Spese, maledette spese

28 febbraio 2008michele boldrin e thomas manfredi

Dove si descrive come il BelPaese lo affossi, rodendoselo, la Casta. In complicità con quelli che della Casta sono dipendenti, clienti, o mantenuti. Dopo i salari ed i redditi disponibili esaminiamo il capitolo delle spese, pubbliche ovviamente. E di nuovo le tasse, perché quelle spese le finanziano gli altri italiani, a mezzo dell'(op)pressione fiscale subita.

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L'Italia ha tradito le nuove generazioni?

27 febbraio 2008alberto bisin

Tito Boeri e Vincenzo Galasso pensano di sì. Il loro libro, Contro i giovani, Mondadori 2007, lo argomenta con dovizia di particolari. È un libro ambizioso e importante. Ambizioso perché aspira a una diagnosi coerente dei mali del paese. Importante perché Tito e Vincenzo rappresentano le nuove teste pensanti della sinistra nel paese. In questo articolo recensisco brevemente il libro ma soprattutto colgo l'occasione per dire la mia sulla questione della diagnosi dei mali del paese. [Disclaimer (così fa il New York Times, che fa aristocrazia del giornalismo): Tito e Vincenzo sono due amici - Tito lo conosco addirittura dal liceo, anche se lui è più vecchio :)]

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Tasse, maledette tasse

25 febbraio 2008andrea moro e thomas manfredi

Qualche mese fa Mario Draghi, in una relazione alla Società degli Economisti, mostrò alcuni dati sull'andamento dei consumi e redditi in alcuni paesi europei sui quali Andrea rilevò alcune discrepanze. Bankitalia ha confermato l'errore nel grafico relativo alla Germania; uno dei suoi economisti ci ha gentilmente spiegato come ricavare il loro grafico relativo all'Italia, che siamo riusciti a riprodurre. C'è molto da imparare dal confronto fra i grafici ricavati da Andrea e quello di Bankitalia.

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Salari, maledetti salari

20 febbraio 2008michele boldrin

Proviamo a discutere seriamente di salari bassi e che non crescono. Per oggi illustriamo i fatti ed i non fatti (che sono importanti anche se arrivano alla fine, abbiate pazienza). Lasciamo analisi e proposte a un post futuro che pubblicheremo a giorni.

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Voti 2006 più alleanze 2008 uguale Senato senza maggioranza

19 febbraio 2008sandro brusco

Ho fatto un conto terra terra. Mi sono chiesto: se gli elettori votassero esattamente gli stessi partiti, o loro eredi, del 2006 e le alleanze elettorali fossero invece quelle che si stanno profilando per le elezioni del 2008 (almeno a oggi), come sarebbero distribuiti i seggi al Senato? La risposta: Partito Democratico e alleati 124 Cosa Rossa 32 Popolo delle Libertà+Lega 154 UDC 4 Indipendenti (Pallaro) 1 Nessuna maggioranza al Senato! Ed è tutta colpa, o merito, di Casini e niente mi toglie dalla testa che questo è esattamente quello in cui spera. Le cinque regioni chiave che determineranno l'elezione sono Liguria, Marche, Abruzzi, Calabria e Sardegna. Dove vanno loro, lì andrà il paese. O, forse, il paese andrà laddove andrà il senatore dal Nord America ... Aggiornamento importante del 20 febbraio. Alcuni lettori mi hanno segnalato che la Lega Nord potrebbe strategicamente correre da sola in Lombardia e Veneto. Ho rifatto i conti e in tal caso il blocco berlusconiano prenderebbe 7 seggi in più, raggiungendo una maggioranza di 161 seggi al Senato. La nuova tabella è la seguente Partito Democratico e alleati 118 Cosa Rossa 31 Popolo delle Libertà+Lega 161 UDC 4 Indipendenti (Pallaro) 1

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L'evidenza empirica sul salario orario minimo

18 febbraio 2008giorgio topa

Cerchiamo di riassumere l'evidenza empirica che abbiamo a disposizione riguardo agli effetti del salario orario minimo su occupazione, disoccupazione e partecipazione al mercato del lavoro. Tutto sommato, i dati sembrano dire che l'imposizione di un salario minimo tende ad avere effetti negativi proprio per i lavoratori che si vorrebbero maggiormente aiutare, ovvero quelli con bassi salari.

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La recessione e la miseria della macroeconomia

21 gennaio 2008michele boldrin

La recessione che verrà, o che forse e' gia' arrivata, è dovuta soprattutto ad errori di politica economica. Mi riferisco all'economia USA, ovviamente, 'ché l'economia italiana è in coma da più di un decennio e segue il ciclo mondiale solo flebilmente. Le misure da troppe parti invocate ed ora in via d'adozione faranno o niente o solo danno. L'esperienza giapponese non ha insegnato nulla e tutti si son scordati di quanto successe tra il 1970 ed il 1982. Spenti i pochi e fastidiosi lampioni teorici che, nel buio più pesto, suggerivano cosa NON fare, il modello che analisti e policy-makers usano è quello di quarant'anni fa, e come quello non spiega quanto accade. Nella sua miseria intellettuale il paradigma dominante non ammetterà mai che l'imperatore è nudo.

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Dove va la riforma elettorale? Un esercizio di teoria dei giochi.

13 gennaio 2008sandro brusco

Si è ri-ri-ri-cominciato a parlare di riforma elettorale. Che tipo di riforma elettorale ci sarà, e se ci sarà, dipende dalle carte che i diversi partiti hanno in mano. In questo post cerco di usare i concetti della teoria dei giochi per chiarire meglio quali sono tali carte, e cosa possiamo aspettarci succeda nei prossimi mesi.

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Perché si dicono tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia

26 novembre 2007sandro brusco

Dove cerco di eviscerare il modello economico che sta alla base della miriade di baggianate che si odono con allucinante frequenza nel dibattito economico italiano.

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Criminalità e diversità: di chi o cosa dovremmo aver paura?

22 novembre 2007giulio zanella

Una lettura, senza troppe pretese, dei dati sul crimine in Italia e Stati Uniti, con particolare attenzione all’immigrazione e alla diversità etnico-culturale delle comunità.

La tabella 3 e i risultati dell'associato esperimento numerico sono stati modificati il 29 novembre 2007, a causa di un errore nella stima. La sostanza dei risultati inizialmente riportati è comunque intatta.

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