A Ma’! Versace n’artro LTRO!!!! (*)

7 marzo 2012 fabio scacciavillani

Ora che la seconda operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) della BCE è andata a segno sarebbe ora di fare un po’ di pulizia semantica sul concetto di “prestatore di ultima istanza” (“Lender of Last Resort”, LoLR) per riposizionare qualche puntino sulle “i”.

 

La funzione di LoLR si riferisce al sistema bancario, non agli Stati, come viene erroneamente inteso nel dibattito tra dattilografi di lusso, che affollano le redazioni e soubrettes (ambosessi), che sgomitano negli studi televisivi.

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta. Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. L'art. 104 recita "È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali". Quando fu firmato non c’era assolutamente alcun dissenso in materia. Poi l’incalzare della crisi ha reso questo divieto, insieme ai limiti su debito e deficit pubblico “chiffons de papier” secondo una venerabile definizione tedesca dei trattati internazionali.

Oggi dopo 5 anni di danze della pioggia per fermare la crisi siamo a questo punto:

1) E’ saltata la distinzione logico-funzionale tra i bilanci di banca centrale, banche commerciali e governo. Le passività di queste entità sono in realtà un unico calderone, o, se preferite, le tasche di un unico pantalone (nel guardaroba di Pantalone). L’indipendenza della Bce è sbiadita mentre il settore bancario, forte dell’appoggio politico, ha di fatto nazionalizzato le perdite, ma privatizzato enormi proventi da arbitraggi a zero rischi a spese del contribuente tramite le operazioni di liquidita' della Bce.

2) La Bce (sulla scia di Fed, Banca d’Inghilterra e Banca del Giappone) è diventata il LoLR di governi alla canna del gas, attraverso una finzione contabile che utilizza i bilanci della banche come foglia (alquanto trasparente) di fico per coprire le pudenda alla vista dell'opinione pubblica tedesca.

L’Es  pragmatico potrebbe freudianamente sussurrare che non è il caso di farne una tragedia. Di fronte alla crisi epocale meglio le foglie di fico che i fichi secchi. Però al sussurro (Ingmar docet) opporrei un grido.

La funzione LoLR va a braccetto con la supervisione bancaria. Le banche centrali forniscono liquidità come LoLR alle banche illiquide, ma non a quelle insolventi. Siccome la distinzione tra le due situazioni è complessa, questo compito viene svolto dalla banca centrale che ha l’obbligo di mettere in liquidazione le banche ritenute insolventi e passare i documenti alla magistratura se ravvisa ipotesi di reato.

La Bce invece sta riversando una fiumana di soldi senza sapere quali sono le banche insolventi perché la supervisione bancaria è demandata alle banche centrali (o alle agenzie) nazionali che non si scambiano informazioni, anzi le tengono segrete per paura di scoperchiare i letamai e dare un dispiacere ai potentati politici che quei letamai concimano (vedi le Fondazioni in Italia). Insomma la Bce tiene in vita degli zombies finanziari senza sapere nemmeno chi sono e quanto siano deleteri per la stabilità europea e mondiale.

Esiste una sorta di autorità di supervisione a livello europeo, la European Bank Authority (EBA) ma è sostanzialmente una parodia, in cui recitano guitti con il colabrodo in testa e le spade di latta, senza poteri effettivi. Sotto l’egida di questa EBA sono stati condotti due stress test a distanza di un anno che hanno concluso “Tutto bene Madama Marchesa”. Tre mesi dopo il primo test e’ fallito il sistema bancario dell’Irlanda, e dopo il secondo ha rischiato di collassare l’intero sistema bancario europeo per il congelamento del credito interbancario (proprio perché nessuno si fidava dello stress test).

Tutto il sistema di  regolamentazioni bancarie e' inefficientemente prociclico:  ti impongono di ingozzarti ai pranzi di matrimonio e poi ti impongono di non mangiare durante un'arrampicata. E cosi' l’EBA adesso costringe le banche a raccogliere fondi con il cappello in mano oppure a tagliare gli attivi, cioé il credito al settore privato (visto che quello al settore pubblico è incagliato), aggravando la recessione già in atto.

Insomma questo sistema di regolamentazione bancaria  è diventato una mina vagante di incompetenza, che andrebbe disattivata. Le funzioni di supervisione sul settore finanziario, ora gestite a livello nazionale, dovrebbero essere trasferite sotto l’autorità della Bce, che dovrebbe procedere alla liquidazione coatta delle banche insolventi. Invece di cincischiare in inconcludenti vertici europei, i leader europei farebbero meglio a procedere speditamente in questo senso, in modo da rimuovere la gravissima anomalia di una Bce che a colpi di mezzo trilione di euro beneficia un sistema bancario di cui non ha modo di accertare la salute. 

Ma che questa salute sia molto cagionevole lo prova un dato inquietante: i depositi overnight delle banche presso la Bce hanno raggiunto la cifra stratosferica di 777 miliardi di euro. Le banche prendono a prestito dalla Bce, ma quelle che hanno eccedenze di liquidità a fine giornata non si fidano a prestarle ad altre banche attraverso il mercato interbancario e preferiscono il porto sicuro dell'Eurotower anche a tassi infimi. Usque tandem?

(*) Il titolo e' ispirato da un commento al mio blog sul Fatto Quotidiano e non fa riferimento al mondo della moda

180 commenti (espandi tutti)

I contabili di lusso, eletti al rango di "esperti" o "economisti" da capi redazione ignoranti e potentati bancari  interessanti (o viceversa), continueranno, nondimeno, a chiedere sempre piu'  liquame. Pardon, liquidita' ...

... non si nega a nessuno.

Purtroppo da 15 anni i mercati ad ogni iniezione di liquidita' quando la crescita e' anemica festeggiano con un rally, per poi schiantarsi appena la droga finisce. Questo LTRO non e' un'eccezione, il che fa presumere che il leverage nel settore finanziario e' ancora molto alto e che le porcherie off balance sheets siano ancora nascoste ai regolatori che comunque si voltano dall'altra parte.

Purtroppo da 15 anni i mercati ad ogni iniezione di liquidita' quando la crescita e' anemica festeggiano con un rally, per poi schiantarsi appena la droga finisce.

Attenzione, i mercati non commettono errori sistematici.  Quindi se il mercato azionario sale in seguito ad una manovra espansiva, ciò è dovuto con ogni probabilità al mutamento delle aspettative sulla domanda.  Dalla crisi del 2008 c'è stato evidentemente un cambio di regime nella politica monetaria, ma la correlazione è forse ancora più evidente, almeno negli Stati Uniti (come appare ad esempio in questo articolo).

Inoltre una crescita anemica di per sé può essere causa di dissesti finanziari, perché può trasformare in porcherie titoli che in un'economia in buono stato sarebbero perfettamente validi.  Può darsi che non si possa fare molto per stabilizzare la crescita, ma non vedo il motivo di simili caricature.

I mercati, o meglio gli individui che vi operano rispondono al sistema di incentivi. Se trovano chi presta loro quantita' illimitate all'1% senza rischi si comportano di conseguenza e vanno a comprare tutto cio' che rende piu' dell'1%. 

 

Le aspettative sulla domanda, mi creda, sui trading floors non sanno nemmeno cosa siano.

Le aspettative sulla domanda, mi creda, sui trading floors non sanno nemmeno cosa siano.

 

I corsi azionari sono influenzati dalle aspettative sul PIL.  Esiste una vasta letteratura riguardo a questa correlazione, ad es. IMF World Economic Outlook, Chapter III “Asset Prices and the Business Cycle”, May 2000.  Anche i tassi di interesse giocano un ruolo, però l'effetto prevalente sembra essere opposto: previsioni di crescita elevata del PIL fanno salire gli investimenti e con essi il tasso di interesse, e viceversa in caso di crescita bassa.  In linea di massima le autorità monetarie seguono il tasso d'interesse "naturale", soprattutto nel lungo periodo:  le variazioni dovute alla "politica dei tassi" sono di durata relativamente breve.  Se così non fosse non potrebbero seguire una politica monetaria stabile: su questo c'è accordo abbastanza generale sia tra gli economisti monetaristi che keynesiani.  Quindi, se i tassi di mercato non salgono per via delle cattive previsioni di crescita, è piuttosto normale che si presti a tassi contenuti.

Il tasso di interesse naturale non esiste e comunque non capisco che senso ha questa frase (a me sembra tautologica)

 

 Quindi, se i tassi di mercato non salgono per via delle cattive previsioni di crescita, è piuttosto normale che si presti a tassi contenuti.


dal 2000 al 2012

tizioc 10/3/2012 - 20:31

Mah, io ho soltanto inteso di dare una lettura molto banale della tendenza che lei ha fatto risalire ad almeno quindici anni fa, cioè che i mercati tendono a salire quando la politica monetaria agisce in senso espansivo.  Del resto anche i dati più aggiornati negli Stati Uniti (quindi non influenzati da LTRO) sembrano segnalare una correlazione piuttosto stretta. 

Sarebbe interessante distinguere tra questa e la sua spiegazione legata più meccanicamente al leverage valutando la reazione di altre asset class ed indicatori di mercato, ad esempio i tassi di interesse a lungo termine.  Sembra che gli annunci di QE negli Stati Uniti abbiano fatto salire tali tassi grazie alle aspettative di una ripresa più robusta - e ciò a dispetto delle spiegazioni ufficiali sul meccanismo di azione di QE, che avrebbe dovuto fare l'opposto.

Mi sembra di capire che ad ogni crisi (di astinenza) è necessaria una dose crescente di droga. Finirà per mancanza di sufficiente droga oppure per overdose?

Re:

tizioc 9/3/2012 - 16:59

Il compito della banca centrale è proprio drenare la liquidità immessa appena l'economia dà segni di ripresa sostenuta e/o si manifestano rischi effettivi di inflazione. Non è questo il caso attuale (le aspettative di inflazione Eurozona a 10 anni non superano 1.6%, e nel breve termine ci si ferma a valori anche più bassi). Con un'economia in ripresa avremmo tuttalpiù qualche malessere passeggero, come è avvenuto negli scorsi 20 anni di "grande moderazione".

di Ambrose Evans-Prichard per il Daily Telegraph.  A quanto sembra, l'operazione LTRO per come è stata disegnata presenta diversi rischi anche piuttosto gravi, non solo quelli riportati nel post.  Non tutti i mali vengono per nuocere, però: sembra che il lato positivo percepito dagli operatori di mercato sia proprio il possibile aumento degli indicatori monetari.  Naturalmente non sappiamo in anticipo come la BCE reagirà al verificarsi di tale circostanza, poiché l'istituzione nella sua infinita saggezza non ha ritenuto di fornire linee guida ai mercati.

ma delle due l'una.

O l'EBA non ha poteri

 

la European Bank Authority (EBA) ma è sostanzialmente una parodia, in cui recitano guitti con il colabrodo in testa e le spade di latta, senza poteri effettivi.

oppure li ha

 

E cosi' l’EBA adesso costringe le banche a raccogliere fondi con il cappello in mano oppure a tagliare gli attivi,

 

Non discuto che abbia usato male il suo potere, ma domando, da ignorante in materia:  se avesse avuto più informazioni sull'effettiva solvibilità delle banche e poteri illimitati, cosa avrebbe potuto fare di più? Fare stress test realistici e dichiarare che esistono probabilità significative di fallimento di (quasi) tutte le maggiori banche europee - col rischio di un run sui depositi?  Richiedere ri-capitalizzazioni solo alle banche in condizioni peggiori, esponendole al pubblico ludibrio (vedi sopra)? Imporre fusioni e/o nazionalizzazioni come in Gran Bretagna (e con chi, se sono quasi tutti malati)?

 

 

 

 

 

 

 

 

 in realtà l'EBA ha richiesto le ricapitalizzazioni.

Quando dico che l'EBA non ha poteri intendo riferirmi ai poteri di indagine, ispezione, e verifica dei bilanci. L'EBA deve prendere per buono cio' che le autorita' nazionali riportano (se e quando riportano). 

 

Sull' adeguamento dei parametri prudenziali forse avrei dovuto usare il verbo "richiedere", piuttosto che "costringere", ma il punto e' che questa "decisione" emana da un'attribuzione di funzioni squisitamente burocratica. Non da poteri reali come definiti poc'anzi. Insomma l'EBA non agisce in quanto organismo autonomo con poteri autonomi, ma come segretariato o, se si preferisce, come ombrello operativo  delle autorita' di vigilanza nazionali. 

 

Cosa fare di piu'? L'autorita' di vigilanza gli stress test li deve fare ogni giorni su ogni banca (esagero, ma spero di farmi capire). Quando la banca e' insolvente la chiude e basta. A che servono queste pantomime di stress test da operetta con i risultati divulgati al pubblico come un'ordalia lo sanno solo gli azzeccarbugli. Infatti se dovessero dare risultati negativi sarebbe un disastro. Se danno risultati positivi nessuno ci crede proprio perche' nessuno crede che l'EBA voglia precipitare innescare un disastro.

Mario Seminerio su Phastidio pensa che l'EBA con il suo secondo stress test (decisamente più teutonico del primo) e le sue raccomandazioni di ricapitalizzazione abbia invece accentuato il rischio perchè ha reso evidente che le banche europee erano sottocapitalizzate, ovvero è d'accordo con te quando dici che:

 

E cosi' l’EBA adesso costringe le banche a raccogliere fondi con il cappello in mano oppure a tagliare gli attivi, cioé il credito al settore privato (visto che quello al settore pubblico è incagliato), aggravando la recessione già in atto.

Però penso anche io che la frase:

 

(proprio perché nessuno si fidava dello stress test).

E' eccessiva: dopo il secondo stress test è stato chiaro che il primo era una burla, ma anche che i problemi c'erano, eccome, anzi (secondo, appunto Phastidio) l'EBA ha dimostrato una rigidità teutonica nell'imporre certe misure (forse a discapito di altre ?).

 

E adesso la dimostrazione di cialtronaggine delle banche italiane, prendendone una a caso: la terza banca, il MPS. Da un lato annuncia un taglio dei costi del personale dichirando "come già fatto per gli amministratori", dall'altro un blogger senese dimostra come quella per gli amministratori sia solo un'operazione di facciata.

E' anche storia di questi giorni l'operazione Mediobanca per mantenere al potere le Fondazioni, con tutto il loro intreccio di potere, che nel caso MPS è chiarissimo: la Fondazione finanzia il territorio e le imprese del territorio, mantenendo in vita i cadaveri. Questo comunicato dei vertici senesi del PD è meglio di qualunque dietrologia, è chiaro e lampante. L'andamento del titolo, di una gestione così orientata alla redistribuzione a favore della Fondazione, che a sua volta mantiene le clientele sul territorio, anche.

Riassumo lo splendido circolo vizioso: le Fondazioni hanno il controllo delle banche, sono interessate solo a incassare i dividendi (non a patrimonializzare, come potrebbe essere per i Fondi d'investimento), i dividendi servono per finanziare a pioggia il loro territorio di riferimento in cambio della clientela e di favori politici, le Fondazioni, difatti, riescono anche nella incredibile impresa di perdere soldi. E' come avere tante Casse per il Mezzogiorno (l'ultima CdM) sparse per l'Italia.

 

Ovviamente in una situazione del genere (sottopatrimonializzazione, finanziamento di situazioni oscure, largo acquisto di debito dello Stato per motivi vari) è chiaro che lo spazio per il finanziamento del sistema economico semplicemente non c'è.

 

Si aggiunga che molte Fondazioni per inseguire gli aumenti di capitale delle senza veder diluite le loro partecipazioni (e quindi il loro potere clientelare) hanno impegnato tutto il capitale per prendere prestiti da banche, anche straniere straniere. Adesso il loro capitale e' decurtato o azzerato. La Fondazione MPS e' un esempio preclaro.

Caro Fabio, dopo essermi sciroppato ieri sera tutti i 400 e passa commenti al tuo articolo sul Fatto (puro masochismo, lo so) scopro che sei un mio compaesano. Curiosa coincidenza, scoprirlo poi dopo due o tre anni che leggo i tuoi articoli. Ma ci vuole qualcuno che glie la canti alla banda di venetacci che infesta queste pagine, no? Bene, ad ogni modo buon lavoro, e se per caso qualche volta ti trovi a tornare nelle ridenti (?) lande molisane chissà che non ci si possa prendere una birra insieme!

ogni tanto torno nelle lande natie (e ogni tanto scrivo anche su www.forchecaudine.it), pero' non so quando sara' la prossima volta.

 

I 400 commenti sono una lettura impegnativa, ma adesso siamo arrivati a circa 650, quindi faccio fatica anche io a starci dietro.

 

Incuriosito, sono andato a leggere articolo e soprattutto commenti, che come al solito sono una lettura piuttosto sconcertante. Ci mancava soltanto che qualcuno si mettesse ad inneggiare a Robert Mugabe and Gideon Gon0. Secondo te, riesci veramente a convincerne qualcuno? Più in generale, qualcuno si è mai posto la domanda su quale sia il motivo per il quale tanti sviluppano delle convinzioni talmente senza senso?

In realtà le attuali proposte dei fautori della MMT si basano su un fatto banale, condivisibile da qualsiasi economista:  se la banca centrale si è posta un obiettivo di inflazione, e l'inflazione attesa nella realtà è troppo bassa (ad esempio per una carenza di domanda aggregata) allora creando moneta si prendono due piccioni con una fava: si porta l'inflazione all'obiettivo preposto, e si mettono risorse a disposizione dello Stato, attraverso i proventi di signoraggio.  Per arrivare da qui ad inneggiare a Mugabe e Gideon Gono serve evidentemente una enorme confusione: la Functional Finance propriamente intesa afferma che quando l'inflazione è troppo alta occorre ritirare moneta e sottrarre risorse di signoraggio al bilancio dello Stato, ma a quanto pare molti dimenticano questa possibilità.  La MMT aggiunge una ulteriore complicazione, in quanto legge il vincolo di bilancio per lo Stato esclusivamente in termini di inflazione più o meno alta.  È facile quindi che i fautori si confondano e arrivino a negare l'esistenza stessa del vincolo di bilancio, anche se questo in effetti è un errore logico.

A me non interessa convincere tutti quelli che scrivono commenti, sarebbe assurdo, anche se a volte succede anche sul FQ. 

 

Io sono felice quando ricevo un commento strampalato. Piu' e' strampalato piu' sprizzo di felicita'. Perche' non e' il commentatore il mio target, ma la platea molto piu' vasta di chi legge i commenti, magari senza mai commentare.

 

Quando ho un interlocutore che parte per la tangente o insulta io godo. Perche' attraverso una risposta composta e ben articolata solidifico la mia credibilita'. 

 

E comunque tutti i lettori, anche i piu' virulenti avversari, apprezzano una risposta, anche se non la condividono. E ritornano a leggere. E a commentare.

 

Infine non e' necessario convincere tutti. Basta fare breccia in un 5% di chi non era mai stato esposto ad argomenti logici. Il motivo per cui tanta gente sviluppa convinzioni senza senso deriva proprio dal fatto che chi dovrebbe esprimere fatti e argomenti solidi si scoraggia di fronte al compito che pare immane e senza speranza. Invece non lo e'. Lo testimonia il successo di NfA che e' stato costruito con tenacia e con abnegazione.

 

Il mio vecchio post http://noisefromamerika.org/articolo/come-guardar-crescere-erba-inverno spiega piu' in dettaglio quale deve essere lo spirito che ci anima.

 

Comunque, a prescindere dalla questione dei commenti, mi sembra che la teoria monetaria sia un argomento abbastanza spinoso, sul quale è facile fare errori grossolani. Ho anche fatto una ricerca qui (parole chiave "teoria monetaria" e "politica monetaria") ma non ho trovato molto, a parte qualcosa sulla teoria austriaca del ciclo economico e un articolo sul QE. Per esempio sarebbe interessante un approfondimento sul rapporto fra inflazione e politica monetaria, o più in generale fra politica monetaria e ricchezza reale, che mi sembra uno dei punti più importanti della questione. O sbaglio?

Concordo

tizioc 10/3/2012 - 17:25

Concordo con lei sulle questioni che solleva.  Purtroppo per affrontarle in modo davvero esaustivo servirebbero intere lezioni di macroeconomia.  Peraltro si tratta di argomenti piuttosto controversi, e credo di dubitare che nFA sia il sito maggiormente portato ad affrontarli in maniera completa.  Suscita ad esempio dubbi il fatto che che due economisti fondatori di nFA sono stati criticati sul Sole 24 Ore per aver adottato delle posizioni estremamente semplicistiche, tendenti a tralasciare completamente alcune questioni macroeconomiche che sono strettamente legate a quella da lei sollevata.  Volendo proporre un'analogia un po' radicale, è come se si discutesse di fisica e "per semplicità" qualcuno trascurasse la resistenza dell'aria: su molte questioni ci troveremo d'accordo con il vantaggio di un'analisi più semplificata, ma non potremmo mai stabilire se un velivolo è ben progettato oppure no.

... devono aver torto di sicuro!

Ma li vogliamo bloccare questi anonimi imbecilli o no? Oramai non c'e' un singolo commentatore anonimo (fatta eccezione per i pochi "legittimati" che poi sappiamo chi sono) che scriva cose degne d'essere lette. E' tutto rumore, una pomposissima cazzata dietro all'altra. Questo "tizioc" e' diventato la nuova macchietta ridicola.

Insisto: bloccarli tutti. Chi vuol commentare si identifica, punto. E magari versa pure un obolo alla fondazione. Queste continue cretinate in liberta' fan passare la voglia di leggere.  

La politica monetaria e la politica economica in generale, sono terreni controversi. Ma se per questo anche l'astrofisica e' una scienza dove non c'e' consenso unanime su questioni basilari. Quindi se il Sole24Ore esprime delle critiche (tra l'altro e' il giornale dove scrivono Guido Rossi cantore del burocratismo e  Marco Fortis cantore del tremontismo e tanti altri cantori che trovano udienza in Confindustria) non e' che sia una tragedia. 

 

Nel post cmq non e' che si parla strictu sensu di politica monetaria. Si parla piu' propriamente di supervisione degli intermediari finanziari e LoLR su cui le divergenze non dipendono da un modello economico piu' o meno sofisticato, ma da una visione di come i mercati dovrebbero funzionare e come dovrebbero essere regolati.

Scusate l'ignoranza ma qualcuno mi può spiegare la differenza fra illiquido e insolvente?

 

Perché a rigor di logica e di etimologia è esattamente la stessa cosa. Se le banche sono piene di assets che non possono liquidare salvo contabilizzare immani perdite sono evidentemente insolventi se d'altra parte hanno passività che non riescono a rimborsare nei termini perché magari legate a depositi a vista o a breve termine.

 

Per banalizzare con un esempio comune a tutti quelli che vengono appunto dal mondo bancario è la stessa cosa di quando si ha un debitore pieno di debiti per cassa ma anche intestatario di un notevole patrimonio immobiliare acquistato quando il mercato immobiliare era a livelli molto più alti. Se le banche gli chiedono il rientro immediato dagli scoperti per cassa il debitore deve liquidare in breve tempo gli immobili, ovviamente con uno sconto legato sia alla velocità dell'operazione sia alla "depressione" del mercato immobiliare.

 

Conteggiando quindi lo sconto implicito il debitore è EVIDENTEMENTE insolvente non avendo un patrimonio capace di "solvere" i suoi impegni finanziari.

 

Che poi le banche capendo questo e capendo che in tal modo non avrebbero indietro i loro soldi decidano di "ristrutturare" il debito sperando di procrastinare il problema quando il mercato immobiliare potrà garantire una migliore liquidazione degli assets del debitore è una scommessa ed una speranza.

 

Rimane che il debitore illiquido è insolvente a causa di un cattivo asset liability management e investimenti errati.

non è il caso delle banche, ma pensa ad un'impresa che ha un forte squilibrio nella gestione finanziaria, per cui incassa dai clienti a 120 giorni, e paga i propri fornitori a 60 giorni, senza l'utilizzo di strumenti finanziari (sconto effetti, anticipazioni) quest'impresa diventerà ben presto illiquida, pur possedendo in pancia crediti commerciali sufficienti, se non superiori, a quelli necessari a coprire le passività, essendo quindi solvibile.

diverso è il caso in cui parte dei crediti dell'impresa in questione divengono carta straccia o quasi (come nel caso delle banche), in questo caso si è insolventi, ad ogni modo la prima manifestazione dell'insolvenza sarà una crisi di liquidità.

il fatto è appunto che non tutte le crisi di liquidità sono o si trasformano in crisi di solvibilità

edoardo

non sono un esperto di diritto fallimentare, ma supponi che tu debba sia debitore verso x ma abbia un capitale maggiore del debito residuo. Inoltre, hai un'attivita' produttiva che genera redditi certi futuri (per esempio, hai gia' contratti di vendita prodotti che genereranno redditi peri prossimi 4-5 anni a partire dal mese prossimio). Sei chiaramente non liquido, ma sei solvente, il capitale per pagare in teoria ce l'hai sin dora.

In generale, l'illiquidita' e' solo una difficolta' momentanea a pagare dovuta ad una particolare situazione che, nel lungo periodo, potrebbe essere facilmente risolta con una migliore gestione del cash-flow. L'insolvenza e' invece dovuta al fatto che proprio non ci sono le basi per generare le fonti del pagamento. 

se la distinzione concettuale è chiara, mi pare che in pratica sia molto diffficile distiguere le due situazioni, ex ante. o sbaglio?

 

ti sbagli

andrea moro 7/3/2012 - 17:00

In pratica credo proprio che ci sia una giurisprudenza pluridecennale. Ancora, non sono un esperto di diritto fallimentare, e chiaramente ci saranno dei casi dubbi, ma appunto, a questo serve il diritto fallimentare: a chiarire i dubbi, e, se necessario, andare dal giudice. 

L'art. 5 della legge fallimentare stabilisce che "lo stato d'insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrano che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni". L'accertamento di questo stato comporta una valutazione complessiva della situazione economica e finanziaria dell'imprenditore, per stabilire se questo possa proseguire nella sua attività.

Il tribunale fallimentare deve, pertanto, procedere all'aprezzamento di tutti i dati disponibili - da chiunque forniti, ma soprattutto dallo stesso imprenditore - in una visione prospettica, risolvendo questioni sia giuridiche - per es., a proposito della validità degli atti dai quali originano i debiti - sia aziendali (per es., la possibilità di risanamento di squilibri finanziari temporanei).

Appare evidente che, trattandosi di una valutazione in concreto, le manifestazioni esteriori dello stato d'insolvenza possano essere molto diverse da caso a caso: l'art. 7 della legge fallimentare, peraltro, indica alcune manifestazioni "tipiche", come la fuga, l'irreperibilità o la latitanza dell'imprenditore, la chiusura dei locali dell'impresa, il trafugamento, la sostituzione o la diminuzione fraudolenta dell'attivo da parte dello stesso imprenditore.

Il punto più difficile, a mio parere, riguarda la valutazione della regolarità dei pagamenti.  Anche questo è un concetto indeterminato: si tende a considerare regolari quei pagamenti ai quali il debitore fa fronte o con mezzi propri attinti dai redditi dell'impresa o con mezzi altrui reperiti grazie al credito di cui essa gode. Intaccare il capitale, allora, sarebbe una manifestazione d'insolvenza. 

Non dubito che si possa pervenire a un giudizio sulla solvibilità di una banca.

Non sono un esperto di economia delle banche (disclaimer a manetta oggi!), ma mi pare che la visione tradizionale di LoLR ("prestare solo a solventi") sia criticata (anche) sotto il profilo della sostanziale non osservabilità della solvibilità di una banca. Questo intendevo.

Ti assicuro che le banche centrali hanno il potere di sapere tutto quello che vogliono su una banca. 

Andrea, nelle rare occasioni in cui mi sono imbattuto  in gente che fa economia delle banche, mi è sembrato  che questi non dessero per scontato il fatto di poter distinguere illiquidità e insolvenza. Per questo ho  posto la questione. Magari ho incontrato le persone sbagliate, o forse non ho capito  un mazza, ma ci riprovo:

Con in mano i bilanci di una banca, è sempre possibile determinare univocamente se questa si  trovi in condizioni di insolvenza o di illiquidità? Immagino che in molti casi sia chiaro (vedi  il fratello di Fabio qui sotto), ma sospetto che in altri la questione sia opinabile.

Qual è la  relazione tra rischio di illiquidità e rischio  di insolvenza?

Il valore degli asset, cruciale per fare la distinzione, può essere considerato indipendente dalla valutazione di insolvenza della banca stessa o di un altro istituto che detenga asset simili?
Giusto per assicurarmi di non essere impazzito, ho fatto una velocissima ricerca e aggiungo quindi anche due paper che mi sembra si pongano questi problemi (certamente meglio di me): FreixasParigiRochet(2004) e MorrisShin(2009)

... non si nega a nessuno.

Purtroppo da 15 anni i mercati ad ogni iniezione di liquidita' quando la crescita e' anemica festeggiano con un rally, per poi schiantarsi appena la droga finisce. Questo LTRO non e' un'eccezione, il che fa presumere che il leverage nel settore finanziario e' ancora molto alto e che le porcherie off balance sheets siano ancora nascoste ai regolatori che comunque si voltano dall'altra parte.

(nel caso) ci si sposta lì, direi.

Insolvenza è un concetto piuttosto ampio, non attiene né strettamente ad una valutazione finanziaria né ad una valutazione patrimoniale ma ad entrambe: è il non poter, oggettivamente, pagare (per questo la valutazione è di un giudice).

Illiquidità mi sembra un concetto più strettamente finanziario, come si è detto ci saranno illiquidi solventi...

Secondo me le difficoltà di valutazione nascono dal fatto che il sistema bancario svolge molte funzioni.

Ora, se è vero che una situazione di illiquidità per un'azienda normale è meno rilevante dell'insolvenza per dichiararne il fallimento, così forse non si può dire per un'azienda coinvolta nel sistema dei pagamenti.

Per questo secondo me il vero tallone d'achille, anche valutativo, è nella con-fusione di molte funzioni nel sistema bancario europeo.

ti posso fare l'esempio di un'impresa(penso che per una banca sia simile)

quando devi analizzare la situazione finanziaria di un'azienda riclassifichi il bilancio,distinguendo le attività in base alla loro attitudine e facilità ad essere convertite in denaro  e le passività in base  al periodo in cui verranno a scadenza.

nell'attivo consideri :

LIQUIDITà IMMEDIATE(cassa,banca ecc)

LIQUIDITà DIFFERITE(crediti comm,titoli liquidabile nel breve termine,effetti allo sconto ecc)

DISPONIBILITà(merci,prodotti finiti,ratei,ecc)

nel passivo consideri

PASSIVO CORRENTE(DEBITI che scadranno nei successivi 12 mesi)

PASSIVO CONSOLIDATO(debiti oltre i 12 mesi)

 

LIQ.IMM+LIQ.DIFF.-PASSIVO CORRENTE=MARGINE DI TESORERIA ,evidenzia la capacità dell'impresa di fronteggiare i debiti a breve attraverso le liquidità

 

LIQ.IMM+DIFF.+DISPONBILITà-PASSIVO CORRENTE=CAPITALE CIRC.NETTO.segnala la capacità di far fronte alle passvità con il CAP.CIRC.LORDO.

 

le varie configurazioni assunte dagli indici segnalano situazioni più o meno convenienti.

Per esempio.

IL MARGINE DI TESORERIA può essere in deficit a condizione che questo sia contenuto e ,comunque,la quota di debiti a breve non coperta dalle liquidità (immediate e differite)deve essere coperta attraverso le DISPONIBILITà di facile smobilizzo

Il mio esempio era brutalmente semplice, ma qui vedo che Costantino ha giustamente tirato fuori lo schema patrimoniale di una impresa (e no, quello di una banca non è proprio uguale anche se ha ovviamente logiche simili) e quindi possiamo andare più sul tecnico.

 

Intanto non facciamo confusione fra situazioni di illiquidità momentanea e altre che sono strutturali.

 

Nel primo caso un mismatch momentaneo fra scadenze di attività e passività è di norma coperto sull'interbancario allo stesso modo nel quale una impresa utilizza il fido cassa. Siamo nel campo delle normali operazioni di tesoreria. E' chiaro che una situazione di forte crisi di fiducia riduca le possibilità di finanziarsi sull'interbancario allo stesso modo come magari all'azienda le banche possano revocare il fido di cassa.

 

Questa è l'unica situazione di illiquidità che non è insolvenza perché, pur se una più oculata gestione della tesoreria avrebbe potuta evitarla, è una situazione appunto risolvibile nel breve o brevissimo termine, da un giorno (overnight) a massimo 1 anno (che di norma però è già lungo come termine per operazioni di questo tipo).

 

Stiamo parlando di questo? Anche, perchè l'interbancario si era "prosciugato", ma non solo.

 

L'illiquidità strutturale è quella che come Costantino rilevava, legata al Margine di Tesoreria. Se le tue passività a breve non sono coperte da liquidità o da assets liquidabile a breve termine sei in illiquidità strutturale.

 

Lasciamo perdere il persistente mismatch delle scadenze che può avere la famosa impresa che incassa a 180 giorni e paga a 90, che se non ha anche liquidità a pronti col quale autofinanziare questo problema di tesoreria ed è costretta a smobilizzare i crediti presso il sistema al giorno d'oggi è molto facile che si ritrovi in categoria sofferenze nella Centrale Rischi (ed è questo il dramma di tante piccole imprese italiane).

Il problema delle banche è che se hanno assets patrimoniali nominalmente liquidabili a breve ma che in realtà non li vuole nessuno se non a forte sconto (titoli che hanno subito forte perdite di valore) oppure non si riescono proprio a liquidare (clienti a sofferenza) sono illiquide strutturalmente e insolventi.

E l'operazione BCE, che semplicemente dice "portate pure tutta la carta straccia che volete, pure stampata da voi, ve la finanzio io a tassi di favore" non è una operazione finalizzata solo all'interbancario, per quello sarebbero bastato molto di meno, è proprio perché gli assets dati in contropartita non li vuole nessuno, se non a  forte sconto o con tassi che uccidono i bilanci, e dirlo vorrebbe dire che le banche sono insolventi.

 

Di che stiamo parlando quindi? E' l'operazione stessa che dice che le banche sono insolventi, magari non tutte, ma di certo non poche mele marce. E il mercato, guarda caso, non vede il flusso di liquidità tornare nell'interbancario ma di nuovo nella pancia della BCE o al massimo nei titoli di stato.

Illiquido e' Bill Gates quando scorda il portafoglio a casa. Insolvente e' mio fratello disoccupato e giocatore d'azzardo incallito, ma che crede di non avere problemi perche' suo nonno gli ha lasciato una vigna in eredita'.

 

Il valore della vigna lui lo stima in svariati milioni di euro, l'agente immobiliare invece dice che puo' ricavarci al massimo 15,000 euro. L'autorita' di vigilanza e' chiamata a decidere se ha ragione mio fratello o l'agente immobiliare, cioe' se il valore di mercato e' depresso da qualche fattore temporaneo (per i debitori tutti i fattori negativi sono sempre temporanei)  assumendosi la responsabilita' della decisione.

E anche con esempi simili.

 

Ma sinceramente LTRO della BCE serve per chi ha dimenticato a casa il portafolio o per chi si è riempito di debito ed ha assets dal valore depresso "temporaneamente"?

 

A me pare il secondo.

 

A questo punto la proposta di separare i buoni dai cattivi mi fa venire in mente la parabola del cammello e della cruna dell'ago. Forse sarebbe meglio ragionare se fare come negli anni '30, IRI nazionali o europea che si accolli il sistema bancario (e parte di quello industriale decotto) oppure continuare a buttar soldi in un pozzo sapendo che appena forse qualcosa riparte per motivi esogeni l'inflazione coprirà buona parte del debito (che mi pare anche la strategia USA).

L'esempio è stato illuminante ma forse un po' semplicistico.

Perché dimenticare il portafoglio può essere un problema relativamente contenuto, rispetto a sottostimare il valore della vigna, solo se visto in relazione al soggetto e a cosa ha intenzione di fare dopo.

Io presto a Bill Gates od al fratello spendaccione prefigurandomi cosa faranno in futuro, in generale ed in relazione al mio prestito.

Guarda che l'esempio non è così semplicistico.

 

Tu ti prefiguri cosa faranno i soggetti in futuro. 

 

Io ti rispondo che presterei i miei soldi vedendo cosa hanno fatto in passato visto che si parla di soggetti che stanno già sul mercato e sono illiquidi o insolventi.

 

Bill Gates è illiquido perché ha dimenticato a casa il portafoglio, ma il portafoglio è bello pieno perché negli anni ha saputo creare profitti e risparmiare ricchezza.

Il fratello disoccupato di Scacciavillani ha sperperato i soldi che gli sono stati affidati e adesso spera che i suoi assets bastino a coprire i debiti e nel mentre ti chiede dei soldi per sopravvivere.

 

Ora, va bene aver fiducia nei cambiamenti della natura umana, ma tu credi davvero che in futuro quest'ultimo diventi un altro Bill Gates? Se lo pensiamo come un'azienda, pensi che in futuro produca profitto e superi così la sua illiquidità non cambiando organizzazione e management?

La Bce presta piu' o meno a tutti senza sapere se sono Bill Gates o mio fratello (che tra l'altro e' una figura retorica, essendo io figlio unico).

E' questo il problema centrale che sollevo nel post.

D'accordo sul fatto che le banche malsane dovrebbero essere lasciate fallire, perchè di questo si tratta (vedi BPM) e che ci vorrebbe lo scorporo delle Fondazioni dalle banche e dalla politica: purtroppo questo è uno degli esempi di mala-politica italiana. Però guarderei anche al contesto di crisi in cui ci troviamo in questo momento, la mancanza di funding costringe la BCE ad usare il bazooka (anche se non si sa dove ci porterà), l'alternativa sarebbe ben peggiore. Sul secondo stress test dell'EBA il timing è stato pessimo e questo ha buttato benzina sul fuoco della crisi.

Basta che non si punti il bazooka sui piedi (o peggio un metro e rotti piu' su)

non discuto, ma non utilizzarlo in questo momento avrebbe significato muerte, almeno per l'Italia. Chiaro che così stiamo probabilmente posticipando il problema del debito.

Infatti dopo il colpo di bazooka, come se ne uscira'? In Giappone dopo 20 anni ancora non lo sanno.

titolo geniale. ora passo a leggere il post.

Comunque gia' c'e' uno che in uno suo blog fa una filippica perche' gli ho "rubato" il titolo. 

bello

federico de vita 7/3/2012 - 16:14

Bellissimo articolo Fabio. Una domanda: come vedi Basilea in tutto cio'? Io la vedo dal punto di vista meramente tecnico (e mi metto le mani nei capelli), ma il tuo punto di vista sicuramente sara' piu' ampio.

volevo chiederlo anche io ma prima di fare domande ho l'abitudine di leggere tutti i contributi. Mi associo ai complimenti ed alla domnda su Basilea (piu' precisamente come le varie versioni hanno influito sulla situazione attuale). 

Credo che stiano perseverando negli errori di Basilea 2. Non riescono a capire che la stabilita' micoreconomica e' in conflitto con la stabilita' macroeconomica. Se si costringe tutti a ricapitallizare nello stesso momento si cre contagio. Se si usano parametri prudenziali che non tengono conto del ciclo o delle dimensioni delle banche si destabilizza il sistema.

 

Di questi argomenti ho scritto con Massimiliano Castelli nel capitolo 4 di un libro che e' in via di pubblicazione per la Wiley "The new economics of sovereign wealth funds". Dovrebbe uscire in maggio.

E' un po' ellittica, ma immagino che leggendo il capitolo nel libro mi si chiariranno le idee su cosa intendi per bene.

Il punto e' che parametri prudenziali uniformi impongono alle banche di adottare lo stesso comportamento. Invece il mercato ha bisogno di pessimisti ed ottimisti. Come diceva, Mark Twain se tutti avessero la stessa opinione non ci sarebbero le scommesse sui cavalli.

 

I parametri di Basilea induconole banche a prendere torppo rischio durante un boom perche' il valore degli asset sono sopravvalutati (e quindi il capitale e' alto) e la percezione del rischio e' (ingannevolmente) bassa.

 

In una recessione avviene il contrario e le banche quando il trend si inverte sono costrette tutte a liberarsi degli attivi nello stesso momento, quindi si crea un mercato pieno di venditori e senza cmpratori.

 

La prova di questa anomalia e' che i grandi crolli dei mercati seguono sempre un periodo di grande euforia e di boom, mentre non si verificano mai durante o dopo periodi di crescita normale o di bassa crescita.

Grandissimo Post!!

che ha fatto un lavoro eccellente.

A molti è passato per la mente questo gioco di parole.

Qui un altro  blogger "economista" (le virgolette sono d'obbligo) titola il suo articolo  più o meno allo stesso modo. Diciamo, però, che i contenuti non sono proprio i medesimi...

Beh, il nome del blog e' molto appropriato, invece :-)

Battute a parte, mi sembra interessante il blog che segnali. Una gran mole di dati, uno sforzo notevole nel raccoglierli e sistemarli e poi un'analisi dei medesimi che a chiamarla "schizofrenica" ci vuole un certo sforzo di gentilezza.

Non so se l'autore prova a controllare con un modello la coerenza delle sue affermazioni, ma se lo fa deve farlo quando e' sotto l'influenza di qualcosa di pesante. Oscilla da affermazioni coerenti e perfettamente adeguate ai dati che mostra ad altre che non solo contraddicono le precedenti ma che non hanno alcuna relazione con i dati che mostra e che si conoscono.

Affascinante. In altri tempi mi sarei messo a discuterci, ora per fortuna ho altro da fare. Ma grazie per la segnalazione: e' utile sapere dove trovare un termometro che misuri il livello di confusione analitica nella testa dell'economista italiano medio. Aiuta a capire perche' continuano a teorizzare quello che teorizzano e ad adottare le politiche che adottano ...  

Quel che più lascia di stucco, non sono tanto le tesi e le analisi incoerenti (tra l'altro, mi pare, nulla di originale, visto che si ascrivono tutte alla grande teoria "è colpa dei tedeschi"), ma l'arroganza e soprattutto la paranoia che i lunghissimi post lasciano trasparire. E' convinto che ci sia un complotto di tutti gli economisti "libbberisti" contro di lui.Tu l'hai mai sentito nominare?
Quel che rattrista è l'entusiasmo della gente che commenta i suoi articoli (una lunghissima sequela di complimenti e la quasi totale assenza di critiche) e la diffusione che ha il blog sui socialnetwork.

Quel che mi consola è che per solo due anni, sono scampato dall'averlo come professore al mio corso di laurea :-D

Anche a me è parso di riscontrare delle incoerenze nell'analisi di Goofynomics.  Però i dati da lui compilati mettono in luce un punto interessante, cioè che i paesi PIIGS della zona Euro hanno mantenuto tassi di inflazione relativamente alti, nonostante la crisi del 2008 e la successiva crisi dei debiti sovrani.  Questo se da un lato non lascia presagire un riequilibrio "naturale" delle divergenze nell'Eurozona, dall'altro lato è un chiaro segnale di problemi dal lato dell'offerta, la cui soluzione richiede l'attuazione di riforme strutturali.

Parlare di PIIGS come se fossero ammalati dello stesso morbo, non e' fuorviante?

Secondo me l'inflazione e' per lo piu' il risultato delle posizioni oligopolistiche, della scarsa liberalizzazione e delle rendite di posizione che sono presenti in quei paesi, forse con l'eccezione dell'Irlanda.

 

Comunque un giorno o l'altro dovro' scrivere un post su come si calcola davvero il Pil e l'inflazione, visto che ho fatto quel mestiere per un tre anni. 

 

Vi anticipo che non ci sono mai riuscito. E non credo che nessuno ci riuscira' mai.

su FT dice più o meno lo stesso sul PIL potenziale e si chiede come potrà funzionare il fiscal compact che su questo si basa.

la merkel nonavrà colpe se gli altri non sono competitivi, ma la gestione della crisi è quanto meno discutibile.

Mi riferivo al Pil calcolato dall'Istat. Il Pil potenziale e' un'altra di quelle idee strampalate che significa cose diverse in contesti diversi. Anche su questo dovrei fare un post riprendendo un vecchio paper che scrissi al Fondo Monetario.

il post è come sempre di alto livello e condivisibile

a me sembra che siamo finiti in una situazione dove la scelta cade tra peggio e peggiore.

se oggi iniziassimo a far fallire le banche messe peggio, qualcuno sarebbe in grado di conoscere a priori quali sarebbero i danni, o meglio se la situazione non sfugge di mano? non credo, ma da non addetto ai lavori potrei sbagliare.

si potrebbero nazionalizzare, estromettendo il management ripulendole magari tramite bad bank o artifici del genere, e rimetterle sul mercato. ma siamo sicuri che una volta nazionalizzate i politici non ci prendano gusto e se le tengano?

Insomma la situazione mi sembra messa male

Sarà che la parola "nazionalizzare" mi fa lo stesso effetto che la parola cultura faceva a Goebbels, ma se il problema è sottrarre le banche al controllo che esercitano i partiti tramite fondazioni che senso avrebbe nazionalizzarle ? Invece che farli entrare dalla finestra gli spalanchi la porta?

Il problema delle fondazioni è puramente italiano, dove le banche sono assoggettate ad una lottizzazione politica, alcune banche estere es Commerzbank o RBS sono effettivamente nazionalizzate, i due problemi sono secondo me diversi: in italia bisogna estirpare la politica ed i sindacati(specie nelle popolari) dalla gestione delle banche per efficientarle. Nelle banche estere bisogna che lo Stato esca dalla gestione "di emergenza" delle banche magari facendo in modo che vengano restituiti i soldi ai contribuenti.

Scusa ma cosa fanno all'estero mi interessa poco, mi interessa  cosa farebbero in Italia, i nostri politici, una volta nazionalizzate le banche.

E' una domanda retorica...non voglio saperlo.

Per "estirpare la polica e i sindacati dalla gestione delle banche" la cosa meno logica mi sembra quella di nazionalizzarle casomai esproprierei le fondazioni stesse come si discuteva tempo fa. Ma "stranamente" non è un argomento dell'agenda governativa :-)

Non avevo dubbi sull'agenda politica, e non ho dubbi sul fatto che la nazionalizzazione sarebbe un disastro, ma in effetti una banca creata da un autorevole ministro già esiste ed è di fatto nazionalizzata, feudo di tutta la classe politica nonchè sindacale che maschera i buchi di bilancio di un altro ente che incassa i contributi per il servizio universale del recapito. Però mi rendo conto di andare fuori tema. scusate :-)

Scusate, ma Mediolanum non era mica nazionalizzata col precedente governo?
Piccola battuta...

:-) direi piuttosto che, col precedente governo, abbiamo avuto una privatizzazione del paese.

mmmh

marco esposito 8/3/2012 - 17:06

io direi che con il precedente governo c'è stata una "appropriazione indebita" del paese, piuttosto che una privatizzazione. Ma punti di vista...

beh

Corrado Ruggeri 9/3/2012 - 08:23

Era una battuta con la quale sottintendevo proprio quel che tu dici, che...però, a voler cavillare, il paese "l'appropriatore" se l' è scelto e gli si è consegnato opponendo (fino a 2 anni fa) pochissima resistenza.
Diciamo che ha goduto di un usufrutto :-)

in realta' hanno le Landesbanken che sono pubbliche. Per non parlare di Kwf che presta direttamente alle imprese. Sono pochi ad essere immuni in Europa dai vizietti italiani.

Nessuno è immune dai vizi ma esiste quello che, con il vizio del gioco, va al casinò e perde qualche migliaio di euro e quello che  non riesce a trattenersi e si gioca la casa e la moglie. Al primo si può anche concedere di indulgere ogni tanto nel vizio, il secondo sarebbe meglio si astenesse completamente.

Per esempio:  la Kwf  non è diventata la Cassa del Mezzogiorno, pur essendo nata con una mission molto molto simile.

r.

marcodivice 7/3/2012 - 23:13

ovviamente non parlo di italia, ma di europa.

la svezia negli anni 90 fece qualcosa del genere. come ho già scritto la politica potrebbe poi prenderci gusto.

Ma almeno in Italia nonche i politici non abbiano influenza nelle banche. Comunque sia se il problema si circoscrive a poche situazioni alla fine e' gestibile. Se coinvolge tutto il settore bancario finiamo come con l'IRI di Beneduce.

 Beneduce arrivò ex post per evitare il collasso della Banca Commerciale e del Credito Italiano, che avevano prestato a go-go alle ditte di loro proprietà. Con la Grande Depressione, ditte e banche erano tecnicamente fallite. Lo stato salvò le une e le altre, all'inizio con l'idea di ri-privatizzare. In effetti vendettero qualcosina ma poi si accorsero che nessuno comprava e che l'IRI poteva essere utile alla politica autarchica e lo resero permanente

Ottimo pezzo, aggiungo una semplice curiosita' scoperta nell'ambito delle ricerche prodromiche alla mia tesi di laurea. 

Dal combinato degli articoli  123 del Trattato di Lisbona   e  23 dello Statuto della BCE  si evincerebbe la disponibilita' da parte della banca centrale europea di una facolta' di concessione del credito a favore di organizzazioni internazionali, insomma, la ratio del divieto formale poteva essere aggirata senza ricorrere ad  RPG launchers.

 

Mi chiedo perche'  la retorica antiteutonica  cerchi congiure internazionali piuttosto che  interrogarsi sulla scarsa competitivita' delle altre economie europee   in relazione all'eurocore. Ma sti tedeschi, sono o non sono piu' bravi a produrre dei Greci o degli Italiani, fanno o non fanno piu' ricerca?

 Se  lo scopo  dell'LTRO era fornire liquidita'  alle banche per evitare che tagliassero il credito alle imprese ed alle famiglie (bottom line, questo e' il punto) allora possiamo dire che e' stato un fallimento.  Mancando un apparato di vigilanza  non si puo' sostenere che tutta l'operazione si sia trasformata in un finanziamento a pioggia?

Mi chiedo perche'  la retorica antiteutonica  cerchi congiure internazionali piuttosto che  interrogarsi sulla scarsa competitivita' delle altre economie europee   in relazione all'eurocore.

Beh dai è facile:  è sempre più comodo prendersela con qualcun altro, piuttosto che assumersi le proprie responsabilità.

Come ben evidente dai dati la liquidità fornita tramite (almeno il primo) LTRO è andata a finanziare i debiti sovrani.

Come ho già notato precedentemente queste operazioni si sono tradotte in un favore per gli attuali management (eufemismo) bancari: prendono soldi all'1% depositando un pò di tutto (correttamente è stato fatto notare soprattutto titoli liquidabili a rischio di forti perdite) e li rivendono agli stati sovrani al 3 %.

E' un arbitraggio sostanzialmente privo di rischi, perchè nel breve termine Spagna e Italia (ad esempio) non faranno default, abbiamo quindi la seguente situazione: intermedio grandi quantità di denaro (i debiti sovrani) a rischio zero, quindi faccio utili a rischio zero. Chi me lo fare di mettermi a fare attività bancaria tradizionale ? Capire se un'impresa ha mercato, vale la pena di essere sostenuta costa tempo e denaro, è vero che margino di più (beh, a gennaio marginavano di più sul debito italiano), ma rischio infinitamente di più,e al posto di sofisticate analisi economiche capisci che i (pagatissimi) managers bancari pensano che il lume non valga la candela e non X>Y.

In altre occasioni avevo scritto che ormai in Europa, America e Giappone abbiamo un sistema bancario di stampo sovietico in cui governo, banche e banche centrali sono sostanzialmente un unicuu, con la differenza che i manger delle banche vengono strapagati e le imprese non ricevono credito.

Dappertutto

amadeus 8/3/2012 - 18:44

Mancano solo la Cina e la Russia. Ma lì è ancora peggio. La conclusione inevitabile è che tutti i sistemi bancari sono diventati (ma in realtà un po' lo sono sempre stati) culo e camicia con la classe governante.

 

PS 'Manger' è un termine adatto (anche se probabilmente è un errore di battitura).

o se si preferisce e' stata una mossa con cui senza andare troppo per il sottile si sono allargati i cordoni della borsa incrociando le dita, perche' si aveva la sensazione che Armageddon era vicino e lavorare di cesello in tempi brevi era impossibile. 

 

Si spera che con un trilione di euro in pancia qualcosa arrivi anche a imprese e famiglie, ma se cosi' non fosse allora ci sarebbe da preoccuparsi sul serio.

 

Non so se capisco bene il punto sulla concessione di prestiti ad organismi internazionali. Se non erro la disposizione si riferisce a istituzioni tipo il Fmi, ma queste non avrebbero potuto far niente per le banche. Al limite la Banca Mondiale, ma tutti i paesi dell'euro non possono ricevere assistenza dalla Bm, perche' come si dice nel gergo "they have graduated".

Cantonata

Marco 8/3/2012 - 10:58

ehm.... temo che il signor Scacciavillani abbia preso una bella cantonata.

A parte il titolo "copiato" dal noto blog del signor Bagnai, forse Scacciavillani s'è dimenticato di come funziona la BCE, o probabilmente proprio non lo sa.

 

La BCE è un prestatore di ultima istanza per il Sistema Bancario. Ed è  nelle sue Funzioni. Da sempre. Bastava consultare il sito della stessa BCE d'altronde, per saperlo.

 

Ciò che è scritto sul Trattato di Maastricht NON riguarada infatti il Sistema Bancario, ma solamente gli stati Membri. Infatto la BCE non può essere "Lender of Last Resort" per gli Stati.

 

Saluti.

E' una regola aurea sempre dimenticata, l'anonimità garantisce che le fesserie restino anonime.

 

A parte il titolo "copiato" dal noto blog del signor Bagnai

Il titolo è stato copiato da un commento dal blog su "Il Fatto" di FS. Basta leggere. "Noto blog" non significa niente, senza dati si può dire che il Sig. Bagnai (che non conosco) ha copiato il titolo del suo post dal notissimo blog di FS su "Il fatto quotidiano", e il suo blog è molto noto nella parrocchia di Canicattì (non lo so, nè mi interessa).

 

Leggere anche le righe:

La funzione di LoLR si riferisce al sistema bancario, non agli Stati, come viene erroneamente inteso nel dibattito tra dattilografi di lusso, che affollano le redazioni e soubrettes (ambosessi), che sgomitano negli studi televisivi.

aiuta tanto, ma proprio tanto. Perchè tu ti confondi con la seguente affermazione di FS:

 

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche

che è esattamente quello che fa la BCE: presta al sistema bancario, non alle singole banche in caso di insolvenza.

Non è  mio compito spiegarti le differenze, non faccio il professore, invece il tuo compito è quello di studiare, capire cosa si dice e tornare quando si è capito. Magari puoi cominciare dall'italiano, che già ti aiuta a capire la differenza fra "sistema bancario" e "banca Esposito".

In bocca al lupo per gli studi.

 

 

Cito dall'Articolo:

 

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta. Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. L'art. 104 recita "È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali". Quando fu firmato non c’era assolutamente alcun dissenso in materia. Poi l’incalzare della crisi ha reso questo divieto, insieme ai limiti su debito e deficit pubblico “chiffons de papier” secondo una venerabile definizione tedesca dei trattati internazionali.

 

Bene. Mi indichi dove è scritto nel Trattato di Maastricht che la BCE non può ricoprire funzione di LoLR per il sistema bancario.

 

1 cliccare sul link (si aprirà una pagina web)

2 cliccare su funzione "Trova" del Browser

3 inserire nel riquadro "104" e premere "invio"

4 leggere i vari risultati

L'art. 104 recita: "È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali".

Mi spiace, non vedo scritto da nessuna parte le parole "sistema bancario" o "banche".

 

Ma:

istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri

Bene. Mi indichi dove è scritto nel Trattato di Maastricht che la BCE non può ricoprire funzione di LoLR per il sistema bancario.

Non indico un bel niente, perchè NON c'è scritto,e nè io, nè FS abbiamo MAI detto una cosa del genere.

Ma Ella continua a confondere "sistema bancario" e "Banca Esposito", e non ne usciamo più, perchè il problema è innanzitutto linguistico.  Mi spiego.

Il sistema bancario è quello formato da TUTTE le banche, poichè TUTTE le banche non possono stampare moneta , ed hanno bisogno di qualcuno che magari gli presti i soldi a fronte di determinate attività esistono le banche centrali. Se la BCE NON fosse un prestatore di ultima istanza per il sistema bancario l'LTRO semplicemente non sarebbe esistito, perchè impossibile. Ma la BCE decide quali attività accettare per i suoi prestiti.

Ci sei ? Adesso per l'LTRO accetta un pò di tutto, e ha allargato la base monetaria. Ci sei ? Capito ? Disegnino ?

Adesso la differenza con la "Banca Esposito". La "Banca Esposito" ha investito tutte le sue attività nelle obbligazioni "Cani, stracci e oli", e la BCE dice: "Cara Banca Esposito, tu non hai bisogno di un prestatore di ultima istanza, ma di un curatore fallimentare, perchè le obbligazioni "cani, stracci e oli" non valgono niente, neanche per me che accetto bonds greci, che almeno valgono la carta su cui sono stampati". Adesso è chiaro ? Sei andato a studiare ?

Bene. Mi indichi dove è scritto nel Trattato di Maastricht che la BCE non può ricoprire funzione di LoLR per il sistema bancario.

 

Non indico un bel niente, perchè NON c'è scritto,e nè io, nè FS abbiamo MAI detto una cosa del genere.

Scacciavillani ha scritto:

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta. Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. [enfasi aggiunta]

(i) Mi spiegate perchè agire da LoLR non dovrebbe essere un modo - ammissibile dal TFEU ed ammesso, direi da sempre - per fare politica monetaria?


(ii) Non vedo nessuna contraddizione tra (a) il fare da LoLR per il sistema bancario e (b) vigilare sulla solidità delle singole banche. Nulla impedisce alla BCE (rectius all'Eurosistema, cioè all'insieme delle banche centrali della zona euro) di fare un LTRO e contemporaneamente di mettere in liquidazione coatta amministrativa le banche insolventi (se rimangono effettivamente tali, anche dopo l'iniezione di liquidità della BCE).

Spiego:

(i) E' incompatibile con lo scopo istituzionale del SEBC, Articolo 2 dello Statuto.

Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi

 La BCE ha dei target di inflazione,  sarebbe in contrasto con il proprio mandato se agisse come prestatore di ultima istanza nei confronti di singole realta' bancarie.

Ex articolo 18 del proprio Statuto, la BCE puo':

effettuare operazioni di credito con istituti creditizi ed altri operatori di mercato, erogando i prestiti sulla base di adeguate  garanzie

Non si tratterebbe di last resort lending,  la BCE (come da Allegato I) appresta linee di credito in casi particolari (illiquidita')  se cosi' non fosse,  ovvero se la banca centrale europea fosse  un LoLR e  dovesse da mandato coprire le insolvenze, puoi capire che l'intero diritto fallimentare bancario sarebbe privo di senso.

 

(ii) La BCE puo' assumere il ruolo di LoLR nei confronti del  sistema bancario nella sua interezza (corollario alla  funzione di garante della stabilita'), ma   (i) e (ii)  rappresentano attivita' diverse.

Per convincersene basterebbe ricordare lo scontro tra  BCE e BOI  innescato dai prestiti di emergenza erogati da quest'ultima a banche insolventi.

Io, veramente, direi che:

 

"appresta[re] linee di credito in casi particolari (illiquidita')"

è fare last resort lending. Di conseguenza, direi che la BCE per statuto può agire da LoLR. Ovvio che nel fare ciò la BCE non deve (i) modificare il livello di stabilità dei prezzi (rectius, sforare il tasso di inflazione predeterminato, che, come noto, è circa del 2%); nè (ii) mascherare situazioni di insolvenza di singole banche per le quali devono essere attivate le procedure concorsuali previste dal diritto fallimentare bancario.

 

In conclusione, mi sembra che:

i. siamo tutti d'accordo nell'affermare che il TFEU non esclude che la BCE possa agire dal LoLR nei confronti del sistema bancario; (come scrive Blair)

(ii) La BCE puo' assumere il ruolo di LoLR nei confronti del  sistema bancario nella sua interezza

ii. non è corretto quello che scrive Marco Esposito (v. mio post precedente)


Ci sarebbe da aggiungere qualche cosa sull'affermazione secondo cui:

Le banche centrali forniscono liquidità come LoLR alle banche illiquide, ma non a quelle insolventi.

 nonché su quella secondo cui:

la BCE (come da Allegato I) appresta linee di credito in casi particolari (illiquidita')  se cosi' non fosse,  ovvero se la banca centrale europea fosse  un LoLR e  dovesse da mandato coprire le insolvenze

Ora, se una banca è illiquida (qualificazione economico-aziendale), è anche insolvente (qualificazione giuridica), secondo la definizione che ne dà il diritto fallimentare italiano. Insolvenza significa non essere in grado di pagare i propri debiti quando maturano (cfr. art. 5 l. fall. - peraltro è una definizione di insolvenza accettata da quasi tutti gli ordinamenti). 

E' chiaro che se si congela del tutto la raccolta interbancaria, le banche diventano illiquide perchè non hanno più attivi per fare fronte ai propri debiti immediatamente esigibili (i.e., i depositi pagabili a vista). Ma il fatto che intervenga la BCE a fornire liquidità a costo - quasi - zero impedisce che questa situazione accada e dunque fa sì che le banche non siano illiquide. Se però qualche banca, nonostante il LTRO, non è in grado di pagare i propri debiti as they become due, allora continua a essere finanziariamente illiquida e giuridicamente insolvente e dunque dovrebbe fallire. Ma questo non significa che dovrebbero fallire tutte le banche perchè, in assenza di LTRO, sarebbero tutte illiquide!

"E' chiaro che se si congela del tutto la raccolta interbancaria, le banche diventano illiquide (...). Ma questo non significa che dovrebbero fallire tutte le banche perchè, in assenza di LTRO, sarebbero tutte illiquide!"

 

Se TUTTE le banche sono illiquide è ovvio che l'interbancario si congeli, l'interbancario, come dice il nome, è dove le banche mettono a disposizione di altre banche la loro liquidità in eccesso. 

Il dubbio, vedendo anche dove va a finire  la liquidità del LTRO, è se l'interbancario sia a secco per mancanza di liquidità o per mancanza di fiducia nelle controparti (che era la situazione ai tempi del crack Lehman). Però allora era bastato molto meno per ridare liquidità ed infatti, almeno in Italia, si parlava sì di problemi, ma non di un vero e proprio credit crunch come oggi.

 

La vulgata corrente qui (come scriveva anche Boldrin) è che TUTTE le banche siano illiquide perché hanno passività a breve o a vista e attività dal valore incerto e/o a medio-lungo. 

E si dice anche che questa è la normale operatività dell'attività bancaria.

 

Va bene che non esistono più banche di Credito Speciale, come quelle che avevamo in Italia con la vecchia Legge Bancaria, però dei parametri e dei limiti, da quello che sapevo, Bankitalia li metteva, altrimenti è più rischioso che giocare alla roulette.

 

Mah... se davvero TUTTE le banche sono messe così prepariamoci a metter mano ai portafogli o a raccogliere fallimenti.

.. ma vedo che continuate a far finta di non capire (beata ignoranza).
Quello che diciamo io e Arthur Blair è la stessa medesima cosa, la BCE provvede per la liquidità al sistema bancario nel suo insieme, ed è l'unica Banca che può far ciò, LoLR per il sistema, non per la Banca Esposito. Ma porca miseria ci vuole così tanto a capire la differenza ? E vi ho fatto pure l'esempio, il disegno, lo schema, che altro desiderate ?

Pascuccio:

ii. non è corretto quello che scrive Marco Esposito (v. mio post precedente)

Arthur Blair:

(ii) La BCE puo' assumere il ruolo di LoLR nei confronti del  sistema bancario nella sua interezza (corollario alla  funzione di garante della stabilita')

Marco Esposito:

Il sistema bancario è quello formato da TUTTE le banche, poichè TUTTE le banche non possono stampare moneta , ed hanno bisogno di qualcuno che magari gli presti i soldi a fronte di determinate attività esistono le banche centrali. Se la BCE NON fosse un prestatore di ultima istanza per il sistema bancario l'LTRO semplicemente non sarebbe esistito, perchè impossibile. Ma la BCE decide quali attività accettare per i suoi prestiti.

Ho controllato: sono frasi in italiano, non ci sono caratteri cinesi (ideogrammi) in mezzo, non ci sono termini tecnici (se non Prestatore di Ultima Istanza), adesso un premio a chi trova le differenze fra me e Arthur Blair dando quindi ragione al Sig. Pascuccio o chicchessia. Che deve fumare ruba strana, visto che confonde insolvenza, illiquidità, sistema bancario, vigilanza bancaria e la giornata della donna.

Esposito, Lei oltre a offendere, fa confusione e si contraddice. Se siamo tutti d'accordo a sostenere che la BCE è LoLR per il sistema bancario europeo, cosa significa che non può prestare alle singole banche??

 

Forse le sfugge come funziona il rifinanziamento da parte di banca centrale. Eppure è semplice: la BCE fa un'asta di liquidità aperta a tutte le SINGOLE banche, queste partecipano prendendo liquidità in prestito al tasso determinato dalla procedura d'asta offrendo collateral. E' evidente che con un LTRO (così come con ogni altro meccanismo di rifinanziamento similare, anche a breve termine) la BCE funziona da LoLR per le SINGOLE banche che partecipano all'asta (che, nel complesso, per farla felice, chiameremo "sistema bancario"). Nessuno ha sostenuto che la BCE può andare da una banca che sta fallendo e imbottirla di liquidità ad un tasso preferenziale pur di non farla fallire.

 

Quello che invece ha sostenuto Scacciavillani è che

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche [...] Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. [enfasi aggiunta]

quando questo non è ovviamente vero, alla luce di quanto sopra.


Comunque, al di là del suo penoso tentativo di buttarla in caciara, il mio argomento è uno solo: sbaglia Scacciavillani a sostenere che

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche

dal momento che, come ricordo, lo statuto della BCE stesso prevede che essa può

effettuare operazioni di credito con istituti creditizi ed altri operatori di mercato, erogando i prestiti sulla base di adeguate  garanzie

e che del TFUE citato da Villani, in realtà, è una no bailout clause che si riferisce solo ai governi e non alle banche (o al sistema bancario, se preferisce).

 

Tutti gli altri punti di Scacciavillani, e cioè che:

E’ saltata la distinzione logico-funzionale tra i bilanci di banca centrale, banche commerciali e governo. [.....]

 

La Bce (sulla scia di Fed, Banca d’Inghilterra e Banca del Giappone) è diventata il LoLR di governi alla canna del gas, attraverso una finzione contabile che utilizza i bilanci della banche come foglia (alquanto trasparente) di fico per coprire le pudenda alla vista dell'opinione pubblica tedesca. [.....]

 

La Bce invece sta riversando una fiumana di soldi senza sapere quali sono le banche insolventi perché la supervisione bancaria è demandata alle banche centrali (o alle agenzie) nazionali   [.....]

 

Tutto il sistema di  regolamentazioni bancarie e' inefficientemente prociclico [.....]

 

Insomma questo sistema di regolamentazione bancaria  è diventato una mina vagante di incompetenza, che andrebbe disattivata. Le funzioni di supervisione sul settore finanziario, ora gestite a livello nazionale, dovrebbero essere trasferite sotto l’autorità della Bce, che dovrebbe procedere alla liquidazione coatta delle banche insolventi. [.....]

sono tutti interessanti e - secondo me - in buona parte condivisibili, ma non discendono in alcun modo dall'affermazione iniziale secondo cui la BCE non potrebbe agire come LoLR.

 

Si faceva alle elementari, ma evidentemente Ella deve aver saltato quella fase, e le conseguenze sono adesso evidenti .

Wikipedia scrive (avevo messo il link, ma evidentemente non si riesce a capire che sui link si deve cliccare per aprirli, e poi, possibilmente, leggerli):

Il prestatore di ultima istanza ha la funzione di proteggere i correntisti, prevenire la diffusione di episodi di corsa agli sportelli, nonché di evitare danni all'economia causati dal tracollo di un istituto

Adesso prendi l'LTRO e dimmi in quale punto la BCE ha fatto da prestatore di ultima istanza, ad un singolo istituto. Oppure dimmi quale singolo istituto europeo è andato alla BCE a dire: non ho un quattrino prestami i soldi. La BCE con l'LTRO ha prestato soldi al sistema in cambio di garanzie che ha stabilito la BCE. Ma non capisci, quindi mi fermo qui, stop to waste my time...
Arthur Blair te l'ha spiegato ulteriormente qui sotto, ma i muli che non hanno sete non bevono alla sorgente.

 

Ah, avevo già corretto pasquino e pascuccio subito dopo aver editato il commento, ma non te ne eri accorto. Lettore attento...

la "sua" pagina Wikipedia propone la seguente definizione

 

Un prestatore di ultima istanza è una istituzione disposta a concedere credito quando nessun altro lo fa.

Il che è esattamente quello che ha fatto la BCE col LTRO (così come con ogni altra operazione di rifinanziamento) nei confronti delle singole banche che l'hanno richiesto (hereinafter il "Sistema Bancario") quando la raccolta interbancaria era congelata.

 

Per il resto rinvio al quote da Visco sul punto contenuto nel mio post sotto. E la smetto di perdere tempo con lei, Esposito.

 

Veda la risposta piu' in basso intitolata infatti non c'e' scritto.

 

A onor del vero devo ammettere che la Bce in materia e' stata sempre molto ambigua nel messaggio, perche' riteneva che il giorno che ci fosse stata una crisi bancaria la questione si doveva riaprire.

è fare last resort lending. Di conseguenza, direi che la BCE per statuto può agire da LoLR. Ovvio che nel fare ciò la BCE non deve (i) modificare il livello di stabilità dei prezzi (rectius, sforare il tasso di inflazione predeterminato, che, come noto, è circa del 2%); nè (ii) mascherare situazioni di insolvenza di singole banche per le quali devono essere attivate le procedure concorsuali previste dal diritto fallimentare bancario.

(i) No, non lo e'. C'e un motivo se l'autore ha voluto precisare la differenza tra insolvenza ed illiquidita'.  Basterebbe consultare la stessa nozione di LRL  sulla Britannica per averne ulteriore conferma.  La BCE   puo' concedere il proprio assenso ad operazioni di ELA   a favore dei singoli istituti senza pero' che l'intervento si configuri come  operazione di last resort lending in senso stretto (lo strumento e' molto discusso, c'e' chi ritiene che rilevandolo come tale si rischi una violazione dei Trattati), aggiungo,  la potesta'   e' attribuita alle singole banche centrali con l'incidenza di un controllo ex post da parte della BCE (rinnovo l'invito a consultare le cronache della scorsa estate) .


(ii) Ne' l'autore del post ne' Marco sostengono che la BCE non possa fare da prestatore  nei confronti del sistema, state semplicemente attribuendo ad altri la paternita' di tesi che non hanno mai sostenuto.


(iii) No,  l'articolo 5 della legge fallimentare dice:

 

Lo stato d'insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Il punto di vista e' quello del soddisfacimento dell'obbligazione, la Legge dunque afferma che:  se l'imprenditore e' incapace di far fronte ai propri obblighi (indipendentemente dalla causa) puo' esservi dichiarazione di fallimento in considerazione del profilo finanziario.  Il tema e' stato sollevato nei commenti precedenti, quando si e' parlato di  valore degli assets patrimoniali che pero' restando immobilizzati divengono inutili. Il punto dell'autore dell'articolo e': posto che insolvenza e illiquidita' non sono la stessa cosa (a),  e' utile una pioggia a cascata di danaro in assenza di un'oculata vigilanza? Allora, considerato (a) e' perorabile un discorso di vigilanza, otherwise si presta senza rendersi conto della destinazione dei fondi.


Per precisare sull'importanza della discrezionalita' del controllore. La stessa Corte di  Cassazione (27/02/2001 n. 2830) ha identificato nella mancanza di liquidita'  il criterio fondamentale dell'esteriorizzazione dell'insolvenza, appunto, il critero  ed infatti (Cassazione Civile, sez. I, 28 giugno 1985 n. 3877) :


 “l’insolvenza si identifica con uno  stato di impotenza funzionale e non transitoria a soddisfare le obbligazioni  contratte dall’impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell’esperienza economica, nell’incapacità di produrre beni con margini di redditività tali da essere sufficienti per la copertura delle esigenze dell’impresa e fra queste, in primo luogo, l’estinzione dei debiti; nonché nell’impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali e senza essere costretti a decurtazioni del patrimonio” 

che e' come dire, finche' voi non vi trovate nella posizione di non poter soddisfare il debito, che siate illiquidi non fa testo, l'importante e' che  questa illiquidita' non si trasformi in insolvenza al momento in cui la prestazione e' dovuta, deinde l'avvio delle procedure, se cosi' non fosse, sarebbe difficile argomentare una qualsiasi posizione di vigilanza prudenziale. La definizione e' lungi dall'essere universale, basterebbe scorrere i lavori dell'ufficio studi della BCE per trovare dei testi  sulla difficolta' del discernimento tra le due condizioni.


Sul finale siamo d'accordo, ma non capisco dove sarebbe il punto, non stiamo parlando di necessita' o meno dell'LTRO, stiamo discutendo dell'esigenza di predisporre un sistema di sorveglianza che permetta di distinguere le situazioni  temporanee da quelle permanenti. Ripeto, se la BCE da mandato dovesse coprire  ogni banca  insolvente e senza garanzia, beh, non ci sarebbe bisogno di alcuna misura concorsuale, avremmo di fatto azzerato quel margine di discrezionalita' nella valutazione del requisito oggettivo dell'articolo 5  e isolato le banche dal mercato.


Domanda: "Molti oggi domandano che la Banca Centrale Europea agisca da prestatore di ultima istanza"

 

Visco: "Qui c'è grande confusione. E' ovvio che la banca centrale agisca da lender of last resort delle banche. Questa funzione nei confronti del sistema creditizio è parte della natura stessa di una banca centrale. Non è invece nella natura di una banca centrale essere il finanziatore ultimo di uno Stato; un tale ruolo non è consentito dal Trattato europeo

enfasi aggiunta - tratto da: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=...

 

più chiaro e autorevole di così......

 

Poi se vogliamo convenzionalmente attribuire un altro significato alla locuzione di "last resort lending" allora cambia tutto e anche Visco e il TFEU passano dalla parte del torto. 

 

 

Questo:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=...

 

non  e' in contraddizione con quanto quotato sotto, l'ho spiegato sopra. La BCE puo' prestare ai singoli istituti e  i rappresentanti delle banche centrali possono approvare  ELAs, ma il Last resort lending in senso stretto e'  a favore del  sistema nella sua collettivita', non a caso Visco parla di banche. " style="font: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 4px; margin-bottom: 0px; margin-left: 4px; padding-top: 2px; padding-right: 4px; padding-bottom: 2px; padding-left: 4px; background-color: #fffffa;">L'art 18 dello stesso Statuto e' la base dei repo della BCE.

 

La funzione di LoLR si riferisce al sistema bancario, non agli Stati, come viene erroneamente inteso nel dibattito tra dattilografi di lusso, che affollano le redazioni e soubrettes (ambosessi), che sgomitano negli studi televisivi.

 

La funzione LoLR va a braccetto con la supervisione bancaria. Le banche centrali forniscono liquidità come LoLR alle banche illiquide, ma non a quelle insolventi. Siccome la distinzione tra le due situazioni è complessa, questo compito viene svolto dalla banca centrale che ha l’obbligo di mettere in liquidazione le banche ritenute insolventi e passare i documenti alla magistratura se ravvisa ipotesi di reato. La Bce invece sta riversando una fiumana di soldi senza sapere quali sono le banche insolventi perché la supervisione bancaria è demandata alle banche centrali (o alle agenzie) nazionali che non si scambiano informazioni, anzi le tengono segrete per paura di scoperchiare i letamai e dare un dispiacere ai potentati politici che quei letamai concimano (vedi le Fondazioni in Italia). Insomma la Bce tiene in vita degli zombies finanziari senza sapere nemmeno chi sono e quanto siano deleteri per la stabilità europea e mondiale.

 

 

 

E va bene così. Grazie comunque di aver usato anche tu il tuo tempo per spiegare l'ovvio.

ma Scacciavillani scrive:

Alla Bce non erano state conferite funzioni di LoLR per le banche

Visco invece dice:

E' ovvio che la banca centrale agisca da lender of last resort delle banche

Entrambi parlando di "banche", non di "sistema bancario" o similia. Chi ha ragione?

 

Secondo me, Visco.

 

entrambi.

Ma non ti è chiaro il perchè,  quindi senza voler fare il ri-riassunto delle tue affermazioni, che niente hanno a che vedere con quanto hai sopra scritto, ti rievidenzio un passaggio nel post di Fabio, passaggio già segnalato da Arthur Blair.

 

La funzione LoLR va a braccetto con la supervisione bancaria. Le banche centrali forniscono liquidità come LoLR alle banche illiquide, ma non a quelle insolventi. Siccome la distinzione tra le due situazioni è complessa, questo compito viene svolto dalla banca centrale che ha l’obbligo di mettere in liquidazione le banche ritenute insolventi e passare i documenti alla magistratura se ravvisa ipotesi di reato.

Spero sia chiaro che se FS avesse pensato che la BCE NON ha agito da LoLR non avrebbe scritto quel paragrafo, ma comunque te lo semplifico ulteriormente:

La BCE con l'LTRO ha finanziato il sistema bancario, che stava diventando illiquido, e l'ha fatto perchè è un LoLR per il sistema bancario, o banche, che dir si voglia.

Il passaggio successivo chiarisce il punto del pensiero di FS:

 

La Bce invece sta riversando una fiumana di soldi senza sapere quali sono le banche insolventi perché la supervisione bancaria è demandata alle banche centrali

Se non fosse un LoLR per il sistema bancario o banche che dir si voglia niente fiume di soldi, solo un cero alla Madonna. Il problema, evidenziato da FS è che la BCE sta facendo da LoLR anche per banche che forse hanno in pancia la "cani, stracci e oli", ma semplicemente non lo sa, perchè dà soldi a tutti, senza poter sapere cosa c'è sotto.

Chiaro ?

 

E due centimetri sopra, scrive:

La funzione di LoLR si riferisce al sistema bancario,

E facciamo pure la punta alle matite, allora.

 

P.S.   LTRO e' uno strumento di  refinancing, le lending facilities sono altre, tant'e' che  nel sistema europeo sono le banche centrali nazionali a dover fare da LoLR dopo l'autorizzazione del consiglio direttivo della BCE e previa garanzia del collaterale, e' appunto per evitare una violazione dello Statutto (ricorda, la BCE ha  un target preciso) che hanno dovuto usare operazioni di open market.

In base alla tua logica ogni banca che facesse un repo sarebbe un lender di ultima istanza. 


Non so, ho come l'impressione che tu voglia far perdere tempo. 

..era la regola di Michele e di nFA, alle volte ci casco ancora, ma oggi avevo un pò di tempo, e poi (spero) pascuccio mi sembra più uno confuso che un troll.

No

michele boldrin 8/3/2012 - 23:40

Secondo me, invece, Ignazio si e' spiegato male. Ha ragione Fabio ed il Governatore avrebbe forse dovuto usare il termine "sistema bancario" per evitare ambiguita'.

ma dietro garanzie, cioe' prendendo in pegno attivi patrimoniali che abbiano un valore piu' o meno certo. 

... per il sistema bancario nel suo complesso, ovvero se una banca ha bisogno di denaro e ha bund tedeschi da dare in garanzia nessuna banca gli rifiuta del denaro, ovvero se hai attivi facilmente liquidabili puoi anche non andare alla BCE, magari per un overnight, ti presta denaro chiunque.

La BCE sarebbe LoLR per la "Banca Esposito" se la Banca Esposito avesse in pancia solo le obbligazioni "cani, stracci e oli" e la BCE dicesse, OK, me le prendo io.

Ma a memoria questo compito la BCE non lo ha, ovvero sceglie lei i collateral da accettare (ha allargato le maglie con l'LTRO), d'altronde quando c'è stato il problema delle obbligazioni OPEL by GM in mano alla Commerzbank è intervenuto lo Stato Federale di Germania e uno dei Land coinvolti, non la BCE.

da quello che ho capito io il compito della BCE è quello di badare che il gregge si muova compatto e di non abbandonarlo per rincorrere la pecorella che si smarrisce per strada.

Di questi tempi e' un termine che va usato con circospezione :))))

detto anche Ufficio Complicazione Affari Semplici. 

 

Da tutta questa discussione siamo arrivati alla conclusione che non è semplice distinguere fra situazioni di illiquidità ed insolvenza. E fin qui era ben chiaro fin dalla mia domanda iniziale, in quanto l'unica differenza è la variabile temporale che però in situazioni di "panico" o altri eventi eccezionali può tranquillamente portare all'insolvenza (il classico caso della corsa a prelevare agli sportelli).

 

Ma lasciamo da parte questo problema, che diventa accademico, e anche se la BCE può fare o meno LoLR alla banca, alle banche o al sistema bancario.

 

Giustamente si dice "ok farlo, ma bisognerebbe farlo solo per le banche di per sé sane ma in temporanea situaizone di illiquidità e non per quelle marce che sono comunque insolventi".

Perfetto, giusto, applausi.

 

Si chiede pertanto che ci sia uno screening da parte dei vari controllori nazionali o più poteri all'EBA.

 

E qui già ci sarebbe da chiedersi perché non lo hanno fatto finora visto che sarebbe il loro mestiere, soprattutto dei primi.

Ma soprassediamo ancora.

 

Lo potrebbe fare semplicemente la BCE facendo uno screening dei collateral del LTRO, titoli illiquidi ma solidi sì, schifezze svalutate e che non recuperanno mai no.

Invece come collateral al LTRO la BCE piglia pure la carta igienica dei bagni delle banche... a questo punto mi si spiega per cortesia di che cavolo stiamo parlando?

 

Son matti quelli della BCE oppure stan semplicemente tenendo in piedi tutti perché sanno benissimo che se lasciano andare non ne cadono per terra in 2 o 3 ma quasi tutti?

 

Lo chiedo veramente con umiltà. Quale delle due opzioni?

Son matti quelli della BCE oppure stan semplicemente tenendo in piedi tutti perché sanno benissimo che se lasciano andare non ne cadono per terra in 2 o 3 ma quasi tutti? Lo chiedo veramente con umiltà. Quale delle due opzioni?

Assolutamente la seconda opzione che hai detto. L'avevo pure scritto sopra che:

alcuni punti di Scacciavillani [e in particolare che] la Bce sta riversando una fiumana di soldi senza sapere quali sono le banche insolventi  [...] sono secondo me - in buona parte condivisibili

Ma ciò non toglie che secondo me la BCE dovrebbe continuare a calmare il sistema e abbassare lo spread con politiche monetarie espansive tramite i LTRo (in altre parole, facendo last resort lending, lo voglio ri-dire - insieme a Visco - a Esposito e Blair) e, per quanto riguarda la vigilanza, prendere le banche insolventi, salvarle e nazionalizzarle (essendo la nazionalizzazione l'unico serio disincentivo all'azzardo morale insito nel too big to fail).

Prima o poi capiremo le sottili differenze poste tra banche nazionali e BCE all'interno dei trattati. :)

Sul secondo punto possiamo essere d'accordo, vanno nazionalizzate, scorporate e rivendute.

 

UK

Alessandro Guerani 8/3/2012 - 18:23

Più che altro se è la seconda non ha nemmeno troppo senso farsi dei gran viaggi mentali su chi è insolvente oppure no, se ne cade per terra la maggior parte chi rimane cade di conseguenza, anche solo per l'onda d'urto. Questo se manteniamo il sistema come ora, in pratica socializzando le perdite mantenendo però gli assetti proprietari, mi ricordano tanto gli incentivi per la rottamazione...

Mi ricordo invece quei comunisti vendoliani e pure un po' keynesiani  in UK avessero fatto una cosa ben diversa o sbaglio?

Il governo britannico ha ricapitalizzato le banche a spese dei contribuenti imponendo dei vincoli (abbastanza labili) dalla durata triennale.  http://www.publications.parliament.uk/pa/cm200809/cmselect/cmtreasy/416/416.pdf 

Non è pubblica all'84% ad esempio?

La Bce non puo' mettere in liquidazione nessuna banca perche' semplicemente non e' prevista tale funzione nel Trattato. Sarebbe come se la Bce volesse organizzare il campionato di calcio di Serie A o la Bundesliga. Non lo puo' fare perche' non ne ha il mandato. Punto e basta. Lo puo' fare solo un'autorita' nazionale. 

 

per una risposta piu' articolata vedasi la risposta piu' in basso

Ringrazio Esposito per la spiegazione sulla differenza tra sistema bancario e singola banca, ma non era questo il mio interesse.

 

Quello che voglio sapere è:

 

Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta.

Ora, a supporto di questa tesi, FS indica il Trattato di Maastricht all'art.104

 

"È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali".

In cui, con tutta evidenza, non si parla di "banche".

 

Per cui, perchè FS porta il Trattato di Maastricht a supporto della tesi "Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche", quando tale cosa non c'è affatto scritta sul Trattato?

 

Saluti.

Il punto e' proprio quello. Nel Trattato di Maastricht non venne assegnata alla Bce la funzione di LoLR per una precisa scelta fatta quando si scrissero gli articoli.

 

Infatti la Bce ha sempre detto e ribadito che (in base al principio della sussidiarieta') se una banca ha problemi se ne deve fare carico il governo dello Stato in cui ha sede e la relativa banca centrale nazionale anche se fa parte dell'Euro sistema, ma senza nessuna assistenza della Bce. Infatti la Bce non ha nessuna LoLR window come invece la Fed.

 

Ecco come la presento'  Stark un anno fa (vedasi al link 

 

http://www.ecb.int/press/key/date/2011/html/sp110221.en.html)

 

In the euro area, it is the responsibility of the national central banks at their risk and cost, possibly guaranteed by the government, to act as the lender of last resort. Banks should take all appropriate measures to reinforce their balance sheets as well as their capital base, thus creating conditions under which they can fund themselves in the market once market conditions return closer to normal.

 

 

Una prospettiva piu' squisitamente legale sulla questione della supervisione bancaria, la trova invece a questo link 

 

http://www.ecb.int/events/pdf/conferences/emu/RosaLastraGovernanceOfEMU....

 

Il succo e' contenuto in questi due punti:

 

There is an inevitable tension in the current EU institutional structure, that affects

the governance of EMU: a national mandate in prudential supervision, combined

with a single European currency and a European mandate in the completion of the

single market in financial services

 

This tension has been evidenced in the current financial crisis, leading to calls for

reform, with a number of proposals currently being considered in different fora

(including the committee chaired by De Larossiere) : granting a supervisory role to

the ECB (via Article 105.6 of the EC Treaty), creating a European System of

Financial Supervisors, enhancing and upgrading the Lamfalussy Committees, in

short creating a EU wide supervisory body.

 

Questo e' un riferimento piu' vecchio che ha un valore per cosi' dire storico:  

 

Tommaso Padoa-Schioppa, ‘EMU and Banking Supervision’, Lecture at the London School of Economics (24 February 1999), <http://fmg.lse.ac.uk/events/index.html>, pubblicato anche in Charles Goodhart (ed.), Which Lender of Last Resort For Europe? Ch 1, Central Banking Publications, 2000.

 

Il trattato delle Comunita' Europee lo trova a questo link:

 

http://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/fxac08115enc_002.pdf

 

Gli articoli sulla Bce sono nei capitoli IV e V.

 

 

A parte il titolo "copiato" dal noto blog del signor Bagnai

Lei forse ne è ignaro ma nel regno di nFA la proprietà intellettuale è ufficialmente abolita. Si dia pace.

che dici?

andrea moro 8/3/2012 - 16:58

Qui non si e' mai detto o scritto che non vada attribuita la paternita' di un'opera.

 

Poi possiamo discutere se copiare, modificandolo, un titolo (assumendo anche che questo sia successo) costituisca violazione di quel principio. 

la mia era una battuta. Scusate ma dopo anni che scrivete su internet dovreste aver notato che il mezzo è infestato da simpatici figuri che scorgono scopiazzamenti ovunque. L'ultimo caso celebre è stato l'attacco a Crozza qualche settimana fa. Tra l'altro (come già si diceva nei commenti sopra) il bellissimo post di Fabio non si autoattribuisce la paternità del titolo. Se uno arriva e tra le righe lo addita di plagio, o è un mitomane sotto mentite spoglie ( cit. Marco Travaglio ) oppure un provocatore. In entrambi i casi meriterebbe di essere ignorato.

ok grazie del chiarimento

Si legga la risposta intitolata "Infatti non c'e' scritto"

Il punto e' proprio quello. Nel Trattato di Maastricht non venne assegnata alla Bce la funzione di LoLR per una precisa scelta fatta quando si scrissero gli articoli.

Mi faccia capire: poichè nel Trattato di Maastricht non c'è scritto nulla riguardo funzioni di LoLR per le banche, vuol dire che automaticamente è vietato?

 

Curiosa interpretazione.

 

Ahem,  non c'e' nemmeno scritto che il compito della BCE non sia produrre gelati, pero' mi pare scontato ammettere che quella non sia una  sua prerogativa.

Sull'interpretazione dei Trattati comunitari sono stati versati fiumi di inchiostro, leggere qualcosa prima di  scrivere scemenze?

 

Vabbe', inventiamoci un nuovo modo di fare banca.

Sempre più curiose le arrampiacate sugli specchi.

Se ne deduce quindi che, secondo voi, la BCE sta violando il Trattato.

 

Sarà che nel Trattato non c'è scritto nulla perchè è intrinseco che rispetto alle banche il sisitema di emissione funga da "prestatore di ultima istanza"? E possa usare questo strumento a sua discrezione. (Come tra l'altro la BCE spiega chiaramente nel suo sito).

 

E ancora: è vietato dal Trattato l'acquisto di Titoli di Stato sul mercato secondario?

Secondo la vostra interpretazione, siccome non c'è scritto nemmeno questo, è vietato.

No, non è vietato. Perchè il divieto di acquisto Titoli di Stato è specificato: è vietato l'acquisto diretto. Se ne deduce quindi che operazioni su Titoli nel mercato secondario è a discrezione dell'istituto di emissione.

In materi di LoLR la Bce da Duisemberg a Draghi si e' sempre attenuta alla lettera del Trattato e se legge in basso la citazione di Stark capira' senza ambiguita' qual e' la posizione ufficiale.

 

L'acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario per me e' in palese violazione dello spirito e della lettera del Trattato e dell'art. 104 citato nel post.  

 

Che per carita' di patria si sia ricorso ad una interpretazione capziosa e' un segno della degenerazione dell'eurosistema come era stato concepito nel trattato di Maastricht.

L'Ue e' un'istituzione sovranazionale a cui gli stati di volta in volta, attraverso dei Trattati, conferiscono dei poteri ben circoscritti e difiniti, spogliandone i governi nazionali. Chiaro fin qui?

 

Pertanto se in un Trattato non viene menzionato un potere, un ambito o una funzione, delegata ad una istituzione comunitaria, tale funzione rimane attribuita ai governi nazionali o locali a seconda di come sono organizzate le funzioni (ad esempio in Italia caccia e pesca, sanita' o cave e torbiere sono di competenza regionale). Le risparmio il pistolotto sulla sussidiarieta' ma se vuole approfondire ci sono migliaia di siti internet.

 

Per concludere, siccome il trattato di Maastricht non attribui' la funzione LoLR alla Bce per esplicito accordo tra i firmatari, la Bce non  ha alcun potere in materia. Allo stesso modo la Bce non ha poteri sul campionato di calcio, su caccia e pesca e su tutto cio' che non e' esplicitamente previsto nel Trattato o in accordi intergovernativi.

Bhè... che dirle, l'idea che la BCE, un istituto di emissione, non abbia funzioni di LoRL verso le banche è ... diciamo amatoriale.
Ma tant'è, se lei è convinto di ciò, buon per lei.

D'altronde, questo è un sito amatoriale, per cui, ci può pure stare.

... se i professionisti si firmassero, con nome cognome ed indirizzo. No?

Cosi', quando ci fosse necessita' di qualcuno che sa di cosa parla, sapremmo dove rivolgerci.

Invece no, niente da fare. Non ce lo vuole dire. Un vero peccato ... 

Non credo che le abbia consigliato il medico di leggere post su blog amatoriali :)))

 

Potrebbe piu' utilimente dedicare il suo tempo alla lettura e ai commenti sui siti professionali che rispondano ai suoi standard di qualita' dove ad esempio sono convinti che la Bce ha funzioni di LoLR. Goofynomics mi sembra faccia al caso suo.

Banche Insolventi

FDG 8/3/2012 - 17:48

Mi pare che sia un po' semplice dire "la BCE procede alla liquidazione coatta delle banche insolventi". Esempio: situazione economica Italiana peggiora, NPL sia dei crediti v/imprese che crediti v/persone fisiche esplodono (sta già succedendo). Una banca come Unicredit potrebbe diventare insolvente: come facciamo a liquidarla senza mandare all'aria l'intero sistema bancario europeo? 

 

Un problema simile si ha un Giappone da ormai 20 anni, e le autorità non lo hanno ancora risolto. E' forse per immobilismo? Probabilmente sì, ma non lo si può giudicare di semplice soluzione dal pdv pratico (secondo me). 

Scusate, son riuscito a cancellare da solo un commento che avevo messo sopra, in margine ad uno di Andrea Moro, due giorni fa. Lo riposto qui, just for the record.

Nel caso di una banca (specialmente se grande) c'e' una difficolta' obiettiva a separare un caso dall'altro, difficolta' che non si incontra con le aziende non finanziarie. La ragione e' ben nota a chi si occupa, anche dilettantisticamente, di questioni finanziarie. Mi spiego brevemente. 

Gli assets di una banca sono quasi tutti titoli a lunga scadenza, mentre le liabilities sono a maturita' breve o persino a vista. D'altro canto, a questo servono le banche: a fare maturity mismatch. Ora, come si decide a fronte di una tale struttura di assets e liabilities se un lato vale piu' dell'altro?

I titoli a scadenza molto ravvicinata sono relativamente "facili" da prezzare, il mark to market (mtom) tende ad essere una buona misura di quello che varra' un titolo che scade fra due mesi. Non sempre, sia chiaro, ma abbastanza spesso. Per i titoli a vista non c'e' discussione: valgono quel che dicono di valere.

I titoli a lunga scadenza, invece, sono difficili da prezzare. Prestiti puri (ossia "bonds", in generale) hanno un valore mtom che dipende dalla probabilita' di rimborso finale (che puo' essere vaga assai se la scadenza e' a dieci anni), dall'interesse promesso rispetto alla struttura corrente dei tassi d'interesse e, infine, da quanto e' liquido o meno il segmento di mercato in cui quel particolare tipo di bond si commercia. Tutte cose che possono cambiare tantissimo nel tempo, quindi cio' che vale oggi 45 potrebbe valere domani 56 e dopodomani 37 , as far as mtom is concerned. Detto altrimenti: valutare un portafoglio in base al mtom vuol dire dare alle aspettative di mercato un ruolo centrale nella valutazione e e le aspettative ne' sono sempre corrette ne', tantomeno, sono stabili nel tempo. Nel caso di "azioni" peggio ancora: l'incertezza e' maggiore. Idem, ovviamente, per titoli derivati che abbiano maturita' lunghe.

  Da qui il problema. La logica secondo cui, per valutare lo stato patrimoniale di una banca, devi fare "mark to market" e punto e' facilmente provabile erronea (alla fine, che il mtom a volte fa solo danno e' la base di tutti i modelli di banking come formalizzati da Diamond and Dibvig) ma e' anche vero che qualsiasi logica alternativa e' criticabile. A meno, ovviamente, di credere d'essere iddio, tentazione che ai banchieri centrali ed ai bancari mondiali viene spesso ... Hence, non c'e' una chiara ancora teorica. Ragione per cui, storicamente, l'intero processo di valutazione se una banca e' solvibile o meno is a mess nel quale private information, moral hazard e tutto il resto dominano. Ovviamente alcuni casi sono perfettamente trasparenti, non ho dubbio. Ma altri meno. Ancora oggi il nostro collega ed amico Gary Gorton insiste che AIG era solo illiquida e non insolvente nell'autunno del 2008 e che forse anche Lehman lo era. E non e' il solo, sono in tanti.   In soldoni: o si lascia che il mercato faccia SEMPRE cio' che vuole (cosa a cui sono abbastanza favorevole ma che implica accettare grandi oscillazioni nei valori di mercato delle istituzioni finanziarie) e ci si limita ad impedire che le singole istituzioni finanziarie diventino piu' grandi di, tanto per dire, il 5% del PIL di un paese in termini di portfolio di investimenti (il che vuol dire che rimangono molto piccole rispetto ad oggi) oppure si entra in una oscura notte in cui tutto e' possibile e quasi tutti i sentieri percorribili si avvitano, contorcono, mischiano, biforcano, eccetera. Ossia, un casino. Quello in cui ci siamo cacciati dalla fine del XIX secolo in poi e le cui implicazioni stiamo sperimentando tristemente (e con grande confusione dei pseudo analisti) da 5 anni a questa parte.

P.S. Dalle mie affermazioni NON segue che avere una banca centrale che emette moneta sia un male, assolutamente non segue. Ne segue, invece, che dovrebbe essere una specie di computer che la emette secondo regole precise e ben pubblicizzate e che l'attivita' regolatoria (impedire che esistano banche grandi, impedire che colludano, forzare la concorrenza e garantire che non truffino intenzionalmente) dovrebbe spettare ad un\'attivita' di supervisione e regolazione INDIPENDENTE dalla banca centrale. Detto altrimenti: il cosidetto "monetarismo", quando non ridotto ad una pagliacciata, e' una cosa anche seria ed internamente coerente ...

chiaro e riassuntivo intervento, molto utile un po' a tutti. 

 

In soldoni: o si lascia che il mercato faccia SEMPRE cio' che vuole (cosa a cui sono abbastanza favorevole ma che implica accettare grandi oscillazioni nei valori di mercato delle istituzioni finanziarie) e ci si limita ad impedire che le singole istituzioni finanziarie diventino piu' grandi di, tanto per dire, il 5% del PIL di un paese in termini di portfolio di investimenti (il che vuol dire che rimangono molto piccole rispetto ad oggi) oppure...

 

alla fine della fiera, sembra proprio che infinite discussioni possano pervenire a questo stesso risultato, semplice ma convincente e realistico. ovviamente tutti i pericoli e le complicazioni si annidano nel periodo transitorio, nella reazione a vari provvedimenti in quella direzione, da parte un sistema finanziario che ha mostrato una complessità e una instabilità sorprendenti.

 

l'ignavia persistente di molti regolatori, forse è adesso solo giustificabile prudenza.

Gli assets di una banca sono quasi tutti titoli a lunga scadenza, mentre le liabilities sono a maturita' breve o persino a vista. D'altro canto, a questo servono le banche: a fare maturity mismatch. Ora, come si decide a fronte di una tale struttura di assets e liabilities se un lato vale piu' dell'altro?

Mah, come scrivevo prima, almeno in Italia, lasciando da parte la vecchia Legge Bancaria che vietava certe operazioni alle banche di credito ordinario proprio per evitare maturity mismatch acuti (vi ricordate i "vecchi" Istituti di Credito Fondiario?) io mi ricordavo che Bankitalia dava dei parametri e dei limiti per i vari tipi di operazioni, tanto che durante il boom immobiliare le banche cercavo di piazzare le loro obbligazioni il più possibile proprio per aumentare la quota di impieghi disponibile per i mutui.

 

Cmq basta andare a vedere la composizione degli assets e delle liabilities di un bilancio bancario per vedere da soli (prendete ad esempio quello Unicredit intermedio al 30/9/2011). Mi pare un po' troppo semplicistico dire che tutti gli assets sono a lungo e tutte le liabilities sono a breve. MOLTO semplicistico.

Prendiamo del bilancio in questiono ad esempio la voce 70, crediti verso clientela:

Su un totale di 523mld., 57mld. sono c/c (quindi revocabili a vista di norma), 15mld. pct (quindi a breve), 204 mld. altre operazioni (di cui almeno la metà sovvenzioni,  anticipi a bt e cmq revocabili a vista, operazioni di hot money, ecc) , rimangono 176 mld. di mutui, quelli sì sicuramente a medio-lungo e 20 mld. di credito al consumo (carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto) anche questi sicuramente almeno a medio.

Adesso io non ho voglia di fare una riclassificazione fatta come Dio comanda (ci sono anche un bel po' di operazioni di cartolarizzazione di cui bisognerebbe conoscere i termini contrattuali) ma a prima vista, veramente, mi pare riduttivo dire che quasi tutti gli assets sono a medio-lungo e le liabilities a breve. Interessante sarebbe sapere la qualità degli assets, quello sì.

Certo che e' "semplicistico", nel senso che e' una semplificazione. A questo servono i modelli, a semplificare per rendere le cose comprensibili e non perdersi nei dettagli.

Il punto e' che non cambia assolutamente nulla, nel mio ragionamento, se il 30% degli assets sono a breve ed il 28% a medio o whatever. L'unica cosa che conta e' che c'e' per definizione un mismatch di maturities, perche' questo e' il lavoro che fa la banca, tale per cui le liabilities sono in media piu' a breve degli assets. Punto.

Il resto segue banalmente, incluse le conclusioni sull'ambiguita' del tutto e del criterio mtom in particolare.

A volte concentrarsi sui rami impedisce di vedere la foresta. 

L'unica cosa che conta e' che c'e' per definizione un mismatch di maturities, perche' questo e' il lavoro che fa la banca, tale per cui le liabilities sono in media piu' a breve degli assets.

Ok, il mio punto era un altro.

Prendendo per buono il tuo modello, fa emergere la giustezza della decisione, presa proprio ai tempi della crisi del'29 dall'Italia e anche dagli USA se non ricordo male, di vietare alle banche ordinarie alcune operazioni riservandole ad Istituti di Credito Speciale. Facevo l'esempio del Credito Fondiario dove l'Istituto doveva finanziarsi con liabilities di durata comparabile agli assets. Poi è tornato di moda di nuovo il modello di Banca Universale e si è tornati a non capirci più una mazza dentro i bilanci delle banche.

Il vero problema poi è la qualità degli assets, perché  se gli assets sono "buoni" qualcuno che te li "sconta" lo trovi sempre.

Invece siamo qui da anni oramai a cercar di mettere toppe ad un sistema che è un groviera, permettendo di derogare al "mark to market" non solo per i titoli detenuti per investimento, poi allargando sempre più i parametri per i collateral nelle operazioni di sconto con la BCE fino appunto al LTRO dove la BCE piglia su di tutto.
Perché vedi, anche prendendo per assurdo buono un modello dove tutti gli assets sono a breve, in un momento di difficoltà vale la frase che mi disse un vecchio bancario all'inizio della mia carriera "quando le cose vanno male non c'è niente di meno liquido del (credito) autoliquidante" riferendosi al fatto che in una crisi aziendale i crediti commerciali che una banca aveva anticipato di norma tornano indietro in gran parte insoluti.
 

Questo cercavo di dire, perché soprattutto nel caso italiano, c'è certo un problema di valutazione dei titoli di stato detenuti per negoziazione o investimento, ma la gran parte delle banche non hanno immani operazioni di finanza creativa o meno, quanto probabilmente anche un deterioramento rapido dei crediti verso la clientela per normali operazioni di finanziamento (e qualcheduna di quelle più grosse è finita anche sui giornali recentemente). Io vedo proprio un problema di qualità dell'attivo più che di maturity mismatch, almeno nel caso delle banche italiane.

Michele mi piace tantissimo questo tuo commento, lo trovo lucido e che va dritto al punto. Aggiungo che questi problemi sono abilmente ignorati dal punto di vista del risk management. Per calcolare di quanti assets si ha bisogno per coprire le liabilities in caso di crisi, il regolatore impone calcoli del VaR basati sul mtom passato (due o tre anni). In parole povere si va a guardare quale sarebbe stata la perdita "peggiore" negli ultimi due anni e si calcola di quanti asset si ha bisogno per coprirla. Questa e' un'evidente folia, per vari motivi: uno e' quello che dici tu, che man mano che si allunga la duration, il mtom assume meno valore, perche' subentrano le logiche istantanee di mercato che celano il valore effettivo dell'underlying (LTCM insegna...); un altro motivo e' che il passato rappresenta solo se' stesso, non certo il futuro. L'atteggiamento delle banche e' che "in caso ci salva lo stato", cosa che mi fa rabbrividire in un momento del genere: quale stato? quello che non riesce a salvare la Grecia o l'Italia in caso di peggioramento della crisi?

stazionarietà

saul 9/3/2012 - 10:59

In realtà non sono i regolatori che impongono l’utilizzo dei mtom passati, il calcolo del VaR potrebbe essere fatto ricorrendo a metodologie che non richiedono necessariamente la stazionarietà, come le simulazioni montecarlo, o sbaglio?

almeno in UK, la FSA impone un calcolo storico del VaR. Il VaR si puo' calcolare in mille modi, tutti sbagliati perche' e' un numero essenzialmente incalcolabile. C'e' una marea di letteratura a proposito. Tanto che la regola negli hedge fund (dove il risk managemente e' cosa piu' seria che nelle banche, non foss'altro per l'allineamento di interessi tra gestori e clienti) e' di non calcolarlo affatto o calcolarlo tanto per metterlo in report per i clienti che per qualche motivo si sentono piu' sicuri nel vederlo.

Diciamo che in generale nelle banche non c'e' molta riflessione (anzi, praticamente non ce n'e' affatto) su cosa sia il rischio. Dove lavoro io il CRO prima di fare il CRO era head of sales (!!!), ed il capo del rischio di mercato era un trader (il quale due giorni fa ha dichiarato pubblicamente che il 2012 sara' un anno quieto sui mercati....). Il fatto e' che queste istituzioni sono talmente enormi che il fattore principale nel determinare i ruoli non e' la capacita' nel campo specifico, ma il saper gestire centinaia o migliaia di persone. Cosa non facile, lo ammetto, ma poi si perde completamente il senso del ruolo. E, scusate se sono un po' bacchettone, qui sorge un problema morale: le banche sono enormi e possono avere un impatto enorme sull'economia, per cui la gestione del rischio dovrebbe essere un punto centrale. Nessuna banca, per dire, ha un modello per valutare l'impatto che ha sui mercati, quando la storia recente ci insegna che in un momento di crisi tutte le banche si comporteranno in esattamente lo stesso modo, per cui l'impatto sui mercati e' potenzialmente enorme.

montecarlo

saul 9/3/2012 - 14:14

In linea teorica però anche la FSA prevede si possa utilizzare la simulazione montecarlo, stando a quanto scritto nei suoi documenti, magari quindi si tratta di moral suasion. Che sia anch'esso metodo imperfetto non c'è dubbio, ma mi sembrava che almeno  il problema della stazionarietà potesse così essere risolto. In generale, lavorando anch’io nel risk management, ma in una banca italiana, condivido ciò che dici.

Una cosa  riguardo il discorso sull’impatto sul mercato;  una novità di Basilea 3 è quella del requisito di capitale aggiuntivo richiesto alle global SIFI, che se non sbaglio dovrebbe essere dallo 0 al 2.5%, oltre agli indicatori di leva.

E le simulazioni con che distribuzione degli errori le fai? Con quella implicita negli eventi passati o con quella che vuoi tu? E quella che vuoi tu, come la scegli? 

appunto

federico de vita 11/3/2012 - 09:24

si fanno - almeno da noi - solo montecarlo storiche (di nuovo imposte dall'illuminata FSA), che a me pare un ossimoro bell'e buono...

 

Per me l'errore sta a monte, ma parecchio a monte. Dalle parti di Courmayeur (anzi sopra), mentre il VaR si calcola a Rimini.

ora si...

saul 13/3/2012 - 18:10

La mia prima domanda, se la simulazione montecarlo potesse superare i problemi della stazionarieta’ non era retorica, lavoro nel risk management ma non sviluppo modelli, quindi non volevo indicare con certezza una soluzione, ma capire se la simulazione montecarlo potesse essere un modo per superare il problema, e lo chiedevo a te perche’ hai sicuramente conoscenze quantitative maggiori delle mie; leggendo sui modelli VaR una delle caratteristiche che si attribuiscono alla simulazione montecarlo e’ quella relativa all’assenza di una specifica ipotesi sulla distribuzione dei fattori di rischio, dicamo che e’ a discrezione di chi sviluppa i modelli, e un’altra e’ quella di essere assai adatta nel caso di alcuni prodotti, strategie tipo la CPPI o derivati path dependent e altri derivati, che possono essere utilizzate dai fondi hedge, ulteriore motivo per chiedertelo. Comunque dalle risposte di entrambi penso e soprattutto spero di aver capito qualcosa in piu’, quindi grazie.

... comunque grazie del chiarimento.

ci si limita ad impedire che le singole istituzioni finanziarie diventino piu' grandi di, tanto per dire, il 5% del PIL di un paese in termini di portfolio di investimenti

è  una proposta che riscuote parecchi consensi tra gli economisti e che potrebbe riscuoterne ancora di più tra i comuni mortali. però mi sa che bisognerebbe proporla ad alta voce e all'unisono, perché i suoi avversari sono grandi e grossi....

Scusa, mi piacerebbe sapere se secondo te la pluralità di funzioni di una banca dovrebbe o meno influire sulla valutazione.

Quando dici

D'altro canto, a questo servono le banche: a fare maturity mismatch.

ti riferisci alla funzione creditizia, probabilmente valutando che essa sia la prevalente.

Non è che parte della confusione, anche valutativa che stiamo vedendo deriva anche dalla con-fusione delle funzioni?

delle due....

ed.perez 9/3/2012 - 12:06

Insomma questo sistema di regolamentazione bancaria  è diventato una mina vagante di incompetenza, che andrebbe disattivata. Le funzioni di supervisione sul settore finanziario, ora gestite a livello nazionale, dovrebbero essere trasferite sotto l’autorità della Bce

(scacciavillani)


che l'attivita' regolatoria (impedire che esistano banche grandi, impedire che colludano, forzare la concorrenza e garantire che non truffino intenzionalmente) dovrebbe spettare ad un\'attivita' di supervisione e regolazione INDIPENDENTE dalla banca centrale.  (boldrin)

delle due quale?


edoardo perez

Michele Boldrin si riferiva a cio' che i monetaristi propugnano, io a cio' che' ragionevole aspettarsi dato l'attuale assetto istituzionale.

 

Quale dei due sistemi sia migliore e' questione aperta e secondo me dipende dall'applicazione pratica. Tra l'altro non sempre la realta' ricalca cio' che la legge prescrive.

 

Per esempio la Bundesbank non ha funzioni di supervisione de lege, ma le esercita de facto. Per la Fed e'  l'esatto contrario.

Non credo si abbiano, Fabio ed io, opinioni cosi' diverse, come il suo commento chiarisce. 

Il mio si riferiva ad una situazione "ideale", che richiederebbe un grande riaggiustamento. Suppongo che, SE la banca centrale facesse la banca centrale come voleva Milton Friedman, tra gli altri, forse anche Fabio sarebbe d'accordo d'avere un regolatore del settore separato dalla banca stessa.

Il livello a cui deve operare, poi, mi sembra debba essere sia nazionale che sovranazionale. Nazionale, per impedire concentrazioni eccessive del mercato locale, sovranazionale perche' il business del credito tale e'.  

In un mondo a' la Friedman il regolatore del sistema bancario non deve essere la banca centrale per evitare conflitti tra politica monetaria e stabilita' del sistema suddetto. Inutile aggiungere che il regolatore dovrebbe impedire che sorgano banche too big to fail, altrimenti non avrebbe senso la separazione.

(chi non conosce BOB):-).

ho letto/studiato,che in ragione della scarsa efficienza del mercato finanziario italiano (ma anche di quelli europei)rispetto a quello americano il valore economico creato dalle imprese non si diffonde automaticamente ,non viene ''catturato'' dai prezzi di mercato delle azioni.

Quanto c è di vero ,a che cosa è dovuto,quali potrebbero essere le soluzioni da adottare?

e poi,potrebbe essere questa una (delle)causa(e)che nel tempo ha  impedito  alle imprese italiane di accrescere la propria dimensione,la difficoltà cioè a raccogliere capitali sui mercati finanziari a causa appunto di questa inefficienza ?

grazie

Non saprei in che senso il mercato italiano non e' efficiente. Sotto questa dicitura si possono rubricare diverse "anomalie".

 

In astratto uno potrebbe dire che se i prezzi di borsa non riflettono il valore economico delle aziende potrebbe darsi ad esempio che gli analisti o i gestori non sanno fare il loro mestiere.

 

Non credo che il nanismo delle aziende italiane sia dovuto al malfunzionamento della borsa. Un'azienda buona oggi si puo' quotare dove vuole (vedasi Prada). A Londra si quotano aziende irachene o russe, figurarsi se non si possono quotare aziende italiane. Il fatto e' che spesso sono proprio gli imprenditori a non avere cultura di mercato, in particolare a considerare la trasparenza come un impedimento ai loro giochetti.

Cio' detto il nanismo delle imprese italiane ha radici molto piu' profonde e intricate legate al sistema fiscale, alle regolamentazioni, al mercato del lavoro, alla scarsa capitalizzazione eccetera eccetera.

 

Fabio non mi tornano diverse cose. Prima affermi:

 

La Bce (sulla scia di Fed, Banca d’Inghilterra e Banca del Giappone) è diventata il LoLR di governi alla canna del gas, attraverso una finzione contabile che utilizza i bilanci della banche come foglia (alquanto trasparente) di fico per coprire le pudenda alla vista dell'opinione pubblica tedesca.

Poi concludi:

 

Le funzioni di supervisione sul settore finanziario, ora gestite a livello nazionale, dovrebbero essere trasferite sotto l’autorità della Bce, che dovrebbe procedere alla liquidazione coatta delle banche insolventi.

Perchè mai governi alla canna del gas dovrebbero modificare questo sistema e cambiare banca se- come dici tu- quella che hanno li tratta così bene? Io non ho capito da dove tiri fuori una proposta del genere. Per la verità non ho capito neanche bene l'analisi:

perchè la BCE (ma anche FED etc.) avrebbero preso decisioni così palesemente sbagliate? 

I banchieri centrali sono convinti (o dicono di esserlo) del contrario:

 

“YOU’RE right, we did it,” Ben Bernanke told Milton Friedman in a speech celebrating the Nobel laureate’s 90th birthday in 2002. He was referring to Mr Friedman’s conclusion that central bankers were responsible for much of the suffering in the Depression. “But thanks to you,” the future chairman of the Federal Reserve continued, “we won’t do it again.” Nine years later Mr Bernanke’s peers are congratulating themselves for delivering on that promise. “We prevented a Great Depression,” the Bank of England’s governor, Mervyn King, told the Daily Telegraph in March this year.

(http://www.economist.com/node/21541388)

 

Sai qualcosa che loro non sanno? O dici qualcosa che sanno anche loro ma non vogliono dire? E perchè non lo dicono?

 

 

 

Onestamente non riesco a capire la logica delle domande. Provo a rispondere cmq.

 

Perche' i governi dovrebbero cambiare sistema?

 

Per lo stesso motivo per cui lo hanno dovuto cambiare in Zimbabwe.

 

I banchieri centrali sono convinti di essere nel giusto?

 

E chi non lo e'? O almeno chi non asserisce di esserlo, in pubblico? Ma non e' questo il punto. Io parlo della funzione di supervisione bancaria. Bernanke parla di offerta di moneta.

 

Fabio, non so bene cosa sia accaduto in Zimbabwe. E non credo che sia un buon esercizio di logica paragonare EU e BCE a quello. Sempre per quanto riguarda la logica: la Federal Reserve svolge funzioni di vigilanza e ciò non le ha impedito di utilizzare l'offerta di moneta as a quick fix (Michele più sopra da qualche parte ha inserito l'ovvia questione del too big to fail, il che coinvolgerebbe anche la questione dell'antitrust etc. etc.). La cosa diventa, come vedi, immediatamente molto complessa e non è questa la sede. Qui sto solo dicendo che (ovviamente) hai un buon punto a dire che non sappiamo bene dove porta LTRO, che è pericoloso etc..  La discussione è molto interessante quando parla delle possibili conseguenze sul comportamento delle banche etc. Da qui a dire che accentrare la vigilanza a Francoforte risolve (o avrebbe risolto) il problema ce ne corre (ti ho appena dato un controfattuale). Dire che  i governi lo devono fare altrimenti finisce come in Zimbabwe non è un buon servizio, nè alla Logica, né alla Storia, nè alla Fenomenologia (continuo a divertirmi con Hegel, vista l'età e visto  che accetti l'artificio). Nel titolo mi permettevo di suggerire, pertanto che  tutto ciò avesse a che fare con l' Inconscienza di Classe.

I banchieri  sono una classe fanciullina (sui tempi della storia) e, come si sa, Dominiddio (o Fortuna, a seconda della  regione italiana da cui provieni) aiuta i fanciulli e i pazzi. Questa voce deve essere arrivata anche a Francoforte. E, appunto, "che iddio  ce la mandi buona"  -sarei pronto a scommetterci- sono state le ultime parole pensate a Francoforte l'attimo  prima della firma del provvedimento.

... ma sei tu? Anche tu a far l'anonimo? Per fortuna che gli idioletti linguistici ti rivelano ... 

Boh, non ho capito nulla neanche io, comunque. What's the point, titoli dei commenti a parte? 

e' una vita

Marcello 10/3/2012 - 18:37

che sono registrato così....  figurati se mi voglio nascondere...se devo modificare l'id con le nuove regole lo faccio ( da quello che ricordo quando mi sono registrato, alcuni anni fa  molti o quasi tutti- tranne i redattori- erano solo con il  nome).   Sui titoli mi sto solo un po' divertendo...  come posso.. ad una certa età. 

Sul punto torno do9po..

Affidare la vigilanza a Francoforte evita che i governi nazionali e le banche centrali nazionali tengano in piedi banche zombie facendo pagare il conto alla Bce e quindi a tutti i cittadini europei. Tutto qui.

questo

Marcello 11/3/2012 - 00:18

lo capisco (Battisti no, ma quello non l'ho mai capito). Fammi formulare sotto forma di domanda specifica (che credo che i punti generali tu lo abbia capiti benissimo): cosa avrebbe determinato esattamente  la mancanza del potere di vigilanza in capo alla BCE?   Mi sembra che il tuo argomento può reggere  su

1.  la mancanza del potere di vigilanza in BCE  non le  garantisce di disegnare un rifinanziamento selettivo o meglio informato ora ex-post (e quindi induce un intervento di dimensioni eccessive  in termini di quantità di moneta) oppure su 2. la presenza di potere di vigilanza ex-ante avrebbe impedito ad alcune banche di prendere attivi sconsiderati in bilancio e avrebbe evitato sul nascere il casino in cui ci si è messi.

In altri casi (bank of england e Fed) non ha funzionaro nè 1. nè 2., mi pare di capire, perchè avrebbe dovuto funzionare o dovrebbe funzionare in futuro con BCE?

 

Un terzo possibile argomento sarebbe: con il potere di vigilanza la posizione di contrattazione ex-post della BCE nei confronti dei governi sarebbe stata più forte. Avrebbe avuto- come FED- la possibilità di decidere di farne fallire qualcuna per dare una lezione alle altre e questo le è stato impedito dai governi. Poichè le banche zombie influenzano i governi e non la BCE questo eleva la probabilità di punizione di comportamenti inefficienti da parte delle banche stesse.  Beh... mettiamola così per carità di patria, anche questo non è un argomento definitivo e ha un sacco di problemi.

Non riesco a vedere  altri argomenti. Insomma capisco il fine (non far pagare ai cittadini europei etc.), non ha capito e continuo a non vedere argomenti sul perchè la cura che proponi dovrebbe funzionare.

Insomma come hai notato giustamente Bernanke e Friedman parlano di offerta di moneta. Anche BCE e l'artro LTRO. Cosa c'entra con vigilanza?  Tutto qui.

 

... non ha poteri di supervisione che infatti sono affidati alla FSA. La Fed condivide i poteri di vigilanza con una dozzina di altre istituzioni senza considerare quelle a livello di stato. Ma in realta' la Fed ha chiuso entrambi gli occhi per le pressioni politiche a cui e' stata sottoposta.

 

1) 2) e 3) sono tutte vere e non si escludono.

 

Una Banca centrale che ha la funzione di soccorrere le banche in crisi di liquidita' deve avere la possibilita' di determinare attraverso un'indagine pervasiva se le banche in questione sono illiquide o insolventi. Ecco perche' assenza di vigilanza e finanziamenti a pioggia non sono una situazone rassicurante per il contribuente ed i cittadini in generale. 

E' vero,

Marcello 11/3/2012 - 12:17

caro Fabio, che 1),2) e 3) non si escludono, intendevo proprio offrirti questo. Pero' è vero anche che ti ho dato solo i 3 argomenti che vedo a favore della tua tesi. Non ti ho dato i 33 che credo sostengano la mia, pensavo che bastassero i controesempi. Provo a sintetizzarli: spostare poteri di sorveglianza da A a B  ha come conseguenza quello che dice la lettera e niente di più. Ovvero sposta le forze e le pressioni che stavano su A in capo a B. [In un mondo in cui la resistenza di B (CB) dipende da A (i governi)].   Il problema è a monte: perchè i mercati falliscono nel selezionare la qualità dei progetti che finiscono nei bilanci delle banche?  Vuoi delegare la banca centrale a far quello che dovrebbero fare i mercati? Beh la mia previsione sulla base dei "33 argomenti" è che tendi a costruire un sistema la cui architrave sta nell'enforcement pubblico (il rischio che prima o poi, al primo intoppo,  finisci nella nazionalizzazione del credito è serio). Prima chiariamoci su perchè e come i mercati falliscono e poi decidiamo quale struttura minimizza il government failure su questo punto, ammesso, il che non è detto che vale qualche teorema di separazione tra le questioni.

 

Ti ringrazio della discussione. Lasciami dire solo altre due cose ( meno robuste degli argomenti di cui sopra, but crucial nevertheless, prendile come congetture se vuoi): dare in testa ai governi  sega il ramo su cui è seduto l'enforcement pubblico che stai invocando, ovvero qualunque assetto regolatorio tu possa avere in mente. L'altra è su Storia e Incoscienza di Classe. (Questo lo dico anche per Michele il quale, dovesse leggere, non se ne va con l'impressione che tiro a vanvera). Come tu dici- e condivido- n'artro LTRO è un gioco pericoloso dagli esisti molto incerti, ma non solo per le banche e il sistema del credito. Per gli equilibri sociali. L'occupazione crolla del 5% in più di quello che si aspettano (anche solo per cinque anni, a moltiplicatore pari a uno etc. etc. non sto parlando di politiche di spesa etc.) dopo la campagna d'inverno (questo e i prossimi tre o quattro) dei governi e non controlli più niente. L'inflazione sale del 5% in più di quello che si aspettano dopo la manovra d'aggiramento che hanno chiamato LTRO e non controlli più nulla. Queste elasticità non le conosce nessuno per davvero. Storia e incoscienza di classe era un modo per dire che n'artro LTRO è anche questo, che è un punto che mi pare molto importante (in effetti mi sembra ovvio) ma non ho strumenti per discuterlo, su cui credo andrebbe posta molta attenzione  e che comunque non è questa la sede.... Per cui, come avranno pensato alla firma dei provvedimenti (almeno quelli pochi che pensano quando firmano i provvedimenti),  che iddio   ce la mandi buona....

LTRO è un gioco pericoloso dagli esisti molto incerti [p]er gli equilibri sociali. L'occupazione crolla del 5% in più di quello che si aspettano ... dopo la campagna d'inverno (questo e i prossimi tre o quattro) dei governi e non controlli più niente. L'inflazione sale del 5% in più di quello che si aspettano dopo la manovra d'aggiramento che hanno chiamato LTRO e non controlli più nulla.

Cosa intende per 5% qui?  Se intende relativamente ai valori attuali, allora posso anche capire, ma si tratterebbe di variazioni piccole, che non bastano a causare tensioni sociali.  Poi sembra che l'effetto di LTRO sull'occupazione sia in sé positivo: se proprio dobbiamo prendercela con qualcosa citerei il nuovo fiscal compact, che costringe ad un rientro dal debito pubblico a ritmi molto sostenuti.  Infatti è stato praticamente rifiutato dalla Spagna.  (Intendiamoci, è chiaro che occorre rientrare dal debito, perché gli interessi sullo stesso sono superiori alla crescita di lungo periodo del PIL nominale.  Però i vincoli del fiscal compact sono molto stringenti, e in condizioni mutate potrebbero imporci una politica fiscale molto lontana dall'ottimo intertemporale).

Intendo

Marcello 12/3/2012 - 21:56

Un qualche punto percentuale sopra quello che ci si aspetta in media. Qualche punto percentuale in più del vlalore atteso. Ha perfettamente ragione sul fiscal compact - è il complemento di LTRO che ho dato per scontato nella discussione. E' la somma delle due manovre che genera
il rischio di sosteniblità sociale. Ma il punto che sto facendo è questo non l'ottimo intertemporale. Quello è chiaramente fuori dagli obiettivi. Chieda a qualunque marinaio dove mettere la prua nel mezzo della
tempesta e le risponderá che va messa contro il vento, possibilmente con un ancora a mezz'acqua. Se ha perso l'àncora mette dei secchi, cala dei barili pieni d'acqua. Quella non è una questione di ottimo è soltanto buon senso. Le decisioni collettive sacrificano spesso il buon
senso. Qui per divertirmi ma credo renda il senso l'ho chiamata incoscienza di classe.

Ma per rispondere in modo compiuto a tutto serve un paper. In sintesi sulla seconda parte non vedo perche' criticare i governi per aver sceltom una supervisione a livello nazionale sia contropriducente. Per il resto, cioe' sul fatto  che la LTRO sia un gioco pericoloso se non cambiano le condizioni siamo d'accordo.

 

Sul primo paragrafo mi limito a osservare che se i mercati funzionassero sempre ed in ogni condizione e le informazioni fossero disponibili a costo zero, non ci sarebbe bisogno di regolamentazione.

 

Aggiungo che pero' talora sono le regolamentazioni a creare o quanto meno aggravare i problemi come e' avvenuto per Basilea 2, e in generale la confusione tra aspetti micro ed aspetti macro della supervisione. Se per una banca in difficolta' e' logico imporre una ricapitalizzazione, quando il problema e' sistemico la stessa logica non si applica necessariamente. Altrimenti si spinge tutti ad agire nello stesso modo impedendo ai mercati di funzionare.

Idem per le regolamentazioni sui benchmark che devono seguire i fondi comuni e la mistica della diversificazione per ridurre i rischi.

giusto per la cronaca, la supervisione del sistema bancario britannico tornera' a breve ad essere competenza della bank of england, l'fsa come entita' indipendente ha le ore contate...

Credevo che il colpo di grazia fosse gia' stato assestato con la creazione dell'FCA.

Sembra che in questo caso il bovaro (la Cole) sia scappato ben prima del bestiame.  

BCE: WEIDMANN,CON MISURE STRAORDINARIE SI PRENDE TEMPO (ANSA) - "Con queste misure stiamo soltanto prendendo tempo". Così presidente Bundesbank Jens Weidmann, sulla mega-asta Bce di fine febbraio. Per Weidmann i rischi delle banche centrali sono aumentati e occorre ridurre la dipendenza delle banche dall'EUrotower.

 

 



C'è una domanda che mi sto ponendo da qualche giorno : sarei curioso (e grato) a chiunque volesse darmi una risposta.

Con le due recenti LTRO la BCE ha fornito alle banche dell'eurozona circa 1000 miliardi di crediti a tre anni. Per il momento questi crediti nel bilancio della BCE sono "coperti" da un quasi uguale ammontare di depositi delle banche presso la BCE. In pratica la BCE si riprende con la sinistra ciò che ha dato con la destra (esistono accordi in merito? non pubblici, che io sappia).

La domanda è : cosa accadrebbe se le banche cominciassero a ritirare questi depositi ? Come potrebbe la BCE pareggiare i suoi conti?

Appena ricevuta da un amico, la rimetto sul mercato

 

E' una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte.

I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente.

Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto.

Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.

Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.

1. Quando il turista sale le scale, l'albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti.

2. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito.

3. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola.

4. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni. ( ladro) 

5. L'oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.

6. La prostituta corre con i 100 euro all'albergo e salda il conto per l'affitto della camera per lavorare.

7. L'albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione.

In quel momento il turista scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia la città.

- Nessuno ha prodotto qualcosa

- Nessuno ha guadagnato qualcosa 

- Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo 

Ecco, ora sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE!

E'  in giro da qualche mese, ma  e' un esempio improprio,   la "parabola" si basa sulla possibilita'  da parte di ogni singolo debitore di poter compensare il proprio debito con un credito di eguale misura,  ogni cittadino infatti  e'  al contempo  creditore  e debitore di una quantita' di lavoro futura perfettamente omogenea. I debiti sono poi ripartiti in maniera eguale,  la distribuzione e' perfettamente simmetrica tra i vari soggetti e le scadenze sono contestuali.

In quel sistema non ci sono  ne' tasse  ne' tassi di interesse, ne' esiste una  riserva frazionaria,  la  moneta' circola rapidamente.  La realta' e' molto piu' complessa, i debiti sono collateralizzati.

 

Nella versione originale, il villaggio e' greco. 

Non direi che l'esempio sia improprio: dimostra l'importanza dei problemi di coordinazione in ambito macroeconomico.  In effetti, se i componenti del villaggio potessero organizzare una camera di compensazione a costo zero (cosa che per inciso viene assunta implicitamente nel modello di equilibrio generale Walrasiano) la questione sarebbe risolta.

L'esempio e' improprio perche' pretendeva di spiegare  la situazione greca attraverso una approssimazione  galileiana e ceteris paribus,  un sistema del genere non sarebbe  una riproduzione della realta' efficace viste le ipotesi operative assolutamente discordanti con la realta', tant'e' che le  conclusioni peccano di buon senso. Il sistema Europa non puo' salvarsi attraverso l'immissione di liquidita' ed un aumento della velocita' di circolazione del danaro, per il semplice motivo che non tutti  gli operatori  sono in una  situazione assolutamente simmetrica rispetto agli altri. Tizio avra' un credito maggiore di Caio, quest'ultimo sara' a sua volta indebitato nei confronti di Sempronio,  fornire liquidita' dunque  non solo non estinguera' il debito, nessuno infatti ci assicura che tutta la moneta necessaria arrivi a  Caio e che questi  possa chiudere la propria posizione  debitoria, ma soprattutto in nessun modo si e' operato sulle cause dell'improduttivita' di   Caio nei confronti di   Tizio.

Saggezza cinese: ai poveri non date un pesceinsegnate loro a pescare

Se ritrovo l'originale lo posto.

Io ho scritto che l'esempio ha senso come critica del modello Neo-Walrasiano, che prevede (più o meno esplicitamente) che esista una camera di compensazione partecipata dagli agenti del modello.  Per motivi analoghi, questa tipologia di modelli incontrano difficoltà nel descrivere se immettere liquidità sia utile oppure no (a meno di non aggiungere caratteristiche ad hoc comunque dubbie), in quanto si basano su un'economia di baratto che non riconosce l'uso della moneta come mezzo di scambio.

Se è vero che persino questo esempio critico si basa su una "approssimazione galileiana", c'è da sperare che non venga in mente a qualche economista di usare il modello di equilibrio generale neo-Walrasiano per spiegare la crisi greca...

Hai dimenticato che tutti sono solventi ed intenzionati a pagare i debiti.

quello però che ne esce è che pure in una situazione simmetrica in cui ognuno vanta un credito uguale al suo debito e quindi in un sistema a debito zero banche con interessi su eventuali prestiti e lo stato con le imposte sugli interessi possono specularci. 

da parte tua sono sicuro che è uno scherzo, ma 'sta storiella gira in rete da mesi in forma di parabola, la cui morale è: "se quei tirchi dei tedeschi lasciassero 100€ per una notte il problema si risolverebbe da solo".

E non certo "se i greci avessero tanti crediti quanti debiti il problema nemmeno esisterebbe".

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