So Long, Mr. Renzi.

14 febbraio 2014 giulio zanella

Another Italian leader irremediably lost in transition. Overnight.

Matteo Renzi had a great start, during the past couple months, as new leader of the Democratic Party. He was just doing all the right things: getting rid of an old, ineffectual party leadership, working at a much-needed new electoral law to avoid the need for inconclusive bipartisan grand coalitions (like the current one) and ensure government stability, and drafting economic reforms to put an end to 15 years of painful economic decline in Italy. He repeatedly reassured Italians he would not play old politics and change ministers -- "I want to change Italy, not the government", he said many times. This looked and sounded great. At the next general elections (due in 2018, unless the President, Mr. Napolitano, calls for an early round) Italy would have had a fresh, credible alternative to the still unpresentable (i.e., still Berlusconi-ridden) Italian right and, most important, to the dangerous populist party led by Mr. Grillo, a wonderful comedian turned into an awful politician. At that point, he would have probably got plenty of votes, even from many Italians who did not support the Democratic Party in the past, even from part of the many angry, frustrated voters who turned to Mr. Grillo for lack of decent alternatives. "Renzi is our last chance", many such voters remarked.

Alas, all this came to a sudden end almost overnight. Like under a magic, evil spell, the fresh Mr. Renzi now looks as old as the old leaders he has been energetically scrapping during the past couple years (because of this attitude he is known as "the scrapper", il rottamatore). Mr. Renzi, supported by the vast majority of the Democratic Party's leadership, decided to tear down the government led by another young (although part of the old leadership) Democratic Party leader, Enrico Letta, who is resigning today. Unless Mr. Renzi surprises everyone with an unexpected plan, and because Mr. Napolitano said he would not call a general election, the most likely scenario is a new government supported by more or less the same parliamentary majority and led by Mr. Renzi himself. The pretext is the need to speed-up reforms. But this sounds like a blatant lie even to the most casual oberver. The undeniable inconclusiveness of Mr. Letta's goverment was not due to the prime minister -- let alone the other ministers -- but to a paralyzing grand coalition. No serious reform is possible in the current state of things, even if Mr. Renzi is the prime minister.

Now, Mr. Renzi is not a dumb person, so he understands this. What was he thinking, then, when he decided to execute this plan? It's hard to tell. He probably realized a new electoral law (which is likely to be passed soon) would not have been a sufficient condition for Mr. Napolitano to call for a general election (although this would have been a sensible expectation given that the Constitutional Court recently deemed the current electoral law unconstitutional; it's quite odd for a democratic country to have a parliament elected with an unlawful procedure). But this could have actually been a blessing: Mr. Renzi would have had at least three years to get ready for the electoral campaing, put together a solid platform of economic reforms, and carefully select candidates to the new parliament via transparent democratic procedures (and so outperform Mr. Berlusconi, who insists for giving party leaders full discretion in choosing candidates even under the new electoral law). What a waste! Maybe he reckons he can't wait this long and bear the responsibility for the inconclusiveness of the government. Or, maybe, he reckons he can be in a better position campaigning while in office and, most important, without Mr. Letta threatening his nomination for prime minister. But there are many pitfalls, too, in the execution of this plan. For instance, why on earth would his future opponents (now into the grand coalition) allow him to take merit for those reforms he thinks Mr. Letta could not do but he can do? [See Andrea Moro's comment below on this basic, "game-theoretic" point]. I'm not sure whether and how these pitfalls were fully factored into the decision.

Whatever the reason, and whatever the final cost-benefit assessment was (or, even worse, whatever the "objective function" was), the evil spell is cast. Mr. Renzi now looks like the best vintage of opaque Italian politics, and (because of this) he has probably irremediably lost the support of many people (e.g., me), who were strongly determined to vote for him at the next general election. That's too bad (or it's good that the real nature of this young leader is finally fully revealed even to fools like myself, it depends on the viewpoint). So long, Mr. Renzi. Silvio Berlusconi, Mr. Grillo, and your bitter enemies inside the Democratic Party are certainly taking great delight in this move. For Italy, instead, it's again time to say "good night, and good luck".

56 commenti (espandi tutti)

Forse mi manca la capacità di analisi strategica del PD, ma non ho sentito, nella relazione di Renzi alcun riferimento al perché gli alleati dovrebbero fare harakiri permettendogli di fare quello che lui vuole fare e che Letta non è riuscito. Ho visto un 15' minuti di altri interventi, nessuno che gli chiedesse "Perché?". L'unico critico, quello di Civati, contiene quasi tutte affermazioni condivisibili, contiene l'incredulità che credo sia comune a molti di fronte ad una scelta difficile da capire, ma non spinge Renzi ad articolare il ragionamento strategico alla base della sua decisione. Dai 5 anni in su, ci spiega il nostro collega Rustichini, si impara a chiedersi: ma se io faccio questa mossa, il mio avversario come muoverà? Alfano ci sta a far fare a Renzi la parte dell'eroe? Grillo? Berlusconi?

Renzi, a sentire le sue parole, si sta sacrificando perché il governo Letta non può fare le riforme di cui il paese ha bisogno. Vuole scegliere "la strada meno battuta, quella più difficile". Ma non ci dice perché. Se è la strada meno battuta, in prima approssimazione il motivo è perché non porta a destinazione. Non spiega perché la motivazione ovvia all'impasse governativa (la mancanza di una vera maggioranza in parlamento) e la soluzione altrettanto ovvia (una nuova legge elettorale/riforma anche costituzionale, la rottamazione della classe politica - non solo del PD che lui ha promesso) non siano valide, o perché non siano percorribili, e non spiega perché l'indubbio suo potere carismatico sia tale da superare gli ovvi ostacoli che incontrerà scontrandosi con gli alleati. 

credo che il senso della strategia di renzi sia più o meno quello suggerito qui e quo: la strada alternativa (sostenere letta senza poter effettivamente controllare l'esecutivo) sarebbe stata logorante e avrebbe favorito in campagna elettorale le opposizioni estremiste. 

per quanto riguarda i compagni di coalizione, un efficace riassunto qua.

A me pare che i primi due non spieghino proprio niente: se Renzi deve andare al governo perche' "tanto l'opposizione non gli avrebbe lasciato fare la legge elettorale che vuole", perche'  l'opposizione dovrebbe lasciargli fare [punto del programma X] da capo del governo? La vedo ancora piu' difficile,  ogni cosa conquistata e' un punto a favore di Renzi in campagna elettorale.

Non sarebbe stato piu' facile continuare a fare da stampella a letta assieme ad alfano per fare una legge elettorale, o meglio ancora, farlo ad una personalita' istituzionale che non fosse ne' PD ne' della destra?

L'ultimo tuo link invece l'ha vista giusta: spiega tutti i motivi per cui e' una scelta sbagliata.

A mio parare è ancora la legge elettorale nodo chiave. è questa che determina gli incentivi di Alfano e compagnia ad essere o no compartecipi dell'accelerazione che Renzi sembra volere. In un maggioritario Alfano alle elezioni avrebbe ancora bisogno di Berlusconi, quindi non avrebbe interesse a lasciar fare Renzi e sostenere un governo di successo. Senza certezza sulla legge elettorale pare chiaro che questo governo sarà l'ennesimo fallimento.

Come Zanella, ero convinto di votarlo, l'avevo già fatto alle primarie. Ora sono terribilmente sconfortato e l'unica speranza debolissima è che, una volta al governo, cerchi di fare la legge elettorale e ottenere elezioni anticipate giocando da incumbent. Non che mi paia una gran strategia, ma è quanto mi rimane prima di arrendermi all'evidenza che è un pagliaccio ambizioso come tanti altri.

Scusate

michele boldrin 14/2/2014 - 15:30

Premesso che, ovviamente, non sono fra i sorpresi  :-),  la tattica di MR (chiamarla strategia mi sembra esagerato) sembra abbastanza chiara. Darà l'impressione di voler fare cose miracolose (ed ovviamente populiste) garantendosi che non gliele facciano fare per andare poi alle elezioni anticipate al più presto dove si presenterà, in classico stile BS prima maniera, come il potenziale salvatore della patria a cui un parlamento di politicanti impedisce di agire. E poi vedremo, intanto Cesare sarà acclamato dal popolo. Tutto questo con il beneplacito di BS, con il quale  già tutto è stato pattuito e che farà opposizione di vetrina.

La tristezza di tutto questo e' notevole; ancora più paralizzante e' il servilismo dei media al nuovo imperatore. 

Ovviamente sarei contento di  essere smentito, ma dubito fortemente che possa accadere.

Hai ragione sui media; però, senza pretendere  di poter tastare il polso del popolo PD, l'impressione è che stavolta sono stati tutti presi in contropiede ed il senso di incredulità è notevole. Magari anche i media si adeguano :-)

sono molto arrabbiati - ma non contano. Tanto poi votano lo stesso.

si, certo

giulio zanella 14/2/2014 - 15:56

questa e' la spiegazione piu' plausibile.

ma c'era un modo trasparente e onesto di raggiungere questo stesso obiettivo: fare una lista delle N cose che vuole fare e chiedere a governo e maggioranza di impegnarsi su quelle.  se quelli dicono no o dicono si ma poi nulla si muove entro 6 mesi allora sfiduciare il governo della grande inconcludente coalizione e chiedere di andare subito alle elezioni per fare quelle N cose.

invece cosi' e' una lose-lose situation.  se va come dici tu perde perche' ha giocato sporco.  se invece si impantana perde perche' sprofonda nella palude.

Sicuramente la legge elettorale. Se riesce a fare la  riforma del Senato ha (quasi) vinto. Se aggiunge qualche altra cosa demagogica per il lavoro e se c'è un po' di ripresa ha vinto di sicuro.  Deve far qualcosa. Il modello BS non funziona più da quando c'è Grillo.

Spazio libero

amadeus 14/2/2014 - 19:09

L’impressione è che l’assoluto immobilismo degli incumbent abbia lasciato praterie libere per uno che semplicemente faccia solo finta di voler innovare. Per il resto mi sembra che:

 

La situazione che si è creata sia la quintessenza della DC post De Gasperi, con la differenza che allora i discorsi che si facevano non erano compresi nemmeno dagli autori degli stessi, mentre ora Renzi vorrebbe parlar chiaro, anzi se ne fa un vanto, salvo poi ritrovarsi a fare esattamente il contrario di quel che ha appena detto. Che avessero ragione i burosauri della vecchia DC a nascondersi dietro frasi senza senso, perché da navigati politici sapevano che l’ambiente circostante cambia assai velocemente e le occasioni non si possono lasciar passare ? D’altra parte veniamo da vent’anni di Berlusconi che non si è mai preoccupato della veridicità delle proprie affermazioni…

 

Ormai è acclarato che Renzi è  quanto più simile a Berlusconi il PD riesca a mettere in campo: competizione al ribasso, ultima eredità del Berlusca ?

 

Osservazione cinica: la stagione dei rinnovi dei CdA delle principali SpA in orbita pubblica (ENI, ENEL, ecc.), quello che avrebbe dovuto tener in piedi a forza l’ultimo governo Prodi, c’entra qualcosa ?

 

Comunque su Renzie sono agnostico, magari riuscirà a combinare qualcosa anche se temo che qualora non ci riuscisse, dopo aver esaurito i rilanci (in trouble, double) si aggrapperà tenacemente alla poltrona.

 

 

I had some suspects, but I felt I truly grokked Mr. Renzi only after I heard him proposing to abolish, in truth to demote, the Senate. You've got 9 millions electors who have very recently voted for a newly minted party whose only ideological tenet is the establishment of a direct democracy, you've got millions of people in the north of the country who voted for a generation a party, which so many viewed merely as a crew of racist crooks, because that was the only party in the game promising the Swiss model of  federal and direct democracy, you've got your own party filled to the brim of people who would like greater democracy, and well, it's in the very name of your party, isn't it, and you come out proposing to decrease the representativity and to emasculate the tiny bit of democratic oversight left in the legislative process of such a feudal country? Are you stupid, or otherwise have you got a very different agenda from that of the electors which are propelling you in the upper echelons of the ruling caste? Do you plan to scrap those old cronies to restore, or shall we say introduce, democracy, or to replace them with your own fellas?

 Voters di not want 'direct democracy' or the 'Swiss model'. They want blood becuase they are extremely angry that their income is falling and that their sons do not get jobs etc.. Berluscon first and then Grillo convince them that the Casta is to be blamed for all their woes

 Voters di not want 'direct democracy' or the 'Swiss model'. 

Perhaps so, but still they flocked in their millions to vote for parties with those selling points, and if we restrict ourselves to voters who are politically proactive, for the M5S membership direct democracy is an act of faith,  as it was a Swiss-like federalism for the LN membership, and I understand greater democracy is still in great demand in the PD ranks.

If they merely wished blood, they would have flooded extremist parties, i.e. communist or fascist or even religious factions, but so far they haven't.

everyone here is speaking English? Some disenchantement with the "old country"? Giving up on "il bel paese"? ;-)

Inglese

giulio zanella 14/2/2014 - 18:24

No, ho pensato solo che un rapido commento a caldo potesse interessare anche (e soprattutto, visto che i commenti in italiano abbondano) un pubblico non italiano.

titolano i giornali.

Ma come, non c'è tempo nemmenoper il solito teatrino?
Ma allora la situazione è seria.

Ha ragione il M5S: passaggi in aula, consultazioni, ... ridicolo

Passaggi in aula

floris 14/2/2014 - 18:02

Non capisco la necessità di un passaggio in aula. Letta sì è dimesso irrevocabilmente, così come fece BS nel 2011.
Sulla scelta del m5s di disertare le consultazioni, meglio glissare.

Una mossa a mio avviso non molto sorprendente. A questo punto è inutile continuare a pensare il modo con cui Renzi si è preso il governo; quello che ci interessa è cosa farà (molto poco, opinione personale). Se tutto va come sono le premesse, ne uscità vincitore ancora una volta BS. Altrimenti potrebbe essere anche una lieta notizia per Grillo o, perché no, per FARE.

BRUTALITA'

Antony81 16/2/2014 - 22:39

Voglio essere brutale l'esperienza storica ci insegna in maniera inequivocabile che l'elettore Italiano, ho almeno una consistente maggioranza del corpo elettorale di questo paese, quando decide per chi votare usa si e no due neuroni e non li usano mai tutti e due contemporaneamente perché troppo faticoso.

 

Quindi non si illuda neanche per un attimo che fare possa prendere più di del 3/4% a meno che non ci si butti sulla via della demagogia più sfrenata tipo grullo e berlusca.

 

So che non ne siete capaci ma non fatevi illusioni di riuscire a prendere molti voti con un programma serio.

 

Battuta finale non è un paese per seri o in alternativa non è un paese per onesti!

 

Distinti saluti.

Io sono fra i delusissimi dal comportamento di MR.
Detto ciò, riconosco che c' erano forti motivazioni per fare quello che ha fatto. Aspettare, come Zanella suggerisce in un commento, sei mesi che il governo sotto la sua spinta da esterno facesse qualcosa e in caso di fallimento chiedere elezioni, non era una buona opzione. Prima di tutto perché non ha alcun senso tornare al voto col proporzionale puro di adesso. Significherebbe grande coalizione garantita per un altro giro. Nel caso ( impossibile nei tempi, ma tralasciamo ) di riforma elettorale e del senato già avvenute il PD correva il grandissimo rischio di essere battuto agilmente alle elezioni da m5s e PDL che essendo all' opposizione potevano permettersi di costruire nei mesi la loro campagna sparando ad alzo zero contro un governo a tutti gli effetti imbarazzante ed immobile. Perché, va ricordato, tutto questo è potuto succedere perché il governo era immobile, non credo che MR avrebbe avuto la forza, né il motivo, di fare qualcosa se Letta fosse stato nel mezzo di grandi riforme o contrattazioni con l' Europa.

E allora le opzioni erano di aspettare ( a breve ci sono le europee tra l' altro, lascio immaginare le conseguenze, anche interne al partito, della - probabile -vittoria di PDL e M5S ), prendendosi le responsabilità del governo e rischiare di veder venire il giorno in cui con la legge elettorale approvata e i sondaggi favorevoli per il cdx Alfano facesse cadere il governo per andare a riscuotere i favori del momento, oppure giocarsi tutto andando a prendersi la guida un governo per cui comunque avrebbe dovuto pagare e provare a fare quello che MB ha suggerito più sopra, ossia chiedere qualche provvedimento popolare e accusare l' opposizione o gli alleati se non lo fanno passare.
Per quanto mi riguarda l' arma principale su cui punterà MR per far andare le cose diversamente sarà la sua abilità comunicativa, nella forma di capacità di mettere all' angolo di fronte all' opinione pubblica chi si opporrà ai suoi provvedimenti. ( in special modo chi è sempre abituato a dire no comee il m5s ). Questa possibilità era del tutto preclusa con Letta premier.
Se ciò riuscisse, ad Alfano potrebbe convenire dare una mano per incassare i consensi dell' azione di governo, potendo presentarsi fra qualche tempo nella coalizione di CDX con un peso maggiore, e se i processi e la biologia daranno una mano, magari come leader vero al posto di BS.

Quanto a Civati e le anime belle deluse ( mi ci metto anche io ), che si scandalizzano perché MR non ha scelto di passare dalle elezioni dopo avere assicurato il contrario per anni, ci sarà un motivo se Civati ha sempre avuto ruoli marginali nel partito e nella società mentre MR è stato sempre leader ( pres della provincia, sindaco, segretario ). La massima di Formica non la metto, ma l' idea non è troppo dissimile purtroppo.

 

Quanto a Civati e le anime belle deluse ( mi ci metto anche io ), che si scandalizzano perché MR non ha scelto di passare dalle elezioni dopo avere assicurato il contrario per anni,

Guarda non c'è delusione, né scandalo, si sapeva che sarebbe andata così, perché Renzi fa così.

C'è l'amarezza, perché questo modo di far politica è, a nostro parere, parte integrante, (sia causa, che effetto, sia causa di  nuovo...)  del declino politico-economico dell'Italia.

ci sarà un motivo se Civati ha sempre avuto ruoli marginali nel partito e nella società mentre MR è stato sempre leader 

In sostanza sostieni che il sistema italiano seleziona e premia i peggiori? Chissà perché mai non mi stupisco? :)

Renzi ha scelto l'uovo oggi non essendo sicuro di ottenere la gallina domani. Vale a dire che ha perseguito l'interesse suo (forse anche del suo partito) in una situazione d'incertezza forse più grave di quanto immaginiamo.

skills

giulio zanella 18/2/2014 - 13:43

ci sarà un motivo se Civati ha sempre avuto ruoli marginali nel partito e nella società mentre MR è stato sempre leader ( pres della provincia, sindaco, segretario ). 

Questo e' un ottimo punto, sul quale concordo. Ci sono caratteristiche che facilitano il successo politico (e i leader le hanno) e altre che non lo facilitano (e gli underdogs le hanno). Naturalmente questo non implica che l'allocazione del potere sia efficiente, anzi tipicamente non lo e', e questo lo sappiamo bene: il partito col miglior programma economico prende  l'1% dei voti, il partito senza alcun programma economico prende il 25%.

 

Von Hayek descrisse bene questa prassi nel suo libro "La via della schiavitù", col capitolo "Perché emergono i peggiori".

non saprei

floris 21/2/2014 - 02:08

Dipende da cosa intende per efficienza in questo caso.
Probabilmente le stesse skills rendono assai più efficace l' azione di un MR in mezzo al groviglio d' interessi in cui dovrà districarsi piuttosto a quanto lo avrebbe fatto la ferma coerenza di un' anima bella indisponibile al compromesso e talmente estranea ai giochi di palazzo da venir facilmente neutralizzata.

Che poi in definitiva in un paese ridotto in questo stato l' elettorato non sia capace di allocare il potere in maniera efficiente mi sembra quasi una tautologia, purtroppo.
È per questo che partiti come Fare sono soluzioni per paesi che non esistono.

Mi permetto di fare il grammar nazi: Mr non dovrebbe andare senza punto?

The cue is in the subject Mr. Faust ;)

That said on my side of the pond you are right, it is Mr Faust!

P.S.: keeping in mind that around here grammar is generally descriptive, not prescriptive!

Condivido quasi tutti i commenti posti in risposta al mio. Alla fine e' vero che vari outcomes sono possibili quindi tutte le ipotesi lì fatte mi sembrano ragionevoli. 

Aggiungo altri due motivi che aiutano a spiegare, a mio avviso, l'ennesima violazione delle regole che MR ha deciso di mettere in atto.

Il pelo di ripresina che arriva potrà, in puro stile Prodi 2006-07, attribuirsela!

Effetto primo ministro: quanti voti avrebbe peso Monti l'anno scorso se non avesse avuto l'enorme vantaggio mediatico che sedere a Palazzo Chigi offre? E' enorme, specialmente per una persona che, come MR, la TV sa sfruttarla e non si presenta con ridicoli cagnolinii in braccio.

Vi sono poi le nomine e qui il chiaro patto con BS conta visto che i patti per il potere vanno garantiti giornalmente e se stai fuori da palazzo Chigi e' difficile farlo.

Quello che quest'uomo non sembra capire e', da un lato, la natura del declino italiano ed il fatto che è superabile solo aggregando forze ampie su un programma esplicitamente riformatore; dall'altro non capisce (da vero politico italiano) che la crisi istituzionale e' vera e profonda. Stravolgere continuamente le regole o cercare, come nel caso della legge elettorale, di modificarle tatticamente a proprio uso e consumo non risolve tale crisi ma la aggrava.

Se seguite i sondaggi, è ovvio che "l'effetto Renzi" si stava già affievolendo. Inoltre il PD, dopo SEL ormai in caduta libera, non ha praticamente nessuno con cui fare coalizioni, mentre Berlusconi poteva contare su una coalizione di partitini e finti partitini che lo avrebbero fatto vincere senza neanche andare al ballottaggio. Non c'è niente da fare, Renzi si doveva muovere, e velocemente, prima del semestre europeo.

Diciamo che assumere che sarebbe arrivato al 2018 in carrozza mi sembra un po' forte,.... anche assumere che ci sarebbe stata ancora l'Italia, se per questo, ie to stay put non è ovvio per nulla fosse quella bella alternativa che qui si presuppone. A tal proposito, qui un'analisi interessante di diverso avviso,

http://www.francescocosta.net/2014/02/13/nella-testa-di-renzi/ 

Non voglio neanche commentare sul fatto che, al solito, in Italia le spiegazioni sono sempre "altre", vengono da stanze segrete e da colloqui riservati che solo chi e' dentro al magico cerchio del potere conosce. Facciamo finta sia vero.

Due implicazioni

1) se MR vuole davvero cambiare la politica doveva opporsi al ricatto privato, forzare il principe di Napoli ad uscire pubblicamente (magari dimettersi e togliersi di mezzo che in 50 anni di politica danni ne ha fatti che bastano per sempre) ed a quel punto, se necessario, o ben chiedere l'incarico o forzare le anticipate ...

2) questo perché NESSUNO gli ha ordinato di voler diventare segretario del PD pochi mesi dopo le elezioni e nella situazione attuale!!! Quello fu, lo dissi  allora e lo vado ripetendo all'infinito, l'errore folle, motivato SOLO da ambizione personale. Il resto segue a ruota in modo ovvio. Poteva continuare a fare il sindaco di Firenze (lavoro per cui è pagato ma non fa) ed aspettare almeno il 2015, finito quel lavoro, per ricandidarsi.

Ambizioni personali sono legittime? Certo, ma quando si esercitano a grave danno del paese vanno denunciate e punite, spero, nelle urne. E se non succederà, come temo, peccato di nuovo per questo povero paese.

Povero niente

Antony81 16/2/2014 - 23:26

Povero paese un par di balle questo paese sembra inseguire scientemente la propria autodistruzione dalla fine degli anni sessanta in poi.

 

Francamente non riesco a capire come persone intelligenti come voi si possano illudere che si possa agire bene per il bene di questo paese.

 

In questo contesto in cui Renzi resta il meno peggio tra i tre possibili vincitori delle prossime elezioni, in un paese in cui ci siamo ridotti a rimpiangere le qualità da statisti di Craxi e Andreotti e la laicità della DC.

 

In cui agire in maniera chiara e trasparente è roba da fessi. Un paese in cui se prometti cose fattibili, utili e concrete non ti calcolano mentre se parli di gomplotti (g voluta), scikimiche (errori voluti), rimborso dell' IMU con i soldi di un candidato premier, 4 milioni di post di lavoro in 5 anni, neanche in Germania potrebbero riuscirci, abolizione dei vaccini e altre cose di questo genere prendi valanghe di voti.

 

Se questo paese avesse voluto davvero diventare giusto, onesto, efficiente ecc ecc lo sarebbe già diventato da un pezzo sfortunatamente l'Italiano medio è un tizio che pensa solo a metterlo in quel posto al suo prossimo senza rendersi conto che in cento gli stanno facendo lo stesso.

 

In questo paese la carognata di Renzi era strettamente necessaria in linea con la nostra pessima tradizione polòitica e tutto sommato è stata un azione meno grave di quelle che vengono compiute con molta frequesnza da moltissimi elettori di questo paese che ormai ti fa vergonare di te stesso se sei onesto.

 

Distinti saluti e buon maldi pancia a tutti!

Precisazione

floris 21/2/2014 - 02:40

La sentenza della consulta che ha castrato il porcellum è del 4 dicembre, le primarie dell' 8. In altre parole MR si è candidato alla segreteria con la prospettiva di poter andare alle elezioni col porcellum se le cose si fossero messe male. Adesso invece andare alle elezioni avrebbe significato ricominciare da capo con le ( stesse ) larghe intese.  Aggiungo il fatto che anche la scelta di correre per la segreteria è stata quasi obbligata. MR in passato aveva ripetuto che non era un ruolo adatto a lui. Ovviamente, specialmente alla luce degli ultimi eventi è legittimo pensare che fosse una menzogna, comunque visto come è stato sempre trattato dai vari apparati del suo partito ( basti ricordare le varie vicende delle primarie 2012 ) la scelta di conquistarlo per non esser più tacciato di essere un pericoloso estraneo e anzi mettere persone a lui non ostili nei ruoli chiave era probabilmente una necessità.

ahem, forse le sfugge che Renzi ha promesso un governo politico di larghe intese fino al 2018. anche senza andare a votare

non mi sfugge

floris 21/2/2014 - 16:06

Solo non capisco cosa cambi. A dirla tutta credo che una volta approvata la legge elettorale la promessa di arrivare al 2018 verrà rimangiata in fretta.

Logica inconfutabile.

Secondo il PD ...

Leggendo il racconto del giorno dopo del Corriere, continuo a non capire. Se davvero e' andata cosi', cioe' una fondamentale impasse sulla legge elettorale e quindi niente elezioni in vista fino al 2018 e quindi in maniera molto, molto meno strategica di quanto stiamo ipotizzando nei commenti allora resta la domanda: ma come diavolo puo' credere di poter fare queste riforme di cui il paese ha bisogno (in primis la legge elettorale) da premier, con la stessa maggioranza che sosteneva Letta e che e' la causa prima dell'impasse stessa?

Se le vere motivazioni e intenzioni sono quelle riportate da Aldo Cazzullo, allora e' davvero irrimediabilmente finito (senza alcuna necessita') nel pantano. Si e' messo cioe' nell'unica posizione dove nemici interni ed esterni potevano farlo fuori. Per questi ultimi e' ottimale tenerlo a un minimo vitale facendogli annusare quelle riforme che non gli faranno mai veramente fare. Dopodiche', nel 2018, gli eredi Berlusconi potranno dire: "Visto? Neppure Renzi , dopo Letta, ha fatto alcun miracolo, il PD si e' confermato incapace di sollevare il paese. Votate per noi."

A meno che invece, visto che il sostegno di Alfano non è garantito e nemmeno quello del PD (alle camere Renzi ha pochi sostenitori, dato che la maggioranza PD è stata nominata dalla precedente segreteria grazie al porcellum) non è detto che Renzi abbia la fiducia alle camere.  In questo caso sarebbe praticamente inevitabile andare subito al voto, con Berlusconi incandidabile e con la legge elettorale che esce dalla decisione della Consulta. Forse Renzi ha calcolato anche questo?

Mi pare uno scenario molto improbabile, significherebbe scissione nel PD. A meno che Renzi non proponga, non so, Boldrin all'economia :-), come Cuperlo gli ha intimato di non fare

ma dai

giovanni federico 15/2/2014 - 13:44

figurarsi se Alfano non lo sostiene, col rischio di andare ad elezioni anticipate. Ma nessuno di voi ha fatto una trattativa per vendere una casa? 

Cuperlo chi?

case

giulio zanella 15/2/2014 - 13:51

nessuno di voi ha fatto una trattativa per vendere una casa? 

Si, e infatti non riesco a venderla :-D. Non si smette mai di imparare dagli storici :-)

Non viene escluso, anzi.

Mi sembrebbe autolesionismo puro: se Civati non vota Renzi,  o Napolitano rifa le grandi intese con Letta o si va a votare con la proporzionale. Non escludo al 100% la scissione solo perchè quelli del PD si sono rivelati capaci di qualsiasi tipo di tafazzismo (mentre sono convinto al 100% che Alfano stia bluffando per avere un ministero in più). Comunque penso sia una mossa per diventare capo della minoranza sfilando la base ex PCI a Cuperlo. 

mah

valerio 15/2/2014 - 22:46

è una mossa per mostrare che il PD non può vendere l'anima per i 10 senatori di Alfano, dato che Civati ne ha altrettanti...
è una domanda a tutto il PD: preferite me o Alfano?

poi che sia capo della minoranza si sa già dall'epoca della campagna delle primarie, quando PD, Letta e giornali/TG filo-PD avevano deciso che lo "scontro" avrebbe dovuto essere un duello tra Renzi e Cuperlo.

NCD

giovanni federico 16/2/2014 - 00:50

NCD ha 31 senatori, contro i 7 (al massimo) civatiani

Risposta

michele boldrin 15/2/2014 - 12:32

Vale l'ipotesi mia, Giulio, vuole le elezioni.

E l'impasse sulla legge elettorale e' solo prodotto della sua arroganza ed anche ignoranza. Nessuno gli ha ordinato di proporre una legge folle ed illiberale, nessuno gli ha ordinato di risdoganare BS e renderlo pivot, nessuno gli ha ordinato gli accordi segreti fra i tre toscani! eccetera.

Hubris, temo. Solo hubris. 

La mia analisi è totalmente diversa (cf il post). Ricordati che i parlamenti a rischio scioglimento sono i più docili.
e comunque
i) la legge non mi sembra particolarmente folle, dal suo punto di vista. ovviamente che sia liberale o no è irrilevante nella politica italiana
ii) risdoganare BS è l'unico sistema per fare una legge elettorale. Se avesse dovuto trattare con Alfano e con la minoranza PD non avrebbe mai ottenuto nulla.
iii) chi sono i tre toscani? Verdini e ??? Anyway, vedi sopra ii) per Verdini

E la mozione Giachetti? C'era l'accordo con il Movimento 5 Stelle ma venne affossata dallo stesso PD, al tempo ancora guidato da Epifani e dai bersaniani. Ha ragione Boldrin, nessuno aveva obbligato Renzi a candidarsi, nulla lo legittimava a pensare che fare il segretario fosse equivalente a fare il premier. Ha imbarcato chi non avrebbe dovuto imbarcare e si è messo contro Civati, l'unico che ancora, dentro al PD, vorrebbe rinnovare il partito. Ora si trova con una maggioranza che non è la sua, con molti parlamentari che non lo vedono di buon occhio, senza strategia e con la prospettiva di un lungo logoramento.
Berlusconi non può essere eletto alle prossime elezioni ma può comunque fare campagna elettorale: a quel punto i nomi dei candidati in Parlamento per il suo partito sono irrrilevanti.
Temo che avesse purtroppo ragione D'Alema, quando aveva detto che Renzi è troppo ambizioso.

Ecco la versione di Giachetti sulla mozione Giachetti.

Quanto a Civati,  mi sembra un concentrato di buone intenzioni per un paese che non esiste.
Propone di andare al voto subito ma non si capisce con quale obiettivo. Pensare di vincere le elezioni e avere una maggioranza in parlamento con questa legge elettorale, ossia prendere ben più del 40%, mi pare impossibile. Allearsi col m5s, prima o dopo le elezioni, è impossibile. Grillo ha detto chiaramente che il PD non merita nemmeno di esser trattato democraticamente tanto lo ritiene marcio. Figuriamoci farci un governo, anche se lui continua a sperare nei quattro/cinque dissidenti ( a fronte dei 30, su 50, necessari ). Scenario rimasto: di nuovo grande coalizione. Ossia mesi persi e tra l' altro probabile peggioramento dei numeri del PD in parlamento, visto che ora gode del premio di maggioranza. Non esattamente un gran risultato.
Inoltre per rimanere coerente, aggiungo io anche con lo spirito della sinistra verso cui spesso guarda, in questi giorni sta dicendo che è orientato a non votare la fiducia e ad uscire dal PD con i suoi. Boh.

Un altro interessante effetto a cui non avevo pensato ma che gia' ora e' evidente e' un effetto di "self-exclusion": l'anticipazione che con questa maggioranza la strada e' tutta in salita e la missione quasi impossibile induce molti a rifiutare di occupare posti di responsabilita' nel nuovo governo. Questo lascia fuori tanta gente che e' bene che resti fuori, non c'e' dubbio, ma molto probabilmente lascia fuori anche gente molto capace che sarebbe bene aver dentro ma che non vuole finire a perdere tempo e reputazione in un governo che potrebbe essere inconcludente quanto il precedente.

Questo meccanismo di self-selection sarebbe andato in direzione opposta (molta gente capace disposta a entrare con la prospettiva di un governo realmente in grado di riformare in profondita') se MR avesse perseguito il "film che si era fatto" conquistandosi una solida maggioranza alle urne (rischiare per rischiare, avrei rischiato qui).

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