Cari conTerronei, facciamo presto (e da soli che è meglio)

9 agosto 2015 Massimo Famularo

Dopo 150 anni in cui gli abitanti del Meridione hanno avuto l'opportunita' di esprimere i propri rappresentanti nelle assemblee legislative e nel governo dello stato centrale, oltre che, ovviamente, le proprie elite e classi dirigenti, a chi sara' mai imputabile il marcato divario oggi esistente tra il sud e il nord del paese? Hanno ancora senso espressioni come "Questione Meridionale" o "Emergenza Sud"?

Il contenuto del rapporto Svimez uscito qualche giorno fa non dovrebbe sorprendere nessuno, men che meno chi nel Sud Italia vive o ci è nato o ne ha una seppur vaga conoscenza.

Quel che potrebbe stupire, invece, è l’ingenuità con cui nel 2015 si può lanciare un appello come quello di Roberto Saviano su Repubblica chiedendo al governo di “Fare presto” con tanto di citazione della richiesta d'aiuto in prima pagina sul Mattino dopo il terremoto del 1980!

Ma probabilmente sono io l’ingenuo e, senza la minima speranza di ottenere risposta da qualcuno, vorrei provare a lasciare qualche domanda nel vento come usavano fare alcuni sognatori qualche anno fa.

Fare presto perché?
Quanti bambini devono essere estratti dalle macerie? Quanti secoli deve durare un fenomeno sociale perché si ponga fine, almeno, all’eresia lessicale di chiamarlo emergenza? Cosa è radicalmente diverso da, poniamo, 3 anni fa e cosa succederà nei prossimi 12 mesi in assenza di urgenti salvifici interventi da parte del governo?

Non sarà che in un'area dove i giovani rifiutano il lavoro forse tutta quest’urgenza ancora non c’è? (A questo link una versione differente della stessa storia, che tuttavia non modifica la tesi di fondo).

Non lo chiedo da infame leghista e razzista del Nord che certe cose non le conosce e non le capisce. Lo dico da “con-terroneo” che avendo girato e girando ancora, prima per trovare e poi per mantere il lavoro, pensa di avere un punto di vista privilegiato sulla questione. Non sarà che, forse, nonostante i numeri da tragedia dello Svimez, il mix di posti di lavoro pubblici o fintoprivati offerti dallo stato, insieme ad una certa “elasticità’” nell’applicazione delle regole, a conti fatti rende la situazione sopportabile?

Dobbiamo credere alle preferenze dichiarate di chi si straccia le vesti invocando l’intervento di qualcuno (Franza o Spagna, basta che se magna) o a quelle rivelate dal comportamento dei giovani tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano e non cercano un lavoro (dati in questo articolo del Sole24ore)?

Non sarà che - più che d'una emergenza imminente - dovremmo porci il problema di medio termine di cosa succederà quando certi ammortizzatori che garantiscono la pace sociale oggi verranno meno? Quando i pensionati retributivi (per non parlare degli "invalidi") verranno meno e con loro spariranno i sussidi che oggi ricevono molte famiglie? Della graduale riduzione dei posti di lavoro nella PA (anche al nord verso il quale è da tempo in atto un pendolarismo ad alta velocità) che si renderà necessaria per vincoli di bilancio pubblico che sarà sempre più difficile aggirare o eludere? 

Fa sicuramente più scena e notizia scrivere al premier “fate presto”, tanto di fronte a questi appelli sapete il governo che fa? Lo cantava un altro sognatore anni dopo: “si costerna, s'indigna e s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

Ma poi fare che cosa?
Qualcuno si rende conto che quando parliamo di ridurre la burocrazia, intendiamo dire che bisogna eliminare un numero rilevante di posti di lavoro pubblici (tra abolizione di enti e organismi inutili ed eliminazione di adempimenti amministativi)? Ma la corruzione, il malcostume, il clientelismo e i politici incapaci sono malattie venute dallo spazio o il prodotto della tolleranza, del voto di scambio e, in ultima analisi, del comportamento e delle scelte operate da chi risiede in una zona?

Al di là di chiedersi di chi è la colpa e del perché realizzare un’autostrada può diventare un serbatoio di lavoro e voti per generazioni, quale tipo di intervento pubblico potrebbe evitare questo stato di cose? L’esercito? Il commissariamento? Chiamiamo i tedeschi a lavorare al nostro posto? Cediamo la sovranità? Posto che (scrive Saviano nella sua lettera)

La corruzione più grave non è quella del disonesto che vuole rubare: la vergogna è quella dell'onesto che - se vuole un documento, se vuole un legittimo diritto, se vuole fare impresa o attività - deve ricorrere appunto alla corruzione per ottenere ciò che gli spetta. A sud i diritti si comprano da sempre: e Lei non può non ricordarlo.

esattamente quale intervento dello stato potrebbe mutare questo stato di cose? Non occorrerebbe forse, un moto di orgoglio da parte della popolazione, una sorta di rivoluzione culturale? O forse esiste un Deus ex Machina che viene dal governo centrale per costringere gli impiegati pubblici a fare il loro dovere?

Quali conclusioni operative dobbiamo trarre dalle affermazioni di questo imprenditore calabrese? Quale intervento pubblico cura questi mali?

Noi oggi siamo il più grosso insediamento industriale delle Serre Calabre con quattro sedi nel comune di Simbario. Produciamo tecnologia medio alta con quote di export fuori area euro prossime al 60%. Allo stesso tempo abbiamo uno dei 5 laboratori privati più grandi e meglio attrezzati di Italia. Lo sapete che i costi per un’impresa del nostro tipo insediata nel nostro territorio sono minimo il 35% superiori a quelli della Brianza? (...)

Se tu impresa calabrese vuoi assumere una figura di basso profilo con competenze basse, magari disoccupata cronica ecco che la regione e lo Stato si mobilitano per farti pagare pochissimo una persona che comunque pagheresti molto poco. Quindi ecco che il modello call center continua a pagare. Ma se devi assumere buoni ingegneri ecco che l’aiuto concesso equivale a zero euro. Peccato che lo sviluppo locale aumenta più con il secondo profilo che con il primo. Risultato dalla nostra apertura zero aiuti. (...)

Finalmente riusciamo ad avere un aiuto di natura industriale. Che vuol dire riuscire ad avere un mutuo al 4% cioè il tasso di mercato. Quindi noi imprenditori calabresi dobbiamo ringraziare l’aiuto pubblico se riusciamo ad avere un mutuo il cui tasso è a valori di mercato perché dobbiamo ritenerci fortunati ed aiutati se una banca ci presta soldi. (...)

Piuttosto che preoccupavi di accumulare posti di lavoro inutili che servono sono per uno squallido assistenzialismo ed un bacino di voto di scambio. Perché come dimostriamo in Calabria si può operare. Il problema è che cominciamo a sembrare degli emeriti coglioni che lavorano 7 giorni su 7 365 giorni all’anno non per crescere a tripla cifra quale è il nostro potenziale ma per sopravvivere. (...)

È ancora tempo di sceneggiate napoletane?

Va bene che l’immagine del gomitolo al porto per gli emigranti sarà anche bella, ma in un paese dove il pendolarismo da tempo si dipana anche per oltre 1000km a settimana, dove anche noi meridionali sappiamo parlare gratis via skype, dove timidamente il lavoro è sempre meno timbrare cartellini e sempre più risolvere i problemi, anche a distanza, non sarà forse anacronistico? 

È poi così esecrabile emigrare? A fronte di una collettività che persevera diabolicamente nell'esercizio autolesionista di confermare la propria fiducia ad una classe dirigente e politica incapace e inadeguata - nella migliore delle ipotesi: disonesta nella peggiore - non è forse un esercizio di legittima difesa scegliere di votare con i piedi?

In un mondo sempre più piccolo e interconnesso, dove costa meno viaggiare e zero comunicare, sarà arrivata o no l'ora di scrollarsi di dosso la tristezza dei Malavoglia e aprirsi alle opportunità del mondo contemporaneo?

Restando al paradosso, se anche la Camorra se ne va perché non più ha nulla da spremere, non si tratta di una straordinaria opportunità per chi ha voglia costruire qualcosa da zero senza dover fronteggiare l'invadente presenza di parassiti criminali?

E se i problemi del Sud fossero in scala quelli dell'Italia intera?

Posto che ormai il federalismo è passato di moda, in base a quale logica il meridione dovrebbe necessitare di un trattamento diverso rispetto al paese? Si tratta di un'entità dotata di autonomia fiscale, di politica economica indipendente o di una qualche limitata forma di sovranità? E se invece fosse solo la zona dove è più manifesto l'annoso cancro che affligge l'intero paese?

Se la soluzione per l'Italia tutta risiedesse in una maggiore libertà economica per gli individui e in un ruolo minore per l'intermediazione dello stato? Se anche mali atavici come la criminalità organizzata potessero trovare una cura, anche solo parziale, in una società più libera?

Mentre Saviano e Renzi possono concedersi il lusso di flosofare, anche se lo Svimez non può rilevarlo, un numero sempre maggiore di persone, dovendo affrontare l'imperativo del Primum Vivere, si sta accorgendo che occorre saltare fuori dalla pentola prima che l’acqua arrivi a ebollizione. A quelli che non hanno ancora capito è dedicato questo post: cosa ci vuole ancora per farvi intendere che se non ci salviamo da soli nessuno potrà mai farlo al nostro posto?

119 commenti (espandi tutti)

Poi una volta corretto, cancella pure questo mio testo

Frase interrotta: "Cediamo la sovranità? Posto che"

Paragrafo ripetuto (all'inizio ed alla fine) "Posto che ormai il federalismo è passato di moda, in base a quale logica il meridione dovrebbe necessitare di un trattamento diverso rispetto al paese? Si tratta di un'entità dotata di autonomia fiscale, di politica economica indipendente o di una qualche limitata forma di sovranità? E se invece fosse solo la zona dove è più manifesto l'annoso cancro che affligge l'intero paese?"

Ciao Francesco, vedo che Massimo non ha ancora risposto. Credo sia in vacanza con poca rete. Siccome sono io l'editor che ha approvato facendo modifiche qui e li' e lasciando quella ripetizione, mi giustifico :) 

L'ho lasciata perche' mi sembra che Massimo abbia voluto usare quella frase come sommario di quanto vuol sostenere. Se ricordi il primo paragrafo e' un "summary" che appare prima di aprire l'intero articolo. Credo forse dovremmo cambiare la grafica e farlo sparire, invece di lasciarlo come primo paragrafo dell'articolo completo, una volta che si apra quest'ultimo. Ciao, m

sud e poco Wi fi

scusarte cerco di fare il possibile (poi tra 3gg sono a Pwc e rete vera 

Il primo "posto che" è seguito da una citazione della lettera di saviano se lo leggi così fila

il secondo posto che è come dice Michele, magari rifaccio il sommary per chiarezza

sxusate ancora inconveniente tecnico 

Allora ho riscritto l'abstract cercando di mantenere lo stile del post, cosi' non dovrebbero ingenerarsi equivoci con il testo poi utilizzato in seguito.

Ho poi evidenziato il passaggio citato dalla lettera si saviano indicando la citazione tra parentesi.

Grazie per la segnalazione

Certo che lo sono ed a proposito di saltar fuori dalla pentola e votare con i piedi i dati AIRE indicano che 2 milioni di italiani se ne sono andati dal 2001. In gran parte giovani, in gran parte dal Nord.
La soluzione per me rimane sempre quella cosa a cui accenavi e non è piu' di moda ma proprio per questo votare con i piedi è l'unica alternativa immediatamente praticabile.

A proposito di filosofare, segnalo EGDL sul corrierone.

Hai un link su questi dati degli emigrati? Sono numeri al netto dei ritorni? E' molto peggio di quanto pensavo, la mia stima a memoria sarebbe 30-40mila emigrati italia netti all'anno, in 10-15 anni massimo 600mila. 2 milioni significa invece 130mila italiani emigrati netti all'anno. Questo aumenterebbe significativamente anche la stima degli immigrati netti dal resto del mondo in Italia a partire dai dati Eurostat sulla immigrazione netta. L'immigrazione netta dal resto del mondo in Italia salirebbe da 450mila all'anno a 580mila all'anno dal 2002 al 2011.

Nel 2013/14 solo a Londra ci sono stati 28,345 cittadini italiani che hanno chiesto un nuovo National Insurance Number, che é necessario per lavorare la prima volta nel Regno Unito (nota: la fonte ha recentemente spostato il dataset rispetto alla pagina suggerita nel grafico)

New NINo in London 2013-14

Come facevo notare nell'articolo di accompagnamento al grafico, questo equivale al che tutta la popolazione potenzialmente attiva di una cittá come Mazara del Vallo, o Ascoli Piceno, o Rovigo, prenda armi e bagagli e decida di trasferirsi per cercare lavoro a Londra lungo l'arco di 12 mesi.

Passando ai paragoni tra i paesi PIIGGS, in realtá, rispetto al pool di risorse disponibile, e.g. la popolazione attiva di detti paesi, gli Italiani nel 2013/14 erano attratti da Londra leggermente piú di Spagnoli o Greci, ma molto meno di Portoghesi o Irlandesi:

Comparative attractiveness of London for working newcomers from six selected countries in 2013-14

Se gli Italiani fossero attratti da Londra come i Portoghesi, vedremmo circa 100,000 nuove richieste di NIN ogni anno da parte di cittadini Italiani!

Al netto dei ritorni. Purtroppo i dati aire ufficliali si fermano al 2012 ma avevo letto anticipazioni di stampa 2013 (sole 24 ore).

Per il resto la assoluta incompetenza ed inadeguatezza della macchina burocratica italiana ci impedisce di avere dati "freschi" anche su chi lascia l'Italia.

Il problema con i dati AIRE e` conosciuto: il numero dei residenti all'estero, specialmente dei nuovi arrivi, e` sottostimato. Forse di 2-3 volte.

Io mi iscrissi all'AIRE quando dovetti rinnovare il Passaporto, a New York. Se fossi stato in Europa, probabilmente l'avrei fatto a Napoli e non mi sarei iscritto all'AIRE. Quando si e` residenti all'estero diventa complicato anche rinnovare la Patente di Guida. Bisognerebbe confrontare i dati Europei con quelli dei paesi in cui e` necessario un visto per lavorare (USA, Australia, Canada etc)

qui la pagina del ministero dell'interno. Puutroppo si ferma al 31.12.2012

Trovi anche un foglio excel da scaricare.
La media annuale del periodo 2000-2012 è 194'000

Dal 2000 sono 2'526'184

 

 

Probabilmente questi numeri comprendono anche stranieri naturalizzati (tipo argentini e brasiliani figli o nipoti di Italiani). Sarebbe utile sapere quanti hanno cambiato la residenza dall'Italia all'AIRE...

Già, un argentino che diventasse italiano pur rimanendo all'estero, sarebbe iscritto all'AIRE. Ma non so quanti casi del genere ci siano. Per quanto riguarda le partenze per l'estero c'è ISTAT, con il suo saldo della popolazione (nascite meno morti, arrivi meno partenze) che si trova qui selezionando "Popolazione e famiglie" e poi "migrazioni" e poi "cancellazioni". Si trovano 82'000 italiani partenti. La statistica si basa pero' sulla compilazione di un certo modulo (APR/4) da parte dei comuni.

Non serve invocare la Germania. In Egitto hanno quasi  raddoppiato il canale di Suez in 12 mesi con un costo mi pare di 8 miliardi. La Salerno Reggio Calabria facciamola fare a loro.

Caro Massimo,

dobbiamo peró riconoscere che il Sud viene penalizzato in molti casi anche per via di decisioni politiche, alcune delle quali strategiche e che sono state implementate con perseveranza per decenni, se non per tutti i 154 anni di vita del paese.

Citando Michele Boldrin del 30 Luglio, che lo ha spiegato con parole migliori di quanto sia mai riuscito a fare io, dobbiamo riconoscere che "la politica è conflitto redistributivo: lo stato agisce nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano":

Riconosciamo infine, in terzo luogo, che mai e da nessuna parte lo stato è benevolente ed agisce nell'interesse della "collettività". Qui, a mio avviso, sta il limite fatale della ricerca economica sul tema "rules vs discretion": interessante ma irrilevante, perché prigioniero di un'illusione, ossia che la politica non sia anzitutto conflitto redistributivo: lo è. Lo stato agisce, anzitutto, nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano e non è certo sua priorità cercare politiche che siano lungo la frontiera di Pareto. Non nego sarebbe desiderabile che così fosse, ma questa desiderabilità appartiene alla stessa categoria ontologica della "vita eterna" o dell'uomo "buono e generoso": fantasie desiderabili.

Potremmo scrivere un libro con esempi in tutti i campi possibili ed immaginabili, mi limito a farne uno. I politici italiani, ma anche gli intellettuali ed in genere la classe dirigente, si diletta da decenni a farci notare che il turismo "potrebbe essere il petrolio del sud".

Io non sono mai stato totalmente d'accordo, perché vedo nel turismo qualcosa che idealmente dovrebbe essere complementare per una regione talmente vasta, non il settore principale su cui scommettere il proprio futuro, ma nella orrenda situazione attuale, come si dice dove sono nato, "ogni ficateddhu ri musca è sustanza".

La situazione attuale è descritta magnificamente da una infografica pubblicata per accompagnare un articolo del Corriere della Sera nel Luglio del 2014, un cartogramma che è diventato nel tempo virale soprattutto nei siti e nei forum pubblici dove si parla di turismo, e l'autore dell'infografica, l'ottimo Marco Tangherlini, è stato sufficientemente pietoso da non infierire, come avrebbe potuto fare usando la densità di flussi sulla popolazione residente.

 Non ci vuole certo un genio per sospettare che forse far arrivare turisti stranieri in Sicilia o Calabria è moltto piú difficile che farli arrivare in Trentino Alto Adige o in Veneto. Ovvio che oltre a questo, lo sviluppo del turismo al Sud avrá tanti altri ostacoli, ma io, al contrario dell'odierno Ernesto Galli della Loggia, segnalatoci dal sempre ottimo Francesco Forti, ritengo che se "gli abitanti e le autorità dell’intera costa che da Maratea va fino a Pizzo hanno ridotto quei luoghi" come li hanno ridotti, é appunto perché non hanno un incentivo di lungo periodo, strategico, a trattarli in altra maniera, incentivo che piú che dal Frecciarossa potrebbe essere determinato da una strutturale diminuizione ed una maggiore progressivitá dell'imposizione fiscale aeroportuale.

Esattamente come hanno fatto nei paesi con zone potenzialmente concorrenti al tipo di turismo che avrebbe potuto essere sviluppato nel Sud Italia: prendiamo ad esempio la Spagna.

Il fatto che il turismo sia più sviluppato a Ibiza o Palma rispetto a Trapani o Palermo, tra le tante cose dipende anche da decenni di spese aeroportuali più basse.

Gli aeroporti siciliani sono attualmente tra i meno cari aeroporti italiani, forse i meno cari in assoluto.

Se facessimo una top 10 degli aeroporti più cari in Spagna e Sicilia, i 7 aeroporti che servono la Sicilia ed i Siciliani sarebbero tutti tra i primi 9, in compagnia dei grandi hub spagnoli di Madrid e Barcellona.

Gli aeroporti delle mete turistiche spagnole con cui il settore turistico siciliano si trova a competere, o meglio spera un giorno di poter riuscire a competere, sono tutti enormemente meno cari degli aeroporti siciliani.

E questo non ostante da diversi anni a questa parte il governo spagnolo abbia deciso di incrementare la fiscalità aeroportuale (per motivi di cassa: privatizzare parte di AENA, il gestore pubblico di gran parte di questi aeroporti): imbarcare un passeggero in Spagna non è probabilmente mai stato così caro.

Gli operatori turistici spagnoli sono ovviamente molto contrariati da questo cambio di politica, perché l'aumento dei costi aeroportuali deprime il traffico aereo, e di conseguenza impatta negativamente lo sviluppo del settore turistico, in special modo delle aree periferiche non altrimenti raggiungibili, come ad esempio le isole.

Ancora oggi, nel 2015, dopo anni ed anni di costante aumento tariffario in Spagna, per una linea aerea il costo di imbarco in aeroporto per ogni passeggero è in genere enormemente più caro in Sicilia che in Spagna:

Costo imbarco pax Sicilia vs Spagna perc di PMO

Chissà quale sarà l'impatto di decenni di una simile politica fiscale aeroportuale sul turismo siciliano?

E ripeto, gli aeroporti siciliani sono probabilmente tra i meno cari aeroporti che ci siano in Italia, dal punto di vista dei vettori e dei passeggeri.

L'impatto, in tutte le altre regioni, sará stato anche peggiore (ed infatti, il traffico aereo spagnolo é ben piú sviluppato rispetto a quello italiano).

Una porzione considerevole della pressione fiscale aeroportuale, oltre che a pagare gli ammortizzatori sociali degli ex Alitalia, finisce oggi alla gestione INPS che paga gli assegni sociali!

Dato che nel caso specifico le Regioni, nonostante una teorica competenza concorrente sul trasporto aereo, ed una competenza esclusiva sul turismo, non sono direttamente responsabili della distorsione fiscale in essere, le cose sarebbero potute andare in maniera diversa se invece di trattare gli aeroporti come vacche da mungere chi governa il paese avesse cercato di mantenere la pressione fiscale aeroportuale pari a quella dei concorrenti del settore turistico, specialmente di quelli del Sud? Se non fosse veramente stato possibile farne a meno, sarebbe stato tanta malvagia l'idea di implementare questa fiscalitá in maniera progressiva, ad esempio in maniera proporzionale al PIL pro capite dei vari bacini aeroportuali?

Per far notare quanto poco sarebbe potuto costare una politica simile in maniera strutturale, e quale potrebbe essere stato il ritorno potenziale, abbiamo fortunatamente un bellissimo esempio: una quindicina di anni fa, un piccolo gruppo di politici locali della ex Provincia di Trapani, si mise in testa di sviluppare un aeroporto, quello di Trapani Birgi, che era rimasto praticamente chiuso per buona parte degli anni '80 e '90. Dopo aver tentato per qualche anno con alterni successi la strada del contributo pubblico attraverso le cosiddette tratte onerate, una dozzina di anni fa, probabilmente grazie al supporto decisivo di alcuni azionisti privati, hanno iniziato ad offrire uno sconto sulla fiscalitá aeroportuale ad un singolo vettore low cost di circa 3 milioni di Euro annui. In 10 anni, l'aeroporto in questione è passato da fare poche migliaia di passeggeri all'anno, a quasi 2 milioni di passeggeri l'anno, trasformandosi in un favoloso volano per il settore turistico della Sicilia Occidentale. Vedendosi arrivare torme di turisti stranieri, migliaia di residenti si sono trasformati in piccoli imprenditori turistici: soltanto a Trapani dal 2000 al 2015 il numero di bed & breakfast é salito da 0 a quasi 500.

Il risultato, in termini di presenze ed arrivi, é stato quello descritto da questa tabella:

Densità di arrivi e presenze su popolazione 2013 su 1998

Di fronte ad un +200% di presenze turistiche in 15 anni, come era logico attendersi, si è assistito ad un continuo incentivo a migliorare i luoghi, ad una maggiore attenzione dei cittadini rispetto alle controprestazioni fornite dagli enti locali.

L'intervento pubblico testé descritto era purtroppo fragile, e fatalmente destinato ad interrompersi perché non strutturale, ed infatti il Sig. Crocetta, una volta conquistato il governo della Sicilia, si è affrettato a tagliarlo, per motivi non esattamente comprensibili, ma non ci vuole molto ad immaginare che la fiscalitá aeroportuale è regressiva e non progressiva sopratutto perché "la politica è conflitto redistributivo: lo stato agisce nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano".

Quale classe politica riuscirebbe a spiegare agli elettori del Nord senza perdere consenso che i loro aeroporti dovrebbero pagare marginalmente di piú perché altrimenti gli aeroporti del Sud, e di conseguenza gli operatori turistici, non possono nemmeno sognare competere con i concorrenti spagnoli, greci o turchi?

Quale classe politica riuscirebbe a convincere gli azionisti ed i dirigenti di SAVE, che è una miniera d'oro, che una tale fiscalitá progressiva non fosse un attacco diretto ai loro profitti, ai loro dividendi, ai loro bonus, alla crescita ed allo sviluppo del traffico aereo e lo sviluppo del Veneto?

Non mi pare un aspetto che riguarda il solo trasporto aereo. Scioperi e disoganizzazione a parte, che pur vanno tenuti di conto, il turista guarda la qualità dell'offerta ed il suo costo. Le mete spagnole e greche da 20 anni e passa hanno superato l'Italia in termini di costo alberghiero e di ristorazione. Se poi il volo costa circa uguale (ammesso di partire e di arrivare, come i recenti fatti di Fiumicino insegnano) le cose non vanno a vantaggio dell'Italia. Anzi anche Portogallo e Turchia entrano in ordine di conto.

Il problema del turismo, mi smentisca chi puo', è che non puoi basare un economia nazionale su quello. Petrolio o non petrolio, il turismo per definizione è volatile. Oggi in spagna, l'anno prossimo in grecia, il prossimo ancora alle algarve, poi toscana (no costa troppo ma una volta ogni 10 anni si puo' fare). Sicilia o Liguria? Poi c'è la crisi e nessuno va in vacanza ed il PIL crolla. Ogni posto deve trovare qualche cosa di utile da proporre. Il turismo puo' essere sussidiario (10%) ma non la base su cui poggiare un'economia di un paese del G20 et similia.

Il problema del turismo, mi smentisca chi puo', è che non puoi basare un economia nazionale su quello. Petrolio o non petrolio, il turismo per definizione è volatile. Oggi in spagna, l'anno prossimo in grecia, il prossimo ancora alle algarve, poi toscana (no costa troppo ma una volta ogni 10 anni si puo' fare). Sicilia o Liguria? Poi c'è la crisi e nessuno va in vacanza ed il PIL crolla. Ogni posto deve trovare qualche cosa di utile da proporre. Il turismo puo' essere sussidiario (10%) ma non la base su cui poggiare un'economia di un paese del G20 et similia.

Sono perfettamente d'accordo, ed infatti lo avevo premesso:

I politici italiani, ma anche gli intellettuali ed in genere la classe dirigente, si diletta da decenni a farci notare che il turismo "potrebbe essere il petrolio del sud".

Io non sono mai stato totalmente d'accordo, perché vedo nel turismo qualcosa che idealmente dovrebbe essere complementare per una regione talmente vasta, non il settore principale su cui scommettere il proprio futuro, ma nella orrenda situazione attuale, come si dice dove sono nato, "ogni ficateddhu ri musca è sustanza".

Anche sul fatto che non é soltanto il trasporto aereo a poter spiegare il fatto che il turismo sia più sviluppato a Ibiza o Palma rispetto a Trapani o Palermo, infatti avevo chiaramente notato che:

tra le tante cose dipende anche da decenni di spese aeroportuali più basse.

Evidenziando in grassetto "tra le tante cose".

Resta il fatto che se io volessi sviluppare il turismo in posti come la Sicilia, la Calabria o la Sardegna, inizierei facendo in modo che gli aeroporti di queste zone costassero strutturalmente meno, o almeno tanto quanto, gli aeroporti dei paesi concorrenti.

L'industria del trasporto aereo ha sempre avuto margini piuttosto ridotti, non parliamo del segmento low cost, ho riportato i costi aeroportuali Siciliani che sono probabilmente i piú bassi in Italia e sono oggi alla distanza minima storica da quelli Spagnoli, e nonostante questo sono enormemente maggiori (non per una diversa struttura dei costi delle controprestazioni, ma per una esosa fiscalitá sugli imbarchi aeroportuali), se fossi un vettore sceglierei piú spesso e volentieri mettere rotte e frequenze verso aeroporti poco costosi, perché non usati come vacche da mungere, magari per pagare gli ammortizzatori sociali ai miei concorrenti (che volano e competono ancora oggi) o addirittura per pagare gli assegni sociali!

Altrimenti il discorso turismo in Sicilia, Sardegna o Calabria non si puó nemmeno iniziare.

Idealmente bisognerebbe diminuire la pressione fiscale per tutti, ma se non si puó fare, perché mancano le risorse, tanto varrebbe renderla progressiva.

Ancora sul turismo

Turz 18/8/2015 - 15:22

Per chi dice che l'Italia (o una particolare regione del sud) può vivere di turismo:

Prova a vivere in Sicilia (o in Sardegna, o a Matera Capitale Europea della Cultura 2019) senza parlare in Italiano. Quanti negozianti conoscono l'inglese? Quanti uffici pubblici? Quante persone a cui chiedi un'informazione per la strada?

Il turista scandinavo o britannico o tedesco che arriva nella Spiaggia Che Tutto Il Mondo Ci Invidia® e che crede di essere ancora in Europa rimane basito, non solo di fronte all'inefficienza e ai prezzi assurdi, ma anche davanti a persone che parlano un inglese "scolastico" (eufemismo per "pessimo"). A quel punto meglio "rimanere in Germania" (Maiorca o Lago di Garda) o "in UK" (Minorca e Tenerife).

Caro Alessandro, quindi , se capisco bene, il Sud viene penalizzato da 154 anni (dal centro nord, presumo).

Dici che potresti fare moltissimi esempi, poi ti limiti ad uno , ma premetti che l'argomento ha una rilevanza limitata : strano lo hai scelto tu.

Il tuo esempio mi sembra abbia una sua verosimiglianza , ma concludendo che Crocetta ha infine tagliato quell' agevolazione .. la colpa la fai ricadere sull' eventuale risentimento degli elettori del Nord: mi sono perso qualcosa ?

“Quale classe politica riuscirebbe a spiegare agli elettori del Nord senza perdere consenso che i loro aeroporti dovrebbero pagare marginalmente di piú perché altrimenti gli aeroporti del Sud, e di conseguenza gli operatori turistici, non possono nemmeno sognare competere con i concorrenti spagnoli, greci o turchi? “

Una classe politica che non aggiungesse anche questo ai privilegi già esistenti - Carlo Lottieri sul Foglio sostiene che : “Il risultato è che dieci anni fa (ma è difficile che siano molto mutati) un euro di spesa pubblica in Calabria costava alla popolazione locale 0,27 euro e in Lombardia 2,45 euro. “ e “..vi sono realtà come la Lombardia, l’Emilia e il Veneto che danno molto più di quanto non ricevano in servizi pubblici locali e nazionali. Nel quinquennio 2008-2013 la Lombardia ha perso circa 6.200 euro pro capite ogni anno, mentre emiliani e veneti circa 4.200 e 3.800 a testa. Questo significa che, in media, in un solo lustro una famiglia lombarda di cinque persone avrebbe visto scomparire 155 mila euro. In compenso, ogni siciliano ha potuto contare su una spesa aggiuntiva di circa 2.900 euro all’anno, ogni molisano di circa 2.500 e ogni siciliano di circa 2.000. “

http://www.ilfoglio.it/economia/2015/04/08/un-sud-drogato-da-politica-e-...

Anche nello scritto di Michele Boldrin e Aldo Rustichini , La Crisi Italiana. Ipotesi sul Federalismo Possibile , si sostiene qualcosa di analogo :

Residuo Fiscale pro-capite per regioni (1989).

Regioni                  Entrate nette        Spese totali         Residuo pro-capite

Lombardia            7.274.966            4.889.624           2.385.342

Calabria                 2.652.144             8.537.772           -5.885.629

http://www.micheleboldrin.com/Papers/fed_italy.pdf#page=1&zoom=auto,-73,...

Ancora i dati di questo complotto mi sfuggono.

p.s. Mi sa che Lo Bello non la pensa come te:

http://www.linkiesta.it/ivan-lo-bello-autonomia-sicilia-abolizione-inter...

Mario Metraglia

Il punto che Mario Metraglia fa, Alessandro, è parte di quello (lungo) che volevo fare io. Sembri non renderti conto di aver stabilito un nesso causale che non esiste: SE l'aeroporto di Palermo fa schifo la ragione è che chi lo gestisce (politici del luogo) fa schifo: non c'è alcun nordico che ci metta il dito! SE, qualche decennio fa, quello di Venezia iniziò a funzionare fu perché l'allora presidente, locale, della società (pubblica) che gestisce l'aeroporto decise che era il caso di fare qualcosa. Ed era persona capace, si chiamava Gianni Pellicani. Le persone contano, le loro capacita' contano, la loro morale conta.

SE l'aeroporto di Palermo fa schifo la ragione è che chi lo gestisce (politici del luogo) fa schifo: non c'è alcun nordico che ci metta il dito! SE, qualche decennio fa, quello di Venezia iniziò a funzionare fu perché l'allora presidente, locale, della società (pubblica) che gestisce l'aeroporto decise che era il caso di fare qualcosa. Ed era persona capace, si chiamava Gianni Pellicani. Le persone contano, le loro capacita' contano, la loro morale conta.

Sono perfettamente d'accordo, soprattutto sull'aeroporto di Palermo, tranne che sul "nordico". Il nordico entra in gioco nel momento che lo stato centrale ha creato l'imposizione fiscale sugli imbarchi e quindi il differenziale con i competitor del sud. Quei soldi potevano essere presi dalla fiscalitá generale in maniera progressiva, quindi avrebbe pagato di piú il nord, solo che si é scelto invece di prenderli in maniera regressiva utilizzando una addizionale flat sugli imbarchi, quindi gli aeroporti del sud vengono penalizzati nei confronti dei loro eventuali competitor.

E ripeto, non c'é chiaramente nessun complotto, é una semplice proiezione dei rapporti di forza in essere.

Caro Alessandro, quindi , se capisco bene, il Sud viene penalizzato da 154 anni (dal centro nord, presumo).

Sí, e non c'è bisogno di nessun complotto. Il perché lo ha spiegato benissimo Michele Boldrin, che mi scuserá per aver riordinato la sua citazione (il verbatim l'ho citato nel post precedente): "la politica è conflitto redistributivo: lo stato agisce nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano".

Non credo che la maggioranza degli abitanti del sud Italia abbia mai controllato lo stato, anzi, semmai è vero il contrario. Gli elettori del sud Italia sono sempre stati sia di meno rispetto a quelli del nord, hanno sempre contato meno, e soprattutto si sono sempre accontentati di meno.

 

Dici che potresti fare moltissimi esempi, poi ti limiti ad uno , ma premetti che l'argomento ha una rilevanza limitata : strano lo hai scelto tu.

Ho citato il turismo ed il trasporto aereo perché quello è un esempio macroscopico di una strategia politica ultradecennale sbagliata (se si volesse veramente incentivare il turismo), avrei potuto citare la scelta di continuare ad usare la cassa integrazione invece che un ammortizzatore universale: a spanne sposterebbe 40/50 miliardi di euro dal nord al sud del paese. Tra l'altro io sarei anche contrario ad iniziare da quella riforma, preferirei si iniziasse a togliere cuneo fiscale per portarlo ai livelli britannici, dove il costo del lavoro, per i primi 950 Euro e rotti, é pari sia al lordo che al netto. Anche in questo caso, il conseguente trasferimento di risorse dal nord al sud bloccherebbe una tale riforma, ancorché sensatissima e necessaria, sine die.

 

Il tuo esempio mi sembra abbia una sua verosimiglianza , ma concludendo che Crocetta ha infine tagliato quell' agevolazione .. la colpa la fai ricadere sull' eventuale risentimento degli elettori del Nord: mi sono perso qualcosa ?

Il Sig. Crocetta ha tagliato un fragile intervento non strutturale di minima entitá riguardante un singolo piccolo aeroporto, che ci ha fornite un esempio utile a dimostrare l'impatto negativo della strategia adottata dallo stato da decenni. L'imposizione fiscale aeroportuale non é dovuta per nulla alle regioni, ma allo stato. Tagliare la pressione fiscale aeroportuale, trovando altrove risorse per le sue spese, tocca in questo caso allo stato centrale. Che non lo fa, e non fará nemmeno una rimodulazione per rendere l'impatto progressivo, e permettere agli aeroporti del sud di competere ad armi pari con quelli dei concorrenti, perché i gruppi sociali che lo controllano non ne hanno alcun interesse.

 

“Quale classe politica riuscirebbe a spiegare agli elettori del Nord senza perdere consenso che i loro aeroporti dovrebbero pagare marginalmente di piú perché altrimenti gli aeroporti del Sud, e di conseguenza gli operatori turistici, non possono nemmeno sognare competere con i concorrenti spagnoli, greci o turchi? “

Una classe politica che non aggiungesse anche questo ai privilegi già esistenti

Quindi la progressivitá dell'imposizione fiscale sugli imbarchi aeroportuali sarebbe un privilegio? Possiamo quindi tranquillizzare chi volesse investire nel turismo nel sud Italia che è meglio che i loro soldi li investano altrove.

 

- Carlo Lottieri sul Foglio sostiene che : “Il risultato è che dieci anni fa (ma è difficile che siano molto mutati) un euro di spesa pubblica in Calabria costava alla popolazione locale 0,27 euro e in Lombardia 2,45 euro. “ e “..vi sono realtà come la Lombardia, l’Emilia e il Veneto che danno molto più di quanto non ricevano in servizi pubblici locali e nazionali. Nel quinquennio 2008-2013 la Lombardia ha perso circa 6.200 euro pro capite ogni anno, mentre emiliani e veneti circa 4.200 e 3.800 a testa. Questo significa che, in media, in un solo lustro una famiglia lombarda di cinque persone avrebbe visto scomparire 155 mila euro. In compenso, ogni siciliano ha potuto contare su una spesa aggiuntiva di circa 2.900 euro all’anno, ogni molisano di circa 2.500 e ogni siciliano di circa 2.000. “

http://www.ilfoglio.it/economia/2015/04/08/un-sud-drogato-da-politica-e-...

Io non so dove il Sig. Lottieri prenda i suoi numeri (tra l'altro, nel brano che citi "siciliano" é citato 2 volte con cifre diverse).

Guardando i CPT, io non riesco proprio a vedere che ai Calabresi 1 Euro di spesa pubblica costi 27 centesimi.

 Nessuno nega che, guardando al PIL, la Lombardia, il Veneto o l'Emila non diano piú di quanto ricevano. Sinceramente, ci mancherebbe altro, data la corrente distribuzione dei redditi nel paese. Piuttosto, dovrebbero pretendere che quello che danno, sia investito in maniera sensata ed efficiente.

 

Anche nello scritto di Michele Boldrin e Aldo Rustichini , La Crisi Italiana. Ipotesi sul Federalismo Possibile , si sostiene qualcosa di analogo :

Residuo Fiscale pro-capite per regioni (1989).

Regioni                  Entrate nette        Spese totali         Residuo pro-capite

Lombardia            7.274.966            4.889.624           2.385.342

Calabria                 2.652.144             8.537.772           -5.885.629

http://www.micheleboldrin.com/Papers/fed_italy.pdf#page=1&zoom=auto,-73,...

I CPT disponibili online non arrivano al 1989 (e che io sappia nemmeno quelli non disponibili online).

I numeri della Lombardia mi sembrano verisimili, evidentemente negli anni 80 la Calabria era piú povera o riceveva piú trasferimenti di quanto ricordassi.

 

Ancora i dati di questo complotto mi sfuggono.

Perché non c'é mai stato nessun complotto.

Non c'é mai stato bisogno di nessun complotto.

 

p.s. Mi sa che Lo Bello non la pensa come te:

http://www.linkiesta.it/ivan-lo-bello-autonomia-sicilia-abolizione-inter...

A parte che non capisco che significa che il Sig. Lo Bello non la pensa come me, chiedere l'abolizione di una cosa che non é mai stata implementata é senza senso.

Guardando i CPT, in Sicilia, non ostante lo statuto, enti regionali e locali spendono (e quindi controllano) complessivamente il 40% delle entrate fiscali (27% la Regione Siciliana, 12% i Comuni). Tanto quanto in Calabria, e bene o male non in maniera dissimile da altre 18 regioni italiane.

In Italia guardando i numeri ci sono in realtá soltanto 2 regioni parzialmente autonome (Trentino Alto Adige e Val d'Aosta), le altre sono trattate tutte in maniera abbastanza simile.

Personalmente sono per un vero stato federale, quindi per sostituire le regioni (accorpandone alcune tra di loro) in una serie di stati, ma al contempo per cedere molte piú responsabilitá e poteri ai comuni o ai consorzi tra comuni (che personalmente chiamerei cantoni).

Teoria

Mario Metraglia 10/8/2015 - 14:22

“Non credo che la maggioranza degli abitanti del sud Italia abbia mai controllato lo stato, anzi, semmai è vero il contrario. Gli elettori del sud Italia sono sempre stati sia di meno rispetto a quelli del nord, hanno sempre contato meno, e soprattutto si sono sempre accontentati di meno. “

Se posso dire la mia , non ho mai avuto la sensazione di un gruppo coeso di eletti del nord, piuttosto lo direi di quelli del sud, magari con intenti clientelari più che per un reale sviluppo del mezzogiorno, ma questo non lo imputerei al sig. Brambilla.

Stante gli attuali trasferimenti dal settentrione al centro sud si tratterebbe degli eletti (del nord) piu “ingenui” della galassia.

(ad esempio, se non ho fatto male i conti, Lombardia Tasse = 180 miliardi, spese in regione = 138 miliardi, anno 2013)

http://www.dps.gov.it/it/cpt/I_dati_del_Sistema_CPT/DatiCPT_CatalogoCPT/...

Anche io sarai per l' abolizione della CIG (tutte) , per un sussidio di disoccupazione generale ( valido per chi ha un lavoro e lo perde) ; passare dagli attuali costi dello stato per la cassa ai 40-50 miliardi l'anno, anzi di delta (come li hai stimati ?) vorrebbe dire default all' istante. Oltre all' entità, come quantifichi questo differenziale ? Indennità per chiunque non lavori ? Smetto domani.

Va bene detassare gli stipendi bassi , ma come al solito c'è un problema (chi paga ?). Sarebbe un vantaggio per il sud ? Bisognerebbe sapere il numero di lavoratori interessati ( dagli attuali 650 euro circa di reddito ai 950 che proponi tu ). Sono prevalentemente al sud ?

“L'imposizione fiscale aeroportuale non é dovuta per nulla alle regioni, ma allo stato. Tagliare la pressione fiscale aeroportuale, trovando altrove risorse per le sue spese, tocca in questo caso allo stato centrale. “

Lo stato italiano tassa tutto, tranne l' aria (per adesso) , dovrebbe ridurre le imposte sugli aeroporti della Sicilia ? Forse , ma se con le cifre che menzioni tu ( 300 mila euro anno) si incentiva in maniera efficace un aeroporto, cosa trattiene la regione Sicilia dal provvedere in maniere autonoma ? Non ci sono nelle pieghe del bilancio 5 milioni l' anno per un provvedimento che tu valuti decisivo ? Tutti meglio spesi ?

Quindi , in definitiva , la tua tesi è che lo stato , governato dal nord, allochi in modo sfavorevole al sud le risorse . Questo contemporaneamente al prelievo di circa 40 miliardi l' anno dalle entrate / uscite della Lombardia.

Sta in piedi ?

Quindi , in definitiva , la tua tesi è che lo stato , governato dal nord, allochi in modo sfavorevole al sud le risorse . Questo contemporaneamente al prelievo di circa 40 miliardi l' anno dalle entrate / uscite della Lombardia. Sta in piedi ?

Sí, sta in piedi. Tra l'altro pienamente supportato dai CPT che hai citato.

Se calcoliamo il residuo fiscale non previdenziale, cioé togliendo i contributi sociali dalle entrate e le spese previdenziali e le integrazioni salariale dalle spese, otteniamo il risultato seguente:

Residuo Fiscale non previdenziale

Che chiaramente ci suggerisce che i Lombardi (come i Veneti, gli Emiliani, i Romagnoli, i Piemontesi ed i Toscani) vedono il loro residuo fiscale usato per pagare le pensioni e le integrazioni salariali (spese correnti) in tutto il paese (anche al sud), non per garantire trasferimenti di altro tipo (ad esempio investimenti in conto capitale) al sud.

Ho messo il dato per il 2000 per far notare che anche all'epoca non é che ci fossero chissá quali trasferimenti non previdenziali, ma sempre piú di oggi.

Nel 2013 i trasferimenti non previdenziali praticamente non esistono, o comunque equivalgono al massimo ad una parte dell'assistenza (assegni sociali) e beneficienza. 

Nel 2013 tutti gli investimenti in conto capitale, dal primo all'ultimo copeco, al sud vengono fatti esclusivamente con risorse del sud (spesso in ritorno magari dopo un giro di anni tra i conti di Roma e Bruxelles).

Se posso dire la mia , non ho mai avuto la sensazione di un gruppo coeso di eletti del nord, piuttosto lo direi di quelli del sud, magari con intenti clientelari più che per un reale sviluppo del mezzogiorno, ma questo non lo imputerei al sig. Brambilla.

La Lega Nord ed i suoi risultati elettorali me li sono sognati? Allargandoci al centro nord, cos'era il PCI, e cos'é stato il PDS e poi il PD prima di Renzi se non il partito del centro nord?

Stante gli attuali trasferimenti dal settentrione al centro sud si tratterebbe degli eletti (del nord) piu “ingenui” della galassia.

Infatti io non ho mai capito la difesa del sistema retributivo da parte della Lega Nord. L'unica ragione che mi viene in mente é che dato che la persistenza del sistema retributivo incrementa il residuo fiscale a sfavore delle regioni del nord, sia piú una strategia per disgregare il paese che a favore degli elettori del nord.

(ad esempio, se non ho fatto male i conti, Lombardia Tasse = 180 miliardi, spese in regione = 138 miliardi, anno 2013)

http://www.dps.gov.it/it/cpt/I_dati_del_Sistema_CPT/DatiCPT_CatalogoCPT/...

Ne parlo piú sotto con Francesco Forti.

Anche io sarai per l' abolizione della CIG (tutte) , per un sussidio di disoccupazione generale ( valido per chi ha un lavoro e lo perde) ; passare dagli attuali costi dello stato per la cassa ai 40-50 miliardi l'anno, anzi di delta (come li hai stimati ?) vorrebbe dire default all' istante. Oltre all' entità, come quantifichi questo differenziale ? Indennità per chiunque non lavori ? Smetto domani.

Infatti io sono contrario. Prima si allarga, e di molto, la partecipazione attiva al lavoro, e poi si introduce un ammortizzatore universale. La stima era spannometrica, metti che soltanto in Sicilia 3/5 della popolazione potenzialmente attiva é inattiva, il giorno che introducessero un ammortizzatore universale ci sarebbero file chilometriche fuori dai centri di collocamento.

Va bene detassare gli stipendi bassi , ma come al solito c'è un problema (chi paga ?). Sarebbe un vantaggio per il sud ? Bisognerebbe sapere il numero di lavoratori interessati ( dagli attuali 650 euro circa di reddito ai 950 che proponi tu ). Sono prevalentemente al sud ?

Io mi riferisco a tutto il cuneo fiscale, sia i tributi che i contributi, sia per il lavoratore che per il datore. Nel Regno Unito, per dare 950 Euro al mese ad un lavoratore, un datore di lavoro paga soltanto questi 950 Euro. Lordo, Netto e Costo del Lavoro sono equivalenti. E oltre quel punto, salgono lineramente, non ci sono scalini o scaloni.

Nel Sud emergerebbero milioni di lavoratori in nero di necessitá dall'oggi al domani, ma allo Stato non entrerebbe sul breve praticamente nemmeno un copeco, a fronte di un costo probabilmente di decine di miliardi anche in questo caso. Ma s'ha da fare.

Lo stato italiano tassa tutto, tranne l' aria (per adesso) , dovrebbe ridurre le imposte sugli aeroporti della Sicilia ? Forse , ma se con le cifre che menzioni tu ( 300 mila euro anno) si incentiva in maniera efficace un aeroporto, cosa trattiene la regione Sicilia dal provvedere in maniere autonoma ? Non ci sono nelle pieghe del bilancio 5 milioni l' anno per un provvedimento che tu valuti decisivo ? Tutti meglio spesi ?

No, assolutamente, ti potrei fare liste infinite di soldi spesi peggio, ad iniziare dagli assessorati e dai dipartimenti regionali al turismo ed al trasporto.

Io capisco che le tasse non debbano necessariamente essere progressive, ma le imposte sí. E quello di cui mi lamento non sono le tasse aeroportuali, ma le imposte aeroportuali, che sono materialmente regressive, e mandano fuori mercato gli aeroporti del sud (il concorrente di Palermo Punta Raisi non é Venezia Tessera, ma Malaga Costa del Sol, che oggi, alla minima distanza storica di costo tra i due, costa a vettori e pax il 50% dell'aeroporto palermitano).

Poi avrebbe senso che lo stato permettesse, ed invitasse, data la competenza concorrente, le regioni a farsi carico, con risorse proprie, della diminuizione sia delle tasse, che delle imposte aeroportuali, ma non ad personam.

Per finire, una precisazione: per Trapani Birgi lo sconto, per un singolo vettore, era fino al 2013 di circa 3 milioni di Euro pubblici l'anno (credo 6 milioni in totale con gli sconti offerti dai soci privati). Per tutti gli aeroporti siciliani per tutti i vettori costerebbe di piú (circa 50 milioni di Euro annui l'azzeramento totale dell'imposta addizionale e la relativa IVA al 10%). Il ritorno per il territorio c'é, ed é moltiplicativo dell'investimento, solo che alla regione probabilmente non se ne accorgevano o non lo capivano, magari anche perché il principale beneficiario in termini di entrate PA é ovviamente lo stato (che girerá alla regione una parte di quanto dovuto dopo anni, magari propagandandola come un aiuto in conto corrente). Una volta che é venuto meno l'apporto regionale, gli elettori hanno convinto i sindaci, con le buone e con le cattive, a metterci una toppa, ma é una soluzione fragilissima, perché i sindaci non hanno le competenze istituzionali, e soprattutto ne vedono ancora meno il beneficio diretto per le casse dei comuni (diciamo vedono 1/4 o 1/5 di quello che vede la regione). L'Italia é un paese centralista, o devolve effettivamente poteri ai livelli piú bassi, o gli interventi strutturali rimarranno sempre una prerogativa esclusiva dello stato centrale.

suggerimento pratico: taglino le spese dell'assemblea regionale siciliana, abolendo tutti gli straordinari per commessi impiegati e dirigenti, le indennità di funzione (presidente  di commissione etcc), i gettoni di presenza e tutti i rimborsi spesa per missioni per i consiglieri e gli assessori. Diano lo stipendio minimo per la funzione corrispondente a tutti i dipendenti, consiglieri compresi, in qualsiasi altra regione d'Italia (ovviamente senza promozioni preliminari da commesso a capo commesso con spada e fronde di quercia). Aboliscano tutte le consulenze esterne, salvo casi eccezionali da giustificare dettagliatamente e da retrubuire in parte a carico dello stipendio del consigliere o dirigente che propone la consulenza (vuoi una consulenza da 10000 euro sui carciofini di Cefalu? La regione paga 9000 euro e gli altri 1000 li mette il consigliere o assessore che la propone). Aboliscano i portaborse personali dei consiglieri e li sostituiscano con servizi collettivi a tutti i consiglieri del gruppo.  

 

Quando lo avranno fatto, usino pure i risparmi per sussidiare gli aereporti. Ovviamente, l'entità e la destinazione dei sussidi deveno essere definiti su parere di una commissione di esperti internazionali senza intervento delle autorità locali. Se manca qualcosa,  allora e solo allora possiamo provare a convincere gli elettori del Centro-Nord

PS io sono di origine siciliana come Massimo è campano e sono d'accordo con lui

Quando lo avranno fatto, usino pure i risparmi per sussidiare gli aereporti.

Giusto per chiarire, ho proposto un paio di volte a dei politici di avanzare una mozione per chiedere al governo un riordino dell'imposizione fiscale aeroportuale, con questi punti, tra gli altri:

Mozione per trasformare la "addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili" in una "imposta sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili", per chiarirne le finalità ed il funzionamento, per renderla progressiva, a parità di gettito atteso, e per permettere alle Regioni di farsi carico, tramite risorse proprie, di tale imposta e di altri oneri inerenti l’imbarco di passeggeri nelle aeromobili.
premesso che ... impegna il governo a ...

- a permettere alle Regioni di legiferare per farsi carico, tramite proprie risorse, di una parte o di tutta la nuova imposta e dell’IVA corrispondente, limitatamente agli imbarchi nei voli verso i paesi della UE tra il 1 Ottobre ed il seguente 31 Marzo, a favore però in ogni caso di tutti i vettori operanti in tutti gli aeroporti della Regione in questione.

- a permettere alle Regioni di legiferare per farsi carico, tramite proprie risorse, di una parte o di tutta la “imposta sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili” e dell’IVA corrispondente, a  favore però in ogni caso di tutti i vettori operanti in tutti gli aeroporti della Regione in questione.

- a permettere alle Regioni di legiferare per farsi carico, tramite proprie risorse, di una parte o di tutto il contributo  per  la  copertura dei costi del servizio di controllo di sicurezza relativo ai passeggeri ed al bagaglio a mano al seguito e dell’IVA corrispondente, a favore però in ogni caso di tutti i vettori operanti in tutti gli aeroporti della Regione in questione.
a permettere alle Regioni di legiferare per farsi carico, tramite proprie risorse, di una parte o di tutta la tariffa per il controllo di sicurezza sul 100% dei bagagli da stiva e dell’IVA corrispondente, a favore però in ogni caso di tutti i vettori operanti in tutti gli aeroporti della Regione in questione.

- a permettere alle Regioni di legiferare per farsi carico, tramite proprie risorse, di una parte o di tutto il corrispettivo per i servizi di assistenza per i passeggeri a mobilità ridotta e dell’IVA corrispondente, a favore però in ogni caso di tutti i vettori operanti in tutti gli aeroporti della Regione in questione.

- a vietare a tutte le pubbliche amministrazioni dello stato, incluse le Regioni e gli enti locali, di sovvenzionare in alcun modo i vettori sia in maniera diretta che attraverso le società di gestione aeroportuale che tramite controllate o partecipate, e sia tramite bandi o meno, con particolare riferimento ai cosiddetti contratti di co-marketing, questo per evitare distorsioni del mercato o favoritismi verso particolari vettori.

salvo casi eccezionali da giustificare dettagliatamente e da retrubuire in parte a carico dello stipendio del consigliere o dirigente che propone la consulenza (vuoi una consulenza da 10000 euro sui carciofini di Cefalu? La regione paga 9000 euro e gli altri 1000 li mette il consigliere o assessore che la propone).

....siamo in Italia Professore: la consulenza costerà 11000 invece che 10000 ed il "consulente", in aggiunta a quanto già gira al consigliere a mò di "provvigione", metterà altri 1000 per fargli recuperare la trattenuta...

non c'è speranza sul breve termine, ci vorrano generazioni perchè si modifichi il DNA

Uno, lungo, spero di metterlo dopo se ho tempo: ottima analisi ma ROVESCI il nesso di causalita'! Se i turisti NON vanno in Sicilia ma vanno a Mallorca, chiedersi perche'. 

Uno, breve e semplice: Massimo sembra predicare invano anche con te. "Questa" classe politica siete voi (o loro, insomma chi vota in Italia), quindi quella del Sud e' i cittadini del Sud: se la sono scelta loro. Se non fa gli aeroporti, o i viadotti, il conto va presentato ANZITUTTO a chi continua ad eleggerli. 

ROVESCI il nesso di causalita'! Se i turisti NON vanno in Sicilia ma vanno a Mallorca, chiedersi perche'. 

Ma infatti me lo sono chiesto, e l'esempio di Trapani (o comunque, della zona nordoccidentale della Sicilia) mi suggerisce che il problema primario deve essere sempre stato logistico: fare arrivare i turisti (soprattutto in bassa o media stagione).

Ovvio che ci siano anche e soprattutto colpe locali: Palermo Punta Raisi é a 90km max dalla zona interessata dallo sviluppo turistico determinato dallo sviluppo di Trapani Birgi negli ultimi 15 anni, ma ancora oggi, il trasporto pubblico regionale serve Trapani in bassa stagione con 2 collegamenti di bus al giorno, a distanza di 8 ore uno dall'altro. L'ultima volta che sono stato nel trapanese, nel 2013, ho pagato in bassa stagione 160 EUR ad un NCC per portarmi da Punta Raisi a Trapani e ritorno. Da Londra mi ci veniva volo, transfer e albergo per un fine settimana a Magaluf, o simili amene localitá spagnole. Con il treno da Punta Raisi a Trapani é un miracolo stare sotto le 4 ore, piú probabile che si arrivi intorno alle 6 ore e 40 minuti di viaggio per tratta per fare meno di 90 km.

Semplicemente, prima che venisse sviluppato l'aeroporto di Trapani Birgi, i turisti in Sicilia nordoccidentale non ci arrivavano, soprattutto in bassa o media stagione. Una volta che ci sono arrivati, gli indigeni hanno iniziato a pensare che forse avrebbe avuto senso iniziare ad investire nel settore turistico, ed oggi se vado su booking.com trovo 414 sB&B solo a Trapani. Erano 0 nel 2000 (lo so per certo perché un mio familiare si presentó in Comune con lo stampato per la legge per aprire uno dei primi B&B della cittá, e si senti rispondere "Beché?" dall'impiegato comunale che non aveva mai sentito parlare di simili strutture ricettive).

Uno, breve e semplice: Massimo sembra predicare invano anche con te. "Questa" classe politica siete voi (o loro, insomma chi vota in Italia), quindi quella del Sud e' i cittadini del Sud: se la sono scelta loro. Se non fa gli aeroporti, o i viadotti, il conto va presentato ANZITUTTO a chi continua ad eleggerli. 

Sí e no. Quando parlo con il Siciliano medio, diciamo almeno l'80% di quelli con cui ne ho a discutere, la percezione é che ritengano il sindaco, o comunque l'ente locale a loro piú vicino, come il maggior responsabile dello stato delle cose. Ma non é numericamente sostenibile. I CPT mi dicono che in Sicilia gli enti locali raccoglievano il 7% delle entrate fiscali, e ne spendevano lo 11%. Il sindaco é un parafulmine. 
Anche gli enti regionali, spendono il 27% delle entrate,  hanno chiaramente una responsabilitá piú evidente, ma sempre minore di quella degli enti dello stato centrale.

Ed a livello dello stato centrale, chi decide deve dare conto ai Siciliani meno che ad altre comunitá (o gruppi di potere).

Caro Riolo

provo a spiegarmi per l'ultima volta. Il problema non è chi alloca le risorse per il Sud e tantomeno sono i dettagli tecnici sulla normative aereoportuali. Il problema è il voto di scambio. Esiste dappertutto ma è particolarmente diffuso (eufemismo) nel Sud in una forma particolarmente dannosa. Il votante di scambio può accusare i politici di ogni nefandezza, ma poi  al momento buono offre il proprio voto in cambio di qualcosa.  Nella teoria politica è una utilità per il proprio gruppo di riferimento.  Nella versione 'meridionale' (virgolette),  il gruppo di riferimento è ridotto alla famiglia allargata (Banfield aveva capito tutto). Un tempo erano i pacchi di pasta o le scarpe (spaiate), ora è il posto per il figlio, la pensione di invalidità per la madre etc.  La prevalenza del voto di scambio è il vero cancro del Mezzogiorno (e non solo). Seleziona una classe politica interessata all'interesse personale (del politico e dei suoi clienti) e gonfia la spesa pubblica.  Non so perchè il voto di scambio sia così diffuso al Sud (ragioni storiche, probabilmente, spero non genetiche) - ma sono fermamente convinto che finchè prevarrà non ci sarà nessuna palingenesi dal Sud e la questione meridionale sarà sempre la questione di quante risorse il resto del paese o il resto d'Europa sarà disposto a mettere.

Aggiungo. La frase

Non credo che la maggioranza degli abitanti del sud Italia abbia mai controllato lo stato, anzi, semmai è vero il contrario. Gli elettori del sud Italia sono sempre stati sia di meno rispetto a quelli del nord, hanno sempre contato meno, e soprattutto si sono sempre accontentati di meno.

è storicamente risibile e teoricamente senza senso.  In politica conta l'elettore mediano

Non so perchè il voto di scambio sia così diffuso al Sud

Nemmeno io ma provo a incrociare alcune riflessioni. Molto dipende dalla lunghezza di questa catena di scambio e da chi la paga. In uno staterello autonomo di 1'000 abitanti c'è poco da fare voto di scambio, per avere una maggioranza di governo. Il costo sarebbe fiscalmente esorbitante ed inacettabile per la maggioranza dei contribuenti. Queste cose funzionano solo se riesci a scaricare il costo sugli altri, che siano di altri territori e/o generazioni future.

Quindi se il voto di scambio rimane al Sud è perché di fatto si è trovato il modo di farlo pagare ad altri. I residui fiscali ci dicono anche bene chi paga.

Da questo deriva che solo un federalismo vero, con finanze separate ed autonome, senza meccanismi perequativi verticali aventi oggetto il ripianamento della gestione corrente (quindi solo contributi ad investimenti, su progetto) puo' spezzare il voto di scambio.

Quindi se il voto di scambio rimane al Sud è perché di fatto si è trovato il modo di farlo pagare ad altri. I residui fiscali ci dicono anche bene chi paga.

Da questo deriva che solo un federalismo vero, con finanze separate ed autonome, senza meccanismi perequativi verticali aventi oggetto il ripianamento della gestione corrente (quindi solo contributi ad investimenti, su progetto) puo' spezzare il voto di scambio.

Sono perfettamente d'accordo con la proposta, ottima, ma soltanto parzialmente con parte delle premesse.

Guardando i CPT, questi dicono che nel 2013:

Sul fronte delle entrate e delle spese:

  • Per la Lombardia a fronte di 179,9 miliardi di entrate, abbiamo 137,9 miliardi di spese. Meno 42 miliardi.
  • Per la Sicilia a fronte di 46,4 miliardi di entrate, abbiamo 56,2 miliardi di spese. Più 9,8 miliardi.

Sul fronte delle spese previdenziali:

  • Le spese per la previdenza in Lombardia valgono 56,2 miliardi, quelle per l'assistenza e la beneficienza 4,9 miliardi.
  • Le spese per la previdenza in Sicilia valgono 19,6 miliardi, quelle per l'assistenza e la beneficienza 3,8 miliardi.

Sul fronte dei contributi previdenziali.

  • I contributi sociali versati in Sicilia valgono 11,6 miliardi.
  • I contributi sociali versati in Lombardia valgono 47,5 miliardi.

La differenza tra gli 11,6 miliardi di entrate da contributi sociali e i 19,6 miliardi di spese da previdenza per la Sicilia viene 8 miliardi di Euro, giustifica quindi l'81% dei trasferimenti figurativi dal resto del paese. Insisto sul figurativi, perché quella spesa previdenziale, o comunque una parte che immagino considerevole, è stata già ovviamente pagata in anticipo dai contributi dei pensionati siciliani, anche quando lavoravano oltrefaro.

In buona sostanza, escludendo le poste previdenziali, il resto del paese paga al momento soltanto il 47% dell'assistenza e la beneficenza (tra cui gli assegni sociali) ai Siciliani poveri o indigenti (negli anni precedenti, ne pagava di più, i continui tagli e le dilazioni del governo centrale hanno evidentemente costretto i contribuenti siciliani a far fronte a buona parte di questa posta).

A meno che non si voglia affermare che le spese previdenziali siano totalmente configurabili come voto di scambio, almeno per quanto riguarda la Sicilia la premessa non pare reggere alla prova dei numeri.

Ovviamente parte della spesa previdenziale é probabilmente voto di scambio, possibilmente fino a tutta la differenza che intercorre tra quanto si spende in piú con il sistema retributivo rispetto a quanto si spenderebbe estendo alle prestazioni in essere il sistema contributivo.

Questo detto, anche passando tutte le prestazioni in essere e future al contributivo, dubito che questo cancellerebbe il residuo fiscale previdenziale a favore della Sicilia (sarebbe interessante se ci fossero studi che facessero delle stime sulla questione).

cpt?

Francesco Forti 10/8/2015 - 15:32

premesso che non so (ammetto l'ignoranza sulle italiche sigle) cosa siano i CPT e google non mi aiuta, non mi è chiaro se i 180 miliardi lombardi che citi all'inizio comprendano o meno il lato previdenziale.

In tutti i casi in presenza di un sistema previdenziale a compartizione a me non sembra che la spesa previdenziale rappresenti un particolare voto di scambio in ambito territoriale. Se chi del Sud ha lavorato al Nord (e son tanti) poi quando va in pensione decide di tornare al paesello, il trasferimento territoriale di risorse è pienamente legittimo e giustificato. Vero piuttosto che il sistema previdenziale italiano, con le forti pensioni di anzianità, era voto di scambio intertemporale per tutto il paese, ovunque vivesse, anche se a vedere i dettagli si scopre che gran parte dei prepensionamenti sono stati fatti nel comparto pubblico (vedi ferrovie) in gran parte popolato da maestranze notoriamente meridionali.

premesso che non so (ammetto l'ignoranza sulle italiche sigle) cosa siano i CPT e google non mi aiuta,

I Conti Pubblici Territoriali. Mario Metraglia sopra ha citato il link: http://www.dps.gov.it/it/cpt/I_dati_del_Sistema_CPT/DatiCPT_CatalogoCPT/DatiCPT_CatalogoCPT.html

non mi è chiaro se i 180 miliardi lombardi che citi all'inizio comprendano o meno il lato previdenziale.

Sì, su quasi 180 miliardi di entrate, 47 e mezzo sono di contributi previdenziali.

In tutti i casi in presenza di un sistema previdenziale a compartizione a me non sembra che la spesa previdenziale rappresenti un particolare voto di scambio in ambito territoriale. Se chi del Sud ha lavorato al Nord (e son tanti) poi quando va in pensione decide di tornare al paesello, il trasferimento territoriale di risorse è pienamente legittimo e giustificato.

Concordo perfettamente, ed ribadisco che al momento, per quanto riguarda la Sicilia, le spese previdenziali (al netto delle entrate previdenziali in Sicilia) giustificano lo 81% del residuo fiscale. Il rimanente 19% va a coprire il 46% di quanto si spende in Sicilia in assistenza (assegni sociali) e beneficienza. Essendo la Sicilia tra le regioni più povere del paese,  mi pare ci si potesse aspettare un risultato simile.

Vero piuttosto che il sistema previdenziale italiano, con le forti pensioni di anzianità, era voto di scambio intertemporale per tutto il paese, ovunque vivesse, anche se a vedere i dettagli si scopre che gran parte dei prepensionamenti sono stati fatti nel comparto pubblico (vedi ferrovie) in gran parte popolato da maestranze notoriamente meridionali.

Io accetto che parte della spesa previdenziale, e quindi del disavanzo previdenziale siciliano, sia stato costruito nei decenni passati anche da misure clientelari, magari quando parte dei Siciliani beneficiari di tali misure vivevano e votavano in altre parti del paese. E concordo che più che geografico, questo voto di scambio mi sembri intertemporale.

Dubito che la maggior parte di quel 81% del residuo fiscale sia però dovuto alla componente clientelare della spesa previdenziale, o almeno che possa giustificare nel considerare i Siciliani come un gruppo di potere elettorale tale da averlo preteso ed ottenuto.

Update: qui un grafico che mostra come cambiano i residui fiscali per le regioni in deficit quando togliamo dall'equazione le entrate e le spese previdenziali:

Deficit fiscale vs residuo non previdenziale 2013

Nella discussione parallela con Mario Metraglia ho anche proposto quello con tutte le regioni (in questo caso comparavo soltanto il residuo fiscale non previdenziale nel 2000 con quello del 2013), che suggerisce come in Italia ci sia piú un problema di trasferimenti intergenerazionali in conto corrente (a mio avviso dovuti ad una struttura demografica orrenda) che a trasferimenti territoriali di tipo non previdenziale:

Residuo Fiscale non previdenziale

Il problema non è chi alloca le risorse per il Sud

Qui non sono evidentemente d'accordo. Gli investimenti in conto capitale (sia in infrastrutture che nel capitale umano) nel Sud sono inferiori, molto inferiori, a quelli necessari per una eventuale convergenza con il nord del paese o anche soltanto con la media UE28.

Sono perfettamente d'accordo che anche quel poco che viene messo a disposizione é spesso investito malamente, se non proprio sprecato, ed a darne parte della colpa (max 10%) a chi governa gli enti locali del Sud, buona parte della colpa (max 30%) a chi governa gli enti regionali del sud, ma il maggior colpevole restano comunque i gruppi di potere che dominano lo stato centrale (min 60%, storicamente 70%-80%). E gli elettori del sud non sono mai stati uno di questi gruppi di potere (saremo possibilmente d'accordo che si sono venduti per un tozzo di pane ad alcuni di questi gruppi di potere).

 

e tantomeno sono i dettagli tecnici sulla normative aereoportuali.

 

Ho citato la questione della fiscalitá aeroportuale per dare un esempio chiaro ed evidente di come lo stato centrale persegua strategicamente politiche a discapito dello sviluppo del sud anche quando basterebbe poco a fare diversamente.

Rimango d'accordo che trasporto aereo e turismo non cambino significativamente le dinamiche economiche di un paese o di una zona poco sviluppato dello stesso, ma che possano al massimo essere complementari.

Resta il fatto che gestire in maniera diversa la politica fiscale degli aeroporti costerebbe pochissimo (tutto il gettito in questione non ammonta a mezzo miliardo di Euro annui, e basterebbe renderlo progressivo per incentivare i vettori ad usare gli aeroporti del sud, seguendo i dettami costituzionali, come dovrebbe essere dato che parliamo di fiscalitá generale) ma non si fa (chiaramente, uno degli effetti sul breve sarebbe un leggero incremento del residuo fiscale a favore delle regioni meno sviluppate, anche se non ci vuole molto ad immaginare che sul medio periodo favorirebbe la convergenza). 

 

Il problema è il voto di scambio. Esiste dappertutto ma è particolarmente diffuso (eufemismo) nel Sud in una forma particolarmente dannosa. Il votante di scambio può accusare i politici di ogni nefandezza, ma poi  al momento buono offre il proprio voto in cambio di qualcosa.  Nella teoria politica è una utilità per il proprio gruppo di riferimento.  Nella versione 'meridionale' (virgolette),  il gruppo di riferimento è ridotto alla famiglia allargata (Banfield aveva capito tutto). Un tempo erano i pacchi di pasta o le scarpe (spaiate), ora è il posto per il figlio, la pensione di invalidità per la madre etc.  La prevalenza del voto di scambio è il vero cancro del Mezzogiorno (e non solo). Seleziona una classe politica interessata all'interesse personale (del politico e dei suoi clienti) e gonfia la spesa pubblica.  Non so perchè il voto di scambio sia così diffuso al Sud (ragioni storiche, probabilmente, spero non genetiche) - ma sono fermamente convinto che finchè prevarrà non ci sarà nessuna palingenesi dal Sud e la questione meridionale sarà sempre la questione di quante risorse il resto del paese o il resto d'Europa sarà disposto a mettere.

 

Non si puó non essere d'accordo sul fatto che storicamente il voto di scambio sia stato uno dei problemi del Sud.

Ci sono segnali che ci suggeriscono che questo fenomeno potrebbe essere comunque oggi piuttosto mitigato, rispetto a quanto storicamente usuale:

Sicilia 2013 Partito maggioritario camera

Dubito si posssa sostenere che chi ha votato per far diventare il M5S alla Camera il partito di maggioranza relativa in 8 province siciliane su 9 stesse esercitando voto di scambio o clientelare. Piú probabile si sia trattato di voto di protesta?

è storicamente risibile e teoricamente senza senso.  In politica conta l'elettore mediano

E l'elettore mediano siciliano, o del sud in generale, quando avrebbe contato di piú dell'elettore mediano del nord?

Se fosse stato cosí, mi aspetterei che si fosse vista la costruzione delle autostrade iniziare dal sud, che ci fosse un ponte sullo stretto, che si fosse iniziato a costruire i TAV dal sud, oppure che ci fosse un ammortizzatore sociale universale oppure una ben diversa fiscalitá sui redditi bassi. Evidentemente non é cosí, e non é mai stato cosí. Nel conflitto redistributivo, il Sud, inteso come i suoi abitanti in genere, non con i gruppi di potere che ne gestivano il consenso, é generalmente stato sconfitto sempre, a volte di piú, a volte di meno. Se non fosse cosí, non esisterebbe la divergenza tra nord e sud.

Direi che quando si propone il reddito di cittadinanza a livello nazionale, a spese degli altri, si è nell'ottica di un voto di scambio. Probabilmente c'è anche protesta ma  hai visto mai che arrivassero anche tutti 'sti euri?

il voto al Movimento 5 stelle i) è la maggioranza relativa, non assoluta; ii) è sicuramente un voto di protesta; iii) gli elettori protestano  perchè sono finiti i soldi e un voto di scambio senza scambio non funziona.

Quindi, dal suo ragionamento trarrei l'ovvia conclusione: aboliamo ogni aiuto al Sud, gli elettori non daranno più voti di scambio e finalmente avremo una classe dirigente decente (io ho qualche dubbio sulla qualità del M5S ...)

 

Se fosse stato cosí, mi aspetterei che si fosse vista la costruzione delle autostrade iniziare dal sud, che ci fosse un ponte sullo stretto, che si fosse iniziato a costruire i TAV dal sud, oppure che ci fosse un ammortizzatore sociale universale oppure una ben diversa fiscalitá sui redditi bassi. Evidentemente non é cosí, e non é mai stato cosí. Nel conflitto redistributivo, il Sud, inteso come i suoi abitanti in genere, non con i gruppi di potere che ne gestivano il consenso, é generalmente stato sconfitto sempre, a volte di piú, a volte di meno. Se non fosse cosí, non esisterebbe la divergenza tra nord e sud.

Spero sia una battuta per il caldo. Se non lo è, si informi sulla politica meridionalista dalla legge speciale per Napoli 1904 in poi. Può partire dal rccente libro di Felice (Perchè il Sud è rimasto indietro BO 2014)

 

 

io ho qualche dubbio sulla qualità del M5S

Varia molto. La deputazione regionale siciliana pare abbastanza decente. Qualche rappresentante nazionale con la stessa provenienza con cui ho interagito meno.

 Può partire dal rccente libro di Felice (Perchè il Sud è rimasto indietro BO 2014)

Non vedo come le tesi esposte in quel libro contrastino con quanto da me affermato. Chiaramente la classe dirigente del sud é stata ed ha supportato la costruzione di istituzioni estrattive. In uno stato federalista, avreste ragione voi, in uno stato centralista, questo stato di cose é possibile invece soltanto con l'accordo degli altri gruppi di potere che si sovrappongono alla classe dirigente del sud, o di cui questa é subalterna.

Come rispondevo precedentemente: "Sono perfettamente d'accordo che anche quel poco che viene messo a disposizione é spesso investito malamente, se non proprio sprecato, ed a darne parte della colpa (max 10%) a chi governa gli enti locali del Sud, buona parte della colpa (max 30%) a chi governa gli enti regionali del sud, ma il maggior colpevole restano comunque i gruppi di potere che dominano lo stato centrale (min 60%, storicamente 70%-80%). E gli elettori del sud non sono mai stati uno di questi gruppi di potere (saremo possibilmente d'accordo che si sono venduti per un tozzo di pane ad alcuni di questi gruppi di potere)."

Sono perfettamente d'accordo che anche quel poco che viene messo a disposizione é spesso investito malamente, se non proprio sprecato, ed a darne parte della colpa (max 10%) a chi governa gli enti locali del Sud, buona parte della colpa (max 30%) a chi governa gli enti regionali del sud, ma il maggior colpevole restano comunque i gruppi di potere che dominano lo stato centrale (min 60%, storicamente 70%-80%). E gli elettori del sud non sono mai stati uno di questi gruppi di potere (saremo possibilmente d'accordo che si sono venduti per un tozzo di pane ad alcuni di questi gruppi di potere)

 

Lo stato italiano ha dato MOLTISSIMO al Sud dal 1904 e soprattutto dal 1951 ed i politic del Sud hanno avuto un notevole potere.  Mai sentito parlare di  Cassa del Mezzogiorno, investimenti delle PPSS  e, per il potere politico De Mita, Gava, Mancini?

 

Lo stato italiano ha dato MOLTISSIMO al Sud dal 1904 e soprattutto dal 1951 ed i politic del Sud hanno avuto un notevole potere.  Mai sentito parlare di  Cassa del Mezzogiorno, investimenti delle PPSS  e, per il potere politico De Mita, Gava, Mancini?

La buonanima di mio nonno Basilio, centralista e statalista tutto d'un pezzo come non ne fanno piú, ogni volta che sentiva parlare della Cassa del Mezzogiorno, in bene o in male, con il cuore infranto commentava "strade, acquedotti, fognature, ferrovie, perché al nord li fa lo Stato e qui dobbiamo aspettare una cassa del mezzogiorno?". Quanto fu felice il giorno che lesse sul giornale che l'avrebbero abolita, perché si aspettava che finalmente lo stato iniziasse a trattare il sud esattamente come il nord.

Mio padre, d'altro canto, mi ha sempre spronato a studiare lo storia, sin dalla piú tenera etá, ed io di conseguenza, allo stato benigno, ad un qualsiasi stato benigno, non ci ho mai creduto.

scrivendo cazzate. Sia tecnicamente che in commenti come questi.

Con buona pace di tuo nonno, la Cassa e' stata uno dei (tanti) strumenti di trasferimento dal nord al sud. Davvero, io non riesco a capire come possiate pensare, con due dati mal interpretati e mezzo grafico, ribaltare 50 anni di ricerche sul tema. Davvero, ma ti rendi conto dell'arroganza di una tal posizione?

Fa passare la voglia di prenderti seriamente.  

io non riesco a capire come possiate pensare, con due dati mal interpretati e mezzo grafico, ribaltare 50 anni di ricerche sul tema. Davvero, ma ti rendi conto dell'arroganza di una tal posizione?

Sin dagli inizi degli anni 90 la mia congettura era che l'Italia sarebbe andata presto a sbattere violentemente per via del giá allora visibile peggioramento della struttura demografica. Ho sperato negli anni che l'aumento dell'immigrazione avesse potuto mitigare il declino, ma evidentemente non é stato né della intensitá né della qualitá da me ingenuamente auspicato.

La mia posizione oggi piú che una congettura é diventata una tesi: l'Italia ha un problema demografico, ha una struttura demografica come quella di un paese uscito da una guerra o, meglio, sopravvissuto a malapena ad una pesta nera che si fosse accanita particolarmente sugli under 35.

I trasferimenti tra i vari territori dello stato, che non dubito siano stati in passato a volte possibilmente piú sostanziosi, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti in conto capitale durante i periodi di convergenza tra nord e sud che riconosco siano a tratti avvenuti, sono oggi ampiamente giustificabili, e da diversi anni ormai, come trasferimenti previdenziali.

La struttura demografica italiana, con le sue ineluttabili conseguenze, rende l'attuale spesa previdenziale difficilmente sostenibile, ed il peso di questa spesa previdenziale casca evidentemente in maniera sproporzionata sulle spalle dei contribuenti di alcune regioni del centro nord, ma non riesco a capire come questo possa suggerire che oggi in Italia ci sia una eccessiva redistribuzione fiscale non previdenziale a favore del Sud dovuta ad un fantomatico blocco elettorale-clientelare sudista (che é appunto la tesi opposta a quella che sostenevo in questo thread). Quello che a me invece suggerisce é che ci sia una eccessiva redistribuzione fiscale intergenerazionale, e sono anche in questo caso da anni a favore del passaggio di tutti i pensionati al contributivo (che mi pare fosse il tema di fondo di Sui diritti acquisiti, o della discrezionalità politica), anche mitigato da soglie e/o implementato gradualmente in un certo numero di anni.

Sulle istituzioni estrattive al sud, sul giudizio negativo sulla classe dirigente del sud, sono probabilmente d'accordo al 100% di quello che affermano Giovanni Federico, Michele Boldrin, Emanuele Felice o Massimo Famularo.

Con buona pace di tuo nonno, la Cassa e' stata uno dei (tanti) strumenti di trasferimento dal nord al sud.

Cosa che io capisco perfettamente, e che probabilmente capiva anche mio nonno, ma dalla sua posizione ideologica credo fosse chiaro che sarebbe bastata l'esistenza stessa di un simile strumento a ferirlo profondamente.

Per spezzare una lancia a favore di mio nonno, nemmeno io credo che in uno stato centralista, come é ancora oggi l'Italia, ci debba necessariamente essere bisogno di leggi o strumenti speciali per decidere di spendere i soldi pubblici per far convergere varie aree del paese verso uno stesso livello di sviluppo.

l esempio dell aeroporto conferma che classi dirigenti e politiche mediocri governano in modo estrattivo e miope e allora?

perché dovrebbe esserci una penalizzazione aggiuntiva al sud?

ma la Sicilia  politici ne elegge ? I conti sul aeroporto li sanno fare ? se non hanno fatto nulla per promuovere il turismo con chi dovremmo prendercela ??

l esempio dell aeroporto conferma che classi dirigenti e politiche mediocri governano in modo estrattivo e miope e allora?

perché dovrebbe esserci una penalizzazione aggiuntiva al sud?

ma la Sicilia  politici ne elegge ? I conti sul aeroporto li sanno fare ? se non hanno fatto nulla per promuovere il turismo con chi dovremmo prendercela ??

Io sono perfettamente d'accordo sul caratterizzare la classe dirigente e politica del sud come mediocre, miope ed estrattiva.

Ma l'imposizione fiscale sugli imbarchi aeroportuali é una creazione statale.

La penalizzazione aggiuntiva deriva da un paio di considerazioni:

- l'imposta é flat (€6.50 Euro ad imbarco+IVA10%=€7.15 Euro ad imbarco). Dato che non é una tassa, ma una imposta, fiscalitá generale che serve ad alimentare ammortizzatori sociali o assistenza, dovrebbe essere progressiva. Tra l'altro l'impatto di renderla progressiva nei voli domestici sarebbe spesso nullo (se aumenta a Venezia e diminuisce a Palermo dello stesso x, al pax ed al vettore il costo rimane uguale), ma incentiverebbe i vettori ad aumentare rotte e frequenze internazionali sugli aeroporti del sud.

- Per andare in Veneto o in TAA, un turista non deve necessariamente usare l'aereo (tra l'altro, la storia allucinante dei 60 o 70 milioni di Euro bruciati fino ad oggi nell'aeroporto di Bolzano dovrebbe essere alquanto educativa in merito). Per andare nel sud sí. Palermo Punta Raisi non é in competizione con Venezia Tessera, ma con Malaga Costa del Sol o Palma.

Per quanto riguarda il turismo, per il caso specifico me la prendo personalmente con il Sig. Crocetta, che si é dimostrato un perfetto incompetente (o si fa consigliare da persone molto incompetenti).

Quello che hanno fatto a Trapani Birgi é paradigmatico: una piccola parte della classe politica locale ha imposto un piccolo investimento pubblico (i fondi erano provinciali, che in Sicilia significava regionali) che ha avuto successo incredibile e molto visibile (e nonostante ció per anni nei quotidiani locali si leggevano gli strali dei politici contrari a quell'investimento, perché materialmente toglieva risorse clientelari, soldi che dal loro punto di vista avrebbero trovato miglior uso nelle  tasche del fratello organizzatore di sagre o del cognato che lancia fuochi artificiali), invesimento che in pratica si risolveva nel far costare per 7 anni ad un singolo vettore Trapani Birgi leggermente meno di Malaga Costa del Sol o Palma, ed il governo siciliano, invece che fare tesoro della lezione, ed allargare il modello a tutti gli aeroporti siciliani e per tutti i vettori, ha deciso di togliere i 3 milioni annui investiti fino a quel punto per Trapani Birgi.

Ma siamo punto e daccapo: dato che l'Italia é uno stato centralista, e che in Sicilia il famoso statuto non é per nulla implementato, il ritorno dell'investimento regionale va per il 60%-70% nelle casse statali, a livello di gettito anche di piú. Dopo alcuni anni, lo stato ritornerá alla regione una parte di questi soldi, spesso in operazioni propagandistiche come questa, togliendo qualsiasi incentivo per la classe politica e dirigente regionale nel sostenere questo tipo di investimenti. Gli enti locali di incentivi ne hanno anche di meno (in Sicilia incassano il 7% delle entrate fiscali!).

Finché l'Italia rimane uno stato centralista, dove lo stato centrale fa e disfá a piacimento sui tributi e ne raccoglie direttamente la maggior parte, girandone prima o poi qualcosa agli enti regionali o locali, non se ne esce, tocca allo stato centrale farsi carico delle decisioni strategiche.

L'Italia, oltre che ad una pesante correzione demografica, ha bisogno di riforme strutturali, che devolvano molti piú oneri ed onori principalmente agli enti locali, rendendoli maggiormente responsabili del proprio destino, e fornendogli gli strumenti effettivi che gli saranno conseguentemente necessari.

Io personalmente copierei di sana pianta l'impianto costituzionale svizzero, ma immagino che volendo si possa fare anche di meglio.

Trovo che il tentativo di attribuire alla politica fiscale centrale i problemi della fiscalità in Sicilia sia errato. Non solo per il problema dei numeri, ma proprio in linea di principio.

L'art. 36 dello statuto di autonomia della regione siciliana attribuisce alla regione una potestà piuttosto ampia. E sebbene varie sentenze della CC (Es. 9, 58 e 113 del 1957) limitino tale potestà, asserendo che le norme tributarie siciliane debbano rifarsi alla legislazione nazionale, non viene esclusa la possibilità di sgravi ed esenzioni specifiche da parte della regione, anche per i tributi il cui quadro di competenza è statale.

Spesso i limiti veri sono dovuti a norme attuative dello statuto, più che dalla giurisprudenza costituzionale. E quindi negoziabili con lo stato centrale.

Ma questo i politici siciliani non lo hanno mai fatto. Preferendo lasciar perdere l'autonomia a favore di trasferimenti per spesa corrente largamente superiori alle entrate proprie.

A mio avviso sono i politici siciliani responsabili di questo stato di cose, non quelli "romani" (o del nord).

Dopo di che anch'io sono a favore di una vera federalizzazione. E qualcosa nella mia regione (sono originario dell'Alto Adige e vivo in Trentino) cerco di fare anch'io.

Intanto però farei notare che grazie proprio ad una norma di attuazione, gli incentivi settoriali della Provincia Autonoma di Trento alle attività economiche vengono erogati tramite credito di imposta (nell'F24) anzichè tramite versamenti diretti dalla provincia all'impresa.
Non è esattamente quello che vorresti per gli aeroporti siciliani, ma si tratta appunto di negoziare nell'ambito delle possibilità statutarie (che per la Sicilia sono maggiori che per il Trentino-Alto Adige). Basta volerlo fare.

Caro Stefano, mi viene difficile risponderti, perché in genere, come con Francesco Forti, sono abbastanza d'accordo con te su molti dei punti che esponi. Questa volta mi toccherá fare una eccezione :)

Trovo che il tentativo di attribuire alla politica fiscale centrale i problemi della fiscalità in Sicilia sia errato. Non solo per il problema dei numeri, ma proprio in linea di principio.

L'art. 36 dello statuto di autonomia della regione siciliana attribuisce alla regione una potestà piuttosto ampia. E sebbene varie sentenze della CC (Es. 9, 58 e 113 del 1957) limitino tale potestà, asserendo che le norme tributarie siciliane debbano rifarsi alla legislazione nazionale, non viene esclusa la possibilità di sgravi ed esenzioni specifiche da parte della regione, anche per i tributi il cui quadro di competenza è statale.

Spesso i limiti veri sono dovuti a norme attuative dello statuto, più che dalla giurisprudenza costituzionale. E quindi negoziabili con lo stato centrale.

Ma questo i politici siciliani non lo hanno mai fatto. Preferendo lasciar perdere l'autonomia a favore di trasferimenti per spesa corrente largamente superiori alle entrate proprie.

A mio avviso sono i politici siciliani responsabili di questo stato di cose, non quelli "romani" (o del nord).

 

Nessuno, o almeno non io, mette in dubbio che i politici siciliani sono tra i maggiori responsabili dello stato attuale della Sicilia e dei Siciliani. A me capita di ricordare Salvatore Aldisio che da ministro dei lavori pubblici nei primi anni 50 firmó un piano che fermava le autostrade italiane a Rimini e Battipaglia (c'é un bellissimo discorso parlamentare del 1954 di un suo predecessore di portafoglio durante il regime fascista, Araldo di Crollalanza, che contestando l'assurditá del Piano Aldisio al successore di questi, Giuseppe Romita, lo invitava, tra le tante cose,  a costruire le autostrade contemporaneamente al nord ed al sud, tra cui la Messina-Palermo, che poi avremmo visto completata solo nel 2005 dopo una odissea di 36 anni: http://www.araldodicrollalanza.it/pagine/discorsi/8.pdf da pag. 458 a pag. 467).

Ma qualsiasi non abbiano fatto i politici siciliani, e qualsiasi cosa dicano o meno le leggi costituzionali italiane, resta il fatto che queste non sono effettivamente attuate, almeno per quanto riguarda la Sicilia.

La Regione Sicilia é trattata dallo stato come una regione ordinaria.

Non discuto nemmeno del fatto se questo sia un bene o un male, ma del fatto che guardando i numeri, non riesco a spiegarmi né quelli, e ci sono tra questi molti siciliani, che chiedono l'abolizione dello Statuto, né soprattutto chi supporta una narrativa per cui uno stato centrale che fa la sua parte, ed anzi si mostra troppo generoso, si confronta con una regione sprecona ed incapace. Io vedo la regione sprecona ed incapace, ma vedo anche uno stato che non fa la sua parte, e spesso fa propaganda.

Veniamo ai numeri: chi spende le spese della pubblica amministrazione? A me pare chiaro, guardando al grafico seguente, che in effetti ci sono 2 regioni (o 3 province) semiautonome, e 18 regioni "ordinarie", cioé trattate bene o male allo stesso modo, con lo stato centrale che controlla gran parte della spesa pubblica:

 

Chi spende le spese della PA per ogni singola regione

 

In questo thread piú volte ho fatto il punto che togliendo le poste previdenziali, cambia sostanzialmente la percezione dell'entitá dei trasferimenti territoriali. Riproponendo il grafico precedente, depurato dalle poste previdenziali, si nota che effettivamente regioni ed enti locali controllano piú spesa non previdenziale, ma la Sicilia rimane sempre una regione trattata in termini di responsabilitá di spesa come gran parte di tutte le altre:

 

Chi spende le spese non previdenziali della PA per ogni singola regione

Se nei "trasferimenti per spesa corrente largamente superiori alle entrate proprie" non includiamo le spese previdenziali, come giá spiegato in altre risposte, dai numeri che vedo nei CPT non riesco a convincermi che questo sia effettivamente il caso, non solo per la Sicilia, ma proprio per tutte le regioni, per chiarezza ripropongo un grafico sul merito giá precedemente postato (il deficit non previdenziale della Sicilia equivale al 46% delle spese della PA per assistenza e beneficienza nell'isola, e.g. gli assegni sociali, che é l'unico trasferimento per spesa corrente non previdenziale che in pratica riesco ad individuare):

 

Deficit fiscale vs residuo non previdenziale 2013

 

Per finire, non ho mai votato per Raffaele Lombardo, ma devo ammettere che tra i politici siciliani, é quello che, con i suoi limiti, piú ha tentato, lui e diversi suoi collaboratori, la strada delle negoziazione con lo stato, e specialmente l'uso della CC, per provare a convincere lo stato a permettere una maggiore attuazione dello statuto. Il risultato é stato una terrificante campagna di stampa, guidata in maniera specifica da media nazionali, contro il suo governo (chi anche in Sicilia sa che l'assessore alla salute del governo Lombardo, Massimo Russo, ha fatto riforme che hanno portato al risparmio di centinaia di milioni di Euro l'anno?), ed una accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per la quale rischia 6 o 7 anni di carcere per aver chiesto dei voti a dei mafiosi. Non ho nemmeno scritto presuntamente tanto é improbabile che ad politico siciliano di quel livello non possa mai capitare di chiedere voti a dei mafiosi. Probabilmente dovrebbero dare a tutti i politici siciliani 10 anni di lavori forzati in una qualche miniera di sale a priori, ma preferirei avessero iniziato con quelli che dell'attuazione dello statuto non glien'é mai importato una iota.

Sui CPT

Francesco Forti 13/8/2015 - 12:11

Ora che so cosa vuol dire la sigla ho rintracciato e scaricato i dati XLS. Grazie.
A prima vista c'è una cosa che non torna. Prendendo in considerazione gli aggregati massimi (spese correnti, spese in conto capitale, spese totali; entrate correnti, in conto capitale e totali) sia per PA che per SPA (settore pubblico allargato) le entrate eccedono sempre le spese. Il che per una nazione che da decenni è in costante deficit mi dice che qualche cosa non va nei dati. Eppure ho trattato i loro dati in modo automatico, con tabelle Pivot. Difficile quindi fare un calcolo sui residui fiscali (con o senza previdenza) se alla radice risulta che nel 2013 entrano in PA 850,554 miliardi e ne escono 808,815. Non abbiamo un avanzo di 40 miliardi (anzi dovremmo avere un disavanzo di 49) quindi a quei dati manca qualche cosa (nelle spese) per completare un quadro. Oppure c'è qualche cosa di troppo, nelle entrate. O entrambe le cose.

Preso atto dei dati riepilogativi ISTAT (vedere qui a pagina 18) l'unica soluzione è che i CPT includano piu' volte entrate in enti (locali e regionali) che sono uscite di altri ma non adeguatamente trattate. Infatti ISTAT indica 772,479 miliardi di entrate e 826,262 miliardi di spese, dati ben distanti da quanto elaborabile con i CPT. Ed allora a cosa servono?

Nota: sulle discrepanze con i dati ISTAT se ne accenna anche qui ma il link al pdf che le spiega ora non funziona. Mi pare che comunque la somme dei due errori (+40 miliardi invece che -49) non possa essere chiamata "discrepanza". Siamo oltre il 5% del PIL e quindi il 10% della spesa pubblica.

Nota: sulle discrepanze con i dati ISTAT se ne accenna anche qui ma il link al pdf che le spiega ora non funziona

Qui puoi trovare la nota metodologica.

Due note:

  1. L'uso dei CPT per giustificare una narrativa incentrata su degli enormi trasferimenti territoriali non l'ho inventato io, hai già notato che Lodovico Pizzati li ha usati, con vari caveat, in alcuni articoli qui su NfA. Sono stati usati come evidenza in questo senso, oltre che in innumerevoli articoli giornalistici, anche da soggetti istituzionali [1].
  2. L'intuizione che togliendo le poste previdenziali i residui fiscali a favore delle regioni del sud si assottigliano sensibilmente, ed a volte scompaiono, non è mia (a me l'ha fatta notare Massimo Costa qualche anno fa). Qui sullo stesso punto ad esempio Maria Flavia Ambrosanio, Massimo Bordignon e Floriana Cerniglia, 2008, un testo che è molto critico sui CPT.

Pur prendendo i dati grezzi dei CPT con le pinze, dubito che possa essere messa in dubbio la tesi che il problema italiano non sia determinato da trasferimenti geografici (e che questi anzi siano insufficienti per promuovere investimenti in conto capitale tali da incentivare una convergenza), ma da trasferimenti intergenerazionali, e che quindi il problema sia essenzialmente dovuto alla struttura demografica del paese.

trovo utile l'insistenza di Riolo sulla struttura demografica italiana, ma da profano mi chiedo, e chiedo agli esperti e a Riolo stesso:

- quanto può l'immissione di immigrati, che Riolo propone a decine di milioni in non tanti anni, favorire di per sé la crescita?

- è realistica un'immissione di questa grandezza senza crescita?

- una crescita robusta non è invece una pre-condizione necessaria per un'immissione di immigrati di quell'ordine di grandezza?

Aggiungerei che il tipo di crescita influirebbe sulla qualità dell'immigrazione. Il mio dubbio è che, sebbene interdipendenti, la crescita abbia una qualche priorità su di un'immigrazione così massiccia.

Spero non siano domande troppo stupide, o domande a cui è già stata data risposta qui.

- è realistica un'immissione di questa grandezza senza crescita?

 

Lo scenario centrale di previsione dell'ISTAT per la popolazione italiana nel 2040 ipotizza una immissione di quell'ordine di grandezza (vado a memoria ed ad occhio, 11 milioni di stranieri ed una decina di milioni di naturalizzati, se riesco a trovare il tempo stasera o domani verifico e pubblicherò un grafico su quella stima, ma sono certo che l'ordine di grandezza sia lo stesso).

 

- una crescita robusta non è invece una pre-condizione necessaria per un'immissione di immigrati di quell'ordine di grandezza?

 

Una crescita robusta con la struttura demografica italiana non è realizzabile. Una crescita fragile sì, se si riesce a trasformare tutto il paese in un mitico iperproduttivo nord-est devoto esclusivamente all'export, e magari convincere i partner commerciali a non svalutare mai (e.g. Cina, USA, BRICs...).

L'Italia ha bisogno di riforme strutturali E di 20/25/30 milioni di immigrati nei prossimi 25 anni, e se non si aggiungono anche politiche a supporto della fertilità continuerà ad avere bisogno di immigrati anche dopo.

Se l'immigrazione è costituita da gente che lavora e consuma, certo che c'è crescita. Bisogna vedere, direi, quanto lavora (produttività) e quanto puo' quindi consumare.
A conti fatti la cosa funziona se l'immigrazione è selezionata. Si dice. Pero' non ne sono del tutto convinto. Certo, accettare solo ing. o altri tipi di laureati, o quadri tecnici già skillati aiuta. Ma forse anche "disperati di tutto il mondo unitevi" potrebbe funzionare se sanno tirarsi su le maniche e dare un calcio nel culo ai "lavativi". A me pare che già oggi una massa di disperati capaci pero' di lavorare per offrire servizi utili a tutti ed a buon prezzo stiano producendo piu' valore aggiunto di tanti laureati in materie umanistiche. Opps, mi è scappato.

Ho analizzato lo scenario centrale di previsione dell'ISTAT per la popolazione italiana per l'anno 2040, quindi per i prossimi 25 anni. Il risultato é che, sotto ipotesi iper ottimistiche (la naturalizzazione di tutti i 4 milioni e passa di residenti stranieri attualmente in Italia, nessun residente, cittadino o meno, che emigri piú dall'Italia dal 2015 in poi, mi viene che servono per realizzarlo 16 milioni e mezzo di immigrati!

Spero che chiunque usi quello scenario centrale per fare previsioni sulla sostenibilitá magari del sistema previdenziale, lo usi con un bel po' di sale ... 

ISTAT 2040 centrale 16485589 v2

bisogna vedere anche dove si stabilisce questa popolazione, all'interno dell'Italia. Per ora i flussi sono prevalentemente verso Nord, il che in un periodo di calo del PIL ha impoverito molto di piu' il Nord del Sud, secondo i dati di PIL procapite a livello reginale. Vedere qui un articolo di Alberto Lusiani su Scenarieconomici.it

Allora, con calma e con tutti i puntini necessari sulle "i".
Non mi interessa chi abbia in passato (qui in nFA o altrove) usato questi dati per dimostrare A o NON-A.
Non mi interessa che si voglia mostrare o di-mostrare.
Dico solo che se l'obbiettivo è quello di indagare sui residui fiscali, un sistema come il CPT che già nel saldo nazionale tra entrate e spese 2013 (ultimo dato, quindi in base alla nota il piu' perfetto e rettificato possibile) indica un +40 (miliardi) mentre nella realtà (ISTAT e non solo) è -49, presenta un grosso problema di fondo e cioe' che non serve ad un beato *****. Si tratta di importi che sommati sarebbero equivalenti a diverse finanziarie "lacrime e sangue", non bruscolini, non "discrepanze".
Ora io non sono un professore in economia e nemmeno in medicina ma come prassi dell'analisi statistica dei dati direi che prima di indagare sull'ombelico ed i suoi peli (il saldo tra spese ed entrate regionali con o senza la previdenza) vado a vedere se il complesso dei dati presenti nel dataset corrisponde alla realtà almeno per un +/- 1%. Perchè se cerco variazioni minime (per mostrare o dimostrare) devo essere assolutamente sicuro che dette variazioni siano significative. Se il mio dataset differisce dalla realtà per un 10%, come posso esaltarmi se trovo variazioni dello zerovirgola?

Avevo scritto una risposta chilometrica, ho toccato per sbaglio il backspace, e si è persa ... tra i vari argomenti che toccavo il fatto che la previdenza non fosse un pelo sull'ombelico, ma un elefante in una stanza, e che avevo controllato l'ammontare della previdenza confrontandolo con il bilancio INPS, con il quale differiva per il 2013 per 1 miliardo. Facevo anche notare che 2 dei 3 grafici proposti a Stefano Longano fossero rapporti tra spese, e che guardando allo SPA, i totali di entrate ed uscite sono più ravvicinati. Questo pur trovandomi abbastanza d'accordo con buona parte della tua risposta.

Ammesso e non concesso che la tassa c penalizzi la siciliA, non esistono molte altre disposizioni centrali che penalizzano anche le altre region?
Fuori dal discorso micro degli aeroporti non dovremmo guardare al contesto complessivo?
Non è forse vero che il centro governa male tutta l'Italia, ma che alcune regioni reagiscono peggio di altre al malgoverno?
Se 3 regioni producono più di quel che consumano d tutte le altre il contrario, come si fa a dire che una di quelle che consuma più di quale che produce è penalizzata ?

Ma l'imposizione fiscale sugli imbarchi aeroportuali é una creazione statale.

La penalizzazione aggiuntiva deriva da un paio di considerazioni:

- l'imposta é flat (€6.50 Euro ad imbarco+IVA10%=€7.15 Euro ad imbarco). Dato che non é una tassa, ma una imposta, fiscalitá generale

non ho capito a quale imposta sugli imbarchi, come la chiami, ti riferisci. Se non ho capito male, non di imposta si tratta ma di diritto (simile a una tassa) quale corrispettivo di un servizio che viene incassato dalla società di gestione a parziale copertura dei costi. Questi diritti sono stabiliti centralmente, ma al sud il livello di tali diritti è mediamente e sostanzialmente più basso che al nord. Più bassi sono questi diritti e più qualcuno deve coprire la differenza nei costi. Giusto?

 

non ho capito a quale imposta sugli imbarchi, come la chiami, ti riferisci. Se non ho capito male, non di imposta si tratta ma di diritto (simile a una tassa) quale corrispettivo di un servizio che viene incassato dalla società di gestione a parziale copertura dei costi. Questi diritti sono stabiliti centralmente, ma al sud il livello di tali diritti è mediamente e sostanzialmente più basso che al nord. Più bassi sono questi diritti e più qualcuno deve coprire la differenza nei costi. Giusto?

No. Premesso che quello degli aeroporti voleva essere solo un esempio paradigmatico, e capisco che magari non saró stato chiarissimo, ma, a parte che avevo evidenziato che "gli aeroporti siciliani sono attualmente tra i meno cari aeroporti italiani, forse i meno cari in assoluto" prima di confrontarli con quelli spagnoli, per imbarcare i passeggeri negli aeroporti si pagano 2 classi di tributi, una serie di tasse (tra cui i diritti aeroportuali) e poi almeno 2 imposte (la cosiddetta addizionale "comunale" e l'IVA al 10% su tasse ed addizionale).

Faccio di nuovo l'esempio siciliano (e rimarco che alcuni di quelli Siciliani, se ci limitiamo alle tasse/diritti, sono tra gli aeroporti meno cari in Italia):

Costo imbarco pax aeroporti siciliani

Nello specifico, IT, MJ, VT ed EX sono appunto tasse, mentre HB e FN sono imposte (FN per motivi a me incomprensibili si paga anche su HB).

La addizionale "comunale" sui diritti d'imbarco di passeggeri sulle aeromobili fu inventata nella finanziaria del 2004, e da allora ha trasformato gli aeroporti italiani in vacche da mungere. Le virgolette attorno a "comunale" sono mie, perché ai Comuni a cui si deve quella qualificazione (sede di sedime aeroportuale) arriva, se tutto va bene, lo 0,85% del gettito (dico se tutto va bene perché nel 2011 il governo decise di dare lo 0%). Un altro 0,25% viene usato per la riscossione e le spese di comunicazione. Nel 2014 venne versato nel Bilancio dello Stato, parzialmente riassegnato al Ministero dell’Interno, un altro 21,98%, mentre il restante 76,92%, venne destinato ad alimentare il “Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore del trasporto  aereo” (FSTA), gestito dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

Il FSTA é un fondo tristemente famoso, non solo per motivi di cronaca [1][2], non solo perché attaccato addirittura da Tito Boeri [3] , come ha fatto per anni dalla Corte dei Conti [4], ma soprattutto é incredibilmente sovralimentato: il governo centrale ha aumentato l'addizionale "comunale" a dismisura per far in modo che l'INPS potesse prestare a buon prezzo l'eccedenza ai fondi in deficit, tra cui quello degli assegni sociali [5][6]. E non ho il link sotto mano, ma se non ho capito male in una qualche finanziaria vel similia il governo avrebbe pure deciso che dal 2018 in poi l'addizionale "comunale" andrá proprio ad alimentare direttamente la cassa degli assegni sociali, senza fare piú tanti giri.

La addizionale "comunale" é fiscalitá generale usata per pagare gli ammortizzatori sociali di una categoria che non si era assicurata con risorse proprio, ed una volta che si é raccolto abbastanza per chiudere quel capitolo, é stata dirottata per fare assistenza e beneficienza, e.g. chiudere un buco di competenza statale nei conti INPS.

É a tutti gli effetti una imposta, e costituzionalmente dovrebbe essere progressiva. Sarebbe anche piú giusto abolirla, e prendere quelle risorse dalla fiscalitá generale giá in essere.

Questo l'impatto di addizionale e IVA sui costi aeroportuali per gli aeroporti siciliani (considerazioni simili possono essere svolte per tutti gli aeroporti italiani, ovviamente):

Distorsione fiscale aeroportuale per gli aeroporti siciliani

L'impatto di HB e dell'IVA 10% relativa é ovviamente €7.15 ad imbarco per ogni aeroporto italiano.

Togliere HB renderebbe gli aeroporti italiani molto piú appetibili, in special modo renderebbe gli aeroporti del sud molto piú competitivi con gli aeroporti spagnoli.

quindi non ti riferivi ai diritti di imbarco (che 20 anni fa si chiamavano tasse di imbarco) ma all'addizionale  comunale introdotta a partire dal 2004 che è passata gradualmente da 1 euro iniziale a 6,50 euro di oggi, uguale per tutti. Alcune considerazioni sulla paradigmaticità del tuo esempio.

1) Fino al 2004 non mi pare ci sia stata alcuna capacità attrattiva da parte degli aeroporti meridionali. Cioè con o senza balzello le cose sono rimaste pressoché le stesse.

2) l'addizionale serve a coprire un buco da qualche parte. Riduci i buchi e non pagherai i balzelli. Ora a occhio, se distribuiamo il deficit su base territoriale, forse la responsabilità del deficit è più a carico del meridione che del nord. Ci sono risorse pubbliche che vengono trasferite dal nord al sud per mantenere scuole e ospedali a livelli teoricamente simili a quelli del nord nonostante non ci siano risorse prodotte in loco.

 Infine, non credo che siano solo i 6 euro e cinquanta a rendere meno competitivo l'aeroporto meridionale. TRa qualche giorno volerò a Reggio Calabria. Lì i taxi mi aspettano per rifilarmi una fregatura di ben altre proporzioni. La tariffa fissa è di una 15ina di euro per 4,5 km di tragitto verso  il centro, ma mi chiederanno un multiplo con le più svariate giustificazioni. E' colpa dell'aeroporto di RC? Certo che no, qualcun altro è responsabile ma nessuno saprebbe indicare chi in particolare. Se vado sul sito dell'aeroporto di RC nella sezione "trasparenza", obbligatoria da due anni, trovo il nulla in quanto la sezione è ancora in allestimento. Quindi non so quanti ci lavorano, chi sono i vertici, i tassi di assenteismo, i bilanci etc.  Colpa dello stato centrale?

Alcune considerazioni sulla paradigmaticità del tuo esempio. 1) Fino al 2004 non mi pare ci sia stata alcuna capacità attrattiva da parte degli aeroporti meridionali. Cioè con o senza balzello le cose sono rimaste pressoché le stesse.

 

Ottima osservazione. In primis il mio esempio fondamentalmente copre i 7 anni dal 2006 al 2013, in generale comunque i paesi competitori nel settore turistico del sud Italia fino ad anni recenti accettavano di operare i servizi aeroportuali in perdita.

Questo comportamento é durato in Spagna fino a tempi recentissimi, AENA nel 2012 perse 400 milioni di Euro sui servizi aeroportuali (pag. 84 del Conto Economico Consolidato 2012), oggi non lo fa piú perché il governo spagnolo ha deciso di privatizzarla (ed infatti gli imbarchi negli aeroporti spagnoli costano molto di piú, ma pur sempre la metà o meno rispetto agli aeroporti italiani), ed é molto probabile che altri paesi competitori lo stiano continando ad adottare (l'ultima volta che ho controllato, la Turchia chiedeva 9 Euro ad imbarco dai 3 aeroporti principali e 4 Euro e qualcosa da tutti gli altri).

I costi di imbarco non sono cifre di piccola entità, soprattutto per le low cost: sul volo nel 2013 Ryanair perdeva mediamente €7.21 a passeggero per ogni singolo biglietto emesso, andando poi in nero soltanto grazie ai ricavi ancillari di € 15,27, e.g. togliere i €7.15 dell'addizionale "comunale" avrebbe potenzialmente portato i profitti del vettore negli aeroporti del sud da €8.06 a €15.21 ad imbarco, oltre +88%, rendendoli quindi molto più appetibili per il vettore stesso.

 

2) l'addizionale serve a coprire un buco da qualche parte. Riduci i buchi e non pagherai i balzelli. Ora a occhio, se distribuiamo il deficit su base territoriale, forse la responsabilità del deficit è più a carico del meridione che del nord. Ci sono risorse pubbliche che vengono trasferite dal nord al sud per mantenere scuole e ospedali a livelli teoricamente simili a quelli del nord nonostante non ci siano risorse prodotte in loco.

 

Il buon Michele Boldrin mi ha suggerito che io stia interpretando male i dati dei CPT, e non me ne voglia, gli concedo volentieri il beneficio del dubbio, se qualcuno mi spiega dove sbaglio faró ammenda, ma sinceramente io non riesco a capire cosa stia sbagliando quando suggerisco che depurando dalle poste previdenziali (e dai contributi sociali nelle entrate) i residui fiscali, appare evidente che tutti questi trasferimenti territoriali di risorse pubbliche in realtá non avvengono (Campania, Puglia) o avvengono piú o meno in maniera equivalente ad una parte di assistenza e beneficienza (Sicilia, Calabria), e che in realtá quello a cui stiamo assistendo in Italia é un trasferimento intergenerazionale:

 

Residuo Fiscale non previdenziale

 

Quel grafico a me dice che nel 2013 le risorse per mantenere scuole e ospedali al sud, oltre che per gli investimenti in conto capitale, sono del sud.

Il problema é il trasferimento intergenerazionale, dovuto ad un evidente squilibrio demografico (oltre che esacerbato da discutibilissimi decisioni politiche del passato, e.g. le pensioni retributive, i prepensionamenti, le baby pensioni, ...).

 

Infine, non credo che siano solo i 6 euro e cinquanta a rendere meno competitivo l'aeroporto meridionale. TRa qualche giorno volerò a Reggio Calabria. Lì i taxi mi aspettano per rifilarmi una fregatura di ben altre proporzioni. La tariffa fissa è di una 15ina di euro per 4,5 km di tragitto verso il centro, ma mi chiederanno un multiplo con le più svariate giustificazioni. E' colpa dell'aeroporto di RC? Certo che no, qualcun altro è responsabile ma nessuno saprebbe indicare chi in particolare. Se vado sul sito dell'aeroporto di RC nella sezione "trasparenza", obbligatoria da due anni, trovo il nulla in quanto la sezione è ancora in allestimento. Quindi non so quanti ci lavorano, chi sono i vertici, i tassi di assenteismo, i bilanci etc. Colpa dello stato centrale?

 

Se torni al post con cui ho aperto questo thread, leggerai, in grassetto:

 

"Il fatto che il turismo sia più sviluppato a Ibiza o Palma rispetto a Trapani o Palermo, tra le tante cose dipende anche da decenni di spese aeroportuali più basse."

 

Leggerai anche:

 

"Io non sono mai stato totalmente d'accordo, perché vedo nel turismo qualcosa che idealmente dovrebbe essere complementare per una regione talmente vasta, non il settore principale su cui scommettere il proprio futuro, ma nella orrenda situazione attuale, come si dice dove sono nato, "ogni ficateddhu ri musca è sustanza"."

 

Questo premesso, incentivare l'arrivo di turisti, soprattutto in bassa stagione, incentiva gli indigeni, soprattutto privati, a investire per offrire servizi e per migliorare i siti e le strutture, e attiva una retroazione positiva che si estende anche a come il cittadino percepisce l'operato della pubblica amministrazione. Da qualche tempo a questa parte fare il sindaco di Trapani é diventato uno dei lavori piú difficili del paese: non perché quello attuale sia peggiore di quelli che l'hanno preceduto, anzi, é probabilmente migliore del 99% dei precedessori, ma perché oggi i cittadini trapanesi pretendono dagli amministratori della cosa pubblica capacitá, efficacia ed efficienza immensamente maggiori di quello di cui si accontentavano in passato.

Scusa Alessandro, ma suggerire, anche indirettamente, che

nel 2013 le risorse per mantenere scuole e ospedali al sud, oltre che per gli investimenti in conto capitale, sono del sud.

è una conclusione che basta enunciare per rendersi conto della topica.  I dati che proprio tu mostri con il grafico, depurati o meno della previdenza, evidenziano, ad esempio, che la Lombardia contribuisce in modo sostanziale. Contribuisce a chi? Mentre lo stesso tuo grafico mostra che le regioni meridionali consumano o sono pari. Ora i dati che presenti non sono scalati (né per Pil né per popolazione) e bisogna avere presente che le entrate della PA sono destinate, di riffa o di raffa, a coprire, inter alia, anche i buchi del settore pubblico allargato, come ad esempio gli aeroporti che menzioni, che ripeto, sono totalmente "unaccountable", nemmeno pubblicano i bilanci sul proprio sito come prevede la legge (ad esempio, aeroporto di Trapani, come quello di RC).

Tornando ai flussi, prendendo il Settore Pubblico Allargato che tradizionalmente mostra una certa preferenza per le regioni settentrionali nella spesa, ho ricalcolato il saldo totale per abitante. Come puoi vedere, nel 2013, ci sono regioni i cui abitanti danno e regioni che prendono. Ad esempio, un calabrese nel 2013 ha ricevuto in flussi netti dal settore pubblico circa 4,3 mila euro, mentre veneti ed emiliano-romagnoli hanno "dato" sopra i 4 mila euro. NB: a testa, probabilmente ogni anno, tutti gli anni. Ora immagina la cumulata.

Quindi i flussi da Nord a Sud ci sono. Nella misura giusta o sbagliata è un altro discorso, ma i flussi ci sono e sono sostanziali. Non è possibile sostenere il contrario.

 

  Saldo (Spese - Entrate) pro capite Settore Pubblico Allargato 2013
  migliaia di euro
Calabria 4.33982
Lazio 3.65120
Molise 3.52202
Sardegna 3.51989
Basilicata 3.47395
Abruzzo 2.50819
Sicilia 2.45716
Puglia 1.96188
Campania 1.22680
Friuli Venezia Giulia 0.49796
Piemonte -0.27254
Liguria -0.44346
Umbria -1.13738
Marche -1.50638
Valle d'Aosta -1.77981
Toscana -1.98303
Trentino Alto Adige -2.14212
Lombardia -3.17928
Veneto -4.06960
Emilia Romagna -4.34383

 

Anche senza entrare nel calcolo procapite, i dati CPT sono da prendere con le pinze e vanno prima capiti, come ho indicato qui sopra.

I dati che proprio tu mostri con il grafico, depurati o meno della previdenza, evidenziano, ad esempio, che la Lombardia contribuisce in modo sostanziale. Contribuisce a chi?

Alle poste previdenziali, quindi al trasferimento intergenerazionale, non certo a mantenere scuole o ospedali al sud (che magari sarà pure avvenuto anni o decenni fa, ma non nel 2013).

I flussi che io vedo dai CPT, con tutti i caveat di questo mondo, giustificano parte della spesa in assistenza e beneficienza (gli assegni sociali), che mi pare abbia senso vedere verso le regioni più povere del paese.

A parte quelli previdenziali e parte di quelli assistenziale, non vedo altri flussi nella spesa corrente, e non vedo alcun flusso in quella capitale.

Discutere di residui fiscali mentre il problema è chiaramente ed evidentemente demografico è come discutere del sesso degli angeli mentre la Basilica di Orban squarcia le mura con proiettili da tre salme.

@Forti

Il differenziale che noti non è rilevante per le considerazioni che si stanno facendo nei vari commenti. Una spesa/entrata in più o in meno anche imponente spalmata su tutte le regioni non cambierebbe la graduazione dei flussi tra autorità centrale e regioni e quindi la conclusione che i flussi hanno un certo orientamento magnetico.  In ogni caso, di necessità virtù.

Comunque ci sono delle motivazioni a giustificazione delle differenze che noti: diverso perimetro di consolidamento e rapporti autorità centrale ed estero, sono le principali che mi vengono in mente.

@Riolo

con o senza settore previdenziale i flussi Nord-Sud rimangono dello stesso segno e sostanziali. Sotto trovi il ricalcolo della tabella precedente per il Settore pubblico allargato al netto delle spese e dei contributi previdenziali. Anche qui i dati dei residui fiscali sono procapite per regione.

Non è imprtante la motivazione per cui ciò avviene, e cioé se distribuzione  dai ricchi ai poveri grazie anche alla progressività delle imposte oppure capacità politica dei "neoborbonici" di intercettare fondi.  E' evidente chi prende e chi dà e l'orientamento dei flussi non cambia e non capisco l'ostinarsi a vedere il contrario se non per ragioni autoassolutorie.

 

Regione Residuo fiscale SPA (spese - entrate) pro capite al netto delle spese e contributi previdenziali
  migliaia euro
Calabria 2.483
Lazio 2.445
Basilicata 1.741
Sardegna 1.726
Molise 1.494
Abruzzo 1.028
Sicilia 1.022
Puglia 0.359
Campania 0.128
Friuli Venezia Giulia -1.191
Piemonte -2.464
Trentino Alto Adige -2.491
Marche -3.098
Valle d'Aosta -3.480
Umbria -3.499
Liguria -3.749
Lombardia -3.945
Toscana -3.986
Veneto -4.687
Emilia Romagna -5.643

 

con o senza settore previdenziale i flussi Nord-Sud rimangono dello stesso segno e sostanziali. Sotto trovi il ricalcolo della tabella precedente per il Settore pubblico allargato al netto delle spese e dei contributi previdenziali. Anche qui i dati dei residui fiscali sono procapite per regione.

 

Perché usi il settore pubblico allargato? Io ho evitato, memore di questa immagine nell'articolo di Lodovico Pizzati:

 

 

Non sto affermando che tu stia sbagliando, anzi, mi hai fatto venire la curiositá di andare a vedere pure quello, solo che non vedo cosa c'entrino Alitalia o Finmeccanica con il discorso sull'entitá dei trasferimenti territoriali. Senza nemmeno averli visti, avrei scommesso "favorissero" la Lombardia ed il Lazio, guardando i tuoi dati potrei aver perso! :)

 

Non è imprtante la motivazione per cui ciò avviene, e cioé se distribuzione  dai ricchi ai poveri grazie anche alla progressività delle imposte oppure capacità politica dei "neoborbonici" di intercettare fondi.  E' evidente chi prende e chi dà e l'orientamento dei flussi non cambia e non capisco l'ostinarsi a vedere il contrario se non per ragioni autoassolutorie.

 

Nei grafici che ho presentato, quelli sulle PA, mi pare di aver chiaramente evidenziato che eliminando le poste previdenziali, rimane per alcune regioni del Sud (Sicilia, Calabria, ..) un certo deficit fiscale, generalmente dello stesso ordine di grandezza (in Sicilia il 46%) della spesa per assistenza e beneficienza. Ma non vedo trasferimenti in conto capitale, o nel resto della spesa corrente. Vedró se cambia qualcosa nello SPA.

Non c'é alcun intento autoassolutorio. Giusto per citarmi: "Nessuno, o almeno non io, mette in dubbio che i politici siciliani sono tra i maggiori responsabili dello stato attuale della Sicilia e dei Siciliani."

Il differenziale che noti non è rilevante per le considerazioni che si stanno facendo nei vari commenti.

Non ne sono sicuro e non so se sia il caso di fare un atto di fede, sperando che detto differenziale sia spalmato in modo uguale tra tutte le regioni. Quello che mi balza all'occhio è che stiamo appunto parlando dei residui, cioè di una differenza tra entrate e spese. Se già il livello totale non ce la racconta giusta, dato che ci indica che le entrate superano le spese di 40 miliardi e rotti, come pensare che (se fosse spalmato in modo equo) quello che osserviamo a livello di regione sia giusto? In pratica osserveremmo (ed osserviamo) un livello di entrate esuberante ed un livello di spesa sottostimato. Quindi appare che le regioni del nord pagano tanto ma che tutto sommato quelle del sud hanno un bilanciamento entrate uscite quasi alla pari. Da qui la constatazione che apparentemente i residui fiscali sono diminuiti e che i trasferimenti nord sud ormai non ci sono piu'.

Questo a maggior ragione quando non si condidera la partita previdenziale, dato che Alessandro ha controllato ed almeno quei dati quadrano e la discrepanza è 1 miliardo. Quindi a non quadrare è la partita "non previdenziale".

La mia ipotesi è che passando da un +40 ad un -49 tutti i residui fiscali cambiano.
Calano parecchio le entrate, aumentano le spese. Anche ammettendo che questo cambio sia spalmato in modo uguale tra tutte le regioni, chiaro che cambia tutto.

Direi che bisogna capire il perché di questa differenza, per me notevole.
Ripeto i numeri, per praticità.
Secondo CPT risulta che nel 2013 entrano in PA 850,554 miliardi e ne escono 808,815.
ISTAT indica, sempre per il 2013, 772,479 miliardi di entrate e 826,262 miliardi di spese.

Nota1: i dati CPT sono quelli presi qui. Chiunque puo' provare ad elaborarli e verificare se le Pivot sui totali danno i miei stessi dati. Posso comunque mettere a disposizione i miei file. Sono in formato libreoffice ma posso anche convertirli in xls.

Nota2: a parziale conferma che non solo io trovo questa discrepanza, i dati 2012 pubblicati qui riproducono lo stesso errore. Nel 2012 l'Italia avrebbe avuto entrate superiori alle spese per 39 miliardi. Ma non hanno fatto caso al fatto che è un dato palesemente sbagliato.

Non ho il tempo di dare un'occhiata approfondita, ma per come li leggo io, i CPT sono al netto del servizio sul debito.

Noi siamo da anni in avanzo primario. Però dobbiamo ripagare il debito pubblico.

Largo circa, con i numeri che avevi dato sopra, l'avanzo è del 2,5% del PIL, gli interessi sul debito il 5,5%, la differenza circa il deficit "ammesso". Al quale stiamo girando intorno da anni.

Si abbassa il tasso a cui paghiamo il debito e il governo trova dei "tesoretti". Diminuisce il PIL e non la spesa e abbiamo un problema, ma è colpa della crisi e non della spesa (versione del governo ovviamente).

C'è la posta in oggetto (S -  33 - Interessi passivi) tra le spese.
54,843 miliardi nel 2013. Forse pochi ma ... ci sono. A memoria ricordo cifre sugli 80~90 miliardi ma con il calo dello spread ottenuto dopo il 2011 forse sta in piedi. Sono tutte cifre da verificare, appunto.

Questo a maggior ragione quando non si condidera la partita previdenziale, dato che Alessandro ha controllato ed almeno quei dati quadrano e la discrepanza è 1 miliardo

 

Per la precisione, sperando di evitare backspace accidentali, il rendiconto sintetico INPS del 2013 riportava, arrotondato da me alle centinaia di milioni:

 

di competenza:

  • entrate: 397,7
  • uscite: 406,4
  • risultato: -8,7

 

di cassa:

  • riscossioni: 273,5
  • trasferimenti dallo stato: 112,5
  • pagamenti 388,4
  • risultato: -2,3

 

conto economico riclassificato:

  • valore della produzione: 301,9
  • costo della produzione: -315,4
  • risultato: -12,9

Il MOL dell'INPS nel 2013 è stato di -101,1 miliardi ...

I CPT riportavano 314,8 miliardi di spese previdenziali, e 220,7 miliardi di contributi sociali.

Grazie. Stavo esaminando gli stessi dati ma per i CPT l'unico che quadra è quello relativo ai 220,7 miliardi di contributi. Sono nel 2013 ed i CPT li riportano alla voce di entrata "E -  07 - Contributi sociali" che totalizzata sull'intero territorio nazionale fa 220'757'260'520 per SPA e 220'752'568'270 per PA.
Per la spesa previdenziale i CPT che posso scaricare dal sito indicano solo una voce, di volume simile, che fa al caso nostro: "S -  15 -     Trasf. in conto corrente a famiglie e istituzioni sociali" e per PA - 2013 il totale è 326'476'001'310.
Premesso che almeno qui le spese superano le entrate, è chiaro che il concetto di splitting non esiste nei CPT e quindi previdenza ed assistenza sono mischiate.

Tralasciando la differenza tra i 326,4 miliardi che trovo io ed i 314,8 che indichi tu, mi pare chiaro che se togliamo quella cifra al fine di dimostrare che a parte la previdenza non ci sono trasferimenti, togliamo anche l'assistenza, che appare quasi 1/3 del totale. In pratica togliamo una voce dietro cui ci sono come minimo 106 miliardi di trasferimenti assistenziali. Non mi sembra il caso.

Un esperimento potrebbe essere di detrarre, regione per regione, i contributi della voce E-07 dalla spesa indicata come S-15. Questo facendo due ipotesi ardite: 1) che la parte previdenziale sia in equilibrio (tanto entra, tanto pago) e 2) che ogni lavoratore, per esempio lombardo, stia pagando contributi a pensionati residenti in lombardia. Due ipotesi veramente ardite.

La via maestra dovrebbe essere quella di ricuperare da INPS dati regione per regione suddivisi tra assistenza e previdenza. Tuttavia i dati INPS mi sembrano molto diversi, per i totali. Il fatto che INPS ora gestisca anche INPDAP non dovrebbe interessare, perchè se i dati CPT sono coerenti e veri, dovrebbero indicare tutti i contributi e tutte le prestazioni, indipendentemente da chi li fornisce. Vero è che se prendo i dati INPS 2011 ed i CTP dello stesso anno, quindi prima che INPS gestisse anche INPDAP ed ENPALS, le differenze, pur rilevanti, si assottigliano. Per quanto riguarda i dati INPS se si esaminano quelli di pagina 12 del prospetto riassuntivo linkato sopra, la differenza si riduce, ma solo per 2012 e 2013. I CPT pero' iniziano dal 2000 e quindi confronti temporali non sono coerenti.

In buona sintesi unendo queste discrepanze alla principale (+40 miliardi invece di-49 nel residuo totale) direi che i CPT sono una "mappa" che non rappresenta il territorio. Dice cose che non ci sono e non dice cose che ci sono. Come mappa mi pare totalmente inaffidabile e puo' essere usata quindi per dimostrare tutto ed il contrario di tutto.

@Riolo

due motivi per l'utilizzo di SPA e non PA. Il primo è che tu, proprio tu, hai portato l'esempio degli aeroporti, che stanno in spa ma non in pa. Il secondo motivo è che SPA è più onnicomprensivo di PA e quindi se ci sono più "bidellli" al sud e più "ferrovieri" al nord, di questa diversa ripartizione bisogna tenerne conto. Inoltre, includendo SPA le differenze sono minori tra regioni e si risponde all'obiezione che ci sono più elettrici al nord (meglio pagati) e più messi comunali al sud (pagati quasi la metà dei primi).

Non capisco il grafico che presenti cosa vorrebbe dire, comunque il consolidamento dei conti segue le quote di partecipazione. Quindi è come deve essere.

 

@Forti

questi dati sono indicatori, e dicono che ci sono regioni con flussi direzione centro, e regioni con flussi direzione periferia. Ora anche se le regioni del sud fossero tutte in pari, o tutte con residui dello stesso segno (ma alcuni di più e alcuni di meno), non cambierebbe la sostanza della storia che qui si commenta e cioé "ci sono flussi finanziari da nord a sud?".  Se poi hai una storia alternativa compatibile con i dati (più le discrepanze), sono tutto orecchi.

 

... non cambierebbe la sostanza della storia che qui si commenta e cioé "ci sono flussi finanziari da nord a sud?".

La sostanza della domanda non cambia. La risposta si' che cambia perché a seconda dei dati puo' essere affermativa come negativa. Mi pare che i CPT oggi vengano usati per dimostrare che i flussi lordi (scenarieconomici) ci sono ma anche che togliendo la previdenza, non ci sono o sono finiti. E che quindi basta cosi', quello che andava eliminato è stato eliminato.
Io personalmente sono perplesso se per dimostrare una tesi si usa uno strumento non tarato o inaffidabile. Che sia un microscopio oppure un dataset, cambia poco.

Con la storia delle tasse aeroportuali ci si stia avviando ad un discorso veramente di nicchia. Anche accettando per vera al 100% la questione dell'imposta regressiva voluta dallo Stato centrale (espediente retorico), mi sembra che le questioni siano altre.

Mi sembra che ci si stia concentrando sulla pagliuzza, ma le travi sono altre e la Corte dei Conti, con la Sicilia in particolare, da diversi anni nei suioi rapporti le sta mettendo in fila. La dimensione del personale pubblico della Regione, il numero dei dirigenti, i livelli stipendiali... Qui solo l'ultimo rapporto.

Sulla questione della struttura demografica del Paese, avevo già letto qualcosa negli interventi precedenti. Mi sembra di capire che si parli di incentivi alla natalità ma, ancor di più di un massiccio ricorso all'immigrazione (ricordo numeri tipo 20 milioni).

Sorvolo sulla sostenibilità di simili cifre di immigrati. Anche fingendo di schioccare le dita e avendo numeri del genere domattina con persone perfettamente integrate linguisticamente, scolarizzate come - o migliori - dell'italiano medio, da quale mercato potrebbero essere assorbite? Lungi da me una visione malthusiana del problema, ma un qualche ragionamento sulle risorse disponibili si dovrebbe farlo. No?

Sulla questione della struttura demografica del Paese, avevo già letto qualcosa negli interventi precedenti. Mi sembra di capire che si parli di incentivi alla natalità ma, ancor di più di un massiccio ricorso all'immigrazione (ricordo numeri tipo 20 milioni). Sorvolo sulla sostenibilità di simili cifre di immigrati. Anche fingendo di schioccare le dita e avendo numeri del genere domattina con persone perfettamente integrate linguisticamente, scolarizzate come - o migliori - dell'italiano medio, da quale mercato potrebbero essere assorbite? Lungi da me una visione malthusiana del problema, ma un qualche ragionamento sulle risorse disponibili si dovrebbe farlo. No?

In realtà ho fatto più volte notare che solo per mitigare il declino demografico ci vorrano una trentina di milioni di immigrati nei prossimi 25 anni, e suggerivo di incentivarne 5-6 milioni in 2-3 anni, ed una milionata all'anno per il prossimo quarto di secolo (in concomitanza di politica a supporto della fertilità ed alle riforme strutturali).

Se non si farà, dubito che il paese sopravviverà (se fossi un indipendentista veneto o siciliano sarei totalmente contrario a qualsiasi immigrazione).

Qui la struttura demografica nel 2011, dove ho evidenziato in giallo (f) e viola (m) la correzione demografica già apportata dagli immigrati allora residenti:

Italiani e Stranieri in Italia 2011

Oggi è ovviamente peggiorata (e.g. chi pagherà pensioni, assistenza, sanità per gli over 35 attuali?).

C'è una credenza annosa e dannosa che purtroppo è dura a morire. In estrema sintesi l'idea è che tutto o almeno parte delle disgrazie del sud derivi dall'ingiusto comportamento dello stato che, padre ingiusto, al nord costruisce autostrade ovunque e al sud relega ancora le ferrovie mono binario.

Oppure lo stato centrale ottuso che non capisce che deve ridurre i costi sugli aeroporti del sud e prendere i soldi possibilmente ai contribuenti del nord. No, mi spiace, ma non è così. Saranno 150 anni che il sud elegge i suoi politici in parlamento? C'è andata gente del sud al governo? Ai vertici di confindustria? Era troppo chiedere a costoro di capire che un ritocco leggero alla fiscalità aeroportuale (magari di tutta Italia) avrebbe dato grande beneficio all'Italia tutta (perché se sale il Pil della Sicilia son contenti anche al nord)? Il declino del meridione non è il risultato di una qualche tirannia o ingiusta penalizzazione decisa dallo stato centrale (a quale fine poi? Quello di aggravare gli oneri di sussidi indiretti indiretti a carico di chi produce?), ma il risultato delle scelte e dei comportamenti di una popolazione che negli anni ha lasciato che il malcostume diventasse cultura dominante.  Lo stato centrale al sud ha fatto l imprenditore, la banca, ha sussidiato è finanziato (male) imprese, ha creato posti pubblici, etc certo, ha contribuito al consolidarsi di incentivi perversi, ma la domanda che dovreste farvi è perché se lo stato è centrale e la legge unica ci sono tante e tali differenze tra nord e sud? Quanto dell' assistnzialismo nocivo è frutto della mentalità di un popolo che ha sempre voluto 'chiagnere per flettere a chi ride'?

al tuo articolo ed al tuo commento, che mi trovano come sempre d'accordo (è incredibile), aggiungo una piccola nota polemica. Il pensare che possa esistere un Nord malvagio e "razzista", che penalizza sempre di proposito il Sud, è un modo di ragionare da "razzisti". Mi scuso per l'esempio esagerato ma è come i maniaci antisemiti, che vedono ovunque un complotto ebraico, ragionando loro da razzisti vedono razzismo in tutto quel che gli altri fanno. 

Mi sembra che anche qua ci sia il rischio di arrivare a toni simili

http://www.rischiocalcolato.it/2015/08/contro-il-cafone-collettivo.html

L'articolo linkato è stato scritto da qualcuno che ha il vezzo di insultare e denigrare gli altri per il solo scopo di elevarsi, non potendolo fare per pregi suoi particolari.
Qui nessuno oggi segue queste orme e se mai è capitato è stato rapidamente messo alla porta.

Due anni fa scrissi qui su nFA sul disastro futuro del Sud, non perchè la gente non trova l'aereo al giusto prezzo, ma perchè tutti gli indicatori economici e sociali dicevano che esistono ed esistevano due Italie, senza se e senza ma.
(Curiosità personale, per gli editors: nei collegamenti non c'è l'articolo, che parla appunto di Sud, mentre c'è il collegamento alle scie chimiche...).
Poichè non è cambiato nulla, ma proprio nulla (forse in peggio, ma non ho voglia di rifare la ricerca) non mi ripeto e non mi sovrappongo: oggi come allora ritengo urgente una sola cosa: una separazione (formale, sostanziale, di facciata dorica, di questo magari si può discutere per definire i contorni) del meridione che possa far sì che si possano adottare "quadri normativi" diversi fra le diverse aree del paese, magari rivedendo le tasse d'imbarco, se questo fosse il problema, e non il fatto che Punta Raisi e Trapani Birgi sono della robe costruita in mezzo al nulla, ma occorre inchiodare i meridionali di fronte al fatto che il Mezzogiorno è quel che è per la classe politica che ha eletto per decenni, e non per strane malvagità esterne (che magari ci sono, ma nessuno ha imposto di costruire la SA-RC in trent'anni senza finirla, o realizzare i viadotti su montagne franose).
Io, nei soldi che sono arrivati o arrivano al Sud per n motivi (UE, Lomabardo-veneti, superenalotto, pensioni, ma davvero discutiamo chi ci mette i soldi ?) vedo il problema, non la soluzione (stessa posizione di massimo famularo, ovviamente), mentre vedrei benissimo una troyka, ma anche una matrioska, qualsiasi cosa pur di non vedere le facce sudate di un Crocetta o le nuove arroganze di un Emiliano o un De Luca, l'emblema del prossimo sfascio del Sud, perchè costoro non rivendicano un passo diverso, ma solo "più soldi".
Ah, turismo = petrolio è una fesseria (e non sapete quanto mi sanguina il cuore dare ragione a Michele Boldrin, che per primo lo disse a una conferenza sul turismo a Napoli), ad esempio a Napoli abbiamo raggiunto una percentuale di occupazione alberghiera (con più posti lettodi qualche anno fa) di quasi il 70% su base annua.
Posti di lavoro: ZERO, salvo qualche cameriere o ragazzo di bar, posto poco qualificato e poco pagato. Il turismo NON è il petrolio, è un utile corollario a ben altra roba.

e non il fatto che Punta Raisi e Trapani Birgi sono della robe costruita in mezzo al nulla

 

Questa affermazione non la condivido (a meno che non la articoli meglio). Punta Raisi non é piazzato nel miglior punto possibile, ma Trapani Birgi (che é un aeroporto militare riaperto al traffico civile spendendo una ventina di milioni di Euro) é uno degli aeroporti meglio piazzati aereonaticamente di tutto il bacino del Mediterraneo (tant'é vero che in inverno c'é la gara a rischierarsi a Birgi, quest'anno ad Ottobre lo userá la NATO, che tra l'altro lo usa in continuazione come FOB per gli AWACS, per la Trident Juncture 2015, l'intervento in Libia di diversi paesi é stato fatto praticamente tutto da lí). A livello autostradale sono entrambi nella A29, a livello ferroviario stanno spendendo un miliardo e passa per il passante di Palermo (e.g. anche per migliorare il collegamento ferroviario con la stazione di Punta Raisi giá esistente da molti anni), ma riconosco bisognerebbe fare qualcosa in piú per Trapani Birgi (che ha una stazione a poche centinaia di metri, ma sostanzialmente inusabile).

 

ma occorre inchiodare i meridionali di fronte al fatto che il Mezzogiorno è quel che è per la classe politica che ha eletto per decenni, e non per strane malvagità esterne (che magari ci sono

 

Io ritengo che come non ci sono complotti, non ci siano necessariamente malvagità esterne o razzismo, o che comunque non siano certo sentimenti maggioritari.

Semplicemente "la politica è conflitto redistributivo: lo stato agisce nell'interesse dei gruppi sociali che lo controllano", e tra questi gruppi non ci sono mai stati la maggioranza degli elettori meridionali (nemmeno quelli mediani), e fino a quando il potere e gran parte del barattolo della marmellata rimane nelle mani dello stato centrale, non si riuscirá ad innescare retroazioni positive di crescita e sviluppo sia sociale che civile che economico.

Bisogna devolvere potere e responsabilitá, ma molto piú ai comuni, o a consorzi tra comuni, che alle regioni (che si potrebbero rendere piú efficienti con degli accorpamenti).

La stragrande maggioranza degli elettori siciliani che conosco, se hanno o se notano un problema, pensano che sia colpa del sindaco. I sindaci al momento sono dei parafulmini del potere centrale, sia quello vero e proprio che la sua declinazione regionale. A mio avviso gli amministratori degli enti locali andrebbero dotati dei poteri e delle responsabilitá che i cittadini si aspettano debbano esercitare.

Sugli aereoprti articolerò meglio, ma il concetto non è "areonautico", bensì logistico-territoriale: sono aereoporti  che sono scollegati dalla Sicilia e dal territorio, quindi non riescono a generare un output positivo di indotto e movimentazione.

Il vero punto è politico: come tu dici, ripetendo le parole di Michele, che approvo, la politica è conflitto redistributivo, ma i gruppi meridionali han votato quei politici che promettevano denaro e prebende DA ROMA, non da altri luoghi.

Con il 2008-2010 è finita la vacca grassa romana, certo poi magari la Lega è riuscita a fare meglio i propri interessi dei deputati "meridionali", ma questo, forse (big if) negli ultimi 10 anni, quando la festa era abbondantemente finita, non prima.

E ti posso garantire che proprio la Sicilia è una delle Regioni con la più ampia autonomia possibile e immaginabile (tanto che il primo Statuto siciliano prevedeva un Alta Corte per le controversie con lo Stato Italiano, Alta Corte che fu giudicata incostituzionale dieci anni dopo), eppure proprio la Sicilia è una delle regioni più inefficienti e populiste che si possano immaginare, e non credo che i siciliani possano incolpare lo Stato Centrale del fatto, ad esempio, che in buona parte della Sicilia l'acqua ci sia un giorno sì e uno no (manco fossimo in Africa) e c'è voluto un commissario speciale mandato da Roma per fare il censimento delle fonti (trovando abusi di tutti i tipi), oppure che la Sicilia decida di avere quattro aereoporti (Palermo,Trapani,Catania, Comiso), pur avendo un traffico aereoportuale ridotto, oppure che, pur avendone la facoltà, in Sicilia non si sia mai fatta una strada regionale (mentre la Sardegna lo ha fatto), salvo lamentarsi delle autostrade fatte male (realizzate da ditte siciliane, tra l'altro).
Potrei continuare ancora, ma se esiste un problema è a livello locale, non certo a livello centrale, io sono favorevole alla separazione per distruggere la base recriminatoria che alberga in tanti, una volta separati fare il tifo per la troyka con fucili e carrarmati.

Non vedo altre soluzioni.

Certo che il problema è locale ma direi che non per questo il cosidetto "centro" sia innocente. L'autonomia che citi è politica ma non fiscale (non completa come se la sicilia fosso uno stato usa o un cantone svizzero). I soldi comunque in parte si fermano ma in parte vanno e vengono da Roma ... e sull'entità reale come vedi si discute (CPT, non-CPT) per scarsa trasparenza. In questa nebbia di responsabilità su chi paga e su chi spende, prospera il populismo e l'inefficenza.

Sugli [aeroporti] articolerò meglio, ma il concetto non è "[aeronautico]", bensì logistico-territoriale: sono [aeroporti]  che sono scollegati dalla Sicilia, e dal territorio, quindi non riescono a generare un output positivo di indotto e movimentazione. 
  A me pare che relativamente al contesto Punta Raisi sia collegato decentemente con Palermo, anche dal punto di vista del trasporto pubblico, che con il passante si sta appunto provando a ulteriormente migliorare. Relativamente al contesto perché ovviamente Palermo è dal punto di vista della mobilità la peggiore realtà d'Europa nella sua classe di riferimento, tant'è che ogni anni combatte ad armi pari con megalopoli come Mosca e Istanbul sul podio delle classifiche per la città più congestionata d'Europa.   Punta Raisi è decentemente collegato tramite autostrade con il Trapanese, meno con l'Agrigentino, ha collegamenti ferroviari orrendi o inesistenti con entrambi, ed almeno con Trapani è collegato malissimo con il trasporto pubblico gommato (con Agrigento non saprei).   Trapani Birgi è un aeroporto militare riaperto al traffico civile a fine anni '90 grazie ad un modesto investimento pubblico servito a ristrutturare un vecchio terminal dei primi anni '60. Birgi è il terzo aeroporto militare aperto nei dintorni di Trapani, dopo Milo (anni '30) e Chinisia (1949), tutti e tre all'epoca aperti ai voli civili, in generale per permettere l'ultimo rifornimento e verifica prima del trasvolo tra Sicilia e l'Africa del Nord o le isole come Pantelleria o Lampedusa. Una volta che gli aerei diventarono più affidabili e capaci di rotte più lunghe, l'uso civile di Birgi cadde rapidamente in disuso come la sua funzione, il suo potenziale bacino completamente fagocitato da Punta Raisi. Non l'uso primario, militare, per il quale sono stati fatti degli investimenti imponenti nel corso dei decenni, ad esempio lo spostamento di un paio di chilometri della foce del fiume Birgi.   Alcuni politici di Trapani e Marsala (all'epoca di area FI, ma essenzialmente notabili locali, alcuni oggi si trovano dentro il PD, altri sono rimasti nel centrodestra) verso la fine degli anni '90 decisero di provare a riaprire al traffico civile l'aeroporto, trovando una fortissima opposizione, spesso pubblica, nella maggioranza degli altri politici locali, opposizione dovuta a ragioni esistenziali per il partito unico siciliano: ogni copeco investito nello sviluppo dell'aeroporto è materialmente sottratto al budget per la corruzione clientelare della zona.   Dopo alterne fortune con le tratte onerate, una decina di anni fa qualcuno decise di puntare sull'apertura di una base di un vettore low cost, promettendo un sensibile sconto sui costi aeroportuali. Senza che io sia in possesso in alcuna informazione non letta su media pubblici, la mia impressione è che alcuni dei soci privati dell'epoca, che intrattenevano già simili relazioni da molti anni con il vettore prescelto (a Orio al Serio) abbiano suggerito o imposto una tale scelta (tra l'altro riuscendo a spuntare quello che pare un ottimo prezzo, se confrontato con quello che si legge per aeroporti come Verona Villafranca, un multiplo di almeno 4 volte). Sempre da notizie di stampa, perché nessuno si è mai degnato di pubblicare online i bilanci del gestore, quello che io ho capito è che lo sconto si sia configurato come un intervento mercatistico per metà a carico della ex provincia regionale di Trapani (quindi essenzialmente risorse pubbliche regionali) e per metà a carico del gestore (quindi per circa 1/4 private).   Questo dal 2006 al 2013, perché dall'alto della sua intelligenza e comprensione del mondo, il Sig. Crocetta ha deciso, prendendosene pubblicamente la responsabilità in maniera specifica ("Questo è bene che si sappia"), che tale intervento pubblico dovesse terminare (alcuni fanno notare che contestualmente abbia spostato molte più risorse anche per favorire simili interventi a favore dello sviluppo dell'aeroporto di Comiso, molto più vicino al suo personale bacino elettorale, ma è un altro discorso, i due aeroporti insistono su bacini completamente diversi, sono a 6-7 ore di auto di distanza, 12-14 ore di treno, chiunque sia dotato di un minimo di neuroni dovrebbe capire che non si può favorire Comiso azzoppando Trapani Birgi).   Trapani Birgi si trova a metà strada tra Trapani e Marsala, leggermente più vicino, un paio di chilometri, alla seconda, ma ricadendo il suo terminal (non tutto il sedime) dentro il territorio comunale di Trapani, è stato giuridicamente molto più semplice per Trapani collegarlo tramite servizi di trasporto pubblico (bus e taxi) di quanto lo sia stato per Marsala. In generale, lo sviluppo dell'aeroporto ha generato un evidentissimo e rapido sviluppo turistico ed imprenditoriale nella zona a nord dell'aeroporto, minore e più lento a sud, ma questo è dovuto sia a motivi contingenti (e.g. nel periodo interessato Trapani si è trovata ad essere ben amministrata nel frattempo dal miglior sindaco della sua storia recente, mentre l'amministrazione locale di Marsala non ha particolarmente brillato, anzi) che strutturali (e.g. il collegamento stradale con Mazara del Vallo è gravoso un collo di bottiglia che non si potrà superare se non con ingenti investimenti infrastrutturali).   Il risultato complessivo nel settore turistico è oltre che visibilmente evidente, numericamente chiaro (elaborazione mia su dati pubblicati dall'Osservatorio Turistico Regionale):   Densità di arrivi e presenze su popolazione 2013 su 1998   il che ha permesso alla ex provincia di Trapani di contestare a quella di Messina il titolo di provincia a maggior impatto turistico della Sicilia (a memoria, nel 1998 stava sotto Siracusa, Palermo ed Agrigento, Catania e forse anche Ragusa, quando trovo tempo realizzerò il grafico specifico):   Densitá normalizzate di presenze e arrivi 2012 su popolazione     La valenza paradigmatica della vicenda di Trapani Birgi sta nel fatto che invece di prendere l'intervento a modello, e sprone ai poteri centrali (statali e regionali) per diminuire l'imposizione aeroportuale, almeno per gli aeroporti periferici delle zone depresse, la reazione della classe politica e dirigente del paese è variata tra l'assoluto menefreghismo ed incomprensione del fenomeno (il Sig. La Russa il 20 Marzo del 2011 chiuse l'aeroporto al traffico civile da un momento all'altro, senza prevedere alcun genere di supporto per i vettori, un evento che oltre ad aver compromesso la stagione turistica del 2011 ha aumentato sensibilmente la percezione di rischio e la reputazione dell'aeroporto, il cui sviluppo ha rallentato notevolmente da quel punto in poi) a quella che non può che essere definito che una cosciente ed incomprensibile decisione di ostacolarne lo sviluppo (il già citato Sig. Crocetta).   Parallelamente, un altro merito storico di chiunque abbia deciso di investire una trentina di milioni regionali in 10 anni nello sviluppo dell'aeroporto di Trapani Birgi, pur con una misura fragile ed ad personam, invece che bruciarli nell'orrido falò clientelare siciliano, è stato quello di dimostrare che in Sicilia Occidentale c'erano almeno 2 milioni di passeggeri latenti (a mio avviso ce ne sono molti di più), che chiunque gestisse Punta Raisi non aveva mai trovato modo di far esprimere.   Concludo al proposito spezzando però una lancia per alcuni dei manager dell'aeroporto di Punta Raisi: si rendevano ampiamente conto dei benefici effetti degli sconti sulla imposizione fiscale aeroportuale, hanno pubblicamente sollecitato per anni l'intervento della politica regionale o locale siciliana, senza mai ottenere alcun riscontro:  
"Mi piacerebbe dire quello che non fa la Regione Siciliana: la storia incredibile di questo aeroporto [nel contesto: Punta Raisi], ma così come di quello di Catania, è che non si è voluto copiare un modello assolutamente banale, che è quello di un moltiplicatore di investimento laddove mettendo pochissimo hai un ritorno gigantesco, e lo dimostra lo sviluppo economico di tutta la provincia del Trapanese, con lo sviluppo dei bed & breakfast, di tutti i locali, anche dell'incremento delle quotazioni degli immobili [… omissis …] sarebbe stato sufficiente che la regione avesse investito ogni anno anche 5 milioni di Euro, molto meno, per quanto, non dico la tabella H, ma molto meno per quanto spende per sagre di ordine vario, per avere un moltiplicatore di reddito spaventoso, e non è stato fatto. Questo l'hanno capito in Puglia, gli aeroporti pugliesi erano aeroporti morti, aeroporti morti, hanno fatto una gara con 20 milioni di Euro, sette milioni all'anno per tre anni, andate a vedere i numeri degli aeroporti pugliesi, andate a vedere i numeri, e quanti stranieri vanno in Puglia, dove meritava che ci si andasse, no? Però se si va in Puglia, si va due volte in Sicilia, da questo senza voler togliere nulla ai Pugliesi!". 
Carmelo Scelta, all'epoca Direttore Generale di GESAP, dal bellissimo documentario Inside Punta Raisi, min. 50:00 realizzato da Mobilita Palermo.

stasera metto a posto 

I link laterali (mi riferivo a quelli) sono del software del sito, probabile ci sia un "buco", e sono gli editors a poterli mettere a posto. Buone vacanze terroniche.

Come li definiamo? Sotto i 30? Cosi' ci sto anche io per un qualche altro mese.

Hanno zero ambizioni e quando le hanno le hanno sulle cose sbagliate. Io rimango sbalordito ogni volta che torno, vedendo amici e coetanei che si accontentano di 4 soldi e un lavoro pessimo e neanche si prendono la briga di "provare" a cambiare (tipo imparando l'inglese).

Gli ambiziosi, invece, o finiscono a fare lavori sotto il pubblico o qualche monopolio garantito dal governo (medici, farmacie, eserciti, phd, etc.), o inseguono start up/idee di poco valore e/o che non sanno vendere.

Poi c'e' il problema della forma e dello status sociale: essere un medico di base salito su a botte di raccomandazioni e' ancora piu' status di uno che ha avuto successo nel privato andando all'estero o di un imprenditore.

Il problema con tutto cio' e' che la generazione futura sara' molto povera e avra' anche poco valore. Io non so come finira', ma penso male, specie quando i baby boomers cominceranno a none esserci e finiranno i soldi di papa' e mamma'.

Ieri servizio al TG Sky sull'alluvione a Rossano Calabro.  Intervista a signora che spala il fango e si lamenta del mancato aiuto dello stato. Giusto: lo stato deve aiutare i cittadini colpiti da calamità naturali. Stacco e intervista al ministro Galletti che dice che le alluvioni sono molto aggravate della cementificazione e dall'abusivismo edilizio. Domanda da fare alla signora (che ovviamente il giornalista non ha fatto): ma la sua casa è per caso abusiva e condonata? Perchè, se così fosse, varrebbe il vecchio proverbio - chi è causa del suo mal pianga se stesso...

Sempre nello stesso servizio, si mostra una cassa di esondazione trasformata in  agrumento (non ho capito se dello stesso torrente) con intervista al 'proprietario' - pare per usucapione. In un paese civile, non potrebbe accadere. Non sarebbe possibile crearsi un diritto di usucapione su un bene di utilità pubblica. Se le leggi lo permettessero, il governo dovrebbe approvare un decreto legge per la confisca immediata con ripristino a carico del 'proprietario' multa salatissima, che il parlamento  approverebbe con maggioranza bulgara. In un paese civile, i concittadini del 'proprietario, appena visti le prime piantine, si sarebbero precipitati in comune e le averebbe fatte togliere, se non per senso civico  per il proprio interesse. 

In un paese civile...

... scusi ma la sua casa è assicurata oppure no?
Perché in fondo il premio dell'assicurazione, se tutto è a norma di mercato, dovrebbe essere un indicatore della rischiosità dell'edificio in quel luogo. E male che vada una cosa è lamentarsi della mancata assistenza della comunità (che in primo luogo dovrebbe essere un'assistenza vicina, e via via sussidiariamente anche lontana) per spalare e liberarsi dal fango, ed altro è lamentarsi che i danni non li ripaghi nessuno. Meglio non assicurarsi (costo annuale sicuro) e confidarsi dell'aiuto della mamma/vacca Stato. Per entrambe le cose. Fango e risarcimenti. Ecco, vedi, il tuo messaggio non è per nulla OT. E vale per tutta l'Italia, non solo per il SUD.

Una polizza può compensare dei danni alla propria casa, ma non dei danni totali se la costruzione sul greto di un torrente provoca un'alluvione

Un'assicurazione che sia degna di questo nome non assicura una casa costruita sul greto  di un torrente. Potrebbe rifiutarsi. Oppure richiede un premio cosi' alto che puo' essere solo rifiutato dal richiedente. Ma chi ci abita a questo punto ha comunque in mano un indicatore dell'estremo rischio che sta correndo.

Non sono aggiornato, ma qualche anno fa chiesi al mio broker un progetto di assicurazione contro i rischi naturali (sismi, frane, ecc.) per la mia casa in collina. Mi fu risposto che nessuno li avrebbe coperti.

Probabile incapacità delle compagnie italiane. Eppure ormai siamo nella UE e le compagnie estere dovrebbero saper intervenire. Esiste (parlando sul piano ipotetico) la tipologia dei "danni della natura prevedibili" cosi' come quelli non prevedibili. Sui secondi capisco che un assicurazione non possa trarre abbastanza dati da poter proporre un premio e che trattandosi (ovviamente) di eventi rari, ci si possa rivolgere allo Stato. Il quale se ben organizzato, e non alla frutta, potrebbe disporre un fondo (riserve) per queste rare evenienze. Ma per gli eventi prevedibili ogni assicurazione che si rispetti prevede l'onere del rischio, sulla base degli eventi storici decennali o pluridecennali e sulla base di una perizia specifica relativa all'immobile ed al posto in cui esso è situato. E qui forse casca l'asino. Le perizie costano ed i periti in gamba non si trovano dietro l'angolo o nelle sorpresine kinder.
Ma a parte la competenza nel saper comprendere il rischio connesso all'oggetto assicurato, è implicito che ogni assicurazione degna di questo nome dovrebbe sapersi proporre (è o non è un busisiness?) e che in caso di mutuo/ipoteca l'assicurazione dovrebbe essere obbligatoria. Mi pare anche che in passato si sia piu' volte discusso su un'assicurazione obbligatoria sui danni della natura ma a quanto pare non se ne è fatto nulla. Non so nemmeno se esiste un obbligo di RC in Italia a livello di abitazione. Se mi invitate a casa e scivolo per via della cera, rompendomi una gamba, sono ***** miei oppure c'è un'assicurazione obbligatoria che mi risarcisce senza che io debba portarvi in tribunale?

PS: siano già OT per cui spero nessuno si offenda se si divaga.

l'obbligo RC non esiste. Solitamente nella stessa polizza incendio le compagnie propongono anche l' RC  famiglia, che tra l'altro ha costi molto contenuti (dai 70 ai 100 euri per 1000k euri di massimale). Se il padrone di casa non è un idiota o semplicemente uno sprovveduto (caso molto +ricorrente in Italia) si preoccupa di coprirsi per l' RC prima ancora che per l'incendio.

Se non per senso civico (sentimento da noi poco diffuso e nel caso quasi sempre foriero di  divertito sarcasmo) per la nota regola del "se hai dei beni al sole ....."

Spero che Massimo non me ne voglia per aver incentrato parte della discussione con Riolo sui CPT (spero non OT) ma a parte certe divagazioni aereoportuali pare che la discussione si sia concentrata sul "fatto" o meno che certe misure rendano o meno la situazione sopportabile.

Non sarà che, forse, nonostante i numeri da tragedia dello Svimez, il mix di posti di lavoro pubblici o fintoprivati offerti dallo stato, insieme ad una certa “elasticità’” nell’applicazione delle regole, a conti fatti rende la situazione sopportabile?

C'è chi sostiene che i trasferimenti ci sono ancora, rendendo la situazione sopportabile (ma lamentarsi non nuoce mai, quindi meglio chiedere sempre) e chi dice che tutto sommato non ci sono piu' (se non consideriamo i trasferimenti previdenziali) e che quindi le lamentele sono giustificate e l'assfissia del meridione (rispetto a prima) piu' che oggettiva.

In entrambi i casi l'immagine qui sotto sembrerebbe giustificata: fame o non fame, chi chiede con insistenza ha piu' possibilità di ottenere.

Fame!!!

Sempre che a chiedere siano veramente "piccoli" e che ci siano adulti disposti a credere che i piccoli siano ancora tali.

Ti chiedo quindi se la discussione sui CPT ha senso per dimostrare il dimostrabile o per chiarire che non sono lo strumento per indagare sulla realtà. Se ne potrebbe fare un articolo ad hoc, se la redazione concorda.

Ti chiedo quindi se la discussione sui CPT ha senso per dimostrare il dimostrabile o per chiarire che non sono lo strumento per indagare sulla realtà. Se ne potrebbe fare un articolo ad hoc, se la redazione concorda.

Uno o più articoli sui CPT sarebbero da parte mia molto benvenuti. Idealmente, sarebbe interessante leggere un articolo scritto da chi è responsabile della loro compilazione.

Vorrei far comunque notare che la responsabilità politica ultima dei CPT è del Presidente del Consiglio, dato che vengono prodotti da un dipartimento appunto afferente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Mi stupirei se le strategie e le politiche del governo italiano non venissero in alcun modo influenzate, se non proprio plasmate ed indirizzate, dai risultati espressi dai CPT, quale che sia la loro affidabilità o il grado di confidenza con cui ognuno di noi li percepisce.

Se così non fosse, o se non fosse possibile renderli tali in tempi brevi e certi, i CPT non avrebbero alcuna valenza o utilità, e si configurerebbero come uno dei tanti sprechi di risorse dello stato centrale da cui liberarsi al più presto.

Clans buy politicians and officials and when the bribe is not enough to use violence. Fall murders and increase investigations for recycling. Here are the numbers of those who are in prison for these crimes and penalties made for Expo and for reconstruction after the earthquake in Abruzzo     La corruzione è l'arma della mafia Corruption is the weapon used by the gangs, which further silent polluting local, national politics and the economy. The boss put aside the kalashnikov to arm themselves with bribes or intimidating force to corrupt. And it's not good news, but this metamorphosis has already marked a deadly evolution, able to squeeze in a lethal vice economy and Italian institutions. In the number of Espresso at newsstands tells the advance of mafias of lump and corrupting arrangements.

The murders of the clan continue to decline and have a lower profile. In Palermo last year there was only one murder attributed to Cosa nostra. At the same time, growing financial penetration of gangs, investments and move capital.

 

CTP stands for European Committee for the Prevention of Torture? ???

 

Secondo me molto utile. Potremmo porvare a buttare giu' qualcosa insieme se ti va.

Ok, ma questa settimana è infernale.

Ho trovato un attimo di tempo per fare qualche ricerca sulle "discrepanze" ed ho trovato questo articolo su LaVoce.info che in buona sostanza mettte in guardia contro l'uso (e direi anche l'abuso) dei dati CPT.

Sono interessato anche io a contribuire e segnalo che Lodovico Pizzati ci ha lavorato.

In passato io ho tradotto in euro i dati di L.Ricolfi (Il sacco del Nord) che secondo me danno la descrizione piu' accurata (perche' c'e' un lavoro di elaborazione dietro) dei dati del 2006. Ho presentato questi dati con slide PDF ma se trovo del tempo li posso anche tradurre in un articolo su nFA.

ottimo

Massimo Famularo 21/8/2015 - 13:37

secondo me un lavoro sintesi aggiornato sarebbe molto utile al dibattito su questo tema

> As-is

I lead a project to develop temporary management software to address specific need of a large portfolio: ◦ ...

◦ I coordinated programmers work via skype and email

to-be

(pass. e p. p. led)

2- to + to=pleonasm and/or reiteration

3. that is apparently unimportant and/or trifling. Let's talk business (ROI + DCF) - potential profits?

"Brush your English up", non è nativo, anche se meccanicamente corretto.

con talune palesi lacune, in linea con le quattro paroline 'Democristiane' qui pubblicate. gestes machinaux, in linea con quelli di vari palesi scopiazzatori di parole altrui, dai tempi di Galilei, Leonardo...D'Amboise ed Altri, nei secoli a venire. In seguito, ho pubblicato su alcuni quotidiani e valuto se aderire ad Associazioni di Lotta contro la Mafia.

La ringrazio comunque per la cortese nota. Parlo e scrivo in tre lingue, un Phd e qualche altro master/pezzo di carta, ma non leggo Topo Gigio. preferisco...Pascoli's prosody, e metriche/numeri

il punto della questione "trasferimenti" è misurarli nel tempo, in modo affidabile, per capire se sono aumentati, diminuiti, cambiati (e come). L'idea che mi sono fatto è che i CPT non siano lo strumento adatto o per lo meno sono l'equivalente di cercare di vedere le stelle tramite un fondo di bottiglia. Per questo sono decisamente inaffidabili. Qui sono confortato da quell'articolo de LaVoce che ho linkato  il 20/8/2015 parlando di uso ed abuso. Se ci sono altre fonti, ben vengano. 

Al netto di...talune dissonanze cognitive (la volpe e l'uva...??), di Bulgakov e Kafka, vi sono Magistrati che vivono sotto scorta - un grazie al Dottor Antonino Di Matteo - e camorristi che hanno dichiarato di avere comprato perfino talune sentenze. Enfasi d'obbligo.

Direi che servono l'esercito ed il Battaglione San Marco, con piena liberta' di ingaggio, carri armati, ed altro, anche per stanare latitanti quali..Messina Denaro, ed altri.

 Se anche la Camorra se ne va perché non più ha nulla da spremere, non si tratta di una straordinaria opportunità per chi ha voglia costruire qualcosa da zero senza dover fronteggiare l'invadente presenza di parassiti criminali e' una tragedia immane per il resto del Paese, caro Famularo.

Ora le 'ndrine si stanno infiltrando (anche) in Emilia Romagna..e la cosiddetta 'trattativa' e' con lo Stato Italiano.

Si', servono esercito, piu' Battaglione San Marco e basta sussidi. DO NOT FEED THE ANIMALS!!!

(anche perche' i sussidi finiscono alla Camorra!) A quale capacita' produttivaallude, scusi? Sentito parlare di robotica e droni??? Io ho anche letto un paio di analisi di impatto...

Non manca molto, per aversi una vera, e piena..Mafiolandia! Mi sfuggono le sue proposte concrete, infine. Forse il network a capacita' quantica che usa non le ha permesso di formularle...

Ma, per citare chi prima di me...bella 'filosofia' Emigrare e'  l'unica soluzione, soprattutto per chi  non guardi la televisione Italiana ed il festival di San Remo..

Serve un cambio radicale di paradigma, che un popolo conservatore e di 'destra' come quello Italiano, non supportera' ma...

 

Caro Famularo,  immerso nella splendida (dipende dalla zona) natura del Sud Italia (serve il porto d'armi, come a Milano? ad un amico, giorni, fa, stavano per rubare un Rolex, piu' auto e carte di credito..Questo e' Maxwell!) cerchiamo di essere MAXWELLIANI e bottom-up please.  Descartes, porta male, molto male. (cfr. le tasse che pagano i Francesi % of commercial profits. Pare sia ..the number of the beast...66.6%. pronuncia...cambriolage ). In Italia, la Balena Bianca fa perfino danni peggiori, come confermato dal Pontefice Gesuita (che mi piace. Ma Gesuita...). Gia' il dato nominale..e' da Terzo Mondo..

Mafia e' internazionale e cross-country, peraltro. un parrain de la Mafia, chef de la camorra napolitaine ou de la mafia sicilienne, o picciotto, come gars, garçon. Se investo al Sud, NPV, ritorno sugli investimenti? Quanto costa e quanto ricavo se investo, say, in Cina, o emerging?

La Mafia sta comprando tutto, anche fuori dall'Italia e dal Sud Italia. Ed esiste da circa 200 anni. Questo il tema che non vedo affrontato. O accenni ai CTP. Ma avete visto i residui fiscali Nord/Sud???

Una risposta meno 'epistemologicamente' orientata e bottom-up al suo:

 la corruzione, il malcostume, il clientelismo e i politici incapaci sono malattie venute dallo spazio o il prodotto della tolleranza, del voto di scambio e, in ultima analisi, del comportamento e delle scelte operate da chi risiede in una zona?

Lo chieda a Craxi. Quanti sono i comprati? Da quanti decenni? Il monopoli-O televisvo? Posso aprire un network in Sicilia? Chieda a lei, una giornalista molto brava. Legga il bold.

http://www.nytimes.com/2012/10/08/world/europe/in-italy-calabria-is-drained-by-corruption.html?_r=0

The problem here is political,” said Mr. Varano, as he looked out at Sicily across the Strait of Messina from Reggio Calabria. “Once the South was a reservoir of manpower, but in the ’70s, there was an exchange: It became a big reservoir of consensus,” he added, referring to the votes from Calabria that have helped every government of the last 25 years stay in power.

Spiace per i toni, ma non puo' pretendere che simil giaculatoria un po' alla peace&love (pronuncia alla Libro Cuore), sortisca esiti migliori. Numeri e metrics, e poi ne riparliamo.

tasse: giu' di 20 punti percentuali. Non lo dico io. Lo dicono (nominal) World Bank, i COFOGs, ed n studi (n.b. ad harvard fanno ancora case studies su Chrysler e fiat......Chapeau a Marchionne, uno che chiamerei a scrivere e fare cose molto, molto, sensate). Gli investitori non leggono De Amicis (pronuncia Topolino..)  

Anzi, lo dice il net present value! Gli investitori, non leggono Topolino...

Peace&Love. Spieghi gli algoritmi, li' dove si trova...viviamo nella ICT, magari fanno soldi ..

evoca sedute spiritiche alquanto sorprendenti. Good luck, Mr. ND!

https://it.wikipedia.org/wiki/Bobo_Craxi

https://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Colaninno

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11774011/La-vera-storia-del.... (vino del Baffetto figlio di originari di Miglionico.)

Che il Santo Protettore dei Rent-seekers volga il proprio sguardo benevolo su codesto Paese alto-Medioevale, piu' che neofeudale. Poi vi sono 200 anni di mafie, che stanno saccheggiando tutto,ed hanno abbandonato il SUd italia perche' non vi era piu' nulla da rubare.  il pizzo, se si investe nel Sud,e' Tax deductible?

Al mio amico stavano per portare via una Maserati Ghibli (grande auto). casco integrale, di notte, 'anima di metallo' che fuoriusiva dal giubbotto, armi. Questo a Milano.

Se vive ancora in Itali.de, la fortuna serve a lei. Quanto paga di tasse? (Lo chiederei a Magna-te Magna-te di Hardcore frodatore fiscale, che ha edificato con cash inflows della MAFIA, ed aveva amici e fattori mafiosi e/o condannati per mafia. Nessun principio di continenza- questa e' real life/realia (cfr. ultimi 20 anni di notizie). M a f i a. 

Questo e' Maxwell. Se foro una gomma e ho bisogno di una mano, chiederei ad Inglesi e Tedeschi, non a Francesi o Italiani. Ai Francesi, solo le coordonnées. cartésiennes. Mi aspetto che un Francese, o Italiano, si mettano a scartabellare mesi nella biblioteca per reperire il principio di vertiginosa bellezza consegnato from on high, da Mose' (da non confondere con MOSE, il divisore filosofale dei flussi di cassa, piu' che delle acque)

E' un errore madornale sotto vari profili continuare ad essere Cartesiani. Senza scomodare vari pezzi di carta, acquisiti anche all'estero, si faccia la lista della spesa e si lavori duro. peril Sud serve un piano integrato di azioni, e l'esercito. Risibile - noblesse oblige - che servano 40 anni per arrestare latitanti, e di Messina Denaro non si conosca neppure la faccia. Col-Lusi (nessun typo)-one?

Caro Dottor Pontiroli, basterebbe soltanto vedere la relazione finanziaria FIAT pre-fusione Estero vs. Italia, per capire. FIAT, si pronuncia F-ex ITA, o FCA. Oppure, ancora prima, constatare quanti Lettori scrivono dall'Estero!!

Ad esempio,un male. noto, per chi voglia investire, e' l'inefficienza della giustizia, alimentata anche da 300k avvocati!!! con 300K avvocati ed un Paese al semi-collasso, chiuderei la facolta' di legge per 20 anni. Solo accesso al concorso in Magistratura. Impatto benefico immediato per neonati che vogliano studiare legge, edinvestitori, che magari conoscono di 'Gennarino O' Kamikaze' (Bellavista), e frodi assicurative.

Che cos'e' un'equazione? Me lo sa spiegare, a parole sue? In codice binario, pls: YES/NO/I DON'T KNOW. I benefici della matematica...0/1, non suscettibile di blablablablablabla.

Serve il porto d'armi, per investire in Italia? Ne parliamo? Maxwell. Si vede cosa non va/lista della spesa, e si agisce. Benchmarking, lo fanno tutti da secoli. Senza internet sgarrupato (nel Terzo Millennio D.C.)

Mi scuserei per i toni, ma non posso prendere seriamente in considerazione una simile pièce (de théâtre),kafkaesque senza metriche/numeri, etc. scritta al mare, con internet rotto!

Per cui, al blablabla, altro blablabla. Avreirisposto diversamente, in altri scenari: ma siamo ad uno scenario Dantesco. Ponte sullo Stretto???? 

 

Le Monde!
http://www.lemonde.fr/culture/article/2012/05/17/silence-pompei-s-eteint...

Lettura interessante. Si tolga le lenti di Kant, prima di leggere.
Le problème est vieux comme le sud de l'Italie. Les gros travaux rapportent plus que les petits. A qui ? A la Mafia, qui contrôle un grand nombre d'entreprises qu'elle rackette. Restaurer une colonne rapporte moins à la criminalité organisée que rafler l'appel d'offres pour réaliser un nouveau vestiaire pour les gardiens. Sous couvert d'anonymat, un fonctionnaire du ministère de la culture et des biens culturels confie : "De nombreuses personnes ont intérêt à ce que Pompéi reste dans un état critique. On peut ainsi disposer de plus d'argent au moindre écroulement médiatisé. D'une certaine façon, les éboulements sont utiles pour maintenir une sorte de "stratégie de la tension" archéologique qui déclenchera des financements publics d'urgence d'autant plus faciles à détourner par la Camorra, la Mafia napolitaine, qu'ils seront moins contrôlés. Quant aux financements privés, mieux vaut ne pas y penser. Ce serait plus dangereux que de laisser les choses en l'état. Nul ne sait d'où ils viendraient ni dans quelles mains malhonnêtes ils iraient finir."
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/culture/article/2012/05/17/silence-pompei-s-eteint...

gli occhiali mi servono per guidare una Giulietta che mi rende ottimi servizi e per guardare film. Leggo libri e periodici in francese, inglese ed italiano senza bisogno di occhiali (qualche volta anche in spagnolo e perfino in tedesco). Conosco il Suo gusto per la denigrazione di tutto quello che è italico e talvolta sono d'accordo con Sue osservazioni: ma questa volta mi pare che i Suoi interventi siano fuori bersaglio, rispetto alla mia modesta battuta. Non se ne abbia a male, stavo solo scherzando.

Quanto all'ammotare delle imposte che corrispondo al fisco e ad altre domande che mi rivolge, mi spiace dirglielo, sono fatti miei.

alla lettura di Pollari che ha cassato il banchettino per Lottomatica, e gli amici degli amici.
Alto Medioevo, come confermato da Fara, Eurispes, nel 2007. Con monopoli-O (televisivo) intangibile/i.

Robotica e droni: non manca molto. Talune banche Inglesi ne sanno qualcosa. E 'computerizzazione' del lavoro (Carl Benedikt Frey Michael A. Osborne). L'Italia DEVE aggregare ed internazionalizzare.
Senza entrare nel merito, in cui potrei scrivere un piano integrato di azioni di governo..
Brealey, Myers, Allen - Principles of Corporate Finance, 10th Edition, p.815

"But studies of subsequent merger activity suggest that mergers do seem to improve real productivity. For example, Paul Healy, Krishna Palepu, and Richard Ruback examined 50 large mergers between 1979 and 1983 and found an average increase of 2.4 percentage points in the companies’ pretax returns. 31 They argue that this gain came from generating a higher level of sales from the same assets. There was no evidence that the companies were mortgaging their long-term future by cutting back on long-term investments; expenditures on capital equipment and research and development tracked industry averages." ed altro.
La fortuna, se ci vive ancora, serve a LEI

Ho conosciuto un ragazzo ieri, di origini Siciliane. Perfetto accento INGLESE.
nato in Inghilterra. NON gli ho detto di parlare italiano.

Preparava cocktail a London Gatwick. Molto bravo.

I genitori erano albergatori. La Mafia avrebbe preteso soldi se si fossero espansi/avessero cercato di ingrandire il business. Le lascio immaginare il RESTO.

E NON COMMENTO piu' roba 'scopiazzata' in giro o calata dall'alto (from on high, cosi' lo 'pseudoè e' salvo) senza valore aggiunto.

Non leggo piu' neppure nulla in Italiano. FAZ, Les Echos, FT, The Economist, The Guardian, Le Monde, La tribune.

Di COSA parliamo? Marte? O senno sulla luna su cui rimandare qualcuno alla ricerca?

Io ci saro'. Vengo da Londra. Ho detto del mio colloquio con il ragazzo Siculo-INGLESE. Questo e' MAXWELL, come un economista ben dovrebbe sapere. bottom-UP, e non viceversa. E lo dico fuor di gusto per la sprezzatura, e a prescindere da phd e qualche altro pezzo di carta. ci sara' anche il Dott. Famularo, che lavora per alcuni amici, ex GSachs e non solo? oppure ancora a riparare il laptop...still striving hard to win against the web oppression?

 

Il 3 settembre 1982 la mafia uccide a Palermo il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emmanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Non fu solo mafia: dalla Chiesa fu vittima di una convergenza di interessi. La sera stessa dell’eccidio la cassaforte in prefettura fu violata e le sue carte sparirono. Come poi succederà per i file di Falcone e l’agenda rossa di Borsellino. Dalla Chiesa era considerato dagli italiani l’eroe che aveva sconfitto il terrorismo, ma non piaceva al potere. Dopo un’intera vita dedicata a far vivere il senso dello Stato costituzionale, a Palermo fu abbandonato al nemico, fino alla morte.


  • Giovedì 3 settembre ore 18.30
  • Piazza Diaz – Monumento al Carabiniere
  • Milano riconoscente ricorda il sacrificio di
  • Carlo Alberto dalla Chiesa, Emmanuela Setti Carraro e Domenico Russo
  •  
  • Intervengono
  • Nando dalla Chiesa, figlio
  • Rosario Pantaleo, consigliere comunale Comune di Milano
  • Carlo Smuraglia, presidente nazionale A.N.P.I.
  • Letture di Filippo Ughi accompagnate dal maestro Raffaele Kohler alla tromba
  • Cittadine e cittadini sono invitati a portare un fiore ed un pensiero da leggere o appendere
  • Coordina
  • Giuseppe Teri, Libera

---

 

General Dalla Chiesa went under strong criticism from the left because of his successess in the struggle againts left-wing terrorism.

Now the 'reformed' (?) left celebrates him as a victim of the same Republican state that he defended.

What's the truth?

Fino a pochi anni fa, qualsiasi discussione sul Sud degenerava in un match di pugilato tra 'terroni' e 'razzisti', con il risultato di ridurre tutto ad un'inutile rissa emotiva. Per fortuna, poi, ci sono pezzi come questo, che stanno diventando più frequenti, man mano che la questione meridionale viene messa a fuoco per quello che è: la degenerazione di un problema innanzitutto italiano, perché, a dire il vero, siamo tutti terroni e, in embrione, anche al Nord succedono spesso cose simili, magari in chiave minore (come peraltro suggerito dall'autore).

A me la soluzione del minor stato e maggiore spazio agli individui piace tantissimo. Il problema è che è difficile dargli una forma precisa. In Italia, quando lo Stato riduce il proprio perimetro diventa l'occasione per pilotare l'evento a favore di qualcuno. Così tutto cambia perché nulla cambi. Bisogna evitare che, invece di creare un vero libero mercato, i soliti gruppi trasversali ricompaiano, cambiando semplicemente pelle, pronti ad appropriarsi delle risorse protetti da un cordone sanitario di corrotti (giudici, tecnici dei comuni o dei ministeri, funzionari delle Autorità, politici di vario rango, esponenti delle forze dell'ordine, eccetera eccetera). Basta parlare con qualche imprenditore sano, leggere gli atti di qualche indagine o qualche sentenza per capire che, nel nostro paese, i mezzi per inquinare la concorrenza (da quelli illeciti a quelli - formalmente - leciti) esistono e sono ampiamente utilizzati.

La discussione stato-mercato, allora, può facilmente diventare uno specchietto per le allodole: mentre noi siamo qui a discutere, in qualche segreta stanza si ordisce un piano che consente ai soliti noti ('imprenditori del 'salotto buono' di turno, criminalità organizzata, o una combinazione dei due) di occupare irriversibilmente lo spazio economico, dietro ad un liberismo di facciata. Poi lo sapete come va a finire, no? Una volta creato il mostro, non lo si riesce più a distruggere, perché a quel punto ci sono sempre i poverini che "tengono famiglia".

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti