Letture per il fine settimana 3-1-2015

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Questa settimana: ancora sul ''jobs act''; l'intervista di Passera al Corriere; l'incertezza sulla politica tributaria; le radici psicologiche delle preferenze politiche.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Marco Leonardi su Linkiesta offre alcune riflessioni sul jobs act, dopo i primi decreti attuativi. La tesi è che l'obiettivo principale è favorire l'accordo tra le parti, evitando il ricorso al sistema giudiziario. C'è anche un originale incentivo fiscale: ''A questo fine non solo l’importo della conciliazione è esente da tasse, ma anche il possibile indennizzo in caso di giudizio è stato limitato ad una cifra doppia di quella ottenibile in sede di conciliazione. Il lavoratore può rifiutare l’offerta di conciliazione e cercare in tribunale un indennizzo maggiore, ma oltre al rischio di perdere la causa non può comunque in nessun caso ottenere più del doppio della cifra stabilita dalla conciliazione. Le spese per un avvocato e le tasse da pagare sull’eventuale indennizzo ottenuto in sede di giudizio (che a differenza dell’importo della conciliazione è soggetto a tassazione) dovrebbero dissuadere la maggior parte delle cause di lavoro.'' 
  • Corrado Passera continua a promuovere il suo movimento. Io continuo a restare scettico. I sogni di ''destra civile'' in Italia si infrangono sempre alla prima elezione. e temo che così sarà anche per il movimento di Passera. Ma noto che almeno ha smesso di parlare dello ''shock da 400 milardi''. Immagino la ragione principale sia che i 100 milardi della liquidazione anticipata (un quarto dello ''shock'') sono stati appropriati da Renzi. Per chi voglia leggere una critica allo ''shock da 400 miliardi'' e più in generale al programma di Italia Unica rimando ai miei articoli pubblicati a settembre dell'anno scorso (qui, qui e qui). Le critiche non hanno mai ricevuto risposta.
  • Mario Seminerio fornisce un quadro a mio avviso corretto di quanta sia aumentata l'incertezza sulla politica tributaria dopo le lezioni del 2013, a partire dall'idiotissima abolizione (per un anno) della tassa sulla prima casa. Visto che il governo sembra essere convinto che dalla crisi si esce convincendo gli italiani a consumare di più, ossia a risparmiare meno, consigliamo almeno di ripassare il concetto di ''risparmio precauzionale'' e dell'effetto sullo stesso di un aumento dell'incertezza sul profilo temporale e l'entità dei pagamenti tributari.
  • Per quel poco che conosco della materia, c'è un ampio dibattito in psicologia sull'associazione tra tratti caratteriali-culturali e preferenze politiche. Per chi, come me, è abbastanza ignorante sui termini del dibattito l'articolo di Malka e Inzlicht sul New York Times di oggi può costituire una utile introduzione. Questo il pezzo interessante: ''Analyzing responses from over 70,000 people from 51 countries, we found that people with a conservative personality did indeed tend to adopt culturally conservative attitudes on matters like abortion, homosexuality and immigration. On this count, the rigidity of the right model seems to be valid. But when it came to economic matters related to social welfare policy and economic intervention — the central feature of the left-right divide in much of the world — the results were far different. People with a conservative personality tended to lean slightly to the left.''
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Commenti

Ci sono 5 commenti

Io ho l'impressione che l'articolo sia confuso, forse perchè gli autori non riesccono ad armonizzare i dati provenienti da molti paesi diversi Prendiamo ad esempio un personaggio come Geert Wilders oppure, sempre per restare in Olanda, il defunto Pim Fortuyn le cui idee politiche (differenti fra i due) sono ben conosciute: come si collocherebbero nel quadro tratteggiato da Malka Inzlich? Un po' meglio andrebbe in Italia: Camusso & Landini sarebbero collocati a pieno titolo fra le "personalità conservatrici", ma chi glielo dice?

lo scetticismo (di Sandro Brusco et al.) e' perfettamente giustificato. Il problema nel produrre la destra italiana e' simile a quello di produrre la destra statunitense, forse reso peggiore dalle strutture fasciste che reggono molti dei sistemi amministrativi (i podesta', le provincie, la camerilla delel corporazioni detta cnel, etc.) Il PM attuale in carica con grande creativit'a ha buttato la sinistra nel dimenticatoio. Si puo' discutere se lo meritasse o meno, ma e' irrilevante ai miei fini. il partito democratico italiano e' l'equivalente di Clinton (moglie e marito) con meno soldi e poche sciocchezze stilistiche e cadute di ineleganza rara. Ha nulla a che fare con Gramsci, Preobrazenski e Kalecki. E' un sistema gestioanrio di potere che ha il vantaggio di poter evitare grosso modo i drammi militari di far il questurino dell'universo (la NASA che sorveglia gli asteroidi, Navy Seals che sorveglia il Pakistan, CDC che sorvegli Marburg & Ebola.) La destra italiana manca di militari (McCain, Hagel), di attori (Eastwood, Bruce Willis) e molto altro. Ogni volta un'anima generosa si impegna a creare un'opposizione algestore del condominio di passaggio si trova di fronte un uso dello stato come distributore di regali a corporazioni svariati: quelli che coltivano origano, i sessantasei custodi della casa di Luigi Pirandello, i pizzardoni del'Urbe, per chi pensa io sfotta, son serio e riporto notizie che nessuno smenti, sul drammaturgo siciliano vedasi http://www.panorama.it/cultura/arte-idee/sprechi-sicilia-66-funzionari-per-custodire-casa-pirandello/) e cosi; via. La destra viene subito subissata dalla suburra dei buzzi-carminati-ondevaine, dai feticisti della nazione che hanno l'ossessione degli zingari, dei comunisti, dei cabibbi, dei musulmani, di quelli che non amano il "billionnaire". In breve il dilemma e' serio. Se la destra vuol far qualcosa, trovi un sistema di guida che non dipenda da clowns e scartoffie di precedenti scrittori di leggi sulla droga e sugli immigrati. Passera ad esser generosi, mi sembra un vino che ando' in aceto.

che manca di un elettorato di destra 'civile' di massa... Nella primissima repubblica, le pulsioni peggiori erano tenute a freno dalla chiesa e dalla paura del comunismo e la DC poteva governare benino. Poi, dopo il '68, è riuscita a mantenersi a galla solo comprando il consenso. Una volta che sono finiti i soldi, e le promesse di SB si sono rivelate irrealizzabili, le pulsioni si sono scatenate

A inizio settimana, invece, sembra che la conferenza della American Economic Association sia molto piu interessante del solito:

http://www.washingtonpost.com/news/storyline/wp/2015/01/05/the-protesters-who-are-trying-to-upend-the-fantasy-world-of-economics/

L'economia buddista mancava proprio dalle mie conoscenze