Legge di stabilità 2015: calma e un po' di gesso

16 ottobre 2014 giulio zanella

Da vile ragioniere com'i' sono e fui, sono saltato sulla sedia quando ho visto la slide numero 3 usata ieri da Matteo Renzi nella conferenza stampa di presentazione della legge di stabilità 2015. Trovo la suddivisione delle varie voci tra "entrate" e "uscite" alquanto bizzarra. Ma non è questione di pignoleria contabile: il fatto è che quella suddivisione mette in ombra la sostanza economica, che risulta essere la seguente: con la legge di stabilità 2015 abbiamo riduzione della pressione fiscale per 12,6 miliardi (tanto di cappello, ma non sono 18 come affermato da Renzi) che viene finanziata per circa un terzo con riduzione di spesa e per circa due terzi con nuovo debito. Persiste quindi l'errore di ridurre la pressione fiscale senza ridurre corrispondentemente la spesa, e questo vale anche sotto l'ipotesi che i non meglio specificati risparmi per 15 miliardi della ''spending review'' si materializzino effettivamente. In questo breve post illustro come si giunge a questi numeri riclassificando le voci nella slide numero 3 in un modo più rigoroso di quanto è utile ai fini di comunicazione politica.

Il bilancio presentato da Renzi

Il "bilancio" contenuto nella slide numero 3 è riprodotto qui sotto. In questa riproduzione etichetto ogni riga con una lettera dell'alfabeto per identificare più rapidamente le singole voci successivamente. Come illustrato da Renzi, ci sarebbero 36 miliardi di entrate e 36 miliardi di uscite. 

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Chiariamo innanzitutto rispetto a cosa sono calcolate queste variazioni. Fonti affidabili mi dicono che si tratta di variazioni rispetto al bilancio di previsione 2015 a legislazione vigente. Per essere chiari, questo significa che in quanto segue non sto considerando le riduzioni di spesa e tasse già avvenuti nel 2014 e quindi già incorporati nel bilancio di previsione 2015 (nota: con poco rigore, qui e in quanto segue uso per brevità il termine "tasse", ma quello che intendo sono imposte, tasse e contributi). L'unica eccezione è il "bonus 80 euro", col quale il governo sta facendo un pò il gioco delle tre carte: se lo presenta come nuova riduzione di tasse oggi, allora mentiva quando diceva che era permanente; se invece non mentiva quando diceva che era permanente, allora non si tratta di nuova riduzione di tasse. Ma transeat, capisco il beneficio politico di rendere saliente il "bonus 80 euro" a ogni occasione e non mi aspetto quindi che prevalga l'onestà intellettuale qui.

Quest'ultima dovrebbe però prevalere nella classificazione delle voci. Guardando la tabella qui sopra appare, per esempio, molto bizzarro classificare il maggior deficit come un'entrata. Certo, se prendo a prestito 11 miliardi emettendo nuovi titoli del debito pubblico entra denaro nelle casse dello stato, ma non si tratta di un'entrata nel senso di un conto economico. Confusione simile per i 15 miliardi dalla spending review, che non sono entrate ma minori spese, o la riduzione di IRPEF ("bonus 80 euro") e IRAP, che non sono uscite ma minori entrate.

Una riclassificazione

Qui è dove un pò di pignoleria contabile non fa male, soprattutto se aiuta a chiarire la sostanza economica contenuta nella legge di stabilità 2015. A questo scopo, suggerisco di mettere ordine partendo dal fatto che nel conto economico dello stato ci sono, essenzialmente, due cose: la spesa pubblica da un lato e le tasse (nel senso ampio di cui sopra) e le entrate non fiscali dall'altro. Riclassifichiamo quindi le voci contenute nella slide numero 3 distribuendole tra questi due lati, e usando anche i segni "+" e "-". Quindi, una voce con segno "-" dal lato della spesa è una riduzione di spesa, e una voce con segno "-" dal lato delle tasse è una riduzione del prelievo fiscale.

Il risultato è la tabella qui sotto. Alcune note rapide per illustrare i criteri che ho utilizzato (ma dovrebbero essere evidenti) e il quadro che emerge da questa semplice riclassificazione.

Lato spesa. ''Spending'' e ''Riprogrammazione'' sono riduzioni di spesa (non sono sicuro di capire cosa sia la voce Riprogrammazione, credo si tratti di cancellazione di spese senza copertura ma non sono sicuro). Ammortizzatori (maggiori indennità di disoccupazione derivanti dal Jobs Act), Scuola, Giustizia, Roma e Milano, Cofinanziamento e Spese legislazione vigente sono ovviamente tutte maggiori spese, così come lo sono i 100 milioni di esborso atteso per garanzia pubblica all'operazione TFR in busta paga e il miliardo di rilassamento del patto di stabilità per i comuni. Quindi, dal lato spesa, ci sono 16 miliardi di tagli e 11,6 miliardi di nuova spesa. La riduzione della spesa pubblica è quindi soltanto di 4,4 miliardi di euro. Queste sono le maggiori risorse dal lato spesa nella legge di stabilità 2015.

Lato entrate fiscali. I 3,8 miliardi dall'evasione, se arriveranno, saranno ovviamente maggiori tasse per il settore privato rispetto a quante ne avrebbe pagate a legislazione vigente nel 2015. Idem per le nuove tasse su Slot machine e Rendite. Tutto il resto, invece sono minori tasse via minori tasse e imposte (IRAP componente lavoro, Eliminazione nuove tasse) e contributi (Contratto tempo indeterminato), o maggiori detrazioni: (Bonus 80 euro, Partite IVA, Famiglie, Ricerca e sviluppo). Quindi, dal lato tasse, ci sono 21 miliardi di tagli e 8,4 miliardi di maggiore pressione fiscale. Questi 8,4 miliardi sono quasi certamente una sottostima delle maggiori tasse derivanti dalla legge di stabilità perché come il governo stesso ammette è molto probabile che gli enti locali, le Regioni in primis, aumentino la pressione fiscale. La riduzione delle tasse è quindi (al più) di 12,6 miliardi di euro. Queste sono le minori risorse dal lato entrate fiscali nella legge di stabilità 2015.

Lato entrate non fiscali. 600 milioni dalla vendita di frequenze della banda larga.

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Riassumendo, ci sono quindi 4,4 miliardi di maggiori risorse dal lato della spesa e 12 miliardi di minori risorse dal lato delle entrate. La differenza è di 7,6 miliardi, che il governo coprirà emettendo nuovo debito pubblico. L'emissione complessiva programmata è in realtà di 11 miliardi (pari allo 0,7% del PIL, da cui l'affermazione del governo che il deficit pubblico nel 2015 salirà dal 2,2% al 2,9%) perché il governo ha creato una riserva di 3,4 miliardi se qualcosa dovesse andare diversamente dal previsto (certamente una buona idea). Per esempio, se dall'evasione di recuperassero solo 800 milioni anzichè i 3,8 miliardi programmati allora il maggior debito messo a riserva coprirebbe l'ammanco di 3 miliardi. Visti i risultati della lotta all'evasione negli ultimi anni, questo scenario mi pare molto più probabile di quello sbandierato da Renzi. Ma, di nuovo, capisco che la comunicazione politica è importante e che dire "recupereremo 3,8 miliardi di evaso" è più efficace che dire "recuperemo 800 milioni e ci indebiteremo per altri 3 miliardi". Quindi non mi aspetto che prevalga l'onestà intellettuale neppure qui.

Conclusione

Con la legge di stabilità 2015 abbiamo (rispetto al bilancio di previsione 2015 a legislazione vigente) una riduzione della pressione fiscale di 12,6 miliardi, ma questo è un limite superiore che verrà raggiunto solo se gli enti locali non aumenteranno la pressione fiscale in risposta ai tagli. Non sono pochi marestano  considerevolmente meno dei 18 reclamati da Renzi. La riduzione delle tasse viene finanziata per 4,4 miliardi (cioè per circa un terzo) con riduzione di spesa, per 7,6 miliardi (cioè per circa due terzi) con nuovo debito, e per 0,6 miliardi col ricavato dalle frequenze della banda larga. Questa modesta riclassificazione aiuta a rendere ancora più chiaro che il governo sta riducendo la pressione fiscale, cosa per cui bisogna dargli pieno merito, ma senza ridurre corrispondentemente la spesa. In particolare, si conferma l'irresistibile tentazione di utilizzare i risparmi della ''spendig review'' non per ridurre la pressione fiscale ma per finanziare nuova spesa di altro (o forse, chissà, in parte dello stesso) tipo. Il motivo è sempre lo stesso: la riduzione delle tasse porta applausi e voti alla maggioranza, la riduzione della spesa netta porta proteste e voti alle opposizioni. L'aritmetica contabile è però, anch'essa, spiacevole e anche in questo caso si sta solo rimandando il momento in cui o la spesa andrà ulteriormente tagliata e le tasse aumentate. A meno che l'economia italiana non riprenda a crescere a tassi vigorosi nei prossimi anni, cosa che sembra al momento del tutto improbabile.

41 commenti (espandi tutti)

Due domande

sandro brusco 16/10/2014 - 14:46

Intanto mi scuso perché non ho letto né il DEF di settembre né la legge di stabilità, in cui probabilmente si trovano le risposte alle domande qui sotto. Nel caso ci sia qualcuno più volenteroso di me vorrei sapere:

1) Le variazioni sono rispetto al bilancio 2015 a legislazione vigente, ma quali sono le variazioni rispetto alla previone 2014? Ossia, quando diciamo che le spese vengono ridotte di 4,4 miliardi NON stiamo dicendo che le spese si riducono rispetto a quanto si è speso nel 2014.  Si sta dicendo che si riducono rispetto a quello che si sarebbe speso nel 2015 a legislazione vigente. Ma a legislazione vigente di quanto sarebbero aumentate le spese rispetto al 2014?

2) Ma qualcuno sa se veramente hanno esteso il bonus di 80 euro a tutto l'anno con le modalità vigenti nel 2014? Perché, come avevano calcolato Pellegrino e Zanardi, questo implica un'aliquota marginale effettiva dell'80% sui redditi da lavoro dipendente tra 24mila e 26mila euro annuali. Spero almeno che questi signori abbiano il buon senso di NON prendere il TFR anticipato, che verrebbe tassato a tale aliquota marginale.

Cattura

Nella conferenza stampa di illustrazione della legge di stabilità Renzi ha chiaramente detto che gli importi sono differenze calcolate rispetto alla legge di stabilità 2014; per questo il bonus di 80 euro viene ripresentato e sono  presenti altri importi  già approvati in decreti legge nel corso del 2014 . Non si è però capito bene cosa succede in rapporto a quanto già previsto per il 2015 dalla legislazione vigente: in particolare non si capisce se viene sostituita completamente o se viene integrata dall' attuale legge di stabilità. Ho colto nell' illustrazione due spunti, se non vado errato, su questo argomento: uno quando ha parlato del taglio alle regioni di 4 miliardi, Renzi ha detto che in effetti sarà di soli due miliardi perchè la legislazione vigente prevede un incremento di due miliardi; il secondo quando ha parlato della scuola ha detto che l' incremento finale sarà di 1 miliardo perchè 500 milioni sono già previsti da un decreto approvato nel 2014. Corrado Tizzoni

DEF

Giovanni Vera 16/10/2014 - 17:14

Leggi a pagina 30: (http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/documenti/NdA_DEF_20...). Nel 2014 la spesa pubblica è al 51,4% del PIL della serie ''spendiamo male, ma non spendiamo tanto ''.

Giovanni, grazie mille. Ho dato una scorsa veloce al documento.

Per il 2015 è previsto un aumento del PIL reale di 0,5%. Anche l'inflazione è prevista a 0,5%, per cui il PIL nominale è previsto crescere dell'1%.

Sulla spesa, è particolarmente interessante la Tabella III.1a di pagina 29.  Prima della manovra la previsione era che la spesa nominale nel 2015 fosse 833 mld, due in meno che nel 2014. Per ottenere tale risultato si assume che la spesa per interessi passi da 76,7 miliardi a 74,3. Dato che il debito è in crescita questo è possibile solo se cala il costo medio del debito. Sarei curioso di saperne un po' di più su come sono stati fatti i conti al riguardo. Probabilmente c'è un effetto di trascinamento, il costo cala man mano che giungono a maturazione i titoli emessi a tassi più alti e vengono rimpiazzati da nuovo debito contratto ai più bassi tassi attuali.

Altra voce che cala è quella per ''altre prestazioni sociali'', che include aiuti a disoccupati e bisognosi (spesa sociale non pensionistica), passa da 73,3 a 71 miliardi. Anche qui mi piacerebbe sapere meglio come si ottiene tale riduzione e quanto sia credibile.

Quello che continua ad andare su è la spesa pensionistica,  da 258,9  a 263,1. Chissà se tra i 15 miliardi di ''spending review'' c'è una limatura a questa spesa.

fa piacere vedere che mi pongo le stesse domande di sandro. 

quindi l'inflazione usata è 0.5%. ora dovrebbe essere -0.1%, quel valore comincia ad essere un po' ottimistico. 

inflazione

Giovanni Vera 16/10/2014 - 23:00

Al momento l'inflazione acquisita per il 2014 è + 0,2%(http://www.istat.it/it/archivio/134169). Nel quarto trimestre l'energia trainerà la risalita dei prezzi (http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/09/29/news/energia_stanga...).

brent

marcodivice 17/10/2014 - 12:26

con questi prezzi del brent sarà già un miracolo se non li tira ulteriormente giù.

Queste invece sono le aspettative per l'inflazione per la zona euro.

Quello 0.5% rischia di essere ottimista, ma mi conforta che non abbiano scelto un valore più alto.

Vi sono diverse misure di inflazione. Di solito non importa molto quale si sceglie, ma in questo caso sì. La previsione dello 0,5% si riferisce all'inflazione misurata come deflatore del PIL, che è la misura rilevante per la finanza pubblica, non all'indice dei prezzi al consumo. La due misure possono differire quando i prezzi dei beni importati hanno una dinamica diversa da quella dei beni prodotti all'interno del paese.

Visto che il Brent punta decisamente verso il basso, e che le spinte deflattive sono diffuse assumere che anche il deflattore del PIL punti verso il basso decisamente non è una assunzione sensata? magari sbaglio, ma dovessi fare una scommessa oggi, tenerlo positivo mi sembra giàun gran risultato. Ma, ripeto, magari sbaglio.

Qui il documento aggiornato presso l'UE

Concordo sulle perplessità di Sandro, circa la spesa pensionistica. Io da mesi vado chiedendo LUMI a destra e manca in merito ai dati della spesa pensionistica. La tavola III.1a del DEF (doc. di adeguamento) porta questi dati: pensioni per il 2014 € 258.9 per il 2015 € 263,1.
Se guardiamo il Tomo-I bilancio di previsione INPS approvato a febbraio 2014, la somma per le prestazioni pensionistiche è di € 269,4.
Sto chiedendo da dove vengono presi i dati per il Def relativi alla spesa pensionistica. Non è l'INPS il più titolato per il calcolo della spesa? Qui ballano 9 miliardi circa.
Nota finale: ogni anno i dati consuntivi per la spesa superano quelli previsionali. Molto probabile che anche per il 2014 e 2015 finirà cosi. Che ne pensate Sandro e Giulio?

....è spiegata qui. In particolare non interessa l'ammontare totale della spesa pensionistica, quanto il deficit totale dell'INPS, che è quello che poi incide sui saldi di finanza pubblica, poichè l'INPS sostanzialmente si finanzia in tre modi:
1. I contributi pensionistici dei lavoratori (per dire: potremmo avere in previsione 263 mld in uscita, ma 1.000 in entrata, quindi niente deficit, anzi aragosta per tutti)

2. I contributi "obbligatori" dello Stato, ovvero quello che lo Stato dà all'INPS in forza di leggi, nel 2013 (vedi tabella nel post linkato) erano 93 mld, questi 93 mld, se in aumento, aumentano il deficit dello Stato italiano (il famoso aumento della spesa pubblica a legislazione invariata).

3. I prestiti che lo stato dà all'INPS e che NON SONO DEFICIT AGGIUNTIVO secondo i parametri europei (L. 448/98 art.35), questi "prestiti" (saranno mai restituiti?) erano di 18 mld nel 2013, previsti 25 mld nel 2014, ma per dire si potrebbero aumentare i "prestiti", diminuire i contributi obbligatori dello Stato e avere l'INPS in pareggio formale di cassa e il deficit dello Stato addirittura diminuire.

Tenendo presente che lo spostamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese successivo mette a posto pure la competenza vorrei tanto capire perchè tante persone (compreso te, Claudio) stanno a guardare queste differenze che ai fini del deficit contano NULLA, mentre si dovrebbe guardare al capitolo di spesa nei conti d'ordine dello Stato Italiano, riguardanti i fondi ex art.35 L.448/98, soldi che sono formalmente un prestito (al 2013 circa 70 mld di €), mentre di fatto sono contributi a fondo perduto che saranno ripagati dalle future generazioni.

Scusa Marco, ma le mie domande erano:
1) perchè nel Def c'è scritta una voce per spesa pensionistica diversa da quella del bilancio INPS?
2) sulla base del Def vengono fatte le manovre di tassazione o detassazione, quindi se i conti non quadrano il Def è carta straccia?
Come riportato anche da Sandro Brusco in base alla tavola III.1a del DEF (doc. di adeguamento) sono esposti questi dati: pensioni per il 2014 € 258.9 per il 2015 € 263,1.
Questi dati del Def, sono o non sono corretti, e quale fonte utilizza il Mef per la spesa pensionistica? l'INPS?

... forse sono nello spostamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese successivo (non ho fatto i conti, ma a occhio mi trovo).

1. Il MEF usa i conti INPS, che li aggiorna quadrimestralmente, difatti ho notato che molti guardano il Tomo I e II, senza guardare alle note di variazione, l'INPS dovrebbe rilasciare a giorni (forse lo ha già fatto, nella vita faccio altro) la IIa nota di variazione.
Il DEF programma sulla base delle conoscenze del momento, poniamo che ci sia un accordo (forse c'è) per "prepensionare" 100.000 statali, questo non lo puoi trovare nè nel DEF, nè nelle note di variazione, che si fanno apposta.

2. Il DEF, come la "legge di stabilità" è carta straccia nei limiti in cui indica delle previsioni, se sono molto sballate in corso d'opera si fanno le mitiche "manovre correttive".

Non capisco questo impiccarsi al DEF, all'ammontare della spesa pensionistica (difatti basta spostare di 10 giorni, ma ne bastavano 3, per variarla per cassa), è vero che son 7 miliardi, ma il saldo totale del DEF corrisponde alla previsione del I tomo dell'INPS.
Mi sembra di ricordare un detto "i conti si fanno alla fine", ben altra impostazione è quella del post, che guarda ai dati mancanti e/o farlocchi evidenti.

Che ne pensate Sandro e Giulio?

Lascio a Sandro e giro a Giovanni Federico, se sulla materia sono molto piu' esperti di me

Mi ricorda le pubblicità degli elettrodomestici: " E inizi a pagare da gennaio 20... Yahooo!!!"
Restano solo da vedere tan e taeg :-)

Fatemi capire riduce le tasse di 12 miliardi s'indebita per 11 miliardi, e la discriminante della riuscita o meno dell' operazione è ovviamente la lotta all' evasione ? ha un che di retrò non so perchè :-D

Qual è il tasso d'inflazione che hanno considerato? quanto sono influenzati i saldi da una variazione di quel tasso? Qual è lo scenario che hanno considerato per la spesa per interessi e lo spread?

Prima di andare a vedere se le regioni compenseranno i tagli a loro danno con tasse o tagli di spesa (mica sono obbligati a tassare), idem i comuni, oppure se non fosse stato meglio intervenire sulle pensioni d'oro invece che sui fondi pensione, reputo più urgente farsi le domande di cui sopra. Magari sbaglio.

Sarebbe utile, inoltre, che i media mandassero giornalisti più preparati alle conferenze stampa governative. Le domande fatte ieri (la prima riguardava ACEA!) sono assolutamente inadeguate.

Personalmente io eliminerei la voce recupero evasione (che è una buffonata) e la riserva di 3,4 miliardi che ne rappresenta la sua contropartita. Il bonus Renzi poi somiglia molto più ad un trasferimento (e quindi spesa pubblica) piuttosto che ad una riduzione IRPEF, considerato che: a) sono esclusi pensionati, lavoratori autonomi e imprenditori (soggetti ad IRPEF fino a prova contraria), b) per alcuni il bonus supera le imposte pagate. Fatti questi ulteriori aggiustamenti, le spese non calano, ma salgono di 5,1 miliardi, tasse ed imposte calano di 6,9 miliardi le entrate non fiscali restano a +0,6 miliardi, il maggior deficit è di 11,4 miliardi. Sperando che la Spending revew non contenga aumenti di tasse (vista la definizione bizzarra di entrate ed uscite non ci giurerei).

Qualcuno mi può indicare dove reperire buone informazioni sulle entrate relative a ''banda larga''? Cosa esattamente vendono, come lo vendono, se è un'entrata stabile o una tantum .... cose così.

E' una tantum, si mette all' asta l' uso della banda L che è il pacchetto di frequenza tra i 1452 e i 1492 MHz destinata anni fa Digiata Audio Broadcasting verrà invece utilizzata per potenziare il download delle line da parte delle TLC, per esperienza in questo caso potrebbe essere una stima abbastanza conservativa diciamo che vanno via a 1 miliardo in genere... il problema è che pare che l' UE ha in mente alcuni vincoli relativamente a questa banda e l' asta potrebbe risentirne...

Con la legge di stabilità 2015 abbiamo (rispetto al bilancio di previsione 2015 a legislazione vigente) una riduzione della pressione fiscale di 12,6 miliardi, ma questo è un limite superiore che verrà raggiunto solo se gli enti locali non aumenteranno la pressione fiscale in risposta ai tagli. Non sono pochi marestano  considerevolmente meno dei 18 reclamati da Renzi. La riduzione delle tasse viene finanziata per 4,4 miliardi (cioè per circa un terzo) con riduzione di spesa, per 7,6 miliardi (cioè per circa due terzi) con nuovo debito, e per 0,6 miliardi col ricavato dalle frequenze della banda larga.

Dal che deduco: le Regioni dovranno far fronte a minori entrate fiscali per 5 miliardi (IRAP) su 12.6 miliardi.

Lo Stato, invece, riduce le tasse dei rimanenti 7.6 miliardi che sono esattamente coperti dal nuovo debito pubblico.

Sbaglio?

Ma perché il recupero dell'evasione è qualificato come "maggiori tasse"? Sono le (stesse) tasse (già) esistenti ma non pagate. 

Perche' le tasse non sono risorse per lo stato finche' lo stato non le incassa. Quando le incassa il gettito fiscale aumenta rispetto a quando non le incassava.

1 coperture  (nella migliore - antifrastico - tradizione politica) piuttosto aleatorie

2 Poco credibile il quadro economico di riferimento 3 merito:
  • il “TFR in busta paga” – i lavoratori potranno richiedere l’anticipazione di parte del loro TFR: idea insensata e dannosa, vista la situazione previdenziale italiana ( l’anticipazione sara' – genialmente – tassata secondo l’aliquota marginale IRPEF, probabilmente l’anticipo di quota del TFR non sara' quindi popolare);
  • l’aumento della tassazione sui fondi pensione, che disincentiva la previdenza integrativa (le indiscrezioni sono per un’allucinante aliquota del 20%).
  • Rischio di poverta' per i giovani. 
  • La domanda non si rilancia cosi' : servono taglio REALE del cuneo fiscale e revisione di SPESA per oltre € 50 bn, come efficacemente da Lei sottolineato
  •  le previsioni di crescita GDP secondo dati presentato in Europa sono talmente errate da rivelarsi esilaranti ad una lettura 'storica'. Si confronti l’andamento del PIL italiano reale, unitamente alle previsioni dei governi che si sono succeduti negli anni. vedere errore statistico

Secondo questo articolo del Corriere il taglio IRAP è in realtà di solo 2,9 miliardi. Contemporaneamente all'esenzione della componente lavoro hanno infatti eliminato il taglio del 10% messo in atto nel 2014, per cui l'aliquota torna a 3,9 da 3,4 che era diventata. 

Abbastanza preoccupanti anche le notizie contenute negll'articolo sulla decontribuzione per i nuovi assunti. Viene posto un limite alla spesa. Questo significa che l'accesso ai benefici non potrà essere automatico e dovrà essere razionato, con modalità ancora non chiare. Click day? Prima assumi poi ti diciamo se veramente hai lo sgravio? Un provvedimento già poco utile rischia di non avere alcuna efficacia.

Pazzesco

giulio zanella 19/10/2014 - 21:02

Il diavolo e' veramente nei dettagli. L'articolo riporta anche altro dettaglio inquietante, cioe' che, allo stato attuale, la riforma del regime forfettario per le partite IVA (che io avevo inteso come semplificazione della vita dei lavoratori giovani high-skilled, che avrebbero potuto fare a meno del commercialista ecc) alza si la soglia massima a 40mila per i commercianti ma la abbassa a 15mila per i professionisti! Quindi per questi ultimi le cose peggiorano. A parita' di reddito pagheranno tra l'altro piu' tasse (altro aumento di pressione fiscale occulto) e chi sta sui 20mila avra' incentivo a lavorare meno (o evadere di piu') per scendere sotto la soglia dei 15mila. Spero che il parlamento abbia la decenza di correggere questa stortura.

Un aside: aggiornando l'importo del taglio netto IRAP, la riduzione di tasse arriva a circa 10 miliardi, sui 18 sbandierati da Renzi. Se continuiamo a grattare rischiamo di renderci conto che sono meno della meta' di quelli annunciati. Forse era davvero vero e veritiero che lo chiamavano il Bomba.

mentre Boldrin  ci traduce il titolo :-), ho il tempo per osservare che l'analisi dei provvedimenti governativi ha assunto caratteri farseschi: non c'è mai un punto fermo e certo, le abbondanti anticipazioni fatte filtrare con estrema attenzione si rivelano completamente sbagliate, le slides sono dichiarazioni tonanti di intenti apparentemente solo rumorosi, il consiglio dei ministri decide e rinvia a un consiglio successivo i "dettagli" delle decisioni. e già da un po' le leggi in gazzetta aspettano poi per anni i decreti attuativi e magari una interpretazione vera delle amministrazioni...

per essere propositivi: anche l'informazione, molto malridotta dal vizio atavico della pigrizia, dovrebbe cominciare a pubblicare le dritte e gli annunci del governo con l'evidenza data ai necrologi e alle feste di laurea. e magari chiedere un notaio alle conferenze stampa che autentichi domande e risposte scritte, da fornire coi minuti contati su fogli protocollo in filigrana. poi se ne parla.

A lungo

sandro brusco 20/10/2014 - 00:33

Visto lo stato dell'opposizione e la propensione degli italiani a bersi panzane, direi che il giovin signore fiorentino ha di fronte un radioso e lungo futuro.

Intanto oggi ci ha già fatto rimpiangere le slides in powerpoint. È passato all'annuncio in diretta nei talk show. Poi, forse, un giorno, la legge che spiega anche le coperture. Ma c'è tempo.

il contratto con gli italiani ed il piano autostrade di SB da Vespa?

Mica colpa di SB o MR se gli italiani si aspettano dai politici annunci ad effetto invece di piani meditati e realistici. Magari è colpa del classico.... :-)

Ebbene sì, l'innominabile è stato nominato.
Che dire di questa "manovra"? Meglio o peggio di quelle tremontiane?
Per me è nella scia ma con slides piu' accattivanti (e menzoniere). Leggo tra l'altro che in cantiere si sarebbe anche l'aumento dell'IVA fino al 25%, già programmato dal 2016 se i risparmi di spesa non dovessero tornare. Un artificio già usato in passato e che ci ha portato al 22%. Certo che sperare di aumentare i consumi con il 25% di IVA ... hai voglia quanti 80 euri ci vogliono al mese. :-)

Mario Seminerio e altri (forse Barison su La Voce, ma vado a memoria) appuntano che l'aumento della tassazione sui fondi pensione è un tradimento della promessa della riforma pensionistica, oltre che essere un attentato al risparmio (anche il Ministro Padoan ci ha messo del suo, da Lucia Annunziata ha dichiarato che "ci siamo adeguati all'Europa", mentendo anche abbastanza spudoratamente).
Personalmente ritengo anche sia un (maldestro) tentativo di distogliere l'attenzione da un paradosso: con la Legge Fornero la futura (?) pensione è calcolata "in base ai versamenti effettuati, rivalutati della variazione del PIL", ovvero negli ultimi anni è negativa (avete dato 100 all'INPS vi ritrovate 90), mentre i fondi pensione "complementari" hanno avuto in alcuni casi performance di rilievo assoluto, come il Fondo Cometa, quello dei metalmeccanici (ebbene sì: Landini & Co...), orbene aumentandone la tassazione se ne abbassa la desiderabilità e quindi potrebbe aver meno risalto il furto che sta subendo chi versa (obbligatoriamente...) i soldi all'INPS.

ratio

marcodivice 21/10/2014 - 09:51

magari è anche quesa la ragione ma a me la ratio, di questo ed altri provvedimenti, sembra essere disincentivare il risparmio per spingere i consumi.

Ovviamente non sto parlando della bontà della cosa, ma solo della sua ragione d'essere.

mani in tasca

dragonfly 21/10/2014 - 09:59

credo che confrontare la rivalutazione del montante pensionistico con qualunque altra cosa :-), serva solo a rodersi il fegato, stante l'impossibilità di destinarlo in altro modo. invece si può scegliere col tfr: tenerselo, destinarlo al fondo negoziale e ora (pare!) spenderlo per rivitalizzare l'economia, compiacere renzi e anche il fisco che lo rifila un po', prima di consegnarlo.

il tfr, hic et nunc, non è poi male, ha un pavimento del 1,5% che ad es. un fondo monetario non ha e che il nuovo btpi italia piazza al 1,15%. ci sarebbero molte altre importanti considerazioni da fare al proposito, orizzonte temporale, volatilità, liquidabilità ecc. però anche il "nesci", quello che non sa e non vuol sapere e a cui il governo destina tante attenzioni, forse ci azzecca a non muoversi.

Sul Corriere e tutti gli altri giornali in prima pagina c'è questa modifica all'IVA sui lavori di ristrutturazione (IVA dal 10% a 4%) "bilanciata" dall'aumento contrario sull'acquisto di case nuove.

E' davvero a somma zero? Io personalmente dubito, e in più immagino che avrà anche altri effetti collaterali, tipo favorire le case in centro tendenzialmente più vecchie rispetto alle periferie/piccoli paesi dove si possono fare case nuove.

A me sembra un'idiozia anche per altri due motivi

1) le case nuove "consumano" meno di quelle vecchie e sono mediamente più vivibili

2) le case "vecchie" in centro costano comunque tanto per via della posizione, qui si pone un'ulteriore "sbarramento all'ingresso" sulle altre case. Che effetto avrà sui prezzi? 

Sposterei l'attenzione sul quadro generale, visto lo stato delle finanze pubbliche il rallentamento globale in atto e la situazione geopolitica decisamente calda.

Le assunzioni di base della manovra, non mi sembrano campate in aria come altre volte si è visto.

E' la scelta di fondo che è rischiosa. Manovra in deficit per fermare il crollo del PIL, che sfrutta tutto lo spazio possibile fermandosi proprio sulla soglia del 3%. Per quanto detto sopra, francamente non scommetterei un centesimo che quella soglia non verrà superata. Che succederà allora? Scontro politco con la Ue o manovra correttiva? i mercati aspetteranno o i tassi schizzeranno subito come nel 2011? La mia sensazione è che Renzi abbia scommesso pesante su un QE sui titoli di Stato.

segnalo che la legge nel frattempo è stata stravolta

che, credo unico, aveva detto "i conti non tornano, qui stan facendo annunci privi di fondamento".

Il risultato, ovviamente, fa schifo. Ma questo, oramai, non fa notizia. 

Proprio unico no, dai. L'ho anche ripreso, ma conto una sega io :-)

Ne conosci altri? Per esempio, quel collega (che e' anche un amico e, di suo, un buon economista) che su La Voce scrisse sulla "coraggiosa" "manovrona" che dira', adesso?

E' una riflessione da fare questa, sul silenzio degli agnelli (intellettuali?) italiani di fronte all'ennesimo governo di prestigiatori che continua il tragitto dei precedenti ... dritti al macello, sghignazzando alle creative battute del primo ministro di turno.  

Ma in realtà rido per non piangere. Se penso che la "più grande riduzione di tasse della storia" si è trasformata in questa pagliacciata tassa e spendi mi viene la nausea. Dovrebbero avere la folla con i forconi sotto casa, altro che Leopolda e ciance varie.

 

 

E comunque non sono sorpreso dal silenzio degli "intellettuali". Anzi, magari ci fosse. Questi parlano, e parlano pure troppo! Forquet per esempio riesce comunque a considerarla "una manovra che contiene alcuni interventi positivi". Probabile che l'avrebbe detto anche con nuovi incentivi per le attività equestri e multe più severe per l'abigeato.

Ma la mentalità è quella, sono dei paraculi. Il paese sta andando in vacca e a loro non frega nulla, finché conservano i loro meschini privilegi. Pensa che un collega (si fa per dire) dello stesso Sole 24 Ore, in una chiacchierata di qualche tempo fa, si vantava che lui e il suo giornale "non prendono mai posizione".

L'hai capito, il Woodward de noantri?

la tabella pubblicata dal MEF è totalmente differente. Quella tab. postata sopra dovrebbe uscire dal documento passato al parlamento.Chiedo conferma al riguardo. Fosse così, è roba da restare senza parole.

Si, non ci si capisce piu' niente.  La cosa migliore e' aspettare il testo che uscira' dal Parlamento tra un paio di settimane, quella sara' la parola definitiva.

Comunque si, la tabella pubblicata dal MEF che hai linkato e' completamente diversa da quanto annunciato la settimana scorsa durante lo Show: secondo il MEF le minori tasse sono 5 miliardi (altro che i 18 di Renzi, altro che i 12 che ho ricalcolato io...) e la spesa sarebbe in aumento di 5,4 miliardi. Grande e' la confusione sotto il cielo.

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