la mia idea è così semplice da non rappresentare in maniera veritiera la realtà.Le capacità di relazionarsi, di gestire rapporti,di trattare e di mediare per arrivare a delle soluzioni  che soddisfino le parti in causa non fanno parte di quelle abilità  che si possono acquisire con il tempo con la maturità personale con l'esperienza sul campo senza che si debba per forza costruirle con attività ad hoc?E comunque non fanno parte di una personalità intelligente competente e di buon senso?Se poi mi dici che non ti interessano che non ne sei inclinato caratterialmente allora ok ,niente da dire 

Per come la vedo io un manager,un responsabile di una funzione,un titolare di un ministero è prima di tutto una persona che 'sa come fare',che ha una visione  quanto piu chiara possibile circa le conseguenze delle decisioni che prende; ma tante volte ho letto in questo blog dei pezzi in cui criticavate, giustamente, Tremonti per degli interventi che riguardavano aspetti tecnici della sua professione ,mi viene in mente il pezzo in cui lo criticavate perchè sosteneva che per ridurre l'inflazione bisognava emettere banconote  anzichè moneta;oppure, tanti  nostri parlamentari  non conoscono la Costituzione o ancora ,ultimamamente ,la nomina di segretari e sottosegretari i cui studi o titoli nulla hanno a che vedere con l'incarico   da ricoprire.Tra l'altro in questo modo non si rischia di aumentare a dismisura il personale impiegato nell'amministrazione dello Stato?

Mi rendo conto che fare politica significa anche possedere quelle abilità che abbiamo citato ma queste non devono comunque necessariamente essere poggiate su competenze specifiche inerenti il ruolo che si  ricopre ?Come possono queste persone emanare leggi ,prendere decisioni che riguardano milioni di persone  se a malapena  conoscono  le materie che trattano?

 

E' un po' come quando si decide che ruolo avere in un ordine monacale o in un gruppo di preghiera...bisogna vedere che carisma si possiede e lavorare su quello. Qui lo chimerebbero vantaggio comparato...ma la sostanza è quella.

Scendere in campo, nella situazione attuale, servirebbe solo ai detrattori per poter dire: "lo vedete? Parlano parlano ma poi al dunque non sono riusciti a cambiare nulla".

Datemi retta: un articolo ben scritto può fare molto di più di mille cose pratiche o candidature...e non lo dico solo per via di quell'audace esortazione a varcare la Soglia della Speranza che ci ha proposto Fabio ;), ma anche perché di Fratelli Bandiera presi a bastonate da quelli che volevano liberare ne abbiamo già visti abbastanza. 

 

D'accordo con Marco che ne ferisce più la penna che la spada. Bella anche l'immagine poetica dell'erba di Fabio nell'altro post.

Se però qualcuno si candidasse pure non sarebbe male. Non mi sto offrendo e non dico che lo dovrebbero fare i redattori che già ci mettono e metteranno il cervello, il tempo libero le idee. Però mi piacere poter votare una volta tanto qualcosa che non sia il meno peggio. Secondo me in giro c'è gente onesta che ha voglia di fare e che i meccanismi di clientelismo/cooptazione dei partiti tradizionali scoraggiano. 

Non si potrebbe fare un bollino di qualità tipo Movimento5stelle (non lapidatemi)? Del tipo, questi sono i programmi e le argomentazioni a supporto, AAA cercasi brava gente disposta a metterci la faccia?

Non si potrebbe fare un bollino di qualità tipo Movimento5stelle (non lapidatemi)? Del tipo, questi sono i programmi e le argomentazioni a supporto, AAA cercasi brava gente disposta a metterci la faccia?

L'idea sarebbe condivisibile ma non mi sembra affatto semplice da attuare.

L'ipotesi di appoggiare candidati in altri movimenti è resa impraticabile (posto che questi candidati esistano) dall'attuale sistema elettorale.

Servirebbe un movimento politico ad hoc, appunto tipo M5S. Il quale è arrivato dove è arrivato con un comico di grande successo e vagonate di demagogia per sfondare porte aperte.

Qui: non ci sono personaggi dal forte richiamo popolare, non si farebbe demagogia e si andrebbe molto controcorrente.

Bisogna seminare prima di raccogliere (come dice Scacciavillani) in Italia la semina liberale è lungi dall'essere stata effettuata (causa anche i famosi liberalidelcazzo)

non mi sembra affatto semplice da attuare.

Fosse stata semplice l'avrei proposta altrove ;)

Concordo che con le tesi che girano qui "non potrò mai diventare direttore generale delle poste e delle ferrovie nè far carriera nel corriere della sera" però quando ha iniziato Bossi aveva dalla sua un megafono, una popolazione incazzata e delle vaghe idee. Poi vero che M5S prospera per il populismo e l'esposizione mediatica del comico, però io credo che un certo numero di insoddisfatti lo si potrebbe puntare come target. 

Il "movimento"o o quello che è dovrebbe produrre per lo più strumenti tipo proposte concrete molto specifiche, un piano di fondo di medio termine sensato, analisi dettagliate che sputtanano i parolai di destra e di sinistra insomma... niente che un gruppo di volontari volenterosi tipo quelli che bazzicano il sito, supervisionati da genete competente (tipo gli editor) non possa fare egregiamente. Peraltro mica da soli la fondazione RDB ha fatto lo studio sul familismo, anche quelli della voce fanno un sacco di studi interessanti, sono sempre meno  ma in Italia c'è ancora qualche persona seria.

La grande sfida viene quando devi fronteggiare il marasma della disinformazione ideologica che intasa i media. E' dura e molto probabilmente alla casalinga di Voghera non ci arrivi. Puoi arrivare però al prof delle medie-superiori che si credeva di sinistra ma che poi leggendo il materiale si rende conto che la casta di sinistra l'ha preso per il culo. Puoi arrivare all'imprenditore/libero professionista PICCOLO e aiutarlo a rendersi conto che i suoi omologhi GRANDI non sono suoi alleati anzi. Insomma un'opera di sensibilizzazione si può fare se ti sforzi un minimo di esporre le cose in modo semplice. 

Poi arriva alla fine un pò di gente disposta a  candidarsi nel nome di queste cose? Boh, forse no. Però le proposte saranno in giro nero su bianco, se ne parlerà e il seme del dubbio (sulla casta, sulle cazzate dei parolai et similia) sarà stato gettato.  

Appunto, appunto: approccio, come specificato, non "movimentista". Il punto è disegnare un nuovo patto sociale, direte "un po' ambiziosetto", ma si può cominciare: l'orrido psiconano il suo progetto lo ha fatto a tavolino, certo aveva un bel pacco di miliardi in cascina per seguire all'Idea con  l'Azione, ma come il mio mestiere di bancario m'insegna se l'idea è buona i soldi si trovano...

Ora dico: non è che chi suda dietro la pressa, chi la possiede e deve pagare le mazzette a quelli della ASL, chi insegna per due tozzi di pane e molte contumelie, chi disegna motori per aerei a 40K€ dont 18K di IRPEF, chi pattuglia le strade, chi guida gli autobus, chi salva vite in ospedale, etc - sono tutti buggerati dalla Casta, dagli elettricisti che non pagano l'IVA, dalle guardie forestali della Sila, dai somari che sono primi in graduatoria e attuffano le menti dei ragazzi con stupidaggini, dai Presidenti dell'Ente per l'Incremento della Carne Ovina della Murgia, etc etc ? E perchè i primi non stanno tutti coi forconi per le strade? Ve lo dico io, il perchè: perchè la bistecca/la vacanza al mare/la cena in pizzeria as the case may be, alla fine del mese, c'è ancora. Ma aspetta un attimo che cominci a mancare, e ne vedremo delle belle, ne vedremo di picche colle teste conficcate... Ma sarà troppo tardi, ahimè.

Provoco (food for thought): promuoviamo un grande lavoro di teste pensanti, naturalmente non tutti economisti (giuristi, scienziati, etc: ma nessun politicante!) insomma gente che il nanetto-brunetto non gli può dire "siete l'Italia peggiore", e si vada dal Presidente della Repubblica, come patrioti (scusate la retorica, ma quando ce vo', ce vo').

Onirico: in un recente romanzo (Imperium) Harris racconta tra l'altro di come Cicerone (non so se sia storico o meno) fece passare una legge che dava pieni poteri a Pompeo il Grande, acclamato dal popolo ma contro il veto di un Tribuno al soldo dell'orrido Crasso (cave, o Scilipote): il Tribuno veta, ma lui chiama direttamente le 35 tribù a votare la revoca del mandato popolare al Tribuno che lo ha disatteso, alla 17-esima tribù che vota per l'empeachemnt chiede al Tribuno: ritiri il veto, o chiamiamo la 18-esima? Ritirò il veto...

 

e poi la si va a "pitchare" nella società, partendo da chi decide?

occhei, capo! :-) anche per me bisogna cominciare da chi decide e incide in basso, a un livello diffuso, cioè dagli "hub", da quelle persone che hanno e mantengono e incrementano vasti legami sociali, e che a volte influenzano ma più spesso semplicemente trasmettono velocemente le idee.

"tassisti e barbieri?" insomma... cerchiamoceli meglio. qua in provincia, io mi esercito col mio anziano avvocato civilista, pettegolo come una lavandaia e berlusconiano per timore dei rossi. che però sarebbe disponibile, in una presa di potere, a incendiare la sede del suo ordine professionale.

Caro Alberto, non volevo utilizzare un tono sgarbato e se così è apparso me ne scuso.

L'idea che siano tutti da buttare, sono tutti da rottamare, incapaci, etc. a destra e a manca, appare obiettivamente populista. La frase "Ciarlatani. Ciarlatani e cialtroni sono, tutti quanti" avrebbe potuto scriverla pari pari, Beppe Grillo, magari inserendo qualche vaffa come intercalare. Di qui il parallelismo.

Sui keynesiani mi limito a dire che se ti interessa solo il dibattito intellettuale il problema non si pone. Ma se ti interessano anche le conseguenze civili di quel dibattito, fino a quando non ci sarà qualcuno che sancisca che le tue affermazioni sono più autorevoli delle politiche economiche di Obama o di Roosevelt, la gente continuerà a stare tendenzialmente dall'altra parte.

Ma ciò che volevo far osservare era principalmente questo: voi date dei cialtroni alla classe dirigente perché mette in atto politiche inefficaci. Però vi sfugge che tra la formulazione di un programma elettorale ed una approvazione parlamentare, vi sono mille intoppi tra i quali la contrattazione con le altre forze politiche (che magari sono clientelari e devono accontentare il proprio elettorato) e una architettura istituzionale eccessivamente farraginosa. Prendiamo l'esempio del federalismo: da quello che ho letto su questo blog ritenete il federalismo della Lega una schifezza. Siamo d'accordo. E da questo evincete la conclusione -a grandi linee- che alla Lega non interessi il federalismo ma il potere, se sedie, i posti, i ministeri, cioè che la Lega sia diventata ciò che si riproponeva di distruggere 20 anni fa. Il che può anche essere, ma secondo me non è il punto principale. Io ritengo che più probabilmente sia andata così:

La Lega voleva il federalismo. Un federalismo semplice nel quale alle regioni passano le competenze per l'erogazione di quasi tutti i servizi e poi sono libere di tassare la popolazioni per finanziarli. E ogni regione fa a sè. Una riforma del genere è chiaramente incostituzionale, per cui si dovrebbe cambiare la costituzione. Fare passare una riforma costituzionale che sottrae qualche decina (se non centinaio) di miliardi al sud con i voti del PD è impensabile, farla passare con il referendum popolare, anche peggio. Quindi cosa è costretta a fare la Lega? Una riforma annacquata per cercare di portare a casa qualcosa e salvare le faccia.

Voglio dire, il punto è che non bastano le buone idee, o le idee giuste, per realizzare le riforme e cambiare il paese. Dare dei ciarlatani a tutti perché alle promesse non fanno seguire i fatti, mi sembra non tenere conto di questo "piccolo" dettaglio, tutto qui.

Gentile Davide,

quanto esprimi appare ragionevole, ma un pò troppo ingenuo. Ci può stare che uno non riesca a realizzare quanto si propone perchè i meccanismi della democrazia sono articolati: Obama con la riforma sanitaria ha certamente portato a casa un oggetto diverso da quello che si prefiggeva.

Esistono tuttavia delle evidenze che non lasciano spazio alla buona fede.La critiche degli autori del post non sono dirette a persone (sia a destra che a sinistra) che hanno provato a fare 10 e sono riusciti ad ottenere 5 come compromesso. Stiamo parlando di individui per i quali se il bene comune è rappresentato dai numeri positivi e l'interesse personale da quelli negativi puntavano a -100 ed hanno ottenuto -40 o -50. Gente che fa il minimo indispensabile per il bene comune solo e unicamente quando i mercati gli puntano una pistola alla tempia.

Gente priva di un disegno politico-economico concreto di medio periodo. Realisticamente mi domando:

 

  • Berlusconi cosa è che voleva ottenere per il bene comune? A cosa puntava e cosa ha ottenuto?
  • La sinistra che a parole ha a cuore i deboli e i precari, continuando a difendere il dualismo del mercato del lavoro e il dissesto della finanza pubblica a carico delle generazioni future che cosa si prefigge? Dove ci porta se la lasciamo fare?
  • Fini che fa se gli diamo carta bianca ? Realizza l'opposto di quello che ha avallato in 15 anni di società con l'ex capo?
  • Qualcuno ha mai visto il programma economico dell'IDV?
  • La lega voleva ma non è riuscita? Però ci sono varie cose opposte a quelle che avrebbe dovuto perseguire (tipo togliere l'ICI) che è riuscita a fare o no?

Questi discutono ancora degli affari loro (vedi il risarcimento a De Benedetti o gli affari privati di Tremonti) mentra la casa sta andando a fuoco. Come vogliamo chiamarli? Lo stato italiano deve arrivare al punto di rimanere senza fondi per pagare gli stipendi per accorgerci di quanto è grave la situazione?

Secondo me Cialtrone è epiteto fin troppo educato ed eufemistico, perdindirindina

 

Guarda, questa cosa demagogica per la quale la classe politica fa solo i propri interessi, non la trovo seria. E' normale che al politico interessi soprattutto la propria (ri)elezione, la Public Choice non è che la scopriamo ora. Di qui a dire che sono tutti una pletora di truffaldi interessati solo a fare affari, mi sembra ne passi molto.

Io credo più semplicemente che siano incapaci e mediocri. Come una larga fetta di italiani. Pensate che abbiamo dei giornali/giornalisti seri? Abbiamo una classe imprenditoriale capace? Abbiamo sindacati validi? Abbiamo lavoratori produttivi? Abbiamo dei giovani con voglia di fare, di sacrificarsi, di lavorare sodo? Io credo di no.

Io credo che ci dovremmo abituare all'idea che il problema primigenio dell'Italia non sia la classe politica in sé, ma una mediocrità dilagante nel paese. L'italia è un paese che premia e tutela il mediocre, a tutti i livelli, che fa emergere il furbo o la capra, e che chiaramente penalizza l'eccellente. La classe politica è solo l'ennesimo capro espiatorio ma il problema vero è culturale. Il che è molto, molto peggio. Non a caso in Parlamento ormai c'è la società civile: la metà dei parlamentari è alla prima elezione.

Io credo che ci dovremmo abituare all'idea che il problema primigenio dell'Italia non sia la classe politica in sé, ma una mediocrità dilagante nel paese. L'italia è un paese che premia e tutela il mediocre, a tutti i livelli, che fa emergere il furbo o la capra, e che chiaramente penalizza l'eccellente. La classe politica è solo l'ennesimo capro espiatorio ma il problema vero è culturale. Il che è molto, molto peggio. Non a caso in Parlamento ormai c'è la società civile: la metà dei parlamentari è alla prima elezione.

Sono abbastanza d'accordo, ma sottolineerei che proprio l'assetto generale della societa' italiana e della sua cultura e' tale da selezionare elementi della classe politica, in mezzo ad una popolazione comunque mediocre, persone che sono anche peggiori della media per alcune significative caratteristiche.

Per esempio, i politici italiani statisticamente hanno piu' problemi con la giustizia della media dei cittadini (come sottolinea anche Travaglio). Questo puo' essere anche (come hai scritto) perche' molti magistrati sono faziosi e ideologicizzati, ma assolutamente non puo' accadere solo per colpa dei magistrati. Per es.  non credo che sia colpa dei magistrati se (come sembra sia accaduto) un parlamentare vendeva in cambio di soldi le nomine nelle imprese controllate o partecipate dallo Stato.

Poi i politici italiani ritengo mostrino in modo piu' spiccato alcune caratteristiche negative italiane, come non ascoltare e cercare di capire il punto di vista altrui nelle discussioni, interrompere gli altri mentre parlano, esporre tesi stupide e infondate al fine di ottenere applausi da claque di semianalfabeti oppure prezzolati in TV.

In Italia ci sono anche persone pacate, competenti, riflessive, che pensano prima di parlare, che propongono soluzioni basate sull'analisi di dati empirici invece di stupidaggini alla ricerca del voto e dell'applauso dei semianalfabeti, ma la societa' e la cultura italiana selezionano l'altro genere di italiani, quelli che semplificando e per insofferenza poi vengono definiti cialtroni.

D'accordissimo, impeccabile, è proprio così e (forse) non c'è  rimedio.

Del resto, già lanciai su queste pagine il concetto di essere Berlusconiano non per amore, nè per forza, ma per necessità logica: quale leader più adeguato e rappresentativo, infatti, del popolo italico?

Anzi, mi auguro il coup che gli assegni (al Berlu, dico) pieni poteri, così magari i "diversi", in clandestinità, si contano, si legittimano a promuovere il ribaltone,  e pongono così le basi per un nuovo inizio. Oppure soccombono, gettati nel Tirreno da aerei militari, lasciando dietro si sè almeno la scia di orgoglio del martire, che è meglio della puzza di cacca che ci lasceremo dietro contiuando a vivere nel porcile attuale - peraltro senza nemmeno poter arraffare un po' delle succulente mele marce predisposte nel trogolo.

 

Per esempio, i politici italiani statisticamente hanno piu' problemi con la giustizia della media dei cittadini (come sottolinea anche Travaglio).

Non sono così convinto che sia una statistica fair. Il Parlamentare è sotto gli occhi dei riflettori ed è un pesce grosso, è chiaro che la magistratura è più portata ad interessarsene. Il professore di liceo che prende la sua paga e al pomeriggio fa le sue classiche due ore di ripetizioni in nero a 25€/ora, all'anno evade 12.000 euro. E' un pesce piccolo, nessuno lo indagherà mai, per il fisco è sicuramente un cittadino specchiato. Alla luce delle "statistiche" di Travaglio, potremmo dire "i professori sono onesti, i parlamentari no". Mi sembra una affermazione quantomeno dozzinale.

Francamente temo non ci siano grosse divergenze nella carenza di senso civico di chi sta al potere rispetto al comune cittadino. Chiaramente il cittadino lo può manifestare solo nel suo piccolo mentre il parlamentare può arrivare a vendere delle nomine. Ma non è che i cittadini siano più puri, o eticamente migliori: hanno semplicemente meno potere.

Il professore di liceo che prende la sua paga e al pomeriggio fa le sue classiche due ore di ripetizioni in nero a 25€/ora, all'anno evade 12.000 euro

Consiglio anche a Lei la lettura di questo libro:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le_astronavi_del_sinai.php

E' interessante.

pensa quanto si sarebbe guadagnato in minore corruzione se quelli dela P4 e molti altri fossero stati professori di liceo evasori che danno ripetizioni 240 giorni l'anno!

Che opinione populista, caro Davide :)

Touché :)

Anche se vorrei capire in che modo una tesi come la mia possa servire ad arringare una folla! Un populista se ne esce dicendo "il politico è un mascalzone, un ladro, un affarista, NON come noi cittadini che siamo onesti, capaci, probi". Io dico al contrario che in Italia tendenzialmente c'è una mediocrità molto diffusa tra i cittadini (ovviamente con tutte le eccezioni del caso) dovuta ad un sistema che da decenni è premiante per il mediocre più che per l'eccellente (che infatti alla prima occasione emigra), cosa che produce di conseguenza ANCHE una classe politica tendenzialmente impreparata. Ma vorrei sottolineare che questo non è l'unico ostacolo alla risoluzione dei problemi del paese: abbiamo anche obiettivamente una architettura istituzionale e una struttura sociale corporativa e clientelare che renderebbero le modifiche serie molto difficili da essere realizzate anche da un eventuale partito politico ideale di eccellenti ed illuminati.

E a chi mi contesta che le leggi ad personam si fanno nel giro di una notte, vorrei evidenziare che quelle non sono modifiche serie dell'assetto istituzionale. A far passare una furberia in Parlamento ci vuole poco, specie se serve per tutelare l'uomo che garantisce ai parlamentari di una parte politica di essere eletti (è nel loro interesse). E anche in quel caso comunque poi spesso quelle leggine vengono bocciate dalla Corte Costituzionale e quindi fatte decadere. 

Avere la maggioranza dei 2/3 sia al Senato che alla Camera per far passare una modifica costituzionale che stravolge la vita di molti cittadini, è molto più complesso. Così come è molto più complesso abolire gli ordini professionali, liberalizzare, licenziare nel pubblico impiego, aumentare l'età pensionabile, chiudere il rubinetto degli sprechi in larga parte del Sud e in alcune aree del Nord. Queste sono tutte modifiche che incontrerebbero enorme resistenza nel Parlamento, perché è chiaro che più gente scontenti (e qui vai a pestare i piedi a decine di milioni di persone), più hai la certezza di perdere le elezioni.

Però vi sfugge che tra la formulazione di un programma elettorale ed una approvazione parlamentare, vi sono mille intoppi 

non essere così pessimista, alcune leggi, quelle che i comunisti si ostinano a chiamare "ad personam" o la legge elettorale nel 2005, sono passate con velocità da "primo mondo"

 

E con il meccanismo del voto di fiducia, delle leggi di un solo articolo (con dentro tutto e il contrario) con centinai di commi, delle leggi delega e dei decreti, le leggi che interessavabo al cav, sono passate tutte.

Quando si vuole la strada per fare in fretta si trova.

PS: oggi è il PdL che ha al sud la maggioranza del proprio elettorato.

complimenti per la completezza e la sintesi

articoli come questo li vorrei laggere sul Corriere, La Repubblica, Il Sole 24 ore che invece danno spazio ai soliti Quadrio Curzio, Giannini e Fortis. 

mi associo ai tuoi complimenti.

in effetti l'articolo di quadro curzio ha fatto parecchio girare le scatole, con la sua ricerca del nemico esterno da additare. le aggravanti a suo carico sono la tribuna concessagli, l'impiego di un buon italiano e la conoscenza reale dei problemi (io almeno gliela accredito). non voglio parlare di malafede con leggerezza, ma stavolta ha ritenuto di "fare del bene", a scapito della verità.

Mi associo. La cosa che mi sconvolge e' che non serve essere un economista per vedere certe cose, e nemmeno un dietrologo: se il grosso della manovra va nel 2013/14, vuol dire dopo le elezioni, quindi non si puo' garantire di poterlo fare. Analogamente, aumentare il bollo sui conti deposito assomiglia molto a una patrimoniale, ed e' regressiva - chi ha piu', paga di meno.

Sono costernato. Ieri ho dovuto discutere con mio padre, ex dirigente bancario, per fargli capire che l'"attacco" dei mercati non puo' essere (solo) un problema delle societa' di rating: "ma tu li daresti soldi a uno che se li sta mangiando?". Cosa pensera' il sempliciotto semi (o completamente) analfabeta che, secondo Tullio de Mauro, copre il 71% della popolazione italiana?

 

 

Aggiungo: ieri ho sentito alcuni colleghi parlare.

Il primo se la prendeva con le agenzie di rating, che sono private.

Il secondo sperava che la manovra andasse in porto per salvare il paese, e poi che SB facesse un passo indietro (o ce lo costringessero), e che per far cassa subito e' li' che si finsice sempre - come a dire, non si poteva fare diversamente.

Non sapevo che dire. Gente laureata, che si informa. Quando ho detto che queste sono idiozie, perche' la manovra cosi' com'e' e' un rimandare a dopo le elezioni, e che SB non fara' mai un passo indietro volontariamente perche' la borsa per i parlamentari  e' la sua, quello che il secondo collega ha saputo rispondermi e' "perche' pensi che la sinistra saprebbe fare di meglio?".

Con il primo, e' bastato dirgli "guarda che bastava mettere due righe, oltre a quello che gia' c'e', per aumentare potenzialmente i soldi da raggranellare: ad esempio permettere di detrarre tutti gli scontrini, e sarebbe andata giu' l'evasione dell'iva". Questo oltre ai soldi che gia' sarebbero arrivati dalla manovra.

Ma dico io... 

Eppure sia Trichet prima e Draghi poi hanno fatto affermazioni del tipo

La manovra di finanza pubblica decisa dal Governo costituisce un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici. L'anticipo delle misure rende credibili il raggiungimento del pareggio del bilancio nel 2014 e l'avvio di una tendenza al calo del rapporto debito/Pil

Come ve lo spiegate? Opinione sincera o solo necessità di rassicurare i mercati?

Altra domanda. Quanto pensate sia preoccupante la situazione nel breve-medio termine? Siamo davvero sull'orlo del baratro?

Siamo davvero sull'orlo del baratro?

Speriamo di no! Visto che Draghi e Trichet dicono che abbiam fatto "un passo avanti" :-)

Bah... Phastidio - di cui sono assiduo e appassionato lettore - da mesi va ripetendo il contrario... speriamo non ci azzecchi!

E comunque, riuscire a trovare un modo per

- rimettere in sesto i conti...

- ...aumentando o, quanto meno, senza ridurre le già tenui speranze di crescita

- ...senza fare macelleria sociale o, comunque, senza far gravare il fardello sulle fasce più deboli della popolazione e, al contempo...

- ...attraverso una strada politicamente percorribile (i.e., sostenibile o accettabile da parte di una maggioranza politica, sia nel parlamento che nel paese)...

...pare davvero un sistema senza soluzione. La cosa che colpisce, per dire, anche nell'evoluzione delle situazioni di Grecia e Portogallo, è l'ineluttabilità con cui si scivola sempre più giù: tutti sanno quel che succede, ma nessuno riesce a far nulla.

Sarà che è lnedì mattina, ho un sacco di lavoro da fare, non ho voglia e vedo piuttosto nero... mettiamoci a faticare, che forse è meglio!

 

Da questo governo, in questa situazione, possiamo solo aspettarci (e sperare) che "paghi le bollette prima che ci stacchino la luce".

Per il futuro bhe..prima o poi dovremmo affrontare il fatto che un debito così alto significa che stiamo vivendo sopra i nostri mezzi, spendendo più di quanto produciamo e agire di conseguenza.

che sarebbe accaduto se avessero affermato l'opposto?

Appunto, è ciò a cui mi riferivo con l'opzione "necessità di rassicurare i mercati".

Capisci, però, che allora sono dichiarazioni tali che ognuno può intenderle come gli pare: l'interpretazione dipende solo dalle prior di ciascuno. Dunque sono frasi che non dicono nulla?

 

Solo necessità di rassicurare i mercati. In una situazione come questa, o si spera nell'inflazione (che non risolve il problema a medio termine), o nella crescita reale, o in una combinazione delle due. La BCE non ha la bacchetta magica, già ci sono problemi nel gestire l'inflazione - suo unico obiettivo -, per la crescita si può solo "pregare". 

la seconda che hai detto

...

valerio 11/7/2011 - 09:39

...

Ottimo post comme d'hab.

Formidabile editoriale, cari Bisin e Brusco. Mi associo a chi si spiace di non vedere editoriali così sul Corriere o sul Sole24h, anche se in parte consola sapere che nFA è molto seguita dal giornalismo di settore e pare sia abbastanza letta anche in alto loco.

Trovo spiacevoli e immotivate le critiche di Fumagalli, tuttavia mi piacerebbe davvero vedere pubblicata una vostra "lista" accompagnata da qualche numero: tutti hanno la sensazione che la combinazione debito pubblico dovuto a decenni di finanza allegra con l'assenza di crescita metta l'Italia in un cul de sac solo quantitativamente diverso da quello della Grecia, ma mi sembra che manchino ancora proposte e modelli chiari, sintetici e quantitativamente credibili per uscirne in tempi definibili, sì da poter essere sostenuti sul piano politico oltre che intellettuale, quale è per saggia definizione il vostro.

Non mi spingo ad auspicare un vostro ingresso diretto nell'agone politico (il che sarebbe comunque un bene, anche se immagino in conflitto con le vostre impostazioni di vita), ma si può fare efficace politica anche così: sperabilmente, qualcuno raccoglierà. Questo ci auguriamo tutti.

 

GD

Ma indicare come colpevoli dell'aumento dello spread tali società è veramente concentrare l'attenzione sul dito e ignorare la luna.

La cosa più triste è che queste scuse trovano un terreno fertilissimo a sinistra (ma non solo). Ho due genitori intelligenti, informati, che ogni giorno moccolano contro berlusconi. Ma l'altro giorno (sabato mi sembra), quando un giornalista del TGLa7 ha dato la colpa della situazione del Portogallo ai "biechi speculatori" hanno subito abboccato all'amo. Ho provato a fargli vedere le cose da un'altro punto di vista, ma ho dovuto desistere perché ogni cosa che dicevo era totalmente aliena alla loro visione del mondo.

Idem, a casa, tra gli amici, dovunque mi trovi, oramai, è una guerra (intellettuale, ovviamente) per scardinare le miriadi di fesserie che le persone (intelligenti e informante, come dice Giacomo sopra) incamerano incessantemente dai media mantenendo costantemente l'interrutore della coscienza critica spento.

Dopo un pò di panchina, questa settimana gli speculatori sembrano tornati in campo, e si ricomincia -.-

 

Edoardo Perez

A proposito di straparlare di critiche o economisti keynesiani , ecco una perla dell'insigne statista Buonaiuti che fa il megafono di berlusconi. Leggere per quanto deprimente fornisce la cifra della cultura economica che connota il governo. Tra i commenti, quello che non mi piace è leggere che 'gli altri avrebbero fatto o detto.....'. Mi pare che sia il gioco che genera l'immobilismo del paese. Se un governo sgoverna, alle elezioni successive si vota per l'opposizione e basta. Votare turandosi il naso, abbiamo già provato sulla nostra pelle a cosa ci ha portato: alla crisi del 1992. E ci siamo ritornati riuscendo a peggiorare.

ci sono cose che a noi umani non ci faranno mai capire ...

 

con lo spread tra Btp e Bund che aumenta aumenta il debito o meglio ... gli interessi sul debito !

interessi che variano di ora in ora ma ... mi pare un dato certo ( leggendo ho capito che bisognerebbe solo calcolarlo tra i 10M e gli 2.8M (annui ?) ... sicuramente in giro c'è un programmino che lo tiene aggiornato, al ministero di tremonti dovrebbe essere una priorità ... :-)

 

A)  - gli interessi sul debito, in realtà, sono il vero cash che circola o meglio quello che sicuramente esce dalle casse ... insomma quello che gli strozzini si fanno pagare dalla vittima senza intaccare mai il debito  ... giusto ? -

 

B) io credo che questo mostro di debito sia "politicamente" in cassaforte, la classe dirigente di questo paese non fa altro (da 30 anni ormai) che aumentarlo ... ultimamente viaggia a 100M all'anno ...ed è ormai proirettato verso i 2000M ... (l'inflazione che è ripresa sopra il 2% gli darà un'accelerata ... giusto ?)

 

C) a me pare che la ricchezza privata (quella con la M maiuscola) non è affatto minacciata da questa manovra, anzi ... e quindi questa grande paura agitata da tutto e tutti (economisti+media+politici) con il misterioso mostro che specula sul PAESE ITALIA e di cui pare "sconosciuta" l'identità, ha due effetti palesi: il primo è blindare la manovra che deve correre verso l'approvazione ... (siamo mica quì a pensare di tenere la birra fredda nel frigo senza pagare la bolletta della luce ? :-)) , la seconda rendere l'affare "debito sovrano" sempre più interessante e redditivo ... facendo recuperare l'inflazione a titoli decennali che hanno per così dire l'apprezzamento della scommessa, il gusto del mercato che tira, il rendimento che cresce rispetto a quelli tedeschi, certo l'italia diventa + rischiosa ma mercanteggiare allo scoperto permette di realizzare a breve giocando su "titoli" sicuri ... (siamo sui fondamentali mica sulla finanza derivata ...) 

 

D) i PIGS sono già sotto la protezione di uno strozzino più grande della BCE (leggi FMI) ... qualche vetrina rotta alla greca ... non ferma l'affare, anzi ... aumenta il debito, aumenta i creditori, aumenta gli interessi ... quanto più è folle (come affermate qui su NFA) questa manovra tanto più nel dibattito pubblico sembra assumere la forza dell'ultima spiaggia ... mettere al sicuro i conti per il 2013/14/15... cioè rendere sicura la speculazione in atto in queste ore ... qualcun'altro dice che basterebbero 2/3/4 punti (annui) di crescita al PIL per raggiungere gli stessi obiettivi ... si e poi i soldi per pagare gli interessi dove si prendono vista l'evasione e l'elusione, etc ... ... il pagamento deve essere sicuro e quindi la ricchezza (in centesimi minuscoli) sicura da cui attingere, sempre privata (o no?) e' sempre e solo quella dei salari e delle pensioni !  (l'80% delle entrate dello stato sono da dipendenti e pensionati) 

 

demagogia ? beh, certo: sovranità sociale, sovranità politica, sovranità economica, sono categorie che fanno a cazzotti con il debito pubblico di un paese che deve pagare e mantenere alto l'interesse sul finanziamento delle sue spesucce interne ... e qualche "grossa e grassa" spesuccia militare verso altri paesi e popolazioni ...

mi potreste confermare questa sintesi:

l'Italia ha il 6% della ricchezza mondiale, l'80% di questa ricchezza è detenuto dall'1% di Italiani !

ma più interessante sarebbe sapere quanti italiani (e in che misura) pagano gli interessi sul debito dell'Italia ... e quanti e quali sono i creditori del debito pubblico italiano ... chi ha comprato e compra i .... Btp ... la solita vecchietta ????

non dobbiamo allora meravigliarci se la figlia di un milionario chiama "esproprio proletario" una sentenza di una corte di appello su una bega tra due capitalisti ... incredibile come le parole e i concetti abbiano perso ogni certezza di significato e come un bue dia del cornuto all'asino suo collega di governo chiamandolo cretino ... :-) non solo professori san papier :-) !!!

grazie e buona estate a tutti !

 

 

grazie e buona estate a tutti !

ma come! già finito? Adesso che cominciavo a divertirmi leggendo quel che lei racconta. E' un peccato davvero.

mettere al sicuro i conti per il 2013/14/15... cioè rendere sicura la speculazione in atto in queste ore .

ma chi gliele racconta, 'ste cose?

ammesso che il bieco speculatore col sigaro e le bretelle, sia quello che sta comprando il bund e vendendo btp, se i conti pubblici italiani nel frattempo "vengono messi al sicuro" costui è rovinato! le faccio un disegno?

mi scuso ... ho sbagliato a scrivere "speculazione in atto in queste ore" il senso del ragionamento è stato stravolto con un riferimento temporale sbagliato e troppo limitato, appunto " in queste ore" !

avrei dovuto scrivere tutte le speculazioni (di oggi e di domani) !

intendo speculazione come intelligenza, furbizia, mission,  del mercante ...leggittimo è la sua arte :-)

il castello finanziario si poggia sul sicuro - guarda caso l'asta è stata un successo (sole24ore di oggi) e prorio sul sole di oggi c'è chi ... detiene i titoli di stato italiani  : 95% banche, istituzioni finanziarie, investitori istituzionali .... le favolose vecchiette italiane sono in un dato aggregato del 25% insieme a ... investitori istituzionali :-)))

titoli rischiosi ma gustosi ... questi BTP con spread sopra i 300 punti :-)

poi la sceneggiata di oggi di Tremonti ..." torno in italia per chiudere il bilancio" - mitico ! la speculazione si ferma,  il mercato risale rassicurato dalle dichiarazioni del ministro (la notizia vera è che le banche che non supereranno lo stress test possono stare tranquille saranno aiutate ... e l'italia si beve la bufala che i test ancora li devono fare (le autorità li faranno quando decidono loro ma chi sono queste autorità?) ... dopo che il giorno prima alcune banche hanno perso anche il 10% di capitalizzazione azionaria ... è un mondo fantastico

 

il mostro del meracato minaccia

il terrore del fallimento ci manda in tilt il paese

corriamo corriamo ... manovra da approvare in 7 gg - unità nazionale - responsabilità nazionale - la fiducia sulla manovra non avrà bisogno nemmeno del voto di scilipoti ... che tristezza

 

il giornaletto di confindustria a pag. 7, traduce Daniel Gros che cita Marx (la storia si ripte sempre 2 volte, la priva volta come tragedia,la seconda come farsa)  ma a pag. 3 risolve il problema di inizio commento:  impatto sul debito pubblico 5 Miliardi ... oggi l'asta dei BOT annuali ... beh, come è andata ? ... solito successone ?

è un mondo fantastico ... distanza abissale tra realtà sociale e realtà finanziaria, abissale come il mondo accademico e quello materiale: è divertente quello che scrivo perchè io lavoro con persone normalmente normali che ignorano scienza e fantascienza (i complotti :-), la scienza "scritta" e "divulgata" come ha scritto Boldrin (mi spiace molto per la sua amarezza) non riesce ad operare trasformazione materiale nella politica mainstrem come io nel mio grande piccolo per "relazionarmi" ho bisogno di sintesi "terra_terra" forse ci serve una commedia dopo la tragedia ma prima della farsa ...

anch'io (con volontà di potenza :-) ho un programma ... prendere il potere con i lavoratori "ignoranti" ma in mutande, disperati e senza proprietà ... poi contestare il debito (il complotto) :

 

http://www.dailymotion.com/video/xik4kh_debtocracy-international-version...

certo è che con qualche milione di euro di bot, annuali, a due anni, a cinque e a 10, farei altri discorsi, avrei nel sole24ore il mio corriere dello sport (la gazzetta è leghista) ... e ogni giorno mi divertirei a seguire i grafici impazziti del mio portafoglio diversificato di qualche altro milione di euro :-)  ... peccato che invece questo è il mondo di Marina Berlusconi che denuncia l'esproprio proletario

una volta il proletario era altro ... ma come fa bene a denuciare il sole24, sempre oggi, a pag. 22, questo paese nega ancora l'accesso ai segreti di stato di oltre 30 anni fa ... quando appunto il proletario aveva un potere che imponeva scelte politiche a tutto il paese ... oggi chi comanda ?

Forse quest'ultima domanda è anche quella di Boldrin ...

felice di divertire perchè a far piangere si sono tanti altri molto più bravi e colti (o cotti?) di me .-)

dura un'ora e un quarto, potrei vederlo solo dietro congruo compenso.

mi fido del suo sunto: vendere btp, no che si specula; comprarli e detenerli, si sfrutta il popolo; non averli proprio, è poi il peggio del peggio, cioè la l'ingiusta distribuzione della ricchezza.

Intanto, in Europa...

"Intando oggi il commissario europeo al Mercato interno Michel Barnier ha annunciato che è intenzione della Commissione interdire l’analisi delle agenzie di rating sui paesi che sono stati o sono oggetto di aiuto internazionale. La misura, che servirebbe a contrastare gli attacchi degli speculatori, viene proposta dopo che il 5 luglio scorso Moody’s aveva tagliato il rating sovrano del Portogallo a ‘junk’ (spazzatura), con outlook negativo. Un’altra sferzata a Standard & Poors, Moody’s e Fitch è arrivata in mattinata da Viviane Reding, commissario con delega alla Giustizia, che in un’intervista a Die Welt ha affermato: “L’Europa non può farsi guidare da un cartello di tre società statunitensi”."

Fa schifo.

La mia domanda, semplice, semplice è: avete compilato il 740 ? Ecco, in un paese in cui compilare la dichiarazione dei redditi è materialmente impossibile non mi stupisce che si vada a colpire sulle accise  e sui bolli,e non mi stupirsce nemmeno l'aumento dei ticket.

Il professor  Federico propone di tagliare gli stipendi  pubblici, io propongo di tagliare i dipendenti  pubblici,uno ogni dieci, così chi rimane è contento di non aver perso il proprio lavoro e si  dà da fare per non essere il prossimo, altrimenti con il 10% di salario in meno molti dipendenti pubblici si potrebbero sentire in diritto di lavorare meno.

E poi una leggina semplice, semplice: per tutti i consumi intermedi si pubblica una richiesta di offerta (non un "bando di gara") su un sito Internet aperto a tutti, il software in automatico dà vincente l'offerta più bassa, e se non lo sanno fare andassero a chiederlo a e-bay.

Ultimo: si vendono a Piazza Affari tutte le quote di società pubbliche,in  primis Enel, Eni, Finmeccanica, Poste Italiane,con annessa fine del monopolio postale di PPTT.

Principio del costo della politica basato sul "hard budget cap": noi italiani vi  diamo 1 mld di € l'anno per tutte le vostre cose (stipendi auto blu, segretarie, mignotte, leccaculo, viaggi  all'estero, uffici, magnaccia, cocaina e quanto altro occorre al politico per essere identificato come tale), ma con quel miliardo ci fate campare partiti, partitini, parlamento, quirinale,igieniste dentali e consigli regionali. I comuni si pagano da soli le spese della "politica locale" (non dei servizi), le province esistono se un referendum le istituisce,i cittadini della costituenda provincia ci pagano le spese.

Così, giusto per cominciare.

Principio del costo della politica basato sul "hard budget cap": noi italiani vi diamo 1 mld di € l'anno per tutte le vostre cose (stipendi auto blu, segretarie, mignotte, leccaculo, viaggi all'estero, uffici, magnaccia, cocaina e quanto altro occorre al politico per essere identificato come tale), ma con quel miliardo ci fate campare partiti, partitini, parlamento, quirinale,igieniste dentali e consigli regionali. I comuni si pagano da soli le spese della "politica locale" (non dei servizi), le province esistono se un referendum le istituisce,i cittadini della costituenda provincia ci pagano le spese.

Questa è bellissima: da sottoscrivere al 100%. La spesa è ragionevole e rappresenta quanto può permettersi un paese ex ricco come l'Italia. Sin troppo, se consideriamo i risultati raggiunti in questi anni dalla classe politica. Temo però che ci sarà qualche difficoltà a realizzarla, perchè rappresenterebbe un sacrificio troppo grosso per i beneficiari. Questi piuttosto che mollare l'osso preferiranno rischiare di finire come a piazzale Loreto.

La mia domanda, semplice, semplice è: avete compilato il 740 ?

Se lo sapessi fare, avrei un guadagno decente assicurato, invece di sbattermi per trovare da lavorare in paesi dove altri non andrebbero mai. Una cosa pero' la ricordo, e mi indica che e' un pezzo che anche tu non lo compili: adesso si chiama "unico" ed e' di svariate decine di pagine. Come al solito io non neanche so leggerlo e nemmeno riesco a capire dove cercare il mio reddito. L'importo da versare di tasse me lo passa direttamente il commercialista, assieme ad un bicchiere di cordiale.

Era solo un fatto lessicale: se avessi scritto "Unico" pochi avrebero capito, 740 è immediato.

Mai lasciato il mio  commercialista solo in tale fase, come tutti gli appartenenti a un albo è interessato solo alla parcella, delle tue tasse non gliene frega niente, sarebbe capace di farti pagare il 110% del reddito.

e lo fa, perché se ti fa pagare meno di quello che dovresti la differenza è colpa e a carico suo, allora nel dubbio ti fa pagare qualcosa in più, tanto puoi sempre chiedere il rimborso IVA, IRPEF ecc..

Ultimamente ho cambiato 4 commercialisti in 8 anni. Proprio perche' non e' possibile che io mi metta a controllare cosa fa un professionista che pago per fare il suo lavoro e questi pretendevano che io facessi parte del loro lavoro. Se sapessi fare il loro lavoro, lo farei io, senza pagare un professionista.

il debito alzo' la malata testolina

dopo una giornata come quella di oggi,mentre la merkel si precipitava per cercare di salvare il salvabile, c'era d'aspettarsi una presa di posizione del Presidente del Consiglio, del Tesoro o della Banca d'Italia (ops, ancora nessun'indicazione del successore di draghi, quando si dice il tempismo).Nulla. Almeno fin'ora.

Le uniche voci provenienti dalla politica italica oggi, erano questi annunci fondamentali per le sorti del nord

Questi vivono fuori dalla realtà oramai.

Ue e grandi banche italiane spingeranno per almeno invertire l'ordine dei bienni previsti nella manovra (di nuovo, ma come potevano pensare che una cosa del genere sarebbe passata in maniera indolore?). Non credo che questo governo potrà reggere l'urto di una simile decisione, e non credo che nessun governo di nessun colore politico ne avrebbe la forza e la capacità.

Lo sbocco sarà un governo tecnico, con appoggio esterno praticamente di tutti per evitare le elezioni.

My two cents.

 

Lo sbocco era a novembre un governo tecnico. Se ci fosse stato un forte imprimatur del Presidente della Repubblica per fare una politica di tagli alla spesa e incentivi alla crescita, quello forse avrebbe evitato una situazione come quella di ieri.

Purtroppo il Presidente ha preferito fare altrimenti.

Ora, sì, ci vorrebbe un governo tecnico, ma siamo già in modalità di disaster recovery, invece che di prevenzione.

Minaccia di downgrade anche dall'agenzia di rating cinese:

 

EIJING (Dow Jones)--Chinese ratings agency Dagong Global Credit Rating Co. said Monday it is putting Italy's sovereign debt on negative watch for a possible downgrade.

"Dagong said in its statement that it will downgrade Italian debt if the government's debt-financing costs continue to rise. "(Italy's) financing needs are huge each year, and the debt burden of the government will be seriously constrained by financing costs,"

 

A loro però si può dire di essere comunisti XD 

 


Smart forecast. Like: <<The weather service will change its current oulook of North Atlantic from current level of "rough" to "gale" and eventually "storm" if the Westerly wind which has been blowing at 35 knots since 24 hours does not fall>>. Very useful, indeed.

per chi ha letto la manovra,avrà visto che ci sono interventi a cui la relazione tecnica prudenzialmente non ha ascritto riduzioni di spesa,perchè non sono al momento quantificabili ma che a consuntivo potrebbero/dovrebbero portare a riduzioni di spesa....

 

Nella manovra vengono agevolati i conti correnti, in quanto la tassazione passa dal 27 al 20%, quindi la gente sarà più invogliata a mantenere i propri soldi sui conti.

 

Non è che questa è una scusa per poi avere un'ottima base su cui prelevare i soldi dai conti, in stile Amato '92? 

il 20% 0 27% dello 0,1%-0,2% non fa differenza.

verissimo, però sentendo i commenti in giro (su FB e non) questo fatto non è passato inosservato dal cittadino medio, soprattutto perchè sui giornali (all'inizio almeno) è stata dato un buon peso a questo cambiamento (vedi anche solo il corriere).

e no, ormai iniziano a pagare il 2% lordo e cmq sopra l'1% netto

il 20% 0 27% dello 0,1%-0,2% non fa differenza.

Beh, se uno nel conto ha 1 milione di euro, così si ripaga l'aumento del bollo dall'altra parte. O no?

Questa manovra non ha alcuna possibilità di attenuare le speculazioni:

1. non è tempestiva: l'ondata di panico è già partita mentre ancora si discute su cosa fare

2. è difensiva / depressiva: non comunica neanche una speranza di crescita economica che è il vero problema dell'Italia (outlook di S&P)

3. non ha credibilità: siamo al centro del mirino, anzi veniamo visti come la leva per demolire l'area  dell'euro

Se l'asta BOT di oggi dovesse andar male, le reazioni saranno imprevedibili.

l'asta è andata.

nel senso piazzati i titoli, ma rendimenti esplosi.

Fa impressione il btp al 6% anche se ora sta ritracciando.

Intanto prosegue il silenzio.

sulla copertura non avevo dubbi

il rendimento è schizzato al 3,67% ( ultime sei andando all'indietro 2,147%, 2,106%, 1,98%, 2,098%, 1,862%, 2,067%) 

6 miliardi e 750 milioni in sostituazione del BOT 12 mesi di 7 miliardi e 750 milioni scadente venerdì, + 104 milioni di interessi nell'anno di vita..

C’è un bell’articolo di Diamanti sulla Repubblica di ieri (11.07).

Dimostra che i partiti presenti in Parlamento non sono in grado di rappresentare la domanda politica attuale.

E’ da qualche giorno che vado riflettendo sulla necessità di una nuova formazione politica.

Con quali caratteristiche?

Avere come faro della propria proposta la Costituzione.

Avere il coraggio di dire qual è la situazione nella quale ci troviamo.

E soprattutto la sincerità nell’esporla.

Una chiara proposta , breve e comprensibile, con un segnale forte come: l’abbattimento  delle spese della politica.

In fondo B. ha cominciato da zero; certo aveva le televisioni ed ha raccattato un pezzo di gruppo dirigente (i peggiori) della Dc e del Psi con le rispettive clientele.

Ma oggi la comunicazione si è spostata su altri mezzi, meno costosi e più diffusi.

Ci sono oggi, fra astenuti e incerti, circa il 40% dell’elettorato molto spesso non il meno acculturato) cui rivolgersi.

E poi, chi decide le vittorie elettorali non è la casalinga di Voghera, ma i gruppi e le personalità che fanno opinione.

E’ da qualche giorno che vado riflettendo sulla necessità di una nuova formazione politica.

Ci sta riflettendo anche il Vaticano ;-)


... ma forse no, in fondo la ricostruzione postbellica fu guidata dalla DC. Una nuova balena bianca potrebbe fornire la classe dirigente di ricambio che i partiti non riescono a proporre.

Formigoni?

Lupi?

Buttiglione?

Binetti?

Certo, come no !(PS Si tratta di commento ironico :-) Ma non fu merito della DC che flirtava con il Vaticano.

De Gasperi e Vanoni vs Andreotti e Cirino Pomicino. Come vede la direzione non è univoca e i risultati sarebbero assai diversi.

e poi questa Chiesa sembra tutta focalizzata sui "valori irrinunciabili" (cioè imporre la morale cattolica tramite la legge civile...) che saranno il nuovo "fattore K" ad excludendum, oppure sugli interessi di bottega (scuole cattoliche, edifici ecclesiatici senza ICI...). Se poi la nuova classe dirigente cattolica deve venire da CL, (per non dire Opus Dei e Legionari di Cristo) meglio emigrare.  

De Gasperi era un parlamentare austriaco prima che Andreotti si aggirasse tra le colonne del Bernini
Ezio Vanoni, chapeau! L'unica perplessità: originario della provincia di Sondrio (però lui non era un commercialista...)
Cirino Pomicione è paragonabile alle scorie radioattive di Trino: dove cazzo lo seppelliamo?

Ezio Vanoni, chapeau!

e morì a soli 53 anni.

e morì a soli 53 anni.

Facendo risparmiare allo Stato italiano un sostanzioso vitalizio!

Credo che all'epoca le superpensioni e superliquidazioni non fossero in voga, ad ogni modo credo che sarebbe stato uno dei pochi a meritarsele!

 

In un aspetto non si dovranno accusare le sortite degli economisti. La manovra non serve (tagliar la spesa pubblica, a ridurre il debito, etc.), e' altrettanto inuitle a produrre la cosidetta fiducia dei mercati che, con poca creanza, esibiscono la loro sfiducia in berlusconi, bossi, carfagna, tremonti, etc. il contnuo accrescersi del divario (ma perche' bisogna chiamarlo "spread", fa chic?) tra i bot tedeschi e italiani sta a indicar proprio questo.

Risiamo "sotto attacco della speculazione". Noi. Loro no, però. Auguri.

ma voi che state in amerika,non avete nulla da dichiarare sul deficit e sul debito americano?

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