Alcune cose in più sulla manovra

/ Articolo / Alcune cose in più sulla manovra
  • Condividi

Il 6 luglio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 98 ''recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria''. I contorni della manovra sono ora più chiari, anche se probabilmente destinati a cambiare nel dibattito parlamentare. Abbiamo già espresso i nostri dubbi su una manovra che sposta il peso degli interventi di maggior peso a dopo le elezioni, e i mercati finanziari si sono già incaricati di confermare la fondatezza dei nostri timori. Avevamo anche suggerito che una patrimoniale era nelle intenzioni del Tesoro, e si è poi scoperto che una forma di patrimoniale era infatti nascosta tra i dettagli della manovra.

In questo post aggiungiamo alcune considerazioni, sia relative al processo di approvazione sia relative a un paio di punti della manovra che ci pare siano sfuggiti al dibattito e che vale invece la pena sottolineare.

È già stato detto molto della ultima manovra di Tremonti. Ci sentiamo di confermare tutto quello che abbiamo detto alcuni giorni fa quando, insieme a tanti altri, abbiamo notato la scarsa credibilità di una manovra tutta spostata su un futuro post-elettorale e abbiamo espresso il nostro timore che Tremonti avesse in mente una qualche sorta di patrimoniale. Da allora sono successe tre cose. Primo, i nostri governanti hanno offerto uno spettacolo sempre più vile e miserabile, dimostrando una cialtroneria, una ignoranza, e una mancanza di responsabilità che neppure noi, non certo generosi con questo governo, ci saremmo aspettati. Da rabbrividire, onestamente. Secondo, sono diventati più chiari i dettagli dei provvedimenti intrapresi e parallelamente è diventata più chiara l'assenza di una qualunque strategia organica del governo in tema di tassazione e spesa pubblica. Terzo, come al solito vari commentatori hanno levato i propri (intelletualmente deboli) scudi in difesa della manovra e del governo dagli attacchi "esterni". Roba da farci rimpiangere gli intellettuali organici degli anni '70, esempi di indipendenza e intelligenza al confronto.

Riguardo il primo punto, ha brillato l'allucinante tentativo di Berlusconi di usare di soppiatto la manovra per far passare una norma spudoratamente e palesemente disegnata per evitare le previste conseguenze della sentenza d'appello Cir-Mondadori sulle finanze di Fininvest. Questo ha per l'ennesima volta fornito la misura esatta di quali siano le reali priorità del Presidente del Consiglio. In un momento in cui la repubblica dibatte temi cruciali per la sua stabilità economica e sociale il Presidente usa trucchetti da magliaro di periferia per assicurarsi di non dover rispondere delle conseguenze delle sue attività illecite. Tutto ciò dà la misura esatta del marciume in cui sta nuotando il governo, e del suo sempre più marcato distacco con il resto del paese.

Ma veniamo al secondo punto, quello dei dettagli della manovra. Anche su questo molto è già stato detto, quindi limitiamo le nostre osservazioni ad alcuni dettagli che ci pare siano sfuggiti ai più.

1. Quanto sia incoerente la decisione di aumentare il bollo sul deposito titoli con la conclamata intenzione di spostare la tassazione dai redditi (imposte dirette) ai consumi (imposte indirette), o dalle ''persone'' alle ''cose'', come ama dire, incoerentemente, Tremonti. Se aumentare le imposte indirette e ridurre le imposte dirette ha un qualche senso, esso consiste nel tentativo di aumentare la propensione al risparmio. Ma se al tempo stesso si tassa il deposito titoli, cioè si aumenta la tassazione sul risparmio, è chiaro che non resta alcun progetto. Resta solo la manifesta incapacità di pensare al sistema fiscale in modo organico, per cui alla fine quando mancano i soldi si finisce al ''piglio dove mi riesce'': bollo sul deposito titoli, aumento dell'accisa sulla benzina e altre piacevolezze del genere.

2. Quanto l'estemporaneo provvedimento di eliminazione della indicizzazione delle pensioni oltre i 2300 euro renda più tenue il legame, sia effettivo sia atteso per il futuro, tra contributi versati e la pensione percepita. Si tratta effettivamente, almeno se l'inflazione resta agli attuali livelli, di poca cosa ma il principio è importante. Per decenni gli italiani sono stati educati all'idea che il livello della loro pensione non dipendesse in modo sostanziale dal valore capitalizzato dei contributi versati ma da altre variabili. In principio, una volta finito il lunghissimo perido di transizione della riforma Dini il legame tra contributi e pensione dovrebbe essere stretto ed evidente al lavoratore. Ma questo ovviamente non vale se i governi ritengono di poter arbitrariamente intervenire sui livelli delle pensioni in un senso o nell'altro. Quando i cittadini osservano che i contributi versati non generano obbligazioni inviolabili da parte della controparte (lo Stato, in questo caso), ma semplicemente generano promesse che possono essere disattese a ogni consiglio dei ministri, allora è più probabile che i contributi sociali vengano considerati come una forma pura di tassazione, con i conseguenti effetti negativi sull'offerta di lavoro. Ripetiamo, il provvedimento in sé non è particolarmente importante dal punto di vista quantitativo. Ma è importante che ancora una volta gli italiani percepiscano che le loro pensioni sono il frutto di decisioni politiche contingenti piuttosto che il risultato di un patto ben pensato e inviolabile di solidarietà intergenerazionale.

3. Quanto laida e disgustosa sia la patrimoniale, non solo nella sostanza ma anche e soprattutto nella forma: una imposta di bollo, tendenzialmente regressiva, nascosta tra le pieghe della manovra. Nemmeno il coraggio di dire apertamente al paese che si riteneva necessario ricorrere alla sua ricchezza privata. Nemmeno il coraggio di chiedere esplicitamente al paese un sacrificio. Una furbata, seconda solo a quella della norma spudorata per salvare Fininvest. Una imposizione patrimoniale, nell'immaginario collettivo di una economia di mercato,  non è una tassa come un'altra. È l'ultima spiaggia di un paese che, sull'orlo del baratro, si aggrappa ai risparmi dei cittadini. Richiede una certa gravitas, una contrita argomentazione della sua necessità. E invece, altro che gravitas, la patrimoniale è arrivata come una mano veloce di poker di un governo intento a feste, festini, veleni, e ogni altra diavoleria da corte rinascimentale - a spese del paese. Chiaro come tutto ciò induca (ristabilizzi, nel nostro caso) una mancanza totale di fiducia del contribuente e del cittadino riguardo allo stato avido e invadente.

Il terzo punto riguarda la reazione dei mercati e la controreazione dei poltici e degli economisti di riferimento. Per i politici, cercare di mettere una toppa retorica ai propri misfatti è parte del lavoro. Non è quindi sorprendente che dopo una manovra come questa e una reazione dei mercati alla stessa di totale discredito - che ha portato lo spread rispetto ai titoli tedeschi a 240 punti base - i politici urlino ad un qualche complotto "esterno".  In questo senso va intesa la vicenda della conferenza stampa in cui Tremonti ha dato del cretino a Brunetta. Le ragioni dello sprezzante giudizio del ministro dell'economia, a quanto racconta lo stesso Brunetta, stanno nel fatto che Brunetta stava spiegando quanto poco incidesse la manovra sul pubblico impiego. Questo ha indispettito Tremonti, che invece vorrebbe far credere ai mercati che la manovra sta facendo tantissimo. Cialtroni entrambi. Brunetta che non comprende che sedere in silenzio in Consiglio dei Ministri quando la manovra è approvata priva del diritto intellettuale di provare a infoiare i mercati il giorno dopo; Tremonti   che crede che i mercati si facciamo infinocchiare dalle sue affabulazioni, o da quelle di Brunetta.

Ben più grave è invece a questo proposito l'articolo sul Corriere di Alberto Quadrio Curzio che, con tono ingiustificatamente professorale, suggerisce (senza nemmeno il coraggio di dire esplicitamente) che le società di rating stiano sobillando l'attacco di questi giorni ai titoli di debito pubblico italiano, nonostante la ''rigorosa manovra'' del governo. Siamo stanchi di ripeterlo ma non è così. Non sono le società di rating, non sono gli speculatori cattivi, non sono nemmeno i pirati della Malesia. Il paese ha un enorme debito, ha un deficit pesante, e ha una classe dirigente che in queste settimane ha dimostrato, più di quanto non avesse già fatto, di essere completamente inadeguata rispetto ai compiti che ha di fronte - con una manovra che procrastina i tagli necessari al 2013 e al 2014  e con un atteggiamento di totale irresponsabilità (per non parlare delle vertenze aperte di corruzione rampante  - morale e finanziaria). È così difficile da comprendere che in questa situazione chi presta soldi al Tesoro lo fa sempre meno facilmente, cioè richiede tassi più elevati? Come vi sentireste se incontraste un imprenditore, a cui avete prestato denaro, ubriaco in un bar a fare a cazzotti col suo socio? Non abbiamo certo voglia di metterci a difendere le società di rating, che indubbiamente non sempre fanno bene il loro lavoro. Nel migliore dei casi sono inutili e nel peggiore corrotte, ma non c'entrano nulla in questo caso - al massimo vanno cercando facile pubblicità cavalcando a lato dello scontento degli investotori in titoli  (tra parentesi, la proposta di Quadrio Curzio - società di rating dipendenti dalla politica europea - è molto peggio della situazione corrente). Ma indicare come colpevoli dell'aumento dello spread tali società è veramente concentrare l'attenzione sul dito e ignorare la luna.

E poi altro che fermare le vendite allo scoperto. Ciarlatani. Ciarlatani e cialtroni  sono, tutti quanti.

Indietro

Commenti

Ci sono 119 commenti

Secondo Superbonus, domani a Tremonti (che sarà qui a BXL per un Eurogruppo) chiederanno di anticipare al 2012-13 il saldo della manovra. E' una previsione sensata, e consistente con la linea d'azione delle autorità Europee. Quindi in ogni caso si balla.

RR

Tra l'altro, se la situazione non cambia, essendo gli interessi aumentati di 10 miliardi di euro annui, la manovra alla fine verrà di fatto mangiata proprio da questi interessi in più, o sbaglio? 

essendo gli interessi aumentati di 10 miliardi di euro annui

non esageriamo:

se tutte le emissioni del prossimo anno rolling dessero interessi di un punto superiore al passato, per effetto della duration media del debito, ciò comporterebbe per l'anno prossimo rolling (inizio 10 luglio) 2,8 miliardi in più per interessi. Il tendeziale su cui è stata calcolata la manovre ne prevedeva 7.0.

Non ho capito bene se nell'articolo si sostiene un rapporto di causa/effetto fra la manovra pubblicata il 6 luglio e l'attacco al debito pubblico italiano del 7 e 8 luglio. A me l'ipotesi sembrerebbe plausibile.

Mi sembrate un po' qualunquisti. Ciarlatano quello, l'altro inadeguato, l'altro ancora incapace, etc. Sembrate una versione più erudita di Beppe Grillo. Dovete capire che oltre all'indignazione, oltre alla critica, servono anche proposte concrete. Siete in grado di produrle? Siete in grado di ottenere un consenso ampio su quelle proposte? A me pare che vi siano stimati economisti keynesiani che dicano cose radicalmente opposte alle vostre. Chi ha ragione? Come pensate di convincere la popolazione che siete voi quelli nel giusto?

A bastonare, a destra e a manca, sono capaci tutti, basta un Beppe Grillo qualunque. Poi però serve costruire. E per costruire bisogna raggiungere dei COMPROMESSI -guarda un po'!- con le altre forze parlamentari, bisogna chiedere sacrifici alla popolazione mentre l'opposizione si inventa strumentalmente qualunque cosa per sobillare le masse contro il governo (voi, o chi per voi). E poi bisogna sopravvivere. Sopravvivere alle cause che la magistratura metterà in piedi contro di voi, perché sappiamo bene che lo farà. Sopravvivere al vostro sputtanamento che certi giornali diffonderanno in lungo in largo, perché sappiamo bene che lo faranno. E poi bisogna sopravvivere alla popolazione, perché -sia chiaro- se si mette in atto una riforma liberale vera in questo paese, se si taglia la spesa pubblica e dunque si mette in ginocchio il Sud, se si riducono le tutele contrattuali ai lavoratori intoccabili, se si aboliscono gli ordini professionali, se si fa un federalismo alla Luca Ricolfi, il popolo insorge, mette a ferro e fuoco le città e infine vi taglia la testa. 

Ecco, tenendo presente questo quadro, che fotografa la reale indisponibilità della gente a cambiare e a fare sacrifici, forse al posto vostro sarei più cauto nelle critiche alla classe dirigente. Basti riflettere su come è stato accolto Marchionne in Usa e in Italia, per rendersi conto di quanto sia difficile mettere in moto un cambiamento qui.

Sarei curioso di sapere quali sono i nomi degli "stimati economisti keynesiani" a cui ti riferisci. Sorvolo sul fatto che in questo dibattito essere keynesiani o meno non c'entra molto. 

 

E poi bisogna sopravvivere alla popolazione, perché -sia chiaro- se si mette in atto una riforma liberale vera in questo paese, se si taglia la spesa pubblica e dunque si mette in ginocchio il Sud, se si riducono le tutele contrattuali ai lavoratori intoccabili, se si aboliscono gli ordini professionali, se si fa un federalismo alla Luca Ricolfi, il popolo insorge, mette a ferro e fuoco le città e infine vi taglia la testa.

 

Eh bum! Non siamo piu' nel 1792 e nemmeno nel 1917: nessuno taglio' la testa alla Thatcher o a Roger Douglas. Qualche politico non sara' rieletto, magari qualche vetrina andra' a fuoco come ad Atene, ma poi tornera' la normalita'. Basta solo non cercare scuse per l'inazione e l'uso della politica per riempirsi il portafoglio, e si possono portare a compimento anche riforme difficili.

Sopravvivere alle cause che la magistratura metterà in piedi contro di voi, perché sappiamo bene che lo farà.

 

Un modo quasi sicuro per sopravvivere a questo è quello di non commettere reati. Non c'è ovviamente la certezza, ma è molto probabile. Invece corrompere un giudice fa sì che ci siano serie possibilità di essere beccati. Ha mai riflettuto su questo semplice fatto? Non commettere reati sembra un buon modo per non finire in cella. Lei cosa ne pensa?

Caro Fumagalli, cerco di sorvolare sul tono del tuo commento. Soprattutto quei...  "Dovete capire che...."  che potrebbero essere forse appropriati se noi facessimo politica. Ma non la facciamo - e quindi non dobbiamo niente a nessuno. Poi ci sono critiche e critiche. Se a te pare che le nostre critiche siano dello stesso tenore di quelle di Grillo, che a me paiono spesso populistiche e anti-capitalistiche, .... 

Infine, la questione delle proposte. Dunque, la posizione mia e di Sandro, e' che la sostanza della manovra andava addossata a 2012 e 2013 e non procrastinata. E soprattutto che in Italia vada tagliata la spesa in modo sostanziale e abbassate le tasse. Quali capitoli di spesa, dirai tu. Non abbiamo mai fatto una lista - varrebbe la pena farla - ma nel sito nel corso degli anni esempi vari sono stati fatti. Dico che andrebbe fatta la lista perche' mi interessa - intellettualmente - mettere in fila i capitoli e contare i risparmi, non perche' voglia rispondere in alcun modo alle tue ridicole malriposte pretese ("siete in grado di produrle?) ne' tantomeno perche' pensi di "ottenere un consenso ampio". Non e' questo il mio lavoro, ne' il mio compito - da economista intellettuale. 

Per quanto riguarda i keynesiani, non mi stupisce che tu non riesca a distinguere la portata delle argomentazioni nostre dalle loro - visto che non riesci a distinguere le critiche nostre da quelle di Grillo. Ma il punto e' questo, nel dibattito intellettuale conta la solidita' delle affermazioni. So anche io che e' piu' facile avere supporto popolare chiedendo nuove spese invece che nuovi tagli. Tant'e' - non mi interessa il supporto popolare. E l'economia dei keynesiani (quelli cui tu ti riferisci) e' cosi' povera di supporto teorico ed empirico che nel dibattito intellettuale non conta nulla. Bisogna avere il coraggio di dire cose che non contano nel dibattito popolare. Come dice Fabio: guardiamo crescere l'erba d'inverno.

 

complimenti per la completezza e la sintesi

articoli come questo li vorrei laggere sul Corriere, La Repubblica, Il Sole 24 ore che invece danno spazio ai soliti Quadrio Curzio, Giannini e Fortis. 

mi associo ai tuoi complimenti.

in effetti l'articolo di quadro curzio ha fatto parecchio girare le scatole, con la sua ricerca del nemico esterno da additare. le aggravanti a suo carico sono la tribuna concessagli, l'impiego di un buon italiano e la conoscenza reale dei problemi (io almeno gliela accredito). non voglio parlare di malafede con leggerezza, ma stavolta ha ritenuto di "fare del bene", a scapito della verità.

 

Mi associo. La cosa che mi sconvolge e' che non serve essere un economista per vedere certe cose, e nemmeno un dietrologo: se il grosso della manovra va nel 2013/14, vuol dire dopo le elezioni, quindi non si puo' garantire di poterlo fare. Analogamente, aumentare il bollo sui conti deposito assomiglia molto a una patrimoniale, ed e' regressiva - chi ha piu', paga di meno.

Sono costernato. Ieri ho dovuto discutere con mio padre, ex dirigente bancario, per fargli capire che l'"attacco" dei mercati non puo' essere (solo) un problema delle societa' di rating: "ma tu li daresti soldi a uno che se li sta mangiando?". Cosa pensera' il sempliciotto semi (o completamente) analfabeta che, secondo Tullio de Mauro, copre il 71% della popolazione italiana?

 

 

Eppure sia Trichet prima e Draghi poi hanno fatto affermazioni del tipo

 

La manovra di finanza pubblica decisa dal Governo costituisce un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici. L'anticipo delle misure rende credibili il raggiungimento del pareggio del bilancio nel 2014 e l'avvio di una tendenza al calo del rapporto debito/Pil

 

Come ve lo spiegate? Opinione sincera o solo necessità di rassicurare i mercati?

Altra domanda. Quanto pensate sia preoccupante la situazione nel breve-medio termine? Siamo davvero sull'orlo del baratro?

 

Siamo davvero sull'orlo del baratro?

 

Speriamo di no! Visto che Draghi e Trichet dicono che abbiam fatto "un passo avanti" :-)

che sarebbe accaduto se avessero affermato l'opposto?

Solo necessità di rassicurare i mercati. In una situazione come questa, o si spera nell'inflazione (che non risolve il problema a medio termine), o nella crescita reale, o in una combinazione delle due. La BCE non ha la bacchetta magica, già ci sono problemi nel gestire l'inflazione - suo unico obiettivo -, per la crescita si può solo "pregare". 

la seconda che hai detto

...

 

Ottimo post comme d'hab.

Formidabile editoriale, cari Bisin e Brusco. Mi associo a chi si spiace di non vedere editoriali così sul Corriere o sul Sole24h, anche se in parte consola sapere che nFA è molto seguita dal giornalismo di settore e pare sia abbastanza letta anche in alto loco.

Trovo spiacevoli e immotivate le critiche di Fumagalli, tuttavia mi piacerebbe davvero vedere pubblicata una vostra "lista" accompagnata da qualche numero: tutti hanno la sensazione che la combinazione debito pubblico dovuto a decenni di finanza allegra con l'assenza di crescita metta l'Italia in un cul de sac solo quantitativamente diverso da quello della Grecia, ma mi sembra che manchino ancora proposte e modelli chiari, sintetici e quantitativamente credibili per uscirne in tempi definibili, sì da poter essere sostenuti sul piano politico oltre che intellettuale, quale è per saggia definizione il vostro.

Non mi spingo ad auspicare un vostro ingresso diretto nell'agone politico (il che sarebbe comunque un bene, anche se immagino in conflitto con le vostre impostazioni di vita), ma si può fare efficace politica anche così: sperabilmente, qualcuno raccoglierà. Questo ci auguriamo tutti.

 

GD

 

Ma indicare come colpevoli dell'aumento dello spread tali società è veramente concentrare l'attenzione sul dito e ignorare la luna.

 

La cosa più triste è che queste scuse trovano un terreno fertilissimo a sinistra (ma non solo). Ho due genitori intelligenti, informati, che ogni giorno moccolano contro berlusconi. Ma l'altro giorno (sabato mi sembra), quando un giornalista del TGLa7 ha dato la colpa della situazione del Portogallo ai "biechi speculatori" hanno subito abboccato all'amo. Ho provato a fargli vedere le cose da un'altro punto di vista, ma ho dovuto desistere perché ogni cosa che dicevo era totalmente aliena alla loro visione del mondo.

Idem, a casa, tra gli amici, dovunque mi trovi, oramai, è una guerra (intellettuale, ovviamente) per scardinare le miriadi di fesserie che le persone (intelligenti e informante, come dice Giacomo sopra) incamerano incessantemente dai media mantenendo costantemente l'interrutore della coscienza critica spento.

Dopo un pò di panchina, questa settimana gli speculatori sembrano tornati in campo, e si ricomincia -.-

 

Edoardo Perez

A proposito di straparlare di critiche o economisti keynesiani , ecco una perla dell'insigne statista Buonaiuti che fa il megafono di berlusconi. Leggere per quanto deprimente fornisce la cifra della cultura economica che connota il governo. Tra i commenti, quello che non mi piace è leggere che 'gli altri avrebbero fatto o detto.....'. Mi pare che sia il gioco che genera l'immobilismo del paese. Se un governo sgoverna, alle elezioni successive si vota per l'opposizione e basta. Votare turandosi il naso, abbiamo già provato sulla nostra pelle a cosa ci ha portato: alla crisi del 1992. E ci siamo ritornati riuscendo a peggiorare.

ci sono cose che a noi umani non ci faranno mai capire ...

 

con lo spread tra Btp e Bund che aumenta aumenta il debito o meglio ... gli interessi sul debito !

interessi che variano di ora in ora ma ... mi pare un dato certo ( leggendo ho capito che bisognerebbe solo calcolarlo tra i 10M e gli 2.8M (annui ?) ... sicuramente in giro c'è un programmino che lo tiene aggiornato, al ministero di tremonti dovrebbe essere una priorità ... :-)

 

A)  - gli interessi sul debito, in realtà, sono il vero cash che circola o meglio quello che sicuramente esce dalle casse ... insomma quello che gli strozzini si fanno pagare dalla vittima senza intaccare mai il debito  ... giusto ? -

 

B) io credo che questo mostro di debito sia "politicamente" in cassaforte, la classe dirigente di questo paese non fa altro (da 30 anni ormai) che aumentarlo ... ultimamente viaggia a 100M all'anno ...ed è ormai proirettato verso i 2000M ... (l'inflazione che è ripresa sopra il 2% gli darà un'accelerata ... giusto ?)

 

C) a me pare che la ricchezza privata (quella con la M maiuscola) non è affatto minacciata da questa manovra, anzi ... e quindi questa grande paura agitata da tutto e tutti (economisti+media+politici) con il misterioso mostro che specula sul PAESE ITALIA e di cui pare "sconosciuta" l'identità, ha due effetti palesi: il primo è blindare la manovra che deve correre verso l'approvazione ... (siamo mica quì a pensare di tenere la birra fredda nel frigo senza pagare la bolletta della luce ? :-)) , la seconda rendere l'affare "debito sovrano" sempre più interessante e redditivo ... facendo recuperare l'inflazione a titoli decennali che hanno per così dire l'apprezzamento della scommessa, il gusto del mercato che tira, il rendimento che cresce rispetto a quelli tedeschi, certo l'italia diventa + rischiosa ma mercanteggiare allo scoperto permette di realizzare a breve giocando su "titoli" sicuri ... (siamo sui fondamentali mica sulla finanza derivata ...) 

 

D) i PIGS sono già sotto la protezione di uno strozzino più grande della BCE (leggi FMI) ... qualche vetrina rotta alla greca ... non ferma l'affare, anzi ... aumenta il debito, aumenta i creditori, aumenta gli interessi ... quanto più è folle (come affermate qui su NFA) questa manovra tanto più nel dibattito pubblico sembra assumere la forza dell'ultima spiaggia ... mettere al sicuro i conti per il 2013/14/15... cioè rendere sicura la speculazione in atto in queste ore ... qualcun'altro dice che basterebbero 2/3/4 punti (annui) di crescita al PIL per raggiungere gli stessi obiettivi ... si e poi i soldi per pagare gli interessi dove si prendono vista l'evasione e l'elusione, etc ... ... il pagamento deve essere sicuro e quindi la ricchezza (in centesimi minuscoli) sicura da cui attingere, sempre privata (o no?) e' sempre e solo quella dei salari e delle pensioni !  (l'80% delle entrate dello stato sono da dipendenti e pensionati) 

 

demagogia ? beh, certo: sovranità sociale, sovranità politica, sovranità economica, sono categorie che fanno a cazzotti con il debito pubblico di un paese che deve pagare e mantenere alto l'interesse sul finanziamento delle sue spesucce interne ... e qualche "grossa e grassa" spesuccia militare verso altri paesi e popolazioni ...

mi potreste confermare questa sintesi:

l'Italia ha il 6% della ricchezza mondiale, l'80% di questa ricchezza è detenuto dall'1% di Italiani !

ma più interessante sarebbe sapere quanti italiani (e in che misura) pagano gli interessi sul debito dell'Italia ... e quanti e quali sono i creditori del debito pubblico italiano ... chi ha comprato e compra i .... Btp ... la solita vecchietta ????

non dobbiamo allora meravigliarci se la figlia di un milionario chiama "esproprio proletario" una sentenza di una corte di appello su una bega tra due capitalisti ... incredibile come le parole e i concetti abbiano perso ogni certezza di significato e come un bue dia del cornuto all'asino suo collega di governo chiamandolo cretino ... :-) non solo professori san papier :-) !!!

grazie e buona estate a tutti !

 

 

grazie e buona estate a tutti !

ma come! già finito? Adesso che cominciavo a divertirmi leggendo quel che lei racconta. E' un peccato davvero.

 

mettere al sicuro i conti per il 2013/14/15... cioè rendere sicura la speculazione in atto in queste ore .

 

ma chi gliele racconta, 'ste cose?

ammesso che il bieco speculatore col sigaro e le bretelle, sia quello che sta comprando il bund e vendendo btp, se i conti pubblici italiani nel frattempo "vengono messi al sicuro" costui è rovinato! le faccio un disegno?

 

Intanto, in Europa...

"Intando oggi il commissario europeo al Mercato interno Michel Barnier ha annunciato che è intenzione della Commissione interdire l’analisi delle agenzie di rating sui paesi che sono stati o sono oggetto di aiuto internazionale. La misura, che servirebbe a contrastare gli attacchi degli speculatori, viene proposta dopo che il 5 luglio scorso Moody’s aveva tagliato il rating sovrano del Portogallo a ‘junk’ (spazzatura), con outlook negativo. Un’altra sferzata a Standard & Poors, Moody’s e Fitch è arrivata in mattinata da Viviane Reding, commissario con delega alla Giustizia, che in un’intervista a Die Welt ha affermato: “L’Europa non può farsi guidare da un cartello di tre società statunitensi”."

Fa schifo.

La mia domanda, semplice, semplice è: avete compilato il 740 ? Ecco, in un paese in cui compilare la dichiarazione dei redditi è materialmente impossibile non mi stupisce che si vada a colpire sulle accise  e sui bolli,e non mi stupirsce nemmeno l'aumento dei ticket.

Il professor  Federico propone di tagliare gli stipendi  pubblici, io propongo di tagliare i dipendenti  pubblici,uno ogni dieci, così chi rimane è contento di non aver perso il proprio lavoro e si  dà da fare per non essere il prossimo, altrimenti con il 10% di salario in meno molti dipendenti pubblici si potrebbero sentire in diritto di lavorare meno.

E poi una leggina semplice, semplice: per tutti i consumi intermedi si pubblica una richiesta di offerta (non un "bando di gara") su un sito Internet aperto a tutti, il software in automatico dà vincente l'offerta più bassa, e se non lo sanno fare andassero a chiederlo a e-bay.

Ultimo: si vendono a Piazza Affari tutte le quote di società pubbliche,in  primis Enel, Eni, Finmeccanica, Poste Italiane,con annessa fine del monopolio postale di PPTT.

Principio del costo della politica basato sul "hard budget cap": noi italiani vi  diamo 1 mld di € l'anno per tutte le vostre cose (stipendi auto blu, segretarie, mignotte, leccaculo, viaggi  all'estero, uffici, magnaccia, cocaina e quanto altro occorre al politico per essere identificato come tale), ma con quel miliardo ci fate campare partiti, partitini, parlamento, quirinale,igieniste dentali e consigli regionali. I comuni si pagano da soli le spese della "politica locale" (non dei servizi), le province esistono se un referendum le istituisce,i cittadini della costituenda provincia ci pagano le spese.

Così, giusto per cominciare.

Principio del costo della politica basato sul "hard budget cap": noi italiani vi diamo 1 mld di € l'anno per tutte le vostre cose (stipendi auto blu, segretarie, mignotte, leccaculo, viaggi all'estero, uffici, magnaccia, cocaina e quanto altro occorre al politico per essere identificato come tale), ma con quel miliardo ci fate campare partiti, partitini, parlamento, quirinale,igieniste dentali e consigli regionali. I comuni si pagano da soli le spese della "politica locale" (non dei servizi), le province esistono se un referendum le istituisce,i cittadini della costituenda provincia ci pagano le spese.

Questa è bellissima: da sottoscrivere al 100%. La spesa è ragionevole e rappresenta quanto può permettersi un paese ex ricco come l'Italia. Sin troppo, se consideriamo i risultati raggiunti in questi anni dalla classe politica. Temo però che ci sarà qualche difficoltà a realizzarla, perchè rappresenterebbe un sacrificio troppo grosso per i beneficiari. Questi piuttosto che mollare l'osso preferiranno rischiare di finire come a piazzale Loreto.

 

La mia domanda, semplice, semplice è: avete compilato il 740 ?

 

Se lo sapessi fare, avrei un guadagno decente assicurato, invece di sbattermi per trovare da lavorare in paesi dove altri non andrebbero mai. Una cosa pero' la ricordo, e mi indica che e' un pezzo che anche tu non lo compili: adesso si chiama "unico" ed e' di svariate decine di pagine. Come al solito io non neanche so leggerlo e nemmeno riesco a capire dove cercare il mio reddito. L'importo da versare di tasse me lo passa direttamente il commercialista, assieme ad un bicchiere di cordiale.

il debito alzo' la malata testolina

per creare problemi alle banche.

dopo una giornata come quella di oggi,mentre la merkel si precipitava per cercare di salvare il salvabile, c'era d'aspettarsi una presa di posizione del Presidente del Consiglio, del Tesoro o della Banca d'Italia (ops, ancora nessun'indicazione del successore di draghi, quando si dice il tempismo).Nulla. Almeno fin'ora.

Le uniche voci provenienti dalla politica italica oggi, erano questi annunci fondamentali per le sorti del nord

Questi vivono fuori dalla realtà oramai.

Ue e grandi banche italiane spingeranno per almeno invertire l'ordine dei bienni previsti nella manovra (di nuovo, ma come potevano pensare che una cosa del genere sarebbe passata in maniera indolore?). Non credo che questo governo potrà reggere l'urto di una simile decisione, e non credo che nessun governo di nessun colore politico ne avrebbe la forza e la capacità.

Lo sbocco sarà un governo tecnico, con appoggio esterno praticamente di tutti per evitare le elezioni.

My two cents.

 

Lo sbocco era a novembre un governo tecnico. Se ci fosse stato un forte imprimatur del Presidente della Repubblica per fare una politica di tagli alla spesa e incentivi alla crescita, quello forse avrebbe evitato una situazione come quella di ieri.

Purtroppo il Presidente ha preferito fare altrimenti.

Ora, sì, ci vorrebbe un governo tecnico, ma siamo già in modalità di disaster recovery, invece che di prevenzione.

Minaccia di downgrade anche dall'agenzia di rating cinese:

 

EIJING (Dow Jones)--Chinese ratings agency Dagong Global Credit Rating Co. said Monday it is putting Italy's sovereign debt on negative watch for a possible downgrade.

"Dagong said in its statement that it will downgrade Italian debt if the government's debt-financing costs continue to rise. "(Italy's) financing needs are huge each year, and the debt burden of the government will be seriously constrained by financing costs,"

 

A loro però si può dire di essere comunisti XD 

 


Smart forecast. Like: <<The weather service will change its current oulook of North Atlantic from current level of "rough" to "gale" and eventually "storm" if the Westerly wind which has been blowing at 35 knots since 24 hours does not fall>>. Very useful, indeed.

per chi ha letto la manovra,avrà visto che ci sono interventi a cui la relazione tecnica prudenzialmente non ha ascritto riduzioni di spesa,perchè non sono al momento quantificabili ma che a consuntivo potrebbero/dovrebbero portare a riduzioni di spesa....

 

Nella manovra vengono agevolati i conti correnti, in quanto la tassazione passa dal 27 al 20%, quindi la gente sarà più invogliata a mantenere i propri soldi sui conti.

 

Non è che questa è una scusa per poi avere un'ottima base su cui prelevare i soldi dai conti, in stile Amato '92? 

il 20% 0 27% dello 0,1%-0,2% non fa differenza.

Questa manovra non ha alcuna possibilità di attenuare le speculazioni:

1. non è tempestiva: l'ondata di panico è già partita mentre ancora si discute su cosa fare

2. è difensiva / depressiva: non comunica neanche una speranza di crescita economica che è il vero problema dell'Italia (outlook di S&P)

3. non ha credibilità: siamo al centro del mirino, anzi veniamo visti come la leva per demolire l'area  dell'euro

Se l'asta BOT di oggi dovesse andar male, le reazioni saranno imprevedibili.

l'asta è andata.

nel senso piazzati i titoli, ma rendimenti esplosi.

Fa impressione il btp al 6% anche se ora sta ritracciando.

Intanto prosegue il silenzio.

C’è un bell’articolo di Diamanti sulla Repubblica di ieri (11.07).

Dimostra che i partiti presenti in Parlamento non sono in grado di rappresentare la domanda politica attuale.

E’ da qualche giorno che vado riflettendo sulla necessità di una nuova formazione politica.

Con quali caratteristiche?

Avere come faro della propria proposta la Costituzione.

Avere il coraggio di dire qual è la situazione nella quale ci troviamo.

E soprattutto la sincerità nell’esporla.

Una chiara proposta , breve e comprensibile, con un segnale forte come: l’abbattimento  delle spese della politica.

In fondo B. ha cominciato da zero; certo aveva le televisioni ed ha raccattato un pezzo di gruppo dirigente (i peggiori) della Dc e del Psi con le rispettive clientele.

Ma oggi la comunicazione si è spostata su altri mezzi, meno costosi e più diffusi.

Ci sono oggi, fra astenuti e incerti, circa il 40% dell’elettorato molto spesso non il meno acculturato) cui rivolgersi.

E poi, chi decide le vittorie elettorali non è la casalinga di Voghera, ma i gruppi e le personalità che fanno opinione.

E’ da qualche giorno che vado riflettendo sulla necessità di una nuova formazione politica.

Ci sta riflettendo anche il Vaticano ;-)


 

In un aspetto non si dovranno accusare le sortite degli economisti. La manovra non serve (tagliar la spesa pubblica, a ridurre il debito, etc.), e' altrettanto inuitle a produrre la cosidetta fiducia dei mercati che, con poca creanza, esibiscono la loro sfiducia in berlusconi, bossi, carfagna, tremonti, etc. il contnuo accrescersi del divario (ma perche' bisogna chiamarlo "spread", fa chic?) tra i bot tedeschi e italiani sta a indicar proprio questo.

Risiamo "sotto attacco della speculazione". Noi. Loro no, però. Auguri.

ma voi che state in amerika,non avete nulla da dichiarare sul deficit e sul debito americano?