Una nuova fase per nFA

27 luglio 2012 redattori noiseFromAmeriKa

Carissimi affezionati lettori, sì, le voci che si rincorrono sono vere. Si sta lavorando per creare una nuova forza politica ed nFA punta a fornire idee e progetti a tale forza. Mission impossible, lo sappiamo, ma quelle sono le uniche missioni che ci piacciono. Spieghiamo perché lo facciamo, cosa implica per il blog, e cosa speriamo di ottenere.

Poco più di sei anni orsono iniziammo noiseFromAmerika (nFA,con antica grafia) più o meno come un hobby, “per divertirci e discutere fra noi e con amici e colleghi” dicevamo nella presentazione. Da allora il sito ha acquisito una certa popolarità: un numero considerevole di hit giornalieri e soprattutto una folto numero di lettori affezionati, molti dei quali sono diventati amici, personali e/o digitali. Ci piace pensare che questo successo (notevole, almeno rispetto alle aspettative di partenza) sia dovuto alla relativa originalità, almeno per l’Italia, delle idee presentate e alla schiettezza del nostro stile retorico. Ci piace anche pensare di essere tra i pochi, in Italia, a distinguere con rigore analitico l’argomentazione intellettuale da quella politica. Con questo non intendiamo sostenere di non avere opinioni politiche o di essere magicamente capaci di tenerle a bada quando discutiamo. Semplicemente che ci sforziamo strenuamente d’astrarre sia dalle preferenze poltiche personali (abbastanza facile: non ci piace praticamente nessun partito esistente) sia dal vincolo di fattibilità politica quando discutiamo di politica economica. Se i dati che osserviamo e la teoria economica che ci aiuta a interpretarli ci suggeriscono la politica economica X, non diciamo mai Y, solo perché Camusso (o Bersani, Berlusconi, Marcegaglia, lo zio fascista, il cugino partigiano, la volontà popolare) non accetterebbe mai X, ma forse potrebbe finire per accettare Y. Le nostre analisi possono essere errate, imperfette, o distorte da preferenze politiche sub-conscie, ma ci siamo sforzati di non finire mai in quella forma di autocensura intellettuale che è l’internalizzazione del vincolo politico.

Il successo del sito è stato anche, ci pare, quello di dare visibilità e dignità intellettuale ad alcune idee già presenti in numerosi altri gruppi, blog, associazioni, ma che in Italia erano sempre state piuttosto marginali. A fronte della continua stagnazione economica, che è iniziata ben prima della crisi post-2008, alcune di queste idee hanno iniziato a essere accolte anche da piccole fette dei partiti tradizionali, ad entrambi i lati dello schieramento. Al di là delle etichette, oramai il cittadino d’ogni orientamento ideologico comincia a rendersi conto che il peso e gli eccessi dell'apparato dello stato e della mano pubblica nell’economia e nella società frenano la crescita e riducono il benessere. Forse un po’ immodestamente, pensiamo d’aver almeno dato un contribuito a catalizzare tale condivisione in certi gruppi persone e in certi ambiti culturali. In Italia, chiedere meno stato, meno tasse, meno privilegi ingiustificati, più efficienza, più meritocrazia e più mobilità sociale, è oggi un po’ meno illegittimo di ieri anche grazie a nFA.

In questi sei anni, destra e sinistra si sono avvicendate al governo provando ulteriormente (a noi era già chiaro nel febbraio del 2006!) l’incapacità della classe politica tradizionale di generare un vero rinnovamento del paese. Per aver argomentato (meglio: dimostrato) questo fatto che ora un numero sempre più grande d’italiani comincia a capire ci siamo presi tutti i tipi d’insulto: “ultraliberisti”, “servi dei padroni”, “anarco-fascisti’’ (sic!), “monetaristi” (non si sa perché, ma in Italia quest’ultimo è un insulto) oltre a qualche “comunisti” e parecchi “sinistrorsi” o similia. Altri hanno seguito la strada più silenziosa ma ben più letale di evitarci e ignorarci a ogni costo. Fa niente.

Le discussioni in cui ci siamo via via coinvolti non han fatto altro che evidenziare, settimana dopo settimana, quanto sia mediamente incapace e in malafede la classe dirigente italiana. Quella della politica, anzi e soprattutto, dalla quale tutto muove e che tutto controlla, ma non solo quella: il degrado iniziato con la politica e nella politica più di tre decadi orsono si va estendendo, anche a causa della sempre più forte fuga di giovani talenti d'ogni tipo all'estero, a tutti i comparti della società civile ed economica. Questa realtà, che vivendo negli USA chi da quindici chi da quasi trent'anni, percepivamo ma non eravamo in grado di quantificare, ci è apparsa nella sua sempre maggiore drammaticità durante questi sei anni di impegno civile quando abbiamo cominciato a toccarla con mano interagendo in varie forme con "lorsignori", come li avrebbe chiamati un signore controverso, certamente, ma di ben altro spessore che quelli di oggi.

L'accumularsi continuo di tale evidenza ci ha fatto riflettere prima sulla necessità e poi sull'opportunità di un nostro coinvolgimento più diretto non tanto "in politica" ma nello sforzo, immane ma urgente, di contribuire ad un ricambio radicale della classe dirigente italiana. Riflessione controversa perché, come i più affezionati fra voi ricorderanno, quando creammo il sito nel chi siamo scrivemmo: “Nessuno di noi vuole diventare deputato, senatore, ministro, governatore della banca centrale e via elencando. Siamo economisti, facciamo ricerca, e siamo contenti così. Lasciamo la politica romana (e quella di Washington) ad altri, più capaci di noi”. Dopo sei anni è venuto il momento di ripensarla, quella frase. Lo facciamo qui apertamente nel tentativo di mantenere quella diretta e franca relazione coi lettori (almeno con quelli affezionati cui questa lettera si rivolge) che crediamo abbia caratterizzato il blog.

La frase rimane valida: siamo ancora economisti, facciamo ancora ricerca, e siamo sempre abbastanza contenti così. Detto altrimenti, ora come allora nessuno di noi intende candidarsi al parlamento, a meno di circostanze veramente eccezionali. Ma crediamo anche che il progetto culturale iniziato col blog sei anni fa abbia in questa speciale fase storica del paese la capacità di svilupparsi e forse maturare compiendo un ulteriore, audace passo: quello di aiutare la nascita di un nuovo soggetto politico. La motivazione fondamentale è, appunto, la profonda convinzione che con questa classe politica il paese non ha scampo: qualsiasi tentativo di arrestare il declino e ricominciare a crescere passa preliminarmente attraverso un radicale cambio politico. E non stiamo parlando di destra verso sinistra, stiamo parlando di cambiare prima di tutto la classe politica, poi quella burocratica ed infine la struttura stessa dello stato italiano e le regole del suo funzionamento. La politica che ci interessa è definita dal combinato disposto di questi tre elementi, non dalla vuota e ideologica (perché praticamente vacua, come il loro identicamente pessimo governare dimostra) contrapposizione di bande rivali che, guidate da sempre più improbabili e volgari capitani di ventura, scorrazzano per il paese facendone scempio e appropriandosi delle sue residue ricchezze. Questa è la politica che vogliamo cambiare e da questo punto di vista, molto triste ma altrettanto vero, la distanza fra Berlusconi, Fini, Casini, Di Pietro, Bersani, Maroni e Vendola è infinitesima. 

Bene, questo è ciò di cui c'è bisogno, siam tutti d'accordo e ce lo ripetiamo da anni. Ma è possibile? Non è forse una pia illusione pensare di cambiare la politica italiana? Forse, anzi: probabilmente. Ma la politica si fa con il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà. La politica, quella definita sopra, si fonda e realizza solo attraverso milioni d'atti individuali di volontà che negando l'orrendo esistente e il suo fatale incombere sulle nostre vite affermano la loro libertà individuale e collettiva. Questa, per noi, è la politica: tanti individui liberi che trovano ragioni e mezzi per cooperare in uno sforzo collettivo e volontario di negazione dell'esistente, di cambiamento della propria condizione di vita. Di nuovo: ma è possibile, anche solo lontanamente, il cambiamento? La risposta che ci siamo dati, dopo tormenti non indifferenti, è che forse sì, forse è possibile. Magari non ancora probabile, ma possibile lo è. Ed ecco perché.

Per i fatti che conoscete e l'accentuarsi settimanale dei sintomi del decadimento esiste oggi uno spazio poltico, lasciato aperto dalla caduta di Berlusconi, dal fallimento della Lega, dall'inconsistenza programmatica e umana del cosidetto "centro" e, forse soprattutto, dall’incapacità della sinistra di rinnovarsi e di diventare credibile agente di rinnovamento. Questo vuoto non può essere riempito né dalla protesta populista e messianica né da quella forma di encomiabile, da un lato, ma impotente, dall'altro, agitazionismo collettivo che la classe dirigente attuale chiama "anti-politica" e che noi riconosciamo come l'agitarsi infuriato, confuso, speranzoso ma impreparato di quegli strati della società civile maggiormente delusi dalla casta e maggiormente pregiudicati dal declino socio-economico che essa è andata provocando. In questo vuoto può entrare di tutto, anche qualcosa di molto pericoloso. In questo vuoto può, forse, entrare anche un'aggregazione politica nuova, fatta di gente nuova e con un programma chiaro e preciso di rinnovamento. Non si tratta di fare il partito di nFA e tantomeno di candidare noi stessi. Come dicevamo, siamo contenti così, la vita politica non ci attira. Ma esiste, per un brevissimo periodo di tempo che durerà certamente meno di un anno, l’opportunità per i vari gruppi che si riconoscono in idee simili alle nostre di avere un impatto diretto sulla politica, non solo attraverso le idee ma nei programmi e nei fatti.

Questo progetto politico è in fase di formazione e a esse hanno partecipato direttamente anche alcuni redattori di nFA. Gli altri nomi dei congiurati che hanno avviato il progetto sono apparsi sulla stampa: Oscar Giannino, Alessandro De Nicola, Carlo Stagnaro e Luigi Zingales. La lista dei più di duecento firmatari iniziali e i contenuti del manifesto verranno pubblicati domani (sabato) su alcuni quotidiani (il Sole 24 ore, il Fatto Quotidiano, il Foglio, e alcuni quotidiani locali con cui stiamo ultimando gli accordi ... ). Questi documenti e il breve “decalogo” programmatico, che la redazione di nFA ha contribuito a stilare, verranno allo stesso tempo pubblicati sul sito fermareildeclino.it (da domani il link diventerà attivo), dove potrete aderire all'iniziativa. Come potrete notare, tutti i redattori di nFA hanno firmato il manifesto e tutti noi ci impegneremo direttamente nell'elaborazione programmatica della nuova forza politica. E assieme a loro un grande numero dei collaboratori storici hanno compiuto la medesima scelta. 

Cosa significa, questo, in concreto, per il sito? Per molti aspetti, non cambierà molto. Come detto, ci siamo impegnati, individualmente e come redazione (cliccate che vale la pena controllare il nuovo team: siamo in full force per l'occasione), a contribuire nelle prossime settimane alla formazione del programma del nuovo soggetto politico. Dovendo scrivere concrete proposte spendibili nell’arena politica, si dovrà necessariamente tenere almeno in parte conto del “vincolo politico”. Ma cercheremo sempre di esplicitare, se lo faremo, quali saranno i compromessi e perché abbiamo deciso di accettarli. Continueremo a “bastonare” non solo gli avversari, ma anche gli alleati quando ci parrà che dicano fesserie, nel nostro consueto stile, proprio perché crediamo nell’opportunità di influenzare il nuovo soggetto attraverso le nostre idee. Non faremo solo questo - il blog continuerà ad avere contenuti non finalizzati alla creazione del programma, ma (è inutile nascondersi dietro un dito) il tempo è quello che è (e il nostro lavoro è la ricerca e l’insegnamento; il blog e ora il programma sono il nostro tempo libero, il cinema ed il teatro come spiega uno di noi alla di lui consorte ...). Chissà, forse avremo un po’ più di esposizione mediatica, se l’operazione procede, ma nessuno si aspetti nFA in TV o in Parlamento - garanzia sia il fatto che siam tutti troppo brutti e vestiti male per "venire bene" in pubblico.

Abbiamo chiesto recentemente e chiediamo ancora ai lettori un supporto economico alla fondazione nFA (un dovuto e ritardatario resoconto delle spese effettuate sinora verrà pubblicato al più presto). Ci impegnamo esplicitamente a non usare tali fondi direttamente per il supporto del nuovo soggetto politico, ma solo per le finalità originarie: lo sviluppo di analisi approfondite pubblicabili sul sito, il supporto di conferenze e convegni come le giornate nFA, e così via.

Il finanziamento del soggetto politico avverrà separatamente e secondo regole molto chiare, spiegate sul sito fermareildeclino.it. Noi e gli altri promotori vogliamo da un lato garantire la massima trasparenza e dall'altro evitare che il nuovo soggetto politico sia finanziariamente dipendente da un ristretto numero di individui. In queste cose la forma è sostanza, e di partiti personali e opachi l'Italia ne ha già avuti fin troppi.

Noi, quindi, ci mettiamo all'opera. Sia chi avrà voglia di seguirci sia chi deciderà di intraprendere altre strade sarà sempre benvenuto sul sito. Le regole del dibattito restano le stesse: argomenti solidi, dati e no bullshit. Grazie a tutti e a presto. 

Aux armes citoyens! Formez vos bataillons!

249 commenti (espandi tutti)

grande giornata! Grazie, comunque vada.

Posso confermare che esiste solida evidenza empirica a supporto dei seguenti due fatti:

- Dario Civalleri esiste;

- questa mattina era davvero contento con noi di nFA pe la "nuova fase". 

I love revealed preferences :-) 

Finalmente!!

Andrea Cino 27/7/2012 - 06:51

In bocca al lupo. Vedremo se gli italiani saranno pronti!

Prima di tutto: in bocca al lupo.

 

Secondo: come detto in commenti precedenti, la firma io ce la metto (mi pare ne servano almeno 1500, giusto?) Sul voto, vedremo :)

 

Terzo: si' il momento e' buono, ma era buono anche 5 anni fa, anche se avreste avuto meno visibilita'. L'augurio e' che non siate confusi con le altre N formazioni che cercheranno di farsi strada (vedi UP e referendum farlocco) e che le etichette che vi affibbieranno (come ricordano altri lettori in altri commenti) non vi siano troppo di impaccio.

e anche grande attenzione a non farsi infiltrare da "liberalidelcazzo"

Sacrifico un altro commento per andare OT dire che si sente sempre piu' la mancanza del tasto "like", grazie Aldo :) (per completezza, servirebbe anche il "dislike", tanto per aumentare la possibilita' di classificare i commenti).

spero che veramente si rieasca a cambiare l'Italia in meglio. 

 

per il resto ha concordo con aldo

 

Ps: il tasto like. lo so sono insistente :)

Diversi amici, quando gli parlo di questo tentativo di cambiare le cose, rispondono che è impossibile ottenere qualcosa senza scendere a compromessi con questo e con quello, senza imbarcare nel carrozzone mestieranti e riciclati, che il sistema è tutto troppo incrostato assieme, politica, burocrazia, impresa, persone ... Ok, è così, probabilmente, ma magari in questo momento, decisamente più che in altri passati, le persone che sono in un modo o nell'altro fuori o marginali in quell'incrostazione sono consapevoli dell'incrostazione, di quanto costi loro e di quanto stia portando l'Italia al macello e quindi forse adesso una chance per ottenere qualche risultato c'è, dando una prospettiva e una risposta a quelle persone.

Evviva!

Marco Marincola 27/7/2012 - 08:13

Decisamente una bella notizia!
Al di là della stima e delle opinioni personali (credo si possa parlare di "selection bias" per le opinioni sull'iniziativa che si leggeranno qui), ritengo che anche chi non condivide il merito del programma abbia tutte le ragioni per essere contento di un'iniziativa sviluppata in questo modo.
In bocca al lupo; è una sfida difficile sotto molti punti di vista, ma bella e importante.

Complimenti per il coraggio!

E' banale (lo stanno dicendo in molti), ma per la normale curva di frequenza pre-elettorale, inoltre le disgrazie italo-specifiche e l'emergenza fiscale attuale: N volte N "lorsignori" prometteranno l'azzeramento tendenziale delle tasse di qui a primavera. Sarà dura differenzare il prodotto! Voglio dire: in modo percepibile al cliente finale di massa. Studieremo anche comunicazione e retorica.

Esatto Fabio. 

Una chiave sara' fare proposte credibili e discriminanti, quindi estremamente puntuali.

Tipo la privatizzazione della RAI, spiegandone tempi e modalita. non genericamente. Questo permette di separare il grano dal loglio.

O come tagliare i sussidi alle imprese.

 

Eccetera. Su questo occorre attivare i canali dell'intelligenza e della conoscenza diffusa e collettiva.

La rete deve essere la nostra arma, per davvero e non per scherzo. 

Chiave

Francesco Forti 27/7/2012 - 11:51

Tra le proposte credibili spero si possa convenire che il federalismo (quello vero, non il "federalismodelcazzo" che abbiamo visto propagandare in questi decenni) sia la proposta di fondo principale, che attraversa tutto orizzontalmente. Disponibile in questo caso ad approfondire e dare il mio contributo di idee basato sulla mia esperienza concreta e pratica, in particolare (ma non solo) nel settore del federalismo fiscale.

loglio

Marco Beri 27/7/2012 - 20:13

Già scrivere "loglio" invece che "l'olio" vi differenzia dal 99.99% dei politici italiani... :)

Wow!

Mario Gagliardi 27/7/2012 - 08:20

Finalmente una ventata di aria fresca...

 

C'è davvero bisogno nella politica italiana di qualcuno che sappia suffragare le proprie proposte politiche con serie e documentate analisi dei problemi da risolvere e relative soluzioni.

C'è davvero bisogno nella politica italiana di serietà.

C'è davvero bisogno nella politica italiana di qualcuno come voi.

 

Per quel che può valere, avete tutto il mio appoggio.

 

In bocca al lupo!

avvelenata

stefano33giri 27/7/2012 - 09:01

Scusate l'OT, forse banale, ma questo pezzo mi ricordava il titolo di una delle vostre sezioni.

 

Per aver argomentato (meglio: dimostrato) questo fatto che ora un numero sempre più grande d’italiani comincia a capire ci siamo presi tutti i tipi d’insulto: “ultraliberisti”, “servi dei padroni”, “anarco-fascisti’’ (sic!), “monetaristi” (non si sa perché, ma in Italia quest’ultimo è un insulto) oltre a qualche “comunisti” e parecchi “sinistrorsi” o similia

Credo che da domani la lista degli insulti sarà da aggiornare, ma spero che la voglia di "cantarle" non vi passi.

In bocca al lupo e ...a culo tutto il resto!

e a culo tutto il resto (bellissimo)

In parte era questo il ruolo che con Marcello avevamo cercato di suggerire (molto confusamente) circa un anno fa per NfA  http://noisefromamerika.org/articolo/nessuno-centomila-nfa

 

In bocca al lupo.

 

allora ero ottimista, perché un articolo che cita la frase di Eno sui Velvet significa che chi l'ha scritto ha degli ottimi riferimenti!

Complimenti. Vi seguo da un po' di tempo e seguo anche Oscar Giannino su Chicago Blog. Ho già dato, se serve, la mia disponibilità non solo a firmare ma anche a attivarmi per la promozione della iniziativa e il lavoro di bassa manovalanza che è sempre richiesto. Attendiamo fiduciosi

Ma sai, siamo ed eravamo molto gelosi del nostro tempo e della nostra indipendenza intellettuale - non e' stato facile fare il passo.

è cambiato qualcosa rispetto fino a qualche mese fa?mi riferisco al post:sei anni di nFA.una storia;nel quale ponevate la domanda :che facciamo ora?cosa è cambiato in pochi mesi,c(i) è (sono)stato(i) un(degli) episodio(i) particolare(i)ben individuabile(i)che vi ha(nno) spinto ad esporvi, e che fino a quel momento   non era(no) accaduto(i)?

mi scuso se sembro indiscreto,pura e semplice curiosità.

naturalmente,in bocca al lupo,con tutto il cuore

Ciao Costantino, credo tu ti riferisca a questo post. In esso rispondevo in questo modo alla domanda ''e ora che facciamo'':

O torniamo a fare i goliardi spensierati, che significa divertirsi di più e contare di meno, oppure cerchiamo di influenzare seriamente il dibattito politico-economico italiano. La prima alternativa, anche se attraente, non è purtroppo perseguibile in buona coscienza. Stiamo quindi perseguendo la seconda.

La secondo opzione, ossia comportarsi ''da grandi'' era quindi già allora la scelta. Cosa ci ha condotto all'ulteriore passo? Per quel che mi riguarda due cose in particolare:

1) il fatto che sia diventata sempre più acuta la crisi dei partiti e la creazione di un vuoto a livello elettorale. Ci sono quindi condizioni minime per sperare in un successo di un soggetto nuovo. Al di là delle chiacchiere (che ci sono sempre: gli italiani sono famosi per lamentarsi sempre di chi li governa per poi tornare a votarli) ci sono stavolta segnali concreti di questa insoddisfazione. Il più macroscopico sono state le elezioni locali. I sondaggi che vengono continuamente prodotti forniscono ulteriore evidenza, anche se più soft.

2) La performance insoddisfacente del governo Monti. Questo significa che non c'è molto da sperare nemmeno dalle parti migliori delle classi dirigenti italiane. A questo punto un tentativo di influenzare la situazione in prima persona va fatto.

si,mi riferivo proprio a quello.grazie

Nel 2009 mi feci la promessa di entrare nel PD e di rimanerci almeno fino al 2019 se fosse rimasto maggioritario. Nonostante i tentativi di Bersani & co. oggi il partito lo è ancora perciò tenterò di lottare ancora all'interno affinchè un po' di buon senso entri nella testa dei miei co-tesserati. In bocca al lupo a me e a voi, nella speranza che un po' di vento liberale arrivi anche dalle mie parti.

grazie, c'e ' bisogno di qualcuno che muova le acque dentro al Pd e convinca le molte persone ragionevoli dentro ad esso rimaste

domani parte il sito con l'appello. In esso ci sarà un modulo adesioni con parrucchiera a dare disponibilita a organizzare gruppi locali. indica li poi contatteremo tutti

Se oltre al mio voto aveste bisogno anche di "peones" per lavori di supporto.... spiegateci cosa e come possiamo aiutare!

scusa sono con il cell'e ho risposto sopra x sbaglio

quale frase il tuo cellulare ha automaticamente trasformato in ''adesioni con parrucchiera'', perché è veramente troppo divertente.

modulo adesioni con possibilità di esprimere disponibilità a collaborare

Altre missioni impossibili hanno avuto successo recentemente. Pensiamo a Pisapia sindaco a Milano, a DeMagistris a Napoli, all'elezione della Serracchiani al Parlamento Europeo e alla esplosione del Movimento 5 Stelle...

 

Tutti casi in cui mi paiono essere presenti due caratteristiche: 1) volti nuovi, esterni alla Casta; 2) buona/ottima comunicazione virale sul web.

 

Sono contento che abbiate deciso di arruolarvi... In bocca al lupo!

non voglio dire di "tifare rivolta" ma se questa è l'intenzione, sono ottimista (con la volontà). Del resto un pessimista è un ottimista che sà come va a finire... fa piacere comunque vedere l'impegno di Michele, che per me sarà sempre un "fio del Bruno" (il liceo scientifico di Mestre); a parte gli scherzi, resto sintonizzato ai vostri rumori:-)

PROVIAMOCI

JOHN62 27/7/2012 - 09:56

obiettivamente era ed è il caso di provarci. Dalla teoria alla pratica il passo è spesso incerto, ma personalmente penso che sia il momento adatto. Ho apprezzato molto il rientro di Boldrin e in parecchi penso apprezzeranno questo passo in avanti di NFA.

Dalla teoria alla pratica il passo è spesso incerto, ma personalmente penso che sia il momento adatto.

è tutto nel titolo.

Sono contento vi siate decisi. Purtroppo le resistenze saranno enormi. Immagino già i sorrisetti di superiorità dei vari Floris, Santoro e compagnia bella. Temo che in parlamento sarà difficile per la nuova formazione politica raggiungere subito un peso specifico tale da poter guidare le scelte del nuovo esecutivo. Ci spero ma non ci credo. Invece nei comuni, e nelle amministrazioni locali è possibile vincere con relativamente pochi voti. Sarebbe forse possibile uno smantellamento dal basso. Giannino per esempio negli ultimi giorni ha dato spazio a molti amministratori locali che sono stati tanto lungimiranti da mettere in piedi percorsi per la fusione dei propri comuni.

 

In ogni caso, il mio voto lo avete sin d'ora.

Matteo Scaldaferri

Immagino già i sorrisetti di superiorità dei vari Floris

Quale sorrisetto, io sto aspettando di vedere la lista di firmatari e il programma per decidere dove andrà il mio primo voto al senato  ;-)

Poi vedremo. Scherzi a parte, la situazione attuale è veramente complicatissima e bisogna essere pronti a tutto. Su due variabili fondamentali pesa enorme incertezza: a) con che sistema elettorale si voterà 2) che alleanze si formeranno, nel caso queste siano richieste dal sistema elettorale.  Al momento l'unica cosa che ha senso fare è costruire il movimento, senza preoccuparsi troppo del resto. Se saremo in tanti supereremo gli ostacoli, altrimenti si torna a casa.

Cari tutti della squadra di nFA, anzitutto: GRAZIE!!!!

 

Pur con tutti i pessimismi della ragione cui sono condannate in Italia le degne persone, mi riconosco in pieno nel vostro manifesto e vi seguirò e sosterrò per quanto a me possibile.

 

Da tempo condivido i contenuti, ma oggi sono entusiasmato dalla vostra temerarietà: un grande in bocca al lupo (che c'è per davvero, e temibile). Due pollici alzati!!!! 

 

GD

bravi

giuliana allen 27/7/2012 - 10:55

Sono molto felice che questa lunga lettera che spiega la nuova fase del vostro blog mi giunga quando in  casa non ho piu' nulla di mio solo il lap top e internet.  Continuero' a seguirvi perche' mi piacete tanto da quando mi siete stati presentati.  Continuero' a fare proseliti tra le donne che qui leggono ma, ahime, scarseggiano nello scrivere e vi tradurro' a tutte le mie amiche USA con cui discuto principalmente di politica perche' anche se e' uno stereotipo che le americane sono brave solo a fare shopping e' altrettanto vero che le mogli degli ufficiali USA sono molto brave a discutere di politica ed affari internazionali. Il mio primo contributo in moneta ad un blog sara' per voi. Sara' il mio ultimo atto in suolo italico. Grazie, siete grandi e vi stimo molto. Mi piacete perche' avete stili diversi. Vi prego, trovate una nuova donna da mettere fra i redattori. Sincerely,

Giuliana Allen

Donne

michele boldrin 27/7/2012 - 11:06

"Vi prego, trovate una nuova donna da mettere fra i redattori."

Vero!

Sapessi a quante (delle poche che fanno il nostro lavoro) abbiamo scritto anche in occasione di questa decisione ...

per far parte della redazione di questo blog?

ga

che si professa principalmente uno storico

percio' cercate le donne anche in altri settori, a meno che l'assioma non sia che solo quelle con la laurea in economia sono intelligenti

Sono spettatore silente (tranne quando diamo info di servizio per gli streaming). 
Comunque ora dico: Dai, dai dai! In ufficio questa mattina abbiamo stappato una bottiglia, per questo e per il nostro trasloco. Comunque in bocca al lupo, siamo con voi... e se serve, chiamateci! :) 

Volevo dire, "non ce l'avremmo mai fatta senza voi di Kuva", ma poi ho realizzato che non avevamo fatto un cazzo" (che poi non si dica che da oggi parliamo forbito). Ma la bottiglia stappata mi commuove. In bocca al lupo anche a voi!!

Ovviamente crepi il lupo per tutti! Ce l'avreste fatta anche senza Kuva e ce la farete (faremo). Comunque visto che le forze politiche abbisognano anche dei territori noi qualche tempo (anche se poco, ma lo si trova) da spendere sull'Emilia o su Ferrara ce l'abbiamo. Restiamo informati (tra l'altro stamattina a sentire il crescendo finale di Giannino su R24 mancava poco alla commozione :-) )

il nostro libero e barbarico yawp risuoni sopra i tetti e i mille campanili del paese dei mille campanelli!

È il mio primo commento dopo avervi letto fin dall’inizio. Dopo le elezioni del 2008 ho dovuto accettare il fatto che anche il PD era invotabile. Quindi questa vostra decisione mi entusiasma: sono a disposizione per qualsiasi cosa, dall’attacchinaggio al programma, passando per il servizio d’ordine e lo scrutatore ai seggi. A evangelizzare avevo già iniziato.

p.s. perché da firefox non riesco a fare incolla (nonostante le suggerite modifiche al file user.js) e da chrome sì?

Che piacere sentirti. Sei incauto ad offrirti così, i secchi di colla e i manifesti sono già pronti :-). Avremo bisogno di tutti.

Sulla questione informatica non saprei. Io uso firefox e non o problemi. Altri che hanno riscontrato lo stesso bug?

… io pensavo al servizio d’ordine, visto che negli anni 70 me lo sono perso … Sicuramente le nostre manifestazioni di piazza saranno oceaniche!

 

A proposito di fermare il declino, sono già dei vostri? http://www.corriere.it/economia/11_aprile_30/7mosse-prologo-farinetti-so...

Spero di sì, così almeno mangeremo bene (Farinetti = Eataly) !

Io uso chrome e non ho problemi (a parte dover disattivare l'HTML editor, ma mi costa poco).

Se serve un attacchino mi ci metto anche io, per il resto condivido quanto detto da Luponti.

Cari redattori, questa devo proprio raccontarvela: in due anni di lettura silenziosa ho avuto n tentazioni di commentare un post, n-1 resistenze a farlo per documentarmi, approfondire i dati e riflettere prima di spararla (mi sembrava il modo migliore di rispettarvi)...adesso finalmente posso lanciarmi: GRAZIE!! Faccio il proprietary trader di derivati sul petrolio (senza sigaro, ma con panza e ghette d'ordinanza) e in sala mi hanno visto commosso...come direbbero a Drive-In "anche gli speculatori piangono"

P.S. Se servono attacchini, count me in!! 

Mi associo

Pier 1/8/2012 - 16:29

Mi associo a questo 'primo commento' dato che lo è anche per me.. che da qualche anno vi seguo silentemente dalla mia pdl di impiegato nell'ICT di un'azienda italiana. Assolutamente ignorante della materia ma pieno di sana curiosità, per non mollare definitivamente con la speranza di poter vedere un giorno qualcosa di diverso e di migliore quando mi guardo intorno, sul posto di lavoro così come attorno dove abito o quando entro all'ufficio postale o presso una struttura pubblica come un ospedale o un ente locale... Torno a tacere, mi sento troppo ignorante e 'fuori luogo' a parlare qui, ma se non disdegnate un sostegno 'dal basso' volevo solo farvi gli auguri... ERA ORA! :) Un umile schiavo moderno di penultima generazione.

Sono felice che abbiate preso l'iniziativa...d'altra parte ho un grande timore di scoprire che decenni di gretto populismo politico non faccia digerire agli italiani ricette utili e necessarie...comunque complimenti per il coraggio e...sono con voi

bravi

bongio79 27/7/2012 - 12:47

In bocca al lupo e speriam bene

Passione

MarkP 27/7/2012 - 13:24

"Siate testimoni dell'estetica del piacere erotico della conoscenza, dell'intelligenza, della competenza!"... e la valanga sarà inarrestabile.

Marco

Sono con voi

Zagabart 27/7/2012 - 14:19

Vi seguo da parecchio, vi stimo molto; non sono molto competente in materie economiche, ma siete ginnastica per la mia mente.
Avete tutto il mio appoggio, per quello che può servire: sto diffondendo il vostro verbo tra amici "fidati", in grado di capire la differenza tra chi espone teorie con numeri e dati, e chi spara cavolate a raffica davanti ad un crodino.
In bocca al lupo! (all'Università dalle mie parti si diceva anche "in culo alla balena....")

Sicuramente nFA non sarà più la stessa cosa.

 

Vedo che l'entusiasmo dei lettori, abituali o saltuari, è alto e sono tentato di condividerlo ... ma forse è presto, mancano ancora i programmi e gli interlocutori con cui discuterli.

 

In ogni caso, l'attenzione è alta e gli auguri sono doverosi!

io spero di si che sara' la stessa cosa. magari meglio, ma le cose buone faremo di tutto per mantenerle

L'intenzione è lodevole, ma credo che il sito dovrà passare dall'analisi critica alla proposta concreta e, ad un certo punto, di parte.

 

Non che finora fosse del tutto neutrale, ma certo non era allineato ad una linea politica: domani, probabilmente, lo sarà. Ma è una conseguenza inevitabile, al di là della volontà di redattori e commentatori.

oggi è il giorno dei calici, a spararci nella schiena facciamo sempre in tempo.

 

a lavorarci su, io ho già cominciato. non in rete, che non so neanche cosa vuol dire, ma col passa-parola, cercando e lavorandomi gli hub, quelli che hanno vaste relazioni. c'è chi si ricorda di avere ancora la tessera del partito repubblicano, altri sono disposti a incendiare il proprio ordine professionale, tutti parteciperebbero all'assedio della rai pagandosi spingarde e milizie.

 

più seriamente, la legge elettorale è la vera drammatica urgenza. nFA lo sa bene, ma lo sanno bene anche gli altri.

...,in effetti, ma non aspettiamoci miracoli da questo parlamento.

Se dovessi fare una scommessa direi che la legge elettorale resta com'è. Ogni cambiamento dovrebbe migliorare lo status quo per PD e PdL e la vedo complicata. 

Peraltro, la melina che sta facendo il PdL (si è messo a cianciare di riforme costituzionali, palesemente impossibili nello scorcio di legislatura rimasto) è la miglior dimostrazione che non pensa seriamente a cambiare nulla.

o meglio, ma davvero il porcellum lo è? cioè garantisce un certo risultato anche in periodi turbolenti? i partiti maggiori se la saranno posta questa domanda e potrebbero avere stimoli a cambiare, per rischiare meno. che poi non ci riescano, è un problema diverso.

oltretutto in questa fase anche PD e PdL non sono affatto entità omogenee, soprattutto il secondo. Varie correnti e sottocorrenti possono avere interessi differenti e spingere per soluzioni alternative. Di solito in situazioni come queste prevale lo status quo, ma è veramente un terno al lotto. Non che noi ci si possa fare nulla. Il pallino lo hanno in mano quello che siedono in Parlamento.

Se non ricordo male Sandro aveva spiegato in un articolo qui su nfA che il porcellum con lo spostamento di pochi voti nel posto giusto poteva provocare una non indifferente alterazione della distribuzione dei seggi. Nella situazione turbolenta attuale qualche outsider potrebbe spuntare delle poltrone; pero' per come sono congegnate le cose nei partiti maggiori salterebbero al piu' gli ultimi delle liste bloccate, quindi i caporioni e loro sodali resterebbero.

 

Al Senato poi c'e' il meccanismo delle opzioni che permette di scegliere anche ex post chi entra e chi no. Insomma, ci potrebbe essere qualche problema ma in un partito abbastanza grosso (diciamo, sopra il 4% per la camera e l'8% per il Senato, dove pero' possono giocare di piu') quelli che rischiano di piu' sono le scartine (o cosi' giudicate dai capi). 

 

Non so quanto potrebbero "migliorare" la cosa (dal loro punto di vista), nella situazione attuale.

Valeva la pena registrarsi per augurarvi buon divertimento! (In attesa di rendermi utile)

Il liberalismo è un movimento-pensiero che non promette nulla di "miracoloso", come invece tanti altri fanno (spesa pubblica che fa arricchire, protezione e redistribuzione per una più "equa libertà", rubiamo ai ricchi per distribuire ai poveri, ecc.).

In Italia, troppi eventi hanno infangato i principii del liberalismo: a partire dalle privatizzazioni degli anni 90, la "discesa in campo" dei liberalidelcazzo e dei "federalisti" della Lega, la solita manfrina del pubblico migliore del privato perché non lucra (però si distribuiscono dividendi nonostante le società siano sempre in deficit), le solite balle (non tutte) sui settori privatizzati negli Usa, ecc...

Questa sarà una grande prova di maturità per noi italiani.
Dobbiamo smetterla di legarci ai luoghi comuni e alla dietrologia, di sognare possibilità che la realtà dei fatti ha già smentito ma che continuiamo ad appoggiare e non si realizzeranno mai. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà.

Il liberalismo (liberismo o neoliberismo, che alla fine è la stessa cosa) è poco apprezzato dalla maggior parte degli intellettuali e dei burocrati perché è vero, crudo, schietto, senza illusioni.

Vediamo se sarà la "svolta", ma ritengo ci vorrà molto tempo per convincere noi italiani, e in caso di esito negativo o pessimo non sarà il caso di rinunciare o abbattersi.
Qualcosa verrà.

Concludo dicendo, che ringrazio la redazione per aver preso quest'impegno importante, e di portarlo avanti il più possibile.

Sono sinceramente commosso.

 

E non mi importa se tra qualche tempo la commozione sarà quella di una craniata contro l'italico muro di gomma, oggi ci si commuove di contentezza.

 

In bocca al lupo, con l'augurio che nasca qualcosa di importante e se no, beh ci pensiamo poi domani...

 

sara' dura, la strada e' sicuramente in salita, il progetto certamente ambizioso. Pero' vi auguro il meglio, e avrete sicuramente il mio supporto

Dire che sono felice è poco, finalmente era ora.

Oggi godiamoci il momento che da domani son .......dolori.

Comunque..... mi candido come:

attacchino

uomo sandwich

volantinatore

camallo ( per i non Genovesi "uomo di fatica al porto" )

e qualsiasi lavoro serva.

Questa volta ci scommetto tutto. A disposizione.

Leaks?

floris 27/7/2012 - 16:43

È questo l' annuncio che andrà sui gionali?

http://michelearnese.it/2012/osca/


Comunque, aspetterò di vedere cosa ci sarà scritto sul sito fermareildeclino, ma con tutta probabilità se avrete bisogno di bassa manovalanza in zona Firenze ( farete incontri in tutta Italia immagino e spero) sarò a disposizione.



PS: Se ci siete in mezzo voi penso che i contenuti non mancheranno, conta però moltissimo anche la forma, mi unisco quindi al coro di quelli che vi dicono di puntare molto sulla comunicazione perché lì si giocherà la partita.

Non scrivevo su nFA da ormai un anno, anche se ho continuato a leggervi e a "sponsorizzare" il blog tra le mie conoscenze. Oggi, appresa questa notizia, ho deciso di tornare a scrivere esprimendo la mia felicità per questa vostra decisione, é infatti da parecchio tempo che attendevo questo passo da parte vostra. Finalmente potrete contribuire attivamente alla vita politica di questa nazione assurda, fatta da gente che non guarda oltre il suo stesso naso e che scende a compromessi con la stessa facilità con cui va a fare la spesa sotto casa.  Sicuro che il vostro contributo possa favorire un innalzamento della qualità della politica economica del Paese, mi permetto di suggerirvi, anche se so di dire un'ovvietà, di non scendere mai a patti con fazioni politiche o con politici di dubbia provenienza e di dubbia trasparenza. Il rischio di questi tempi mi pare alto, soprattutto per questa abbondanza di correnti nuove o falsamente nuove che si rifanno a ideali discutibili in alcuni casi o di scarsa prospettiva in altri casi.

 

Per quanto mi riguarda sono assolutamente pronto a sostenere le vostre idee e le vostre scelte  attraverso qualsiasi forma di supporto che vi potrò offrire.

 

In bocca al lupo a tutti e buon rientro nel team dei redattori a Michele.

 

Ho letto il post di buonora, poi gli impegni mi hanno impedito di lasciare prima un commento. 

Il successo di questa lodevole iniziativa credo nessuno sia in grado di prevederlo, allo stato attuale. Ma chiunque oggi sa che il paese ha un disperato bisogno di rinnovamento, a tutti i livelli. Lo sanno gli artefici del disastro e lo sanno tutti coloro che hanno contribuito, in vario modo e a vario titolo, in buona o in malafede, a determinarlo. Ne sono consapevoli gli elettori, co-autori del disastro, confusi, pentiti o delusi che siano, che ora brancolano nel buio, non avendo nemmeno una sfocata idea di cosa occorrebbe fare per uscire dal caos e chiedono disperatamente di essere illuminati.  

Ora, l’alba potrebbe finalmente giungere e la luce irradiare sotto forma di questa nascente forza politica promossa da nFA. Attenzione però, perché la luce rischia di essere accecante. Sarà fondamentale, a mio avviso, saper convincere gli italiani della necessità del cambiamento, poiché il paese ha bisogno innanzitutto di un profondo cambiamento, di una rivoluzione culturale. A tale scopo occorrono donne e uomini di buona volontà, serie e capaci, politicamente vergini, in grado di dare il buon esempio, che abbiamo le giuste credenziali, in termini di credibilità personale e professionale. Occorre diffondere logiche nuove per un migliore e rinnovato funzionamento della società civile italiana. Occorre un nuovo programma politico ed economico, preciso, credibile, realizzabile seppure nella difficoltà del momento attuale, consapevoli del fatto che dalle crisi del debito non se ne esce in poco tempo e con le ossa tutte intere. 

Non sono affatto certo che l’impresa sia fattibile ma, diamine, bisogna almeno provarci! Al limite ci resterà il rimorso, sempre meglio del rimpianto. 

Che le danze abbiano inizio, allora! E in bocca al lupo…

 

Fate bene

Ylenia 27/7/2012 - 17:24

Sono forse una delle poche donne che legge NoisefromAmerika, non scrivo mai perché non ne ho le competenze, però ho imparato molte cose leggendovi.  Mi sa che voi e il M5stelle siete l'unica alternativa per le prossime elezioni...

Ma porca miseria

stefano 27/7/2012 - 18:05

avevo gía deciso che alle prossime elezioni avrei votato per il M5stelle, tappandomi il naso...adesso arrivate voi e devo cambiare il voto ;)

Scherzi a parte, avevo sentito che Giannino stava mettendo su una nuova formazione politica ma non pensavo che nFA ne facesse parte. Vi seguo da (quasi) quando siete nati e vi seguiró in questa nuova avventura, anche se lontano dalla madre patria, certo che avete un bel coraggio/incoscienza a entrare nella mischia, non so se rallegrarmi del fatto che finalmente qualcuno con le idee chiare (y con dos cojones..) ci voglia provare a dare una sterzata a questa benedetta italia o se piangere pensandovi già stritolati nel tritacarne della politica romana. Temo la seconda ma spererò nella prima, in bocca al lupo! 

Fino alle 8 di stamattina (ora locale) non prendevo neanche in considerazione di tornare in Italia, perche' non c'era alcun motivo per sperare di vivere in una nazione funzionante.

 

Da oggi, invece, non e' una esagerazione dire che questo progetto dona al paese la sua unica (per ora) speranza di cambiare nella direzione giusta e in un tempo ragionevole. Non ho letto il programma ma sto aspettando di leggerlo per crogiolarmi, visto che ho ben pochi motivi per temere di esservi contrario.

E il mio leggero portafoglio di patetico graduate student e' pronto a sostenervi. Clearly.

Cosa puó succedere?

a) prendete pochissimi voti: flop clamoroso => tirnate a fare i goliardi

b) prendete la maggioranza assoluta => fate un governo e rivoltate l'Italia come un calzino

c) prendete un po' di voti, mandate un manipolo di prodi in Parlamento: che fate?

c+1) andate all'opposizione e vi chiudete in uno splendido isolamento, facendo uso solo del diritto di tribuna

c+2) vi alleate con qualcun altro, che vi chiede di appoggiarlo in iniziative che non vi (ci) piacciono.

Il caso a) è ovvio. Il caso b) è ovvio, anche se ha probabilità zero.

Cosa succederà se mandiamo qualcuno in Parlamento è troppo presto per discuterlo e dipenderà dalla composizione del Parlamento. Speriamo di avere quel problema.  L'idea nostra è che si riesca a far passare certe proposte. Sul modo migliore per farle passare, se attraverso alleanze o con l'opposizione, inutile elucubrare ora.

Buonasera,

 

rispetto ai commenti entusiasti io sono più critico. Dal 1992 ad oggi è stato un profluvio di partiti(ni) che coi loro 4 voti e 2 deputati hanno ricattato i partiti grandi impedendo qualsivoglia vero riformismo. E' vero soprattutto per la coalizione di sinistra, ma Berlusconi non si può prendere nemmeno lontanamente in considerazione se si è un minimo sani di mente.

 

Detti gruppi e gruppuscoli che si presentavano con le migliori intenzioni sono stati in realtà un danno grave per la governabilità del paese. Noi abbiamo bisogno di partiti grandi con gente che dall'interno cerca di influenzarne la linea politica.

 

Riguardo al vostro partito noto la presenza di Giannino. Giannino non è quello che ha difeso Berlusconi per oltre 10 anni? Ora prima di prendermi del fissato con berlusconi posso dire che negli anni '90 lo preferivo anche a Prodi. Per fortuna però andavo a scuola e non l'ho potuto votare e quando ho finalmente votato già mi ero reso conto di quanti danni avesse fatto e che i suoi sedicenti proclami liberali erano solo parole al vento. Da lui abbiamo avuto solo aumento della spesa, aumento del malaffare e le leggi ad personam nonché la tutela di tutte le nicchie di economia protetta che l'Italia ha, non a caso è stato il pdl ad affondare le liberalizzazioni di Monti.

 

Mettiamo che il vostro gruppo capitanato da Giannino entri in parlamento e che la nuova legge elettorale preveda la formazione del governo ex post. Per me il partito finirà a fare da stampella al pdl, dando i voti per la resurrezione di Berlusconi o di qualche sottopancia che vorrà mettere a fare il ventriloquo a Palazzo Chigi (Alfano o altri).

 

Sarò prevenuto ma se io da ragazzino mi sono accorto di chi fosse Berlusconi, Giannino che faceva? Dormiva?

 

In bocca al lupo comunque.

Caro Luca, 

 

fra i tanti commenti di appoggio (che ho apprezzato ed anche gradito) il tuo fa eccezione perché ci ricorda che, nella decisione che abbiamo preso, vi sono fattori di ambiguità.

Ovvero, abbiamo deciso di lavorare assieme con persone, come Oscar, che 10 (ma anche solo 5, quando nFA era già attiva anche se sconosciuta) stavano altrove, anzi stavano con il peggiore fra i nemici del progresso in Italia (che di nemici del benessere ve ne sono molti, in Italia, nel PD ed altrove, ma son d'accordo che BS sia stato il peggiore di tutti dopo Craxi). Ebbene sì. 

Perché abbiamo fatto questa scelta? Essendo, credo in tutta onestà, quello di nFA che più di tutti ha sviluppato in questi anni il rapporto con Oscar Giannino (un rapporto fatto anche e soprattutto di scontri epici, non ultimo quello sulle 10, 100, 1000 Cortina dell'inverno scorso) mi sento in obbligo di spiegare la scelta. E la estendo: perché non solo con OG stiamo lavorando ma con parecchi "delusi" del BSismo i cui nomi la stampa già ha fatto in questi giorni e si divertirà ad esibire nei prossimi cercando di mettere questo tentativo nell'angolo ristretto ed angusto dei "turboliberali", "orfani di BS", "partito degli industriali" e vai con gli epiteti. Perché lo facciamo? Per una semplicissima e laicissima ragione.

Perché chi non fa non sbaglia.

"OG", virgolettato perché lo voglio usare metonimicamente come rappresentante di tanti che alla fine son stati con BS in questi due decenni, è la prova che, mentre BS, in se e per se, era e rimane un grande delinquente della politica,  il suo successo si deve al fatto che rispondeva a bisogni diffusi. E veri. Ha dominato la politica italiana perché a questi bisogni ha parlato manipolandoli ed usandoli per stare fuori di galera. Ma se la domanda (di merito, lavoro, concorrenza, meno spese assurde, meno tasse, meno burocrazia inefficiente, meno parassiti, più lavoro produttivo e meno timbri, meno sussidi e più rischi personali, eccetera, eccetera, eccetera) da cui BS ha tratto vantaggio è finita in grembo a BS è perché altri non hanno saputo darle risposta e NON perché BS ha "inventato" quella domanda sociale con le sue famose TV. La domanda di cambiamento c'era, lui l'ha usata per i propri fini.

 

E, sia chiaro, questo NON vuol dire che l'elettorato di BS fosse tutto di gente che voleva crescita, lavoro, produttività, responsabilità individuale e tutto il resto. NO!!! Il "genio malefico" di quel mostro politico è stato di catturare la domanda "buona" per asservirla non solo ai suoi fini ma a quella "cattiva", quella parassitica, quella dei Dell'Utri o degli Alemanno e via elencando feccia. ESATTAMENTE come fecero la DC, prima, e la DC e Craxi, poi, nei decenni a lui precedenti. Ora si dà il caso (ma questo tema lo lascio per uno dei post che vorrei scrivere grazie al ritorno su nFA) che quell'alleanza è oggi sempre meno possibile, sempre più materialmente fonte di contraddizioni. Infatti, sta saltando. 

Come sta saltando l'altra, quella che a sinistra ha tenuto legati, con cordoni ideologici e di simbolismi valoriali tanto vuoti quanto vecchi, i lavoratori dipendenti (soprattutto del privato) a una piccola borghesia più o meno parassitaria che naviga tra il settore pubblico, l'assistenza e le professioni intellettuali protette. Anche in questo caso, per ragioni obiettive, quell'alleanza sta saltando: l'incompatibilità fra un Ichino ed un Fassina è sempre più palese. Ma anche su questo tornerò (torneremo, con Sandro) in un altro post. Ritorno a bomba.

Ora, gli OG di questo mondo son stati con BS perché non avevano dove andare. Perché la "gioiosa macchina da guerra" dell'Achille e le cretinate madiane con imitazione di Obama del Uolter non davano loro spazio alcuno. Per non parlare poi della robaccia che gli Amato, i D'Alema, i Bersani ed i Rutelli smaneggiavano nell'interim. Perché, nella sinistra italiana, se hai 39 dipendenti e ti fai il culo a fare motofalciatrici che vendi in India e Brasile per fare i schei sei uno stronzo di sicuro ed a Capalbio non ti vogliamo. E ti tassiamo al +60% perché sei di sicuro un padrone sanguisuga e le tasse sono belle. Invece no. Invece questi, che magari ruttano e non ascoltano Gigi Nono, tengono in piedi il paese e producono la ricchezza di cui il resto si alimenta. E non sapendo dove andare sono andati da quello che, almeno, suonava loro il piffero che comprendevano e non li snobbava neanche fossero lebbrosi. Fra di essi OG e gli altri "OG" con cui abbiamo deciso di parlare e confrontarci.

A questo punto la domanda chiave: e se gli OG in questione fossero stati in malafede? Vero, avrebbero potuto esserlo. Ma la teoria economica ed il senso comune dicono che, mentre alcuni avrebbero potuto esserlo, impossibile lo fossero tutti perché l'hanno preso per altri due decenni nelle chiappe. E rovinosamente. Tanto che ora sono alla frutta ed incazzati neri. Come incazzati neri sono quegli altri, incredibilmente simili anche se apparentemente diversi a loro, che sono andati ad ascoltare i pifferi di sinistra perché erano la "classe operaia" di cui si cantano i peana ma che, anch'essa, a Capalbio non è invitata ed alla Fenice nemmeno.  

Per questo lavoriamo con gli Oscar Giannino che ci stanno (e son pochi, al momento) ed al contempo cerchiamo di convincere a venire con noi quanti più Gianni Castellan sia possibile (e son pochi anche questi). Perché sono la stessa gente ed hanno gli stessi interessi di lungo periodo.

Perche' sono cambiati i fatti, Luca.

 

E quando i fatti cambiano la gente intelligente ed in buona fede fa autocritica e cambia il proprio punto di vista. 

oltre a rinnegare il suo passato politico di fautore di SB, cambiasse il suo sarto? Nessuno fermerebbe il nuovo partito :-)

Vedete, a me OG è umanamente simpatico. Lo ascolto sempre con divertimento.

 

Però... però, quando si inizia un percorso politico, bisogna dire le cose come stanno e anche come sono state.

 

Allora. OG è stato dal 1999 al 2004 responsabile della pagina economica del Foglio, organo della Convenzione per la Giustizia, movimento politico fondato da due parlamentari: il forzista Marcello Pera e il verde Marco Boato, di fatto inesistente ma esistente a sufficienza per garantire il finanziamento pubblico per la stampa di partito.

 

Dal 2007 al 2009 era direttore responsabile di Libero Mercato,  inserto economico del quotidiano Libero. Anche Libero ha una curiosa storia societaria, la testata è di proprietà del gruppo Angelucci (noti imprenditori ramo sanità, non motofalciatrici), ma la società ha "volteggiato" fra formee cooperative, organo ufficiale del Partito Monarchico (sic!), fondazioni San Raffaele, eccetera, il tutto per rastrellare dal 2003 al 2009 40 milioni di contributi pubblici.

 

Bene. Io faccio il libero professionista. Sono una "puttana" (passatemi il termine) perché non me ne frega (e non me ne deve fregare) un fico degli assetti societari dei miei clienti o dei contributi pubblici che ricevono, fintanto che non sono dei delinquenti. Non sono un moralista insomma. Il lavoro è lavoro.

 

Però se avessi lavorato anni e anni per chi vive di contributi pubblici, e in posizioni apicali come OG, mi sembrerebbe di "cattivo gusto", diciamo così, andare ad urlare il giorno dopo "Stato Ladro!!!" tutte le mattine alla radio. Non parliamo poi di propormi politicamente con tali slogan.

Mi sentirei a disagio come una pornostar in disarmo che predica la castità.

 

Queste sono state le motofalciatrici di OG, che fra l'altro ancora oggi lavora per il gruppo Sole24Ore, anch'esso sostenuto da denari pubblici (oltre che dalle quote degli iscritti a Confindustria).

 

Poi vedete voi.

Non conosco particolarmente bene chi sia OG, l'avrò sentito parlare un paio di volte in qualche programma della televisione italiana, e avrà letto qualche suo articolo, ma dal CV che hai dipinto comprendo i tuoi dubbi (io ad esempio non avevo idea che fosse stato così intrallazzato con SB). Questo premesso, devo confessare che non avrei problemi a votare alcuni membri del partito di SB, se mollassero SB e si presentassero con altri partiti alternativi a SB. Questi alcuni sono probabilmente molto pochi, ma ci sono.

Egregio sig. Guereani
Quello che Lei scrive è corretto, ma mi permetto di farLe un appunto esiste, grazie a Dio, la possibilità di cambiare opinione. Confido che quello che ha detto Boldrin sia vero vista la sua conoscenza personale nei confronti di OG e presumo di tanti OG come diceva.
Se Giannino ha cambiato idea o meglio ha mantenuto nei tempi la medesima idea e poi ha cambiato persona/partito/mondo di riferimento per portare avanti la sua idea credo che non ci sia un serio problema di autenticità della persona e del suo pensiero.
Veda quando io avevo 18 anni mi sono iscritto alla FGCI ( dopo solo un anno mi sono pentito e me ne sono andato ) ora mi accingo a seguire/votare/far parte di un partito "ultra liberista" ( il solo nome mi fa ridere ). Sembrerebbe che abbia fatto il più grosso dei cambiamenti e dei voltafaccia, ma non è così a 18 anni pensavo e credevo nella possibilità di poter essere ciò che VOLEVO essere 22 anni dopo credo nella stessa idea, ma ho cambiato i referenti, sono passato da quella bolla speculativa che era il comunismo alla meritocrazia, ma il senso è lo stesso.
Le dico questo perché credo che si debba verificare le vere intenzioni delle persone e queste si possono verificare solo con il tempo. Quando BS è sceso in campo ( puah ) credevo che ci fosse una persona che volesse cambiare l'Italia, quando MM ha fatto il governo credevo che ci sarebbe stata la svolta. Forse dirò che quando OG è entrato in politica credevo..... Ma al momento attuale mi piace quello che dice, come lo dice e a chi lo dice, quindi non posso non dargli fiducia, naturalmente devo vigilare sulla persona, verificare che quello che dice corrisponda al suo fare ( cosa che molti connazionali spesso non fanno o si dimenticano, volutamente, di fare ) ma occorre dare fiducia.
E poi non c'è solo lui, ci sono persone dietro di lui, c'è dell'altro quindi non facciamo troppo i duri e puri ognuno di noi ha sbagliato nella vita e ha possibilità di redimersi.
Pensi che ho anche votato per Casini una volta ...... Che dovrei fare crocifiggermi per questo....
Credo nel progetto e chi lo propone è credibile e questo mi basta.
Non credo che Lei sia un moralista e quello che dice è giusto. Ma penso che il nostro dovere sia anche di vigilare sul passato, presente e futuro delle persone che ci rappresentano questo per essere cittadini e non sudditi.
Grazie per l'attenzione
Cordialmente
AS

Detto altrimenti, la colpa di OG consiste nell'essere un giornalista di "destra" o, meglio, un giornalista che ha lavorato in giornali di destra. Perché, con la sola e lodevole eccezione dei giornalisti de Il Fatto, TUTTI i giornalisti italiani lavorano per giornali che ricevono sussidi pubblici. Come la mettiamo? 

In nome del "buon gusto" vietiamo a tutti i giornalisti di fare politica o, meglio, vietiamo loro di prendere alcuna posizione contro questo sistema di sussidi e spesa pubblica perché al momento ne ricevono, indirettamente, una parte?

 

Ed i pensionati? Vogliamo proibire ad un pensionato che ritenga questo sistema pensionistico ingiusto di dirlo e di svolgere attività politica perché tale sistema venga modificato?

 

Ed un deputato o senatore, sia esso di destra o di sinistra, che in un attacco di rara decenza dovesse scegliere di agire per ridurre i costi del parlamento e della politica in generale, come dovremmo accoglierlo? A pernacchie perché sputa dove mangia?

 

E gli imprenditori che sono contro i sussidi alle imprese, che dire di loro? O gli avvocati che magari ritengono che l'ordine sia una istituzione medievale pur facendone parte?...

L'elenco di affermazioni assurde che seguono dalla logica adottata da Alessandro Guerani per squalificare personalmente OG  potrebbe diventare lunga assai e rivoltarsi contro l'inventore della medesima. Ma non lo farò.

Mi preme solo sottolineare che è proprio QUESTO STILE di far politica - proprio dei Feltri, dei Belpietro, dei Sallusti ed anche dei Ferrara, che Guerani attacca - che il suo commento ripropone. 

Questo stile non mi interessa. E la pianto qui.
 

Intanto una premessa doverosa, a me, personalmente, non frega nulla, ma proprio nulla, che OG scrivesse per giornali di destra , o fosse un supporter di SB o meno.

 

Il mio ragionamento è diverso e vale anche se avesse scritto per il Manifesto e fosse stato uno sfegatato fan di Turigliatto o Ferrero.

 

Dico solo che ci sono dei limiti, a mio modo di vedere, fra fare un certo tipo di lavoro e l'attività politica. Limiti appunto delimitati dalla coerenza personale e dalla credibilità (quella parola così tanto invocata quando si parla oggi di economia).

 

Non è un caso che in Italia certe professioni non sono pagate "dal mercato", ma dal "pubblico", e infatti vedono un trasferimento continuo, quasi automatico talvolta, da un campo all'altro.

Il caso di OG è emblematico: attivista politico prima, giornalista in posizioni apicali (apicali, non il pensionato) in giornali di partito (partiti inesistenti, creati ad hoc per avere i finanziamenti dello Stato, che lì era evidentemente bellissimo e non ladro) dopo, ed ora di nuovo in politica.

 

Io queste "slidin' doors" le noto molto solo in Italia e mi paiono uno dei tanti problemi di questo paese in cui la commistione informazione-politica ha oramai raggiunto livelli imbarazzanti.

 

E se mostrare il suo CV significa "squalificare personalmente" OG o fare "killeraggio" la colpa è mia o del CV in questione?  CV che non ha assolutamente nulla, e ripeto nulla, di "vergognoso" in sé.

Ma che sicuramente è frutto di scelte.

Come anche la politica è frutto di scelte.

E fra le scelte professionali compiute (ripeto, legittimamente) da OG e le scelte politiche che propugna continuo a sentire una forte distonia.

 

Se voi non la sentite, amen.

Anche io condivido le perplessita' di Alessandro Guerani: la prima cosa che uno chiede dal candidato che vota e' un po' di coerenza.

Detto questo, non e' certo la presenza di un candidato poco presentabile che compromette un partito (se cosi' fosse saremmo condannati all'astensione perpetua). Personalmente, quando ci sara' da votare, guardero' chi sono i candidati nel mio collegio, e scegliero' di conseguenza.

A proposito: sembra che un'incognita non irrilevante e' la legge elettorale con cui andremo a votare.

Anche io avrei questo tipo di perplessità, se avessi ancora 16 anni, purtroppo ne ho il doppio. Ho sentito fare questo ragionamento in piu' occasioni e si puo' riassumere in "io lavoro per la ditta X anche se sono contrario a certe pratiche di X, ma il personaggio Y che dichiara pubblicamente che X è male non dovrebbe avere/avere avuto nessun rapporto con X". A me sembra piu' logico richiedere al personaggio pubblico Y di seguire lo stesso standard morale che applichiamo a noi stessi.

 

In termini pratici, credo che i wahabiti siano uno dei gruppi piu' retrivi e nemici dei diritti umani al mondo, ma se mi offrissero un lavoro in un fondo sovrano saudita ci andrei a lavorare domani? Beh, evito di fare apprezzamenti sulla coerenza personale di chicchessia. Non sto dicendo che fare discussioni su coerenza/credibilità sia sbagliato in sé, ma almeno si abbia il coraggio di dire "io sono contrario ai contributi pubblici e per questo se domani ci sono contributi per acquistare un nuovo PC e io devo cambiare il PC non li prendo appositamente, anzi se me li offrono li rifiuto". Se riuscite a fare un ragionamento del genere siete persone migliori di me e avete tutta la mia stima, in caso contrario mi asterrei da critiche sulla coerenza di chicchesia. Tra l'altro la situazione è paradossale, perché posto che OG volesse fare il giornalista avrebbe lavorato PER FORZA in un posto che prende contributi pubblici (ah no c'è Mediaset, ahah), cosi' come se fosse stato un avvocato sarebbe stato un iscritto all'Ordine, se fosse stato Professore Universitario avrebbe goduto della progressione automatica per anzianità e esempi a caso a seguire.

Ribadisco, e mi infastidisce assai farlo, ma vedo che anche Carlo Carminati si associa all'incorente argomento di Guerani: rispondete alle domande che ho posto a Guerani.

Sulla base della logica da lui avanzata (e confermata) vale il seguente: tutti i giornalisti, pensionati, lavoratori pubblici, dipendenti RAI, dipendenti di aziende pubbliche, dipendenti di aziende sussidiate dalla mano pubblica, italiani NON hanno il diritto di far politica o, se lo hanno, devono far politica sostenendo che ci vogliono maggior tasse o maggior spesa pubblica. Se dovessero sostenere il contrario peccano di incoerenza e tutto il resto di cui si accusa Giannino.

In particolare, esiste anche un solo poltico italiano, a qualsiasi livello, che avrebbe il diritto di parlare sulla base di questi criteri? Bersani? Di Pietro? Vendola? E Grillo? Che dire di Grillo, secondo questo criterio, che è diventato milionario con i soldi della RAI, pubblico carrozzone clientelare ed inefficiente, ed ora tuona contro il sistema?

Domando (e pretendo risposta aperta, altrimenti provate solo cattiva fede):

VERO o FALSO?

Seguono o non seguono tali conclusioni dall'argomento di Guerani/Carminati?  

Avremmo anche deciso di semi-scendere nell'agone, ma non per questo mi si è evaporato il cervello! 

Michele, quello che dici ha una risposta sola: vero.

 

Pero' se il CV di OG presentato da Guerani riporta dei fatti (magari parziali), i dubbi per chi non conosce personalmente OG sono legittimi. Se poni la questione come "fidatevi di noi"e "tutti hanno il diritto di cambiare idea" e' OK, chi scrive qui si fidera' - ma se il punto di nfA e' ragionare sui fatti, farsi venire dei dubbi non mi pare cosi' scandaloso. E se questo e' killeraggio, non oso pensare che cosa sara' quello che vi verra' attribuito fuori: vedi i commenti agli articoli su fermareildeclino.it di Famularo su Linkiesta e Didonna sul Fatto, per fartene un'idea.

 

Nulla di personale contro OG: e' l'argomento di questo thread, ma quanto sopra vale anche per altri firmatari. Tutti loro hanno pienamente il diritto di cambiare idea, ma saranno anche un fardello per voi (oltre che per loro stessi) fino alla prova dei fatti. 

 

Vero

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 17:06

Ma proprio gli esempi che fa mostrano il principale problema della politica italiana, cioè la credibilità.

 

Perché nei paesi ai quali vi ispirate le scelte personali dei candidati politici sono la prima cosa passata al setaccio? No, qui in Italia è killeraggio e i pensionati (soldati) hanno le stesse responsabilità dei direttori (generali).

 

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista, quella che ad esempio mi impedirebbe di urlare "Islam boia" dopo aver lavorato come dirigente per i Wahabiti. O "Stato ladro!" quando i miei editori si affidano ai suoi contributi, in modo pure opinabile anche se non illegale, per riuscire a pagare il mio stipendio, non da impiegato, ma da dirigente con responsabilità annesse.

 

Qui non c'entra cambiare idea, c'entra quello che si è disposti anche a sacrificare per le proprie idee per avere poi la forza morale di eventualmente chiedere sacrifici anche agli altri.

 

Sarà un concetto da sedicenne ma di generali che inneggianno alla guerra dal tavolo del Ritz mentre i soldati sono in trincea io non ne sento il bisogno.

Bene. Io faccio il libero professionista. Sono una "puttana" (passatemi il termine) perché non me ne frega (e non me ne deve fregare) un fico degli assetti societari dei miei clienti o dei contributi pubblici che ricevono, fintanto che non sono dei delinquenti. Non sono un moralista insomma. Il lavoro è lavoro.

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista.

Secondo me la A e B hanno intersezione nulla, ma magari mi sbaglio.

 

Insiemistica a parte, mi pare di capire che tu puoi essere contrario ai contributi pubblici e lavorare per chi i contributi li prende (concetto di "puttana"), mentre OG non puo' perché dal suo ruolo "pubblico"  critica apertamente i contributi. Secondo me invece, se vuoi criticare chi i contributi pubblici li prende smetti di fare la puttana e lavori solo per chi i contributi pubblici non li ha mai chiesti, altrimenti ti astieni dal criticare  chicchessia. Magari sono un ubermoralista.

No

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 20:01

lei  semplicemente ha un concetto, molto italiano purtroppo, che non pretende dalle figure politiche una coerenza maggiore rispetto alla normale vita professionale.

 

Per il resto la sua teoria degli insiemi fa fatica a reggere alla normali regole retoriche, per cui sí, è vero, ho 16 anni, vivo di contributi pubblici, lavoro per i Wahabiti, urlo "stato ladro" e "islam boia" alla radio tutte le mattine e propongo manifesti politici e magari un domani dovrò decidere sul lavoro di centinaia di persone perché quello che fanno non riesce a stare sul mercato da "solo".

Ecco, forse gli proporrò di diventare tutti organi di stampa del Partito Monarchico, in effetti ha ragione.

Caro Michele, diciamo che ci sono molti modi di convivere con il sistema, e a mio avviso non sono tutti equivalenti.

Per esempio, tanto per restare ai giornali, una cosa e' usufruire di uno sconto sul prezzo della carta, un'altra e' inventarsi un movimento politico piu' o meno fantasioso al fine di ciucciare danari pubblici à go-go. Non credi?

Comunque, riguardo alle perplessita' su OG, il fatto di scrivere su Libero (a spese del povero contribuente tartassato) e' solo un tassello del quadro completo, e non vedo come tu possa scandalizzarti perche' c'e' chi diffida di uno che ha confuso il Berlusconismo con la rivoluzione liberale (sarebbe come credere D'Alema il paladino della classe operaia ;)

Sul fatto poi che gli attuali partiti (almeno nelle classi dirigenti) siano al minimo storico di credibilita', beh, sai che scoperta!

 

PS: per inciso, nemmeno di Grillo, che tu menzioni, ho una buona opinione. In questo caso pero' le mie riserve non riguarderebbero il suo lontano passato in RAI, ma piuttosto il suo presente di padre-padrone del M5S. Paradossalmente il catalizzatore del M5S sembra essere diventato ora il piu' severo limite di un movimento per altri versi molto interessante.

Anche io non sono d'accordo col definire killeraggio dire che cosa ha fatto/scritto OG in passato. Si ha diritto di sapere quale è stato il percorso di chi si appresta a entrare in politica. Poi ognuno è libero di scegliere se tenere in conto il "passato" di un candidato e come. Anzi, a dirla tutta, sarebbe ancora meglio e più credibile se OG stesso spiegasse (forse l'avrà già fatto da qualche parte ma non passo il tempo a seguirlo) come e perché in passato ha sostenuto BS e poi ha cambiato idea, visto che ora si accinge a sostenere un progetto alternativo.

Detto questo, secondo me vale la pena di sostenere questo progetto (OG incluso), a costo di pentirsene in futuro. Sono stufo di votare PD solo perché non riesco a votare altro. E non vedo l'ora di votare un soggetto politico con convinzione! Magari al punto di sostenerlo in modi concreti oltre che con il voto. In bocca al lupo!

amico mio, killeraggio. Non siamo mica nati ieri! Abbiamo avuto il tempo di vIvere le rovine del fascismo, gli ultimi crimini del comunismo, l'integralismo cattolico e i comportamenti e i metodi dei loro epigoni. Abbiamo anche visto l'emergere di volgari arruffapopoli alla Berlusconi o alla Bossi (non parlo di quelli "di sinistra" ne' di quelli "di moda") ai quali molti di noi hanno inizialmente creduto perché promettevano la rivoluzione liberale o il federalismo. Se vogliamo inchiodare qualcuno a un momento del suo passato non abbiamo che l'imbarazzo della scelta di croci ben più grandi di quella cui si inizia a inchiodare Giannino e, con lui, le idee che propone. Io ho creduto alla Lega degli inizi. Non avrei il diritto di pentirmene e di esprimere le mie idee, che poi sono quelle di allora? Ho lavorato per tutta la vita per quella chiavica dell'università pubblica italiana. Non ho avuto l'intelligenza e il coraggio di Boldrin e soci ma non per questo voglio vedermi privato del diritto di sostenere le idee che condivido, e che magari ho modificato nel tempo, e di propugnarle. Alla fine ne' Berlusconi, ne' Bossi sono gli unici babau del panorama italiano. Ne rimangono altri, direi tutti, oggi ben più attivi e, per questo, più pericolosi. E con un vissuto anche piu' inquietante. Vogliamo o no guardare  i dieci punti, come tu fai? Perche' altrimenti dalla foresta di pagliuzze o di travi negli occhi degli altri non ne usciremo mai.

A chi puntate?

floris 28/7/2012 - 10:26

Questo ragionamento non mi convince del tutto. Va bene che si può e si deve cambiare idea quando i fatti cambiano e che chi non fa non sbaglia.

Però mi si deve anche dire perché chi ha sbagliato non farà di nuovo lo stesso errore ( chessò una bella alleanza con l' Alfano di turno una volta in parlamento) e per capirlo avrei bisogno di sapere cosa di BS e soci era accettabile fino al 2008 e adesso non lo è piu a giudizio di chi in costoro ha creduto, per un periodo né breve né antecendente alla dimostrazione della realtà politica ( e morale ) di BS .

 

IMHO un partito che si porta dietro personaggi politici come OG ( e se sono vere le indiscrezioni della stampa-ditemi di no!- Antonio Martino ) ha comunque dei limiti enormi in termini di elettorato, insomma se state con chi ha creduto a BS e soci fino all' altro ieri potrete convincere più che altro chi BS e soci li ha votati fino all' altro ieri. Vuol dire gli ex elettori "onesti" di PDL e Lega, che son di certo tanti specialmente in questo periodo. Magari farete finalmente il partito del Nord produttivo etc, ok, e sarebbe già un risultato storico. Però gli esterni a questa cerchia saranno difficilissimi da attrarre.

Io una mano nel mio piccolissimo cercherò di darvela, i limiti strutturali di questa costruzione politica mi sembrano però davvero grandi. Vedremo.

Andiamo!

Michele Rozzi 28/7/2012 - 11:57

Ragazzi, complimenti per l'iniziativa!

Spero che abbia un successo enorme, perché l'Italia ne ha davvero bisogno e al momento non vedo nessun altro che dia segno di aver capito e perciò anche le risposte che danno non risolvono i problemi più gravi.

 

Ci sono una serie di punti che mi vengono in mente e son partito dal punto di Michele, perché penso che se Fermare il declino crescerà, come spero, bisognerà rispondere in maniera convincente a chi fa domande legititme come quelle di Luca. Penso che Michele lo abbia fatto, per cui ottimo inizio!

 

Altri punti importanti importanti da afforntare sono:

i. Come raggiungere e parlare con la gente: qui vedo il rischio di fare come molti liberali, persone molto spesso preparate e convinte delle proprie idee, ma sopraffatte all'idea di doversi confrontare con la gente sui temi di merito. Qui sono convinto che ci voglia molta umiltà e voglia di sporcarsi le mani, ma sarebbe utile avere anche una strategia comunicativa

ii. L'onestà delle persone coinvolte e la mancanza di conflitti di interessi interni, essenziale per essere credibili - e sugli amici di NfA ho una grande fiducia, ma poi andrà gestita la crescita e la selezione di personale, se ci sarà

iii. La trasparenza: ho apprezzato molto il meccanismo pensato per gli auto-finanziamenti. Andando avanti potrebbero esserci sfide più sottili (e.g., come gestire i regali o le sponsorizzazioni?), per cui anche questo andrà pensato in ottica prospettica

iv. La padronanza del processo politico: nelle leggi il diavolo è nel dettaglio, per cui bisogna saperle leggere e scrivere, per evitare di avere effetti indesiderati, e - non c'è bisogno che lo dica io a degli economisti - bisogna guardare alla big picture in modo da conasiderare cosa succederà in pratica visti gli incentivi e disincentivi che si introducono vicino alla materia su cui si legifera, ma anche lontano. Una volta fatto questo, si dovrà scendere nell'arena politica, confrontarsi con gli altri partiti/politici, discutere, negoziare e forse anche fare compromessi. Su questi temi bisognerà attrezzarsie avere una linea

v. L'organizzazione interna, perché è importante prendere tutto l'entusiasmo che liniziativa genera e convogliarlo a fin di bene: se si crea una macchina in cui i singoli componenti sono soddisfatti e collaborano tra di loro, la macchina può diventare molto competitiva

vi. Le relazioni esterne: è essenziale gestire le relazioni con la stampa, la TV, l'opinione pubblica e internet e immagino che sarà un lavoro delicatissimo...

 

In bocca al lupo!

Una cosa che si possa linkare o citare altrove (non che non sia possibile fare copia e incolla).

 

Intendo dire che il concetto espresso mi sembra meritare una visibilità maggiore di un commento

 

Nell'attesa  mi preparo a fare copia e incolla per le domande che già parzialmente arrivano

Ti ringrazio della risposta.

Io posso capire che qualcuno possa cambiare idea così come posso capire chi ha provato con B perché dall'altra parte non era ascoltato.
Però Giannino non era un artigiano che doveva tutelarsi, era un intellettuale. Possibile che ci abbia messo tutto questo tempo ad accorgersi che Silvio è stato la peggior disgrazia che sia capitata nell'Italia politica negli ultimi decenni? Ok, il PD non gli piace, nemmeno l'UDC o gli altri partiti. Ma questo non vuol dire che si è costretti a restare "embedded" a Silvio Berlusconi per oltre 10 anni! Se ne poteva andare dicendo che faceva schifo pure lui già da molto tempo, perché, ripeto, io me ne ero accorto da adolescente senza essere intellettuale o economista.

Comunque si può ben dire meglio tardi che mai. Il punto però che probabilmente mi impedirà di votarvi è che non posso avere la certezza che, una volta imbarcati tali personaggi, il partito non finisca con l'appoggiare de facto Berlusconi. Mi immagino Giannino o, peggio, Martino (quello che vuole il ritorno della Lira ma non per le svalutazioni competitive! Magari chissà, gli piace solo la faccia di Caravaggio) se davvero lo imbarcate, dire dopo le prossime elezioni che il PD e affini sono nefandi, statalisti e inadatti mentre dall'altra parte c'è il pdl o chi per lui, che sì, ha sbagliato in passato, ma erano errori veniali, si può perdonarlo e poi B. non è più alla guida, ora c'è Alfano (o AleDanno o La Russa) e ci si può fidare, perché "this time is different" (cit.)

No grazie. Magari nel 2018 così uno ha avuto il tempo di vedervi all'opera nonostante i loschi figuri che avete voluto insieme a voi.

La speranza

Marco Beri 27/7/2012 - 20:11

La speranza è l'ultima a morire, anche per questo (oltre che alla rinomata pigrizia italica) tanti non se vanno da questo paese.
Bene, mi piace pensare che un domani, tra diversi anni, si guardi a questo momento come a un punto di svolta dell'Italia. E mi piace pensare di poter dire allora "ehi, io c'ero!".

Farò quanto possibile per supportarvi.

In bocca al lupo a voi (e soprattutto a noi).

Il cambiamento e' la caratteristica delle forme viventi.

 

Diamoci da fare!

Non so ancora se voterò o se vi voterò; dipenderà anche dalle qualità di chi sarà vostro compagno di viaggio. In ogni caso, buona fortuna!

Il sito http://fermareildeclino.it è ora online, mi sono letto le 10 proposte. Successivamente ho dato diversi like Facebook al sito, ho fatto un tweet con l'hashtag #FermareIlDeclino, ho condiviso con G+, volevo fare una donazione ma non c'è nel sito l'opzione per farla con la carta di credito, così l'ho fatta da 25 Euro su questo sito a favore della Fondazione NFA (devo inviare un'email per chiedere i 10 commenti giornalieri o basta questo?), ed ho dato la mia adesione.

 

Sulle proposte: posso sperare che la proposta 3) implichi una defiscalizzzione completa per i redditi bassissimi? Intendo come qui nel Regno Unito, dove il costo aziendale per dare 800 Euro netti al mese è 800 Euro. 

Su 1), la mia soglia simbolica è il 60%.

Su 5), io sono contrario a dare soldi in cambio di niente. Sono favorevolissimo ai sussidi di disoccupazione per garantire la sopravvivenza, ma in cambio bisognerebbe chiedere: formazione, riqualificazione, studio accademico oppure lavoro per la comunità.

oltre al mio piacere quale lettore assiduo che condivide moltissime delle idee che su questo sito vengono sostenute, spero fortemente che questa iniziativa, -Fermare il declino, riscuota un interesse molto casto perchè d'accordo o meno con le idee sostenute e con i 10 punti, l'Italia e la politica italiana hanno bisogno di idee nuove e funzionali. Servirebbe ad elevare il livello miserabile al quale si svolge non un dibattito serio, ma uno sconnesso chiacchiericcio su cosa c'è da fare.
Grazie a voi tutti

Arrivai su questo sito seguente un post del fatto quotidiano, e l'impatto fu sconvolgente, seguire e leggere ha cambiato davvero moltissime cose nella mia testa. Mi fa solo piacere che questo si sostanzi in una proposta politica 

 

Forse anticipo i tempi e capisco che  sia importante comunicare l'idea

 

1. Come reperire più informazioni ?

2. Come si sostanzierà questa iniziativa a livello locale ?

 

Soprattutto aspetto con fiducia di vedere proposte operative ed implementabili nel contesto italiano attuale, che tengano conto della burocrazia, delle trappole legali, delle incrostazioni e della forma dello stato italiano di tutte le mille cose che invischiano e fermano qualunque tentativo riformatore. Chi vuole associarsi si associa su di una proposta operativa e definita, non su un generico riduciamo il debito con le dismissioni. Son consapevole di dire cose scontate ma tant'e' a questo siamo ridotti, altrimenti sarà cavalcato per 5 minuti da tanti professionisti del surf , anche benintenzionati, che ritengono di esser più importanti del movimento che seguono in quel momento.

 

Mi conforta vederlo scritto dall'inizio, ora aspetto fiducioso i dettagli.

 

chiunque aspiri a rivoltare il paese come un calzino deve a mio avviso preoccuparsi, contestualmente alla individuazione dei candidati, di trovare i nuovi direttori generali dei ministeri e i direttori della burocrazia. Senza cambiare questi personaggi non si cambia nulla. Io ho notato, che salvo qualche spostamento per far posto ad un amico o peggio per promuoverli ministro o sottosegretatio, con la sinistra, la destra e i tecnici questi personaggi rimangono sempre gli stessi.

Aldo,

suppongo che il problema sia che cotali personaggi siano inamovibili senza una testata nucleare dopo 50 anni di evoluzione amministrativa in tal senso.

Proprio a questo mi riferisco.

Come introdurre ad esempio un sistema duramente orientato alla performance e perchè no allo spoil system in tali ranghi ? Senza che venga poi annacquato in mille modi ?

Come far si che ciò non si risolva con uno spostamento laterale a stipendio invariato e creazione di un'area di resistenza interna costituita da tutti quelli che seguono il personaggio spostato?

 

Sono problemi che richiedono risposte difficili, quelle su cui secondo me come anche evidenziavi nel tuo articolo si è infranto Monti.

 

Noto che nei 10 punti del programma manca quello che è forse il punto più importante per i prossimi 30 40 anni, vale a dire la formulazione di un piano energetico nazionale che disegni le infrastrutture energetiche del paese per il futuro, e di conseguenza anche l'assetto dell'ambiente.

O pensate che basti lasciar fare al libero mercato?

Innanzitutto complimenti per l'iniziativa, che considero una buona ventata d'aria fresca. 

 

Capisco che i punti programmatici siano solo generici per il momento, un programma dettagliato di policies prenda tempo e che magari alcune cose abbiano a vostro avviso maggiore priorita, ma davvero: 

 

aggiungete al più presto qualcosa su temi energetici, ambientali e sviluppo del territorio. 

 

Certo, probabilmente questo andrebbe leggermente contro l'impostazione generale del vostro manifesto, per una transizione energetica c'e' bisogno di intervento da parte dello stato, una sorta di green industrial policy fatta di laccioli, carbon tax e sussidi, ma insomma, forse vale la pena iniziare a discuterne? 

 

Posso anche far notare che non dite una parola sull'Europa? 

 

Saluti, e in bocca al lupo

Energia OK

massimo 28/7/2012 - 17:11

Fra i primi aderenti ci sono Alessandro Ortis a Carlo Stagnaro, due dei maggiori esperti di energia in Italia. Dovrebbero bastare.

Allora, ecco un esempio dello Stagnaro-pensiero:

 

Non voglio però neppure fingere che non ci sia, dietro “M’illumino di meno”, un’impostazione culturale che è l’opposto dell’impostazione che promuoviamo qui su Chicago. Noi diciamo: ognuno è padrone dei suoi soldi e coi suoi soldi può fare quello che desidera, incluso spendere l’intero stipendio per pagare la bolletta elettrica. Non diciamo – non ci permettiamo di dire – che risparmiare è meglio di consumare (o viceversa) né, tanto meno, di stilare una graduatoria dei consumi (quelli buoni, quelli meno buoni, quelli così così, quelli cattivi e quelli demoniaci). Non credo che sia solo una questione di diversa sensibilità per l’ambiente. Se l’ambiente fosse il problema, la campagna non dovrebbe invitare a ridurre i consumi ma a inquinare meno. Ridurre i consumi è solo uno dei possibili mezzi per farlo. Un altro mezzo è consumare energia “pulita” (qualunque cosa significhi). Un altro ancora è continuare come sempre sapendo che i problemi ambientali normalmente si proiettano sul lungo termine e che nel lungo termine innovazione, progresso e tecnologia ci salveranno molto più e molto meglio delle buone intenzioni e delle crociate moraliste.

Ora basta con i complimenti e i "bravi andate avanti"!!! Diamoci da fare e contribuiamo con risorse proprie, anche minime, all'iniziativa...! Ho appena versato 20 euro su fermareildeclino.it . Invito tutti a farlo!!!
In bocca al lupo davvero a tutti!!! 

fase

palma 28/7/2012 - 11:31

Presumo, e in ogni modo non auspico, che il partito di nFA prenda intorno al 2 per cento. Cosi' qualche scocciatore non mi viene a dire che non ho fatto i pronostici.

Il tutto per due ragioni, piu' ingolfato un sistema e' e piu' le spinte nazionaliste si impongono (e' gia' qualche cosa che viene eterodiretto da etnie non cattoliche, persino dagli americani, nel mio caso persin di peggio.)

Cio' detto, si vesta la giubba e ci sinfarini la faccia. A meno che non erri di grosso il pericolo numero uno e' di esser non negli insulti delle fart-show (italian rendition of talk shows) ma nel fatto il partito di confindustria. Le proposte per esser un programma politico devono dire su (tre? sette?) punt che fare, ad esempio in termini di democrazie reali (matrimon tra chi e perche'. concordati? eutanasia?) che in termini di poteri del territorio sul territorio (immigrazione? esteri?) mi tentero' di produrre una rfilessione segnata che andra' sul "fermareildeclino.it" perche' non ha molto senso scriverlo qui.

Temi caldi

asterix62 28/7/2012 - 14:54

Dire tutto in 10 punti è impossibile però nel decalogo mancano alcuni temi caldi destinati ad affacciarsi sulla scena politica nella prossima legislatura. Temi (apparentemente) non legati all'economia (in realtà legatissimi) e sono i diritti civili ed il rapporto stato-chiesa.
E' innegabile che di fronte ad una grave crisi economica come quella attuale un numero sempre maggiore di italiani si chiedano se sia proprio necessario devolvere centinaia di milioni di euro al Vaticano ed agli enti e/o organizazioni cattoliche togliendo risorse al paese senza peraltro avere una contro partita economica ma anzi alimentando un potere ecclesiastico sempre più invadente, spocchioso ed assolutista che pretende di dettare legge (e lo fa).
L'altra questione spinosa sono i diritti civili delle coppie omosessauli e di altri soggetti "atipici", con gay e lesbiche che non si accontentano più del biscottino di qualche diritto concesso per grazia divina ma vogliono la completa parità con le coppie etero, i transessuali che vogliono la possibilità di cambiare nome e sesso anche se non operati ed infine con le prostitute che vogliono essere riconosciute come operatrici autonome e vogliono pagare le tasse, avere assistenza sanitaria ed ovviamente una pensione.
Entrambi gli argomenti sono parecchio ostici alle frange oltranziste cattoliche ed ovviamente alle gerarchie ecclesiastiche, molto meno per la maggioranza dei cattolici moderati i quali non sempre condividono le posizioni ufficiali della chiesa cattolica. Sono temi che comunque torneranno alla ribalta il giorno successivo alle nuove elezioni influenzando già da ora l'agenda politica della prossima legislatura.

Se non capisco male, il nuovo soggetto politico ha come ragion d'essere la riforma dello stato-amministrazione, della imposizione fiscale e la liberazione dell'economia da vincoli eccessivi.

 

Le scelte sull'allocazione delle risorse vengono dopo (probabilmente, quelle destinate "agli enti ed alle organizzazioni cattoliche" non possono essere soppresse unilaterlamente).

 

Non so se, in questa fase, sia opportuno proporre questioni attinenti ai "diritti", che potrebbero precludere l'espansione dell'area di influenza del nuovo soggetto politico al mondo cattolico. D'altra parte, tra i promotori c'è un certo Benedetto Della Vedova, di notorie origini radicali ...

Anche per me è forse il secondo commento in tanti anni. Come però non unirsi all'incitamento e non  dare la propria disponibilità in un momento come questo?

 

L'adesione sul sito è stata fatta. Quando sarà il momento, se ci sarà bisogno di 29enni con gran voglia di dare il proprio contributo (nel poco tempo libero purtroppo!),  battete un colpo e a Roma ne avrete a disposizione un (non tanto) piccolo manipolo.   

Dove?

michele boldrin 29/7/2012 - 10:59

Ho appena controllato e non lo vedo. 

La pagina FB esiste e si chiama appunto Fermare il declino. 

Il tooltip che appare quando passi col mouse sul logo di Facebook in basso a destra recita "seguici su Cacebook".

Faccio cambiare, grazie!

in bocca al lupo!

nescio 29/7/2012 - 07:41

Sicuramente l'opera che vi aspetta è tipo scalare l'Everest facendo free climbing!
L'unico suggerimento lo prendo a prestito dal primo presidente italiano : se non si eliminerà il malaffare , qualunque progetto politico ed economico non potrà mai avere successo.
Ancora in bocca al lupo!

Per avere successo servono molti voti, arrivare almeno al 10%.
Mi sembra impossibile arrivarci senza l'appoggio di qualche personaggio di larga popolarità, capace di attirare consenso, senza però snaturare linea e programma. Avete già iniziato una "campagna acquisti" di testimonial, o genuini alleati, in questo senso? Penso, per fare qualche esempio, a persone come Emma Bonino, Umberto Veronesi, e simili.
Utili anche per raccogliere molti finanziamenti dal basso. Per farsi sentire, la rete è essenziale, ma non basta: i soldi aiutano, molti soldi aiutano molto.

E’ anche cruciale la scelta di chi dovrà rappresentare pubblicamente la nuova forza politica: devono esserci facce nuove, capaci di mostrare competenza e insieme empatia, molta empatia verso i possibili elettori -- lo dico specialmente a Boldrin, di cui personalmente ammiro anche i modi verso i cialtroni, ma ...

Infine, la vostra risorsa principale è la capacità di spiegare alla gente come stanno veramente le cose, diagnosi e terapie.
Su questo non vi può battere nessuno, quindi usate questa risorsa a più non posso: spiegare, spiegare, spiegare, in modo semplice e chiaro, terra terra.
Boldrin ad esempio lo sa fare ottimamente, ma tutti dovrebbero impegnarsi e perfino allenarsi a questo.

Scusate se sono consigli superflui.
In bocca al lupo! (Aderirò per la prima volta a una forza politica in 50 anni di vita adulta, e non voglio che sia un flop!)

Allora, domanda a tutti. 

ALI = "Alleanza Lavoro Impresa" è l'associazione del tutto informale che abbiamo costruito per partire. Ha per soci i promotori e serve solo per organizzarsi e raccogliere quel minimo di fondi necessari a pagare i giornali ed il nuovo sito web, che un po' costano (DONATE e FATE DONARE).

Ora si parte con la costruzione di un'associazione "di massa", con i gruppi, circoli, clubs, raggrupamenti, reti territoriali, professionali e virtuali. Ci stiamo lavorando e stiamo lavorando su uno statuto che renda chiaro sia che facciamo sul serio sia che vogliamo davvero smetterla con il vecchio modo di far politica tutto chiacchere, ideologia e clientele. Fra un paio di settimane, finita la campagna iniziata con il manifesto, si parte con la nuova associazione di massa, le iscrizioni vere e tutto il resto.

Bene: ci manca il nome.

Forse siamo solo imbranati (anzi di certo lo siamo, marketing-wise almeno) ma tutti i nomi che ci vengono in mente poi riusciamo a distruggerli trovandoci difetti enormi. Al momento "Fermare il Declino" gode ancora della maggioranza relativa degli appoggi, ma ci convince solo parzialmente.

Mi rivolgo ai lettori: IDEE, please!! Grazie in anticipo.  

mi son fatto venire un po' di idee ma ne ho partorito una sola. Prima di scriverla qui ho verificato che non esistesse già un'associazione con il nome immaginato. Ed ho visto che era già stata registrata. Il che mi fa venire in mente che se qui, dove tutti ci leggono, scaturisse pubblicamente una buona idea, con buona probabilità il nome ci verrebbe subito fregato.  Quindi forse è il caso di segnalare eventuali idee solo alla redazione, via e-mail, e di tenere per ora la classica acqua in bocca. Che ne pensi Michele?

mi son fatto venire un po' di idee ma ne ho partorito una sola. Prima di scriverla qui ho verificato che non esistesse già un'associazione con il nome immaginato. Ed ho visto che era già stata registrata.

Liberitalia? :-)

 

Direi comunque, vi siete fatti un' idea del vostro target?

Qualcosa in inglese che ne dite? Sarebbe veramente un segno di rottura sulla scheda elettorale.

Si ritorna alla questione preceente però, tutto dipende dal gruppo a cui puntate.

 

"Fermare il declino" non mi convince affatto, è un nome lungo che non suona un granché. Contiene la parola declino e il verbo fermare che più che altro ispirano un concetto di conservazione e paura. Qui non c'è da fermare il declino c' è da andare a prendersi il progresso.

Quasi...

Io la chiamerei LIBERALITALIA, ma credo che come marketing sia persino piu' incapace di voi.

concordo con "liberitalia", poche sillabe incisive e non cacofoniche. Eviterei l'inglese o altre lingue straniere per non farsi etichettare e non escludere eventuali beninenzionati poco edotti. anche "alleanza per riprendersi il progresso" (se mi si passa la modifica) mi pare slogan abbastanza incisivo

Pensavo"Rinascimento Italiano" o "movimento per la rinascita".è un po' D'annunziano ma suona bene sia l'acronimo RI sia l'aggettivo "rinascimentali" (almeno così mi sembra). Inoltre è un nome già noto e con accezioni positive e da esattamente l'idea di quel che vogliamo fare. Dico vogliamo perchè avete ovviamente anche il mio piccolo supporto!

Il Rinascimento è stata una fase culturale (e non solo) molto importante, potrebbe quindi essere usato per indicare l'uscita dal vent'ennio buio del berlusconismo. Usando tale termine quindi mi vengono in mente: Nuovo Rinascimento, Rinascimento 2.0 (oppure fase due), Rinascimento 2000, Rinascimento Liberale.

hai colto perfettamente perchè ho suggerito il termine "rinascimento". "Fermare  il declino" è uno slogan stupendo:fotografa la situazione (finalmente)e indica cosa si deve fare. Io ho cercato di andare oltre (fermato il declino si punta ad una "rinascita") e di volgerlo in positivo rifacendomi ad uno dei pochi periodici storici italiani universalemente considerato, appunto, positivamente. Per no n perdere il fattore aggregante del termine eviterei aggettivi come "liberale"troppo politico/ideologico e 2.0(fa troppo Lapo Elkann). Mentre Nuovo rinascimento o simili mi piacerebbero chessò Rinascita italiana Italiani per un nuovo rinascimento 

Ci stiamo lavorando e stiamo lavorando su uno statuto che renda chiaro sia che facciamo sul serio sia che vogliamo davvero smetterla con il vecchio modo di far politica tutto chiacchere, ideologia e clientele.

 

ITALIA,INSIEME.da oggi in avanti....

 

punta a rendere esplicità la volontà di aggregare quanti più soggetti possibili: lavoratori e imprese, studenti e pensionati,settore pubblico e settore privato,uomini e donne.penso  sia semplice ed efficace e bisogna raggiungere  elettori di ogni livello culturale-sociale-economico.inoltre ,la parte in minuscolo,penso impatti sulla percezione dell'elettore segnalando  la  volontà di un forte e completo punto di rottura e  differenziazione, culturale e operativa,  rispetto alla classe dirigente odierna e il suo vecchio modo di non far funzionare la società italiana .

nome:

Fabrizio Bercelli 29/7/2012 - 14:01

alieni

alleanza lavoro e impresa

 

Qualsiasi nome si scelga, bisogna tenere conto di come si verrebbe chiamati: a me "alieni" piacerebbe.

E' importante venire identificati da un nome che colpisca la fantasia dei giornalisti e del pubblico, e che trasmetta inoltre un'idea coerente col nocciolo della proposta politica. In Germania "pirati" ha funzionato abbastanza; "alieni" mi pare anche meglio. 

Se si avessero montagne di soldi per la propaganda, queste astuzie mediatiche sarebbbero secondarie. Altrimenti, contano, eccome, credo.

Direi di rappresentare con una parola positiva lo spirito del partito. CrescItalia potrebbe riassumere la formazione dei tecnici di partito, in gran parte economisti che lavorano con la crescita e per la crescita, un messaggio positivo agli italiani(che essendo in massima parte poco disposti a leggere programmi di partito o ad analizzare nel dettaglio le varie proposte politiche troverebbero un partito con un nome chiaro e ottimista), e soprattutto nazionalistico.

Fermare il Declino contiene appunto Declino che, ritornando a quanto detto sopra, sottende un messaggio negativo

a qualcosa di simile al tuo concetto.da rappresentare però graficamente.

qualcosa del tipo: un paio di cartine geografiche dell'europa una a sinistra ed una a destra e al centro il nome del movimento,con i 10 punti principali.in quella di sinistra gli stati europei virtuosi rappresentate in un formato più grande rispetto all'italia.pensa per esempio alla piccolissima olanda disegnata molto più grande rispetto all'italia.

in quella di destra invece l'italia ritorna ad assumere le sue dimensioni normali cosi come allo stesso tempo germania olanda finlandia ecc si rimpiccioliscono rispetto alla cartina di sinistra .alla fine quella di destra  rifletterà le reali dimensioni dei vari stati

Sul nome ad oggi non ho idee ma mi permetto un consiglio da cittadino medio. Se l'intento è quello di differenziarsi dalle altre proposte trovo fondamentale inserire, per ogni proposta un link nel quale spiegate, anche per sommi capi, in che modo arrivare a rendere operativa la proposta perché altrimenti si corre il rischio di essere confusi con i parolai modello Pdl piuttosto che PD o Mov 5 stelle. Bisogna partire dal presupposto che mica tutti sanno che siete persone serie (o presunte tali...)

Stamattina ho seguito Omnibus dove partecipava il firmatario dell'appello Piercamillo Falasca presentato come appartenente a Libertiamo piuttosto che a "Zero+" come nella lista.

Anzitutto i giornalisti parlano solo di "Lista Giannino" e anche Falasca a un certo punto si è allineato. Nel suo intervento ha dato secondo me abbastanza peso alla relazione con FLI (di cui nella lista appaiono ben tre firmatari, tutti attualmente in politica attiva- Baldassarri (vecchio keynesiano a Torino), Della Vedova e Musso).

C'era anche Claudio Borghi Aquilini, incaricato alla Cattolica ed editorialista del Giornale e che da tempo propugna l'uscita dall'euro, che ha contestato che nei dieci punti non si parli di euro. Sull'argomento "uscita" Falasca, contrario, è stato convincente.

Mi sono chiesto: esiste uno "stato maggiore" fra i firmatari con l'autorità di armonizzare gli interventi in eventuali talk shows o articoli dei firmatari (che peraltro sono molti ed almeno per storia ed estrazione non sempre così omogenei)'

Ecco il link alla trasmissione interessante in rapporto a "Fermare il Declino" dalla prima ora in poi.

Io avrei pensato a "Movimento dei limoni", anche se il copyright va più ad Alberto Mingardi

E' un nome che non si prende troppo sul serio, ma allo stesso tempo indica chiaramente il target a cui si rivolge: "gli spremuti",nelle loro diverse declinazioni. Dal punto di vista della comunicazione penso che sia anche piuttosto efficace, oltre che molto facile da rendere graficamente. Infine non rimanda a nessun partito o corrente politica particolare e ciascuno ci si può riconoscere a modo suo.

 

Mi permetto di criticare tutti quelli che provano ad inserire la parola "libertà" all'interno del nome: purtroppo il termine è stato abbondantemente infangato e agli occhi dei più il collegamento immediato è ai partiti di Berlusconi.

Crescere

Michele Rozzi 29/7/2012 - 23:58

Che ne dici di (Associazione) Crescere?

propongo:

"ultima chianata" oppure

"si riparte"

Mah, la butto lì, è il primo nome che mi è venuto in mente: Nuova Italia. Non è granchè ma in marketing sono negato.

Come da oggetto.

Corrispettivo europeo della primavera araba

Il nome è importante e può fare la differenza, quindi va scelto con estrema attenzione. Io non ne ho uno in tasca ma posso suggerire un metodo.

Per quel che ne so io di naming (di cui NON sono un esperto) valgono due regole:

     1) Riuscire ad evocare emozioni;

     2) Evitare gli acronimi e tutti i nomi che col tempo possono diventare acronimi nella lingua parlata (API, FLI, PD, PDL, UDC, SEL, IDV... sono tutti pessimi esempi).

Un nome molto azzeccato era “Forza Italia”: troppo breve per diventare acronimo e al contempo capace di evocare le emozioni del calcio, per cui pare l’italiano medio vada matto. Non è un caso che il linguaggio di Berlusconi abbia puntato molto sulla metafora calcistica, dalla “discesa in campo” in poi. E che ancora oggi voglia cambiare il nome al partito per tornare a qualcosa di simile a Forza Italia.

Terrei presente che il nome NON deve piacere ai promotori, né ai lettori di nFA, ma è bene che piaccia all’elettore medio, che probabilmente non sa cos’è il PIL ma vuole un lavoro, servizi efficienti, stabilità economica, ecc.

Ora, la cosa più simile che avete all’elettore medio, è la media degli iscritti alla mailing list che state costruendo, per cui vi conviene usarla per sondaggiare gli aderenti: si può aspettare di raggiungere una massa critica di firmatari (direi almeno qualche decina di migliaio), mandare una email a tutti chiedendo di rispondere suggerendo un nome per il partito/associazione. Mettere qualche volontario a ordinarli tutti, selezionare i più interessanti e lanciare un sondaggio finale alla mailing list per scegliere il migliore.

Brucio il mio primo commento per farvi gli auguri ,per darvi il mio appoggio (ormai scoraggiato dal Pd) e per darvi un ipotesi di nome
ICS = Italia Crescita e Sviluppo (In medio stat virtus) X come simbolo (ops riprende anche i dieci comand... Pardon proposte...)

viste le diffuse simpatie gucciniane in nFA, La Locomotiva come nome non sarebbe poi cosí male...va bene che la direzione politica della canzone è completamente distinta, ma in parte il movimento vuole "trainare" il paese fuori dal declino - e poi sdoganare Guccini da una posizione liberista fa tanto post-moderno...

 

(se poi la idea è proprio scema, beh, chiedo infinitamente perdono) 

Il titolo da cui Friedman ha prodotto quella famosa serie negli anni 80?
Liberi di scegliere, secondo me sarebbe azzeccato dato che in tutti questi decenni i partiti non hanno fatto altro che aumentare il loro potere di decidere per gli altri che cosa fare e scegliere per sé stessi.
Soprattutto va in contrapposizione a quell'altro partito che parla di libertà, ma solo per i suoi esponenti maggiori.

ci danno già degli ultraliberisti, mediaticamente sarebbe controproducente.

Friedman è un simbolo sia in positivo che in neagtivo, evoca flames, meglio lasciarlo in pace.

Beh

Andrea Grenti 31/7/2012 - 16:25

ma se dovessimo ascoltare tutte le chiacchere in giro, ci converrebbe l'esilio. E così anche gli altri gruppi e partiti.
Tanto vale rischiare con una frase che identifichi perfettamente le intenzioni di quest'associazione. "Fermare il declino" risulta presuntuoso per molti, anche ripetere nuovamente la parola "libertà" o "liberale" non funziona.
Meglio un nome che chiarisca subito come il cittadino si debba sentire se accetta certe proposte.
Poi vabbé, è soltanto un'umile opinione la mia.

Ok trovare un nome più accattivante, ma un riferimento a Friedman attira ultras del liberismo da bar e farneticazioni sui chicago boys.Tutto rumore di fondo che nasconde il messaggio.

Friedman in se va benissimo, ma in Italia si conosce solo come caricatura, e parlarne è cattivo marketing.

Se si finisce a discutere di Friedman in un dibattito è un' altra storia, ma non facciamone un simbolo.

non era certamente quella di rievocare la figura di Friedman, ma le questioni e gli argomenti che lui aveva messo in campo con quella serie, e che credo quasi tutti su nFA condividono.
I liberisti o i liberali non sono ben visti comunque in Italia, quindi certi riferimenti ad Hayek o Friedman verrebbero automaticamente fuori, con o senza un nome del genere per l'associazione (uno su tutti la questione Pinochet sicuramente).

Un partito che ha un nome molto bello è l'AKP turco. L'acronimo sta per Adalet ve Kalkınma Partisi, che letteralmente significa Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, ma in realtà mentre in Turco AKP si legge a-ché-pé, quasi tutti lo chiamano semplicemente Ak Parti, che significa "il partito bianco" o "il partito pulito".  Il fatto che loro si presentassero inizialmente come un partito non (ancora) corrotto ebbe a suo tempo una grande importanza nella loro affermazione in contrapposizione ai partiti pre-esistenti (sul cui livello di corruzione il cittadino qualunque poteva mettere la mano sul fuoco). AKP tra l'altro non contiene alcun riferimento alla Turchia, come in tutti i partiti mainstream turchi, ed io penso che il riferimento alla Repubblica Italiana, o ad una qualsiasi sua parte geografica, in un movimento mainstream non dovrebbe esserci.

 

Io d'altra parte non sono sicuro che suggerirei l'uso della parola "partito", che per molti potenziali elettori ha un carico semantico piuttosto negativo. Io considererei l'uso di parole come "alleanza" o "movimento".

Dunque, da ieri mi sto scervellando su di un possibile nome da proporre e dopo poco mi sono illuminato sullo stesso nome che oggi ha suggerito il Sig. Pinto
LIBERALITALIA
Cerco di argomentare il perché
I il nome in se contiene un programma ed una chiara origine con il suffisso LIBERAL già si declina l'orientamento che si vole dare ed un programma economico-politico già definito
II nel nome non compare il classico partito o movimento o lista o associazione che, ad oggi, hanno sicuramente perso appeal nella visione comune delle persone, non ci identificherebbe, quindi, in un qualcosa di già visto o sentito
III se si legge tutto insieme il sound è Libera L'Italia che è un percorso o comunque un vero e proprio manifesto di quello che si vuole fare
IV suona molto anglofono e potrebbe essere un bene ma con una desinenza ITALIA che ci riporta l'amore di patria
V si presta molto bene ad un acronimo LI e con il logo si può giocare molto bene con varie forme sia dal punto di vista LI che la scritta

Avevo già buttato delle idee sul logo e se nFA o chi per loro vuole posso produrre in breve delle proposte da sviluppare

Se mi date un OK io parto e poi mi dite, ma come fare a farlo recapitare? Essendo proposte grafiche avrei bisogno di una mail che tenga un po' di spazio
La mia mail privata è anto.sava@gmail.com
Se volete proposte mandatemi una mail e una dove inviarle

Sempre a disposizione LIBERALMENTE
Antonio

ALI

luca barba 29/7/2012 - 14:18

Per simbolo qualcosa che esprima il concetto del volo

Non resta che ALITALIA

mi costa un commento ma non ho resistito....

Comunque opinione personale di un ingegnere deportato al marketing ci vuole qualcuno che lo faccia per mestiere, tipo pubblicitario un buon copy ed un'art per il simbolo ci possono far tanto.

Mi si perdoni ma qui siamo ad un livello amatoriale.

LIBERAL

Antonio S 29/7/2012 - 15:54

E se fosse solo LIBERAL?

Oppure se piace LIBERALITALIA si può giocare con l'underscore dal punto du vista grafico regge da quello web anche credo suonerebbe LIBERAL_ITALIA capisco che può esserecontroproducenteessendo ci già LIBERLITALIA

Proposta mooooolto alternativa e assolutamente da non prendere sul serio Libera Società Democratica  ;) 

Ultima volta che dico una vaccata simile ma ho riso troppo pensando aicommenti e volevo condividere

ALI e' bello ma ci sta gia' la red bull che ti mette le ALI e allora scade tutto

il nome e' una cosa seria che richiede applicazione

pensare a lungo

prima di decidere

Great minds discuss ideas; average minds discuss events; small minds discuss people.

Eleanor Roosevelt

 

mah

floris 30/7/2012 - 00:06

Al di là della questione OG nello specifico, dato a che le idee non scrivono e votano leggi da sole non direi che sia una perdita di tempo  valutare e discutere l' affidabilità di chi avrà il compito e il potere di fare tutto ciò, anzi.

ma giannino ha detto che non cambia mestiere. 

ferribotte

dragonfly 30/7/2012 - 08:49

"le idee camminano sulle gambe degli uomini"

pietro nenni.

 

prima di finire così, specifico che voglio bene a giannino, che ha tutto il diritto di cambiare idea pubblicamente. vorrei che però rinunciasse a quelli che sembrano proprio rapporti di affari con mediolanum, criticabili in un giornalista, figuriamoci in un uomo politico.

Liberali

dario civalleri 30/7/2012 - 08:09

Posto che il termine "liberale" mi sembra obbligato, perche non associarlo a "progresso", sostantivo o aggettivo, o "crescita" o "sviluppo" o anche "laburista"?

penso non sia opportuno, perchè in questo modo dai una definizione precostituita ,separando e distinguendo.mettendoti contro quelli che liberali non sono e che votano d'istinto.secondo me bisognerebbe evitare di etichettarlo ,come, a quanto pare, già stanno facendo i giornalisti ,''partito degli industriali'',''turbo liberisti''alimentando divisioni sociali .invece ,a mio parere,il movimento deve dare l'idea di un coinvolgimento totale in conformità ,invero, con i 10 punti che rappresentano i cardini e prescindono da qualsiasi schieramento definibile(destra-sinistra,liberisti-statalisti). per esempio:se si stabilisce che la sanità deve essere più efficiente è un fatto (v.la differenza spesa output tra italia e germania)se si dice che il settore televisivo deve essere smantellato e reso concorrenziale è un fatto(unici al mondo in questo).stessa cosa per le pensioni ,per la pressione fiscale (siamo primi al mondo)ecc.

condivido completamente e ci tengo a sottolinearlo, giocandomi un commento,perchè ritengo la scelta del nome di fondamentale importanza. A proposito: possiamo evitare il sostantivo "Italia"? "italiano" va bene, "per l'Italia" pure ma "Italia" a se stante mi ricorda il populista "Forza Italia", soprattutto potrebbe ricordarlo agli altri elettori.

Tuttavia mi sembra che un etichetta sintetica possa servire a livello comunicativo. E' per questo che il termine "liberale" che e' largamente percepito di destra si potrebbe unire a "progresso" o "lavoro"' percepito di sinistra.

invece ,a mio parere,il movimento deve dare l'idea di un coinvolgimento totale 

a questo scopo ,ed in linea con quello che secondo me dovrebbe essere il messaggio da diffondere ,si potrebbe far leva ,se possibile(ovviamente),sull'adesione da parte di andrea bocelli.

cioè,oltre alla competenza tecnica da parte degli economisti(applicati maggiormente sul piano operativo,però),per raggiungere il grande pubblico il supporto di bocelli potrebbe svolgere un ruolo di prim'ordine.

è una persona pulita,che ha costruito da sè il suo  successo,conosciuta in tutto il mondo,e,a quanto ne so,non ha avuto nessun  legame politico in passato con la classe politica odierna.si sposerebbe in pieno e rinforzerebbe i valori sui quali  il nuovo movimento vuole fondarsi e ricostruire .possibilità di lavoro,merito,possibilità di realizzarsi.

un bel manifesto,quindi,con andrea bocelli in primo piano e a fianco le 10 proposte.

ho già pronto lo slogan:

PER UN ITALIA PRONTA A FARSI SENTIRE

oppure

PER UN ITALIA PRONTA ALL'ACUTO.

eh,cosa ne pensate?a volte sono così bravo che  mi invidio da solo:-)))

Bocelli: nessun dorma

 a meno che non si voglia procedere nella bellissima consolidata tradizione: "Meno male che Michele (o Oscar o Alberto o Sandro eccetera) c'è!"

 

io però continuo a preferire: "ULTIMA CHIAMATA"

ULTIMA CHIAMATA è il nome che hai scelto per il movimento.

io mi riferivo invece alla presenza di bocelli nei manifesti per sfruttare la sua notorietà ,il suo successo e il suo essere un personaggio estraneo alla politica che però ha dato la sua adesione al movimento.naturalmente il tutto andrebbe pianificato e inserito nell'ambito di una strategia di marketing e comunicazione.

si partirebbe facendo conoscere il programma al pubblico,e i relativi promotori ad un livello trasversale, spiegando le proposte in maniera dettagliata e approfondita e trasmettendo i valori fondamentali sui quali il movimento intende fondarsi e che dovrebbero essere quelli sui quali impostare la futura società ,scegliendo quindi i vari canali di comunicazione(tv,dibattiti politici,web ecc),in linea con quello che è il target di riferimento(che ,come detto,secondo me,dovrebbe essere tutto l'elettorato).

la presenza di bocelli,in un secondo tempo, servirebbe per rivestire il programma e il movimento di un'immagine positiva e coerente con i messaggi precedenti  favorendo una risposta di tipo affettivo da parte dell'elettore.

le possibili head line(PER UN ITALIA PRONTA ALL'ACUTO ecc) sui manifesti dovrebbero attrarre  ed incuriosire l'elettore e permettirgli una immediata associazione tra il personaggio e il''prodotto''che sponsorizza,ma non dovrebbero essere centrate sul personaggio in sè(come,forse potrebbe risultare da NESSUN DORMA).seguirebbe poi ,sempre sul manifesto, il testo ,composto dalle varie proposte

questo spot ,andato in onda durante il super bowl,descrive bene quello che voglio dire. http://www.youtube.com/watch?v=_PE5V4Uzobc

c è un testimonial conosciutissimo che unisce gli americani,c è una head line ben precisa che impatta sul ricevente ma non è centrata sul personaggio ma mette in primo piano l'america (halftime in america) e poi c è il testo ,che invita tutti gli americani ad unirsi e a superare le difficoltà.è davvero molto bello

visto che, come ha scritto stanotte Michele Boldrin sull'altro post (e io sono d'accordo), la politica è "risolvere problemi concreti della gente", perché non facciamo piazza pulita di Italia, Europa, ismi vari, nomi astratti, sacri principi, valori non negoziabili e non chiamiamo la lista DIECI COSE CONCRETE? (dieci come le proposte sul sito) o qualcosa del genere, pensato dagli esperti di branding

Ecco, io sono d'accordo per una cosa del genere. E scrivere nello statuto che una volta raggiunti gli obiettivi stabiliti il partito si scioglie.

anche il DIECI ricorre troppo spesso possibile che i punti, le ragioni, i motivi siano sempre DIECI. 

oppure:

CAMBI[A(L')I]TALIA

SAN[A(L')I]TALIA

NOVITALIA

ITALIA NUOVA

 

 

...e proposte sono apprezzabili e le poche persone che conosco, tra di voi, mi sembrano del tutto rispettabili.

 

Forse a questo opunto è ancora secondaria, ma per deformazione professionale non posso non notare come sia rimasta sospesa la questione della "selezione" del personale politico, posta in qualche commento ma che forse si è persa e non ha mai avuto risposta. 

 

Ho la convinzione (non un paper, eh, solo la convinzione) che le leggi elettorali siano abbastanza irrilevanti per la selezione dei politici (lo so che c'è chi mostra il contrario, ma vabbè) perchè la selezione vera della classe politica, perlomeno in Italia, la fanno i partiti ex ante.

Vi servono almeno un migliaio di candidati, tra Camera e Senato: avete in mente qualcosa? Autocandidatura con cv? Requisiti minimi? Primarie? Cooptazione?

Lo chiedo in maniera neutrale: secondo me tutti questi metodi hanno pro e contro. Ho una certa preferenza per le primarie.

 

  • non riesco ad aderire a "fermate il declino" via tablet (android),è un problema del sito o del browser?

Neppure via PC

Ho appena provato col telefono, mi dice (correttamente) che ho gia' firmato, ma per il resto sembra ok.

(marcello punto urbani @ gmail punto com)

per due giorni (cioè fino a ieri mattina) non dava segni di vita. Clccavo "adesioni"e non succedeva nulla. oggi ho riprovato e mi sono iscritto senza problemi!? Non so che dire , sul tablet non ho cambiato nulla!Comunque l'importante è che ora sono "aderito" :-)

SUONA BENE .....

Ciao a tutti, mi gioco il mio primo commento qui su nfa dopo anni di semplice "osservazione" (dal basso della mia ignoranza in ambito economico) per congratularmi per la coraggiosa iniziativa intrapresa, speranzoso che possa essere qualcosa di importante nell'ambito politico italiano.

Da semplice osservatore mi sento di dire che, seppur il momento sia particolarmente critico dal punto di vista economico, non si dovrebbero trascurare nell'ambito programmatico tutti gli altri aspetti che coinvolgono il governare un paese. Il mio timore è che si possa essere troppo facilmente messi all'angolo o "stritolati" da qualsiasi discorso retorico su abiti che non facciano parte di quei 10 punti (ne butto uno caso a puro titolo esemplificativo, il cosiddetto "matrimonio gay") e che ciò possa indebolire questo "movimento" e far perdere voti. Io personalmente (non in ordine di importanza) vedrei "coerentemente":

11 - semplificazione e informatizzazione "spinta" della burocrazia

ed  "n" altri punti il cui filo conduttore sia la semplificazione: "prima di fare una legge o uno strumento nuovi, vediamo di fare funzionare per bene quello che c'è"

il mio contributo alla gara per il nome

Il notaio, che frequenta la gente, ha forse fornito un contributo azzeccato; contiene allo stesso tempo l'idea di rompere le catene dello "stato di cose esistente" e di farlo in vista di una società libera, non di servi.

Naturalmente il nome è un'etichetta, veicolando un messaggio: ma allora dovrebbe essere accompagnato da quelle indicazioni che rendano chiaro ai "consumatori" della politica quale prodotto stanno per acquistare.

Nome

amadeus 30/7/2012 - 22:55

Probabilmente dovrebbe contenere la parola 'Italia' e forse anche il termine 'nuovo' o 'neo'. Italia Nuova però è un po' banale.

Un bel nome già pronto sarebbe 'Italia s'é desta' che ha già il traino di Mameli. Così gli aderenti potrebbero farsi semplicemente chiamare italiani...(magari é un grosso vantaggio).

perchè dovrebbe contenere Italia? Finora un solo partito l'ha contenuto e ha portato sfiga assai!

In tutto quello che ho letto c'è una certa dose di pragmatismo e di verità, ma mi sovviene un dubbio. E se si sbagliasse il target?
Cioè l'elettorato da intercettare non è forse già presente? Vi ricordo che secondo i vari sondaggi i delusi/indecisi/schifati dalla politica sono tra il 30 ed il 40%
Non è un bacino assolutamente vasto da prendere?
Inoltre ci sono i delusi dal PDL che come elettorato di dx avrebbe un serio interesse verso il programma.
In ultimo se non credete che un elettore del PD non abbia già gli anticorpi necessari per resistere a tutto. Pensate a cosa ha subito negli ultimi 20 anni e poi ditemi se non è un elettorato assolutamente duro da convincere? È un target estremamente fidelizzato ed ideologizzato.
Sono solo considerazioni, ma secondo me da tener presenti.
Antonio Savà

Prendo spunto dall'alleluia linkato su.

Ma un bel flash mob per dare visibilità al movimento?

 

Una di quelle cose di cui parlano i Tg italiani (quelli visti da tante persone che non usano internet) che poi vengono ripresi dalla stampa estera che poi viene copiata dalla stampa italiana che non legge nessuno ma di cui poi si parla su FB, Twitter e in generale internet?

Siamo in Italia Massimo. Ho visto il traffico di Milano completamente bloccato da un'iniziativa di una radio privata e i media concorrenti parlare del congestionamento senza mai nominare la causa! La lega mediaticamente non venne mai nominata fino al successo elettorale, e lo stesso Grillo fino al vaffaday ha subito sorte simile. Non dico che non si possa provare ma il"come" va studiato molto bene perchè faran di tutto per ignorarlo

L'ideale sarebbe una cosa che attira l'attenzione come le boiate (tipo presentarsi nudi di fronte al parlamento), ma che al tempo stesso non è una boiata. 

 ...per non sapere che non andrete oltre lo 0,8% ma il mio voto è certo!

In bocca al lupo!

PRIMA L'ITALIA (e quando sarete famosi la stampa si riferirà al vostro movimento con la sigla "PLI" o meglio "PlI").

P.S.

Gli altri nomi proposti fanno decisamente schifo ;-)

nome

Fabrizio Bercelli 31/7/2012 - 23:07

liberare la crescita

oppure:

liberare la crescita, la concorrenza, il merito

Se non suonasse tronfio, mi piacerebbe, connesso allo slogan precedente: Partito dei liberatori (con volute assonanze a lavoratori e imprenditori)

Forse dico sciocchezze, dato che non ricevo risposte, ma faccio un altro tentativo.

Sto cercando una specie di brand che possa fare presa e rendere le idee di base in modo abbastanza operativo. Eviterei nel brand ogni immagine, solo parole (da organizzare graficamente da esperti, nel modo più sobrio e nudo possibile). Qualcosa di questo genere:

 

                             alleanza lavoro e impresa

  partito di tutti quelli che lavorano, producono, competono

e vogliono liberare l'Italia da privilegi, monopoli, parassitismi

                               per far volare la crescita

 

Struttura: nome + agenti/protagonisti + compiti (e implicitamente antagonisti) + obiettivo

(a, l, i, nella prima riga, li farei spiccare in un bel verde speranza, in modo che si possa leggere ali come nome della cosa)

 

D'accordo poi con tutte le critiche che hanno rilevato i difetti comunicativi del Manifesto: poco comprensibile  e poco operativo, almeno per la gente comune, di cui bisogna tenere molto conto. In questo, imparare qualcosa perfino da Berlusconi. 

 

Mi rendo conto che le stesse critiche possono valere anche per la frase di Boldrin che ho usato, con qualche modifica, per un possibile brand del partito che non c'era e forse ci sarà.

Ma è solo uno spunto su cui occorerebbe lavorare ancora moltissimo.


Caro Fabrizio, ;-)

apprezzo abbastanza il tuo tentativo di marchio nel commento precedente, ma "far volare la crescita" francamente fa  un po' schifo.

Meglio "dare ali alla crescita", che suggerisce anche il ruolo del nuovo partito (ali) rispetto all'obiettivo forse principale.

Quindi, cambiando ancora un po', spero non in peggio: 


                               alleanza lavoro e impresa

  partito di tutti quelli che lavorano competono producono

e vogliono liberare l'Italia da privilegi monopoli parassitismi

                                 per dare ali alla crescita

 

Non credo che il nome Forza Italia sia stato deciso in un brain-storming su internet, è necessario affidarsi a persone esperte che siano in grado di gestire anche la pagina Facebook che attualmente si limita ad esistere senza mettere in campo nessuna delle campagne aggressive indispensabili per raggiungere quella massa critica che servirà a Boldrin e agli altri per decidere se impegnarsi o meno. Guardate che ottobre è dietro l'angolo e di mezzo c'è il buco nero agostano.

Totalmente d'accordo.

 

Per ora siamo tutti ad un livello da lista cittadina 

Io ho stampato il manifesto e le proposte, ed in questi giorni ho iniziato a farle leggere e commentare a cittadini italiani che conosco qui nei dintorni di Londra, persone che non conoscono NfA e che non hanno idea di chi sia OG, ma che credo possano essere abbastanza esemplificativi del tipo di votante che dovrebbe essere attratto da simili proposte (e quasi tutti in passato hanno espresso mezze simpatie per il Sig. Grillo e il suo movimento, soprattutto in funzione antipartitica), e l'impatto non è stato dei migliori.

 

Alcuni si sono lamentati per la forma, soprattutto a chi non ha alle spalle una formazione accademica l'utilizzo di certi vocabili (i.e alienazioni) ha generato più di una perplessità (non che non ne capissero il significato, ma lo vedevano come un tipo di linguaggio mellifluo, politichese, interpretando come "noi vendiamo la cosa pubblica per privatizzarne i profitti nelle nostre tasche"). Tutti hanno trovato i dieci punti eccessivamente prolissi, e soprattutto generici, chiedendomi in continuazione: "ma in pratica cosa vogliono fare?".

 

Uno si è lamentato in maniera piuttosto veemente per la richiesta di finanziamenti, e mi ha fatto un esempio abbastanza illuminante: "quando il Sig. Santoro ha chiesto al pubblico di finanziare, avrebbe fatto un discorso del tipo "noi fino ad oggi abbiamo fatto questo e quell'altro, se volete che continuiamo a farlo, abbiamo bisogno del vostro aiuto finanziario", e però questi che cosa hanno fatto? Si svegliano un giorno e mi chiedono soldi?" (magari la pagina di richiesta finanziamenti si potrebbe riscrivere con questo paradigma in mente, soprattutto da parte del gruppo di NfA che ha alle spalle anni di campagne contro il malgoverno italico). Questa persona mi ha anche fatto notare che il Sig. Grillo non chiederebbe soldi e che i vari gruppi territoriali del M5S si amministrano finanziariamente in maniera indipendente, senza necessità di una costosa struttura centrale e relativi sprechi. Non so se sia vero, ovviamente, ma si potrebbe indagare.

 

In generale, dall'esperienza avuta, ed ammettendo di aver indagato su un campione molto piccolo (4 persone), mi sembra che avrebbe senso un manifesto più corto, stile raccolta di slogan, poi un documento con i 10 punti programmatici generici ma curando molto gli aspetti semantici, e poi un altro documento con delle proposte dettagliate su una riga, stile il programma del M5S.

interessante il tuo resoconto, tuttavia mi stupisco un po' della reazione dei tuoi interlocutori, accanto a espressioni abbastanza generiche ci sono alcuni punti assolutamente distintivi nl manifesto. Ad es.  riduzione della spesa pubblica in termini di spesa/PIL, non mi sembra lo proponga nessuno dei grandi partiti, oppure difesa del reddito ma non dei posto di lavoro dei lavoratori, anche questa e' una proposta non standard.  Sono capite queste proposte? Hanno espresso un'opinione le persone con cui ne hai discusso?

Se devo dirti la verità, a me è parso che il discorso "riduzione della spesa pubblica in termini di spesa/PIL" non l'abbiano capito, espresso in quei termini. E stiamo parlando di persone che vivono e lavorano all'estero, e  che non hanno beneficio alcuno diretto o indiretto dall'elefantiaca spesa pubblica italiana (anzi, un paio sono al corrente che per via dell'IVIE/IVAFE, che è in pratica una patrimoniale sugli emigrati che ritornano nel Bel Paese, sono praticamente condannati all'esilio fino ad una eventuale abrogazione di quelle imposte).  Uno mi ha specificatamente risposto che "l'abbassamento delle tasse lo promettono tutti i partiti, e poi una volta eletti le aumentano, perché dovrei credere a questi?".

Sul punto 5, il sostegno al reddito , invece hai ragione, erano tutti molto più ricettivi, e mi è sembrata ci fosse una maggiore comprensione (ma d'altronde è tutta gente che lavora senza articolo 18 da una vita, in un sistema in cui il sostegno al reddito c'è già, immagino che in un campione di lavoratori residenti nella RI e protetti dall'attuale legislazione il risultato potrebbe essere molto diverso).


Anche secondo me l'esperimento è interessante, e probabilmente andrebbe ripetuto in maniera più allargata e controllata, per capire l'efficacia della comunicazione e tante altre cose.

Sveglia!!!

simone 1/8/2012 - 14:22

Ma avete capito a chi state chiedendo il voto?

Io so che siete diversi dagli altri (grazie a Dio!) ma parlare di "Spesa/PIL", con tutto il rispetto, vuol dire non avere ben chiaro chi è il "cliente" da intercettare.

Dovete andare per slogan! Arruolare qualche donna di bella presenza (leggasi gnocca), essere graffianti come Grillo ma dando l'idea di essere un'alternativa credibile. Insomma, il vostro vantaggio competitivo è quello di essere riconosciuti, già oggi, dall'elite (scarsissima) di questa nazione come interlocutori seri e affidabili. Ora dovete convincere quelli che guardano il grande fratello! E certo non ci riuscirete parlando di spesa/PIL, vi piaccia o no.

Basta

Corrado Ruggeri 5/8/2012 - 12:34

Innanzitutto basta con "sveglia", antipatico modo di dire introdotto da quell'antipatico di Luttazzi, che presuppone che tutti siano dei fessi dormienti tranne te che hai visto la luce Soprattutto: basta con i parlare di "marketing" e non di politica, il "cliente" da intercettare  e non di "italiani", con il parlare di gnocca e non di donne e il considerare tutti gli "altri" (mai sè stessi of course) come imbecilli che guardano il grande fratello. Se interessano queste cose c'è già Forza Italia o PDL. Qui si vuole fermare il declino, non farne parte

Devo dire che ho mandato il moroso (Professore di Farmacologia da circa 10 anni in America) a leggere il sito e anche lui mi ha detto che pur concordando con i contenuti, non tornera' mai piu' sul sito ne' lo condividera' con altri.

 

Io che faccio marketing ho cominciato a cercare i motivi del suo disinteresse ed e' andata cosi':

Lui: non capisco cosa vogliono fare.

Io: ma non capisci i punti

Lui: PIL so a malapena cosa vuol dire, ma si poi se vado a leggere con attenzione sono d'accordo con tutto, come si puo' non essere d'accordo... ma cosa vogliono fare?

Io: iniziare una forza politica

lui: beh quando avranno dei politici che declinano le proposte magari si capira' meglio per ora e' solo un pampleth accademico

Io: ma secondo te cosa potrebbero fare per coinvolgere piu' gente

Lui: tagliare i testi di molto e fare delle proposte piu' concrete.

 

Quindi concordo con le osservazioni di cui sopra. Qui nella nostra torre d'avorio siamo tutti d'accordo ma fuori (e anche nelle torri d'avorio circostanti) ci capiscono in pochi.

Questa persona mi ha anche fatto notare che il Sig. Grillo non chiederebbe soldi e che i vari gruppi territoriali del M5S si amministrano finanziariamente in maniera indipendente, senza necessità di una costosa struttura centrale e relativi sprechi. Non so se sia vero, ovviamente, ma si potrebbe indagare.

Certo, bisognerebbe indagare. Anni fa in un forum si presento' una ex-grillina che spiego' con dovizia di particolari come ogni meeetup di Grillo dovesse pagare ben precise royalties per usare il suo nome (si parlava di importi a 4 zeri). Naturalmente un grillino potrebbe tacere (per proteggere il "maestro") e di un "ex" ci si potrebbe non fidare per cui fare un'indagine oggettiva è compesso in certe "sette". Scientology insegna.

Ecco l'articolo che stavo cercando.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/per-battere-b-serve-il-brand-...

Un estratto:

Chi lavora con Berlusconi fa analisi di questo tipo. Mentre politici ed elettori di centrosinistra discutono di politica, contenuti e massimi sistemi, dall’altra parte c’è una macchina che lavora in modo scientifico: valuta dati, prende decisioni, misura gli esiti di quelle decisioni, valuta se insistere o modificare i comportamenti. Ogni scelta è ponderata, misurata, validata.

Per battere il brand Berlusconi, dunque, ci vuole un brand sinistra.

Segnalo articolo di Michele Fusco apparso su LINKiesta http://www.linkiesta.it/oscar-giannino-italia-futura

Personalmente anche io trovo che le dieci proposte siano troppo generiche, ogni partito italiano ha nel suo programma abbassare le tasse, rendere meritocratica l'università, licenziare i parassiti nella PA etc, scendere un po' più nel dettaglio gioverebbe sicuramente all'immagine del partito (o movimento che sia): manifesti in dieci punti se ne vedono fin troppi in giro, meglio darsi alle proposte concrete.

Mi chiedo inoltre se avete pensato a qualche forma di partecipazione da parte dei militanti, permettendo magari di votare le singole proposte o di farne di nuove (via internet ovviamente).

Per il nome si potrebbe recuperare il vecchio Partito d'Azione http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_d%27Azione o anche Giustizia e Libertà (chi sa chi ha i diritti adesso). Sarebbe un buon modo per ricollegarsi alla tradizione italiana del risorgimento e del dopoguerra attirando a se liberali, intellettuali e la parte più a destra della sinistra, anche se forse il modello originale è un po' troppo a sinistra rispetto a Fermare il Declino...

..... a me sembra tanti di si. A cosa mi riferisco. A quella frase apparsa su FB e poi riproposta su Twitter da M.Boldrin. La frase incriminata è "diffidare dai copioni, specialmente quelli al soldo dei briganti" ( cit. ). Premesso che la frase sia vera o verosimile ( e la condivido in pieno ), ma non sono assolutamente d'accordo sul suo utilizzo, ora è vero che se si è su Twitter si hanno solo 140 caratteri a disposizione e non si possono fare grandi discorsi, ma mi è sembrata una frase stonata che non stesse bene. Argomento meglio. Abbiamo passato gli ultimi 18-20 anni a sentire gente che si insultava nei vari salotti televisivi, ora c'è il maggior rappresentante del nuovo che avanza ( M5S ndr ) che un minuto si ed un minuto no spara a zero su tutti e sempre in maniera offensiva. Insomma ormai ci siamo abituati a sentire che "X" dice di tutto su "Y" senza entrare nel merito della questione, questo secondo me è, ormai, sbagliato, non cerco uno stile da lord Brummel, ma invece di un'invettiva consiglio un ragionamento, invece di un insulto una risposta arguta, non di certo un educazione stile '800, ma una forma diversa di comunicazione. Ecco forse sono arrivato al nocciolo della questione Vorrei consigliare ( a titolo personale ) risposte circostanziate che ricalchino il "BUT BRUTO IS AN HONORABLE MAN" di shakespeariana memoria differenziando(ci) anche nello stile oltre che nel contenuto e anche per non essere additati di solito becero "qualunquismo". Per fare un esempio pratico invece che scrivere "diffidare....." una frase del tipo " ma queste cose non le potevano fare o pensarle prima visto che sono stati al governo con la maggioranza quasi assoluta oppure le propongono solo ora perché qualcun'altra le ha proposte" ( prevengo la critica lo so che su Twitter non ci sta ). Il senso di quello che volevo dire è questo oltre che proposte diverse e concrete anche un linguaggio diverso e concreto. Dico tutto questo con il presupposto che: A) non è una critica ma una riflessione B) la penso esattamente come Boldrin C) non vuol dire usare linguaggi melliflui e politicamente corretti da prima repubblica D) la comunicazione è estremamente importante E) comunque vada saremo attaccati in diversi modi e da tanti Accetto critiche al mio ragionamento. Antonio

Mi sembra indispensabile inserire almeno una donna, meglio due, fra i primi proponenti del manifesto. Se accettassero, Irene Tinagli e Marina Salamon?

E al diavolo le obiezioni formali sul fatto che siano state aggiunte in un secondo tempo. Credo che nessuno ci farebbe caso e ne farebbe questione.

aggiunte o presenti dall'originale, almeno due donne ci devono stare se questo proclama di voler vincere e' vero. 

Dato che ci sono 7 firme di uomini, vanno trovate 7 firme di donne (io suggerirei 10 e 10), e magari si può approfittare per riscrivere manifesto e proposte in maniera più comunicativamente efficace ed accattivante.

Idem per i primi aderenti, minimo 250 e 250 (io suggerirei 500 e 500).

 

Capisco perfettamente il punto di vista di Michele Boldrin ("io non mi metto di certo a chiamare persone che non conosco"), non è mai stato nemmeno il mio ruolo nelle organizzazioni di cui ho fatto parte e personalmente non saprei da dove cominciare o quasi, ma c'è chiaramente bisogno di mettere su una squadra che si occupi di questo specifico aspetto, contattare proattivamente persone che potrebbero essere interessate, e che sarebbe utile provare a coinvolgere, in un simile progetto, proporre loro manifesto, proposte e spiegare chi ci sta dietro, e cercare di portarle a bordo.

Il primo compito di questa squadra dovrebbe essere quello di trovare le donne necessarie. Ci sono, bisogna cercarle e convincerle.

 

Per la mia limitata esperienza, ho visto usare con successo simili strumenti: http://www.salesforce.com/it/crm/sales-force-automation/pricing-editions.jsp

Ma immagino ce ne siano molti altri, e persone con più esperienza di me in questo campo potrebbero certamente dare i suggerimenti più appropriati.

dire che non ci si mette a cercare chi non si conosce nullifica l'incipit di due giorni fa: "abbiamo cominciato perche' vogliamo vincere". Ripeto: il voto delle donne italiane serve perche' sono una fetta cospiqua dei votanti e qui mi sembra che tutto sia impostato sui numeri

Giuliana, giusto mettere le donne ma le donne italiane votano le donne meno di quanto le votino i  maschietti. (C'era uno studio sull'argomento che non riesco a ritrovare) ho però trovato questo.

La risposta di Antonio Noto la trovo particolarmente esauriente: “Molto spesso c’è anche una bassa credibilità delle donne che vengono elette, cosa che accade quando queste sono le mogli ufficiali, le amanti non ufficiali dei politici maschi”.

Dato che mi pare ci siano molti esempi di simili donne elette, anzi direi più correttamente nominate, mi pare un segno di intelligenza delle donne elettrici non votarle (d'altronde è praticamente un voto inutile).

Se d'altra parte venissero proposte donne che vantassero meriti diversi rispetto all'aver sposato o altro un qualche alto papavero, mi aspetterei un diverso comportamento delle elettrici.

cospicua

dragonfly 3/8/2012 - 21:31

.

"Un progetto avvincente e di belle speranze con connotazioni social che rendono le persone più consapevoli del contributo che possono fornire". 

Con queste parole ho descritto ai miei amici cosa fosse l'iniziativa di Fermare il Declino, non sono riuscito a trasmettere loro però tutto il mio entusiasmo per il semplice fatto che ognuno di loro chiedeva quali fossero concretamente le idee di questa nuova forza politica che sta prendendo forma. Certo, ho descritto loro i 10 punti presenti sul manifesto ma c'è, da parte loro e di tante altre persone, un bisogno di fatti evidenti e tangibili che possano trasmettere a tutti quell'entusiasmo che caratterizza credo tutte  le 11 mila persone che hanno aderito. Questo pessimismo porta a farsi che le persone credano di non poter più cambiare la loro situazione, di non contare più nulla ed è esattamente la strada da non seguire se si vuole dare una svolta alla nostra sorte come Nazione.

Il modo con cui Fermare il declino e nFa stanno cercando di affrontare i problemi politico-economici e non solo costitutisce la direzione giusta da seguire, l'utilizzo del web e di nFa per arrivare ad una discussione in cui tutti possono partecipare è il modo migliore di sentirsi partecipi di qualcosa. 
Per me, studente 20 enne, è la prima volta che ho la possibilità di poter partecipare a questo cambiamento, esprimere i miei pensieri e le mie opinioni, confrontarmi con professionisti del settore che possono permettermi di comprendere meglio il paese in cui viviamo. 
L'obiettivo del cambiamento della classe politica è qualcosa che ci si aspetta da tempo, mai realizzato, nemmeno quando le condizioni erano "ottime" (Tangentopoli avrebbe potuto essere la fine di questa classe politica, a mio parere), una necessità per noi giovani che ci sentiamo esclusi dal dialogo perchè spesso sembra che qualcuno ci ascolti ma non è affatto così. In questo contensto perciò, ribadisco, nFa e tutti gli altri socialnetwork di cui Fermare il declino si serve, rappresentano un passo verso la direzione giusta.

Concludendo con un consiglio per il nome, non includerei la parola "Liberal" perchè si, è simbolo di un orientamento politico ben delineato, ma per quel poco che ho potuto imparare fino ad ora, il pensiero nei confronti di questa dottrina politica è il seguente: "se sono i più svegli, perchè perdono sempre?".

Speriamo che non accada, continuo a seguirvi. Ottimo lavoro! 

Morire a trovare una forza politica che accenni timidamente alla Questione Romana....sul tema sono più timorosi non del Cavour ( che in confronto appare come un mangia preti ) ma anche di Bettino Ricasoli.
Anche le nuove formazioni politiche mi sembrano pervase da un neoguelfismo Giobertiano da tardo pensiero medievale.
E non venitemi a raccontare che questa anomala presenza non ha inciso sul progresso politico, civile, morale ed economico di questa nazione perché dimostrereste unicamente di essere in malafede.
Possibile che nessuno ha niente da dire ....tutti con lo zio prelato ?

per ragioni di famiglia che superano il mio controllo non ho zii prelati, dalle notizie che posseggo di zii viv, nessuno e' religioso.

la cosidetta questione "romana" e' un problema di civilta' e le capacita' di pressione e ricatto che uno stato straniero esercita sui governi italiani sono un dato fuor di dubbio, da questioni "nominate" etiche (in realta' di controllo) fino a questioni direttamente fiscali (i regimi di tassazione differenziali se uno apre un luogo di culto o un palestra di yoga.)

Al momento, con riluttanza considerevole, il mio avviso e' di dire nulla di programmatico. Evocare anche la questione implica una quantita' di discussioni con le persone religiose che detraggono dalla semplicita'. Pochi punti ma buoni, basta, per ora.

Già capisco...una quisquiglia : "Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX).

Il notevole risultato del movimento di Grillo ha insegnato che la cosa giusta da fare è rivolgersi agli outsider, a quelle persone che non hanno mai fatto politica attiva, che non si sono mai iscritte a partiti, impelagate in comitati parapolitici etc. (questo avvenne anche in occasione della formazione dei primissimi club di Forza Italia)

Grillo ha saputo motivare questa gente che mai avrebbe pensato di candidarsi neanche per un seggio comunale proponendo loro una sorta di franchising bell'e pronto: chi vuol beneficiare del marchio m5s deve sottoscrivere il programma del movimento e rispettare certi vincoli, dopodichè ogni lista è libera di fare politica e campagna elettorale come meglio crede. Non ci sono organi di partito, sezioni, eventi da finanziare. Un'organizzazione leggera, con Grillo a coordinare, e la rete per comunicare... e ha sbancato.

E lo ha fatto partendo dal basso, dai comuni, senza cercare l'appoggio del notabile e del politico professionista di turno. Quindi, più che inseguire marcegaglie e reduci di mille battaglie perse, si dovrebbe imitare il m5s (ai cui simpatizzanti potreste dare risposte più serie di quelle che dà loro quel fanfarone di Grillo, tra l'altro).

Il momento è propizio, i politici non sono mai stati così screditati e l'insofferenza nei confronti di una classe dirigente incapace e predona non è mai stata così forte. Sarebbe un peccato sprecare energie per raccattare uno 0.3% in compagnia di qualche fuoriuscito.

E lo ha fatto partendo dal basso, dai comuni, senza cercare l'appoggio del notabile e del politico professionista di turno. Quindi, più che inseguire marcegaglie e reduci di mille battaglie perse, si dovrebbe imitare il m5s (ai cui simpatizzanti potreste dare risposte più serie

Secondo me cercare di capire come funziona il M5S, e vedere se non c'è qualcosa del suo funzionamente che si potesse magari adottare, non sarebbe una cattiva idea.

Non essendo militante del M5S, so quanto letto sui giornali. Emergono due caratteristiche - la presenza di un leader carismatico con potere di veto sull'uso del simbolo e sulle nomine e il ruolo preminente dei militanti nella stesura del programma e nella scelta dei candidati (salvo appunto veti dall'alto). Ambedue le caratteristiche mi sembrano dannose.  Questa affermazione mi sembra ovvia nel caso del  leader carismatico e quindi non elaboro.  Argomenterò invece brevemente la seconda. L'idea che i cittadini possano formulare un programma per gestire una società moderna è una pia illusione, se ben mi ricordo di origine leninista.  L'elettore medio non ha le competenze e le informazioni necessarie, come del resto dimostra il caso di Parma. Le promesse del M5S si sono infrante sulla dura realtà (tipo l'enorme penale da pagare per chiudere l'inceneritore).  E' invece compito dei partiti o dei movimenti formulare programmi coerenti e tecnicamente fattibili e poi spiegarli agli elettori, indicandone i costi ed i vantaggi per il paese e per i singoli gruppi sociali. Gli elettori poi sceglieranno il programma   che preferiscono. Da questo punto di vista, FiD ha un enorme vantaggio su quasi tutti gli altri movimenti e partiti: il gruppo dirigente è competente, sa cosa bisognerebbe fare e cosa si può fare. Il problema è trasmettere queste informazioni in maniera convincente a coloro che potrebbero votarlo - siano essi gruppi sociali che avrebbero da guadagnarci (p.es. giovani ai margini del mercato del lavoro) o persone che magari non ci guadagnerebbero ma sono comunque interessati al bene comune (p.es. Sabino Patruno, che avrebbe tutto da perdere dall'abolizione della figura di notaio). Purtroppo l'offerta politica attuale (compreso ed anche soprattutto Grillo) si caratterizza per un populismo sfrenato e quindi un messaggio serio può avere difficoltà a farsi sentire. Rincorrere i populisti sul loro terreno mi sembra una strategia perdente. Primo, Grillo sarà sempre più bravo a gridare. Secondo, anche se per astratta ipotesi FiD riuscisse a gridare più forte,  si troverebbe a dover mantenere promesse irrealizzabili.

E' invece compito dei partiti o dei movimenti formulare programmi coerenti e tecnicamente fattibili e poi spiegarli agli elettori, indicandone i costi ed i vantaggi per il paese e per i singoli gruppi sociali. Gli elettori poi sceglieranno il programma che preferiscono

 Ok ma, se ho capito bene, voi vi proponete al paese come un gruppo di persone che ha le competenza e i rimedi giusti e in base a questo chiedete il voto senza incoraggiare una partecipazione attiva di chi vi dà credito, se non il giorno delle elezioni. Temo che questo non vi porterà lontano. Èlites, per quanto competenti, messe al governo a furor di popolo non mi sembrano plausibili.

Grillo, invece, ha motivato le persone ad impegnarsi attivamente riuscendo a disciplinare il m5s come se fosse davvero un partito, senza le strutture classiche del partito che richiedono notevoli risorse umane e finanziarie.

P.es. per buttare fuori dal movimento un dissidente, Grillo non fa altro che mandare una letterina di diffida dei suoi avvocati ad utilizzare il marchio m5s (che è di sua proprietà) e a parlare a nome del movimento, e quello è fuori.

Ma anche no non lo so e non mi interessa semmai sono idee tue, ma voglio sfidarti sul tuo stesso terreno, tu dici che per buttare fuori un dissidente basta che Grillo faccia una lettera di diffida etc, vero, ma mi sfugge questo come possa essere un sintomo di democrazia ( partecipativa ? ) cioè spiegami bene se io militante del M5S non condivido le idee dello stesso, ma magari mi impegno, dal basso come dite voi, a portare un'idea nuova e sopratutto diversa il capopartito mi butta fuori senza che ci sia un corretto dibattito dialettico all'interno del movimento? Beh se questo è vero Voi state alla democrazia come io sto alla meccanica quantistica...... ma che movimento è e che democrazia dal basso è se io non posso avere un'idea diversa dalla massa dominante. Se, e ripeto se, quello che dici è il modus operandi e la forma mentis di M5S allora mi sa che il libercolo che ha ispirato quel movimento è "Animal Farm" ( «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri» ). Inoltre riconosco quello che dici "Grillo ha motivato ........ ", ma anche qui qualcuno ha motivato qualcun altro, ma non solo ad impegnarsi ma anche a crescere, mi spiego meglio se io, e quindi parlo per me, che ho la maturità tecnica è da mesi che mi leggo plichi di roba incomprensibile ai più su economia e mi sono rimesso a studiare per comprendere se quello che mi veniva detto/proposto non solo mi sono impegnato ( ed è evidente ), ma ho anche fatto una crescita personale, ma ancora di più mi sono messo a fare il mio dovere di cittadino a guardia del "potere" ovvero di chi mi propone un'idea che diventa poi politica. Inoltre se tu non sei adepto di M5S ti informo che ad ogni meetup formato si enunciano le verità incrollabili della "Carta di Firenze" che, credo, siano la base culturale del M5S o comunque il minimo comun denominatore o il manifesto, ecco io in questo non ci trovo nulla di male anzi è giusto chiarire da principio in cosa credono o devono credere le persone che si riuniscono per parlare ma questo non cozza con quello che dici circa "Elites per quanto competenti, messe al governo a furor di popolo non mi sembrano plausibili". E ancora se se vince le prossime elezioni il M5S vuol dire che dobbiamo essere tutti a conoscenza della carta di Firenze ( altrimenti governerebbe una Elites ) oppure chi non ha condiviso la suddetta carta non ha il diritto al voto ed ha bisogno di un periodo di rieducazione politica ( tipo Laogai? ). Inoltre mi spieghi cosa c'è di male in una struttura di partito se questa non è o diventa un centro di potere, servilismi o malversazioni/corruzioni clientelari? Io nulla è come quello che dice il M5S dopo 2 mandati tutti a casa, giusto in teoria, ma se troviamo ( gratia dei ) un ottimo politico ed ottimo presidente che ben ha servito la patri e ben la servirebbe che facciamo lo cacciamo via in nome di una norma che anche se giusta diventa controproducente. A tutto questo ti rispondo con due citazioni: "la passione non manca mai di strappare lo scettro alla ragione. Se anche ogni ateniese fosse stato un Socrate, nondimeno ogni assemblea di Atene avrebbe potuto essere la riunione di una folla disordinata." J.Medison "Un'idea un concetto un'idea finchè resta un idea è soltanto un astrazione" G.Gaber In ultimo circa all'anonimato In primis non abbiamo nessuna idiosincrasia per anonimi almeno non io ( e qui di anonimi che scrivono ce ne sono ), ma, forse, ci piace sapere con chi stiamo parlando fa parte del minimo dell'educazione che ci hanno insegnato la stessa educazione che ti manca avendo (non) risposto in maniera sprezzante ad una Signora che gentilmente ed anche autoironicamente chiedeva di palesarti. Educazione carissimo Astrologo è la base di una società PS mi spiace ma qui uno non vale uno UNO VALE E BASTA noi ultraliberisti servi del padrone e di confindustria siamo così un po démodé ed attaccati alle tradizioni di libertà individuale. "Non condivido le tue idee ma sono disposto a morire perchè tu le possa esprimere

avendo idee cosi' sensate perche' non ci metti un nome e cognome? tanto vedi che io oltre a cio' ci metto anche gli errori di spelling retaggio dei miei tre anni di asilo montessori dove mi hanno incoraggiata a scrivere tutto come mi veniva e come mi sentivo e cosi' oggi, da adulta, faccio una cospicua brutta figura anche se parlo di cose serie e che mi piacciono

Credo l'insofferenza di nFA per gli anonimi non riguardi l'anonimo di passaggio, come me e altri, ma il caso in cui si capisca che dietro un nickname ci sia un collega dei redattori o un addetto ai lavori. Ecco, che uno di questi venga qui a dire le sue cosine protetto dall'anonimato, magari per paura che ciò che scrive non sia compatibile con una cattedra universitaria o con uno stipendio da ricercatore, capisco che sia irritante.

no, la critica è all'anonimato in generale.Il concetto è (grossomodo):noi ci mettiamo la faccia nella discussione e tu anonimo ti permetti di tutto coperto dall'anonimato.Se cerchi ci sono alcuni commenti a vecchi articolibdove Boldrin dettaglia meglio il perchè non gradisce gli anonimi

Direi che la critica non si applica a tutti gli anonimi (non è il tuo caso ne quello, per esempio di Dragonfly)

Interessante questo articolo: Casini avrebbe dato la sua adesione "ideale" a FiD via telefono a Giannino. Petretto e Zingales sarebbero solo l'apripista per Renzi e tanto altro...

L'interesse sta nel fatto che appare sul quotidiano dei Vescovi dove per certi protagonisti (vedi Casini) indiscrezioni e gossip sono ordini.

da quando "interessante"  è sinonimo di "preoccupante"? Renzi e Bonanni mi sembrano ok ma ho molte remore su Casini, se penso ai 10 punti non è certo lui che mi viene in mente come politico affine. Non voglio fare il talebano, quindi aspetto gli sviluppi e le future adesioni (e temo gente anche "peggiore"di Casini). Però con lui il voto di mia moglie ce lo siamo definitivamente giocato (e il mio quasi) poi per carità ha un bel taglio di capelli

Linko un vecchio articolo ben scritto e documentato sull'origine di questo filone di dogmatismo economico, con risvolti, a volte, per chi li disconoscesse, decisamente inquietanti:
http://www.movisol.org/shultz.htm

grazie

andrea moro 8/8/2012 - 09:03

si è dimenticato da qualche parte che lo sbarco sulla luna è un complotto di chissà chi. Cosa c'entri, comunque, tutto questo, con i problemi dell'Italia lo sai solo tu.

A.Moro

Marcello Lopez 8/8/2012 - 10:27

Mi risponda nel merito invece di fare dello spirito sardonico ex cathedra che probabilmente non è nelle sue corde e non le hanno insegnato al Cepu di Vanderbilt.

mi spiace

andrea moro 8/8/2012 - 11:20

e' lei che ha iniziato un discorso che c'entrava solo tangenzialmente con quanto dibattuto. Adesso dovremmo anche rispondere nel merito ad ogni provocazione? 

Conviene non rispondere ad ogni provocazione.

Il consiglio che si può dare a costoro, è di iniziare a leggere magari cosa avevano da proporre i principali esponenti della Scuola di Chicago, e non andare a cercare i primi link frutto solo di una certa propaganda (ben scritto e documentato, ma per favore) solo per soddisfare gli iniziali pregiudizi e le proprie percezioni a riguardo.

Caro amico, quanta fatica scendere le scale così in basso, alla mia veneranda età, per aiutarla come un buon samaritano….. Come Prof. “Costoro”le formulo una diagnosi purtroppo infausta: se il suo new brain accessoriato con due neuroni non ha argomentazioni da contrapporre , il suo old brain ( “cervello rettile” attacco/fuga della sopravvivenza, ereditato dagli antenati) lo vive come un attacco alla sua ( non ) intelligenza e pertanto reagisce con la più semplice e facile risposta per l’uscita di servizio ( la medesima dalla quale suppongo sia entrato) : la provocazione indimostrata e indimostrabile.
Si tranquillizzi è una patologia comune ai poveri di spirito e di intelletto; non è grave ma non si avventuri da solo senza precettore per terreni intellettuali impervi dove potrebbe farsi male.
E soprattutto non si abbatta: lei sarebbe stato un ottimo esemplare per lo staff di Joseph McCarthy.
Spero di esserle stato utile.

A. Moro

Marcello Lopez 8/8/2012 - 21:12

Che l’argomento da me toccato cioè a dire quali ripercussioni abbia avuto l’applicazione delle Teorie dei Signori di Mont Pelerin Society sui popoli costretti da Governi fantoccio degli Usa ad applicarle non mi sembra irrilevante, dato che le medesime si vorrebbero introdurre anche in Italia.
Vogliamo ricordare qualche bel risultato ottenuto ?
Il Sud America ed in particolare in Cile ed Argentina è stato impiantato il laboratorio cavia dei Chicago Boys i quali in simbiosi con la spregiudicata politica delle amministrazioni Repubblicane di allora hanno fatto qua e là qualche colpo di Stato nei Paesi in cui non riuscivano a comprare i Governanti – V. Allende/ Pinochet in Cile e Dittatura Militare in Argentina.
Queste Nazione furono de-pre-da-te dei loro assets strategici pubblici con privatizzazione selvagge a prezzi di saldo a favore delle Corporations Americane ( V. per l’ Italia la privatizzazione Telecom ed oggi ciò che si sta tentando di fare con Finmeccanica ed a seguire….)
Dopo di ché i loro Governi per sopravvivere al dissanguamento delle tesorerie centrali furono costrette a contrarre debiti capestro con l FMI ( che qualsiasi imbecille sa che è una delle longa manus degli USA ) in cambio della più ortodosso e rigorosa applicazione di quelle teorie economiche con risultati disastrosi i cui echi si riverberano ancora adesso.
Questa per Lei è una provocazione ?
Beh allora lo sarebbe stata anche una critica a L'ebreo internazionale di Henry Ford.
Anche Ford avrebbe potuto vivere come una provocazione la critica a delle tesi che se non bloccate in tempo potrebbero portare a risultati devastanti.
Come augusto Professore alla Vanderbilt lei mi insegna, nella mia infinita pochezza, che un certo Hitler nel suo Mein Kampf, cita testualmente diverse parti del libro di Henry Ford.
L'imprenditore americano ed il dittatore tedesco, uniti da reciproca ammirazione, diedero corso ad iniziative comuni di ordine finanziario e industriale. Nel 1938, per i grandi meriti riconosciuti dalla Germania Nazista, Henry Ford fu insignito con l’ Ordine dell’ Aquila Tedesca.
Già ma lei non ama le tangenziali lo so, troppo veloci ed alte sui viadotti, preferisci il chiacchiericcio giù down town al Bar dello Sport, disquisendo sulle affermazioni di statisti del calibro di Alfano, Brunetta, Bersani, Cicchitto o Grillo.
Ed io che mi aspettavo una confutazione basata sulla Teoria dei Giochi di John Nash….
Ha ragione probabilmente sono fuori posto e levo il disturbo.
P.S. Se avessi intuito il mood del Blog prima vi avrei richiesto le considerazioni da esprimere “liberamente” concordate in maniera preventiva.

Miei cari amici redattori di nFA ho deciso di postare la mia domanda qui per richiamare alla memoria un momento felice del 2012. L' inizio delle cose e', per definizione, il momento piu' bello che viviamo e una volta tanto dando ragione a mio marito ripenso alle emozioni cosi' belle che hanno infiammato i 20.000 che nei trenta giorni di agosto (ma ve lo ricordate che era AGOSTO) vi hanno abbracciato. Mio marito dice che l'innamoramento dura un tot..poi comincia la dura vita reale e che  i due stati d'animo non possono convivere e che non si puo' vivere perennemente innamorati cioe' sopra le righe.

Ebbene, la mia domanda e' la seguente: che ne e' dell'iniziale enunciato che non importa chi sia, basta che voglia prendere il topo? In questa settimana vi siete accaniti a dissettare Monti che in realta' parla come voi..allora?

oggi questo e' uno degli editoriali del Corriere della Sera; potete ignorare Monti ed il suo peso politico, ma venite meno a uno degli enunciati esposti candidamente nel vostro manifesto. Perche' questo distinguo? Aggiungo il link al corriere e vi domando di dirmi dove sono le differenze tra i requisiti di Monti e i requisiti di FilD perche' , da semplice persona del popolo io non li so vedere.

http://www.corriere.it/politica/12_dicembre_30/premier-obiettivo-non-rif...

mi vine in mente la storiella del re nudo...ma Giannino e company sono vestiti che basta

sta nel primo paragrafo del manifesto: la discontinuita' con la vecchia classe politica, che ha fallito. Il programma di monti non e' credibile con casini e gente del genere.
Poi anche se fosse, stai assumendo che loro ci vogliano. Non e' cosi' quindi non si pone nemmeno il problema. Il motivo per cui non ci vogliono sta nella frase precedente.

Perchè non avete alcuna chance di superare lo sbarramento anche solo alla Camera...vostro malgrado siete troppo elitari, persino piu' del Pri o il Pli della prima Repubblica!

Il voto a voi diventa un voto perso.

Vi seguo da almeno un paio d'anni via newsletter (e sono tra i primi sottoscrittori di FiD)  e condivido la gran parte della cose che dite. Principalmente condivido il giudizio sulla assoluta mediocrità della ns classe politica. Ma se questo è il terreno di coltura ci vuole un grande fertilizzante non dei non  politici.

Sarebbe meglio, molto meglio, "accasarsi" con Monti (in definitiva molto vicino a voi) . Casini etc etc? Sicuri che avranno una particolare incidenza sull'azione di Monti? Io non credo. Monti con l'appoggio di tutto il Ppe e della Chiesa  sta tentando di costituire anche in Italia, finalmente, un centrodestra "europeo". Casini e company sono solo contingenti e saranno costretti ad adeguarsi/accodarsi.

Io sono un elettore di Cs, ma di un Cs alla Pse non di quello attuale ancora attaccato alle idee e proposte della sinistra storica italiana  fortemente condizionata dall'imprinting novecentesco/comunisteggiante ed alla Cgil. Votero' questa volta per Monti.

e lo dimostra il fatto che tra il programma di FiD e la cosiddetta "agenda Monti" esistono realmente delle affinità, così come una frase di Monti citata nell'editoriale, che guarda caso è identica a quella con cui Giannino chiuse uno dei suoi primi interventi agli incontri di FiD: "Non siamo né di centro e tantomeno moderati".

Il fatto è che, al di là dei principi di base e delle dichiarazioni d'intenti, non è assolutamente credibile che gli obiettivi di Monti e quelli di FiD siano coincidenti.  Monti se vuole avere influenza nel parlamento che uscirà dalle elezioni non può fare a meno del supporto di soggetti come FLI, UDC e di un movimento Italia Futura che, almeno stando alle indiscrezioni riportate sul web, si sarebbe ormai posta in aperto contrasto con FID, a dispetto del fatto che la pubblicazione della "agenda Monti" avrebbe anzi favorito il riavvicinamento su obiettivi comuni.

L'obiettivo più naturale di FID sembra alquanto diverso: acquistare credibilità nel breve termine; favorire il rinnovamento della classe politica; dimostrare che il sistema politico italiano è contendibile da soggetti nuovi che non siano semplici movimenti populisti e/o di protesta, e per questa via far sì che il paese si orienti stabilmente verso politiche pubbliche di qualità, similmente a quanto avviene in altri paesi.  Questa diversità di intenti, almeno a mio parere, può rendere più che plausibile una scelta di autonomia di FID dai montiani.

pregasi vedere risposta di oggi da parte di giannino sul sito di fermareildeclino.it

to da luciano pontiroli il Mer, 16/01/2013 - 15:11

Forse un giorno qualcuno farà la storia di FID, rivelando come avvenne che sette personaggi di non eccelsa notorietà si misero insieme per promuovere un movimento politico, inizialmente destinato ad attirare l'attenzione su problemi importanti della politica e dell'economia italiana, ponendosi quale centro di aggregazione di iniziative politiche e poi perse i contatti con altri movimenti, riducendosi a correre da solo, per testimoniare certi condivisibili valori.

Posto che nessuno di loro era un sognatore esaltato, è verosimile che avessero ricevuto chiari segnali da forze importanti della "società civile" - qualcun altro potrebbe, maliziosamente, parlare di "poteri forti"- che poi li abbandonarono. Interessante scoprire perché la vicenda si consumò in questa maniera, chi intervenne per impegnarli nell'impresa e chi decise di non avere più bisogno di loro.

Nel frattempo, il movimento si è trasformato: ha acquisito una sua base, in massima parte dotata di entusiasmo e fede incrollabile nei mitici 7, ma tenuta all'oscuro delle scete strategiche e, soprattutto, delle loro motivazioni.

Che sarà di loro? A chi importa?

accingendomi a citarvi per il mio prossimo paper sui blog (business communication 505) mi nasce spontanea una domanda del tutto irrilevante, ma forse no.

Vi leggo imperterrita dal 2008 (se non ricordo male) e vi ho pure studiato diligentemente durante un  torrido agosto, esaminando dall'inizio la storia di questo blog per capire quello che interessa a me che di economia capisco zero. Ho percio' imparato, almeno in parte, a conoscervi per carattere e natura (certo, solo quello che si puo' comprendere dalla scrittura non avendo mai avuto il piacere di incontrarvi vis a vis). Oggi Severgnini dissetta su Italians (proto blog che citero' nel mio paper) sul perche' i migliori accademici italiani se ne vadano a trovare gloria e felicita' all'estero. Si e' fermato a Oxford e spera che almeno li' i nostri expat siano felici. A me invece interessa sapere se voi, miei cari redattori, siete felici in USA; professionalmente felici , dal momento che "casa" e' dove ho i miei affetti, sono sicura che la felicita' familiare sia indipendente dal suolo su cui sono fissate le fondamenta della casa (per me e' cosi', personalmente la vita privata mi va benissimo a qualsiasi latitudine/longitudine). Sandro Brusco, da accademico sei felice? Andrea Moro, ti appaga il TN? e gli altri? Proprio nessun rimpianto? 

Venezia

fausto panunzi 31/10/2013 - 11:35

Ma Andrea non è tornato a Venezia?

Confermo. Nel TN però si stava bene sia professionalmente che personalmente, personalmente non avrei rimpianti either way. Alla fine le scelte sono del tutto personali e dipendono da diversi fattori "micro" che non ha senso generalizzare: a livello individuale le ragioni specifiche non sono molto interessanti. In generale è chiaro che esistono forti incentivi ad andarsene, ma questo non è un mistero. Per questo, l'esercizio di Severgnini e' abbastanza noioso. 

Per questo, l'esercizio di Severgnini e' abbastanza noioso.

Sai che novita'... 

Sì, io qua mi trovo bene. Francamente da quando sono diventato direttore di dipartimento faccio più lavoro amministrativo di quello che vorrei, ma insomma è una cosa che va fatta e con tutta probabilità avrei dovuto fare anche altrove. Per il resto nessun rimpianto.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti