Letture per il fine settimana 28-6-2014

28 giugno 2014 sandro brusco e andrea moro

Questa settimana: no, gli americani non sono troppo onesti per il calcio; John Cochrane on immigration policy; secondo un giudice californiano gli insegnanti sono licenziabili; le età di pensionamento in Europa; tasse e partecipazione femminile alla forza lavoro.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Comunque finirà questo mondiale, sarà difficile dimenticare il ''tuffo di Fred'' e il rigore ingiustamente assegnato a favore del Brasile nella sua partita d'esordio. Questo e altri episodi hanno fatto sorgere la congettura che i giocatori delle squadre latine abbiano meno scrupoli nei tentativi di ingannare l'arbitro. In particolare negli USA si è fatta strada l'idea che i giocatori nordamericani siano ''troppo onesti''; il tema è riverberato pure da noi, come si può vedere da questo articolo di Luca Sofri sul Post. Neil Paine, corrispondente sportivo di Fivethirtyeight, guarda all'evidenza e conclude che no, i numeri non sembrano dare credito a questa teoria. Frase migliore dell'articolo: ''Whether you flop or not, it’s hard to draw fouls when you don’t have the ball.''
  • John Cochrane spiega in modo didattico perché una politica dell'immigrazione basata su regole è molto migliore di una politica dell'immigrazione basata su quote. Per un economista sono argomenti abbastanza standard, ma sono anche argomenti quasi del tutto assenti dal dibattito pubblico in materia, in Italia come negli USA.
  • L'insegnamento (universitario o meno) è una delle pochissime professioni negli Stati Uniti dove, dopo un periodo di prova, è possibile conseguire tenure, cioé il diritto a non essere licenziati. Pietro Ichino riporta la decisione di un giudice californiano che ha dichiarato la tenure illegale, con una motivazione che mette d'accordo destra e sinistra lasciando i potenti sindacati degli insegnanti in un angolo. L'illicenziabilità, gelosamente custodita dalle categorie interessate, secondo il giudice californiano, “danneggia soprattutto gli studenti poveri e delle minoranze etniche", che hanno meno possibilità di recuperare a casa le mancanze degli insegnanti incapaci. Ichino si chiede che ne pensino i sindacati italiani. Già, che ne pensano?
  • Ancora dal blog di Ichino, la tabella delle età di pensionamento in tutti i paesi europei. L'Italia sarà, quando la legislazione vigente raggiungerà i suoi pieni effetti, uno dei paesi con l'età più alta, ma è anche quello con l'attesa di vita più elevata.
  • Chiara Rapallini su Linkiesta torna sul tema degli effetti negativi della tassazione sulla partecipazione al lavoro delle donne. Sono temi che su questo sito abbiamo trattato anche di recente, ma data la loro importanza (e la perdurante scarsa attenzione nel dibattito politico) repetita iuvant.

22 commenti (espandi tutti)

Europei?

Francesco Forti 28/6/2014 - 14:06

Non per fare il "precisino" ma tutti i paesi europei è errato.
Si tratta di tutti i paesi UE.
C'è una certa differenza, direi.

In un posto statale a tempo indeterminato il licenziamento è difficile ma non impossibile.

La rimozione dall'insegnamento è molto più facile, ed è lasciata alla presenza di attributi (oltre che di ragioni oggettive) da parte dei Presidi e dei professori universitari.

Per quanto riguarda il link sui prof. universitari, nota che si tratta di docenti a contratto. Il rinnovo del contratto non e' mai garantito.

Riguardo il link sulla scuola, nota che non e' prevista la dismissione dall'incarico per motivi di merito, ma per carenze psicofisiche. Se un maestro diventa muto, non puo' insegnare, mi sembrerebbe strano che potesse mantenere il posto. In ogni caso, il link dice che li mettono a fare i bibliotecari.

Conosco personalmente casi di prof inadatti all' insegnamento non rimossi (parlo di gente ad un passo dal manicomio), ed ho sentito di altri palleggiati da una scuola all'altra (ovviamente evitando i licei fighetti del centro) con le scuse piu' disparate.

La mia impressione e' che il prof incapace o svogliato puo' esser "spalmato" su piu scuole ma non espulso dal sistema. E non facevano i bibliotecari , credo che essendo di ruolo non sia possibile cambiargli mansione.

PS: c'era pure un caso da manicomio che insegnava bene ma era lo zimbello degli studenti

I prof. Universitari sono valutati dagli studenti e dai colleghi. Dopo l'ultima riforma esiste una commissione istituzionale, la commissione paritetica, formata in egual numero da rappresentanti degli studenti e dai docenti che valuta tutti i corsi che fanno capo a un dipartimento. Se un corso ha problemi, il direttore e il consiglio di dipartimento (nel quale ci sono anche gli studenti) hanno il potere di cambiare il corso al docente discusso. Quindi si può mettere a insegnare il cattivo docente in corsi secondari facoltativi che poi non verranno frequentati dagli studenti.  

Come direttore di dipartimento, vi assicuro che questo avviene.

Questo garantisce la qualità globale dell'insegnamento, ma non influisce sulla sicurezza del posto del professore, cosa alla quale pare che molti tengano. Per questo, ci sono precise inadempienze previste dalla legge, sulla base delle quali il direttore di dipartimento può avviare un procedura disciplinare che può portare anche al licenziamento.

Mi sembra che anche i Presidi abbiano più o meno lo stesso potere.

Come dicevo, molto si basa sugli attributi dei dirigenti, le leggi ci sono.

Mi sembra che anche i Presidi abbiano più o meno lo stesso potere.

Come dicevo, molto si basa sugli attributi dei dirigenti, le leggi ci sono.

 

A questo punto spererei di no. Almeno ci sarebbe una scusante.

Recentemente ho conosciuto un odontotecnico che ha frequentato la mia scuola 19 anni dopo di me. Mi raccontò che ancora vi insegnava un professore la cui specialità era mettere gli studenti in cerchio mano nella mano per far prender loro la scossa con la batteria dell'auto. Ovviamente quando non cercava di convincerli di non essere lui ma il suo fratello gemello dato che lui era stato rapito dagli alieni.

Ai tempi in cui frequentavo io ebbe una certa notorietà nazionale perchè narrò di aver provato l'eroina (secondo i suoi studenti stava inventando tutto). Io pensavo che qualcuno si accorgesse che era completamente squilibrato, ma invece è andato avanti altri 19 anni. Potrei citarne altri che non avevano nemmeno la scusa di avere seri problemi mentali.

PS

Anche il personale non docente non pare essere licenziabile.

Anche ammettendo che i professori siano valutati, questa valutazione non ha praticamente nessun impatto sulla loro carriera.
Mi vengono in mente un paio di professori della facolta' di lettere della Sapienza con cui ho avuto a che fare. Il primo ha inventato un autore di teatro perche' non si era accorto che Pierre Corneille aveva un fratello, anche lui commediografo, e ha pensato di scrivere un trattato di N00 pagine nel quale ha attribuito tutte le opere di Thomas a un presunto periodo giovanile di Pierre. Per passare l'esame si doveva imparare a memoria una sua manfrina insensata sull'apollinare e il dionisiaco e non dire che Corneille aveva un fratello. Il professore e' ancora li', forse e' riuscito a pubblicare il suo libro di fregnacce e quasi certamente gli studenti sono obbligati a comprarlo (se non altro perche' la storia di fantasia su Corneille non e' riportata in nessun altro testo).
La seconda era una professoressa di tedesco e aveva l'abitudine di insultare pesantemente gli studenti durante gli esami. Ricordo ancora che molte ragazze uscivano piangendo dall'aula. Anche lei non e' stata rimossa.
Nessun professore ha mai risposto a un'email in tempi accettabili, cioe' entro un paio di settimane, ed era quasi impossibile ottenere un colloquio. Alcuni non pubblicavano neanche il programma, che cambiava continuamente da un appello all'altro, rendendo la loro irreperibilita' ancora piu' fastidiosa.
La figlia di una mia amica studia a Roma3 e ha preparato l'esame di geografia su un indecente manuale per le scuole superiori, scritto ovviamente dal professore che teneva il corso.
Un amico che ha da poco completato la magistrale in ingegneria mi ha raccontato del corso di economia che e' stato obbligato a frenquentare durante la triennale. Come se non bastasse la pessima qualita' dell'insegnamento, e' stato obbligato a comprare (COMPRARE) alla modica cifra di 30 euro le dispense scritte dalla professoressa. Le dispense (in verita' solo slide) non erano neanche state preparate con Latex, a occhio sembrano fatte con Publisher o Powerpoint, e non c'e' un solo grafico disegnato come Dio comanda. Pare che lei dica di non guadagnarci nulla e che il bibliotecario dica il contrario. Io tendo a pensar male, perche' altrimenti mi aspetterei di trovare queste dispense nell'home page della professoressa o nel sito del dipartimento, come succede in qualunque paese straniero.

In un paese normale per la meta' della meta' si finisce a scrostare le fughe delle mattonelle con gli spazzolini da denti, quindi non fingiano che in Italia si facciano delle valutazioni o che queste abbiano il benche' minimo impatto sulle carriere dei docenti. Per quel che mi riguarda la Sapienza andrebbe rasa al suolo (magari per far spazio al nuovo stadio della Roma o a una riedizione del LunEur) e, tolti 7-8 insegnanti competenti (mi dicono concentrati nei dipartimenti di fisica, matematica e chimica), il corpo docente andrebbe convertito a usi piu' consoni, come la pulizia degli appartamenti o la coltivazione del riso.

Quindi si può mettere a insegnare il cattivo docente in corsi secondari facoltativi che poi non verranno frequentati dagli studenti.  

Come direttore di dipartimento, vi assicuro che questo avviene.

Questo garantisce la qualità globale dell'insegnamento

Questo non garantisce un piffero, al piú limita i danni.

Intanto non tutti gli studenti sono abbastanza sgamati da scegliere i corsi in base alla valutazione del professore, poi influisce pesantemente sulla reputazione del dipartimento, dell'universita' e del corpo docente in genere.

Last but not least, fa passare il messaggio che va bene pagare qualcuno per fare col culo un lavoro che non sa fare.

Se proprio vogliamo dare lavori socialmente utili ad individui incapaci mandiamoli a pulire il cortile, non in cattedra, grazie.

 Si deve giudicare un sistema dalla sua fisiologia generale, non in base ad una aneddotica fatta di  patologie. A parte il fatto che io parlavo di professori "cattivi" nel giudizio degli studenti,  che poi sono colleghi validissimi, capi di progetti europei e carichi di pubblicazioni. Magari colleghi che fanno troppa ricerca e curano poco la didattica.

Qui si va alla caccia morbosa del professore inetto, del caso patologico, per denigrare in modo gratuitio e superficiale tutta l'Università italiana facendo discorsi (neanche) da bar..

 Non è serio.

Allora io potrei parlare, avendo lavorato da giovane  per due anni come consulente in varie aziende, che i casi patologici e demenziali che ho trovato lì (parlo della fine degli anni 70), lautamente pagati e  mai licenziati (protetti? massoni? a conoscenza di segreti aziendali? amanti dei capi?) quando sono tornato in università non li ho mai incontrati.

Oppure potrei parlarvi di casi di persone che, per incapacità e disonestà, hanno provocato danni enormi alle aziende e che sono stati licenziati con buonuscite che qualunque professore universitario non vedrà mai sommando tutti gli stipendi, le pensioni e la liquidazione che prenderà nella sua carriera.

Se vogliamo discutere a questo livello sono pronto, ma speravo in qualcosa di meglio.

Ad esempio, volete sapere come è messa la ricerca italiana? Andate su una delle più affidabili banche dati internazionali ed esplorate tutto lo scibile scientifico. Così dopo parleremo di cose che almeno un pò conoscete.

Non capisco il tono. A cosa serve il licenziamento se non a curare (almeno le) patologie? L'aneddotica dimostra che non si interviene nemmeno in casi patologici. Nota che la sentenza del giudice californiano riguarda scuola primaria e secondaria. Non si parla di premi nobel che trascurano la didattica per fare ricerca. 

Ho sbagliato la posizione del commento.
Era una risposta al tono di Ruggeri, Colella e Urbani

Non ha nessun senso paragonare le inefficienze di un'azienda privata con quelle che di un'universita' pubblica. Il perche' e' evidente e non vale neanche la pena di essere spiegato.

Ad ogni modo qui non si sta parlando di premi Nobel che trascurano un po' la didattica, ma di professori che trattano gli studenti come fossero pezze da piedi, che non forniscono un servizio minimamente accettabile e le cui conoscenze non sarebbero sufficienti per ottenere neanche una laurea triennale in un paese civile (vedasi quello che non sa leggere un glossario e inventa autori di teatro). Queste persone non vengono rimosse, quindi ne consegue che non c'e' nessun controllo sul loro operato. Oppure vengono rimosse, cioe' diventano disoccupati, e quindi mi sbaglio?

La presenza di eccellenze, che ci sono anche nell'ultimo paese del terzo mondo, non ha nessuna importanza. Per un Isidori, ci sono almeno 5 tra ricercatori e professori di ingegneria che non sanno scrivere 3 righe di C e che quindi non sanno correggere gli esami ma si limitano a copiare le risposte dai libri (ovviamente non e' un'ipotesi ne' una storia inventata e stiamo parlando di competenze che ha lo studente medio dell'ITIS). E ingegneria non e' niente al confronto di lettere.

Dovremmo renderci conto che a forza di assumere cugini, autisti (come nel concorso di cardiologia i cui vincitori erano gia' noti mesi prima), mogli e figli, e' inevitabile che poi l'universita' diventi un parcheggio di semianalfabeti strapagati.

Non ha nessun senso paragonare le inefficienze di un'azienda privata con quelle che di un'universita' pubblica. Il perche' e' evidente e non vale neanche la pena di essere spiegato.

niente di più e niente di meno. meglio puntualizzare subito sennò ci tocca anche lo stipendio di balotelli e "i ristoranti sono pieni".

Non sono io che ho abbassato il livello della discussione. Le frasi che ho trovato sono queste (Giulio Colella):

" Per quel che mi riguarda la Sapienza andrebbe rasa al suolo (magari per far spazio al nuovo stadio della Roma o a una riedizione del LunEur) e, tolti 7-8 insegnanti competenti (mi dicono concentrati nei dipartimenti di fisica, matematica e chimica), il corpo docente andrebbe convertito a usi piu' consoni, come la pulizia degli appartamenti o la coltivazione del riso."

Per chi non ama le barzellette, la valutazione imparziale e oggettiva della didattica della Sapienza si  trova qui.

Tutte le università pubblicano questi risultati, ad esempio qui trovate  Roma3  e tutte le Università italiane.

Vi ho anche segnalato le banche dati dove è possibile una valutazione oggettiva e imparziale della ricerca italiana, ma ovviemente ve ne siete fregati.

Per quanto riguarda l'acutissima osservazione (Giulio Colella):

"Non ha nessun senso paragonare le inefficienze di un'azienda privata con quelle che di un'universita' pubblica. Il perche' e' evidente e non vale neanche la pena di essere spiegato."

ricordo, come dice anche la nostra costituzione, che le attività private hanno un impatto sociale pubblico. Vogliamo ricordare i demenziali prepensionamemti del privato e gli ammortizzatori sociali?

Purtoppo dal livello delle vostre discussioni appare in modo lampante una delle ragioni del declino dell'Italia: la inadeguatezza della sua classe dirigente. Invece di fare gioco di squadra, unire le risorse positive  della ricerca e dell'università con quelle del  resto del sistema produttivo  per fare sistema globale e risollevare questo paese, ci si diverte a fare dell'aneddotica da bar e  denigrare le strutture pubbliche del paese senza neanche sapere di cosa si sta parlando, vagheggiando la maggiore virtuosità ed efficienza del sistema privato (in Italia, non c'è manco quella).

 Intanto dall'estero università e aziende continuano a chiedere al nostro dipartimento laureati, PhD e post doc .

Rotondi, davvero, lasci stare. Forse (e dico forse, visto che non ho dati obiettivi davanti ma se lei vuole fornirli felice di studiarli) il suo dipartimento e' quella gemma mondiale che lei descrive.

Ma per il resto, lasci stare. E lasci stare quell'unica banca dati che tirate fuori ad ogni pie' sospinto nella quale sembra, ma sembra solo a chi non capisce come le statistiche si fanno e come le graduatorie si calcolano,  che l'universita' italiana non faccia, nel suo complesso, la pena che fa. Fa pena, ed i dati che lei menziona in realta' lo confermano se gaurdati con un minimo di sale in zucca. L'abbiamo dimostrato su questo sito anni fa.

Quindi, please, lasci stare i sermoni ridicoli sul "gioco di squadra" ed il resto.

Ah, gioco di squadra. Lei, sta a Pavia, vero? Pavia e' quel posto dove una banda di ordinari di "sinistra" ha forzato il dipartimento di economia a cancellare una mia conferenza sul tema dell'innovazione e dei brevetti circa un mese e mezzo fa. Perche'? Ah, perche' ero ospite non politicamente gradito. E' tutto documentato su FB, persino! Fisica? Ah, mi sa che alcuni di costoro erano suoi colleghi allora ... ma potrei sbagliarmi, chissa'. 

Non ho mai trovato particolarmente interessanti le interpretazioni personali della costituzione. Ad ogni modo e' un fatto che se al banco del pesce della famiglia Colella ci metto mia moglie e mio cugino, tendo a non sentirmi come il rettore che assume moglie, figlio e nuora nella facolta' di medicina della Sapienza. E credo di non essere l'unico a vederla cosi' (forse perche' la signora Colella non riceve lo stipendio dal ministero?).

I prepensionamenti nel settore privato sono idiozie organizzate da governi semicriminali e il privato c'entra molto poco, e certamente il discorso non c'entra nulla col magnifico rettore che assume tutto il parentame a spese del contribuente o col professore di lettere e' riuscito a prendere la licenza media senza neanche saper leggere una bibliografia (e che i colleghi si guardano bene dal denunciare).

Sulla qualita' della didattica della Sapienza le consiglio di chiedere a uno studente di Villa Mirafiori o di via Scarpa quante volte e' andato al ricevimento e il professore non si e' presentato o lo ha cacciato. Provi a ripetere l'esperimento con l'ultimo studente dell'ultima universita' del Regno Unito e mi dica se nota qualche differenza.

Sulla qualita' dei laureati italiani non devo dire nulla, rimando ai risultati del concorsone, che stanno li' a dimostrare che il laureato medio non sa fare un'applicazione banale del teorema di Pitagora o contare le 'W' in 'WWOWOWO'. Se non bastasse c'e' anche il Survey of Adult Skills dell'OECD. Ad ogni modo puo' sempre andare nella facolta' di ingegneria e chiedere quanti hanno mai aperto Matlab, poi puo' provare ad andare nella facolta' di lettere e verificare quanti studenti di lingue sanno dire 'buongiorno' e 'buonasera' nella lingua che studiano. Che il suo dipartimento produca 5 fenomeni ogni anno e che qualcuno se li venga a cercare e' totalmente irrilevante.

In realta' volevo solo far notare che in Italia non si fa nessuna valutazione del corpo docente, perche' altrimenti tutti i casi che abbiamo elencato io e altri si sarebbero risolti con licenziamenti o demansionamenti. Nessuna delle due cose e' successa e le posso confermare che i professori di cui ho parlato stanno ancora li', a inventare autori di teatro, a insultare gli studenti e a vendere le loro dispense (http://www.kijiji.it/annunci/altro-libri-film-e-musica/arezzo-annunci-ar...). Quindi il professore italiano non viene giudicato da nessuno ed essendo il suo stipendio indipendente dall'impegno profuso ed essendo il professore un agente razionale, abbiamo che tantissimi non fanno niente dalla mattina alla sera, se non cercare di far assumere mogli e cugini. Dei feudi famigliari nelle universita' italiane, non ne parlava uno studio di Perotti?

http://noisefromamerika.org/articolo/universit-italiana-fuori-cognomi

 siamo anche conterranei.  però non è mio parente! :-)

Sono convinto che sia inutile discutere con lei, che evidentemente non ha letto una riga di quello che ho scritto e dei riferimenti che le ho indicato. Anche se è inutile, le rispondo per l’ultima volta. Poi basta, così Boldrin sarà contento.

I prepensionamenti nel settore privato sono idiozie organizzate da governi semicriminali e il privato c'entra molto poco, e certamente il discorso non c'entra nulla col magnifico rettore che assume tutto il parentame a spese del contribuente o col professore di lettere e' riuscito a prendere la licenza media senza neanche saper leggere una bibliografia (e che i colleghi si guardano bene dal denunciare).

Quest è bella: i pensionamenti nel privato (ad esempio nelle banche, vero?) sono organizzati dai governi. Confesso che il resto della frase non mi è comprensibile. Dati? Fatti concreti? Boh?

Sulla qualita' della didattica della Sapienza le consiglio di chiedere a uno studente di Villa Mirafiori o di via Scarpa quante volte e' andato al ricevimento e il professore non si e' presentato o lo ha cacciato. Provi a ripetere l'esperimento con l'ultimo studente dell'ultima universita' del Regno Unito e mi dica se nota qualche differenza.”

Ho fatto di meglio che chiedere a uno studente: le ho riportato l’analisi completa della valutazione degli studenti della Sapienza (che lei evidentemente non ha nemmeno guardato). Quei dati, che sono risposte anonime, hanno l’unico bias che alcuni studenti (pochi) per pigrizia non compilano i questionari. Difficile valutare quanto questo distorca le risposte, ma per il resto i dati sono pura statistica descrittiva, una pura compilazione delle risposte. Non ci sono prior bayesiani, non ci sono regressioni, non ci sono likelihood bimodali o distorte. Quei dati dicono che il fenomeno da lei indicato qui sopra è circoscritto a circa il 10% del corpo docente. Sono convinto che sia ancora troppo e che dobbiamo migliorare, anche se un 10-20% di studenti insoddisfatti semba una percentuale fisiologica. Qui i dati del Regno Unito. 

Sulla qualita' dei laureati italiani non devo dire nulla, rimando ai risultati del concorsone, che stanno li' a dimostrare che il laureato medio non sa fare un'applicazione banale del teorema di Pitagora o contare le 'W' in 'WWOWOWO'. Se non bastasse c'e' anche il Survey of Adult Skills dell'OECD. Ad ogni modo puo' sempre andare nella facolta' di ingegneria e chiedere quanti hanno mai aperto Matlab, poi puo' provare ad andare nella facolta' di lettere e verificare quanti studenti di lingue sanno dire 'buongiorno' e 'buonasera' nella lingua che studiano. Che il suo dipartimento produca 5 fenomeni ogni anno e che qualcuno se li venga a cercare e' totalmente irrilevante.”

Che bello, finalmente un riferimento! Mi riporta i risultati del concorsone (!?) che riportano questo? Forse lei ha incontrato troppe persone come Giannino, che hanno scritto qui di avere due lauree e un concorso vinto in magistratura. Ma forse è meglio lasciar perdere… Se avesse avuto la bontà (si fa per dire) di guardare il link che le ho indicato, questo, si sarebbe reso conto che non stavo parlando del mio dipartimento, ma dell’Italia, terza nella classifica mondiale. Lei pensa che un risultato del genere sarebbe possibile se l’Università fosse per la maggior parte come quella che lei ha descritto?. Ha una vaga idea del lavoro duro, durissimo, necessario per arrivare a quel risultato? Impari un po’ ad apprezzare anche il lavoro degli altri, non solo il suo, sù, clicchi dove le ho indicato, faccia un piccolo sforzo, si legga i dati. Ah, a proposito, tutti gli studenti di ingegneria sanno usare Matlab, il C++ e molti Labview e Mathematica. Si informi, ci sono i corsi obbligatori.

In realta' volevo solo far notare che in Italia non si fa nessuna valutazione del corpo docente, perche' altrimenti tutti i casi che abbiamo elencato io e altri si sarebbero risolti con licenziamenti o demansionamenti. Nessuna delle due cose e' successa e le posso confermare che i professori di cui ho parlato stanno ancora li', a inventare autori di teatro, a insultare gli studenti e a vendere le loro dispense (http://www.kijiji.it/annunci/altro-libri-film-e-musica/arezzo-annunci-ar...). Quindi il professore italiano non viene giudicato da nessuno ed essendo il suo stipendio indipendente dall'impegno profuso ed essendo il professore un agente razionale, abbiamo che tantissimi non fanno niente dalla mattina alla sera, se non cercare di far assumere mogli e cugini. “

Questo è l’unico punto dove le dò in parte ragione. In realtà i concorsi ci sono e spesso i meno validi si fermano al primo gradino. Bisogna però migliorare i meccanismi di selezione. I dati sperimentali che le ho mostrato, le valutazioni degli studenti, dimostrano che i professori inadeguati sono intorno al 10% del corpo docente. Più o meno come in Bocconi, per intenderci, ma è necessario migliorare, bisogna eliminare quel 10%.

Dei feudi famigliari nelle universita' italiane, non ne parlava uno studio di Perotti?”

Forse è meglio lasciar perdere le statistiche taroccate di Perotti, mi creda.

... devo dire che andrebbe visto un pò tutto il sistema nel suo insieme, non dire "va tutto bene", perchè Michele ha ragione: l'Università italiana è ancora troppo arretrata, non perchè formi degli ignoranti (anche se...), ma perchè forma le persone in maniera tale che sono dei pozzi di scienza, ma prive di senso pratico, ovvero l'opposto di quello che succede nei tre paesi in questo momento all'avanguardia tecnologica: USA,China e Korea (del sud, ovvio).

Lei dice: facciamo squadra, e può essere un'idea interessante, ma "fare squadra" per cosa ? Se non si parte dall'assunto che diverse cose NON funzionano, oramai troppe per mantenere l'impianto, si fa squadra solo per andare a bere una birra.

Non le dico cosa ho visto due giorni fa a Ingegneria a Napoli: due tesisti (di Ingegneria!!) che hanno sbagliato a usare Power Point, ma soprattutto hanno presentato i diagrammi a rovescio: era lo studio di un'elica, secondo i diagrammi presentati più girava, più si arrestava. Le bestemmie saranno arrivate fino cielo.

Non ho i dati per tutte le aree scientifiche, ma  l’impatto della Fisica sul sistema produttivo è periodicamente analizzato dalla Società Italiana di Fisica (www.sif.it).

Recentemente è stato pubblicato uno studio completo su “L’impatto della Fisica italiana sull’ Economia” (excutive summary e rapporto completo)  che sarà utilizzato dai dipartimenti per mantenere insegnamento e ricerca (almeno quella applicata) al livello adeguato.

 Il quadro che ne emerge mostra che i settori basati sulla fisica hanno saputo dare un contributo considerevole all’economia italiana, producendo oltre 1,5 milioni di posti di lavoro nel corso del 2011, circa il 6%del totale in Italia, e 118 miliardi di Euro di PIL, corrispondenti a più del 7% del totale (in linea con altre nazioni europee, quali Francia o Spagna), con una produttività (ossia un fatturato annuo per lavoratore)  superiore alla media nazionale di oltre il 20% (vedere ad esempio il rapporto completo a pagina 21 o le conclusioni dell’executive summary).

Quando parlo di gioco di squadra mi riferisco a questi dati. Da qui dobbiamo partire, non dicendo che tutti gli universitari sono parassiti che lavorano in una istituzione che fa pena, giustificando così il fatto che l’Italia sia penultima (appena prima della Grecia) nel finanziamento al sistema dell’istruzione.

 Così non fermeremo il declino.

John Cochrane spiega in modo didattico perché una politica dell'immigrazione basata su regole è molto migliore di una politica dell'immigrazione basata su quote. Per un economista sono argomenti abbastanza standard, ma sono anche argomenti quasi del tutto assenti dal dibattito pubblico in materia, in Italia come negli USA.

Anche in Svizzera (e lo si è visto con la votazione referendaria che ha reintrodotto il sistema dei contingenti). Ho già segnalato il testo ad alcuni amici ma purtroppo loro sono tra quelli che già sono d'accordo e lo apprezzano per quello. Il problema è farlo capire agli altri.

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