Ma io tifo Renzi

15 febbraio 2014 giovanni federico

In questo post provo ad interpretare le recenti vicende politiche già oggetto del precedente post di Giulio. Giungo a conclusioni diverse sulla base di una interpretazione complessiva della situazione italiana. Non sono un sociologo, politologo o un esperto di sondaggi elettorali e quindi non posso dimostrare le mie affermazioni con dati empirici. Sarò quindi volutamente breve ed apodittico: Renzi è il meno peggio.

La premessa, che val la pena ricordare sempre è che in una democrazia, per quanto imperfetta, in ultima istanza il ceto politico rappresenta i cittadini. I politici traggono vantaggi personali più o meno consistenti (quelli italiani molto consistenti) ma alla fine fanno quello che i votanti vogliono.

Credo che tutti i frequentatori di questo blog (e non solo loro) concordino su un fatto. L’Italia è in declino economico, sociale e politico da almeno quindici-venti anni, perché, a differenza di altri paesi avanzati, si rifiuta di fare i conti con le conseguenze della seconda globalizzazione. Molti a parole riconoscono la necessità di profonde riforme, ma (quasi) nessuno è disposto a subirne i costi per la propria posizione personale.  Quindi la stragrande maggioranza degli italiani cerca una soluzione alternativa. Per parecchi anni, molti si sono affidati a Berlusconi, che prometteva un radioso avvenire per tutti senza sacrifici. Dopo quasi vent’anni ed una serie impressionante di fallimenti, il suo carisma si è appannato, ma è stato sostituito da Grillo. La narrativa di Grillo è formalmente differente e, a mio avviso, più pericolosa ma risponde alla stessa esigenza di non fare i conti con la realtà. Infatti cerca un capro espiatorio da additare al pubblico ludibrio come responsabile di tutti i mali.  Qualche volta se la prende con gli immigrati, spesso con l’euro e l’Europa, ma sempre con la casta. Basterebbe mandare a casa i politici attuali e sostituirli con altri, magari diretti dal popolo attraverso la rete e tutto si sistemerebbe. La sua retorica illude chi vuole disperatamente farsi illudere.  Non a caso, partendo dal nulla ha preso il 25% dei voti, mentre FARE prima dell’affaire Giannino al massimo poteva aspirare a passare la soglia del 4% dei voti e solo con una propaganda anti-tasse molto violenta.  La Lega si sta posizionando su una linea simile a quella di Grillo, accentuando la retorica anti-europeista, e probabilmente Forza Italia farà lo stesso. Non starò a spiegare perché la vittoria di Berlusconi/Lega o, Dio non voglia, Grillo alle prossime elezioni politiche sarebbe devastante per l’Italia. Ricorderò solo, alle anime belle che sostengono che il popolo è sovrano, che una crisi del debito italiano porterebbe al collasso del sistema bancario europeo, con un forte rischio di una crisi economica mondiale molto peggiore di quella del 1929.

Ritengo che Renzi sia l’unico argine a questa deriva. Non ritengo affatto che sia un grande statista con una visione di lungo periodo per la modernizzazione del paese. E comunque se l’avesse, la rimetterebbe immediatamente nel cassetto, per una semplice ragione.  Dovrebbe partire dalla riforma della pubblica amministrazione e dal taglio delle pensioni in essere e l’elettorato  del PD è fatto in gran parte di pensionati e dipendenti pubblici. Il PD crollerebbe al 15%. Penso invece che Renzi sia l’unico politico a poter cavalcare l’ondata di antipolitica, nella speranza che la ripresa mondiale attenui la crisi in Italia e che quindi fra due-tre anni sia possibile tornare al business as usual.  Per questo, Renzi deve far approvare alcuni provvedimenti demagogici. La legge elettorale maggioritaria è necessaria per poter essere rieletto ma non è certamente sufficiente per vincere le elezioni.  La trasformazione del Senato in camera delle regioni è già molto più utile, in quanto appare un provvedimento anti casta e Renzi potrebbe sfidare Grillo sul suo terreno. Poi Renzi dovrebbe aggiungere qualche provvedimento di semplificazione amministrativa (se riesce a farlo passare dalle grinfie dell’alta burocrazia ministeriale) e qualche misura per l’occupazione, pomposamente ribattezzata Jobs Act, se riesce a trovare qualche soldo nelle pieghe dei bilanci (magari rinviando qualche spesa impopolare come gli F-35). Se poi avesse la fortuna di risolvere il caso dei marò o di affrontare qualche emergenza nazionale (alluvione etc.) con piglio decisionista e buone photo-opportunities potrebbe presentarsi alle elezioni con buone probabilità di successo. Certo Renzi è infinitamente più abile di Letta e Monti nello sfruttare i mezzi di comunicazione, nascondendo i fallimenti ed esaltando i successi.

Tre considerazioni conclusive

i) io pensavo, come il 90% dei commentatori, che a Renzi convenisse tenersi Letta come parafulmine – per scaricare su di lui gli eventuali insuccessi. Renzi ha deciso di rischiare in prima persona. E’ la sua terza scommessa, dopo la candidatura a sindaco di Firenze e le primarie 2012.  Finora ha dimostrato un intuito politico molto superiore a quello di tutti i suoi avversari, compreso lo stesso Berlusconi (e questo è  un complimento).  Ed ha avuto fortuna a trovare Bersani che è riuscito a perdere le elezioni già vinte. Magari ha ragione lui

ii) se ho ragione nel leggere le sue mosse, non spingerà per elezioni politiche prima della riforma del Senato, che, in quanto legge costituzionale, richiede almeno un anno. D’altra parte i suoi alleati hanno tutto l’interesse a prolungare la legislatura – Scelta Civica perché scomparirebbe alle prossime elezioni ed Alfano perché ha bisogno di tempo per consolidare NCD e proporsi come prossima guida del centro-destra. Berlusconi nel 2018 avrà 82 anni e Forza Italia potrebbe esplodere nella guerra fra gli eredi. Poi, come disse MacMillan, ‘events, my dear boy, events’. Renzi è molto spregiudicato e quindi potrebbe cambiare strategia.

iii) tutto questo servirà all’Italia? Spero di si, e per questo tifo Renzi, ma solo nel senso che eviterà un disastro totale.  Non nel lungo periodo, ma questa non è ‘colpa’ di Renzi.  Può darsi che prima o poi gli italiani si sveglieranno e nascerà un vero movimento riformatore, quando il declino sarà divenuto insopportabile. Ma non so quando e temo che per me sarà troppo tardi.

145 commenti (espandi tutti)

Giovanni, da buono storico, offre una riflessione piu' lucida, piu' lungimirante, e meno "di pancia" della mia. Il ragionamento fila alla perferzione, ma resta un ma. Lo riporto dal commento in margine al precedente post, direi che possiamo continuare qui la discussione.

Leggendo il racconto del giorno dopo del Corriere, continuo a non capire. Se davvero e' andata cosi', cioe' una fondamentale impasse sulla legge elettorale e quindi niente elezioni in vista fino al 2018 e quindi in maniera molto, molto meno strategica di quanto stiamo ipotizzando nei commenti allora resta la domanda: ma come diavolo puo' credere di poter fare queste riforme di cui il paese ha bisogno (in primis la legge elettorale) da premier, con la stessa maggioranza che sosteneva Letta e che e' la causa prima dell'impasse stessa?

Se le vere motivazioni e intenzioni sono quelle riportate da Aldo Cazzullo, allora e' davvero irrimediabilmente finito (senza alcuna necessita') nel pantano. Si e' messo cioe' nell'unica posizione dove nemici interni ed esterni potevano farlo fuori. Per questi ultimi e' ottimale tenerlo a un minimo vitale facendogli annusare quelle riforme che non gli faranno mai veramente fare. Dopodiche', nel 2018, gli eredi Berlusconi potranno dire: "Visto? Neppure Renzi , dopo Letta, ha fatto alcun miracolo, il PD si e' confermato incapace di sollevare il paese. Votate per noi."

 

allora resta la domanda: ma come diavolo puo' credere di poter fare queste riforme di cui il paese ha bisogno (in primis la legge elettorale) da premier, con la stessa maggioranza che sosteneva Letta e che e' la causa prima dell'impasse stessa?

i) la legge elettorale presumo sarà approvata con l'accordo FI e PD. Tutti e due sperano di poter vincere le prossime elezioni col maggioritario e sono sicuri di non vincerle col proporzionale.

ii) nessuno può fare  le riforme di cui il paese ha bisogno (rectius di cui noi, la EU ed i mercati finanziari internazionali pensiamo che il paese abbia bisogno) finche gli italiani non le vorranno. Quindi

iii) Renzi può fare qualche provvedimento popolare e demagogico che, se va di lusso, può andare nella direzione giusta. Ma potrebbe fare qualche provvedimento popolare che va nella direzione sbagliata.

CIò detto, anch'io, razionalmente e da osservatore esterno (e vecchio), penso che abbia sbagliato.  Ma 'razionalmente' Renzi non sarebbe arrivato dove è arrivato. Quindi, vediamo. Non sottovalutare la sua abilità mediatica - pari solo a quella di Berlusconi nei suoi giorni migliori.

 

 

 

 

nessuno può fare  le riforme di cui il paese ha bisogno (rectius di cui noi, la EU ed i mercati finanziari internazionali pensiamo che il paese abbia bisogno) finche gli italiani non le vorranno

Non liquiderei così questo punto. Che cosa voglia la maggioranza degli italiani è incerto e labile. Certamente un'agguerrita minoranza non vuole le riforme necessarie. Ma gli altri potrebbero essere convinti ad accettarle, come hanno accettato l'innalzamento dell'età pensionabile, che non è stata una quisquilia. 

Il problema mi sembra invece che una parte abbastanza forte della classe dirigente, anche minoritaria, voglia davvero le riforme necessarie. (Una minoranza abbastanza forte può imporre la sua volontà, anche in democrazia, se la maggioranza è meno risoluta e meno unita.)

Renzi le vuole? Forse sì, forse non tutte, ma alcune importanti sì.

Renzi sarà in grado di organizzare e guidare un gruppo dirigente capace di farle? Temo di no, ma non mi sento affatto di escluderlo.

 Comunque, concordo con Federico, quali sarebbero le alternative migliori e attualmente praticabili? Quindi anch'io al momento tifo Renzi.

I punti di vista alternativi di Zanella e Federico hanno conseguenze per la linea che dovrebbe seguire il "partito che non c'è"?  A me pare di sì.

Nella prospettiva di Zanella, il "partito che non c'è" dovrebbe crescere in un'opposizione drastica contro il PD di Renzi (e alleati come Scelta Civica, Pietro Ichino incluso, per dire) -- è la linea che Fare, con Michele Boldrin, probabilmente adotterà.

Nella prospettiva di Federico, a me sembra che sarebbe più utile un atteggiamento di critica costruttiva, senza un'avversione pregiudiziale. (Non so quanto Federico sia d'accordo.)

Capisco bene, tuttavia, che per fare crescere un nuovo movimento possa sembrare più efficace una linea di opposizione drastica, senza se e senza ma.

Il problema mi sembra invece che una parte abbastanza forte della classe dirigente, anche minoritaria, voglia davvero le riforme necessarie. (Una minoranza abbastanza forte può imporre la sua volontà, anche in democrazia, se la maggioranza è meno risoluta e meno unita.)

Concordo e ribadisco il punto. Renzi aveva un progetto e delle idee decisamente in controtendenza rispetto all'elettorato (che si credeva) base del PD. Merito, semplificazione amministrativa, efficienza ecc. Parole d'ordine che infatti gli hanno attirato addosso l'etichetta stupida di essere "di destra". Eppure aveva i teatri pieni e ha convinto 2 milioni di elettori PD. Ora spero che non sprechi tutto dalla posizione in cui si è cacciato, ma temo fortemente che di sì

quinto quarto

dragonfly 16/2/2014 - 00:56

concordo in pieno.

nella distinzione di funzioni  fra cervello, cuore e fegato, renzi non sembra particolarmente smart, e dispiace.  ma gli "scandalizzati" dimenticano in che situazione siamo e molto spesso hanno dimenticato l'importanza della forza di carattere e della sensibiltà.

misura di questo intuito e sensibilità, sarà molto presto la composizione del gabinetto, la scelta degli uomini.

una buccia di banana, il famoso davide serra l'ha già presa: intervistato da radio24  sul problema dell'evasione fiscale, ha iniziato con : "basterebbe...".

a me è bastato: questo non sa nulla dello stato dell'amministrazione pubblica, del delirio normativo, delle decine di condoni eccecc.

tanto, tanto cervello.

cuore e fegato, per intuire la beffa e per chiarire dopo: non pervenuti.

uno a zero per renzi.

http://video.corriere.it/finto-vendola-beffa-barcaho-rifiutato-fare-mini...

Tutti e due sperano di poter vincere le prossime elezioni col maggioritario e sono sicuri di non vincerle col proporzionale.

Allora perché invece di un sistema maggioritario hanno ideato un proporzionale con liste bloccate, soglie d'ingresso e premio di maggioranza (o ballottaggio) che rischia di essere ancora piu' incostituzionale del porcellum-primo?

Argentina

giulio zanella 15/2/2014 - 10:51

Può darsi che prima o poi gli italiani si sveglieranno e nascerà un vero movimento riformatore, quando il declino sarà divenuto insopportabile.

Su questo sei troppo ottimista. Proprio questa settimana l'Economist ci ricorda il perche'.

 

i) siamo nell'Euro (salvo catastrofi) e quindi la svalutazione/iperinflazione non è un'opzione

ii) l'Argentina ha enormi risorse naturali, noi no.

off-topic

giulio zanella 15/2/2014 - 13:56

Beh, stiamo scivolando in un off-topic, ma che siamo nell'euro non implica nulla. Anche l'Argentina era nel currency board fino al giorno dopo l'ultimo disastro.

Vero sulle risorse naturali.

era una sua decisione di essere nel currency board, non aveva stipulato un trattato con gli USA. Noi non possiamo uscire dall'euro motu proprio, a meno di rinnegare il trattato di Maastricht e forse qualche altro accordo.

come no?

giulio zanella 15/2/2014 - 14:17

non possiamo uscire dall'euro motu proprio

Come no? I trattati si fanno e si disfanno, da queste parti, no? Sarebbe una pazzia, ovviamente, ma non vedo sostanziale differenza (a parte naturalmente l'enormemente maggiore costo politico) con l'Argentina del currency board.

nella speranza che la ripresa mondiale attenui la crisi in Italia e che quindi fra due-tre anni sia possibile tornare al business as usual.

L'Italia potrebbe aspirare di tornare al business as usual solo tra 40 anni, quando molti degli over 40 attuali saranno morti, oppure se qualcuno ne convincerà abbastanza (milioni) a emigrare, o a suicidarsi, oppure (IMHO di gran lunga la migliore opzione) importando una dozzina di milioni di persone nei prossimi 20 anni, di cui 6 milioni nei prossimi 3 o 4 anni.

La struttura demografica del paese è una forca caudina ineludibile, o si aggiusta quella, o sperare in un miglioramento del funzionamento del paese è una vana speranza.

Concordo sul punto che tra le forze politiche viste all'opera fino ad oggi, il PD sia stato il migliore a mitigare il declino, ma non ad arrestarlo, né ad invertirlo.

  Ho molti dubbi sulla possibilità - delineata da Federico - che si possa tornare con piccoli aggiustamenti al "business as usual". Diversi fattori militano contro questa possibilità: una delle quali indicata da Riolo. Ma ve ne sono molti altri. La desertificazione industriale è il prodotto di un combinato di molti elementi. Tassazione folle su lavoro ed imprese; burocrazia opprimente, inefficiente e talvolta corrotta; leggi sul lavoro e sulla sicurezza che sembrano fatte apposta per scoraggiare gli imprenditori.  Una spesa pubblica impazzita che cresce continuamente, utilizzata da decenni per comprare il consenso. Il declino che sperimentiamo da molti anni ha consolidato, per così dire, i lacci che imprigionano la società italiana. A tutto ciò, che riguarda principalmente l'economia, si aggiunge lo scontro sociale tra parassiti o utenti dell'inferno normativo e larghi strati di popolazione vittime del sistema. Questi ultimi vorrebbero fermamente le riforme, accontentandosi anche sulla loro qualità, ma queste non sono possibili per l'opposizione di quanti - forse minoranza - beneficiano dell'attuale situazione. E per non rimanere nel vago, bisogna aggiungere che tutta l'alta burocrazia, a cominciare dalla magistratura di ogni ordine e grado, è l'intrasigente custode dello statu quo.  Trovo che una situazione del genere potrebbe essere giudicata pre-rivoluzionaria se non si trattasse di un Paese nel quale le rivoluzioni vengono attuate utilizzando i mezzi pubblici o affidandosi ad eserciti stranieri. Può darsi, e lo spero, che Renzi riesca a fare una vera rivoluzione, indispensabile per uscire dalla palude. 

Mi duole dissentire da persone di cui nutro una grande stima, maturata in anni di lettura passiva di un blog che mi ha aiutato ad informarmi.

Pero' oggi mi trovo a dissentire su diversi punti.

Dissento che in Italia, il ceto politico, rappresenta gli italiani. E' vero in generale, l'ho sempre pensato anch'io, ma nel contesto attuale italiano, no, non sono d'accordo. Il ceto politico attuale e' quanto di piu' lontano siano, oggi, gli italiani. Non ho dati per supportare questa mia posizione, se non la mia pancia ed i miei familiari/amici/conoscenti, che o mi mentono, o nessuno si sente rappresentato. Quello che e' successo in Italia e' la presa di potere da parte di un ceto sociale abbastanza ristetto, rappresentato da chi fa politica, senza che l'Italia abbia gli anticorpi per fare in modo che tale ceto sociale faccia il bene anche dell'Italia e non solo di se' stesso. Situazione non troppo dissimile (ovvio, dissimile, ma con similitudini) di quanto e' avvenuto in Venezuela.

Inoltre, io non ho nessuna fiducia in Renzi (non ne avevo in Letta, ne avevo in Monti, mal riposta). Non c'e' l'ho poiche' credo nell'integrita', che almeno, prima facie, deve esserci, e che in gran parte del mondo civilizzato viene considerata un elemento scontato (ministri anglosassoni, ritenuto competenti, si dimettono per non aver pagato contributi alla colf, mentre Renzi mi risulta condannato in primo grado per danno erariale). Non ce l'ho perche' Renzi parla di riforma elettorale, fuori dal contesto istituzionale, con un condannato definito. Ed in questo mi ritrovo con chi afferma che i mezzi devono avere la stessa natura dei fini (i.e. non si puo' perseguire un giusto fine attraverso un mezzo "non" giusto). Non ho nessuna fiducia perche' a Natale ero in Italia (vivo all'estero) ed ho visto la mia citta' (Verona) distrutta dalla crisi, aziende di amici una volta floride, chiudere, ed in questa emergenza non sapere qual'e' il programma di Renzi. Tutti facciamo ipotesi su cosa Renzi forse fara', ma nessuno ha un suo programma da cui si evince cosa effettivamente voglia fare: per contrasto, del tanto vituperato M5S, abbiamo un programma, facilmente scaricabile, su cui si puo' essere in disaccordo, ma che ci indica cosa il M5S intende fare. Il M5S, nel bene o nel male, non sorprende: fa quello che ha detto di voler fare.

E chiudo con FARE: aveva un bellissimo programma, ma questo programma va spiegato alla gente. E per farlo ci vogliono anni. Indicare che 9 milioni di italiani hanno votato Grillo per un fatto di retorica (premesso che la retorica non e' un male in se'), affermare che Grillo e' partito "dal nulla", vuol dire dimenticare che Grillo parla dell'Italia da 20anni (almeno, io 20 anni fa ero stato ad un suo spettacolo e ricordo che gia' parlava di politica, economia ed altri temi correlati), che il suo blog era attivo da anni prima delle votazioni, che aveva gia' riempito piazze. Cosa che FARE deve ancora iniziare a fare (spiegare il programma alla gente), e che spero ri-inizi presto.

due sole notazioni

i) L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola. Le ricordo che Roosvelt e Churchill tennero  parecchi vertici e presero accordi con uno dei più sanguinosi dittatori della storia, esponente di un movimento che aveva giurato di distruggere il sistema occidentale. Casomai domandiamoci  se l'accordo convenga a Renzi o a Berlusconi e quali possano essere le conseguenze per l'Italia

ii) non so cosa facciano i  suoi parenti di Verona. Le suggerisco però alcune domande da fare loro

a) (se pensionati) sono disponibili a passare al sistema contributivo puro per tutte la pensione superiore ad un minimo (diciamo 1000 euro netti) se i risparmi venissero interamente destinati al calo delle tasse sull'impresa?

b) (se lavoratori pubblici): sono disposti a collegare la loro retribuzione ad una valutazione esterna della performance, e, qualora le loro mansioni specifiche siano rese ridondanti dalla semplificazione amministrativa, sono disposti a cambiare mansione anche trasferendosi di città?

c) (se lavoratori autonomi): sono disposti, in caso di consistente riduzione dell'IRAP e delle altre tasse sull'impresa e di drastica semplificazione delle procedure amministrative, a denunciare integralmente i propri redditi?

L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola.

Paragoni con le sorti della Seconda Guerra Mondiale abbastanza forzati a parte, la mossa di Renzi su come trovare un'alleanza con Berlusconi per la legge elettorale è più arrivista che utile per il Paese; anche per un paio di motivi: 

(1) Berlusconi non ha mai fatto quello che ha detto di voler fare (ok, questo vale probabilmente anche per il 99% dei politici anche se, a differenza del medesimo, non hanno mai disdegnato politiche assistenzialiste e clientelari; cosa che invece Berlusconi voleva combattere dallo "spirito del 94" per un'Italia più liberale);

(2) Cercando il dialogo con un pregiudicato condannato in via definitiva fatto decadere dal Parlamento (in un Paese normale e civile sembrerebbe incredibile che uno come lui possa andare alle consultazioni, e, più di tutto, che il Presidente della Repubblica lo permetta; forse però dopotutto per quest'ultimo è prassi autorizzata per chi andava propagandando la rivoluzione negli anni di piombo) la cui maggioranza è composta da uomini dello stesso partito (e che a lui si affideranno come futuro probabile Presidente del Consiglio), ha praticamente validato la delegittimazione del sistema istituzionale italiano, e lo ha reso pubblico e soprattutto lecito.
Questo a mio avviso è un fatto grave, aldilà della giustezza (che non credo sia nell'intento di Renzi, ma sono pronto a smentirmi in futuro) di riformare lo stesso Stato e le stesse istituzioni che lo rappresentano (o dovrebbero rappresentarlo). 
 

Continuo a non concordare.

i) Non concordo con il paragone storico (la seconda guerra mondiale), ed i personaggi. Sarò brevissimo: non vedo in Renzi il Churchill/Roosevelt di turno e non vedo la situazione italiana simile a quella antecedente la seconda guerra mondiale. Quello che vedo è  il mio paese, repubblica parlamentare, in cui un condannato in primo grado diventa primo ministro senza il normale percorso parlamentare (sfiducia delle camere a Letta),vedo il medesimo che fa un accordo con un condannato, tutto questo quando esistono (e questo vorrei sottolinearlo), quando esistono, procedure parlamentari. Se tali procedure (a cui aggiungerei, usi e consuetudini) non esistessero o se qualcuno ammassasse carri armati alla frontiera italiana, sicuramente la penserei diversamente.

Con queste premesse rispondo alla prima domanda: poichè esistono queste procedure parlamentari, sono dell' opinione che un accordo elettorale tra Renzi e Berlusconi, qualunque questo sia, è un male per l' italia, in quanto, con questa maniera di operare, si delegittima l' organo predisposto all'interno del nostro ordinamento giuridico (il parlamento).

riguardo ii)a)b)c) ritengo che alle sue domande tutti risponderebbero no, cioè concordarebbero con lei (tranne forse alla ii)a) i miei genitori, pensionati pubblici, spinti da senso civico).

Ma alla mia di domanda: italiani tutti, siete disposti a pagare le tasse tutte e tante, come le pagano gli Svedesi (o, generalizziamo, gli scandinavi) per ricevere tutti, ma proprio tutti, i servizi che ricevono loro? A questa domanda sono convinto che tutti, ma proprio tutti, mi risponderebbero di sì. E questo mi conforta nel ri-affermare la mia convinzione che gli italiani non si ritrovano in nell'odierna classe politica ed, ahimè, vengono obbligati a decidere  tra i meno peggio, pur non essendo un meno peggio sul modello Obama vs Hillary (presidenziali americane 2008), ma un meno peggio tra un condannato in primo grado vs un condannato in appello (parlamentarie italiane, 201?).

Non vorrei che il mio post sia inteso come una polemica nei sui confronti, la stimo troppo per permettermi. Prenda il mio come uno sfogo di chi ha ascoltato in diretta il discorso di Obama alla Nazione, che si commuove pur non essendo americano e neanche troppo di sponda democratica (e vivo a Panama), e si domanda: perchè noi Italiani no? La risposta penso di conoscerla, ma tale consocenza non mi conforta.

Gli Svedesi evadono le tasse eccome! Un po meno degli Italiani come risulta dai dati World Bank, ma evadono. Questa dell'evasione fiscale è diventata un pretesto per non mettere mano ad una spesa pubblica palesemente insostenibile: "se non fosse per l'evasione, allora i servizi funzionerebbero, le aziende rifiorirebbero e a Letta ricrescerebbero i capelli". Gli Italiani invace evadono più o meno come i Polacchi e i Coreani, senza che ciò rappresenti un ostacolo insormontabile allo sviluppo economico (sulla qualità dei servizi non saprei dire).

Si potrebbe cominciare con lo spendere correttamente (e parcamente) i fondi pubblici da subito, e continuare parallelamente la lotta all'evasione, senza aspettare di aver preso l'ultimo evasore per cominciare a lavorare. Poi ci sarebbe quella che Stefano Fassina ha definito, senza quantificarla, "evasione per necessità", vale a dire imprese che non sono in grado di sopravvivere se costrette a pagare tutte le tasse. Potrebbe valere comunque la pena di perseguirle per ragioni morali, di trasparenza, di equità eccetera, ma non si recupererebbe gettito.

PS Come vanno le cose a Panama, dove sembra che si evada oltre il doppio che in Italia?

Hai ragione tu

Nasissimo 17/2/2014 - 13:00

e mi spiace constatarlo. Trovo che questo malcompreso machiavellico "pragmatismo" sia una delle ragioni per cui siamo ridotti in questo modo. L'idea che non si debba dialogare con Berlusconi non è "ridicola", è basilare, se de questo ventennio vogliamo uscire, perché è ovvio che non si esce dal ventennio berlusconiano dialogando con Berlusconi.

Come lei io apprezzo molti commenti di questo blog, e buona parte del programma di FARE. Ma secondo il mio giudizio a FARE non manca tanto la visibilità o la comunicazione, manca il saper interpretare le istanze morali, che sono primarie e determinanti in una situazione come la presente, mentre qui vengono sistematicamente ignorate. O perché considerate marginali rispetto alle più "importanti" questioni economiche, cui pare si pensi siano scorrelate o al massimo siano consequenziali (mentre vale il contrario), oppure per non intaccare, sia mai,  il dogma del non-sconfinamento nello "stato etico", oppure per chi sa quale ragione. Sta di fatto che nel programma di FARE c'è un gran dire di economia, e poco o niente di tutto il resto. Il declino del nostro paese si fa seguire alla seconda globalizzazione, cioè a un processo storico globale di natura economica (o perlomeno qui inteso come processo economico). La si mette sì anche in relazione con una classe dirigente inadeguata e corrotta, ma non si indagano le ragioni che hanno portato questa casta al potere. Qua abbiamo un tizio che dal '93, da quando io ho iniziato a votare, a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi" come quelli che faceva Gheddafi, ma di questo non ne parliamo neppure. Come se fosse normale.

Peccato.

che hanno votato Berlusconi finore e che stanno votando in massa un movimento guidato da un altro pregiudicato, per reati molto più gravi. Magari cambiamo popolo, o restringiamo il diritto  di voto agli italiani 'onesti' (previa certificazione da un comitato etico autonominato). 

Grillo è pregiudicato per le conseguenze di un incidente stradale, che risale al 1980. Un giorno di trentacinque anni fa era alla guida della sua Jeep, uscì di strada e finì in un burrone. Lui se la cavò, ma due ragazzi che erano in auto con lui morirono; per questo episodio fu poi condannato per omicidio colposo. Ecco: mettere questa colpa sullo stesso piano dei crimini di berlusconi, o addirittura definirla "molto più grave", significa appunto essere incapaci di fare distinzioni morali. E' proprio ciò che vi "rimproveravo" qui (senza intento polemico, eh).

l'omicidio colposo è più grave dell'evasione fiscale, che è l'unico 'crimine' accertato di Berlusconi per ora.  O no?

sì, nel codice di hammurabi, in cui si giudicava il reo esclusivamente sulla base del danno ricevuto dalla vittima, è sicuramente più grave l'omicidio colposo.

fortunatamente il diritto si è evoluto e si giudica il reo non solo in base alla condotta, ma anche in base allo stato mentale, per cui ai reati colposi sono generalmente associate pene inferiori rispetto ai reati dolosi, per lo più se continuati come quello commesso dal silvio.

difatti grillo fu condannato a 14 mesi di reclusione senza iscrizione nel casellario giudiziario (per i privati è quindi un incensurato), mentre berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione più 2 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Dal punto di vista

NV 17/2/2014 - 17:30

Dal punto di vista prettamente giuridico l'omicidio colposo è più grave, ma dal punto di vista della reputazione per un leader politico mi pare evidente che la frode fiscale (nota bene "frode", non semplice "evasione") sia estremamente più grave:

Uno ha imbrogliato e derubato lo stato e tu ancora lo metti in condizioni di prendere decisioni politiche ai massimi livelli?

E' come assumere come baby-sitter un pedofilo conclamato.

No.

Nasissimo 17/2/2014 - 18:10

E' più grave la colpa di Berlusconi.

E i crimini accertati sono molti di più, e tutti noi lo sappiamo. L'incapacità di fare i conti con questa chiara realtà, e di raccogliere quelle istanze morali che molti italiani invece, evidentemente, ritengono esistere ed essere prioritarie, per mio gusto è la gamba zoppa di FARE. Per rimanere in argomento Grillo, prima di chiudere (con questo ho raggiunto il mio limite giornaliero di 3 post) aggiungo che secondo me FARE fa male ad accodarsi al coro dei corifei della casta, nell'alimentare l'isterìa anti-Grillo. Perché da un avanzare del M5S loro hanno tutto da perdere, FARE non ne ha nulla. Capisco che ciò deriva dalle posizioni critiche sull'euro assunte da Grillo che non si condividono (non le condivido nemmeno io), ma mi pare che gli si attribuisca eccessiva importanza. E perché ci sono molte altre questioni oltre a quelle di natura economica; e perché il M5S è un universo variopinto, che raccoglie molte istanze contrastanti. Il programma del M5S non parla di uscire dall'euro ma di un referendum, e penso che questo punto potrebbe pure essere accantonato, perché non è così centrale. L'associazione M5S-Barnard, che si fa superficialmente, è del tutto scorretta: è stato Barnard a tentare di cavalcare il fenomeno, come molti altri, e senza nemmeno riuscirci. Per capire il fenomeno M5S, e le ragioni del consenso che ha raccolto, bisogna tentare di cogliere quelle istanze morali di cui si diceva. Bisogna tentare di capire che nell'interpretazione dei processi storici la chiave economica non è l'unica chiave di lettura possibile: un materialismo storico così rigido supera perfino Marx. Si può anche associare il declino alla seconda globalizzazione, e si può anche intendere questa come processo solo economico; si può (con buona ragione) parlare della presenza di una classe dirigente incapace e corrotta, ma a questo punto si deve fare anche l'ultimo passo, e parlare delle ragioni che hanno consentito a quest'ultima di impadronirsi del potere, di produrre questo degrado ormai ventennale, e che ci impediscono adesso di scalzarla davvero. Vale la domanda con cui concludevo il post precedente: qua abbiamo un tizio che dal '93, da quando io ho iniziato a votare, a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi, ma di questo non ne parliamo neppure. Come se fosse normale. E' normale?

Ma quali istanze morali? Le istanze morali degli italiani sono talmente forti che prima di sto tizio avevamo Forlani, Craxi, Andreotti ed oggi  il signore in questione si becca ancora il 23% dei voti e probabilmente sarà a capo di una coalizione che ne prenderà anche di più.
Poi cosa vuol dire raccogliere le istanze morali? Cosa dovrebbe fare FARE? Mettersi a sbraitare "tutti in galera", come faceva la Lega (ed oggi il M5S) ? Altrimenti l'italiano medio potrebbe non capire che sono persone oneste? Comportarsi seriamente non basta?

Altrimenti l'italiano medio non capisce che sono persone oneste? Comportarsi seriamente non basta?

Mi duole ammetterlo, ma temo che all'italiano medio non interessi la serietà. Vuole spettacolo, appariscenza, emotività, teatralità... Statistica e freddi numeri non suscitano nulla, sono addirittura opinioni per molti.
Questo ce lo dice la storia italiana, e non solo quella perché credo che anche nella maggior parte dei Paesi avanzati in campagna elettorale i singoli partiti applicano la stessa metodologia di quelli principali italiani. La nostra peculiarità è che abbiamo una classe politica perennemente inetta e tendente alla mafiosità e alla protezione della propria parrocchia (come appunto molti italiani d'altronde), e parallelamente un giornalismo succube ad essa e incapace quindi di svolgere adeguatamente il suo lavoro.

e per amore di semplicità possiamo rifarci a quello, anche se ce ne sarebbero infiniti altri altrettanto pertinenti. L'esempio era questo: qua abbiamo un tizio che dal '93, da quando io ho iniziato a votare, a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi. Ma di questo qui non parliamo neppure, come se fosse normale.
E' normale? Se non si dice nulla, se si trascura di affrontare l'argomento scabroso della concentrazione di potere mediatico, si fa passare l'idea che tutto questo sia normale. Quello che potrebbe fare FARE (simpatico il gioco di parole) è entrare nell'argomento, ed entrarci con la stessa durezza con cui tratta i temi economici che gli sono cari.

La moralità degli italiani è tale che il signore in questione ancora prende il 19% dei voti. Una triste realtà. Ma è anche una realtà che esiste un altro 25% (almeno) che il suddetto tizio lo vorrebbe vedere finalmente in galera.
Il 19%, o 23%, o pure 30% che il tizio con la sua "coalizione" potrà raccogliere domani, non gli basterebbe, se tutto il resto del mondo fosse unito nella determinazione che coi criminali e i loro amici non si dialoga e non ci si "intende", per nessuna ragione. Questa è (sarebbe) la prima istanza morale da raccogliere.
Con questa determinazione in mente, quello stesso machiavellico pragmatismo che portava qui Giovanni Federico ad affermare addirittura che se Churchill (?Chamberlain?) tenne vertici con Hitler, allora Renzi oggi può fare accordi pure con Berlusconi, e non c'è nulla di male, potrebbe portare FARE a vedere nel M5S un possibile interlocutore, anziché uno spauracchio.
Non si è d'accordo sull'euro? Discutiamone.

potrebbe portare FARE a vedere nel M5S un possibile interlocutore, anziché uno spauracchio. Non si è d'accordo sull'euro? Discutiamone.

Da quanto ne capisco io, l'uscita dall'Euro non è assolutamente un punto del M5S, tant'è che ci sono diversi esempi di attivisti che hanno abbandonato il movimento proprio per questa ragione. La richiesta di poter svolgere un referendum su un qualsiasi tema, incluso una eventuale uscita dell'Euro, è invece tutt'altro discorso, chiaramente un punto abbastanza fondamentale (il referendum, non l'uscita dall'Euro in se) di un movimento che proponga una maggiore democrazia diretta.

A me piacerebbe essere chiamato a votare in un tale referendum, ovviamente per votare per la permanenza, non perché abbia un amore sconfinato per l'Euro, ma perché in primis non lo ritengo il problema che molti dipingono, e non sono convinto abbia più svantaggi che vantaggi, anzi, e poi perché uscire dall'Euro per ritornare alla Lira mi pare un controsenso, dato che prima dell'introduzione dell'Euro la Repubblica Italiana, ma anche il Regno d'Italia, non era mai stata un'area valutaria ottimale.

Mi piacerebbe in questo senso poter leggere una serie di articoli su NfA sulle valute complementari parallele, ad esempio avrebbe senso per la Sicilia o la Sardegna emettere una valuta convertibile ma liberamente oscillante in Euro e permetterne l'uso per la raccolta fiscale degli indigeni e per pagare i propri dipendenti o fornitori indigeni?

avrebbe senso per la Sicilia o la Sardegna emettere una valuta convertibile ma liberamente oscillante in Euro e permetterne l'uso per la raccolta fiscale degli indigeni e per pagare i propri dipendenti o fornitori indigeni?

non me lo voglio perdere. eppoi ci son quelli che sbuffano quando gli si cita mugabe e lo zimdollar!

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

"burro o cannoni?" non ha del resto una risposta che il corpo elettorale possa azzeccare meglio di un'assemblea di rappresentanti delegati a farlo.  ma i grillini sono convinti che uno vale uno, perchè da loro  ce ne sono solo due che valgono molto di più.

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

Allora non sei d'accordo, sempre in generale, con la democrazia rappresentativa, "che piace finchè dà risultati che mi piacciono". Ergo non sei d'accordo, in generale, con la democrazia. :-)

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

e che dire degli argomenti in cui occorrono cognizioni specifiche, ad es. le cure mediche? vannoni è stato un po' troppo in anticipo sui tempi, ma il domani potrebbe essere tutto di personaggi del genere.  :-(

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

Già, perché la bossi-fini chi l'ha votata?

autogol

dragonfly 19/2/2014 - 16:43

la bossi-fini è stata duramente discussa prima dell'approvazione e, se la si considera di una gravità pari a quella del linciaggio col cappuccio in testa, può anche essere abrogata.

anche le democrazie indirette sbagliano, ma molto meno.

Il linciaggio col cappuccio in testa non mi pare proprio un espressione di democrazia diretta...

In una democrazia diretta comunque avresti una costituzione difficile da cambiare e delle istituzioni che tutelano i diritti delle minoranze.

I vantaggi della democrazia diretta mi sembrano palesi:

  • obbliga i cittadini a considerare le proposte nel merito e quindi è meno vulnerabile al carisma dei singoli leader e partiti
  • consente di esprimere posizioni variegate senza doversi uniformare a quelle di un solo parito
  • evita il problema "principale-agente" di doversi fidare a dare mandato in bianco ai politici
  • riduce il potere di influenza di lobby, mafie, ecc.

I vantaggi della democrazia rappresentativa quali sono? Boh, io non vedo alcun motivo per il quale chi viene eletto in parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori, e gli ultimi anni di storia italiana dovrebbero fugare qualunque dubbio:

I politici italiani sono il gruppo sociale con la maggiore frequenza di persone colpite da provvedimenti giudiziari, dopo i carcerati. Ok, all'estero non sono così, ma comunque tutti i parlamenti del mondo hanno la loro bella dose di cialtroni.

L'unico vantaggio della democrazia rappresentativa mi sembra puramente tecnico: far votare ogni giorno milioni di persone è più difficile che far loro eleggere qualche migliaio di rappresentati che votano ogni giorno per mestiere. Ma con la tecnologia moderna credo che questo problema sia ampiamente risolvibile.

la forzatura del mezzo referendario esistente, come ci ricorda giovanni federico, ha gia dato buona prova di sè: ad es. il cittadino è stato obbligato a entrare nel merito dell'energia nucleare o della gestione dell'acquedotto. ovviamente le buone e documentate ragioni di carlo stagnaro non hanno prevalso sull'urlo scomposto del nostro peppino da genova.

Non è che se la democrazia diretta da risultati che non ti piacciono allora vuol dire che non fuznoni, anche perché lo stesso argomento si potrebbe applicare alla democrazia rappresentativa. Meglio la dittatura allora?

E' così.

Nasissimo 3/3/2014 - 19:01

ed è  tanto "vecchio" e "già visto" quanto lapalissiano. Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta. La Democrazia Rappresentativa ne è chiaramente una riduzione, non un potenziamento, che fu introdotta principalmente per le esigenze "tecniche" che cita. Con l'estendersi della comunità, diventava complicato coinvolgere tutti nelle decisioni. Con la tecnologia moderna questo problema è divenuto risolvibile (anche se non troppo semplicemente), e quindi forse possiamo riconsiderare la questione.

Come prima cosa da dire però c'è che la regione tecnica non è la sola a favore della Democrazia Rappresentativa. Secondo l'opinione diffusa, un'altra sarebbe la presunta maggiore "competenza", e l'ancor più probelmatico maggior "valore", degli uomini che alla politica dedicano la loro esistenza.

La comunità  dovrebbe essere in grado per via elettiva di scegliere i "migliori", allo scopo di prendere le decisioni migliori. A parte che ciò tradisce una concezione aristocratica che stride un po' con le fondamenta della Democrazia che si discutono qui, come dice lei non si vede per quale ragione il Parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori; e basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per vedere che questa è pura superstizione. Infine pure la pretesa "competenza" è frutto di un equivoco. Perché anche qui non si capisce quali sarebbero le "competenze" richieste, e quale sia il percorso formativo che ne certifichi il possesso. E, anche qui, basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per riconoscere l'insensatezza dell'obiezione.

della propria porta, però. :-)

Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta.

mi tocca ricordare che ad atene vigeva la schiavitù e non il suffragio universale. comunque, era un mondo un filino più semplice, oltre sparta non si andava.

per rimanere alla cronaca. una bella consultazione in rete per la crimea, sarebbe prudente? quale dovrebbe essere il quesito e chi lo decide? potrebbero votare solo quelli che sanno dov'è la crimea e lo staff di un ministero (sì, anche alla farnesina) lo sa meglio che la media degli utenti sempre connessi.

ricordare che fu proprio la "democrazia diretta" ateniese a processare e condannare Socrate.

da Atene alla Crimea non è male.

io dicevo che la Democrazia Rappresentativa è una riduzione, non un potenziamento, della Democrazia Diretta. E dicevo appunto che la comunità era numericamente più ristretta (che fosse "più semplice" è discutibile), quando si estese, fu necessario introdurre la versione Rappresentativa. Ma nel presente c'è una circostanza nuova, che pure gioverebbe notare. Con la rete, questo problema è divenuto risolvibile. Anche qui non proprio "semplicemente", ma tecnicamente non è fantascienza pensare di poter ritornare, adesso, alla versione originaria; anche in una comunità di milioni di cittadini con diritto di voto. Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Quando sedute in un ministero stanno soubrettine che lo hanno succhiato al capo, quando un ministro dell'istruzione parla di tunnel tra il CERN e il gran sasso, allora la media degli utenti collegati in rete è di gran lunga superiore, allo staff del ministero. Nello staff del ministero, pure alla Farnesina, pure ora, sta gente che non sa meglio di me dove sta la Crimea. Poi dopo che scoppia il casino in Crimea (forse) si documentano, ma questo può farlo bene anche l'utente collegato in rete. Perché oltre a quella citata sopra, c'è un altra circostanza storica dell'ora, che ci differenzia dal passato. Mentre la classe dirigente si degradava, culturalmente e moralmente, il livello di istruzione medio della popolazione aumentava. Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari. E con la rete, la possibilità di chiunque di documentarsi e accedere a informazioni non è ora molto inferiore a quella di un ministro. Anche di questa seconda circostanza, qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Cultura media

floris 4/3/2014 - 18:04

Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari.

Esser laureati non indica necessariamente avere una cultura maggiore di chi laureato non è, però ricordo che i parlamentari con laurea sono circa il 65%, gli italiani con laurea circa il 15%. Insomma, nonostante preoccupanti casi in parlamento ci andrei piano con certe affermazioni, stiamo comunque parlando di gruppi di composizione assai diversa.

Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

non è affatto nuova, non è figlia della  innovazione travolgente degli ultimi anni.

a me ricorda quella specie rapidamente estinta dei  marxisti, seguaci di una  meravigliosa teoria "scientifica" e quindi ineluttabile, prima ancora che rivoluzionaria.  nella loro versione più tollerante e democratica, diciamo quella italiana anni '70, distinguevano proprio  fra quelli che l'hanno già capita e quelli che ci arriveranno, con annesso sorrisino paziente.

auguro ai credenti nella rete una sorte migliore, naturalmente.

Ci sono delle novità, nel mondo, di cui bisogna prendere atto: qualcuno ci arriva prima, qualcun'altro dopo. Va sempre così. L'invenzione della stampa è del 1483, ma prima di venticinque anni si fece fatica a comprenderne la portata. La rete vale ben più della stampa come portata storica, ed è quindi sicuro che le sue conseguenze saranno maggiori di quelle dell'invenzione della stampa, che pure non furon poca cosa. Non si tratta di esser "credenti", perché non c'è da attendersi nulla dalla rete in sé (che è un mezzo, come la stampa), ma di coglierne la portata e le possibili implicazioni, nel contesto presente. Una di queste è che rende possibili parziali o totali ritorni a forme di partecipazione politica simili alla Democrazia Diretta delle origini. Per chi sia Democratico nel senso greco della parola (non quello che tira fuori sempre i comunisti marxisti, come fa berlusconi pure se perde il Milan) questa circostanza nuova può solo essere vista con interesse.

Euro

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:29

Da quanto ne capisco io, l'uscita dall'Euro non è assolutamente un punto del M5S, tant'è che ci sono diversi esempi di attivisti che hanno abbandonato il movimento proprio per questa ragione.

Non seguo la logica.  Se alcune persone abbandonano il movimento per questo tema è proprio perchè per il movimento questo è un tema strategico. E visto che non succede il contrario (i fautori dell'uscita non abbandonano il movimento) allora questo delinea abbastanza chiaramente o i numeri di una maggioranza interna oppure il pensiero dominante del padre padrone (che lo considera assolutamente "un punto del M5S").

Forse volevi dire che non c'è unanimità.

 salvo smentita, che gli oltranzisti anti euro (chi?) se ne sarebbero andati (quando,dove?) perchè i grillini sono troppo wimpy. lo sono, in realtà, sempre lì  ad aspettare le istruzioni dal comando, i messora a cavallo.

E visto che non succede il contrario (i fautori dell'uscita non abbandonano il movimento) 

Mi sono spiegato male, alcuni fautori dell'uscita dall'Euro, senza referendum, sono usciti dal movimento, proprio perché ritengono che l'idea del referendum sia sbagliata, e ce l'hanno con Grillo per questo motivo, ed anche in molti, tra questi, rimasti nel movimento ce l'hanno con Casaleggio perché è visto come un pro-Euro.

Alcuni dei fuoriusciti sono finiti in questa associazione: http://www.riconquistarelasovranita.it/ (vedi ad esempio http://www.riconquistarelasovranita.it/azione/ars-m5s-e-sovranisti-pentastellati).

il punto fondamentale per il movimento è la referendabilità, non il tema in se stesso.

Roosevelt e Churchill fecero tre vertici con Stalin (Teheran, Casablanca e Yalta), oltre a tenere una corrispondenza intensissima

Mi permetto di complicare le cose a Nasissimo, in questo caso"complicare" può servire a chiarire.

Stalin era Stalin, ma del punto di vista dei comunisti sovietici Churchill e Roosvelt erano a capo di sistemi politici reazionari che sfruttavano il proletariato e affamavano i popoli. Due criminali!

So che scritto così oggi fa quasi ridere ma fino agli 80 in Italia c'era gente che tirava bombe e gambizzava per questo.

Applicando il criterio di Nasissimo nessuno avrebbe dovuto parlare con nessuno a Yalta anzi avrebbero dovuto continuare a massacrarsi a vicenda una volta sconfitto Hitler.

a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi. Ma di questo qui non parliamo neppure, come se fosse normale.
E' normale?

Per gli italiani sì, siamo il paese dove colui che ha creato la "Par Condicio", per impedire questi messaggi, quando si ventilarono indagini sulla sua persona non esitò a fare un messaggio, a reti unificate, per dire che lui "non ci stava".

Dove alla presidente della Camera viene offerta una trasmissione televisiva senza contraddittorio per emettere sentenze su movimenti politici senza che nessuno noti niente di strano.

Dove il grande oppositore di Berlusconi, tale Grillo, fa videomessaggi sul web (perchè non ha televisioni) e nessuno nota le similitudini.

 

Il 19%, o 23%, o pure 30% che il tizio con la sua "coalizione" potrà raccogliere domani, non gli basterebbe, se tutto il resto del mondo fosse unito nella determinazione che coi criminali e i loro amici non si dialoga e non ci si "intende", per nessuna ragione. Questa è (sarebbe) la prima istanza morale da raccogliere.

Invece sarebbe da togliersi la spocchia di essere quelli con "dio dalla loro parte"  e domandarsi perchè un 23% della popolazione vota un cialtrone invece che "color che son onesti, belli e bravi".

Forse perchè il normale dialogo democratico lo considerano machiavellico pragmatismo ? Chè è lo stesso modo di ragionare che avevano comunisti e fascisti (non offenderti ma se ci pensi è così)?

Se sono vicino di casa di Hitler e mi metto d'accordo con lui su come dipingere la staccionata che abbiamo in comune non significa nè che approvo l'invasione della Polonia, nè che mi trasfomerò in antisemita o in vegetariano.
A proposito di "semiti" credo che fu Rabin a dire, quando i suoi accordi con Arafat furono criticati, che "gli accordi per la pace devi farli con il tuo nemico, con chi se no?".

Poi venne ucciso, da uno che con i "criminali e i loro amici" non voleva ci fosse dialogo.

Un 20 - 25% degli italiani sono tendenzialmente inclini alla delinquenza o comunque all'indifferenza il rispetto delle regole.

Questi italiani, e la classe politica che li rappresenta, sono i fondamentali responsabili del declino del paese. Non si può pensare di "fermare il declino" in collaborazione con loro. L'unica speranza è quella di prendere il potere (in maniera democratica, visto che comunque questi non sono la maggioranza) ed obbligarli a comportarsi da cittadini di un paese sviluppato con la minaccia della galera.

Stupidata. Sia perchè non è vero che l'italia ha un quarto di delinquenti tra i suoi abitanti, ma anche fosse: se un 25% del paese tiene in scacco il restante 75%, allora questo 75% non vale niente ed è quindi il vero responsabile.

Sia perchè nella realtà il declino del paese è stato portato avanti da governi che avevano maggioranze molto (ma molto) superiori al 25% e da opposizioni di intelligentoni che sognavano l'Unione sovietica.

In Italia siamo sempre alle solite: la colpa è degli altri che votano sbagliato, mai di quelli che votiamo noi che non han combinato niente. Si critica Berlusconi e poi si ragiona uguale.

AGGIUNTA:

Poi un paese può funzionare benissimo anche se fosse governato da maggioranze di disonesti se questi fossero abbastanza intelligenti da semplificare le regole e le leggi che non gli piacciono. Ad esempio: in Italia è reato avvisare qualcuno di un imminente controllo fiscale, in svizzera, che sappia io, è la norma.

Il problema non è la carenza di onesta, almeno da un punto di vista politico ed economico, ma la carenza di capacità.

Stupidata. Sia perchè non è vero che l'italia ha un quarto di delinquenti tra i suoi abitanti, ma anche fosse: se un 25% del paese tiene in scacco il restante 75%, allora questo 75% non vale niente ed è quindi il vero responsabile.

Probabile. Ma il punto non è chi sia il responsabile, il punto è come se ne esce. Continuando a fare concessioni a favore del 25% di delinquenti?

Poi un paese può funzionare benissimo anche se fosse governato da maggioranze di disonesti se questi fossero abbastanza intelligenti da semplificare le regole e le leggi che non gli piacciono. Ad esempio: in Italia è reato avvisare qualcuno di un imminente controllo fiscale, in svizzera, che sappia io, è la norma.

reference?

Probabile. Ma il punto non è chi sia il responsabile, il punto è come se ne esce. Continuando a fare concessioni a favore del 25% di delinquenti?

Sono sinceramente stupito. Ma hai capito quello che ho scritto?

reference?

Di cosa? Praticamente ogni governo colonialista del passato è stato un governo di delinquenti e assassini ma non mi pare che Olanda, Belgio, UK siano stati malgovernati.

Gli USA della schiavitù o il sudafrica dell'apartheid erano forse governati male?

Il Giappone imperiale era un gran paese ma stupravano ed uccidevano tranquillamente coreani e cinesi.

Oppure non conta, i delinquenti son solo quelli che evadono le tasse?

Con il criterio italiano attuale questi paesi erano governati da delinquenti. Anzi lo sono ancora dato che da noi la pena di morte è vietata mentre non lo è in Giappone e USA.

 che Grillo segua un programma che non sia sfasciare tutto, che si possa indire un referendum  sull'euro senza provocare una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato, che i votanti M5S siano animati da nobile afflato morale invece che da rabbia cieca etc . E che gli Hyksos si siano impadroniti dell'Italia all'oscuro del nobile popolo italiano

 

è giusto se "tutto" sono quei quattro cani che hanno occupato il potere in questo ventennio. Grillo non vuole sfasciare "tutto", vuole sfasciare solo questo sistema di potere, incentrato su un tycoon dei media condannato, circondato dai suoi faccendieri i suoi avvocaticchi i suoi magnaccia e le sue maia.. ..le ragioni che animano i votanti M5S non sono "rabbia cieca", è solo indignazione, ed è l'indignazione di chi ci vede benissimo.

Indignarsi è faticoso. Ma essere capaci di indignazione è un dovere.

Io non mi illudo di nulla, non sono favorevole al referendum sull'euro, non condivido il programma del M5S se non in alcune porzioni, né credo che ce la possano fare. Ma gli riconosco il merito di aver saputo finalmente dare voce a questa diffusa (e stra-giustificata) indignazione morale, istanza che precede il M5S almeno di tre lustri, ma che nessun altro (FARE compreso) né prima né dopo ha saputo cogliere e interpretare.

Mi dolgo di vedere che chi come voi (e come altri) avrebbe forse migliori strumenti a disposizione per farsi sotto, per "fermare il declino", per trarre il paese da queste macerie, disonosca la centralità della questione morale, e si defili dalla necessità di affrontarla con la necessaria determinazione, se non addirittura di affrontarla del tutto.

Piuttosto che affrontare il tema difficile è più comodo fare gli struzzi: questi parlano della loro "economia" e della "globalizzazione, quelli delle loro "riforme" e del "lavoro", come se una qualunque riforma potesse avere un senso, potesse fermare il declino, in presenza di questo stato di cancrena generale.

Le possibilità che questo terribile referendum produca l'olocausto paventato sono risibili. Sia perché il referendum non si farà, sia perchè se anche si facesse il risultato sarebbe favorevole all'euro. Il referendum si doveva fare se mai nel 2000, come fu fatto in Danimarca, e poteva essere giusto. Ora è fuori tempo. Ma non ha nessuna importanza, non mi metterò a difendere questa idea che non condivido neppure: quello che vi rimprovero è il saper cogliere, del fenomeno M5S, e di tutto quanto il processo storico in corso, solo questa frignuccola del referendum sull'euro. E più in generale di non cogliere il fatto che quel "declino" ventennale che si vorrebbe fermare è un declino Morale, prima di tutto. POI, è anche economico, politico, sociale. Ma prima è morale.

Se falli la diagnosi, come puoi azzeccare la cura.

Il declino morale lo puoi fermare incentivando le persone a non perpetrare determinati comportamenti o comunque cercando di farli limitare; e lo puoi fare solamente con le riforme e modificando la struttura che compone il sistema Italia, compreso quello economico.

Questa è una regola aurea valida in ogni tempo e in ogni dove. Ed è nella consapevolezza del profeta, come di ogni padre.

Nel caso specifico dell'italietta di questo sciagurato ventennio, il degrado morale (che precede, non segue, quelli economico, politico e sociale) è stato favorito da due cause. Una, certo, è la innata predisposizione al compromesso dell'italiano medio. Ma questo è un problema secolare, le cui cause storiche risalgono alla controriforma, o forse a prima ancora, assolutamente fuori dalla portata di ogni riformicchia che questo governo o uno successivo possa intentare. L'altra è stata il cattivo esempio che una classe dirigente impresentabile ha fornito ogni giorno per vent'anni, con il suo continuo, quotidiano scempio della decenza; giustificato o minimizzato dalle tivù e dai giornali asserviti che fornivano argomenti giustificatòri perfino alle orge con minorenni nei palazzi di stato.

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Per questo sarebbe importante adesso (per fare un esempio) che lo stipendio dei parlametari fosse tagliato a 2000 euro. Lo so anche io che nel bilancio dello stato lo stipendio di 900 parlamentari non ha alcun impatto significativo. Ma chi dice questo, dimostra di avere sostituito il pallottoliere al cervello, e di non capire il valore e l'importanza dell'esempio, e quindi della centralità dell'educazione morale che solo con l'esempio si conduce.

Dal degrado morale si esce solo così. Con una netta, forte, decisa stretta morale, impressa nella direzione contraria. Un Savonarola, oggi, non ce l'abbiamo. Ma a me pare che tra Renzi e Grillo quello che almeno cerca di muoversi in questa direzione sia il secondo. Il primo è il campione mondiale del compromesso. Mi ricorda di più il cardinale Alberoni.

Riforme

Andrea Grenti 19/2/2014 - 18:26

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Le riforme comprendono anche questo. Se leggi il programma di Fare trovi più o meno le stesse proposte, a partire dalla riforma della giustizia e della legislazione.

FARE, anche senza considerare il caso Oscar "Taci miserabile!" Giannino, sul quale stendiamo un velo pietoso, tende ad esprimere idee un po' ambigue riguardo ad alleanze e all'evasione fiscale.

Ma cerco di farla breve. Se "le riforme comprendono anche questo" ne sono felice, ma non capisco bene cosa intendi, e in generale non mi pare.

In altri punti ho portato più volte questo discorso: qua abbiamo un tizio che da vent'anni entra nelle nostre case coi suoi "videomessaggi", come quelli che faceva Gheddafi. Il primo fu nel '93, l'ultimo l'altro ieri, nel 2013. E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Qui tu parli di "Riforma della Giustizia". Bene. Nel programma di FARE trovo subito un pericoloso accenno alla famigerata "separazione delle funzioni (carriere?), che mi fa temere non si siano comprese le ragioni che portarono i nostri padri costituenti a volere la carriera unica, memori di quello che era successo prima. Trovo troppi riferimenti all'economia e alle imprese, frutto della stessa forma mentis che produce una idea di "efficienza" superficiale, da far valutare poi a un ente che sia dotato di una pericolosa "terzietà" (e due). Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM.  

Ovunque trovo una concezione utilitaristica della Giustizia che mi progura disagio (disgusto sarebbe troppo forte). La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile. A molti economisti di oggi (compresi quelli di FARE) gioverebbe ricordare che la loro disciplina nacque come una costola della filosofia morale.

Ma non sconfiniamo, restiamo nella Giustizia. Ti spiego cosa penso, con un esempio. Il giudice Rosario Priore è l'Uomo che ha inseguito per trent'anni i responsabili della strage di Ustica. Non so quanto denaro dei contribuenti abbia speso, ma immagino che per ripescare dal fondo del mare tutti i pezzettini del DC-9, e ricomporre tutto il puzzle in un hangar, qualche spiccio ci sia voluto. Questi trent'anni di lavoro di chi sa quante persone e questo fiume di denaro ci hanno dato alla fine una ricostruzione abbastanza attendibile dell'accaduto, ma non sono serviti per individuare nessun colpevole. Se per misurare la "performance" si utilizza un rapporto costi/benefici, dove i costi sono le spese sostenute e i benefici il numero di colpevoli individuati, questo è un magistrato inefficiente. Dunque il metro è sbagliato, perché nel mio giudizio quest'Uomo è al contrario un esempio di quale spirito debba muovere la magistratura, specialmente la magistratura inquirente.

Il magistrato non è l'impiegato del call-center, che è efficiente se spunta x vendite ogni y telefonate. Il magistrato indossa una toga perché è un sacerdote. Un sacerdote della Dea Giustizia, che deve render conto del suo operato alla sua Dike, non a un comitato di valutazione della "performance" composto da quattro coglioni (pardòn) con una calcolatrice.

Ma Rosario Priore secondo te ha speso 30 anni solo per Ustica? Avrà pur fatto qualcos'altro. E anche se fosse, ricordati che per uno che rincorre una causa giusta ce ne sarà un altro che spende 30 anni a giocare a golf. Davvero vogliamo lasciare i giudici liberi di decidere come passare la propria carriera, senza alcun controllo esterno? 

E poi, ti pare il caso di usare un aneddoto completamente fuori dalla norma (un outlier, diciamo noi) per valutare una proposta di riforme? Non è che chi vuole il cambiamento si sia inventato che bisogna che i giudici devono lavorare di più, perché gli danno fastidio i giudici. Ci sono, dati alla mano, differenze enormi nell'efficienza e nei costi delle procure. Perché? Tutte quelle inefficienti evidentemente stanno a rincorrere stragi irrisolte, o altre cause eticamente "giuste". Resta il fatto che questo spiegherebbe solo le differenze degli arretrati, non le differenze nei costi (pensiamo ai risparmi ottenuti a Bolzano sulle intercettazioni). Allora, che ci spieghino da dove sorgono queste differenze, o pensiamo davvero che il giudice sia libero di alzarsi la mattina e fare quel che gli pare senza rendere conto a nessuno? 

L'idea del giudice che rende conto solo a se stesso e al suo anelito morale è molto bella. È anche idealista e naive. Nessuno vu0le ridursi a valutarne l'operato col calcolatore, ma il calcolatore serve, eccome, per fornire una base di partenza. 

Il mio esempio era forzato, è vero, ma era solo un esempio, che come ogni caso di scuola serviva per evidenziare il punto. Che è quello che dicevo, e che riconosci anche tu. L'operato di un giudice non si valuta con la calcolatrice: il metro morale, se non è l'unico possibile, è sicuramente quello principale. Ed è ineludibile. Non può essere messo in subordine, né tampoco sostituito del tutto da altri criteri, più o meno "obiettivi" o "scientifici": l'idea che i "numeri" possano fare le veci dei Valori (e sollevarci dall'onere del giudizio morale) non è meno naive di quella mia del Giudice che risponde solo alla sua Dea.

Non sostengo poi che il giudice debba rispondere solo a se stesso. Non è così, infatti, risponde all'organo di auto-governo della magistratura, il CSM, e alle sue emanazioni. Io sostengo che questo auto-governo non deve essere intaccato in nessun modo. Sarebbe estremamente pericoloso, perché non si può evocare nessuna "terzietà" senza rischiare di introdurre un vulnus: un potenziale punto di corto-circuito con gli altri due poteri (che già sono cortocircuitati tra loro, in un paese che nella prassi produce quasi sempre un premier che è anche capo della maggioranza parlamentare). Questo rischio è troppo grande perché ci possano essere argomenti sufficienti per farcelo correre. In questo sciagurato ventennio, l'unico pilastro che (faticosamente) ha tenuto e ci ha impedito di precipitare in una dittatura conclamata è stato l'indipendenza della Magistratura. E questo lo si deve a questa separazione assoluta tra i poteri, voluta da uomini che sapevano cosa facevano, e che avevano memoria di quello che era avvenuto prima.

Contesto pure l'idea che il Rosario Priore dell'esempio sia l'outlier, mentre il giudice che passa trent'anni a giocare a golf sia la norma, e non il contrario. Se hai notizia di un giudice che ha passato trent'anni nei campi da golf dimmi come si chiama, perché qua nonostante la propaganda anti-giudici che ci bombarda da due decenni non ne ho mai sentito parlare.

Concludo dicendo che la mia vuole essere una polemica costruttiva. Trovo molte cose convincenti, in questo blog e nel programma di FARE, e apprezzo la correttezza (controcorrente) dei suoi membri. Trovo però che la pretesa di misurare tutto col metro del denaro, di sostituire la Coscienza con l'aritmetica, di partire dal rapporto deficit/pil pure se si parla di fenomenologia dello spirito, produca a volte dei giudizi superficiali, o anche grossolanamente sbagliati.

Questo caso (Rosario Priore magistrato inefficiente) è l'esempio di uno di questi.

quelli che con una inchiesta sola ci libereranno dal debito pubblico. più o meno.

E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Ti pare normale l'Italia allora? Se quel tizio può fare videomessaggi e monopolizzare le TV è perché ciò è concesso dalla vaga legislazione italiana, e dallo strapotere politico sul resto del Paese che il tizio medesimo si è appropriato (anche attraverso le sue di TV). Cosa fare? Mettere dei paletti, promulgare leggi per arginare il problema, creare delle commissioni di controllo, ecc.
Ci deve essere la volontà del Paese e dei suoi cittadini anche, oltre quella politica.

Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM. 

E chi ti dice che il CSM non possa fare ciò che s'intende qui?
Alcuni membri del CSM vengono comunque eletti dalla politica (ora non ho guardato chi e come); pensare di escludere quest'ultima dalle nomine dei vari centri di potere e controllo è utopia.


La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile.

E' immorale anche giudicare medici ed insegnanti che possono sbagliare nel loro lavoro, o non farlo sempre bene. Quindi non è possibile per te porre rimedio agli errori di queste categorie, compresi i magistrati? Non si tratta di pressare il magistrato affinché non possa addirittura svolgere in pace il suo lavoro; si tratta di valutare il suo operato secondo le regole del CSM, della magistratura e della legge italiana, ed attribuire ad essi anche una logica conseguenza economica.

In ogni caso, bisognerebbe capire che anche l'amministrazione della giustizia è un servizio pubblico, pagato dai contribuenti, e che la sua efficienza si riverbera sul sistema economico.

Dopo di che, possiamo - anzi dobbiamo - garantire i diritti di tutti, ma principalmente quelli dei cittadini, verificando che gli operatori di giustizia (in primis, i magistrati) si preoccupino di adempiere ai loro compiti in maniera efficiente e che il sistema sia organizzato in questa prospettiva.

Evocare un sacerdozio - più o meno laico - fa risonare l'orgoglio dei magistrati, forse, ma non giova alla società.

Meraviglioso! Fiat iustita, et pereat mundus!
Magari pensare che con i soldi spesi in tale indagine, si sarebbe potuto accorciare i tempi MEDI del processo penale, evitando che gran parte della popolazione carceraria italiana attuale sia composta da persone in attesa di giudizio, o dei tempi MEDI del processo civile, evitando così che molti siano terrorizzati dalla prospettiva di investire in Italia, cosa che sicuramente giustifica parte della disoccupazione attuale, beh, tutto questo è evidentemente da persone che hanno un pallottoliere al posto del cervello.
Certamente. E per fortuna di persone del genere ce ne sono, anche se troppo poche.

Italia   Avvocati    Popolazione
          247.040    60.779.708
Lombardia 36.174   9.992.548
Piemonte    9.447   4.463.135

Produttivita' dei magistrati superiore alla media europea, tasso legale degli interessi al 2.5% (ossia, praticamente, un affare non pagare i debiti.....e resistere in giudizio)...

Un caffè letterario..Bla bla bla tic tic.

Almeno nel mio settore, peraltro,  professori non hanno molto seguito...

Black–Scholes model vs.

http://en.wikipedia.org/wiki/Long-Term_Capital_Management

Spiace per i toni. Vi seguivo con interesse, dopo i 3 post sul Bankellum, o Bankettum cum IMU...l'interesse e' un po' piu' evanescente...

Soluzioni/remedies/next steps

Oggi leggo di 1) una tassa sui BOT per 2) abbassare l'IRPEF?

Un paese semi-socialista...

un discorso comprensibile, almeno qualche volta, no?

Quello che mi lascia perplesso in qualsiasi analisi, e’ la parzialita’ nelle premesse e/o le conclusioni non supportate dalla logica. Partiamo da alcune sue premesse. Lei sostiene che Grillo prende voti grazie alla retorica e, per sostenere tale affermazione, crea un parallelo con FARE. Premettiamo, come ho gia’ scritto, che la retorica non e’ un male in se’, e visto che Churchill piace ad entrambi, ricordiamo che lui stesso e’ stato un grandissimo esperto in tale arte. Ora mi chiedo, se l’obbiettivo e’ quello di sviluppare un’analisi su Renzi, perche’ non si parla anche della sua di retorica, soprattutto quando e’ una componente tanto importante del personaggio? Probabilmente le conclusioni su Renzi potrebbero differire se si inserisse nell’analisi il suo ragionare per slogan, quando tali slogan non sono supportati da alcun programma. Forse si arriverebbe alla stessa conclusione rubata a Barca, per cui non essendoci un’idea (lasciamo pur stare il programma) siamo agli slogan.

Adesso passo ad alcune sue conclusioni che si leggono nelle risposte: lei dichiara che Grillo segue un programma per sfasciare tutto. Tale conclusione avra’ pure delle premesse. E quale premessa migliore puo' essere se non analizzare quanto il M5S sta facendo in parlamento? Infatti dove, se non nell’azione politica e piu’ precisamente in quella parlamentare, possiamo giudicare l’operato e le intenzioni di un partito? Bene, domanda: dove i parlamentari del M5S stanno provocando questo sfascio a cui lei allude? Nella difesa dell’art.138 della Costituzione? Impeachment a Napolitano? Opposizione alle quote Bankitalia? Volonta’ di eliminare i finanziamenti pubblici ai partiti ed ai quotidiani? Gioco d’azzardo? Costi della Politica? Mozione di sfiducia al Alfano e Cancellieri? Lei non fa alcun riferimento ad alcuna azione parlamentare ma indica che tale sfascio avverra’ tramite un referendum sulla permanenza nell’euro e che tale referendum, indipendentemente dal risultato (sottolineo, indipendentemente) provochera’ una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato. Forse, se vincessero i no, potrebbe avvenire quanto lei delinea o comunque, avverra’ qualcosa di altamente negativo che vorremmo non accadesse. Questo lo concedo, mentre non le concedo che avvenga a causa dell’istituzione del referendum (cioe’ indipendentemente dal risultato). Ma se vincessero i no, beh, allora siamo gia’ de facto tanto anti-europeisti che prima o poi, una conclusione, dovremmo prenderla. Ed attribuire a Grillo l’eventuale anti-europeismo degli italiani, ha la stessa forza logica del divertente riferimento agli Hyksos, che pero’ e’ ben piu’ sensato.

Un poco di analisi logica: se prendessimo come vera (secondo me e’ falsa, ma tant’e’) la sua affermazione che ci sono 9 milioni di votanti del M5S non animati da nobile afflato morale (votare chi rinuncia a parte dello stipendio ed alla totalita’ dei rimborsi elettorali e’ sicuramente indice di tale amoralita’) ma da rabbia cieca ... beh, ringraziamo Grillo ed il M5S che sono riusciti ad incanalare questa rabbia cieca in azioni parlamentari e non in azioni di piazza. Tralascio di precisare le altrimenti necessarie differenze tra il Beppe Grillo politico ed i BS/Renzi politici: e’ evidente la sua volonta’ nel non voler procedere con gli adeguati distinguo; e comunque si andrebbe troppo off-topic.

Concludo: non ho trovato nel suo articolo nessun elemento oggettivo che faccia sperare che Renzi non sia peggiore di Letta (diamo per scontato che sia migliore di BS, giusto?); ho invece trovato una fede in Renzi come l’avrebbe un tifoso sportivo per la propria squadra di calcio. Viva Renzi, abbasso M5S. Perche’? Perche’ tifo. Appunto.

perchè non rilegge il mio post una decina di volte e prova a capirlo?

il referendum non è ammesso riguardo alle leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Di cosa stiamo parlando?

Luciano: Io stavo facendo riferimento al "la lascio alle sue illusioni" di Giovanni Federico. Ipotizzo che Giovanni facesse riferimento al punto 8 del seguente programma.

Giovanni: non discuto il non aver capito il suo post.  Pero' e' ben piu' grave che lei  non abbia capito il M5S, quando afferma che Renzi potrebbe sfidare Grillo sul proprio terreno con provvedimenti anti-casta (e temo non abbia capito neanche Renzi, ma questo solo il tempo ce lo dira').  L'unico che potrebbe sfidare il M5S sul proprio terreno e' FARE.

è paludoso, intriso di populismo e demagogia, diciamo per 16 punti su 20 del programma. da agincourt in avanti, preferisco che  muovano loro, se possono, dal loro pantano.

provo con una similitudine. La spesa pubblica è come la droga. Io non mi sono mai fatto una canna (qualcuno direbbe che questo è il mio problema) ma sono un fautore acceso della liberalizzazione delle droghe leggere. Penso che in dosi piccole e ben somministrate possa migliorare la vita di molte persone.

In Italia, un tempo, i drogati erano relativamente pochi ed i pusher competenti. Davano poca droga di buona qualità. Progressivamente individui con pochi scrupoli sono entrati nel mercato con droga di qualità inferiore a prezzo  basso ed il consumo si è diffuso. Nel 1992 i consumatori si sono ribellati contro i vecchi pusher ed hanno trovato un grande venditore che li ha convinti che poteva fornire droga in quantità illimitata a prezzi bassi. Per un po' è andata avanti. Il pusher non era particolarmente competente, i suoi impiegatio erano francamente disastrosi ed avidi di profitti (ma il pusher in capo era bravissimo a scaricare la colpa su qualcuno di loro), la droga era di qualità sempre  peggiore ma  comunque arrivava. Il numero di drogati è aumentato e si sono venduti i gioielli di famiglia.  In un periodo di particolare euforia, i drogati hanno applaudito quando sono stati approvati controlli più severi alle frontiere, non pensando alle conseguenze sull'afflusso di droga. Ad un certo punto,  il mercato mondiale della droga è cambiato e i controlli hanno iniziato a mordere. Gli italiani, senza droga, sono andati in crisi di astinenza. Ed hanno trovato un nuovo pusher, totalmente incompetente, che sta tentando di convincerli che basta impiccare i vecchi  pusher ed affidarsi a lui per riavere la droga. Alcuni vecchi  pusher riciclati chiedono di abolire  i controlli alle frontiere per aumentare l'afflusso di droga. E' comparso un pusher che spera di tener buoni i drogati distribuendo pillole di metadone, sperando di ridurre almeno le rapine a mano armata.   Riuscerà a tener buoni i drogati e vorrà tentare qualcosa per  ridurre un minimo il consumo? Non lo so,  lo spero. In ogni caso, è molto probabilmente meglio dei pusher precedenti e molto meglio dell'altro nuovo arrivato sul mercato. Almeno non è totalmente incompetente.

Ma certo non risolverà il problema della droga.  Nel lungo periodo, il problema si risolve solo quando un numero sufficiente di drogati deciderà di disintossicarsi, unendosi ai non drogati.  Quando succederà? Non lo so, spero presto ma è difficile, perchè  tutti abbiamo un parente o un amico drogato o abbiamo beneficiato di qualche dose di droga nella nostra vita.

Una nota finale.

Ho scritto che il nuovo pusher è totalmente incompetente. Lo ripeto: il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata. La democrazia funziona se il popolo si esprime sulle grandi scelte, lasciando ai politici ed ai tecnici le decisioni specifiche stesura delle leggi, salvo poi cambiarli alle elezioni. Infatti nella loro saggezza i costituenti italiani (la costituzione non si difende solo quando fa comodo) permisero  solo referedum abrogativi e non su questioni fiscali, trattati internazionali etc.  (e quindi non si può fare un referendum sull'euro senza cambiare la costituzione). Sono convinto che intendessero referendum abrogativi dell'intera legge, come quelli su divorzio ed aborto. Poi qualche azzeccagarbugli ha inventato i referedum abrogativi parziali per cambiare le leggi senza abrogarle. Un caso tipico di disastro referendario (questo è per Forti) è il referendum  svizzero sull'immigrazione. Non entro nel merito. Noto solo che ha condotto ad uno scontro con l'UE  con conseguenze potenzialmente gravi su altre misure (libertà di circolazione dei capitali, accesso si finanziamenti dei progetti di ricerca etc. ) che invece sono sicuro gli svizzeri apprezzano. Proprio perchè la società moderna è orrendamente complessa e solo una minoranza di professionisti o quasi-professionisti è in grado di valutare appieno le conseguenze delle leggi. Per esempio, io sono in grado di comprendere il 75% delle conseguenze di una legge universitaria alla prima lettura approfondita.  In una settimana di lavoro arriverei al 100%.  Ho anche idee su come riformare l'università, giuste o sbagliate che siano. Non sarei assolutamente in grado di tradurle in una legge senza l'aiuto di un team di legali specializzati.

 

 

 

bingo.

dragonfly 19/2/2014 - 11:48

il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata.

questo è l'abc, e sono molto contento che giovanni federico ritenga utile ripeterlo. in ambito parallelo, credo che sia lo stesso sforzo di michele boldrin nell'ultimo anno: niente fisica quantistica, che tanto piace a chi conosce solo il gatto mezzo morto, bensì ripetere generosamente concetti basilari e domestici (i gravi, il pendolo)  finchè tutti ne abbiano consapevolezza.

La nota finale dovrebbe diventare un post. Sulle tesi che espone io sono generalmente in disaccordo, per me i cittadini dovrebbero potersi esprimere con referendum di ogni genere, e senza quorum. Ma l'argomento ripeto merita un post a se stante, anzi direi un bel dibattito pubblico.

Idem l'altro argomento, ripreso sopra anche da Michele Boldrin, sulla asimmetria della necessità che siano le elite ad esprimere alternative politiche, necessità che personalmente storicamente comprendo ma non condivido per quanto riguarda il presente, merita un post a parte, ed un bel dibattito.

M5S

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:20

Secondo me una cosa è l'analisi di quanto urlato nelle piazze alla pancia della gente ed altra cosa è l'analisi di quanto (ben poco) gli eletti stanno facendo in Parlamento.  Sul discorso del referendum diciamo che le aspettative dei mercati, in caso di referendum (impossibile senza prima modificare la costituzione) sarebbero correlate ai sondaggi. Se l'esito previsto fosse schiacciante per il NO non succederebbe niente, se fosse incerto o schiacciante per il SI le conseguenze sui mercati sarebbero inevitabili, dato che tendono ad anticipare gli eventi. 

io scommetto che il 90% degli investitori istituzionali (e molte famiglie) venderebbero i titoli di stato e gli altri titoli a reddito fisso di emittenti italiani per una semplice ragione.  L'uscita dall'euro portebbe ad una svalutazione della nuova lira - diciamo di x% (30%? 40%?).  I detentori di titoli di stato avrebbero un rischio di perdite pari a x*Y, dove Y è la percentuale di probabilità di vittoria del NO.  Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo. Quindi, venderebbero ed i tassi di interesse schizzerebbero in alto, con conseguenze disastrose sul bilancio statale.

In teoria, se il prezzo scendesse abbastanza, le vendite potrebbero essere compensate da acquisti  di speculatori che scommettono sulla vittoria del SI, ma mi sembra improbabile che questi flussi siano sufficienti per compensare le vendite. In ogni caso preferirei non provare.

Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo.

in caso di vittoria del SI, l'euro sarebbe più sicuro e quindi i titoli denominati in euro avrebbero un rischio minore, il che causerebbe un incentivo a comprarli.

Non credo, perché con l'uscita di un Paese come l'Italia da Eurolandia farebbe diminuire ulteriormente la credibilità di quest'ultima dato che il rischio che altri decidano di uscire si farebbe ancora più alto, e questo i mercati lo sanno.
Con l'uscita dell'Italia non ci sarebbero più titoli italiani in euro negoziabili, inoltre. 

Gravità

Francesco Forti 18/2/2014 - 08:58

l'omicidio colposo è più grave dell'evasione fiscale?

Che domanda! Ovvio che dipende da quale evasione (100€ o 100 milioni?) e da quante vittime per omicidio colposo (una persona o 100?).  Un parametro oggettivo potrebbe essere quello della pena comminata. 4 anni a Berlusconi, quattordici mesi per Grillo.

Sul piano della Polis comuque l'evasione, specie se rilevante, è decisamente un reato contrario alla "dignità della carica pubblica" (dalle mie parti di formula cosi') mentre un omicidio colposo passato in giudicato no, a meno che un elemento di colpa non sia legato all'abuso di sostanze stupefacenti o di alchool.

Quello che descrivi sull'incidente di Grillo sembra essere un fatto casuale. "Ero li' che stavo andando, è caduto giù l'Armando". Non andò così. Era un tratto di montangna ghiacciato e molto pericoloso,a fianco di un burrone di 80 metri. Il giudice istruttore, in base alla perizia, stabilì che Grillo per affrontare quel tratto avrebbe dovuto far scendere tutti i passeggeri, farli proseguire a piedi nel tratto pericoloso ed essere l'unico sul veicolo.  Commise invece un imprudenza (da cui la colpa) facendo prendere un rischio a tutti, che si concluse oggettivamente con la morte di tre persone (non due) compreso un bambino di 9 anni, ed il ferimento grave di un quarto. Poi c'è una condanna per abuso edilizio e 4 per diffamazione. Insomma un vero e proprio "pluripregiudicato".

Mi pare che in USA per un caso del genere, già alla terza buttano via la chiave :-)

Non ci sto che si mettano fatti cosi' diversi sullo stesso piano, tanto da renderli uguali/simili. La principale differenza, tanto macroscopica, e' che Berlusconi/Renzi sono politici, e ricoprivano/ricoprono cariche pubbliche.  Grillo no.  Questa differenza e' basilare e, se non la riconosciamo, la discussione e' falsata.

Poi possiamo metterci a dibattere sulle differenze tra il M5S e qualsiasi altro partito (e magari sono proprio tali differenze il motivo per cui il movimento e' stato votato in massa) ma si andrebbe off-topic.

 

detiene i diritti di immagine di un movimento politico, fa comizi, indica la linea politica attraverso il blog ed incontri ben pubblicizzati con i parlamentari, espelle parlamentari e membri di assemblee locali che prendono iniziative non in linea etc. Non è parlamentare, ma ora non lo è neanche Berlusconi.

Vedete, io sarei felicissimo se gli italiani avessero un codice morale rigidissimo, come i tedeschi o gli inglesi e quindi non votassero i politici moralmente non impeccabili. Il problema è che li votano e che quindi un numero elevato di parlamentari italiani non è moralmente impeccabile. Un numero elevato di parlamentari, impeccabili o no, segue Berlusconi e le riforme elettorali (ed a fortiori costituzionali) si fanno in parlamento con la maggioranza la più ampia possibile. Anzi con Berlusconi il PD ha fatto anche un governo. It's as simple as that.

le riforme elettorali (ed a fortiori costituzionali) si fanno in parlamento con la maggioranza la più ampia possibile.

Perché?

ciascuna maggioranza (uscente) potrebbe cambiare legge elettorale per aumentare le proprie chances o per avvelenare i pozzi - come fece il centro-destra col Porcellum.  A fortiori, per le riforme costituzionali

ciascuna maggioranza

NV 18/2/2014 - 17:49

ciascuna maggioranza (uscente) potrebbe cambiare legge elettorale per aumentare le proprie chances o per avvelenare i pozzi - come fece il centro-destra col Porcellum.

Il che è un ottimo argomento per non farci la legge elettorale insieme.

Teoria dei giochi: Pensa ad un Dilemma del Prigioniero iterato ad orizzonte infinito. La strategia ottima è tit-for-tat: cooperi al primo turno, e ai turni successivi cooperi se e solo se l'altro giocatore ha cooperato al turno precedente.

Nella politica Italiana il centro-destra ha defezionato non una ma cento volte, e il centro-sinistra è stato sempre pron(t)o a cooperare. Non sarà mica il caso di iniziare a defezionare?

A fortiori, per le riforme costituzionali

Per le riforme costituzionali serve o il referendum conservativo o la maggioranza qualificata, che puoi ottenere solo con il largo inciucio o andando alle elezioni con una legge elettorale decente e raccogliendo il consenso popolare.

Io direi che un partito che si chiama "democratico" dovrebbe preferire il referendum o il passaggio dalle elezioni invece che il largo inciucio in un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, ma evidentemente tra al PD la democrazia sta stretta:

  • Gligliottina
  • Legge elettorale scritta a porte chiuse tra due leader extra-parlamentari
  • Esecutivo ucciso fuori dal parlamento in un'assemblea interna di partito
  • Legge elettorale senza preferenze o collegi uninominali
  • "Abolizione" del Senato (in realtà trasformazione in un'assemblea non elettiva)

Sono tutte cose nella direzione di una sostanziale riduzione della partecipazione democratica, e in particolare del ruolo del parlamento, alla vita politica del paese.

Sono tutte cose nella direzione di una sostanziale riduzione della partecipazione democratica, e in particolare del ruolo del parlamento, alla vita politica del paese.

Aggiungo la riduzione dei parlamentari. Serve a facilitare il lavoro dei lobbisti? Già oggi 156 parlamentari eletti con il M5S ed i loro consulenti si sono lasciati scappare la norma liberticida, anticostituzionale e inumana che prevede il 20% di ritenuta su tutti i bonifici provenienti dall'estero, figurarsi se saranno ridotti ad una ventina da legge elettorale e dimezzamento dei parlamentari.

"La logica del male minore, esattamente quella che ha portato al declino! Svegliarsi e cambiare, proprio mai?"

Fra quelli che possono vincere (BS ed MR) MR e' ovviamente il male minore, ci mancherebbe fosse anche peggio di BS!!

So what? Porta comunque al declino e manterrà lo stato di cose esistente. Capisco che chi non sta del tutto male, fa parte dei settori protetti  ed ha un orizzonte temporale non superiore ai 30 anni di vita possa scegliere una volta ancora il male minore. Inventandosi magari improbabili analogie storiche (Giovanni, you are not serious, are you?) che non spiegano nulla ed in Italia sono usate ed abusate da decenni per giustificare l'eterna palude che mantiene il privilegio ... 

E' sempre stato così ed i risultati si vedono. Sarà di nuovo così perché la demografia lo favorisce ed i migliori, fra i giovani, fuggono a tassi sempre più alti, quindi ...

Ma, dal punto di vista di chi non appartiene a quei gruppi ristretti la domanda rimane: so what? Non avendo alternativa che ci salvi ci asterremo (35% al momento) o voteremo per distruggere tutto (20% al momento). Ed entrambi questi gruppi cresceranno perché la loro condizione di non privilegiati, scarsamente educati, dispersi professionalmente, eccetera, l'alternativa politica non la possono di certo creare loro. Le alternative politiche le creano sempre le elite, sempre. Il popolo può o seguirle, o sentirsi escluso friggendo di rabbia ed esplodendo in episodici "forconi" o vendere il proprio voto al caudillo di turno. Altro non può, solo le elite possono. Mai scordarsi questa asimmetria, mai!

La responsabilità, ancora una volta, e' quindi di coloro i quali - avendo la capacità di costruire una alternativa al meno peggio - decidono di non farlo. Guarda caso si tratta, più o meno, degli stessi gruppi demografico-sociali menzionati sopra, che scelgono (perseguendo il loro miope interesse immediato) di adagiarsi sul meno peggio. E così facendo fottono un po' se stessi e parecchio i propri figli, come i fatti provano.

It's as simple as that e, ovviamente, as complicated as that perché l'azione collettiva non e' cosa automatica. Ma questo non giustifica insistere, dopo 50 anni di fallimenti, nella predica vuota ed anche un po' ipocrita (perché sappiamo che al 99,9% non funziona, quindi da buoni scienziati dovremmo cercare altrove le soluzioni!) del voto utile e della critica costruttiva! 

Please, qualcuno si inventi un'altra foglia di fico per la preservazione dei privilegi e dello status quo. Quella del meno peggio ha fatto il suo tempo e dietro a se ha lasciato solo il declino.

Giusto ! E sbagliato ! Perché da buoni scienziati dovremmo chiederci perchè ai "referenda dell' acqua" abbiano vinto i no: l' ho fatto personalmente a Giannino e la sua risposta é stata, ad essere eufemistici, nebulosa. Oppure perché "l' incidente Giannino" abbia pregiudicato anche i pochi suffragi a cui potevamo puntare: siamo stati visti come il partito del cambiamento, del costruire alternative per i giovani, od il prolungamento di Oscar ? La risposta è dentro di noi, solo che é sbajata. Dobbiamo, a mio vedere, abbandonare ipotesi di forza rivoluzionaria: é chiaro, si tratta di abbassarsi a curare le metastasi al fegato dell' Italia con la tisana di betulla; ma, persino ad un ignorante in storia come me, vengono in mente un pò di occasioni di rivoluzione mancata, in Italia: dopo Adua, dopo Caporetto, il 9/9/'43, la statalizzazione di tutto, gli anni di piombo, l' inflazione al 22% dell' '83, l' ingresso nell' Euro, l' Alitalia...: quante volte questo paese ha eretto la spina dorsale ? Addirittura nel '23 Mussolini disse che il fascismo era stato una controrivoluzione preventiva ! Proprio da aspirante scienziato debbo convincermi che le rivoluzioni non fanno per noi; e se qualcuno ci prova, lo intruppiamo con "riccioli d' argento", il bardo di Genova, altro conservatore retrivo funzionale allo statu quo sotto mentite spoglie.

Non è questione di male minore, ovviamente. La questione è come aggregare una classe dirigente che faccia le riforme necessarie col sostegno sociale che serve per farle. Non è un'impresa titanica, è un'impresa fattibile. Boldrin, tu giustamente rimproveravi il governo Monti di non avere preso misure radicali nei primissimi mesi, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile. Se avevi ragione, come credo, vuol dire che era possibile, grazie a una contingenza particolare, che si ripresenterà, e a un'opinione pubblica che era molto favorevole a Monti, prima di venire delusa.

Quanto a Renzi, se si ritiene (a) che voglia qualcuno dei cambiamenti radicali che molti di noi vogliono, e (b) che lui e i suoi abbiano attualmente più risorse di chiunque altro per fare questi cambiamenti, il dilemma, per il nascente partito che non c'è, è: opporsi al tentativo di Renzi, qualificandolo come il tentativo più efficace per mantenere lo stato di cose esistente, o invece prendere per buoni certi intenti dichiarati, e pretendere con la massima energia che vengano messi in atto?

Sono due linee diverse, che possono avere una presa molto diversa sia sulle élites (penso a gente come Pietro Ichino, Nicola Rossi, Filippo Taddei, Corrado Passera, ho volutamente citato alla rinfusa) sia su gente comune come me e i miei figli (rispettivamente, 73, 43, 27 e 18 anni) che tutti aspettiamo al varco Renzi e il suo governo, pronti a sostenere ogni iniziativa che attacchi il Moloch burocratico, e altrettanto pronti a denunciare e protestare per ogni mossa in direzione contraria.

Non sarebbe questo l'atteggiamento più produttivo anche per il nascente partito che non c'è -- produttivo per la sua crescita?

(Sono un pensionato ben protetto, ma voglio che le pensioni attuali, la mia inclusa, vengano rivalutate col contributivo, al di sopra dei 1200 euro netti al mese, purché i risparmi non vengano dilapidati in spesa pubblica improduttiva. Lo voglio nell'interesse dei miei figli, che sono meno protetti di me, o non lo sono affatto. Io ci perderei molto, ma loro ci guadagnerebbero non poco, e a me starebbe bene. :-) )

Quella del meno peggio ha fatto il suo tempo e dietro a se ha lasciato solo il declino.

Mi sembra evidente che le èlite italiane hanno già deciso che il declino è sempre meglio che rimboccarsi le maniche.

Storicamente le nostre élite non hanno mai prodotto granché ma, anche trascurando questo particolare, una élite crea una alternativa politica quando è esclusa dal potere.

In Italia non sta succedendo, anzi adesso più che mai sono saldamente consociate. Lo erano in maniera palese almeno dal governo Monti ed il successo elettorale del M5S con il suo estremismo ha rinsaldato il legame. Legame volto a difendere lo status quo. Così la fetta rimane la stessa, certo la torta diventa più piccola ma, cosa vuoi, è sempre meglio che andare in cucina a rifare la torta, rischiando di rimanere senza  fetta (spero si capisca la metafora...non mi è venuto niente di meglio).

La mossa del "meno peggio" serve per riguadagnare il sostegno degli esclusi, quelli che non si possono definire "èlite" ma che sono importanti per il paese ( i piccoli e medi imprenditori, il ceto medio). Sostegno che non dovrebbe essere difficile riconquistare dato che le uniche alternative sono appunto i "forconi", il M5s o l'astensione. Tutte proposte molto, troppo drastiche ed irragionevoli.

Troppi 'papiri'

New Deal 16/2/2014 - 12:34

Bisogna ripartire from scratch. E l'Italia va trattata/considerata come un paese emergente GCI 2012/2013 (source: 2013 world economic forum)  49! score 4.41

Redditivita' da emerging. Questa e' la base da cui ripartire, piaccia o non piaccia. Altro ceh G8 (non si sa cosa ci faccia l'Italia, ormai quasi G10- India...)

La legge elettorale proposta appare - evidentemente - ispirata al tentativo di aggregare intorno a due soli poli (2). maggioranza vs. opposizione, eliminando le...(autocensura) dal parlamento.

In binario (0/1): avanti con Renzi.

quello che scrivi potrebbe anche essere interessante.

ma la forma è illegibile. cioè, mica si capisce quello che vuoi dirci.

ha/hai ragione

New Deal 16/2/2014 - 19:07
La France a retrouvé son niveau de PIB d’avant la crise

 

16/02 | 13:01 | mis à jour à 13:19 | Guillaume de Calignon. les Echos  lascio volentieri a Voi il ruolo di affabulatori. fto  Bouvard. 

Giovanni ti sei dimenticato una cosa: Renzi fa parte del PD, noto partito masochista-fantozziano. Si faranno male da soli e in maniera tragicomica, come i clown al circo.

Quando pensi al PD, pensa sempre a questa vignetta:
http://2.bp.blogspot.com/-SRcvChIar-U/UekM-jIykkI/AAAAAAABZOw/yACD-6L-Tn8/s1600/462384_7024892_20130421_r_20179215_medium.jpg

Civati

giovanni federico 16/2/2014 - 15:13

ha già iniziato.

letto le dichiarazioni di Civati adesso, non perdono tempo a quanto pare.

Il punto centrale

DDPP 16/2/2014 - 13:38

Sono convinto che il Grande Problema del nostro Paese sia la Pubblica Amministrazione.
Non trovo utile cercare di scomporre il problema in singoli componenti: La Giustizia, La Burocrazia, Il Fisco, Le Regioni ecc. Sono sfaccettature dello stesso problema.
Se invece applichiamo criteri di analisi storicistica alla Pubblica Amministrazione Italiana, ci accorgiamo che Essa si muove come un corpo sociale autonomo con proprie logiche strutture, indirizzi ed obiettivi.
Proviamo a ribaltare la visione: Non è il Corpo Politico a governare la P.A., ma è la P.A. che attraverso opachi meccanismi di cooptazione esprime il Corpo Politico che governa il Paese.
Così come, quando il Corpo Politico Eletto viene collettivamente (dalla P.A.) ritenuto non pienamente affidabile è boicottato e combattuto in ogni modo. Di volta in volta bloccando decreti attuativi  nella palude ministeriale o facendo intervenire la Magistratura come punta di lancia di questo nuovo ed opaco ceto sociale.

Cosa accadrà a Mr. Renzi?

Se Mr. Renzi è una nuova emanazione (con un livello di maggior camuffamento di Letta) della Classe Burocratica, il seguito già lo sappiamo: Patrimoniale, finte privatizzazione, maggior potere alla Pubblica Amministrazione.

Se invece Mr. Renzi è antagonista alla P.A. e rappresenta il gruppo del PD che non vuole morire buricrate, ma riappropriarsi delle scelte politiche, si scatenerà l'inferno contro di lui ed i membri della direzione PD. Agguati dentro e fuori il PD, intimidazioni, boicottaggi.

Considerando che i tempi della informazione sono diventati enormemente rapidi, direi che entro due mesi avremo le prime risposte

Il Grande Problema è la Costituzione. Parte tutto da lì.

Cioè tutti - politici, PA, ma anche capitalisti (MPS, Alitalia...), sindacati (Alitalia di nuovo), insomma tutti. Basta vedere l'esempio del calcio - un'industria in cui eravamo leader globali indiscussi fino alla fine degli anni '90, e adesso completamente in declino. Colpa della PA?

Berlusconi nel 1994 ha detto l'unica cosa giusta della sua vita da politico: "la politica italiana è tutta un teatrino". Renzi in questo momento stà giocando ad "attore principale" e la partita si gioca solo e unicamente sulla "legge elettorale".
O forse, si puo' credere che con l'appoggio del NCD, LC, Pop. Italia e pulviscolo atmosferico vario la sua maggioranza sia in grado di fare altre riforme alla Costituzione con il voto di FI? non credo proprio: entro marzo 2015 siamo di nuovo alle elezioni!

che Renzi farà riforme liberali, incisive ed efficaci e che modernizzerà l'Italia.  Ho detto che prenderà provvedimenti demagogici e populisti che, se va bene, sgonfieranno  l'ondata di antipolitica e impediranno a Grillo  di arrivare al 35%-40%. Il provvedimento essenziale, in questa strategia, sarà la riforma del Senato, che può essere venduta come provvedimento anti-casta (e lo è in parte).  Ci riuscirà? Non lo so. Vedremo. Io spero di si - perchè penso le alternative siano molto peggio

la riforma del Senato, che può essere venduta come provvedimento anti-casta (e lo è in parte)

Continuo a non comprendere che ci sia di anti-casta in un provvedimento che ridurrebbe la democrazia ed il numero di parlamentari. Da come li vedo io, questi sono chiaramente provvedimenti pro-casta. Se un parlamento costa troppo rispetto a quanto potrebbe costare, si possono fare tantissimi altri interventi, ad esempio dimezzare le indennità. In Sicilia hanno fatto lo stesso errore, invece di dimezzare le indennità (e le retribuzioni dei dipendenti dell'ARS) hanno diminuito il numero di parlamentari da 90 a 70. Sbagliatissimo, io ne vorrei avere 200, ma invece di pagarli 20 mila Euro al mese più rimborsi, pagati 5 mila Euro al mese (senza rimborsi). Tra l'altro in Sicilia si vota dal 1951 con i collegi piccoli (quelli che oggi chiamano spagnoli) in 6 delle 9 province, diminuendo il numero dei parlamentari si renderà impossibile eleggere un qualsiasi rappresentante non mainstream, lo sbarramento reale in province come Siracusa o Trapani sarà il 15%, a Enna probabilmente il 30%, che senso ha, se non in funzione di preservazione proelitaria?

ridurrebbe i tempi di approvazione delle leggi e il potere di interdizione di piccole lobbies. Ora basta un emendamento ben piazzato ad un decreto legge per ottenere qualcosa.  Il problema non sono i costi diretti della politica - numero e stipendi dei parlamentari, che sono insignificanti a livello macro.  I veri costi sono quelli  indiretti - l'enorme spreco di risorse per creare consenso, assumendo personale inutile e poi creando complicazioni burocratiche per giustificare le assunzioni. 

ridurrebbe i tempi di approvazione delle leggi e il potere di interdizione di piccole lobbies

Prima del Natale del 2012 partecipai ad una cena con dei simpatizzanti del manifesto di Fermare il Declino, ed ebbi la fortuita occasione di chiaccherare brevemente con Carlo Stagnaro, che era seduto proprio al mio fianco. Ricordo che sollevai 4 temi, ed uno di questi ha una specifica attinenza con la strategia politica ed elettorale del movimento in questione. Io dissi a Carlo Stagnaro che non ero convinto che presentarsi alle elezioni di Febbraio fosse una buona idea, perché avendo fatto parte per anni di un meetup di amici di Beppe Grillo, mi ero reso conto in prima persona di quanti anni e quanto lavoro ci fossero voluti per far crescere il M5S ad un livello tale da potersi presentare a delle elezioni per poter ambire ad un risultato che non fosse da prefisso telefonico o marginalmente superiore. Il mio dubbio era che FiD stesse rischiando di andare alle elezioni come una sorta di armata brancaleone, e che questo sarebbe costato una falsa partenza. Avrei preferito insomma una strategia che mirasse ad ottenere risultati su un lasso di tempo più lungo, credo di aver citato almeno un paio di cicli elettorali, concetto che mi pare di aver poi ripreso su un paio di commenti qui su NfA. Carlo Stagnaro mi rispose illustrandomi i meriti di una strategia che fosse riuscita a portare un manipolo di candidati in parlamento, e di come questi, lavorando nelle commissioni, avrebbero potuto influenzare il processo legislativo. In pratica, mi parve di capire che l'idea mi pare fosse quella di far eleggere delle persone capaci, e mettere queste persone in una posizione tale che riuscissero a migliorare il sistema dall'interno (ad onor del vero Carlo Stagnaro non mi disse che quello era l'obiettivo di FiD, magari mi stava prospettando quello che sarebbe stato considerato il risultato positivo minimo). In pratica una interdizione da parte di una piccola lobby di persone di buona volontà e con un grado di comprensione della realtà maggiore di quella del politico italiano medio. Indipendentemente da quanto successe poi, in pratica quello che pare stia ad esempio tentando di fare oggi Irene Tinagli. Io sinceramente avevo i miei dubbi che quella strategia potesse rivelarsi particolarmente capace di invertire il declino, e recentemente mi sono rammaricato non poco a sentire Irene Tenagli difendere la "porcata" fatta sulla rivalutazione delle quote della Banca d'Italia perché si era o si sarebbe potuti riuscire a migliorarla con qualche emendamento, ma potenzialmente è una strategia che magari in altri contesti meno degradati, in situazioni meno gravi, perché oggi il sistema paese italiano è in condizioni disastrose, potrebbe portare a risultati positivi, per cui non mi pare vada nel senso di una maggiore democrazia, e del miglioramento dell'intero sistema in questione, quello di volersi privare di un tale strumento.

Per esempio bloccare questa follia; soltanto pochi mesi fa il nostro affermava che: «Dobbiamo avere il coraggio di dire al Sulcis che non ha senso andare avanti con il carbone di Mussolini pagato dallo Stato». Il provvedimento non è ancora passato al Senato, le elezioni regionali in Sardegna ci sono già state; se non fa almeno questo sapremo che nulla cambierà.

E' vero che solo le elite sono in grado di influenzare le masse o popolo, ma c'e' un problema:

 Chi ci dice che le soluzioni proposte dalle elite siamo x il bene comune ??

Se invece sono solo x il loro interesse come e' avvenuto in questi ultimi decenni ??

Forse la strada da intraprendere e' quella di motivare/far capire alla gente qual'e' il loro vero interesse !!

Far capire che devono partecipare attivamente alle decisioni politiche/economiche in prima persona partendo dal livello locale che e' piu' facilmente comprensibile in quanto vissuto personalmente.

Questa strada pero' non puo' essere intrapresa da elite che sono distanti anni luce dai problemi reali  e non sanno comunicare.

Serve forse un comunicatore che sappia parlare alla gente.

In questo caso  le elite possono fare molto perche' potrebbero consigliare il comunicatore sui temi piu' importanti.

Nelle ultime elezioni nazionali un comunicatore e' stato capace di coinvolgere il 25% degli elettori su punti che in molti casi erano comuni a Fare/FiD ma che essendo elitario non era capace di comunicare.

Perche' non provare a mettere insieme le proposte ??

Renzi

marco esposito 16/2/2014 - 19:25

Io non ho alcuna certezza, e quindi esprimo i miei dubbi, presi da ragionamenti sparsi.

1. Fossi stato in Renzi avrei chiesto un rimpasto, buttato dentro un paio dei miei per capire "da dentro" cosa succedeva e avrei fatto arrivare Letta a dopo l'estate.

2. Fossi stato un nemico di Renzi avrei brigato (soprattutto nel PD) per farlo arrivare a PdC e fotterlo con democristiana calma, un provvedimento si arena, uno si blocca, anche perchè Renzi è maggioritario (adesso) in Direzione nazionale, ma minoritario in Parlamento. Poi stretto fra Alfano e Mauro, due DC puri, figurati.

3.Fossi stato fra i suoi amici avrei detto: andiamo alle elezioni, adesso, anche con questa legge elettorale, Berlusconi è quasi fuori gioco e i burattini non sono ancora formati, se va la santanchè in televisione i voti li perdono anzichè guadagnarli, il M5S è già nella sua fase discendente, non supera il 20%.

Invece... quindi o Renzi ha un ego sconfinato ed è sicuro di riuscire a battere i nemici esterni (pochi e confusi) e quelli interni (furbi e organizzatissimi), o si è fatto infinocchiare. Ah, io son d'accordo con GF che MR è il male minore (anche se mi dò da Fare per sconfiggere il male), ma non ho mai visto un meno peggio andarsi a cacciare in un simile vicolo cieco.

Renzi

giovanni federico 16/2/2014 - 19:37

ha sicuramente un ego sconfinato e quindi è convinto di riuscire a non farsi impaludare (2) e disprezza i nemici interni (Cuperlo chi?).  Anch'io sono convinto che Letta sarebbe stato comodo come parafulmine, ma evidentemente Renzi ha calcolato che questo vantaggio fosse inferiore al rischio che Letta non obbedisse e/o che non riuscisse a portare a casa i risultati e/o che  poi pretendesse di rimanere presidente del consiglio (1).  Il sistema proporzionale con la soglia richiede almeno il 43-47% dei voti per vincere. Mi sembra irraggiungibile anche per Renzi (3)

Renzi

giovanni federico 27/5/2014 - 17:17

ha avuto ragione, almeno per ora. E' la differenza fra persone intelligenti (?), istruite, informate come noi, che discutono di politica razionalmente, ed i politici di razza, che usano il loro istinto.  Tipo Berlusconi e Bossi. Grillo si è mostrato clamorosamente inadeguato a capire il vento.

25 maggio sera. niente riforma elettorale.niente riforma del senato. scoppola epica del pd alle elezioni. Coa sarebbe accaduto alla segreteria Renzi?

MR o andava alle elezioni, e GN non gliele ha concesse, o al governo.

A noi cittadini questo conviene? vedremo.

Quella sera del 10 febbraio al Quirinale Renzi era agitato. Mentre aspettava di essere portato dal Presidente si guardò in un vecchio specchio cinquecentesco, passandosi un fazzoletto sulla fronte lucida. L’inquietudine era però positiva, come il giorno del matrimonio, pensò, l’adrenalina gli dava la carica. «Buonasera Segretario» disse una voce alle sue spalle. Si voltò e vide il Presidente in persona. «Buonasera Presidente» rispose Renzi sorpreso. Rapidamente si accomodarono in una stanza dove c’erano delle poltrone e un tavolo apparecchiato per la cena. Il Presidente si informò su di lui e i famigliari, tenendolo un po’ sulle spine, poi rapidamente venne al punto. «Ci sono molti settori importanti della società italiana molto preoccupati per la situazione.» iniziò il Presidente, «se si andasse a votare con questa legge elettorale Grillo bloccherebbe qualsiasi maggioranza stabile. Se si andasse a votare con la nuova legge è altamente probabile che vinca Berlusconi…..» «Sul serio?» interruppe educatamente Renzi « sì, certo» continuò il Presidente, «soprattutto tenendo conto che all’ultimo momento Berlusconi candiderà la figlia Marina, che sposterà un 2-3% di voti femminili che saranno determinanti. A questo punto all’estero ce la faranno pagare, lo spread tornerà a crescere e scatterà il piano di abbandono dell’Italia da parte degli investitori esteri, l’Italia non sarà più vista come un paese affidabile. Tra l’altro, come saprà, caro Renzi, ogni tre mesi mettiamo sul mercato 300 miliardi di titoli, basta un niente per farci cadere, abbiamo bisogno di apparire affidabili e soprattutto rispettabili presso la comunità internazionale». Il Presidente si interruppe un attimo, sembrando addirittura affaticato dal peso di quello che stava dicendo. Renzi, a cui non piaceva per niente la piega che stava prendendo il discorso, ne approfittò per dire: « ma Presidente, come posso fermare tutto questo? In questo momento non posso che sostenere Letta e lavorare per il futuro» «… rischia di non esserci futuro» lo interruppe il Presidente, «Renzi, devo chiederle di intervenire subito, in questo momento lei è la persona più indicata. Deve fare un governo che duri e che  faccia le riforme. La aiuteranno, non sarà solo» « Ma come faccio a mollare Letta adesso!» si chiese Renzi « penseranno che sono inaffidabile, dovrò rimangiarmi quello che vado dicendo da settimane, penseranno che sono impazzito o che mi sono fatto di coca..» Alla parola coca, pronunciata alla toscana, ‘o’a, il Presidente non gradì è resto serio. Renzi capì che la battuta non era andata a segno, cercò di non arrossire e continuò: « … e poi, Presidente, come posso farcela e fare le riforme che servono con la stessa maggioranza di Letta? Alfano è sempre Alfano.. » Il Presidente sorrise, capendo che Renzi era arrivato direttamente al punto ed apprezzando anche il fatto che non volesse rinnegare le cose che aveva detto nelle settimane precedenti. Guardò dritto Renzi negli occhi e disse: «Alfano ci sta. Non chiederà molto, capisce che se si vota dovrà andare con Berlusconi e ne sarà stritolato. Con due o tre anni di governo ha la possibilità di acquistare peso politico. Non le farà ombra. Le lascerà l’iniziativa. Ha chiesto solo di non fare la legge sulle frequenze. Questo pensa di doverlo a Berlusconi» (già un regalo da tre miliardi) pensò Renzi, e interruppe per un attimo: « lascerà fare anche la legge sul conflitto di interessi?»; il Presidente rispose pronto: «sì anche quella». Tutto sembrava già deciso a Renzi. Ma una cosa non gli tornava. Disse: «Presidente, perché non Enrico?» Qui Napolitano fece un grande sospiro; si capiva che questa era la parte dell’operazione che gli piaceva di meno. Dopo un attimo di riflessione, sollevò di scatto la testa e continuò: «il presidente Letta è una brava persona che si è impegnata senza risparmio. Però una parte essenziale dell’operazione che le propongo prevede la neutralizzazione di quella parte di burocrazia, che approfittando dell’incapacità dei politici, sta bloccandoil Paese imponendo ovunque il suo potere discrezionale dove in altri paesi le cose sono quasi automatiche. Enrico conosce troppo bene questa classe di funzionari, si ritiene che sia troppo coinvolto per essere in grado di azzerare poteri incrostati da anni. Lei Renzi appare invece come un battitore libero, che non ha mai trattato o ricevuto favori da questa gente. Ci sono quasi 500 nomine da fare negli enti pubblici, il nuovo dovrà passare anche da lì». Renzi si agitò sulla poltrona « 500 nomine?» disse spalancando gli occhi, «come posso essere in grado di azzeccare 500 nomine?» Il Presidente alzò leggermente la mano e disse: «lei deciderà in autonomia, ovviamente, ma non sarà lasciato solo, sarà consigliato» … «da chi?» interruppe Renzi impaziente; il Presidente continuo: «le persone che fanno riferimento a me non sono poteri occulti, ci sono aziende, persone che hanno investito capitali in Italia, vedrà che anche i sindacati l’appoggeranno» … qui Renzi non potè fare a meno di ricordarsi dell’atteggiamento morbido di Landini, negli incontri che avevano avuto (già, qui se affonda l’industria affondano anche i sindacati, pensò). Dopo questo inizio di colloquio, Renzi e Napolitano si sedettero al tavolo della cena, che si protrasse per poco più di un’ora. Discussero molti dettagli del progetto, solo con qualche divagazione che Napolitanpo seppe dosare con saggezza per allentare la tensione. All’uscita Renzi, prima di salire sull’auto che lo avrebbe riportato in albergo, respirò l’aria frizzante e umida di pioggia che stranamente non sapeva di smog (uno dei miracoli di Roma, pensò) e si disse: eh sì, the devil alternative, ricordando il primo romanzo in inglese che aveva letto capendolo praticamente tutto. La macchina parti sgommando sul porfido nero del piazzale. Le pietre bagnate si opacizzarono un attimo al passaggio delle gomme, disegnando la scia delle ruote. Poi la pioggia ricoprì velocemente le tracce e tutta la piazza tornò a luccicare uniforme.

fra "fosse vero" e "probabilmente è più o meno così". Diciamo la seconda che ho detto. :-)

Certo che ci troviamo di fronte al meno peggio, ma qualcuno dovrebbe spiegarmi quali differenti soluzioni abbiamo di fronte.

 

Do per scontata la circostanza che Renzi sia divorato da una grande ambizione (anche se è positivo il fatto che lo ammetta, mentre gli altri tacciono anche se non sono da meno), così come che il programma non solo non è chiaro, ma che non verrà applicato.

 

Infatti Renzi se ne infischia del programma, puntando esclusivamente alle sua capacità mediatiche e di comunicazione.

 

Direi che un solo preciso impegno programmatico (anche se non scritto come si deve) è riuscito a rispettarlo: "tutti a casa e largo ai giovani!". Questo gli va riconosciuto, indipendentemente dalla (scarsa) qualità delle facce con cui si è circondato.

 

Su questo credo che sottovalutiamo la capacità di Renzi di apparire come un presentabile antiregime “soft” e non un uomo della casta. Su questo, farà concorrenza anche a Berlusconi e Grillo, lasciandoci diverse volte sorpresi delle giravolte politiche con cui darà spettacolo, riuscendo però a parlare direttamente sia al corpo elettorale che alla pancia del paese.

 

Renzi è un bravo giocatore, quindi non è affatto detto che ci riuscirà, però è certo che introdurrà delle riforme che, in alcuni settori, potranno essere veramente innovative.

 

Ad esempio, mi aspetto qualcosa di interessante sul conflitto di interessi e credo che otterrà il sostegno dell'elettorato giovane sotto i 40, che pure si ritiene non interessato o avvantaggiato da MR.

 

Invece, circa le riforme verso la Pubblica Amministrazione concordo che saranno abbastanza deludenti. Ma anche un tema fondamentale quale la lotta alla illegalità e alla criminalità non verrà affrontato fino in fondo, invece è lì che si annida il coacervo di potentati finanziari-conomico-politici che controllano e bloccano la crescita del paese. E via dicendo… .

 

Alla fine, se sarà bravo, varerà una serie di riformine che daranno una sana sgrullata allo stivale (forse qualcosa di più di una spolverata), che pure non riusciranno a invertire il declino del paese (casomai lo rallenteranno o fermeranno, certo non lo rilanceranno, perchè bisognerebbe fare molto di più).

 

Se, invece, l'azzardo non riuscirà, ci troveremo di fronte a una nuova fase di transizione. In quel caso lo spettro dell'Argentina incombe.

 

Ma la domanda è la stessa: qual’è l'alternativa?

Io non ne conosco. Non esiste alcuna opzione differente.

Non lo è certamente Grillo, ma non può esserlo nemmeno Fare. A prescindere dalle cifre inorrno allo zerovirgola, Fare ha rinunciato a qualsiasi progetto di iniziativa politica trasversale nel paese, al contrario schierandosi alla destra dello schieramento politico (addirittura candidandosi a sostituirlo) e ha rinunciato alla formulazione originaria del manifesto di Fermare il declino (non a caso entrambe le due mozioni che si stanno scontrando al congresso in corso, si confrontano sullo stesso tema politico, cioè il “purismo” liberale, o meno).

Quindi, esiste una differente opzione politica che riesca, almeno a medio-breve, a dare prospettive migliori? Io non ne vedo.

Per concludere, in mancaza di prospettive… rischiamo di morire renziani…

Ho appena visto un video in cui il nostro Boldrin chiede a Barca di unirsi a lui nel "partito che non c'è": http://www.youtube.com/watch?v=bMcpkY9Lct0  (da 2h 17' 14")

Chiederei a Boldrin e a nfa di sostenere Barca come ministro dell'Economia del governo Renzi, se lo diventasse e cercasse di fare ciò che Barca stesso e molti di noi vogliono. Per sostegno intendo, ovviamente, critica costruttiva, com'è nel costume di questo splendido blog.

Scusate l'ingenuità, ma che futuro può avere l'Italia se gente come Barca e Boldrin non si sostengono a vicenda?

Barca no

floris 17/2/2014 - 19:52

Ha rifiutato secco...

Bianco

Francesco Forti 17/2/2014 - 21:28

La tesi sul "meno peggio" mi sembra molto debole. Dovendo dire perché potrei tifare Renzi mi pare che a parità di condizioni (regole, condizioni quadro, giocatori) lui è uno che attacca. Uno che sa prendere l'iniziativa e "gioca col bianco".  Il che non vuol dire per forza che vince sempre o che abbia sempre buone carte in mano. E che quando capita sa anche perdere. Sul piano pratico sa che deve attaccare, che non puo' stare con le mani in mano ad aspettare, come Letta. Per il paese tutto questo è positivo. Farà una squadra e se non sarà fatta da YES-MAN come facevano CD e CS, magari imparerà ad ascoltare voci critche.  Per noi un valido motivo in piu' per pungolarlo.

Condivido le aspettative, sperando che Renzi non sia talmente ambizioso da portarsi dietro di sé il Paese in caso di eventuali fallimenti (come hanno fatto in precedenza altri governi, soprattutto di centrodestra). 

una discussione sulle prospettive di politica economica del governo nascituro, quali trapelano dagli amici di Renzi, sarebbe più interessante, a questo punto.

http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2014/wp1434.pdf

temi a maggiore utilita', ad esempio, insieme ad un master integrated plan che illustri:

chi, come, cosa, entro quando, con quali coperture.

 Antropologia sociale da bar?  Chissa' se partecipa anche Oscar Giannino

bah. per fortuna ci sono anche le 'considerazioni conclusive' sul Lungo periodo.

Io la vedo cosi'. 

i) 2 poli> fino a 18 anni e > di 66 anni> ItaGlia oggi...Monumenti e festivalle de san remo.

ii) debt ---da state a  -> private, just as simple as that. Pare anche abbastanza scontato.

iii)  contrazione della popolazione in eta' da lavoro (proiezioni di banca Mondiale) intorno allo 0.3 per cento annualizzato, ossia ca. un milione di pensionati in piu' atteso entro il 2020. ma non si parla di introdurre un meccanismo ancora piu' esplicito che imponga il pareggio tra contributi pagati e prestazioni erogate...(Si tratta di proiezioni che gia' incorporano aspettative sul mantenimento di un consistente flusso migratorio...) 

Perche' non parliamo di quanto deve crescere l'Itali per stabilizzare la traiettoria del debito pubblico e della spesa previdenziale (a tassi superflat! Anche un reverend cleophus saccomannus farebbe meglio)?

Miliardari e rozzi straricchi utilizzano la politica semplicemente per alimentare la loro mania di protagonismo e per favorire i loro obiettivi, quasi sempre 'quattrini''

Tutto questo e' fattibile per il semplice fatto che milioni di persone, le più tartassate, non sono rappresentate da “nessuno”.
Se vi fosse una consistente forza politica a sostegno della “gente comune” certamente questi “intrallazzatori” avrebbero meno raggio d’azione.

Ma finche' si leggono simili ...cose...

mani di partecipazione/placarsi la coscienza.  562 hp di auto, vivo all'estero.

bla bla bla tic tic tic. 'clicco ergo sum'

. Sara' che qui bisogna deliverare rapidamente, in codice binario, ed in modo sintetico

Nec te celestem neque terrenum, neque mortalem neque immortalem fecimus, ut tui ipsius quasi arbitrarius honorariusque plastes et fictor, in quam/132v/ malueris tute formam effingas.  

 Poteris in inferiora quae sunt bruta degenerare; poteris in superiora quae sunt divina ex tui animi sententia regenerari

Vita a calamaio...

A proposito di piazze e di euro-scetticismo, io tifo per quegli ukraini che per poter far parte dell'Europa, non avendo referendum, scendono in piazza a rischio delle vita.

Io prendrei ogni euscettico nostrano, Grillo e Salvini in testa, e li teletrasporterei a Kiev ad arringare la folla contro la UE  in piazza in questo momento, poi vediamo cosa gli fanno.

Propongo un ragionamento molto semplice per dimostrare che il simpatico sig. Renzi è solo l'ennesimo uomo bluff.

Se si condivide  il presupposto che questo paese ha bisogno primariamente di profonde riforme istituzionali (= costituzionali), notiamo che il ns. soggetto di queste non si interessa.

Da questo ragionamento consegue anche una previsione.
Che, come altri prima di lui, troppo tardi darà la colpa alla forma istituzionale per giustificare il suo fallimento.

 

Sembra che il gruppo GAL, cui appartiene Tremonti, voterà la fiducia al governo Renzi.

tra Renzi e Grillo si sono risolte in un monologo del secondo, inteso a far capire al primo - senza lasciarlo parlare - che non intende sporcarsi le mani con lui. Poi una conferenza stampa/comizio, a conferma dell'isolamento autistico del M5S.

Pare che Padoan sarà il nuovo ministro dell'economia del governo Renzi. Se non ricordo male se ne era parlato qui su NfA come di un sostenitore di una patrimoniale per abbattere il debito.

Inoltre ho letto su Phastidio quanto segue:

«Peraltro se il parametro – come ribadito lo scorso lunedì al Sole 240re dal fondatore e ceo di Algebris e consulente di Renzi, Davide Serra – è quello di consentire una riduzione del 10% dell’Irap per le aziende (che vale tra i 2 e i 3 miliardi), occorrerebbe far salire l’aliquota sulle rendite finanziarie di circa il 10 per cento. Con l’aumento di due punti percentuali ipotizzato nella legge di Stabilità si stimava in effetti un gettito non superiore ai 500 milioni. A meno che, naturalmente, non si voglia toccare il totem dei titoli di Stato che conservano un’aliquota del 12,5 per cento»

Insomma...io non ho patrimoni (anche se gente come Scalfari mi considera miliardario) ma se a questo nuovo inasprimento fiscale sul patrimonio non corrisponderà un abbassamento di Irpef o Irap la vedo dura per il futuro politico di Renzi (e per il futuro italiano tout court).

la "straordinaria", definita così perchè probabilmente l'ultimo atto della nostra economia come attualmente conosciuta, sarebbe destinata ad abbattere il debito. non potrebbe costituire un flusso per ridurre permanentemente altre imposte. è un bruscolino rispetto al big bang, però c'è anche questo.

il rincaro della "ordinaria", che già esiste da tempo, consente invece calcoli più attendibili almeno per un paio d'anni. proiezioni che danno gettito modesto, insufficente e con gran strepito dell'oca, spiumata come capita.

d.serra parla invece di rendite finanziarie. qua ci sono speranze di minori starnazzamenti, invece, ma sempre di gettiti modesti. sentire parlare ancora di ritoccare l'aliquota sugli interessi sui titoli di stato, fa sorridere noi (quasi) vecchioni. i btp erano da sempre e per legge esenti da imposte, poi dopo dura battaglia di un bertinotti o chi per lui, l'aliquota passò da zero al 12,50%. che scossa per l'economia, che benefici per il bilancio pubblico credi che ci siano stati? nulli, zero, nada perchè trattasi di partita di giro. se poi prevale la motivazione di perequarli agli altri redditi, cioè di inserirli in denuncia con aliquota progressiva, con ogni probabilità ci si troverebbe un gettito in calo.

 

provare a spender meno? è un salto nel buio, ne convengo, non è mai stato fatto.

provare a spender meno? è un salto nel buio, ne convengo, non è mai stato fatto.

Anche tu, cerca di essere ragionevole e di non fare proposte ardite :-)

Non so quale tipo di patrimoniale si prospetti, ma ci sono indizi che lo fanno pensare.

Sarà colpa mia ma proprio non ho capito Renzi dove li trova i soldi per tagliare il "cuneo fiscale", si che mi sono letto anche le sue proposte congressuali ma non ho trovato nulla (a parte sforare il 3%).

se, se, se

dragonfly 21/2/2014 - 18:57

se si realizzano severe riforme, quelle a costo finanziario zero ma a costo politico molto elevato come il diritto del lavoro, se si riducono le spese strutturalmente, magari anche di poco, se si introducono riforme politiche a favore di una certa stabilità di intenti,

una maggiore elasticità di bilancio potrebbe essere ben tollerata dal famoso mercato (di cui sono note le sviste e trascurata invece la rapidità di riflessi) che non vede l'ora di ricoprirci subito  di soldi.

mi sa che i risparmi vanno cercati nei piani alti della pubblica amministrazione, non in quellli bassi.

come prima dichiarazione, non c'è male.

sembra chiaro, le tasse sugli interessi e sul capital gain del risparmio individuale (solo su quello,delrio lo sa?) passeranno dal 20 al 22% per adeguarsi alla media europea :-)... compresi stavolta i titoli di stato italiani.

per fortuna il nostro non quantifica, non vagheggia di investimenti, riduzioni irpef e contributive, assunzioni di precari, salari di cittadinanza ecc,  ma di certo un pensierino sul tesoretto lucrato con così poca fatica,  ce l'ha.

questo tesoretto è invece quasi nullo, non puoi tassare i btp perchè poi devi pagare per lo stesso identico importo interessi più alti. sugli altri capital gain e interessi, con i tassi a zero e il listino della borsa italiana a un livello più basso di quindici anni fa, la base imponibile è poca cosa.

non solo non si incassa nulla ( il mio conticino a spanne, che non riporto per non dovermene vergognare subito,  mi darebbe qualche centinaio di milioni, nei prossimi giorni usciranno dappertutto calcoli  attendibili), ma si va cmq ad irritare la bestia.

è troppo chiedere che non si fumi, all'interno di un magazzino di fuochi d'artificio stipati a tonnellate?

Lo doveva dire a mercati aperti, a sparare bacarate di domenica sono bravi tutti ..

Beh, per quello rimane memore l'Armata Brancaberluskone...

è troppo chiedere che non si fumi, all'interno di un magazzino di fuochi d'artificio stipati a tonnellate?

Il papà di un mio caro amico per vedere se aveva montato bene la cucina a gas, che  non ci fossero fughe, provava con l'accendino vicino ai tubi. Evidentemente Del Rio è della stessa scuola :-) 

Però dichiarazioni del genere possono sì essere dimostrazioni di dilettantismo ma sicuramente non sono "voce dal sen fuggita", mi sono oramai convinto si tratti di veri e propri test.

Il membro del governo la butta lì (direttamente o tramite giornalisti amici), poi osservano la reazione dell'opinione pubblica, se è veemente allora smentiscono, dicendo di non aver mai pensato a nulla del genere, se è moderata provano a proporre una via di mezzo, se è blanda allora si procede.

Chiaro che non è così che si comporterebbero dei professionisti ma potrei scommettere che è così che fanno i nostri attuali politici.

se è veemente allora smentiscono, dicendo di non aver mai pensato a nulla del genere, se è moderata provano a proporre una via di mezzo, se è blanda allora si procede.

questo però su questioni realmente rilevanti e dolorose politicamente.

qua manca del tutto il quid, e allora non sarebbe stato molto meglio annunciare la detassazione totale dei titoli di stato?

le mie due ipotesi:

a) coazione a ripetere  schemi appresi in gioventù, per far passare il tempo. come il vegliardo che corre ancora appresso alle sottane ma che non ricorda più perchè.

b) è una cambialina  da pagare alla sinistra più tonta; siccome  questi non capiscono,  provano  a tirargli un osso con niente carne;  anche il resto del mondo però non capisce le nostre finezze e non aspetta.

copio/incollo, da repubblica del 1986.

Partita di giro: su questa parola-chiave è imperniata la difesa delle autorità monetarie dagli attacchi dei "decisionisti fiscali". Se introducessimo un' imposta su Bot e Cct - ecco il ragionamento di Goria e Ciampi - saremmo poi costretti ad elevare i loro rendimenti per impedire una fuga generalizzata dei risparmiatori. C' è però una contro-obiezione a questa tesi: è l' idea di lanciare un' ultima maxi-emissione di titoli pubblici esentasse: in previsione della futura tassazione, tutti accorreranno ad acquistare titoli di Stato, anche a rendimenti relativamente bassi. Già, ma dopo che cosa succederà? Niente paura, rispondono i paladini della tassazione: il minore interesse delle famiglie a sottoscrivere Bot e Cct sarà compensato dal meno frequente ricorso al mercato da parte del Tesoro, consentito da un adeguato allungamento di tutte le scadenze. Non più pressato dall' urgenza dei rinnovi, Goria potrà collocare ogni mese molti meno titoli, e ciò gli permetterà di contenere i rendimenti.

già, c'era goria che cercava di opporsi a sacconi, che c'è ancora. renzi era nei lupetti.

Eccola. La parola adesso ai fatti, ma le premesse non sono affatto buone.

Edit: un illuminante intervento di Poletti, per chi volesse avere un' idea del tipo.

Il governo può - e ne siamo stati tutti testimoni - distruggere economia, lavoro, ricchezza.  Ma non è in grado di "far ripartire" proprio nulla.

Perché accada ciò dovrebbe solo togliersi di mezzo.

E questo, Renzi e le sue Lucie non lo faranno mai.

Un anno dopo...

Turz 17/2/2015 - 15:28

A quando un bilancio del primo anno di governo Renzi?
Mi sembra che Giovanni ne abbia azzeccate diverse.

Che efficienza!

Turz 19/2/2015 - 11:45

Che efficienza!

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