L'errore fatale nel piano di Paulson

3 ottobre 2008 michele boldrin

A mio avviso, non solo il piano Paulson ha tutti i difetti e limiti rilevati da molti, ma è affetto da un errore fatale che lo rende fondamentalmente inadeguato a risolvere il problema che intende risolvere.

Partiamo dall'ipotesi che il piano - oramai approvato anche dalla Camera nella sua versione peggiorata con dentro altri $150 miliardi di tagli fiscali fatti a caso per accontentare questo o quell'altro gruppo di deputati - funzioni come l'Amministrazione dichiara di sperare. In altre parole, con i $700 miliardi a sua disposizione il Tesoro USA acquista dei titoli svalutati o "tossici", li mette nella propria cassaforte e passa alle banche che glieli vendono $700 miliardi in buoni del Tesoro o cose simili. Perfetto.

Ora, da quanto ne so vi sono in giro circa $11mila miliardi di mutui ed una quantità altrettanto grande di titoli che li "titolizzano", ossia i famosi MBSs. I dati esatti non ho tempo di guardarli, ma credo di non sbagliarmi, comunque l'ordine di grandezza è quello. Non tutti questi titoli sono su sub-prime, ovviamente, ma i sub-prime sono quasi ovunque, non sono ristretti ad un insieme ben definito e limitato di MBSs, chessò: quelli con di colore giallo. Eppoi non fa molta differenza, perché oramai vanno in mancato pagamento mutui quasi prime o prime, quindi la distinzione conta solo relativamente (però conta, chiaro che conta). Siccome, in particolare, nessuno è in grado di prevedere chi e quando smetterà di fare pagamenti sul proprio mutuo nei prossimi 24 mesi, la cosa è molto semplice: con la eccezione di pochissimi titoli identificabili, la quasi totalità degli $11mila miliardi di mutui titolarizzati in circolazione può essere "infetta" e quindi pericolosa.

Questo spiega agevolmente perché il mercato abbia continui problemi di liquidità: se temi che dietro qualsiasi contropartita ti venga offerta in cambio dei tuoi strumenti liquidi vi siano titoli infetti e non hai maniera di identificarli né sai di chi fidarti, non ti fidi di nessuno e non presti a meno che non ti paghino tassi d'interesse particolarmente alti. Il tutto mi sembra alquanto sensato.

Ora: che frazione di questo materiale pericoloso possiamo togliere di mezzo usando i $700 miliardi che Paulson ha appena ricevuto? Leggo sul NYTimes (credo, note vecchie senza citazione)

According to Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke, who worked with Mr. Paulson to develop the plan, the government would pay "hold to maturity'' prices -- meaning a price based on some estimate of what the asset would be worth once the crisis of confidence had passed, not on what the asset holder could get by selling it today. By doing so, they said, the government would provide troubled firms with an infusion of capital, reducing doubts about their viability and thereby restoring investor confidence. 

Le affermazioni di Bernanke rivelano due cose interessanti. Anzitutto - contrariamente a quanto ama pensare il mio collega ed amico David K. Levine (e con lui qualsiasi economista sensato io conosca) - l'intenzione del governo non è quella di acquistare a prezzi ragionevoli i titoli buoni che il mercato oggi non riconosce come tali e sconta come titoli cattivi, dando così ai proprietari dei titoli buoni la possibilità di tornare ad operare con strumenti liquidi, lasciando che gli altri affoghino come dovrebbero. No, l'obiettivo del governo e della Fed è quella di comprare i titoli cattivi per poterne così liberare le banche che li detengono. Ossia, l'intenzione del governo e della Fed è quella di risolvere il problema dei "limoni" comprando macchine cattive! A che prezzo? I teorici delle aste, che hanno firmato in massa gli appelli a favore del piano di Paulson, sostengono che per una bella parcella loro sanno farlo per bene (salvo poi, per una parcella ancor più sostanziosa, spiegare alle banche come prendere il giro il complicato meccanismo che i colleghi consulenti del Tesoro avranno approntato). Contento chi ci crede ...

La seconda cosa da notare è che non si intende comprare i titoli in essere a prezzi scontati o stracciati, come sarebbe appropriato, ma invece a prezzi calcolati sotto l'ipotesi che il titolo va tenuto sino alla sua maturità e che il flusso di pagamenti che contiene si compia! Come possano al Tesoro ed alla Fed pensare d'essere in grado di fare questi calcoli adeguatamente e fedelmente, lo sanno solo loro. Fa lo stesso, facciamo finta che ci riescano. Insomma, prendiamo per buona questa loro ipotesi assurda secondo cui solo perché lavorano alla Fed ed al Tesoro sanno fare cose che nessun economista accademico o meno s'arrischia di pensare di poter fare. Tutto bene? No, tutto male.

Tutto male perché, delle due l'una: O bene, con i $700 miliardi che le abbiamo concesso (si fa per dire) e grazie all'astuzia dei suoi consulenti, Paulson riesce a pulire completamente il parco buoi degli MBSs infettati, OPPURE, anche dopo che tutte le aste saranno finite,la grande maggioranza dei titoli MBSs che rimarranno in giro saranno potenzialmente infetti. Il fatto che ci vogliano comunque mesi di tempo per fare tutti questi acquisti diventa quasi secondario a questo punto, visto che alla fine la situazione non sarà cambiata. 

Non sarà cambiata perché mi rifiuto di credere che si possano indovinare magicamente quali siano i titoli che contengono i mutui sui quali la gente smetterà di fare pagamenti fra 6, 12, 18, 24 mesi ... questa sfera di cristallo non ce l'ha nessuno, neanche uno come Paulson e nessuno ci crede. Compreranno quello che compreranno, speriamo onestamente e cercando di fare del loro meglio. Ma quando avranno finito di comprare, la quantità di materiale infetto che sarà ancora in giro sarà circa il 90% di quello che è oggi, rebus sic stantibus. 

Se la mia analisi è corretta, ne segue che il piano di Paulson non porterebbe al risultato desiderato neanche se dovesse funzionare.  Il che rende necessario chiedersi se esiste una maniera di risolvere il problema della "temuta infezione" in modo credibile, rapido e poco costoso. Ossia, come convincere il mercato che non è più vero che quasi ogni titolo del tipo MBS rischia di contenere mutui cattivi?

La mia idea è che l'unica maniera di farlo è facendo sapere ufficialmente che i mutui cattivi non ci sono più, sono spariti, si sono volatilizzati, almeno in grossa parte. Per ottenere questo effetto occorre spendere soldi per pagare le rate sui mutui che vanno in default. In altre parole, occorre spendere i soldi che il Congresso ha appeno concesso al Tesoro non per comprare titoli a caso, ma per subentrare ai titolari dei mutui ogni volta che questi smettono di fare pagamenti e la banca che detiene il mutuo pignora loro la casa. I signori che non fanno i pagamenti se ne vanno lo stesso (altrimenti smettiamo tutti di fare i pagamenti) e la banca pignora la casa lo stesso, la gestisce, la affitta, la mette sul mercato o all'asta per rivenderla. Ma il Tesoro, nel frattempo, subentra al mutuatarioe paga le rate su, diciamo, un valore pari al'80% del facciale del mutuo. Questo implica che ogni MBS in circolazione contiene mutui che mai cadranno al di sotto dell'80% del loro valore facciale, il che è molto meglio di quanto sia oggi e, poiché si applica a tutti i mutui e si applica subito non soffre dei limiti messi in evidenza per il piano Paulson.

I dettagli di come gestire il rapporto fra banca e Tesoro per evitare di dare alle banche l'incentivo sbagliato e spingerle, invece, a valorizzare le case pignorate ed a venderle al prezzo migliore possibile (dividendo eventuali guadagni con il Tesoro) vanno aggiustati (grazie a Sandro per gli acuti consigli), ma sembra fattibile. Chiaramente si tratta di una soluzione sub-ottima, a questo punto tutte le sono. Ma costa molto meno di quella di Paulson e funziona subito, dal giorno in cui si annuncia che tale politica verrà adottata. Nessuno si preoccupa se il check arriva fra due mesi, basti che arrivi e che continuino ad arrivare quelli seguenti.

Forse mi son solo fatto una grande confusione ed ho detto una grande cazzata, ma son parecchi mesi che discuto di questa idea con qualsiasi collega conosca ed al momento non ho incontrato critiche devastanti. Sì, c'è il fatto che alla fine si trasferiscono soldi a delle banche che hanno fatto delle cattive scelte di investimento. Ma questo mi sembra inevitabile visto che, la politica con i suoi trucchetti ed i media con le loro isterie, ci hanno spinto all'intervento obbligatorio. Siccome occorre intervenire bisogna dare soldi a gente che ha fatto scelte sbagliate, a dir poco. Credo però che "assicurando i mutui" (che è ciò che la mia proposta fa, implementando quindi quanto i Repubblicani della Camera chiedevano prima di cedere alla ragion di stato e di bottega) si possa trasferire ai cattivi banchieri la quantità di soldi minore possibile, e nel modo socialmente meno dannoso.  

 

78 commenti (espandi tutti)

Ma il Tesoro, nel frattempo, subentra al mutuatarioe paga le rate su,
diciamo, un valore pari al'80% del facciale del mutuo. Questo implica
che ogni MBS in circolazione contiene mutui che mai cadranno al di
sotto dell'80% del loro valore facciale, il che è molto meglio di
quanto sia oggi e, poiché si applica a tutti i mutui e si applica subito non soffre dei limiti messi in evidenza per il piano Paulson. 

Mi pare un'ottima idea per far fronte alla presente crisi di liquidita', ma la solvibilita' del sistema finanziario rimane un problema irrisolto se al momento 11 trilioni in mutui sono garantiti da proprieta' edilizia che vale sostanzialmente di meno (e, prevedibilmente, continuera' a valerlo per molti anni). Se il Tesoro, quando subentra al mutuatario, paga l'80% delle rate nominali, per la banca il mutuo (in termini di Valore Attuale Netto) vale improvvisamente l'80% di meno, e questo portato a bilancio puo' essere devastante (specialmente se il mercato si mette a usare questa cifra come benchmark per stimare il valore di tutti i mutui, anche quelli non in sofferenza).

Inoltre, temo che per il Congresso "assicurare i mutui" significhi "assicurare i mutuatari", cioe' permetter loro di continuare a occupare la proprieta' come se le rate le pagassero loro.

vale improvvisamente l'80% di meno

vuoi dire il 20% di meno, che è molto di più di quanto valgano oggi tutti pezzi di carta che circolano con dietro mutui. Nell'ipotesi da me descritta, questa riduzione in valore del 20% varrebbe solo per alcuni, cioé quelli che fanno default (devo dire che non mi piace questo numero fisso e che andrebbe aggiustato a seconda degli stati o addirittura delle contee, ma lì il discorso si fa troppo complicato per un blog ...).

Se il mercato si mette ad usare il worst outcome come maniera di prezzare TUTTI i mutui, allora credo vi sarebbero delle forti possibilità di arbitraggio, non ti pare? Me ne compro anche io un tot! A meno tu non ti aspetti che TUTTI gli 11milia miliardi di mutui vadano a ramengo, che mi sembra un pelino eccessivo.

Tieni conto che l'expected recovery value, after default, è il 50%.

Quello che per il Congresso una frase voglia dire o meno non è affar mio. Io so cosa significano le frasi che scrivo io. 

vale improvvisamente l'80% di meno

vuoi dire il 20% di meno,

Si' certo,  volevo dire l'80% del valore nominale.

Se il mercato si mette ad usare il worst outcome come maniera di
prezzare TUTTI i mutui, allora credo vi sarebbero delle forti
possibilità di arbitraggio, non ti pare?

Ma allora ci dovrebbero essere anche adesso che il mercato fa proprio questo, no?

Quel che dico e' che i problemi di liquidita' sono risolubili restaurando fiducia, e la tua proposta mi pare utile in questa direzione, ma cio' al piu' ripristina il valore del mutuo a un livello realistico anziche' di svendita causa panico. Questo nell'immediato e' gia' un grosso risultato, non dico di no: ma se il livello realistico e' destinato a restare per molti anni al di sotto di quello che rende le banche con net worth > 0, prima o poi bisognera' anche pensare, separatamente, a come ricapitalizzare le banche. E questo richiedera' risorse finanziarie molto sostanziose, dato che molti mutui sono stati concessi a prezzi di bolla.

A meno, ovviamente, che i governi decidano di monetizzare il debito, proprio e delle banche: in altri termini, si mettano a perseguire alti livelli d'inflazione. Non credo di essere l'unico a temere cio': mica per niente l'oro sta da diverso tempo a 800 - 900 dollari l'oncia mentre le altre commodities stanno declinando a causa delle aspettative di recessione.

Allora siamo perfettamente d'accordo. In particolare:

prima o poi bisognerà anche pensare, separatamente, a come
ricapitalizzare le banche. E questo richiederà risorse finanziarie
molto sostanziose, dato che molti mutui sono stati concessi a prezzi di
bolla.

Certo, non c'è dubbio. Infatti occorrerà cambiare la maniera in cui si regolano e il ruolo della Fed, oltre che i suoi modi di funzionamento, chiaramente inadatti. Vorrei anche sperare che, se qualcuno riesce a far sì che la regolazione bancaria cambi in meglio (ma, anche qui, non è tanto chiaro cosa sarebbe il caso di fare) le banche finiscano per ricapitalizzarsi da sole. Insomma, riescano a reggere il fatto di aver perso un 10-20% dei soldi investiti in mutui e case, trovino gente disposta ad investire e vedano di cercare di fare profitti  (possibilmente veri, questa volta) in qualche altro settore o attività. 

Il mio ragionamento era strettamente limitato all'emergenza. Parto dall'assunto (che non mi convince del tutto, sia chiaro, ma sembra essere l'opinione dominante e che i fatti supportano) secondo cui le banche e gli agenti finanziari in questo momento NON sono in grado (perché? boh ... occorre chiederlo a Bernanke, Paulson e magari anche Blinder e Summers) di prezzare adeguatamente i titoli in essereed hanno bisogno che un agente benevolente esterno gli risolva il lemons problem. Lo so, lo so, Enzo, i governi benevolenti non esistono. Ma quando tutti ci credono diventano un po' come la beata vergine: dobbiamo anche noi, miscredenti, far finta di crederci e giocare con il gioco che ci passa il convento ...

Allora l'errore fatale sarebbe che manca uno 0?  7.000 invece di 700, con concrete possibilità di poterseli riprendere tutti tra qualche anno, a crisi finita?

mi sfugge una cosa

raf 4/10/2008 - 09:03

non capisco una cosa. La crisi nasce dai mancati pagamenti dei mutui.  Come mai gli americani non riescono a pagare i mutui con un pil crescente e con i tassi di interesse fra i più bassi del mondo  ?

non capisco una cosa. La crisi nasce dai mancati pagamenti dei mutui. 
Come mai gli americani non riescono a pagare i mutui con un pil
crescente e con i tassi di interesse fra i più bassi del mondo  ?

Se vuoi la mia opinione, in parte perche' sono anche indebitati su altri fronti (consumer credit, carte di credito), e in parte perche' non gli conviene, dato che si sono perse le buone abitudini antiche ;-). Supponi che uno abbia avuto un mutuo del 100%, senza alcun pagamento iniziale: la rata del mutuo e' stata una specie di affitto, e quando e' cresciuta troppo e' bastato mettere le chiavi di casa in una busta e spedirle alla banca (la cosiddetta "jingle mail"). Per confronto, guarda in questo grafico cosa successe al prezzo delle case in Hong Kong tra 1998 (Asian Crisis) e 2003-2004 (epidemia di SARS e recessione): persero circa il 70% del valore rispetto ai picchi del 1997! Eppure il numero dei defaults fu molto limitato, anche se in parecchi all'epoca erano in "negative equity", cioe' col valore dell'immobile ben inferiore al mutuo rimanente.

A questo punto gli americani sono troppo indebitati a prescindere . Quindi mi chiedo non sarebbe più opportuno un piano di stimolo dell'economia contemporaneo ad un inasprimento delle regole di erogazione dei mutui ? in Italia non puoi fare un mutuo del 100% con la rata del 100% del tuo stipendio.

Inoltre fino a che i valori delle case non aumenteranno le banche non rientreranno delle loro esposizioni attuali. Il governo americano dovrebbe subentrare al mutuatore pagando le rate ma dovrebbe "congelare" l' immobile togliendolo temporaneamte dal mercato per far salire il prezzo degli immobili.   Un po' come avviene in italia . Quando il prezzo scende nessuno vende più, questo avviene più per psicologia che per azioni concordate, ma il fatto è che in italia i prezzi non scendono mai.

non e' affatto vero che se i prezzi scendono nessuno vende perchè non tutti se lo possono permettere (anche in Italia) ...

in questa notizia

[...]Il sogno dei milanesi — la casa di proprietà
— si infrange sugli scogli del caromutui. Chi ha comprato sempre più
spesso si rende conto di avere peccato d'ottimismo. E appende al
portone il cartello «vendesi».[...] Molte famiglie non aspettano la resa dei conti
con la banca. Vendono prima. «Sette-otto mesi fa è cresciuto in modo
consistente il numero dei milanesi che si sono rivolti a noi per cedere
la seconda casa comprata pochi anni fa...[...]

[...]... spiega Armando Borghi, direttore del
master sul mercato immobiliare dell'università Bocconi. «Chi ha
comprato due-tre anni fa e oggi vuole vendere difficilmente riuscirà a
recuperare tutto l'investimento — avverte Borghi —. I prezzi hanno
cominciato a scendere e il ridimensionamento continuerà per tutto il
2009». [...] La difficoltà delle famiglie a far tornare i conti
per colpa della casa è confermata anche da un'indagine Tecnoborsa
(società Unioncamere). Un terzo di chi ha venduto un immobile nel
2006-2007 lo ha fatto per bisogno di soldi e non per reinvestire. Tra
chi intende vendere tra 2008 e 2009 la percentuale è sale al 43%. [...]

 

 ma partendo dalle notizie di un anno fà ... e' sotto gli occhi di tutti che il fenomeno sta straboccando verso un immenso problema sociale ...

ma a parte questo, per entrare nel tema del post e aprire una eventuale valutazione su un piano di salvataggio a cui stanno pensando (???) per l'Europa, la domanda e':

cosa si sa dei MBS costruiti con i mutui italiani ? quale il loro valore ? 

in Italia il fenomeno dell'insolvenza è ormai dilagante su mutui che erano abbastanza "prime" ma che con lo sconvolgimento dei tassi variabili sono diventati di fatto ... "sub prime"

inoltre il domino e' partito e la spirale ormai inevitabile della discesa del valore degli immobili non fa che aumentare l'insolvenza ...soprattutto per le banche aumenta la crisi di liquidità perchè anche con le esecuzioni immobiliari ... riescono a recuperare sempre meno ...

... come tutto questo si lega alla voce (non ufficiale) che sta circolando  secondo cui

UNICREDIT è TECNICAMENTE GIA' FALLITA ?

 

 

 

 

 

Ciao, potresti fornire dati sul fatto che "il fenomeno dell'insolvenza e' ormai dilagante su mutui che erano abbastanza prime"? Inoltre mi farebbe piacere vedere qualche dato anche sul fatto che UniCredit sia "tecnicamente gia' fallita", riportare voci in questo modo non credo aggiunga molto a questo blog. Grazie!

su UniCredit, una cosa sembra certa, l'operazione in pieno week-end ha evitato un possibile crack  (?)

l'operazione è una ricapitalizzazione di 6,6 miliardi di euro che se non è un miracolo di questi tempi, poco ci manca ... e la borsa per il momento non ha premiato, anzi ...

"Per Unicredit, un giorno da batticuore. Il titolo in Borsa è arrivato a perdere il 13%, per poi essere sospeso, ricongelato per eccesso di rialzo. Alla fine Unicredit ha fatto segnare a Milano un calo di quasi sei punti. percentuali. "

comunque mi scuso, non volevo aggiungere niente (non ho nessun titolo più o meno ufficiale che mi possa permettere di poter credere di "aggiungere" anche una sola virgola) ... la mia intenzione è chiedere e fare qualche domanda ... partendo da considerazioni che sono il frutto dell'esperienza che può avere un sempice cittadino, uno studente o un lavoratore qualsiasi ... o frutto di "rumors" su cui ... addirittura c'e' chi fa i soldi (tanti soldi) con l'insider trading ...

se poi le risposte non arrivano ci sono più spiegazioni tra cui quella per cui o la domanda è troppo cretina, oppure la risposta non interessa nessuno o non è nell'interesse della linea editoriale del blog ... 

l'insolvenza italiana dei mutui è un fenomeno sicuramente crescente ... oltre le notizie che si trovano in rete che rilanciano varie statistiche e vari studi di associazioni diverse (per lo più di parte dei consumatori) ... almeno per le esecuzioni giudiziarie, se Brunetta ci riesce basterebbe tirare fuori un report dai tribunali (ogni riferimento alla disfunzione della pubblica amministrazione è puramente voluta:-) ... ma se capisco l'invito ai dati ... presumo che si voglia sostenere che questo fenomeno potrebbe essere irrilevante per la struttura del credito in italia che come ci stanno raccontando su ogni media ... è fuori da ogni pericolo presente e futuro ...

comunque ad aprile scorso un allarme lo ha lanciato anche l'antitrust ... e nel frattempo l'euribor continua a salire ...

E chi ti ha detto che i mutui negli States costano poco ?

Da una rapida verifica on line ho trovato tassi medi per mutui fissi a 30 anni ($ 160.000 per acquistare casa, NY State) tra il 6,700% ed il 6,900 con fees intorno a $ 1000

per un quadro complessivo vedi qui:

http://www.freddiemac.com/dlink/html/PMMS/display/PMMSOutputWk.jsp?week=...

Per darti un termine di paragone, gli utlimi mutui da me stipulati (scorsa settimana) avevano i seguenti tassi:

5,355%  fisso 20 anni Deutsche Bank - Bancoposta

6,15% fisso 30 anni BNL

5,90%  fisso 15 anni Banca Popolare di Ancona

5,70% fisso 25 annni Barclays Bank

6,00% fisso 20 anni Unicredit

La commissioni oscillavano tra 0 e 500 euro

 

A me pare logico che lo stato debba intervenire proprio sui mutui, definendo con le banche un contratto base da applicare a tasso fisso a tutti coloro che hanno contratto un mutuo nel caso il reddito del mutuatario sia manifestamente inferiore rispetto alle somme mensili o semestrali da pagare. E lo stato deve, attraverso tale contratto, divenire il fidejussore garantendo quindi la certezza del credito alle banche. E ovviamente riservarsi il diritto di acquisire in proprietà l'immobile magari dandolo in affitto al mutuatario insolvente ad un prezzo da questi sostenibile.

In questo modo torna la stabilità perchè l'intervento statale è veramente mirato solo sulle posizioni a rischio e come contropartita per la propria fidejussione lo stato ottiene la proprietà di un immobile dal quale può ottenere una piccola rendita annuale (ossia un affitto). Vorrei far presente una cosa: insolvente non significa che il mutuatario guadagna zero dollari annui, ma bensì che -adesso- guadagna 'poco' rispetto alla rata da pagare. (e ovviamente non è detto che per sempre guadagnerà poco)

 

Questa crisi si trascina da un anno, e da mesi si leggono su riviste e quotidiani specializzati e tesi più varie, le soluzioni più esotiche, ma nessuna di esse stranamente va a focalizzarsi sulla figura centrale che ha dato origine alla crisi: il 'mutuatario' insolvente.

E realmente a questo riguardo non capisco perchè sino a oggi nessuno abbia pensato a fare un semplice  controllo sulle dichiarazioni dei redditi dei cittadini americani che hanno preso un mutuo per l'acquisto di una casa.

Traduco: ormai come in Italia, pure negli USA da molti anni immagino sia tutto informatizzato, e quindi per l'amministrazione federale americana è semplicissimo ottenere questo dato -fondamentale- per capire i numeri effettivi, altrimenti si continua a parlare di un 'qualcosa' di realmente indefinito se non si riesce a 'mapparne' i contorni.

Attraverso questo semplice dato, ottenibile penso in meno di una settimana tramite l'amministrazione del fisco americano, è possibile da subito avere una idea 'certa' della percentuale di mutui oggettivamente a rischio rispetto al totale degli 11 trilioni di dollari.

non ho capito una cosa. Andrea ha un mutuo subprime sul quale defaulta. Il governo assicura i pagamenti del mutuo. A chi? Alla banca che quel mutuo aveva emesso ? Se paghi la rata alla banca che aveva emesso il mutuo la banca si prende la casa e le rate del mutuo? O questi soldi vanno a qualcun altro? Come funziona?

Non sono ancora convinto. Alla fine la questione e' che si stanno ricapitalizzando le banche: hanno grosse perdite e vanno ricapitalizzate. Ok. Ma perche' attraverso un meccanismo che ne limita le perdite - ad azionisti costanti (quindi con grosso effetto bailout che michele riconosce) - e non con un meccanismo che ne diluisca il capitale - cioe' con emissione di equity? La funzione del governo/fed  forse dovrebbe limitarsi alla regolamentazione/osservazione/spinto alla ricapitalizzazione. Se non si trova nuova equity, cosa possibile, credo, bisogna capire perche': io credo che se cio' dovesse succedere sarebbe una questione di incertezza dei books, e quindi credo che il governo/fed dovrebbe anche agire su questo.

Insomma, io non credo sia completamente veroche un bailout sia necessario.

Dunque, siamo al mercato della frutta del mercoledi'. Si e' sparsa la voce che un sacco di bancarelle vendono mele cattive che, mangiate, fanno venire la cacarella per cui nessuno vuole comprare e i fruttivendoli stanno fallendo miseramente portando la societa' allo sfascio.

Paulson dice: datemi subito un sacco di soldi che compro io tutte le mele marce e siamo a posto.

Boldrin dice: non sappiamo ne' quante siano le mele ne' chi le abbia. Inoltre tolte le mele marce ne marciranno tante altre in futuro perche' il virus sta sempre li'.

Bisin dice: andiamo banchetto per banchetto ad annusare le mele e buttare via quelle brutte. Nel frattempo la gente compra le mele all'ingrosso (la FED) che li' son buone.

Cochrane dice: lasciate che i fruttivendoli falliscano tutti. Arriveranno i cinesi e si compreranno i banchetti. E' il mercato, baby.

La BCE (nella persona di bini smaghi) dice: Lo Stato intervenga, compri i banchetti e cambi tutti i fruttivendoli!

Boldrin/Levine dice: trattiamo le mele con una medicina cosi' che da marce diventino buone (scusate non mi veniva analogia migliore al "comprare le case")

La palin dice: ho fatto una torta di mele. Qualcuno ne vuole un po'?

Chi manca?

Posso dire che nessuna di queste mi convince *presa da sola*? Prese insieme secondo me si inizia a ragionare.

Questo va nei top ten commenti. Vince una maglietta, che non abbiamo ancora fatto, che ne abbiamo gia' distribuite un paio, ma giuro che stavolta le faccio. Che taglia?

Urka, la maglietta! Ed e' con l'orgoglio di chi ha appena perso 3 chiletti di panzetta che dico: S/M.

 

Concordo. Tre urrah per il nuovo Johnny Appleseed.

manca un marxista che propone nuovi agricoltori per coltivare nuovi campi per poi raccogliere e poi vendere un nuovo frutto: la pera

poi i marxisti riformatori che propongono le pere geneticamente modificate ...

eppoi ...

poi non mancherà, chi li boccia relegandoli nella loro ideologia di "minoranza perdente" con l'affermazione...

"sono sempre i soliti: sbagliano l'assioma mischiando le mele con le pere" :-)

Ricapitolando, se ho ben capito

a) Michele, sospettando di dire una
grande cazzata, sostiene che un modo razionale di allocare i soldi
del tesoro sarebbe quello di tenere conto del comportamento di
ciascun mutuatario “sottostante” all'MBS;

b) Alberto, immaginando di dire una
grossa pirlata, pensa di prendere i libri di tutte le istituzioni
finanziarie interessate e ripulirli;

c) Mario Morino, replicando ad Alberto dice che un lavoro di
revisione così ampio sarebbe lungo e costoso, ma fa un'osservazione “da revisore” (non necessariamente una cazzata);

d) Io vi faccio ora una proposta
da contabile cercando di unire la “pirlata” alla “cazzata”.
Seguendo il ragionamento di Alberto si potrebbe -invece che revisionare- (1) fare una contabilità
in partita doppia di tutti i crediti e dei relativi derivati valutati
al valore nominale. La cosa non dovrebbe essere affatto impossibile:
tutti questi dati sono già nella contabilità di qualcuno, basta
aggregarli. (2) Poi si sceglie un criterio ragionevole di valutazione, basandosi su fatti:
questo non può essere puntuale, ma statistico, per il semplice
motivo che non sappiamo se e da quando il signor x non pagherà le
rate. Ma sarebbe (3) la base per valutare correttamente come svalutare le
varie attività e trattare equamente tutti quelli che vogliono vendere al Tesoro le proprie attività.

Ho detto la madre di tutte le pirlate?

Mah, direi che sulla d) la vedo dura con un criterio statistico, a meno che con criterio non intendi cose tipo puntare un dito "casuale" su un foglio. Come vorresti discriminare, quali sono le variabili del modello? Numero di carte di credito revolving possedute - Durata del mutuo - Luogo geografico dove si sono svalutati maggiormente gi assets - colore dei capelli? Come ha ben sottolineato Michele ed altri, è difficile se non impossibile capire chi sarà il prossimo a fare il botto. 

Un'altra questione è che qui si sta discutendo dei mutui, ma tutti gli altri derivati i che sono stati appesi al mutuo a mo' di alberello di Natale per spalmare il rischio diventeranno carta straccia presumo.Il problema dei CDS è già stato parzialmente affrontato con i precedenti salvataggi delle società assicurative, ma mi sa tanto di soluzione temporanea, il problema si ripresenterà.

Detto questo,  attendiamo che Paulson venga scoperto con una roulette a scegliere quali mutui "acquistare" mettendo in pratica il famoso metodo di simulazione Montecarlo.

Forse mi sono espresso male.

Se acquisto un credito subentrando nella posizione del cedente (meccanismo proposto da Michele), nello stabilire il prezzo devo comunque valutare ciò che acquisto, che sarà dato da variabili quali (1) valore nominale (2) presumibile incasso (e questo, riguardando il futuro, non si può che stimare su classi omogenee di crediti; non guarderei al colore dei capelli ma ad esempio ad indici di concentrazione del rischio) e (3) valore attuale dei beni in garanzia, al netto dei costi di gestione o alienazione.

Quello che osservavo è che se si combinasse ciò che propone Alberto utilizzando la partita doppia con quello che propone Michele si avrebbe un discreto meccanismo di controllo dell'utilizzo delle risorse e degli agency costs.

Cerchiamo di capirci allora! Il criterio di valutazione è, conveniamo su questo, difficile da trovare e le banche tenderanno a nascondere il più possibile l'entità reale dei mutui trash, perchè se da un lato è conveniente per loro cercare di ottenere il più possibile dal Tesoro, è altrettanto vero che l'ammontare di monnezza è ben superiore a quello salvabile dal piano. E una sincera disclosure sul reale ammontare dei titoli, con annessa onesta svalutazione degli assets, creerebbe un effetto sul mercato disastroso.

Quindi, il problema da quanto ho capito è su due fronti: evitare il panico e evitare o default. Ora, l'orizzonte temporale gioca un ruolo importante nella soluzione proposta da Michele. Mentre il piano Paulson prevede di affrontare la cosa ex-ante, ossia compro le mele marcie dal mercato, la soluzione di Michele prevede che ok, tranquilizziamo tutti, i soldi ci sono, se un mutuo va in default subentra il tesoro, ma tu banca fai il tuo dovere e ottieni il max dalla vendita dell'asset.  

Non si tratterebbe di un vero e proprio factoring (cessione del credito), ma di una "mano visibile" nel caso ci fossero problemi. La tua soluzione si pone come soluzione al pricing delle attività, il che è ineccepibile dal punto di vista contabile. Ma indirettamente appoggia il piano Paulson, con una specificazione da adottare in più sul trattamento di ogni singolo agente.

Mentre trovo corretto lasciare nel proprio brodo coloro che hanno creato questo casino, intervenendo solo ove ce ne sia la necessità, ossia subentrando al debitore per un periodo che sia il più breve possibile (qui il problema degli incentivi)

 

In realtà il mio ragionamento cerca di seguire sia Michele che Alberto, che sono entrambi scettici sull'acquisto indiscriminato delle attività.

Uno dice di "comprare" l'attività solo in caso di default con il subentro nella posizione. L'altro dice di farlo una volta controllati i libri.

Per la prima soluzione, visto che ci sono risorse scarse, si porrebbe comunque un problema di prezzo: ad esempio non sarebbe giusto comprarsi un credito non adeguatamente garantito pagandolo al residuo nominale, perché ciò premierebbe il cedente, mentre sarebbe ragionevole comprarsene uno per cui esistano garanzie capienti. Se aspetto il default per comprare il credito senza fissare prima il prezzo, in qualche modo premio chi mi vende la mela marcia: entrambi sappiamo che QUELLA mela è marcia.

Quello che io osservo è che la seconda soluzione (Bisin), fatta in un certo modo -e cioè rifacendo i libri-, sarebbe strumentale alla prima.

Per me di fondo ha ragione Boldrin, anche se vorrei segnalare due cose:

i) l'intervento non deve essere sui 'titoli' ma sui singoli mutui. Questo perche Il 'titolo' mi pare di capire è un valore che accorpa più mutui. Viceversa lo Stato non deve intervenire comprando ' titoli', ma attivando un contratto nuovo tra banca, Stato e mutuatario su ogni singolo mutuo erogato a persone con -dichiarazione dei redditi- troppo esigua rispetto alla rata del mutuo.

ii) il criterio attuale col quale si qualifica 'sub-prime' un mutuo va abbandonato (e va i.e. usato quello da me suggerito nel post precedente ossia quello del reddito del mutuatario ) Occorre tornare all'abc del credito, e stimare ogni posizione debitoria in base alla effettiva dichiarazione dei redditi del mutuatario piuttosto che al suo 'punteggio sub-prime'. Il criterio attuale, che si basa anche sulle negligenze e altri fattori, è quello che ha prodotto questo disastro.

   Quindi, anche in termini di lemons seller, per me l'unico modo per vedere che motore c'e' sotto il cofano, e fornire prova convincente ai mercati e quindi ai singoli risparmiatori, è quello di vedere che cilindrata effettiva ha ogni macchina, in termini di capacità reddituale, rispetto al peso del mutuo. Solo in questo modo, in una situazione del genere, nei books delle banche che hanno concesso i singoli mutui poi raggruppati in 'titoli' possono ricominciare ad apparire poste di bilancio quasi 'certe'.

 

   Il vero punto interrogativo è: quanti di questi mutuatari hanno la capacità reddituale per onorare almeno in parte percentuale i loro mutui? E in quale percentuale ? Lo si può determinare solo sapendo il peso di ogni singolo portafoglio rispetto a quello del mutuo. Questo è il dato da cui si deve partire per valutare le possibilità di rientro di una posizione debitoria. E questo dato il ministero delle finanze americano già lo ha. E assai probabilmente già lo ha fatto pervenire al  governo americano.

   Avendo lavorato da giovane 3 anni in banca mi permetto una frecciatina ai 'bancari rampanti' di oggi di wall street e dintorni che hanno causato questo disastro: a mio avviso questi signori si sono sentiti non 'bancari' ma 'banchieri' solo dotandosi di pseudo-strumenti per valutare i fidi concessi, e si sono creduti pure veri economisti quando in realtà non lo erano; era ovvio che finisse così.

  Detto ciò, Boldrin secondo me ha colto in pieno la vera essenza della questione: " assicurando i mutui si può trasferire ai cattivi banchieri la quantità di soldi minore possibile, e nel modo socialmente meno dannoso" Il suo è un ragionamento ottimo e mi convince.

... the party has begun. Notasi la chicca: il capo del transition team viene da Goldman and Sachs, una delle imprese che più di tutte guadagneranno dall'operazione (indipendentemente dal suo esito)!

the party has begun? in verità sta solo continuando, come aveva scritto qualche giorno fa l'ex vice governatore della banca centrale polacca (se ve lo eravate perso), in una lettera al FT.

Mauro, devi aver sbagliato copia ed incolla perché invece della lettera ad FT viene la home page di nFA! Me l'ero persa, riusciresti a trovarla? Grazie.

P.S. Se sospetto correttamente, condivido: sta solo continuando. Sono 20 anni che fanno il party a spese del resto del mondo, tra Wall Street and the City, ed ora ovviamente continua. Sto lavorando sui numeri, e devo dire che sono ancor più sorprendenti di quanto immaginassi. Spero di poter scrivere qualcosa di serio fra un paio di settimane, ora ho purtroppo altre incombenze. Son certo che qualche anima bella finirà per darmi del "socialista", ma è vero il contrario. Questo party è figlio del socialismo e dello stato assistenziale, diciamo che ne è la logica contropartita ... oh well, better go back to editorial work. 

Tabellini dice qualcosa con grande chiarezza rispetto all'idea che ora lo Stato e la politica possano accreditarsi come salvatori della patria (http://www.igier.uni-bocconi.it/whos.php?vedi=2631&tbn=albero&id_doc=177)

LOBBY E SUBPRIME

Una cattiva politica dietro la crisi del mercato

Guido Tabellini

di Guido Tabellini

«Avidità, globalizzazione, ideologia liberista: ecco le vere cause della crisi finanziaria in corso». È una tesi seducente, che piace molto ai nostri politici desiderosi

di apparire saggi e rassicuranti. Ma è una tesi fuorviante. Dietro la crisi della finanza americana vi è certamente un fallimento del mercato. Ma vi è anche un

clamoroso fallimento della politica, catturata dalle lobbies e da interessi particolari. L'ideologia liberista c'entra poco. Ha contato molto di più il portafoglio di alcuni

influenti uomini politici americani.

Gli eccessi sul mercato americano dei mutui subprime, da cui è nata la crisi finanziaria, cominciano soprattutto nel 2003. Prima di allora i mutui subprime erano

pochi. Ma la rapida crescita dei mutui ad alto rischio è stata spinta dalla politica, assai più che dalle forze di mercato. Un ruolo cruciale lo hanno avuto Fannie

Mae e Freddie Mac, le agenzie sponsorizzate dal Governo federale. Forti della garanzia governativa che consentiva loro di indebitarsi a basso costo, queste

agenzie sono entrate con aggressività sul mercato dei mutui immobiliari ad alto rischio, diventandone il principale acquirente e stimolandone la crescita. A fine

2007 l'esposizione di Fannie e Freddie ai mutui ad alto rischio superava i mille milardi di dollari.

Il comportamento irresponsabile delle due agenzie non fu un errore casuale. Era il frutto di una precisa scelta politica. Per realizzare il sogno americano di una

casa per tutti, nel 2004 il Dipartimento di Housing and Urban Development (cioè il ministero per le politiche sull'abitazione) diede esplicito mandato a Fannie e

Freddie di aumentare i prestiti ad alto rischio. Anche il Congresso ebbe un ruolo importante, e non solo con riferimento alle due agenzie governative. Nel 2003 fu

approvata una legge, l'American Dream Downpayment Act, che sussidiava l'acquisto di abitazioni quasi interamente finanziate con prestiti, cioè senza che

l'acquirente dovesse mettere soldi suoi. Di fatto, era un sussidio agli acquisti irresponsabili.

In quegli anni alcune voci influenti si levarono per cercare di fermare la folle corsa dei mutui subprime. L'allora presidente della Federal Reserve Bank of Saint

Louis, Bill Poole, andò più volte in Congresso a denunciare i rischi in cui incorrevano Fannie e Freddie.

Continua u pagina 10

E nel 2005 tre senatori repubblicani, Elizabeth Dole, Chuck Hagel e John Sununu, cercarono di introdurre una legislazione più restrittiva. Ma questi tentativi non

ebbero successo, perché osteggiati dalla maggioranza democratica in Congresso. Una recente ricerca di tre economisti di Chicago, Atif Mian, Amir Sufi e

Francesco Trebbi, rivela che in realtà dietro il mito americano di una casa per tutti si celavano interessi politici ben più concreti. Tra il 2001 e il 2006 gli

intermediari che raccoglievano i mutui immobiliari, inclusi Fannie e Freddie, si impegnarono in una sfrenata attività di lobbying, finanziando la campagna elettorale

di molti membri del Congresso. E non a caso, i finanziamenti delle lobbies si concentrarono proprio sui deputati eletti nei distretti a più alta concentrazione di

mutui subprime.

Insomma, attenzione a non trarre lezioni sbagliate dai drammatici eventi di questi mesi. L'idea che i politici sono i nostri santi protettori, che ci proteggono

dall'avidità degli speculatori, è priva di fondamento. La crisi che attanaglia l'America è frutto di tanti errori. Non c'è dubbio che vi sia stata un'eccessiva assunzione

di rischi da parte dell'intera industria finanziaria, e una grave disattenzione delle autorità di supervisione. Ma anche la politica ha avuto un ruolo determinante, sia

nell'alimentare la crescita dei mutui ad alto rischio, sia nell'impedire una regolamentazione più severa. E questi errori politici non sono il frutto di ideologie liberiste.

I politici americani sono stati catturati dai quattrini di chi raccoglieva i mutui subprime, vendendo agli ingenui il mito del sogno americano di una casa per tutti.

Guido Tabellini

My apologies: link to FT.

PS: spero di non aver deluso troppo le attese, la lettera in verità non dice nulla di nuovo. semplicemente, rende il concetto molto chiaro :) 

L'FT del 5 ottobre nota (qui e qui) che la versione della legge di bailout approvata dal Congresso in realta' da' ampia discrezionalita' all'Esecutivo sul come spendere 'sti 700 miliardi. La sezione 3 (9) (B) dice che il segretario del Tesoro puo' comprare "qualunque altro strumento finanziario di cui il segretario, dopo aver consulato il presidente della FED, determini che l'acquisto e' necessario al fine di promuovere la stabilita' del sistema dei mercati finanziari, ma solo dopo la trasmissione per iscritto di tale decisione agli appropriati comitati del Congresso". Quindi, non solo mele marce ma anche, ad esempio, azioni privilegiate emesse per ricapitalizzare banche vacillanti.

Il fatto è che Paulson aveva nostalgia di quando faceva il banchiere ed allora si è detto "Mi faccio prestare 700 miliardi dal popolo americano e per un paio di mesi gioco un pochino. Tanto, anche se li butto via non fa nulla: mi cacciano lo stesso e del bailout fiscale dovranno occuparsene quelli che verranno ..."

Personalmente e' da quando e' uscita la prima bozza del piano che mi immagino Paulson in un grosso yacht in acque internazionali...:)

Oggi nel suo discorso Paulson dice

We have several policy teams designing detailed programs to purchase
mortgage-backed securities, whole loans, and equity-related instruments.

dunque non solo MBS.  Le "equity-related instruments" immagino siano le azioni privilegiate a cui si riferisce Enzo Michelangeli.

Non e' che "immagini". Lo dice espressamente qualche paragrafo prima:

The Treasury Department is moving rapidly to implement the EESA to
help strengthen financial institutions while also protecting taxpayer
interests. As I have said before, the ultimate taxpayer protection will
be a stable financial system that supports normal economic activity.

Towards that goal, the EESA adds broad, flexible authorities for
Treasury to buy or insure troubled assets, provide guarantees, and
inject capital. We will use all of the tools we've been given to
maximum effectiveness, including strengthening the capitalization of
financial institutions of every size
. We will design programs that
encourage healthy institutions to participate. Much attention has
focused on the use of auctions to purchase troubled assets from
financial institutions. We are moving as quickly as possible to
organize and implement the most effective process possible. We expect
it will be several weeks before our first purchase.

 

Alla fine, credo, poiche' il TARP e' una minchiata inutile e macchinosa e anche un ex CEO di Goldman Sachs si presume abbia un minimo di perspicacia e integrita', faranno esattamente come il governo britannico. 

PS: complimenti al governo suddetto. Oggi al question time son successe cose turche. Basti il commento di George Galloway, stalinistone uscito dal Labour per la guerra in Iraq e deputato per un partitino di sinistra à la Nader, sul dibattito di oggi alla camera dei comuni:

 "Liberals seemed like Labour and the Conservatives are communists"

Becker usa l'esempio di Alitalia per chiedere al governo USA di non acquistare capitale azionario di imprese in difficolta':

There are many illustrations of the bad influence on corporate governance exerted by the governments of France, Italy, Russia, and many other countries that own shares in private companies. One current appalling example is the situation of Alitalia Airlines, where the government owns almost half the stock. This has been a very inefficiently run airline that is hostage among others to powerful unions. Strikes have been common, flights frequently takeoff and arrive quite late, and baggage losses are high- experienced travelers try hard to avoid using Alitalia. Since Alitalia's command of routes into and out of Italy has market value, stronger European Airlines, such as Air France and Lufthansa, have wanted to take this airline over. However, the Italian government has resisted these efforts and continues to finance the sizeable monthly deficits of the airline. It fears the power of the unions who realize that many airline jobs at Alitalia will be lost if a more efficient airline takes charge.

This and other examples of harmful government interference in the running of companies where they have an equity interest provides a very good lesson for the United States. Avoid taking any equity interest in private companies when buying assets of banks under the bailout bill, or when investing other government revenues.

 

http://becker-posner-blog.com/

Becker usa l'esempio di Alitalia per chiedere al governo USA di non acquistare capitale azionario di imprese in difficolta':

There are many illustrations of the bad influence on
corporate governance exerted by the governments of France, Italy,
Russia, and many other countries that own shares in private companies.

Pero' l'argomento non si applica alle azioni privilegiate ("preferred stock"), dato che esse (in genere) non conferiscono diritti di voto. 

Non mi trovo enormemente d'accordo con quanto scrive Becker... solo mi fa parecchio ridere che con tutti gli esempi possibili sia andato a pescare Alitalia!

Yup! Tu che ne dici, Enzo: Becker non conosce preferred stock? Eppure giusto l'altro giorno Buffett ne ha fatto ampio uso. Divertente il Becker, no? Mi son letto l'intero post, no comment. Raccomando la parte finale di quello di Posner, invece. 

Ma come, abbiamo in Italia uno dei più grandi economisti viventi, oltretutto in un ruolo chiave, e nessuno vuole commentare la "sua" soluzione alla crisi dei mutui ?
GT ha la soluzione ! Basta aumentare la scadenza dei mutui, diciamo a 120 anni (ma sì, mettiamoci anche le future generazioni), magari infilarci dentro qualche bella opzione del tipo 1a rata a Aprile 2009, oppure Salta la rata, e tutto si risolve.
Perchè noi siamo un paese manifatturiero e non facciamo finanza creativa! (GT dixit).

Propongo quindi uno scambio agli amici amerikani: voi ci date Paulson, noi vi diamo GT. Ci state ? Ah, scusatemi GT nemmeno 4 giorni fa aveva dichiarato che non avevamo niente di cui preoccuparci, chissà se adesso sta guardano il MIBTEL...

appproposito di GT:

 

ROMA Repubblica (15 luglio 2003) Bozza di Dpef Ministro Giulio Tremonti big_smile big_smile

"Gran
parte della ricchezza delle famiglie è concentrata nel mercato
immobiliare - è scritto nella bozza di Dpef - ed un sostegno ai
consumi, fondamentale per la crescita del nostro paese, potrebbe
derivare dalla possibilità di convertire in reddito parte di tale
ricchezza". In sostanza il governo punta sul mattone per "finanziare i
consumi, convertendo in reddito una parte della ricchezza accumulata
dalle famiglie attraverso la casa". E lo mette nero su bianco nel Dpef
parlando di "elevate potenzialità di finanziare i consumi", attraverso
"linee di credito al consumo direttamente garantite dal mutuo
ipotecario: sono una valida alternativa - si legge nella bozza del
documento - sebbene costituiscano un innovazione". Un meccanismo che
potrebbe anche trasformarsi in una sorta di pensione integrativa: una
"rendita" per i proprietari in età "più avanzata del ciclo vitale",
ovvero per i più anziani.

La logica dell'operazione - si legge
nella bozza del Dpef - "consiste nel generare flussi di cassa,
rifinanziando mutui preesistenti
". Un'opportunità fornita, da un lato,
dalla "crescita dei prezzi delle case che aumenta il valore
ipotecabile
" e, dall'altro, dai "minori tassi di interesse che riducono
la rata del mutuo
".

Una strada già percorsa da altri paesi che -
sottolinea la bozza - potrebbe essere seguita anche dall'Italia dove "i
prezzi delle abitazioni risultano costantemente in crescita dal 1998
" e
dove il "rapporto tra ricchezza immobiliare e reddito disponibile
risulta particolarmente elevato". Le linee di credito direttamente
garantite dal mutuo ipotecario potrebbero così passare -secondo le
prime indicazioni contenute nel Dpef - per "due forme": la prima
destinata a giovani famiglie, con reddito e numerosità in prevedibile
aumento. La seconda, invece, alle famiglie di anziani. (..)

-----

Che dire, profetico nel voler introdurre il Italia parte del sistema USA.

Ciao,

FF

Non credevo che gli economisti fossero tutti interventisti. Mi aspettavo che qualcuno dicesse che il piano paulson, mascherato da rimedio, è in realtà una delle cause della crisi finanziaria. Nessuno parla di moral hazard o degli effetti (negativi) che il piano di salvataggio avrà sull'economia reale nel momento in cui si dovrà finanziarlo. Ma la cosa più assurda è che nessuno cita il ruolo che le aspettative hanno giocato in questa vicenda. E' forse improprio affermare che l'attuale intervento del governo americano, era già stato anticipato dai banchieri nell'atto di definire le strategie di investimento? Se ieri sapevo che oggi lo zio sam non sarebbe venuto a salvarmi in caso di disfatta, credete che avrei comunque messo da parte gli insegnamenti prudenziali del nonno?

Credo che l'attuale crisi finanziaria sia l'occasione per affermare che nessuno è troppo grande per fallire e non certo per riproporre il governo stagflazionista dell'economia.

Non credevo che gli economisti fossero tutti interventisti.

Delle due l'una: o non hai letto quanto alcuni (molti) di noi vanno scrivendo (meglio: graidando) da tutti i lati, o non ritieni che ci si possa chiamare "economisti". 

A me sembra che gli unici socialisti-interventisti siano i bancari, i banchieri ed i loro amichetti in Washington ed altre capitali.

Gli economisti siete voi, ci mancherebbe altro, non mi permetto di obiettare. Intendevo solo dire che, appunto, il problema risiede nella politica e nelle lobbies e non nel mercato che però potrebbe essere ingiustamente ridimensionato. Sarebbe così negativo, anche dal punto di vista sociale, farli fallire tutti? Certo ormai la frittata è fatta, il piano è stato approvato.

  A Firenze correva l'anno... non ricordo quale ma erano i primi attimi della Signoria. Stimate un XV secolo circa. E accadeva che coloro che venivano nominati amministratori della Città, venivano chiusi per il tempo del loro mandato dentro il Palazzo Vecchio. Affinchè fossero imparziali in modo 'totale' rispetto alle influenze 'esterne'.

  Questo prologo per dire una cosa: Boldrin non può non avere ragione, perchè se uno apre il giornale legge che questo disastro non è nato per caso, ma è nato appunto secondo lo 'schema' citato da Boldrin nel post precedente:le banche hanno hanno fatto lobby presso alcuni amici a Washington. La sequenza è banche - lobby -amici a Washington.

  E' ovvio che sono state create leggi su misura per arrivare poi a questo disastro da sciagurati, perchè appunto nel paese con il miglior circuito finanziario del mondo queste cose possono essere accadute solo con questa corsia preferenziale.

  Ed è ovvio che adesso i più 'neo statalisti' ad oltranza siano proprio quei dirigenti di banca che hanno dato il via a questa iniziativa di lobbing assai dilettantesca e tragica per i danni subiti.  L'ho detto in qualche post precedente, va distinto tra 'bancari' e 'banchieri'.

  Non ci si improvvisa banchiere, un vero banchiere sa cosa è l'economia, un bancario spesso pensa solo di saperlo. E banchieri veri non ne esistono quasi più purtroppo. Io ho stima di Matteo Arpe, lo trovo molto ok anche se più che banca 'classica' ho letto gradisce più il settore 'affari'.

A proposito di economisti interventisti - semi OT. Ho avuto la sventurata idea di farmi conciliare il sonno da Porta a Porta. Tale Prof. Gustavo Piga ha appena sostenuto di ricordarsi del '29, quando nei primi 4 anni di crisi Hoover decise di non intervenire e la borsa rimase a -90% rispetto ai livelli pre-crisi, mentre con l'elezione di Roosevelt e la sua politica interventista l'economia si riprese. Speechless.

edit: PhD alla Columbia. Speechless^2.

edit2: siete in ritardo per le Nobel odds. 10 euro su Barro, metteteli vicino ai 50 che devo a Michele.

Io piazzo dieci gettoni d'oro su almeno uno tra Grossman, Milgrom e Tirole :)

Anch'io penso niente macro (figuriamoci, di questi tempi significherebbe prendere posizione...), niente finance (e ci mancherebbe pure!), molto probabile new firm theory o simili, e soprattutto con il minimo possibile di amerikani.

Risultato? Dico 10 MBS (il prezzo fatelo voi, tanto fa lo stesso...) su tre tra questi cinque: Tirole, Holmstrom, Moore, Hart (anche lui è inglese) e, come unico yankee, Oliver Williamson. [Grossman no, perché si occupa anche di finanza (vedi sopra)].

Oppure qualcosa di puramente tecnico, tipo econometrics, ma giusto perché non succede quasi mai che premino per due anni di fila temi più o meno della stessa area.

P.s.: ma sullo scippo del Nobel per la fisica a Cabibbo nessuno dice nulla? Nel mio piccolo, ho scritto una mail di protesta alla Fondazione Nobel.

siete in ritardo per le Nobel odds.

per niente. Sei tu che oramai non ci leggi più con attenzione ...

10 euro su Barro, metteteli vicino ai 50 che devo a Michele.

Per quanto, contrariamente a ciò che molti credono, io in realtà abbia una certa simpatia per il mio vecchio professore, ne scommetto 100 che NON vince.

Su Gustavo Piga: non avendo sentito la trasmissione non mi pronuncio, ma spero non abbia detto ciò che gli attribuisci ... anche perché, poi, Hoover era tutto fuorché un teorico ed un praticante del laissez-faire! Era interventista, eccome che lo era! Anzi, con linguaggio oggi popolare in Italia, HH era un teorico, ed un praticante, dell'economia sociale di mercato! Non scherzo: per esempio, lo Smoot-Hawley Tariff Act venne approvato durante la sua presidenza (1930); idem per la National Credit Corporation ... se per caso queste misure vi ricordano non tanto vagamente idee che un certo ministro italiano oggi propugna, non vi sbagliate affatto!

Mi rifiuto di credere che GP abbia detto cose simili! Conosco la sua, mal riposta, passione per JMK, ma tra quello e dire cose del genere ce ne vuole! Dev'essere questo Porta a Porta che distorce, oppure sei tu che non ci senti bene ... ora gli scrivo!

P.S. Fatto. Ora vedo se mi risponde. Fa sempre tempo a fare autocritica la prossima volta che ci va, a PaP. 

per niente. Sei tu che oramai non ci leggi più con attenzione ...

 
Acc, che figura... Così imparo a studiare al posto di seguire NfA :)

Mi rifiuto di credere che GP abbia detto cose simili! Conosco la sua,
mal riposta, passione per JMK, ma tra quello e dire cose del genere ce
ne vuole! Dev'essere questo Porta a Porta che distorce, oppure sei tu
che non ci senti bene ... ora gli scrivo!

Piacerebbe anche a me, all'interno di una trasmissione disgustosa quello è stato il colpo di grazia. Che poi anche a voler far passare Herbert Hoover per una specie di libertarian estremista (lo stesso HH che impose alle imprese di non abbassare i salari, portando la disoccupazione al 30%!), resta da capire come si fa a sostenere che il New Deal abbia normalizzato la situazione - quando la recessione durò per tutti gli anni'30... 

Per gli interessati all'argomento, start here. Poi andate avanti, ce  n'è da vendere di letteratura sull'argomento!

A proposito di Nobel, mi pare che in Italia ci sia parecchia gente incazzata per quello di Fisica:

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_07/nobel_fisica_italiani_traditi_d9993120-946d-11dd-a0d8-00144f02aabc.shtml

Troppo ignorante per dire la mia...

 

Edit: L'articolo del New Scientist e' qui:  http://www.newscientist.com/channel/fundamentals/dn14885-physics-nobel-snubs-key-researcher.html

A proposito di Nobel, mi pare che in Italia ci sia parecchia gente incazzata per quello di Fisica

La materia e' un minimo complicata, e non ho letto lo scritto originale delle motivazioni.

Nicola Cabibbo e' associato a due (Kobayashi e Maskawa) dei tre vincitori per l'elaborazione dei modelli teorici che spiegano le interazioni deboli in termini di un unica costante di accoppiamento che agisce con forza diversa sui diversi quark perche' questi sono "mescolati", allo stesso modo in cui una rotazione degli assi cartesiani di un piano "mescola" le coordinate originali in modo che le coordinate iniziali possono essere ottenute da quelle "ruotate" con le formule

x = x' cos(theta) + y' sin(theta)
y = -x' sin(theta) + y' cos(theta)

Nella teoria delle interazioni deboli le coordinate sono (semplificando) i quark di carica -1/3e, e un unico angolo theta spiega l'entita' della forza debole che fa decadere il pione e il kaone, la forza che fa decadere il kaone e' ridotta di un fattore [sin(theta)/cos(theta)]^2 dove theta in genere si scrive theta_c o theta di Cabibbo.

La rotazione di Cabibbo coinvolgeva solo due quark (down e strange). In seguito e' stato scoperto un terzo quark con carica -1/3e (bottom o beauty) e Kobayashi e Maskawa hanno esteso il formalismo introdotto da Cabibbo a tre quark.

In meccanica quantistica i quark sono descritti come campi complessi e il loro "mescolamento", paragonabile ad una rotazione di assi cartesiani, viene descritto con una matrice unitaria con coefficienti complessi invece che reali. K e M hanno mostrato che quando i quark mescolati sono tre allora esiste, al contrario del caso in cui i quark mescolati sono due, una cosiddetta "fase irriducibile" che in maniera "naturale" e senza prevedere modelli teorici ad hoc con particelle o forze aggiuntive rispetto al Modello Standard, poteva spiegare il fenomeno della "violazione di CP" cioe' non-invarianza dei fenomeni fisici per una trasformazione di simmetria congiunta di carica (che manda particelle e anti-particelle) e parita' (che corrisponde a mandare x -> -x, y -> -y e z -> -z). Solo negli ultimi 10 circa anni due esperimenti (BaBar e Belle), assieme alle precedenti misure di epsilon' nel decadimento dei K, hanno chiarito in maniera conclusiva che effettivamente il modello di K e M spiega accuratamente le osservazioni sperimentali sulla violazione di CP.

L'altro fisico teorico premiato, Nambu, fu tra i primi a teorizzare la rottura spontanea della simmetria, un ingrediente fondamentale del Modello Standard al pari dell'angolo di Cabibbo, della matrice di Cabibbo, Kobayashi e Maskawa che descrive il mescolamento di tre quark, e del modello di K e M per la violazione di CP.

La parola chiave che accomuna Nambu con K e M e' "simmetria", K e M hanno elaborato una teoria che spiega la violazione della simmetria di CP nel Modello Standard sulla base della mescolamento di tre generazioni di quark, mentre Nambu fu uno dei primi a teorizzare la rottura spontanea della simmetria. Cabibbo merita il Nobel quanto i tre secondo il mio personale parere, ma non e' accomunato con i vincitori di quest'anno per innovazioni fondamentali che riguardino simmetrie.  Non so perche' il comitato abbia assegnato il Nobel con questa speciifca motivazione che separa Cabibbo da K e M. Sarebbe stato forse piu' naturale assegnare il premio a Cabibbo, K e M per il loro contributo alla teoria della matrice chiamata infatti CKM, sicuramente il nome di Cabibbo e' associato a K e M infinitamente piu' di quello di Nambu.

Ragionamento generale.

La mia impressione e' che ci sia una "corsa" ad assegnare questi premi, la quale porta ad accostamenti bislacchi. L'importante e' creare "infornate" che piu' o meno stiano in piedi, dar via piu' premi possibili e scontentare poca gente.

Bisognerebbe rivedere il meccanismo del Nobel e di altri grossi premi alla ricerca, premiando progetti piu' recenti e riducendo il numero dei premiati. In particolare, premiare UNA sola persona all'anno potrebbe essere un meccanismo brutale ma efficace per ribadire l'importanza del premio ed evitare qualche tentazione poco sana.

Discorsi da bar di un non addetto ai lavori...

Naturalmente mi fido ciecamente del giudizio di Alberto. Ma l'altro il mio vicino di casa e' un (noto?) fisico, Peter Levy (NYU). L'altro giorno in ascensore, non sapendo cosa dire ho chiesto cosa pensava del mancato Nobel a Cabibbo (che ho scoperto da lui negli anni 70 era spesso qui a NYU). Ha confermato naturalmente tutto quello che dice qui alberto. Mi ha anche mandato un link , molto interessante.

qui si cerca di trovare una lettura razionale. Tra le altre cose si cita come l'articolo dei due giapu sia super citatissimo nel campo (terzo dopo i bignami della fisica delle particelle, praticamente). Cabibbo invece arriva molto dopo nella classifica delle citazioni.

Aggiungo un link a questo annuncio di SLAC, che puo' essere utile a comprendere meglio i meriti di Kobayashi e Maskawa:

CP violation had been observed in particles called kaons or K mesons in
1964. However, it wasn't until Kobayashi and Maskawa developed their
theoretical approach in 1972 that the phenomenon could be explained.
However, Kobayashi and Maskawa's approach required a third generation
of quarks. Experiments conducted soon after this prediction found
evidence of the third generation. (The first generation includes the up
and down quarks, the second has the strange and charm, and the third
consists of the top and bottom.)

Le date e le sequenze cronologiche sono importanti. In una prima fase Cabibbo introduce il concetto che l'intrerazione debole "mescola" i quark o sapori, e questo spiega la diversa intensita' con cui la forza debole regola i decadimenti delle particelle strane. Poi viene scoperta la violazione di CP, sui mesoni neutri strani K. Per spiegare il fenomeno si puo' ipotizzare che esista una nuova forza super-debole (super-weak). K&M ipotizzano una spiegazione diversa, per alcuni aspetti piu' elegante: non c'e' nessuna nuova forza ma semplicemente esiste una nuova generazione di quark a quel tempo ancora non osservata sperimentalmente; a questo punto e' sufficiente estendere il concetto di mescolamento introdotto da Cabibbo a tre quark e in maniera naturale la teoria predice la violazione di CP. Sono stati necessatri decenni per confermare in maniera convincente che il modello di K&M per CPV era corretto, oggi ormai la conferma e' assodata. A parte il discorso delle citazioni, il contributo di K&M e' sicuramente meritevole, hanno ipotizzato una terza famiglia di quark (poi scoperta) e una spiegazione semplice ed elegante per CPV, anch'essa sia pur faticosamente pienamente confermata oggi. Il contributo di Cabibbo e' anche meritevole ma diverso e in buona parte separato.

Salve mi sono iscritto a questo sito solo per replicare in difesa del dottor Piga.

Sono un suo studente e mi sono imbattuto per caso in questa pagina - ed ho seguito il dibattito con molta curiosità e passione.

Quello che lei dice è errato perchè lo estrapola dal contesto. Piga non stava parlando della bontà della politica interventista. Il discorso verteva sulla fiducia, strumento importante alla base di una stabilità monetaria. Lui diceva che negli anni bui post-crisi c'era stato appunto un crollo disastroso della borsa finchè Roosvelt, rieletto, iniziò a parlare di interventi in modo sensato. Con questo, mi permetto di interpretare le sue parole: non voleva dire che la sua politica era stata efficace da un punto di vista macroeconomicamente perfetto, ma che era stato fondamentale l'intervento dello stato nel farsi sentire presente vicino alle banche e alle imprese, di modo che aumentando il livello di fiducia il mercato stesso ne subì i benefici che possiamo leggere sulle tabelle.

 Francesco Mazzoni.

Non posso escludere tutto questo sia dovuto ad allucinazioni (sue, mie
o di entrambi).

Sembra che McCain abbia avanzato stasera, faccendola
sua, una delle proposte che siamo andati qui discutendo durante questi
giorni. Ossia che il governo federale emetta una put option su tutti i
mutui che vanno in default, per fissare in qualche maniera un limite minimo alle aspettative degli operatori. Ho ascoltato il dibattito alla radio della macchina, per pochi minuti fino a che andavo a cena, quindi non sono certo di quanto scrivo. Nondimeno, il New York Times scrive

“As president of the United States,” Mr. McCain said in response to an
audience member’s question, “I would order the secretary of the
treasury to immediately buy up the bad home loan mortgages in America
and renegotiate at the new value of those homes, at the diminished
value of those homes and let people make those, be able to make those
payments and stay in their homes. Is it expensive? Yes.”

Il Wall Street Journal, lo stesso

"I would order the secretary of the Treasury to immediately buy up the
bad home-loan mortgages in America and renegotiate at the new value of
those homes, at the diminished value of those homes," he said, laying
out for the first time a plan that goes beyond the $700 billion bailout
package passed by Congress last week. "Is it expensive? Yes. But we all
know, my friends, until we stabilize home values in America, we're
never going to start turning around and creating jobs and fixing our
economy."

Qualcuno gli faccia sapere che non c'è bisogno di comprarli i mutui, basta continuare a servirli ad un valore nominale inferiore ma non troppo lontano da quello originale. Visto che sia Rody Manuelli che Warren Buffett dicono che l'80% va bene, confermo l'80% come punto di riferimento.

Hey, John, gimme a call, would you? 

Scusate l'opinione di un profano assolutamente non titolato, ma cosa ci sarebbe di male se il sistema bancario che tanto ha operato con le sue lobby ed ha la responsabilità della situazione venisse estromesso. Essendo comunque lo stato il prestatore di ultima istanza ed essendo le banche quindi solo un intermediario quale aiuto possono dare al sistema in questo momento. La situazione attualmente non migliora perchè le banche bloccano letteralmente la liquidità perchè non si fidano a prestarla, neanche fra di loro, e perchè in questo momento di sfiducia il valore degli asset a garanzia del prestito è ignoto e potenzialmente zero. Sia quindi la FED a fare da banca non per le banche che tesoreggiano la liquidità ma per il sistema stesso delle imprese e delle famiglie. Le banche non riescono ad agire in maniera anticiclica: la normale richiesta di credito da parte di un'impresa adesso non riesce a trovare soddisfacimento perchè le banche ne contraggono la disponibilità per tenerselo. E questo nonostante l'azienda sia sana dal punto di vista industriale e il problema sia invece della banca. Quindi la crisi, che ha una genesi finanziaria si scarica anche sull'economia reale. Le banche sono colpevoli della eccessiva creazione di moneta attraverso il credito (il tasso FED targato Greenspan è figlio dell'attività di lobby). La montagna di derivati creata come valore puramente elettronico ha finito per destabilizzare il sistema quando ci sono state le prime avvisaglie di inceppamento. La possiibiltà di indebitarsi ha il limite fisico del pagamento delle rate dei debiti. Il passo successivo sarebbe quello di riprendersi da parte dello stato la sovranità monetaria. Non ha senso emettere moneta a debito da parte da parte dei privati nei confronti dello stato. La moneta non è un valore in se a meno di non tornare alla convertibilità della stessa deve essere solo un mezzo. La crescita monetaria dovrebbe essere legata alla crescita della quantità e del valore delle merci, ad un indice tipo il PIL. Inoltre gli istituti di credito dovrebbero avere l'obbligo della riserva frazionaria del 100%. Dopo aver sottratto allo stato la sovranità monetaria da parte di un ente privato come la banca centrale, gli istituti di credito con l'artificio della riserva frazionaria al 2% creano dal nulla denaro che non ha valore, che inflaziona il sistema, e che lo sbilancia fino al punto del tracollo.

Riassumendo: sostegno alle imprese attraverso il credito a condizioni di mercato, acquisto degli immobili dalle banche a prezzi di realizzo sui quali magari, in qualche modo, calcolare i nuovi mutui, tutela dei piccoli risparmiatori e dei fondi pensione che dall'investimento in prodotti derivati verrebbero dirottati in prodotti con un valore reale più solido. Le banche e tutta la speculazione verrebbe decimata. Gli istituti di credito meno finanziarizzati resisterebbero grazie alle loro scelte prudenziali e verrebbero premiati.

So che in questo luogo questo pensiero può apparire eretico e socialista ma vi chiedo di rispondermi con critiche di merito a livello economico per capire quali sono gli errori insiti in questo ragionamento.

Grazie

Quindi la crisi, che ha una genesi finanziaria si scarica anche
sull'economia reale. Le banche sono colpevoli della eccessiva creazione
di moneta attraverso il credito (il tasso FED targato Greenspan è
figlio dell'attività di lobby).

Eh, come se le aziende invece chiedessero di pagare tassi piu' alti. Per non parlare dei titolari di mutui, o di chi si fa prestare i soldi per comprare l'auto o anche per andare in vacanza... 

Non ha senso emettere moneta a debito da parte da parte dei privati nei
confronti dello stato.

Le banche non "emettono moneta a debito": il fatto e' che quando prestano parte del denaro ricevuto in deposito necessariamente fanno crescere la massa monetaria al di sopra della base monetaria (cioe' banconote e monete).  

La moneta non è un valore in se a meno di non
tornare alla convertibilità della stessa deve essere solo un mezzo. La
crescita monetaria dovrebbe essere legata alla crescita della quantità
e del valore delle merci, ad un indice tipo il PIL.

In realta', avere dei targets sulla crescita della massa monetaria dipendenti dall'attivita' economica e' un classico obiettivo monetarista. E tu che credevi di essere socialista! Sei un friedmaniano in incognito :-)  

Inoltre gli
istituti di credito dovrebbero avere l'obbligo della riserva
frazionaria del 100%.

Ma in tal caso, se uno avesse bisogno di prestiti a chi si rivolgebbe? Alla banca centrale, che ora si prenderebbe il 100% dei depositi agli istituti di credito (i quali dovrebbero pure cambiar nome, dato che sarebbero impossibilitati a erogare alcun credito)? Tanto varrebbe delegare tutta l'attivita' bancaria alla banca centrale, che pero' si troverebbe a svolgere una funzione non diversa da quella attualmente svolta dalle banche commerciali (inclusa la gestione del moltiplicatore della massa monetaria) e probabilmente con efficienza di livello statale.

Da ignorante di economia, mi chiedo che utilità vedi nell' erogare "credito a condizioni di mercato"?

Se il mercato funziona non serve l' intervento della banca centrale, se non funziona le "condizioni di mercato" non soddisfano i potenziali clienti.E se il tutto viene appaltato alla banca centrale, semplicemente non esistono più.

Avevo sentito in diretta durante il dibattito la proposta di McCain, che però era troppo generica per essere valutata. Tendo a dare poco peso alle cose dette in modo estemporaneo durante le campagne elettorali, dopotutto se McCain aveva in mente qualcosa di chiaro poteva dirlo (e agire legislativamente) qualche giorno prima al Senato. Però alla fine la curiosità ha prevalso, così sono andato sul sito della campagna McCain per vedere se dicevano qualcosa in più. Questo mi pare il pezzo cruciale per la descrizione del piano.

The McCain Resurgence Plan would purchase
mortgages directly from homeowners and mortgage servicers, and replace
them with manageable, fixed-rate mortgages that will keep families in
their homes. By purchasing the existing, failing mortgages the McCain
resurgence plan will eliminate uncertainty over defaults, support the
value of mortgage-backed derivatives and alleviate risks that are
freezing financial markets.

The McCain resurgence plan would be available to mortgage holders that:

  • Live in the home (primary residence only)
  • Can prove their creditworthiness at the time of the original loan (no falsifications and provided a down payment).

The new mortgage would be an FHA-guaranteed fixed-rate mortgage at
terms manageable for the homeowner. The direct cost of this plan would
be roughly $300 billion because the purchase of mortgages would relieve
homeowners of “negative equity” in some homes.

Varie osservazioni. Mi confonde un po' quel ''purchase from homeowners''. Io sono un homeowner e pago il mio mortgage, ma non possiedo e non posso vendere il mortgage. Comunque, sorvoliamo. Quello che io capisco è che il piano consiste nel 1) comprare i mutui da chi li possiede, non si capisce a quale prezzo 2) cancellare le obbligazioni esistenti dei mutuatari, erogando in luogo dei mutui esistenti altri mutui a condizioni vantaggiose.

Non son sicuro che questa sia la stessa cosa che aveva in mente Michele, che se non ho capito male parlava di offrire di comprare i mutui all'80% del valore nominale (chiaramente questa è la viaribile cruciale per vedere quando soldi si trasferiscono alle banche)  ma non di rifinanziare gli homeowners. Inoltre il piano McCain sembra essere indirizzato unicamente ai ''failing mortgages'', quelli su cui il mutuatario ha smesso di pagare. Noto inoltre che il requisito che i mutuatari prove their creditworthiness ... provided a down payment. Per aver senso il requisito del downpayment immagino sia quello standard nel mercato prime, ossia il 20% del valore della casa. Quindi il piano   probabilmente esclude una bella fetta dei subprime.

La parte sui ''failing mortages'' è particolarmente pericolosa, e può provocare sfracelli se non si mette qualche clausola per prendersi cura del moral hazard problem. Di fatto incoraggia i mutuatari a smettere di pagare il mutuo in modo da farlo dichiarare ''failing'' e quindi ottenere il rifinanziamento a condizioni vantaggiose.

Scusate l'ovvieta', probabilmente ne avrete gia' parlato in qualche forum che non ho visto, ma... personalmente temo che il problema oramai non siano piu' i creditori cattivi che non pagheranno le rate ma i creditori buoni che inizieranno a non ricevere prestiti e questo anche se il piano Paulson o un intervento diretto sulle rate non pagate dovessero (e non credo) migliorare la situazione delle banche.

Probabilmente l'unico intervento sensato, ma non so se possibile, e' quello di cui ormai si sente parlare da piu' parti, menzionato recentemente dalla Fed e pare messo in pratica dagli inglesi: fornire direttamente linee di credito alle imprese.

Le banche a breve possono essere tenute in vita con i repo, le imprese no e se incominciano a fallire...

Le banche vanno baypassate o e' l'infarto.

Puo' anche essere un'occasione per un buon investimento pubblico visto che le banche, al momento, smettono di fare credito a chiunque: creditori buoni e cattivi e che, quindi, con un minimo di capacita' (e qualcosa di utile lo avrete insegnato a tutti i phd di economics che lavorano per Fed banche centrali varie, ministeri del tesoro ecc.) e' possibile accaparrarsi i debitori migliori e rivenderne a bocce ferme le posizioni con buoni guadagni.

Se volete, e' la solita Armageddon put: poco da perdere se va male, molto da guadagnare se va bene

Che ne pensate?

Hai perfettamente ragione. Le banche ostacolano la ripresa del sistema e sono disfunzionali alla soluzione della crisi della quale hanno la maggior parte delle colpe.

 http://immobilmente.blogspot.com/2008/10/mercati-interbancari-euribor-immobile.html

Dopo una tragedia simile (o peggio) a quella del '29, ecco alcune quotazioni di Borsa e capitalizzazione di alcune società, dalle big alle ultranane, alla data di venerdi 10 ottobre:

titolo                  valore azione        capitalizzazione     EBITDA 1° SEM. 2008     P.F.N.

FIAT                       6,70 €                  7,3 MLD                     1,8 MLD              -12 MLD

Telecom                   0,75 €                10,0 MLD                     5,5 MLD              -37 MLD

UNICREDIT                2,30 €                30,0 MLD                    

SAVE (Aerop. Ve)       5,20 €                  300 MIL                      23 MIL.              -60 MIL.

ascopiave (distrib. gas)1,14 €                 270 MIL.                     25 MIL.              -100 MIL.

CENTRALE LATTE TO.   2,0 €                   20 MIL.                       3,7 MIL.             -28 MIL.

Una valutazione a "multipli di mercato" può andare da 5 a 10 volte l'ebitda annuo (a seconda delle prospettive di crescita, del cash-flow libero dagli investimenti necessari, ecc.). A tale valore viene sottratta la PFN (posizione finanziaria netta). Diciamo che una valutazione sufficientemente prudente è di 6 volte l'ebitda. Certo, se i tassi sono al 2% il multiplo aumenta, se sono al 6%, diminuisce.

Avremmo pertanto i seguenti valori (l'ebitda indicato era quello del 1° semestre, assumo che quello dell'intero anno sia esattamente il doppio, anche se l'Europa è in recessione e dunque è assai più probabile che i valori del 2° sem. diminuiscano) :

VALORE STIMATO =  EBITDA 1° sem. * 2 (base annua) * 6 (multiplo) - PFN

Dunque:

FIAT     1,8 * 2 * 6  - 12 = 9,6 MLD.

TELECOM 5,5 * 2 * 6 - 37 = 29 MLD

SAVE  23 * 2 * 6 -60 = 220 MIL.

ascopiave  25 * 2 * 6 -100 = 200 MIL. 

centrale latte 3,7 * 2 * 6 -28 = 17 MIL.

Per UNICREDIT dove ovviamente i multipli non hanno senso, direi questo: è una grande banca retail con 180.000 dipendenti. Assumendo un marxiano sfruttamento del lavoro del 30% su retribuzioni medie di 50.000 euro (turkmeni compresi) avremmo un utile netto di 15.000 euro * 180.000 = 2,7 MLD di euro, francamente ragionevole e durevole, contro i 7 MLD dell'anno scorso ed i 5 (ma non ci credo) annunciati per il 2008, gonfiati da commissioni e collocamenti sui quali è prevedibile un significativo (e sano) taglio dei margini. L'attuale valore di borsa vale pertanto 11 volte gli utili netti: direi equo (fair).

Per FIAT il criterio dei multipli darebbe qualcosa in più della attuale capitalizzazione: qualcosa in più, non più del triplo, come quotava il titolo sei mesi fa. Vista la crisi, assai ragionevole.

SAVE: per un aeroporto in crescita effettivamente un multiplo di 6 potrebbe essere basso. Con un multiplo di 8 avremmo l'esatto valore, ad oggi, di SAVE in Borsa. Non quello,  più che doppio, di alcuni mesi fa. 

Ascopiave: come per SAVE, forse il moltiplo di 6 è bassino. Con 8 il valore corriponde all'attuale valore di Borsa, non a quello, doppio, di alcuni mesi fa.

Centrale del latte di Torino: i valori odierni corrispondono esattamente alla stima dei multipli. Non valeva certo i 50 milioni che la Borsa indicava l'anno scorso.

 Per Telecom effettivamente il valore attuale non si giustifica con la stima dei multipli. ma sulle prospettive di Telecom mi pare che Michele ne sappia assai più di me e non mi sembrava che avesse un giudizio entusiasmante. Mi sa che anche in questo caso l'attuale valore di Borsa è piuttosto "fair".   

Non è che tutti urlano per qualcosa che é un semplice sgonfiamento (magari un pò troppo rapido e  traumatico) di una superbolla?

 

caro Mr. Paulson?

Comincia ad essere sempre più chiaro che i teorici ed inutili economisti accedemici non avevano così torto, mentre i bancari e banchieri geniali, i re di Wall Street e dei nostri destini, erano (una volta ancora) alquanto confusi ...  Temo continuino ad esserlo, e mal ce ne incoglie. A noi, sfortunatamente, che loro sono "self-insured" ...

caro Mr. Paulson?

Comincia ad essere sempre più chiaro che i teorici ed inutili
economisti accedemici non avevano così torto, mentre i bancari e
banchieri geniali, i re di Wall Street e dei nostri destini, erano (una
volta ancora) alquanto confusi ...

Il bello e' che  in tutto questo tempo nessuno ha chiarito a quale prezzo il Tesoro avrebbe dovuto valutare (e pagare) i toxic assets: la stessa grande domanda senza risposta su cui a fine 2007 s'era arenato il piano del "Super SIV" da 75 miliardi. Ma se nessuno ne conosce il vero valore, al punto di rendere impossibile un'asta, direi che non e' nemmeno chiaro a quanto la ricapitalizzazione dovrebbe ammontare per mantenere ogni banca con net worth positivo. A me pare che questi continuino a girare in tondo...

EDIT: questa mi era sfuggita, ed e' stupefacente: Paulson afferma che gia' quando il decreto che istituiva il TARP fu firmato in legge il 3 ottobre, lui era gia' dell'avviso che comprare toxic assets non era l'approccio migliore (vedi il video qui sotto, al partire dal quarantesimo secondo circa). Mica pero' lo fece sapere agli investitori o al Congresso! Pazzesco.

Mi sorprende che nessuno su NfA ha commentato la proposta dei Democratici di mettere in atto un piano di salvataggio della General Motors. A parte il fatto che e' una pessima idea, secondo l'On. Pelosi  i soldi sarebbero presi dai 700 Miliardi del piano Paulson, il che crea solo confusione ed e' una violazione delle intenzione originali del Congresso (...dopo tanti discorsi in Congresso sui rigorosi controlli che verrebero applicati nell'implementare il piano Paulson e' veramente una vergogna.  Altro che accountability).

Dove sono gli economisti che protestavano quando il piano Paulson e' stato proposto?Quest'ultima idea e' molto peggio.

 

Dove sono gli economisti che protestavano quando il piano Paulson è stato proposto?Quest'ultima idea è molto peggio.

Logoramento? Abbandono del campo?  Sfiducia nella possibilità di ottenere qualsiasi risultato?

Da qualche parte su nFA il commento negativo credo proprio di averlo messo, ma nessuno di noi si è lanciato in lunghe disquisizioni, è vero. Credo che sia per le ragioni di cui sopra: la battaglia è persa in partenza e la valanga di "salviamo tutto" sta travolgendo qualsiasi resistenza. Però hai ragione, una qualche riflessione s'impone. Dopo ci provo.

Però hai ragione, una qualche riflessione s'impone. Dopo ci provo.

Una tabella su cui meditare (da seekingalpha.com): i costi orari del lavoro in GM, Ford e Chrysler (in blu) confrontati con altre industrie.

Costo del lavoro in GM, Ford a Chrysler rispetto al resto del paese

Se l'Alitalia fosse in America, sarebbe basata a Detroit...

Da un paio di mesi Simon Johnson e 2  coautori hanno aperto un blog sulla crisi finanziaria.
Qui la loro analisi della situazione e le principali proposte di policy.

Non sto trovando il tempo di leggere le cose con calma. A prima vista, i contenuti non sembrano del tutto all'altezza della fama degli autori o dell'attenzione che la stampa sta rivolgendo loro.

A due anni di distanza, Berlusconi ci spiega che andò lui di pirsona pirsonalmente a spiegare a Bush e Paulson che bisognava mettere i soldi e salvare le banche. Sbaglia le date, visto che dice di essere andato a ottobre quando il piano venne presentato (e inizialmente sconfitto) nella seconda metà di settembre, ma tanto è chiaro che la verità è solo un optional poco gradito. Spero solo a questo punto che non traducano il discorso in inglese. Quando poi ai fessi della confcommercio che lo applaudono infoiati, testimoniano solo che il paese non ha speranza.

Qualcuno lo aveva già sbeffeggiato per queste sue manie di riscrivere le cronache e la storia. 

Questa me la ero persa. Se non altro ha raccontato la stessa storia.

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