Il voto abruzzese

15 dicembre 2008 sandro brusco

La ripetuta scomposizione e ricomposizione delle forze politiche rende complicata la comparazione intertemporale dei risultati elettorali. In questo post cerchiamo di comparare in modo omogeneo i risultati delle elezioni regionali abruzzesi del 2008 con le precendenti elezioni regionali e politiche nella stessa regione.

Introduzione

Il sistema elettorale per la regione Abruzzo è simile a quello della maggioranza delle altre regioni a statuto ordinario e prevede l'elezione simultanea di un Governatore e del consiglio regionale. Su un'unica scheda si esprime un voto per un candidato governatore e per un partito. Ciascun partito dichiara il sostegno a un candidato governatore. Nella maggioranza dei casi l'elettore vota in modo ''coerente'', ossia un partito assieme al governatore da questo sostenuto, ma in principio è possibile il voto disgiunto, ossia si può scegliere un candidato governatore e un partito appartemente a un'altra coalizione.

Il Governatore viene scelto con un sistema maggioritario all'inglese: chi ottiene più voti ottiene la carica. La ripartizione dei seggi consiliari è più complicata, dato che prevede un premio di maggioranza per i partiti che sostengono il candidato governatore vincente. Dato che non è di specifico interesse per questo post lascio la discussione a un post futuro. Qui mi limito a osservare che, a parte il premio di maggioranza e una soglia di sbarramento, la ripartizione dei seggi tra i partiti avviene in buona misura in modo proporzionale.

Il centrosinistra ha presentato come candidato Costantini, dell'Idv, e ha assemblato una ''coalizione larga''. In particolare, la coalizione include (oltre a PD e Idv) i partiti di quella che fu la Sinistra Arcobaleno e il Partito Socialista, che corsero invece separatamente alle scorse politiche.

Il centrodestra ha presentato come candidato Chiodi, del PdL. La coalizione è più o meno la stessa delle politiche 2008, ossia PdL e MpA cui si sono aggiunte due liste locali, i Liberalsocialisti (amici di De Michelis, se ho capito bene) e Rialzati Abruzzo (una specie di lista civica di centro, sempre se ho capito bene). In particolare, la coalizione di centrodestra non include l'UDC e La Destra.

I risultati

Visto che questo è un blog e non una rivista accademica ci prendiamo la libertà di commentare sui dati ancora incompleti di questa elezione offerti dai giornali, in particolare il sito di Repubblica. I dati relativi alle elezioni precedenti sono invece tratti dall'archivio online mantenuto dal Ministero dell'Interno.

La partecipazione al voto.

Prima di passare ai risultati dei partiti, un commento riguardo l'entità dell'astensionismo. È indubbio che c'è stato un forte aumento, ha votato il 52,98% degli aventi diritto contro il 68,67% delle Regionali 2005. I dati sono però ancora incompleti perché non conosciamo la percentuale di schede bianche e nulle. In Italia tale percentuale è sempre assai alta, intorno al 5%. Questi sono i dati per le più recenti elezioni regionali abruzzesi.

Elezione Reg. 08 Reg. 05 Reg. 00 Reg. 95
%Votanti 52,98 68,67 70,57 76,75
%Voti validi 63,68 65,57 68,33

L'alta percentuale di schede nulle e bianche è un fenomeno strano (perché perdere tempo per andare al seggio solo per deporre una scheda bianca?) che credo si spieghi solo con lo stigma che tuttora circonda il comportamento astensionista. Può darsi che il forte astensionismo abbia riguardato in modo sproporzionato l'elettorato che comunque avrebbe espresso un voto non valido, nel qual caso il fenomeno risulterebbe un pochino ridimensionato. Vedremo cosa dicono i dati una volta che saranno noti i risultati definitivi.

Il centrosinistra

Presentiamo due tabelle in cui confrontiamo i risultati dei partiti appartenenti alla coalizione Costantini con quelli ottenuti in elezioni anteriori.

Centrosinistra Reg.08 Reg.05 Reg. 00 Reg. 95
Candidato Gov 42,67 58.24 (Del Turco) 48.80 (Falconi) 48.22 (Falconi)
PD 19,61 35.33 (DS+DL) 28.88 (DS+PPI) 32.86 (DS+PPI)

IDV

15,03 2.45 5.91 (Asinello) 6.72 (Patto Dem)
PRC 2,84 4.91 4.28 9.12
PdCI 1,83 2.95 2.12 --
La Sinistra 2,22 2.01 (Verdi) 1.64 (Verdi) 2.9 (Verdi)
PS 1,73 5.21 (SDI) 4.57
Dem. Abr 1,38
Totale 44.64 52.86 47.4 51.56

Centrosinistra Reg.08 Pol.08 Pol. 06 Pol. 01
Candidato Gov
PD 19.61 33.49 35.36 (Ulivo+Rnp) 28.88 (DS+DL)

IDV

15.03 7.01 5.91 (Dem) 6.25 (Patto Dem)
PRC 2.84 3.17 (Sin.Arc) 6.47 5.46
PdCI 1.83

-

2.50 1.83
La Sinistra 2.22 - 1.55 (Verdi) 1.85 (Girasole)
PS 1.73 1 -
Dem. Abr 1.38
Totale 44.64 44.67 49.98 44.27

Che il centrosinistra fosse destinato alla sconfitta era abbastanza atteso. L'Abruzzo è una swing region, che andò di misura al centrodestra alle ultime politiche. Il governo regionale è andato altalenando tra centrosinistra e centrodestra ad ogni elezione regionale dal 1995, quando vinse il centrosinistra. Dopo il crollo della giunta sotto lo scandalo della malasanità una penalizzazione del centrosinistra era da attendersi (anche se lo scandalo ha toccato entrambi gli schieramenti). Più interessanti sono le dinamiche interne allo schieramento.

Una prima osservazione riguarda l'entità del voto disgiunto. Il candidato governatore ha preso circa il 2% in meno della coalizione che lo sosteneva, un chiaro segnale di sgradimento. Non so nulla di Costantini, quindi non so valutare quanto tale fenomeno possa essere legato alla sua persona. È indubbio però che alla sua candidatura si è arrivati mediante contrattazione tra partiti e non mediante primarie di coalizione. Forse un processo di selezione più aperto e trasparente avrebbe aiutato.

Guardando ai dati della coalizione, osserviamo anzitutto che il centrosinistra tendeva ad avere risultati migliori alle elezioni locali che alle elezioni politiche, un fenomeno in verità diffuso anche in altre regioni. Lo scandalo malasanità sembra avere distrutto questo vantaggio. La coalizione di centrosinistra ha ottenuto la stessa percentuale che alle politiche 2008, perdendo seccamente rispetto a tutte le regionali precedenti. Trattandosi di un unico datapoint è impossibile dire se il differenziale voto amministrativo-voto politico si è eroso o se piuttosto vi è un calo del consenso anche politico. Propenderei per la prima soluzione (lo scandalo deve aver minato la credibilità della classe politica regionale di centrosinistra), ma la verità è che in assenza di dati migliori è impossibile dire.

La sconfitta è concentrata sul PD, unico tra i partiti di centrosinistra a risultare pesantemente implicato nello scandalo e unico a perdere voti. La perdita è massiccia, intorno al 15%, qualunque sia il punto di riferimento che si voglia prendere. È stato ampiamente osservato che tale massiccia perdita ha beneficiato soprattutto l'IdV. Alle politiche del 2008 l'Abruzzo fu, dopo il Molise, la regione in cui l'IdV risultò più forte. Di Pietro aveva puntato i piedi e ottenuto un candidato governatore dell'IdV, un fatto che normalmente fa aumentare i voti al partito. L'entità del successo dipietrista, e della sconfitta veltroniana, va però ben al di là delle previsioni e fornisce parziale conferma ai sondaggi nazionali che danno il PD in forte calo a favore dell'IdV. Sarei però prudente prima di estrapolare questi dati a livello nazionale, dato che in Abruzzo il PD risultava ovviamente penalizzato dalle vicende giudiziarie dei suoi dirigenti.

L'altro aspetto interessante, che invece è stato meno commentato, è il relativo successo elettorale dell'estrema sinistra. Dopo il disastro della Sinistra Arcobaleno, le differenti componenti sembrano aver deciso che la via della riscossa è quella di aggrapparsi alle proprie identità e mantenere i simboli tradizionali. Questa strategia ha parzialmente funzionato. I partiti di estrema sinistra hanno complessivamente ottenuto il 6,89%, contro il 3,17% della sinistra arcobaleno. Rispetto alle politiche di aprile hanno più che raddoppiato la percentuale e hanno anche aumentato i voti in valore assoluto, pur restando assai lontani dalle precedenti politiche e regionali. È probabile che al successo abbia contributo una fetta di elettorato PD scontento per la questione morale. Il successo parziale del ''recupero dell'identità'' pone comunque l'estrema sinistra in un vicolo cieco. L'estrema sinistra non può presentarsi unita perché in tal modo non realizza il suo potenziale elettorale. D'altra parte, vista la natura del sistema elettorale e in particolare il sistema delle soglie, presentandosi divisa rischia di ottenere voti ma non seggi. Questa volta è andata bene, ciascun partitino si è portato a casa il suo seggio, ma questo è possibile solo all'interno di coalizioni più ampie. In altre parole, l'estrema sinistra sembra essere obbligata a cercare l'alleanza con il centrosinistra se vuole ottenere rappresentanza istituzionale, mentre è condannata all'esclusione se corre da sola. Non è una situazione piacevole.

Il centrodestra

Anche in questo caso mettiamo prima i dati.

Centrodestra Reg. 08 Reg. 05 Reg. 00 Reg. 95
Candidato Gov. 48,81 40,65 (Pace) 49,26 (Pace) 47,21 (Landini)
PdL 35,18 27,8 (AN+FI) 31,91 (AN+FI) 37,53 (AN+FI)
MpA 3,32
Libersoc 1,42
Rialzati Abr. 7,41
Altri 4,91 5,19
Totale 47,33 32,09 37,1 37,53

 

Centrodestra Reg. 08 Pol. 08 Pol. 06 Pol. 01
Candidato Gov. 48,81
PdL 35,18 41,58 37,05 (AN+FI) 43,88 (AN+FI)
MpA 3,32 1,62 0,52
Libersoc 1,42
Rialzati Abr. 7,41
Altri 0,95 1,12
Totale 47,33 43,20 38,52 45,00

Il centrodestra nel suo complesso ha ottenuto un notevole successo. Le notizie però sono un po' meno buone per il partito berlusconiano. Il PdL avanza rispetto alle regionali del 2005, quando toccò un punto di minimo, ma arrestra di parecchio rispetto alle politiche del 2008 e anche, in minor misura, rispetto alle politiche del 2006. Il successo della destra sembra attribuibile quasi per intero alla lista civica Rialzati Abruzzo e in minor misura al MpA. A prima vista si tratta di forze che hanno intercettato il voto centrista che precedentemente andava all'UDC e all'UDEUR. Quanto tale consenso sia ora organico al centrodestra è qualcosa che vedremo con chiarezza solo nel futuro. Un altro caveat è che il successo del PdL appare più forte se si guardano ai voti per il governatore, in cui la differenza con il centrosinistra è 48.81-42.67=6.14%. Se si guarda invece alla somma dei voti dei partiti il vantaggio si riduce a 47.33-44.64=2.69%. È un distacco tutt'altro che insormontabile.

Gli altri.

L'UDC ha preso il 5,61% dei voti. Tecnicamente, dato che in questa elezione era alleata con l'UDEUR, questo è molto meno della somma di UDC e UDEUR nel 2005, che fu del 13,15%. Tutti sappiamo però che l'UDEUR si è liquefatta, per cui il paragone è improprio. Probabilmente l'unico paragone sensato è con le politiche del 2008, in cui l'UDC prese il 5,86%. Il consenso del partito appare quindi stazionario. Dato lo scarso distacco tra centrodestra e centrosinistra a livello regionale, almeno quando guardiamo ai voti dei partiti, il mantenimento della forza elettorale può dare all'UDC potere di contrattazione nel futuro.

La Destra invece ha un po' deluso. L'Abruzzo (e il Centro Italia in generale) risultò essere un suo punto di forza nelle scorse politiche, in cui prese il 3,19%. Il successo non si è ripetuto in queste elezioni, in cui ha preso il 1,76%. Un po' poco per contrattare credibilmente con il centrodestra.

Il Partito Comunista dei Lavoratori ha preso lo 0,37%, ben al di sotto della somma di PCL e Sinistra Critica alle politiche 2008, pari a 1,28%. Non ho la pretesa di capire come ragionino gli elettori ultracomunisti, ma sospetto che il ritorno di PRC con tanto di falce e martello sulla scheda abbia costituito per alcuni di loro un richiamo irresistibile.

La lista Per il Bene Comune ha ottenuto lo 0,22%. Si tratta della lista che, a seguito della sua iniziale esclusione e poi riammissione, ha imposto per vie legali lo slittamento delle elezioni di due settimane. Chissà se questi signori si chiedono mai se esiste un modo migliore di usare il proprio tempo.

Conclusioni

Nelle elezioni di tipo maggioritario, come quelle per il governatore regionale, esiste sempre un chiaro vincitore. In queste elezioni è Chiodi, il candidato del centrodestra.

Detto questo, se ci infiliamo nei meandri della parte proporzionale e valutiamo i risultati dei partiti le cose sono un po' più complicate. Qui il chiaro sconfitto è il PD, il chiaro vincitore l'IdV. In un mondo migliore la sconfitta del PD dovrebbe condurre tale partito a riflettere da un lato sul suo coinvolgimento nel sistema di malaffare che la casta ha imposto al paese e su come questo lo penalizzi assai più dei partiti di centrodestra, e dall'altro sul fatto che la linea politica finora seguita appare ondivaga e indecisa a buona parte dell'elettorato. Invece viviamo in Italia, per cui quello che ci aspettiamo è che il risultato venga usato per una bella lotta a coltello tra D'Alema, Veltroni e qualche ex democristiano al fine di occupare i pochi scranni che il PD riesce a conquistare. Good luck.

Il centrodestra è risultato vittorioso, ma il suo distacco dal centrosinistra risulta in realtà ridotto, anche se è stato magnificato dal successo personale di Chiodi e dall'insuccesso personale di Costantini. Il proliferare di liste inoltre rischia di creare forze centrifughe all'interrno dello schieramento. Quanto questo possa complicare l'azione di governo sia regionale sia nazionale lo vedremo in futuro.

24 commenti (espandi tutti)

Un piccolo spunto di riflessione, a priori.

Un dato colpisce chi vede quelle tabelle. O almeno colpisce me.

  • Abitanti 1.262.392
  • Elettori 1.209.079

Fate la differenza tra i due numeri ed avrete gli abitanti con meno di 18 anni.
53'313!!! Fanno in media 3000 casi per ogni anno.
Se dividiamo gli abitanti totali per 3000 (come se questa fosse la natalità media storica per ogni anno) abbiamo 400 anni.
Notare che una volta si parlava di "piramide dell'età". Oggi non è una piramide, è un abajour.

Il nostro in Italia è un voto "vecchio", a maggior ragione in Abruzzo.

Credo che anche questo possa aiutarci a capire il voto.
Che poi tra gli elettori votino solo poco piu' che la metà, è solo l'altra faccia della stessa medaglia. 

Ora se i giovani con meno di 18 anni sono 53'000 e quelli in età scolare sono a naso 37~40'000, sono andato a vedere quanti sono i docenti ed il personale scolastico in Abruzzo. 18'505, secondo RGS.

Il quadro sta diventando piu' chiaro?

Ciao,
Francesco

Cio' che si puo' fare con tre numeri ed un po' di buon senso. Grazie, Francesco.

C'è a dir la verità una cosa che non capisco riguardo al numero degli elettori. Francamente, il dato di Repubblica che cita Francesco è poco credibile. Mi ero accorto del problema quando preparavo il pezzo, ma avevo sorvolato per non appesantire. Comunque, per gli aficionados che leggono i commenti, ecco tutti i dati sugli elettori

    Reg.08 Pol.08 Pol.06 Reg.05 Pol. 01 Reg.00 Pol. 96 Reg, 95 Pol. 94
                     
Elettori   1209079 1068489 1070331 1203608 1166804 118639 1162550 1156448 1141537

I dati sono dal ministero dell'interno, che però ha avuto l'idea geniale di riformattare i dati per le elezioni politiche del 2008 eliminando l'informazione sul numero di elettori. Quindi, per Pol. 08 ho usato dati che avevo in archivoio tratti dai giornali. Comunque se confrontate il dato 2006 con il dato 2005, entrambi riportati dal ministero, vedrete la stranezza. Come è possibile che in un anno spariscano 130.000 elettori? In generale, gli elettori delle politiche 2006 e 2008 sembrano anormalmente bassi. Qualcuno ha idea di perché sia così? Se devo essere onesto assumendo sia vero il dato di 1.262.392 abitanti, a me paiono più credibili i dati delle politiche. Ma sono molto perplesso.

Cioe', tu hai dati in archivio....

Yes, I have troubles sleeping.

secondo demo.istat.it l'abruzzo (pop2008) conta 1'323'987 abitanti.

Da 0 a 17 anni abbiamo 214'233 casi.

Credo di aver capito l'origine del mistero. Sono i votanti all'estero, che sono parecchi (AIRE) ad alzare il numero degli "elettori" rispetto ai residenti.
Poi alla politiche esiste la circoscrizione estero, che ora fa conto a sé, mentre alle regionali non so come sia regolato il fatto del voto estero (probabilmente è compreso e questo spiegherebbe le oscillazioni tra politiche e regionali).

 

Ciao,
Francesco

 

Credo proprio tu abbia ragione, adesso quadra tutto. Tra l'altro quadra anche il fatto che fino alle politiche del 2001 gli elettori di regionali e politiche erano più o meno gli stessi. Infatti fino al 2001 non esisteva la circoscrizione estero, quindi gli emigrati abruzzesi erano contati come elettori nel collegio Abruzzo (come accade ora per le regionali). Incidentalmente questo spiega una bella fetta della differenza di partecipazione al voto tra regionali e politiche; ovvio che gli emigrati partecipano al voto regionale in modo limitato. Alle politiche invece gli elettori sono solo quelli effettivamente residenti.

E' possibile, quindi, rileggere il dato studenti/personale scolastico ? Conta che l'Abruzzo è una regione montuosa, con molti paesini ?

E' possibile, quindi, rileggere il dato studenti/personale scolastico ?

Certo, con i dati istat vedo circa 157'000 studenti (età tra 5 e 17 anni) per cui siamo quasi nel "normale" rapporto 10 studenti ad un addetto. All'estero sono 20 ad uno, anche nelle regioni montuose, ma non vorrei uscire dal tema.
Francesco

Che il PD sia andato sotto in modo cosi clamoroso per la questione morale (e dopo Del Turco oggi tocca al sindaco PD di Pescara) farà rivoltare il povero Berlinguer sulla tomba. D'altra parte, da Bassolino in poi, è stato un crescendo.

A questo punto tocca ad IDV prendere in mano la bandiera del centrosinistra cercando di uscire dalle secche dell'antiberlusconismo.

A questo punto tocca ad IDV prendere in mano la bandiera del centrosinistra cercando di uscire dalle secche dell'antiberlusconismo.

Ma e' proprio il non-collaborazionismo con Berlusconi, e la diversita' dalla sua attitudine sulla questione morale, che ha fatto crescere l'IDV rispetto al PD di Bassolino e Del Turco. Semmai, l'IDV dovrebbe decidersi ad adottare una linea piu' definita in campo economico, per crescere dalla sua presente condizione di "one-issue party" in una credibile forza di governo: e li' le secche da evitare sono semmai quelle del sinistrismo, che al momento tiene lontana un'importante fetta di potenziali elettori di centro-destra che vede in Di Pietro una sorta di Robespierre alleato ai montagnardi di CGIL e affini.

Sinceramente, sembra di sognare. Vedere gente che si definisce "liberale" farsi ammaliare o quantomeno sperare nel dipietrismo non saprei neanche come chiamarla: diciamo straordinaria ingenuità. La sinistra nostrana deve ancora superare l'asticella della socialdemocrazia - quando ce la farà a raggiungere il modesto traguardo di omologarsi a tutte quelle europee, fatemelo sapere che stapperò una bottiglia - e c'è qualcuno che allo stesso tempo spera nel liberalismo della sinistra, rimpiange lo spaventoso Mortimer Berlinguer, un tetro miscuglio di ipocrisia e compunto moralismo, e spera pure nel trebbiatore molisano: e questo sarebbe "uscire dalle secche dell'antiberlusconismo".

Ma gli si risponde - sempre da sponda "liberale" - che anzi bisogna coltivare ancora di più l'antiberlusconismo: ma facciamoci allora anche la tessera o i certificati di persone deberlusconizzate auspicate dai quei fior di democratici dei vaffanculisti!

Un errore che fanno spesso i “sinceri liberali” è quello di convogliare involontariamente nell’opinione pubblica l’idea di una società liberale quale perfetto approdo dell’evoluzione storica, insomma un “costruttivistico” sol dell’avvenire liberale, per cui - con la stessa forma mentis dei giacobini del mito della “democrazia compiuta” - la società liberale si dà o non si dà indipendentemente dal contesto storico e ci si pongono dei falsi problemi, compresi quelli riguardanti l’attuale società italiana, alla quale alla fine si nega tout-court una patente di liberalismo, senza nemmeno tentarne una valutazione sul grado di questo “liberalismo” in relazione ad altre parti del mondo.

E allora si capisce come per l'avvento del Regno dei Cieli Liberale ci voglia l'Angelo Sterminatore.

Mah Zamax, direi che dopo aver visto gente chiamarsi ''liberale'' e stare con Berlusconi il termine in Italia ha sostanzialmente perso qualunque significato. Lo usano più o meno tutti e più o meno a sproposito, al pari di ''concorrenza'' e ''meritocrazia''. Tanto per fare un esempio, la sciura Marcegaglia riuscì a dichiararsi per la concorrenza mentre appoggiava l'operazione Alitalia, una operazione illiberale e anticoncorrenziale se mai ce ne è stata una. E no, non sto pensando come alternativa al Sol dell'Avvenire Liberale o all'Angelo Sterminatore. Mi accontentavo modestamente di vendere Alitalia ad Air France ed evitare di mungere per l'ennesima volta contribuenti e utenti.

Nel definire opzioni politiche concrete nell'Italia del 2008 io il termine ''liberale'' lo uso abbastanza poco volentieri esattamente per questa ragione. A parole lo sono tutti, in realtà non lo è nessuno.

"Liberale" è solo un termine puramente convenzionale e come tale va usato, per comodità dialettica nelle discussioni di tutti i giorni, come quando parliamo, per semplificare, di "destra" e di "sinistra". In questo è una cosa del tutto ragionevole. All'inizio dell'ottocento nell'Europa continentale i "liberali" erano tutti quelli a  sinistra di Metternich e andavano dal cospiratore rivoluzionario al politico anglofilo, e il liberalismo, in senso lato,  si accompagnò al nazionalismo, ad esempio. Con l'avvento del socialismo, il "liberale" venne sempre più sentito nell'opinione pubblica come "conservatore" ecc. ecc. Ma insomma son cose che sanno tutti. Oggi, al di fuori dei paesi anglosassoni, e almeno in Occidente, "liberale" ha un suo significato abbastanza chiaro e condiviso nel campo dell'economia ("libéral" in francese indica sia il liberale che il liberista) meno nel campo dell'etica, pur nella logica di un appoggio all'ampliamento dei diritti individuali e alla loro difesa. Ma insomma grosso modo ci si intende, se non vogliamo imbarcarci in approfondite discussioni.

Anch'io ho votato Berlusconi. E se ci fossero oggi le elezioni voterei ancora per il PDL. E allora? Vuol dire forse che mi piacciono i tremontismi dell'Occidente o il pasticcio Alitalia? O la nuova corresponsione d'amorosi sensi tra l'ex-parvenu Berlusconi e la Confindustria statalista (che anzi avevo prevista nel mio blog, tanto sono poco sognatore)?

Ma alzo il sopracciglio e mi cadono le braccia quando vedo qualcuno della tribù virtuale dei "liberali" che tra i brutti, sporchi e cattivi del PDL, i brutti, sporchi e cattivi della Lega, i brutti sporchi e cattivi che si credono belli del PD, e tra gli Arditi Democratici di Di Pietro, sceglie proprio quest'ultimi. Sbaglio?

Una prima osservazione riguarda l'entità del voto disgiunto. Il candidato governatore ha preso circa il 2% in meno della coalizione che lo sosteneva, un chiaro segnale di sgradimento. Non so nulla di Costantini, quindi non so valutare quanto tale fenomeno possa essere legato alla sua persona. È indubbio però che alla sua candidatura si è arrivati mediante contrattazione tra partiti e non mediante primarie di coalizione. Forse un processo di selezione più aperto e trasparente avrebbe aiutato.

Io ho un'altra interpretazione, e riguarda la posizione di chi esprime (in queste come in altre elezioni locali) un voto disgiunto come maverick. Secondo me in questa situazione abruzzese faceva abbastanza appeal votare IdV come partito ma preferire Chiodi come Presidente (per fare tabula rasa) - sebbene il candidato Presidente del centro-sinistra fosse un uomo dell'IdV (e sebbene anche il centro-destra abruzzese non fosse immune dal coinvolgimento presente e passato nel malaffare).

Insomma, considera un elettore indipendente, poco politicizzato, che avesse voluto mettere qualche croce nella scheda dentro l'urne senza per questo legarsi all'uno o all'altro schieramento. Per inciso vedo questa medesima opzione di comportamento molto probabile anche nelle prossime - quando saranno - elezioni nella Regione Campania (ma ovviamente dipende molto anche dalle candidature e da come ci si arriva).

RR

Grazie Sandro per il pezzo dedicato alle elezioni della mia regione. Pensa che stamane lo avevo auspicato sulla mia pagina su Facebook. Caro Renzino secondo me il fatto che Costantini abbia preso meno voti della somma delle percentuali delle liste che lo sostenevano deriva semplicemente dal fatto che la componete margheritara del PD ha poco gradito la sua imposizione come candidato da parte di Di Pietro. 

Ciao Marco. Non è che per caso tu hai una idea migliore di chi siano questi signori della lista civica Rialzati Italia? Mi sembra difficile che qualcuno arrivi e out of the blue si becchi più del 7%. Ci sono dentro un po' di ex-qualcosa?

Caro Sandro

la lista "Rialzati Abruzzo" e' uno specchietto per le allodole (per gli elettori) dove si sono ri-collocati vecchi marpioni fuoriusciti da altri partiti: UDC, UDEUR o non candidati dal raggruppamento nazionale: in questo caso la PDL... E' una sorta di lista trasversale dove non viene richiesta una verginità politica o una conclamata militanza. Si infarcisce il tutto con personaggi provenienti dalla società civile ed il cocktail è pronto. Nella provincia di l'Aquila è stato eletto un ex UDEUR passato per l'UDC: un certo Di Paolo. A Pescara è stato eletto Masci un ex UDC. Berlusconi quando l'UDC ha rifiutato di entrare nella PDL ha cercato di metterla in crisi a livello di giunte comunali. Ma il suo 5,3 testimonia due cose: l'elevata età media dell'elettorato e l'effetto del simbolo scudocrociato. A riprova di cio' vi e' questo episodio eclatante: alle europee del 1999 il CDU di Buttiglione presentando candidati anonimi, con lo scudo crociato raccolse il 2%.

PS sui mal di pancia tra il PD e l'IDV su il Riformista del 14 scorso è uscito un articolo dal titolo emblematico: Veltroni: l'agnello marsicano. Se riesco a trovarlo te lo invierò scannerizzato

C'erano una volta le primarie e Nichi Vendola. Ah,  I tempi in cui si vincevano le elezioni. Da quando abbiamo scoperto che il liberismo e' di sinistra, e che "una fetta dell'elettorato ha semplicemente deciso che la proposta politica di SinistraArcobaleno risulta essere inadatta e obsoleta" non se ne vince una che sia una. Attendiamo fiduciosi che il messaggio arrivi ai potenziali elettori.  Cosi' che la Lega possa diventare finalmente primo partito di destra.

(quello di sopra e' uno sfogo, non un'analisi. Prendetelo come tale)

 

Sfogarsi va bene, ma un giorno questa discussione bisognerà farla seriamente. Al paese, non solo alla sinistra, fa male che non ci sia un'alternativa di governo. Come si è arrivati a questa situazione in cui il centrosinistra è incapace di vincere? Permettimi di dubitare che il problema sia l'eccessivo liberismo. Che il liberismo sia di sinistra lo hanno detto Alesina e Giavazzi. Non l'ho mai sentito dire da D'Alema, Veltroni o Marini. Né, ovviamente, da Bertinotti e compagnia.

Il problema (uno dei tanti) della sinistra è l'incapacità di fare un serio esame di coscienza dopo le varie batoste elettorali, dalle elezioni politiche in poi. Personalmente credevo che la sconfitta potesse essere utile per chiarirsi le idee. Quello che è successo è stato l'esatto contrario, con Veltroni e soci in completa confusione politica e strategica. Mi colpisce il fatto che mentre all'estero è prassi comune che il perdente di una competizione elettorale si faccia da parte, in Italia i vari Veltroni, D'Alema eccetera bisognerà sopportarli chissà per quanto altro tempo.

Mi colpisce il fatto che mentre all'estero è prassi comune che il perdente di una competizione elettorale si faccia da parte, in Italia i vari Veltroni, D'Alema eccetera bisognerà sopportarli chissà per quanto altro tempo.

Ma tu lo sai che il precedente Presidente della Confcommercio Billè è stato incollato a quella sedia per 20 anni? Prima di venire scoperto a incamerare quadri e prebende pagate con i soldi degli associati ?? Mica lo hanno mandato via i soci ! Lo ha mandato via la Magistratura.

In Itaglia la colla alla sedia è parte del kit di insediamento in una carica politico-associativa - i suddit... ehm gli associati lo insediano per fare l'avamposto della Famiglia di provenienza nei confronti delle altre Famiglie.

RR

Secondo me la sinistra ha tre problemi molto gravi, in ordine:

  1. Il 90% di quello che dicono è autoreferenziale.Le beghe di corrente le mandano in tv, a beneficio di qualche centinaio di militanti.Al resto del mondo viene l' orchite, e lascia un retrogusto vecchia DC decisamente fuori moda.
  2. La guerra alle PMI, che al nord gli inimica quasi tutti quelli che non lavorano per la PA.Non che la concorrenza faccia granchè,ma almeno prova a indorare la pillola
  3. La spocchia. Gente che ancora nell' 89 faceva il tifo per l' URSS e ti trattava come un' idiota o un ladro perchè al pensavi diversamente, continua ad atteggiarsi a profeta immacolato e guardare gli altri dall' alto in basso.

Per rincarare la dose, faccio notare che dopo infiniti dibattiti alla Cencelli, in 15 anni ci sono stati presentati come candidati a guidare la riscossa i signori Occhetto, Prodi, Rutelli (dopo un' appassionante lotta con Amato) e Veltroni.

15 anni di minestra riscaldatasono tanti persino in Italia.

Certo, poi uno guarda BS e diventa possibilista, ma se chiedessero ad un buono spin doctor come alienarsi più elettori possibili non so proprio cosa potrebbe dirgli se non che van bene così.

2. La guerra alle PMI, che al nord gli inimica quasi tutti quelli che non lavorano per la PA.

Questa e' infatti una cosa che ha dell'incredibile, perche' consegna all'avversario la parte piu' produttiva del paese, che per giunta e' numericamente, e percio' elettoralmente, molto significativa. Almeno i comunisti d'antan attaccavano solo pochi padroni col panciotto, la catena d'oro e il sigaro.

Per un esempio eclatante di questa stupidita', si veda la lettera inviata oggi al FT da tal Stefano Fassina, che si firma "Economic adviser to the Democratic party shadow cabinet". Qualche giorno fa, Wolfgang Munchau e Tony Barber, riprendendo le critiche di Tito Boeri, avevano argomentato che il piano di stimolo del governo italiano e' troppo limitato e anzi innalza la pressione fiscale di 390 milioni di euro. Che fa il Fassina? Scrive una lettera (che va letta per crederci) intitolata "Berlusconi decree actually delivers a large ‘tax cut’ for certain sectors", e vi sostiene che no, non e' come dicono Munchau, Barber e Boeri: "il decreto in realta' fornisce un grosso taglio alle tasse di lavoratori autonomi, piccole imprese e professionisti, rimuovendo barriere e abbattendo le pene per evasione fiscale e largamente sovrastimando gli introiti dal recupero di tasse evase. In breve, queste misure assommano a un 'taglio d'imposta' di quasi l'1% del PIL dal 2009". In altri termini, dice a lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese: "1. Noi vi consideriamo tutti evasori e ladri e 2. se fosse per noi sareste tassati ancora di piu'" -- il tutto nella stessa settimana in cui due assessori del PD in Campania sono stati arrestati per corruzione, ed e' stato richiesto l'arresto anche di un deputato dello stesso partito (assieme a quello bipartisan di Italo Bocchino, che forse dovrebbe fare piu' attenzione ai consigli di LaTorre).

E poi si meravigliano se Berlusconi vince le elezioni.

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