Letture per il fine settimana, 13-7-2013

13 luglio 2013 sandro brusco

Questa settimana: pessimismo sulla situazione egiziana; nostradumbass meets voltremont; ancora su femminicidio (o femicidio); un riassunto del ruolo della CDP; il rimborso del debito e l'ufficio complicazione affari semplici.

Buona lettura e buon fine settimana

  • Su uno dei blog dell'Economist, la political scientist Bessma Momani analizza brevemente la situazione politico-economica egiziana. È una storia già sentita parecchie volte per i paesi in via di sviluppo: il mantenimento di sussidi per beni primari è al tempo stesso necessario per il mantenimento dell'equilibrio politico e impossibile dal punto di vista della sostenibilità economica. Il quadro è decisamente pessimistico, dato che la perdurante instabilità contribuisce a un basso tasso di crescita e a tenere lontano i turisti, importante fonte di riserve valutarie.
  • Il mio collega Noah Smith ha scritto un pezzo divertente su come sembrare intelligenti facendo predizioni, diciamo, del piffero, attività che battezza con il neologismo nostradumbass. La memoria è inevitabilmente e immediatamente corsa a quel signore che ''io la crisi l'ho prevista nel 1995''.  Chissà che fine ha fatto. [P.S. La definizione di ''dumbass'' è ''someone who looks up the word "dumbass" in a dictionary''.]
  • C'è stata un po' di discussione recentemente sul tema degli assassinii di donne da parte di uomini. Brevemente, la questione è se il fenomeno è in aumento o no. Se ne è parlato anche su questo sito, facendo notare che il fenomeno sembra essere costante. Davide De Luca, giornalista de Il Post che era intervenuto nel dibattito precedente, discute gli ultimi numeri che escono da una ricerca di un istituto privato relativi all'anno 2012. Anche in questo caso la situazione sembra essere abbastanza piatta.
  • Su Linkiesta, Stefano Cingolani racconta con un certo dettaglio le attività recenti della Cassa Depositi e Prestiti. Niente di particolarmente nuovo, ma la comparazione internazionale è interessante.
  • In parziale relazione al punto precedente, Mario Seminerio discute la proposta di riduzione del debito di Paolo Savona. Se abbiamo ben capito l'operazione dovrebbe prevedere che i titoli in scadenza vengono trasformati in bond a 7 anni con rendimento legato all'inflazione e al Pil e  un warrant il cui valore dipende dalla vendita di beni dello Stato. Non è che si capisca bene perché tutto questo dovrebbe comportare costi minori per il contribuente. Visto che l'operazione viene proposta come volontaria, un investitore dovrebbe accettarla solo se da un rendimento atteso superiore a quello di un titolo di stato normale a tasso fisso. Dall'intervista di Savona sembra di intravedere l'idea che emettendo questi titoli lo stato si ''legherebbe le mani'' costringendosi al pareggio del bilancio e alla vendita degli assets, ma come esattamente questo dovrebbe funzionare a me resta abbastanza oscuro. Quindi faccio la mia domanda un po' ingenua: ma cosa c'è di sbagliato, per esempio, nel vendere l'ENI e usare gli introiti per ridurre il debito? Senza warrant, senza concambi, senza interessi variabili legati a questo e quello. Semplicemente, vendi un asset per 100 e ti indebiti di meno per 100. Cosa c'è che non va?

8 commenti (espandi tutti)

ho letto e mi pare di aver capito diversamente.

Non è che si capisca bene perché tutto questo dovrebbe comportare costi minori per il contribuente. Visto che l'operazione viene proposta come volontaria, un investitore dovrebbe accettarla solo se da un rendimento atteso superiore a quello di un titolo di stato normale a tasso fisso.

l'investitore potrebbe aderire volontariamente a un concambio con un titolo di rendimento inferiore per via del warrant, cioè del diritto di rivalersi per il proprio credito su taluni beni pubblici conferiti in società apposita, eventualmente liquidabile.

la coperta è cortissima: significa che il rimanente debito pubblico diventerebbe subordinato al primo, cioè con meno garanzie e quindi crescerebbe il suo rendimento. la somma di tutto 'sto movimento di carta, a voler essere ottimisti potrebbe anche essere nulla, il debito complessivo sarebbe sempre fronteggiato dalle stesse garanzie patrimoniali complessive. ma ai mercati non piace affatto essere innervositi da un debitore non proprio serissimo che mostra disinvoltura e creatività finanziaria. alla fine ci rimetteremmo.

e a essere diffidenti, si potrebbe anche ipotizzare una ratio occulta: abbandonato il tabù del rispetto rigido degli impegni presi, con il conio di questo  debito di nuovo tipo ci si potrebbero infilare clausoline limitanti la circolazione ai confini nazionali o il possesso ai residenti...un corralito italiano?

Sono completamente d'accordo con quello che dici, quindi non intendo in che senso hai capito diversamente. Se per rendimento del titolo includiamo sia il tasso d'interesse atteso sia il valore del warrant allora  tale rendimento deve essere superiore a quello di un normale titolo di stato a tasso fisso della stessa durata, se la transazione deve essere volontaria. A dir la verità verrebbe voglia di alzare le spalle e dismettere tutta la discussione semplicemente invocando il teorema di Modigliani-Miller.

Hai anche ragione sul fatto che la diffidenza in questo caso è d'obbligo. La verità però è che con ogni probabilità questa proposta di Savona, così come tante altre (comprese quelle più sensate), semplicemente non avrà alcun effetto. Tanta paura quindi non può fare.

non avevo capito che avevi incluso  nel rendimento il warrant, il cui pricing anche secondo Seminerio è problematico.

A dir la verità verrebbe voglia di alzare le spalle e dismettere tutta la discussione semplicemente invocando il teorema di Modigliani-Miller.

lo puoi far tu che hai studiato con profitto! io ci devo arrivare poco alla volta. :-)

comunque, qua saremmo molto aldilà di una pur raccomandabile  gestione "tattica" del debito, forse pensano   di poter far default senza che nessuno se ne accorga.

Sì, devo ammettere che anche io sono tentato di pensar male. Quello che sta succedendo con la vicenda del debito commerciale delle pubbliche amministrazioni, per esempio, è una sorta di default striciante che il settore pubblico attua sperando che la gente non lo guardi, o illudendosi che finché l'ammontare del debito viene tenuto ambiguo esso non venga percepito. Vale l'esatto contrario ovviamente, l'ambiguità serve solo rinfocolare i sospetti.

Ma uno stato che si comporta così con i debiti commerciali, come potrebbe mai per esempio prendere decisioni discrezionali sui warrant che favoriscano gli investitori? Come minimo ci si aspetta che la vendita degli assets venga attuata il più tardi possibile (if at all) a prezzi non necessariamente massimi etc. etc. Oppure ci si aspetta di scoprire che la categoria degli ''asset strategici'', che ovviamente verranno esclusi, è definita in modo quasi tautologico (''è strategico qualunque asset che genera un rendimento per il settore pubblico'', o qualcosa del genere) per coprire tutti gli asset dello stato.  E quando queste sono le aspettative....

" a very  powerful minister" , non savona.

la notiziola di oggi, sia pure riportata da molti in in modo confuso e poi ritrattata, comunque sembra riferirsi proprio all'emissione di un tipo nuovo debito pubblico, garantito da uno specifico collaterale.

chissà, magari è una cosa piccola per finanziare un progettino che avrà rilevanza solo giornalistica e per non più di qualche settimana, ma che rimarrà poi da pagare in dieci comode rate annuali. nessun parlamentare si opporrebbe a un "piano straordinario per l'occupazione e per non pagare l'IMU" e i soliti noiosi potrebbero divertirsi con un nuovo spread da controllare , quello fra i titoli con collaterale e i titoli ordinari

 

meglio rimanere vigili e diffidenti.

 

IL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANO TRA GLOBALIZZAZIONE E CRISI

e' il titolo di un rapporto di 8 economisti della Banca d"Italia. Ne parlano anche i giornali, senza dare il link:

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef193/QEF...

Impressionante "l’andamento insoddisfacente della produttività e la perdita di competitività sui mercati internazionali". Vedi ad esempio Figura 10 e Figura 22.

è un titolo eufemistico per definire lo status di codesto sito.

Oggi è il 23 luglio, il week end della settimana scorsa  è passato inosservato mentre si continua a dibattere - con crescente stanchezza - su articoli ancora più vecchi. Che accade? La redazione è in sciopero?

qua son cominciati accadimenti piuttosto vivaci (per continuare con gli eufemismi) e un attimo di tregua non farà certo precipitare nell'horror vacui noi avventori abituali.

alcuni spunti di discussione poi maturano nella cronaca a distanza di mesi, non vanno scartati perchè vecchi. penso al per me sempre sorprendente e misterioso abuso del diritto e il caso D&G versus assessore-alle-varie-ed-eventuali della giunta pisapia. ci vorrebbe il commento di qualche competente...

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