Il programma economico di Italia Unica (III). Fattori minori di irritazione

15 settembre 2014 sandro brusco

Ultima puntata dell'analisi del programma di Italia Unica. A differenza delle prime due, questa sarà una puntata ''leggera'', come si capisce dal titolo e dal fatto che si tratta di una ''avvelenata''. Me la prendo con tutte quelle cose che hanno reso ulteriormente sgradevole la lettura di un programma deludente.

La prima puntata è qui, la seconda è qui.

Lo stile

Una volta, commentando un programma del PD, ebbi a dire che gli unici numeri che vi apparivano erano quelli che marcavano le pagine. Gli Unici invece i numeri li mettono, ma li mettono come faceva Tremonti: un po' a capocchia, senza indicare le fonti e senza mai spiegare come vengono fatti i calcoli. Ora, non è che uno deve mettere il link al documento Istat ogni volta che dice che la crescita del PIL nel 2013 è stata negativa. Ma quando si fanno affermazioni roboanti (e improbabili) tipo ''100 miliardi di domanda arriveranno dall'anticipo del TFR'' bisogna avere la bontà di spiegare da dove si tirano fuori tali numeri e quali sono le ipotesi che si fanno per far tornare i conti. E non è solo il mitico effetto dell'anticipazione del TFR, nel documento si trovano altre perle del genere. Per esempio, a pagina 3 si afferma che ''l'Italia dispone di un patrimonio pubblico di almeno 1000 miliardi di euro, un tesoro non valorizzato che può essere determinante per affrontare i drammatici problemi del debito pubblico e del credito''. Mille miliardi siore e siori, chi offre di più? Me lo studiai abbastanza bene il patrimonio pubblico quando coordinavo l'elaborazione del programma di Fermare il Declino, e un numero del genere non l'ho mai visto. Non tra le cose che avessero senso perlomeno, ossia gli attivi che effettivamente fossero di una qualche utilità per affrontare ''i drammatici problemi del debito pubblico e del credito''. E lasciamo perdere poi i 25 miliardi di ''recupero dell'evasione'', credibili quanto la verginità di Rocco Siffredi.

Un altro esempio, più sottile e insidioso, è a pagina 4. Si afferma (addirittura in neretto) che un'Italia con occupazione femminile pari a quella maschile vedrebbe crescere il PIL di oltre il 10%. Ottima cosa che nel programma si parli della bassa occupazione femminile in Italia, uno scandalo che purtroppo non ha la centralità che merita nel dibattito di politica economica. Ma il 10% da dove salta fuori? Spieghiamo come non dovrebbe saltar fuori. Non si può ottenere prendendo il salario medio (o il reddito pro capite, o altre misure simili) e moltiplicandolo per il numero di donne ''mancanti''. La ragione è che non è detto che la produttività media resti costante quando si espande l'occupazione. Se le donne che non partecipano attualmente al mercato del lavoro sono meno produttive di quelle che sono occupate (e qualche segnale che sia così c'è: sono particolarmente le donne con basso livello d'istruzione quelle che restano fuori dalla forza lavoro) allora è chiaro che l'espansione dell'occupazione genererà un aumento del PIL inferiore a quello che si otterrebbe moltiplicando il salario medio per le ''donne mancanti''. Che conti hanno fatto gli Unici? Non lo so, perché loro non lo dicono. Sparano la cifra del 10% così, come se fosse ovvia, quando assolutamente non lo è.

Ma la cosa che più mi ha grattato i nervi è lo stile supercazzolaro. Ora, si tratta di un documento politico, e comprendo benissimo che in politica a volte è necessario dire cose vuote e banali. Di più. Se a dire ''viva la mamma'', un'affermazione che alla fine è innocua e non ti porta a fare nulla di sbagliato, prendi anche solo un voto in più, allora è tuo preciso dovere di politico dirlo, anche se pensi che è (come è) una inutile banalità. Ma, santiddio, amici Unici, questo è un programma. Le persone che hanno letto e leggeranno questo documento si contano sulle dita delle mani di un mutilato. Peggio ancora, queste persone, del cui ristretto numero faccio parte, saranno tipicamente addetti ai lavori o comunque persone esperte, quelle persone che quando leggono ''viva la mamma'' pensano che sia un'inutile banalità. Che bisogno c'è quindi di infilare nel documento frasi come (grassetto nell'originale, pagina 29):

Va incentivato lo sviluppo di reti multisettoriali orizzontali per un'offerta turistica integrata e armonica, che tenga conto di tutti gli attori e i fattori in gioco nell'offerta turistica

oppure (pagina 64)

La UE deve avere una politica più chiara e forte per il Mediterraneo dove ha un ruolo strategico positivo da svolgere. Il Mediterraneo rappresenta non solo un confine strategico, ma anche una grande opportunità di sviluppo economico per entrambe le sponde nel quadro di una presenza politica coordinata che finora è del tutto mancata.

Sul serio, cosa abbiamo fatto di male noi quattro gatti un po' nerd che i programmi ce li leggiamo e cerchiamo di trovare la sostanza? Perché dovete torturarci in modo così inutile e crudele? Le supercazzole vanno bene nei talk show, nella propaganda su feisbuk, nei volantini che si distribuiscono alle manifestazioni (si fa ancora?). Cerchiamo di evitarle nei programmi, che lì veramente fanno solo danno. Poco danno, intendiamoci, grattano i nervi a quattro nerd che contano nulla, ma insomma siamo esseri umani anche noi.

Le proposte più ridicole

Tra le principali proposte del programma ve ne sono diverse sbagliate e controproducenti, come ho spiegato nei primi due articoli. Ma disseminate nel programma vi sono varie altre proposte minori che veramente ti fanno chiedere cosa mai avesse fumato chi batteva sulla tastiera.

In assoluto la proposta più grottesca è il welfare program per artisti moderni. La trovate a pagina 24, nella sezione Cultura e Territorio che è una delle peggiori del programma. Questo è quanto propongono gli Unici per ''dare impulso alle arti contemporanee'':

Selezioniamo i migliori artisti italiani delle ultime generazioni per realizzare opere di arte pubblica sul tema dell'identità italiana del XXI secolo. In accordo con le principali istituzioni finanziarie italiane, riattiviamo una politica di acquisti di opere di artisti italiani delle ultime generazioni.

Come direbbe Conte, è agghiaggiande. Proprio quello di cui c'è bisogno in questo momento: una bella combriccola di funzionari ministeriali, politici e intellettuali intortati con la politica (quelli che finiranno a comporre le commissioni che decidono chi sono i ''migliori artisti italiani'') che si divertono a distribuire a casaccio i soldi dei contribuenti. E anche le banche, diamine, che la piantino di usare i soldi per fare prestiti, magari a quegli zotici delle piccole imprese. Che comprino quadri moderni perbacco! Sulla scelta della ''identità italiana'' come tema poi ... lasciamo stare che è meglio.

Menzione d'onore va anche data alla proposta, che appare a pagina 16, di

confermare ed estendere il credito d'imposta per l'assunzione di ''cervelli'' portandolo da 50 a 100 milioni.

No, non lo spieghiamo perché questa è una colossale bischerata. Ci limitiamo a citare il Sommo Poeta: è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Un capitolo a parte poi dovrebbe essere dedicato al trattamento del Mezzogiorno. C'è qualche ritualistico richiamo all'importanza della legalità, ma l'approccio principale è spiegato proprio all'inizio del documento, a pagina 3:

Dobbiamo smettere di disperdere e sprecare decine di miliardi di Fondi Strutturali che vengono dall'Europa e invece concentrarli su pochi grandi progetti strategici in infrastrutture, ricerca e innovazione. Progetti che abbiamo già individuato e che risolverebbero finalmente i problemi strutturali del Sud.

Semplice no? Una bella botta di investimenti pubblici in infrastrutture e via, problema strutturale finalmente risolto. I progetti addirittura sono già individuati: un porto qua, un'autostrada là e i posti di lavoro si creeranno a fiumi. Immagino ci sia pronta la Cassa Depositi e Prestiti (o era Cassa del Mezzogiorno? Ho come un déjà vu) a finanziarli  con la sua ''potenza di fuoco''. Ma che problemi di governance, ma quale eccessiva presenza della politica, ma quali incentivi mal disegnati. Il Mezzogiorno non si deve misurare con questi problemi. Un bel po' di investimenti pubblici e vedrete che la Calabria diventa una nuova Svizzera. O forse no, perché questo film ci sembra di averlo già visto, ed è un film durato svariati decenni. E che è finito male.

9 commenti (espandi tutti)

ullallà

dragonfly 15/9/2014 - 11:10

(nella sezione Cultura e Territorio)

Selezioniamo i migliori artisti italiani delle ultime generazioni per realizzare opere di arte pubblica sul tema dell'identità italiana del XXI secolo.

io ci vedo richiami alla Fsa... "furore", dos passos, la polvere e passera come roosevelt!?

fatti i dovuti gesti apotrapoquellocheè, propongo sia tassata, con aliquote svedesi, l'uso pubblico della parola "territorio". esenti solo il touring club e l'istituto Geografico Militare.

un bel po' di mecenatismo a spese dei contribuenti per integrare il patrimonio culturale nazionale e gratificare artisti ricchi e compiacenti!

Ma se avesse avuto qualche straccio di idea ti pare che non l'avrebbe tirata fuori quando era ministro? Queste tragiche pagliacciate ricordano la scena finale di Viale del Tramonto, con l'aggravante che almeno la donna malamente invecchiata un tempo era stata una Diva. Non un cameriere di potenti.

Di più. Se a dire ''viva la mamma'', un'affermazione che alla fine è innocua e non ti porta a fare nulla di sbagliato,

Sei rimasto indietro!!! Al giorno d'oggi si dice viva il genitore 1!!! xD

Letti con interesse. Sorprende, come al solito, cio' che manca ( metrics, conflitto di interesse; conflitto di interesse....repetita..). Ma e' lo stesso Passera del former premier (quello di Lactalis...) vero?  tempestivo come un passero...autunnale...

Ot

Utile: ' Ireland Success a Lesson For EU's Policy Makers', WSJ, p.2

'According to Goldman S., much of the growth gap between Spain and eurozone LAGGARD Italy could be explained by the stronger state of Spanish banks, which enabled a greater pass-through of ultraloose monetary policy'....'reform-shy...Italy to dismantle its fiscal rules under the cloak of 'flexibility'..etc etc. ma taluni conoscono solo 'Keynesian - Italian' models..

nel frattempo, in Itali-de si parla di art. 18. ( ossia, esattamente l'opposto di cio' che servirebbe affrontare: barriers to E N T R Y...annamo benissimo..

Italia Ultima

E' proprio in una diversa idea degli investimenti che si dovrebbe distinguere un'impostazione liberale da un'impostazione statalista (o statalista-da-strapazzo).

Grazie Sandro, soprattutto per le ultime righe.

Scusate se metto qui questo commento abbastanza fuori tema, ma oggi su La7 per ben due volte ho sentito due giudici (uno era Davigo) affermare che i giudici italiani sono i più produttivi d'Europa. Ora, visto lo stato penoso della giustizia italiana, e la natura di casta della magistratura italiana, questa affermazione è piuttosto sospetta. Si riferivano ad un rapporto del Consiglio d'Europa, ma sarebbe interessante saperne di più: è stato riportato correttamente questo dato? E come è stata calcolata la produttività dei giudici?

Una variabile del calcolo si basa sulle ore lavorate, che non tiene conto del lavoro fatto a casa; molte sentenze potrebbe scriverle uno studente per la natura banale dei "casi" portati all'attenzione della legge.
Molte sentenze scritte, poche ore lavorate, alta produttività.
Continunando col fuori tema è "impossibile" smaltire il carico di arretrati del civile quando non si ammoderna il codice che li regola dal buon vecchio Rocco (non Nereo, prima ancora). Per il penale valga l'esempio che l'autoriciclaggio non era punito fino all'altro ieri per capire che ai magistrati non si danno volutamente strumenti per lavorare meglio.
Vogliamo che si producano Ferrari in una fabbrica dell'800, più che magistrati servirebbero dei maghi.

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