Il boss

14 novembre 2011 alberto bisin

Mario Monti è stato mio relatore di tesi in Bocconi (correva l'anno 1987). Nei numerosi cocktail parties che costellano la mia inesauribile  e attivissima vita sociale in questi giorni mi si chiedono spesso opinioni personali. Non ci ho parlato quasi mai, dai tempi della tesi. Ma qualche ricordo di quei tempi  lo posso condividere anche in questo party digitale.

Lo chiamavamo "il boss". Non perché avesse toni o atteggiamenti mafiosi, tutt'altro, ma perché i suoi (e i nostri) comportamenti non davano adito a dubbi su chi stesse sopra e chi sotto nella gerarchia. Monti era il boss. Ci riceveva nel suo ufficio, sedendo al tavolo lungo pieno di carte, non alla scrivania, sotto la sua foto con Jim Tobin a Yale. Ci trattava con gentilezza ed educazione estrema, molto formale - il giorno dopo la laurea il "buongiorno Bisin" è immediatamente diventato e rimasto  "buongiorno dottor Bisin". Ma naturalmente pretendeva lo stesso per sé. Giacca e cravatta erano un must (perfino Danilo metteva la cravatta; sospetto questa sia la principale ragione per cui il nostro Sandro Brusco chiese a un altro professore di essere relatore di tesi). Un giorno che dopo averci parlato me la sono tolta e l'ho incontrato in corridoio, mi disse "ma lei Bisin un minuto fa non aveva una cravatta?" - e non scherzava affatto, era davvero un po' disturbato. Ci si rivolgeva a lui come "professore" se a parole, e come "chiarissimo professore" se per iscritto. E non solo noi studenti. Non ho mai sentito nessuno dargli del tu. O meglio, una volta, mentre ero nel suo ufficio fui interrotto da un economista che io allora conoscevo solo di nome, celeberrimo in Italia, che entrò e lo chiamo' "Marione". Quando uscì, Monti, disse tra sé e sé: "che mi chiami Marione proprio non lo sopporto." Mi sentii allora importante, parte di un segreto del boss (e quindi non rivelo chi fosse l'economista). Ascoltava il nostro spiel sui progressi nella tesi - preparato attentamente davanti allo specchio perché fosse preciso, conciso, chiaro -  ogni due tre settimane, con estrema attenzione senza mai dire una parola (almeno nel mio caso).

La sua forza di attrazione per noi giovinetti con vaghi sogni accademici derivava dal fatto che poteva influenzare la scelta di parecchie borse di studio per studiare negli Stati Uniti e aveva una ottima reputazione presso i dipartimenti USA che gli permetteva di piazzare studenti. Dopo tutto aveva "prodotto" Guido Tabellini, Alberto Alesina, Vittorio Grilli...   Il mio anno mandò qui in Amerika, oltre a me, Roberto Perotti, Luigi Zingales, Antonio Merlo, Francesca Cornelli, Laura Bottazzi, Danilo Guaitoli, Pino Lopomo, e sicuramente altri ancora. A tutti questi (credo) trovò borsa di studio e aiutò per l'ammissione. A tutti noi ha soprattutto dato modo di avere contatti con Guido, Alberto, Vittorio, e altri che erano già stati via o che erano ancora via ma che tornavano di tanto in tanto,  che ci hanno aiutato molto - con informazioni e suggerimenti. Insomma, ha creato un'atmosfera in cui l'andare all'estero a studiare era una possibilità. Di questa atmosfera hanno usufruito moltissimo anche quelli che non erano sponsorizzati da lui, in Bocconi e fuori.

Insomma, tutto sommato gli dobbiamo per l'aiuto - non ci ha mai chiesto nulla - anche se alcuni di noi hanno lavorato in Bocconi prima di partire, per puro spirito di sacrificio. Non è stato facile interagire con lui - e non è un caso che la maggior parte di noi non ha mantenuto rapporti. Però mi ha chiamato quando alcuni anni fa la Bocconi mi ha fatto un'offerta - una telefonata difficile, incrostata di imbarazzo - non mi ha fatto piacere sentirmi ancora piccolo piccolo al confronto col boss.... - ma è iniziata con "buongiorno professor Bisin".

141 commenti (espandi tutti)

Domanda sul boss

stefanoc 14/11/2011 - 20:15

Semmai diventasse ... e riuscisse ... si, insomma ...., uno come lui quanto può concedere a questo parlamento a questa politica? Fino dove potrebbe spingersi al compromesso con quei veicoli vocianti che stanno colà?

 

Non è Springsteen, giusto?

Una cosa che in genere non mi piace dei professori universitari italiani, e parlo di quelli abbastanza bravi da essere figure pubbliche, è che raramente hanno discepoli all'altezza.

Celebrati come esperti mondiali e veri padreterni (in filologia, medicina, scienza o quel che sia), molto spesso sono semplicemente professori di alto livello ma non la reincarnazione di Newton. Circondarsi di yes-man può però creare l'impressione,  anche se poi, nei dipartimenti, rimangono solo danni e mezze tacche.

L'austera attenzione di Monti per i suoi studenti, e il fatto che molti di loro abbiano fatto strada, a me pare una ulteriore prova del suo valore.

Magari in economia, una disciplina sicuramente abbastanza integrata a livello mondiale, è diverso ed è più normale che intorno ad un professore ci sia questo gran movimento, però la mia impressione rimane.

sciocchezze, da Stampacchia a Bombieri hanno alleivi di perfetto riepsetto, nel suo genere persino Enzo Paci, e parlo solo di quelli che conosco personalmente.

c'e' una piu' forte infiltrazione del settore "pubblico" nel senso che alla stragrande maggioranza degli universitari americani, norvegesi, cinesi, non viene mai in mente di diventare lo zimbello di figure come crepet. quello si' e' peculiare anche non inaudito (avviene in subculutre mediatiche)

Ohi, ohi, non era mia intenzione dipingere un ritratto tutto positivoi. Monti ha avuto anche pessimi "allievi", alcuni dei quali aiuto' e forse ancora aiuta nell'accademia italiana - che' impresentabili altrove. Insomma, si e' sempre permesso portaborse come altri baroni dell'accademia - diciamo che pero' ha avuto il buon cuore di aiutare anche altri che portaborse non sarebbero diventati. 

Bello

Massimo Famularo 14/11/2011 - 20:42

Una bella testimonianza che credo, fornisce un quadro inedito e non conosciuto del personaggio. Approfitto per lasciar cadere una domanda alla quale non ho ancora ricevuto risposta: sto boss, come economista com'è?

Di che cosa si è occupato? Ha prodotto contributi particolarmente originali? Oppure ha approfondito questioni già note sviscerandone aspetti particolari?

Grazie anticipate per la risposta. 

Re: Bello

Corrado Ruggeri 14/11/2011 - 21:07

sto boss, come economista com'è?

A proposito, non vorrei dire una minchiata inesattezza ma, mi sembra di ricordare, che Boldrin a Caterpillar disse che Monti avrebbe potuto essere un candidato italiano al Nobel per l'economia? Ricordo male? Se si chi era l'economista in questione?

Grazie (mi sembrava di aver capito male)!

PS

Dici che riusciamo a cancellare il thread prima che Boldrin lo veda e mi insulti ? :-)

Io non posso. Chiedi ad Alberto. :-)

Too late.

Re: Bello

alberto bisin 14/11/2011 - 21:59

La sua attivita' accademica (nel senso della ricerca) non e' degna di nota. Non lo e' mai stata. Si e' occupato di banking all'inizio della sua carriera. Insegnava economia monetaria. 

a parte che questo G.S.Mela si attribuisce di essere coautore di una pubblicazione con 352 citazioni e in cui non risulta come tale (ho visto bene?)

L'articolo è cretino.

1 Monti non sarà scientificamente un drago, ma Monti-Klein mi pare che venga diffusamente insegnato nei corsi di banking.

2 Il confronto bibliometrico tra discipline è privo di senso.

3 Soprattutto: il suo valore scientifico è irrilevante.

Re(4): Bello

andrea moro 15/11/2011 - 14:10

 Monti non sarà scientificamente un drago, ma Monti-Klein mi pare che venga diffusamente insegnato nei corsi di banking.

seriously? 

I manuali che ho visto io ne parlano e Freixas lo insegna (devo ammettere: con una certa fretta). Immagino lo facciano anche altri.

Il boss

giorgio gilestro 14/11/2011 - 20:48

La cosa che mi ha colpito di piu' leggendo qui e li' e' che da tutti i ritratti emerge che Monti e' l'ANTITESI di Berlusconi.

Che io sappia Monti, ooops il professor Monti non svolge atttività di docente da parecchi anni. Non so se sia esatto ma dietro ai modi controllati, al linguaggio felpato e prudente, credo ci sia un uomo piuttosto energico e determinato. Uno tosto insomma.

Re: Il boss

alberto bisin 14/11/2011 - 22:03

Non lo so. Onestamente, se sia tosto. Non l'ho mai visto fare a botte (nemmeno metaforicamente): direi che non ne ha mai avuto bisogno perche' ha sempre convinto i contendenti dei essere "intoccabili" al suo confronto.  Grandissima abilita' a tenere la gente a distanza... grandissima. 

Non lo so. Onestamente, se sia tosto. Non l'ho mai visto fare a botte (nemmeno metaforicamente): direi che non ne ha mai avuto bisogno perche' ha sempre convinto i contendenti dei essere "intoccabili" al suo confronto.  Grandissima abilita' a tenere la gente a distanza... grandissima.

Bene, è giunta l'ora della prova del nove perché adesso, e per i prossimi mesi, o fa a botte e vince sempre o riesce a convincere i contendenti, come dici.

Io incrocio le dita e spero che ci riesca.

Il boss

luca rigotti 14/11/2011 - 20:52

Insomma, ha creato un'atmosfera in cui l'andare all'estero a studiare era una possibilità.

Secondo me Monti, e altri come Fabio Schiantarelli, hanno fatto anche di piu'. Portavano il messaggio che studiare all'estero fosse una scelta obbligata (e non solo una possibilita') per chi volesse imparare ad essere un economista; da questo punto di vista tutti noi gli dobbiamo molto.

Aggiungiamo anche l'idea di costituire l'Igier (nata insieme a Giavazzi e Tabellini) e otteniamo il vero merito di Monti: avere capito che la via autarchica all'accademia (così dominante in Italia negli anni 70 e 80) era folle. (Anche) Grazie alla sua lungimiranza oggi la Bocconi è un posto molto più internazionale di tanti anni fa e di tutte le altre università italiane. 

Mah, tu ne sai piu' di me. Ma Igier, ho l'impressione che abbia preso piede solo con Giavazzi. Che con Monti fosse parecchio dormiente - che lui non spingesse. Ma magari mi sbaglio.

Monti era Presidente e Giavazzi Direttore. Ognuno ha giocato il suo ruolo. 

Re: Il boss

Saltwater 14/11/2011 - 22:26

Portavano il messaggio che studiare all'estero fosse una scelta obbligata (e non solo una possibilita') per chi volesse imparare ad essere un economista; da questo punto di vista tutti noi gli dobbiamo molto.

In questo senso, Monti è giustamente il predecessore di Giavazzi e Tabellini, che oggigiorno piazzano un graduate student ogni anno a Harvard/MIT. 

Il boss

Francesco Murano 14/11/2011 - 21:02

Ohi, Il prof. Monti ha incontrato PI-O-NA-TI che non so che titoli abbia, ne la sua formazione... so solo (da Wikipedia) che ha vinto una borsa di studio presso la RAI !!! Se queste solo le forche caudine sotto le quali deve passare un riconosciuto professionista per assicurare il bene del Paese, questo Paese non ha più speranze. Ovviamente si può blaterare fino all'infinito sui meccanismi della democrazia rappresentativa ma qui siamo oltre, in piena era post-democratica.

Il boss

Susanna 14/11/2011 - 22:26

Una testimonianza che suscita in me questo pensiero: Monti pare essere  è un uomo capace di saper riconoscere la bravura dei suoi allievi, nonostante sia stato e resti un boss (forse si nasce con questo imprinting, mi ricorda molto il mio professiore di tesi, un famoso sociologo .

L'Italia è proprio un paese strano e mi chiedo se mai riusciremo a liberarci di quell'atteggiamento, che credo non sia solo culturale, in virtù del quale alcuni personaggi possono essere visti e vissuti "a distanza", come impenetrabili o come dir si voglia... ma il punto è perchè noi, forse inconsapevolmente, sembriamo assogettarci, se non proprio sottomerci. Gli idoli sono e rimarranno tali perchè noi glielo permettiamo, non osando infrangere quella barriera che si erge fra noi e loro. 

L'Italia è proprio un paese strano e mi chiedo se mai riusciremo a liberarci di quell'atteggiamento, che credo non sia solo culturale, in virtù del quale alcuni personaggi possono essere visti e vissuti "a distanza", come impenetrabili o come dir si voglia... ma il punto è perchè noi, forse inconsapevolmente, sembriamo assogettarci, se non proprio sottomerci.

Non si tratta di un flagello piovuto dal cielo. Nei Paesi del terzo mondo e' come in Italia e anche peggio, molto spesso. Si tratta di una cultura vecchia, arretrata, medievale, che anche i Paesi oggi piu' civili e avanzati avevano, 100 anni fa, secondo me.  Il problema principale dell'Italia e' essere arretrata culturalmente, Tullio De Mauro diceva che abbiamo 400-500 anni di ritardo di alfabetizzazione rispetto all'Olanda, questi ritardi sono importanti ed hanno effetti importanti ancora oggi. Questi ritardi non si curano con una rivoluzione (magari come quella sovietica). Si curano con una presa di coscienza e lavorandoci progressivamente.  Per questo ci vogliono masse istruite ed elites di buona qualita'.  Il vero problema italiano e che le elites, pur essendo istruite, sono di cattiva qualita'.

Al di là dell'aneddotica - molto gustosa - a me, e credo a molti altri, sta a cuore sapere, da parte di chi l'ha conosciuto personalmente, se si ritiene Monti all'altezza del compito cui va incontro. Cosa ne dice il prof. Bisin?

Sai, Renzo, difficilissimo a dirsi. Come credo si legga tra le righe del mio post, io ne ho stima - non posso dir simpatia perche' richiederebbe troppa familiarita' - ma stima si'. Pero' e' una stima un po' contratta - il barone in lui e' indicatore di frequentazioni antropologiche - come qualcuno diceva - non berlusconiane certo ma democristiane certamente si'. Insomma, non e' Tabellini che stimo a tutto tondo e di cui mi fiderei ciecamente. Staremo a vedere. E giudicheremo senza (col minor possibile) bias. 

Sempre meglio, non dico di berlusconi (troppo facile), ma di qualsiasi politico italiano... Un bel ministero Alfano? Bersani? Vendola?

Naturalmente.

certo, questo era per me fuori discussione

Tabellini che stimo a tutto tondo e di cui mi fiderei ciecamente

Oggi al TG24 di Sky davano Guido Tabellini come possibile vicepresidente del consiglio. Altri (anche qui e qui) lo indicano come probabile ministro all'economia. C'è da sperare che sia notizia fondata...

Io non ci credo. Ma ci spero. Onore a Monti se lo fa. E onore a Guido se accetta. Sabato ero al Boston con lui (Guido). Mi e' parso assolutamente rilassato... Non gli ho chiesto nulla perche' so che non gli avrebbe fatto piacere. Guido e' l'unica persona che conosco che se lo facesse, il ministro dell'economia, lo farebbe per puro spirito di servizio, cosi' come ha fatto e fa il rettore - peraltro benissimo. Sommessamente mi auguro Monti abbia la forza di chiamarlo. 

Questa descrizione non ci dice molto su quel che succedera' nei prossimi mesi. Anzi, a me suscita ulteriore curiosita': come potra' essersi svolto l'incontro Berlusconi-Monti?

Mi e' difficile immaginare un abisso antropologico piu' profondo...

 

Il boss

malpassotu 15/11/2011 - 00:57

Alberto,
io iniziavo quando tu finivi: non a caso sei stato mio esercitatore di Economia Politica (cioè seguivo le tue esercitazioni). Ho anch'io un ricordo vivo di Monti. Sembrava irraggiungibile, così in alto, per noi studenti, che per sdrammatizzare il personaggio lo chiamavamo semplicemente "Mario". Il mio amico con cui ho diviso casa tutto il tempo dell'università rientrando esclamava come illuminato: "Caz..., ho visto Mario... Oggi era bellissimo!"
Estrema eleganza e serietà, tuttavia ricordo le sue lezioni del corso di Teoria e politica monetaria (o titolo simile) come fra le più pedanti e noiose. Non era un ottimo didatta. Lo rincontrai una seconda volta in qualità di Rettore (cioè lui rettore io questuante), in occasione di un convegno che volevo organizzare. Ricevetti un secco, compito e cortese No e allora pensai bene di fargli un piccolo "sgarbo", organizzando lo stesso il convegno attraverso un gruppo studentesco che sponsorizzava l'occasione.
Di lui ricordo il giudizio sintetico di una delle menti pi brillanti dell'allora Istituto di metodi quantitativi: "Monti? un buon editorialista..."
E ricordo, perchè testimone oculare, il saluto: "Come stai, Marione?" e penso dovrebbe ricordarlo anche Fausto...
Dici del barone in lui... Stiamo parlando di un'altra generazione (Mario è del 19 marzo 1943, il suo compleanno lo sapevo già allora). Di persone che si sono formate in un certo tipo di università dove andare all'estero a sudarsi un dottorato non era richiesto (infatti i professori di quella generazione con un dottorato si contano credo sulle dita di una mano) e ancora meno era richiesto pubblicare su riviste internazionali (anche qui i professori che lo facevano erano pochissimi e lo facevano come episodio sporadico non certo come obiettivo da perseguire). Di sicuro Monti ha avuto il pregio (anche questo non comune in quella generazione di professori-baroni) di incentivare gli studi e la formazione di una serie di economisti ottimi e di spingere insieme ad altri nella giusta direzione dell'internazionalizzazione e della specializzazione della professione. Ha commesso anche lui errori... e chi non li commette? Speriamo possa fare altrettanto bene come Presidente del Consiglio, anche se in questo caso l'ambiente è più ostile e il materiale umano estramamente scadente.
Per il momento, dopo anni di sfilate televisive di politici asini e imbroglioni, guardando un tg ho per un attimo di nuovo confidato in una classe dirigente non corrotta e dignitosa.
Domani chiamerò al telefono il mio amico per il suo onomastico (a proposito, auguri anche a te) esordendo: "Caz... hai visto Mario?... E' bellissimo!"....
Un saluto

Re: Il boss

alberto bisin 15/11/2011 - 01:33

Grazie Ernesto, ricordi perfettamente complementari ai miei. Sono certo i lettori gradiscano. Sai che io non mi ricordo le sue lezioni? Doveva essere per forza noioso, non ci piove. Ma io non me le ricordo. Forse per qualche ragione il mio anno non ha insegnato lui il corso. Mah, se Danilo ci legge, lui si ricorda di sicuro.

Confermo il noioso, e' anche il mio ricordo.

Ricordo, pero', anche una lezione subito dopo l'assassinio di Tarantelli (o il giorno stesso o il giorno dopo). Lezione interamente dedicata all'indicizzazione dei salari nela teoria macroeconomica. Non credo allora colsi appieno il significato del gesto, e l'emozione della situazione. Anche questo gesto descrive l'uomo.

Mi hai chiamato in causa, cosi mi sono deciso a registrarmi e farmi vivo.

Sí, confermo che le lezioni del boss erano un pò soporifere, forse anche per il tono di voce.

Mi fa ricordare un aneddoto, di cui Alberto ride ancora: quando dopo la laurea facevamo da assistenti in attesa di andare a Chicago, un giorno il boss in persona mi chiama e mi chiede di sostituirlo in una classe a cui non poteva andare. La prima volta che facevo lezione...in un'aula enorme, con le gradinate piene di centinaia di studenti, e io al posto di Monti... Beh, misi i miei lucidi sul proiettore, abbassai le luci in sala come al cinema, e cominciai a parlare seguendo lo stile pacato del boss... poco a poco riuscii ad addormentare la maggior parte degli studenti e a completare la lezione senza disturbi, grida o interruzioni...

Altra nota di merito a Monti: l'unico professore che al primo colpo seppe pronunciare correttamente il mio cognome (con l'accento sulla 'a', non sulla 'o' o 'i' come fanno tutti fuori della provincia di Modena). Confermo anche la strana impressione che faceva andare a raccontare i progressi della tesi al boss che ascoltava con attenzione ma senza commenti, cosí che non capivi mai se stavi andando bene o no. Però aveva l'accortezza di farti parlare o seguire da gente preparata: quando ero incerto su cosa fare di tesi e con chi, ebbi la possibilità di parlare con Guido Tabellini (che immagino Monti faceva venire ogni tanto dagli US, come Alesina etc.) che mi introdusse nella frontiera della ricerca con le applicazioni di teoria dei giochi alla macro che loro stavano lanciando.

Quindi a quei tempi per noi credo Monti sia stato un 'barone' virtuoso. Certo, immagino alla TV italiana saranno disperati all'idea di fare talk shows soporiferi sul governo Monti (soprattutto se sceglie ministri della sua età e stile...).

Ernesto, certo che ricordo il Marione...

E confermo l'impatto che Monti aveva sugli studenti Bocconi. Nel 1983, quando ero matricola, mi colpì il fatto che un mio compagno di corso sapesse tutto di Monti, anche se non era un nostro docente  (Monti era il responsabile del primo corso di Economia Politica, ma noi eravamo stati assegnati ad un altro gruppo). Io sapevo che scriveva sul Corriere, ma poco di più. Invece questo mio compagno di corso sembrava conoscere tutto di lui (vicepresidenza della Comit, anno di studi a Yale, ecc.). Ecco, tra alcuni studenti c'era un vero e proprio "culto della personalità" nei confronti di Monti che all'epoca, ricordo, aveva solo 40 anni. Veramente notevole.

Il boss

massimo 15/11/2011 - 11:03

Ho fatto una piccola ricerca "quick & dirty" su Google Scholar. In "advanced search" indicando come "author" Mario Monti, e restringendo la ricerca a "Business, Administration, Finance, and Economics" e "Social Sciences, Arts, and Humanities" la pagina ritorna 116 hits. Facendo lo stesso indicando come autore Alberto Bisin ho ottenuto 125 hits. Mi rendo conto che lo strumento è troppo rozzo e che sono possibili ricerche molto più raffinate (qualcuno sa come fare?) peró se per salvare l'Italia occorreva un professore di economia, io avrei preferito che l'incarico fosse stato dato al prof. Bisin, anzichè al prof. Monti. 

Re: Il boss

valerio 15/11/2011 - 11:40

Temo che il prof. Bisin sia troppo giovane per l'Italia.

Onestamente, con tutto il rispetto per Alberto, le citazioni di Google Scholar non sono un elemento importante per fare il primo ministro.

Con tutto il rispetto per Monti, non e' facile da esse capire la statura accademica di un ricercatore. 

Re(2): Il boss

massimo 15/11/2011 - 14:23

C'è uno strumento più efficace?

Re(4): Il boss

massimo 15/11/2011 - 16:03

Ok, ma come si fa? Sa io sono ignorante.

Oltre che contare, bisogna leggere un minimo di dettagli. Se guardi alla lista ti accorgi che quase tutti gli hits di Alberto sono in riviste che pubblicano peer reviewed article, mentre lo stesso non si puo' dire per Monti.

Re(6): Il boss

massimo 15/11/2011 - 20:02

Se è per questo molti hits di Monti si riferiscono ai dieci anni 1999-2008 nei quali è stato Commissario Europeo, e quei testi di solito vengono scritti dai servizi della Commissione e non personalmento del Commissario.

Sono assolutamente cosciente che la mia analisi è troppo rudimentale, ma non sono capace di farne una più raffinata. Nel frattempo rimango dell'opinione che Alberto Bisin sia MOLTO meglio di Mario Monti. E poi sono stufo di vivere in un paese dove un arzillo ottantaseienne lancia in politico un esordiente sessantottenne. Se verrà rieletto Obama terminerà la sua carriera politica nel 2016, a 55 anni. Zapatero si ritira dopo due mandati a 51 anni. Il premier e il vice premier britannici insieme fanno pressappoco l'età di Napolitano.

No dai, massimo io che centro. Da quand'e' che competo col boss? credimi, lui sa quello che fa. io non saprei nemmeno trovare il quirinale e poi perderei il bigliettino con la lista dei ministri per le scale, inciamperei sui carabinieri a cavallo, pesteri una merda del suddetto cavallo cosi' da dover presentarmi a napolitano a piedi nudi.... io non c'entro nulla - sono cosi' lontano da non essere visibile. 

Perdinci Alberto, ma non capisci che è proprio per questo che preferiremmo (nei nostri sogni che la realtà Italinaa e quel che è nulla propriop possiamo farci) te, magari in tandem con Michele e qualche altro rumoroso amerikano?

Lasciaci sognare ;)

scusa Alberto, ti dò del tu visto lo spirito del forum e perchè sono papozzano come Sandro Brusco e quindi mi permetto questo ed altro,

sai almeno dov'è Roma?

ciao

Giuseppe Dalpasso

 

E' ovvio che non basti essere un buon economista per essere un buon primo ministro ma secondo me Monti sta sbagliando. Spera di garantirsi la sopravvivenza blandendo i partiti e si troverà bloccato in una serie di veti incrociati già dal consiglio dei ministri. Secondo me avrebbe dovuto

i) fare un ministero di soli tecnici (quindi "debolissimo") subito (lunedì mattina), senza consultazioni formali con i partiti - dicendo che l'emergenza imponeva etc etc

ii) incassare la fiducia con un discorso generico e low-key

iii) iniziare un giro di consultazioni formali con i partiti, i sindacati etc promettendo a tutti di tenere conto delle loro proposte

iv) nel frattempo scrivere in segreto una legge di riforma con un po' di demagogia (tipo abolizione delle provincie, tagli alla casta, patrimoniale etc.) e molta sostanza (passaggio di tutti al contributivo, tagli degli stipendi degli statali, liberalizzazioni etc.)

v) emanare la legge per decreto legge ponendo la fiducia, accompagnato da un discorso  alla nazione spiegando che è stato equo e che l'alternativa sarebbe l'apocalisse sui mercati col rischio di una crisi mondiale

vi) dichiarare che con l'approvazione del decreto e la sua attuazione il suo compito si esaurirà per agitare sotto il naso dei partiti la carota delle sue dimissioni

Il tutto sperando che il giorno successivo lo spread crolli. A quel punto, sarebbe molto difficile per i partiti non votarlo

 

 

 

Quoto Giovanni Federico, ma anche no (Veltroni docet-)). Anche a me sarebbe piaciuta una partenza a razzo, vista anche l'accelerazione imposta dai mercati e da GN che, con una forzatura costituzionale senza precedenti, ha di fatto costretto BS alle dimissioni. La forzatura è stata che BS ha detto "dopo la legge di stabilità mi dimetterò", e il Quirinale ha precisato, in una nota, che la "Legge di stabilità sarà approvata entro la fine della settimana", vedetela come volete, ma GN ha emesso una nota in cui, di fatto, dava i tre giorni a Berlusconi.

Bene, dopo cotanta velocità il tragitto descritto da Giovanni Federico mi sembra il più pertinente, quello più facile, però capisco un punto: anche se feriti e delusi, gli elettori del PDL e Lega esistono, e si sentono, a torto o a ragione, come missionari del Vangelo.

Fare le cose così in fretta avrebbe rischiato di rendere ancora più evidente l'umiliazione, con il rischio di sentir dire"A queste condizioni, noi che siamo maggioranza in Parlamento non ci stiamo, andiamo a elezioni". Con questa legge elettorale e la grancassa che suona "ricattati dal complotto", "l'uomo del fare a cui i poteri forti internazionali hanno impedito", etc., etc.

In un paese piccolo-borgese e sostanzialmente di destra quale è l'Italia avremmo perfino corso il rischio di ritrovarci fra sei mesi un BS al comando ancora più illividito e senza freni. No, forse  meglio andar piano (due giorni) e farsi votare la fiducia anche dal PDL.

La fiducia è costituzionalmente indispensabile -altrimenti un governo deve dimettersi. Il mio suggerimento si riferisce al timing delle riforme. Far finta di contrattarle, presentare una sola legge invece di dieci o quindici e farla approvare col ricatto dei mercati. Intanto le riforme ci sarebbero e grazie alla demagogia anti-casta, potrebbero essere anche non troppo impopolari.

In un paese piccolo-borgese e sostanzialmente di destra quale è l'Italia avremmo perfino corso il rischio di ritrovarci fra sei mesi un BS al comando ancora più illividito e senza freni. No, forse  meglio andar piano (due giorni) e farsi votare la fiducia anche dal PDL.

Prepariamoci al governo del figlio del Divino (Alfano?), la beatificazione del santo di Arcore intanto è già iniziata (dal minuto 6.10 http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/261064/edizione-ore-800-del-16-novembre.html)

la beatificazione del santo di Arcore intanto è già iniziata

L'hai notato anche tu?

Ho "guardicchiato" la tv ieri sera, è tutto un:

1 Il debito c'era da prima, il governo BS non c'entra...poverino

2 La crisi è internazionale, il governo BS non c'entra...poverino

3 Lo spread è alto anche con Monti, perchè avete cacciato il governo BS...poverino

Mia moglie mi ha detto: "se la gente è così fessa da crederci e lo rielegge, è la volta che mi trasferisco all'estero"

A me spiace, perchè a mia moglie sono affezionato :-)

A me spiace, perchè a mia moglie sono affezionato :-)

mi viene in mente solo LOL (fa pischello lo so)

Cmq era ovvio finisse così, i giornalisti e personaggi TV che hanno sempre difeso SB e attaccato ogni suo oppositore sanno bene che il loro attuale immeritato tenore di vita verrà ampiamente ridimensionato nel momento stesso in cui SB perderà il potere.

Ormai SB è diventato parte integrante dello stesso un brand che ha creato, è il logo della corporation "liberalidelcazzo spa".

Assolutamente d'accordo con particolare gradimento per i passaggi

 

iv) nel frattempo scrivere in segreto una legge di riforma con un po' di demagogia (tipo abolizione delle provincie, tagli alla casta, patrimoniale etc.) e molta sostanza (passaggio di tutti al contributivo, tagli degli stipendi degli statali, liberalizzazioni etc.)
v) emanare la legge per decreto legge ponendo la fiducia, accompagnato da un discorso  alla nazione spiegando che è stato equo e che l'alternativa sarebbe l'apocalisse sui mercati col rischio di una crisi mondiale
vi) dichiarare che con l'approvazione del decreto e la sua attuazione il suo compito si esaurirà per agitare sotto il naso dei partiti la carota delle sue dimissioni

Al decreto legge e al discorso alla nazione avevo pensato anche da solo e mi autocompiaccio per la sintonia con Giovanni ;)

Magari pubblicando su internet e sui principali giornali nomi e cognomi dei parlamentari che votano a favore e di quelli che votano contro.

Istintivamente anche io ho sperato in un approccio di questo tipo. Mi viene però un dubbio: Monti sta trattando mentre l'incertezza tiene la pressione dei mercati alta. Make sense?

O forse è solo un comportamento molto più coerente con la figura descritta nelle testimonianze di prima mano...

Giovanni, proposta sensata la tua, che spiazza la casta e prova a "forzarla" a fare ciò che non vuole fare approfittando della "pinza" fra proposte drastiche dell'incaricato e spread+azione BCE dall'altro.
Non so cosa tu intenda con "cautela" ma provo a darti la mai versione. Poi mi dici tu se è una descrizione appropriata di ciò che tu chiami "cautela".

La tua proposta e le sue svariate possibili varianti tecniche si fonda su un presupposto molto ardito: che Mario Monti abbia la stessa funzione obiettivo che hai tu.

Non so cosa tu intenda con "cautela" quando scrivi che è "troppo cauto". Ma dal resto evinco che voglia dire: ha un obiettivo diverso da quello che ho io (GF). Indeed.

Sono contento che NFA arrivi prima di *tutti a fare considerazioni come queste, un pò ci tenevo. Questo governo servirà a poco per quel che interessa a noi ed è meglio disilludersi subito. Monti vale niente ma l'incarico lo compenserà per quel narciso che è e farà tutti  i compromessi possibili per restarci.

Ritiro la cazzata.

 

 

*tutti = tutti i blog che meritano attenzione.

Non so cosa tu intenda con "cautela" quando scrivi che è "troppo cauto". Ma dal resto evinco che voglia dire: ha un obiettivo diverso da quello che ho io (GF). Indeed.

 

 

Non conosco Monti e non posso rispondere. Io pensavo ad ad una cautela caratteriale, fra l'altro non del tutto ingiustificata. Ricattare la casta politica con la minaccia di scatenare la crisi finale dell'euro dimettendosi non è proprio da stomaci deboli. Ma potrebbe anche darsi che Monti non voglia riforme strutturali, che possano spazzare via politici e banchieri collusi. Certo, nominare Passera ministro non mi sembra il massimo

Tre mesi dopo, ho l’impressione che Monti si ritrovi – per le ragioni politiche esposte sotto – nella stessa situazione “totipotente” che aveva subito dopo l’investitura da parte di Napolitano. E penso che stia ricommettendo l’errore della contrattazione, di cui parlava qui Giovanni Federico.

Mi è capitato oggi di ascoltare il discorso in diretta al Parlamento Europeo di Monti. Ho trovato impressionanti l’accoglienza e la stima che quasi l’intera assemblea gli ha dimostrato. Diciamo che la parola “acclamazione”, veniva in mente…

Un uomo che ha un consenso così forte delle istituzioni, di Napolitano, del Parlamento e della Commissione Europei, di Obama, Merkozy e Draghi, di gran parte dell’opinione pubblica, con lo spread che sta scendendo e con i partiti politici al minimo storico del gradimento, in questo momento avrebbe DI NUOVO la forza di proporre con successo un pacchetto di misure “prendere o lasciare” al Parlamento Italiano.

Per quanto questo sia il peggior Parlamento della nostra storia, nessuno può seriamente pensare di mettersi contro un consenso del genere. Inoltre è improbabile che i nostri politici abbiano voglia di riprendersi in mano la patata bollente, vedendo quello che sta accadendo in Grecia. Con l’impopolarità che hanno, se fanno qualche danno serio, temono seriamente il linciaggio…

Ho paura che il gioco tra Monti e il Parlamento finirà in pareggio, portando a casa il minimo indispensabile per stare a galla, come previsto da giulio zanella. Il governo non cadrà nel 2012 ma la concertazione con i partiti sarà tale che l’efficacia delle misure sarà molto indebolita. Tuttavia questo esito sarebbe deludente perché credo proprio che in questo momento Monti si trovi per la seconda volta con la possibilità di fare goal a porta vuota.

Il boss

Sergio Bariatti 15/11/2011 - 22:25

Caro Alberto, la mia impressione di Monti è molto vicino alla tua. Mi sono laureato con lui all'inizio dell'82 (lo stesso giorno di Alesina, ed entrambi eravamo a difendere i cieli della patria, in quegli anni c'era ancora il servizio militare). All'inizio ha delegato i sui compiti a Tabellini, fresco di laurea con un mattone di 500 pagine sui principi microeconomici della politica monetaria, poi mi ha passato  a un certo Rovelli il cui supporto è stato vicino allo zero. Considerando il costo della retta il servizio offerto dal duo è stato molto modesto.

Come professore in effetti era un po' noioso, ma si confrontava con dei miti come Innocenzo Gasparini a Economia Politica, Tullio  Biagiotti a Storia del pensiero, Brambilla a Statistica, i cui corsi erano poco seguiti perchè inutili per il voto finale, ma erano spettacolari. La generazione che lo predeceva era di giganti al confronto. Monti aveva il carisma di un paracarro e nelle conferenze stampa di questi giorni non mi sembra molto cambiato.

Riassumendo non è stato un grande economista e nemmeno un grande didatta, ma questo non vuol dire non possa essere una grande primo ministro. Soprattutto a confronto di chi lo ha preceduto.

Meno male che la tua impressione è molto vicina a quella di Alberto, chissa se fosse stata completamente diversa...

Alberto è stato molto diplomatico scrivendo "era difficile interagire con lui". Se leggi in giro i commenti degli allievi di thomas sargent capisci cosa significa lavorare con un professore carismatico che ti incentiva, aiuta indirizza etc.

grazie, non l'avevo affatto colto :-(

Re: Il boss

alberto bisin 15/11/2011 - 22:49

Anche io difendevo i cieli della patria al momento della laurea

Monti ha annunciato la lista dei ministri del nuovo esecutivo (link). Tiene per sé l'economia ad interim, i ministeri per infrastrutture, trasporti e sviluppo vanno tutti a Corrado Passera, Francesco Profumo è all'istruzione e Catricalà sarà sottosegretario della presidenza.

Mah.... che ne pensate?

Giarda è un ottimo acquisto. Fu, con Beniamino Andreatta, ventriloquo del primo governo Prodi.

Bene complessivamente, con qualche interrogativo.

L'ing. Profumo all'istruzione, che più ci penso più mi sembra una maledizione che incombe su questo ministero. A differenza degli altri suoi colleghi non può vantare una competenza specifica nel settore istruzione-formazione, essendo la sua esperienza tutta sbilanciata dal lato università e ricerca e piuttosto limitata. Ho l'impressione che non si consideri l'educazione e il governo della scuola come meritevoli di competenza scientifica alla pari di altri settori, evidentemente ritenuti più strategici. Spero almeno che cacci via al più presto quella corte dei miracoli di incompetenti che la Gelmini s'era portata appresso.

L'altra cosa che non mi piace è l'omaggio al Vaticano con la nomina di Andrea Riccardi, ma era proprio necessario?

Riccardi, Ornaghi, Profumo, Balduzzi... lo dicevo io che questo sarebbe stato il governo del papa piu' che del presidente. Spero soltanto che non segni il rientro della DC.

L'ing. Profumo all'istruzione, che più ci penso più mi sembra una maledizione che incombe su questo ministero. A differenza degli altri suoi colleghi non può vantare una competenza specifica nel settore istruzione-formazione, essendo la sua esperienza tutta sbilanciata dal lato università e ricerca e piuttosto limitata. Ho l'impressione che non si consideri l'educazione e il governo della scuola come meritevoli di competenza scientifica alla pari di altri settori, evidentemente ritenuti più strategici. Spero almeno che cacci via al più presto quella corte dei miracoli di incompetenti che la Gelmini s'era portata appresso.

 

Condivido senza riserva alcuna questa valutazione che condensa la mia profonda delusione di ieri all'annuncio montiano della nomina di Profumo, che pare destinato ad essere ministro del mur piuttosto che del mIur. Lo sbilanciamento verso università e ricerca andrà a detrimento della scuola sulla quale l'Europa ha giustamente posto interrogativi. Con pervicacia si continua a sottovalutare la scuola.

Profumo non è affatto un tecnico della scuola e non risulta neppure aver elaborato un pensiero sulla scuola, che è diversa da università-ricerca-impresa. Credo che non ci sia settore in cui corporativismo e protezionismi sono più sedimentati e radicati che nella scuola, per eccellenza il regno cristallizzato degli "inalienabili diritti acquisiti", garantito dal potente asse burosauri romani-sindacati, che può essere spezzato soltanto da chi ne sia esperto e che invece stritola e fagocita ogni corpo estraneo, per quanto animato da buone intenzioni.

Per riformare la scuola, in paesi più civili forse è sufficiente tracciare la via ispirandosi a sani principi, demandandone poi la costruzione ai tecnici, ma in Italia prima di tutto bisogna conoscere tutti i meccanismi della mostruosa e possente macchina sindacal-burocratica per smontarla. Non bastano vaghi buoni propositi, ci vuole un tecnicissimo. E invece non c'è neppure un tecnico. Ora, è pur vero che dovrà delegare la scuola, ma è lecito domandarsi sulla base di quali criteri opererà la scelta della squadra.

Nel caso specifico la foresta pietrificata è fitta di sindacati, prodighi di consigli al neoministro già oggi (non hanno perso tempo) e di Apparati che, al cambio della guardia del ministro, restano tutti concentrati nelle loro sedi, ovvero negli Uffici romani. Ci vuole un ministro capace di ridurre nell'alveo delle loro specifiche competenze apparati che tendono ad esondare.

L'area che - in nome di autonomie, responsabilità, libertà di scelta effettive - più di tutte è stata capace di esprimere critiche caustiche ed incisive allo statalismo gelminiano (è quella da cui proviene Ornaghi, e lo riconosco da agnostica), rimproverando alla Gelmini, succuba degli apparati romani e dei sindacati, il suo statalismo, le contrapponeva... addirittura Berlinguer. Mi pare significativo che si tratti di figura che non spicca per progressismo, sprito innovativo e apertura, ma a suo agio negli ambienti da mettere a cuccia corrodendoli dall'interno.

Mi auguro vivamente di essere smentita presto.

Cara Lilium, grazie di questo lungo intervento sulla scuola, di cui qui su nFA si parla troppo poco.

Anche io ho delle perplessita' sulla scelta, anche se ero sicura sarebbe stato un uomo. Non posso parlare per diretta esperienza avendo fatto tutta la mia carriera nella scuola all'interno del sistema USA dove devo dirti che l'ingerenza della Union school workers e' altrettanto nefanda per quanto rigurada il progredire dei cambiamenti. Sicuramente peggio di come siamo messi non potra' essere, percio' aspettiamo di vedere.

Mi e' sembrato di capire che i disordini di ieri erano rivolti maggiormente verso le banche. Non mi sembra di vedere una chiara e seria impostazione nei manifestanti italiani; anche oltre oceano sembra che ci si renda conto che senza un' espressione di leader il movimento indignati (anche quelli di wall street) non si va da nessuna parte.

Certo e' che la pacatezza delle esternazioni di Monti sono una vera novita'; lasciano presagire ad il ritorno ad una politica seria e non al continuo carrozzone mediatico tipo GF degli ultimi anni. Solo questo piccolo ma sostanziale primo esempio di differenza dal predecessore ci fa ben sperare.

Per riformare la scuola, in paesi più civili forse è sufficiente tracciare la via ispirandosi a sani principi, demandandone poi la costruzione ai tecnici, ma in Italia prima di tutto bisogna conoscere tutti i meccanismi della mostruosa e possente macchina sindacal-burocratica per smontarla.

Te la senti di proporre una rosa di nomi, giusto per farci un'idea?

BTW, ho frequentato lo stesso liceo di Giovanni Gentile, che, non sorprendentemente direi, all'epoca era ancora una roccaforte gentiliana. Quel genere di persone, non necessariamente fascisti, o comunque non necessariamente conservatori o "di destra", scommetterei sarebbero andati in brodo di giuggiole per l'attuale regime, pardon, governo Monti.

Profumo, insediatosi da pochi giorni, ha tirato fuori le cifre che la Gelmini teneva nel cassetto chiuso a chiave, perché - come spiegò il suo portavoce - non esiste obbligo di pubblicazione sul sito del ministero: scuola è università in cifre 2009-10. Manca ancora all'appello il resoconto statistico del 2010/11, ma è comunque un progresso.

Caro Alberto, leggo solo le date di nascita dei membri del nuovo governo Monti e mi sembra di capire che il piu' giovane ha 56 anni. Visto che la mezza eta' oramai e' assodato iniziare a cinquanta anni, possiamo stare sicuri, dal punto di vista anagrafico, sono tutti maturi! Ma se i trentenni in Italia sono label "bamboccioni" che fine fanno i 40enni ?...quando  si arrivera' a svecchiare la stanza dei bottoni? Ma non c'e' proprio posto per i nati nella decade degli anni sessanta? Non mi sembra che nFA sia di over 50...allora quelli dal 1961-1970 sono uomini/donne ombra? Vorrei capire.

Eh si, evidentemente anche Tabellini e' un bimbo. Staremo a vedere, non so che dire. L'eta' comunque non e' l'unica cosa che lascia perplessi. Passera? Really? Un po' deprimente. Ma e' anche vero che non conosco nessuno - meglio sospendere il giudizio.

Alberto, allora per una volta faremo quello che i saggi fanno sempre...aspettiamo prima di parlare. Certo e' una buona cosa che le donne del governo siano in posti chiave: essere ministro dell'interno non e' da poco. E' una ventata di freschezza sentire la pacatezza di Monti e vedere signore che verranno ascoltate per il loro cervello, non guardate per la loro scollatura. Aspettiamo sperando che sappiano fare i tecnici, e che i politici vadano a scuola sperando che nelle elezioni del 2013 sappiano darci programmi degni della nostra intelligenza e del nostro voto.

generazione T

palma 16/11/2011 - 20:27

Ho l'impressione che Tabellini di cui nessuno presenta dubbi sulla qualita' o intelletuale o in senso lato morale, abbia un grave difetto: l'ignoranza nella frequentazione del vasto mondo burocratico-leguleio.

L'eta' non credo sia fattore dirimente, mentre l'esperienza si'

Re: generazione T

Marcks 17/11/2011 - 00:55

Adriano, e lo dico senza polemica e figurati poi se polemizzerei con te che so bene come la pensi, ma mi spieghi perché uno del calibro di Tabellini (da quel che mi dicono e mi han detto eh, che da solo non saprei che dire al riguardo)...dicevo, perché uno del calibro intellettuale e accademico di Tabellini che si fa la carriera in Italia e, benché stia in Italia riesce e spandere odore di premio nobel intorno alla sua attività scientifica, (con buona pace di quelli che "i treni per Stoccolma non passano in Italia" o "e come faccio a lavorare se in biblioteca ecc ecc")....torno a dire: perché uno come lui dovrebbe entrare in quella fossa dei leoni di Roma? 

Le attività di studioso, di ricercatore mi pare richiedano qualità che non possono essere compatibili con chi fa politica attivamente.

Tipo: ma ce lo vedi a Ballarò che discute con i trapezisti dei numeri e i domatori della plebe? A me pare più sensato che i tecnici veri, che non credo siano i funzionari ministeriali di alto rango, ma persone che hanno studiato certe faccende fuori dalla pressione politica, siano più utili come consiglieri/revisori, ma non come "politici" seppure a termine.

Non dimentichiamoci che qualcuno di quelli che passano per tecnici dovrà pur avere la voglia/capacità di parlare per spiegare quello che fa e perché lo fa.

Certo, se non ci fosse questo fossato tipico delle classe dirigenti italiane per cui uno o ha fatto politica o ha studiato (possibilimente all'estero) per essere minimamente credibile non staremmo a fare questi discorsi...perché ormai è così: se hai fatto politica, molti voti ma zero conoscenze utili allo stato. Io son "giovane", ma è dal '92 che vedo questo ragionamento come più o meno accettato: "la situazione è seria, ergo i politici non vanno bene". 

Che poi mi chiedo. Ma i ministeri, con i loro uffici di ricerca, con il loro personale laico e non politico, con le loro competenze settoriali sviluppate nella gestione del ministero stesso, ecco, questi ministeri ma non dovrebbero essere GIA' pieni di tecnici che sanno cosa fare e come farlo per raggiungere certi obbiettivi? Da come parliamo ormai sembra i tecnici (la parola ha già un che di fantozziano) li riconosciamo da quante malattie guariscono, dal fatto se camminano o meno sulle acque...sembra che questi tecnici debbano essere persone che arrivino dalla luna. Ecco, mi chiedo: la classe dirigente italiana in difficoltà ha sempre bisogno di outsiders? O di proclamati tali? Mumble mumble....

Beh, alcuni ministri sono appunto espressione degli stessi ministeri, in un modo o nell'altro (Esteri, Interni, Difesa, Istruzione..).
Direi che questo governo una certa attenzione alle risorse interne sembra mostrarla.

Pare non sia una questione solo italiana

E' peggio di cosi', Marco. Nel governo degli US c'e' il Council of Economic Advisers, al quale partecipano economisti accademici di una certa statura, a rotazione, prendendosi un'aspettativa di uno o due anni dalle proprie universita'.  In Italia l'accademia seria non arriva neanche vicina a Roma, e nei pochi, sporadici casi in cui succede, non viene presa sul serio.

Leggo ovunque che Mario "Wolowitz" Monti avrebbe studiato a Yale, dopo la laurea in Italia. Eppure non vi è mai alcun riferimento ad un PhD. Anche nella sua biografia ufficiale, sul sito della Bocconi, Monti si tiene vago: "did post-graduate studies at Yale University".

Mi chiedo se tu sappia quale sia la verità. Che cosa ha fatto, Monti, a Yale? Una borsa di ricerca? Una "summer student internship"? Oppure ha intrapreso gli studi per il dottorato, ma non ha conseguito il tanto sospirato PhD?


Nessun PhD. Ha fatto il visiting scholar per un anno.

M.sc.

Marco Boleo 17/11/2011 - 10:48

Il Dott. Prof. Sen.  Marione Monti ha un M.sc. a Yale. Nel caso avesse avuto un Ph.D. lo avrebbe sicuramente scritto nel suo CV.

Re: M.sc.

luigi 17/11/2011 - 13:58

Non è chiaro.  D'altronde, oggi MSc in Economics non credo ce ne siano a Yale. Enroute to PhD danno un MA ed un MPhil. Non so nel '68, o se magari è un MSc in altra cosa.

Re(1): M.sc.

andrea moro 17/11/2011 - 14:29

Di solito, almeno dai tempi miei in poi e sicuramente anche un po' prima, chi si fermava al master era chi non passava i prelims. Te lo davano come contentino. 

Re(2): M.sc.

luigi 17/11/2011 - 14:35

Si ma dico, anche in quel caso, a Yale è MA, non MSc.

un anno. con una borsa. vedi foto con Tobin. In sua difesa pochi sapevano cosa fosse un Ph.D. allora. 

Il boss

boboviz 17/11/2011 - 12:10

Che poi mi chiedo. Ma i ministeri, con i loro uffici di ricerca, con il loro personale laico e non politico, con le loro competenze settoriali sviluppate nella gestione del ministero stesso, ecco, questi ministeri ma non dovrebbero essere GIA' pieni di tecnici che sanno cosa fare e come farlo per raggiungere certi obbiettivi?

Ma anche no. I tecnici interni ai vari ministeri spesso (sempre?) sono coortati per via politica o attraverso concorsi notoriamente "pilotati".

le origini

ne'elam 17/11/2011 - 13:15

secondo questo il boss "es hijo de un argentino". Meglio non dirlo al mercato...

Il boss

aldo lanfranconi 17/11/2011 - 15:19

vedremo se risolverà il problema dei fuori ruolo, sono migliaia che ricoprono cariche (ben retribuite) continuando a percepire lo stipendio dall'Amministrazione di provenienza.

Uno dei più scanadlosi è il neo sottosegretario alla presidenza del consiglio Catricalà. Dal 2006 si porta a casa come Presidente dell'Antitrust quasi 530 mila euro annui e 9 mila al mese quale presidente  fuori ruolo di sezione del Consiglio di Stato.

I casi sono due: Catricalà conserverà solo uno dei due stipendi attuamente percepiti o Catricalà li porterà a tre. Cosa farà il boss?  

Il boss

Simone Giovanatto 17/11/2011 - 19:42

Scusate se mi intrometto ma vorrei porre una domanda a chi conosce Mario Monti

Secondo voi lo ritenete una persona che ha la forza per non subire influenze esterne e quindi lavorare nell'interesse dei cittadini e non nell'interesse di qualcn'altro?

Nella mia modestia penso che questo paese oltre ad avere bisogno di una persona competente (e penso che alla fine Monti non sia uno qualunque) debba essere uno che possa fare il suo lavoro senza subire influenze nelle sue decisioni.

In ogni caso il salto di qualità rispetto al governo precedente penso sia netto. Bisognerà vedere se le aspettative saranno mantenute ;)

Grazie

Non lo conosco benissimo, ma per quello che ho visto, la risposta è sì. Lavorerà per fare quello incui crede e lui crede di lavorare per l'Italia e per l'Europa. 

Il Prof. bisin  - commento del 14 novembre, h. 20:59 -,  ricorda come, Mario Monti, non abbia pubblicazioni scientifiche. Stessa notazione, hanno fatto altri lettori. Tra gli altri, Sergio Bariatti, che, di Monti, è stato, per un periodo, assistente alla Bocconi.

La constatazione di alberto bisin, suggerisce una riflessione.

Qui si dice che, il Prof. Monti, sia stato nominato senatore a vita, per

 

                                                                                       Meriti in campo scientifico e sociale.

 

Quali sarebbero, allora, i meriti che, secondo l'art. 59, II comma, Costituzione, il Prof. Monti avrebbe acquisito? Anzi, stando alla lettera della Costituzione, questi meriti devono essere addirittura "altissimi".

Un rapido sguardo alla lista dei senatori a vita nominati dai passati Presidenti della Repubblica, mi pare faccia trasparire come, non sempre, la lettera dell'art. 59, sia stata pienamente rispettata.

Infatti, chi ha dubbi sui meriti scientifici e sociali, che so io?, di Rita Levi-Montalcini? Oppure, sui meriti scientifici di Norberto Bobbio?  Al contrario, quali sarebbero i meriti sociali e letterari del senatore Giulio Andreotti?

Come altri lettori hanno giustamente notato, la circostanza che il Prof. Monti non abbia, al suo attivo, pubblicazioni scientifiche, ha nulla a che vedere, col fatto che egli non possa essere un capacissimo Presidente del Consiglio. 

Ma se, questa volta, è stato nominato senatore a vita, una persona che è, a mio parere, degnissima e stimabilissima, chi potrà impedire, per il futuro, la nomina a senatore di una persona che, oltre a non avere i meriti richiesti dalla Costituzione, non appaia neppure degnissima e stimabilissima? 

 

 

 Al contrario, quali sarebbero i meriti letterari del senatore Giulio Andreotti?

C'è chi ha meriti per quel che pubblica e chi li ha per quel che NON pubblica :-)

Ma se, questa volta, è stato nominato senatore a vita, una persona che è, a mio parere, degnissima e stimabilissima, chi potrà impedire, per il futuro, la nomina a senatore di una persona che, oltre a non aver i meriti richiesti dalla Costituzione, non appare neppure degnissima e stimabilissima?

Nessuno. "Degno" e "stimabile" sono concetti, se non proprio soggettivi, comunque opinabili. Altrettanto si può dire del concetto di "merito" sociale. L'intero concetto di "senatore a vita" è un' emerita sciocchezza (almeno per me).

 

Nessuno. "Degno" e "stimabile" sono concetti, se non proprio soggettivi, comunque opinabili.

 

forse essere stato commissario europeo alla concorrenza con supporto bipartisan e riconoscimento internazionale avra contato qualcosa, in un momento in cui tutti a sentir nominare l'Italia ridevano e menzionavano il bunga bunga...

Non mi riferivo a Monti. Intendevo, in generale, quanto i due termini non si riferiscano a qualcosa di misurabile oggettivamente ma siano legati alla concezione del mondo di chi li utilizza.

Ad esempio: sono più che certo che la lista di persone degne e stimabili dell'ex presidente Cossiga differisca molto da quella dell'attuale

A me pare che la questione sia abbastanza semplice. I senatori a vita vanno aboliti e basta, sia quelli per nomina sia quelli ''per diritto'' (ex presidenti della repubblica). È una riforma costituzionale semplice e banale, se la si vuol fare.

Benissimo! Mi pare di capire che, né sandro brusco, né Corrado Ruggeri, e, scusate!, neppure il sottoscritto, abbiano la benché minima possibilità di farsi eleggere in Parlamento... !!!  :) :)

Quest'articolo è stato citato sulla pagina on line di SKYTG 24 (qui).

A riprova che i mass-media vi leggono e vi citano solo quando interessa loro.

PS

Potreste promettere loro nuove scottanti rivelazioni sul Boss, in cambio di sconti sull'abbonamento SKY per i vostri commentatori più assidui ;-)

sandro brusco scrive

 

                                 i senatori a vita vanno aboliti e basta, sia quelli per nomina sia quelli "per diritto" (ex presidenti della repubblica).

 

E' dello stesso avviso, Corrado Ruggeri

 

                                                                   L'intero concetto di "senatore a vita" è un'emerita sciocchezza (...).

 

Scusate! Ma io, rispetto a voi, preferisco volare un po' più basso, per dir così. Mi accontenterei, cioè, di veder abrogato anche soltanto il comma II, dell'art. 59.

Tale comma, infatti, conferisce al Presidente della Repubblica, un potere discrezionale eccessivamente lato. Ciò è dovuto, mi pare, alla difficoltà di ben definire, espressioni come, "meriti in campo scientifico e sociale". O anche, "meriti in campo sociale e letterario".

Chiedo venia, se mi ripeto. Ma quali sarebbero i "meriti in campo sociale e letterario", del senatore a vita Giulio Andreotti?

A tutto questo, poi, dovremmo aggiungere, al sostantivo "meriti", l'aggettivo "altissimi". E, francamente, il risultato mi sembra ben peggio che andar di notte. Sia chiaro. A me sembra che, questo discorso, valga non solo per il senatore Andreotti, ma anche per qualche altro senatore, di nomina presidenziale.


Oggi la metropolitana di Bruxelles era tappezzata con la pubblicità del nuovo MARIO KART 7, di prossima uscita.

RR

il boss ha la vita facile

guardate questo "ascoltato opinionista" (dal minuto 11)  con uno 0,5% una tantum sugli immobili (eventualmente pagabile con un'ipoteca) riduce il debito di 500 miliardi (come chiede Roubini); dopo lui la Ravetto e poi Bocchino: stamattina volevo chiamare la neuro!

:))...sono andato sul sito di Formiche.net per scrivergli un commento e ho visto con gioia che c'era già un tuo commento molto preciso che rimetteva le cose a posto.Solo che purtroppo quel commento lo leggeranno in pochi,rispetto a chi ha magari visto la trasmissione...come minimo bisognerebbe chiedere al conduttore di rettificare i dati dati dallo pseudo giornalista Paolo Messa,ma credo che sarà dura.

 Non ho mai sentito nessuno dargli del tu.

Qua mi sembra che tutta questa deferenza non ci sia... Sarkozy lo chiama tranquillamente "Mariò", Passera l'ha appena chiamato "Mario" in conferenza stampa.

La verità, "professor Bisin", è che non gli piaci abbastanza...  ;-)

 

A quanto pare le poche cose buone della manovra vengono rinviate di un anno ( e vien da aggiungere, per ora ).

Basta una minaccia di serrata o di protesta di tassisti o farmacie per mandare tutto all' aria insomma.

Non so bene da dove partire, ma se questo è l' andazzo, non avrebbe senso scendere per una volta in piazza per chiederle, le liberalizzazioni?

Se non in piazza, almeno un appello da far girare in rete, qualcosa che faccia sentire per una volta altre voci o che almeno stimoli la discussione sull' argomento. A costo di scendere a slogan del tipo "paghino anche i farmacisti", a mio avviso, lo stagno va smosso e il momento per farlo è adesso.

 

È un' impresa abbastanza disperata ma da qualche parte si dovrà pur cominciare.

A costo di scendere a slogan del tipo "paghino anche i farmacisti"

Poverini!! è l'unica liberalizzazione che (pare) non verrà rimandata, forse perchè avvantaggia contemporaneamente gli interessi di GDO e COOP.

PS

Temo che si stia ripetendo il copione del governo Dini (o era quello Ciampi? o erano entrambi?).

Tutti i media ad annunciare la formula "governo tecnico= liberalizzazioni! riforme strutturali!" che esisteva solo nella loro testa mentre nella realtà fu "governo tecnico=tagli e tasse su cui nessun partito vuol mettere la faccia".

Purtroppo:

Monti non è superman, può sembrarlo rispetto al circo di prima, ma è solo una persona seria e preparata mentre il parlamento che lo sostiene è quello di prima. Non ho mai creduto potesse venirne fuori molto di più...sarò comunque il primo ad esser contento in caso mi sbagliassi!

 

Dobbiamo quindi sperare che entro breve la COOP si metta ad offrire servizi legali/tecnici e di taxi ai soci?

:D (rido per non piangere)

Magari è un'analisi superficiale la mia ma, ad oggi, le liberalizzazioni italiche son sempre state fatte non per i cittadini ma per favorire delle lobby (vedi: una a caso, van tutte bene:-) ). Poi se ne sono avvantaggiati i cittadini (in alcuni casi) ma non sono state fatte per quello.

Ora: se di tutte le liberalizzazioni annunciate ne rimanesse effettivamente solo una mi domanderei cui prodest?

 

Monti non è superman, può sembrarlo rispetto al circo di prima, ma è solo una persona seria e preparata mentre il parlamento che lo sostiene è quello di prima

può sempre dimettersi.

Se nemmeno in una situazione ideale come questa (si fa così e voi zitti e muti, altrimenti stacco la spina i rendimenti vanno sulla luna e voi vi ritrovate con la gente coi forconi he v'insegue) si ha il coraggio di portare avanti le cose necessarie per cambiare questo paese, allora vuol dire che non c'è speranza.

Meglio evitare di perdere faccia e reputazione e andarsene sbattendo la porta.

 

Non hai capito il punto.

Vediamo che succede ma Monti è stato messo li per fare dei tagli necessari e soprattutto per rassicurare i partner che tali tagli verranno fatti e che il buffone che è andato a presentare la liberalizzazione delle manicure non fosse al governo.Questo deve fare e questo è già molto.

Che l'incarico a Monti, per cui è stato chiamato da Napolitano e per cui ha chiesto appoggio ai partiti, comprendesse anche la liberalizzazione della penisola e la terra ai contadini l'hanno detto tutti, auspicandolo, ma questo non significa nè che fosse nel mandato, nè che sia una sua priorità.

ho capito perfettamente, sono io che non mi sono spiegato.

Monti ha una rispettabilità e un nome in Europa, e ovviamente sa benissimo di cosa l'Italia necessita.

Una volta accettato il mandato, può girare la faccenda a nostro favore e, sotto la minaccia di dimissioni, costringere il parlamento a fare quanto necessario. il parlamento non lo segue?si dimette, conserva il buon nome e evita di fare la foglia di fico delle enormi colpe della classe politica.

Dovesse limitarsi a fare manovre recessive come questa, sarà ricordato,invece, come colui che ha perso l'occasione di cambiare il paese, colui che ha dato il colpo di grazia. Gli conviene?

Poverini!! è l'unica liberalizzazione che (pare) non verrà rimandata, forse perchè avvantaggia contemporaneamente gli interessi di GDO e COOP.

...la concorrenza ( delle lobbies ) al lavoro! :-)

 

Comunque se non ora, se non un tecnico, mi domando davvero chi e quando.

 

 

Comunque se non ora, se non un tecnico, mi domando davvero chi e quando

Non ho la sfera di cristallo ma, se non ora, temo mai.

Per quello ultimamente son di cattivo umore :-)

Non credo nemmeno all'ipotesi del "buon nome" di marcodivice (all'estero che ne sanno? basta che riesca ad evitare il default è sarà ricordato come un ottimo premier italiano).

L'unica cosa che conta è quello che veramente vuole fare lui per il suo paese.

Come dicono dalle sue parti: sperém

solo che di questo passo al default ci arriviamo dritti dritti.

Vabbè se la metti su questo piano :-)

Dispaccio molto completo. Il nuovo governo ordina a tutte le 86 navi da crociera italiane in giro per il mondo: ai cittadini italiani a bordo verrà svaligiata la cabina. Il comandante di ogni nave li avverte prima (con discrezione): “Guardi, abbiamo avuto ordine dal governo di svaligiarle la cabina. Lei vada su al ponte a giocare a minigolf, noi facciamo in un attimo”. Crocierista: “Non è giusto, qui in crociera non siamo tutti ricchi uguali!”. Comandante: “Lo so, però gli ordini sono ordini. Al limite lasci in cabina solo il dentifricio e il tagliaunghie, rubiamo quelli”. Crocierista: “Ok, farò così, però non è giusto”. Nuovo dispaccio dal governo: “Per evitare furbate la crociera deve tirar fuori dai crocieristi un milione di euro. Non mi interessa come vengono ripartiti, se la veda il comandante

(M.Milani)

Non ho la sfera di cristallo ma, se non ora, temo mai.

C'è sempre l'UE, se non si disfa. E' particolarmente interessante comunque il rapporto dell'istituto bruno leoni in cui si evidenzia come l'italia faccia sempre il possibile per recepire le direttive europee sulle liberalizzazioni facendo il "minimo sindacale" per tutelare il più possibile l'ex monopolista. 

Tra un po' dovrebbe essere finalmente recepita la direttiva Bolkestein anche se ho visto che eurodeputati del PDL, per tenere fede alla propria vocazione "liberale", si stanno già prodigando per limitare l'impatto delle liberalizzazioni (vedi tutta la questione dei balneari e delle concessioni demaniali).

Qualcuno dovrebbe comunicare al paese che il medioevo è finito da un pezzo.

C'è sempre l'UE, se non si disfa.

Temo che alla bisogna rispolevereranno lo spirito del Piave :-)

PS
Grazie per la segnalazione sulla direttiva Bolkestein l'avevo completamente rimossa dalla memoria!

Un solo commento, in margine alle notizie sull'approvazione della manovra: che delusione!!!! Altro che liberalizzazioni...

 

Una cosa che mi sarebbe piaciuto chiedere su oilproject stasera, ma vedo che la puntata è registrata, è:

Se il boss fallisce la propria missione e dovesse profilarsi l'ipotesi di intervento del FMI, cosa succederebbe esattamente? I giornali mi pare presentino la possibilità come l'armageddon, però dall'esperienza evinco che tendenzialmente i giornali scrivono un po' alla ca...volo di cane. Pertanto mi chiedo: se intervenisse il FMI, sarebbe davvero così tragico? Se da quello che ho capito arriverebbero persone serie a mettere la camicia di forza alla nostra classe politica impedendole di nuocere ulteriormente all'umanità intera, magari imponendole dei seri tagli di spesa (ben al di là di quelli della manovrina), non è il caso di auspicare che ciò accada?

Non è meglio questa ipotesi rispetto a quella -che sembra profilarsi- in cui Monti con i partiti che gli puntano la pistola alla tempia, finisce per combinare ben poco?

 

Il boss

Marco Locatelli 15/12/2011 - 11:12

Ti consiglio di ascoltare domani Oscar Giannino alla sua trasmissione su Radio24: mi hanno appena detto che affronterà proprio il tema (che io sostengo in pieno) se non ci convenga affidarci al fondo monetario per sottrarci alla sempre più palese inadeguatezza del Parlamento.

Resto dell'idea che in Italia la democrazia sia un lusso che non possiamo più permetterci. Quando hai almeno 3 banche in palese credit crunch e sui giornali si discute di questo, ti meriti di fallire. 

Ti consiglio di ascoltare domani Oscar Giannino alla sua trasmissione su Radio24: mi hanno appena detto che affronterà proprio il tema (che io sostengo in pieno) se non ci convenga affidarci al fondo monetario per sottrarci alla sempre più palese inadeguatezza del Parlamento.

Grazie della segnalazione!

Desolante che uno che ha avuto la forza di dire no a Bill Gates, non sia in grado di essere egualmente rigoroso con i taxi o le farmacie. Davvero desolante.

Forse quando ha detto no a Bill Gates godeva di un appoggio politico che teme di non avere dal Parlamento italiano.

Secondo me ha sbagliato strategia all'inizio - troppo soft, doveva approfittare del momento propizio per prendere il Parlamento per la gola. Ora forse non ha più il potere di farlo.

Tanto per fare il professore arrogante, copio un mio post del 15 novembre (quando ancora sembrava che potesse avere alcuni ministri nominati dai partiti)

E' ovvio che non basti essere un buon economista per essere un buon primo ministro ma secondo me Monti sta sbagliando. Spera di garantirsi la sopravvivenza blandendo i partiti e si troverà bloccato in una serie di veti incrociati già dal consiglio dei ministri. Secondo me avrebbe dovuto

i) fare un ministero di soli tecnici (quindi "debolissimo") subito (lunedì mattina), senza consultazioni formali con i partiti - dicendo che l'emergenza imponeva etc etc

ii) incassare la fiducia con un discorso generico e low-key

iii) iniziare un giro di consultazioni formali con i partiti, i sindacati etc promettendo a tutti di tenere conto delle loro proposte

iv) nel frattempo scrivere in segreto una legge di riforma con un po' di demagogia (tipo abolizione delle provincie, tagli alla casta, patrimoniale etc.) e molta sostanza (passaggio di tutti al contributivo, tagli degli stipendi degli statali, liberalizzazioni etc.)

v) emanare la legge per decreto legge ponendo la fiducia, accompagnato da un discorso  alla nazione spiegando che è stato equo e che l'alternativa sarebbe l'apocalisse sui mercati col rischio di una crisi mondiale

vi) dichiarare che con l'approvazione del decreto e la sua attuazione il suo compito si esaurirà per agitare sotto il naso dei partiti la carota delle sue dimissioni

Il tutto sperando che il giorno successivo lo spread crolli. A quel punto, sarebbe molto difficile per i partiti non votarlo

 

vedo che siamo tutti concordi sulla strategia che avrebbe dovuto seguire.

Idee sul perchè non è stato così?

Perchè a volte i Monti partoriscono un topolino?

Idee sul perchè non è stato così?

L'altra sera ho guardato Ballarò. Questa dichiarazione di Gianfranco Polillo, sottosegretario all'Economia, è abbastanza eloquente. Interrogato sull'asta delle frequenze televisive, ha risposto che "come tutte le maggioranze, ci sono dei vincoli", ammettendo di fatto che il Pdl ha posto il veto su interessi privati di BS (bel partito, il PdL, che mette un veto sugli interessi economici di BS e non sul tradimento dei valori che in teoria lo ispirano).

Secondo me Monti non ha capito che un mese fa aveva una forza derivante dall'investitura di Napolitano e della stampa, che gli avrebbe consentito di forzare la mano al Parlamento senza cercare alcuna mediazione. Non ha affondato la lama quando la politica era al tappeto, le ha concesso di rialzarsi, e adesso probabilmente è lui ad essere al tappeto, e con il coltello alla gola.

Secondo me Monti non ha capito che un mese fa aveva una forza derivante dall'investitura di Napolitano e della stampa, che gli avrebbe consentito di forzare la mano al Parlamento senza cercare alcuna mediazione

Ma siete proprio sicuri di questo?

Nella vita nulla è sicuro. In ogni caso, Monti ora è molto più debole, e lo sarà ancora di più a manovra approvata - salvo improvviso peggioramento della crisi europea.

My two cents: direi che la sua riluttanza ad una strategia aggressiva deriva anche dal suo carattere. Da quello che si capisce sulla base dei giornali, Monti è persona prudente e "di sistema"

 

Monti ora è molto più debole, e lo sarà ancora di più a manovra approvata

Bisogna però considerare che SB ha molto da perdere in caso di peggioramento sostanziale dell'economia, fallimento di banche/imprese e deafult. Può anche darsi che stia bluffando solo per tenere allerta i suoi parlamentari. Secondo me è difficile che nessuno nel suo gruppo lo metta in guardia dei rischi della situazione, quindi può darsi che giochi a fingere di tenere il cappio al collo a Monti, solo per evitare spinte centrifughe nel Pdl. Bisogna tenere conto che in questo momento il rischio di implosione nel centrodestra è molto elevato: se SB minaccia di potere andare alle elezioni quando vuole, i parlamentari stanno zitti e buoni perché con questa legge elettorale devono ancora mendicare un posto in parlamento da SB.

la sua riluttanza ad una strategia aggressiva deriva anche dal suo carattere.

Non è Cavour, insomma.

Secondo me Monti non ha capito che un mese fa aveva una forza derivante dall'investitura di Napolitano e della stampa, che gli avrebbe consentito di forzare la mano al Parlamento senza cercare alcuna mediazione.

Avrebbe potuto tentare, e sarebbe stato stra-giusto fare l'asta delle frequenze TV ad esempio, ma si sarebbe sollevato un vespaio con accuse (non formalmente ingiustificate) di tradimento della democrazia. In un Paese come l'Italia l'investitura dei vertici istituzionali da' una forza limitata, tutta la struttura istituzionale e' screditata. Le masse italiane sono tenute nell'ignoranza della realta' dei pericoli recenti e sono abituate da decenni di propaganda e disinformazione a bersi balle come che l'Italia non ha seri problemi ma c'e' un complotto dei tedeschi e della goldman sachs ai nostri danni per comperare a prezzi di saldo le nostre banche e amenita' del genere.

la forza l'avrà un momento approvata la manovra

con la manovra approvata possiamo permetterci le elezioni e chi romperà non ne avrà vantaggio

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti