Sui buoni consigli per gestire il risparmio

3 novembre 2017 Massimo Famularo

Sarà mica più utile all’alfabetizzazione finanziaria degli italiani trovare posto a scuola per qualche ora di lezione sul valore della moneta nel tempo o sul legame (anche solo come nozione intuitiva) tra rischio e rendimento, piuttosto che fondare l’ennesima commissione, che come cantava il poeta “si costerna, si indigna e si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”?   

Questo post comincia con un personaggio di fantasia che, per comodità, chiameremo Candido Epimetei. Per motivi che non rilevano in questa sede, questo personaggio non era mai riuscito a formarsi delle competenze di carattere economico finanziario e, inoltre, aveva sviluppato una certa avversione idiosincratica per qualunque disciplina di carattere quantitativo. Per completare il quadro diciamo che il suo livello di istruzione e di reddito erano sostanzialmente superiori alla media nazioanle.

Un bel giorno, Candido apprese con molta soddisfazione che era stato costituito un comitato per l’educazione finanziaria, una formidabile istituzione che avrebbe risolto rapidamente tutti i problemi degli italiani in materia di scelte di risparmio e colmato il Gap nei confronti degli altri paesi sviluppati. Mosso da doveroso senso civico, il nostro personaggio si fece una bella stampa dei 5 buoni consigli per gestire al meglio i propri soldi e si adoperò per quanto possibile per metterli in pratica.

Il primo consiglio suggeriva di “prendersi cura dei propri soldi e non lasciarli sul conto corrente”(grassetto perfido e mio), dunque diligentemente il nostro personaggio si recò presso la filiale più vicina del suo istituto di credito di fiducia: il Monte dei Boschi per le popolari venete.

Il secondo consiglio, prescriveva di informarsi per bene e, visto che il nostro personaggio non masticava di attività finanziare e trovava fastidioso fare i conti, decise di chiedere consiglio al suo esperto di fiducia, la signorina Marianna Gatto Volpi addetta ai privati del suddetto istituto di credito.

Il terzo consiglio, suggeriva di confrontare diversi prodotti e a questo proposito la signorina fu veramente esaustiva passando una serie una gran quantità di alternative che andavano dalle polizze Medium Linked a capitale pressoché garantito ai fondi comuni dai nomi accattivanti come Crescita Più, Orizzonte Sicuro e simili fino alle gestioni patrimoniali. Visto che il terzo consiglio specificava che era opportuno, come al mercato scegliere i prodotti migliori al prezzo più basso (giuro che è scritto così) al nostro risparmiatore rimasero nel piatto azioni e certificati di deposito della banca stessa.

Il quarto consiglio suggeriva di capire prima di firmare e Candido, che non era uno sprovveduto, ripeté per filo e per segno quanto aveva compreso sui prodotti che stava per acquistare in attesa di conferma da parte della paziente impiegata che, ascoltò con attenzione e si complimentò per il fatto che il cliente avesse ripetuto puntualmente le sue spiegazioni. La capacità di ripetere per filo e per segno era stata una delle determinanti fondamentali nel successo scolastico prima e professionale poi per il nostro risparmiatore.

L’ultimo consiglio era il più importante: richiedere un compenso adeguato per il rischio a cui si veniva esposti. Cadido ricordava vagamente una cosa tipo “cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia” e dunque pensò che quello che rendeva di più doveva essere più rischioso: i certificati avevano un rendimento certo e storicamente più elevato delle azioni, dunque dovevano essere più rischiosi, da qui l’allocazione più prudente quasi tutte azioni della banca e una piccola componente di certificati per dare un po' di pepe al portafoglio.

Soddisfatto per aver fatto il proprio dovere, il nostro onesto cittadino tornò a casa e si disinteressò dei propri risparmi - tra i buoni consigli non vi era traccia di qualcosa che avesse a che fare con il monitoraggio dei propri investimenti, salvo la generica indicazione di “prendersi cura dei soldi” che però probabilmente riguardava il non lasciare i soldi sul conto corrente e così lui aveva fatto.

Non troppo tempo, dopo la banca cambiò nome ed entrò a far parte del gruppo Banca IntenSa che la rilevò per un euro da un procedimento di Ristrutturazione Eterodiretta per istituti di Credito non del tutto insolventi. Tutte le azioni vennero azzerate e i certificati di deposito ridotti del 80%, questo comportava per il nostro personaggio immaginario una perdita del 98% sul capitale investito (100% di perdita sul 90% del totale e 80% di perdita sul restante 10%). Per non farci mancare il lieto fine, segnaliamo un intervento riparatore a carico dello stato con indennizzo per i piccoli risparmiatori sprovveduti,  che avevano investito in azioni,  secomndo la logica 3x2 che tanto ricordava le offerte del supermercato. L’indennizzo consisteva nell’assegnazione di 2 azioni speciali, appositamente emesse da Banca IntenSa e comprate dal governo, ogni 3 azioni azzerate della vecchia banca in possesso di risparmiatori sprovveduti (per fortuna anche di quelli che avevano la stampa dei 5 consigli). Ogni nuova azione valeva circa 1/10 di quelle vecchie e non poteva essere rivenduta prima di 10 anni.

Questo è un post di fantasia, volutamente provocatorio e le perdite conseguite seguendo i “5 buoni consigli” sono il risultato di un caso limite, costruito appositamente, ancorché perfettamente plausibile. L’intento è mostrare come un mix di fiducia nelle istituzioni (che non sempre la meritano), ignoranza di alcuni concetti di base che, con tutto il rispetto per la professoressa Annamaria Lusardi, che presiede il comitato per l'educazione finanziaria e ha dispensato i salvifici consigli, non si risolve con simpatici paragoni con la spesa al mercatoe  possono avere conseguenze tragiche per i risparmiatori.

Non sono purtroppo di fantasia i 20 miliardi stanziati dal governo Gentiloni lo scorso dicembre per intervenire sugli istituti di credito in difficoltà, l’impiego di parte di questi nell’affare Monte dei Paschi, oltre che nelle popolari venete, così sono molto reali le perdite subite dai risparmiatori delle 4 piccole banche messe in risoluzione l’anno precedente.

 Il tema dell’educazione finanziaria è quindi molto delicato, poiché oltre a danneggiare i singoli che possono compiere scelte improvvide in tema di allocazione del proprio risparmio, impone oneri a carico di tutta la collettività nel caso in cui i governi decidano di indennizzare i risparmiatori incauti, quest’ultimo passaggio ha poi anche evidenti conseguenze in tema di azzardo morale e inefficiente allocazione delle risorse.

Rimane a questo punto una domanda da lasciare nel vento: sarà mica più utile all’alfabetizzazione finanziaria degli italiani trovare il posto a scuola per qualche ora di lezione sul valore della moneta nel tempo o sul legame (anche solo come nozione intuitiva) tra rischio e rendimento, piuttosto che fondare l’ennesima commissione, che come cantava il poeta “si costerna, si indigna e si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”?   

Il tono del post era volutamente sarcastico, tuttavia intendevo anche sottolineare seriamente che l’educazione di cui c’è maggior bisogno per evitare scelte sbagliate deve da un lato, avere un taglio operativo e pratico, che mal si concilia con la preferenza dei nostri politici e dei loro amici accademici, per i “dialoghi sui massimi sistemi”, dall’altro non può prescindere da alcuni rudimenti matematica e statistica in mancanza dei quali le similitudini con la spesa al mercato possono finire per diventare controproducenti.

Post Scriptum

qualcuno potrebbe argomentare che la super commissione sia stata  istituita anche per pianificare l'inserimento di nuovi corsi nelle scuole etc ma il mio punto è che  non servono iniziative straordinarie, non parliamo di tematiche nuove o eccezionali su cui dibattere per comprendere l'angolo giusto o studiare il da farsi: occorre semplicemente riconoscere che alcune nozioni elementari in merito alla diversificazione del rischio, piuttosto che sul valore della moneta nel tempo, dovrebbero far parte del set di base di compenenze di cui ogni individuo adulto ha bisogno per comprendere il mondo che lo circonda. Niente discussioni accademiche, nè simpatiche ricette in stile "abbi cura dei tuoi soldi", solo rudimenti di matematica, statistica, economia  e un bel pò di esempi pratici.

 

@massimofamularo

13 commenti (espandi tutti)

Osservo che dai tempi dello sventurato investimento di Candido, che visti i fatti dovrebbe essere avvenuto qualche anno fa, il problema si è aggravato. Dal 17 marzo 2016 (delibera Consob 19548), la signorina Marianna Gatto Volpi, da promotore finanziario è stata "promossa" consulente finanziario, quindi abilitata dall'organismo di vigilanza a dare consigli, invece che limitarsi a promuovere la vendita dei prodotti del suo datore di lavoro.
Quando vado dal mio macellaio, spesso gli chiedo consigli su quale taglio acquistare e quale vino abbinare, ma mi è chiaro che dall'altra parte del bancone c'è un (peraltro onestissimo) venditore, non un consulente eno-gastronomico. E come a me è perfettamente chiaro anche agli altri clienti.
Si potrà dire lo stesso per i clienti della Gatto Volpi?

Concordo

Franco Verzetti 5/11/2017 - 11:16

ma, potendomi identificare (fortunatamente solo in termini ideali) con il sig. Candido mi/Le pongo una domanda. Il mercato finanziario, per come lo si intuisce dal nostro punto di vista,  ha miliardi di angoli nascosti che spesso si rivelano insidiosi anche per il più onesto e competente degli "esperti"; non teme anche lei che, vista la rapidità con cui il mercato si muove, quello che viene insegnato alle 11 del mattino non sia più valido alle 11 di sera?

  Ringrazio per l'attenzione

mi consenta

dragonfly 6/11/2017 - 00:22

il suo dubbio nasce da un equivoco di fondo, peraltro quasi sempre costosissimo.

"il più onesto e competente degli esperti" mediamente non è più ricco di chiunque altro, cioè i movimenti di mercato, lenti o rapidi, sono imprevedibili per tutti, non solo per il signor Candido. se quest'ultimo ritiene che con una onesta consulenza si possa star tranquilli, si sbaglia di grosso.

l'esperto indipendente serve a tutt'altro, a spiegare i rischi  e ad esplicitare i costi. e questi sono sempre gli stessi, da che mondo è mondo.

in materia credo sia ormai proverbiale, però dal tono della sua risposta intuisco di essermi spiegato male, ci riprovo. Premesso, che per ingenui che si possa essere non si può chiedere al "consulente" di essere profeta, che per "onesto" si intendiamo banalmente quello che non vende i bot argentini al pensionato e circa il significato di  "competente".... non insulterò la sua intelligenza spiegandoglielo . Ciò detto si ritorna all'interrogativo principale, anche il migliore dei consulenti è esposto all'azione di "forze oscure" che cercheranno sempre di inventarsi qualcosa per infilarsi dalla "porta di servizio" di conseguenza quando costui fosse messo a insegnare rischierebbe di vedere i suoi insegnamenti vanificati nel giro di poco .... o no? Peraltro non ho capito il riferimento alla ricchezza dei consulenti potrebbe spiegarmi meglio, grazie in anticipo.

mi scuso

dragonfly 6/11/2017 - 17:42

del tono sbrigativo. in effetti il punto è sottile e merita maggior impegno.

Peraltro non ho capito il riferimento alla ricchezza dei consulenti

era solo per ricordare che al consulente non bisogna chiedere il futuro dei nostri investimenti, ne sa quanto noi. sennò sarebbe ricco e non farebbe più consulenza.

in generale, rilevo  una certa tendenza a considerare il mondo del risparmio come troppo complesso per l'uomo comune, appunto una selva oscura in cui si smarrirebbe subito la diritta via, in assenza del virgilio di turno e di una ferrea e asfissiante vigilanza superiore. mah, sarà...mi ricorda un pochino quell'assioma della psicanalisi, che vede nel costo delle sedute e nel loro numero tendente ad infinito, il presupposto dell'efficacia  della terapia. in concreto, bisognerebbe stipendiare il virgilio bancario col 2% annuo e il regolatore perchè produca prospetti informativi di 300 pagine, altrimenti il lupo ci mangia.

in accordo con la chiusa dell'articolo, occorrono invece pochi e ben digeriti concetti universali, non passibili di aggiornamento. la legge di gravità basta e avanza, non c'è quasi mai bisogno della relatività generale etc.  e anche prima di questi pochi strumenti tecnici, occorre una specie di impegno morale da parte di chi investe, cioè di farlo solo se si è in grado di assumersi la  responsabilità delle firme che si mettono.

 

 

Un punto di vista diverso in merito alla ricchezza dei 'consulenti' si trova qui...: https://www.amazon.com/Where-Are-Customers-Yachts-Street/dp/0471770892.

Ci sono cose semplici e altre complesse ma il sistema (regolatori compresi o, forse, in primis) non ha alcun incentivo a semplificare. Un conto poi è ciò che si scrive, altro è ciò che si dice oralmente (verba volant...). Naturalmente questo vale per qualsiasi prodotto in vendita, finanziario e non. La specificità dei prodotti finanziari è l'eccessiva produzione di documentazione scritta che solo pochissimi leggeranno. Anche perchè in molti casi il trade-off tra tempo e meningi da investire nella lettura e ritorno atteso è negativo (o è percepito come tale).

Tornando alla parabola di Massimo credo che l'aspetto da sottolineare sia il seguente: "dall’altro non può prescindere da alcuni rudimenti matematica e statistica in mancanza dei quali le similitudini con la spesa al mercato possono finire per diventare controproducenti."

Il primo lavoro da fare per accrescere l'educazione finanziaria è quello di inserirla nei programmi scolastici e la materia che più si addice per favorire tale inserimento è la matematica. Punto. Piaccia o meno.

E per quelli che non vogliono studiare e preferiscono andare al bar?

Di nulla

Franco Verzetti 7/11/2017 - 11:20

la comunicazione scritta si presta all'equivoco. Siamo daccordo che tendenzialmente chi si arricchisce raramente spiega come ottenere gli stessi risultati e, se lo fa, si fa pagare profumatamente in modo da mantenere le distanze. Sono invece solo parzialmente daccordo sul fatto che in un mondo come quello finanziario bastino pochi e basilari concetti universali poichè, sempre dal basso della mia ignoranza, nel momento in cui vedo che il valore di un'azienda è "svincolato" dal prodotto della stessa, mi pare che quei "concetti universali" cessino di valere o quantomeno vengano molto ridimensionati.

le due cose

dragonfly 8/11/2017 - 00:53

a ben vedere sono consequenziali.

1) se si ritiene che nessuno abbia metodo e conoscenza per guadagnare oltre la media del mercato

2) allora è anche del tutto inutile, almeno per quel mitico risparmiatore della cui salute finanziaria tutti, anche il  il gatto e la volpe, mostrano di preoccuparsi, ricorrere a "nuovissimi metodi per perdere denaro, quando quelli vecchi funzionano ancora bene". una vita di studi specifici e continuamente aggiornati, fortunatamente in molti altri campi fa la differenza, ma in un mercato appena passabile, no; è difficile, molto difficile trovare traccia di "smart money".

la consulenza qualificata ed indipendente è allora utilissima per far digerire quelle due o tre cose, sempre quelle e anche parecchio noiose, indorandole con l'equivoco di poter guadagnare di più. in realtà è una dattilografa in un mondo di analfabeti, non è thomas mann.

non si sa quale sia, il mercato azionario ci dice a che prezzo è avvenuto l'ultimo contratto, magari di un'azione sola. almeno questo è un dato certo. amazon quota 260 volte gli utili attesi 2017 e questo sembra non preoccupare chi ha comprato. è da sempre così.

sì, ma...

tizioc 9/11/2017 - 06:07

 

l'esperto indipendente serve a tutt'altro, a spiegare i rischi  e ad esplicitare i costi. e questi sono sempre gli stessi, da che mondo è mondo.

Concordo nel complesso con il suo commento, ma su quest'ultimo punto non sarei così sbrigativo. L'ambiente finanziario in cui ci troviamo attualmente, nel quale gli investimenti più sicuri (quelli convenzionalmente considerati "privi di rischio") non riescono a mantenere il valore reale della somma investita, e anche i rendimenti nominali sono bassini, è piuttosto recente, e presenta qualche trappola in più per il risparmiatore naïf e abituato da tempo ad avere buoni rendimenti da quello che investe.  (Sulle ragioni che stanno dietro a questo cambiamento ci sono in realtà poche certezze, ma non sono pochi a ritenere che questa "stagnazione" non sia solo congiunturale, e che in forme più o meno marcate potrebbe durare a lungo.)

la differenza tra promuovere e consigliare investimenti. All'atto pratico, il promotore prestava una consulenza interessata: c'è bisogno di una consulenza indipendente, pur nella consapevolezza di quanto segnalato da dragonfly. Ma vedrete che la consulenza indipendente non avrà successo ... 

All'atto pratico, il promotore prestava una consulenza interessata: c'è bisogno di una consulenza indipendente, pur nella consapevolezza di quanto segnalato da dragonfly

Se non vado errato la pratica della "consulenza finanziaria indipendente" esiste in realtà da tempo.  Ovviamente il risvolto pratico della suddetta "indipendenza", e forse il nodo della questione, è che il consulente indipendente (1) non è legato ad alcuna banca, società di gestione di fondi, o simile, e di conseguenza (2) lavora a fronte di un compenso del cliente.

Che il successo di questa figura sia relativamente limitato credo sia evidente a tutti, e qualcuno potrebbe anche ritenere che se il cliente-di-banca tipo fosse furbo abbastanza da rivolgersi spontaneamente alla consulenza indipendente, non avrebbe neanche troppo bisogno dei suoi consigli. In fondo farsi un'educazione basilare in merito, quel che basta per prendersi cura dei propri risparmi ed evitare disastri, non è poi così impegnativo.

geniale

Guido Cacciari 12/11/2017 - 11:35

il "Monte dei Boschi", così come "Candido Epimeteo" e tutto il racconto.

Per le conclusioni, a me sembra che i legami tra economia finanziaria, economia politica e filosofia del diritto siano così stretti che la scelta dell'investimento non può tralasciarli.

Nel mio piccolo, lo studio delle condizioni e delle modifiche istituzionali dei diversi paesi ha sempre orientato con successo i miei investimenti.

A questo proposito, cito un mio articolo apparso su   Von Mises Italia e su Diogene .

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