Un messaggio chiaro al Mezzogiorno

30 luglio 2009 sandro brusco

Il messaggio è: fatevi la vostra Lega, conviene.

La notizia è che esiste, apparentemente, una rinnovata attenzione dell'esecutivo nei confronti del Mezzogiorno. Tale attenzione, ci viene annunciato, assumerà connotati ''innovativi''. Ma è la solita aria fritta. Niente di innovativo, solo un po' di soldi da distribuire agli imprenditori edili.

Da dove si comincia? Dalla Sicilia, con 4 miliardi di euro. Perché dalla Sicilia? Qui sta il bello. Non si fa nemmeno finta che ci siano buone ragioni economiche per cominciare da lì. Nessuno dice che bisogna cominciare dalla Sicilia perché la carenza di infrastrutture è più forte nell'isola di Lombardo e Micciché piuttosto che in Calabria o in Sardegna. Nessuno dice che l'edilizia scolastica siciliana è peggio messa di quella campana o di quella lucana. No, la ragione per cui si comincia dalla Sicilia è che la casta siciliana ha fatto la voce grossa. Più grossa degli altri. E ha fatto minacce credibili. Per cui, immediato calare di braghe.

Il messaggio è chiaro, ai vari Loiero in Calabria, Mastella e Bassolino in Campania e quant'altri membri della casta sparsi per lo stivale: la strategia Lombardo paga, replicatela e vi sarà dato. Messaggio chiaro anche per gli elettori. Appoggiate gli equivalenti di Lombardo e qualche briciola cadrà pure nelle vostre tasche.

La vicenda è emblematica sotto vari punti di vista e vale la pena di visitarla un po' più a fondo e di trarne la dovuta lezione.

La strategia Lombardo e il porcellum.

Lombardo è un politico di razza, che sa come usare le opportunità offerte dalla legge elettorale. Il porcellum sembra fatto su misura per gente come lui (anzi, adesso che ci penso, il porcellum è stato fatto su misura per gente come lui). Dopo le elezioni del 2008 mi è toccato pure sentire che il porcellum alla fine non è così male, che il suo obiettivo di semplificazione del quadro politico lo aveva raggiunto. Erano sciocchezze. Il limitato numero di gruppi parlamentari uscito dalle elezioni del 2008 è dovuto da un lato alla sfortuna congiunta dell'estrema sinistra e dell'estrema destra e dall'altro a una illusione ottica nelle parti più centrali dello schieramento politico, per cui forze eterogenee si sono fittiziamente radunate sotto un paio di gruppi parlamentari (PD e PdL). Questa illusione ottica si sta dissolvendo. Il porcellum conserva intatto il suo potenziale centrifugo. La legge elettorale, con il premio nazionale di coalizione e la soglia più bassa per i partiti appartenenti alle coalizioni, sembra fatta apposta per favorire il proliferare di partitini che poi contrattano con i partiti più grandi l'appoggio al momento delle elezioni. Qualunque sottogruppo che possa raggiungere visibilità elettorale anche minima ha quindi interesse a ritagliare la propria nicchia per cercare di conquistare maggior potere e maggiori risorse. Tutta la vicenda del ''partito del Sud'' viene da qui. Chi pensa che basteranno 4 miliardi per tacitare Lombardo si illude. Chi pensa che nelle altre regioni, non solo al Sud, l'esempio di Lombardo non venga notato si illude.

Sulla superiorità strategica di Lombardo.

È inevitabile comparare la strategia di Lombardo con quella della Lega. La comparazione è legittima dal momento che la Lega ha fatto una scelta politica molto simile a quella fatta storicamente dall'intera classe dirigente meridionale: reclamare a voce alta sussidi, prebende e posti di potere per il proprio territorio rinunciando a qualunque serio progetto di riforma dello Stato e dell'economia.

La prima cosa che salta agli occhi è la differenza di risultati. Lombardo ha fondato il suo movimento nel 2005. In tre anni è diventato governatore della Regione Sicilia. La Lega Nord invece, che è in giro da più di vent'anni, non è stata capace di otterere un singolo governatorato nelle regioni del Nord. Questo nonostante il fatto che Lombardia e Veneto abbiano entrambe solidissime maggioranze di centrodestra e nonostante il fatto che in queste regioni la Lega prenda percentuali più alte di quelle di Lombardo in Sicilia. È palese quindi che, nella gara per appropriarsi delle rendite pubbliche, Lombardo è assai superiore alla Lega. Ma cosa ha fatto Lombardo di diverso? Due cose.

Primo, il pragmatismo. Lombardo non ha mai perso tempo ad abbaiare alla luna. I leghisti si sono per lungo tempo assurdamente baloccati con idee insensate e prive di via d'uscita come l'indipendenza padana. Hanno perso tutto il tempo speso al governo 2001-2006 per una mediocre riforma costituzionale destinata prevedibilmente a essere bocciata dagli elettori, come puntualmente avvenuto. Continuano tutt'ora con battaglie assurde e palesemente perdenti; fanno la voce grossa contro gli immigrati solo per poi accettare la inevitabile regolarizzazione delle badanti, e così via. Lombardo non abbaia alla luna. Lombardo sa quello che vuole, vuole solo cose credibili e possibili. Vuole i soldi, e va per la giugulare al momento di ottenerli. E li ottiene.

Secondo, la politica delle alleanze. Lombardo ha capito la lezione fondamentale di Andreotti, quella dei due forni. È meglio tenersi le mani libere e dichiararsi disponibili ad allearsi con chiunque perché in questo modo si massimizza il proprio potere di negoziazione. Ma non basta dirlo, bisogna ogni tanto assestare bottarelle qua e là per far capire che si fa sul serio, per risultare credibili quando si minaccia. Infatti Lombardo si è letteralmente alleato con tutti. Ha debuttato alle elezioni comunali di Messina del 2005 facendo un piacere al centrosinistra, svolgendo il ruolo di terzo incomodo li ha aiutati a sconfiggere il candidato del centrodestra. Poi si è alleato con la Lega per le politiche del 2006, presentandosi addirittura con il simbolo della Lega Nord in Sicilia. Prese il 4% a livello regionale e un senatore. Ormai cresciuto e in grado di camminare con le sue gambe si presenta sempre alleato del centrodestra ma con un suo simbolo alle politiche del 2008, ottenendo quasi l'8% a livello regionale. Ne ottiene in cambio l'appoggio del centrodestra alle regionali siciliane, diventando governatore con percentuali bulgare. Questo, si badi, nonostate il suo partito non vada oltre il 14%.

È a questo punto che iniziano i fuochi d'artificio. Lombardo mantiene lo stato di guerriglia permanente nei confronti degli altri partiti della coalizione. Si allea con Storace, dichiarato nemico del governo, per le elezioni europee del 2009; la lista fa male a livello nazionale ma in Sicilia conquista quasi il 16% dei voti. Fa crollare la giunta e nel maggio 2009 annuncia il rimpasto. Annuncia che metterà in giunta magistrati e imprenditori antimafia. Strizza l'occhio al PD e si fa protagonista di una strategia spregiudicata a tutto campo, lasciando intendere che una nuova operazione Milazzo è possibile. Poi alla fine ci infila gente come Nino Strano, mangiatore di mortadella e condannato in primo grado per abuso d'ufficio. Apparentemente per fare un favore a Fini, il quale evidentemente, tra una riscoperta liberale e l'altra, non disdegna i vecchi metodi ed i vecchi arnesi. Fa guerriglia anche a Roma, mettendosi ripetutamente contro il governo, sempre sulla questione cruciale dei fondi.

La conclusione è inevitabile. I leghisti sono dei poveri dilettanti, che si sono legati mani e piedi al carro di Berlusconi e si sono chiusi da soli tutti gli altri forni. Hanno deciso di ingaggiare battaglia sul terreno dell'appropriazione delle rendite pubbliche e sono destinati a perderla. I concorrenti sono troppo meglio addestrati.

La lezione.

Siamo fottuti.

60 commenti (espandi tutti)

dove il soggetto di "siamo" (ultimo rigo dello scritto che precede questo) e' il noi del nord?

intendo, intendo....

Se dovessimo applicare la logica di Alberto è l'Italia ad essere fottuta, non gli Italiani :-)

No, no: gli italiani, gli italiani. Meglio, quelli che pagano le tasse in Italia (noi no, a noi ci pensa Barack).

T'immagini le tasse che caleranno su di voi (essi, Italiani d'Italia) per alimentare questa follia?

Perché Roma (nel senso dei romani nei ministeri ed apparati vari) la presa non la molla di certo, puoi contarci ...

Su questo ``siamo fottuti’’ conclusivo non so se sono d’accordo. Dipende da come consideriamo l’ipotesi di una divisione dell’Italia in due. Lo so che Micciche’ e Lombardo non la vogliono perche’ nessuno si vuole separare da una gallina che fa le uova d’oro, ma certi processi hanno una logica loro, e quando non ci sono molti soldi da spendere la loro forza dirompente e’ maggiore.

Il partito del sud in un certo senso c’e’ gia’. Con un partito del Nord e uno del Sud, la situazione italiana comincia a sembrare sempre di piu’ come il Belgio, con la regione fiamminga che se ne vuole andare, e un progressivo processo di separazione in atto.

Questo processo in Italia e' in moto ed  il partito del sud, per reazione nel Nord, lo rafforzera’: su questo ha ragionissima Lodovico.

Berlusconi ha bisogno di Lombardo perche’ vuole un partito nazionale, quindi i ricatti di Lombardo sono efficaci. Se questa premessa della necessita’ di partito nazionale manca, allora quei ricatti non c’e’ bisogno di accettarli.

Dunque: Se questo precesso procede, e’ un male?

mi dice l'ANSA

palma 30/7/2009 - 13:55

manifesto vero, non inventato da me

 

 

se il c. [assumiamo stia per "compagno", NdR] Brusco ha ragione in tema d'incentivi (fate come Lombardo, paga!) un interessante messaggio viene dall'invito (che e' reale, a GLOBE, Paris, domani sera per chi sia in "zona") FATE COME d'ADDARIO, PAGA! ricchi premi e cotillons verranno anche offerti dalla casa.

Re: mi dice l'ANSA

palma 30/7/2009 - 14:06

mantenevo, contro i miei istinti ambiguita' tra i compagni e i camerati. non trovo piu' il partito comunista di Rovigo, lo spettro cio' non di meno continua ad aggirarsi per l'Europa (e anche in Korea)

 

 

La lezione. Siamo fottuti.

il finale dell'articolo è geniale :-)

 

 

A confronto i leghisti saranno anche dei poveri dilettanti, ma proprio grazie a questa scossa suddista cavalcheranno un onda che li portera' oltre il 50% nei loro feudi.

La nascita del Partito del Sud significa la vera fine di Berlusconi e del Pdl. E' inevitabile che al Sud un partito territoriale prenda piede (in parte per le dimostrate capacita' della loro elite, e in parte perche' l'elettorato e' pronto, specie in questo momento di crisi). Questo inevitabilmente risucchiera' voti al Pdl al Sud.

Al Nord l'elettore di centro-destra verra' influenzato dalla presenza di un partito territoriale meridionale. Mentre prima gli interessi di assistenzialismo erano ben nascosti all'interno di FI e AN, se ora escono allo scoperto, un elettore settentrionale sara' costretto a polarizzarsi (favorendo la Lega) per controbilanciare.

Non sono un esperto di scienze politiche ma penso sia scontato che l'elettorato tende a polarizzarsi su due schieramenti soffocando altre alternative. Storicamente questa polarizzazione e' tra destra e sinistra, ma io prevedo che si creera' un Polo Nord e un Polo Sud.

io prevedo che si creera' un Polo Nord e un Polo Sud.

Facile previsione, ci sono da milioni di anni.. e poi qualcuno non ci crede...-).

Condivido, verbatim, sia l'articolo di Sandro che il commento di Lodovico.

Questa riscoperta dell'identità sicula o meridionale chiarisce i giochi, rendendo chiaro come questi fossero, alla fin fine, una questione di soldi e di chi paga che cosa. Il vincolo di bilancio, questo fottuto, aiuterà a fare la chiarezza che non si fa da decenni. Non credo sia per caso che, nella tanto "controversa" (a mio avviso sacrosanta) decisione della provincia di Vicenza il voto sia stato unanime: sia destra che sinistra han votato a favore. Pochi hanno notato questo non irrilevante dettaglio.

Si', questo porterà più voti alla Lega, molti di più. Il che è in parte bene - perché fa saltare in aria sia il progetto neoperonista di BS sia la cretinissima bocciofila di sacrestia che i dinosauri della casta chiamano PD - ed in parte male - perché il gruppo dirigente leghista è tragico, incapace di guidare il paese, o anche solo il Nord del paese, da qualsiasi parte che non sia l'osteria o le fonti del Po. Ragione per cui rischiamo un'altro giro di musical chairs dei soliti noti: quanto impiegheranno, a vostro avviso, Brunetta e Sacconi a riscoprire le loro venete radici? Temo che gli aspetti negativi sovrastino i positivi: un processo di polarizzazione territoriale gestito da questa classe politica, con questo sistema decisionale, può portare a conseguenze al contempo ridicole e tragiche.

Però così è. Quando finirà di succedere mi sentirò intellettualmente "vendicato", avendo teorizzato quindici anni fa (fra le pernacchie di tutti, colleghi benpensanti in particolare) che il problema di fondo era lì e che sulla questione Nord/Sud si sarebbe deciso il futuro politico d'Italia. Ora sta succedendo, mentre tutti parlavano d'altro, e ci si arriva completamente impreparati. Il che spiega sia la rapidità con cui BS ha calato le braghe ed ha zittito GT imponendogli di cacciar la grana, sia il silenzio stupefatto dei bonzi del PD che nemmeno capiscono cosa succede, sia il grattarsi di capo dei leghisti i quali, tra un rutto e l'altro, si staranno chiedendo "Com'è successo che quello ha preso in due minuti più soldi di noi in vent'anni? Che sia perché si chiama Lombardo e GT pensava di darli a noi?"

Una cosa sola non condivido: NON si creerà un Polo Sud ed un Polo Nord ben demarcati, come preconizza Lodovico. Sarebbe troppo facile. Si continueranno a creare e sciogliere poli trasversali: il controllo della borsa è ancora tutto a Roma e quella classe dirigente (quella che governa i ministeri, non i politicanti che vanno in TV) non si schioda facilmente. Loro sono coloro che tengono insieme il contenitore perché dell'esistenza del contenitore vivono e prosperano, e olieranno finché possibile per tenere il contenitore in piedi.

Infine, ha ragione Sandro: gli italiani son fottuti, un'altra volta.

Infine, ha ragione Sandro: gli italiani son fottuti, un'altra volta.

Ma prima o poi finiranno questi c...zo di soldi con cui si fa clientelismo...o no?

A confronto i leghisti saranno anche dei poveri dilettanti, ma proprio grazie a questa scossa suddista cavalcheranno un onda che li portera' oltre il 50% nei loro feudi.

Ma infatti non dimentichiamo che il MPA e' nato non solo con il patrocinio ma anche con i soldi della Lega Nord. La finta diatriba bipolare e' il motore che fa girare la politica italiana: DC vs PCI, PDL vs PD, diventera' Nord vs Sud: tiene accesi gli animi, annebbia la ragione e distoglie l'attenzione dal vero problema (cioe', che ci prendono per i fondelli)

Sandro c'e' un punto che mi rimane oscuro, e cioe' l'influenza della legge elettorale. Stesse situazioni le abbiamo viste con la legge precedente, col vecchio proporzionale della Prima Repubblica etc. Per me la legge elettorale da sola incide veramente poco, fatta la legge i cacciatori di rendite troverebbero comunque un modo per ricattare il governo.

La legge elettorale purtroppo incide abbastanza: se ne e' discusso proprio su nfA.

La legge elettorale attuale massimizza il profitto per le coalizioni, favorendo generalmente la creazione di micro liste locali che raggranellano voti ma non arrivano alla soglia per poter partecipare al riparto dei seggi. 

Per l'effetto soglia, puo' essere conveniente addirittura spingere a far votare una micro lista "avversaria" pur di non far raggiungere la soglia a un avversario debole.

Il "successo" del bipolarismo alle ultime elezioni e' stato essenzialmente un caso particolare, dovuto al fatto che molti partitini in bilico sulla soglia avevano paura di non arrivarci e perdere cosi' tutto per pochi voti e sono confluiti in formazioni piu' grandi sicure di superare la soglia. Finito l'effetto elezioni, e' tornato il giochino delle poltrone.

A meno di correttivi particolari, di cui i nostri legislatori sono esperti, con leggi proporzionali non esiste una soglia oltre quale perdi tutto (passi da X seggi a 0), e per l'uninominale c'e' un criterio locale. La differenza con il passato, quindi, e' semplicemente nel fatto che il partitino di allora poteva decidere da solo e prendere 1, 2 seggi di per se'. Adesso deve per forza unirsi a un partito piu' grande (quindi chi decide le liste e i posti son sempre meno persone) e poi giocare da libero.

 

Credo che il problema principale sia l'insufficiente internalizzazione del vincolo di bilancio pubblico da parte dei privati elettori. Mentre è chiaro a chi vanno i benefici della spesa non è chiaro chi deve sostenerne i costi e si fa di tutto per mantenere l'opacità sull'attribuzione degli stessi. Il debito pubblico è servito proprio per questo motivo: nascondere su chi grava l'onere della spesa (alla faccia dell'equivalenza ricardiana...). Si spera sempre che tocchi a qualcun altro e, come noto, la speranza ha una vita assai lunga. Non saprei dire se l'inizio della crescita del debito coincide con l'affermazione di questa classe politica (alla Lombardo & co.) o se è, almeno in parte, precedente. E' innegabile che, da un certo momento in avanti, i due fenomeni corrono in parallelo. Il federalismo per il momento sta solo nel libro delle buone intenzioni nonchè in quello delle "riserve mentali" e degli oppourtunismi.

Premesse e conclusioni sono completamente condivisibili e assai poco entusiasmanti.

Come dici giustamente, la differenza rispetto al passato e' di forma piu' che di sostanza: alle vecchie alleanze si sono sostituiti grossi partiti contenitore. Mi sembra un indizio in piu' che la legge elettorale sia un falso problema rispetto al "design" istituzionale che ci troviamo. Immagina di trasferire per regio decreto la meta' del bilancio dello stato alle regioni, insieme alla capacita' impositiva per finanziarlo; gli incentivi per accaparrarsi risorse a Roma sarebbero dimezzati a prescindere dalla legge elettorale. Insomma io lo vedo come un problema di framework generale piuttosto che di regole della competizione politica.

In realta' c'e' anche della sostanza: adesso puo' avere senso sostenere delle piccolissime formazioni per raggranellare voti, o anche piccoli avversari, tanto poi non partecipano al riparto. Insomma, si sono ridotte le possibilita' per chi vota: prima potevi votare PPP (*) e sperare che prendesse 2 seggi e decidesse di testa sua (e magari rispettando il programma elettorale). Ora il PPP deve unirsi ad altri, pagar pegno e solo eventualmente puo' giocare da libero dopo le elezioni.

E' sicuramente un problema di "design" istituzionale, ma se devo essere sincero credo che questo rispecchi abbastanza il modo di pensare italiano: "buttiamola in caciara" (**) finche' non ci permetta di fare come vogliamo e poi ognuno per se'.

Da come la vedo io, ma potrei sbagliare, concettualmente (***) non sarebbe difficile trasferire la meta' del bilancio alle regioni: l'agenzia delle entrate dovrebbe diventare locale (e i tributi anche), e le regioni dovrebbero pagare un tot all'anno in base a (popolazione | dichiarato | whatever) per il mantenimento di alcune strutture comuni (l'AdE stessa, i tribunali, i militari, ecc.). Tutto sta a volerlo fare e bene, perche' a farlo male si potrebbero anche aumentare le rendite di posizione e i parassitismi che gia' ci sono: non credo che messi di fronte all'opportunita' ci sarebbero persone che si tirerebbero indietro solo in base al posto in cui sono nati.

(*) nome assolutamente a caso

(**) o "facite ammuina", o $traduzione_qualsiasi

(***) e' una ipersemplificazione, caveat lector

 

Mamma mia! Che quadretto che hai fatto...

Si da per scontato che gli interessi e le strategie della lega nord e di quella "sud" siano equivalenti. Non credo sia così: Lombardo parla al portafoglio, Bossi al cuore. Lombardo massimizza il risultato redistribuendo la maggior quantità possibile di reddito nel meridione, ottenendo una risposta in voti. Bossi invece lo fa infervorando i suoi padani duri e puri, che in fondo in fondo più che soldi vogliono senso d'appartenenza ad una comunità, e qualche nemico per rinsaldarla. Ed anche questo si traduce in voti. Il fatto poi che la lega non ottiene mai una cippa può anche essere funzionale: dopotutto oltre che dei nemici serve anche qualcosa per cui lottare... e se non ottieni le cose puoi continuare a rivendicarle.

Bossi parla al cuore? Solo perchè è a sinistra che in genere si tiene il protafogli. Nonci illudiamo che le motivazioni leghiste per quanto sbracatamente espresse sono solo di danari, quattrini, conquibus, schei. E basta.

luigi

Siamo fottuti.

Porca miseria mi hanno ripreso...

 

Dopo una buena dormita, ritorna il buon umore, dotto'!

Ti giuro che stavo ridendo quando ho postato quel link. Ci ho anche messo del tempo per trovarlo..

Più tardi, finito di mandare a quel paese i clienti che ti mandano gli ordini datati 31 luglio con la scritta "consegna tassativa 24 Agosto" mi accodo ai commenti in maniera più seria. Certo che anche Lodovico con Polo Nord e Polo Sud -)...

Certo che anche Lodovico con Polo Nord e Polo Sud -)...

Si, infatti. Avevo giusto visto la tua risposta su quella e poi ho visto quest'altra e mi son detto: stupendo. Marco ieri sera s'è rilassato, s'è fatto due bottiglie di Falanghina in buona compagnia dove so io ed oggi, invece di sparar belinate nazionalistiche contro le statistiche, si diverte a colpir di fioretto!

Ti preferisco this way, col fioretto (post Falanghina). Avanti tutta.

 

Discutendo seriamente dell'argomento devo dire che secondo me il messaggio è diverso.

1. L'MPA di Lombardo non è determinante per il governo, tutt'al più da fastidio.

2. La Lega ha effettiavemente ottenuto che il flusso nord-sud si interrompesse, se si eliminano i trasferimenti dovuti ai salari (che pesano per il 70% del bilancio statale) i flussi finanziari sono ridotti allo 0,8 del Pil (fonte: Svimez). Meno di quello che l'Italia si è impegnata a dare all'Africa (e non ha mai dato).

3. La "semplificazione politica" è dovuta al suicidio (politico) di Veltroni, cessata la stella polare del PD lo sbarramento per le altre coalizioni è salito all'8%. Insormontabile per chi ha fatto solo danni.

4. Sembra che nei 4 miliardi per la Sicilia abbiano subito riconteggiato il Ponte sullo Stretto, quindi aria fritta, tutt'al più se ne parlerà dopo l'estate.

E adesso il vero messaggio: l'anno prossimo sono in scadenza i consigli regionali di Calabria, Campania e Puglia, e si stanno aprendo i giochi, con il governo e il premier in caduta libera di consensi non è più scontato, come sembrava, la vittoria del PDL in queste regioni. La sola sanità campana vale 8 miliardi di euro, non so le altre, ma sono una barca di quattrini da gestire per sè e i propri clientes e le elites (??) meridionali della PDL scalpitano: rischiano di perdere soldi, voti e potere che già avevano cominciato a spartirsi.

Il messaggio potrebbe essere allora più sibillino: "abbiamo dato 4 miliardi a Lombardo perchè è un amico del PDL, ci tiene per il Sud, come noi, se vinciamo quindi ciccia per tutti. Se perdiamo farete la fine della Campania, con la Sanità commissariata e la Regione che ha fatto causa allo Stato (causa civile) per il miliardo e ottocento milioni di euro di competenza campana e che il Ministero dell' Economia non ha mai trasferito.

Per me, comunque, è una sconfitta, personalmente ho sempre puntato tutto sulla fine dei trasferimenti e la conseguente crisi del sistema clientelare. Se riparte alla grande il circuito clientelare, che adesso è un pò arruginito, povero Meridione.E povera Italia, nel senso di senza il becco di un quattrino.

Condivido l'articolo, ma all'analisi manca qualche pezzetto. Lombardo è stato abile, ma anche fortunato, perché:

a) ha sfruttato i litigi dentro il PdL che vanno avanti da qualche anno. In particolare dentro Forza Italia (caso Micciché e Prestigiacomo), e l'apporto di AN non ha affatto semplificato, anzi ha messo più galli dentro lo stesso pollaio

b) ha sfruttato la debolezza dell'UdC, alleato/non-alleato in Sicilia. Mi sembra che i democristiani in questo momento stiano a guardare dalla finestra che succede per poi saltare sul carro del vincitore alla fine, con la solita dote di voti di Cuffaro e compagni

Il PdL alla fine paga la mancanza di una struttura di partito vera in Sicilia, con politici veri.

Quanto al fatto che finirà male: ne dubitavate forse? A furia di "provocazioni" e "strappi" metaforici, da 15 anni a questa parte, l'Italia è pronta per strapparsi sul serio.

Giudico potere esser vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l'altra metà, o poco meno, a noi.

Il Principe, cap. XXV

Io non lo potrei dire, tutti mi chiederebbero test statistici e intervalli di confidenza. Perché non tre  quarti? Oppure due settimi? E come si misura la fortuna? Ma Machiavelli poteva.

Il messaggio al mezzogiorno conriene due Post Scriptum: un ente centralizzato o nuova edizione della cassa per il mezzogiorno e la banca per il sud. Alla faccia del federalismo. Ed anche il psot scriptum ci fotte.

I commenti circa la legge elettorale e l'amara ma vera riflessione circa la camaleontica capacità di tanti quaqquaraquà ad organizzarsi in clan e cosche in qualunque caso e con qualunque legge elettorale, dovrebbe dimostrare che qualunque azione sarà vana e clientelare fino a che la selezione della classe politica e dirigente non muta radicalmente. Peccato che chi effettua la selezione sia peggiore dei quaqquaraquà che scegle. Per non parlare dell'elettorato. Essendo campano di origine penso a mastella (e la minuscola non è un errore).

luigi zoppoli

L'intervento mi sembra trarre delle conseguenze premature da schermaglie politiche e mediatiche con conseguenze ancora non chiare ne' consolidate.  I conti si dovranno fare sul bilancio effettivo dello Stato, e probabilmente indicheranno che la distribuzione della spesa rimane pressoche' invariata rispetto al passato (come durante il governo Berlusconi 2001-2006).  Il maggior peso della Lega potra' forse avere qualche effetto, non certo stravolgente. Ma potrebbero anche farsi infinocchiare e fare ancora peggio del 2001-2006.

Per quanto riguarda la Lega del Sud e' sempre esistita, almeno da pochi anni dopo il 1861.  Per motivi storici (Stato dei Borboni) i meridionali hanno costantemente avuto un senso di identita' etnica unitaria superiore agli abitanti del Centro-Nord.  Inoltre il voto politico meridionale si e' sempre organizzato pragmaticamente secondo criteri clientelari, e non secondo le ideologie e lo spirito di fazione tipico del centro-nord.  Pertanto costantemente nella storia politica italiana i politici meridionali hanno fatto fronte comune pro-Sud, e sempre sono stati pronti ad allearsi con chi acquisiva il potere a Roma, fosse Giolitti col trasformismo, fosse Mussolini (che nel 1924 prese il 60% o 65% nella bassa padana cuore del suo movimento, ma l'80-85% nel Sud), fosse la DC, fosse il PCI e le sue successive impersonificazioni (es. la giunta Capodicasa in Sicilia durante Prodi/1996-2001).

Pertanto e' pleonastico invitare i meridionali a farsi la loro Lega.  Cio' che e' mutato storicamente e' solo la forma esteriore che puo' essere giolittiana, fascista, democristiana o comunista o berlusconiana, la sostanza e' rimasta e continua a rimanere uguale.

Potrebbe cambiare qualcosa solo se Lombardo si comportasse coerentemente a quanto afferma, e cioe' se veramente perseguira' un'autonomia fatta di reale indipendenza, anche economica, dallo Stato centrale.

L'articolo non tiene conto di alcuni fatti:

  1. Il denaro in questione sono fondi FAS.
  2. Tutto nasce dal fatto che per essere assegnati tali fondi hanno bisogno che i vari amministratori presentano al CIPE i progetti di sviluppo da finanziare. Molti amministratori del mezzogiorno sono molto lenti nel presentare i progetti, insomma desiderano i soldi da spendere ma non vogliono giustificare le spese effettuate.
  3. Per quanto detto al punto 2, il governo decide di trattenere i fondi FAS (e fin qui nulla da eccepire).
  4. Il problema nasce nel momento in cui il governo decide di utilizzare la disponibilità dei fondi FAS per usi impropri, come documentato da questo documento del deputato del PD Misiani.
  5. A questo punto incominciano le proteste al Sud ed in particolare in Sicilia con gli esiti che ormai tutti conoscono.

Conclusioni: hanno torto sia gli amministratori del Sud che il governo, entrambi infatti vorrebbero far scempio dei fondi FAS utilizzandoli per scopi che poco hanno a che fare con i progetti di sviluppo e rilancio delle regioni depresse.

Sinceramente non condivido nulla dell'analisi che compara MPA e Lega, quest'ultima non solo viene sottovalutata nell'articolo ma mi pare anche completamente travisata nel suo ruolo nella politica e nel Paese.

Senza entrare in un giudizio di merito sulle idee politiche dei soggetti in questione, mentre il partito di Lombardo è l'espressione della casta e/o classe dirigente siciliana (c'è una differenza?) la Lega è invece un partito radicato territorialmente.

Naturale appare quindi che l'obiettivo di Lombardo siano le risorse pubbliche. Non ha senso invece dire che quelli della Lega siano dei dilettanti perchè sebbene in giro da vent'anni non abbiano acchiappato altrettanto.

L'obiettivo numero uno della Lega è il consenso, il secondo è il potere, in modo tale da garantire il continuamento del consenso attraverso la realizzazione dei loro cavalli di battaglia (federalismo ad esempio).

L'obiettivo numero uno di Lombardo sono, come detto, i soldi da ottenere con il potere, leggi ricatto. Il consenso serve ad ottenere il potere di ricatto ed è ottenuto con il clientelismo. Il clientelismo è l'unica forma di radicamento territoriale dell'MPA. Nulla a che fare con la Lega, nulla a che fare con la politica: giochi di potere.

Ripeto senza dare giudizi di merito, la Lega è probabilmente l'unico vero partito politico in Italia (con i Radicali), gli altri sono comitati d'affari. Tralasciando i due partiti generalisti (il PD è in disgrazia, il PdL lo sarà quando per motivi anagrafici o meno Berlusconi uscirà di scena), l'IdV cavalca il populismo raccogliendo alle elezioni politiche, il centro o l'MPA raccolgono i voti in zone legate al clientelismo.

All'opposto, la forza della Lega sta nell'amministrazione locale che non solo le garantisce il continuamento del consenso conquistato ma evidentemente, nel bene o nel male, le ha dato agli occhi dell'elettorato una credibilità tale da allargare i propri sostenitori dalle partite iva a una platea molto più ampia e che probabilmente comprende anche la classe operaia. Fenomeno credo profondo, all'opposto dei consensi dell'IdV che si bea del marasma nel PD e a sinistra.

A livello locale, già oggi la Lega se la gioca col PdL. Questo quando Berlusconi uscirà di scena avrà un forte contraccolpo, il PD ancora oggi non riesce ad esautorare Bassolino (direi che questo dice abbastanza sull'appeal che può avere nelle regioni settentrionali). Chi governerà il Nord nei prossimi vent'anni secondo voi?

La Lega è spesso derisa o liquidata politicamente con il becero populismo, in realtà è l'unico partito (senza santi in paradiso) della prima repubblica ad oggi realmente in piedi (direi che la svendità dell'identità politica sia su MSI/AN/PdL che su PC/.../PD (.../DC?), che non può dire di no alla Binetti, ci sia stata). La lungimiranza del suo leader in realtà merita un posto di primo piano nella storia politica dell'Italia repubblicana. Mi ripeto, senza nessun giudizio di merito sulle idee politiche.

la forza della Lega sta nell'amministrazione locale che non solo le garantisce il continuamento del consenso conquistato ma evidentemente, nel bene o nel male, le ha dato agli occhi dell'elettorato una credibilità tale da allargare i propri sostenitori dalle partite iva a una platea molto più ampia e che probabilmente comprende anche la classe operaia.

Gli studi sulla LN mostrano che la sua base elettorale sono i lavoratori dipendenti privati piu' delle partite IVA. Da molti anni ormai la LN e' il partito di maggioranza relativa tra gli operai sopra il Po. Le partite IVA sono il primo bersaglio elettorale attorno a cui e' stata disegnata Forza Italia, e votano credo ancora oggi Forza Italia o il PDL piu' della LN. Quindi la LN si sta espandendo dai lavoratori dipendenti privati alle partite IVA e non viceversa.

Ciò che conta, credo sia il fatto che in Europa ci sia stato un passaggio di voti da 'sinistra' a 'destra' e che questo non sia un fenomeno solo contingente (non spiegabile solo con logiche di alternanza).

Io credo che in Italia ciò sia avvenuto almeno in parte con uno spostamento di voti dalla 'sinistra radicale' alla Lega. In particolare credo che l'exploit della Lega rappresenti la componente meno transitoria del fenomeno suddetto a differenza per esempio del caso IdV. Io penso che alla Lega non vada il merito di aver fatto spostare i voti ma solo di essere riuscita ad attirarli a sè. Cosa che credo non sia legata a chissà quali idee o azioni politiche ma semplicemente all'evidentemente credibile amministrazione locale.

Comunque quanto tenevo ad enfatizzare è la completa diversità di nascita, sviluppo e scopo tra il partito di Bossi e quello di Lombardo. Tra un partito che nasce dal basso attaccando (populisticamente o meno) le stanze del potere e un comitato d'affari. Tra chi ha conquistato il consenso e chi lo compra.

Comunque quanto tenevo ad enfatizzare è la completa diversità di nascita, sviluppo e scopo tra il partito di Bossi e quello di Lombardo. Tra un partito che nasce dal basso attaccando (populisticamente o meno) le stanze del potere e un comitato d'affari. Tra chi ha conquistato il consenso e chi lo compra.

Su questo sono d'accordo.  La LN e' ormai un partito di massa radicato in una parte del Paese, con uno zoccolo duro e capacita' di attrazione nel settore medio dell'elettorato.

Il partito di Lombardo e' il partito di un notabile (Lombardo, uno dei tanti baroni della sanita', come Cuffaro) con le sue clientele, che ha avuto un certo successo nell'attrarre altri notabili e altre clientele, e anche una parte del voto di opinione meridionale.  Rispetto ai suoi concorrenti meridionali, pur non essendo di pasta qualitativamente diversa, Lombardo appare una persona particolarmengte colta e intelligente, autonoma come strategia e pensiero. Ammette gli errori passati della classe dirigente meridionale, mostra di voler cambiare qualcosa, ma sul tema dirimente dei soldi da Roma in cambio di voti e consenso ancora non ha fatto alcun passo avanti rispetto ai suoi colleghi, nonostante alcuni proclami sull'autonomia.

L'IdV e' ancora ben lontano dall'essere un partito di massa radicato, e gran parte del suo successo nasce dall'agonia e dallo sfacelo del PD, un po' come il successo dei Radicali alle europee in passato non era adesione al programma radicale ma critica ad un sistema di partiti squalificato e simpatia per Emma Bonino che si era ben comportata come commissario europeo.

L'obiettivo numero uno della Lega è il consenso, il secondo è il potere, in modo tale da garantire il continuamento del consenso attraverso la realizzazione dei loro cavalli di battaglia (federalismo ad esempio).

Roberto, mi consentirai semplicemente di sorridere di fronte a un'affermazione del genere. Vedi, essendo nato nel 1961 ho ormai una certa età e ricordo perfettamente le fregnacce che si raccontavano negli anni Settanta e Ottanta sulla presunta ''diversità'' del PCI. L'idea che i dirigenti della Lega siano diversi dagli altri politici italiani, e in particolare che solo loro valutino l'acquisizione del consenso e il raggiungimento di certi obiettivi politici al di sopra dell'occupazione del potere è semplicemente la riproposizione della diversità antropologica; con la sola differenza che siamo passati dalla salsa rossa alla salsa verde. Tutta l'evidenza che abbiamo indica che i leghisti sono altrettanto rapidi degli altri nell'occupare posizione di potere e sottopotere, se solo ci riescono. Non sono peggio degli altri, queste sono le regole del gioco in Italia e la Lega gioca secondo le regole. Ma non sono neanche meglio.

Non ho detto che i dirigenti della Lega sono diversi dagli altri politici italiani, nè che sono migliori. Ho fatto riferimento non alle persone ma ai partiti.

I partiti, volontariamente o meno e per ragioni diverse, si trovano a poter sviluppare la propria azione politica in modi differenti. Ciò che dà potere alla Lega come detto è il consenso derivato dall'amministrazione locale. Non sono minimamente entrato sulla questione se la Lega segue questo canale perchè lo preferisce ad altri o perchè è il solo che ha a dispozione. Mi pare però oggettivo che sia un canale che caratterizza la Lega più di altri partiti. Il clientelismo caratterizza certamente più partiti come quello di Lombardo o Mastella.

Ciò che caratterizza la Lega ha certamente una forte vocazione democratica visto che la pone in continua osservazione da parte degli elettori. Ad esempio il PD porta avanti delle primarie pagliacciata (in cui si aveva paura di quanti voti poteva prendere un comico), ma poi non è capace di esautorare Bassolino che certamente non gode del favore elettorale (ricordate il prolungato abbraccio con Veltroni a pochi giorni dalle elezioni politiche?...).

Non credo si possa generalizzare nè sulle persone nè sui partiti, sulle prime non ho detto nulla sui secondi dico che la Lega mostra un barlume di pratica politica altrove non osservabile.

Roberto, perdonami ma io continuo a sorridere. Questa cosa che ''non sono le persone, è l'oganizzazione del Partito che fa essere migliori'', io l'ho già sentita tanto tempo fa, e a questo punto ti puoi anche facilmente immaginare dove e come. It was bullshit then, it is bullshit now. Ma temo che su questo possiamo discutere fino all'alba senza giungere a nulla.

Voglio invece farti una domanda su una questione più empirica. Tu dici

Ciò che dà potere alla Lega come detto è il consenso derivato dall'amministrazione locale.

Ora, i numeri che ricordo a memoria (adesso non ho voglia di tirar fuori quelli esatti) sono i seguenti. Gli anni a seguire sono quelli delle elezioni politiche e, a fianco, le percentuali della Lega;

1996,  10%

2001,  3,9%

2006 (con Lombardo) 4,7%

2008  8,5%

Non ho mai studiato attentamente il quadro delle amministrazioni locali del carroccio, ma ero sotto l'impressione che fossero abbastanza stabili. Perché la tua affermazione abbia senso deve essere successo qualcosa tra il 2006 e il 2008 nelle amministrazioni locali che ha raddoppiato i voti della Lega. Sono curioso di capire meglio cos'è. Io avevo l'impressione che l'esplosione di voti del 2008 fosse più che altro il risultato del pessimo governo Prodi.

Sorridendo hai travisato: 'non sono le persone, è l'oganizzazione del Partito che fa essere migliori'. Questo non l'ho detto nè inteso (perchè dovrei 'discutere fino all'alba' di qualcosa che non ho detto!?).

Nel 2009 la Lega è andata molto bene a prescindere da Prodi. Sicuramente lo sconquasso a sinistra e certi messaggi populistici hanno favorito i risultati, ma credo che lo 'zoccolo duro' della Lega sia cresciuto e la consistenza dei risultati alle amministrative lo suggerisce.

Non credo sia inaccettabile la seguente frase: Partiti diversi hanno stumenti diversi a disposizione per sviluppare la propria politica (qualcuno ha tre tv, qualcuno ha una certa storia, qualcuno può contare su certi sostegni, ecc...).

Se gli strumenti sono diversi, allora possono essere analizzati secondo un qualche criterio. Se il criterio è la 'democraticità', allora dico che la Lega è messa meglio di atri partiti. Tutto qua.

Il paradosso (o la tragedia) è che l'unico provvedimento utile allo sviluppo meridionale sarebbe l'interruzione di qualsiasi intervento finanziario dello stato centrale che possa essere gestito dalla sua classe dirigente politica. Cioè probabilmente di qualsiasi intervento di sostegno finanziario allo sviluppo, compreso quello sottilmente velenoso dell'aumento del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni. Forse con appalti veramente aperti alle imprese europee si potrebbe intervenire sulle infrastrutture, ma non credo.  Certamente si può fare qualcosa per limitare l'espansione dell'impiego pubblico nelle regioni meridionali, attraverso confronti seri tra amministrazioni simili collocate in diverse regioni. Su questa linea, ad esempio, è il tentativo, ormai ultradecennale, di finanziare le università sulla base di parametri diversi da quello che vigeva fino al 1996 che era "costo del personale di ruolo". Anche in questo caso però le tante chiacchiere sulla classifica della virtuosità delle sedi universitarie oscurano l'aspetto più importante delle modeste modifiche dei criteri di finanziamento. Su questo argomento mi riprometto di scrivere qualcosa di più completo.

cioè probabilmente di qualsiasi intervento di sostegno finanziario allo sviluppo, compreso quello sottilmente velenoso dell'aumento del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni.

Oltre all’aspirazione spiccata al posto statale, a casa propria  e a casa altrui (si direbbe proprio aspirazione a ricoprire un posto statale quale che sia, piuttosto che vocazione all'esercizio di una determinata professione), la “Relazione generale sulla situazione economica del Paese" evidenzia   disomogeneità nella distribuzione geografica delle pensioni di invalidità

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/invalidi/invalidi/invalidi.html

 

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I dati contenuti nella "Relazione generale sulla situazione economica del Paese"
del ministero del Tesoro. Tra le Regioni il record va all'Umbria: 5,48 ogni 100 abitanti

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<em>

Due milioni le pensioni di invalidità
E a Sud sono molte più che al Nord<em>

ROMA - Sono oltre due milioni gli italiani che percepiscono una pensione di invalidità e nel Sud il loro numero, in rapporto alla popolazione, è del 50% superiore rispetto al Nord: nel Mezzogiorno e nelle Isole ci sono 4,39 pensioni ogni 100 abitanti, mentre al Nord il rapporto scende a 2,91 e al Centro si attesta sul 3,73.

In assoluto la regione con meno pensioni di invalidità, sempre in rapporto alla popolazione, è la Lombardia (2,79). E quella con il maggior numero, a sorpresa, è l'Umbria, 5,48. Da segnalare anche il caso della Liguria, che col suo 4,10 è ben superiore alla media dell'area settentrionale. Nel Sud, invece, la regione con la media più alta - 5,03 - è la Calabria.

I dati sono contenuti nella "Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2008", messa a punto dal ministero dell'Economia. Nel documento si sottolinea la necessità di intervenire, soprattutto sul fronte dei controlli: "Nonostante i numerosi interventi normativi - scrive il Tesoro - la materia necessita ancora di un riordino complessivo, in particolare per quanto riguarda la definizione degli interventi, le modalità di accertamento e verifica".

 

 

Anxia,

Non amo la retorica del tricolore etc., ma devo dirti che "a casa altrui" suona davvero molto male, visto che parliamo di cittadini italiani che lavorano in amministrazioni italiane sul territorio italiano. 

Sarebbe lo stesso se parlassimo di veronesi o comaschi che lavorano nel sud, ovviamente. 

Certo, la storia dei concorsi a preside che citavi è interessante. Ma prima di sposare la tua interpretazione, bisognerebbe sapere quanti posti (e quante idoneità) erano messe a concorso in ciascuna regione. Si tratta di "manica larga", o semplicemente le commissioni del sud "gestivano" molti più posti, rendendo quindi naturale il travaso in ruolo dei "loro" idonei quando si sono liberate -causa pensionamenti in massa- ulteriori posizioni nel nord?

La norma prevedeva che si potesse dichiarare idoneo soltanto il 10% in più dei posti disponibili.Vi erano più posti al nord.

Le regioni rispettose delle regole si sono viste “invase” (se ti urta il termine, mi dispiace ma percepisco così)

Particolarmente urtante la strumentalizzazione che del caso è stato fatta: hai letto che cosa hanno scritto Gad Lerner e Mafai, suppongo ignorando i fatti nel loro reale svolgimento, e Pietro Ancona, dirigente della CGIL in pensione, lui temo consapevolmente.

Considera i numeri: nessun esubero né in Piemonte, né in Toscana, uno solo in Lombardia; mentre in Puglia hanno vinto posti che non esistono in 109, in Sicilia 107, la Campania ha il record con 279.

Sono stati adottati in queste  regioni meridionali criteri decisamente più lassisti, nella speranza di collocare altrove gli idonei in esubero (fra l'altro quelli piazzatisi meglio, cioè i migliori, sono stati assunti in loco).

A ciò si aggiunga che tra i requisiti del bando non vi era alcun vincolo di residenza e probabilmente, come sempre accade, vi saranno stati candidati meridionali che, se meritevoli, avranno vinto il concorso in Veneto e in Lombardia

Il movimento è sempre in una sola direzione. Il Veneto  e la Lombardia non organizzano carovane di torpedoni  piene di dirigenti reclutati con criteri discutibili per spedirle in Sicilia o in Puglia o in Campania. Quale pensi che sarebbe la reazione lì?

Il caso è scandaloso e, per quel che mi riguarda, ha provocato la tracimazione.

Ma non è certo tutto qui.

Ti sembra plausibile che l’aspirazione all’insegnamento sia tanto più diffusa al sud che al nord?  Non credi anche tu che i realmente motivati del sud siano in proporzione comparabili a quelli del nord? E che l’esubero aspiri al posto statale?

Peraltro lo scavalcamento sarebbe accettabile se si adottassero criteri meritocratici, ma così non è.

Mi sento così esacerbata che, se un tempo invocavo l’applicazione di criteri meritocratici che consentissero un equo reclutamento, qualunque fosse la provenienza del candidato (questo è sempre stato il mio auspicio), mi vado da pochissimo orientando verso un altro pensiero che nasce dalla riflessione sui motivi per i quali il candidato settentrionale (che peraltro si può considerare ragionevolmente più motivato per la considerazione esposta sopra) dovrebbe accettare di veder ridurre le sue opportunità: i meridionali occupano le cattedre al sud senza subire la concorrenza settentrionale e poi anche quelle del nord in concorrenza con i settentrionali.

Poco pregio hanno le repliche di chi chiama in causa le maggiori opportunità lavorative al nord.

Tale obiezione non considera due fattori: primo, ci può essere qualcuno che pone l’insegnamento come prima scelta, non come dignitosa sistemazione;  secondo, perché il candidato meridionale che si trasferisce al nord mira a concorrere con il settentrionale per il posto statale, ma non per quello privato? Se davvero ci sono più opportunità, queste non dovrebbero offrirsi a tutti?

 

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=33019

 

Ci vollero due anni e mezzo per espletarlo ed i vincitori sopravvissuti furono nominati nel settembre 2007. Le commissioni erano regionali, il che non significava che i candidati dovessero essere autoctoni. Molti insegnanti scelsero di spostarsi di regione, per lo più dal Sud al Nord, poiché al Nord vi erano più posti a disposizione. Alcuni di questi passarono, altri no: non è di questo che si discute.

Accadde però che i risultati delle varie regioni fossero molto diversi. Le commissioni di alcune regioni del Nord, in particolare il Veneto e la Lombardia, presidiate da illustri universitari, si misero con zelo a falcidiare i candidati, anche se pluridecorati al valore scolastico. Insomma, furono seguite letteralmente le previsioni di disponibilità e perciò i vincoli numerici dei posti previsti all’inizio del concorso: perciò i sopravvissuti alla selezione furono davvero pochi. Peccato che, nel frattempo, ben prevedibili pensionamenti – ma non previsti dall’Amministrazione o forse sì?! - avessero a loro volta falcidiato i ranghi dei dirigenti di queste regioni, creando vuoti paurosi. D’altronde, per riempirli non era opportuno ricorrere alle “reggenze”, che non garantiscono il massimo dell’efficienza, visto che un solo dirigente deve seguire due istituti.

Altra musica al Sud ed in particolare in alcune regioni, in cui l’elenco dei vincitori testimoniò di un “maggiore ottimismo” delle commissioni circa le doti dei candidati loro sottoposti. All’epoca la cosa non suscitò che rassegnati commenti: siamo alle solite! L’attenzione di tutti si appuntò sullo scandalo maggiore: negli stessi territori, alcuni candidati ammessi con riserva - perché, secondo la stessa Commissione pur lassista, non avevano i titoli - percorsero felicemente tutto l’iter ed alla fine approdarono alla sospirata dirigenza. Infatti, essendosi creata nel frattempo una carenza di dirigenti, causa succitati pensionamenti, gli “ammessi con riserva” furono promossi sul campo: e voilà l’eterno ritorno della sanatoria come strumento di governo dell’Amministrazione.

Già! la mancanza di dirigenti. Fu quella la causa del decreto del Ministro Gelmini che ruppe gli argini ed aprì agli innumerevoli candidati dirigenti promossi del Sud le fertili pianure della Padania.

È prevalso, dunque, il criterio del merito nel Decreto Gelmini? L’ex-ministro Fioroni è convinto di sì, perciò difende il Decreto Gelmini e accusa di antimeridionalismo e di razzismo la provincia di Vicenza.

Ma quello che si vede è che, come nel caso della maturità, anche qui si usano due pesi e due misure.

Ottimo il criterio del merito, ma la sua misurazione deve essere omogenea e inequivocabile su tutto il territorio nazionale. Altrimenti, si scrive merito, ma si legge clientelismo!

 

 

 

Ti rispondo solo ora per problemi tecnici (i tuoi commenti, tra tutti, erano per me invisibili e per di più bloccavano i successivi!).

Non mi sono documentato. Ma a quanto capisco, parliamo di un concorsone nazionale in cui le commissioni sono state regionalizzate per semplificare le cose.  Sembra scontato che vi fossero molti più CANDIDATI a sud e molti più POSTI a nord: il numero degli idonei (il 10%) fa pensare a 1000-3000 vincitori per regione. 

Sembra che quello che non condividi sia proprio la prevalenza di candidati del sud rispetto al totale. Cosa normalissima vista la probabilità di occupazione dei laureati (specie in materie umanistiche) del sud. Nè io nè tu possiamo sindacare la motivazione dei candidati.

Ti faccio osservare che non è possibile dire alcunchè del concorso (ed il ritaglio che accludi è tutt'altro che informativo) se non si chiarisce la ripartizione dei posti a concorso. Erano "assegnati" alle commissioni regionali in base al numero dei candidati (mi sembra strano)? Oppure c'era una graduatoria unica nazionale?

Anche in questo secondo e più probabile caso, una netta prevalenza numerica di candidati del sud a pari preparazione media dovrebbe tradursi in una netta prevalenza di vincitori del sud.

 

 

Non mi sono documentato. Ma a quanto capisco, parliamo di un concorsone nazionale in cui le commissioni sono state regionalizzate per semplificare le cose.

No, la tua supposizione è fallace. E’ esattamente l’opposto: i concorsi erano regionali. Non c’era una graduatoria unica nazionale. Le commissioni hanno operato diversamente a nord e a sud.

Le regioni del nord si sono attenute alle regole, quelle del sud le hanno violate . Sono poi seguite sanatorie ad emendamento della prassi.

Ci sono state prima le sanatorie decise dal governo Prodi. La prima e' stata inserita nella Finanziaria 2007, la seconda in un emendamento al decreto milleproroghe del febbraio 2008. Cosi è caduto il limite del 10% e si sono sanati gli esuberi delle regioni del sud.

Poi la sanatoria è stata completata con l’eliminazione della barriera posta all’immissione in ruolo dei dirigenti anche in regioni diverse da quelle in cui erano stati banditi i concorsi.

Infine – sanatoria delle sanatorie –  si è stabilito che le graduatorie sarebbero state ad esaurimento, cioè i dirigenti saranno assunti fino allo smaltimento delle graduatorie.

Dei 105 nuovi presidi di prossima nomina in Lombardia solo uno ha vinto il concorso in Lombardia (ribadisco che i vincitori in Lombardia possono essere benissimo meridionali, anche se non so dire in quale misura). Tutti gli altri arriveranno da altre regioni (e da altri concorsi) dove gli aspiranti presidi hanno superato l’esame di abilitazione senza che per loro ci fosse un posto.

Ti faccio osservare che non è possibile dire alcunchè del concorso (ed il ritaglio che accludi è tutt'altro che informativo) se non si chiarisce la ripartizione dei posti a concorso. Erano "assegnati" alle commissioni regionali in base al numero dei candidati (mi sembra strano)? Oppure c'era una graduatoria unica nazionale?

Erano assegnati alle regioni in base alle necessità dell’Amministrazione (di norma i concorsi si dovrebbero bandire per reclutare il personale necessario alle esigenze dell’Amministrazione e non in base al numero dei candidati da sistemare: ma  forse anche qui si tratta di due diverse filosofie). Non c’era una graduatoria unica nazionale. La transumanza autorizzata è a tutti gli effetti una sanatoria. Questa la disponibilità dei posti vacanti.: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/all_prot12252.pdf

Certo l'Amministrazione non ha saputo (o non ha voluto?) prevedere i successivi pensionamenti. Qualcuno è stato più furbo.

Anche in questo secondo e più probabile caso, una netta prevalenza numerica di candidati del sud a pari preparazione media dovrebbe tradursi in una netta prevalenza di vincitori del sud.

No, vi è stata l’adozione di criteri diversi da parte delle Commissioni. La variabilità ha un’evidente caratterizzazione regionale.

 

 Sembra scontato che vi fossero molti più CANDIDATI a sud e molti più POSTI a nord ... Cosa normalissima vista la probabilità di occupazione dei laureati (specie in materie umanistiche) del sud

Osservazione corretta, salvo che per la precisazione “del sud”. Quale credi che sarebbe la reazione se il movimento fosse inverso, magari anche per una volta soltanto?

Sembra che quello che non condividi sia proprio la prevalenza di candidati del sud rispetto al totale. Cosa normalissima vista la probabilità di occupazione dei laureati (specie in materie umanistiche) del sud. Nè io nè tu possiamo sindacare la motivazione dei candidati.

Invece per la prima volta protesto e mi metto a sindacare. Il movimento va in una sola direzione. I problemi di una parte del Paese sono così scaricati, anche attraverso questo canale, sull’altra. I settentrionali non concorrono al sud. I meridionali occupano i posti del sud e poi concorrono anche al nord. La cosa, intrinsecamente iniqua, appare ancora più intollerabile considerando l’abuso della sanatoria nelle PA e la riluttanza ad adottare meccanismi di avanzamento realmente meritocratici. Per esempio nelle graduatorie per l’immissione in ruolo a scuola confluiscono abilitati di varia estrazione (compresi coloro che non hanno mai affrontato alcun tipo di selezione, ma, dopo aver maturato tot giorni di servizio, hanno partecipato a un corso abilitante) che scalano le stesse in virtù del servizio (il servizio non è un merito di per sé, poi occorre considerare che viene valutato anche quello prestato nelle private, persino gratuitamente)

La sperequazione nell'accesso al pubblico impiego è così vistosa che persino il PD, tradizionalmente refrattario ad ammetterla, proprio in occasione di questa vicenda è intervenuto per rivendicare una perequazione.

Per la senatrice del Pd Marilena Adamo: «l’eliminazione delle disparità regionali nell’accesso alla carriera, nella scuola e in altri ambiti del pubblico impiego, è una priorità. Quanto alla possibilità che i presidi nominati in regioni dove i concorsi sono più facili non siano poi all’altezza del compito, la soluzione è semplice: la legge prevede che il primo anno di lavoro sia di prova, basta valutarli e nel caso sostituirli».

 

 

 

Erano assegnati alle regioni in base alle necessità dell’Amministrazione (di norma i concorsi si dovrebbero bandire per reclutare il personale necessario alle esigenze dell’Amministrazione e non in base al numero dei candidati da sistemare: ma  forse anche qui si tratta di due diverse filosofie). Non c’era una graduatoria unica nazionale.

Guarda che io sto solo provando a capire: allora c'erano molti più posti a concorso nelle regioni meridionali? E, a parte questo, 'sti benedetti idonei alla fine quanti sono stati: il 10% normativamente ammesso? il 40%? il 200%? Nota che solo l'aver eccduto la quota del 10% sarebbe criticabile, in fondo.

E le commissioni del nord sono state così severe da coprire solo una parte esigua dei posti a concorso? oppure hanno riempito la loro quota regionale ma hanno rinunciato a dare "idoneità"? C'è una questione numerica che evidentemente mi sfugge. Per far andare le cose come dici tu, le regioni del nord devono aver messo a concorso pochi posti, con il risultato di non avere idonei all'arrivo dei pensionamenti in massa. Per avere un vincitore di concorso in lombardia su 105 nominati alle sedi lombarde, vuol dire che in lombardia si è bandito 1 posto o comunque proclamato un solo vincitore, o no?

 Sembra scontato che vi fossero molti più CANDIDATI a sud e molti più POSTI a nord ... Cosa normalissima vista la probabilità di occupazione dei laureati (specie in materie umanistiche) del sud

Osservazione corretta, salvo che per la precisazione “del sud”. Quale credi che sarebbe la reazione se il movimento fosse inverso, magari anche per una volta soltanto?

Guarda che se il movimento inverso non c'è è perchè trovare lavoro a nord sembra molto più facile che a sud, e la richiesta è quasi tutta del sud, in apparenza.. detto a livello di conversazione ambulatoriale, ovviamente. 

 allora c'erano molti più posti a concorso nelle regioni meridionali?

E le commissioni del nord sono state così severe da coprire solo una parte esigua dei posti a concorso? oppure hanno riempito la loro quota regionale ma hanno rinunciato a dare "idoneità"?

L'Amministrazione fissò i posti delle diverse regioni in base alle esigenze rilevate all'epoca del bando. Poi si è proceduto di sanatoria in sanatoria a vantaggio delle più scaltre e disinvolte regioni meridionali e a detrimento delle più rigorose regioni settentrionali. I vincoli numerici furono rispettati solo al nord, al sud furono ammessi con riserva anche coloro che non avevano i titoli. Le Commissioni adottarono "stili" differenti, forse anche in base ad un diverso senso della legalità. Coperti tutti i posti messi a concorso, successivi massicci pensionamenti (l'Amministrazione non è stata capace o non ha voluto prevederli tempestivamente, imponendo un vincolo sul numero degli idonei?) produssero nuove disponibilità ed ecco che una "provvidenziale" sanatoria  permette di collocare chi è stato dichiarato idoneo in sovrannumero  in una regione lassista (i numeri degli esuberi che danno la misura della generosità li ho postati prima) di occupare un posto in una regione rigorosa. 

Guarda che se il movimento inverso non c'è è perchè trovare lavoro a nord sembra molto più facile che a sud, e la richiesta è quasi tutta del sud,

La mia contestazione riguarda il settore pubblico. Perché non si avverte la medesima concorrenza per l'impiego privato? Perché si deve accettare come se fosse un dato naturale e ineliminabile che il settore pubblico sia occupato da meridionali in una porzione significativa al nord, oltre ad essere di loro esclusivo appannaggio al sud?

 

Finora non hai detto nulla sul numero di posti messi a concorso a sud: il tuo link non contiene alcuna indicazione sulle regioni centro meridionali, con le curiose eccezioni di Abruzzo e Molise. Senza questo dato (e quello sullo sforamento delle idoneità) il tuo discorso resta un pò "appeso".  

 

Perché non si avverte la medesima concorrenza per l'impiego privato?

 

A me sembra riguardare anche il privato. Comunque nulla impedisce di partecipare a concorsi pubblici banditi al sud ai candidati "nordici", ovviamente. 

 

[Tanto per chiarire, e posto che la mia opinione personale interessi : se c'è stato uno sforamento significativo nel numero delle idoneità in alcune regioni, la successiva sanatoria e poi la chiamata "fuori regione" degli idonei sono assolutamente scandalose.] 

I concorso sono stati banditi dove c’era necessità. In Piemonte, e  in Toscana, non ci sono candidati in esubero, in Lombardia uno solo, in Sardegna 16. In Puglia gli esuberi sono 109, in Sicilia 107, in Campania gli esuberi sono 279. Gli esuberi puntano verso il nord dove si sono rispettati i vincoli.

A me sembra riguardare anche il privato. Comunque nulla impedisce di partecipare a concorsi pubblici banditi al sud ai candidati "nordici", ovviamente. 

Ti sembra che le presenze meridionali al nord nel pubblico e nel privato si equivalgano? Prova a guardare le graduatorie che proprio in questi giorni  gli ex provveditorati stanno pubblicando (veramente adesso stanno pubblicando le "code", che per un certo ricorso avallato dal tar e  osteggiato dalla Gelmini - "porella" per rintuzzare tutte le sentenze del tar che le piovono sul capino ultimamente le toccherà lasciare mare e moroso e rimettersi la grisaglia -  potrebbero andare "a pettine": tradotto una serie di nefandezze incrociate in una guerra tra poveri all'ultimo sangue). "Nulla impedisce", scusa, ma proporre come antidoto ad uno squilibrio un forsennato andare su è giù per l'Italia di tutti (le "code" peraltro potrebbero prospettare questa follia) non mi sembra una soluzione né razionale né economica

 

[Tanto per chiarire, e posto che la mia opinione personale interessi : se c'è stato uno sforamento significativo nel numero delle idoneità in alcune regioni, la successiva sanatoria e poi la chiamata "fuori regione" degli idonei sono assolutamente scandalose.] 

su questo concordiamo

 

Resta inevasa una sola, importante questione: tu affermi che in Lombardia è stato chiamato UN (1) vincitore "locale" (nella regione) su 103 (105?) posti.

Ma ne sei proprio sicura? e gli altri 102 (+1 esubero, non scordiamo) dove sarebbero finiti?

Insomma, saremo pure d'accordo ma c'è qualcosa nelle tue affermazioni che proprio *non* torna. Dove sono finiti questi altri 102 (+1) vincitori del concorso in Lombardia?

Visto che ci sono stati appunto altri 102 (+1) vincitori, l'affermazione sull'unico vincitore di concorso locale mi sembra (assai) poco fondata.  A meno che non abbiano rinunciato tutti, ovviamente. 

 

 

ci provo ancora :-)

Il concorso in Lombardia - ma anche in Veneto: ecco perché il consiglio comunale a Vicenza ha approvato una mozione bipartisan che ha scatenato le reazioni trombonesche grondanti retorica che ho ricordato altrove - ha abilitato il numero di dirigenti che serviva a coprire i posti con un solo esubero. Quando poi in seguito a massicci pensionamenti (non prevedibili? non previsti?) si sono resi disponibili altri 103 posti - ma credo che alla fine siano diventati 105 -, la Lombardia, proprio perché aveva seguito le regole, si è trovata sguarnita (non aveva collocato in graduatoria una bella infilata di idonei, che non si sa mai come vanno le cose nelle Belpaese...), così i furboni, che non avevano seguito le regole, dopo essere statai plurisanati, ora possono piazzare i loro esuberi, grazie all'ultima sanatoria della serie (serie ben nutrita bisogna dire per una sola tornata di concorsi).

anche eccettuando questo specifico caso, non ho mai avuto notizia di casi analoghi a parti invertite

 

Capisco che dopo i primi 103 posti in Lombardia ne sono usciti fuori per pensionamento "imprevisto" altri 103? Ma può essere che il caldo mi stia -ulteriormente- ottundendo.

[la mia richiesta di precisazioni era un po' polemica in ogni caso]

 

Sei serio?

Mi sembra che anxia l'abbia ripetuto fino alla nausea: al concorso sono stati abilitati il minimo necessario in alcune regioni, per lo più al nord, al sud centinaia di persone in più, grazie ad un rilassamento dei requisiti minimi e qualche spintarella.

Quando si sono liberati altri posti al nord, anzichè indire un concorso apposito sono stati ripescati gli abilitati del passo precedente.

 

al concorso sono stati abilitati il minimo necessario in alcune regioni, per lo più al nord, al sud centinaia di persone in più, grazie ad un rilassamento dei requisiti minimi e qualche spintarella.

Quando si sono liberati altri posti al nord, anzichè indire un concorso apposito sono stati ripescati gli abilitati del passo precedente.

Ottuso dal caldo sì, ma almeno a questo ero arrivato! :)

La mia inutile coda era solo una capziosa richiesta di chiarimento sulla Lombardia; perché in fondo non mi piace la lettura dei fatti -in sè disgustosi- data da anxia. 

Grazie per il chiarimento.

Grazie per l'efficace sintesi ! :-)

cominciavo a domandarmi come poterlo spiegare altrimenti ;-)

Colpo bassoooooooooo..

e thread chiuso.  :)

http://www.asca.it/news-REGIONALI__RUTELLI__SE_LEGA_VINCE_NORD__NASCERA__LA_LEGA_DEL_SUD-885116-ORA-.html

Secondo l'ex leader del Pd, ''la Lega al Sud sarebbe una coalizione d'interessi locali non sempre trasparenti''.

...lo manda Gattuso. Le cose stanno proprio per cambiare...

Tremonti manda un messaggio chiaro al Mezzogiorno. Non ho mai capito, però, perchè si continui a chiamare "federalismo" ciò che invece è evidentemente "centralismo", cioè la determinazione dei costi standard. Sulla qual cosa, peraltro (come politica) non potrei che concordare. Ad esempio, in Gran Bretagna si determina il "costo standard" per studente ai fini del finanziamento pubblico delle varie istituzioni di Istruzione Superiore (Università, College). Dipende solo dalla Facoltà (ci sono 4 categorie), ma poi è il medesimo sia per Oxford che per il College di periferia.

Insomma, l'apoteosi del centralismo.

RR

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