A ciglio asciutto

11 aprile 2006 sandro brusco
Dove si finge di non essere insoddisfatti del risultato elettorale.
  1. Ero convinto (correttamente) che questa volta il tradizionale vantaggio della destra alla camera si sarebbe rovesciato. La volta scorsa il centro destra era riuscito a presentarsi come forza di innovazione e cambiamento, temi che attirano facilmente l'elettorato giovanile. Dopo 5 anni di governo fallimentare questo non era più possibile, quindila campagna si è basata su temi più tradizionali di paura. Sulla gente cresciuta dopo il crollo del muro questi temi fanno meno presa. Quindi, ero convinto che, a differenza delle ultime elezioni, la camera sarebbe andata meglio del senato. Questo l'ho azzeccato. Ero anche convinto che, seppur di poco, l'unione avrebbe vinto per voti al senato. Questo l'ho sbagliato.
  2. La ragione della differenza tra camera e senato sembra essere la lista unitaria dell'ulivo. In mezzo a tutta la commotion, pochi hanno guardato ai risultati delle liste. La somma di DS e margherita al senato è 28,23%. Il dato dell'ulivo alla camera è 31,26%. Questo più che compensa i minori voti di Rifondazione, e assicura la vittoria per voti (e seggi, che fortunatamente alla camera è la stessa cosa) all'unione. Quindi c'è una fetta di elettorato che vota più volentieri l'ulivo che le sue componenti, credo in buona parte sia elettorato giovanile che è giustamente diffidente verso i partiti tradizionali. Il risultato della margherita al senato è particolarmente desolante, non arriva all'11%. Questa è forse la migliore notizia delle elezioni, dovendo trovarne una. La politica da furbetti dei vari Rutelli e Marini li ha condotti alla sconfitta elettorale.
  3. Sono tutti preoccupati per l'ingovernabilità. Sarà per la storia della volpe e l'uva, ma io invece sono contento. Mi spiego. L'unica cosa che si poteva sperare da queste elezioni era che si levasse il puzzolente cialtrone che ci ha rappresentato per 5 anni. Questo si è ottenuto. Una vittoria netta dell'unione non avrebbe portato a nessuna chiara politica di riforme. La sinistra so-called radicale (rifo, pdci, verdi, sinistra DS) avrebbe comunque bloccato qualunque seria riforma del mercato del lavoro, e molto probabilmente non avrebbe permesso nessuna politica seria di privatizzazioni e riduzione della spesa pubblica. Il centro cattolico (mastella e pezzi di margherita) avrebbe bloccato qualunque avanzamento in tema di diritti civili, tipo introduzione PACS o riduzione dell'ingerenza della chiesa negli affari dello stato (possibile che sia notizia, in un paese civile, che si rimuovano simboli religiosi dai seggi?). Sempre il centro ha bloccato in passato, e bloccherà in futuro, le riforme degli ordini professionali e ha accettato con molta malavoglia le poche liberalizzazioni introdotte nel settore del commercio. Quindi, da una vittoria netta dell'unione c'era poco da aspettarsi. Ora c'è da aspettarsi ancora meno, ma la differenza mi sembra del secondo ordine. In verità, l'unica seria differenza che mi aspettavo era una politica di bilancio più rigorosa rispetto alla destra. Questo me lo aspetto ancora, ossia mi aspetto che il governo prodi controlli il deficit e il debito pubblico meglio del suo predecessore. Questo non è poco. Naturalmente, c'è il down side. Siccome non riescono a ridurre la spesa, l'equilibrio di bilancio verrà ottenuto con maggiori tasse (o mancanza di una loro riduzione, se l'economia va bene). Ripeto comunque che è meglio così piuttosto che un bilancio fuori controllo con deriva argentina (seguro que el senador Pallaro me entiende muy bien).
  4. È il trionfo dei partiti non piccoli ma microscopici. L'unione becca il premio di maggioranza alla camera perché si è imbarcata Bobo Craxi (o i repubblicani europei, o i pensionati del ragionier Fatuzzo, etc. etc.). La CdL vince al senato perché si è imbarcata i fascisti della mussolini e di tilgher. Al momento mi sembra che tutti questi signori non otterranno molto per il loro appoggio (tranne forse il Craxi, che sa per tradizione familiare come si cuccano le poltrone), ma alle prossime elezioni passeranno fattura.
  5. L'unione ha la maggioranza dei seggi al senato per un voto, grazie alla circoscrizione esteri. L'unica ragione per cui questo accade è che all'estero la legge elettorale è rimasta quella precedente e, incredibilmente, la CdL si è presentata in ordine sparso -- Tremaglia ha voluto le sue liste e forza italia le sue. In questo modo l'unione, che stranamente si è presentata unita, s'è presa il seggio del Nord America che assicura la maggioranza al senato. Chi ha presentato le liste per il centro destra o non era razionale o aveva aspettative wildly off the mark. Sospetto il secondo-- Tremaglia contava che gli emigrati paleofascisti votassero in maggior misura di noi esiliati del lavoro intellettuale. Visto che siamo determinanti, propongo di fondare il nostro partitino (ho già in mente un nome delizioso, 'Associazione Gaetano Bresci', che era del New Jersey) e iniziare a fare le richieste più bizzarre, sotto minaccia di presentare la nostra lista alle prossime elezioni. Se ci è riuscito Pallaro ...
  6. Per l'ennesima volta una riforma elettorale si è rivoltata contro chi l'ha fatta. Lo 0,07 di differenza alla camera per l'unione assicura 340 seggi, alla faccia della CdL. Forse è la volta buona che i politici capiscono che non riescono a farsi le leggi elettorali su misura e smettono di cercare di cambiarle ogni volta pensando al proprio comodo; forse è la volta che si fa una riforma elettorale discutendo in modo serio e non-partisan. Ci conto sul serio? No, in realtà no. Ma perché non sperare? E poi potrebbe essere la prima richiesta dell' Associazione Bresci...

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