L'intervista di Tremonti a Repubblica. Una traduzione

19 luglio 2010 sandro brusco

Su questo sito offriamo di tanto in tanto traduzioni di interventi fatti da persone abituate a non parlare chiaro. Questa è la volta del buon Voltremont, che si è lasciato intervistare dai ''nemici'' di Repubblica. Il pezzo è lungo, ma non è colpa mia. Era l'intervista a essere logorroica.

L'intervista è a firma di Massimo Giannini. Il pezzo si apre con quello che sembra un riassunto e porta a una domanda sulla ''democrazia dei contemporanei''. Diamo quindi inizio alle danze

 

[Domanda] D'accordo, allora, partiamo pure dalla "democrazia dei contemporanei". Cosa intende dire?
[Tremonti] "La democrazia dei contemporanei è diversa da quella "classica", e questa a sua volta era diversa dalla democrazia della agorà. E pure sempre è necessaria, la democrazia. Ed è ancora senza alternative - la democrazia - pur dentro  la intensissima "mutatio rerum" che viviamo e vediamo. Intensa nel presente come mai nel passato, dalla tecnologia alla geografia. La scienza muta l'esistenza. La "medicina", la "ars longa" sempre più estende il suo campo, non più solo sulla conoscenza del corpo umano, ma essa stessa ormai capace di ricrearlo per parti. L'iPad muta le facoltà mentali, crea nuovi palinsesti, produce in un istante qualcosa di simile a quello che per farsi ci ha messo tre secoli, nel passaggio dal libro a stampa alla luce elettrica. Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7. E poi è cambiata di colpo la geografia economica e politica. Di colpo, perché i venti anni che passano dalla caduta del muro di Berlino ad oggi sono un tempo minimo, un tempo non sviluppato sull'asse della lunga durata tipica delle altre rivoluzioni della storia".

[Traduzione] Niente. Infatti ti rispondo con una sequenza di frasi senza senso da fare invidia a un postmoderno ubriaco. Sai, in Italia funziona ancora il trucco del latinorum, dici ''mutatio rerum'' anziché cambiamento delle cose e fai la figura del grande intellettuale. Meno male che gli italiani, e in primo luogo i giornalisti, sono pervasi da mentalità antiscientifica e amano queste cose, sennò mi stanerebbero in un secondo.

Dove porta questo ragionamento sul cambiamento della democrazia?
"Se cambia la geografia, la politica non può restare uguale. La politica come è stata finora è stata costruita sulla base territoriale chiusa tipica dello Stato-nazione, su confini impermeabili che concentravano nello Stato il monopolio della forza. E la politica era la forma di esercizio e di controllo della forza. La stessa democrazia era rapporto tra rappresentanza e potere. Ora non è più così. L'asse si sta inclinando, la rappresentanza cresce, il potere decresce, eroso e diluito dallo spazio globale. E la crisi radicalizza questa asimmetria. La crisi genera domande crescenti d'intervento. I popoli chiedono interventi sempre più forti, a governi sempre più deboli".

[Traduzione] E dove vuoi che porti? Visto che non c'è ragionamento non c'è nemmeno conclusione. Quindi ti propino un'altra razione di nonsenso postmodernoide. Tanto, come ho detto prima, non c'è rischio che mi stanino. Però la butto lì che sono i popoli che chiedono che noi, politicanti, si diventi sempre più intrusivi dicendo che succede l'opposto!

Giusto, basta guardare alla debolezza del governo Berlusconi...
"Non è così. Il mio ragionamento vale per tutti i governi. La formula di soluzione e reazione politica non può essere più solo nazionale, ma internazionale. Ed è questo il senso politico della "poliarchia" disegnata nell'enciclica "Caritas in veritate". È proprio questo quello che si sta facendo in Europa in questi mesi, in questi giorni, costruendo sopra gli Stati una nuova "architettura politica"".

[Traduzione] No, che c'entra il governo Berlusconi? Il nonsenso è nonsenso e basta. Comunque, per punizione, altra razione di nonsenso postmodernoide. Ci ficco pure la ''Caritas in veritate'', così strizzo l'occhio contemporaneamente al Vaticano e alla sinistra; torna sempre utile, specie il Vaticano. Ma, sempre perché son furbo, la butto lì che non è colpa nostra se non facciamo nulla da due anni e passa. Non è perché siamo incapaci, guai a pensarlo. È solo perché deve fare tutto l'Europa oramai. Sì, ho detto Europa, quella su cui, nei miei testi anteriori, piscio sopra senza remissione. Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico ma basta che il popolo non lo capisca. Conto su di lei, signor giornalista, che altrimenti un'altra intervista la vede con il binocolo.

Ministro, per favore, passiamo dalla filosofia alla cronaca di questi giorni. Parliamo delle difficoltà dell'Italia e del suo governo. Qui si parla di crisi, di elezioni anticipate, di governi di transizione...
"In Italia la formula di soluzione non può essere quella del governo tecnico. Per due ragioni. Primo, perché non c'è una "melior pars" fatta di ottimati, di tecnici, di illuminati, capaci di governare la complessità. Li vedo, certo, ma non li vedo capaci di governare. Secondo, perché un governo di questo tipo, non basato sul voto popolare, non avrebbe chance di prendere posto al tavolo dell'Europa".

[Traduzione] Se si fa il governo tecnico io devo essere il primo ministro. Lo so che dal punto di vista tecnico ci sono tantissime persone meglio preparate di me (mica è difficile...) ma l'unico veramente intortato nei corridoi del potere sono io. Se si presenta qualcun altro lo impallino o lo faccio impallinare. Però, siccome non son sicuro di poterlo fare, io al momento son contro il governo tecnico. Meglio secondo per certo che primo al 50%.

Cioè? Lei sta dicendo che l'Europa avrebbe il potere di dire no a un governo tecnico in Italia?

"È così. E non solo perché l'Europa è costruita sul canone della democrazia, ma soprattutto perché l'Europa, avviata a prendere la forma di un comune destino politico, presuppone e chiede comunque una base di stabilità e di forza. Questa derivante solo dalla politica e dalla democrazia. Tipico il caso della Grecia: la fiducia europea è stata indirizzata verso il governo greco legittimamente eletto. La negatività, verso un ruolo esclusivo del Fondo monetario internazionale, era basata sulla diffidenza verso una formula che sarebbe stata più debole, proprio perché solo tecnica. La tecnica può essere solo complementare alla politica, e non sostitutiva".

[Traduzione] Ma figuriamoci. È che in Italia si invoca sempre l'Europa. Come ho detto, un governo  puramente tecnico non va bene ma un governo in cui io sono primo ministro va benissimo. Quindi ti racconto che l'Europa non vuole i governi tecnici ma quelli politici. E io sono un politico. Chiaro adesso?

Ma chi si potrebbe opporre, invece, a un governo politico di larghe intese, di cui parlano in molti, nel Pd e nell'Udc?
"La casistica delle larghe intese si presenta solo in due scenari. Dopo elezioni che evidenziano la bilaterale insufficienza delle forze in campo, o per effetto di un trauma. Francamente, nel presente dell'Italia non vedo un trauma tanto forte da spingere verso questa ipotesi di soluzione. Non un trauma "economico", non un trauma "esterno", non un trauma "giudiziario"".

[Traduzione]. Lasciamo che la crisi, economica e giudiziaria, si approfondisca ancora un po' e a quel punto saremo pronti. Io intanto mi posiziono. Per esempio lancio segnali dando un'intervista a Repubblica, il giornale del nemico.

Sull'economia, in realtà, il trauma lo abbiamo rischiato di brutto con l'attacco dei mercati, e forse continueremo a rischiarlo oggi e nei prossimi mesi. Non è così?
"Il trauma economico è stato ipotizzato subito, appena dopo la costituzione di questo governo, a fronte della crisi che arrivava. L'ipotesi non si è verificata. Era un'ipotesi basata tanto su di una insufficiente e solo parziale analisi della realtà, quanto sulla sottovalutazione della forza del governo. 2008, 2009, 2010. Siamo ormai verso il terzo autunno, e puntualmente per ogni autunno si prevedeva e ora si prevede la crisi. Una crisi esterna, causata dallo scatenarsi della speculazione finanziaria sul nostro debito pubblico. Una crisi interna, con la rottura dell'ordine e della coesione sociale. In questi anni la sinistra ha puntato sulla paura, come se questa fosse un'ideologia congiunturale sostitutiva. Non è stato così, non è così, non sarà così".

[Traduzione] Vi ho detto balle sull'economia fino ad adesso e non ho certo intenzione di smettere. Continuerò a raccontarle anche perché, grazie all'incompetenza ed al populismo patetico da anni '70 dei miei avversari di sinistra, ho avuto, ho e avrò gioco facile.

Ma è stato lei a dire che senza la manovra rischiamo la fine della Grecia...
"Appunto, senza la manovra. In realtà nel 2008 siamo partiti con la legge finanziaria triennale e siamo andati avanti sulla stessa linea. I numeri dell'Italia sono ormai allineati nella norma e nella media europea. Avrebbe potuto essere diverso, e non è stato. E questo è stato certo per la forza propria e sottovalutata dell'Italia. Ma anche, si vorrà ammettere, per la visione e per la forza nell'azione di governo".

[Traduzione] Ma cosa pretendi, che sia anche vagamente coerente? Non hai ancora capito che parlo a vanvera? Comunque beccati questo: i numeri dell'Italia sono ormai allineati nella norma e nella media europea. Scommettiamo che non riesci nemmeno a rispondermi che il rapporto debito/PIL da noi è ben più alto della media europea? E che non cresciamo da un decennio? E che abbiamo il minor tasso di occupazione?

Eppure, basta parlare con un po' di ambasciatori per sapere che i nostri partner occidentali temono per la tenuta politica del governo Berlusconi. Lo può negare?
"Sarebbe questo il secondo trauma, quello "esterno". Una volta si diceva "tintinnare di sciabole". Ora, in un'età più pacifica, si parla di "voci di Cancelleria". Francamente non mi pare che si tratti di dati rilevanti. Per due ragioni. Perché la crisi postula la stabilità come valore superiore. E poi perché non pare che tanti altri governi siano in condizioni di forza superiore a quella dell'Italia. Per essere chiari, in giro per l'Europa non vedo governi tanto forti e tanto determinati e determinanti. Ma, all'opposto, tutti impegnati nella gestione delle proprie crisi interne. Gestione che, in giro per l'Europa, non mi sembra più forte della nostra, ma spesso anche contraddittoria, incerta e contestata. In realtà, siamo tutti impegnati in Europa nella costruzione di una architettura nuova di comune e superiore interesse. Il ruolo dell'Italia nello scenario europeo è forte, richiesto e reputato. Il ruolo di Silvio Berlusconi è forte. E, nel mio piccolo, per esempio martedì sono invitato in Germania a Friburgo per la "Lezione europea". E non come professore di università, ma come ministro della Repubblica italiana".

[Traduzione]. Visto che non ci sei riuscito? Hai preferito fare lo sborone che parla con gli ambasciatori. Comunque sì, chiaro che il governo è debole. Ma in Italia diciamo ''mal comune mezzo gaudio'', quindi ti racconto, senza entrare bene in dettagli, che questo è un problema di tutti i governi europei. Che sia vero o no, questo è altro discorso. Io intanto l'ho sfangata. E ti ripiazzo l'Europa come soluzione di tutti i nostri casini, ah l'Europa! Spero tu non voglia ricordarmi che fino a poco fa dell'Europa dicevo peste e corna. Ricorda la storia dell'intervista e del binocolo.

Eppure la vostra maggioranza rischia ogni giorno l'implosione interna. Che mi dice delle inchieste, dei ministri che si dimettono, dello scandalo della P3?
"Per scelta politica, tendo sempre ad analisi di sistema. È certo che non si tratta solo di una mela marcia. C'è qualcosa di più. Forse, e anzi senza forse, è venuta fuori una cassetta di mele marce. Ma l'albero non è marcio, e il frutteto non è marcio. La combinazione perversa è tra le condotte personali e la crisi generale. La crisi postula la salita, e non la discesa nella scala dell'etica, e se vuole anche dell'estetica".

[Traduzione] Per scelta politica non rispondo alle domande difficili. Comunque, andando per allusioni (visto che non posso parlar chiaro), ti dico che è ovvio che la gestione Berlusconi ha portato una masnada di mariuoli al potere. Che ti apettavi da un simile individuo? Per uscirne ci vuole un altro presidente del consiglio. Ho già menzionato che dovrebbe essere un politico di primo piano?

Quindi anche lei, come il premier, pensa che questi siano solo polveroni?
"La politica deve sempre distinguere tra ciò che è "reato" e ciò che è "peccato", e non confondere l'uno con l'altro. Ci può essere reato senza peccato, come ci può essere peccato senza reato. I dieci comandamenti sono una cosa, i codici una cosa diversa. Un discorso politico serio deve e può essere avviato anche in casa nostra su questo campo. Anzi è già iniziato, ma proprio per questo non può essere generalizzato e banalizzato".

[Traduzione] Ma che polverone, non hai proprio capito. Al contrario, è la mia migliore occasione di scalzare il berlusca. Infatti la notte dei lunghi coltelli ... cioè, voglio dire, il discorso politico dentro il partito è già iniziato.

Banalizzato? Qui ci sono pezzi di Stato e di governo che cercano di infiltrarsi e condizionare le decisioni della magistratura, in nome di "Cesare". Dove vede la banalità?
"Per banalità intendo la "banalità del male". E anche per questo non credo che puntare sulla valanga delle intercettazioni renda un buon servizio all'etica politica".

[Traduzione] Su questo non ti rispondo. Ti rifilo una assurdità senza senso sulla banalità del male. Ricordati, figliolo, che io lavoravo da queste parti già ai tempi di Craxi ...

Le ultime intercettazioni ci hanno però permesso di svelare le trame intorno all'eolico, e alla nuova cupola ribattezzata appunto P3...
"Le ultime intercettazioni costituiscono una lettura interessante. Ne emerge un bestiario fatto di faccendieri sfaccendati, di "poteri" impotenti, se si guarda i risultati, di reati più "tentati" che "consumati". Più si affolla la scena, più tutto si confonde. E la presunta "tragedia" si fa commedia. Questo non vuol dire che non ci sia una questione morale...".

[Traduzione] Come ti ho già detto conto su questa vicenda per sloggiare il berlusca e prendere il suo posto.

Meno male: riconosce che esiste una questione morale nel centrodestra?
"Ma quella morale è una questione generale. Questo è un Paese in cui molti "governi" locali si sono clonati e derivati in galassie societarie "parallele". Spesso più grandi dei governi stessi. E non sempre sotto il controllo democratico e giudiziario. Leggasi la monografia della Corte dei Conti. Mezza Italia è in dissesto sanitario. E questo riduce drammaticamente la "cifra" della morale pubblica. Troppo spesso i fondi pubblici sono una pipeline verso gli affari. Oggi l'affare degli affari è quello dell'eolico, almeno questo non inventato da noi. Vastissime aree del Paese sono deturpate da pale eoliche sorte all'improvviso, in un territorio che nei secoli passati non ha mai avuto i mulini a vento. E forse ci sarà una ragione. È in tutto questo che vedo la grande questione morale, questo è l'albero storto che va raddrizzato. E per farlo non vedo alternative al federalismo fiscale. L'unica, l'ultima forma per riportare nella trasparenza e nell'efficienza la cosa comune"..

[Traduzione]. Lo riconosco ma mi assolvo nel modo standard: lo fanno tutti. E, siccome son colto, faccio pure l'allusione a Kant ...

Nel frattempo, per nascondere tutto ai cittadini, il governo vara la legge-bavaglio. Lei è d'accordo anche con questo?

"La traccia possibile di una discussione seria su di un tema serio, come quello della dialettica tra il diritto alla privacy e il diritto all'informazione, si è persa in un labirinto. E solo ora forse può essere ritrovata. Più che di bavaglio, pare che si trattasse di un "bavaglino". Si è troppo confuso, e non certo solo da parte nostra, fra i mezzi e i fini".

 

[Traduzione]. Non rispondo alle domande difficili.

Bavaglino, dice lei? E allora perché avete paralizzato per questo il Parlamento per ben due anni, a discutere di intercettazioni, invece di parlare dei problemi veri del paese?
"Al Parlamento è bastato un mese per fare la "manovra". Un'azione effettiva, la prima fatta in Europa e qui dall'Italia. Altrove siamo ancora allo stadio dei disegni, dei documenti, dei propositi, delle reazioni di piazza. Da noi non è stato così. E la "manovra" non è stata solo finanza, ma anche politica. Per la prima volta è riduzione del perimetro dello Stato, con l'effettivo azzeramento di trenta enti pubblici, dei costi del governo e della politica".

[Traduzione]. Ripeto, non rispondo alle domande difficili. Se proprio vuoi ti rifilo qualche menzogna sulla manovra. Che so, ''ha ridotto il perimetro dello Stato''. Va bene o vuoi qualcosa di più assurdo? Ecco, te l'ho dato: ho detto che altrove sono ancora ai disegni ed ai documenti. Tanto, agli italiani nessuno racconta cosa avviene all'estero, nemmeno il tuo giornale lo fa!

Ministro, a parte i tagli alle Regioni, nella manovra non c'è niente di strutturale...
"Nella manovra è stata fatta la riforma delle pensioni più seria d'Europa in questi anni e pari data c'è stata Pomigliano, con il lavoro che non esce ma torna in Italia e nel Mezzogiorno. E forse queste due, pensioni e Pomigliano, sono due P più importanti della P3. Con rispetto parlando, e con orgoglio parlando, l'azione del governo contro la criminalità organizzata ha un'intensità e un'efficacia finora non conosciute. E forse anche questo va messo sul piatto della giustizia".

[Traduzione]. Qualcosina di strutturale c'è, è l'aumento dell'età pensionabile. Poca roba, ma la supplemento cercando di appropriarmi il merito di cose fatte da altri. Marchionne che investe in Italia, la Boccassini che mette in galera i mafiosi... . Sono o non sono Voltremont?

Ma le Regioni? Perché i governatori protestano? Perché Formigoni dice che dovrà tagliare i servizi ai cittadini?
"Qui vale la dialettica tesi, antitesi, sintesi. Il processo politico ha funzionato subito con i Comuni e le Province, e si sta chiudendo ora anche con le Regioni. Come Comuni e Province, così le Regioni hanno infine fatto propria la nostra ipotesi di discuterne all'interno del federalismo fiscale tanto municipale quanto regionale. E alla fine il bilancio mi sembra positivo. Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale".

[Traduzione]. Certo che protestano, taglio loro i fondi. Così il conflitto sociale non sarà contro il governo ma contro le Regioni.

E la crescita? Anche su questo il piatto della manovra è miseramente vuoto. Può negarlo?
"Come le ho detto, i numeri italiani sono allineati alla media europea. Nella manovra, oltre alla stabilità finanziaria, c'è comunque una prima "cifra" dello sviluppo. Dalle reti di impresa alla drastica riduzione della burocrazia. Più in generale nel tempo presente non esiste lo sviluppo in un Paese solo, non si fa lo sviluppo con la Gazzetta ufficiale, soprattutto avendo il terzo debito pubblico del mondo. Del resto la ripresa in atto è portata più che dalle politiche economiche, dal cambio sul dollaro. E tuttavia certo molto deve esser fatto ancora. Dalla "battaglia per il diritto", troppe regole sono infatti un costo e un limite allo sviluppo, per arrivare alla ricerca, per cui dovrebbe essere fatto un maxi fondo d'investimento pubblico, alla combinazione tra la riforma degli istituti tecnici, cui devono concorrere anche le imprese, ed il contratto di apprendistato".

[Traduzione] Per la crescita, come sempre, aspettiamo di essere trainati dagli altri. L'alternativa è fare riforme strutturali in questo paese. Sai benissimo che questo governo non sa e non vuole farle. Ma intanto, gli amici tuoi mica hanno proposto niente di meglio, vogliono solo che si spenda di più e lì e facile dir di no usando l'Europa come scudo. E li frego con le riforme costituzionali!

Bersani la invita da tempo ad andare in Parlamento, a discutere della crisi. Perché lei si rifiuta?
"La sequenza non può essere prima chi e poi cosa, e cioè prima si sceglie chi governa e poi si decide cosa si fa. Questa sequenza riflette un eccesso di odio antropomorfo. Prima si deve discutere sul cosa".

[Traduzione]. Guarda, non è che mi rifiuto perché non ho nulla da dire. Come ho dimostrato in infinite occasioni sono tranquillamente in grado di parlare di aria fritta in modo pomposo e senza essere stanato. È che non ci guadagnerei nulla da una simile discussione. Io non so che dire, loro nemmeno, ma c'è sempre il rischio che mi scappi la battuta sbagliata e, sai com'è, magari faccio brutta figura ...

E dello scontro tra il premier e Fini cosa mi dice. Quello non è un pericolo, per la tenuta del Pdl?
"Anche questo tema rientra nell'idea antropomorfa della politica, che non mi appartiene".

[Traduzione]. Siamo alle solite, non ho l'abitudine di rispondere alle domande difficili. Al limite provo a infilare qualche parola che sembra difficile. ''Idea antropomorfa'' va bene? A dir la verità sembra un po' troppo facile.

Non può negare che l'altro scontro dentro la maggioranza riguarda lei e il presidente del Consiglio. È vero che venerdì scorso persino Gianni Letta l'ha rimproverata in Consiglio dei ministri?
"Oggi ci abbiamo riso sopra. Vedo un eccesso di confusione tra "personale" e "politico". Certo, in politica conta anche il personale, ma su troppi "scontri" ho letto troppo folklore...".

[Traduzione]. Sì, è un periodo molto teso. Forse comincia a sospettare che io voglia mettermi in proprio ... il partito, lui lo sa, io quasi ce l'ho. Si chiama Lega ...

È vero o no che lei minaccia quasi ogni giorno le dimissioni?
"Non ho mai minacciato le dimissioni, ma spesso ho detto "non firmo". E alla fine il voto è sempre arrivato, positivo e convinto. Tutto quello che ho fatto, e forse anche un po' più della politica economica, l'ho fatto convinto di fare comunque quello che mi sembrava bene per il mio Paese. E non avrei potuto farlo senza Berlusconi e Bossi, o contro Berlusconi e Bossi. E sarà così anche nel prossimo autunno e oltre".

[Traduzione]. Sì, è vero. Però finora, bene o male, l'ho sempre spuntata su Berlusconi e Bossi. Il secondo ce l'ho in tasca ed il primo, se hai il secondo in tasca e lo lasci fare leggi per star fuori di galera, è contento di qualsiasi cosa io faccia. È questo che mi fa sperare in un ancor più brillante futuro.

82 commenti (espandi tutti)

L'aspetto neppure sorprendente e sicuramente penoso è che tremonti trecarte insieme ai pidini hanno sempre in bocca l'enciclica Caritas in veritate. Capisco la strumentalità ma rispetto alla realtà, a ciò che va fatto o non fatto che c'entra il Papa? Lo so che è una domanda ingenua, ma non riesco a non farmela. E non capisco.

 

"Se cambia la geografia, la politica non può restare uguale. La politica come è stata finora è stata costruita sulla base territoriale chiusa tipica dello Stato-nazione, su confini impermeabili che concentravano nello Stato il monopolio della forza. E la politica era la forma di esercizio e di controllo della forza. La stessa democrazia era rapporto tra rappresentanza e potere. Ora non è più così. L'asse si sta inclinando, la rappresentanza cresce, il potere decresce, eroso e diluito dallo spazio globale

non è che Tremonti si è rimangiato in questa affermazione tutto quello che aveva scritto ne La paura e la speranza contro la globalizzazione?

 

Più che un commento, un'adesione de uerbo ad uerbum (tanto per non essere da meno del Nostro) alla vostra traduzione. Vorrei aggiungere che si sarebbe desiderato che un giornalista ritenuto tanto autorevole (Vice Direttore, se non sbaglio, di un quotidiano altrettanto autorevole) non fosse rimasto sostanzialmente accovacciato ai piedi di questo venditore di parole un tanto al chilo; più precisamente, mi sarei aspettato che il Giannini avesse contestato con maggiore decisione e dignità al ministro il contegno di sostanziale presa per i fondelli tenuto per tutta l'intervista. Ma chi crede di essere per parlare con tanto disprezzo dei suoi interlocutori: quello vicino, ai suoi piedi prono, e quelli lontani, vale a dire i lettori del giornale? L'unica reazione è stata quella di invitare questo Voltremont di uscire dalla filosofia. Ma la filosofia è anche arte dell'argomentare e non dello sciorinare parole senza senso per ben due pagine di un giornale nazionale! Non sarebbe stato improprio che una "traduzione" fosse stata aggiunta dal Giannini stesso a mo' di commento, e proprio sulla stessa pagina sulla quale questa vergognosa intervista giace, e magari con il medesimo risalto, per raggiungere così la stessa platea alla quale l'intervista è rivolta.

Che Tremonti fosse un buzzurro che si riempie di latinorum non stupisce, ma Giannini??? Ma pure lui pensa che espressioni come "odio antropomorfo" e "idea antropomorfa" vogliano dire qualcosa??? Ma dove ha studiato??

La critica a Giannini avrebbe senso se quella di Giannini fosse una intervista vera, destinata cioè a informare.

Lo scopo vero dell'intervista è però politico, non informativo. Serve cioè a dare una tribuna a Tremonti in vista del suo posizionamento per il post-Berlusconi e quindi rientra nello scambio di favori tra il gruppo Repubblica e GT

"Lo scopo vero dell'intervista è però politico, non informativo. Serve cioè a dare una tribuna a Tremonti in vista del suo posizionamento per il post-Berlusconi e quindi rientra nello scambio di favori tra il gruppo Repubblica e GT"

Capisco che suoni superfluo, ma questo commento è talmente vero che mi sembra il caso di rimarcarlo. E anche di rimarcare il concetto di "scambio di favori". Quello che scrive Repubblica è sempre un messaggio allusivo o un modo per far contenti dei lettori, che, in media, vogliono solo sentirsi dire delle cose di cui sono già convinti.

Una sola riflessione su Giannini. Non gli ho mai visto scrivere un'intervita di cui non avesse già in mente il titolo prima di cominciarla. Inoltre, nessun politico italiano ti consente di fare interviste se prima non le rilegge e le corregge di suo pugno. Il giornalismo italiano funziona così, tutto. Le uniche interviste non rilette sono quelle agli sfigati peones che vanno sotto i riflettori per aver firmato qualche emendamento che non hanno nemmeno letto.

Detto questo, concludo con la mia usuale giaculatoria. Questo gli Italiani hanno perché questo gli italiani vogliono.

Ma certo, ovviamente, è chiaro che è così. Però ci sono dei limiti… E se Tremonti avesse infilato nel discorso qualcosa tipo "piscio, cacca, culo, pisello", Giannini avrebbe fatto lo stesso finta di niente? Perché siamo quasi a quei livelli, a mio avviso…

Mi associo: vivissimi complimenti al traduttore. Un'operina degna del mai dimenticato "parla come magni" di Giorgio Paterlini sul vecchio "Cuore".

In breve

Fulcanelli 19/7/2010 - 15:11

Chapeau! a sandro, impresa ardua e splendidamente condotta a termine.

Volendo sintetizzare: 

Prospettando l'incauta profilassi mnemonica, il substrato incognito bandisce - irridendo - i latrati intrinseci che adducono gli autunni all'estasi

P.S. Scoprite l'autore ;-)

L'autore non lo conosco, ma spero gli abbiano risposto così

Concordiamo pienamente con il "Traduttore" e con quei commenti precedenti circa l'ignoranza sia di VolTremont che del vicedirettore Giannini. E' stupefacente che molte cose siano passate in silenzio, ma dice bene chi definisce questa un'intervista "di posizionamento", non informativa (perché in qualsiasi paese anglosassone avrebbero fatto ad entrambi solennissime pernacchie). 
Purtroppo, anche certi giornalisti - che passano per essere 'informati' - sono semplicemente ignoranti. Ci viene in mente l'attuale segretario PD Bersani nella conferenza a Roma, in giugno, sul "PDigitale e la banda larga": si vedeva da lontano quanto fosse per nulla informato/ interessato al tema in oggetto. Ecco, il Giannini et similia sono la "classe intellettuale dell'opposizione" a Mr. B. Mmmah!
Quasi, quasi, suggeriremmo di avviare un servizio giornalistico di "traduzione" permanente...

Il punto è che il mestiere del Giannini è quello di giornalista, non di portavoce di un politico, per quanto questo possa essere affascinante, facondo, colto, insostituibile, competente e adeguato al ruolo che ricopre, qual è il nostro Ministro dell'economia. E, inoltre, sempre il Giannini - scusate la volgarità - è pagato per informare, e semmai per commentare le informazioni che raccoglie, per esempio con un'intervista, non per starsene acciambellato intorno alle caviglie dell'intervistato facendo le fusa (è la netta sensazione che ieri mi invadeva a mano a mano che procedevo nella lettura). In altre parole, dai "posizionamenti" del Tremonti, Massimo Giannini non si deve lasciar coinvolgere, se mi vuole bene come lettore; mentre, ai tentativi del medesimo di approfittare di un foglio autorevole per mandare messaggi, deve resistere, sempre se mi vuole bene come lettore, almeno smascherandoli per quelli che sono; e ciò, o contestualmente all'intervista, oppure con un appropriato commento a margine. Ma il Giannini non mi vuole bene come lettore, e mi sembra che dopotutto ami più il Ministro, come l'opportunissima traduzione dimostra in modo patente. E qui, in discussione, viene il problema non della posizione politica di "Repubblica" e di Giannini Massimo, ma quello delle modalità e delle forme del fare giornalismo in questo disgraziato Paese. Quanto sarebbe stato più serio se la decodificazione dell'intervista fosse stata composta da colui che l'ha raccolta, e collocata a suo corredo, sulla stessa pagina del giornale tanto da poter essere delibata dalla stessa platea dei destinatari dell'intervista stessa!

Segnalo un'altra traduzione, gentilmente fornita da D'Agostino qui.

Oltre a tradurre, come Sandro Brusco, la candidatura di GT a futuro premierissimo, Dago propone una spiegazione per la gentilezza dell'intervistatore...

Se la "traduzione" è esatta - vale a dire, se il senso delle affermazioni di Tremonti è quello prospettato da Brusco e anche da Dago - allora ci troviamo di fronte ad un genio della politica. 

A questo punto, le ricorrenti ironie su di lui restano spiazzate: altro che "commercialista di Sondrio" (semmai sarebbe un tributarista, perché in effetti insegnava diritto tributario a Pavia), altro che personaggio incompetente e pseudo pensatore. Se riesce nell'intento, è meglio - cioé più abile - di Talleyrand e Mazzarino messi insieme!

[...] è meglio - cioé più abile - di Talleyrand e Mazzarino messi insieme!

È triste vedere come la partigianeria mischiata alla scarsa conoscenza del mondo e della storia faccia vedere geni dove la realtà ha messo solo dei faccendieri furbetti, proni sia al tradimento che al malgoverno.

Ma è l'Italia, appunto: un paese di provinciali poco istruiti e proni al furto ed al tradimento, che si raccontano tra di loro d'essere i geni rinascimentali di cui leggono sui bignami del liceo.

E poi si chiedono perché, sempre più, loro divengano lo zimbello del mondo e noi ci si vergogni di loro!

Idee simili esprimeva Sylos Labini  in uno dei suoi libri (mi pare quello sugli anticorpi a Berlusconi) relativamente al machiavellismo dei polici italiani.

No, davvero non lo era. Se non l'ho intesa, scusami, lo dico sinceramente.

Però, cristo, rendila esplicita la prossima volta che io davvero ti ho preso sul serio!

P.S. Vedi il costo dell'anonimato? Uno gli anonimi non li identifica, quindi non ha priors su cosa dicano e tende (almeno, io tendo) a seguire la lettera del commento. Anyhow, siccome molti direbbero sul serio quello che hai detto ironicamente, prendi il mio commento come un commento per chi afferma tali cose seriamente! :-)

P.S. Vedi il costo dell'anonimato? Uno gli anonimi non li identifica, quindi non ha priors su cosa dicano e tende (almeno, io tendo) a seguire la lettera del commento

Michele, quello che tu hai descritto e' il costo della scrittura su blog o forum o quant'altro senza usare le faccine. Capisco che tu con l'anonimato ce l'hai in particolar modo, e ti posso anche capire per certi versi, ma non arrampicarti sugli specchi :D

No guarda, la mia era benevola non voleva essere polemica.

Descrivevo semplicemente un MIO processo mentale (ora son curioso: solo mio?) ed è il seguente.

Le persone con nome e cognome acquistano facilmente un'identità, il cervello riserva loro uno spazio, i vari commenti vengono memorizzati e, nel tempo, mi si crea un'idea di questa persona e di come analizza il mondo. Ossia una prior.

Quelli con i nick, che sono strani e speso foneticamente simili (qui abbiamo, tanto per non andare lontani, lugg, lazo, lallo ...) mi si mischiano nella testa. A meno che non scrivano tantissimo o scrivano troiate invereconde (tipo il bancario frustrato londinese, tal michele caronti ora riapparso sotto il nome di mario puppo) non riesco a farmene un'immagine. Tieni conto che leggo molto in fretta, quindi magari è una cosa che capita solo a me.

(ora son curioso: solo mio?)

No. Faccio lo stesso anch'io.

Cerco di chiudere qui l'OT ma  ci tengo a dire che anche io leggo velocemente e mi creo una prior, eppure non mi capita spesso di fare confusione tra diversi nick, anche se espliciti (con nome e cognome) - e si' che in real life mi capita spesso di sbagliare nomi di persone che conosco da anni.

Voglio dire, se lugg e' quello che scrive troiate la prior riesco a farmela con lugg e non lo confondo con lallo - a meno che, come capita anche a te, lugg e lallo siano grafomani o abbiano un nick effettivamente molto simile (esempio: lugg e lagg, per gli estimatori dell'aeronautica sovietica :D).

Devo dire che ho fatto abbastanza pratica al riguardo: forse e' solo una questione di allenamento. Avro' allargato la hashtable :D

 

Oh monsieur coraggio!

Senti ma sei sicuro che il provinciale non sia chi per farsi bello all'estero (e nel Paese degli stereotipi) non trovi di meglio che dar addosso all'Italia e ai suoi concittadini?

Quano al Bignami e al liceo, non sara' che oltre ad esserti laureato tardi ne avevi tanti che al liceo ti bagnavano il naso e che magari adesso guadagnano 10x(boldrin) come, guarda un po', commercialisti...

Mi raccomando la pronuncia inglese che quando parli male dell'Italia il tuo "vrait" proprio non sta bene! Lavoraci sopra (con i tuoi tempi, ma lavoraci)...mi raccomando

Caronti, giocare con te non è neanche divertente.

Ci caschi così facilmente, come un toro mona alla prima chicuelina ...

Tranquilo, muchacho: sono in vacanza ed avevo due minuti da buttare ... e nemmeno eran perle.

bravo, bravo torna a fare il figo tra gli sfigati, che' se no ti fai male come ampiamente dimostrato

P.S. Vedi il costo dell'anonimato? Uno gli anonimi non li identifica, quindi non ha priors su cosa dicano e tende (almeno, io tendo) a seguire la lettera del commento.

L'anonimato non è sempre negativo: io intervengo anonimamente in un blog professionale che i miei capi leggono; se le cose le dico io direttamente a loro non ci danno peso (sono troppo infimo per prenderle in considerazione) se le scrivo sul blog diventano interessanti, talmente interessanti che a volte le mettono anche in pratica....

(...ognuno ha i capi che si merita, infatti sto cercando di cambiarli...)

Forse non sono steto esplicito, la prossima volta cercherò di esserlo.

In ogni caso sono identificabile.

Vi ho detto balle sull'economia fino ad adesso e non ho certo intenzione di smettere. Continuerò a raccontarle anche perché, grazie all'incompetenza ed al populismo patetico da anni '70 dei miei avversari di sinistra, ho avuto, ho e avrò gioco facile.

Here comes the story of the Hurricane
The man the authorities came to blame
For somethin’ that he never done

 

via d'amelio

marcodivice 19/7/2010 - 19:12

anche se vado OT, voglio sottolineare la vergognosa l'assenza del governo per le commemorazioni della strage di via d'amelio e se è vero che il PdC ha trovato il tempo per un concerto a Milano e non quello per presenziare a Palermo è ancora più vergognoso (temeva qualcosa?).

A tutto ciò uniamo la scarsa partecipazione popolare ed abbiamo un quadro veramente sconfortante.

Veramente triste che la commemorazione di due eroi del genere abbia avuto così poca affluenza (chissà perchè?). Spero non siano stati sostituiti dai nuovi "eroi" proposti in alternativa da chi non sa cosa la parola eroe significhi (Mangano o Giuliani). Comunque, fosse andato BS,  sarebbe stata solo l'occasione per l'opposizione di organizzare una "spontanea" contestazione (che poi BS la meriti è un altro discorso). Bhe almeno questo avrebbe portato più gente.

Beh! Uno che si spaccia per leader intanto oltre che farsi la doccia nella saliva dei sui scherani dovrebbe avere la decenza di rischiare contestazioni o commenti malevoli o anche manifestazioni dell'opposizione ed andare a rendere omaggio a Falcone, Borsellino ed alla loro scorta. E' vicenda istituzionale e sarebbe stato fatto positivamente simbolico. La sua assenza, pur non essendo necessario averne conferma, è stata simbolica lo stesso. E lo è stata anche per essere andato a fare il galletto alla stamperia di lauree detta università del CEPU invece di andare, che so , alla Bocconi. Anche questo è simbolico.

Luzo volevo semplicemente dire che la presenza di uno che ha Mangano come eroe personale sarebbe stata comunque inopportuna.

Mi permetto un'aggiunta personale sull'argomento politici e commemorazioni:

che palle ste polemiche politiche sulle celebrazioni! Come il 25 Aprile a Milano (se il comune, di destra, non le fa son fascisti, se le fa tutti a contestare perchè... son fascisti).

Per la nostra classe politica attuale, queste celebrazioni servono solo per continuare le loro sterili polemiche slegate dal mondo reale.

Che gliene frega di Falcone e Borsellino a gente che considera Mangano un eroe o a gente che li considera al pari di Giuliani ?

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio o l'omicidio di Remo) qualche politico ci annuncia sviluppi sul caso infine "si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità".

E' il loro gioco, che si divertano io non vorrei farne parte. Le persone importanti di questa celebrazione sono i due eroi morti, i politici dovrebbero avere la decenza di rendere loro omaggio in silenzio (ed anche i partecipanti per rispetto, contesteranno in altra sede)

 


Cazzo vuoi che gliene freghi di Falcone e Borsellino a gente che considera Mangano un eroe o a gente che li considera al pari di Giuliani ?

Piano, i primi niente visto che si tratta di vedere come eroi un mafioso e chi per combattere la mafia è morto, ossia l' incoerenza più totale.

Ai secondi, seppur gli si possa contestare un errore di valutazione (chè riconosco che la polizia a Genova s' è comportata spesso in maniera vergognosa, ma un ragazzo che si presenta con estintore in mano, per quanto ingenuo che possa essere, non è un eroe) non sono per questo incoerenti nell' annoverare fra i loro eroi anche i due giudici, come  d' altra parte fanno per altri personaggi morti nella lotta contro la mafia tipo Peppino Impastato.

Paragonare Giuliani a Falcone e Borsellino e per usare le parole di Boldrin:

Vergognoso, semplicemente vergognoso.

Siamo veramente messi male.

 

Pienamente d' accordo.

Ma ciò non implica affatto che a chi considera Giuliani un eroe non gliene freghi niente di Falcone o Borsellino. Tutto qui.

Aggiungo la replica di Vendola (che comunque con somma incoerenza assume Giuliani come eroe e poi fa l' elogio della nonviolenza) ed una lettera al riguardo.

 

Luzo volevo semplicemente dire che la presenza di uno che ha Mangano come eroe personale sarebbe stata comunque inopportuna.

Stiamo dicendo che con i suoi comportamenti e dichiarazioni, ha fatto si che la presenza della massima autorità dello Stato alla commemorazione della vittima di uno dei più gravi attacchi allo Stato stesso è inopportuna. Ci rendiamo conto della portata della cosa? odio usare quest'esempio, ma qui non se ne può fare a meno: sapete indicarmi un altro stato civile dove questo sarebbe possibile?

 

Ovviamente no: è già dura trovare uno stato civile con problemi di mafia paragonabili ai nostri, ancora peggio un premier che assume un mafioso (seppur per pararsi il culo), ma il vero problema è che lo definisce un eroe!

Che io sappia ne esiste uno solo al mondo, e l'aggettivo è alquanto stiracchiato.

Se è per questo mi domando dove accada che un' affermazione del tipo "un mafioso non è un eroe" guadagni le prime pagine e sia una frecciata verso il premier, e sembra che abbia bisogno di essere proferita dal presidente della camera per avere un minimo di validità e risonanza. La normalità che diventa evento, questo si che spaventa.

Sì, Spike stiamo (sto) dicendo quello e mi rendo perfettamente conto della portata della cosa.

odio usare quest'esempio, ma qui non se ne può fare a meno: sapete indicarmi un altro stato civile dove questo sarebbe possibile?

Anch'io odio fare paragoni del genere, però gia che ci siamo facciamolo bene:

In che paese civile il presidente del consiglio dice cose come questa?

Più precisamente chi (che non stia facendo una gara di rutti  al bar) direbbe una cosa come quella "di cui" sopra ?

In che paese civile esistono "governatori" così? O un ex primo ministro parla così alla stampa?

In che paese un deputato potrebbe fare un video del genere senza suscitare uno scandalo?

Puoi trovare un elenco lunghissimo di cose come questa nel post "Una chiappa ciascuno".

Ho cercato di essere bipartisan, non per fare il politically correct, ma perchè ritengo (purtroppo) entrambi gli schieramenti politici eticamente impresentabili.

Paese civile? Questo é il vero problema: quello che succede al paese nell'apparente inconsapevolezza dell'opinione pubblica. Faccio un esempio per spiegare cosa intendo dire, spero di rendere l'idea:

anni fa si assegnavano gli europei di calcio. Candidate:l'Italia campione del mondo in carica, paese di lunga tradizione e sede del 50% del patrimonio Unesco, dall'altra Polonia e Ucraina (la quale non aveva nemmeno stadi ma, in caso, li avrebbe costruiti). Sgomento e lacrime della delegazione italiana perchè l'assegnazione premiò Polonia ed Ucraina. Non si capacitavano! Perchè, per i nostri rappresentanti, non c'era nulla di strano nell'aver avuto calciopoli, un poliziotto ucciso dagli ultra e filmati su youtube che ritraevano i nostri celerini manganellare selvaggiamente anziane signore inglesi solo per essere stati ripresi !

Più grave della situazione in cui siamo e il fatto che non ne siamo consapevoli ( ho parlato di calcio, ma avrei potuto parlare dei 1050 morti sul lavoro o dell'immondizia di Palermo altre cose considerate perfettamente normali)

 

 

Re(5): via d'amelio

dd 20/7/2010 - 14:33

Stando a questi esempi uno potrebbe intravedere davvero un primato morale della sinistra...

Sono veramente esempi a caso, ne ho presi 2 da una parte e 2 dall'altra. Per l'assegnazione degli europei (governo di sinistra) posso aggiornarlo a quella di quest'estate (governo di destra) stessa figura e stesso non rendersi conto della propria situazione. Il problema non è "destra o sinistra", il problema si chiama : decadenza.

In che paese civile esistono "governatori" così?

In USA, per esempio: "2008: Federal investigators discover that Eliot Spitzer, the Democratic governor of New York, has been a client of an exclusive prostitution ring. It is alleged that he paid several thousand dollars for sexual services."

O un ex primo ministro parla così alla stampa?

Il sindaco di Londra: "In February 2006, the then-mayor asked Evening Standard journalist Oliver Finegold if he was a nazi war criminal: Finegold is Jewish."

Ma anche Sarkozy non scherza: "Journalists are good for nothing crooks. At least crooks have morals (Les journalistes, ce sont des nullards, il faut leur cracher à la gueule. Ce sont des bandits. Et encore, les bandits eux, ont une morale)."

Qui il resto.

In che paese civile il presidente del consiglio dice cose come questa?

Più precisamente chi (che non stia facendo una gara di rutti  al bar) direbbe una cosa come quella "di cui" sopra ?

Sui due piedi ho trovato un candidato presidente USA: " ‘Why is Chelsea Clinton so ugly? Because Janet Reno is her father.’ In just 12 words [John McCain] managed to insult the looks of a then 17-year-old, the first female US attorney general, the First Lady and lesbians everywhere."

E dubito abbia perso le elezioni per questo episodio.

avrei potuto parlare dei 1050 morti sul lavoro

Questa è la mortalità per 100.000 lavoratori nel 2005:

Italia 2.6

EU27 2.6

EU15 2.3

Germania 1.8

Spagna 3.5

Francia 2.0

Austria 4.8

Belgio 2.6

E qui, l'incidenza di morti sul lavoro nel 2006 rispetto al 1998 (che fa 100). Pare che, a parte la Francia, miglioriamo più dei "concorrenti":

Italia 58

EU15 73

EU25 81

Germania 95

Spagna 64

Francia 50

Austria 82

Belgio 81

...

Con questo non voglio dire che viviamo nel migliore degli stati possibili.

Apprezzo moltissimo e cerco tutte le critiche fattuali al governo e all'Italia nel suo insieme, ma ho paura che siamo tutt'altro che unici.

 

[...] ma ho paura che siamo tutt'altro che unici.

Davvero?

allora provo a riformulare.

E' pensabile che un presidente USA non si faccia vedere alla commemorazione ufficiale dell'11/9 adducendo come scusa un premio+concerto?

E' pensabile che si trovino nella condizione che un presidente non possa andare alla commemorazione perchè nel passato ha assunto un terrorista e lo ha successivamente definito eroe?

Oppure che accada in Spagna con l'Eta (mi fermo ma potremmo continuare la lista)?

Chiaro che, come "cialtronaggine", non siamo gli unici. Non siamo nemmeno stati i primi o i peggiori (nonostante l'impegno).

Come dicevo non mi piace il giochino del "paese civile" perchè salta sempre fuori qualcuno che invece di indignarsi per quel che si descrive, cerca notizie da tutto il mondo per pareggiare quell che succede in Italia e dire "tutto il mondo è paese". Si diventa di colpo patriottici.

Si diventa di colpo patriottici.

Ecco, temo che uno dei risultati sia questo.

Io sono stato un estremista esterofilo fino a un paio d'anni fa. Poi, vuoi il contatto ripetuto con clienti da "paesi civili", vuoi i commenti italiani sui siti dei giornali inglesi (che una volta inviavo anch'io), con offerte di scuse (per cosa?) o richieste di invasione (che bello essere invasi da Gordon Brown) e cose del genere, ho iniziato a pensare che condividiamo dei grossi problemi con il resto del mondo cosiddetto civile.

Comincio a notare una noiosa similitudine fra il "tutto va bene e siamo i migliori" di Berlusconi and friends e il "siamo delle merde e nessuno è più sfigato di noi" di quasi tutti gli altri.

Lo so che i paragoni sono un modo semplice per evidenziare un fatto, ma molte delle cose che fa SB sarebbero criticabili anche se le facessero tutti gli altri capi di stato. Non mi sembra un'attenuante che Sarkozy o McCain facciano cose simili e solitamente non cerco articoli del genere. Che bisogno c'è di ripetere ogni volta "dove altro succede questo?"

Non contesto la riproposizione delle sue malefatte e la critica senza quartiere. Mi pare solo che quando questa critica cade sul "ma che paese sfigato...che classe dirigente sfigata...ma siamo proprio i peggiori..." la discussione diventi un po' inconcludente, se non controproducente, per la ragione di cui sopra.

Certe cose sono "male"? Chissenefrega se succedono anche altrove o no? Cerchiamo di capire perché succedono e come evitarlo senza fare confusione con i dati e con i campioni.

Il tuo commento precedente sembrava del tipo "tutto va bene e siamo i migliori" mentre il mio probabilmente suonava come "siamo delle merde e nessuno è più sfigato di noi".

Hai chiarito perfettamente il tuo punto e ribadito il motivo per cui è meglio evitare l'artificio retorico del "in quale paese civile?"

Comunque il mio elenco di malefatte non serviva per autoflagellarsi, ma per evidenziare due riflessioni che i commenti di Spike mi avevano suggerito:

1 se Berlusconi è la "punta di diamante" della nostra classe politica attuale, il fuoriclasse indiscusso, la nostra cantera continua a sfornare potenziali campionici pronti a sostituirlo (ahimé in entrambi gli schieramenti)

2 esiste un paese reale, oltre le beghe politiche, che è in continuo decadimento e non ce ne rendiamo quasi conto, anzi lo neghiamo a noi stessi, accettando cose che solo 10 anni fa ci avrebbero scandalizzato.

Guarda io la vedo così.

Uno si incazza specialmente in merito alle cose o alle persone alle quali tiene. Essere severi col paese nel quale si vive è normale poi anche per ragioni pragmatiche: ne sperimenti i limiti ogni giorno e, almeno personalmente, ti rendi conto di come le piccole cose che abbiamo potrebbero essere grandiose se solo fossimo tutti un po' più seri.

Sul fatto di tenerci. Io credo davvero che se l'Italia avesse servizi pubblici degni di questo nome e un'organizzazione capace di rendere la vita facile a coloro che decidessero di trasfercisi...non mancherebbero quelli che verrebbero qui in Italia: dico sul serio, non c'è storia! Se l'Italia fosse organizzata meglio e in condizioni di organizzazione simili a quelle del nord Europa non ci sarebbe discussione, la gente preferirebbe star qui...e invece siamo solo un'amena (?) località di vacanza, quando lo siamo pure...Quindi io, anche se mi incazzo, all'Italia ci tengo molto, moltissimo...come anche credo tutti quelli che hanno dato vita a questo blog. Adesso rasento la piaggeria stile Bondi che difende i superiori con la retorica dell'amore...ma secondo me i redattori scrivono dell'Italia perché ci tengono e a modo loro la amano...di sicuro potrebbero fare altro che tradurre Tremonti o passare in rassegna le mille cazzate che al di là dell'Atlantico paiono rivoli di risacca di un paese fallito o sull'orlo di diventarlo.

Sul fatto "ci sono problemi ovunque". L'unica cosa è dirlo apertamente. Quando si parla delle cazzate amerikane qui non ci si tira indietro (un redattore, non mi ricordo chi, disse degli US: questo paese che si fotte dalla paura non mi piace per niente...quasi quasi mi trasferisco-mi pare la destinazione fosse Hong Kong-visto che il nostro Benedetti Michelangeli lavora alacremente per perorare la causa della Polis asiatica ;).

Oppure prendi quell'orgia smisurata e acritica di entusiasmo che si accese all'elezione di Obama: qui nessuno si è messo a dire che era una cosa buona di per sé.

Insomma, l'esterofilia è idiota quando è a compartimenti stagni, ma se uno riserva la stessa durezza di giudizio anche agli altri paesi non è inconcludente.

Sul fatto "ci sono problemi ovunque". L'unica cosa è dirlo apertamente. Quando si parla delle cazzate amerikane qui non ci si tira indietro (un redattore...

Mai inteso criticare i redattori. Parlavo di alcuni dei commenti che erano seguiti all'articolo e come al solito quando si tocca questo argomento, sono passato per un fan governativo...beh, spero che il malinteso sia chiarito.

A proposito di critiche fattuali al governo, sono in trepida attesa del libro su Voltremont ;-)

Intanto citare dati sui moti sul lavoro nel modo nel quale lo hai fatto, non dimostra proprio nulla e non serve proprio a nulla se non, scusa la franchezza, a sprecare spazio. Ma a parte questo all'elenco che hai compilato a raffronto con i paesi "civili", mi pare che tu abbia omesso parecchie cosine: le più gravi, le più ignobili e le più eclatanti. Ma non penso che serva elencarle

Sono d'accordo su tutto. Mi illudo, qualche volta che di fronte a certi eventi o al ricordo di certi eventi che hanno ferito il paese e le istituzioni, uno che fa il PdC possa avere un attimo di resipiscenza. Mi rendo conto di illudermi, ma la cosa ogni volta è talmente enorme da lasciarmi senza fiato.

No. Ma è l'attributo "civile" dopo "stato" che fa la differenza, in questo caso :-)

Non intendevo essere polemico assolutamente. Trovo che se anche silvio ha ripetutamente atraparlato di Mangano ereo mafioso è pur sempre il PdC e dovrebbe trarne le conseguenze. Vero che ad impissibilia nemo tenetur, ma questo ed i suoi scherani il limite lo spostano sempre più in là. Anzi in basso

Volevo solo chiarire che non approvavo la situazione, la descrivevo solamente.

 

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio

Ecco, la vera anomalia italiana è questa: Ustica, Bologna, via D'Amelio, ma potremmo aggiungere piazza Fontana, l'Italicus, via dei Georgofili, parte delle azioni delle Brigate Rosse e così via.

Non credo che molti altri paesi possano avere un record simile di stragi e azioni terroristiche senza un chiaro e preciso quadro di riferimento sui mandanti e le radici di chi quelle stragi ha posto in essere.

Il terrorismo basco o  l'IRA, per dirne una, nella sua criminale attività, è comunque ben inquadrabile.

L'Italia no.

C'è un'area grigia che pervade la politica e la società italiana a partire dagli anni sessanta e che condiziona tutto. Non credo che si possa capire l'Italia e la sua avoluzione attuale se si prescinde da questi aspetti.

E' vero, ed i tempi sono forse maturi perchè qualcosa salti fuori. C'è aria elettrica in giro, SB è vecchio, che ci si prepari ad una nuova stagione?

AUDIZIONE IN COMMISSIONE ANTIMAFIA
«Stragi, la politica non reggerà la verità»
I pm di Caltanissetta: su via D'Amelio vicini a una svolta

http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_20/mafia_stragi_dfd0f376-9424-11df-8c86-00144f02aabe.shtml

Ma no, come dicevo sopra :

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio o l'omicidio di Remo) qualche politico ci annuncia sviluppi sul caso infine "si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità".

Sono magistrati e non politici, ma la minestra è quella. Il 21 Aprile annuncieranno la svolta sull'assassinio di Remo. :-)

Non credo che molti altri paesi possano avere un record simile di stragi e azioni terroristiche senza un chiaro e preciso quadro di riferimento sui mandanti e le radici di chi quelle stragi ha posto in essere.

Un quadro di riferimento secondo me allora c' era: la guerra fredda. Adesso non credo, è tutta roba nostra.

Peggio che sconfortante, caro spike, peggio.

Il signor Vendola, la speranza della sinistra, ha dichiarato sostegno a Borsellino e Falcone con queste parole

Vincere ha un significato se si vince a Pomigliano, a Melfi, se la vittoria ha significato per gli studenti precari, per i ricercatori che sono costretti ad emigrare, per le donne e gli eroi dei nostri giorni, come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani.

Questo sarebbe l'uomo che dovrebbe "sparigliare" il centro sinistra e farlo vincere.

Vergognoso, semplicemente vergognoso.

Siamo veramente messi male.

Il problema di Vendola è che sibillino...e non i riferisco tanto alla esse "blesa", che ormai ci siamo abituati a questa sinistra che ha sempre un timbro speciale (vedi la erre moscia di Bertinotti)...quanto piuttosto al fatto che non dice proprio nulla. Io l'ho sentito l'altra sera: sembra un intellettuale di provincia che ha appena fumato un po' di fumo e comincia a sfarfallare con roba a metà fra i Pooh (frasi tipo: l'azzurro siamo noi) e roba sociale tipo: "superare i limiti posti all'immaginario da un efficientismo ecc. ecc. ecc."

Io fossi in D'alema gli darei una collana dell'Einaudi (intitolata tipo "Quaderni Baresi") e lascerei che sproloquiasse lì.

Secondo me è il nuovo Bertinotti, che quanto a cazzate..."il comunismo è fantasia"

L'idea dei Quaderni Baresi è buona. Quanto D'Alema possa dargli quella collana, non lo so: l'Einaudi è di SB.

Chissà, forse in ricordo dei bei tempi della Bicamerale...

quanto piuttosto al fatto che non dice proprio nulla

Verissimo!, ho la stessa impressione quando l'ascolto.

 

Ps:

la presenza al concerto era vera. Senza parole.

Cos'era, un test di attenzione, per non fidarsi ciecamente degli altrui "de relato"?

Seguendo lo stesso link da lei riportato, si scopre che la sua citazione é piuttosto approssimativa, e stravolge il significato delle parole di Vendola. Eliminando motivi di vergogna.

Pare Vendola abbia detto: "Vincere ha un significato se si vince a Pomigliano, a Melfi, se la vittoria ha significato per gli studenti precari, per i ricercatori che sono costretti ad emigrare, per le donne e gli eroi dei nostri giorni, come Falcone e Borsellino”. “Fra qualche giorno ricorderemo un altro luglio in cui una generazione perse l’innocenza e fece i suoi conti con la morte. Ricorderemo i giorni di Genova, nel luglio 2001, quando fu ucciso Carlo Giuliani”.

Due frasi non connesse, nessuna menzione di eroismo per Carlo Giuliani.

Non capisco il perché della sua fuorviante semplificazione (per giunta con tanto di link con smentita incorporata).

Signor Ghiringhelli, benvenuto sul blog.

Faccia una cortesia, se lo legga e presti attenzione alle notizie ed ai commenti, apprendendo così i dettagli dei fatti su cui intende commentare. Poi, una volta acquisiti i fatti, commenti e faccia pure dell'ironia. Dopo aver appreso i fatti è benvenuta. Prima no.

Quando si commenta così acidamente e senza conoscenza dei fatti si prende in giro solo se stessi e ci si presenta con un pessimo biglietto da visita: quello del tifoso che parla a vanvera, perché non sa ma crede di sapere dove stiano i buoni ed i cattivi.

Ecco, ora io so dove sta un'altro con le fette di prosciutto ideologiche sugli occhi.  Attendo, convinto che arriverà, la sua rettifica: togliere fette di prosciutto dagli occhi della gente è uno dei nostri obiettivi principali. Non sarebbe il primo, non sarà l'ultimo e mostrerebbe di saper apprendere dai suoi errori.

Cari saluti.

Nessun partigiano e nessuna fetta di prosciutto. Perché tutto deve sempre essere preso per ideologico? Sono un fisico teorico, non un economista. E pensavo che l'ironia fosse d'uso, da queste parti.

Mi son limitato a seguire un link e trovo dichiarazioni diverse da quelle ad esso ascritte. Il link da lei segnalatomi di rimando (con un tantinino di spocchia, non trova?) se non altro risolve la contraddizione.

Ma pone un problema di altro ordine e grado. A chi credere ora? Al Vendola o al Rustichini? Senza ulteriori dati (il Rustichini si limita a citare la "frase originale", senza fonte, servirebbe un video che immortalasse il Vendola proferire la frase incriminata) é difficile. Come per Luttazzi, adesso si scopre che ci si puo' modificare i testi on line. Beffardo. Non si potrà più credere a nessuno.

Sta di fatto che il suo link é contraddittorio. Questo me lo concederà. Attendo una correzione, una nota a pié pagina, un caveat.

 

Distinti Saluti

Lei ora esagera, per cui chiarisco i termini della questione e poi chiudiamo. L'occasione per scusarsi e riconoscere d'aver preso una cantonata l'ha avuta. Se la sua arroganza le ha impedito di approfittarne e continua a polemizzare, fatti suoi. Ho di meglio da fare che perder tempo con visitatori arroganti che parlano senza sapere di che parlano.

Arriva qui e dà lezioni erronee senza prendersi la briga di verificare quel che dice. E dice cazzate.

Senza tanti fronzoli lei m'ha dato del bugiardo, accusandomi di aver alterato scientemente una citazione di Vendola per motivare un mio attacco politico al signore in questione! Insomma: mi insulta dandomi del falsario solo perché non si prende la briga di verificare i fatti prima di parlare! E nemmeno si scusa d'aver offeso gratuitamente una volta che glielo fanno notare: vada a dare del bugiardo a qualche parente suo, signor Ghiringhelli, o magari a se stesso, non a me. Mi son spiegato?

Capisco che lei faccia il fisico teorico, ma un minimo di rispetto per la realtà potrebbe sforzarsi d'averlo, non le sembra?

Poi, quando la beccano in castagna, la gira dicendo che era ironia e scherzava. Che ne dice se io incominciassi ad insultarla senza ragione alcuna e poi la girassi dicendo che facevo dell'ironia?

Peccato sia stato Vendola a cambiare la sua pagina web DOPO che la stampa ha denunciato le sue dichiarazioni (se investe altri 15 minuti a leggersi i commenti all'articolo di Aldo Rustichini, troverà tutta l'evidenza necessaria). Cosa pretende? Che in omaggio ai trucchi del signor Vendola io passi il tempo a modificare i commenti miei sul blog solo perché Vendola si comporta come BS? Scriva al suo eroe spiegandogli di comportarsi come una persona per bene, e fine della storia.

BTW, come spiegazione di perché lei non avrebbe le fette di prosciutto sugli occhi quella "io faccio il fisico teorico e non l'economista" è da manuale dell'illogicità! L'argomento qui discusso nulla ha a che fare con l'economia, se ne rende conto? Ed è perfettamente possibile, almeno in teoria, essere un tifoso di Vendola (con fette di prosciutto sugli occhi) e un fisico teorico allo stesso tempo. Che sia possibile anche di fatto lo prova lei: prova per costruzione.

Indicarle il link che le permette di capire che si è sbagliato le la chiama "spocchia": fa così anche quando qualche collega le indica il posto giusto dove trovare la misurazione che ha appena cannato? La prossima volta, per evitare d'essere spocchioso, la manderò solo a quel paese e poi dirò d'aver scherzato, va bene?

Sul fatto che il sito non offra un servizio all'altezza dei suoi desiderata, mi scuso umilmente. Faccia così, mi ascolti: vada altrove, là dove le contraddizioni non ci sono. Chessò, sul sito del suo eroe Nichi Vendola, per esempio. Li' vedrà che la sua fine ironia da spocchioso contaballe l'apprezzano di sicuro. Visto? So insultare gratuitamente anche io. Contento?

Saluti, per nulla distinti.

Gentile signor Boldrin,

                             lei era partito dall'assunto, sbagliato, che io scrivessi mosso da partigianeria e, quindi, con gli occhi coperti da fette di prosciutto ideologiche. Invece, mi ero limitato a seguire un link. Alle due di notte, dopo che si é tirata quell'ora per lavoro, si può anche essere suscettibili.

E proprio perchè sono innamorato dei fatti, mi son preso i 15 minuti per leggermi pure i commenti all'articolo del Rustichini, trovo la trascrizione del testo di Vendola, ancora diverso. Trovo anche il testo incriminato su Facebook. A questo punto mi pare evidente quello che voleva dire Vendola, dal testo da lui proferito. Niente di biasimevole. Lì oppone Giuliani a Mora e Corona, mentre per Borsellino e Falcone non usa nemmeno il termine eroe. La versione originale del blog, immortalata da facebook, è sbagliata e goffa. Bene ha fatto Vendola a correggerla, non perchè "non abbia il coraggio delle proprie idee", ma perchè era la trascrizione a stravolgere il detto per eccessiva (ed infelice) sintesi.

Concludo che Vendola non abbia espresso nulla di cui vergognarsi, ma anche che lei non aveva sbagliato citazione.

Con le idee chiarite, la saluto.

Ripensandoci, gentile signor Boldrin.

Alla data del suo primo commento, quello "19 Luglio 2010, 20:50" in cui riporta la "dichiarazione di Vendola" e conclude "Vergognoso, semplicemente vergognoso", il video di Vendola era gia' in rete. Dal raffronto, che lei aveva i mezzi per fare, si evince che, se non altro c'e' una contraddizione. Visto che il video vince in autorita', si deduce (come lei poi fa nel post all'articolo di Aldo Rustichini) che, al piu', qualche membro dell staff non ha capito bene (e tra l'altro ha una bella confusione in testa).

Dal commento "26 Luglio 2010, 17:50" al post di Rustichini si evince che lei a quel punto il video lo conosce. Ma continua a ritenere che la "dichiarazione di Vendola" sia vergognosa, difatti non va a chiosare il suo commento "19 Luglio 2010, 20:50". Qui entrano, ammetto, le attitudini personali; sapendo di aver attaccato pesantemente qualcuno ("Vergognoso, semplicemente vergognoso": la vergogna si addice ai criminali quando/se realizzano la portata del loro precedente fallo) e venendo a conoscenza di evidenze che ne alleggeriscono alquanto la posizione (per lo meno), correrei a correggermi, chiarirmi.
Nemmeno Aldo Rustichini rivede il "non avere il coraggio delle proprie idee", nonostante il video getti una lunga ombra su questa accusa. E nemmeno aggiusta (intendo con questo aggiungere un commento a parziale revisione, non certo manipolare il testo on-line) il "Vendola ha detto (infatti, ha scritto: era nel testo on line delle sue dichiarazioni programmatiche) quello che veramente crede nella prima dichiarazione, si è accorto poi che la posizione era impopolare, e si è frettolosamente adeguato". Vendola non "ha detto", perche' nel video dice altro. E che si sia adeguato accortosi che la posizione fosse impopolare e' un'ipotesi. L'altra ipotesi, che chiunque abituato ad analizzare dati farebbe, assegnandoli equa probabilita' in mancanza di ulteriori dati, e' che Vendola abbia letto la castroneria che un sottoposto aveva scritto e si e' affrettato a correggere, o far correggere. Cosa non pulitissima (l'ottimo sarebbe stata una correzione con nota a pie' pagina che ne spiegasse le motivazioni), ma nemmeno cosi' deprecabile.

E questa analisi non richiede ideologia alcuna, mi pare.
E, insisto, non sono un fan di Vendola. Da quando e' apparso ad Annozero rivelando di essere - oltre a tutto - cattolico credente, sto ancora cercando di capire se ha una personalita' dissociata, se e' un opportunista (essere cattolico in penisola aiuta sempre), o se c'e' una terza via.

Saluti e complimenti per l'ottimo lavoro del sito, quando argomentate contro GT. Siete tra i pochi a farlo e quelli che lo fate meglio; costituite preziosa ed autorevole fonte di argomenti contro la persona (e il suo "pensiero") che ritengo costituire il problema prossimo venturo della cara penisola, visto che molti segni convergono nel dare la fine di SB (relativamente) imminente.

Ma l'incredibile cambiamento tra il video di Vendola e la frase (sempre di Vendola) dove è? Cito dal video:

un eroe ragazzino, che era eroe della propria vita difficile, della propria vita amara, del proprio tentativo di collegarsi, di connettersi al resto del mondo, in un’idea di mondo gentile

Il fatto che proseguendo dica che usa "eroe" tra virgolette è riferito al fatto che altri usano quella parola per Mora e Corona, non che lui non ritenga eroe Giuliani anche perchè, così fosse, soffrirebbe di disturbo bipolare (data la frase che aveva appena pronunciato).

Dove è la fondamentale differenza di senso ? Io non la vedo proprio. E' nel fatto che definisce Giuliani eroe in una frase diversa da quella dove cita Falcone e Borsellino ? Questo aggiusterebbe tutto ?! 

PS

Poi sull'idea di mondo gentile di Carlo Giuliani, almeno a giudicare dalle foto, si potrebbe aprire un dibattito.

 

 

E' nel fatto che definisce Giuliani eroe in una frase diversa da quella dove cita Falcone e Borsellino ? Questo aggiusterebbe tutto ?!

A mio avviso cambia tutto (aggiustare non so). Falcone e Borsellino non vengono definiti eroi, nello stesso discorso. Quindi Giuliani e i predetti magistrati sono accomunati da Vendola solo per esser morti di luglio (Errata corrige: Falcone non e' morto in luglio, lo so, e anche Vendola).

Mi sono limitato ad obiettare sul modo in cui sono adoperate le fonti. Ad esempio, non ho detto che mi e' piaciuto il discorso di Vendola (quello vero), ma non ha equiparato in eroismo Giuliani, Falcone e Borsellino. E ho obiettato con violenza sul modo perche'  mi piace la precisione. Problema mio.

Caro Ghiringhelli:

io la discussione l'ho chiusa ieri notte e non ho né tempo né voglia di riaprirla perché lei non sta contribuendo alcun fatto nuovo a argomento che non sia stato già discusso, glielo ripeto per la terza volta, nel dibattito che ha fatto seguito all'articolo di Aldo Rustichini.

Mi voglia quindi scusare, ma il tempo ha un costo opportunità e questo costo opportunità deve essere bilanciato da un qualche rendimento, che in questo caso non c'è. I suoi argomenti sono capziosi e campati in aria.

Le ragioni per cui ribadisco il mio giudizio (anzi, lo peggioro perché Vendola ha SCIENTEMENTE MODIFICATO il testo della sua pagina UFFICIALE contenente il suo indirizzo programmatico, o come diavolo lo chiama, a seguito delle reazioni di stampa e blogs!) le trova qui.

Ora, se mi permette, mi occupo d'altro. A mio avviso, visto che sembra persona dotata d'un certo acume, dovrebbe fare anche lei lo stesso ma non sarò certo io ad impedirle di continuare a far finta che i fatti non esistano. Ho da sempre un grande rispetto per le fantasie: quelle originali allietano la vita.

Ieri sera ho avuto la stessa idea di Sandro, e anch'io ho fatto la mia traduzione. L'ho fatta per mio gusto personale, ma copio-incollo qua:

 

Sbarra la strada a qualunque ipotesi di governo tecnico alla Draghi, o di larghe intese senza Berlusconi…

“Governo tecnico? Governo di unità nazionale? Sono figure che sembrano stagionalmente incastrarsi nella forma di una geometria variabile che ricorda un vecchio caleidoscopio. Avrei preferito proseguire il discorso che abbiamo iniziato come discorso sulla "democrazia dei contemporanei" “.

Trad. La avverto, sono fatto di LSD, quindi non sarò del tutto lucido. Ma iniziamo pure.

D'accordo, allora, partiamo pure dalla "democrazia dei contemporanei". Cosa intende dire?

"La democrazia dei contemporanei è diversa da quella "classica", e questa a sua volta era diversa dalla democrazia della agorà. E pure sempre è necessaria, la democrazia. Ed è ancora senza alternative - la democrazia - pur dentro la intensissima "mutatio rerum" che viviamo e vediamo. Intensa nel presente come mai nel passato, dalla tecnologia alla geografia. La scienza muta l'esistenza. La "medicina", la "ars longa" sempre più estende il suo campo, non più solo sulla conoscenza del corpo umano, ma essa stessa ormai capace di ricrearlo per parti. L'iPad muta le facoltà mentali, crea nuovi palinsesti, produce in un istante qualcosa di simile a quello che per farsi ci ha messo tre secoli, nel passaggio dal libro a stampa alla luce elettrica. Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7. E poi è cambiata di colpo la geografia economica e politica. Di colpo, perché i venti anni che passano dalla caduta del muro di Berlino ad oggi sono un tempo minimo, un tempo non sviluppato sull'asse della lunga durata tipica delle altre rivoluzioni della storia".

Trad. Assolutamente niente. Non mi dia retta, sono in preda al trip da acido.

Dove porta questo ragionamento sul cambiamento della democrazia?

"Se cambia la geografia, la politica non può restare uguale. La politica come è stata finora è stata costruita sulla base territoriale chiusa tipica dello Stato-nazione, su confini impermeabili che concentravano nello Stato il monopolio della forza. E la politica era la forma di esercizio e di controllo della forza. La stessa democrazia era rapporto tra rappresentanza e potere. Ora non è più così. L'asse si sta inclinando, la rappresentanza cresce, il potere decresce, eroso e diluito dallo spazio globale. E la crisi radicalizza questa asimmetria. La crisi genera domande crescenti d'intervento. I popoli chiedono interventi sempre più forti, a governi sempre più deboli".

 

Giusto, basta guardare alla debolezza del governo Berlusconi...

"Non è così. Il mio ragionamento vale per tutti i governi. La formula di soluzione e reazione politica non può essere più solo nazionale, ma internazionale. Ed è questo il senso politico della "poliarchia" disegnata nell'enciclica "Caritas in veritate". È proprio questo quello che si sta facendo in Europa in questi mesi, in questi giorni, costruendo sopra gli Stati una nuova "architettura politica"".

Trad. Siamo riusciti a fregare “i popoli”. Adesso sono convinti che i governi abbiano pochi poteri, e che l’economia vada controllata da noi politici.

Ministro, per favore, passiamo dalla filosofia alla cronaca di questi giorni. Parliamo delle difficoltà dell'Italia e del suo governo. Qui si parla di crisi, di elezioni anticipate, di governi di transizione...

"In Italia la formula di soluzione non può essere quella del governo tecnico. Per due ragioni. Primo, perché non c'è una "melior pars" fatta di ottimati, di tecnici, di illuminati, capaci di governare la complessità. Li vedo, certo, ma non li vedo capaci di governare. Secondo, perché un governo di questo tipo, non basato sul voto popolare, non avrebbe chance di prendere posto al tavolo dell'Europa".

 

Cioè? Lei sta dicendo che l'Europa avrebbe il potere di dire no a un governo tecnico in Italia?
"È così. E non solo perché l'Europa è costruita sul canone della democrazia, ma soprattutto perché l'Europa, avviata a prendere la forma di un comune destino politico, presuppone e chiede comunque una base di stabilità e di forza. Questa derivante solo dalla politica e dalla democrazia. Tipico il caso della Grecia: la fiducia europea è stata indirizzata verso il governo greco legittimamente eletto. La negatività, verso un ruolo esclusivo del Fondo monetario internazionale, era basata sulla diffidenza verso una formula che sarebbe stata più debole, proprio perché solo tecnica. La tecnica può essere solo complementare alla politica, e non sostitutiva".

Trad. I tecnici mi stanno antipatici. Per non parlare di Draghi. Stiano chiusi nei loro studi, ché a governare ci pensiamo noi politici. Se proprio si deve fare un altro governo, il Primo Ministro lo voglio fare io, che sono un politico.

Ma chi si potrebbe opporre, invece, a un governo politico di larghe intese, di cui parlano in molti, nel Pd e nell'Udc?

"La casistica delle larghe intese si presenta solo in due scenari. Dopo elezioni che evidenziano la bilaterale insufficienza delle forze in campo, o per effetto di un trauma. Francamente, nel presente dell'Italia non vedo un trauma tanto forte da spingere verso questa ipotesi di soluzione. Non un trauma "economico", non un trauma "esterno", non un trauma "giudiziario"".

Trad. Non sono così fesso da farmi sfilare la poltrona dal primo che passa.

Sull'economia, in realtà, il trauma lo abbiamo rischiato di brutto con l'attacco dei mercati, e forse continueremo a rischiarlo oggi e nei prossimi mesi. Non è così?

"Il trauma economico è stato ipotizzato subito, appena dopo la costituzione di questo governo, a fronte della crisi che arrivava. L'ipotesi non si è verificata. Era un'ipotesi basata tanto su di una insufficiente e solo parziale analisi della realtà, quanto sulla sottovalutazione della forza del governo. 2008, 2009, 2010. Siamo ormai verso il terzo autunno, e puntualmente per ogni autunno si prevedeva e ora si prevede la crisi. Una crisi esterna, causata dallo scatenarsi della speculazione finanziaria sul nostro debito pubblico. Una crisi interna, con la rottura dell'ordine e della coesione sociale. In questi anni la sinistra ha puntato sulla paura, come se questa fosse un'ideologia congiunturale sostitutiva. Non è stato così, non è così, non sarà così".

Trad. Sì. Ma non posso dirlo, sono ministro.

Ma è stato lei a dire che senza la manovra rischiamo la fine della Grecia...

"Appunto, senza la manovra. In realtà nel 2008 siamo partiti con la legge finanziaria triennale e siamo andati avanti sulla stessa linea. I numeri dell'Italia sono ormai allineati nella norma e nella media europea. Avrebbe potuto essere diverso, e non è stato. E questo è stato certo per la forza propria e sottovalutata dell'Italia. Ma anche, si vorrà ammettere, per la visione e per la forza nell'azione di governo".

Trad. E infatti l’ho fatta, questa benedetta manovra. In fretta e furia, fa schifo, ma l’ho fatta. Anzi, sono talmente fico che sono riuscito a imporla al governo.

Eppure, basta parlare con un po' di ambasciatori per sapere che i nostri partner occidentali temono per la tenuta politica del governo Berlusconi. Lo può negare?

"Sarebbe questo il secondo trauma, quello "esterno". Una volta si diceva "tintinnare di sciabole". Ora, in un'età più pacifica, si parla di "voci di Cancelleria". Francamente non mi pare che si tratti di dati rilevanti. Per due ragioni. Perché la crisi postula la stabilità come valore superiore. E poi perché non pare che tanti altri governi siano in condizioni di forza superiore a quella dell'Italia. Per essere chiari, in giro per l'Europa non vedo governi tanto forti e tanto determinati e determinanti. Ma, all'opposto, tutti impegnati nella gestione delle proprie crisi interne. Gestione che, in giro per l'Europa, non mi sembra più forte della nostra, ma spesso anche contraddittoria, incerta e contestata. In realtà, siamo tutti impegnati in Europa nella costruzione di una architettura nuova di comune e superiore interesse. Il ruolo dell'Italia nello scenario europeo è forte, richiesto e reputato. Il ruolo di Silvio Berlusconi è forte. E, nel mio piccolo, per esempio martedì sono invitato in Germania a Friburgo per la "Lezione europea". E non come professore di università, ma come ministro della Repubblica italiana".

Trad. È il cetriolo globale (http://www.youtube.com/watch?v=_eV0jQVWyzY)

Eppure la vostra maggioranza rischia ogni giorno l'implosione interna. Che mi dice delle inchieste, dei ministri che si dimettono, dello scandalo della P3?

"Per scelta politica, tendo sempre ad analisi di sistema. È certo che non si tratta solo di una mela marcia. C'è qualcosa di più. Forse, e anzi senza forse, è venuta fuori una cassetta di mele marce. Ma l'albero non è marcio, e il frutteto non è marcio. La combinazione perversa è tra le condotte personali e la crisi generale. La crisi postula la salita, e non la discesa nella scala dell'etica, e se vuole anche dell'estetica".

 

Quindi anche lei, come il premier, pensa che questi siano solo polveroni?

"La politica deve sempre distinguere tra ciò che è "reato" e ciò che è "peccato", e non confondere l'uno con l'altro. Ci può essere reato senza peccato, come ci può essere peccato senza reato. I dieci comandamenti sono una cosa, i codici una cosa diversa. Un discorso politico serio deve e può essere avviato anche in casa nostra su questo campo. Anzi è già iniziato, ma proprio per questo non può essere generalizzato e banalizzato".

 

Banalizzato? Qui ci sono pezzi di Stato e di governo che cercano di infiltrarsi e condizionare le decisioni della magistratura, in nome di "Cesare". Dove vede la banalità?

"Per banalità intendo la "banalità del male". E anche per questo non credo che puntare sulla valanga delle intercettazioni renda un buon servizio all'etica politica".

Trad. Mi scusi, mi è risalito il trip da acido. Diceva?

Le ultime intercettazioni ci hanno però permesso di svelare le trame intorno all'eolico, e alla nuova cupola ribattezzata appunto P3...

"Le ultime intercettazioni costituiscono una lettura interessante. Ne emerge un bestiario fatto di faccendieri sfaccendati, di "poteri" impotenti, se si guarda i risultati, di reati più "tentati" che "consumati". Più si affolla la scena, più tutto si confonde. E la presunta "tragedia" si fa commedia. Questo non vuol dire che non ci sia una questione morale...".

Trad. Siamo ridicoli. E io ne approfitterò per diventare Primo Ministro.

Meno male: riconosce che esiste una questione morale nel centrodestra?

"Ma quella morale è una questione generale. Questo è un Paese in cui molti "governi" locali si sono clonati e derivati in galassie societarie "parallele". Spesso più grandi dei governi stessi. E non sempre sotto il controllo democratico e giudiziario. Leggasi la monografia della Corte dei Conti. Mezza Italia è in dissesto sanitario. E questo riduce drammaticamente la "cifra" della morale pubblica. Troppo spesso i fondi pubblici sono una pipeline verso gli affari. Oggi l'affare degli affari è quello dell'eolico, almeno questo non inventato da noi. Vastissime aree del Paese sono deturpate da pale eoliche sorte all'improvviso, in un territorio che nei secoli passati non ha mai avuto i mulini a vento. E forse ci sarà una ragione. È in tutto questo che vedo la grande questione morale, questo è l'albero storto che va raddrizzato. E per farlo non vedo alternative al federalismo fiscale. L'unica, l'ultima forma per riportare nella trasparenza e nell'efficienza la cosa comune".

Trad. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Ah, giusto, senza la Lega non conto nulla: la soluzione è il federalismo fiscale! Come? Soluzione a cosa? Non saprei, di cosa stavamo parlando?

Nel frattempo, per nascondere tutto ai cittadini, il governo vara la legge-bavaglio. Lei è d'accordo anche con questo?

"La traccia possibile di una discussione seria su di un tema serio, come quello della dialettica tra il diritto alla privacy e il diritto all'informazione, si è persa in un labirinto. E solo ora forse può essere ritrovata. Più che di bavaglio, pare che si trattasse di un "bavaglino". Si è troppo confuso, e non certo solo da parte nostra, fra i mezzi e i fini".

 

Bavaglino, dice lei? E allora perché avete paralizzato per questo il Parlamento per ben due anni, a discutere di intercettazioni, invece di parlare dei problemi veri del paese?

"Al Parlamento è bastato un mese per fare la "manovra". Un'azione effettiva, la prima fatta in Europa e qui dall'Italia. Altrove siamo ancora allo stadio dei disegni, dei documenti, dei propositi, delle reazioni di piazza. Da noi non è stato così. E la "manovra" non è stata solo finanza, ma anche politica. Per la prima volta è riduzione del perimetro dello Stato, con l'effettivo azzeramento di trenta enti pubblici, dei costi del governo e della politica".

Trad. E basta con ‘ste intercettazioni! Ah, ma gliel’ho già detto che sono talmente fico da avere imposto alla maggioranza la mia manovra?

Ministro, a parte i tagli alle Regioni, nella manovra non c'è niente di strutturale...

"Nella manovra è stata fatta la riforma delle pensioni più seria d'Europa in questi anni e pari data c'è stata Pomigliano, con il lavoro che non esce ma torna in Italia e nel Mezzogiorno. E forse queste due, pensioni e Pomigliano, sono due P più importanti della P3. Con rispetto parlando, e con orgoglio parlando, l'azione del governo contro la criminalità organizzata ha un'intensità e un'efficacia finora non conosciute. E forse anche questo va messo sul piatto della giustizia".

Trad. Tarapia tarapioco! Brematurata la supercazzola o scherziamo?

Ma le Regioni? Perché i governatori protestano? Perché Formigoni dice che dovrà tagliare i servizi ai cittadini?

"Qui vale la dialettica tesi, antitesi, sintesi. Il processo politico ha funzionato subito con i Comuni e le Province, e si sta chiudendo ora anche con le Regioni. Come Comuni e Province, così le Regioni hanno infine fatto propria la nostra ipotesi di discuterne all'interno del federalismo fiscale tanto municipale quanto regionale. E alla fine il bilancio mi sembra positivo. Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale".

Trad. Facciamo un po’ di teatro. Ah, dimenticavo: la manovra l’ho imposta anche a Regioni ed enti locali, così ho ridimensionato Formigoni!

E la crescita? Anche su questo il piatto della manovra è miseramente vuoto. Può negarlo?

"Come le ho detto, i numeri italiani sono allineati alla media europea. Nella manovra, oltre alla stabilità finanziaria, c'è comunque una prima "cifra" dello sviluppo. Dalle reti di impresa alla drastica riduzione della burocrazia. Più in generale nel tempo presente non esiste lo sviluppo in un Paese solo, non si fa lo sviluppo con la Gazzetta ufficiale, soprattutto avendo il terzo debito pubblico del mondo. Del resto la ripresa in atto è portata più che dalle politiche economiche, dal cambio sul dollaro. E tuttavia certo molto deve esser fatto ancora. Dalla "battaglia per il diritto", troppe regole sono infatti un costo e un limite allo sviluppo, per arrivare alla ricerca, per cui dovrebbe essere fatto un maxi fondo d'investimento pubblico, alla combinazione tra la riforma degli istituti tecnici, cui devono concorrere anche le imprese, ed il contratto di apprendistato".

Trad. No.

Bersani la invita da tempo ad andare in Parlamento, a discutere della crisi. Perché lei si rifiuta?

"La sequenza non può essere prima chi e poi cosa, e cioè prima si sceglie chi governa e poi si decide cosa si fa. Questa sequenza riflette un eccesso di odio antropomorfo. Prima si deve discutere sul cosa".

Trad. Non sono cretino, non vado mica a farmi crocifiggere in aula. Ammesso che Bersani ne sia capace, chiaro. Ma perché dovrei correre il rischio?

E dello scontro tra il premier e Fini cosa mi dice. Quello non è un pericolo, per la tenuta del Pdl?

"Anche questo tema rientra nell'idea antropomorfa della politica, che non mi appartiene".

Trad. Se si scannano tra di loro, meglio per me.

Non può negare che l'altro scontro dentro la maggioranza riguarda lei e il presidente del Consiglio. È vero che venerdì scorso persino Gianni Letta l'ha rimproverata in Consiglio dei ministri?

"Oggi ci abbiamo riso sopra. Vedo un eccesso di confusione tra "personale" e "politico". Certo, in politica conta anche il personale, ma su troppi "scontri" ho letto troppo folklore...".

 

È vero o no che lei minaccia quasi ogni giorno le dimissioni?

"Non ho mai minacciato le dimissioni, ma spesso ho detto "non firmo". E alla fine il voto è sempre arrivato, positivo e convinto. Tutto quello che ho fatto, e forse anche un po' più della politica economica, l'ho fatto convinto di fare comunque quello che mi sembrava bene per il mio Paese. E non avrei potuto farlo senza Berlusconi e Bossi, o contro Berlusconi e Bossi. E sarà così anche nel prossimo autunno e oltre".

Trad. Gliel’ho detto, facciamo un po’ di teatro. E intanto mi preparo…

Complimenti vivissimi.

Non solo e non tanto per la "traduzione" che per inciso è fantastica, ma soprattutto per essere espatriato per tempo da un paese dove adesso sgoverna chi sappiamo e dove (e ora sappiamo anche questo) si appresta a sgovernare il suo burattino che già sta segando i fili.... con l'aiuto della sempre inutile sinistra (già me li vedo tutti a dire, "beh dai, in fondo Tremonti non è così male, è un tetnico.... almeno non dice le c.@@te del Berlusca")

Grazie per essere riusciti a rovinarmi il sonno anche stanotte. Non che ne avessi bisogno..... qualcuno ha del Pentotal ?

 

 

Penthotal: tiopentone sodico, archeologia farmaceutica.

Prova col Propofol, ma non troppo sennò ti ritrovi a chiacchierare con Michael Jacson

Col Midazolam vai liscio

Good night

la spocchia pseudo-intellettuale di Repubblica e la fanfaronaggine senza iato di Tremonti ne escono fuori trip lisergici che sembra di ascoltare Brancaccio. Grazie Sandro per la traduzione.

PS. Riceverai le lamentele per iscritto dei miei compagni di ufficio perche' a quel

[Domanda] D'accordo, allora, partiamo pure dalla "democrazia dei contemporanei". Cosa intende dire?
[Tremonti] "La democrazia dei contemporanei è diversa da quella "classica", e questa a sua volta era diversa dalla democrazia della agorà. E pure sempre è necessaria, la democrazia. Ed è ancora senza alternative - la democrazia - pur dentro  la intensissima "mutatio rerum" che viviamo e vediamo. Intensa nel presente come mai nel passato, dalla tecnologia alla geografia. La scienza muta l'esistenza. La "medicina", la "ars longa" sempre più estende il suo campo, non più solo sulla conoscenza del corpo umano, ma essa stessa ormai capace di ricrearlo per parti. L'iPad muta le facoltà mentali, crea nuovi palinsesti, produce in un istante qualcosa di simile a quello che per farsi ci ha messo tre secoli, nel passaggio dal libro a stampa alla luce elettrica. Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7. E poi è cambiata di colpo la geografia economica e politica. Di colpo, perché i venti anni che passano dalla caduta del muro di Berlino ad oggi sono un tempo minimo, un tempo non sviluppato sull'asse della lunga durata tipica delle altre rivoluzioni della storia".

[Traduzione] Niente.

non sono riuscito a trattenermi dal ridere e ho disturbato tutti.

Per Repubblica pur di mandare a casa Silvio (cosa sacrosanta) si può trattare con i guanti di velluto anche Voltremont (possibile, non auspicabilie sostituto). L'intervista diventa un discorso da bar tra gente che di economia non sa praticamente nulla. Se poi GT facesse anche outing si guadagnerebbe il paginone culturale e da buon vecchio socialista potrebbe anche farsi dei consensi a sinistra.

ps. "Socialista" nel senso che intendeva "Cuore", rimpianto giornale satirico già citato in questa discussione e di cui mi piace ricordare un titolo storico che ben si attaglia alla definizione che intendo qui: "Scatta l'ora legale. Panico tra i socialisti."

 

 

Per Repubblica pur di mandare a casa Silvio (cosa sacrosanta) si può trattare con i guanti di velluto anche Voltremont

beh significa ridurre almeno del 50% il danno!

 

 

 

@ lallo (scusa, ho fatto un post nuovo anziché un reply)

Non sarei così ottimistico sulla stima.

Con Voltremont al governo ti potresti trovare anche Zio Fester (noto poeta filo governativo) come ministro dell'economia.

A quel punto le finanziarie verrebbero espresse in versi e non so se i nostri cari redattori di nFA sarebbero in grado di rispondere a tono.

per fare anch'io sfoggio di latinorum a questo punto non mi resta che dire

“ Pater, si vis, transfer calicem istum a me ..."

ps.

ho fatto scuole tecniche, non mastico né latino né greco, ma son più veloce io su Google che Trinità con la pistola

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti