Due Commenti e uno Sfogo sul Settore Pubblico, Aspettando G...iarda

23 aprile 2012 aldo lanfranconi

Data la situazione dellle finanze pubbliche italiane molti, sottoscritto compreso, si esercitano per individuare i possibili tagli alla spesa pubblica. Mentre aspettiamo la spending review, azzardiamo alcuni commenti a mezzo di conti, con sfogo finale. 

Commento 1: Effetti diretti e indiretti dei tagli. Nelle varie ricette è quasi sempre compreso un ridimensionamento della spesa per il pubblico impiego da realizzare sia riducendo il costo del lavoro pubblico, o con una riduzione degli organici o tosando le retribuzioni, sia risparmiando sugli acquisti di beni e servizi. La stragrande maggioranza dei commentatori, calcolando gli effetti di possibili tagli al pubblico impiego, commette però  l'errore di non considerare gli effetti fiscali che scaturiscono dal taglio della spesa. Se il fine di un taglio è infatti produrre un miglioramento del saldo primario e una riduzione del deficit, allora vanno anche considerati i suoi effetti sulle entrate. Questi effetti fiscali dei tagli al lavoro pubblico sono notevoli e ne riducono pesantemente l'effetto finale.

Su nFA la materia è stata recentemente trattata in modo diretto da Marco Esposito lo scorso 6 aprile in Tasso alcoolico o tasso glicemico ? Tasso e basta  e il giorno seguente, in modo indirettto citando un articolo sull'argomento di Oscar Giannino, nelle letture per il fine settimana. Oscar Giannino, ad esempio,  scrive:

la massa salariale pubblica [è stata]  stabilizzata in questi anni grazie al blocco del turnover intorno a 175 miliardi di euro l'anno. Dopo la stabilizzazione, occorre la riduzione. Senza buttare nessuno per strada. ..... un taglio ..... del 15%, comporta in 3 anni un taglio alla spesa di 35 miliardi di euro rispetto aivalori a bilancio 2011. Il risparmio è superiore al valore percentuale dei lavoratori che escono dal perimetro [il grassetto è nostro; suggerisce che Giannino  abbia in mente licenziamenti, non un taglio ai salari, come peraltro anche confermato in seguito quando propone la ricollocazione del 60% dei licenziati presso una società privata di servizi; ndr] perché i dirigenti pubblici costano molto di più dei loro dipendenti.

Tabella 1

 image

I dati di partenza stanno qui; il tfr/tfs stimato e i contributi sociali dipendenti qui; il  calcolo IRPEF qui da qui (ingrandimento tabella qui); la distribuzione è stata costruita sulla base di un dirigente ogni 12 impiegati

Applichiamo i dati della Tabella 1 ad una ipotesi di 35 miliardi di riduzione della spesa attraverso riduzione del personale, come suggerito da Giannino. Questa riduzione della spesa pubblica comporta nello stesso istante una perdita di gettito contributivo e fiscale che dipende dalla situazione del mercato del lavoro e da quella del sistema pensionistico. In particolare, se una frazione x dei dipendenti pubblici licenziati non trova lavoro nel settore privato (supponiamo che chi invece trova lavoro lo faccia ad identiche condizioni salariali e contributive) 

i) la perdita indiretta di trattenuta IRPEF sarebbe pari a 6,3 miliardi moltiplicati per x

ii) l costo di eventuali ammortizzatori sociali sarebbe dell'ordine di 6 miliardi per x

iii) la perdita indiretta di contributi dello stato e del lavoratore sarebbe, 10,7 + 2,7 miliardi moltiplicati per x e per un coefficiente y  che cattura la riduzione dei benefici, ad esempio pensionistici, dovuta alla riduzione dei contributi. [Nota: per la precisione, il coefficiente y si applica a rigore solo solo sulla componente previdenziale (2/3) dei contributi sociali; inoltre, la riduzione dei benefici inizierà per scaglioni alla data del pensionamento, cioé da un minimo di due a un massimo di 35 anni dalla data del taglio.]   

Nel caso estremo in cui nessuno dei licenziati trovi lavoro (x=1) e che i benefici siano indipendenti dai contributi (y=1), il risparmio finale si riduce da 35 a 9,3 miliardi,  e cioé  poco meno del 27% del taglio. Se ve ne fosse bisogno questo calcolo prova, una volta ancora, come sia vero che il costo del lavoro in Italia consiste soprattutto di imposte e contributi previdenziali, non di redditi dei lavoratori: da questo punto di vista il pubblico ed il privato son trattati ugualmente!

Nel caso estremo opposto, in cui tutti i licenziati trovano lavoro (x=0), la stima di Giannino è corretta, indipendentemente da y. 

Supponiamo  poi di procedere, come pare suggerire Giannino, esternalizzando i servizi non più coperti ad una società privata tenuta ad assumere il 60% dei licenziati. Nelle ipotesi che:

1) la società riassuma ad uno stipendio pari al 70% del precedente,

2) si accontenti di un mark up sui costi del 10%,

3) x e y siano =1 per il 40% dei non riassunti dalla società privata

il risparmio si ridurrebbe ulteriormente a 7,1 miliardi, pari a poco più del 20% del taglio. Trovate qui le stime dei costi degli ammortizzatori sociali e dell'outplacemet usati.

Prendiamo invece ad esempio il taglio suggerito da Marco: 

A fronte di un salario medio privato di € 28.380 abbiamo un salario medio pubblico di € 31.608, riportando i dati del settore pubblico a quello privato avremmo un risparmio di € 3,227,5 per ognuno dei 3.500.000 dipendenti pubblici, pari a circa 12 miliardi

Sempre dalla tabella precedente (e sempre sotto l'ipotesi che i benefici siano indipendenti dai contributi) 12 miliardi di lordo erogati in meno comportano ipso facto un mancato gettito di 4,8 miliardi (1,3 di contributi sociali dei lavoratori e 3,5 di minore IRPEF, che trattandosi di un haircut è calcolata con le aliquote marginali.) Il risparmio netto diviene quindi 7,2 miliardi, il 60% del taglio.

Commento 2: L'evoluzione del costo del lavoro pubblico. La tabella 2 mostra alcuni dati relativi al lavoro pubblico nel trentennio 1980-2010.

Tabella 2

image

Per comodità ecco i links alle fonti: pil - IV tavola, foglio t1, spesa lavoro pubblico - tavola 1, rivalutazioni a €2010

Si noti che: 

i) da tre decenni gli organici crescono di circa il 7% ogni decennio;

ii) dal 1990 al 2000 la spesa in €2010 è addirittura diminuita (nonostante la costante crescita degli organici): complimenti ad Amato, Ciampi e anche a Prodi anzi a Giarda (un protagonista del primo governo Prodi);

iii) l'ultimo decennio ha visto una crescita della spesa del lavoro a € 2010 di 17,6% contro una crescita del Pil, sempre a € 2010 di solo lo 6,3% (nonostante la spesa per lavoro nel 2009 e 2010 sia rimasta praticamente costante in termini nominali al livello 2008; il male è stato fatto nel lustro terribile 2001-2006). 

iv) il lordo erogato al personale degli enti locali valeva nel 1980 il 37.8% del totale: nel 2010 è salito al 45,6%. La spesa è aumentata sopratutto negli enti locali (in particolare regioni/sanità). L'elefante nella stanza è il federalismo. Difficile discutere di tagli al settore pubblico senza discutere di federalismo.  

Sfogo finale. Il rapporto risparmio/taglio può anche essere modesto e maggiore attaccando i salari più bassi, ma questo non vuol dire che non sia il caso di tagliare, né che si debba partire dai salari più bassi. Fare i conti a questo modo, senza una misura della produttività relativa del lavoro, può non portare a tagli efficienti. E se fosse che un dirigente ogni dodici impiegati è troppo? Se questo rapporto tradisse il fatto che uno su tre dei burocrati di alto livello scaldano la poltrona (sorry le poltrone: Mastrapasqua, presidente dell'INPS, ne occupa ben 23) per meriti politici, per "meriti" familiari o per frequentazione del giro giusto? Sfoltire il numero dei dirigenti, ridimensionarne la retribuzione e proibire incarichi (e retribuzioni) multiple? Non c'è via d'uscita alla spending review.  

Ma hai voglia ad aspettare G...iarda e la sua review. E allora tiriamo fuori due idee dal cappello, mentre aspettiamo. Una riduzione di organico si potrbbe ottenere con gli accorpamenti. Anche qui Mario Monti con la manovra ha accorpato INPS, INPDAP ed ENPALS ma i risparmi che si otterranno saranno peanuts (100 milioni all'anno a regime) rispetto a quelli che deriverebbero accorpando Carabinieri, P.S. e G.F. (il nostro indice di addetti alla pubblica sicurezza per 1000 abitanti è scandaloso ma loro sono armati per cui meglio tacere). In questa area andrebbero ridotte all'osso anche le scorte e il dispiego di uomini per eventi privati. Parte delle risorse recuperate andrebbero girate alla magistratura dopo averla riorganizzata. Ogni ministero ha almeno un un suo Ufficio Studi (per lo più elaboratore di dati ISTAT esattamente come quello accanto), il M.E.F. ne ha quattro o cinque e si foraggiano tre o quattro uffici studi semi-privati. Abbiamo almeno due sistemi di contabilità. Mi chiedo se non possiamo avere un solo ufficio studi efficiente e un solo sistema di contabilità. Questa ultima azione libererebbe grandi spazi di uffici rendendoli disponibili per per la vendita o riducendo la spesa per affitti: libererebbe anche materiale informatico da girare anzitutto alla magistratura. E le authorities sono troppe e costano un occhio e quasi tutte hanno a che fare con la concorrenza: si accorpino quindi che magari ci si guadagna pure in efficienza. Andrebbe anche controllata la spesa per il personale degli enti locali: al sud sopratutto anche se il mitico nord non scherza. Fino a pochi anni fa ai piccoli comuni (< 3000 abitanti) bastava il segretario, due impiegati,lo spazzino/becchino e un geometra ad ore. Ora hanno tutti decuplicato il personale, creato almemo tre dipartimenti ciascuno affidato a un dirigente. Il geometra ad ore è stato sostituito da un architetto in pianta stabile. Occhio anche alle regioni: Formigoni non ha costruito il grattacielo per farci atletica indoor, bensì per riempirlo di persone, fra le quali molte amiche. E con le retribuzioni non scherzano. Ci sono quindi spazi per risparmi.

Insomma, diciamocelo, la "spending review" è una presa per il culo: con  tre corpi di polizia da unificare, tre gradi di giudizio da ridurre a due, i tribunali decentrati da chiudere, sedi universitarie pubbliche in ogni città sopre i 50k abitanti con costi ridicoli per l'utenza, con CDA pubblici e di società miste affollattissimi, andare in fino con la spending review è come misurare il pezzo che esce dalla fonderia da finire con il micrometro.

O, forse, è solo l'ammissione che i veri tagli non si possono fare nè oggi nè mai. 

Nota dello 07-08-2012

Ho tolto la parte bolded della penultima frase <<con.....i dipendenti del Ministero dell'Istruzione che dispongono di uffici in media di 150 mq>>; avevo letto la notizia in qualche articolo di qualche giornalista della "casta anticasta" poi ho visto una tabella e ho il sospetto che il dato sia: totale m2 ministero / totale dipendeti ministero. In questo modo si assegnerebbero ai dipendenti della scuola, come uffici, le aree degli istituti scolastici, ai dipendenti della sanità le aree di ospedali e ambulatori e così via.   

 

68 commenti (espandi tutti)

inglesismi...

ZioPeppo 23/4/2012 - 09:47

Da Spending Review a "salary cap". I dirigenti (TUTTI) dello Stato si vedono decurtare lo stipendio o gli stipendi fino a 80.000/100.000 EURO  irpef /anno. Se loro pensano che siano pochi, si licenziano e vanno nel LIBERO MERCATO a procacicarsi un contratto. Se trovano qualcuno nel privato che glieli dà' , vuol dire che se li meritano. Senno' stanno a casa e allora NON se li meritavano. E' esattamente lo stesso discorso dei camerieri della buvette del Senato in esubero: il lavoro è dietro l'angolo (forse con stipendio inferiore). Ecco, ai dirigenti (diciamo a molti) piace lo stipendio elevato, le comodità, e il "posto fisso noioso" all'interno del recinto della Pubblica Amministrazione. Un dirigente deve dirigere: stabilire procedure chiare, benchmark per misurare le performance dei dipendenti e magari anche sue, stabilire obiettivi, pensare agli improvements dell'ufficio, spostare personale una volta migliorato il servizio e la produttività (che significa processare piu' "pratiche" , con meno personale, in meno tempo perchè le procedure sono chiare, tracciando chi processa la pratica e in quanto tempo, cosi' vedo i bottlenecks).

"Laddove c'è arbitrio, c'è la corruzione". La corruzione, il furto, la concussione dovrebbero essere SEMPRE giusta causa per licenziamento in tronco senza reintegro del giudice, cioè stabilito per legge, cosi' il giudice non si deve affannare a reintegrare.

Sono d'accordo. Il tetto alle retribuzioni imposto da M.M. non è sufficiente. Non diminuirà di molto la media dei compensi degli alti dirigenti che sono più alti che altrove (elaborazione dati OCSE)

Sconforto

valerio 23/4/2012 - 13:12

A vedere quel grafico mi viene sempre un gran sconforto.

Era stato presentato come il "governo dei tecnici" ma sembra ogni giorno che passa piu' simile ad un "governo di trote".

O peggio. 

 Ripetere l'esame di maturita' tre volte (o piu') non e' un segnale incoraggiante sulle capacita' intellettive di uno studente. Ma anche fare "spending review" (cioe' un conto della serva sulle spese pubbliche) da trenta anni (la prima volta fu Andreatta nel 1981 ad assegnare a Giarda questo compito) senza cavare un ragno dal buco non e' un buon segno. 

 

A meno che non si voglia ipotizzare una certa predisposizione bu-giarda. 

Sandro Bondi

ZioPeppo 2/5/2012 - 09:53

E un "commentino" alla nomina di Super-commissario Sandro Bondi non lo vogliamo fare? Su, su, è il "vecchio" che avanza...si nel frigorifero... Che in "certi ministeri" e in molti posti di PA ci sia bisogno della frusta lo pensano in molti... che molti dirigenti (non tutti) siano di nomina politica lo pensano sempre molti, che la nomina politica non favorisca il merito anche, che le procedure "fumose" agevolino la corruzione pure. MInistra Severino: dove è la legge contro la corruzione? Ministra: anzichè occuparsi di cosa scrivono i blog, si occupi delle mazzette. Si occupi di utilizzare i servizi segreti per "fare cadere in tentazione" i politici appena eletti, cosicchè, se abboccano, li si mandi al gabbio. E se non abboccano, di li a un anno, riprovarci. I probi resistono, i ladri no, abboccano e vanno al gabbio. Sicuramente garantisti destri e sinistri alzeranno grandi lai di lamentela "mi hanno ingannato!", "era una trappola!", "cosi' non vale!" (scusa di mio figlio di 9 anni). E si, perchè VALE RUBARE al POPOLO ITALIANO, (bue per definizione). Buona giornata.

E' vero. In puro stile "SandroBondi" mi flagellero', vestiro' di sacco , cosparso di cenere...pentito inginocchio sui ceci (bolliti, non esageriamo)

Penso sia stata una buona mossa perchè ogni ministro si sarebbe trovato in conflitto di interesse.

Il compito di Bondi di trovare risparmi negli acquisti delle P.A. ( il canonico "consumi intermedi") è difficilissimo se si considera la molteplicità dei centri di spesa che possono decidere autonomamente degli acquisti

I 136,1 miliardi spesi nel 2011 erano così composti:

---stato centrale 25,3 mld (ministeri) (su cui ha perso tempo Giarda)

---enti locali 108,8 mld (di cui circa 45 di rimborsi a strutture sanitarie convenzionate che dagli scandali si sa ci fanno la cresta)  e decise da 20 regioni, 166 ASL, 110 province, n? comunità montane ed enti e circa 8100 comuni.

---enti di previdenza 2 mld

Una mossa, di solito vincente nelle aziende private, è ridurre i centri di spesa accorpando gli accorpaboli (per esempio togliere la facoltà di spesa alle singole ASL delle regioni concentrandole nell' Assesorato della Sanità regionale).

Per i 45 miliardi si dovrebbe introdurre in futuro l'approvazione della fattura per il rimborso da parte del paziente o dei familiari che dovrebbero riconoscere come effettivamente effettuate tutte le prestazioni esposte. (un ticket anche modesto in % sul costo esposto in fattura stimolerebbe la diligenza dei pazienti). Per il passato si potrebbe pensare a una sanatoria ottenibile ridando alla regione il 5% del fatturato 2011. La non adesione, volontaria, dovrebbe comportare controlli a tappeto delle cartelle cliniche vs fatture e revoca della convenzione. (sembrerà incredibile ma la clinica S.Rita di Milano, quella dove si espiantavano polmoni solo per lucrare il DRG, ha cambiato nome ed al nuovo nome è stata concessa la convenzione).  

Non mi pronuncio sulla idoneità di Bondi, che in ogni modo vanta buone performaces come tagliatore di spese nel privato, ma l'incaricato doveva essere esterno alla P.A.: affidare il compito ad un alto burocrate sarebbe stato come confidare nell'arresto dei ladri da parte di un componente o comunque simpatizzante della banda. (perchè ciò che molti chiamano sprechi quasi sempre sono furti) 

 

Misurare il pezzo di fonderia con il micrometro, rende proprio l'idea! Ascolti Giarda e sembra che ci sia da fare labor limae, opera di fino, bisturi... quando invece serve l'accetta!

intanto per aver ricordato che le "economie" tagliando i dipendenti pubblici comportano anche perdite sul piano fiscale e contributivo che le novelle Regine Rosse ("tagliategli la testa!") ignorano bellamente. E poi per le sante parole:

 

L'elefante nella stanza è il federalismo. Difficile discutere di tagli al settore pubblico senza discutere di federalismo.

Invece ho qualche perplessità su:

 

rispetto a quelli che deriverebbero accorpando Carabinieri, P.S. e G.F. (il nostro indice di addetti alla pubblica sicurezza per 1000 abitanti è scandaloso ma loro sono armati per cui meglio tacere). 

perché i Carabinieri hanno anche funzioni militari in senso proprio. Però un accorpamento nella PS di tutte le altre polizie farebbe risparmiare, come pure liberarli da compiti che potrebbero fare altri e meglio, tipo i permessi di soggiorno. Oppure l'insensatezza di vedere la GdF impegnata in servizio d'ordine pubblico.

 

perché i Carabinieri hanno anche funzioni militari in senso proprio

Allora facciamole fare ai militari. Semplice no?

Non è che le cose che fanno negli altri paesi, noi dobbiamo per forza farle diversamente. Non è scritto nella costituzione.

Aggiungerei, alle sagge parole di Aldo, che almeno bisognerebbe accorpare e coordinare i vertici delle varie forze di polizia.

Non è solo una questione di risparmio, ma anche una questione di efficienza.

Sulla GdF andrebbe fatto un discorso a parte. A cosa serve? Che bisogno c'è, per scovare degli evasori fiscali, di avere un corpo speciale di...poliziotti?

Non bastano dei funzionari in collaborazione con la polizia?

Poi se per lotta "all'evasione" si intende una pattuglia di finanzieri a fermare le auto con la paletta, il venerdì sera sulla statale Regina, allora lasciamo proprio perdere. Chiudiamola almeno risparmiamo i soldi.

Conosci bene la SS 340 Regina? Io sono cresciuto al km 28,00.

500 metri prima, uno dei tanti incantatori di italiani, anni fa, ci ha lasciato la ghirba. 

Uh Signür, ta set un lagheé :-)

Teoricamente sarei più ferrato sulla sponda lecchese (avendo parenti a Dervio); in realtà adoro tutto il lago e lo conosco abbastanza bene.

500 metri prima, uno dei tanti incantatori di italiani, anni fa, ci ha lasciato la ghirba. 

La legge del contrappasso in azione.

Infatti pare che l'unico romagnolo non simpatico abbia detto: "I laghi sono un compromesso tra i fiumi e il mare: e io non amo i compromessi."

Non è solo una questione di risparmio, ma anche una questione di efficienza.

Vero, a volte lavorano in competizione prendendosi fra loro invece di prendere i mariuoli.

Il risparmio non è da trascurare: considerando i comandi provinciali si risparmierebbero 200 linee di comando con tutto ciò che comportano in termini di stipendi e benefits per alti gradi. Si libererebbero, per la vendita o per non pagare più l'affitto 200 palazzi, spesso in centro città e di pregio (visto che siamo da quelle parti a Como il comando della GdF è nell'ex-Casa del Fascio di Terragni) e si abbatterebbero i costi della loro conduzione.

Allora facciamole fare ai militari. Semplice no?

 

No. Purtroppo certe cose le fanno bene i carabinieri, e gli viene riconosciuto anche a livello internazionale: http://it.wikipedia.org/wiki/Multinational_Specialized_Unit

sono militari.

Sono la polizia militare a cui, non chiedete perche' che e' ovvio, sono state assegnate funzioni di polizia civile.

Sono stato Carabiniere so di cosa parlo. Non c'è ragione (oggi) perchè i due corpi (PS e CC) non possano essere uniti.EDIT non c'è ragione dal punto di vista delle funzioni, politicamente penso si gradisca avere dei manipoli di militari in ogni zona del paese.

nessuno mi pare pensi di cancellare i carabinieri

già Burlesquoni ci ha privato delle sue barzellette 

Sulla GdF andrebbe fatto un discorso a parte. A cosa serve? Che bisogno c'è, per scovare degli evasori fiscali, di avere un corpo speciale di...poliziotti?

a occhio e croce in quasi tutti i paesi c'è un corpo di polizia incaricato di gestire tasse e dogane e relativi reati. Per fare gli accertamenti i funzionari devono comunque avere poteri di tipo poliziesco, disporre perquisizioni, intercettazioni, accesso a conti correnti e tabulati. Per cui, o dai poteri di polizia all'Agenzia delle entrate o metti dei poliziotti specializzati al servizio dei funzionari del fisco, che è una GdF with another name... Certo, un corpo specializzato della PS avrebbe meno posizioni apicali e meno catena di comando.

 

Non esattamente. Alcuni paesi hanno corpi simili ma la maggior parte mi pare abbia  dipartimenti del corpo di polizia specializzati nei reati finanziari, fiscali e doganali

Avere un corpo di polizia a se stante gestito da un altro ministero è, a mio avviso, uno spreco di risorse. Considera che comunque l'agenzia delle entrate esiste e ha i suoi ispettori che fanno indagini parallele a quelle della GDF, e che durante lo svolgimento del loro lavoro CC PS e vigili urbani si trovano comunque ad avere a che fare con reati tributari di "competenza" della GdF.

ottimo post

marcodivice 23/4/2012 - 14:18

come sempre da parte di aldo lanfranconi. 

 

aggiungo:ridurre i gradi di giudizio del processo civile ad uno, aiuterebbe.

 

Ps: bisognerebbe spingere per soluzioni pragmatiche ed efficaci. Vedo, invece, un radicalizzarsi del dibattito  tra i commentatori più preparati, mentre le soluzioni alla Grillo diventano sempre più popolari. Ieri un servizio su Report sui benefici effetti che ha avuto il default sull'economia Argentina (sic). Propaganda+ignoranza: mix pericoloso.

Spingere chi scusa ?

Grillo straparla e su questo sito è stato detto, ma dagli altri hai sentito proposte o idee che non parlino di nomi nuovi o di finanziamento ?

Oltretutto di finanziamento si parla perchè è l'argomento del momento, se domani un cane morde un bambino parleranno tutti di tasse sui cani pericolosi.

Il dibattito politico al momento non c'è: esistono le "soluzioni" populiste e poi il nulla.

Parafrasando Lovecraft:  Nfa è l'ultimo e parlerà al vuoto in ascolto.
Argentinos, estamos llegando!!!

r.

marcodivice 23/4/2012 - 15:22

Il quadro politico attuale è desolante e non mi riferisco ad endorsment verso qualcuno.

Penso che su una lettera aperta dove si spieghino gli effetti di un default, gli effetti di una uscita unilaterale dall'euro, un po' di debunking su Islanda e Argentina e la necessità di smettere di fare aggiustamenti lato entrate, si possa giungere ad un accordo tra un certo numero di economisti e commentatori seri. riprendo l'esempio della gabanelli di ieri sera. ho avuto enormi difficoltà a spiegare che quello che diceva non era corretto (risposta: lo dice la gabanelli! lo dice report!).

sembra che l'Argentina stia meglio, ma grazie alle esportazioni di materie prime (grano, carne, soia, adesso pure shale gas)  e con  un regime autarchico che fa pensare a esiti tipo Corea del Nord o Zimbabwe, e comunque sempre alla mercè delle fluttuazioni dei prezzi.

argentina

marcodivice 23/4/2012 - 18:03

marino, magari più tardi posto i dati precisi, ma non è così.

hanno un'inflazione reale che supera il 20% (diffida dai dati ufficiali. è reato pubblicare dati diversi da quelli del governo). per cui il pil reale è molto diverso da quello nominale. Per mantenere in piedi il "miracolo" stanno devastando il bilancio. E' sempre più difficile trovare chi sottoscriva debito argentino, per cui recentemente hanno cambiato la statuto della banca centrale e cacciato il vecchio presidente. Si ora monetizza a go go e hanno bruciato 16 mld di $ delle sue riserve per sottoscrivere il debito.Il tutto in un contesto di alta inflazione.
Aggiungi i generosi sussidi per tenere basse le tariffe dei servizi ed hai il quadro.
Per raccogliere valuta pregiata sono arrivati ai deliri dello sdoganamento fai da te dei libri acquistati all'estero (si paga in $) via Internet, e alla nazionalizzazione di YPF (col barile ad oltre 100 $, a stento lo stato pagava 70 $. risultato? crollo della produzione)
Peronismo.

Forse dovrebbe spiegare meglio cosa intende e perché.

Il problema è serio, non si può esaurire in una battuta.

r,

marcodivice 23/4/2012 - 23:26

come già ho scritto in passato ci sono paesi dove il giudizio penale è immediatamente esecutivo dopo il primo grado e l'appello è praticamente inesistente e non per questo sono ritenuti incivili, anzi. non vedo la necessità di più gradi di giudizio in materie dove non si decide se privare della libertà qualcuno.

La risposta non mi basta. L'esigenza di una revisio prioris instantiae non si collega esclusivamente alla libertà personale, ma alla più generale protezione costituzionale dei diritti dei cittadini (incluse le persone giuridiche), prevista dall'art. 24.

Si può discutere dell'articolazione delle impugnazioni, ma bisogna tenere presenti alcuni vincoli di sistema: il primo è l'art. 111 Cost., per cui "contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale ... è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge". 

Quindi, a Costituzione vigente, almeno il ricorso in Cassazione non può essere eliminato. Si noti bene che il ricorso in Cassazione - benché l'art. 111 Cost. lo presenti come un rimedio a protezione dei diritti dei cittadini - soddisfa anche esigenze generali di nomofilachia, espresse dal riconoscimento al procuratore generale presso la stessa Corte di chiederle di pronunciare il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi, quando le parti non abbiano proposto ricorso o vi abbiano rinunciato e negli altri casi previsti dall'art. 363 c.p.c. (testo in vigore dal 2 marzo 2006).

Il secondo vincolo è dato da ciò, che in primo grado molte materie sono di competenza di un giudice monocratico. Ora, che i giudici italiani siano spesso vittime di errori è  incontrovertibile: da qui la diffusa convinzione che sia necessaria la garanzia di una revisione del giudizio da parte di un giudice collegiale e la generale previsione dell'appellabilità delle sentenze (con alcuni limiti).

Certo, abolire l'appello e mantenere la garanzia di un giudizio collegiale non sarebbe impossibile: basterebbe prevedere che tutte le vertenze di competenza del tribunale siano decise collegialmente ed abolire le corti d'appello civili (magari anche quelle penali), assegnando i magistrati ad esse addetti ai tribunali.

In alternativa, si potrebbe pensare al mantenimento dell'appello, rendendolo meno facile (per es., subordinandolo ad un'autorizzazione da parte del giudice di primo grado o della corte di secondo grado), allo stesso tempo riducendo il numero delle corti d'appello (p. es., una per regione).  

Però bisognerebbe valutare se - su  un piano pratico - tali soluzioni portino davvero a risparmi di spesa. Sarebbe interessante un intervento ad hoc di Alex Bisignano.

Come già detto precedentemente (grazie Aldo per la citazione) il "taglio delle spese" non  spiega che lo Stato è un erogatore di servizi, e che quindi le spese per il personale costituiscono, a sua volta, le maggiori spese che lo Stato sostiene.

 

Quindi, per tagliare le spese, il taglio dei salari,stipendi, consulenze, e quant'altro è, a mio modesto parere, l'unica strada percorribile in maniera credibile, ma non penso a dei tagli lineari (x % in meno e basta), penso a dei tagli molto più mirati, compreso il riportare gli stipendi dei dirigenti pubblici a livelli di "mercato". Cioè il "come tagliare gli stipendi pubblici" è sicuramente "matter of opinion", non certo la sua necessità.

 

E' vero che nei sei-dodici mesi successivi ci potrebbe essere un abbassamento delle entrate, dovuto a un fattore immediato, ma è, secondo me, assolutamente falso pensare che tale calo sia definitivo: il calo delle spese dello Stato deve essere accompagnato da una riduzione corrispondente del carico fiscale sulle famiglie e le imprese, che avranno quindi più risorse da dedicare al rilancio dei consumi, falciati dalle tasse, e maggiori consumi significano maggiore IVA per lo Stato.

 

Mica sono uno che gode al pensiero che i dipendenti pubblici a fine mese si trovino meno soldi in busta paga, penso solo che quegli stipendi non ce li possiamo più permettere, senza alcun giudizio morale.

P.s.
Anche Giarda notava che la spesa si è trasferita dal centro alla periferia, e che il sistema non funziona, perchè non c'è relazione fra chi incassa e chi spende.

l'hair cut selettivo degli stipendi è sicuramente cosa giusta e pone meno problemi sociali della ricetta Giannino. (vedi l'ultimo link relativo a due segretari comunali del mio nord strapagati). Volevo solo dire che il risparmio è < del taglio almeno nel breve che diviene "più lungo" in periodi di recessione. 

I licenziamenti sono poi sicuramente necessari nella dirigenza pletorica sicuramente da sfoltire. Basta che i licenziati non vengano poi infilati in qualche CDA di società mista allargato all'uopo.

Si si , la mia modesta proposta era di "affamare" i dirigenti pubblici facendogli "fare la fame" a 100mila euro di irpef / anno. Effettivamente oggi in Italia se non guadagni almeno 200mila euro non riesci a fare la spesa... ma per favore. 100mila euro irperf/anno è l'irpef di 5 maestri di scuola elementare. Ah, già la cultura non serve...mandiamo i bambini a zappare. In controtendenza con il restu du mundu... Federalismo: comuni e Regioni in base al numero di abitanti e all'età degli abitanti ricevono tot soldi. Punto. Sopratutto il sistema di benchmarking dicce che piu' di un giardiniere, due vigili e due segretari non puo' avere. Che oltre xxmila euri di stipendio non puo' pagare. Se eccede il consiglio comunale si decurta lo stipendio. I bilanci del comune e gli appalti con responsabilità (nomi e cognomi) di chi autorizza e firma i contratti ai fornitori devono essere pubblici: mica parliamo di armi op segreti di stato. Se la procedura è chiara, non c'è arbitrio, quindi non c'è corruzione (o molto poca). E se c'è le melemarce vanno espulse dal sistema amministrativo (da segretario a pulitore di gabinetti). Pulire gabinetti ha un'azione di catarsi. Mentre si lustra la ceramica si ha modo di pensare sulla prorpia condizione.

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marco esposito 23/4/2012 - 19:52

mi piace il tuo commento, meno che non hai un nome e un cognome, e zio peppo mi fa pensare a don camillo e peppone.

ZioPeppo

ZioPeppo 24/4/2012 - 09:39

Il nome è farlocco (ovviamente). Non gradisco essere tracciato (in modo banale), se uno vuole tracciarmi mi traccia con gli IP (essendo bravo a farlo). Nome e cognome diventano googlati. L'attività di scrittura è svolta durante pause, ma potrebbe non essere gradita da qualcuno, pur stando dentro per oltre 10 ore... in ogni caso, cerco di non dare appigli. MI limito a scrivere senza insultare nessuno. Al di là del nome, mi piace essere apprezzato per cio' che faccio, non per ciò che sono. mi piace giudicare gli alberi dai frutti che danno, frutti buoni, albero buono, frutti cattivi, albero cattivo. La legalità è un proplema che sento molto pressante nel nostro Paese. Oggi nuovamente mi chiedevo, guardando i cartelloni elettorali: " MA questi Signori Candidati, sanno indicare una via, sanno COSA VOGLIAMO ESSERE TRA 10 ANNI e che COSA DOBBIAMO ESSERE tra 5 anni per essere così tra 10? Quali impegni ci dobbiamo prendere tutti per essere come vogliamo essere? Ammesso che sappiamo cosa/come vogliamo essere. Il futurp lo decidiamo oggi, decidendo la direzione ed attuando politiche conseguanti. Cosa voglio essere tra 10 anni non lo so, ma mi piacerebbe che se ne parlasse pubblicamente tutti, perchè è solo con il "tutti" che forse si va nella direzione giusta. Banalmente si tratta di "fare politica" e smetterla di fare gli amministratori di condominio (che ogni anno vanno a scadenza e occorre riconfermarli). In ogni caso c'è bisogno di politici capaci ed onesti e di amministratori di condomiio solo onesti. E condomini che paghino le rate del condominio, altrimenti il condominio non paga le bollette. A ciascuno il suo mestiere. Firmato: G.U.

e che dire dell'esistenza di un Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e di una Protezione Civile ? A nessuno viene in mente che un unico organismo di soccorso possa bastare in un Paese relativamente piccolo ? Ma perche' per trarre in salvo un alliuvionato, la barca, un VF o un operatore di Protezione Civile, la guidano in modo diverso ?

E' più complesso. I vigili del fuoco fanno parte dei corpi/strutture di cui può avvalersi  la  protezione civile nello svolgimento dei suoi compiti.E'spiegato abbastanza bene su Wikipedia Italiana (stranamente)

ma la complessita' puo' essere semplificata lasciando inalterata l'efficienza. Gettiamo subito la maschera diciamo con chiarezza che la duplicazione delle strutture e la loro astrusa complessita' e' funzionale ad uno Stato ostaggio della lottizzazione partitica... e la Protezione Civile degli ultimi anni lo ha dimostrato.

ti ho appena spiegato che, nel caso di vf e protezione civile non c'è duplicazione delle strutture. Sul resto concordo.

Leggo: ii) dal 1990 al 2000 la spesa in €2010 è addirittura diminuita (nonostante la costante crescita degli organici): complimenti ad Amato, Ciampi e anche a Prodi anzi a Giarda (un protagonista del primo governo Prodi);
Questo vorrebbe dire che gli stipendi sono diminuiti in termini reali, di quasi il 20%.

Risulta a qualcuno?

il monte stipendi netti è per ogni anno a € 2010 per cui in termini reali è diminuito del 9,24%. Hanno contribuito (essendo  netti) l'aumento dell'aliquota di contribuzione del lavoratore (+1,6%) e quella IRPEF (3,2%) per cui il lordo è diminuito in termini reali del 4,4%.

Poichè avevo letto un commento diverso ti dò il file, che nel frattempo ho riformattato in Googledoc, da cui ho derivato i numeri partendo dai numeri ricavabili con il secondo link sotto la tabella del post (QUI).

Il passaggio da euro correnti a euro 2010 l'ho fatto usando il terzo link.

Il numero dei dipendenti lo ho estrapolato e interpolato da numeri certi 1995, 2005 e 2008. Tieni presente che il decennio 1990-2000 è l'anno della grande crisi (1992) ed è il decennio in cui l'A.P. ha iniziato ad assumere precari (legge Treu - 1997) 

 

Per essere precisi i 64665 milioni del 2000 a dipendenti 1990 sarebbe stato 60322 (64665/1,072) e la diminuzione 15,3% di cui 4,8% riconducibili a maggiori contributi e tasse.(a parità di mix dei salari)

Province e MEF

mbovi 24/4/2012 - 08:44

Il segretario generale della provincia dell'Olgiata prende quasi 200k all'anno, molto di più di quello di Cremona. Ho spulciato tutti i siti grazie alla glasnost imposta da Brunetta. I risultati sono su i mille.org. E se qualcuno ha voglia si può spulciare i dati comunali. Posso solo dire che il segretario di Civitavecchia, un poco più che trentenne senza alcuna esperienza né studi (ha il liceo) guadagna 130K.
MEF. è l'unico ministero che non ha sofferto di tagli lineari, nonostante l'enorme numero di dipendenti che guadagna più di 70K. Anche qui è tutto sul sito del MEF.
Insomma, sono d'accordo, di spese folli ce ne sono eccome e tutti lo sanno. Eppure volevano levare i soldi ai dottorandi.

Grazie per l'articolo e i dati quantitativi sui costi dei dipendenti pubblici.

 

Come ho gia' scritto in passato, il costo dei dipendenti pubblici dovrebbe essere livellato provincia per provincia sui salari reali dei settore privato, e quando non disponibili o difficili da appurare, sulle medie europee per posizioni equivalenti, riscalate per il PIL nominale della provincia dove il dipendente pubblico presta servizio.

Questo sarebbe una forma di federalismo corretta, specie se l'implementazione fosse lasciata ai governi locali e i costi fossero al 100% pagati localmente.  Ma soprattutto questo sarebbe 1) giusto da un punto di vista sostanziale 2) efficiente dal punto di vista economico, dell'allocazione delle risorse, e dell'assenza di distorsione economica imposta dallo Stato. Inoltre, equiparando i salari dei dipendenti pubblici specie meridionali a quelli del settore privato locale, costituirebbe un significativo risparmio in termini di spesa pubblica.

 

Riguardo a:

L'elefante nella stanza è il federalismo. Difficile discutere di tagli al settore pubblico senza discutere di federalismo.

ritengo si tratti di un commento errato.  Non c'e' un reale federalismo in Italia.  Lo Stato centrale prende quasi tutte le tasse, anche la ridicola tassa regionale dell'Ulivo, cioe' l'IRAP, e poi redistribuisce alle Regioni (dopo aver ricoperto d'oro dai dirigenti statali di Roma fino ai barbieri del Parlamento).  Questo si chiama centralismo, non federalismo. In Italia esiste una versione stupida e inefficiente di centralismo, spacciata da politici incompetenti e disonesti come un abbozzo di federalismo. Ripeto, lo Stato centrale controlla quasi tutte le risorse, ma poi consente alle amministrazioni locali di sforare i bilanci pattuiti e finanziati centralmente, ripianando tutte le spese a pie' di lista. E' un sistema profondamente stupido e profondamente italiano, che non ha praticamente nulla a che fare col federalismo.

r.

marcodivice 24/4/2012 - 19:26

il costo dei dipendenti pubblici dovrebbe essere livellato provincia per provincia sui salari reali dei settore privato, e quando non disponibili o difficili da appurare, sulle medie europee per posizioni equivalenti, riscalate per il PIL nominale della provincia dove il dipendente pubblico presta servizio


Quindi un poliziotto/magistrato a Palermo dovrebbe guadagnare meno che a Milano. Immagino già le difficoltà a riempire gli organici.  Non stiamo parlando di un' azienda metalmeccanica dove la differenziazione salariale ha senso ( in maniera surrettizia è già presente). La domanda di lavoro è tale che gli organici sarebbero coperti. Affermare lo stesso per magistrati polizia et similia, è azzardato. a meno che non si abbia in mente una polizia provinciale, una magistratura provinciale ,ma spero che non si affermi questo.


 E' un sistema profondamente stupido e profondamente italiano, che non ha praticamente nulla a che fare col federalismo.


Concordo. A me interessa che il sistema funzioni.Tagliare i trasferimenti al sud, eliminare regioni e parte delle province, stabilire le competenze esclusive di quelle rimanenti e dei comuni e divieto assoluto di salvataggio da parte dello stato centrale, magari accompagnato da non candidabilità delle amministrazioni responsabili di fallimenti. Spannometrico, ma credo che la corruzione si ridurrebbe e l'efficienza aumenterebbe.

Quindi un poliziotto/magistrato a Palermo dovrebbe guadagnare meno che a Milano. Immagino già le difficoltà a riempire gli organici.  Non stiamo parlando di un' azienda metalmeccanica dove la differenziazione salariale ha senso ( in maniera surrettizia è già presente). La domanda di lavoro è tale che gli organici sarebbero coperti. Affermare lo stesso per magistrati polizia et similia, è azzardato. a meno che non si abbia in mente una polizia provinciale, una magistratura provinciale ,ma spero che non si affermi questo.

E' possibile che per alcune responsabilita' critiche, come i magistrati, siano giustificabili salari nominali anche superiori nel Sud, per i rischi e la difficolta' della professsione.  Ma la regola di base dovrebbe essere salari paragonabili a quelli del settore privato, come accade negli USA, dove l'amministrazione pubblica funziona estremamente meglio dell'Italia, e in certa misura e specie dopo l'unificazione accade o e' accaduto in Germania, dove di nuovo tutto funziona estremamente meglio che in Italia.

attenzione

andrea moro 25/4/2012 - 13:03

Quindi un poliziotto/magistrato a Palermo dovrebbe guadagnare meno che a Milano. 

Attenzione, il punto qui non e' che si debba fare una media del privato e dare ai dipendenti del settore pubblico quel salario. Il punto e' di equiparare gli stipendi pubblici a condizioni di mercato. Se il "mercato" della giustizia a Palermo e' particolarmente difficile, i poliziotti prenderanno di piu' di quelli di Vipiteno. La cosa e' particolarmente pressante per i dirigenti pubblici, che percepiscono salari completamente fuori mercato. Li', io  credo, non c'e' alcuna giustificazione  per lo status quo. Si riducono gli stipendi e li si invitano ad andare sul mercato se scontenti. 

Curioso, io quel passaggio l'avevo interpretato in modo esattamente opposto, ossia proprio che l'elefante di cui non si vuol parlare (federalismo, che appunto adesso non c'è) sia almeno parzialmente la soluzione, per quanto riguarda gli sprechi degli enti locali. Se questi le spese se le dovessero pagare con imposte proprie, si vedrebbero interessanti situazioni, specie nei piccoli o poco meno piccoli centri, di gente inferocita in cerca del sindaco, che tanto san benissimo dove trovarlo.

Tax revenue

valerio 25/4/2012 - 01:14

Forse sono OT, ma spulciando i dati eurostat (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Tax_reve...) si vede come la pressione fiscale italiana nel 2010 si colloca nella fascia medio-alta (42.6%) e ciò si sapeva.
Al contrario la pressione fiscale negli altri 6 PIGS si colloca in una fascia medio-bassa (secondo gli standard europei): Cipro: 35.7%, Malta 34.8%, Portogallo 34.7%, Grecia 33.2% Spagna 32.9% Irlanda 29.8%... Fa differenza, secondo voi?

sono scelte

i bisogni dello stato possono essere coperti da: tasse (pf), deficit, altre entrate (oth  rev)

Le altre entrate sono proventi della vendita di beni e servizi, dividendi, interessi, trasferimenti da altri stati.

Nel grafico per esempio Portogallo e U.K. compensano la minore pressione fiscale (rispetto a noi) con maggior deficit; esattamente come abbiamo fatto noi quando si è formato il nostro debito abnorme.

 

brutalmente

valerio 26/4/2012 - 14:15

brutalmente: è un vantaggio o uno svantaggio per l'Italia (rispetto agli altri 6)?

Alcuni esempi su come la spesa pubblica distrugga ricchezza.

 in germania come negli usa i contibuti pubblici al settore del fotovoltaico si sono risolti in una distruzione di ricchezza in seguito alla produzione degli stessi beni ma a costi minori da parte delle industrie cinesi.un esempio di miopia da parte delle classi dirigenti nell'allocazione della spesa pubblica?Prelevare a settori competitivi per finanziare settori in maniera quanto meno avventata.

in linea generale ,stessa cosa in Italia:De Cecco,per esempio,ha un credito nei confronti dell'amministrazione finanziaria pari al 13%del fatturato che non riesce a riscuotere e che non consente all'azienda investimenti(o almeno ,l'impresa è pur sempre in grado di investire ,ma lo deve fare rivolgendosi alle banche a costi superiori) volti ad aumentare la propria capacità produttiva.in questo caso vengono meno   investimenti ,occupazione,pil e accumulazione del capitale da parte dell'impresa stessa.anche a parità di pressione tributaria. 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-18/deraglia-locomotiva-tedesca-fotovoltaico-155546.shtml?uuid=AbhlnzPF

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-04-24/cecco-aspetta-fatturato-064430.shtml?uuid=AbsinkSF

 

incentivi

Vittorio Peano 25/4/2012 - 18:23

Gli incentivi alle energie rinnovabili non sono stati pensati come stimolo all' occupazione ma mirano a corregere una esternalità: la dipendenza dagli idrocarburi che sono destinati a esaurirsi nel giro di pochi decenni. Il fatto che il prezzo dei pannelli solari siano calati dimostra che questo intervento ha almeno in parte raggiunto i suoi obbiettivi. Il fatto che aziende cinesi offrano panelli solari a buon mercato beneficia i clienti in tutto il mondo. Determinare se si tratti di uno spreco di denaro o meno richiede una comparazione dei benefici (anche a lungo termine) e dei costi.

una valutazione sulla redditività dell'investimento va fatta,e quindi anche sui punti di forza e debolezza tuoi e dei tuoi competitor.se il bene prodotto non richiede un know -how altamente specializzato o comunque non puoi contare su vantaggi competitivi nel servire i mercati e il tutto si risolve in una leadership di costo la concorrenza asiatica produce a costi per noi inarrivabili.oltretutto la funzione ambientale è già assolta dalla produzione cinese dato che sono i leader sul mercato.benefici dall'aver finanziato queste attività non ne vedo.vedo il costo opportunità costituito dal prelievo fiscale che ha impedito ad altre imprese e settori di gestire come meglio credevano gli utili prodotti

dipende

marcello urbani 26/4/2012 - 09:17

Direi che dipende dai termini della questione.

Hai sicuramente ragione se prendi per buono che i sussidi alle rinnovabili servano solo a cambiare il mix di produzione di energia.

Se invece credi (come me) che servano soprattutto a far crescere un' industria del solare che di per se non sarebbe profittevole, e che dipendano in buona misura dall' attività di lobbying dei produttori (e di terze parti 'ecologiste'), i termini della questione cambiano.

NB: non nego il primo caso, solo credo che il secondo sia più importante.

Se prendi per buona la mia interpretazione è un fallimento delle lobby solari che hanno ottenuto i sussidi solo per farseli soffiare dai cinesi, ma che sia uno spreco o meno è un altro discorso.

Inoltre c'è un altra questione: anche se il saldo finale dell' operazione fosse positivo, il conto lo pagano i contribuenti tedeschi/americani/... e parte dei benefici vanno in cina.

Da contribuente i sussidi ad imprese straniere mi sono ancora piu indigesti che a quelle locali.

Tutta la discussione sulle rinnovabili verte su un errore di fondo: gli incentivi.
E' ovvio che se si vuol far partire un discorso di "politica energetica" da qualche parte devi cominciare, e gli incentivi ti risolvono una parte del problema, ma sono in calo in tutto il mondo, perchè i costi di produzione in calo fanno sì che già in alcuni paesi (India, ad esempio) si stanno realizzando parchi fotovoltaici senza incentivi di alcun tipo.

Il vero problema, tallone d'Achille, delle rinnovabili è la loro ingestibilità da un punto di vista di affidabilità, per cui non potranno mai superare una quota % della potenza totale, oltre che , soprattutto il fotovoltaico, consumano territorio.

Adesso veniamo al "caso" in questione: i sussidi tedeschi che vanno in Cina. Innanzitutto, sia in Italia che in Germania c'è una clausola che prevede il 10% in più dell'incentivo se il pannello è di produzione europea, quindi tanto scemi non sono, secondo la qualità dei pannelli in questione:  a parte alcune produzioni cinesi di eccellenza la maggior parte sono di basso costo, ma anche di scarsa qualità, e dovrebbe essere l'utente/consumatore/investitore a dover avere le informazioni necessarie per poter scegliere in bassa al rapporto prezzo/qualità, perchè se la discrminante è il prezzo finisci sui cinesi, salvo poi pentirtene amaramente. E infine gli incentivi parlano di "rinnovabili", intendendo anche l'eolico dove i cinesi sono al momento assenti. Poi gli impianti non sono solo il panello (i cui costi, anche di produzione tedesca non rappresentano più del 30% del costo totale dell'investimento), ma anche installazione, inverter, quadri elettrici, stabilizzatori. Discorso lungo e ideologico quello sulle rinnovabili, ma per favore non diciamo che gli incentivi tedeschi vanno in Cina, perchè è una fesseria.

Il vero problema, tallone d'Achille, delle rinnovabili è la loro ingestibilità da un punto di vista di affidabilità, per cui non potranno mai superare una quota % della potenza totale, oltre che , soprattutto il fotovoltaico, consumano territorio.

Questo avviene attualmente perché il mercato dell'energia elettrica affida l'equilibrio della rete alle variazioni dell'elettricità prodotta.  In prospettiva, dovremmo avere la possibilità di fornire incentivi alla variazione della domanda, anche da parte dei normali utilizzatori domestici.  Si guarda con interesse particolare alla diffusione delle auto ibride o elettriche plug-in, che allorché sono collegate alla rete forniscono ad essa una certa capacità di accumulo di energia.  Peraltro un ruolo analogo può essere svolto da altre attrezzature che non richiedono necessariamente una fornitura di energia costante, ad esempio termostati, condizionatori d'aria, boiler elettrici ecc.

Il presunto esaurimento degli idrocarburi, oltre a non essere effettivamente basato su dati inconfutabili ma solo su ipotesi ad hoc non è un buon motivo per incentivare tecnologie antieconomiche, per alcuni motivi: Gli idrocarburi non si esauriranno cosi velocemente , ma nel peggiore dei casi diventeranno sempre più costosi da estrarre a raffinare, quindi nel caso il fotovoltaico fosse veramente concorrenziale si sarebbe sviluppato da solo senza bisogno di incentivi, quindi spendere per gli incentivi consiste, secondo me, nel dare per scontato che una spesa CERTA oggi possa essere superiore ad un costo IPOTETICO domani. I costi e i benefici a lungo termine di un impianto fotovoltaico che dopo 20 anni va buttato in discarica vanno valutati, ma dato che fino ad ora lo spreco di denaro è stato maggiore dei benefici e sono già un sufficente numero di anni per fare un consuntivo non sono molto ottimista.

Fotovoltaico: gli incentivi aiutano il consumatore ad accelerare il ritorno dell'investimento, anziche in 10-12 anni in 4-5. Il dettaglio non lo so e mi interessa relativamente. Il prezzo all'ingrosso dei pannelli è sceso da 3 euro/W installato a 1 euro/W installato. Chi ha costruito le fabbriche per fare pannelli PV deve rivedere il suo ROI. In ogni caso i pannelli stanno diventando una commodity. I cinesi e i tedeschi sono forti sui pannelli, gli italiani sul resto, ad esempio gli inverters. Sempre PV: facendo un po' di LCA (Life Cycle Assessment) il ROI dal punto di vista della CO2 è di circa 5 anni (varie fonti, basta google), il resto sono tutti "credits" (savings) di produzione elettrica (energy grid mix), cioè: il pannello ha una cerca quantità di CO2 embedded durante la produzione. Nella fase d'utilizzo risparmio l'energia elettrica che non produco (da fonti non rinnovabili). Quindi prima produco CO2, poi la risparmio, fino a che vado in pareggio e poi ho i risparmi. Dopo 20 anni il pannello va dismesso e riciclato il piu' possible (altrimenti altra CO2 emessa). Idrocarburi: piu' il prezzo sale piu' diventano convenienti giacimenti che oggi non si sfruttano a causa dei "prezzi bassi". Quindi all'aumentare del prezzo aumenta la disponibilità. Si sposta l'asticella in avanti della "non disponibilità".

Se al giorno d'oggi ( dopo le riduzioni ) l'incentivo MINIMO al fotovoltaico è di 16 centesimi di euro al KWh e il costo industriale dell'energia da termoelettrico è di 10 centesimi al KWh la mia impressione è che ancora oggi il ritorno sia al 100% sovvenzione statale, cioè indipendentemente da considerazione sull'utilità di una diversificazione, che, tra le altre cose data l'imprevedibilità dei picchi di produzione fotovoltaica costringe le centrali ad un andamento a singhiozzo con un calo del rendimento, la semplice aritmetica dice che finchè gli incentivi non sarano sostanzialmente unferiori al costo di produzione termoelettrico dal punto di vista puramente economico costerebbe meno regalare energia elettric che sovvenzionarne la produzione.

PV

ZioPeppo 26/4/2012 - 15:13

Direi che il prezzo dovrebbe aggirarsi sugli 8 eurocents, che è il prezzo della borsa elettrica.
Fotovoltaico vuol dire prima di tutto RANDOM, cioè generazione casuale di corrente.
Vuol dire investire pesantemente sulla rete di TERNA che smette di fare utili, ma deve fare miliardi d investimenti per spostare elettroni da una parte all'altra dell'Italia. Inoltre l'energia elettrica non si accumula. Dovresti sequestrare o nazionalizzare tutto l'idroelettrico ed adibirlo a stoccaggio di energia, da utilizzare come volano "elettrico" e non da utlizzare quando conviene il prezzo. Cioè utilizzarlo sui picchi di necessità elettrica, non quando l'energia è pagata di piu'. La turbogas va su quando serve, ma spesso è accesa e spenta in giornata, è l'unica (con l'idroelettrico) che da flessibilità alla rete. Al momento chi costruisce i pannelli PV per casa, compra tanta superficie di pannelli quanta gli serve per soddisfare il consumo annuo (circa 2000 kWh/anno a famiglia). Non si cura dei picchi o della scarsa produzione perchè scambia con la rete (serbatoio infinito). Non avesse la rete, userebbe le batterie, ma rivedrebbe pesantemente il suo modo di consumare all'interno della casa. Forse potrebbe avere anche una rete in tensione continua, evitando di raddrizzare). http://www.mercatoelettrico.org/En/Default.aspx

vero

marcodivice 26/4/2012 - 14:30

però prezzi alti significa guai seri per l'economia il punto è tutto qui.

vent'anni dopo

massimo 26/4/2012 - 18:12

 Dopo 20 anni il pannello va dismesso e riciclato il piu' possible (altrimenti altra CO2 emessa).

 

20 anni sono la garanzia commerciale del produttore del pannello: nessuna azienda garentisce un prodotto per sempre. Ma un pannelllo PV non ha parti in movimento e la sua durata è in teoria infinita. I primi parchi fotovoltaici, sperimentati e costosissimi, istallati oltra trent'anni fa funzionano ancora, con qualche eccezione tipo saldature fatte male che si sono ossidati, inverters bruciati per sovraccarico etc. Si pone casomai un problema di osolescenra: se un domani trovo in commercio una pannello con un'efficienza del 50% mi può convenire rottamare il vecchio con un'efficienza del 15%, anche se funzionasse ancora. La discesa del prezzo dei pannelli è stata impressionante: nelle località isolate dove l'elettricità si fa con gruppi elettrogeni sono già competitivi senza sussidi.

DURATA

Pietro Puricelli 26/4/2012 - 19:14

Non so quanto il fatto che pannelli costosissimi costruiti 30 anni fa durino ancora sia indicativo del fatto che gli attuali molto meno costosi possano avere pari durata, nel campo dell'elettronica di controllo su impianti chimici con cui ho a che fare, i plc costosissimi degli anni 80 dove installati funzionano ancora adesso, le schede di uno SCADA attuale durano 4-5  anni e poi muoiono.......

Anche il 99% delle apparecchiature elettroniche non hanno parti in movimento, ma questo non le salva dall'invecchiamento, senza contare un aspetto poco noto dei pannelli fotovoltaici, nel caso di un guasto con un cortocircuito a monte dell'inverter si assiste ad un bell'incendio che viene continuamente ravvivato dal fatto che i panneli continuano allegramente a fornire energia elettrica ( a quel che dice un mio conoscente vigile del fuoco che ne ha avuto esperienza diretta ).

Non ci sono solo i tagli o gli accorpamenti della PA ci sono anche regole da cambiare. Prendiamo gli appalti. Non si sa mai chi sia il responsabile, cioè non ci sono un nome e un cognome, si parla generalmente di Comune, Regione ecc. con la coseguenza che nessuno è mai responsabile di niente. Bisognerebbe introdurre il concetto di responsabilità personale, con tre semplicci regolette:

1) Ogni appalto pubblico deve avere un responsabile che risponda anche in sede civile e penale dell'appalto stesso e di ogni centesimo che esce

2) Negli appalti pubblici sono frequenti le sviste, le dimenticanze e quant'altro con la conseguenza che il progetto originale deve essere cambiato perchè magari sul tragitto della nuova strada spunta come un fungo dalla mattina alla sera un cimitero. In tal caso chi ha fatto il progetto lo modifica a sue spese.

3) Se l'opera pubblica non viene consegnata entro la data fissata nell'appalto scattano le sanzioni a carico della ditta vincitrice, evitando così di avere appalti che invece di durare cinque anni ne durano venti.

Ovviamente ci possono essere delle eccezioni (non troppe) come ad esempio il ritrovamento di reperti storici che possono ritardare l'opera o, qualora fossero rilevanti, addirittura stravolgerne il progetto.

 

Le autostrade dovrebbero tornare sotto il controllo dello Stato abolendo i numerosi C.d.A. che servono solo come posteggio per politici locali spesso come seconda, terza, quarta carica. Adottare un sistema simile a quello svizzero dove si paga una cifra fissa all'anno e non a chilometro come accade ora, facendo così diminuire le spese per il trasporto delle merci e aiutando di conseguenza le imprese, nel frattempo però migliorare il trasporto merci via ferro.

 

I corrotti, i mafiosi ecc. dovrebbero essere licenziati in tronco perdendo il diritto al TFR.

 

Contro l'evasione fiscale bisognerebbe adottare pene molto più severe delle attuali prevedendo sopra una data cifra (ad esempio 10.000€) la galera senza attenuanti di legge.

Vi segnalo un commento sui tagli alla spesa messi in atto dai Paesi Mediterranei da parte di Hans-Joachim Voth, Professore della Barcelona GSE.

Si noti che, a quello che mi pare di capire, i tagli alla spesa che Voth ha in mente dovrebbero portare ad abbassare i costi del lavoro di questi paesi, in special modo in relazione con la Germania. Questa è la via per ripristinare competitività e mettere a posto gli squilibri interni all'area Euro.

 Tutto ciò ha un costo politico. Da qui il suo commento, come al solito in prospettiva storica.

 http://www.youtube.com/watch?v=vfEO1jNkrwM

Mah, il video di Voth è la presentazione di una ricerca in cui si rileva che i tagli alla spesa fanno aumentare la probabilità di disordini sociali (soprattutto se sono consistenti) e ciò può scoraggiare gli investimenti aggravando la situazione macroeconomica.  Il risultato potrebbe essere interessante, anche se non ho ben capito il dataset su cui si basano.

Voth in realtà fa solo alcuni accenni alla questione del costo del lavoro per unità prodotta, che in ogni caso è un fattore abbastanza ovvio per eventuali interventi, visto il livello di disoccupazione attuale dei paesi mediterranei.  Però se è vero che l'uscita dalla crisi si ottiene ristabilendo gli equilibri monetari e macroeconomici dell'Eurozona, la questione è un po' più complessa e non può essere ridotta al semplice costo del lavoro.

Titolo principale sul sito del Corriere della Sera: "Statali, in 5 anni persi 6 mila euro".

 

Più in basso, per Repubblica:  "Statali, in cinque anni persi oltre 6mila euro".

Beh il titolo è stato loro fornito dalla CGIL .

Ovviamente la CGIL non si domanda se licenziando i cialtroni e eliminando gli sprechi sarebbero rimaste risorse per non tagliare indiscriminatamente lo stipendio a tutti.

Devo dire che non se lo domanda mai nessuno in questo paese.

PS

uno dei due link non funziona

uno dei due link non funziona

eccolo qui:

http://www.repubblica.it/economia/2012/10/10/news/statali-44255388/

 

Come potevi immaginarti, non ti eri comunque perso niente ;)

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