Riduzione Irpef: alla fine l'hanno fatta male

24 aprile 2014 sandro brusco

In un post pubblicato più di un mese fa ho espresso il timore che la promessa riduzione dell'Irpef potesse rivelarsi pessima dal punto di vista tecnico. Ora che i dettagli della proposta sono stati resi noti, sono costretto a osservare che i timori erano più che fondati. In effetti la proposta effettivamente attuata è decisamente peggiore di quella che si ventilava all'inizio e che aveva generato la mia reazione negativa.

Gli indispensabili Pellegrino e Zanardi riassumono su lavoce.info i dettagli della misura approvata nel consiglio dei ministri. La misura riguarda solo i lavoratori dipendenti e assimilati ed è valida solo per il 2014 (e viene quasi da dire per fortuna, viste le sue criticità dal punto di vista tecnico). Le sue caratteristiche si possono riassumere come segue:

1) Chi ha un reddito inferiore a 8.145 euro lordi annuali non ha alcun vantaggio.

2) Chi ha un reddito compreso tra 8.145 e 24.000 euro lordi annuali riceve un bonus di 640 euro. Dato che il bonus verrà pagato per 8 mesi, questo equivale ai famosi 80 euro in busta.

3) Chi ha un reddito compreso tra 24.000 e 26.000 vede il bonus decrescere linearmente con il reddito, fino ad azzerarsi al raggiungere i 26.000 euro. Ossia, per i contribuenti in questa fascia il bonus è pari a 640x(26.000-Y)/2000, dove Y è il reddito annuale. In termini pratici, se il reddito aumenta di 100 euro il bonus scende di 32 euro. Questo equivale a un'ulteriore aliquota marginale del 32%.

4) Chi guadagna più di 26.000 euro annui non ha alcun vantaggio.

A seguito di questa misura, la struttura delle aliquote marginali effettive per i lavoratori dipendenti diventa per il 2014 la seguente.

 

Aliquota

Detrazione

Aliquota effettiva

Fino a 8.145

23%

 1.880

0

8.146 -15.000

23%

978+902x((28.000-Y)/20.000)+640

27,51%

15.001- 24.000

27%

978+902x((28.000-Y)/20.000)+640

31,51%

24.001- 26.000

27%

978+902x((28.000-Y)/20.000)+640 x((26.000-Y)/2.000 

63,51%

26.001- 28.000

27%

978+902x((28.000-Y)/20.000)

31,51%

28.001- 55.000

38%

978x((55.000-Y)/27.000)

41,62%

55.001-75.000

41%

0

41%

Oltre 75.000

43%

0

43%

Rispetto a quanto discusso un nel post precedente abbiamo una minore riduzione delle tasse (si parlava di 1.000 euro annuali, che poi sono risultati essere 640), e un più ristretto intervallo sul quale si verifica la riduzione a zero del bonus (si parlava di un intervallo di 5.000 euro, tra 25.000 e 30.000, invece è un intervallo di soli 2.000 euro, tra 24.000 e 26.000). Mentre il phasing out  dei 1.000 euro sull'intervallo 25.000-30.000 implicava un aumento dell'aliquota marginale del 20%, il phasing out di 640 euro sull'intervallo 24.000-26.000 implica un aumento del 32%. In sostanza, l'operaio o impiegato che attualmente guadagna intorno ai 1.500 euro netti al mese dovrà stare molto attento prima di fare un'ora di straordinario, dato che rischia di pagare circa i due terzi di quello che guadagna in tasse. Ma se guadagna un po' meno o un po' di più la tassazione si riduce invece a circa un terzo, grazie alla struttura lisergica delle aliquote marginali effettive.

Rispetto alle proposte che si ventilavano circa un mese fa, la misura effettivamente attuata ha un nuovo elemento di criticità: l'introduzione del bonus in cifra fissa al superare la soglia di reddito esente, che introduce una discontinuità nel reddito netto percepito. Il probema è ben spiegato da Pellegrino e Zanardi, quindi riporto quel che hanno detto:

Dal punto di vista tecnico, l’esclusione degli incapienti comporta il fatto che, ad esempio, un lavoratore con reddito pari a 8.145 mila euro non otterrà alcun beneficio, mentre un analogo contribuente con reddito di 8.146 euro, avendo una imposta netta appena positiva, potrà beneficiare nel 2014 di un credito d’imposta di 640 euro.

In principio questo dovrebbe dare forti incentivi a chiunque abbia un reddito appena sotto la soglia esente a lavorare di più. Un lavoratore con un reddito annuale di 8.100 euro e che riesce a guadagnarne altri 50 otterrà in più un regalo dal fisco pari a 640 euro. Purtroppo vale anche il contrario: piccole riduzioni del reddito possono portare alla eliminazione del bonus.

Io qui devo confessare che spero fortemente di aver capito male. Per come ho capito, il seguente scenario è possibile. Un lavoratore dipendente, magari part-time, guadagna 700 euro lordi al mese (per fare i conti in modo più rapido ipotizzate che questo ammontare includa la quota di tredicesima), corrispondenti a 8.400 euro lordi annui. È un livello sufficientemente alto da garantirgli l'erogazione del bonus, per cui questo lavoratore vedrà aumentare di 80 euro il suo stipendio a partire dalla busta paga di maggio. Ora immaginate che il lavoratore resti disoccupato alla fine di novembre, per cui non percepirà lo stipendio di dicembre. Alla fine dell'anno il suo reddito lordo risulterà essere 7.700 euro, un livello che non dà diritto al bonus!  Cosa succede in questo caso? Per come stanno le cose, sembrerebbe che il lavoratore dovrebbe restituire, quando farà la dichiarazione dei redditi, gli 80 euro mensili che si è visto pagare tra maggio e novembre, per un totale di 540 euro. È difficile immaginare qualcosa di più raccapricciante che chiedere i soldi a un disoccupato perché ... ha perso il lavoro, una sorta di assicurazione sulla disoccupazione al contrario. Ripeto, spero sinceramente di aver capito male, o in alternativa che almeno questo aspetto venga modificato in sede di dibattito parlamentare.

In tutta franchezza, questo è veramente un gran brutto episodio che lascia abbastanza poco da sperare su come governerà Renzi. È palese che l'unica ratio di questa norma è elettorale. Si è cercato di massimizzare il numero di persone che vedranno 80 euro nella busta paga di maggio, e per farlo si è sacrificato tutto: equità, efficienza e financo elementare buon senso. Dopo un anno buttato via a discutere della eliminazione dell'IMU, probabilmente il resto del 2014 verrà dedicato a come rimediare a questo pasticciaccio sull'Irpef. E questo mette al tempo stesso tristezza e paura.

35 commenti (espandi tutti)

In sostanza, l'operaio o impiegato che attualmente guadagna intorno ai 1.500 euro netti al mese dovrà "FARE IN NERO" un'ora di straordinario, dato che rischia di pagare circa i due terzi di quello che guadagna in tasse. Per la serie se in questo paese non si evade ancora abbastanza loro ti danno sempre nuovi motivi per farlo!

Nel 2012 ero un sostenitore di Renzi alle primarie ma debbo dire che mi delude ogni mese di più. Aggiungo che tra i 3 che possono vincere le elezioni lui, grullo e berlusca ancora mi sembra che renzie (la strega) sia il meno peggio. Ma è davvero una gara al ribasso se continua cosi alle prossime elezioni mi turo il naso e butto del gas nervino in parlamento altro che voto!

Adesso datemi pure del caudillo.

A me la cosa che più lascia perplesso è che nell'intorno di Renzi ci sono certamente persone che potrebbero facilmente spiegargli perché un provvedimento del genere è pessimo. Onestamente le criticità del provvedimento sono visibili a chiunque abbia un minimo di cultura economica.

Non ho dubbi, ad esempio, che persone come Alessandro Petretto (ordinario di scienza delle finanze e assessore alle finanze di Renzi quando questi era sindaco di Firenze) o Filippo Taddei (economista con PhD e responsabile economia del PD scelto da Renzi)  siano inorriditi tanto quanto me da questo provvedimento. Però Renzi o non ha proprio chiesto il loro parere oppure lo ha chiesto e lo ha ignorato. Il tizio è chiaramente molto spregiudicato, e ha deciso che uno o due punti percentuali in più alle europee valgono bene un ulteriore ingarbugliamento del sistema fiscale.  D'altra parte, se gli italiani con i loro comportamenti elettorali premiano i demagoghi spregiudicati è solo naturale che i principali leader politici siano demagoghi spregiudicati.

Taddei

Giuseppe Bottacin 25/4/2014 - 07:55

Ho intravisto, sul profilo Facebook di Seminerio, un tweet di Taddei che mi pareva ridicolizzasse alcune critiche a qualche assurdità renziana. Qualcuno che lo segue, ne sa di più? Io sospetto che ci siano differenze fra i vostri colleghi e i loro omonimi sosia che a volte finiscono per lavorare per i leaders italiani.

Credo il profilo twitter di Taddei sia questo. Vedo che difende la tassazione dei conti correnti (l'argomento è che si tratta di poca roba), ma nulla sulla forma tecnica del bonus Renzi, sul quale sta zitto. 

In tutta onestà: farei probabilmente così anche io, se fossi responsabile economico del principale partito di governo. Rendere pubbliche le critiche a un primo ministro è un atto politico forte, e se uno ha responsabilità politiche ci deve pensare bene; lo fa solo se vuole ingaggiare una battaglia dura.

Per mia fortuna io non conto assolutamente nulla, per cui posso sempre dire esattamente quello che penso senza preoccuparmi delle conseguenze (che non ci sono). Ma capisco quelli che sono meno fortunati, anche se aggiungo che se la sono un po' cercata :-)

Sono compromessi necessari se si vuole essere incisivi e non lasciare andare le cose allo sfascio senza muovere un dito.

Penso che fare l'anno scorso non abbia preso sufficienti voti per entrare in parlamento proprio per eccessiva sincerità, l'affare Giannino ha fatto si scendere il numero dei votanti ma era già basso, berlusca ha fatto quella promessa dell'abolizione dell'I.M.U. (arrivando a dire che avrebbe potuto risarcire gli Italiani di tasca sua) ed ha preso con gli alleati il 30%, grullo le ha sparate ancora più grosse e da 0 è arrivato al 25%. Voi avete realizzato un programma di 10 punti in cui non c'erano roboanti promesse miracolistiche e il numero dei voti è stato quello che è stato.

In questo paese cosi sconsiderato l'importante non è dire la verità ed essere corretti sempre e comunque ma lo è prendere decisioni in maniera giusta e sensata ma per fare ciò è necessario essere presenti in parlamento in numero sufficiente e non ci si può illudere che la sincerità e la competenza siano apprezzati in questo paese. Renzi mi sta deludendo perché prende decisioni sbagliate come alcune nomine, come la decisione di avere un senato non elettivo (tanto varrebbe abolirlo) ecc ecc. o questo complicare quello che è fin troppo complicato per poter funzionare ma so anche che alcune delle sue cretinate comunicative sono passi obbligati cosi come lo è per i suoi collaboratori starsene zitti di fronte ad alcune porcate.

P.S. Speriamo che almeno sulla porcata della privatizzazione delle poste ci sia qualche miglioramento.

amen

giovanni federico 25/4/2014 - 09:42

 

D'altra parte, se gli italiani con i loro comportamenti elettorali premiano i demagoghi spregiudicati è solo naturale che i principali leader politici siano demagoghi spregiudicati.

Credo non ci sia null'altro da dire

accademicamente la critica è giusta, però è molto local e dal punto di vista economico i soldi effettivamente arrivano a una quota consistente dei dipendenti (circa il 5o%) e rappresentano un incremento dal 3 al 6 percento sul reddito. Restano esclusi i redditi bassi (sotto gli 8500) e alti (sopra i 26 mila). In definitiva, circa un quarto dei contribuenti totali riceveranno il bonus (se si considerano anche quelli che non sono lavoratori dipendenti). Lo scalino con l'aliquota marginale molto alta per coloro che prendono circa 25 mila euro è più che compensato da quelli con reddito vicino alla soglia bassa (con aliquota marginale negativa) in cui dovrebbe agire un altrettanto potente incentivo a lavorare di più (ok la produttività delle due categorie non è la stessa, ma neanche lo stato di "bisogno"). Alla fine il provvedimento fa quello che intendeva fare, ammesso che quello che doveva fare fosse la cosa giusta da fare. L'alternativa sarebbe stata più complicata e costosa e tutti starebbero ancora al palo. Il meglio a volte è nemico del bene.

Per rendere la manovra realmente elettorale, Renzi avrebbe potuto, ma non è previsto, ricorrere alla mossa dell'amministrazione Bush del 2001 quando in occasione della prima serie di tax rebate, si decise per aumentare l'impatto sui beneficiari di inviare ad ogni contribuente un assegno (una lettera) che recita più o meno il "Tesoro  ha depositato sul suo conto la somma di X dollari." Uno spottone.

In tutta franchezza, questo è veramente un gran brutto episodio che lascia abbastanza poco da sperare su come governerà Renzi.

Credo che considerati i rapporti di forza in parlamento e la qualita dell' elettorato non ci si debba aspettare altro. Il governo è nato debole, frutto di compromessi e ricatti fra partiti di diverse coalizioni, tanto che ha dovuto cercare appoggio in confindustria e cooperative/sindacati ( penso ad esempio ai ministri Guidi e Poletti ) per legittimarsi. Un governo siffatto non può certo aspirare a riforme epocali o alle necessarie rivoluzioni nei rapporti fra i poteri del paese, essendone piuttosto la voce. Renzi, non avendo avuto legittimazione elettorale ( e relativi parlamentari ), può basare il suo potere solo sul suo carisma e sull' approvazione popolare, da cui la scelta di una comunicazione spregiudicata, promesse continue di riforme epocali ( finora in massima parte disattese ), e provvedimenti elettorali come questo.

La domanda cui proprio non riesco a dar risposta è: perché lo stesso elettorato che negli ultimi decenni ha appoggiato la classe politica che ci ha portati dove siamo, dovrebbe essere capace di scegliere diversamente oggi?
Se il popolo italiano ha dimostrato di non avere i requisiti minimi di cultura e moralità per cambiare la rotta del declino italiano in tutti questi anni, perché dovrebbe iniziare oggi?
Quale cambiamento sarebbe successo per giustificare ciò?
L' unico vero cambiamento degli ultimi anni sta nella gravità della situazione italiana, e anche la risposta a questa sembra voler premiare il populismo becero ( chi dà la colpa alla casta o all' Europa ) piuttosto che spingere una riflessione sulle mancanze strutturali della nostra società, tautologicamente confermandole, o forse rendendole ancora più evidenti.

Ho provato ad immaginare cosa avrebbe potuto e dovuto fare chiunque al posto di R, ma non riesco a trovare alternative sostanzialmente migliori nel campo delle cose realizzabili, il che mi sembra spaventoso. Spaventoso perché sembra che non ci siano alternative al declino, spaventoso perché il sistema in cui siamo renderebbe irriconoscibile uno statista da un buffone.

Non prendere le redini del governo avrebbe significato il trionfo di Grillo alle europee, rischio presente tutt' ora. Una volta al governo lo stile dei provvedimenti, stanti tali rapporti di potere e tale elettorato, è pressoché obbligato.

E nel momento in cui si fa presente che probabilmente si passerà quest' anno a rimediare ai problemi dati da questo bonus come si è fatto l' anno sorsco per l' IMU, non si può scordare come il popolo premiò chi l' abolizione dell' IMU la propose in campagna elettorale, tanto che divenne questione dirimente per la formazione del governo di grande coalizione. L' abolizione dell' IMU questione irrinunciabile per formare un governo di unità nazionale nel momento di peggior crisi del paese dal dopoguerra. Ricordiamocelo.

Alternative?

Claudio B. 25/4/2014 - 16:43

Renzi molto probabilmente era a conoscenza delle criticità di un simile provvedimento e forse si sarà anche letto i vostri articoli. Il motivo per cui è andato dritto per la sua strada è, forse, che queste critiche non erano accompagnate da un'alternativa valida e fattibile, dati i vincoli elettorali.

Condivido le vostre critiche al provvedimento ed anche io sono rimasto molto perplesso del fatto che i veri poveri (tra l'altro quelli con la massima propensione marginale al consumo, come recita la teoria) siano, di fatto, esclusi.

La morale è: meglio non fare che fare male? in fondo Renzi è riuscito rapidamente a sbloccare soldi da dare al ceto medio-basso. Mi pare ci fosse bisogno in modo drammatico di un provvedimento simile, il prima possibile.

in fondo Renzi è riuscito rapidamente a sbloccare soldi da dare al ceto medio-basso. Mi pare ci fosse bisogno in modo drammatico di un provvedimento simile, il prima possibile.

alt! mica ci sono solo queste intenzioni in buona fede, c'è anche parecchia malizia.

i soldi vengono dati non al ceto medio-basso, ma al lavoro dipendente medio basso e se non si coglie la differenza è inutile parlar di politica.

il lavoro dipendente tutto è quello che ha sopportato meno di tutti questa crisi, perlomeno direttamente: gli stipendi in essere non sono stati erosi dall'inflazione, le garanzie del reddito sono ancora assolute per i dipendenti pubblici e  sempre  molto migliori di altri per i dipendenti privati.

ma il lavoro dipendente medio basso costituisce  l'elettorato di riferimento del partito del premier,  più degli incapienti che sono numericamentte tantissimi ma molto meno omogenei. in modo del tutto speculare, tremonti blandiva il proprio elettorato coi condoni, rivalutazioni esentasse ecc e davvero piange il cuore constatare tali parallelismi, tutti rigorosamente a danno di pantalone e della credibilità futura

c'è però il rischio imminente di grillo al quirinale, il trota alla zecca e un qualche simil-vannoni ministro della sanità. sono scelte difficili.

capita raramente con i commenti di dragonfly, ma stavolta non concordo. forse una volta il lavoratore dipendente under 35-40 (è quello il target del provvedimento) era elettorato di riferimento del PD. oggi è M5S (qui una delle ultime slide e qui. l'operaio era la base pd per eccellenza).

Renzi era il segretario di un partito destinato ad una sonora sconfitta alle europee, superato anche da M5S,ricordiamo i sondaggi di febbraio, con tutte le conseguenze del caso per un segretario del PD. Per questo ha alzato la posta. Ha preso il ruolo di PdC e ha fatto una manovra per recuperare voti da M5S in modo da cambiare l'esito delle elezioni e quindi consolidare la sua posizione. Se avrà successo lo vedremo il 25 maggio sera. 

Tralascio l'aspetto tecnico che è stato ottimamente spiegato, anche se trovo convincente il commento di Francesco lo Vecchio, e faccio una domanda. A me pare che la manovra sia una riduzione di irpef e irap coperta sostanzialmente da aumenti di tassazione su rendite finanziarie. Se la premessa è corretta e fermo restando che è meglio tagliare la spesa, a ZLB non è sensato disincetivare il risparmio e spingere un po' il conumo?

ti ringrazio anche per i link, che mi impongono considerazioni un po' diverse. in sostanza, la fascia di lavoratori dipendenti di livello medio-basso, oggetto unico delle attenzioni del premier, è molto più "elettorato contendibile" che fedeli da ricompensare.

vorrà dire dire che il paragone ingiurioso con tremonti è meno ovvio, e che l'operazione ha ambizioni più alte. rimane però il carattere puramente elettorale del tutto: è difficile ipotizzare che senza urne alle porte si sarebe agito allo stesso modo, forse la riduzione del cuneo sarebbe andata tutta alle imprese.

A me pare che la manovra sia una riduzione di irpef e irap coperta sostanzialmente da aumenti di tassazione su rendite finanziarie.

la copertura è prevalentemnte fatta di entrate estemporanee, anche grottesche come l'IVA sui pagamenti effettuati o l'aumentata tassazione sulla rivalutazione delle quote di banca italia. e nel 2015, che a renzi deve parere lontanissimo, si vedrà.

...fermo restando che è meglio tagliare la spesa, a ZLB non è sensato disincetivare il risparmio e spingere un po' il consumo?

le trappole di liquidità sono aldilà della mia competenza. a livello micro (aldilà anche questo :-), osservo spesso  propensioni al risparmio ben poco razionali: lesina e accumula anche chi ha entrate certe e prevedibili, e altri si mangiano allegramente anche le sementi per la stagione successiva., dipende dal carattere. sarei insomma diffidente sui possibili esiti di spintarelle, incntivi, disincentivi usati con disinvoltura. magari è facile disincentivare, potrebbe essere difficilissimo incentivare di nuovo.

sul punto 2 ha risposto molto bene marcodivice.

Sulla differenza tra "ceto medio-basso" e "lavoro dipendente medio basso" mi pare che ci stiamo perdendo in dettagli secondari. Sarà pur vero che nella categoria ceto medio-basso i lavoratori dipendenti hanno sofferto di meno - almeno quelli che non hanno perso il lavoro. Ma se poco abbienti erano, poco abbienti rimangono. Non è che perchè ci sono altri che al momento stanno peggio allora dobbiamo snobbarli.

I lavoratori dipendenti sono inattaccabili? Negli ultimi anni ci sono state ondate di licenziamenti e migliaia di aziende hanno chiuso i battenti. Molti lavoratori dipendenti hanno perso il lavoro e una parte di loro l'avrà sicuramente ritrovato.

Ripeto, se uno poco abbiente era, poco abbiente rimane, perchè 1200 euro al mese sono sempre quelli, che sia o no lavoratore dipendente.

[Nota: Leggete questo commento solo se siete veramente, veramente interessati ai dettagli delle leggi tributarie]

Un collega mi ha fatto notare una imprecisione nell'ultimo esempio del post, quello in cui si discute la possibilità che un dipendente che si trovi inaspettatamente disoccupato debba poter restituire il bonus. L'imprecisione viene dal fatto che la detrazione che si applica ai redditi da lavoro dipendente va rapportata al periodo di occupazione. Questo significa, ad esempio, che una detrazione di 1880 euro si applica solo se il contribuente resta occupato 12 mesi. Se il contribuente resta occupato solo 11 mesi la detrazione cui si ha diritto è (11/12) di 1880. In genere ovviamente avere una detrazione inferiore è male per il contribuente, ma nel bizzarro mondo del ''bonus Renzi'' è invece un vantaggio. Poiché la condizione per ottenere il bonus è di avere un'imposta lorda superiore alla detrazione da lavoro dipendente, tanto più bassa è la detrazione (perché si è stati occupati per un periodo più corto) tanto meglio è per il contribuente. 

Ovviamente il problema principale, legato al fatto che il bonus viene pagato in cifra fissa al superare una certa soglia, resta e basta fare qualche cambiamento all'esempio. Supponete ora che il dipendente ottenga 700 euro al mese ma che negli ultimi due mesi chieda (per esempio perché deve accudire un familiare che sta male) una riduzione di orario. La riduzione viene concessa, e lo stipendio mensile per gli ultimi 2 mesi dell'anno passa a 550 euro. Il reddito annuale a sua volta passa da 8.400 a 8.100. Poiché il periodo di occupazione resta di 12 mesi, la detrazione non cambia, però ora l'imposta lorda del contribuente risulta inferiore alla detrazione. Perde quindi il diritto al bonus, che dovrà restituire (ripeto che su questo punto spero fortemente di aver capito male).

Peraltro, il fatto che la detrazione dipenda dal periodo di occupazione e che il bonus sia condizionato a un'imposta lorda superiore alla detrazione sembra generare alcuni divertenti paradossi, compreso il tabù dei tabù nella legislazione tributaria, ossia l'inversione dell'ordine tra redditi lordi e redditi netti.

Ecco l'esempio. Consideriamo un dipendente che ha uno stipendio mensile (incluso il rateo di tredicesima) di 460 euro. Il suo reddito annuale è quindi di 5.520 euro. Questo è anche il suo reddito netto, dato che la sua imposta lorda è 5.520 x 0,23 = 1.270 e ha diritto alla detrazione di imposta di 1880. Siccome  la sua imposta lorda è inferiore alla detrazione questo contribuente non ha diritto al bonus Renzi.  I 5.520 restano 5.520.

Prendiamo ora un altro dipendente che viene assunto alla fine di aprile, dopo aver passato senza occupazione i primi 4 mesi dell'anno, per un salario mensile di 685 euro. Il reddito annuale di tale lavoratore risulterà essere 685 x 8 = 5.480. La sua imposta lorda è 5.480 x 0.23 = 1.260. Però ora la detrazione è solo 8/12 di 1880, perché si rapporta al periodo in cui si è stati occupati. Risulta quindi essere pari a 1253 euro, che seppur di poco è inferiore all'imposta lorda pagata (l'imposta netta che viene pagata è 1260-1253=7 euro). Ma questo significa che questo contribuente ha diritto al bonus Renzi, per cui il suo reddito netto risulta essere 5480+640 - 7 = 6.113.

Riassumendo. Il primo contribuente ha un reddito lordo di 5.520 euro che è superiore al reddito lordo del secondo contribuente, che ha un reddito lordo di 5.480. Tuttavia quando guardiamo ai redditi netti c'è un'inversione: il primo contribuente ha un reddito netto di 5.520 mentre il secondo ha un reddito netto di 6.113.

A costo di essere ripetitivo: spero tanto di aver capito male.

Il comma 2 dice che il bonus è rapportato al periodo per cui si è lavorato, quindi il secondo lavoratore dell'esempio prenderebbe solo 8/12 di 640. La sostanza non cambia.

Però, se non sto prendendo un grosso granchio, la sola detrazione rapportata al periodo di lavoro può invertire lordi e netti. Tizio, che guadagna 8145 euro in 6 mesi, paga 940 euro di tasse: gli restano 7205 euro. Caio, che guadagna 7500 euro in 12 mesi, non paga nulla, e quindi ha un reddito netto maggiore.

Giusto

sandro brusco 25/4/2014 - 20:21

Su entrambi i punti, per quel che capisco.

A me, perfino la stesura del decreto, puzza tanto di "tecnico ministeriale", ovvero dettate le linee guida politiche il resto sia stato dato in pasto ai soliti noti, quelli che scrivono i decreti e i regolamenti da 30 anni a questa parte.

Forse avrà pesato pure il programma politico-elettorale, che era "diamo 80 euro al mese a 10 mln di italiani", quindi non pensare agli incentivi perversi rispetto alle due soglie (min e max) potrebbe anche essere frutto della scelta di cui sopra, rimane il pasticcio di cui parla Sandro Brusco.

Devo dire che però quello che mi lascia perplesso è anche la copertura scelta, che potrebbe portare, in fase di DEF e quindi introduzione definitiva di questa misura una tantum, a una "rimodulazione" che poi non sarebbe altro che un cetriolo volante.

Francesco Lovecchio e Claudio B. fanno alcune osservazioni sulle quali vorrei spendere due parole. In ordine:

1) sono d'accordo che piuttosto che niente è meglio piuttosto. In questo caso particolare bisogna apprezzare il fatto che, tutto sommato, pur sempre di riduzione di Irpef stiamo parlando anziché di aumento della spesa pubblica. Su questo io personalmente non ho molto da aggiungere; ho fatto considerazione tecniche sulle caratteristiche del provvedimento, che è quello che so fare.

2) Detto questo, trovo veramente difficile da credere che non fosse possibile fare meglio. L'impressione che ho avuto io è che i problemi tecnici del provvedimento non siano derivati tanto da veti da parte degli altri partiti della coalizione o da parte della minoranza del PD, ma siano il risultato diretto dell'approssimazione e del pressapochismo con cui Renzi ha affrontato la partita. Renzi aveva bisogno di una parola d'ordine facilmente ricordabile e di mettere in atto un provvedimento concreto prima delle elezioni europee. Se ne è prima uscito con i ''mille euro in più in tasca'' che poi, resosi conto dei vincoli di bilancio, è diventato ''80 euro in più al mese (ma solo da maggio)''. Poi tutto il giochino è diventato quello di soddisfare la promessa. Avesse detto ''azzeriamo l'irpef per i più poveri, e meno irpef per tutti'' avrebbe potuto fare cambiamenti più sensati e destinati a durare. Però, francamente, non me la sento di dare consigli a Renzi su come farsi propaganda, è ovvio che questa è una cosa che lui capisce molto meglio.

3) Ultima cosa: purtroppo l'Italia è un paese in cui il provvisorio ha la tendenza a trasformarsi in permanente. Fossi sicuro che il mostricciatolo giuridico partorito per il 2014 resterà in vita solo 8 mesi e poi si ricomincerà da capo facendo piazza pulita sarei meno preoccupato. Ma non sarà così. Ci saranno diritti acquisiti da difendere, gente che non vorrà vedersi aumentare le tasse e per la quale sarà elettoralmente costoso intervenire azzerando il bonus. Temo che se (come inevitabile) si rimetterà mano alla normativa ci si incarterà ancora di più, in una di quelle spirali interminabili verso l'assurdità che spesso si osservano in Italia.  Un costo a questi provvedimenti quindi c'è. E se (come inevitabile) a qualche burocrate di Bruxelles viene in mente di dare un'occhiata più da vicino alla riforma fiscale, pagheremo un ulteriore costo in termini di perdita di reputazione. 

Caro Sandro, non ti sei limitato a fare le pulci con considerazioni tecniche. Tutte giuste, peraltro. Il kicker del tuo articolo esprime un giudizio totalmente negativo sul "piuttosto". La misura in questione non t'è piaciuta proprio!

Ammetto

sandro brusco 26/4/2014 - 22:11

Sì non mi è piaciuta. Non so, forse avevo aspettative troppo alte. È la prima volta da parecchio tempo che si mette mano all'Irpef per ridurla e a me pare un'occasione completamente sprecata. Concediamo pure che qualche elemento alla propaganda andava dato, ma l'incompetenza tecnica di questo decreto leva il fiato.

Il mio giudizio finale è chiaramente politico, su questo hai ragione, e come tale opinabile.  Però faccio questa semplice domanda: sapendo che nel PD comunque le competenze per fare un decreto tecnicamente decente ci sono eccome,  esiste qualunque spiegazione plausibile alle grottesche distorsioni di questo decreto che sia differente da quella che ho dato (ossia Renzi ha massimizzato l'impatto mediatico fregandosene di tutto il resto)? Perché questo a me sembra poco opinabile. Poi possiamo discutere se fa bene o no a farsi propaganda ingarbugliando il sistema fiscale; la mia opinione è che no, questo non dovrebbe essere permesso a nessuno. Ma mi rendo conto che l'obiezione che ''il rischio è finire in mano a Grillo o Berlusconi'' è forte. Ma qui, di nuovo, siamo nell'opinabile.

Nel 2015 la riforma fiscale entra a regime. Il bonus salirà a 960, i 320 euro aggiuntivi faranno incrementare l'aliquota marginale implicita tra i 24000 e i 26000 di un ulteriore 16%(320/2000), arrivando al 79,51%. Saranno costretti ad intervenire per porvi rimedio.

Esatto.

sandro brusco 26/4/2014 - 23:35

Il calcolo delle aliquote marginali per il 2015 lo hanno fatto Pellegrino e Zanardi.  Questa è la figura.

Cattura

Come tu fai osservare nell'intervallo 24-26mila l'aliquota marginale schizza molto vicino all'80%.

In più si rafforzerà l'effetto soglia: a 8145 euro niente, a 8146 ti becchi 960. Come dire, più del 10% del tuo reddito che si gioca in una specie di lotteria. 

Tutti speriamo che la demenzialità del meccanismo diventi chiara e quindi ci sia una modifica, una volta passate le urgenze elettorali. Ma chi lo sa? E nel 2015 ci saranno altre  elezioni (di sicuro alcune importanti locali, magari pure le politiche), che magari spingeranno a qualche altra promessa estemporanea con conseguente complicazione della struttura fiscale. 

Alla fine della fiera possiamo solo confidare in qualcosa che tutti hanno invece descritto come una colpa di questo provvedimento: la sua copertura è im buona misura il frutto di misure una ttantum.

è quello di usare il fisco come strumento per porre rimedio a problemi sociali (per esempio reddito insufficente) di particolari categorie. Di solito il politico in cerca di rapido e facile consenso non è in grado di impostare una riforma sociale in grado di risolvere il problema alla radice. Ci vogliono anni per impostare ammortizzatori, strumenti di assistenza sociale ... e quindi che fa? Si rivolge al fisco. Una bella deduzione o detrazione e il gioco è fatto, già il mese successivo. Ma a furia di operare in questo modo il fisco italiano è appesantito da normative particolari, eccezioni, esenzioni, deduzioni, aliqute particolari per situazioni particolari. E naturalmente se si interviene per i dipendenti rimangono fuori i pensionati, gli indipendenti, i senza lavoro etc. La solita toppa peggiore del buco.

C'è una sola eccezione che potrei considerare: quella dell'imposta negativa, naturalmente se fosse universale (nel senso di applicatata a tutti) ben delimitata per evitare opportunismi (turismo assistenziale dai territori vicini) e comportasse l'eliminazione di tutti i programmi assistenziali e del relativo costo del personale (pensiamo per esempio ai centri per l'impiego). Ma a parte questo, che non so come ha funzionato dove è stato sperimentato, il fisco dovrebbe solo servire a reperire le risorse per le spese dello stato e non diventare strumento dispensazione di sconti a fini di consenso.

Sono d'accordo con Francesco. Volevo solo osservare che questo è un problema abbastanza universale, l'Italia non è speciale. Anche il codice fiscale statunitense è infarcito di misure che si sono affastellate negli anni e hanno finito per far perdere coerenza al sistema. Sembra quasi essere una tendenza automatica dei sistemi fiscali moderni.

Tutto giusto e tutto esatto: regalino elettorale fatto con i soliti piedi (ministeriali, ne son certo: lo stile è quello da trent'anni), raffazzonato, maldestro e anche con molti limiti e iniquità.

Dov'è la novità ? Perchè abbiam perso il senso della novità, che per la prima volta, da anni a questa parte, non si parla di "incentivi" per un settore produttivo (pensiamo agli incentivi per l'acquisto dei mobili, destinato in definitiva al distretto brianzolo, difatti era un provvedimento fortemente voluto dalla Lega), ma sono soldi dati direttamente a una platea di consumatori (Bush ha insegnato qualcosa..) per poi lasciar loro una certa libertà di scelta.

Con l'attuale propensione al consumo (diciamo 80% del reddito) di questi 10 miliardi 8 saranno spesi, e se non innescheranno alcun mitico moltiplicatore, dato che le aziende hanno scorte e capacità ptroduttiva inutilizzata, sicuramente torneranno allo stato sotto forma di tasse, sia essa IVA, che qualcosa nelle tasse pagate da chi vende, ed anche gli eventuali soldi destinati a risparmio saranno poi "tosati" a dovere.

Cioè sembra ci sia un cambio, raffazzonato al momento, di mentalità. Io ricordo ancora il mitico "tesoretto" di Bersani del 2006, appunto circa 10 mld,  e ricordo come fu speso sprecato, un tantiniello ad ognuno, con il risultato di non aver dato niente a tutti e aver reso chiaro che si era persa un'occasione.


Ecco, stavolta è diverso, almeno sembra tale.

2) pure  accettando ogni genere di premessa,  pare che la mitica propensione al consumo, cioè ritornare a far colazione al bar, aumenti solo con aumenti di entrate ragionevolmente sicuri anche in futuro. e visti i vincoli di bilancio,  sgravi  pluriennali devono essere finanziati da riduzioni di spesa pubblica di pari durata.

almeno qualcuno dei dieci milioni di beneficiati si è sicuramente accorto che ci sono stati grossi problemi a finanziare una frazione di anno e destinerà gli 80 euro secondo carattere: sotto una mattonella libera (molte sono già occupate) oppure in bagordi irripetibili. gli altri non so, vediamo.

 

...le palpebre. Oh, comunque non si può fare un complimento che subito fanno di tutto per fartelo rimangiare.

ergo? vanno in busta paga, forse a favore di soggetti (tendenzialmente alta propensione marginale al consumo?)  disposti a spendere, 80 euro, ma MANCA TUTTO IL RESTO, con buona pace della 'netiquette' Pro-vocatoriamente: mai stati in Germania, UK, etc?   Mio personale resoconto: -  ti restituisco l’Imu, ti tolgo i bolli , ti aumento le pensioni, ti presto una dentiera,ti aggiungo ottanta euro, ti elimino il senato (forse), ti tolgo le province ( cosa vuol dire in pratica e' tutto da capire...senza Revisione dei PROCESSI, titolo V della Costituzione, e via dicendo)

Il tema del lavoro, piani industriali sono temi da evitare
Evasione fiscale e paradisi fiscali……meglio non perdere elettori…..
Costo della vita: Draghi parla di deflazione, ma forse non ha idea cosa sia un “supermercato”…..
Crisi immobiliare ( settore dove lavorano milioni di persone) : si pensa solo come “battezzare” le nuove tasse sulla casa.
Problemi “nazionali” : Ilva, Alitalia, Telecom, banche “varie”……lasciamo che sia il libero mercato a decidere che poi a ripianare i buchi ci penseranno i “liberi (?) cittadini”….fondazioni POLITICO BANCARIE? Mussari ed Alvaro Vitali che parlano di derivati?
Aziende parastatali: meglio non toccare poltrone in periodo elettorale
ACI: grazie per aver creato una struttura “agile”, poco costosa, utile……forse agli inizi del ‘900.
Energia elettrica: balzelli, tasse di tutti i tipi nascosti tra le pieghe delle bollette per sovvenzionate tutto e di più…..all'insaputa dei clienti.
Eni: una cambiale pagata ai potenti. In fin dei conti si tratta solo di piccole Mance....…gallia…..
Ministero dello sviluppo economico : ci voleva appunto qualcuno che Guidi (sgrammaticatura voluta) la ripresa economica ed affronti i temi dei monopoli…..TELEVISIVI
Scuola, ricerca scientifica, innovazione: a differenza della Gelmini, i nuovi hanno il buon senso di stare almeno zitti….
Spese militari: finora si possono comprare le Maserati di La Russa su ebay, ma siamo presenti su tutti i teatri di guerra come una superpotenza ( con le pezze sul lato B ). 
Pronti nuovamente i bersaglieri per la Crimea ? 
Tagli alla sanità: non ci si deve stupire se poi le emergenze siamo rimandate dopo le vacanze pasquali……
Le banche, tramite l’ABI, si lamentano di una nuova tassa, ma si dimenticano dei presidenti finiti in carcere e della distruzione sistematica dei risparmi della gente sotto gli occhi vigili delle 'autorities'…..

Mi sembra che siano temi che i vari leaders politici dovrebbero valutare, affrontare, risolvere, ma…….....ma quando iniziano i mondiali di calcio?

e li TOCCO volutamente con toni semplici, compressibili al quisque de populo. lasciando master e titoli a casa, dove e' parcheggiata la Ferrari... Non pagata con contratti in RAI... sveglia Italians!

L’impressione è che Renzi abbia scelto la strada del ‘fare qualcosa, purché si faccia’ piuttosto di correre il rischio di dare l’impressione di fare troppo poco, che per l’immagine di Renzi sarebbe esiziale (visto che era il capo di imputazione principale che il ‘nostro’ non ha esitato a utilizzare contro Letta-nipote). Più o meno è la stessa logica del ‘piuttosto che niente, meglio piuttosto’, che citava Sandro. Non mi sembra una logica tanto diversa da quella del ‘governo del fare’ che ci propinava BS, che si limitava ad elencare le cd ‘riforme’ fatte e quelle in canna, che di solito erano riforme in peggio, e si era perfino inventato il termine ‘cantierati’ per i lavori pubblici, prevalentemente inutili e costosi, iniziati (e poi lasciati lì). Quindi: Renzi ovvero la continuazione di Berlusconi con altri mezzi?

In realtà se uno si prende l’impegno di governare dovrebbe farlo bene, con dei provvedimenti chiari, coerenti e ben congegnati. Fare qualcosa (o dare l’impressione di farlo) non solo non è abbastanza, ma è uno dei problemi congeniti della nostra classe politica dove l’approssimazione regna sovrana e ha prodotto decenni di governi poco capaci che costituiscono un grave handicap per l’Italia nei confronti degli altri paesi. Forse il novello primi ministro, troppo impegnato ad apparire e a muovere le labbra, non si rende conto che quel termine che gli piace tanto, ovvero meritocrazia, si dovrebbe applicare in primis a chi ne parla (si tratta del famoso ‘esempio’) e dovrebbe coniugarsi con delle leggi, decreti e regolamenti che non siano fatti con i piedi, come troppo spesso avviene ?

In genere la chiacchiera non va troppo d’accordo con la sostanza e per ora le evidenze sono molto favorevoli alla prima e poco alla seconda. Gli obiettivi ultimi delle riforme istituzionali del primo ministro sembrano abbastanza chiari e condivisibili ma il modo in cui arrivarci non è affatto chiaro e non è un dettaglio di poco conto. Lo stesso vale nel caso specifico del bonus-sussidio-mancia- nonsisabenecosasia di cui ha ben scritto Sandro. Non vi sarebbe niente di strano (anzi) nel voler ridurre le tasse; ne consegue che se ciò avviene i beneficiari devono essere necessariamente coloro che ‘pagano le tasse’ (non altri, ad esempio i cd ‘incapienti’). Se poi il provvedimento ha anche l’obiettivo, altrettanto condivisibile, di ridurre il costo del lavoro ne consegue che sarà indirizzato solo ai lavoratori dipendenti (qui si potrebbe discutere su quali dovrebbero essere gli strumenti più adatti per ridurre il costo del lavoro, ma non è questa la sede). Il problema, che Sandro illustra con chiarezza, è che in quest’ottica il provvedimento è una schifezza che produce delle aliquote marginali assurde per alcuni scaglioni di reddito, con conseguenti incentivi/disincentivi perversi. Per rispondere a questa critica gli autori del provvedimento si inventano che non si tratta di una riduzione di imposte in senso stretto, ma piuttosto di un ‘bonus’ ovvero di un sussidio…Si tratta di una toppa che è peggiore del buco: non si è mai visto un sussidio, basato sul reddito, che viene assegnato solo a partire da un certo reddito in su, trascurando chi ne avrebbe più bisogno. Conclusione: i dettagli sono importanti, soprattutto per chi governa e dovrebbe dare l’esempio, vero Renzi ?

PS Sulle coperture del provvedimento è meglio stendere un ‘velo pietoso’.

° Index of Economic Freedom - Itali(de) 86 (China 137) (Heritage Foundation). liberalizzazioni in salsa domestica...

  1. °Competitivita'...(modo di dire) 
  2.  GCI - rank 49 http://www3.weforum.org/docs/WEF_GlobalCompetitivenessReport_2013-14.pdf (....Bulgaria 57...)
  3. ° Labour Market distorto (i salari sono aumentati relativamente di piu' nei settori dove la produttività e' caduta in termini relativi .... ossia il contrario di quanto e' successo in Germania. e farebbe anche un bambino dell'asilo nido. Non fa una grinza)
  4. cfr. :http://www.voxeu.org/article/wages-productivity-and-employment-italy
  5. °  baby pensionati a 55 anni di ...eta'. Caso emblematico...
  6. ° La Svizzera investe il 3% in R&D.....L'Italia?
  7. ° pensioni di domani..CHI/COME le si paga?
  8. ° Ma, forse, è più interessante capire quali industrie/imprese esistano in Lombardia/Italia, equiparabili per livello qualitativo e tecnologico alla Bayer, alla Siemens alla BASF o alla Volkswagen ed altre...Anche FIAT....e' ITA, oppure F - ex- ITA
  9. La manovra di Renzi, ha lo stesso impatto di un....polmone artificiale.....Come pure e' scritto:

  10. !Si è cercato di massimizzare il numero di persone che vedranno 80 euro nella busta paga di maggio".

 Speriamo che spendano, e non solo in biglietti aerei di sola andata..

 

Prendiamo la tassazione sulle rendite finanziarie, che servità tra l'altro a finanziare la riduzione IRPEF. Ho trovato questo testo. Che ne dite?

"ah, non lo sapevo!" , sono emiliano anch'ìo...adesso reclamo un posto da sottosegretario :-)

il tuo link calca la mano su occulti poteri che si sarebbero ritagliati un sconticino sulle tasse.  è probabile che sia andata diversamente, cioè come al solito: pressato dalla scadenza del compito in classe,  dai creditori , dalle cavallette, lo studente ignorante ha scritto la prima cosa che gli è venuta in mente, l'aliquota al 26% sulle rendite eccecc.

l'effetto regressivo che segnali dipende da una modifica al regime delle partecipazioni qualificate, preesistente e propedeutica ad altre modifiche di cui si è persa la ratio. ficcandoci il 26% succede anche questo.

il peggio è l'incertezza del gettito, già però tutto certissimamente impegnato.

Scusate se riapro l'argomento (e spero che la cosa sarà notata) ma incuriosito da una discussione in rete ho fatto una piccola verifica e se ho capito bene emerge un aspetto che reputo assolutamente allucinante e nommi pare sia stato qui affrontato (in caso sbagliassi, chiedo scusa).

Gli 80 euro sono immediatamente versati in busta paga dal datore di lavoro, in qualità di "sostituto d'imposta". Ergo in questo momento chi caccia i soldi sono le imprese. Poi ci sarà ovviamente il conguaglio. Tecnicamente si fa a fine anno, nella mensilità di dicembre, ma con fisco e INPS  i conti economici si regolano entro il 28 di febbraio dell'anno dopo. Fino al 28 di febbraio quindi il costo è a carico delle imprese. Non so quanto sarà il costo totale dell'operazione (6 miliardi? 10?) ma sono miliardi in meno per le imprese. Soldi in meno per assumere, per investire.

Ma come diavolo si fa a pensare che togliendo "n" miliardi alle imprese per darli ai consumatori, l'Italia possa ripartire?

Tra l'altro la misura non avrà impatto nei conti pubblici 2014, proprio perché in base al criterio di cassa toccherà solo il 2015. Ma i conti delle imprese si' che sono appesantiti, da subito, mese per mese.

Non aveva affatto capito male!!!!

"È difficile immaginare qualcosa di più raccapricciante che chiedere i soldi a un disoccupato perché ... ha perso il lavoro, una sorta di assicurazione sulla disoccupazione al contrario. Ripeto, spero sinceramente di aver capito male [...]"

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