Le due o tre cose concrete del documento congressuale di Renzi

5 novembre 2013 andrea moro

Nella corsa alla segreteria del PD, Renzi viene spesso accusato di vaghezza nelle idee e nei programmi. Le occasionali uscite televisive sembrano confermarlo, ma è sempre meglio controllare sui documenti scritti. Il quadro dipinto dal documento congressuale del sindaco fiorentino è abbastanza sconsolante. 

Il programma di Renzi per le primarie di circa un anno fa non era certo un capolavoro di precisione programmatica, ma almeno conteneva qualche indicazione chiara di rottura con il sistema esistente:  introduzione di criteri di merito nella valutazione di docenti e dirigenti scolastici, flessibilità per gli atenei nella determinazione delle tasse universitarie, provvedimenti specifici per l'incentivazione al lavoro femminile e giovanile,  flexicurity, semplificazione amministrativa, e così via. Uno poteva essere o meno d'accordo sulle specifiche misure, ma la novità era indubbia.

Il documento congressuale di quest'anno invece contiene una ventina di pagine che si contraddistinguono per ciò che manca più che per ciò che contengono. Una buona parte dello spazio viene spesa per considerazioni da sbadiglio (il PD ha perso voti, che schifo che abbiamo fatto, vogliamo recuperare i voti di tutti dal centrodestra a Grillo, dobbiamo rottamare le correnti...). Afferma di voler portare il PD ad essere il primo partito praticamente in tutte le categorie (pag 5: pensionati, impiegati pubblici, professionisti, imprenditori...). L'idea che si possa riuscire ad accontentare quasi tutti è sospetta. Qualcosa di concreto per riuscirci?

I dettagli sono pochi, quelli che ci sono sembrano marginali, nella drammatica situazione in cui il paese si trova. Non mancano ammiccamenti al populismo grillesco, conditi da un po' di confusione.

1. Scuola: il documento parte da alcune considerazioni nostalgiche per i tempi in cui maestri e professori godevano di elevata statura sociale. Nessuna analisi su cosa abbia condotto alla situazione attuale del tipo: gli insegnanti e i loro sindacati si sono scavati la fossa con l'egualitarismo nelle carriere, gli ope legis nelle assunzioni... Il documento invita i compagni di paritito a cambiare atteggiamento "partendo dagli insegnanti", attivando nei circoli la "più grande campagna di ascolto mai lanciata da un partito". Fornendo "risposte alle proposte degli insegnanti, non lasciandoli soli a subire le riforme". Avete letto bene: questo è il suggerimento che ci viene dato per risolvere i problemi della scuola italiana. Cosa resti delle idee di finanziamento selettivo e incentivi al merito del programma per le primarie non sappiamo. Però ora gli insegnanti possono sperare di essere ascoltati, almeno nei circoli PD.

2. Lavoro: fra i vari esperti area-PD negli ultimi anni non sono mancate idee di riforma del mercato del lavoro, e il programma delll'anno scorso sembrava, per quanto vagamente, ispirarsi ad alcune proposte di Pietro Ichino, menzionando almeno di sfuggita l'idea della flexicurity. La priorità di questo documento invece è l'indicazione di cambiare i "centri per l'impiego", quasi che i problemi del mercato del lavoro italiano si possano risolvere con un maggior sforzo per far incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. Si accenna all'esigenza di una "rivoluzione nel sistema della formazione professionale", e alla semplificazione normativa (in un eccesso di zelo il documento confonde causa/effetto lamentandosi dell'esistenza di dodici riviste di diritto del lavoro), e si spinge persino ad ammettere l'esistenza di troppi sindacati e sindacalisti. Manca qualsiasi accenno ad alcuni aspetti fondamentali del mercato del lavoro italiano: il cuneo fiscale, la flessibilità in entrata e uscita, la protezione dei consumi in caso di disoccupazione. In quale direzione Renzi voglia andare in questi importanti aspetti non sappiamo, ma il cambiamento di tono rispetto ad un anno fa non fa ben sperare.

3. Istituzioni: Il documento vuole un sistema che crei bipolarismo e alternanza. Un bipolarismo "gentile ma netto". Gentile significa che non vuole la "violenza verbale dei talk-show". Netto significa che chi vince deve poter governare, chi perde deve poter controllare per togliere alibi a chi governa. Come realizzare questi ideali? L'unica indicazione che il documento precisa è "modificare il Porcellum". Beh almeno è un punto di partenza.

4. Tasse: il PD non vuole essere il partito delle tasse, e questo è un bene, ma quanto Renzi vuole ridurle? Il documento non lo precisa. I proventi della lotta all'evasione andranno destinati alla riduzione delle tasse, e le dismissioni del patrimonio dovranno essere destinate alla riduzione del debito, entrambi nostri cavalli di battaglia, ma quanto e quale patrimonio si intende dismettere? Non ci è dato di sapere. Eppure sarebbero bastate poche indicazioni: RAI, Trenitalia, ENEL, ENI, Poste: quale di queste aziende è superflua per il pubblico?

5. Spesa: il documento afferma che "chi dice che non si può toccare la spesa pubblica si pone dalla parte di [...] un sistema ingiusto e inefficiente". Caspita, ottimo. Cosa fare allora di fronte a tale ingiustizia? La risposta è chiedere un "contributo di solidarietà a chi riceve pensioni d'oro" e "modificare il sistema degli assegni sociali". Davvero un  po' pochino. 

6. Europa: qui il documento ripete un tema a noi caro, e cioé che l'Italia deve "fare le cose che dobbiamo fare" (quali? Suppongo: mettere i conti a posto, ridurre il debito) non perché ce lo chiede l'Europa ma perché serve a noi. Dopo varie dichiarazioni tanto generiche quanto velleitarie sugli stati uniti d'Europa e sull'identità europea, fa l'occhiolino ai grillini lamentandosi dell'euro-austerity (quindi le "cose che dobbiamo fare" evidentemente non includono la riduzione del debito? Forse più tardi). E infatti, propone di "superare la regola del 3% del rapporto deficit/PIL che deriva matematicamente da un obiettivo (stabilizzare il debito al 60% del pil) e da una ipotesi/speranza" (che il PIL cresca al 3%). Qualcuno a Firenze legge nfa, salvo il fatto che la stagnazione globale della crescita implicherebbe dover *restringere* il vincolo di bilancio, non allentarlo. Forse Renzi, senza menzionarlo, vuole al contempo allentare sia il parametro sul bilancio sia quello sul debito. Ma con un debito sopra al 120%, come l'articolo di Luigi Marattin chiaramente spiega, difficile pensare di poter realizzare nei prossimi anni dei deficit superiori al 3 percento. 

Riassumendo, poche, vaghe indicazioni specifiche, inesistenti indicazioni sulle priorità. Tante belle parole su associazionismo, impegno, Europa, che lasciano l'amaro in bocca per chi si rende conto che questo è il meglio che passa la baracca.

48 commenti (espandi tutti)

Secondo ma l'autore dell'articolo, come molti altri commentatori, commette un errore fondamentale: valuta una mozione congressuale con i parametri che utilizzerebbe per valutare una piattaforma programmatica per le elezioni politiche. Le mozioni congressuali sono sempre alquanto generali, per non dire generiche. Esprimono solo orientamenti generali rispetto al partito. Pretendere che si indichino in dettaglio e precisione significa non aver compreso pienamente qual è loro funzione. Devono essere dei documenti molto agili e di facile lettura, non dei manifesti elettorali o programmi che si occupano di specifiche policies.

Ci ho pensato anch'io, e spero che tu abbia ragione. Resta il fatto che il "programma" dell'anno scorso era solo marginalmente piu' lungo, era di piu' facile lettura se non altro perche' piu' interessante, e che il documento di quest'anno di policy "concrete" ne menziona qualcuna, ma si tratta di cose irrilevanti.

Sarebbe stato di difficile lettura dire "vogliamo introdurre il merito nella scuola", anziche' "vogliamo ascoltare gli insegnanti"? Sarebbe stato difficile dire "vogliamo un sistema di protezione del lavoro che si ispiri al modello nord-europeo" invece che far pensare che la priorita' sia di riformare i centri di collocamento? Sarebbe stato difficile dire con chiarezza cosa si voglia fare con il debito pubblico piuttosto che dire che il limite del 3% e' obsoleto? E' obsoleto in che senso? Forse che si dovrebbe poter fare piu' deficit? 

Se vuoi essere l'interprete del cambiamento, e peraltro con la vittoria in tasca, che ti costa ad essere chiaro?

Andrea, nessuno ha mai la vittoria in tasca, soprattutto in elezioni primarie in cui la partecipazione è molto difficile da predire. A me pare che Renzi si comporti esattamente come ci si può aspettare si comporti un politico che vuole massimizzare la probabilità di vittoria. Quento sei l'outsider che sfida il favorito (la condizione di Renzi l'anno scorso) allora devi fare tanto rumore, devi attrarre l'attenzione e far parlare di te. Questo si ottiene (anche) facendo proposte programmatiche audaci e controverse, cercando il più possibile occasioni di confronto con gli altri candidati etc. Il punto è che quando sei indietro, se non succede niente perdi. Quindi hai meno paura di prendere rischi. Se sei il favorito succede esattamente il contrario: vorresti che tutto rimanesse esattamente come è e quindi cerchi di prendere meno rischi possibile. Per cui programmi blandi, minimizzare il numero dei dibattiti e delle occasioni di confronto (non banale, non bisogna dare l'impressione di rifuggire), evitare di far arrabbiare gruppi specifici etc. 

Renzi come campaigner mi sembra molto sveglio e fa esattamente le cose che gli servono per vincere. Purtroppo tra queste cose non rientra scrivere programmi coraggiosi quando sei il front-runner. 

Se e quando Renzi governerà si può star certi che manterrà un occhio costante ai sondaggi e all'impatto dei provvedimenti che piglia sulla sua popolarità. Quanto coraggio avrà nel perseguire un programma riformista è tutto da vedere. 

sta facendo primarie per le elezioni fra gli iscritti (che sono in gran parte pensionati e dipendenti pubblici) mentre il programma dell'anno scorso  primarie aperte a tutti

Puo' darsi, pero'...

a me l'idea del politico che "razionalmente" fa promesse a seconda di come gli gira non piace, e rivendico il diritto di smascherarlo, altrimenti se andiamo a giustificare questo tipo di comportamenti finisce che non si sa mai a cosa credere (cosa gia' difficile di per se').

Ma c'e' di piu': poteva buttarla tutta in retorica come hanno mi pare fatto gli altri ed evitare  di menzionare soluzioni risibili a problemi sostanziali. L'impressione che lascia e' approssimazione e mancanza di idee, anche nell'ottica di comunicazione "razionale" di cui parli.

Anche a me

sandro brusco 6/11/2013 - 14:57

non piace. Dico solo che è facile da capire  perché lo fa. Non mi piace nemmeno che le forze politiche abbiano scaricato tutto il costo della riforma pensionistica, dal 1995 a oggi, sulle giovani generazioni, ma è facile capire perché lo hanno fatto. Renzi non è un idealista con il sole dell'avvenire negli occhi, è un politico scaltro che mira al potere. Si comporta come tale. Cosa farà una volta raggiunto il potere è da vedere. Forse farà riforme utili, forse no. Troppo presto per dire.

Renzi

alessio civitillo 8/11/2013 - 16:17

cosi' si avvia sulla lunga tradizione PD di dire tutto e il contrario di tutto, una tradizione iniziata col famoso "ma anche" di Veltroni. Tutti i segretari del PD sono stati cosi'.

Ha senso per un partito minoritario, che perde voti, ma se non decide, si ritrova o con un partito inutile, o con un Paese allo sfascio. Ergo, io non vedo tanta razionalita', magari sta solo raggirando il partito per le politiche e poi pensa di aprire i giochi quando arriva li'.

Vero, ma...il programma delle scorse primarie era diverso perché erano diverse le primarie: si trattava di primarie per la premiership, e quindi ciascun candidato doveva presentare un potenziale programma di governo.
Sulle altre questioni, ricorda sempre che ora lui si candita a guidare il partito, quindi deve essere in grado di operare sintesi tra orientamenti che spesso sono stati assai divergenti. Se pensi a questo, che lui su molti temi non sia stati chiarissimo diventa comprensibile. io credo che, per capire meglio gli orientamenti di Renzi, sia necessario fa riferimento anche ai documenti emersi alla Leopolda. Poi ha promesso un job's act e altre iniziative importanti.

 Il documento è senza dubbio deludente, unica speranza, come già è stato detto, è che in fondo abbia poco valore.

Elementi da non sottovalutare sono il fatto che stiamo parlando di primarie per la segreteria del PD e non per la premiership, quindi è possibile che vaghezza e contenuti siano determinati dal target e dal non voler compromettere il vantaggio, la vittoria quasi sicura con argomenti controversi nonché difendersi preventivamente dalle accuse di minare il governo Letta.

Allontanadoci dal documento, per capire le idee economiche del mondo Renzi può essere interessante seguire Yoram Gutgeld, senatore PD di area renziana e ufficiosamente accreditato di essere il consigliere economico del sindaco.

Riporto qualche idea tratta da varie interviste e da grezzi appunti presi ad un incontro cui ho assistito la scorsa settimana in quel di Scandicci:

  • La crisi non nasce nel 2008 ma da 40 anni di malagestione in cui ci si indebitava e si svalutava ( molto simile a qualcosa di conosciuto, no? )
  •  Per uscire dalla crisi serve cambiamento radicale, in tutto il mondo si deve ridurre indebitamento
  •  Serve equità, ossia ridurre evasione fiscale e affrontare il tema pensioni, ossia rimodulare in qualche modo quelle ottenute col sistema retributivo ( 270-280 mld di pensioni l' anno, 60 mld non sono coperti da contributi )
  • Rivendicazione di uno stato che finanzia sanità, scuola e assistenza, ma no chiusure a sistemi misti con il privato “Uno stato sociale che funziona non dà assegni (pensioni etc..) ma servizi” , dobbiamo trasformare assegni in servizi, “siamo il primo bancomat d' Europa” ( sempre riferendosi ai soldi erogati dallo stato ) - boh -
  •  Ridurre spesa pubblica per ridurre tasse, per questo serve spending review cambiando approccio rispetto al passato. I tagli devono esser fatti dai vari ministeri di competenza per essere efficienti
  • Le leggi di stabilità che abbiamo votato fino ad ora non servono a nulla
  • Investimenti pubblici, negli ultimi anni abbiamo speso 20mld l' anno più di Germania, da cambiare ( tra questi sussidi a imprese che sono assai poco utili )
  • Responabiltà/merito di introdurre a tutti i livelli, ossia premiare e punire. Assurdità dei commissariamenti con commissario chi ha causato i danni ( regioni )
  • Ridurre burocrazia
  •  “Non cerchiamo alibi. Non si può dare la colpa a sindacati, burocrazia, corte costituzionale etc se non riusciamo a cambiare le cose, la responsabilità è di noi politici e dobbiamo assumercela” ( parole, come tutto il resto d' altronde, ma parole nient' affatto scontate )
  • Purtoppo sono dovuto andare via prima del dibattito col pubblico quindi non ho potuto far domande per approfondire le varie questioni ( ammesso che sarei riuscito a formulare domande interessanti e utili ) né sapere come il pubblico PD ha reagito ai temi così trattati. Siamo ovviamente ancora alle parole, ma spesso condivisibili e l' aria ( fritta, per ora ) sembra essere diversa da quella che gira in zona Fassina, e sarebbe molto interessante che qualcuno gli chiedesse di approfondire le varie questioni. Magari in un futuro non troppo remoto potreste invitarlo ad un confronto a qualche evento nFA.

Se è così, mi chiedo ancora che cosa ci faccia nel PD. O l'obiettivo è quello di cambiare il partito, oppure... Non ci resta che vedere cosa farà Renzi in realtà, nel caso debba governare.

Di seguito, per maggiore comodita', trascrivo alcuni passaggi su taluni dei nodi (cuneo fiscale - taglio serio) e pensioni, uno dei temi prioritari. Almeno un barlume di luce sull'entita' dello shock richiesto/questioni da affrontare...

***

Nel libro sostiene che va abbattuto il costo del lavoro, il governo Letta comincia a farlo con la riduzione del cuneo fiscale e contributivo, e lei lo considera niente?

“E’ nulla, non niente. Avrei fatto un’operazione shock: 15-20 miliardi di privatizzazione per ridurre le tasse”.

Ma non si può fare. Quello che si ricava dalle dismissioni deve andare, secondo le regole europee, alla riduzione del debito.

“Si può negoziare tutto, anche questo”.

Nella sua terapia shock, quale altre medicine sono previste?

“Ci sono 4 blocchi: pensioni, lotta all’evasione fiscale, investimenti, tagli di spese”.

Pensioni: pensa di riaprire il capitolo? Un’altra riforma dopo quella della Fornero? Non crede che l’Italia sia stremate da questo cambiamento delle regole pensionistiche?

“No,  va sistemata la questione esodati. poi penso ad un’altra operazione. attualmente lo stato italiano spende 270miliardi l’anno di assegni pensionistici per pensioni maturate con il sistema retributivo. Così quasi 60 miliardi non sono coperti dai contributi versati dai lavoratori. c’è una disparità più profonda con le giovani generazioni che avranno una pensione in base ai contributi versati. a chi ha una pensione retributiva andrebbe chiesto, sopra una certa soglia, un contributo minimo che serva poi  a finanziare quei servizi sociali sui quali stiamo carenti, pensi solo agli asili nido. nascerebbero nuovi lavori e un’occupazione qualificata”.

Ma i pensionati hanno maturato il diritto alla pensione in base alle leggi vigenti all’epoca. La sua proposta assomiglia a un esproprio.

“Ma quale esproprio! erano sbagliate quelle regole nate a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta. Tuttavia non penso sia un dramma ridurre di qualche centinaia di euro al mese assegni, per esempio , di settemila euro lordi”.

Una....teoria di illusionisti...
Avevo dato una scorsa al volo ai quattro punti programmatici, e alla proposta 'perequativa' sulle pensioni.

Incredibile.

Cosa?

michele boldrin 6/11/2013 - 08:21

Cosa vi spinge, sulla base dell'evidenza e dell'esperienza accumulata, ad avere tutte queste speranze?

Davvero, perche' per MR usate criteri di updating altri da quelli che adottate con il resto dei politici di professione?

Il buongiorno si vede SEMPRE dal mattino. 

Io spero che l'8 dicembre vinca Renzi come il meno peggio rispetto a Cuperlo, che è sostenuto dalla nomenklatura PCI. Sono convinto che possa battere qualsiasi candidato di destra, compreso SB, nell'improbabilissima ipotesi che riesca a candidarsi, e che possa arginare Grillo - che a mio avviso è molto peggio di SB. Ciò detto sono convinto al 90% che MR non farà riforme incisive e che la sua eventuale premiership si rivelerà l'ennesima occasione persa. Se non ne fossi convinto, mi sarei già iscritto al PD e starei facendo campagna per lui. Sono anche convinto che MR non farà riforme incisive non perchè 'politico di professione' o perchè incapace di capire la necessità di farle, ma perchè sa bene che gli italiani non vogliono le riforme incisive. Ne abbiamo discusso parecchie volte e ne sono sempre più convinto. Aspetto smentita

... Giovanni e con Sandro, più in alto.
(Ah, se ci fosse il "like" su nFA! ;-))

Però se come dici, Giovanni, Renzi è l’underdog, allora sarebbe meglio per lui presentare un programma forte, e anche rompere il partito se perde. L’autobus grillino è in stallo, e anche a destra non stanno molto bene. Una ripetizione con le palle della scommessa del 2006 di Veltroni potrebbe ben riuscire. Io credo che abbia ragione Michele.

lo era nel 2012.  Questa volta pensa di vincere, e teme di mettere in dubbio la sua vittoria. Tutti nel PD sono convinti che vincerà le politiche. Solo che la nomenklatura teme di essere rottamata e quindi è incerta fra buttarsi con Renzi subito per salvarsi il c... (cf. Franceschini) o puntare su Cuperlo per usarlo per condizionare Renzi e salvarsi il c.... (cf Bindi), anche a rischio di perdere le politiche. E Renzi vuole evitare che Cuperlo prenda il 30-40% e poi essere condizionabile. Quindi non dice nulla di 'destra'

L'ascolto

FireLord 6/11/2013 - 11:16

Secondo me e' qualunquismo identificare tutti solo come ladri/incompetenti, se smettiamo di valutare ognuno per quello che dice e per quello che fa cadiamo nel Grillismo... e' facile fare di tutt'erba un fascio. Io non sono per il nuovo a tutti i costi: io sono per qualcuno con idee , voglia e capacità di fare. Quindi se Renzi dicesse cose condivisibili (un programma intelligente che possa aiutare l'Italia) lo ascolterei. Trovo molto presuntuoso non ascoltare qualcuno, anche perché è impossibile anche criticare senza ascoltare (anche se in Italia si fa molto spesso). Quindi il mio invito e' leggere le proposte di tutti e valutarle, anche a rischio di appoggiarle se condivise.

Giusto

sandro brusco 6/11/2013 - 16:47

Infatti non identifichiamo tutti come ladri/incompetenti a prescindere. Quando pensiamo che qualcuno sia incompetente lo documentiamo, tipicamente in abbondanza. Lo abbiamo fatto con Tremonti, l'ho appena fatto per Fassina.  Stesso vale per l'essere ladri, eccetto che i nostri poteri di inquisizione sono limitati.

Renzi lo ascoltiamo molto attentamente, questa è la ragione per cui Andrea si è messo a comparare il programma del 2012 e quello del 2013, scoprendo che varie parti importanti e condivisibili sono state annacquate.  Mica possiamo dire che va sempre tutto bene

Concordo

FireLord 12/11/2013 - 12:45

Infatti il mio commento era relativo a Michele non ad Andrea, di cui ho apprezzato moltissimo l'articolo.

E' fuori discussione che MR si sa vendere bene.
A mio avviso il documento è volutamente vago, perchè parte dal principio che se dici la verità su chi ci rimette e chi ci guadagna in caso di tua vittoria, i voti non li prendi. E temo che noi ne sappiamo qualcosa...
Se MR, come credo, prenderà una montagna di voti, sarà la prova provata che quella fuffa è ciò che la maggioranza della gente vuole sentirsi dire (non tutti, ma comunque tanti).
Del resto non si spiegherebbe l'enorme successo di Grillo e la bruciante sconfitta di Fare.
Credo anche che, una volta premier, non farà le riforme strutturali necessarie all'Italia.
Dal canto mio, io continuerò a votare Fare sperando in un miracolo (come feci alle ultime elezioni).
Tenterò anche inutilmente, come faccio da mesi, di convincere amici e conoscenti che quei 10 punti sono le cose di cui abbiamo bisogno, pur essendo ormai rassegnato al fatto che le riforme le farà la Troika.

Incuriosito dal tuo commento sull'adeguamento dei parametri di Maastricht, mi sono divertito un po' a giocare coi numeri. In particolare, ho cercato di interpretare seriamente e realisticamente il significato di quella frase e ho deciso che possiamo ragionevolmente interpretarla come "stabilizzare il debito ai livelli attuali [ca.130% Pil] in presenza del tasso di crescita nominale atteso [diciamo 3%]". Il risultato è 3,8%. Certo, maggiore del 3%. Ma alla fine, data l'attuale situazione italiana, non è che farebbe enorme differenza la libertà di aggiungere 12 miliardi di spesa, o la possibilità di togliere 12 miliardi di tasse, finanziandosi a deficit. In particolare, è probabile che buona parte di questi 12 miliardi verrebbero erosi via spread se passasse l'idea che l'Italia ha deciso di mantenere nel lungo termine quel tipo di condizione di finanza pubblica. Se invece scegliamo livelli del debito più umani - 120% o 100% - scediamo rispettivamente al 3,5% e al 2,9%. Come dire: a prescindere dall'opinione che ciascuno di noi può avere su quale sia il rapporto ottimale tra debito e Pil (se c'è), qualunque scelta non ci porta molto lontano da dove siamo, e quindi non è né una pallottola d'argento, né una pallottola, né d'argento. It ain't rocket science. 

Infatti

sandro brusco 6/11/2013 - 18:42

La verità è che su questo punto tutti sono imprecisi perché nessuno ha le idee chiare su quali sarebbero le conseguenze reali di un nuovo regime fiscale in cui si tollerano livelli di deficit e debito più alti come norma.

L'unica proposta concreta in questo senso l'ho sentita fare da Natale D'Amico e Alberto Mingardi: usiamo almeno parte del gettito da privatizzazione per ridurre le tasse, facendo al tempo stesso riforme strutturali per far ripartire la crescita. Lo so che il gettito da privatizzazioni e dismissioni va usato per ridurre il debito, ma se siamo convinti che

a) sia opportuna una manovra anticiclica, con opportuna fornitura di uno shock da domanda via tasse ridotte

b) non sia possibile avere deficit superiori al 3% perché sarebbe un segnale troppo negativo per i mercati

allora quello resta. Naturalmente la cosa ha senso solo se al tempo stesso si fanno riforme che riducono permanentemente il livello di spesa e alzano il tasso di crescita dell'economia, in modo che non si sia costretti in fretta e furia nel futuro a rialzare le tasse una volta che viene meno il gettito da privatizzazioni. E ancor più naturalmente ha senso solo se si accetta di privatizzare e dismettere sul serio. Quindi, ovviamente, della proposta di D'Amico e Mingardi non ha parlato nessuno e si può contare sul fatto che continuerà a essere ignorata.

io scommetto che se l'Italia facesse veramente riforme strutturali i mitici mercati sarebbero disposti a tollerare anche deficit oltre il 3%. Guardate il caso inglese: deficit fra il 6% e l'8% debito /PIL in crescita (anche se più basso che in Italia) e non solo tripla A ma tassi 'tedeschi'.  Solo perchè hanno la regina e parlano inglese? O forse perchè hanno intrapreso un percorso di tagli mirati alla spesa pubblica?

non lo sa che gli inglesi cianno la sovranità monetaria mentre noi siamo priggionieri dei cattivi teteschi che comandano il bilderbegghe e che si divertono a farci soffrire perché noi ciabbiamo il sole e gli spaghetti mentre che loro solo cianno il freddo e i crauti?

anche quelli che fanno finta di essere democratici

tassi uk

marcodivice 7/11/2013 - 14:23

per i tassi bisogna anche dire che hanno fatto QE a manetta

Il problema della proposta di Alberto e Natale è, ovviamente, time inconsistency. Se ci fosse un modo di rendere "automatico" un credibile piano di tagli, allora sarebbe il first best. Peraltro, concordo con Giovanni che sotto la condizione della credibilità i mercati (e l'Europa) accetterebbero ragionevoli sforamenti del 3%. Il problema è che, sotto perenne instabilità politica e col rischio di elezioni ogni 2 mesi, la credibilità è sotto terra, quindi nessuno scommette che se ti impegni a fare un taglio tra 2 mesi (non dico tra 1 anno) lo farai davvero. Il senso di Cottarelli (o del commissariamento da parte della Troika, opzione alla quale sono sempre più favorevole) è appunto quello di assegnare credibilità quanto meno alla coerenza interna di un qualunque piano di tagli. Certo che, in assenza di un preciso input politico, Cottarelli finisce per fare la foglia di fico, come l'hanno fatto Bondi e Giarda prima di lui.

beh..

sandro brusco 6/11/2013 - 22:14

se i tagli alle tasse li fai solo dopo che hai venduto e incassato, il problema di time inconsistency un po' si allevia. Resta il problema degli incentivi a far le riforme, ma le privatizzazioni un po' sono una riforma per se, e poi se non is riescono a fare mentre si tagliano le tasse probabilmente possiamo dimenticarcele (finché arriva la troika). La parola da cui rifuggire come la peste invece è ''cartolarizzazione'':  che si traduce come incassare i proventi di privatizzazioni future che poi non si faranno.  

E' il problema.  vediamo di essere realisti: gli italiani, collettivamente, stanno accettando un livello di tassazione altissimo pur di non tagliare la spesa.  I dipendenti pubblici e pensionati hanno un ovvio interesse. Non so perchè gli altri lo facciano - per ignoranza, per conservatorismo, per legami personali (tutti hanno un parente dipendente o pensionato). Comunque, è un fatto. E pur con un incentivo così forte, non esiste una corrente di opinione favorevole al taglio della spesa, anche se molti demagoghi parlano di taglio della tasse senza tagli di spesa (o con tagli di spesa non credibili).  Se esistesse, FARE avrebbe avuto un ben altro risultato elettorale. Data questa situazione, domanda: cosa pensate che succederebbe se si usasse il gettito da privatizzazioni per tagliare le tasse? 

risposta

marcodivice 7/11/2013 - 14:29

Se ho capito le premesse (non si taglia la spesa perchè non è popolare ),beh  il deficit riprenderà a salire con le ovvie conseguenze del caso.

Alla base dell'atteggiamento di chiusura di queste due categorie c'è probabilmente un falso senso di sicurezza: "per quanto male possa andare l'economia il mio salario/pensione pubblica non corre pericoli e continuerà ad essere pagato regolarmente; questi sono problemi che riguardano gli imprenditori, i lavoratori autonomi e tutt'al più i lavoratori delle aziende private. Io sono al sicuro". Questo è vero nella maggior parte dei casi, ma si può verificare che lo Stato non abbia più semplicemente i mezzi per continuare a pagare stipendi e pensioni e sia costretto a ridurli bruscamente e unilaterlmente, come ad esempio è successo in Grecia. Bisognerebbe trovere il modo di spiegare che l'usbergo dei "diritti acquisiti" resiste ad una tempesta, ma non ad uno tsunami. La situazione mi ricorda un po' l'Europa del '700: i nobili francesi si rifiutarono di pagare qualsivoglia tassa, basandosi su diritti acquisiti da oltre mille anni, mentre i nobili inglesi abbozzarono. In seguito i secondi si trovarono meglio dei primi.

ho qualche problema con la "time inconsistency", sia di comprensione che anche di pronuncia.

in sostituzione,"passata la festa, gabbato lo santo" potrebbe andare? almeno nella conversazione spiccia.

Non sono mai stato molto un fan di Matteo Renzi. Ho sempre nutrito qualche sospetto e ultimamente questi sospetti stanno crescendo (e l'articolo me li conferma).
Il linguaggio che sta usando sembra tornato ad essere molto nei binari della ordinaria retorica PD.
Quello che al tempo mi ispirava era proprio la sua voglia di rompere gli schemi e - soprattutto - quella di aprire il PD agli elettori "esterni" che non si riconoscevano in quella retorica (quelli, come me, che nutrono dubbi che la nostra sia la costituzione più bella del mondo, che nutrono dubbi verso un partito che non fa mistero di voler redistribuire ricchezza prima di crearla, che aborre qualunque cosa abbia l'etichetta "privato", eccetera...).
Un tentativo di apertura, soprattutto verso gli elettori, che era lodevole ed in linea con quello che succede in altri paesi, dove le primarie non servono per compattare la base convinta, ma attirare elettori dubbiosi.
Ignoro se ora il suo tentativo sia una tattica momentanea per basarsi sugli elettori convinti in modo da diventare segretario e poi riprendere il percorso di un tempo, o se invece gli sia più di interesse solo prendere la guida del PD (e il potere che comporta).
Verso il PD tout-court continuo a nutrire gli stessi dubbi che Brusco e Boldrin scrissero l'anno scorso qui su NfA e riassunti in queste tre domande: "qual è il livello di coinvolgimento dei suoi dirigenti nel sistema della casta che, dalle fondazioni bancarie alle municipalizzate, tanto danno crea al paese? Quanto consenso ha il partito nelle zone e nei ceti più produttivi del paese? Quali sforzi ha fatto per recuperare il consenso in quelle zone e di quei ceti?"
Se Renzi, una volta segretario, darà risposte credibili a quelle domande, ben venga. Se invece si piegherà alle logiche di potere e annegherà quelle risposte nella retorica PD, beh, vorrà dire che lo ricorderò come uno dei più simpatici segretari PD degli ultimi anni, ma niente più.

Ci sono tuttavia linee di frattura chiare e promettenti, e ben visibili: ad esempio, come emerso alla Leopolda, la vicinanza ed il supporto che viene a Renzi dal mondo dell'impresa non sussidiata, che compete a livello internazionale e non cerca, ma anzi spesso critica senza remora, protezioni varie e ganci politici (vedere profilo manager, imprenditori intervenuti e relativi discorsi); un atteggiamento pronto a sfidare l'influenza della cgil sul partito (e dunque sull'Italia), anche questo in modo piuttosto chiaro, sia a parole che nella sua esperienza di sindaco a Firenze; una forte frustrazione - maturata ancora da sindaco - per le pastoie e lentezze burocratiche; per la prima volta da quell'area politica, un approccio che non demonizza la ricchezza; non ostilità verso privatizzazioni, viste laicamente e pragmaticamente, non ideologicamente (e posizioni illuminate al tempo referendum acqua). Poi, andate a Firenze in un ristorante del centro, e parlate di renzi: 9 su 10 lo demonizzeranno per la scelta di pedonalizzare : non è stata una passeggiata, non lo è mai, e svariati sindaci hanno rinunciato alle prime proteste, ove invece a Firenze si è andati fino in fondo. Guarda i sondaggi, come tutti, ma ha meno paura di altri a sfidare certi gruppi organizzati, sindacati inclusi. Anche a me pareva avesse sterzato male ultimamente, rispetto a primarie 2012, ma devo dire che post Leopolda ho ritrovato discreta fiducia, anche a vedere il tipo di ambiente, di gente che vi ha preso parte, lontana anni luce dalla vecchia sinistra, da suoi stanchi riti, liturgie, linguaggi e consunti miti.

  Nessun dubbio che il Renzi di oggi, impegnato nella scalata al partito, sia molto più ondivago e sfuggente rispetto al tempo nel quale aveva il ruolo di rottamatore. Deve convincere le varie anime del PD, almeno tre, a votarlo per la segreteria. Solo in futuro, se la scalata lo porterà al premierato scopriremo se è un semplice imbonitore - un grillo più evoluto - o un dirigente politico. 

L'Italia è un paese conservatore, da sempre, nel senso che cerca sempre di conservare quel che ha, come notato anche dai politici dell'allora PCI, l'Italia è un paese di destra, nel senso di conservazione, e l'attuale piramide dell'età accentua questa situazione.

Renzi da questo punto di vista già rappresenta una rottura, soprattutto con l'apparato del suo partito, difficile che poi voglia andare a dire "guardate che va tutto male, l'è tutto da rifare", più facile che scelga la strada di minor resistenza, come indicato da Sandro, a cui mi associo.

Quindi Renzi non cambierà la politica italiana, se non altro perchè la politica italiana riflette l'Italia: conservatrice e retrograda, nonchè un pò ignorante, nel senso che preferisce ignorare e dare la colpa a fattori esterni, mi aspetto quindi una vittoria di Pirro: vincerà la carica di segretario, ma l'apparato remerà contro, per cui sarà costretto a una serie di compromessi che ne inficieranno la capacità di manovra.

Il fenomeno Grillo (rispondo a Giovanni Federico) secondo me si affloscerà a breve: passata la carica protestataria sono uscite tutte le contraddizioni di un movimento dove "uno vale uno, ma uno vale più degli altri", ed in cui la selezione della classe politica si è dimostrata fatta con i piedi.

Mi sembri ottimista

Il fenomeno Grillo (rispondo a Giovanni Federico) secondo me si affloscerà a breve: passata la carica protestataria sono uscite tutte le contraddizioni di un movimento dove "uno vale uno, ma uno vale più degli altri", ed in cui la selezione della classe politica si è dimostrata fatta con i piedi.

 

 

 

secondo il tuo ragionamento, Marco, anche il nostro caro leader Michele Boldrin finira' per essere quello che e': un prodotto italiano che ,  una volta giunto in parlamento, si trovera' a essere stritolato dall'apparato che tenta di riformare.

Secondo la tua logica, tanto vale buttarsi a mare invece che in politica.

Penso che la logica di Marco sia: "per arrivare in parlamento, devi essere accondiscendente verso l'apparato". In effetti, noi non ci siamo arrivati :)

Grillo

alessio civitillo 8/11/2013 - 16:13

ha vari argomenti per le varie pecche del movimento e, per ora, tali argomenti, seppur illogici, sembrano aver presa.

Poi ci dimentichiamo che c'e' un intero contorno europeo a questo movimento. Ci dimentichiamo, per dire, che cose come il reddito di cittadinanza hanno presa in tanti altri Paesi EU.

 Quindi Renzi non cambierà la politica italiana, se non altro perchè la politica italiana riflette l'Italia: conservatrice e retrograda, nonchè un pò ignorante, nel senso che preferisce ignorare e dare la colpa a fattori esterni, mi aspetto quindi una vittoria di Pirro: vincerà la carica di segretario, ma l'apparato remerà contro, per cui sarà costretto a una serie di compromessi che ne inficieranno la capacità di manovra.

Se è davvero così, allora SB rivince le elezioni. E se non può candidarsi, allora le vince la figlia Marina. E se non vuole allora le vince Dudù...

SB non rivincerà le elezioni perchè gli italiani non gli credono più (salvo i fanatici). Lui era adatto ad un paese che voleva illudersi.  Ora gli italiani si sono incattiviti e preferiscono la caccia alle streghe - i politici in primis, poi l'Europa. Tutto pur di non ammettere la realtà. Grillo è perfetto per questo - e quindi temo che non perderà, nonostante la palese inettitudine dei suoi onorevoli.  E quindi Grillo è molto peggio di SB Alla fine, gli italiani si sveglieranno e faranno le riforme. Ma ci vorranno ancora parecchi anni, e non sarà piacevole

Boh

Andrea Grenti 8/11/2013 - 21:38

I recenti sondaggi indicano ancora come protagonisti alle elezioni i due principali partiti, con in qualche caso in vantaggio il centrodestra. Faranno ancora una specie di lugubre "governo d'intesa" con qualche riformina e allora forse qualcosa si muoverà per le ulteriori elezioni. Magari con quelle ipotetiche riformine il popolo potrebbe accontentarsi, e ridare la fiducia ai due moloch.

Questi problemi sorgono anche perché i giornalisti sono degli analfabeti economicamente parlando, e persino uno come Brunetta può zittirli. Quindi non fanno bene il loro lavoro, non informano e non spiegano cosa potrebbe essere efficace per cambiare. Non parliamo della scuola, base per l'inculcamento del pensiero ideologico socialista (che sia di destra o di sinistra). La stessa cosa i principali intellettuali e gli imprenditori; i primi ammaliati dalla retorica umanistica, i secondi sedotti dalla politica e in molti casi dipendenti da essa.

la previsione che Renzi, se conquisterà la segreteria del PD, sarà frenato dall'apparato (che vede come il fumo negli occhi qualsiasi scostamento dalla tradizione)

Salve,

capisco che non sia 'angolo delle richieste, pero' vorrei chiedere un'analisi del documento congressuale di Civati - che mi pare un po' piu' sviluppato di quello di Renzi. Sarebbe interessante fare un confronto tra i due visto che per conoscere la mozione di Cuperlo uno si puo' sempre rileggerele le Fassineidi....

Buon giorno, a mio avviso informazioni dei possibili intereventi di Renzi in ambito economico si possono trovare nel paper di David  Serra ( quello di Algebris) di cui vi allego il link e presentato all'Ambrosetti.

http://www.algebris.com/blog/category/presentations

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