Stefano Fassina: Generatore di frasi in ordine casuale

27 gennaio 2011 alberto bisin

Ho fatto una cosa che, su nFA, ha introdotto ne'elam: preso il pezzo del discorso al Lingotto di Stefano Fassina - responsabile economico del PD - che un lettore ci ha gentilmente segnalato; tolto un paio di congiunzioni; ordinato e numerato. Poi ho cambiato ordine. [Un lettore mi fa notare che Fassina non stava al Lingotto ma reagiva a Veltroni che ci stava; mi scuso per l'imprecisione - grazie Carlo; 28 Gennaio]

Qui l'articolato argomento originario di Fassina da me ordinato e numerato [senza congiunzioni - i numeri sono miei, NdAB]

1. Il  paradigma liberal-democratico va superato, poiché la cultura liberal-democratica non è in grado di reggere lo sguardo di Medusa dell’economia globale, come rileva un filone di pensiero ispirato alla “Caritas in Veritate” (es. Brokenforde e Bazoli), riconoscono oggi i fondatori del New Labour (es. Policy-network) e sostengono illustri economisti mainstream (es. Rajan in “Fault Lines”).

2. Il pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona.

3. La politica non può rimanere ancillare all’economia. Non può limitarsi a liberare gli individui dai lacci e lacciuoli delle istituzioni pubbliche.

4. La politica deve portare a sintesi interessi diversi ed orientarli verso il bene comune definito in un processo democratico.

5. Le forze economiche non portano autonomamente alla crescita e l’economia, da sola, non fa la società, come assumevano le tramontate “Terze vie”. Il governo europeo dell’economia, politica industriale, investimenti pubblici, canalizzazione del risparmio privato, re-distribuzione del reddito, sono necessarie per la crescita.

6. La giustizia sociale non può essere soltanto principio correttivo di una logica di funzionamento informata esclusivamente dall’individualismo proprietario.

7. Celebrare la “modernità” economicistica di Marchionne implica una prospettiva di rassegnazione pragmatica e di subalternità politica al lavoro. Invece, la centralità politica ed economica del lavoro è l’eredità del ‘900 da portare nel riformismo del XXI secolo.

Qui la sequenza:  2, 3, 7, 5, 1, 4, 6:

Il pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona.

La politica non può rimanere ancillare all’economia. Non può limitarsi a liberare gli individui dai lacci e lacciuoli delle istituzioni pubbliche.

Celebrare la “modernità” economicistica di Marchionne implica una prospettiva di rassegnazione pragmatica e di subalternità politica al lavoro. Invece, la centralità politica ed economica del lavoro è l’eredità del ‘900 da portare nel riformismo del XXI secolo.

Le forze economiche non portano autonomamente alla crescita e l’economia, da sola, non fa la società, come assumevano le tramontate “Terze vie”. Il governo europeo dell’economia, politica industriale, investimenti pubblici, canalizzazione del risparmio privato, re-distribuzione del reddito, sono necessarie per la crescita.

Il  paradigma liberal-democratico va superato, poiché la cultura liberal-democratica non è in grado di reggere lo sguardo di Medusa dell’economia globale, come rileva un filone di pensiero ispirato alla “Caritas in veritate” (es. Brokenforde e Bazoli), riconoscono oggi i fondatori del New Labour (es. Policy-network) e sostengono illustri economisti mainstream (es. Rajan in “Fault Lines”).

La politica deve portare a sintesi interessi diversi ed orientarli verso il bene comune definito in un processo democratico.

La giustizia sociale non può essere soltanto principio correttivo di una logica di funzionamento informata esclusivamente dall’individualismo proprietario.

Qui invece:  3, 2, 7, 6, 1, 4, 5:

La politica non può rimanere ancillare all’economia. Non può limitarsi a liberare gli individui dai lacci e lacciuoli delle istituzioni pubbliche.

Il pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona.

Celebrare la “modernità” economicistica di Marchionne implica una prospettiva di rassegnazione pragmatica e di subalternità politica al lavoro. Invece, la centralità politica ed economica del lavoro è l’eredità del ‘900 da portare nel riformismo del XXI secolo.

La giustizia sociale non può essere soltanto principio correttivo di una logica di funzionamento informata esclusivamente dall’individualismo proprietario.

Il  paradigma liberal-democratico va superato, poiché la cultura liberal-democratica non è in grado di reggere lo sguardo di Medusa dell’economia globale, come rileva un filone di pensiero ispirato alla “Caritas in veritate” (es. Brokenforde e Bazoli), riconoscono oggi i fondatori del New Labour (es. Policy-network) e sostengono illustri economisti mainstream (es. Rajan in “Fault Lines”).

La politica deve portare a sintesi interessi diversi ed orientarli verso il bene comune definito in un processo democratico.

Le forze economiche non portano autonomamente alla crescita e l’economia, da sola, non fa la società, come assumevano le tramontate “Terze vie”. Il governo europeo dell’economia, politica industriale, investimenti pubblici, canalizzazione del risparmio privato, re-distribuzione del reddito, sono necessarie per la crescita.

 

 

Le altre combinazioni le lascio a voi. Io chiudo con un commentino, milanese, leggero leggero:

... ma va a ciapa' i ratt!

41 commenti (espandi tutti)

un errore?

Simone Cossu 27/1/2011 - 10:41

Nella descrizione/intro del post hai scritto sergio...

Trattasi di Lapsus Freudiano. :-)

E pensare che Tremonti censurava il PD tempo fa accusando la "sinistra" di essersi fatta irretire dalla globalizzazione. Ed invece è solo ideologia. Catto-comunista per giunta.

Io mi aspettavo una critica al discorso di Veltroni, a dire il vero. Giusto per rassicurarmi che non avesse avuto, per sbaglio, qualche idea interessante o condivisibile. :->

In realtà poi Fassina ha fatto durissime (e secondo me ragionevoli e mainstream) obiezioni alle proposte economiche di Veltroni, solo che le ha fatte in un documento interno

http://www.ilpost.it/2011/01/26/documento-fassina-lingotto/

 

poi, una parte delle affermazioni cui sopra sono fuffa ideologica per dire "io sono di sinistra non un cattivone liberista", altre sono giuste. In particolare:

Il  paradigma liberal-democratico va superato, poiché la cultura liberal-democratica non è in grado di reggere lo sguardo di Medusa dell’economia global

eehhh? al mio paese "liberal-democratico" vuol dire stato di diritto, separazione dei poteri, diritti civili... se non è in grado ecc., siamo messi male, quali sono le alternative, la teocrazia? il capitalismo comunista di stato cinese? I Borg di Star Trek, quelli di "Resistance is futile"?

 

come rileva un filone di pensiero ispirato alla “Caritas in Veritate” (es. Brokenforde e Bazoli),

e qui m'inc.... di brutto. Brokenforde, quello che dice che visto che la politica liberal-democratica non ha sue proprie radici etiche, occorre che ci sia una supplenza e una "iniezione d'anima" da parte delle religioni? Vedi il thread sulla troppa libertà religiosa. Ma quand'è che Fassina uccide metaforicamente il padre e si scrolla di dosso Zamagni?

la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente

vabbe'... "l'interazione coercitiva tra agenti economici irrazionali impegnati a minimizzare funzioni di utilità individuale" sarebbe meglio? (vedi alla voce "sparare sulla Croce Rossa")

Il resto... orrore orrore, sono d'accordo, by and at large. Ma allora facciamo un discorso serio sulle politiche pubbliche.

 

 

Scusatemi tutti ma io sono un ignorantone, mi occupo solo di economia, e di questo Brokenforde non avevo mai sentito parlare.

Allora ho fatto quello che ogni uomo ignorante ma coscienzoso è supposto fare, ossia ho messo il nome in Google. Ma non mi è saltato fuori niente. 

Però Google mi suggeriva di guardare Bokenforde. Almeno da quello che dice Wikipedia sembra sia lui (confermi, Marino?).

Ora, due considerazioni.

1) Questo Bockenforde non sembra essere un economista. D'altra parte nemmeno lo è Bazoli, e nemmeno la Caritas in Veritate è un testo di analisi economica (è un testo teologico e morale, quindi normativo). Resta quindi un oggetto abbastanza misterioso quello con cui Fassina vuole rimpiazzare la teoria economica mainstream. Per carità di patria non commento il riferimento a Rajan.

2) Non son sicuro di aver capito bene, non conoscevo l'autore, non son nemmeno sicuro che il testo lo abbia scritto veramente Fassina, e tutte le cautele del caso. Ma SE effettivamente Fassina non sa nemmeno scrivere correttamente il nome dei suoi presunti maestri di pensiero, beh, direi che siamo a livelli voltremontiani. O calderoliani.

confermo, è lui e la citazione a cui mi riferivo è questa

 

The liberal secular state lives on premises that it cannot itself guarantee. On the one hand, it can subsist only if the freedom it consents to its citizens is regulated from within, inside the moral substance of individuals and of a homogeneous society. On the other hand, it is not able to guarantee these forces of inner regulation by itself without renouncing its liberalism

Sandro quello di cui tu parli è un giurista tedesco cattolico, famosissimo in Italia perché in un libro di Habermas, Tra Scienza e Fede, viene citato dallo stesso Habermas come colui che per primo ha posto la domanda "cruciale":

"Può uno stato liberale vivere di presupposti morali che non è in grado di garantire?"

Cioè qui la pippa riguarda la possibilità di comprendere se la neutralità liberale, il liberismo e la rule of law, non siano forme di motivazione dell'agire politico deboli rispetto a: la carità cristiana, gli oppressi che decidono di immolarsi per riscattare tutti gli altri, i giovani ariani che rifaranno l'Europa e così via.

Sono tutte cose che eccitano gli orfani di varie risme: socialisti, cattolici, comunisti, terzisti e così via. Diciamo che è il solito programma di ritorno ai valori, nonché l'uso dei soliti argomenti contro il liberalismo già elaborati dopo la rivoluzione francese e sistematizzati da Hegel. Diciamo che c'è sempre qualcuno che si eccita per l'acqua calda...

PS: se non traducevano Habermas in Italiano col cavolo che lo conoscevano i nostri quel giurista tedesco...

 

Ma Habermas almeno il nome lo scriveva giusto no? Fassina poteva almeno darsi la pena di copiarlo correttamente, il nome, visto che indica il signor giurista tedesco come sua fonte di ispirazione.

Sicuro che Habermas lo ha scritto giusto il nome :)

Ma sai, il tedesco è difficile...magari non aveva capito bene.

Certo che questa gente è imbarazzante...vogliono fare gli alternativi e sbagliano pure i nomi dei referenti principali della loro "opera"...

Magari e' Habermas che l'ha cannato il nome. :)

Sono tutte cose che eccitano gli orfani di varie risme: socialisti, cattolici, comunisti, terzisti e così via

mah... sarò orfano del comunismo, mi autodefinisco socialista, ma a me non mi eccita per niente. Sarò troppo terra terra, ma i principi della costituzione bastano a garantire vita, libertà, eguaglianza e tutta una serie di valori e situazioni che rendono la vita migliore. Ognuno se li giustifica come vuole, col Marx dei Manoscritti del '44, col Sermone della Montagna, con Adam Smith... basta che funzionino, e su quello c'è la prova empirica: preferisci (tu generico) la lapidazione delle adultere, la censura, il feudalesimo, la tortura, il dispotismo, nel caso tu fossi at the receiving end? No? allora che altra giustificazione ci vuole?

 

 

Ognuno se li giustifica come vuole, col Marx dei Manoscritti del '44, col Sermone della Montagna,...

Solo che da noi il Sermone della Montagna lo scrive tutti i giorni il  Vecchio della Montagna...

Standing ovation. 

Si chiama Ernst-Wolfgang Boeckenfoerde (oe=o con l'Umlaut). Diversi suoi lavori sono reperibili anche in Italiano.

> la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente

vabbe'... "l'interazione coercitiva tra agenti economici irrazionali impegnati a minimizzare funzioni di utilità individuale" sarebbe meglio? (vedi alla voce "sparare sulla Croce Rossa")

Oddio, proprio qui non è che avesse tutti i torti. Nel dilemma del prigioniero, così come nella tragedia dei beni comuni, agenti razionali liberi di agire in maniera scordinata si danneggiano a vicenda.

In generale, anche gli economisti più "turboliberisti" riconoscono che esistono dei fallimenti di mercato che possono essere risolti o migliorati da una regolamentazione.

Quando la sinistra smetterà di ragionare in termini di individuo-bad, categoria-good farà un passo avanti pazzesco, fino a quel giorno dovremo sorbirci i Veltroni, i Fassina, i Vendola, i Bersani.

Per il resto leggo solo la pericolosa continuazione del pensiero della "supremazia della politica", tanto cara anche a destra, per cui gli attori economici non sanno quel che fanno, i politici sì.

 

Quando la sinistra smetterà di ragionare in termini di individuo-bad, categoria-good farà un passo avanti pazzesco

Cioè cesserà di esistere?

Per il resto leggo solo la pericolosa continuazione del pensiero della "supremazia della politica", tanto cara anche a destra, per cui gli attori economici non sanno quel che fanno, i politici sì.

Ecco, appunto. Ha senso farne l'esegesi?

Secondo me solo finché è un divertissement. La discussione "seria" mi pare masturbazione mentale.

Dopodiché bisogna comunque andare a votare...

due considerazioni:

tal "Fassina" e' irretito dal medievalismo papalino, tra breve scoprira' farinacci e quota 90, e' un po' lento ma si applica contro la "globalizzazione."

secondo: e' consigliabile occuparis d'altro, questi del partito democratico sono una cotenna un poco marcia, dopo le avventure di cozzolino a Napoli, ho l'impressione che perdano pure il voto pasoliniano

(quel settore dell'elettorato che preso dal disgusto osserva che la "sinistra" e' il paese "sano")

Chiedo scusa ma non ho capito cosa si voleva dimostrare con questo post. Gli interventi al Lingotto erano del tipo ''electoral meeting'': frasi brevi, più o meno sganciate l'una dall'altra. Credo che ormai il 99% dei politici li imposti in questo modo. Non solo in Italia!  

Chiedo scusa, ma cosa vorresti argomentare?

Che la dirigenza del PD, non avendo nulla di serio da proporre, considera i propri iscritti ed i propri elettori come dei tonti completi, ai quali basta fornire dei "sound bites" più o meno piacevoli e che eccitino gli animi, come fa la concorrenza bossian-berlusconiana?

O che Stefano Fassina pensa di essere Barack Obama?

O entrambe le cose?

Faccio notare che il post non era rivolto al contenuto ma all'ordine logico delle affermazioni. Perfino interventi un pochetto più meditati come lo ''state of the union address'' possono essere sottoposti allo stesso giochino. 

Meglio discutere del motivo per cui Fassina sceglie quell'orientamento. Per me il motivo è semplice: Fassina è un ex-PCI. Solo un illuso può pensare che gli ex-PCI possano aderire all'individualismo metodologico (eccetto Uolter che fa sempre storia a se'). Aspettavano solo la crisi per uscire di nuovo allo scoperto. Se tu hai sperato in una ''conversione'' del PD in direzione opposta devi avere o un rapporto complicato con la realtà o una fiducia inconscia in quel cretino di Uolter.

 

  

 

 

Meglio discutere del motivo per cui Fassina sceglie quell'orientamento. Per me il motivo è semplice: Fassina è un ex-PCI.

Parzialmente d'accordo, ma aggiungerei:

Fassina è un ex_PCI che è riuscito a guadagnarsi da vivere nel solco tracciato dal PCI.

Allora mi quadra, dato che ho un sacco di amici che da giovani votavano PCI (e altri che andavano a messa e dicevano le stesse cose di quelli che votavano PCI) e oggi sono individualisti e libertari quasi quanto me. La vita insegna molte cose...

Per la mia esperienza il comunismo non è una malattia incurabile. Il guadagnarsi da vivere con la politica temo invece lo sia. Viva il Qualunquismo! ;-)

 

Certo, sono d'accordo. Ovviamente facevo un discorso specifico sui gruppi dirigenti, non sulle opinioni politiche in generale.

Perfino interventi un pochetto più meditati come lo ''state of the union address'' possono essere sottoposti allo stesso giochino.

Lo dubito assai, ma sarei curioso di vederne il risultato, se lo fai.

Per il resto, non so con chi tu stia parlando. Di certo non con me ...

... e uno venexiano a tinte lievi, lievi (saremmo capaci di molto meglio): parlar a vanvera.

PS: curiosa forma di metacomunicazione laddove al termine dell'intervento tra i "collegamenti con altri articoli" troviamo: economia economisti fassina pd troiate. Appunto

PPS. Un saluto al Dr Topa da M. Sante

alla fine dell'intervista, vengono riassunti gli ovvi vantaggi del dimezzare il debito pubblico. :-)

mah, a me sembra come la proposta di portare l'ora a 240 minuti, per lavorare solo due ore al giorno che però potrebbero essere facilmente pagate anche il doppio delle attuali. win-win?

ma non sarebbe stato meglio tassare le plusvalenze edilizie facendo pagare al momento gli oneri di urbanizzazione e facendo strade, fogne, parchi e metropolitane?

inquietante l'idea della nuda proprietà (vabbé, a me sta antipatica per via degli annunci "vendesi nuda proprietà 94 anni" che sembrano continuare con "la bambolina vudù con gli spilloni per farlo morire subito ve la regaliamo noi"): ho capito bene, mi vendo la nuda proprietà per pagare la tassa per ridurre il debito pubblico? 

e comunque, la solita obiezione da incompetente: OK, un appartamento in mia proprietà è aumentato di valore perché prima era in periferia, poi la città è cresciuta ecc. ecc., ma comunque vada la tassa la pagherò con i redditi da lavoro o da capitale, a meno di non vendere l'immobile e realizzare la plusvalenza in denaro fresco. E questi hanno vinto le elezioni perché hanno tolto l'ICI e non mettono le mani etc. (sì, le mettono altrove)...

a meno di non vendere l'immobile e realizzare la plusvalenza in denaro fresco.

pellegrino capaldo pensa a tutto: non devi vendere, ti basta accendere un mutuo su un quarto di casa tua, che pagherai con comodo alle normali condizioni.

mi vergogno di aver speso minuti per leggere queste XXXX, cmq il geniale autore voleva essere ricordato per la trovatina di distinguere i prezzi di carico degli immobili, e l'attuale valore di mercato: come se fosse facile...

a parte il piccolissimo problema politico eccecc

pellegrino capaldo pensa a tutto: non devi vendere, ti basta accendere un mutuo su un quarto di casa tua

 

a me viene in mente http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Prina

(che era molto meglio). Piccolo dettaglio: quel debito pubblico non è, come tutti dicono, "in gran parte nelle mani degli italiani"? e allora perché il proprietario di un immobile dovrebbe pagare per un debito sui cui interessi hanno lucrato altri? 

 

 

quel debito pubblico non è, come tutti dicono, "in gran parte nelle mani degli italiani"? e allora perché il proprietario di un immobile dovrebbe pagare per un debito sui cui interessi hanno lucrato altri?

beh, si può rinnegare tale debito, con un tratto di penna di penna. è  anzi doveroso se si ritiene che paghi interessi "lucrosi", cioè, credo di capire, usurai. che tale debito sia stato contratto circa al 50% con connazionali, non mi pare dirimente: se è illecito, è illecito per intero.

sul serio credo che si debba ricordare che il debito nasce da spese non coperte da entrate. e di tali spese ha beneficiato il popolo italiano tutto, che ha promesso di pagare. poi, est modus in rebus.

 

Beh, dire che lo Stato italiano sia vittima di usurai è un'affermazione un po' forte ...

infatti, non lo penso. però marino bib parlava di far pagare a chi ha lucrato gli interessi sottintendendo, forse, che tali interessi fossero quasi illeciti.

il debito pubblico è andato al pubblico italiano tutto, c'è poco da dire: è stato in piccola parte anche rubato, ha prodotto enormi distorsioni politiche ed economiche, ma nella gran parte ha finanziato in anticipo pensioni, stipendi, sanità, infrastrutture, difesa, ordine pubblico eccecc di cui tutti i cittadini italiani, escluso phileas che non si sognerebbe neanche :-), usufruiscono. e saranno loro a doverlo pagare in qualche modo.

di tali spese ha beneficiato il popolo italiano tutto

Dai, per favore...

come passa il tempo,non c'è nessuno riferimento a bush.

Dice alberto all'indirizzo di fassina

... ma va a ciapa' i ratt!

Qualcuno ti ha anticipato. Apprendiamo dal ben informato giornale dello sport che il pavia ha dato in prestito al mio amato casale Gatto e Fassina.

La

palma 27/1/2011 - 17:03

tendenza e' quasi banale. dato che bisognera' pur dire (debbasi per Fassina)

si debba pur dire qualche scemenza che sia contro il "liberalismo" si raccatta di tutto.

La tendenza principale e' reazionaria: si evitano problemi veri (per dar un esempio: come mai nessuno iveste in Italia?) e si inventano problemi scoperti da giuristi, filosof"astri", preti, indovini, rabdomanti e fondatori di opere di carita'.

Il tutto viene fatto con assenza di cultura (nel senso di agriCULTURA: nessuno ha maturato alcuna idea) e con egualmente invendibile arroganza. 

Una delle grandi tendenza reazionarie e' il primato della politica: 100, o 500 anni era il principe a decidere di "cambiare il mondo" (invadere il Brasile o comprarsi Louisiana), oggi i mutamentio sono dATI DA INNOVAZIONI CHE hanno nulla a che fare col principato. Il principale atto di destra e' stato compiuto dall'invenzione delle reti elettroniche, il principale atto di sinistra e' stato fatto da Assange.

Fassina... che volete accusarlo? di sventolare il gagliardetto?

qando ero piccolo ascoltavo le donne cantare "e noi faremo come la Russia" (non ebbero in testa di invadere la Polonia e la Georgia).

viz.

http://www.youtube.com/watch?v=xih-NDc-168

 

mi dice oggi il giornale che sia di moda "e noi faremo come la Carfagna"

http://www.repubblica.it/politica/2011/01/28/news/nicole_barbara_politica-11748899/?ref=HREA-1

Preferisco "L' assedio di Adrianopoli" di F. T. Marinetti

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